Sei sulla pagina 1di 42

CORSO DI TECNICA URBANISTICA (E-A) II SEMESTRE A.A.

2012-2013

CORSO DI TECNICA URBANISTICA


a.a. 2012 2013

Esercitazione_02 13/03/2013
Mobilit e accessibilit

ing. Barbara Barboni

Ex_02 - 13 marzo 2013

CORSO DI TECNICA URBANISTICA (E-A) II SEMESTRE A.A. 2012-2013

CONTENUTI DEL LAVORO APPLICATIVO DI I^ FASE


Le esercitazioni e lattivit di laboratorio sono dedicata alla conoscenza della citt, in
particolare di un settore urbano situato a est della citt di Roma
I temi caratteristici dellanalisi urbana e della progettazione urbanistica ricorrono
tanto nella prima quanto nella seconda fase. Essi sono:
tipologie edilizie e morfologie del costruito
attrezzature e servizi
morfologia e fruizione degli spazi non edificati
tipologie e distribuzione del verde
mobilit e accessibilit
A ciascun tema corrisponde una sezione di lavoro
A ciascuna sezione sar dedicata una settimana, nelle 6 ore dedicate alle esercitazioni
e al laboratorio

Ex_02 - 13 marzo 2013

CORSO DI TECNICA URBANISTICA (E-A) II SEMESTRE A.A. 2012-2013

TEMA_ LA MOBILIT
La ricognizione degli spazi della mobilit, avviene prendendo in considerazione:
La mobilit veicolare privata
La mobilit pubblica, su gomma e su ferro
La mobilit pedonale
I criteri con cui guardare agli spazi per la mobilit sono:
Gerarchia funzionale degli assi stradali
Caratteristiche dei flussi, pubblici e privati
Caratteristiche geometriche
Mobilit pedonale

Ex_02 - 13 marzo 2013

CORSO DI TECNICA URBANISTICA (E-A) II SEMESTRE A.A. 2012-2013

TEMA_LA MOBILITA
CRITERIO GERARCHICO
La classificazione funzionale delle strade si basa su quanto definito nella manualistica
ufficiale di settore.
Estratto dalle:
Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade
Consiglio Nazionale delle Ricerche - Commissione di studio per le norme relative ai materiali
stradali e progettazione, costruzione e manutenzione strade
Si definisce "strada" l'area ad uso pubblico destinata alla circolazione dei pedoni, dei veicoli e
degli animali.
Le norme () forniscono la classifica delle strade sotto l'aspetto funzionale e definiscono i
corrispondenti criteri di progettazione.
La qualificazione funzionale delle strade basata sui tipi di utenti e di attivit ammesse sulle
strade stesse, tenuto conto della situazione ambientale in cui esse sono inserite.
I criteri di progettazione riguardano sia gli elementi geometrici dell'asse e della piattaforma delle
strade urbane ed extraurbane, sia il razionale uso del suolo e del sottosuolo stradale in rapporto
alle attivit latistanti le strade, affinch la circolazione degli utenti ammessi si svolga con sicurezza
e regolarit. ()

Ex_02 - 13 marzo 2013

CORSO DI TECNICA URBANISTICA (E-A) II SEMESTRE A.A. 2012-2013

TEMA_LA MOBILITA
CRITERIO GERARCHICO
Estratto dalle Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade , CNR, [segue]

Il sistema globale di infrastrutture stradali pu essere schematizzato come un insieme integrato di


reti distinte, ciascuna delle quali costituita da un insieme di elementi componenti:
cio archi, che si identificano con le strade,
collegate da un sistema di interconnessioni, cio nodi.
In considerazione di ci e della necessit di una classificazione funzionale delle strade, prevista dal
Nuovo Codice della Strada, risulta quindi indispensabile eseguire una valutazione complessiva
delle reti stradali a cui le singole strade possono appartenere
e definire per tali reti un preciso rapporto gerarchico basato sullindividuazione della funzione
assolta dalla rete nel contesto territoriale e nellambito del sistema globale delle infrastrutture
stradali.

