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le medicine integrate

Rivista di
medicina
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le medicine integrate
Direttore responsabile
Diletta Vaselli
Capo Redazione
Maurizio Petix
Redazione
Comitato scientifico
PromoPharma
Responsabile
Elisa Gessaroli

sommario


Editoriale
05




Allergie? Il soccorso con i rimedi naturali!
06

Primi tentativi di terapia delle malattie autoimmuni sotto la luce delle


nuove scoperte in campo immunologico

09

Con la dieta oloproteica si attua una liposuzione alimentare

13

La gestione terapeutica olistica della P.E.F.S.:


nuove frontiere dalla tradizione, uno studio sperimentale

16

Osteoporosi... cosa fare?

19

Grafica
Studio Valenti
06014 - S.Maria di Sette
Montone (PG)

Editore
Avalon di Gloriano Amici
Redazione
Avalon Strada Nona Gualdaria, 68
47895 Domagnano
Repubblica di San Marino
Tel. 0549 907025
Fax 0549 900104
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Segreteria di Stato per gli Affari
Interni
Prot. n. 569/75/2009
del 27 marzo 2009.
Copia registrata presso il Tribunale
della Repubblica
di San Marino.

Dr. Ciurli Giancarlo

Dr. Giuseppe Castaldo, Dr.ssa Assunta Vitale, Dr.ssa Laura Castaldo

Dr. Gennaro Crispo

Dott.ssa Giovanna Perrone, Dott.ssa Barbara Ostan

Mimulus guttatus (Mimolo)

22

Protetti dalle malattie con la Dieta Mediterranea? E la crisi?

24

Il metodo reset: tecnica di semeiotica e diagnosi dinamica

27

Notiziario corsi

34

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Novit

18g di
proteine

vaniglia

cioccolato

per barretta

editoriale

Anno nuovo,
vita nuova...
Eh si ci risiamo, un nuovo anno appena iniziato, i
regali sono stati aperti:difficile credere che il 2012 non
sia terminato con pasti luculliani, tra festivit natalizie e
cenone di fine anno, il minimo che possa essere accaduto. altrettanto difficile pensare che, tra una portata
e laltra, nessuno di noi si sia lasciato andare ai soliti,
vecchi, buoni propositi; quelli tipo: da luned a dieta
oppure, la prossima settimana mi iscrivo in palestra.
I pi esagerati avranno pronunciato entrambi, dieta
ed iscrizione in palestra! Come diceva Tot ma s,
adbondantis adbondandum!. E quindi qualcuno avr
anche ripromesso a s stesso che, sempre luned intendiamoci, avrebbe smesso di bere, non avrebbe usato
lauto e avrebbe fatto le scale a piedi. Seeee
Se va bene teniamo presente che i pi volenterosi arrivano al massimo a inizio febbraio. I pi pigri, al risveglio
del luned successivo, rimandano il tutto perch tanto
c tempo, perch inutile iscriversi in palestra se non
il primo del mese, perch uscire la sera a correre col
freddo invernale potrebbe, questo s, farci ammalare...
Daltronde le vie delle scuse sono infinite, anche pi di
quelle del Signore. Ed invece proprio in questi casi che
dobbiamo reagire e trovare la giusta motivazione per affrontare la vita con tutte le sue sfaccettature (o dovremmo forse dire noi stessi). Senza un minimo di motivazione, smettiamo di agire, di fare; ci sentiamo abbattuti,
senza energia. Sono molti i fattori che possono concorrere a questa situazione: un brusco cambiamento nella
sfera privata o professionale; una delusione damore o
una perdita dolorosa; un carico eccessivo di preoccupazioni; aver fissato obiettivi troppo al di sopra delle proprie possibilit (chi troppo vuole...); attraversare una fase
di profondi cambiamenti interiori nel corso della quale
vengono messi in discussione i propri valori e i bisogni
fondamentali. La motivazione scompare nel momento
in cui ci si trova in conflitto con ci che per noi essenziale. Ma quando perdiamo una cosa, nostro preciso
dovere ritrovarla e questo vale soprattutto nel caso della
nostra motivazione.
Per entrare di nuovo in contatto con le nostre energie interiori pu essere utile porsi delle domande fondamentali. Di cosa ho pi bisogno in questo momento? A cosa
do pi importanza? La mia vita e le mie attivit sono

in sintonia con i miei valori e i miei bisogni primari?


Se non cos, cosa posso fare per migliorare le cose? A
volte basta un piccolo cambiamento nel nostro modo di
vivere per riprendere slancio e ridare significato ai nostri
progetti... quindi importante conoscere quali sono
le molle e i freni che agiscono sulla nostra motivazione
per ritrovarla quando viene a mancare. Consideriamo
per che ciascuno ha la sua motivazione; infatti i bisogni
(al di l di quelli vitali) e i valori cambiano da persona
a persona, sta a ognuno di noi scoprire quali sono le
cose che ci infondono o tolgono energia. Le fonti della
motivazione sono infatti personali. Quello che invece
comune a tutti che se ci si impegna in un progetto
che risponde ai propri bisogni se ne trarr piacere nel
condurlo a termine. Per concludere questa nostra riflessione, citiamo alcuni famosissimi versi di Lucio Dalla:

...lanno che sta arrivando, tra un anno passer


io mi sto preparando questa la novit!!!

Allergie?

Il soccorso con i rimedi naturali!


