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Althusser, Gramsci
e la non contemporaneit del presente*
Peter Thomas
Gramsci stato uno dei principali interlocutori di Althusser.
Lincomprensione della critica gramsciana a Croce.
Dalla lotta di classe nella teoria alla nuova pratica della filosofia.
Nel materialismo dellincontro Althusser non nasconde pi la politica
dietro la richiesta di unautonomia per la filosofia,
ma sceglie di politicizzare la filosofia stessa.

Nei suoi ultimi testi, Louis Althusser individu una tradizione materialista rimossa e
quasi completamente misconosciuta [...] nella storia della filosofia, nella quale mostr la
volont di iscrivere le sue ultime riflessioni filosofiche1. Althusser descrisse questa tradizione
come la corrente sotterranea del materialismo dellincontro. Essa includeva, tra gli altri,
Epicuro, Machiavelli, Spinoza e Hobbes, il Rousseau del secondo Discorso, Marx,
Heidegger e Derrida. in relazione a questi pensatori che leredit di Althusser, in particolare
quella del cosiddetto tardo Althusser, viene oggi prevalentemente discussa. Esistono
tuttavia delle valide ragioni per ritenere che queste passioni filosofiche fossero in ultima
istanza sovradeterminate da una problematica pi immediatamente politica, non sempre
riscontrabile nella lettera dei testi althusseriani, ma i cui effetti in essi sono riconoscibili
ovunque: intendo lincontro di Althusser con Gramsci. Pi di qualunque altra figura della
tradizione marxista, fatta eccezione per i fondatori (e probabilmente pi di Engels), Gramsci
stato il costante antagonista di Althusser, l'altro principale interlocutore di Marx con il quale,
pi di ogni altro, egli sent ripetutamente il bisogno di fare i conti. Sono state numerose le
occasioni in cui Althusser, in momenti diversi, tornato su Gramsci per procurarsi nuove
risorse e prospettive per comprendere congiunture inedite. Fu cos che, alla vigilia del maggio
68, egli diede una traduzione e una correzione della nozione gramsciana di apparato
egemonico nel celebre saggio Ideologia e apparati ideologici di Stato. Note per una ricerca.
Nei dibattiti sulla tesi della dittatura del proletariato che si svolsero attorno alla met degli
anni Settanta nel Partito comunista francese, Gramsci, e in particolare una certa
interpretazione eurocomunista del concetto gramsciano di egemonia, vennero continuamente
interrogati da Althusser in tutta una serie di testi. Marx nei suoi limiti, che pu essere
considerato il testamento politico di Althusser, suggestivamente si interrompe nel mezzo di
una discussione della teoria gramsciana sullo Stato e della autonomia del politico.
*

Relazione letta al convegno Rileggere il Capitale. La lezione di Louis Althusser (Venezia, 9-11
novembre 2006).
1
Louis Althusser, La corrente sotterranea del materialismo dell'incontro, in id., Sul materialismo
aleatorio, introduzione e cura di Vittorio Morfino e Luca Pinzolo, Milano, Unicopli, 2000, p. 56.

Alla base di questo incontro, o per lo meno la sua prima significativa ed esplicita traccia
testuale, il capitolo Il marxismo non uno storicismo di Leggere il Capitale. Le proposizioni
teoriche centrali di questo capitalo costituiscono quello che divenne poi noto come
althusserismo classico. Vista limportanza assegnata alla critica di Gramsci, assunto come il
rappresentante di una problematica teorica che andava ben oltre il filosofo italiano, per
includere la maggior parte delle espressioni del marxismo occidentale, non sarebbe errato
considerare Leggere il Capitale, da un certo punto di vista almeno, come un tentativo di un
Anti-Gramsci, o comunque come la negazione consapevole delle conclusioni teoriche e
politiche di alcune tesi attribuite a Gramsci. Althusser avversava soprattutto la proposta
gramsciana di considerare la filosofia della prassi come lo storicismo assoluto (da lui letto
pi con larticolo indefinito che con quello definito). Egli riteneva che la filosofia della prassi
implicasse una regressione al pre-marxismo, a una nozione espressiva della totalit sociale,
poggiante su una concezione del presente inteso come una presenza essenzialmente unitaria
e coerente del Geist (Spirito), espresso e presente in tutte le singole parti componenti. Il
presente veniva inteso come una mera sezione dessenza [coupe dessence], cio
loperazione intellettuale con la quale si opera, non importa in quale momento del tempo
storico, un taglio verticale [] tale che tutti gli elementi del tutto rivelato tramite questa
sezione siano tra loro in un rapporto immediato che esprime immediatamente la loro essenza
interna [] divenuta cos immediatamente leggibile in essi2.
Vista la sua fama e la sua influenza, non c bisogno di ripercorrere in questa sede
lintera argomentazione althusseriana. Ci che particolarmente interessante per gli scopi di
questo saggio, la particolare relazione che Althusser stabilisce tra lo storicismo assoluto di
Gramsci e il Sapere assoluto di Hegel. Althusser sosteneva che se il marxismo uno
storicismo assoluto, allora esso storicizza quello che, nello storicismo hegeliano,
propriamente negazione teorica e pratica della storia: la sua fine, il presente insuperabile del
Sapere assoluto. []. Non c pi il presente privilegiato, in cui la totalit diventa visibile e
leggibile in una sezione dessenza, in cui coscienza e scienza coinciderebbero. Che non ci
sia pi Sapere assoluto cosa che rende lo storicismo assoluto significa che il Sapere
assoluto storicizzato. Se non c pi presente privilegiato, tutti i presenti lo diventano allo
stesso modo. Ne segue che il tempo storico possiede, in ognuno dei suoi presenti, una struttura
tale da permettere a ogni presente la sezione dessenza della contemporaneit. [] Il
progetto di pensare il marxismo come storicismo (assoluto) fa scattare, dunque,
automaticamente gli effetti a catena di una logica necessaria, che tende a spianare e appiattire
la totalit marxiana su una variazione di quella hegeliana3. Pi pericolosamente, essa tende
anche a semplificare la distinzione tra marxismo, nella sua accezione scientifica, e le altre
concezioni del mondo. Gramsci non aveva compreso loriginale distinzione althusseriana tra
scienza e ideologia: per questa ragione ridusse la filosofia di Marx ad una mera riflessione
sulla propria epoca, strutturalmente omologa a tutte le ideologie organiche, seguendo la
famosa definizione hegeliana per cui niente pu superare il proprio tempo. Il presente,
continua Althusser, in Hegel, e di conseguenza in Gramsci, costituisce, infatti, lorizzonte
assoluto di ogni sapere4.
Una tradizione materialista quasi completamente misconosciuta5