Ex_02 - 13 marzo 2013

CORSO DI TECNICA URBANISTICA (E-A) II SEMESTRE A.A. 2012-2013

TEMA_LA MOBILITA
CRITERIO GERARCHICO
Estratto dalle Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade , CNR, [segue]

A tale scopo sono stati individuati alcuni fattori fondamentali che, caratterizzando le reti stradali
dal punto di vista funzionale, consentono di collocare la rete oggetto di studio in una classe
precisa; essi sono:
tipo di movimento servito
il movimento da intendersi pure nel senso opposto, cio di raccolta progressiva ai vari livelli
di transito,
di distribuzione,
di penetrazione,
di accesso
entit dello spostamento
distanza mediamente percorsa dai veicoli
funzione assunta nel contesto territoriale attraversato
collegamento nazionale,
interregionale,
provinciale,
locale
componenti di traffico e relative categorie
veicoli leggeri, veicoli pesanti, motocicli, pedoni, ecc.
Ex_02 - 13 marzo 2013

CORSO DI TECNICA URBANISTICA (E-A) II SEMESTRE A.A. 2012-2013

TEMA_LA MOBILITA
CRITERIO GERARCHICO
Estratto dalle Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade , CNR, [segue]

In riferimento a quanto previsto dalla classificazione funzionale delle strade del Nuovo Codice della
Strada ex art.2 ed in considerazione dei 4 fattori fondamentali sopra elencati, si possono
individuare nel sistema globale delle infrastrutture stradali i seguenti quattro livelli di rete, ai quali
far corrispondere le funzioni riportate nella seguente tabella.

RETE

STRADE CORRISPONDENTI SECONDO CODICE


in ambito extraurbano
in ambito urbano
a - rete primaria
autostrade extraurbane
autostrade urbane
(di transito, scorrimento) strade extraurbane principali
strade urbane di scorrimento
b - rete principale
strade extraurbane principali
strade urbane di scorrimento
(di distribuzione)
c - rete secondaria
strade extraurbane secondarie
strade urbane di quartiere
(di penetrazione)
d - rete locale
strade locali extraurbane
strade locali urbane
(di accesso)

Ex_02 - 13 marzo 2013

CORSO DI TECNICA URBANISTICA (E-A) II SEMESTRE A.A. 2012-2013

TEMA_LA MOBILITA
CRITERIO GERARCHICO
Estratto dalle Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade , CNR, [segue]

RETE PRIMARIA
movimento servito:
entit dello spostamento:
funzione nel territorio:
tipo di componenti di traffico:

RETE PRINCIPALE
movimento servito:
entit dello spostamento:
funzione nel territorio:
tipo di componenti di traffico:

Ex_02 - 13 marzo 2013

transito, scorrimento
distanze lunghe
in ambito urbano: di intera area urbana
in ambito extraurbano: nazionale e interregionale
componenti controllate

distribuzione della rete primaria alla secondaria ed


eventualmente alla locale
media distanza
in ambito urbano: interquartiere
in ambito extraurbano: interregionale e regionale
componenti controllate

CORSO DI TECNICA URBANISTICA (E-A) II SEMESTRE A.A. 2012-2013

TEMA_LA MOBILITA
CRITERIO GERARCHICO
Estratto dalle Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade , CNR, [segue]

RETE SECONDARIA
movimento servito:
entit dello spostamento:
funzione nel territorio:
tipo di componenti di traffico:

RETE LOCALE
movimento servito:
entit dello spostamento:
funzione nel territorio:
tipo di componenti di traffico:

Ex_02 - 13 marzo 2013

penetrazione verso la rete locale


distanza ridotta
in ambito urbano: di quartiere
in ambito extraurbano: provinciale e interlocale
tutte le componenti

accesso
breve distanza
in ambito urbano: interna al quartiere
in ambito extraurbano: interlocale e comunale
tutte le componenti

CORSO DI TECNICA URBANISTICA (E-A) II SEMESTRE A.A. 2012-2013

TEMA_LA MOBILITA
CRITERIO GERARCHICO
Estratto dalle Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade , CNR, [segue]

Ai 4 livelli funzionali di rete sopracitati deve essere aggiunto, inoltre, il livello terminale, che si
identifica con le strutture predisposte alla sosta dei veicoli, limitate anche a poche unit di
superficie e che risulta caratterizzato nel modo che segue:
LIVELLO TERMINALE
movimento servito:
entit dello spostamento:
funzione nel territorio:
tipo di componenti di traffico:

Ex_02 - 13 marzo 2013

sosta
nulla
locale
tutte le componenti

CORSO DI TECNICA URBANISTICA (E-A) II SEMESTRE A.A. 2012-2013

TEMA_LA MOBILITA
CRITERIO GERARCHICO
Estratto dalle Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade , CNR, [segue]