Dr. Salvatore Corrado
Esperto in botanica, fitoterapia ed omeo-bioterapie. Dal 1979, Accademico al merito dellAccademia Internazionale di Psicobiofisica di Bergamo, Ateneo di Scienze per lo studio dei fenomeni Fisici, biologici e psichici. Dal 1981 Accademico associato al merito dellAccademia Tiberina
in Roma, Istituto di cultura Universitaria per lo studio, lo sviluppo e lesaltazione delle scienze.
Abstract: Lallergia la manifestazione clinica di uno stato di abnorme sensibilit a una o pi sostanze che, negli individui con capacit reattiva
normale, non provocano alcuna reazione.
Abstract: An allergy is the clinical manifestation of a state of abnormal sensitivity to one or more substances that, in peoples with normal reactive capacity, cause no reaction.
Parole chiave: allergia, alberi, graminacee, composite, urticacee, pollini, allergeni IgE, istamina.
Keywords: allergy, trees, grasses, composite, Urticaceae, pollen, allergens, IgE, histamine.
Con il termine allergia si indica una modificata reazione di un
organismo allintroduzione o al contatto di una sostanza verso la
quale era stato precedentemente sensibilizzato.
Essa pu essere considerata una reazione di difesa eccessiva del sistema immunitario di fronte a numerose sostanze considerate erroneamente nocive, definite allergeni.
Le sostanze che agiscono con maggiore frequenza come allergeni
sono: pollini di piante arbustive, erbacee e cereali, spore di muffe,
polveri, peli di animali, determinati alimenti, prodotti chimici, veleni dinsetti, ecc.
Quando una di queste sostanze allergizzanti penetra nellorganismo (per esempio attraverso le vie respiratorie) agisce da antigene,
stimolando lorganismo stesso a produrre anticorpi. In soggetti
particolarmente predisposti, lorganismo reagisce producendo una
classe particolare di anticorpi, le IgE (Immuno globuline E), che si
legano alla superficie dei mastociti.
Quando il soggetto torna a contatto con il medesimo antigene, le
IgE cos legate provocano la degranulazione dei mastociti, i quali liberano numerose sostanze tra cui istamina, serotonina, leucotrieni,
prostaglandine e chinine, responsabili delle manifestazioni cliniche
dellallergia.
Le manifestazioni allergiche pi frequenti sono: febbre o raffreddore da fieno, rinite, congiuntivite, asma bronchiale, orticaria, eczema. Inoltre, reazioni allergiche si possono manifestare anche con
vomito, diarrea, mal di testa ed altri sintomi.
La comparsa di alcune manifestazioni allergiche legata a determinate stagioni. Il raffreddore da fieno, per esempio, nel nostro
paese compare tra marzo e settembre, cio in coincidenza con il
periodo della pollinazione. I casi di raffreddore da fieno dovuti ad
una reattivit anomala al polline di piante erbacee aumentano in
maggio e in giugno, essendo questo il periodo in cui tali piante
producono il polline.
La pollinosi colpisce coloro che hanno una predisposizione a reazioni allergiche, ovvero ad una risposta anomala (esagerata) da
parte del sistema immunitario verso il polline che in questo caso
6

rappresenta lallergene. Essa si pu manifestare ad ogni et, con


maggiore frequenza in quella infantile (circa 40%). Secondo la
SIAIC (Societ Italiana di Allergologia e Immunologia Clinica) la
percentuale dei rinopatici in aumento, soprattutto nelle grandi
citt dove linquinamento rappresenta uno dei fattori che contribuiscono allincremento di questa patologia.
A creare problemi sono le graminacee, alcune di crescita spontanea
come la gramigna, altre coltivate come il frumento, lorzo, lavena,
il granoturco con fioritura prolungata (fino a 8 settimane) nel periodo maggio-giugno.
Ci sono poi le urticacee come la parietaria, molto diffusa nel sud
Italia con fioritura che va da luglio a ottobre e ancora le composite, la pi numerosa famiglia delle Fanerogame con infiorescenza a
capolino. Fanno parte di questa famiglia lambrosia che cresce un
p ovunque e produce grandi quantit di polline, la camomilla,
lartemisia, il girasole e la margherita con periodo di fioritura da
luglio a ottobre.
Dobbiamo poi ricordare i problemi creati dai pollini di alcuni alberi come olivo, frassino, platano e pioppo, molto diffusi e che
fioriscono in particolare a primavera.
Esami diagnostici
Per stabilire se si allergici e, in caso affermativo, a quale sostanza,
oggi si usano i Prick-Test con scarificazione cutanea. Ci sono poi
degli esami di laboratorio come il PRIST (prova di radioimmunoadsorbimento su carta) che dosa le IgE totali e il RAST Test (prova
di radioallergoadsorbimento) che dosa le IgE specifiche di un dato
allergene.
Per quanto concerne lereditariet delle malattie allergiche, la maggioranza degli allergologi ritiene che sia ereditaria non tanto la malattia quanto piuttosto la predisposizione alla malattia stessa. Ci
significa che un bambino i cui genitori siano degli allergici, avr
maggiori probabilit di essere colpito a sua volta da unallergia rispetto ad un bambino che discende da non allergici.
I sintomi pi frequenti di una manifestazione allergica quale ad
esempio il raffreddore da fieno, sono rappresentati da occhi in-