L. Althusser, Loggetto del Capitale, trad. it. di Fabio Raimondi, in id. et al., Leggere il Capitale, a cura di Maria
Turchetto, Milano, Mimesis, 2006, pp. 182-183.
3
Ivi, p. 212.
4
Ivi, p. 183.
5
L. Althusser, La corrente sotterranea del materialismo dell'incontro, cit., p. 56.

Naturalmente questa critica stimol un dibattito molto ampio, non da ultimo anche in Italia6.
A sua volta, essa diede vita ad un lavoro pi filologicamente dettagliato sui Quaderni del
carcere, che rivedeva (nel caso di Buci-Glucksmann) o correggeva sostanzialmente (nel caso
di Andr Tosel e di Wolfgang Fritz Haug, tra gli altri) le tesi e i giudizi di Althusser7. Ci
nondimeno, limmagine che Leggere il Capitale presentava di Gramsci ha guadagnato, e
continua a godere, di larghi consensi in differenti culture teoriche nazionali del marxismo8.
Ma a dispetto della sua raffinatezza e della sua influenza, essa manca largamente lobiettivo.
La nozione gramsciana di filosofia della prassi intesa come storicismo assoluto, basata su
unanalisi storica dello storicismo come dottrina filosofica e corrente politica del XIX secolo,
qualcosa di molto diverso dal modello emanazionistico ed hegelianizzante della totalit
sociale presentato da Althusser9. Con il concetto di traducibilit di pratiche sociali
differenti, Gramsci forn inoltre una concezione decentralizzata delle formazioni sociali che
pu essere legittimamente considerata tanto unanticipazione, quanto unenunciazione
alternativa del fondamentale concetto althusseriano di sovra-determinazione. La
traduzione unimportantissima pratica politica: la costruzione di linee di comunicazione
tra pratiche diverse che mantengono relazioni esterne le une con le altre, e che inoltre non
prevedono alcuna relazione interna e non possono contare su una identit essenziale, una
Ursprache (Lingua originaria) a tutte comune10. Malgrado siano affini, restano tuttavia
alcune differenze significative tra la formulazione althusseriana e quella gramsciana: mentre
leconomico occupava una posizione rilevante nelliniziale concezione althusseriana delle
regioni di una formazione sociale, in una delle sue celebri definizioni Gramsci fiss invece
nella temporalit della politica il punto decisivo della mediazione e della trasformazione
delle pratiche, comprese non in termini spaziali, ma nel loro movimento storico: Tutto
politica, anche la filosofia o le filosofie [] e la sola filosofia la storia in atto, cio la
vita stessa. In questo senso si pu interpretare la tesi del proletariato tedesco erede della
filosofia classica tedesca e si pu affermare che la teorizzazione e la realizzazione
dellegemonia fatta da Ilici stata anche un grande avvenimento metafisico (Q 7, 35,
886)11.