Individuata la classe funzionale di ciascuna delle reti stradali formanti il sistema globale,
possibile individuare gli elementi componenti della stessa, cio le strade, definendo per essi le
caratteristiche duso e di collocazione pi idonea.
In linea teorica, la funzione principale assegnata alla singola strada deve coincidere con quella
propria della rete di appartenenza.
a tale proposito pu essere utile definire per il singolo tronco stradale una funzione principale ed
eventuali funzioni secondarie le quali, per, per garantire il buon funzionamento della rete, devono
corrispondere alle funzioni principali delle classi funzionali contigue a quella propria dellelemento,
oggetto di studio, secondo lo schema di seguito riportato:

TIPO DISTRADA PRIMARIA


FUNZIONE
transito, scorrimento

distribuzione

penetrazione
accesso

Ex_02 - 13 marzo 2013

PRINCIPALE

funzione principale propria


funzione principale della classe adiacente

SECONDARIA

LOCALE

CORSO DI TECNICA URBANISTICA (E-A) II SEMESTRE A.A. 2012-2013

TEMA_LA MOBILITA
CRITERIO GERARCHICO
Estratto dalle Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade , CNR, [segue]

Da ci emerge che per il buon funzionamento del sistema globale necessaria una chiara
attribuzione di funzioni alle singole reti ed una precisa individuazione delle funzioni principali e
secondarie per gli archi di esse; in questo modo possibile evitare che i singoli elementi stradali
appartengano contemporaneamente a diverse classi di reti.
Inoltre, per assicurare il funzionamento del sistema globale devono essere aggiunte le
interconnessioni che, se omogenee, collegano strade della stessa rete, e se disomogenee
collegano, di norma, strade appartenenti a reti di livello funzionale adiacente.
Si individuano le seguenti classi:
a1] - interconnessione primaria
(nella rete primaria e tra rete primaria e rete principale)
b1] - interconnessione principale (nella rete principale e fra rete principale e rete secondaria)
c1] - interconnessione secondaria (nella rete secondaria e tra rete secondaria e rete locale)
d1] - interconnessione locale
(nella rete locale)
Tali nodi o interconnessioni hanno caratteristiche tecniche diverse a seconda della classe
funzionale cui appartengono. Inoltre, essi sono presenti sulle reti in numero crescente al diminuire
della loro collocazione gerarchica.
Ex_02 - 13 marzo 2013

CORSO DI TECNICA URBANISTICA (E-A) II SEMESTRE A.A. 2012-2013

TEMA_LA MOBILITA
CRITERIO GERARCHICO
Estratto dalle Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade , CNR, [segue]

Allinterno di un sistema globale di reti esistente possibile lassenza di qualche livello


funzionale; ci risulta accettabile purch venga rispettato lordinamento gerarchico dei
movimenti fra elementi stradali gerarchicamente pi prossimi.

Quartieri
Viabilit
Locale

Secondaria

Urbana principale

Urbana primaria
Ex_02 - 13 marzo 2013

CORSO DI TECNICA URBANISTICA (E-A) II SEMESTRE A.A. 2012-2013

TEMA_LA MOBILITA
CRITERIO GERARCHICO
Ci premesso, la classificazione funzionale della viabilit da adottarsi quella che considera quattro
classi:

RETE
PRIMARIA
PRINCIPALE
SECONDARIA
LOCALE

distanze per cui utilizzata


lunghe
medie
ridotte
brevi

Funzione
di intera area urbana
Interquartiere
Principale di quartiere
Interna al quartiere

Per ogni tratto di rete va indicata la funzione di rango pi elevato, se la funzione stessa esercitata
in misura almeno pari alle altre funzioni presenti, di rango meno elevato

Ex_02 - 13 marzo 2013

CORSO DI TECNICA URBANISTICA (E-A) II SEMESTRE A.A. 2012-2013

TEMA_LA MOBILITA
CRITERIO GERARCHICO

Ex_02 - 13 marzo 2013

CORSO DI TECNICA URBANISTICA (E-A) II SEMESTRE A.A. 2012-2013

TEMA_LA MOBILITA
CARATTERISTICHE DEI FLUSSI, PUBBLICI E PRIVATI
La ricognizione delle caratteristiche dei flussi:
privati,
pubblici
Su sede propria
Su sede promiscua
monodirezionali
bidirezionali,
Consente la ricostruzione schematica della rete della mobilit
Tale rappresentazione consente di mettere in evidenza la continuit della rete stradale e
la possibilit di cambiamento di percorso (incroci, rotatorie,), cio il livello di
accessibilit