fiammati e lacrimanti, naso chiuso o gocciolante, senso di bruciore


e di prurito al naso, agli occhi, al palato e alla gola, cui seguono salve di starnuti che possono protrarsi anche per qualche ora. Si pu
in taluni casi sviluppare una malattia asmatica: dopo avere sofferto
per anni di questa allergia, circa 1/3 dei malati viene infatti colpito
da asma bronchiale.
La gravit del cosiddetto raffreddore da fieno, dipende dalla quantit di pollini presente nellaria (influenzata anche dalle condizioni
climatiche) e dal grado di ipersensibilit del soggetto allergico. In
genere, la malattia si manifesta quando la concentrazione supera i
10 20 grani di polline per metro cubo daria.
Come trattare le malattie allergiche
La cosa migliore da fare sarebbe prevenire le reazioni allergiche, ci
possibile con qualche accorgimento comportamentale e con la
profilassi, ma purtroppo non sempre si provvede per tempo e quindi bisogna pensare anche a come intervenire durante la fase acuta.
La medicina tradizionale interviene da un lato con un trattamento
desensibilizzante, allo scopo di ridurre la reattivit anomala, dallaltro con una terapia sintomatica rappresentata prevalentemente da
antistaminici.
Noi vogliamo evidenziare che un aiuto lo pu dare la stessa natura,
offrendo una serie di validi rimedi sia per la prevenzione che per il
trattamento in fase acuta.
Tra i fitoterapici pi efficaci e pi comunemente utilizzati troviamo il Ribes nigrum le cui gemme contengono alte concentrazioni
di eterossidi, derivati fenolici, vitamina C e aminoacidi ad elevata concentrazione (arginina, prolina, alanina). Lazione del Ribes
nigrum gemme rivolta in modo particolare alle ghiandole surrenali dove stimola la corteccia al rilascio di sostanze che possiedono azione antinfiammatoria, antiallergica e antidolorifica (azione
cortison-like). Il Ribes nigrum gemme diminuisce la produzione
di IgE, riduce la chemiotassi leucocitaria e frena la liberazione di
istamina e chinine da parte dei mastociti.
La Rosa canina (giovani getti) ricca di vitamina C viene utilizzata come rimedio della flogosi localizzata recidivante. Possiede
organotropismo per il sistema reticolo endoteliale e le prime vie
respiratorie. Il gemmoderivato viene utilizzato per ripristinare le
beta e gamma globuline responsabili delle difese immunitarie
dellorganismo. Viene utilizzato inoltre a scopo desensibilizzante e
riducente leffetto della reazione allergica. La presenza di pectine e
polifenoli completano lazione immunomodulante.
La Nigella arvensis una pianta in grado di riequilibrare liper
risposta immunitaria stabilizzando il corredo linfocitario e normalizzando la degranulazione dei mastociti. Utile per dare sollievo in
caso di rinite allergica, pollinosi, corizza allergica, naso chiuso, starnuti parossistici.
Altri rimedi naturali che trovano indicazione sia nella profilassi che
nella terapia in fase acuta sono:
Manganese gluconato 5DH: oligoelemento diatesico che ha una
riconosciuta azione nei confronti delle tipologie allergiche
Allium cepa 5CH: ha una indicazione elettiva per la sintomatologia dellallergia e favorisce il miglioramento di rinite con rinorrea acquosa e bruciante
Interleuchina-2 9CH: lIL-2 il principale fattore di crescita per
i linfociti T e possiede attivit modulante della risposta immunitaria

Interleuchina-4 4CH: lIL-4 alla 4CH inibisce la produzione di


TH2, i principali mediatori della risposta allergica
Benzochinone 6DH, 12DH, 30DH: lazione del benzochinone
quella di entrare nel ciclo di Krebs e favorire la produzione
di energia a partire da ossigeno e acqua; in tal modo la cellula
reagisce liberandosi delle tossine e ottimizzando la sua attivit
specifica
Formica rufa 6DH, 12DH, 30DH: Formica rufa pu essere
considerato un rimedio diatesico e viene somministrato allo
scopo di agire sul terreno del soggetto allergico e consentire la
modulazione della risposta allergica
Euphrasia 10DH, 30DH: attenua il raffreddore da fieno e da
sollievo in caso di secrezione lacrimale irritante
Histaminum 15DH, 30DH: utile in caso di rinite e congiuntivite con palpebre edematose e secchezza dolorosa delle narici
Pollens 30DH: composto da numerosi pollini, viene usato nella
prevenzione delle manifestazioni allergiche; ottimo contro il raffreddore da fieno
Sabadilla 15DH: utile in caso di rinite vasomotoria da pollinosi
con continui starnuti
Luffa operculata 6DH, 10DH: utile nelle allergie e infiammazioni della mucosa nasale
Ammonium carbonicum 10DH, 15DH: favorisce una sensazione di benessere in caso di naso chiuso
Apis mellifica 9CH: indicato in caso di mucosa pruriginosa ed
edematosa.
Riferimenti bibliografici
A. Bruni. Farmacognosia generale e applicata. I farmaci naturali. Piccin 1999.
Le Monografie Tedesche Schede Fitoterapiche del Ministero Della Sanit Tedesco Versione Italiana tradotta e commentata da Rocco Longo, Ed. Studio Edizioni 1994.
Luomo, la fitoterapia, la gemmo terapia - seconda edizione - Bruno Brigo Tecniche Nuove 2003.
Piante Officinali per infusi e tisane Manuale per Farmacisti e Medici Edizione italiana
del manuale Teedrogen di Max Wichtl a cura di Roberto Della Loggia Edizione italiana
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Allergie?
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Primi tentativi di terapia delle malattie