Cfr. Guido Liguori, Gramsci conteso. Storia di un dibattito 1922-1996, Roma, Editori Riuniti, 1996,
il pi esaustivo resoconto finora pubblicato circa gli effetti della critica di Althusser sul dibattito italiano. La
relazione presentata da Cristian Lo Iacono al convegno di Venezia un importante e dettagliato nuovo contributo
alla nostra conoscenza dei sotterranei alti e bassi dellincidenza di Althusser.
7
Cfr. Christine Buci-Glucksmann, Gramsci e lo Stato. Per una teoria materialistica della filosofia
[1975], trad. it. di Claudia Mancina e Giuseppe Saponaro, Roma, Editori Riuniti, 1976; Andr Tosel, In Francia,
in Gramsci in Europa e in America, a cura di Eric J. Hobsbawn, Roma-Bari, Laterza, 1995, pp. 5-26; Wolfgang
Fritz Haug, Philosophieren mit Brecht und Gramsci, Hamburg-Berlin, Argument, 1996.
8
Questo sempre pi vero per il marxismo anglofono. Gramsci tra gli autori marxisti pi studiati nel
mondo anglosassone, con uninfluenza che si estende dai cultural studies e dagli studi letterari, alla linguistica e
allantropologia, alla sociologia, alla scienza politica e alla storia. Purtroppo, sia nei dibattiti marxisti che in
quelli non marxisti, i Quaderni del carcere non hanno ricevuto la stessa attenzione, soprattutto per gli aspetti del
pensiero gramsciano che Althusser rigettava.
9
Ho tentato di analizzare gli errori filologici della critica di Althusser nella voce Historizismus,
absoluter, in Das historisch-kritische Wrterbuch des Marxismus, Bd. 6.I, a cura di Wolfgang Fritz Haug,
Hamburg-Berlin, Argument, 2004, pp. 411-422.
10
Il tema della traducibilit nei Quaderni del carcere il cuore del recente volume di Derek Boothman
Traducibilit e processi traduttivi. Un caso: A. Gramsci linguista, Perugia, Guerra, 2004. Peter Ives, Gramscis
Politics of Language: Engaging the Bakhtin Circle and the Frankfurt School, Toronto, University of Toronto
Press, 2004, analizza il concetto sia in relazione ai pensatori marxisti sia in relazione alle pi significative
correnti della linguistica del ventesimo secolo.
11
Il riferimento, qui e avanti, ad Antonio Gramsci, Quaderni del carcere, edizione critica dellIstituto Gramsci a
cura di Valentino Gerratana, Torino, Einaudi, 1975. I numeri che seguono la lettera Q indicano rispettivamente il
quaderno, la nota e la pagina.

In particolare, niente pu essere pi lontano dalla natura profonda del pensiero di


Gramsci, della nozione di sezione dessenza, di totalit espressiva, di presente omogeneo
contemporaneo a se stesso. Daltra parte, per Croce il presente realmente e necessariamente
identico a se stesso, contemporaneo in tutte le sue parti costitutive in uno Spirito onnipresente
che contiene distinzioni (sincroniche), ma non differenze reali (diacroniche). Lo Spirito
di Croce a differenza di almeno una versione del Geist hegeliano, che fondato esattamente
su ci che esso non non pu tollerare nulla di esterno a s12. Il pensiero crociano
presuppone infatti una concezione del presente come sezione dessenza (in un modo che
invece il pensiero di Gramsci e, potremmo dire, almeno un aspetto di quello hegeliano
escludono). In realt, il concetto althusseriano della sezione dessenza sembra essere stato
ideato per cogliere la differenza tra la riforma ostentatamente immanentistica
dellhegelismo realizzata da Croce, e lenfasi gramsciana sugli aspetti dellhegelismo
(specialmente per il suo tentativo di superare le concezioni tradizionali di idealismo e di
materialismo, Q 4, 11, 433), che potrebbero essere riproposti in un registro pi
decisamente politico e non metafisico. Lerrore di Althusser pu qui essere dovuto al fatto di
avere pigramente fatta propria, a ci spinto forse da quella vulgata che pi tardi egli stesso
ammise aver sovradeterminato la sua lettura di Gramsci, la tesi secondo la quale i Quaderni
del carcere avrebbero acriticamente assunto proprio quellelemento del pensiero di Croce, che
essi invano tentano di confutare13.
Perch Gramsci condusse una lotta senza quartiere contro lo storicismo assoluto
diluito di Croce, sostenendo che i suoi residui metafisici (si veda per esempio Q 8, 224)
non erano fortuiti o contingenti, ma costituivano il nocciolo duro metafisico del suo
programma di ricerca. Gramsci approfond la sua critica su due fronti: da una parte, egli
sostenne che la crociana storia della libert era una storia tendenziosa del presente scritta dal
punto di vista dei vincitori, una storia a disegno, abilmente mascherata (Q 10.II, 41.XVI,
1327); dallaltra parte, mise in evidenza labisso incolmabile tra le categorie crociane e la
storia che esse sostenevano di contenere. Il suo pensiero rimaneva speculativo, e in questo
senso Gramsci arriv a sostenere che il residuo teologico e metafisico del pensiero di Croce
non un residuo, un tutto, tutto il metodo del filosofare, e per esso ogni affermazione
di storicismo vana, perch si tratta di storicismo speculativo, del concetto di storia e
non della storia (Q 8, 224, 1082)14.
Gramsci present unalternativa concreta alla concezione neoidealistica di Croce. Il presente
necessariamente non identico con se stesso, composto da numerosi tempi che non
coincidono, ma sincontrano luno con laltro con reciproca incomprensione. Piuttosto che
essere espressione di unessenza ugualmente presente in tutte le pratiche, il presente per
Gramsci precisamente un insieme di queste pratiche nelle loro differenti temporalit, che
lottano per affermare il proprio primato, dunque per articolare il presente come ununit
attinta piuttosto che originaria. La nozione della costitutiva non contemporaneit del presente
infatti uno dei temi fondamentali dei Quaderni del carcere. Una delle forme in cui avviene
questa dislocazione labbiamo al livello della costituzione della persona, lalternativa
12