Ex_02 - 13 marzo 2013

CORSO DI TECNICA URBANISTICA (E-A) II SEMESTRE A.A. 2012-2013

TEMA_LA MOBILITA
CARATTERISTICHE DEI FLUSSI, PUBBLICI E PRIVATI

Ex_02 - 13 marzo 2013

CORSO DI TECNICA URBANISTICA (E-A) II SEMESTRE A.A. 2012-2013

TEMA_LA MOBILITA
CARATTERISTICHE DEI FLUSSI, PUBBLICI E PRIVATI

Ex_02 - 13 marzo 2013

CORSO DI TECNICA URBANISTICA (E-A) II SEMESTRE A.A. 2012-2013

TEMA_LA MOBILITA
CARATTERISTICHE DEI FLUSSI, PUBBLICI E PRIVATI

Ex_02 - 13 marzo 2013

CORSO DI TECNICA URBANISTICA (E-A) II SEMESTRE A.A. 2012-2013

TEMA_LA MOBILITA
CARATTERISTICHE DEI FLUSSI, PUBBLICI E PRIVATI
Negli esempi precedenti, lo schema dei flussi e lo schema del trasporto pubblico sono
riportati insieme, invece per lesercitazione devono essere realizzati due schemi:
Uno per la mobilit veicolare privata
Uno per la mobilit pubblica, su gomma e su ferro, con linclusione delle fermate
della metropolitana (Metro), ma non le fermate degli autobus n tanto meno le
indicazioni sulle linee degli autobus

consigliabile costruire prima lo schema dei flussi del trasporto privato


E poi, selezionare da questo i soli archi su cui transita il trasporto pubblico

Ex_02 - 13 marzo 2013

CORSO DI TECNICA URBANISTICA (E-A) II SEMESTRE A.A. 2012-2013

TEMA_LA MOBILITA
CARATTERISTICHE GEOMETRICHE E PARCHEGGI
Per rilevare le caratteristiche geometriche delle strade, necessario prendere in
considerazione linsieme della carreggiata e del marciapiede (e oltre,
eventualmente), ovvero prendere in considerazione il limite di separazione tra lo
spazio pubblico e lo spazio privato, considerando anche il fabbricato come limite
ultimo di definizione dello spazio della strada

Ex_02 - 13 marzo 2013

CORSO DI TECNICA URBANISTICA (E-A) II SEMESTRE A.A. 2012-2013

TEMA_LA MOBILITA
CARATTERISTICHE GEOMETRICHE
Per mappare le caratteristiche
geometriche delle strade, individuare le
sezioni tipo allinterno dellarea
Schematizzare la sezione
Riportando in planimetria il segno di
sezione

Ex_02 - 13 marzo 2013

CORSO DI TECNICA URBANISTICA (E-A) II SEMESTRE A.A. 2012-2013

TEMA_LA MOBILITA
CARATTERISTICHE GEOMETRICHE E PARCHEGGI
Inoltre, sempre in planimetria vanno identificati i parcheggi.
I parcheggi areali veri e propri:
I parcheggi definiti da una superficie esclusivamente dedicata a questo scopo, generalmente di
forma rettangolare o trapezoidale, capaci di contenere una pluralit di veicoli, e accessibili
(separatamente e distintamente ) dalle sedi stradali
Tali parcheggi possono anche essere a pagamento, ma non per questo non vanno
considerati pubblici, purch siano stati realizzati dal soggetto pubblico
Vanno identificati i parcheggi di tutti i tipi: sia quelli consistenti in un semplice piazzale, sia
quelli in tutto o in parte sotterranei, sia quelli multipiano.
Si tenga conto che alcuni parcheggi vengono utilizzati, con frequenza settimanale o
mensile o saltuariamente, per lo svolgimento di altre attivit (mercati, fiere,
manifestazioni varie, etc.); essi vanno comunque individuati.

