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Toni Negri
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on. Antonio Negri


Parlamento italiano
Camera dei deputati

Luogo nascita
Data nascita
Titolo di studio
Professione
Partito
Legislatura

Gruppo
Circoscrizione

Padova
1 agosto 1933
Laurea in filosofia
Professore universitario
Partito radicale
IX Legislatura della
Repubblica Italiana
Radicale
Veneto

[1]

Antonio Negri, detto Toni Negri (Padova, 1 agosto 1933 ), un politico, filosofo e sociologo italiano, tra i pi noti
pensatori e teorici dell'estrema sinistra italiana tra la fine degli anni sessanta e gli anni ottanta.
Inizialmente vicino ai movimenti del cattolicesimo sociale, poi iscritto al PSI, Negri fu poi tra i fondatori di Potere
Operaio (1969), importante gruppo operaista della sinistra extraparlamentare, e personalit di spicco di Autonomia
[2]
Operaia.
[3]

Per le sue teorizzazioni politiche gli venne ripetutamente imputato di essere un "cattivo maestro" per i giovani ,
venendo poi formalmente accusato nel 1979 di complicit politica e morale con il gruppo terroristico delle Brigate
Rosse, in un processo molto discusso nel quale sar condannato in via definitiva a 12 anni di carcere (ai quali ne
[4]
[5][6]
vennero aggiunti altri successivamente ), scontandone in totale dieci, di cui gli ultimi quattro in semilibert.
Negri era all'epoca un affermato docente universitario di filosofia, e venne condannato in base ai teoremi delle leggi
speciali, senza effettive prove, proclamandosi sempre innocente e vittima di errore giudiziario o condanna per un reato
[7]
di opinione. Il cosiddetto "Processo 7 aprile" venne criticato anche da Amnesty International, che lo ritenne lesivo
[8]
deidiritti degli imputati al giusto processo. Secondo l'autore di quelle stesse leggi, il Ministro degli Interni e
futuroPresidente della Repubblica Francesco Cossiga, l'arresto di Negri fu uningiustizia (...), ha pagato un prezzo
[9]
sproporzionato alle sue responsabilit e fu una vittima del giacobinismo giustizialista.
Divenuto, nel 1983, deputato del Partito Radicale, e godendo quindi dell'immunit parlamentare, usc di prigione e si
rifugi in Francia, dove pot beneficiare della dottrina Mitterrand che negava l'estradizione e concedeva asilo per i reati
[2]
che il governo di Parigi riteneva "a sfondo politico", e dove insegn all'Universit di Saint-Denis. Nel 1997, dopo

un patteggiamento, torn in Italia, dove scont una pena ridotta, parzialmente in carcere (fino al 1999), poi insemilibert,
[10]
fino alla scarcerazione e al fine pena nel 2003.
[11][12][13][14]

[15]

Nel 2002 pubblic uno dei suoi libri pi importanti e conosciuti a livello mondiale
, Impero , scritto assieme
a Michael Hardt e fortemente critico della globalizzazione liberista e del moderno imperialismo, che egli rilegge per
[16]
come una nuova occasione di rivoluzione.
Indice
[nascondi]

1 Biografia

1.1 L'Universit

1.2 Cattolico

1.3 Socialista

1.4 Operaista

1.5 "Autonomo"

1.6 Il processo 7 aprile

1.7 Deputato Radicale

1.8 La fuga in Francia

1.9 Periodo francese

1.10 Ultimo periodo

2 Recensione di Impero e di Moltitudine

3 Critiche

4 Note

5 Bibliografia

5.1 Opere di Toni Negri

5.2 Opere che trattano di Toni Negri

6 Filmografia

7 Voci correlate

8 Altri progetti

9 Collegamenti esterni

9.1 Letture

9.2 Interviste

9.3 Articoli

9.3.1 Recensioni

9.4 Audio

9.5 Varie

Biografia[modifica | modifica wikitesto]


[17]

Nato in una famiglia cattolica laica (per Romano Alquati di estrazione sociale piuttosto umile , mentre per Pino
[18]
Buongiorno benestante ) di origini emiliano-lombarde. Suo padre, bolognese, di famiglia operaia e comunista, fu
[19]
presidente dell'Azione Cattolica di Padova , partecip alla fondazione del PCd'I e, a causa delle violenze fasciste, per
[20]
al secondo anno di vita di Toni lasciando la moglie, insegnante, con i figli . La madre, mantovana, figlia di piccoli

[17]

proprietari terrieri fascisti, politicamente quasi totalmente neutrale, maestra (probabilmente di Poggio Rusco) , lo
[21]
indirizz allo studio come unico mezzo per uscire dalla miseria. Suo nonno, col quale visse molto a Bologna, era
un operaio anch'egli comunista, e che, per ammissione dello stesso Negri, gli fece capire cosa fosse la fatica fisica,
[22]
portare ogni giorno quintali e quintali che ti buttano sulle spalle.
Negri ultimo di tre figli. La sorella Anna Maria, futura docente di Psicologia Fisiologica alla facolt di Magistero
[23]
[24]
dell'Universit di Padova , nacque nel 1922 , spos un giovane partigiano comunista, Luciano Dell'Antonio, al quale
essi diedero asilo nell'inverno del 1943-1944 dopo che la sua brigata era stata sterminata in montagna, e che insieme al
nonno fu il suo mentore politico. Suo fratello nacque probabilmente nel 1927 e a sedici anni s'invagh
dell'idea nazionalista, s'arruol e mor il medesimo anno in Jugoslavia pochi giorni prima dell'8 settembre, e data la sua
[21][25]
et i fascisti fecero scrivere che si era suicidato per non cadere nelle mani dei comunisti.

L'Universit[modifica

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[26]

Dopo la maturit, conseguita nel 1952 al Liceo Classico Tito Livio , si iscrisse al corso di laurea
in filosofia dell'Universit di Padova, dove fu tra gli allievi prediletti di Enrico Opocher, al quale nel 1977 Negri dedic il
[senza fonte]
libro La forma Stato. All'universit patavina si inser negli ambienti della goliardia
e fu direttore, nel 1956, del
giornale universitario Il B (dal nome del palazzo dell'ateneo) e militante e dirigente, per Paolo Ungari (sar anch'esso
[27]
allievo dell'Istituto Croce) che lo conobbe dall'Unuri esponente massimo, dell'Intesa Cattolica padovana
[28][18][19]
(GDIU).
Nel 1955 discusse con Umberto Padovani, docente di filosofia morale, la sua tesi di laurea
su Dilthey, Meinecke, Weber e Troeltsch intitolata "Lo storicismo tedesco da Dilthey a Weber", di cui la prima parte fu
pubblicata subito dopo, nel 1958, dall'Istituto Feltrinelli.

Il cortile di Palazzo B, sede dell'Universit di Padova


[29]

Nel 1956 vinse una borsa di studio di un anno all'Istituto Italiano per gli Studi Storici dove fu presentato dallo storico
delle religioni Raffaele Pettazzoni. L'istituto era diretto da Federico Chabod, il quale fu per Negri un primo grosso
contatto, soprattutto per capire che cosa era effettivamente il politico. Dopo Napoli si trasferi in Francia, all'cole
Normale Suprieure, dove lavor con Jean Hyppolite alla tesi completamente e fondamentalmente lukcsiana (dir
anche che al termine dell'universit era [..] praticamente un lukcsiano) sul giovane Hegel: Stato e diritto nel
[30][31]
giovane Hegel: studio sulla genesi illuministica della filosofia giuridica e politica di Hegel.
Successivamente, dopo aver seguito corsi in varie universit straniere dal 1953, nel 1958, a 25 anni, super l'esame
dilibera docenza e fu nominato libero docente dell'Istituto di Filosofia del diritto della facolt di Giurisprudenza (per Negri
facolt particolarmente reazionaria), ove fu assistente straordinario del rettore della facolt. Di quell'esperienza dir:
[...]guadagnavo niente, vivevo facendo traduzioni di libri gialli e bollettini editoriali, tutto questo lavoro assolutamente
[26]
precario, era quello che mi dava da vivere.. In quel periodo fu aiutato dal professor Opocher e indi compose,
fondamentalmente sui fondi Rav e Martinetti, un testo (che fu pubblicato nel '62) molto accademico e con rigide basi
filologiche sul formalismo post-kantiano: Alle origini del formalismo giuridico: studio sul problema della forma in Kant e
nei giuristi kantiani tra il 1789 e il 1802; il testo fu letto anche in Germania tra gli studiosi del periodo post-kantiano. Nel
[22]
frattempo tradusse anche per Laterza Gli scritti minori di filosofia e diritto di Hegel.
[32]

Nel 1967 ottenne la cattedra di filosofia politica presso la Facolt di Scienze Politiche dell'Universit di Padova, nella
[33]
[32]
quale divenne direttore dell'Istituto diDottrina dello Stato . Fu il pi giovane professore ordinario d'Italia . Negli anni
Sessanta-Settanta trasform il suo istituto in una base per la lotta di classeoperaia (e ci gli fu fatto pagare dai suoi
colleghi quando vi fu l'istruttoria del giudice Calogero). Gianni De Michelis, in un'intervista del 2002, disse che ci fu una
specie di 1968 prima del 1968; alcuni anni prima del 1968 Toni Negri cominci a organizzare il lavoro studentesco
clandestino, cos clandestino che nessuno se lo ricorda pi, perch il contesto interno non era favorevole, ma che gett
le premesse all'esplosione che port, con il 1968, alla nascita di cose che oggi sono molto pi note: "Lotta Continua",
[34]
"Potere Operaio" e cos via..
Romano Alquati fu in disaccordo con tale "uso" dell'istituto, in un'intervista del dicembre 2000, lo defin il farne una
base per proiettarsi altrove, limitandosi a questo uso differente e tardo-operaista (non arrivava nemmeno davvero
all'operaio sociale) e paleo-comunista di questo vertice della formazione scolastica, ormai di massa. Il fatto era gi che
l'universit proprio come vertice della formazione era gi essa stessa baricentrale e strategicamente per il presente ed il
futuro dell'arretrata societ italiana e mondiale: era ormai anch'essa e di pi potenziale "fabbrica del soggetto", e non
solo dell'attore; ormai anche pi di moltissimi stabilimenti taylorizzati\fordizzati dell'industria della fase classica, in via di
[17]
conclusione.. . Suoi, e sue, assistenti universitari/e furono Luciano Ferrari Bravo, Maria Rosa Della Costa e Alisa Del
[35]
Re.
Fu definito da due suoi colleghi un "barone universitario". Nello specifico Rita di Leo, assistente all'Universit di Padova
negli anni 1973-74, lo defin un vero barone universitario, di grandissima levatura intellettuale, profondamente inserito
[36]
nel contesto della sua citt . Mentre Alquati, in un'intervista del 2000, disse che era un grande barone in una

disciplina pi utile di quella degli altri; cosa che lo portava a parlare del "lavoro culturale", del "discorso culturale" n ei
terminiDesanctis-Croce-Gramsci, come questione di tattica, sorta di copertura necessaria anche all'uscita
dall'isolamento e all'ottenimento di [...] sostegni nellarretratezza del mondo della sinistra culturale ed accademica
italiana; un'ambiguit di cui Negri fu consapevole, come lo furono anche il Cacciari del pensiero negativo e, in modo
[17]
diverso, Mario Tronti.

Cattolico[modifica

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La famiglia cattolica lo educ come un figlio cattolico del cattolicissimo Veneto, frequent a Padova il Duomo, le
lezioni di dottrina, il settimanale della Curia La Difesa del popolo e i suoi primi studi furono su San
[18]
Tommaso. Nel 1950, pur essendo ateo, ma dato il suo interesse per la questione sociale e l'inesistenza a Padova del
[20]
partito comunista, Negri incontra la politica per la prima volta a 18 anni nella parrocchia locale di Don Antonio
[37][38]
Sartorato di Casalserugo, che lo spinge ad entrare nella Giovent Italiana Azione Cattolica (GIAC),
gruppo di
[21]
[18]
giovani che si ispirava ai preti operai francesi , della quale, nonostante non ne prese mai la tessera , fu inserito nella
[39]
dirigeza nazionale che faceva capo alla presidenza di Mario Rossi e che era gestita da Arturo Paoli .
Dirigenza che Silvano Bassetti defin, nel 2002, una cerchia di cattolici particolarissimi e che rappresentavano nell'Ac
[40]
l'anima autonoma rispetto agli ambiti politici, come il collateralismo alla Democrazia Cristiana. Vi conobbe tra gli
altri, Silvio Garattini, Umberto Eco, Vincenzo Scotti, Emanuele Colombo (poi presidente della televisione
[22][41]
Montecarlo), Gianni Vattimo
, Paolo Ceccarelli (che sar architetto e rettore a Venezia) e Gianfranco Poggi,
quest'ultimi due insieme a Negri furono denominati scherzosamente da Sartorato (il quale per un periodo si illuse di
[42]
[9]
tenerli in pugno) i mau-mau. Nei medesimi anni la GIAC era frequentata anche da Francesco Cossiga che era nello
[43]
stesso giro universitario di Negri .
[20]

In questo periodo lesse Maritain, Bernanos e Simone Weil . Dopo due anni ne fu espulso insieme ad altri componenti
[44][21]
causa la non condivisione della linea conservatrice del presidente Luigi Gedda.
Rimase comunque negli
ambienti curiali fino al 1954 in quanto delegato diocesano, carica che lasci in quell'anno entrando poi nella Democrazia
[18]
cristiana a fianco di Luigi Carraro. Fino al 1955 fu anche molto attivo nel movimento cattolico universitario come
[45]
direttore dell'Intesa Democratica . Essa non era l'Intesa prolungamento della FUCI, ma un gruppo cattolico-socialista
fondato da Negri con un gruppo di amici cattolici, dei quali una parte, tra cui Ceccarelli e Laura Balbo, segu
un'evoluzione simile alla sua divenendo laica, e dall'altra divennero tutti preti e partirono in missione.
In quegli anni cominci anche a viaggiare per l'Europa in autostop, e per un anno, dal 1954 al 1955, visse in
un kibbutz Israeliano ove esistevano solo comunit e lavoro. I suoi maestri di allora furono un assistente
di Bloch a Tubinga e Suzy un matematico, laureato a Cambridge; egli era un comunista egiziano che si era recato nel
kibbutz dopo esser stato liberato, all'arrivo di Nasser, da lungo periodo di galera sotto Nagib. La cosa fu per lui un
momento di grande educazione politica e al suo ritorno in Italia continu a spostarsi, per tre o due anni, tra
Francia, Germania e Inghilterra fino a che non torn a Padova per laurearsi. Dal 1956 1957, quando era nell'Intesa
Democratica, si rec pi volte in Jugoslavia. Vi and, come rappresentante dell'Unuri, ad un convegno nel 1956 ossia in
quello che fu un momento rilevante della prima crisi del mondo socialista, poich di fatti li fu anticipato quello che
successe poi in Polonia.
In quell'occasione prese, soprattutto, contatto con dei francesi dell'UNEF (Unione Nazionale degli Studenti Francesi)
con cui strinse rapporti d'amicizia; tra essi v'era il suo coetaneo Jean-Marie Vincent (che differentemente da lui era un
[22]
perfetto conoscitore della letteratura marxista) con cui diriger a Parigi Futur Anterieur. Per un periodo si trasfer
[46]
a Partinico in Sicilia insospettito dal missionariato laico del sociologo Danilo Dolci. Ulisse Drago che da Delegato
Diocesano Juniores lavor con Negri , in un testo del 2008, present che Negri nel periodo dell'Ac [...] era piuttosto
allergico ai "semplici", tanto che rifiutava di parlare ai rurali in quanto si dichiarava incapace di farsi capire da un
pubblico incolto... a suo dire. e che Negri chiese, ottenendola, al vescovo una lettera di presentazione per la sua
[42]
facolt universitaria.

Socialista[modifica

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Nel 1956 si iscrisse con la Balbo e Ceccarelli alla sezione di Padova (la quale era una sezione di sinistra) del Partito
[47]
Socialista Italiano poich esso sembrava [...]libero da incrostazioni staliniste che ci davano molto fastidio fin da
[22] [48]
allora . Nella sede di Corte Arco Vallaresso cominci l'amicizia con Guido Bianchini eFrancesco Tolin e inoltre
famigliarizz anche con Bruno Facchinelli e Domenico Ceravolo. Tramite Mimmo Cerallo, Segretario della federazione
mandato li daMorandi e dal suo gruppo, incrociarono Raniero Panzieri, dirigente del PSI in Sicilia e poi a Roma.
[49]

Nel luglio del 1960 (era gi diventato segretario o vicesegretario ? della federazione di Padova) parte per
[19]
l'Unione Sovietica (viaggio che Paolo Ungari defin misterioso ) insieme a una decina [...] di giovani [tra i
quali Cossutta, che era il segretario di Milano, Alinovi, segretario di Napoli e il segretario di Ravenna] che si sono messi in
vista durante i fatti di quel luglio. Arrivati furono ricevuti da Suslov, visitarono poi i kolchoz, i sovchoz e le fabbriche ma
prese una polmonite (causata a suo avviso da [...] un rifiuto psicosomatico) e, dopo un paio di mesi, torn in
[22]
Italia. Il 6 novembre, dello stesso anno, fu eletto per il PSI, insieme ad altri 5, consigliere delComune di
[28][18][26]
[38]
Padova.
In questo periodo Negri matur una sistematica critica alla politica del Partito Comunista Italiano.