Su questo tema si veda Fabio Frosini, Gramsci e la filosofia, Roma, Carocci, 2003, pp. 126-127. Cfr.
anche linteressante anche se parziale lettura di Hegel di Hermes Spiegel, Gramsci und Althusser: eine Kritik der
Althusserschen Rezeption von Gramscis Philosophie, Hamburg-Berlin, Argument, 1997 [1983], in particolare
pp. 39-53.
13
Orbene, devo confessare che i migliori studi che ho potuto leggere sul pensiero di Gramsci non
hanno realmente dissipato lequivoco teorico su cui mi soffermer; Appendice A, in Louis Althusser, Etienne
Balibar, Leggere il Capitale, traduzione di Raffaele Rinaldi e Vanghelis Oskian, edizione riveduta e corretta,
Feltrinelli, Milano, 1971, pp. 341-342.
14
Unanalisi particolarmente acuta della critica gramsciana dellastoricit delle categorie di Croce pu
essere trovata in Gerhard Roth, Gramscis Philosophie der Praxis: eine neue Deutung des Marxismus,
Dsseldorf, Patmos, 1972, pp. 68 sgg.

gramsciana alla teoria del soggetto, intesa nel senso teatrale di un ruolo o di una maschera
assunta nelle relazioni esterne con altri ruoli e intrappolata in una condizione di subalternit.
Questa personalit, composta in modo bizzarro, contiene elementi delluomo delle caverne e
principii della scienza pi moderna e progredita, pregiudizi di tutte le fasi storiche passate
grettamente localistiche e intuizioni di una filosofia avvenire quale sar propria del genere
umano unificato mondialmente (Q 11, 12, 1376). Compilare un inventario di questa infinit
di tracce (ibidem) del processo storico che costituisce questo presente incoerente il punto di
partenza per elaborare una coscienza critica volta a superarlo15.
Lo stesso linguaggio fornisce secondo Gramsci ampie prove della natura spezzata del
tempo storico, visto che la sua natura costitutivamente metaforica rivela sedimenti o strati di
differenti esperienze storiche accozzate insieme in un disagevole modus vivendi: il
linguaggio attuale metaforico per rispetto ai significati e al contenuto ideologico che le
parole hanno avuto nei precedenti periodi di civilt [] Il linguaggio si trasforma col
trasformarsi di tutta la civilt, per laffiorare di nuove classi alla coltura, per legemonia
esercitata da una lingua nazionale sulle altre ecc., e precisamente assume metaforicamente le
parole delle civilt e culture precedenti (Q 11, 24, 1427-1428). In maniera simile, i dialetti e
le lingue nazionali si affrontano non in relazioni gerarchiche di degenerazione o purezza, ma
sono indici performativi dei differenti ritmi dello sviluppo storico, da ultimo collegati alle
condizioni di subalternit politica o di direzione egemonica che modellano i gruppi dei loro
attori.
Il presente dei singoli Stati-Nazione ugualmente spezzato nelle relazioni tra i centri
urbani e le periferie rurali (il cui ruolo quello di fornire al presente metropolitano
unimmagine del suo passato, dando luogo alle e svolgendosi nelle dislocazioni temporali dei
presenti nazionali dellimmigrazione interna). Sul piano internazionale, le relazioni
egemoniche tra diverse nazioni consegnano alcune formazioni sociali al ruolo di tempi
passati di altre. Lesempio pi famoso fatto da Gramsci a questo proposito quello
dellOriente sottosviluppato in rapporto allOccidente progredito: In Oriente lo Stato era
tutto, la societ civile era primordiale e gelatinosa; nellOccidente tra Stato e societ civile
cera un giusto rapporto (Q 7, 16, 866). Qualcuno ha sostenuto che Gramsci presupponesse
qui una concezione normativa del progresso dello sviluppo capitalistico, o addirittura un
idealtipo dello Stato moderno non presente nelleccezione orientale16. In realt, la
distinzione tra Oriente e Occidente unicamente il riflesso del fatto che il ritmo e lefficacia
della stessa espansione imperialistica progressivamente impone ununit essenziale sopra le
disparit delle differenti esperienze storiche nazionali.
Ma la non-contemporaneit del presente in Gramsci soprattutto una funzione e un
indice sintomatico della lotta tra le classi. Il presente, come la temporalit della lotta di classe,
necessariamente ed essenzialmente fuori dai cardini, spezzato dalle temporalit differenziali
dei differenti progetti di classe. In questa concezione, il primato va alla differenza e non
allunit. Lungi dal presupporla, Gramsci dimostra che la nozione di un presente unificato non
data obbiettivamente nella sua mera immediatezza, ma piuttosto una funzione
dellegemonia sociale e politica di un gruppo sociale che cerca di imporre il proprio
presente come un orizzonte insuperabile per tutti gli altri gruppi sociali, un orizzonte
assoluto non solo per la conoscenza, ma anche per la prassi. Se possibile parlare con
Gramsci di un presente unificato o di una contemporaneit, questo non pu che emergere
15

Si ricordi la acuta analisi di questo tema condotta da Valentino Gerratana, Unit della persona e
dissoluzione del soggetto, in id., Gramsci. Problemi di metodo, Roma, Editori Riunti, 1997.
16
Lanalisi pi influente quella di Perry Anderson, Antinomies of Antonio Gramsci. Il titolo della
traduzione italiana, Ambiguit di Gramsci (Roma-Bari, Laterza, 1977), nasconde il dispositivo (neo)kantiano che
ispirava la lettura di Anderson e la sua interpretazione erronea dellanalisi dialettica gramsciana della forma
capitalistica di Stato.