Le aree usate impropriamente come parcheggio (es. aree semi-abbandonate) che devono
per essere identificate con un colore diverso dai precedenti
I parcheggi lungo strada, anche quelli non segnalati dalle opportune strisce bianche o blu,
ci consente di individuare alterazione delle caratteristiche geometriche della strada
I parcheggi areali saranno indicati con un poligono di colore pieno, mentre i parcheggi
lungo la strada con una linea spessa
Ex_02 - 13 marzo 2013

CORSO DI TECNICA URBANISTICA (E-A) II SEMESTRE A.A. 2012-2013

TEMA_LA MOBILITA
CARATTERISTICHE GEOMETRICHE E PARCHEGGI
I parcheggi areali saranno indicati con un poligono di colore pieno, mentre i parcheggi
lungo la strada con una linea spessa
Per i parcheggi areali va segnalato anche il/i punti di acceso/uscita (con un simbolo unico,
per es. un trattino o un punto)

Ex_02 - 13 marzo 2013

CORSO DI TECNICA URBANISTICA (E-A) II SEMESTRE A.A. 2012-2013

TEMA_LA MOBILITA
MOBILITA PEDONALE
In questa fase, consideriamo il movimento pedonale che si svolge lungo i marciapiedi.
Ed eventualmente lungo la carreggiata stradale, su cui sia stata inibita (in tutto o in
parte) la circolazione veicolare.
Lo scopo della analisi della rete pedonale verificarne la agibilit, nei suoi singoli tratti,
e la continuit nello spazio urbano.

La verifica della agibilit consiste nellaccertare lesistenza del corridoio minimo di


passaggio del pedone, sulla sede a ci dedicata: la larghezza assunta come minima 90
cm., al netto di qualsiasi ostacolo. La misura assunta quella strettamente necessaria al
passaggio di persone portatrici di disabilit, comprendendo tra di esse anche le persone
anziane, temporaneamente disabili, o anche semplicemente messe in difficolt dal
trasporto di cose.
Ex_02 - 13 marzo 2013

CORSO DI TECNICA URBANISTICA (E-A) II SEMESTRE A.A. 2012-2013

TEMA_LA MOBILITA
MOBILITA PEDONALE
La inesistenza del corridoio pu dipendere sia dalla materiale assenza del
marciapiede, sia dagli ingombri presenti su marciapiedi di larghezza di per s
sufficiente.
Il primo caso si verifica tanto nelle parti storiche della citt, realizzate quando ancora il
marciapiede non era previsto, sia in parti recenti della citt, realizzate abusivamente.
Quando non esiste una sede propria della circolazione pedonale, il pedone si muove
naturalmente sulla sede promiscuamente usata anche dalla circolazione veicolare, con
conseguenti reciproci intralci e pericoli.
Quando il marciapiede esiste, non detto che esso sia di larghezza minima sufficiente,
n che la sua larghezza sia tutta utilizzabile effettivamente: ci accade per la presenza di
una molteplicit di oggetti e attivit sul marciapiede stesso.
Se il marciapiede esiste, ed il corridoio ha la larghezza minima, possono esservi altre
cause di difficolt, come il dissesto della pavimentazione e la presenza di dislivelli e/o
gradini (p.es. per i passi carrabili).

Ex_02 - 13 marzo 2013

CORSO DI TECNICA URBANISTICA (E-A) II SEMESTRE A.A. 2012-2013

TEMA_LA MOBILITA
MOBILITA PEDONALE
Il giudizio va assegnato complessivamente allintero fronte, ma nel caso di fronti ottimi con un solo
punto di difficolt (corridoio insufficiente) pu essere il caso di classificarli ottimi, segnalando il
singolo punto di difficolt.
Presenza di marciapiede
lungo il fronte delledificio
no
si
si
si
si
si

Larghezza corridoio
=> 90 cm.
no
si
si
si
si

Dissesti della
pavimentazione
presenti
presenti
assenti
assenti

Dislivelli > 4 cm.


e/o pendenze > 8%
presenti
assenti
presenti
assenti

Giudizio
pessimo
pessimo
cattivo
buono
buono
ottimo

Tale rilievo viene restituito attraverso una mappatura dei fronti stradali, con un doppio segno
lineare:

Esistenza del marciapiede


ottimo
buono
cattivo
pessimo
Ex_02 - 13 marzo 2013

CORSO DI TECNICA URBANISTICA (E-A) II SEMESTRE A.A. 2012-2013

TEMA_LA MOBILITA
ricapitolando
Un elaborato con la classificazione gerarchico funzionale degli assi stradali.
Ciascuna strada considerata come un arco di una rete, e si rappresenta cin una linea
Lo spessore della linea varia relativamente alla classe funzionale associata a tale arco
primaria
principale
secondaria
locale
TIPO DISTRADA
FUNZIONE
transito, scorrimento
distribuzione
penetrazione
accesso