Alberto Asor Rosa

In quegli anni fece parte del circolo Meretti, Marco Boato, di 11 anni meno di lui, and ad ascoltarlo a Venezia a una
[50]
conferenza. Dal 1961 al 1963 collabor come coordinatore dei collaboratori con il quindicinale socialista Progresso
Veneto, del quale era proprietario esclusivo dal 1959. La rivista era formalmente un'emanazione del circolo culturale
[49]
"Antonio Labriola" (di cui era segretario ) ed era stata registrata a Padova da Francesco Tolin in qualit di direttore
responsabile al quale, oltre che a Domenico Ceravolo (direttore d'essa), Negri la cedette per una cifra simbolica di 10
lire. Da essa poi passarono i "giovani" come Massimo Cacciari (per la cui formazione Negri fu un incontro essenziale
[51]
facendogli leggere, tra i i 16 e 18 anni, libri fondamentali ) e Mario Isnenghi (per Alquati, luogotenente di Negri,
[35]
[52]
come Ferrari-Bravo ) che ne fu vicedirettore .
Dato l'accordarsi di questa esperienza con Panzieri inizi a frequentare, dalla formazione del primo numero, a Torino le
riunioni mensili della redazione della rivista marxista Quaderni Rossi nella quale entr, dal secondo numero e indi inizi
a collaborare anche con Mario Tronti e Alquati (Alquati fu ospitato nel '63 da Negri per un mese a Padova, esperienza
[53] [54][55][56][28][22]
che disse di lusso ).
La sua partecipazione a Quaderni Rossi, per Alberto Asor Rosa, allarg [...] di
parecchio (anche se parliamo sempre di unesperienza limitata) le dimensioni iniziali del gruppo. poich [...] era il
segretario della Federazione Socialista a Padova e aveva un seguito molto pi consistente del nostro, di natura sia
[57]
intellettuale sia operaia ed indi era portatore di una ricca esperienza politica.
Gi nel luglio 1963, oltre che contestare la politica del centrosinistra, rese evidente il suo dissenso dal PSI fondando con
altri militanti il "Movimento socialista indipendente" il quale si present col mensile nazionale dei Quaderni
[58][59]
Rossi "Cronache Operaie". Il primo numero del mensile, uscito il 19/07/1963 o il 15 ?
, fu inviato a tutte le
[26]
sezioni socialiste e il motto d'essa era: "Non c' potere operaio se non politicamente organizzato". La creazione
di Cronache Operaie, insieme ad un finanziamento dell'Istituto Morandi a Potere Operaio di Porto Marghera e ad altri
[59]
fogli locali, fu parte di un accordo mediato da Negri per tenere uniti i Quaderni Rossi. Insieme a Tolin e Bianchini
(anch'essi collaboratori di Cronache Operaie) ader all'Associazione Italia-Cinacosa che li fece etichettare filocinesi
[54]
anche dal prefetto. Nell'ottobre 1963, successivamente alla scissione della sinistra interna del PSI Negri non ader
alloPSIUP (l'altro fu il PSU) e fuoriusc dal partito dimettendosi dal Consiglio comunale, il 30 ottobre, e, il 5 novembre
[59]
[26]
o il 4 ? , da quello provinciale e inizi a dedicarsi alla diffusione delle sue idee.
Il 23 febbraio 1961 fond con Ceccarelli, Giulio Felisari e Giorgio Tinazzi la Marsilio Editore (denominazione
omaggiante Marsilio da Padova filosofo del XIV secolo, pensatore e giurista ghibellino), la quale divenne societ per
[60][61]
azioni nel 1965 con l'entrata nel capitale della societ di Cesare De Michelis e del fratello Gianni
, amico di Paola
[62][63]
Meo (che nel 1962 divenne la prima moglie di Negri
). In quegli anni strinse anche amicizia con Marco
[64]
[65]
Pannella (che gia conosceva dai tempi dell'Unuri di cui Pannella fu presidente ), all'epoca giornalista de Il
[37][38]
Giorno.
Nel 1964 si impegn maggiormente in campo universitario, svilupp dibattiti con Tronti, Alquati e l'allora
[66]
ventenne Cacciari e nacque a Venezia Anna Negri sua figlia primogenita e futura regista . Sempre negli anni
[67][68]
Sessanta, essendo tifoso del Milan, partecip alla creazione delle Brigate Rossonere
.

Operaista[modifica

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[56]

Il gruppo di Quaderni Rossi stabil sin dall'inizio contatti con nuclei operai delle fabbriche di Marghera ma, nel 1962,
[26]
fallito il tentativo di coinvolgere direttamente ilsindacato e dopo la rottura di Tronti con Panzieri rottura a cui
contribu definitivamente il numero unico di Gatto selvaggio e che Negri tent di evitare mediando, dato che non voleva
[35]
staccarsi da Panzieri , si ritir il gruppo dei cosdefiniti "interventisti", ossia: Negri, Tronti e Alberto Asor Rosa i quali
[69]
fondarono la rivista Classe Operaia. Mensile politico degli operai in lotta (gennaio 1964-1966 ? ), edita dalla Marsilio,
stampata a Padova e della quale Tronti fu direttore, Tolin responsabile e Negri, con Asor Rosa, curava la rubrica
[35]
sulle ideologie .
L'idea fondante di Classe Operaia fu la caratterialit antagonista del conflitto tra la classe operaia e il capitale che era
necessario rovesciare e un argomento del dibattito e dellanalisi di Classe Operaia fu che ci fosse un soggetto nuovo
dello scontro politico e cio loperaio-massa: tutto quello che era accaduto tra gli anni Cinquanta e Sessanta e che il

Movimento Operaio tradizionale, sindacato anche, stentava a riconoscere. Essa fu, a differenza di Quaderni Rossi,
una rivista d'intervento che tent, contemporaneamente, di essere [...] una rivista di impianto e di impostazione teorica
e di intervento militante [...] ed anche [...] un giornale di organizzazione operaia, sulla base dellipotesi trontiana che
bisognasse ritradurre, modellandola sulla realt operaia di quegli anni, lipotesi leninista di organizzazione.. Indi, data
[...] l'idea di una politica che si fa organizzazione [...], di [...] una politica che organizza le forze. (con cui Negri fu
"sostanzialmente d'accordo"), non solo creavano il giornale, ma lo distribuivano davanti alle fabbriche tentando di
[...] organizzare gruppi di operai consenzienti.. Vi fu indi [...] l'idea di mettere insieme queste due cose [prob.
l'organizzazione e l'operaio-massa] e rendere la miscela esplosiva senza necessariamente ricorrere al linguaggio delle
armi..
Difatti, in quel periodo, il gruppo della redazione veneta di Classe Operaia, formatosi attorno a Progresso Veneto, si
impegn nelle fabbriche a Marghera con la pubblicazione del volantino Potere Operaio - Redazione veneta di Classe
[70]
Operaia .
Dal 1965 fece parte del consiglio direttivo provvisorio del circolo culturale "Frantz Fanon", fondato a Padova lo stesso
anno, la cui finalit programmatica fu contribuire alla formazione di un a reale unit di interpretazioni e di propositi fra
coloro che hanno a cuore la liberazione degli uomini per mezzo del socialismo. Il circolo fu aperto a ogni moderna
corrente di pensiero (per la Negrello a quanti, pur provenienti da esperienze diverse rifiutavano ogni forma di
dogmatismo), i membri si presentarono come uniti dalla comune fedelt al marxismo come fecondo strumento di
conoscenza e di trasformazione della societ contemporanea e dalla convinzione che soltanto l'analisi informata e
spregiudicata di fenomeni e problemi concreti possa contribuire a relaizzare dialetticamente l'unit dei marxisti in una
vigorosa azione politica. Le tematiche di maggiore priorit del circolo furono l'analisi dello sviluppo capitalistico e
l'organizzazione del potere con particolare attenzione ai problemi del Terzo Mondo e alla realt economica e sociale
[71]
dei paesi socialisti. Il gennaio dello stesso anno Asor Rosa e Bianchini cercarono un contatto con funzionari
dell'ambasciata cinese a Berna ma non si present il fine da loro voluto; indi, d'estate, Negri, Alquati e Bonomi
andarono (filosofo di Novara legato a Milano al giro dei fenomenologici di Enzo Paci) ancora all'ambasciata per
domandare finanziamenti da parte dello stato cinese per un quotidiano da distribuire in fabbrica tutti i giorni. I tre
trovarono l'ambasciata chiusa e l'ambasciatore assente, furono ascoltati da altri dipedenti dell'ambasciata che
[35][72]
presentarono di ritornare, non vi fu seguito e si allentarono i rapporti con i gruppi filocinesi.
Nel 1966, in seguito a contrasti tra Negri da una parte e dall'altra Tronti e Asor Rosa, vi fu un'altra scissione del gruppo
di Classe Operaia del quale si tent, con esito fallimentare, la riunificazione con Contropiano rivista di "materiali
marxisti" diretta da Asor Rosa e Cacciari (anch'esso collaboratore di Classe Operaia) il cui primo numero fu pubblicato
[57]
nel 1968 poco prima dell'inizio delle agitazioni studentesche e operaie del '68 - '69. Dalla scissione nacque nel 1967 [73]
anno nel quale Negri conobbe a Bologna l'allora diciassettenne e studente Franco Berardi , che sar uno dei fondatori
[74]
di Radio Alice e A/traverso - "Potere Operaio" di Pisa e di Massa (che nel 1969 conflu in Lotta Continua).
Nel 1969 Classe Operaia termin la pubblicazione e il volantino fu ridenominato Potere Operaio. Giornale politico
[75]
[76]
degli operai di Porto Marghera e successivamente si attu il collegamento col gruppo emiliano di "Potere Operaio"
(rivista che fu registrata a Modena lo 01/03/1967 e di cui l'ultimo numero pubblicano il 01/01/1969). In quel periodo
Negri, insieme ad altri, andava da Padova in tuta blu a Marghera per partecipare a "scioperi selvaggi" o, come riferito a
Bocca dalla moglie di Negri, per contatti con gli operai, coi quali, insieme a Cacciari, in riunioni serali, leggevano Il
[26]
Capitale e poi traducevano nei loro problemi reali le teorie Marxiste.

Milano: manifestazione di Potere Operaio a fianco del duomo

Sempre in quell'anno, dato che consider il '68 - '69 un periodo prerivoluzionario, chiese al gruppo di Contropiano di
far cadere tutto il discorso sul partito, cosa che comunquela rivista aveva cominciato ad affrontare e di cui si era
fatto carico soprattutto Mario Tronti, ma Asor Rosa gli si oppose e dunque Negri decise di uscire dalla rivista. Cacciari,
[57]
che diresse con Asor Rosa la rivista fino al 1971, non ader a Potere Operaio ma deluso lo critic, e testimoni in
[56]
seguito anche lui che Negri, durante il periodo del '68 di Potere Operaio, era per l'avanguardia esterna, in un'intervista
del 2009 disse che Nel '69 lui [Negri] decise di entrare nel movimento studentesco su posizioni di aperta rottura col
sindacato e col Pci, che io, Mario Tronti, Alberto Asor Rosa e altri consideravamo sbagliate, perch non ritenevamo che
[51]
fossimo in un'epoca prerivoluzionaria, ma che si dovesse portare avanti una politica di riforme Per Alquati inizi in
quegli anni il secondo periodo delloperaismo politico, ossia il periodo post-sessantottesco dei partitini, di cui Negri fu il
[77]
leader.
Dal gruppo veneto-emiliano di "Potere Operaio" e l'incontro di un gruppo di studenti (tra cui Oreste Scalzone e Franco
Piperno) fu fondata nel 1969 la rivista La Classe che, dalla seconda met dello stesso anno, divenne Potere
[47]
Operaio organo dell'omonima organizzazione fondata quello stesso anno da Negri, Scalzone, Piperno e di cui Negri
[senza fonte]
fu il teorico e lo stratega
. Direttore della rivista fu, fino al suo arresto nel novembre 1969, Francesco Tolin
sostituito per un breve periodo da Letizzia Paolozzi e poi, fino allo scioglimento di Potere Operaio nel giugno del
[78]
1973, Emilio Vesce. Collaboratori furono: i veneto-emiliani Negri, Guido Bianchini (il pi giovane partigiano d'italia ),
oltre che Emilio Vesce; militanti della lombardia con Giairo Daghini (la cui casa in via Sirtori a Milano sar la redazione

[79]

della rivista ), Sergio Bologna (per un decennio professore alla facolt patavina di Scienze politiche), Ferruccio
Gambino; parte del movimento studentesco di Roma con Piperno, Scalzone.
Le pi importanti esperienze di "PO" furono, oltre che a Marghera, alla Fiat Mirafiori a Torino citt in cui, nel 1969,
[80]
durante il periodo dell'intervento a Mirafiori e delle assemblee alle Molinette, Negri and pi di una volta .
Caratteristiche della rivista e del gruppo furono le proposte di nuove forme di lotta -della quale era esaltato anche
l'aspetto violento- autonoma condotte esternamente, molte volte in opposizione, al sindacato; proposte che cercavano
di attuare modalit d'intervento pi dirette ed efficaci nelle lotte operaie e la cui prospettiva di fondo era qu ella di
costituire una massa organizzata che contenesse le sue stesse avanguardie e che esse tendessero
[26][56]
all'autorganizzazione
In PO Negri, dopo la teorizzazione dell'"operaio sociale" (ossia [...] la sussunzione di tutte le
figure del lavoro dentro la struttura del salario), teorizz, tent di attuare e far attuare la costruzione della forma-partito,
la costituzione di un partito neo-leninista con l'idea, col fine, della presa del potere. Questa sua teorizzazione di
un'organizzazione necessaria, di una neo-organizzazione, fu giudicata fondata da Daghini e fu portata avanti per un po'
da Potere Operaio, finch non si attu il suo fallimento, ossia quando il movimento reale divent pi ampio e pi
ricco della sua [di Negri]idea di organizzazione e l'organizzazione con un salto avventuroso si scioglie [sciolse] nel
[80]
mare tempestoso di Autonomia organizzata.

