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IL TRAGICO GIOCO DEI SECONDI

Sono veramente stanco di tutto. Penso che sia un sentimento condiviso da


tanti. Stanco della violenza che dovunque, ogni giorno, forse addirittura ogni
minuto si incontra. Da quella piccola nel traffico, alla famiglia sterminata dal
padre geloso, alle guerre tenute nascoste, alle stragi che ci vengono sbattute in
faccia ad ogni telegiornale. Le ruberie dei politici, anche di quelli che si fanno
passare per onesti credenti, alla corruzione nella magistratura, nel pubblico
impiego (che una volta veniva chiamato servizio pubblico). Sembra che non
ci sia pi un ambiente umano che si salva. Lamicizia per interesse. Lamore
ridotto alla ricerca del piacere senza impegnarsi. Quello che per mi fa soffrire,
quasi morire dal dolore, che il male dentro la Chiesa. Vendette personali
eseguite meticolosamente anche dopo anni e studiate, gelosie, invidie,
divisioni, il Papa ha parlato di terrorismo delle parole quando distruggiamo
per sempre lonorabilit di una persona col pettegolezzo, la mormorazione, la
falsa calunnia coscientemente messa in giro. Qualcuno potrebbe dire che
queste sono le solite parole di Valter, il pessimista. Devo invece dire che
ringrazio Dio della fede che mi ha donato perch in mezzo a tutto questo
continuo a credere ed a sperare. Credere non fingere di non vedere. La
speranza non figlia del fingere che tutto vada bene. La carit un atto di
amore gratuito, nonostante tutto, il libro del Qoelet dice che non c nulla
di nuovo sotto il sole. Non c nulla di nuovo da quando Adamo ed Eva si
ribellarono a Dio e Caino uccise suo fratello Abele. Sono miti letterari cio
tentativi di spiegazione di quanto luomo vedeva in s ed intorno a s. Da
sempre fino a questa mattina. Ci sono ben sedici nazioni (lItali al quarto
posto!) che vendono armi e missili ed elicotteri per la guerra e le svariate
guerriglie che insanguinano il mondo. La cancelliera Merkl Angela della
Germania ci viene a dire che non si chiuderanno le frontiere e ad esprimere la
sua solidariet per le vittime ma non ci dice che centinaia di migliaia di operai
tedeschi lavorano nelle fabbriche di armi. Lo stesso Renzi. Lo stesso Holland.
Lo stesso Obama. Ed a proposito dello scontro dei treni di Andria la pista dei
finanziamenti mai usati si insabbiata. Qual la causa di tutto questo? La
Parola di Dio che ci sentiremo proclamare domenica prossima ci dona la
risposta alla domanda ed una via per uscire dal circolo del male. Ma saremo
troppo distratti per ascoltare. Infastiditi dal caldo e dalla noia per le prediche.
Inoltre quello che ci verr proposto come soluzione ci trover tutti daccordo
ma purch comincino gli altri. Come la solito armiamoci e partite. Il libro del
Qoelet un testo sapienziale che cio ci parla della sapienza acquisita dai
popoli nel corso dei secoli. Alcuni esegeti dicono che un libro ateo. Talmente
pessimista da non pensare che Dio ci sia e sia la risposta, la speranza, la via
per la guarigione. Ancora una volta ripeto che se non ci fosse Dio allora
saremmo davvero nel regno della morte. La descrizione che ci sentiremo
leggere questa, ve la riporto tutta perch la trovo vera, bella, attualissima.
Vanit delle vanit: tutto vanit. Chi ha lavorato con sapienza, con scienza e
con successo dovr poi lasciare la sua parte ad un altro che non vi ha per nulla
faticato. Infatti, quale profitto viene alluomo da tutta la sua fatica e dalle
preoccupazioni del suo cuore, con cui si affanna sotto il sole? Tutti i suoi giorni
non sono che fastidi penosi e dolori; neppure di notte il suo cuore si riposa.
Anche questo vanit. Chiama vanit l cose inutili, che non ci porteremo
dietro nella cassa quando sar il momento. Eppure a queste vanit lasciamo il
dominio sul ostro cuore. Sulla nostra vita. Sui nostri rapporti. Fin dentro casa.
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Fino alla nostra famiglia. Fino al rapporto fra fratelli. Il Vangelo ci racconta:
uno della folla disse a Ges: d a mio fratello che divida con me leredit.