come la funzione di un progetto egemonico di classe che si sviluppato fino alla fondazione
di uno Stato, ovvero la costituzione della propria forma di societ politica, che quindi
assoggetta i vari presenti dei suoi antagonisti di classe. C dunque unininterrotta lotta per
lunificazione di tutti i presenti, per la produzione di una contemporaneit o coincidenza di
tempi, negata dal suo stesso essere, in realt, un Kampfplatz (campo di battaglia) di
contraddizioni. Un presente unificato semplicemente una falsa apparenza, limmagine che
la classe dominante produce del proprio stesso progetto, in quanto incorporato in istituzioni
statali e visto dalla prospettiva delleternit che esso pretende di incorporare.
E tuttavia, sostiene Gramsci, c lotta tra due egemonie, sempre (Q 9, 227, 1084).
Esistono due classi che provano a mobilitare nel caso degli strati subalterni o a
disorganizzare nel caso del gruppo dominante differenti forze di classe sul terreno della
societ civile dello Stato integrale (borghese), per assicurarsi il loro consenso nelle istituzioni
della societ politica. Il tempo delluna nega la piena presenza dellaltra. Per riprendere
lopposizione proposta da Alberto Burgio, il tempo del potere politico gi costituito quello
della durata, lo svolgimento di un tempo inerte, pura quantit adeguatamente misurabile in
termini cronologici [] un tempo vuoto17. Daltra parte, il tempo delle classi subalterne,
inizialmente condannato a sopportare tale durata, viene interrotto dalla possibilit di un altro
presente. Gramsci qui non molto lontano dalla Jeztzeit delle benjaminiane Tesi di filosofia
della storia. Quando le classi subalterne si propongono di fare storia, o di fare [la propria]
epoca, per usare i termini di Burgio, questo implica infrangere questo continuum,
frantumando la sua linearit e riempiendo questo tempo vuoto con un evento (un insieme di
eventi) che modifica il ritmo, lintensit, il senso stesso del movimento storico, gli imprime
unaccelerazione e ne decide un progresso18. In questi possibile presente e possibile futuro
c la possibilit di una contemporaneit autentica, non come emanazioni di unessenza,
specie diverse dello stesso genere, ma come un insieme di tempi disposti in relazioni di
traduzione non gerarchiche allinterno di una societ regolata, che poi la versione
gramsciana della tesi di Marx ed Engels dello Stato-non-Stato (cfr. Q 6, 65; Q 6, 88; Q 7, 33).
Nellonnitemporalit dello Stato allinterno di una societ di classe, questa prospettiva come
Gramsci sottolinea in pi di unoccasione rimane utopistica nello stretto senso della parola.
Ben lungi dal pensare la filosofia come lespressione spiritualistica di unessenza
leggibile anche in altre pratiche, Gramsci la definisce in termini politici. A differenza della
distinzione qualitativa tra filosofia e ideologia fatta da Croce, e diversamente dalla tesi del
primo Althusser circa lincommensurabilit tra lo scientifico, proprio della filosofia
marxista, e lideologico, cio lespressione organica della propria epoca, Gramsci sostiene
che la distinzione quantitativa e non qualitativa. In uno dei pi penetranti passaggi dei
Quaderni, egli sostiene che filosofia la concezione del mondo che rappresenta la vita
intellettuale e morale (catarsi di una determinata vita pratica) di un intero gruppo sociale
concepito in movimento e visto quindi non solo nei suoi interessi attuali e immediati, ma
anche in quelli futuri e mediati. Lideologia, invece, per Gramsci ogni particolare
concezione dei gruppi interni della classe che si propongono di aiutare la risoluzione di
problemi immediati e circoscritti (Q 10.I, 10, 1231).19 Nessuna di queste formulazioni pu
essere interpretata come lespressione diretta di unessenza unificata e presente a se stessa,
17

Alberto Burgio, Gramsci storico. Una lettura dei Quaderni del carcere, Roma-Bari, Laterza, 2003, pp. 19-20.
Ivi, p. 20.
19
Queste non sono certo le uniche definizioni che Gramsci diede della filosofia e dellideologia nei
Quaderni. Esse sono tuttavia particolarmente significative, se considerate in relazione ai tentativi alternativi
compiuti dal primo Althusser di pensare il passaggio dallideologia alla filosofia. Althusser concep tale
passaggio in termini epistemologici, mentre Gramsci insisteva su ci, che la questione della (forma della)
conoscenza sovradeterminata dallaumento o dalla diminuzione della capacit di agire. In questo senso,
Gramsci e non Althusser ad avvicinarsi maggiormente a una riproposizione della critica spinoziana dei limiti
dellepistemologia cartesiana nel quadro della Weltanschauung marxista.
18