"Autonomo"[modifica

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Manifestazione di Autonomia Operaia a Genova

Nel giugno dell'1971 fu tra i firmatari della lettera aperta pubblicata sul settimanale L'Espresso sul caso Pinelli.
Nel 1973, con il convegno di Rosolina (31 maggio - 3 giugno), il gruppo di Negri e Negri stesso uscirono da Potere
Operaio il quale si sciolse in gran parte nell'area dell'Autonomia Operaia, della quale Negri fu l'ideatore e uno dei
[32][81]
[26]
leader
(Il progetto era di "simulare" la dissoluzione del gruppo[Potere Operaio] per riunirlo poi [...]). Il 30
giugno fu formalizzata la sua espulsione da Potere Operaio con il seguente motivo:
Gi da un anno il percorso di questo compagno aveva cominciato a dividersi dal nostro, sul terreno di indicazioni e valutazioni politiche
contrastanti, soprattutto a proposito del modo di confrontarsi con le punte pi alte dell'Autonomia operaia e pi in generale, con tutta quella
parte definita da "Potere operaio" area di partito.
Nell'ultimo periodo questo antagonismo si aggravato per la diretta responsabilit di questo compagno e si fatto promotore di iniziative e
pratiche politiche a mezzo di organizzazioni e su progetti diversi da quelli di PO, in questo senso inserendo al nostro interno elementi di
confusione, principi di dualismo organizzativo oltre che di errata direzione politica, i quali non potevano pi a lungo tolle rare.
(Dolores Negrello, p.193)

Con Daghini, nel '73 partecip a un seminario all'cole Normale Suprieure per un dibattito sul concetto di capitale e
sulla crisi della legge del valore. Tra coloro che li invitarono vi fu Yann Moulier-Boutang, da Negri incontrato
[82]
precedentemente lo stesso anno.
All'indomani dell'omicidio di Antonio Custra in seguito a una perquisizione nella sua casa milanese in via Boccaccio fu
fermato Maurice Bignami con 12 patenti e 10 carte d'identit in bianco. Negri fu denunciato, come Bignami, per attivit
[83]
sovversiva ma poi prosciolto in istruttoria. In quegli anni invitato da Louis Althusser torn all'cole Normale
Suprieure ove, nel 1977-78, tenne un corso sui Grundrisse di Marx che porto nel 1979 alla pubblicazione per i
tipi Feltrinelli di Marx oltre Marx, libro che il 13 dicembre dello stesso anno fu definito in un testo di Gilles Deleuze,
pubblicato da Le Matin de Paris, come una prova dell'innocenza di Negri. A Parigistrinse amicizia in particolare
[30][84]
con Flix Guattari il quale, insieme ad altri, tenne informato della situazione politica italiana Deleuze
.
Verso il 1977 Negri scrisse il saggio Proletari e Stato e Il dominio e il sabotaggio, di quest'ultimo la Negrello scrisse che
si pu convenire sull'opinione pi accreditata ossia che esso una sintesi del pensiero di Negri per quanto attiene le
[26]
riflessioni maturate nell'esperienza di "Potere Operaio" e "Autonomia Operaia" . Il testo contiene tesi sul rifiuto del
[85]
lavoro e del partito, sul salario, il sabotaggio, le forze produttive, il riformismo e sulla ricomposizione di classe . Il
saggio contiene anche riflessioni sulla violenza politica, tra cui quella "proletaria", ritenuta
[26]
necessaria ([...] ingrediente necessario, centrale del programma comunista) e definita "calda proiezione del
processo di autovalorizzazione operaia", di essa dice, dopo aver presentato che Karl Marx "diceva" che Fra due diritti
eguali decide la forza:
Dentro lo stabilizzarsi della crisi, la violenza assume infatti una valenza fondamentale. Essa il corrispettivo statuale dell'indifferenza del
comando e, comunque, della sua rigidit. Essa , di contro, la calda proiezione del processo di autovalorizzazione operaia. Non sapremmo
immaginare nulla di pi completamente determinato, di pi ingombro di contenuti, della violenza operaia. Il materialismo storico definisce la
necessit della violenza nella storia: noi la carichiamo dell'odierna qualit dell'emergenza di classe, consideriamo la viole nza come una
funzione legittimata dall'esaltazione del rapporto di forza nella crisi e dalla ricchezza dei contenuti dell'autovalorizzazione proletaria.
(Antonio Negri 2006, pp.296-297)

mentre in relazione alla violenza capitalista-borghese presenta:


Basta con l'ipocrisia borghese e riformista contro la violenza! Che il sistema capitalistico sia basato sulla violenza e che questa violenza
non sia certo pulita a fronte di quella proletaria, lo sanno anche i bambini. Non un caso che tutte le scomuniche borghesi e revisioniste della
violenza siano basate su una minaccia di violenza maggiore. [...] Legittimare la violenza , per i borghesi, costruire ordinamenti, giuridici
economici amministrativi. Ogni ordinamento sociale borghese una certa legittimazione di violenza. Lo sviluppo capitalistico era la sorge nte
razionale della legittimazione della violenza negli ordinamenti.
(ibid.)

Per Deleuze e Guattari il movimento di ricerca marxista formatosi a partire da Tronti (Operai e capitale) e poi con
l'Autonomia e Negri, con lo scopo di analizzare in Italia le nuove forme di lavoro e lotta contro il lavoro, voleva
dimostrare contemporaneamente:

la non accidentalit o marginalit al capitalismo, ma necessariet nella


composizione del capitale (crescita proporzionale del capitale costante),
della fusione tra studenti ed emarginati, attuata dalla precarizzazione del
lavoro (sottosfruttamento, lavoro saltuario o nero) e dalla riduzione delle
possibilit di sussistenza di gran parte della popolazione ai meri sussidi
statali e ai salari precarizzati, la cui causa lo scambio ineguale attuato, in
un'economia-mondo, dalla creazione da parte della zona centrale di
zone periferiche di sottosviluppo in se stessa tramite
la delocalizzazione periferica dell'industrializzazione di "alto
livello"(cfr.Deindustrializzazione) e l'assegnazione a se stessa delle attivit
postindustriali (automazione, elettronica, informatica, conquista dello
spazio, armamento ad oltranza). Ci anche in
una socialdemocrazia adattat al terzo mondo (che anche quello creato
dalla genesi da parte della zona centrale delle zone periferiche di
sottosviluppo in s stessa) poich essa non si proporr
l'integrazione al mercato interno di tutta la popolazione indigente, ma
selezioner gli elementi integrabili attuando la rottura di classe.

Che tale fenomeno genera un nuovo tipo di lotte, operaie, popolari, etniche,
mondiali e in tutti i campi.

[86]

In anni successivi, pochi giorni dopo la fuga in Francia, in un intervisa a Biagi, Negri present gli ormai ex autonomi
come [...] persone che non hanno pi alcun tipo di rapporto con la realt. [che] Ripetono un rituale completamente
sganciato da qualsiasi realt di massa. dicendo anche che Il problema quello di capire che la situazione in Italia
mutata. Dentro questa situazione, una serie di obbiettivi di giustizia e di libert devono giocarsi sulle forze disponibili.
In uno scritto successivo, rivolto al mondo cattolico e alla Dc, defini l'Autonomia [...] un movimento di matrice
cattolica [...], la Solidarno italiana, strumento contro la pretesa egemonia dei comunisti sul movimento operaio. Disse
[87]
anche che il suo errore degli anni dell' Autonomia fu la sopravvalutazione della forza delle istituzioni.

Il processo 7 aprile[modifica

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Il 7 aprile 1979 centinaia di militanti che erano in relazione all'area dell'Autonomia furono inquisiti e/o arrestati (gli anni
[88]
successivi 60.000 attivisti furono indagati e 25.000 arrestasti). e il parlamento vot leggi speciali che privarono di
[89]
alcune garanzie gli imputati. Piperno, in un'intervista del 2002, disse che Pietro Calogero(ai tempi giudice di Padova)
e Caselli (corrispondente del primo a Torino), decisero gli arresti dopo consultazione con i segretari delle FGCI delle
[90]
loro citt.
Calogero era convinto che il terrorismo in Italia fosse un'unica organizzazione diretta da un unico vertice, la
quale legava le BR ai gruppi armati di Autonomia [i cui "capi", per Calogero, erano quelli di PO] con un'unica strategia
[91]
eversiva che ispirava all'attacco al cuore dello stato.
Negri fu arrestato, insieme a Luciano Ferrari Bravo (oltre che suo assistente, docente di Storia delle Istituzioni Politiche
all'universit patavina), Alisa Del Re, Guido Bianchini, Sandro Serafini, tutti dipendenti della Facolt di Scienze
Politiche dell'Universita di Padova e altri (Emilio Vesce, Oreste Scalzone, Lauso Zagato, Giuseppe Nicotri, Mario
[92][93]
Dalmaviva, Carmela Di Rocco, Ivo Galimberti, Massimo Tramonte, Paolo Benvegn, e Marzio Sturaro)
, con varie
[94]
accuse, fra le quali :

organizzazione sovversiva;

complotto politico;

banda armata;

insurrezione armata contro i poteri dello stato;

partecipazione nel sequestro e nell'omicidio Moro;

il sequestro e l'omicidio dell'ingegner Carlo Saronio;

l'assassinio di Alceste Campanile (militante di Lotta continua);

l'assassinio del giudice milanese Emilio Alessandrini;

il sequestro BR del sindacalista Cisnal Antonio Labate;

il sequestro BR dell'ingegner Michele Minguzzi alla Sit-Siemens di Milano;

l'uccisione del brigadiere Lombardini nel corso della rapina di Argelato;

il tentato sequestro dell'industriale Duina;

un attentato incendiario alla Face Standard a Milano;

furto in un'armeria di Vedano Olona;

e inoltre: detenzione di armi, attentati dinamitardi, possesso di esplosivi,

[89]

[95]

falsificazione di documenti, furti, tentate rapine, tentato sequestro e


favoreggiamento.
[84]

Dapprima il giudice Achille Gallucci (DC) gli imput la partecipazione al sequestro e all'uccisione di Aldo Moro e gli fu
[96][97]
attribuita la telefonata con la quale fu poi confrontata la sua voce
che annunciava la breve scadenza
dell'esecuzione della sentenza a carico del leader democristiano; ma l'accusa si dimostr errata (la chiamata fu
[98]
effettuata da Morucci) ; in seguito d'essere l'ideologo delle Brigate Rosse (dalle quali nel carcere di Palmi Negri fu
[89]
processato e condannato a morte per la sua 'posizione' relata al terrorismo ) e mandante morale dell'omicidio di Aldo
[99]
[100]
Moro . Durante il periodo di carcerazione preventiva, dopo le dichiarazioni di Patrizio Peci , quasi tutte le accuse,
[89]
incluse quelle relative a 17 omicidi , caddero perch ritenute infondate. Gallucci dispose con un'ordinanza la
[100]
scarcerazione di Negri per insufficienza di prove.
In Italia fu poi processato per i reati di insurrezione armata contro i poteri dello Stato, formazione e partecipazione
a banda armata, promozione di associazione sovversiva, violazione delle norme sulle armi, tentativo di
procurata evasione, sequestro di persona, lesioni personali, violenza privata a pubblici ufficiali, devastazione
e saccheggio, furto: nel 1984 al processo di primo grado venne condannato in contumacia a 30 anni di
[101][102]
[4]
carcere
.Nel 1986 gli vennero attribuite pene supplementari (fino a cinque anni) per responsabilit morale in atti
[senza fonte]
di violenza fra attivisti e polizia negli anni Sessanta e Settanta
. Negri fu riconosciuto colpevole, in particolare, di
[98]
concorso morale nella fallita rapina di una banca ad Argelato, episodio in cui fu assassinato un carabiniere . L'appello
decise quindi per Negri una condanna a 12 anni di reclusione, pi le pene supplementari, per i soli reati di banda
armata, associazione sovversiva, e concorso "morale" alla suddetta rapina di Argelato. La Cassazione conferm questa
[98]
sentenza. Negri sconter in totale, durante la sua vita, dieci anni di carcere di cui gli ultimi quattro in semilibert. .
[98]

Il processo, che coinvolse lui e gli altri 80 inquisiti del 7 aprile sulla base del cosiddetto Teorema Calogero (dal nome
del sostituto procuratore di Padova) attir l'attenzione anche di Amnesty International, che accus le autorit italiane di
[8]
aver commesso numerose irregolarit nel procedimento contro Negri e di aver manipolato la vicenda . Anche Deleuze
scrisse, prima dell'inizio del processo, una lettera aperta indirizzata ai giudici di Negri, che fu pubblicata da la
Repubblica il 10/05/1979, il cui testo definisce "scorrette" le modalit di accusa e di svolgimento del processo e Negri
"un intellettuale rivoluzionario, come lo era anche Gramsci(a differenza di Andreotti e Berlinguer)". Accusa inoltre la
stampa di permettere a giustizia e polizia di mascherare il vuoto dei loro dossier tramite il suo essersi abbandonata a
una fantasiosa accumulazione del falso; conclude preoccupandosi che Negri potesse essere, come lo era
[84]
stato Pinelli, ucciso .
Inoltre nel testo del medesimo anno, pubblicato da Le Matin de Paris nel dicembre 1979 (Questo libro letteralmente
una prova d'innocenza), Deleuze presenta che molti giornali italiani e la democrazia attuale stavano attuando
[...] una curiosa iniziativa di svalutazione di Negri. Tale svalutazone, a differenza di quanto era attuato dal fascismo (il
quale non sminuiva i pensatori da lui imprigionati ma li definiva inutili, esecrabili e pericolosi), tentava di persuadere
l'opinione che era un falso pensatore. Essa era per confutata dal libro Marx oltre Marx la quale dimostrava invece
che Negri era [...] un teorico marxista estremamente importante profondo e nuovo, la cui teoria ed interpretazioni
erano inscindibili da un dato tipo di lotte sociali pratiche da lui analizzate e sostenute, ma che esse non passavano mai
per il terrorismo, o si confondevano con i metodi promossi dalle Brigate Rosse.
Il testo termina definendo [...] un'idea particolarmente stupida [...] [...] che Negri sia doppio, e che come scrittore
teorizzi una certa pratica sociale ma che, come agente segreto, abbia una pratica completamente diversa,

terroristica [...], poich uno scrittore rivoluzionario non pu praticare un tipo di lotta diverso da quelli che approva e
[84]
promuove nei suoi scritti., a meno che esso non sia pagato dalla polizia. Carlo Formenti, in un articolo pubblicato
da aut aut qualche mese dopo il processo, present:

che L'inchiesta contro Autonomia Operaia probabilmente un'articolazione


strategica di un progetto di formalizzazione del linguaggio: il potere
sperimenta nuove tecniche di gestione integrata dei flussi di comunicazione,
informazione inquisitoria sui soggetti da criminalizzare e informazione di
massa veicolata dai media. Il linguaggio viene formalizzato per neutralizzare
l'identit dei comportamenti "devianti" e distruggere il contenuto politicovalore d'uso della produzione sociale che a tali comportamenti corrisponde;
tutti i messaggi vengono ridotti al principio di ecquivalenza che deve
governare la circolazione dei dati fra corpo sociale e sistema di controllo di
comando. Il lavoro di neutralizzazione dell'identit prende avvio dalla
produzione di dati sui comportamenti politici eversivi; la riduzione del
materiale si presenta come un appiattimento della biografia politica degli
inquisiti: le nuove tecnologie inquisitorie non vengono valorizzate in relazione
alla loro capacit di rendere trasparenti i fini criminosi degli inquisiti - di
stabilire cio un rapporto concreto fra storia di un discorso politico e pratica
terroristica -, ma piuttosto, a quella di analizzare la morfologia dei messaggi
da essi prodotti

che Il rapporto fra senso del messaggio telefonico [in relazione ai controlli,
tramite sistemi informatici, dei telefoni] e crimini specifici appare in tal modo

tutto secondario; la neutralizzazione dell'identit funziona nelle due direzioni:


normalit e sovversione vengono divise in base alla logica binaria della
macchina, i messaggi telefonici vengono classificati in base ad un codice
numerico, ad un'analisi di soglia. (Nel caso di Negri la soglia pu scattare
anche solo perch egli non usava pi il telefono della sua abitazione.)

che La gestione dell'informazione di massa relativamente all'inchiesta [...]


apparso come il primo tentativo italiano su larga scala di creare il consenso
sociale al dialogo informativo, un tentativo condotto cercando di migliorare gli
indici di gradimento dello spettacolo politico

che Negri A buon diritto [...] rivendica l'identit di un'analisi pi complessa


del tardocapitalismo, l'identit di una teoria e di una pratica rivoluzionarie che
alludono ad una violenza radicalmente "diversa" dalla "semplicit" del
terrorimo delle Brigate Rosse.

[103]

Successivamente, in appello, cadde con formula piena l'accusa di insurrezione armata, e l'accusa del sequestro
Saronio; gli rimasero imputati i reati di banda armata, associazione sovversiva e la partecipazione, sotto il profilo del
concorso morale, alla rapina di Argelato in cui mor il brigadiere dei carabinieri Andrea Lombardini; la pena fu quindi
[98]
ridotta a 12 anni di reclusione . Nei giorni immediatamente successivi si origin sulla stampa una ridda di voci non
confermate che volevano che nel 1978, durante il sequestro di Aldo Moro, Negri si fosse incontrato con il giudice Emilio
Alessandrini (poi ucciso da terroristi di Prima Linea).

Dopo diverse indiscrezioni e qualche polemica, l'episodio dell'incontro fu confermato su il manifesto, dapprima con un
lancio anonimo il 14 aprile e il giorno dopo, ricorrenza della Pasqua, con un articolo a firma di Tiziana Maiolo. La Maiolo
conferm che l'incontro si era effettivamente tenuto, che si trattava di una cena alla quale lei era presente, svoltasi a
casa del giudice Antonio Bevere, esponente di Magistratura Democratica e coordinatore di una rivista giuridica alla
[104]
quale collaborava lo stesso Negri . La Maiolo, precisando che sarebbe stato Alessandrini a sollecitare l'incontro, rifer
inoltre, nello stesso articolo, delle voci che insistentemente correvano negli ambienti giudiziari e per le quali sarebbe
stato Alessandrini, dopo l'incontro, a riconoscere in quella di Negri la voce del telefonista delle Brigate Rosse che
[104]
contattava la famiglia Moro, e di questa impressione averne messo a parte il giudice Calogero .
Mario Boneschi present che l'assoluzione di Negri dalla partecipazione al rapimento di Moro fu la prova lampante
che si "abus" molto delle incriminazioni per l'affare Moro cercando di concentrare [...] le istruttorie di tutti i sospettati
o gli inquisiti e persino [...], sembra, per ottenere estradizioni. Rel il caso Pinelli a quello di Negri e defin le modalit
d'incriminazione e l'arresto persecuzione politica contro i nemici del potere e dello stato e che con Negri si trattava di
compromettere tutto ci che politicamente sta a sinistra dei comunisti e del quale i comunisti temono [...] la
[97]
concorrenza.