Sembra una richiesta giusta, molti di noi gli darebbero ragione. Pensiamo che
Ges per more della giustizia deve prendere il fratello e costringerlo a divider
leredit. Siamo tutti cos convinti che la giustizia cominci dalleredit, dai soldi
che mi spettano di diritto che addirittura i nostri vescovi nel tradurre la
parabola del figliol prodigo hanno tradotto ed impostato tutto sulleredit che il
figlio chiede, che il padre divide tra i due figli, che il giovane sperpera. Ma nella
parabola come lha raccontata Ges la parola chiave non leredit, non sono i
soldi o il patrimonio. Anzi non esiste nessuno di questi termini. La parola greca
ousia cio esistenza, possibilit di vivere. Ed il padre che Dio si chiama
YHWE che in ebraico significa colui che ha in se stesso lesistenza e la dona
chiama i due figli e dona loro lesistenza. Capiamo allora cosa pensa Ges e
perch risponde al fratello che chiede giustizia o meglio la sua parte di
denaro e di beni: O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di
voi? Fate attenzione e tenetevi lontani d ogni cupidigia perch anche se uno
nellabbondanza, la sua vita non dipende da ci che egli possiede. A ogni
cupidigia vuol dire anche dalla sete di potere, di successo, di vendetta, di
carriera. Non sono solo i soldi ma anche la gelosia, linvidia, la mormorazione, il
terrorismo delle parole, il disonore gettato come fango sui nemici. Emarginare
non appartiene alla Chiesa, al messaggio di Cristo e allesperienza della Chiesa
fin dai suoi primissimi passi. Non penso proprio che gli apostoli, Pietro, Paolo,
Tommaso egli altri si siano sentiti dire tu sei giargianese che in dialetto
foggiano significa straniero. Il cristianesimo sarebbe rimasto un piccola
religione sul lago di Tiberiade! Se la Chiesa fosse pi leghista dei leghisti non
avremmo san Francesco Saverio, san Daniele Comboni e gli altri grandi
missionari. Se fossimo ancora legati al campanile o al paese di origine
saremmo una comunit di miserabili poveri che invece che portare lannuncio
di Ges porteremmo solo vanit delle vanit, cupidigia. La via che ci viene
indicata per uscire dal baratro di male piccolo e grande, personale, familiare,
paesano, nazionale, continentale, mondiale e purtroppo anche ecclesiale
richiede un coraggio che solo la fede, la speranza e la carit possono
sostenere. Il coraggio di lasciare tutto e partire lungo i sentieri della vita, di
costruire ponti, di essere in pace con tutti, di saper perdonare, di essere certi
che il Padre non ci far mancare mai nulla, neppure il superfluo. Vivere questa
dimensione coraggiosa e nuova. Non avere a cuore solo noi stessi e quelli che
ci sono vicini ma ogni essere umano. Ricordare nelle nostre preghiere anche gli
altri che sulla terra condividono con noi questo tempo di passaggio. Coloro con
i quali saremo insieme nellamore eterno.
Vi immaginate se sulla porta del paradiso trovassimo un san Pietro che parla
solo il dialetto di Cafarnao? Che non capisse nemmeno una parola di quello che
gli diciamo e chiediamo? Che si limitasse a dirci ma tu vieni da fuori, sei
giargianese, parli diverso da me!!! non ci facesse entrare in paradiso perch
siamo poveri extracomunitari, di un colore diverso, di un altro paese, con
unaltra lingua. Diamoci da fare per abbattere, anche dentro la Chiesa, anche
locale, il muro della divisione. Tutti devono cambiare mettendo al primo posto
la persona, ogni persona e non leredit, i soldi, le cose, le vanit, le cupidigie.
Tutti devono cambiare ma noi che crediamo dobbiamo non solo cambiare ma
testimoniare. Noi siamo la speranza del mondo perch siamo stati scelti da
Ges per collaborare con lui. Per portare agli altri uomini il regalo della ragione
per vivere, credere, sperare e amare.
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Vi regalo alcuni versi del poeta francese Michel Carme:


Che cosa si vinto, che cosa si perso
nel gioco tragico dei secondi?
Gli dei sono morti, il cielo ammutolito
e luomo solo, cos solo al mondo!
padre Valter Maria Arrigoni
monaco diocesano della Chiesa che in Foggia e Bovino