perch entrambe sono mediate dallorganizzazione degli interessi delle classi e delle frazioni
al loro interno. Neanche lideologia viene pensata da Gramsci come organica alla propria
epoca, come emergente da essa in maniera diretta e immediata, come invece fa il primo
Althusser. Lideologia rappresenta piuttosto un aspetto parziale dellepoca (una soluzione
strumentale dei problemi immediati di una classe, nei termini in cui vengono intesi da una
sua limitata frazione). Semmai la filosofia rappresenta il momento pi inorganico e
artificiale di ogni particolare presente, se paragonata allideologia, perch essa si compie
solamente grazie alla mediazione di elementi presenti solo nella loro assenza, ovvero il corso
dello sviluppo storico, la valutazione di eventi passati e pi o meno razionali previsioni circa
il futuro. Lungi dallessere ancorata al regno stricto sensu astorico della scienza, in questa
prospettiva gramsciana la filosofia si distingue dallideologia nella misura in cui trova la sua
piena elaborazione nello Stato20. Al modo in cui un presente unitario emerge solo sotto la
dominanza di un progetto egemonico-politico di classe, anche la filosofia rappresenta con le
parole dellultimo Althusser una forma di unificazione dellideologia dominante21. Uno
dei ruoli della filosofia almeno di tutta la filosofia fino ad ora, nella misura in cui non pone
se stessa come elemento della contraddizione, eleva questo elemento a principio di
conoscenza e quindi di azione (Q 11, 62, 1487) pertanto di sancire e riflettere un tale
presente unificato, fungendo da suo complemento ideale ovvero, come Gramsci lo ha espresso
in un appunto della fase iniziale del suo progetto carcerario, ci che politica per la classe
produttiva diventa razionalit per la classe intellettuale (Q 1, 151, 134).
Strutture ignote e minori
Si pu dire dunque che la maldestra critica di Althusser fosse un mero caso di smodato
orgoglio precedente un fallimento, di eccesso polemico? Lo stesso Althusser ammise di non
essere sicuro della correttezza della sua critica (lo fece in privato, in una lettera a Franca
Madonia, scritta nel periodo in cui stava ultimando Leggere il Capitale), e le numerose
correzioni inserite allultimo minuto nelle bozze di stampa dimostrano lesistenza di una
fondamentale incertezza teorica nascosta dietro gli artifici retorici del personaggio pubblico
da lui impersonato22. Il suo era soltanto un caso di cattiva filologia, forse inevitabile ma
non certo giustificabile prima della pubblicazione delledizione critica di Gerratana? Oppure
esistevano ragioni interne alliniziale progetto althusseriano, anche e specificamente nei suoi
eccessi polemici, che lo spinsero a concentrarsi sul tema della contemporaneit, e a sostenere
che la gramsciana filosofia della prassi era internamente condizionata da semplificazioni
essenzialistiche? Quasi che un certo Althusser (auto)criticasse un altro Althusser, proiettando
le sue posizioni dentro quelle del suo pi significativo Altro marxista? Un Althusser
esoterico contro un Althusser essoterico, per usare la distinzione straussiana: lo Althusser
che era entrato nel partito come un militante impegnato nel progetto della sua riforma, contro
il personaggio pubblico del teorico che egli adott per perseguire la propria strategia
spinozista consistente nelloccupare le casematte teoriche del partito per distruggerle
dallinterno; Per Marx contro Leggere il Capitale, o anche, dentro la prima opera, lautore di
Contraddizione e sovradeterminazione contro Sulla dialettica materialistica; il tempo
dellintervento politico contro la durata del modo di produzione; in breve, lAlthusser
20

Uno dei meriti principali della risposta di Buci-Glucksmann alla critica di Althusser, sta nellavere
sottolineato la relazione integrale tra lo Stato e la filosofia nel pensiero di Gramsci, sebbene alcuni elementi della
sua analisi (ad esempio la fusione della nozione di Stato integrale con quella di Stato allargato, un concetto
coniato dalla Buci-Gluksmann) vadano oggi rifiutati.
21
Louis Althusser, Sulla filosofia, introduzione e cura di Aldo Pardi, Milano, Unicopli, 2001, p. 46.
22
Cfr. la lettera del 2 luglio 1965 a Franca Madonia, contenuta in Louis Althusser, Lettres Franca,
1961-1973, Paris, Stock/Imec, 1998, pp. 623-624.

protagonista di un intervento nella congiuntura (filosofica e politica) contro lAlthusser