Deputato Radicale[modifica

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Toni Negri al suo primo ingresso a Montecitorio in qualit di membro del Parlamento

Nel 1983, durante il periodo di carcerazione preventiva, accett la proposta di Marco Pannella di candidarsi alla Camera
(nelle circoscrizioni di Roma, Milano e Napoli) per il Partito Radicale. Pannella desiderava una candidatura critica, e
[105]
sostenne che Negri fosse vittima di leggi repressive
imposte dai vertici del PCI. D'altro canto Negri promise di lottare
per la liberazione dei detenuti arrestati a causa delle "leggi speciali". La allora prima moglie di Negri, Paola, si era fra
l'altro iscritta al PR.
[106]

Il 26 giugno assunse la carica di deputato con 13 000 preferenze e usc dal carcere di Rebibbia.
L'11 settembre
1983, apiazza Navona, partecip con Pannella ad un comizio convocato dai radicali con tema la giustizia e
la carcerazione preventiva in prospettiva del dibattito alla Camera dei deputati per la richiesta di autorizzazione a
procedere ed arresto di Negri. Al comizio si present una manifestazione organizzata da alcuni gruppi d'autonomi la cui
contestazione caus l'intervento delle forze dell'ordine. Negri fu denominato dagli autonomi da lui denominati
imbecilli, ragazzotti, provocatori, traditori e preti, da Pannella prodotto dei mass-media, triste e povera
testimonianza del regime, piccoli vociferanti e piccoli parassiti pupazzo, buffone, infame e venduto,
furono ribaltati i tavoli per le firme dei referendum dei radicali, rotte sedie e microfoni e i presenti sul palco furono
[107][108][109][110][111]
bersaglio di sputi e del lancio di varie cose tra cui sassi, monete e bottiglie.
Il 20 settembre la Camera
[112]
dei deputati concesse l'autorizzazione a procedere , il PCI e il PSI chiesero di votare la sospensiva dell'arresto fino al
processo di primo grado, l'esito della votazione segreta per 7 voti fu negativo (presenti e votanti 593, maggioranza 297,
293 favorevoli e 300 contrari), i radicali si astenner e i loro 10 voti sarebbero bastati all'approvazione. Vari deputati
circondarono il banco di Pannella e lo insultarono, minacciarono e Giancarlo Pajetta gli sput in faccia
(successivamente, Negri, nel suo diario Italie, rouge et noire pubblicato in Francia nel '85 present se vero che
[113] [114][115][116][117]
qualcuno gli ha sputato in faccia, ha fatto bene ).
Il 21 settembre, tramite 4 votazioni segrete, fu
concessa l'autorizzazione all'arresto con la media per difetto di 283 voti favorevoli e 75 contrari e con una media di 580
[118]
presenti, 358 votanti, 221 astenuti ; Negri ascolt l'esito della votazione dalla radio ma non in Italia poich era gi in
[113]
Francia ad Aix-en-Provence.

La fuga in Francia[modifica

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Il 19 settembre Negri part da Punta Ala a bordo di uno yacht e, il giorno dopo, raggiunse Nizza con un traghetto
[113][119]
dall'Isola rossa
grazie all'aiuto di Donatella Ratti e di Nanni Balestrini, con l'impegno di rientrare in Italia dopo un
giro di conferenze nelle capitali europee, affrontando un processo di estradizione a Parigi per rientrare per farsi
[senza fonte]
[120]
arrestare e suscitare cos un "caso"
; sarebbe stato candidato di nuovo con il PR alle elezioni europee . Il suo
[121][122][66]
rapporto con Donatella Ratti, al tempo della fuga fu oggetto di gossip, poich Negri ebbe da lei una figlia, Nina.
[123]

Durante la latitanza francese


fu aiutato da amici Flix Guattari e Gilles Deleuze (il quale lo incontr per la prima volta
[84]
nel 1987 ), dai quali venne introdotto nell'ambiente intellettuale parigino, quest'ultimo gli firmava i contratti, come affitto
[124]
e telefono, essendo Negri un "sans papier" e per questo si chiam per vari anni Antoine Guattari
.

Toni Negri interviene al Parlamento

In Francia Negri ricevette a Parigi giornalisti italiani cui concesse interviste. Molto nota quella concessa ad Enzo Biagi,
[125]
in presenza di Marco Pannella, da cui il giornalista trasse lo speciale televisivo "Toni Negri: perch sono fuggito"
. Lo
[126][127]
stesso Biagi, in quattro articoli di quegli anni (1984, 1985 e 1987) pubblicati da La Repubblica
, fu piuttosto critico
[128]
verso Negri; ad esempio in uno d'essi defin Negri un mestatore
e in un altro fece un confronto fra il predicare [Di
Negri in quantodocente universitario, data l'accusa di "cattivo maestro"] certe teorie, ritenute dalla maggioranza pericolose, o
addirittura criminali e l'influenza delle "lezioni" di Rosenberg e Goebbels sui giovani delle S.S. e l'eliminazione degli
[129]
ebrei .
Qualche tempo dopo l'intervista, per, Negri cambi idea, rimanendo in Francia e suscitando le ire di Pannella che,
dopo aver atteso per settimane il suo rientro in Italia, gli scrisse una lettera aperta su Il Corriere della Sera in cui lo
[20][130]
accus di aver disatteso il proposito di lottare per la liberazione dei "compagni" ancora in carcere
; cos come
[106]
critic poi il suo rientro in Italia commentando: " chiaro che lui pensa all'amnistia"
. In un'altra intervista, o piuttosto
un dibattito, concesse infatti a Gigi Speroni, che per Euro TV riusc a combinare l'incontro fra Toni Negri, Giovanni
Negri, giovane segretario del Partito Radicale (e che tenne a sottolineare che di sola casuale omonimia si trattasse),
ed Enzo Tortora, gi eurodeputato radicale, ma ancora non scagionato dalle accuse per le quali era stato in precedenza
arrestato. Nel corso dell'intervista Giovanni Negri afferm, e Toni Negri non sment, che Pannella avrebbe voluto
partecipare, ma il filosofo non aveva accettato. Il segretario reclam pubblicamente il seggio parlamentare che il filosofo
teneva inutilizzato ed inutilizzabile per gli obiettivi del partito, Tortora gli chiedeva di combattere in Italia la battaglia sulla
carcerazione preventiva e sugli abusi della magistratura, dichiarando peraltro di avere avuto sulle sue spalle "l'ombra"
della fuga del filosofo.
Il confronto fu teso quanto improduttivo, con Toni Negri che afferm a pi riprese di "essere evaso" e di leggere nel
mandato parlamentare ricevuto un'autorizzazione all'evasione: credo che i voti che vennero alla mia modestissima
[131][116]
persona erano voti che indicavano proprio il diritto all'evasione, il diritto alla libert
. Sempre durante l'incontro,
rivendicando il diritto alla ribellione contro le leggi ingiuste, al commento del segretario Giovanni Negri non sei stato
molto socratico, il filosofo Toni Negri non seppe trattenere un vanto con cui tacitare l'interlocutore: io purtroppo sono
[116]
filosofo e ho letto Socrate ; probabile lapsus dato che non ci sono pervenuti testi redatti da Socrate. Sempre in
questo periodo Francesco Cossiga, secondo ci che lui stesso present in un'itervista del 2002, ricevette una lettera
scrittagli da Negri con cui gli domand d'essergli amico, ci caus l'ira di Rossana Rossanda. Al ritorno in Italia di Negri
nel 1997 lo and a trovare in carcere portandogli in dono il Dialogo sulla consolazione delle tribolazioni di Tommaso
[9][132]
Moro
. Cossiga sar fino alla sua morte l'unica persona in Italia che cerc sistematicamente Negri allargandogli le
[43]
braccia quando lo incontrava o si recava alle sue conferenze causando sorpresa e sbalordimento ai presenti.
In Francia Negri rimase 14 anni, come scrittore e docente universitario, avvalendosi della cosiddetta Dottrina Mitterrand.
Quando, con l'approssimarsi delle elezioni francesi del 1986, si present la possibilit d'una vittoria della destra e quindi
si prospett il termine dell'asilo politico, il filosofo, ad un'intervista all'emittente radiofonica Europe 1, disse di temere
possibili espulsioni di massa, per lui e gli altri latitanti-rifugiati; e che sarebbe stato da lui presentato un documento alle
autorit italiane e francesi per rendere possibile il ritorno in Italia, chiedendo come garanzia che il giudizio avvenisse "in
libert"; impegnandosi da parte sua a "rifiutare la violenza" e considerando "seriamente" la possibilit del carcere in
[133]
caso di condanna nel processo .

Periodo francese[modifica

| modifica wikitesto]
[1]

[134]

Insegn a Paris VIII, Paris VII (Jussieu) , all'cole Normale Suprieure


e al Collegio Internazionale di Filosofia,
[47]
fondato da Jacques Derrida . Condusse delle ricerche sulla Plaine-Saint-Denis, osservando la trasformazione della
[30]
vecchia classe operaia in rapporto alle nuove forme di produzione . Nel 1990 fond con Jean-Marie Vincent e Denis
Berger la rivista Futur Antrieur, che cess le pubblicazioni nel 1998. Anche se non pot impegnarsi in attivit politiche
per via dello specifico divieto che la legislazione francese impone agli esiliati politici, durante la permanenza francese
Negri scrisse numerosi testi politici; grazie alla sua produzione filosofica, nel 2005, Le Nouvel Observateur lo inser tra i
[135]
venticinque "grandi pensatori del mondo intero", unico italiano assieme a Giorgio Agamben . L'intera vicenda
giudiziaria del "7 aprile", la breve permanenza nei radicali di Pannella, la fuga e l'esilio francese di Negri sono descritti
nel recente libro "Con un piede impigliato nella storia" scritto dalla figlia Anna Negri (Feltrinelli 2009).

Ultimo periodo[modifica

| modifica wikitesto]

Nel 1997 rientr volontariamente in Italia per finire di scontare la sua pena. Il rientro seguiva una sorta di scambio a
distanza di "garanzie" per s ed altri soggetti in condizioni analoghe alle sue. Con 26 di questi scriveva infatti
nell'ottobre 1986 al presidente del consiglio del tempo, Bettino Craxi: ... abbiamo ormai da molti anni abbandonato
ogni partecipazione a movimenti politici perseguiti dalla legge. [...] Crediamo dunque di essere nelle condizioni di poter
usufruire della legge sulla dissociazione ora in corso di discussione alle Camere. [...] ... vogliamo pregarla di studiare il
[136]
modo di permettere ai fuoriusciti l'uso della legge sulla dissociazione .
Segu un'intervista individuale rilasciata nel novembre 1986 ad Avvenire, quotidiano cattolico, in cui dichiarava oggi il
problema non pi quello della riconquista violenta dello stato [...] Sono passati dieci anni, venuto il tempo della
pacificazione e prometteva Se in passato ho peccato di leggerezza e irresponsabilit, sar pi attento per il
[136]
futuro. . Con la legge 18 febbraio 1987, n. 34, la materia della dissociazione fu finalmente riveduta in sede
[137]
legislativa . Pochi giorni dopo l'approvazione, il 5 marzo giunse a Francesco Cossiga, allora capo dello stato, un
appello di Negri ed altri 26 affinch l'applicazione della legge sulla dissociazione e i vantaggi che comporta possano
[136]
essere reali anche per i fuoriusciti . Usc praticamente in contemporanea anche un'intervista individuale riportata sul
numero dello stesso mese di marzo 1987 della rivista per adulti Penthouse, in cui Negri defin le Brigate Rosse un
[136]
"gruppuscolo marxista-leninista ferocemente ottuso e assassino" .
Per parlare di rientro in Italia di Negri si dovette per attendere il 1997,quando in Parlamento la Commissione
[138]
Giustizia allora presieduta da Giuliano Pisapiavalutava ipotesi di indulto e/o amnistia , quantunque non riferite
[139][140]
specificamente al caso, tant' che vi fu chi azzard possibili collegamenti
. Rimpatri nel 1997, accompagnato
[1][141][142]
dall'avvocato francese Daniel Voguet
, e fin di scontare la pena (sotto forma di reclusione, e, in seguito, di semilibert tra Rebibbia e la sua casa di Trastevere) nella primavera del 2003. Sto riprendendo il mio lavoro politico - disse,
e - con il mio ritorno, vorrei dare una spinta alla generazione che stata emarginata dalle leggi anti-terrorismo degli anni
Settanta in modo che ancora partecipi alla vita pubblica e democratica.
A proposito delle indagini sulla sua persona, il 3 maggio 2003, durante la trasmissione di LA7 L'infedele rifer che
quando era a Parigi l'allora Presidente del Consiglio e segretario del PSI Bettino Craxi (deceduto nel 2000) gli avrebbe
fatto sapere che i servizi stavano architettando qualcosa su di me, consigliandomi di essere cauto. Per questo ancora
[143]
gli sono grato. Nella stessa trasmissione solidarizz con l'"avversario politico" Silvio Berlusconi , accusando
la magistratura italiana di esercitare uno spropositato potere politico, allo stesso modo in cui lo avrebbe fatto negli anni
Settanta con l'Autonomia Operaia.
Nel 2004 Libration pubblic un appello di Negri e Nanni Balestrini che, dato anche il caso di Cesare Battisti,
[144]
domandava al governo italiano un'amnistia generalizzata per gli ex terroristi . Nel 2005 espresse il suo assenso nei
confronti della Costituzione Europea, posta in quel momento al vaglio dell'elettorato francese. Questo scaten
[senza fonte]
un'accesa polemica
, nella quale Negri venne accusato di un cedimento rispetto alle sue aspirazioni
rivoluzionarie e di essere diventato "liberal-realista". Negri replic autodefinendosi un "rivoluzionario[145]
realista".
Sempre lo stesso anno fu annullato il suo discorso ad una conferenza all'Universit di Sidney dopo che dei
media di propriet di Rupert Murdoch lo presentarono come "apologeta del terrorismo" e attaccarono l'Universit per
l'invito. Relata all'annullamento si present una controversia locale tra chi opinava come causa d'esso la censura e chi
[146][10]
una malattia.
Il suo libro intitolato Goodbye Mr Socialism (2006), partendo dal 1989 analizza lo stato di salute e il
destino delle sinistre oggi.
[147]

Il presidente venezuelano Hugo Chvez, del quale Negri fu consulente , ne lesse i primi libri fin dalla met degli anni
[148]
novanta, e a quanto riportato in un articolo di Panorama, esso sarebbe uno dei suoi numi tutelari . Nel suo
[149]
libro Understanding the Venezuelan Revolution: Hugo Chavez Talks to Marta Harnecker
, Chavez ricorda le sue
letture dei testi di Negri mentre era rinchiuso in prigione a seguito del suo fallito golpe del 1992. Successivamente Negri
lo accuser di citarlo a sproposito, e di porre freni al cammino verso l'autonomia operaia intrapreso da Lula, da Kirchner
[150]
e dalla signora Bachelet . Il 15 agosto 2007 Toni Negri era presente nel parlamento venezuelano, mentre il
[151]
presidente Chvez illustrava i cambiamenti della Costituzione .

Toni Negri e Michael Hardt (Madrid, 2011).

Nel 2008 per problemi con il visto rinuncer al viaggio in Giappone per una serie di conferenze all'International House,
[152][153]
all'Universit di Tokyo, di Kyoto e di Kobe
. Il visto gli fu successivamente rilasciato e, nell'aprile 2013, effettuer la
[154][155]
conferenza all'International House.
Nel 2009 pubblicato il libro "Commonwealth", scritto assieme a Michael
Hardt, che conclude la trilogia avviata con "Impero" e "Moltitudine" e che verte attorno all'analisi dell'autonomia del
soggetto produttivo, del soggetto resistente e della riappropriazione del "comune" (concetto, quello del "comune",

trattato anche in "Good bye Mr. Socialism"). Negli ultimi anni Negri si anche dedicato anche alla drammaturgia
scrivendo e pubblicando opere teatrali messe in scena in Francia (Theatre National de la Colline, Festival d'Avignon,
TGP-Saint Denis, La Comdie de Reims...) e in Svizzera (Thtre Vidy, Lausanne) e, assieme a Raffaella Battaglini, ha
[83]
contribuito al testo "Settanta", edito da "DeriveApprodi" .
Attualmente vive con l'attuale compagna, la filosofa francese Judith Revel, tra Venezia e Parigi ed docente alla
[156]
Facultad Libre de Rosario a Santa Fe in Argentina . Aderisce al progetto UniNomade, una rete di ricercatori,
accademici, studenti e attivisti di movimento che dal 2004 ha iniziato un percorso possibile di ricomposizione delle
intelligenze critiche attorno a un desiderio comune: quello di costruire un dispositivo di autoformazione e di dibattito
pubblico mettendo a tema i concetti, i linguaggi e le categorie che le esperienze teoriche e pratiche dei movimenti
[157]
hanno espresso in questi ultimi anni . Dopo la chiusura di UniNomade nel 2013, d vita al progetto EuroNomade.