Ex_02 - 13 marzo 2013

PRIMARIA

PRINCIPALE

SECONDARIA

LOCALE

CORSO DI TECNICA URBANISTICA (E-A) II SEMESTRE A.A. 2012-2013

TEMA_LA MOBILITA
ricapitolando
Un elaborato con la identificazione dei flussi privati
Ciascuna strada rappresentata attraverso uno o due archi direzionati (con freccia)
rispettivamente se il flusso monodirezionale o bidirezionale
anche se sono presenti pi corsie di marcia in una stessa direzione, di rappresenta un solo
arco

Un elaborato con la identificazione dei flussi del trasporto pubblico


Selezionando dalla rete privata i soli archi utilizzati dal trasporto pubblico, e aggiungendo le
fermate del trasporto pubblico su ferro

Ex_02 - 13 marzo 2013

metro

CORSO DI TECNICA URBANISTICA (E-A) II SEMESTRE A.A. 2012-2013

TEMA_LA MOBILITA
ricapitolando
Un elaborato con le caratteristiche geometriche delle strade
Composto dalle sezioni tipo schematiche identificate nellarea di studio
Da una planimetria con lassociazione della sezione tipo alla strada, contenente anche le
indicazioni dei parcheggi areali e delle parti di strada occupate da parcheggi

Sezione C

Ex_02 - 13 marzo 2013

CORSO DI TECNICA URBANISTICA (E-A) II SEMESTRE A.A. 2012-2013

TEMA_LA MOBILITA
ricapitolando
Un elaborato con le caratteristiche geometriche delle strade
Composto dalle sezioni tipo schematiche identificate nellarea di studio
Da una planimetria con lassociazione della sezione tipo schematica alla strada, contenente
anche le indicazioni dei parcheggi areali e delle parti di strada occupate da parcheggi

Ex_02 - 13 marzo 2013

CORSO DI TECNICA URBANISTICA (E-A) II SEMESTRE A.A. 2012-2013

TEMA_LA MOBILITA
ricapitolando
Un elaborato per la valutazione degli spazi per la mobilit pedonale
Ad ogni marciapiede associato il simbolo corrisponde al giudizio asseganto

ottimo

buono
cattivo

pessimo

Ex_02 - 13 marzo 2013

CORSO DI TECNICA URBANISTICA (E-A) II SEMESTRE A.A. 2012-2013

TEMA_LA MOBILITA
Elenco tavole
Tav. 2.1
Tav. 2.2
Tav. 2.3
Tav. 2.4
Tav. 2.5
Tav. 2.L

Mobilit: classificazione gerarchico funzionale


Mobilit: schema dei flussi privati
Mobilit: schema dei flussi del trasporto pubblico
Mobilit: parcheggi e sezioni stradali tipo
Mobilit: valutazione degli spazi per la mobilit pedonale
Legenda

Ex_02 - 13 marzo 2013

CORSO DI TECNICA URBANISTICA (E-A) II SEMESTRE A.A. 2012-2013

Ex_02 - 13 marzo 2013

CORSO DI TECNICA URBANISTICA (E-A) II SEMESTRE A.A. 2012-2013

Ex_02 - 13 marzo 2013

CORSO DI TECNICA URBANISTICA (E-A) II SEMESTRE A.A. 2012-2013

Ex_02 - 13 marzo 2013

CORSO DI TECNICA URBANISTICA (E-A) II SEMESTRE A.A. 2012-2013

Ex_02 - 13 marzo 2013

CORSO DI TECNICA URBANISTICA (E-A) II SEMESTRE A.A. 2012-2013

Ex_02 - 13 marzo 2013

CORSO DI TECNICA URBANISTICA (E-A) II SEMESTRE A.A. 2012-2013

Ex_02 - 13 marzo 2013

CORSO DI TECNICA URBANISTICA (E-A) II SEMESTRE A.A. 2012-2013

Ex_02 - 13 marzo 2013

CORSO DI TECNICA URBANISTICA (E-A) II SEMESTRE A.A. 2012-2013

Ex_02 - 13 marzo 2013

CORSO DI TECNICA URBANISTICA (E-A) II SEMESTRE A.A. 2012-2013

Ex_02 - 13 marzo 2013