teorico della struttura. Un caso, forse, di cattiva coscienza cancellata con un transfert?
Una delle conseguenze del flirt del primo Althusser e dei suoi allievi con lo strutturalismo fu
la potenziale subordinazione della congiuntura, e con essa del tempo della politica, alla
struttura, o alla durata di un sistema stabile e auto-fondantesi, pensato come un eterno
presente. La struttura verrebbe qui intesa come una sezione dessenza, nella quale tutti gli
elementi dellintero sono immediatamente presenti. A sua volta, la sovradeterminazione
diventerebbe la mera influenza reciproca degli elementi o, nei termini che Gramsci us per
descrivere il sistema crociano, una mera costellazione di distinzioni che producono quel
pluralismo che Althusser esplicitamente ripudi23. La logica di questo dtour strutturalistico
sul piano sostanziale, trova inoltre il proprio corrispondente sul piano formale nella strategia
althusseriana di critica immanente dellortodossia dominante del Diamat, e nella concomitante
affermazione del criterio della scientificit proprio della filosofia marxista, al di l e forse
talvolta contro quello della sua efficacia politica. La filosofia marxista, che avrebbe dovuto
contribuire a rilanciare la lotta di classe, rischiava di diventare incapace di comprendere i suoi
effetti e, cosa pi importante, gli effetti della lotta di classe sulla stessa filosofia marxista. Con
le parole del tardo Althusser, rischiava di cadere [...] nel partito dello Stato24.
Questi rischi rimanevano ambivalenti nella ricerca iniziale di Althusser e dei suoi
allievi, basata comera sulla tensione tra i due Althusser, tra le due tendenze che si erano
cristallizzate nel momento althusseriano25. Fu solo col posteriore althusserismo manierato
e con gli stereotipi forgiati dai suoi critici, che si realizzarono le sue conseguenze pi
pericolose (e metafisiche). Ci nondimeno, una serie di avvertimenti critici e di messe in
guardia presenti in Per Marx e in Leggere il Capitale mostrano che Althusser era ben
consapevole di queste tentazioni e che cerc di controbilanciarle, senza tuttavia, per quanti
sforzi facesse, riuscire ad eliminarle. Questi rischi erano evidenti in particolar modo nella
difficolt di fornire una spiegazione della transizione tra diverse formazioni sociali e diversi
modi di produzione. La struttura minacciava di ripiegarsi su se stessa e di diventare
unarticolazione auto-referenziale di elementi, compresi nella loro contemporaneit
sincronica, rivelandosi questo modo incapace di intendere il momento politico cio il
momento della congiuntura, vale a dire il tempo particolare nel quale un dato continuumtempo vuoto-Stato delle classi dominanti viene infranto dal fare epoca-Jeztzeit-societ
regolata in nuce delle classi popolari le uniche capaci di inaugurare questo tempo. La
congiuntura rischia di trasformarsi in una struttura minore o, nei termini che Gramsci si
appropri da Croce rivoltandoli contro il filosofo napoletano, in un dio ignoto-struttura (Q
10.II, 41.I, 1300)26.

23

Cfr. Louis Althusser, Per Marx [1965], trad. it. di Franca Madonia, Roma, Editori Riuniti, 1967, pp.

178-179.
24

Louis Althusser, Sulla filosofia, cit., p. 46.


Gregory Elliott ha fatto una raffinata analisi del momento althusseriano, scaturito dagli eventi del
1956 (il rapporto segreto di Kruscev, la crisi del movimento comunista internazionale) ma cristallizzatosi in
forme definitive e irrevocabili nella nuova congiuntura creata dalla rottura tra la Cina e lUnione Sovietica nei
primi anni Sessanta: insomma, la non-contemporaneit a se stesso di un particolare progetto politico-intellettuale.
Cfr. Gregory Elliott, Detour of Theory [1987], Leiden, Brill, 2006, che rimane la migliore monografia
disponibile sullo sviluppo complessivo del pensiero althusseriano.
26
G. M. Goshgarian (Translators Introduction, alledizione inglese degli scritti tardi di Althusser,
Philosophy of the Encounter, London, Verso, 2006, pp. XIII-XVII) fa unanalisi importante della relazione tra
congiuntura e struttura nello sviluppo del pensiero althusseriano, su cui si veda anche Mikko Lahtinen, Niccol
Machiavelli ja aleatorinen materialismi. Louis Althusser ja Machiavellin konjunktuurit, Tampere, Tampere
University Press, 1997 (di prossima pubblicazione nel 2008 nella collana Historical Materialism presso Brill di
Leiden col titolo Niccol Machiavelli and Aleatory Materialism. Louis Althusser and the Machiavellian
Conjuncture).
25