Recensione di Impero e di Moltitudine[modifica | modifica wikitesto]


Noto in Italia per la sua attivit politica e per le questioni giudiziarie, Negri ha acquisito notoriet anche all'estero nei
primi anni 2000 grazie al libro Impero, scritto con l'ex allievo Michael Hardt, divenuto uno dei manifesti del cosiddetto
"movimento no global". Nel dicembre del 2001 - a pochi mesi dagli attentati al WTC di New York e all'inizio della
cosiddetta "Guerra al terrorismo" - il settimanale Time inser Antonio Negri tra "le sette personalit che stanno
[158][159]
sviluppando idee innovative in diversi campi della vita moderna"
.
Il motivo di questa scelta risiedeva nell'enorme successo mondiale del saggio di Negri Impero e dalle recensioni di
molte testate giornalistiche mondiali che segnalarono il libro come un testo fondamentale nell'analisi
[160]
della globalizzazione e della storia economica e sociale contemporanea.
Definito da alcuni il nuovo "libretto rosso" di
diversi movimenti no-war, no-global o altermondialisti nati a partire dalla rivolta di Seattle del 1999, questo testo ha
suscitato un grande dibattito teorico: Fredric Jameson, docente emerito di letteratura comparata alla Duke University,
[161]
citato da Le Monde defin Impero "la prima grande sintesi teorica del nuovo millennio"
. A "Impero" fece seguito nel
2004 la pubblicazione di Moltitudine dove, dopo lo studio delle dinamiche globali affrontate in Impero si passa all'analisi
dei soggetti sociali in grado di costruire una "democrazia globale" in alternativa alla catastrofe, anche ecologica, causata
dal dominio economico e bellico dell'Impero. Infine nel 2006 lo studio di tali dinamiche venne integrato da un nuovo
saggio, Movimenti nell'impero. Paesaggi di passaggio.
In questi studi gli autori delineano lo svilupparsi di nuova forma di sovranit globale, derivante dalla crisi degli statinazione moderni, e che chiamano, appunto,Impero, sottolineandone la differenza con l'imperialismo visto come una
delle fasi storiche dello sviluppo e del passaggio della sovranit degli stati-nazione ad una "nuova forma di sovranit
globale". L'Impero l'entit sovranazionale caratterizzata e fondata su uno stato di perenne crisi, in cui i conflitti interni tra gli stessi soggetti multinazionali capitalistici - sono regolati dalla guerra che anche meccanismo produttivo e
normativo. L'Impero serve a garantire la sopravvivenza dell'economia neoliberista, fondata sulla sussunzione delle
risorse umane e materiali del pianeta e sulla espropriazione della ricchezza socialmente prodotta, produzione di
tipo postfordista in cui l'egemonia produttiva delle forze-lavoro intellettuali e immateriali, a differenza del ciclo
fordista precedente in cui erano predominanti quelle materiali. In questo contesto la categoria marxista
di proletariato non coincide pi con la sola classe operaia, ma si estende a tutte le fasce sociali soggette alle forze
dominanti dell'Impero e della nuova "produzione biopolitica".
Solo la "moltitudine" - termine con cui gli autori definiscono la miriade di soggetti sociali sottoposti alle forze dominanti -,
in quanto "globale" al pari delle forze agenti nell'Impero, sarebbe in grado di abbatterlo sostituendo una
reale democrazia globale alle sue forme di governo, s globali ma organizzate in una forma costituzionale piramidale,
formata da matrici e strati di cui fanno parte gli stati-nazione riuniti nel G8, la WTO, la Banca Mondiale, i club di Parigi,
Davos, Londra, lemultinazionali, ma anche altri stati-nazione e molte ONG. In questo scenario la guerra stessa si
trasforma: non pi conflitto dichiarato tra differenti stati-nazione e strumento per la salvaguardia e l'estensione di
interessi imperialistici di una sola nazione, ma guerra globale permanente, caratterizzata dall'ossimoro dell'emergenza
come norma necessaria a gestire globalmente i flussi di materie prime, delle merci, dei capitali e, ovviamente, delle
persone.
Quindi gestione policentrica di conflitti regionali, guerra asimmetrica, attivit di repressione poliziesca, controllo delle
frontiere, guerra al terrorismo: tutte attivit considerate specificazioni del medesimo conflitto globale permanente.
Il senatore a vita Francesco Cossiga, che insieme a Negri frequentava l'Azione Cattolica, ricevette da esso una copia
[21]
con dedica quando il libro usci negli U.S.A e partecip alla presentazione del libro al Piccolo Eliseo di Roma . In
un'intervista fattagli da Michele Brambilla, in rapporto al testo, disse:
Hanno scritto che la teoria degli antiglobal, ma non vero. Intanto Negri riconosce alla globalizzazione dei meriti, sopra ttutto quello di
aver portato al superamento degli Stati nazionali. E poi, a differenza degli antiglobal, Negri non crede che gli Stati Uniti siano il centro
dell'impero, e nel suo testo non c' traccia di pauperismo. Direi che Negri vede nel movimento antiglobal una specie di movimento comunista
a-scientifico, cio non hegeliano-marxista-leninista, che secondo lui servir ad abbattere lattuale impero, fatto dalle relazioni economiche
internazionali. Dopo di che, questo comunismo utopico dovr inverarsi in un nuovo comunismo scientifico [9][162]

Critiche[modifica | modifica wikitesto]


Lauso Zagato, in un'intervista del 2001, defin Negri una persona che aveva una grande capacit mimetica, con una
pazienza di infiltrarsi e di capire gli atteggiamenti inverosimile per un individuo come lui a differenza di Guido Bianchini
[78]
per cui erano cose spontanee e naturali.
[163]
Alla fine degli anni '70 Lea Melandri compose un articolo con cui present Negri come un maschilista.
Romano Alquati, in un'intervista del dicembre 2000, narrando del viaggio che comp con Negri e Bonomi verso
l'ambasciata cinese a Berna disse che erano [...]senza una lira in tasca[...] ma specific che Magari Toni l'aveva, ma
[35]
faceva finta di non averla..

Paolo Ungari, in un'intervista di Elsa Romeo, disse che Negri appartiene in realt alla classe dirigente cattolica e che
all'ora delle Br, senza essere Br, [Negri] volle essere uno dei capi della Rivoluzione in corso che giudicava sicuramente
vittoriosa, e compiere alcuni gesti esemplari per legittimare questa sua aspirazione di potere. Un potere alla Suslov,
intendiamoci. Ma intanto il sangue di uno dei colleghi della mia facolt, Ventura, corso per questo; cos quello di altri
[19]
colleghi in quegli anni [...].
Giorgio Bocca dedic a Negri una stroncatura decisissima, politica e probabilmente anche umana, ne Il provinciale:
settant'anni di vita italiana, descrivendolo fra l'altro come "un narciso dal cervello sottile e febbricitante, di quelli che
[164]
usano una forte memoria solo per soccorrere i loro trucchi" .
[51]
Massimo Cacciari, in un'intervista del 2009, disse che Negri uno dei pi importanti filosofi italiani ed europei.
Un'altra pesante stroncatura, sui fondamenti stessi della sua strutturazione filosofica, viene da Costanzo Preve, per il
quale il pensiero di Negri cadrebbe in gravi contraddizioni che ne minerebbero la riconducibilit sostanziale agli stessi
[165][166]
principi che proclama.
Mario Boneschi present Negri come uno di quelli intellettuali borghesi insediati nella vita borghese "godenti" della
protezione, della stabilit, della cattedra, garantita da quel sistema di libert borghesi che essi tanto dispregiano. Per
Boneschi vi tra lui e quel tipo di intellettuale, che non gli presenta alcuna simpatia, un abisso di concezione
poich a differenza di quest'ultilmo lui "segue" il concetto di Carlo Cattaneo, che le rivoluzioni non si fanno e quindi non
si predicano. Esse avvengono. Vero rivoluzionario colui che si limita ad analizzare le caratteristiche della societ che
[97]
rifiuta ma che non predica violenza e rivolta.
Per Domenico Losurdo l'approccio di Negri ed Hardt allo Stato nazione ossia il loro presentare che nel momento in
[167]
cui la nazione inizia a formarsi e diviene uno Stato sovrano vengono meno le sue funzioni progressiste
una
[168]
manifestazione di populismo (per Vattimo populismo "sessantottino" ) poich delegittima le lotte di liberazione
dagli Stati colonialisti e presenta un culto del ribelle che si configura come celebrazione della sua impotenza a
realizzare e governare un nuovo ordinamento politico-sociale: l'eccellenza morale risiede nell'oppresso che si ribella
e in colui che offre aiuto all'oppresso e ribelle; ma quest'ultimo, una volta conquistato il potere, cessa di essere
oppresso e ribelle e smarrisce la sua eccellenza morale; e in grave difficolt viene a trovarsi anche colui che solo
prestando aiuto all'oppresso e ribelle riesce a godere della sua eccellenza morale. la dialettica gi analizzata da
Hegel a proposito del comandamento cristiano che impone di soccorrere i poveri e che chiaramente presuppone la
[169]
permanenza della povert..
Yann Moulier-Boutang present Impero come un libro importante ma programmaticamente e strategicamente
carente, specialmente relato all'Europa, limitandosi solo alle proposte del reddito garantito e
[82]
della cittadinanza universale.
Vi sono voci di critica a Negri "da sinistra", attaccando in particolare la sua tesi che trova inadeguata per il presente la
classica categoria marxista-leninistadell'imperialismo, quello statunitense in particolare. Vi sono anche critiche di
parte progressista-neoliberale, come dimostrato da una lunga recensione di Francis Fukuyama a "Moltitudine" apparsa
sul New York Times in cui l'economista e filosofo americano della cosiddetta "fine della storia", dove per, pur criticando
l'approccio marxista ed egualitario di Negri e Hardt, ammette tuttavia che la loro problematizzazione della "governance
[170]
globale" indubbiamente reale.
[3]
Da destra, nota la dura opposizione fatta a Negri, alla sua persona e alle sue tesi da parte di Indro Montanelli , che si
scagli contro i cosiddetti cattivi maestri, affermando nel 1995 che essi erano da impiccare, e criticando fortemente
[171]
il fatto che Negri fosse scappato in Francia anzich andare in carcere.
Montanelli ebbe con lui uno scambio
[172]
epistolare durante l'esilio francese del filosofo, ribadendogli le sue accuse.

Note[modifica | modifica wikitesto]


1.

^a

bc

(FR) Maggiori Robert, Toni Negri, le retour du diable., Libration.fr, 3

luglio 1997. URL consultato il 6 agosto 2011.


2.

^ a b (EN) Antonio Negri Profile at the European Graduate School. Biography,


bibliography, photos and video lectures., Saas-Fee,Switzerland, European
Graduate School. URL consultato il 12 dicembre 2010.

3.

^ a b Terrorismo, Montanelli - impiccare i cattivi maestri (Roma), Adnkronos,


26 maggio 1995. URL consultato il 18 agosto 2014.

4.

^ a b Luca Negri, Toni Negri fu un pessimo maestro ma anche "vittima" del


giustizialismo in L'Occidentale (Roma), Occidentale srl., 17 ottobre
2010. URL consultato il 18 agosto 2014.

5.

^ Paolo Di Stefano, Toni Negri, la rivoluzione globale del cattivo


maestro inCorriere della Sera (Milano), Rcs Quotidiani S.p.A., 30 luglio
2001, p. 33. URL consultato il 18 agosto 2014.

6.

^ Marco Pannella, Il caso Toni Negri in old.radicali.it, Archivio Partito


radicale, 15 luglio 1983. URL consultato il 18 agosto 2014.

7.

The debate over Toni Negri's complicity in left-wing terrorism has already resulted in the publication of several thick polemical
volumes, as well as a huge number of op-ed pieces.
((EN) Richard Drake, The Red and the Black: Terrorism in Contemporary Italy inInternational Political Science Review / Revue

internationale de science politique, vol. 5, n 3, Londra, Sage Publications, Ltd., 1984, pp. 279298,DOI:10.1177/019251218400500305, ISSN 01925121, JSTOR 1600895. URL consultato il 18 agosto 2014. )

8.

^ a b Luther Blissett Project, Dal Teorema Calogero al "delitto di


difesa" inNemici dello stato. Criminali, "mostri" e leggi speciali nella societ
di controllo. URL consultato il 4 agosto 2011.

9.

^a

bc d

Michele Brambilla, Cossiga: Le deviazioni dei giudici? Toni Negri la

prima vittima., Sette - Il Corriere della Sera.it, 7 febbraio 2002. URL


consultato il 1 maggio 2013.
10.

^ a b (EN) Keith Windschuttle, Tutorials in Terrorism in The


Australian (Sydney), News Limited, News Corporation, 5 aprile 2005. URL
consultato il 18 agosto 2014.

11.

^ (EN) Ian Buchanan, Antonio Negri in Oxford Index, Oxford University


Press, 2014. URL consultato il 16 agosto 2014.

12.

^ The Authors, p. 8 (pdf p. 6)

13.

^ (EN) AA.VV, Critical Zone 2: A Forum of Chinese and Western Knowledge,


a cura di Q.S. Tong, Shouren Wang, Douglas Kerr, vol. 2, Nanchino, Hong
Kong University Press e Nanjing University Press, 2007, p. 2, ISBN 978962-209-799-5.URL consultato il 16 agosto 2014.

14.

^ (EN) The Wiley Advantage in wiley.com, John Wiley & Sons, 20002014. URL consultato il 16 agosto 2014.

15.

^ sottotitolo: Il nuovo ordine contro la globalizzazione

16.

^ Carlo Scognamiglio, Impero. Il nuovo ordine della


globalizzazione in filosofia.it, filosofia.it, 2014, ISSN -9782 1722 -9782. URL
consultato il 18 agosto 2014.

17.

^a

bc d

Intervista a Romano Alquati, Autistici/Inventati, dicembre 2000,

pp. 5, 13, 15, 17-18. URL consultato il 15 giugno 2013.


18.

^a

bc de f

Pino Buongiorno, Dalla DC all'Autonomia (PDF)

in Panorama(Milano), Arnoldo Mondadori Editore, n.679, anno VII,


24/04/1979, p. 52. URL consultato il 26 luglio 2013.
19.

^a

bc d

Toni Negri appartiene in realt alla classe dirigente cattolica; infatti suo padre era presidente dell'Azione Cattolica di Padova. Io lo
conobbi dall'UNURI, quale direttore del Bo ed esponente massimo dell'Intesa Cattolica padovana. Dopo un breve passaggio al so cialismo
e un misterioso viaggio a Mosca, divenne il capo teorico di un movimento extra-parlamentare che si occupava pi del sociale che della
rivoluzione; all'ora delle Br, senza essere Br, volle essere uno dei capi della Rivoluzione in corso che giudicava sicuramente vittoriosa, e
compiere alcuni gesti esemplari per legittimare questa sua aspirazione di potere. Un potere alla Suslov, intendiamoci. Ma intanto il
sangue di uno dei colleghi della mia facolt, Ventura [*], corso per questo; cos quello di altri colleghi in quegli anni, non

metaforicamente di piombo, che oggi sembrano vaga preistoria: ma ci sono stati, e terribili, in un contesto internazionale ancor pi
terribile.
(risposta di Paolo Ungari all'intervista di Elsa Romeo, pp.272-273)

20.

*Angelo Ventura: docente di storia contemporanea a Padova nelle facolt di


Lettere e Scienze Politiche che, nel settembre 1979, sub un attentato per
opera di due giovani esponenti del Fronte comunista combattente i quali gli
si avvicinarono in scooter e lo colpirono, sparandogli, a un alluce; lui
essendo armato di un revolver reag sparando verso gli aggressori l'intero
caricatore.
Vedi:
Paolo Vigato, Gli anni di piombo lontani ma riemerge lintolleranza in Il
Mattino di Padova(Padova), 8 novembre 2006, p. p.4. URL consultato il 12
giugno 2013.
e
Sergio Luzzatto, Il terrorismo e quella storia da riscrivere in Il Sole 24 Ore,
9 maggio 2010, p. p.31. URL consultato il 12 giugno 2013.

21.

^a

bc d

Luca Barbieri, I giornali a processo: il caso 7 aprile,

carmillaonline.com, 2002. URL consultato il 9 agosto 2011.