autoimmuni sotto la luce delle nuove
scoperte in campo immunologico
Dr. Ciurli Giancarlo
Primario Medico Emerito - Specialista in malattie cardiovascolari - Docente in Omeopatia ed Omotossicologia
Abstract: La terapia immunitaria a nano dosi essendo una terapia biologica e quindi non soppressiva ma addirittura atta a rafforzare il potere immunitario dellorganismo pu apportare un miglioramento della qualit della vita specialmente in tutti quei
pazienti che erano costretti a prendere cortisone, immunosoppressori, antireumatici e antidolorifici, e ad evitare loro tutte le
conseguenze negative che sono inevitabili per questi tipi di farmaci.
Abstract: The immune therapy in nano doses is a biological therapy and therefore not suppressive but even that could strengthen the bodys
immune power, it can also make a better quality of life, especially in those patients who were forced to take steroids, immunosuppressants,
anti-rheumatic and pain, and to avoid them all the negative consequences that are inevitable for these types of drugs.
Parole chiave: nano dosi, malattie autoimmuni, opoterapia
Le malattie autoimmuni sono forse fra le pi allarmanti, perch
una volta che lorganismo si rivolta contro se stesso la manifestazione pu apparire inarrestabile. In linguaggio calcistico un p scherzoso possiamo dire che la malattia autoimmune un autogol del
sistema immunitario.
Il mio primo incontro col sistema immunitario risale a molti anni
fa quando ero ancora un ragazzo. Infatti sin da bambino la lettura
sempre stata il mio passatempo preferito, anche perch data la
mia salute cagionevole molto spesso ero costretto a letto. Leggevo
di tutto dai giornalini per ragazzi ai libri di avventura a quelli sulla
mitologia greca, sulla storia dellEgitto e mia madre mi spiegava pazientemente le cose che non mi erano chiare; cos come mio zio ingegnere mi spiegava, con esempi molto semplici, quelle parti di libri
di fantascienza basate su principi di fisica che io non ero ancora in
grado di capire. Per il libro che mi ha veramente affascinato e che
certamente ha avuto unimportanza decisiva nella scelta di fare il
medico stato Cacciatori di microbi di Paul de Kruif, perch mi
dette limpressione di entrare in un mondo sconosciuto al di sopra
di tutte le mie pi ardite fantasie di ragazzo pieno di idee e di curiosit. Non immaginavo nemmeno lontanamente che lintestino
crasso fosse abitato da un folto numero di batteri, dei quali alcuni ci
sono utili perch producono vitamina K, ma la maggior parte non
sono pericolosi fintanto che il sistema immunitario dellindividuo
che li ospita forte. Lautore descrive lepopea della batteriologia e
linfluenza dei germi nelle malattie infettive mettendo in evidenza
tutti i mezzi che lorganismo mette in campo per difendersi dallattacco degli agenti patogeni. Da qui nato il mio particolare interessamento per limmunologia. Durante la mia attivit di medico,
dal momento che sono specialista in malattie cardiovascolari e in
reumatologia, ho continuato a seguire con grande attenzione i rilevanti progressi del sistema immunitario che si sono susseguiti con
una grande rapidit.
Il sistema immunitario in brevissimo tempo ha avuto unevoluzione che ha del miracoloso; basti pensare che fino a poco tempo fa
le conoscenze sul sistema immunitario consistevano nella reazione
antigene-anticorpo: lantigene lelemento estraneo allorganismo e
lanticorpo lelemento del sistema immunitario. Questo pensiero

Keywords: nano dose, autoimmune diseases, opotherapy


fino a quando il medico danese Jerne ha dimostrato che alcune
parti dellantigene e dellanticorpo si combinano in alcuni punti
chiamati siti di combinazione e cio detti rispettivamente epitopo,
che quella parte di antigene che viene riconosciuta dal sistema
immunitario, e paratopo, che la parte dellanticorpo che si lega
allantigene. Nello stesso tempo Jerne ha inserito anche un terzo
elemento, che da luogo a grande dinamicit, lidiotipo: questo elemento la zona dellanticorpo che viene riconosciuta da un altro
anticorpo. Quindi un anticorpo pu riconoscere ed essere riconosciuto da un altro anticorpo e pertanto essere anticorpo e al tempo
stesso antigene per altri anticorpi. Pertanto secondo Jerne il sistema
immunitario pu essere paragonato a una rete tenuta in equilibrio
dinamico da questo complesso di riconoscimenti. Dice anche che
fra sistema nervoso e sistema immunitario esiste una stretta somiglianza: le cellule dei due sistemi possono sia ricevere che trasmettere informazioni sotto forma di segnali, i quali possono essere di
natura eccitatoria o inibitoria.
Contemporaneamente, quasi a completamento dei lavori del medico danese lo scienziato australiano Macfarlane Burnet ha elaborato
la teoria della selezione clonale che spiega attraverso quali meccanismi il sistema immunitario reagisce con i linfociti T e B specifici per
la distruzione degli antigeni dellorganismo. Riguardo al concetto di
rete, in questi ultimi decenni per gli studi e le scoperte scientifiche,
lessere umano visto non pi come un insieme di organi isolati ma
come una rete complessa di relazioni fra i vari sistemi e pertanto le
malattie diventano dei problemi che coinvolgono lintero organismo. Infatti la salute consiste nellarmonico equilibrio anatomico,
funzionale e psichico. La malattia la rottura di questo equilibrio
armonico provocato dal concorso di pi fattori. Siamo di fronte ad
una visione olistica in cui la psiche, ossia il pensiero, la coscienza e
lemozione sono direttamente implicati in ogni processo nervoso,
endocrino e immunitario. Candace Pert, la ricercatrice che ha scoperto i neuro peptidi, considera lessere umano come una complessa rete di informazioni e afferma che ogni aspetto psicofisico umano visto come parte di ununica realt organica. Pertanto lattivit
del sistema immunitario dipende dal funzionamento coerente di
complessi sistemi di comunicazione. La comunicazione di questi
9

sistemi avviene grazie allopera di una grande famiglia di sostanze


proteiche chiamate citochine, che rappresentano le parole dei vari
componenti del sistema immunitario, costituendo cos un sistema
di comunicazione di importanza fondamentale in condizioni normali e patologiche. In particolare le citochine dette infiammatorie
giocano un ruolo importante nelle malattie autoimmuni infiammatorie quali lartrite reumatoide, il morbo di Crohn, le malattie
infiammatorie intestinali. La scoperta del ruolo fondamentale che
hanno le citochine nelle malattie immuno-infiammatorie ha aperto
una nuova strada terapeutica cio quella di adottare una strategia
anti-citochine. Ognuna di queste malattie coinvolge per definizione un sistema immunitario che deviato a tal punto da aggredire
proteine endogene che si presentano come proteine estranee. Ci
sono prove scientifiche che dimostrano che fattori ambientali, i pi
vari, o uno o pi virus possono scatenare linsorgenza di diverse fra
queste malattie.
Attenendosi alla strategia anticitochine diverse aziende hanno elaborato una tecnica per creare citochine a basse concentrazioni molecolari al di sotto della minimal effective dose. Fra laltro ho letto
ultimamente degli articoli molto interessanti per la loro originalit
sul meccanismo dazione dei farmaci opoterapici diluiti e dinamizzati secondo il criterio omeopatico studiato da tre ricercatori americani: Heine, Weiner e Meier. Questi autori hanno dimostrato che
la somministrazione di antigeni alle dosi di nanogrammi le cui parti
proteiche rese atossiche, diluite e dinamizzate danno luogo ad una
reazione immunologica in grado di regolare la risposta infiammatoria. Le componenti antigeniche contenute nei farmaci opoterapici
a basse dosi sono ridotte in frammenti di 5-10 aminoacidi dai ma-