Dalla lotta di classe nella teoria a una nuova pratica della filosofia
Tutto questo viene a cambiare quando Althusser abbandona quello che egli stesso defin il
proprio teoreticismo iniziale, cominciando con le autocritiche dei tardi anni Sessanta e
primi Settanta, e, con maggiore intensit, con le meditazioni sul materialismo [...] della
pioggia, della deviazione, dellincontro e della presa 27. Althusser abbandon
progressivamente larchitettura complessiva e quasi tutti i principi fondamentali del suo
progetto iniziale. In modo significativo egli non rivide n ritratt mai la sua critica a Gramsci,
nella quale quelle tesi erano state inizialmente elaborate. Quegli elementi che invece
permanerono, come la negazione di qualsiasi forma di teleologia, il tentativo di rimettere in
discussione la concezione tradizionale della relazione tra contingenza e necessit, o il concetto
centrale di sovra-determinazione, hanno condotto alcuni importanti interpreti a sottolineare la
sostanziale continuit nello sviluppo di Althusser28. Unaltra interpretazione, sorta in
precedenza a seguito immediato della pubblicazione postuma degli scritti althusseriani della
solitudine, aveva sostenuto che il il materialismo aleatorio (che solo una delle autodefinizioni che il filosofo francese diede del proprio pensiero, e forse la meno accurata)
rappresentava un distacco dalla tradizione marxista, in armonia con il clima generale antimarxista dei primi anni Novanta. Se linsistenza delle letture pi recenti sulla sostanziale
continuit dellispirazione teorica althusseriana, ci consente di individuare in questi tardi
scritti una risorsa per il rinnovamento della tradizione marxista, piuttosto che la sua
sconfessione, ci va senzaltro salutato come un correttivo salutare.
Ci nondimeno, queste interpretazioni potrebbero sortire linvolontario effetto di
adombrare la rilevante differenza tra il progetto iniziale e quello finale, differenze che sono
particolarmente importanti sul piano del progetto e degli effetti politici degli ultimi scritti
althusseriani. Tali differenze sono riscontrabili sia sul piano formale, sia su quello sostanziale.
Quando nei tardi anni Sessanta e allinizio dei Settanta sostenne che la filosofia marxista non
doveva essere intesa come il guardiano della scientificit, ma come lotta di classe nel campo
della teoria, Althusser ruppe irrevocabilmente con la sua impostazione precedente. Questo
nuovo orientamento politico, per non dire politicistica, sintensific durante gli anni
Settanta. Con Marx nei suoi limiti, del 1978, e ancor pi negli scritti post-1980, essa si
cristallizz in un progetto interamente nuovo. Sul piano formale: Per Marx e Leggere il
Capitale avevano tentato di chiarire la filosofia del marxismo, quella filosofia depositata nella
ricerca marxiana allo stato pratico. La filosofia dellincontro mira invece ad essere, al
massimo, non una filosofia del marxismo ma una filosofia per il marxismo. Lambizione
iniziale di prendere il posto del Diamat come la vera filosofia del marxismo
definitivamente abbandonata, con ladozione di un pi modesto gesto attivistico: questa
non-filosofia intende semplicemente cercare quale tipo di filosofia Marx scrisse nel
Capitale, con lobiettivo di rendere conto delle scoperte concettuali da lui l messe
allopera29. Sul piano sostanziale: quando Althusser dichiara, nella Corrente sotterranea del
materialismo dellincontro, che ogni realt, [...] ogni necessit, [...] ogni Senso e [...] ogni
ragione emergono dallincontro durevole, o dal fatto compiuto nel quale, una volta
compiuto il fatto, sinstaura il regno della Ragione, del Senso, della Necessit e del Fine30,
egli ha abbandonato definitivamente ogni pretesa di scientificit che non sia organica al
proprio tempo. Anzi Althusser giunge fino a sostenere che la tesi, che esistono soltanto casi,
27

Cfr. Louis Althusser, La corrente sotterranea del materialismo dellincontro, cit., p. 56.
Cfr. per esempio Vittorio Morfino, Il materialismo della pioggia di Louis Althusser. Un lessico, in id.,
Incursioni spinoziste, Milano, Mimesis, 2002; Maria Turchetto, Althusser e Monod una nuova alleanza?, in
Quaderni materialisti, 2003, n. 2, pp. 45-62.
29
Louis Althusser, Sulla filosofia, cit., p. 45.
30
Louis Althusser, La corrente sotterranea del materialismo dell'incontro, cit., p. 59.
28

cio individui singolari totalmente distinti gli uni dagli altri, la tesi fondamentale del
nominalismo e, come conseguenza di ci, che il nominalismo non solamente
lanticamera, ma il materialismo in persona31. La distanza rispetto al tentativo iniziale, di
distinguere rigorosamente loggetto reale dalloggetto della conoscenza, non potrebbe
essere maggiore. La conoscenza pu essere prodotta soltanto dal lavoro sulloggetto reale,
ora ridefinito come incontro, costituito nelle sue relazionalit e fragilit. Lincontro pu
non aver luogo, ricorda Althusser, oppure pu non aver pi luogo; quindi, anche il senso e
la ragione che sorgono da esso, e che esistono solo nel suo mbito, potrebbero egualmente
non stabilirsi, o non pi stabilirsi, essendo interamente dipendenti dallarticolazione
dellincontro, o congiuntura, che essi tentano di afferrare nel pensiero, non determinati e
definiti da alcuna struttura che li preceda e li sopravanzi32. In questi testi estremi, la
congiuntura finalmente libera dalla corruzione metafisica nel concetto di struttura, che
ossessionava il progetto di Per Marx e Leggere il Capitale.
Storia sive Politica sive Filosofia
Questa filosofia per il marxismo non pensa pi in termini di struttura, ma tenta di trovare una
modalit di pensiero adeguata alla specificit della congiuntura o incontro, in cui ora il
pensiero compare come elemento costitutivo. Questo presente, assunto come congiuntura di
congiunture, o costellazione instabile di incontri che minacciano continuamente di dare luogo
dal loro interno a nuovi incontri, diventa nellultimo Althusser lorizzonte assoluto della
conoscenza. Il filosofo francese torna cos allintuizione che lo aveva originariamente spinto a
iniziare la lunga avventura, o deviazione, avanzando mascherato attraverso le casematte di
un Diamat senescente e delle sue filiazioni, intuizione che egli aveva svolto in forma negativa
e polemica nella critica a Gramsci contenuta in Leggere il Capitale. In ogni modo, nel
materialismo dellincontro Althusser non nasconde pi la politica dietro una qualche
rivendicazione di autonomia della filosofia, ma politicizza la filosofia stessa, che adesso pu
essere solamente il momento teorico interno a una politica della congiuntura. LAlthusser
maturo attinge infine lequazione gramsciana di storia-politica-filosofia, cio i vari attributi
a partire dai quali il presente pu essere compreso in modo immanente e in questo senso, nei
suoi ultimi testi Althusser scrive lultima parola sul proprio primo e pi duraturo incontro.

31
32

Louis Althusser, Sulla filosofia, cit., p. 52.


Louis Althusser, La corrente sotterranea del materialismo dellincontro, cit., p. 67.

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