La madre, maestra. Con un bisogno matto di lavorare: perch ha tre
bambini (e Toni sui due anni) quando le muore il marito (I fascisti gli
avevano definitivamente distrutto il fegato tanto era lolio che gli avevano
fatto bere, cos era morto) [...] La politica la incontra a 18 anni, quando si
iscrive allAzione Cattolica, legge Maritain, Bernanos, Simone Weil [...].

22.

^a

bc de

Stefania Rosini, Pi Negri Di Prima. Intervista A Toni

Negri,L'Espresso, 27/05/2005. In radicalparty.org sito ufficiale del Partito


Radicale Transnazionale. URL consultato l'8 agosto 2011.
23.

^a

bc de fg

24.

^ Il funerale di Anna Maria Negri in Il Mattino di Padova (Padova), 3 marzo

Autistici/Inventati

2010.URL consultato il 2 maggio 2013.


25.

^ Discussion, part 1, 14:28

26.

^ Alexandra Weitz, Andreas Pichler, a 8:18

27.

^a

28.

^ O Intesa Democratica? (cfr. Autistici/Inventati, p.2)

29.

^a

30.

^ Elsa Romeo, p.309,

bc de fgh ijk

bc

Dolores Negrello, pp.159-161

Giulio Felisari, pp.29-30 e 36-37

31.

^a

bc

(FR) Jean-Baptiste Marongiu,Robert Maggiori, Des responsabilits

auxquelles je ne me drobe pas, Libration.fr, 3 luglio 1997. URL consultato


il 6 agosto 2011.
32.

^ Introduction by Francesca Cadel, 02:40

33.

^a

34.

^ A differenza della di Leo (Rita di Leo) per Giorgio Roverato: [...] ordinario

bc

Introduction by Francesca Cadel, 00:53-01:13

di Dotrina dello Stato [...] Giorgio Roverato, pp.29-30 e 36-37


35.

^ Gianni De Michelis. Intervistato da Silvio Tulii a Roma il 23 luglio


2002, p.176

36.

^a

bc de f

37.

^ Rita di Leo, a cura di Giuseppe Trotta, Per una storia di Classe

Paolo Ridella e Giuseppe Trotta

Operaia inBailamme, vol. 26, Marietti Editore, giugno 2000. URL consultato
il 2 maggio 2013.
Per quel che riguarda Toni Negri dobbiamo storicamente situarlo bene. Toni
Negri era una figura istituzionale, ancor pi di Coldagelli. Nel 1973-1974 quando ero assistente all'Universit di Padova, lui era il direttore dell'Istituto
di Dottrina dello Stato. Si entrava da lui solo bussando. C'era un pulsante e
decideva lui se ricevere o non ricevere. Questo vi deve essere chiarissimo.
Tutto quello che poi stato fatto, detto ecc. non vi deve offuscare le idee sul
personaggio. Lui era un vero barone universitario, di grandissima levatura
intellettuale, profondamente inserito nel contesto della sua citt; una citt
avvolgente, Padova, con tutte le sue caratteristiche; aveva sposato un
membro di una importantissima famiglia veneziana, viveva in una casa
bellissima. Lui era prima di tutto questo. Ebbe una grande apertura nei
confronti dei Q.R. per le ragioni che vi ho detto l'altra volta: con Raniero
(Panzieri, n.d.r.) aveva una comunanza anticomunista fortissima. stato
attivo nella presentazione dei Q.R. e nell'organizzazione di Potere Operaio
veneto, che poi si sciolse in C.O.Che abbia fatto lo stesso tipo di lavoro
politico che facevamo noi in quegli anni, non lo so. Dalle lettere appare un
suo grosso lavoro organizzativo: di chi corre, si d da fare, ecc. Io l'ho
sempre visto come un intellettuale, dal punto di vista generazionale il lavoro
con gli operai lo facevano i pi giovani. [...] A Firenze io colsi,
nell'atteggiamento di Toni Negri, di Tolin, di altri, la certezza che loro
credevano che il PCI dovesse essere combattuto..

38.

^ a b UmbriaLibri. "Antonio Negri"

39.

^a

bc

Toni Negri, biografia, fondazioneitaliani.it, 31/07/2008 -

09/01/2009. URL consultato il 2 maggio 2013.

40.

^ Mariano Maugeri, La culla dell'estremismo: nero, rosso, secessionista, Il


Sole 24 Ore.com, 16 febbraio 2007. URL consultato il 4 maggio 2013.

41.

^ Silvano Bassetti. Intervistato da Andrea Guiso a Bolzano il 12 novembre


2002, p.25

42.

^ Luciano Nigro, Umberto Eco e Toni Negri due ore faccia a faccia, La
Repubblica.it, 4 aprile 2003. URL consultato il 6 agosto 2011.

43.

^ a b Ulisse Drago

44.

^ a b Pio d'Emilia, da 59:30 a 1:00:10

45.

^ Dolores Negrello, p.159


Per la Negrello Negri [...] si allontan [dall'Azione Cattolica] nel 1955 non
condividendone la linea conservatrice del presidente Luigi Gedda. e non ne
fu espulso dopo due anni (Stefania Rosini), ossia nel 1952 o 1953 in
rapporto a ci che deducibile dalle parole di Umberto Eco in Luciano Nigro

46.

^ per Paolo Ungari fu esponente massimo dell'Intesa Cattolica


padovanarisposta di Paolo Ungari all'intervista di Elsa Romeo, pp.272-273

47.

^ Stefano Raia, Danilo Dolci, il premio Lenin e altre storie in Danilo Dolci e
leducarsi maieutico in Educazione Democratica - Rivista di pedagogia
politica, n 2, Foggia, Edizioni del Rosone - pdf da academia.edu, giugno
2011, pp. p.143, ISSN 2038-579X. URL consultato il 14 giugno 2013.

48.

^a

bc

49.

^ In quel periodo, per Mario Isnenghi, le sezioni socialiste - a differenza

Antonio Negri - Biography

dell'ortodossia delle sezioni del PCI ove determinate letture e discussioni


sarebbero "suonate" 'frazioniste', 'anarco-sindacaliste', 'neo-soreliane',
'cinesi' o addirittura 'anarchiche' - non furono controllate e cominciarono a
circolare e infittirsi le presenze e le idee di intellettuali di matrice socialista
circondati da un vago alone di eresia e a cui il partito sta stretto, come
Franco Fortini, Raniero Panzieri, con tutta la rete dei nascenti Quaderni
Rossi, Vittorio Foa, Toni Negri, le pubblicazioni delle classi
subalterne [come alcune ricerche di Danilo Montaldi] e le musiche popolari
animate da Gianni Bosio - factotum delle Edizioni Avanti! e del Nuovo
Canzoniere [...]. ( Mario Isnenghi, Il Partito socialista italiano in Storia
D'Italia. I fatti e le percezioni dal Risorgimento alla societ dello spettacolo,
Bari, Editori Laterza, 2011, p. 601, ISBN 978-88-420-8757-1.)
50.

^ a b Cronologia essenziale, p. 842

51.

^ Nonostante gli 11 anni di differenza anagrafica, nel testo Boato: era pi


vecchio di me di parecchi anni, e in quella fase in realt 5 o 6 anni di
differenza contavano molto.Marco Boato. Intervistato da Andrea Guiso a
Roma il 18 novembre 2002, p.55

52.

^a

bc

Barbara Romano, i panni sporchi si lavano in casa MA IL CAV., sul

piano del gusto, UNA catastrofe - CONTRO VERONICA: "Se io ho


qualcosa da dire a mio marito gli scrivo privatamente" - "Evelina MANNA
unamica" - "vengo SEMPRE paparazzato dA qualche testa di
cazzo" in Dagospia, Libero, 5 maggio 2009. URL consultato il 21 giugno
2013.
53.

^ Cronologia essenziale, p. 843

54.

In quell'occasione stetti un mese a casa di Toni, con la cuoca che mi faceva da mangiare. L'appartamento era al centro della citt, con il
terrazzo che dava sul Duomo e sulla piazza delle Erbe. Erano anni che non facevo una vita cos di lusso. Si faceva ogni tanto qualche
puntata a Venezia. I suoi suoceri avevano una villa ad Asiago. Un periodo meraviglioso.
(Paolo Ridella e Giuseppe Trotta )

55.

^ a b Dolores Negrello, p.142 e 157

56.

^ Dolores Negrello, pp.190-193

57.

^a

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58.

^a

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Dolores Negrello, pp.166-168

Intervista a Alberto Asor Rosa, Autistici/Inventati, 24 ottobre

2011. URL consultato il 21 giugno 2013.


59.

^ Dolores Negrello, p.297

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Marsilio Editore (corriere della sera.it - scheda aggiornata al 5 ottobre
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70.

^ La Negrello a p.160 di A pugno chiusopresenta 1966 come data di


cessazione della pubblicazione della rivista il 1966 mentre a p.166 marzo
1967 (Dolores Negrello)

71.

^ O Il Potere Operaio ? Altra divergenza tra i due testi della Negrello


vedi p.167 ep.190

72.

^ Dolores Negrello, pp. 151-152

73.

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75.

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76.

^ "degli" o "dagli" ? Cfr. la differenza tra i due testi della Negrello


(p.190 e p.167)

77.

^ Dolores Negrello, pp.190-193


Sempre la Negrello in A pugno chiuso (Dolores Negrello, pp.159-160)
presenta che Subito dopo [il luglio del 1963], ancora nella sede padovana
del Psi, nacque "Potere Operaio". Fu Toni Negri a leggere "l'atto di
invenzione" del movimento rivoluzionario di fronte ad altri cinque soci
fondatori. Un inserviente del partito sent il discorso e li cacci fuori; si
trasferirono allora alla birreria di Piazza Insurrezione, di fronte al cinema
Quirinetta, e l fu completato il proclama [in nota: Ferdinando Camon, "Non
un vinto, un colpevole", Il Mattino di Padova, 3 luglio 1997.].

78.

^ Intervista a Romano Alquati: "Sul secondo operaismo politico",


Autistici/Inventati, estate 2000. URL consultato il 22 giugno 2013.

79.

^ a b Intervista a Lauso Zagato, Autistici/Inventati, 1 settembre 2001. URL


consultato il 14 giugno 2013.

80.

^ Flora de Musso, Maria Grazia Zerman, enciclopediadelledonne.it. URL


consultato il 13 giugno 2013.
[...] Giairo Daghini, uno dei fondatori e un quadro storico di Potere Operaio.
La sua casa di via Sirtori diventer la redazione del giornale Potere
Operaio di cui Giairo Daghini stato a lungo redattore con Oreste
Scalzone..

81.

^ a b Intervista a Giairo Daghini, Autistici/Inventati, 1 agosto 2000. URL


consultato il 13 giugno 2013.

82.

^ La Negrello in A pugno chiuso presenta che Negri ne fu la guida


(Dolores Negrello, p.160)

83.

^ a b Intervista a Yann Moulier-Boutang, Autistici/Inventati, 7 luglio 2001,


p. 2.URL consultato il 18 agosto 2014.

84.

^ a b Per Anna Negri la perquisizione fu all'indomani dell'omicidio di Custra,


ossia dopo il 14/05/1977 (Dino Messina) per "Panorama" fu invece il
21/03/1977 ( Tutti brigatisti? in Panorama (Milano), Arnoldo Mondadori
Editore, n.677/678, anno VII, 17/04/1979, p. 61.).

85.

^a

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Gilles Deleuze, Lettera aperta ai giudici di Negri e Questo libro

letteralmente una prova d'innocenza: pp.132-135 (e n) e 136-137


86.

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Assiomatica e situazione attuale - L'assiomatica e i suoi problemi - 7000
a.C. Apparato di catturain Massimiliano Guareschi (a cura di), Mille Piani Capitalismo e schizofrenia, Roma, Castelvecchi [1980], novembre 2006,
pp.680-682 e n (p.697), ISBN 88-7615-036-6.

88.

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2 ed., Dogliani,Sensibili alle foglie [1994], novembre 2007 (chiuso in
stampa), p.265, ISBN 88-89883-02-2.

90.

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Toni Negri - L'eterna rivolta -

parte 3 -.mp4, a 5:38. YouTube. URL consultato in data 25/08/2014.


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caccia contro l'Autonomia Operaia - PCI e avvoltoi del movimento del 77
esultano. Le BR ringraziano., pugliantagonista.it. URL consultato il 12
giugno 2013.
Il 7 aprile 1979, agenti della DIGOS, polizia e carabinieri, effettuano
centinaia di perquisizioni in tutta Italia, arrestando, sulla base di 22 ordini di
cattura firmati dal sostituto procuratore della Repubblica di Padova Pietro
Calogero, 15 esponenti di "Autonomia Operaia", e cio: Antonio Negri (a
Milano); Oreste Scalzone, Emilio Vesce, Lauso Zagato (a Roma); Ivo

Galimberti, Luciano Ferrari Bravo, Carmela Di Rocco, Giuseppe Nicotri,


Paolo Benvegn, Alisa Del Re, Sandro Serafini, Massimo Tramonti (a
Padova); Mario Dalmaviva (a Torino); Guido Bianchini (a Ferrara); Marzio
Sturaro (a Rovigo). Sono sfuggiti alla retata: Franco Piperno, Pietro Despali,
Roberto Ferrari Giambattista Marongiu, Gianfranco Pancino, Giancarlo
Balestrini, Gianni Boeto (o Domenico Gioia?). Gli arrestati e i ricercati sono
tutti professori, assistenti e studenti universitari, giornalisti [...].

94.

^ Dolores Negrello, pp.204-205

95.

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degli autonomi in Radio Radicale, Lista Marco Pannella, 11 settembre
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deputato Antonio Negri, in ordine ai documenti IV, nn. 1, 2, 3 e 4, p. 1086
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TONI NEGRI PUBBLICA LE SUE MEMORIE 'VIVA LA MIA FUGA,

ABBASSO PANNELLA in La Repubblica (Roma), Gruppo Editoriale


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segrete, pp. 1103-1122
120. ^ Anche Enzo Biagi nell'introduzione di un'intervista present di essere a
conoscenza del percorso effettuato da Negri per andarsene dall'Italia ( Enzo
Biagi,Intervista alla TV dalla latitanza in La Repubblica (Roma), Gruppo
Editoriale L'Espresso, 1 ottobre 1983.)

121. ^

Euro TV. Faccia a faccia Enzo Tortora - Toni Negri 3/5, a

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124. ^ Erano gi state concesse le autorizzazioni a procedere, quindi Toni Negri
era allora direttamente sottoponibile all'arresto a vista.
125. ^ Alexandra Weitz, Andreas Pichler, a 34:12
126. ^

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131. ^ Cfr. pag 142, Mauro Suttora, Pannella & Bonino spa, Kaos edizioni, 2001
132. ^

Euro TV. Faccia a faccia Enzo Tortora - Toni Negri 1/5, a

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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]


Opere di Toni Negri[modifica

| modifica wikitesto]
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1959: Saggi sullo storicismo tedesco: Dilthey e Meinecke. Milano, Feltrinelli.

1962: Alle origini del formalismo giuridico: studio sul problema della forma in
Kant e nei giuristi kantiani tra il 1789 e il 1802. Padova, Cedam.

1962: Scritti di filosofia del diritto : 1802-1803 di G. W. F. Hegel. Bari,


Laterza.

1963: con Vittorio Rieser, Chimici: dalla lotta sindacale alla lotta
politica in Quaderni Rossi Cronache Operaie, unico in attesa di
autorizzazione, Padova, Marsilio, 15 luglio.

1964: Alcune riflessioni sullo stato dei partiti. Milano, Giuffr (Estr. da:
Rivista trimestrale di diritto pubblico)

1964-1967: in Classe Operaia [l'attribuzione dei testi dai titoli affiancati da "[c.]"
congetturale[1]]:

1964 (anno 1):

in Lenin in Inghilterra, n 1, Padova, Marsilio, gennaio.

con Paolo Donati e Claudio Greppi, Tessili e chimici una sola


battaglia [c.].

con Luciano Ferrari-Bravo, Verso la nuova


programmazione [c.].

con Massimo Cacciari, I comitati di classe di Porto


Marghera [c.].

in Operai senza alleati, n 3, Padova, Marsilio, marzo.

Operai senza alleati.

con Gildo Zanchi, Il porto e la fabbrica [c.].

in Sui sindacati, 4-5, Padova, Marsilio, maggio.

con Giorgio Pedrocco, Chimici: Porto Marghera.

in Intervento politico nelle lotte, 6 (anno 1), Padova, Marsilio,


giugno.

con Luciano B. Ferrara: Ferrari-Bravo, Porto Marghera:


proposte per l'agitazione.

in 1905 in Italia, 8-9, Padova, Marsilio, settembre.

in Sul partito, 10-12, Padova, Marsilio, dicembre.

con Rita di Leo, Gli operai nel P.C.I..

con Getullio Talpo, Un esempio: Porto Marghera [c.].