crofagi e presentate ai linfociti naive che sono linfociti T non ancora programmati. A questo punto molto importante mettere in
evidenza che solamente le componenti antigeniche in nanogrammi
hanno lesclusiva propriet di indurre la trasformazione dei linfociti
T naive in particolari linfociti i Th3 definiti regolatori, perch
sono in grado di regolare i processi infiammatori. I Th3 maturi
entrano nel circolo sanguigno e, richiamati dalle sostanze liberate
dai tessuti che sono sede di processi infiammatori, raggiungono i
tessuti ammalati dove abbondano i linfociti promotori dellinfiammazione: i linfociti Th1 e Th2. Questi ultimi presentano sulle loro
membrane di superficie le strutture antigeniche del tessuto ammalato, che funzionano da segnale per i linfociti regolatori Th3. I linfociti Th3 riconoscono gli antigeni esposti sui linfociti Th1 e Th2
e con meccanismo competitivo hanno effetto antiflogistico attraverso la liberazione di citochine altamente antiinfiammatorie come
TGF-beta (Trasforming Grow Factor-beta) e IL-10. E importante
rilevare che i farmaci opoterapici conservano la specificit dorgano
e perdono la specificit di specie. Inoltre da sottolineare il loro
comportamento a seconda della dose cui sono somministrati; infatti quando sono somministrati in nanogrammi svolgono unefficace
attivit antiinfiammatoria, mentre se sono somministrati ad alte
dosi potenziano lattivit infiammatoria. Si pu quindi asserire che
lazione dei farmaci opoterapici in dosi infinitesimali riportano lequilibrio fra le citochine pro ed antiinfiammatorie non interferendo ma potenziando il sistema immunitario del paziente in maniera
fisiologica e non come quella svolta dai farmaci anti TNF alfa che
neutralizzano il TNF alfa compromettendo lo stato immunitario
del paziente. Questa lipotesi del lavoro di Weinier e Meier, che

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Una prevenzione intelligente


per combattere linfluenza!
10

trova largo riscontro nella letteratura. La bioterapia sempre una


terapia di regolazione e non di soppressione. La regolazione realizzata da complessi meccanismi di autoregolazione che interagiscono fra loro mediante lazione di numerosi mediatori e sistemi di
feedback. Non va dimenticato per il concetto che le basse diluizioni (le nano-dosi) abbiano un effetto positivo sullorganismo: questo
in linea con una delle leggi fondamentali della fisiologia valida per
tutti gli esseri viventi e per le piante, ed il principio del minimo stimolo che stato enunciato verso la met dell800 da Weber ed elaborato pochi anni dopo da Fechner. La legge afferma che la risposta
sempre proporzionale al logaritmo dello stimolo. Il logaritmo
una funzione matematica che cresce lentamente al crescere della
variabile da cui dipende. Per esempio il logaritmo di 1 vale 0, che
si scrive log 1, il log 10 vale 1, il log 100 vale 2, il log 1000 vale 3.
Quindi uno stimolo 10 volte maggiore produce soltanto una risposta doppia. Questo un fatto positivo poich protegge lorganismo
dagli stimoli eccessivi: quando la variabile diventa molto piccola, il
logaritmo diventa negativo. La risposta diventa negativa, cosa che
vuol significare che la risposta non pi rivolta verso lesterno cio
outbound ma inbound cio rivolta verso linterno, capace quindi di
riorganizzare lo stato normale di salute. Pertanto la risposta prodotta dallo stimolo tanto pi grande quanto pi piccolo lo stimolo.
Secondo il fisico Emilio del Giudice lorganismo ottimizzato per
risuonare sui piccoli stimoli ed accedere a processi di autorganizzazione bioenergetica, incrementando il proprio processo di salute.
Lattivazione di un processo bioenergetico intimamente collegata
al sistema nervoso autonomo e quindi agisce su tutto lorganismo
perch ristabilisce la normale attivit dei sistemi organici. Secondo
la mia esperienza ottenuta dal trattamento anti immunitario credo di poter dire che sebbene nel campo dellimmunologia ci sia
stato un notevole progresso queste tecniche richiedono ancora un
maggiore approfondimento delle complesse dinamiche delle reti
immunitarie per poi essere attuate in modo efficiente. Comunque
posso affermare con sicurezza che attualmente apportano effettivi
vantaggi specialmente a livello del processo infiammatorio.
Nella mia pratica medica ho avuto degli ottimi risultati in 2 casi
di Morbo di Basedow (MB) e di 1 caso di Morbo di Crohn (MC)
che si sono risolti completamente, mentre in tutti gli altri casi fra i
quali 2 di artrite reumatoide ho avuto solo miglioramenti parziali,
ma sempre positivi in quanto hanno migliorato lo stato di malattia
del paziente. Veniamo ora alla descrizione dei casi dei quali credo di
aver interpretato correttamente il meccanismo dazione della malattia. Mi si present, alla fine di una riunione scientifica incentrata
principalmente sulla terapia delle malattie autoimmuni viste sotto
la luce dei recenti progressi scientifici, una giovane biologa informatrice di una nota casa medica la quale affetta da Morbo di Basedow,
non avendo avuto nessun beneficio dalle cure tradizionali, mi chiese se nel caso avesse provato una cura diversa sul tipo di quelle che
avevo illustrato nella conversazione, poteva ottenere la risoluzione
della malattia o almeno un deciso miglioramento. Desiderava avere un figlio e nelle condizioni in cui si trovava era assolutamente
sconsigliabile per le eventuali complicazioni cui avrebbe potuto andare incontro con danno sia per lei che per il neonato. Dopo un
attimo di esitazione mi balen lidea di usare lopoterapia in quella
particolare malattia endocrina e autoimmune e quindi presi in considerazione la richiesta. Dopo unaccurata anamnesi alla paziente
prescrissi il farmaco opoterapico Timo in nano dosi. Inizialmente
non vi stato un apprezzabile miglioramento tanto pi che durante
la terapia una ciste ovarica che aveva da tempo andata ingrossandosi per cui si resa necessaria lopera del chirurgo. Subito dopo