1965 (anno 2):

in La risposta operaia c', n 1, Padova, Marsilio, s.d. [ma


gennaio-febbraio].

Lenin e i soviet nella rivoluzione.

1966-67 (anno 3):

in Fronte unico contro la socialdemocrazia, n 1, Firenze,


Tipografia Tipocolor, maggio 1966.

DC e socialdemocratici. Due proposte di gestione del


sistema.

in ClassePartitoClasse, n 3, Firenze, Tipografia Tipocolor, marzo


1967.

Cronache del ceto politico .

1967: Ideali e realizzazioni d'integrazione europea. Da Napoleone ai nostri


giorni, con Carlo Ghisalberti e Jean Charpentier, Milano, Giuffr.

1967: Studi su Max Weber, Milano, Giuffr.

1968: in Contropiano. Materiali marxisti, Roma, La Nuova Italia, 1968.

La teoria capitalistica nel '29: John M. Keynes e Lotte e stato nel nuovo
gius-sindacalismo, n 1.

Marx sul ciclo e la crisi, n 2, maggio.

1970: Descartes politico o della ragionevole ideologia. Milano, Feltrinelli.[rist.


Roma, Manifestolibri, 2007-2011]

1970: Scienze politiche 1, Stato e politica. Milano, Feltrinelli (Fa parte di


Enciclopedia Feltrinelli Fischer)

1972: Operai e stato: lotte operaie e riforma dello stato capitalistico tra
rivoluzione d'Ottobre e New Deal, con Sergio Bologna, G. P. Rawick, M.
Gobbini, Luciano Ferrari Bravo, F. Gambino, Milano, Feltrinelli. (Seminario
tenuto nel dicembre 1967 all'universit di Padova, presso l'Istituto di scienze
politiche e sociali)

1973: Prefazione in Libert e propriet alle origini del pensiero borghese. La


teoria dell'individualismo possessivo da Hobbes a Locke di Crawford Brough

Macpherson, Istituto editoriale internazionale - Arnoldo Mondadori editore,


Milano.

1974: Rileggendo Paukanis: note di discussione, in Critica del diritto, anno I,


n. 1, pp. 90-119

1974: Crisi e organizzazione operaia, con Sergio Bologna e Paolo


Carpignano, Milano, Feltrinelli.

1974: Crisi dello Stato-piano : comunismo e organizzazione rivoluzionaria.


Milano, Feltrinelli [rist. in "I libri del rogo", Roma, Derive Approdi, 2006]

1974: Partito operaio contro il lavoro, (contenuto in S. Bologna, P.


Carpignano, A. Negri "Crisi e organizzazione operaia". Milano, Feltrinelli,
pp. 99160), [rist. in "I libri del rogo", Roma, Derive Approdi, 2006]

1975: Ambiguit di Panzieri? (PDF) in Fascicolo speciale Raniero Panzieri e i


Quaderni Rossi, n. 149/150, Milano, aut aut, pp. 141-155. URL consultato il
1 ottobre 2013.

1976: Proletari e stato: per una discussione su autonomia operaia e


compromesso storico. Milano, Feltrinelli, [rist. in "I libri del rogo", Roma,
Derive Approdi, 2006]

1977: La fabbrica della strategia : 33 lezioni su Lenin, Padova, Cooperativa


libraria editrice degli studenti di Padova; Collettivo editoriale librirossi, [rist.
come "33 lezioni su Lenin", Roma, Manifestolibri, 2004-2008]

1977: La forma Stato : per la critica delleconomia politica della Costituzione.


MIlano, Feltrinelli [parzialmente rist. in "I libri del rogo", Roma, Derive
Approdi, 2006]

1977: Il dominio e il sabotaggio : sul metodo marxista della trasformazione


sociale, Milano, Feltrinelli, 1978 [rist. in "I libri del rogo", Roma, Derive
Approdi, 2006]

1978: Irrazionalismo, neokantismo, storicismo e neopositivismo in Germania.


Fenomenologia ed esistenzialismo: Husserl ed Heidegger. Lukcs e la
genesi del marxismo occidentale. Hartmann. La filosofia tedesca del
dopoguerra. in Storia della Filosofia, diretta da Mario Dal Pra, vol. 10,
Milano, Vallardi Editore. URL consultato il 24 giugno 2014.

1978: (FR) La classe ouvriere contre l'etat, trad. di Pierre Rival e Yann
Moulier Boutang, Parigi, Galile, ISBN 978-2-7186-0085-7.

1978: Universit di ceto medio e proletariato intellettuale, con Romano


Alquati e Andrea Sormano, Torino, Stampatori, ISBN 978-2-7186-0085-7.

1978: Manifattura, societ borghese, ideologia / scritti di F. Borkenau, H.


Grossmann, A. Negri (a cura di Pierangelo Schiera). Roma, Savelli

1979: Marx oltre Marx : quaderno di lavoro sui Grundrisse. Milano, Feltrinelli,
[rist. Roma, Manifestolibri, 2003-2010]

1979: Dall'operaio massa all'operaio sociale : intervista sull'operaismo (a


cura di Paolo Pozzi e Roberta Tommasini). Milano, Multhipla, [rist. Verona,
Ombre corte, 2007, con una prefazione dell'Autore]

1980: Il comunismo e la guerra. Milano, Feltrinelli

1980: Politica di classe: il motore e la forma : le cinque campagne oggi".


Milano, Macchina Libri

1981: L'anomalia selvaggia: saggio su potere e potenza in Baruch Spinoza,


Milano, Feltrinelli, 1981 [rist. in "Spinoza", Roma, Derive Approdi, 1998]

1982: Macchina tempo: rompicapi, liberazione, costituzione. Milano,


Feltrinelli

1983: Pipe-line: lettere da Rebibbia, Torino, Einaudi, ISBN 88-06-05576-3

1985: Diario di un'evasione. Cremona, Pizzoni e nel 1986 da M.B.P a Milano


(pubblicato prima in Francia (FR) Italie, rouge et noire: journal, fvrier 1983novembre 1983, trad. di Yann Moulier Boutang, prefazion di Bernard-Henri
Lvy, Parigi, Hachette Livre, ISBN 2-01-010830-2.)

1987: Fabbriche del soggetto. Profili, protesi, transiti, macchine, paradossi,


passaggi, sovversione, sistemi, potenze: appunti per un dispositivo
ontologico, Livorno, XXI secolo [http://www.generationonline.org/t/fabbrichedelsoggetto1.htm] [rist. Verona, ombre corte, 2013,
ISBN 978-88-97522-65-0]

1987: Lenta ginestra: saggio sull'ontologia di Giacomo Leopardi, MIlano,


SugarCo [rist. Milano, Mimesis Eterotopia, 2001]

1987: Le verit nomadi. Per nuovi spazi di libert (con Felix Guattari), Roma,
Antonio Pellicani editore [edizione originale "Les nouveaux espaces de
libert", Dominique Bedou, Parigi, 1985; traduzione inglese ampliata:
"Communists Like Us: New Spaces of Liberty", New Lines of Alliance
Semiotext(e), New York, 1990; ripubblicato a Milano da Selene edizioni nel
1987]

1988: Fine secolo: un manifesto per l'operaio sociale. Milano, SugarCo [rist.
come Fine secolo: un'interpretazione del Novecento, Roma, Manifestolibri,
2005ISBN 88-7285-458-X]

1989: Arte e multitudo. Sette lettere del dicembre 1988. Politi, ISBN
8878160253

1990: Il lavoro di Giobbe: il famoso testo biblico come parabola del lavoro
umano, Milano, Sugarco, ISBN 88-7198-013-1

1992: Il potere costituente: saggio sulle alternative del moderno, Carnago,


SugarCo, ISBN 88-7198-179-0 [rist. Roma, Manifestolibri, 2002]

1992: Spinoza sovversivo: variazioni (in) attuali. Introduzione di Emilia


Giancotti, Roma, A. Pellicani [rist. in "Spinoza", Roma, Derive Approdi, 1998]

1995: Il lavoro di Dioniso: per la critica dello Stato postmoderno (con Michael
Hardt) Roma, Manifestolibri, ISBN 88-7285-077-0

1996: L'inverno finito: scritti sulla trasformazione negata, 1989-1995 (a cura


di Giuseppe Caccia), Roma, Castelvecchi, ISBN 8886232632

1997: Crisi dello Stato-piano; Partito operaio contro il lavoro; Proletari e stato;
Per la critica della costituzione materiale; Il dominio e il sabotaggio in I libri
del rogo, Roma, Castelvecchi, ISBN 88-8210-024-3., rist. 2006, Roma,
Derive Approdi, ISBN 88-89969-12-1.

1997: La costituzione del tempo: prolegomeni. Orologi del capitale e


liberazione comunista. Roma, Manifestolibri, ISBN 887285136X

1998: "Spinoza. Introduzioni di Gilles Deleuze, Pierre Macherey, Alexandre


Matheron", (Contiene: Lanomalia selvaggia, Spinoza sovversivo,
Democrazia ed eternit in Spinoza), Roma, DeriveApprodi, ISBN 88-8742309-1

2001: Kairs, alma venus, multitudo. Nove lezioni impartite a me stesso.


Roma, Manifestolibri, ISBN 8872854504

2001: Desiderio del mostro: dal circo al laboratorio alla politica (a cura di
Ubaldo Fadini, Antonio Negri, Charles T. Wolfe), Roma, Manifestolibri, ISBN
8872851513

2002: Impero: il nuovo ordine della globalizzazione, (con Michael Hardt)


Milano, Rizzoli, ISBN 88-17-86952-X

2002: Europa politica, Ragioni di una necessit (con Friese Heidrun, Peter
Wagner), Roma, Manifestolibri

2003: L'Europa e l'impero: riflessioni su un processo costituente. Roma,


Manifestolibri, ISBN 88-7285-352-4

2003: Cinque lezioni di metodo su moltitudine e impero, Soveria


Mannelli, Rubbettino, ISBN 88-498-0563-2

2003: Luciano Ferrari Bravo ritratto di un cattivo maestro: con alcuni cenni
sulla sua epoca, Roma, Manifestolibri, ISBN 88-7285-290-0

2003: Il ritorno: quasi un'autobiografia (conversazione con Anne


Dufourmantelle), Milano, Rizzoli, ISBN 88-17-87242-3

2003: Guide: cinque lezioni su impero e dintorni; con contributi di Michael


Hardt e Danilo Zolo, Milano, R. Cortina, ISBN 88-7078-823-7

2003: L'Europa e l'Impero. Riflessioni su un processo costituente. Roma,


Manifestolibri

2004: Moltitudine: guerra e democrazia nel nuovo ordine imperiale (con


Michael Hardt), Milano, Rizzoli, (Trad. e cura di Alessandro Pandolfi), ISBN
8817002003

2005: La differenza italiana, Roma, Nottetempo, ISBN 88-7452-049-2

2006: Movimenti nell'impero: passaggi e paesaggi. Milano, R. Cortina, ISBN


88-7078-995-0

2006: Global. Biopotere e lotte in America Latina (con Giuseppe Cocco),


Roma, Manifestolibri

2006: Goodbye Mr Socialism (a cura di Raf Valvola Scelsi), Milano,


Feltrinelli, ISBN 8807710250

2007: Settanta (con Raffaella Battaglini), Roma, Derive Approdi

2008: Fabbrica di porcellana. Per una nuova grammatica politica, Milano,


Feltrinelli, ISBN 978-8807104350

2008: Dalla fabbrica alla metropoli. Saggi politici, Datanews, ISBN 9788879813358

2008: In Praise of the Common: A Conversation on Philosophy and Politics,


(con Cesare Casarino), University Of Minnesota Press

2008: Evangelicals and Empire: Christian Alternatives to the Political Status


Quo, postfazione(con Michael Hardt), Brazos Press

2008: Note su porto Marghera, Ascoli Piceno, questipiccoli

2008: Il sorriso dello spettro, in J. Derrida e altri, Marx & Sons. Politica,
spettralit, decostruzione, Mimesis, Milano 2008.

2009: Prefazione in Quinto: Uccidi il padre e la madre di Jerry Rubin,


Mimesis, ISBN 9788884838681

2009: Il lavoro nella Costituzione, Verona, Ombre Corte, ISBN 9788895366470

2009: Commonwealth, (con Michael Hardt), Harvard University Press

2010: Dentro/contro il diritto sovrano. Dallo Stato dei partiti ai movimenti della
governance, Prefazione e cura di Giuseppe Allegri, Verona, Ombre
Corte, ISBN 978-88-95366-69-2

2010: Comune: oltre il privato ed il pubblico (con Michael Hardt), trad. it. di
Alessandro Pandolfi, Rizzoli

2012: Il diritto del comune. Crisi della sovranit, propriet e nuovi poteri
costituenti, (con Giuseppe Allegri, Adalgiso Amendola, Alessandro Arienzo,
Michael Blecher, Mauro Bussani, Pasquale Femia, Ugo Mattei, Gunther

Teubner), a cura di Sandro Chignola, Verona, Ombre Corte, ISBN 978-8897522-31-7

2012: Inventare il comune, Roma, Derive Approdi, ISBN 978-8865480328

2012: Il comune in rivolta. Biopotere e potenza della moltitudine, (con


Michael Hardt), Verona, Ombre Corte, ISBN 978-8897522188

2012: Questo non un Manifesto, (con Michael Hardt), trad. it. Stefano
Valenti, Milano, Feltrinelli, ISBN 978-8807172465

2012: La forma Stato. Per la critica dell'economia politica della Costituzione,


Dalai Editore, ISBN 978-8866208945

2012: Spinoza e noi, Milano, Mimesis, ISBN 978-8857512006

2014: Giuseppe Allegri e Giuseppe Bronzini (a cura di), Ventotene per una
irata rivoluzione europea in Ventotene. Un manifesto per un futuro, Marco
Bascetta e Simona Bonsignori (progetto a cura di), Roma,
manifestolibri, ISBN 978-88-7285-780-9.

Opere che trattano di Toni Negri[modifica

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Giorgio Bocca, Il caso 7 aprile. Toni Negri e la grande inquisizione, Milano,


Feltrinelli, 1980.

IX LEGISLATURA - DISCUSSIONI - SEDUTA DI MARTED 20


SETTEMBRE 1983. RESOCONTO STENOGRAFICO ( PDF) in Atti
Parlamentari, n 12, Roma, Camera dei Deputati, 20 settembre 1983. URL
consultato il 25 agosto 2014.

IX LEGISLATURA - DISCUSSIONI - SEDUTA DI MERCOLED 21


SETTEMBRE 1983. RESOCONTO STENOGRAFICO ( PDF) in Atti
Parlamentari, n 13, Roma, Camera dei Deputati, 21 settembre 1983. URL
consultato il 25 agosto 2014.

Marco Pannella, Il caso Toni Negri. Appunti e spunti in riferimento agli articoli
di Ferrara, Galante Garrone, Trombadori e altri, Roma, Partito radicale, 1983.

Costanzo Preve, La teoria in pezzi. La dissoluzione del paradigma teorico


operaista in Italia (1976-1983), Bari, Dedalo, 1984. ISBN 88-220-3805-3

Anonimo milanese, Due note su Toni Negri, Milano, Varani, 1985.

Elsa Romeo, La Scuola di Croce: testimonianze sull'Istituto italiano per gli


studi storici, Il Mulino, 1992, ISBN 88-15-03641-5.

Dario Borso, Il giovane Cacciari, Viterbo, Stampa Alternativa, 1995,


pp. 61, ISBN 88-7226-225-9, SBN IT\ICCU\BVE\0071820. URL consultato il 5
settembre 2014.

Intervista di Paolo Ridella e Giuseppe Trotta, Romano


Alquati in Bailamme (24:2, Marietti Editore, giugno 1999, Torino), riproposto

con alcune varianti redazionali da archiviomovimenti.org, 6 marzo 1998,


pp. pp.9, 11-12 e 17-18. URL consultato il 14 marzo 2013 .

Diego Melegari, Il problema scongiurato. Note su Antonio Negri e il Partito


del general intellect, Pistoia, CRT, 1998. ISBN 88-87296-38-3

Dolores Negrello, A pugno chiuso. Il partito comunista padovano dal biennio


rosso alla stagione dei movimenti, FrancoAngeli, 2000, ISBN 978-88-4642146-3.URL consultato il 13 giugno 2013 .

Atilio A. Born, Impero & imperialismo. Una lettura critica di Michael Hardt e
Antonio Negri, Milano, Punto Rosso, 2003. ISBN 88-8351-032-1

Dolores Negrello, Il PCI padovano nell'ultimo '900: dissensi e antagonismi


politici, contributi di Alberto Galeotto, Giuliano Lenci, Vittorio Marangon,
1 ed., FrancoAngeli, 2004, ISBN 88-464-5199-6. URL consultato il 24 ottobre
2013.

Nstor Kohan, Toni Negri e gli equivoci di Impero, Bolsena, Massari,


2005. ISBN 88-457-0202-2

Cristina Corradi, Storia dei marxismi in Italia, Roma, Manifestolibri, 2005, pp.
217-222. ISBN 88-7285-386-9

Guido Borio, con Francesca Pozzi e Gigi Roggero (a cura di), Gli operaisti.
Autobiografie di cattivi maestri, Roma, DeriveApprodi, 2005. ISBN 88-8873876-2

Giovanni Orsina e Gaetano Quagliariello (a cura di), La crisi del sistema


politico italiano e il Sessantotto, Soveria Mannelli, Rubbettino,
2005, ISBN 88-498-0693-0.

Federico Bernardinello, Mario Isnenghi, Chiara Saonara, Giulio Felisari,


Lorenzo Renzi, Giorgio Roverato, Francesco Jori, La rinascita del Bo (PDF)
in 1935-1968 storia di un giornale universitario., numero speciale, Padova, il
Bo - il giornale dell'Universit degli Studi di Padova, marzo 2008, pp.29-30,
36-38, 44, 47-48, 55 e 58. URL consultato il 1 maggio 2013.

Ulisse Drago, L'A.C. nel Veneto e a Padova durante e dopo la crisi CarrettoRossi in L'Azione Cattolica Italiana tra passato e presente, Padova,
Gregoriana Libreria Editrice, aprile 2008, pp. 94-95, ISBN 978-88-7706-2284.

Tommaso De Lorenzis, con Valerio Guizzardi e Massimiliano Mita, Avete


pagato caro, non avete pagato tutto. La rivista Rosso (1973-1979), Roma,
DeriveApprodi, 2008. ISBN 9788889969403

Giuseppe Trotta e Fabio Milana (a cura di), Loperaismo degli anni Sessanta.
Da Quaderni rossi a classe operaia, saggio introduttivo di Mario Tronti,

1 ed., Roma, DeriveApprodi, maggio 2008, pp. 896, ISBN 978-88-89969-496. URL consultato il 4 settembre 2014.

Claudio Calia, primavera. Intervista a Antonio Negri, Genova, BeccoGiallo,


2008. ISBN 9788885832442

Raul Mordenti, L'universit struccata. Il movimento dell'Onda tra Marx, Toni


Negri e il professor Perotti, Milano, Punto Rosso, 2010. ISBN 88-8351-130-1

Gilles Deleuze, Due regimi di folli. Testi e interviste 1975-1995, a cura di


Deborah Borca, introduzione di Pier Aldo Rovatti, Torino, Einaudi [2003],
2010,ISBN 978-88-06-20223-1.

(EN) Raewyn Connell, The Poet of Autonomy: Antonio Negri As a Social


Theorist in Sociologica, n 1, Bologna, Societ editrice il Mulino,
2012,DOI:10.2383/36905, ISSN 1971-8853. URL consultato il 18 agosto 2014.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

(FR) Pierre-Andr Boutang, Annie Chevallay, Toni Negri, des annes de


plomb l'empire, Parigi, ditions Montparnasse,
2004, ISBN 3346030013298. URL consultato il 4 settembre 2014.

Alexandra Weitz, Andreas Pichler. Toni Negri - L'eterna rivolta. MIR


Cinematografica, 2008. URL consultato in data 24/08/2014 .

Angela Melitopoulos, The cell. Antonio Negri, Barcellona, Actar,


2006, ISBN 978-84-96540-89-7. URL consultato il 16 agosto 2014.

The Cell, Prologue, 1/4. YouTube. URL consultato in data


16/08/2014 .

The Cell , 2/4. YouTube. URL consultato in data 16/08/2014 .

The Cell, Empire, 3/4. YouTube. URL consultato in data 16/08/2014.

The Cell, Brain-Machine, 4/4. YouTube. URL consultato in data


16/08/2014 .

Nel 2011 compare in una intervista nel documentario Marx Reloaded diretto
da Jason Barker.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Baruch Spinoza

Comunismo

Italiano medio

Classe operaia

Potere Operaio

Autonomia Operaia

Gilles Deleuze

Anni di piombo

Flix Guattari

Azione Cattolica

Partito Socialista Italiano

Capitalismo cognitivo

Biocapitalismo

Economia della conoscenza

Lavoratore della conoscenza

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Wikiquote contiene citazioni di o su Toni Negri

Commons contiene immagini o altri file su Toni Negri

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


Letture[modifica

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MicroMega, Filosofia e politica dopo le Twin Towers., La filosofia non vive


sulle nuvole, Palazzo dei Sette, Orvieto, 5, 6 e 7 dicembre 2002, Antonio
Negri, Antonio Gnoli, Paolo Flores d'Arcais, Roma, Radio Radicale
(registrazione n. 223825]), 7 dicembre 2002. URL consultato il 25 agosto 2014 .

Antonio Negri, Rileggere Operai e capitale: relazione di Toni


Negri. Relazione di Toni Negri al convegno Rileggere Operai e capitale, Roma
31 gennaio 2007., infoaut.org, 27 ottobre 2013. URL consultato il 1 ottobre
2013.

The Law of the Commons. Letture di Gunther Teubner, Antonio Negri e Ugo
Mattei. IUC Torino - YouTube, 10/03/2011. URL consultato in data 02/05/2013.

Antonio Negri: Su Petrolio di Pier Paolo Pasolini. Seguita da una


discussione con Francesca Cadel e Manuele Gragnolati. ici-berlin.org,
giugno 2011. URL consultato in data 02/05/2013.

Bartleby Bologna. Pratiche di insolvenza come lotte biopolitiche "L'uomo indebitato". YouTube, 08/03/2012. URL consultato in data 07/10/2013.

Antonio Negri, Nuova temporalit dei movimenti e democrazia


radicale. Conferenza tenuta al Institut Franais di Budapest , UniNomade2.0, 25
maggio 2012. URL consultato il 3 maggio 2013.

Antonio Negri, A proposito di costituzione e capitale finanziario. Intervento al


seminario Uninomade a Roma, UniNomade2.0, 26 ottobre 2012. URL consultato
il 3 maggio 2013 .

quicomo.it. Toni Negri - Siamo davvero liberi?.. YouTube Lettura


nell'ambito dell'Advanced Course in Visual Arts alla Fondazione Antonio
Ratti, 10/07/2012. URL consultato in data 02/05/2013.

(FR) Antonio Negri, pac, Inventer le commun, Institut des Hautes Etudes des
Communications Sociales (IHECS), Bruxelles, 29/11/2012, pac-g.be,
2012. URL consultato il 25 agosto 2014.

Antonio Negri, trad. it. di Judith Revel, Dalla fine delle sinistre nazionali ai
movimenti sovversivi per lEuropa. Intervento a una conferenza all'Universit
Paris 8-Saint Denis], UniNomade2.0, 18 gennaio 2013. URL consultato il 3
maggio 2013.

(EN) AA.VV., Science Council of Japan ed International House of


Japan, Multitude and Power: The World after 3/11, 06/04/2013, Antonio Negri
(conferenziere), Sang-jung Kang (interlocutore), Mamoru Ito (coordinatore e
moderatore), Yoshihiko Ichida, Chizuko Ueno, Yoshitaka Mouri (relatori),
Tokyo, International House of Japan. URL consultato il 18 agosto 2014 .

Antonio Negri, Moltitudine e potere dopo l11 marzo 2011 in


Giappone, 15/03/2013 (redatto il), Tokyo, UniNomade2.0, 24 aprile 2013. URL
consultato il 18 agosto 2014.

UniNomade2.0. Stili della militanza. Dal movimento operaio a


Occupy. Registrazione video del quinto incontro del corso di autoformazione
Commonware 2013. Letture di Valerio Guizzardi e Toni Negri . Vimeo,

09/05/2013. URL consultato in data 20/07/2013.

EuroNomade. Disarticolare la proprieta? Beni comuni e la possibilit del


diritto. Registrazione video del seminario effettuato all'universit di Perugia .
Youtube, 08/10/2013. URL consultato in data 06/01/2014. Antonio
Negri, Lavoro e propriet a fronte del comune [testo dell'intervento],
EuroNomade. URL consultato il 6 gennaio 2014.

Antonio Negri. Lagire comune e i limiti del Capitale. Intervento alla


Universitaet der Kunst di Berlino. EuroNomade, 25/10/2013. URL consultato in
data 06/01/2014.

Interviste[modifica

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Intervista a Toni Negri, Autistici/Inventati, 13 luglio 2000. URL consultato il 16


giugno 2013.

Intervista a Toni Negri di Filippo Del Lucchese e Jason E. Smith, Una


discussione intorno al comune, trad. it. Maura Brighenti, UniNomade2.0,
dicembre 2009. URL consultato il 2 maggio 2013.

Intervista a Toni Negri di Veronica Gago e Diego Sztulwark Traduzione di


Maura Brighenti, Perch Toni Negri?, UniNomade2.0, 13 novembre
2012. URL consultato il 2 maggio 2013 .

Intervista a Toni Negri di Radio UniNomade, La morte del togliattismo e il


pope Gapon Intervista a Toni Negri, UniNomade2.0, 26 febbraio 2013. URL
consultato il 2 maggio 2013 .

Intervista a Michael Hardt - del collettivo editoriale Praktyka


Teoretyczna, Communism is the Ruthless Critique of all that Exists
Interview with Michael Hardt. Intervista effettuata in occasione della
pubblicazione della traduzione polacca di Commonwealth , UniNomade2.0, 26

febbraio 2013. URL consultato il 2 maggio 2013.

Pio d'Emilia. L'Impero colpisce ancora....Toni Negri in


Giappone. Intervista a Antonio Negri al termine del suo viaggio in Giappone di
Pio d'Emilia . YouTube, 11/04/2013. URL consultato in data 01/10/2013 .

Articoli[modifica

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Antonio Negri, La Quinta Internazionale di Giovanni Paolo II in Futur


antrieur, UniNomade2.0, ottobre 2001 - ripubblicato in Inventare il
comune. URL consultato il 2 maggio 2013.

(FR) Antonio Negri, L'Agonia dello Stato Nazione. L'Impero, stadio


supremo dell'imperialismo in Le Monde diplomatique, Parigi, gennaio 2001
(tr. it.),ISSN 0026-9395. URL consultato il 18 agosto 2014.

Antonio Negri, Il parricidio contro il lavoro in il manifesto (Roma), 12


novembre 2006. URL consultato il 5 settembre 2014.

(EN) Antonio Negri, Italian Post-Workerist Thought in SubStance, 36 (issue


112), n 1, Madison, University of Wisconsin Press,
2007,DOI:10.3368/sub.36.1.48, ISSN 0049-2426. URL consultato il 16 agosto
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Antonio Negri, Toni Negri: il pensiero danzante di lord


Keynes in Alias inserto de il manifesto, n 42, Roma, Cooperativa editoriale,
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Gianfranco Sabattini, Lantipolitica di Toni Negri in MondOperaio - rivista dei


Socialisti Democratici Italiani, n 1, Roma, Nuova Editrice Mondoperaio Srl, 4
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Antonio Negri e Michael Hardt, Il mondo arabo come laboratorio di


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Antonio Negri, Qualche questione sullo stato dei movimenti: apriamo la


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Antonio Negri, Spunti di critica preveggente nel Capitolo VI inedito di Marx,


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Sandro Mezzadra con la collaborazione di Michael Hardt e Antonio


Negri, America latina: tra impasse e nuovo conflitto sociale. Note per riaprire
la discussione, UniNomade2.0, 2 dicembre 2012. URL consultato il 3 maggio
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Antonio Negri, Colombia: bilancio di una guerra civile, sperando nella pace,
UniNomade2.0, 11 dicembre 2012. URL consultato il 3 maggio 2013 .

Antonio Negri, Mali: una sfida di civilt da rifiutare, UniNomade2.0, 22 gennaio


2013. URL consultato il 3 maggio 2013 .

Antonio Negri, Karl Marxs Grundrisse, UniNomade2.0, 29 gennaio 2013. URL


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Antonio Negri, Vana ricerca del buon governo in il manifesto, UniNomade2.0,


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Antonio Negri, Il guardiano dellidea assoluta. Lettura di Negri de La repubblica


di Platone di Alain Badiou in il manifesto, materialismostorico, 27 aprile

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Vittorio Bertolini (a cura di), Rassegna articoli su Toni Negri, swif.uniba.it, 31


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Antonio Negri, Note sullo stato della filosofia italiana (3). Vana ricerca del
buon governo, Il manifesto, 2 febbraio 2013. URL consultato il 2 ottobre 2013.

Antonio Negri, Karl Marxs Grundrisse, EuroNomade. URL consultato il 6


gennaio 2014 .

Alain Badiou, Il capitalismo oggi (risposta a Toni Negri), MicroMega (Gruppo


Editoriale L'Espresso), 27 agosto 2013. URL consultato il 2 ottobre 2013.

Sandro Mezzadra e Antonio Negri, Rompere lincanto neoliberale: Europa,


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Recensioni[modifica

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Antonio Negri, Il frutto maturo della redenzione. Recensione di "Stato di


eccezione", Giorgio Agamben in il manifesto, 26 luglio 2003. URL consultato il 3
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Antonio Negri, Il sacro dilemma dell'inoperoso. Recensione di "Opus Dei",


Giorgio Agamben in il manifesto, 24 febbraio 2012. URL consultato il 3 maggio
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Antonio Negri e Mimmo Sersante, Fabbriche del soggetto. Una


conversazione con Antonio Negri. Recensione di "Il diritto del comune. Crisi
della sovranit, propriet e nuovi poteri costituenti" , EuroNomade, 2013. URL
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(EN) Grard Boismenu, La classe ouvrire contre l'Etat by Antonio


Negri in Canadian Journal of Political Science / Revue canadienne de
science politique, vol. 13, n 1, Ottawa, Canadian Political Science
Association e Socit qubcoise de science politique, Marzo 1980, pp. 190193,DOI:10.1017/S0008423900031061, ISSN 1744-9324, JSTOR 3230106.

(FR) Robert Maggiori, Negri, de mal empire. (trad.it. "Negri, di mal impero.")
recensioni di "Impero", Libration.fr, 17 maggio 2001. URL consultato il 2
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Girolamo De Michele, Il diritto del comune. Recensione di "Il diritto del comune.
Crisi della sovranit, propriet e nuovi poteri costituenti" , carmillaonline.com, 15

febbraio 2013. URL consultato il 3 maggio 2013.

Gigi Roggero, Le solitudini dellintelletto generale. Recensione della


ripubblicazione di Fabbriche del soggetto in il manifesto, materialismostorico, 6

dicembre 2013. URL consultato il 6 gennaio 2014 .

Audio[modifica

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Antonio Negri, Marco Pannella, [7382] - "No all'arresto di Toni Negri,


giustizia". Conferenza a piazza Navona dell'11/09/1983 in radioradicale.it, Lista
Marco Pannella, 11 settembre 1983. URL consultato il 25 agosto 2014.

Radio UniNomade, Summer School: Toni Negri, biocapitalismo e


costituzione politica del presente, UniNomade2.0, 6 agosto 2012. URL
consultato il 3 maggio 2013 .

Radio UniNomade, recensione di Questo non un manifesto, Michael Hardt


(minuti 106:05-126:50) e Toni Negri (minuti 128:45-145:20), UniNomade2.0,
10 ottobre 2012. URL consultato il 3 maggio 2013.

Radio UniNomade, Radio UniNomade: inchieste Mercoled 30 gennaio


2013, UniNomade2.0, 30 gennaio 2013. URL consultato il 3 maggio 2013.

Varie[modifica

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(EN) Biografia, bibliografia, articoli, letture, foto, video, citazioni, collegamenti,


egs.edu, sito della European Graduate School. URL consultato il 2 maggio
2013.

(FR) Pagina dell'autore con bibliografia recente e collegamenti,


multitudes.samizdat.net. URL consultato il 2 maggio 2013.

Var documenti relati ad Antonio Negri presentati dal sito web di Radio
Radicale in radioradicale.it, Lista Marco Pannella. URL consultato il 25 agosto
2014.

Antonio Negri, Postface alla ripubblicazione sul sito Multitudes dellintera


collezione Futur antrieur, 1989-1998, multitudes.samizdat.net, settembre
2003. URL consultato il 3 maggio 2013 .

Antonio Negri, Lettera ad un amico tunisino, UniNomade2.0, 28 gennaio


2011. URL consultato il 3 maggio 2013 .

Antonio Negri, Seconda lettera ad un amico tunisino, UniNomade2.0, 23


marzo 2011. URL consultato il 3 maggio 2013.

Controllo di autorit VIAF: 108238827 LCCN: n79100667

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1.

^ Bibliografia, p.850

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