lintervento le condizioni generali sono notevolmente migliorate


e a distanza di poche settimane tutti i parametri della malattia si
sono normalizzati. A questo punto chiaro che la ciste costituiva un
impedimento per lazione della cura. Alla fine della terapia durata
poco meno di 2 mesi la paziente rimasta in cinta. Ha avuto una
gravidanza normalissima espletata con parto eutocico. Il figlio in
ottime condizioni. A distanza di qualche mese dal parto rimasta
di nuovo in cinta e anche la seconda gravidanza stata portata normalmente a termine. Attualmente alla distanza di quasi 3 anni sia
la donna che i figli godono di ottima salute.
Visto il buon esito della terapia anche la sorella e unamica vollero
sottoporsi allo stesso tipo di cura. Dallanamnesi dellamica di 30
anni notai che la malattia era comparsa dopo dissensi familiari in
un momento di depressione. Le ho prescritto il farmaco opoterapico Timo in nano-dose e si sottoposta alla cura con grande entusiasmo e con grande fiducia. Questa volta il percorso terapeutico
stato pi difficoltoso perch la malattia era in uno stato pi avanzato tant che le era stato consigliato lintervento chirurgico. Inoltre
durante la terapia le venuta a mancare la madre per cui il suo
stato generale ne risent particolarmente. Infatti i parametri ormonali migliorarono di poco. Specialmente TSH rimase indosabile e il
valore degli anticorpi tireostimolanti scese di poco. Essendo molto
depressa per la disgrazia le prescrissi Arnica M CH, ripetuta dopo
20 giorni alla XM. Dopo poche settimane la paziente incominci a
migliorare sensibilmente. I parametri della malattia andarono a migliorare fino al punto che TSH torn ad essere dosabile e i TRAB
scomparvero e questo avvenne quando le incomprensioni familiari
furono appianate.
Invece la sorella della prima paziente affetta da pi tempo dal Morbo di Basedow, pur facendo la stessa cura non ha avuto gli stessi benefici: ha avuto solo dei temporanei miglioramenti, ma ogni volta
che cessava la cura alla distanza di pochi mesi ha sempre avuto delle
ricadute. Allora sono passato alle citochine omeopatizzate antinfiammatorie e precisamente alla IL-10 4CH e alla antileuchina 1
alla 4CH e al TGF-beta 4CH, che hanno dato un risultato accettabile anche se non la risoluzione della malattia.
Ho ripetuto la stessa cura opoterapica anche in due casi di artrite
reumatoide e anche qui il miglioramento c stato durante la terapia,
cessata la quale dopo qualche tempo la sintomatologia caratteristica
della malattia si ripresentava. Per cui sono passato alle citochine che
hanno avuto esito positivo sulla sintomatologia e anche in questi
casi ho potuto ottenere un accettabile risultato solo se la terapia
veniva ripetuta almeno 2 se non 3 volte lanno, per periodi di cura
di circa 3 mesi ogni volta. Da quanto esposto si deduce facilmente
che la guarigione della malattia si ha solo se si elimina la causa che
lha prodotta altrimenti si hanno, come si visto, dei miglioramenti
solo durante la cura e dopo un breve periodo; e se si vuole mantenere le condizioni di salute raggiunte va ripetuta pi volte lanno.
Altro grande vantaggio di questa terapia: questi pazienti non sono
pi ricorsi n ad antireumatici n al cortisone n tanto meno agli
immunosoppressori.
Per spiegare i risultati risolutivi che si sono avuti con le 2 pazienti col Morbo di Basedow e la non risoluzione della stessa malattia
della sorella della prima paziente ma solo un miglioramento come
si avuto nelle 2 artriti reumatoidi, sono ricorso allepigenetica.
Com noto lepigenetica (dal greco epi = sopra e genetico = relativo
allereditariet familiare) la scienza che dimostra che i geni non si
autocontrollano ma sono controllati dallambiente. Un fattore ambientale pu, attraverso il processo di metilazione, determinare un
cambiamento del fenotipo senza alterare la sequenza nucleotidica
11

di un gene. Il fattore ambientale nel primo caso era una disfunzione endocrina manifestatasi con la ciste ovarica e lo stato emotivo
alterato nel secondo caso. Una volta eliminati la malattia si risolta.
Nel caso della sorella della prima paziente e nei due casi di artrite
reumatoide il fattore ambientale non stato rimosso per cui si
avuto solo una parziale risoluzione del problema, cio il miglioramento dello stato di infiammazione. Infatti nel caso in cui la causa
fosse stata eliminata, lespressione dei geni interessati, secondo la
mia interpretazione, sarebbero tornati alla loro attivit con la formazione del fenotipo originale. Il procedimento molto simile a
quello dellomeopatia unicista in cui il simillimum che toglie la
causa, per come dice lillustre omeopata Negro Antonio trovare il
simillimum una grazia divina.
Come abbiamo visto la teoria di Jerne afferma che il sistema immunitario una rete tenuta in equilibrio dinamico da questo sistema
complesso di riconoscimenti. Non tanto importante lantigene
quanto come reagisce linterno, come si riequilibra la rete dopo la
perturbazione. Il riconoscimento dellesterno, quindi, non solo non
tutto, ma possibile solo riconoscendo se stesso. Questo concetto
orienta le ricerche per spiegare le malattie autoimmuni. Un difetto
nella regolazione della risposta immune del network che viene messo in azione dallantigene alla base delle diverse ipotesi di ricerca
sullautoimmunit.
Che le malattie autoimmuni possono dipendere da unalterazione
nella rete immunitaria anche prospettato dalla teoria di Santiago
la quale afferma che la rete unelaborazione di informazioni,
un sistema altamente cooperativo con fitte connessioni tra i suoi
componenti che implicano che alla fine ogni cosa che avvenga sar
funzione dellattivit di tutti i componenti per cui tutto il sistema
acquista una coerenza interna in schemi intricati, anche se noi non

possiamo dire come ci avvenga esattamente; per cui ipotizzano


che le malattie autoimmuni riflettono un errore delloperazione cognitiva della rete immunitaria. Per questo alcuni scienziati stanno
progettando nuove tecniche per rinforzare la rete tramite un aumento delle sue capacit di connessione.
Al momento attuale, a mio avviso, la disciplina da seguire con
grande attenzione per risolvere questi problemi la PNEI che
rappresenta uno dei filoni di studio pi interessanti e stimolanti.
Essa costituisce la disciplina che meglio descrive questa molteplice
e integrata rete. E una chiave di lettura della malattia e dei collegamenti tra tutte le parti del corpo. Come afferma la psicologia moderna ogni persona reagisce in maniera diversa di fronte alla stessa
situazione, perch le risposte agli stimoli sono soggettive. Sono
convinto dice il ricercatore Boncinelli che il progresso scientifico
in campo biologico porter a considerare gli uomini non pi come
una classe omogenea e il dogma dei protocolli terapeutici uguali per
tutti dovr essere rivisto sotto laspetto della loro individualit biologica. Pertanto il compito del medico sar quello di comprendere
le caratteristiche individuali dei pazienti. La nuova medicina sar
costruita a misura del paziente.
Arrivati finalmente alla conclusione mi scuso per la fretta con cui
ho trattato alcuni argomenti e lasciati altri ma larticolo sarebbe diventato pi oneroso di quanto lo sia anche cos; comunque posso
dire che la terapia immunitaria a nano dosi essendo una terapia
biologica e quindi non soppressiva ma addirittura atta a rafforzare
il potere immunitario dellorganismo pu apportare un miglioramento della qualit della vita specialmente in tutti quei pazienti
che erano costretti a prendere cortisone, immunosoppressori, antireumatici e antidolorifici, e ad evitare loro tutte le conseguenze
negative che sono inevitabili per questi tipi di farmaci.

Supplemento alimentare a base di estratti vegetali


CAPSULE
APRIBILI

12

Con la dieta oloproteica si attua una


liposuzione alimentare
Dr Giuseppe Castaldo*, Dr.ssa Assunta Vitale**, Dr.ssa Laura Castaldo***
* Medico-chirurgo specialista in Medicina Interna, Gastroenterologia e Scienza dellAlimentazione, Direttore UO Dietologia e Nutrizione
Clinica AORN Moscati AV
** Laureata in Dietistica UO Dietologia e Nutrizione Clinica AORN Moscati AV
*** Medico-Chirurgo specializzanda in Neuropsichiatria Infantile
e-mail: dietaoloproteica@gmail.com; sito: www.dietacastaldo.it
Abstract: La Dieta Oloproteica stata denominata dal nostro Centro di studio e terapie dellobesit liposuzione alimentare per il suo effetto di
importante riduzione delle adiposit localizzate peritrocanteriche e di rimodellamento della silhouette. Interessante inoltre notare un miglioramento del macro e microcircolo degli arti inferiori.
Abstract: The Oloproteic Diet was called by our study center and treatment of obesity liposuction food for his important effect of the reduction of localized fat in the hips and remodeling of the silhouette. Interesting to note is also an improvement of the macro and microcirculation of the lower limbs.
Parole chiave: dieta oloproteica, liposuzione alimentare, pannicolopatia peritrocanterica, cellulite.
Keywords: oloproteic diet, liposuction food, fat in the hips, cellulitis.
Le diete proteiche hanno sempre avuto come paziente ideale il
soggetto obeso o in forte sovrappeso associato a patologie metaboliche.
La dieta di tipo proteico, da noi denominata Dieta Oloproteica,
elaborata ed utilizzata presso il nostro Centro si dimostrata particolarmente efficace anche nelle adiposit localizzate, in particolare
in quelle di tipo peritrocanterico che non ottengono risposte soddisfacenti con le diete ipocaloriche tradizionali. Trattasi delle numerose pazienti, spesso con BMI nella norma, che accentuano con
tali diete lo squilibrio della silhouette dimagrendo in particolare
nei settori superiori del corpo (viso, seno). Abbiamo trattato negli
ultimi venti anni migliaia di tali pazienti con la Dieta Oloproteica
ottenendo notevoli risultati relativamente al rimodellamento della
silhouette.
I fondamenti teorici della Dieta Oloproteica sono gli studi del
Prof. Blackburn della Harvard University che, studiando i fenomeni metabolici che si presentano durante il digiuno, ha determinato
con precisione i bisogni proteici dellorganismo e ha dimostrato
che una privazione calorica (cio unassenza completa di carboidrati) pu neutralizzare leffetto anabolico dellinsulina sul metabolismo dei grassi, cio in altre parole laccumulo di adipe.
Nel corso di questi studi Blackburn ha calcolato con precisione la
quantit di proteine da assumere durante il digiuno per proteggere
la massa magra ed arrivato alla conclusione che essa debba oscillare da 1,2g a 1,5g per chilo di peso ideale (considerando che il
fabbisogno normale giornaliero di 1g).
Blackburn ha dimostrato dunque che possibile raggiungere risultati importanti senza gli eccessi di proteine caratteristici delle
diete iperproteiche (esempio la Dieta Dukan) ed nata cos la dieta proteica di Blackburn caratterizzata dallequilibrio azotato, dalla
protezione della massa magra e dalla assenza di fame grazie allo
stato di chetosi che laccompagna.
Partendo dagli studi di Blackburn stata ideata e successivamente
perfezionata all inizio degli anni 90 la Dieta Oloproteica, caratte-

rizzata dai seguenti elementi innovativi:


1) utilizzo di aminoacidi stimolanti la sintesi del GH e di sieroproteine purificate con un apporto pari a 1,4g per chilo di peso ideale
in entrambi i sessi
2) una quota di glucidi oscillante tra i 10g e 20 g al giorno (sono i
glucidi presenti nelle verdure) ed una quota di lipidi pari a 10g al
giorno (2 cucchiaini di olio extravergine di oliva)
3) assunzione delle quote proteiche per il 50% con specifici integratori e per laltro 50% con alimenti selezionati
4) durata di 21 giorni al fine di ottenere una efficacia terapeutica
senza effetti collaterali
5) integrazione con minerali alcalinizzanti per modulare lacidosi
metabolica e le sue conseguenze cliniche determinate dalla produzione di sostanze acide quali i corpi chetonici
6) integrazione precisa di minerali (in particolare potassio, magnesio e calcio) che vengono significativamente perduti durante il
processo chetogenetico
7) supplementazione secondo un preciso protocollo di oligoelementi, vitamine, FOS, omega 3, fitoterapici ad azione drenante
ed uricosurica, epatoprotettiva e modulante lipertono simpatico
determinato frequentemente da tali tipologie dietetiche
8) inserimento della Dieta Oloproteica in un metodo dimagrante che prevede oltre la Dieta Oloproteica anche lutilizzo di diete
ipocaloriche che si ispirano alla dieta mediterranea al fine di migliorare e stabilizzare il dimagrimento ed attuare un programma di
rieducazione alimentare.
La Dieta Oloproteica stata da noi denominata liposuzione alimentare perch il suo effetto significativo sulle adiposit localizzate, ovvero su quelle zone del corpo, maschile e femminile, dove
il tessuto adiposo presenta un metabolismo diverso rispetto alle
altre parti dellorganismo. Il tessuto adiposo ha un metabolismo
molto attivo che costituito da due sistemi enzimatici: quello della
liposintesi che favorisce laccumulo di grasso e quello della lipolisi che favorisce lo scioglimento della massa grassa. Questi sistemi
13

enzimatici, nelle zone di adiposit localizzata, vengono attivati dagli ormoni. Linsulina ed il cortisolo attivano la liposintesi a livello
addominale. Nella donna, agisce anche linfluenza degli ormoni
femminili (estrogeni), che stimolano laccumulo di grasso a livello
peritrocanterico creando in tal modo una riserva energetica utile
per fornire acidi grassi durante la lattazione.
Le zone pi interessate a questo accumulo sono dunque i fianchi. Un approccio dietetico classico inefficace nei confronti delle
adiposit localizzate. Nel 1997 due studiosi, T.M. Loftus e M.D.
Lane, hanno dimostrato che, sul piano genetico, linsulina e gli
estrogeni agiscono stimolando il PPAR gamma, con conseguente
attivit adipogenetica ed antilipolitica e nello stesso tempo hanno
evidenziato il ruolo del GH che agisce sullo stesso recettore inibendo ladipogenesi ed attivando la lipolisi. La conseguenza di queste
scoperte che una dieta capace di ridurre i tassi circolanti di insulina e di aumentare i tassi nel sangue di GH in grado di ridurre le
adiposit localizzate, rimodellando la silhouette ed agendo quindi
come una liposuzione alimentare (foto 1).

Le pazienti con adiposit peritrocanteriche soffrono in genere di


Sindrome Premestruale. Nella nostra casistica oltre il 90% di tali
pazienti riferisce una sintomatologia nel periodo premestruale caratterizzata da uno o pi dei seguenti sintomi: aumento di peso,
ritenzione idrica, aumento della fame, irritabilit, tensione mammaria, gonfiore addominale, pesantezza delle gambe. Tali sintomi
sono in genere legati ad una maggiore sensibilit agli estrogeni ed in
genere diminuiscono o scompaiono dopo uno o due cicli di Dieta Oloproteica, probabilmente per leffetto contrastante lattivit
estrogenica da parte del GH. In tali pazienti inoltre si verificano
costantemente alterazioni di vario grado del macro e microcircolo
con sintomatologia caratterizzata da edemi, pesantezza, torpore,
dolore, crampi, parestesie, prurito, discromie, peggioramento estivo. Tali sintomi sono in gran parte dovuti a modifiche posturali
determinate da alterazioni della posizione specifica delle componenti scheletriche (rachide, bacino, ginocchia, piedi), da modifica
della statica tonico-posturale e dalla asimmetrica distribuzione del
tessuto adiposo, con conseguente cattivo ritorno veno-linfatico.
La Dieta Oloproteica si dimostrata efficace nel modificare la postura e quindi nelle patologie del macro e microcircolo ed in alcuni casi ha determinato un miglioramento importante anche nei linfedemi (foto 2).
In conclusione la dieta oloproteica, se correttamente
attuata, efficace per combattere le adiposit localizzate, rimodellare la silhouette, migliorare il macro
e microcircolo, senza perdita di tono muscolare e
dellelasticit dei tessuti.

Foto 2: Paziente con linfedema trattato con 2 cicli di Dieta


Oloproteica

Foto 1: Modifica della silhouette in paziente trattata con un ciclo di Dieta Oloproteica ed un ciclo
di Dieta Dissociata Integrata

14

Bibliografia
Bravata DM, Sanders L, Huang J, Krumholz HM, Olkin I, Gardner
CD, Bravata DM. Efficacy and safety of low-carbohydrate diets: a systematic review. JAMA 2003; 289: 18371849.
Blackburn GL Benecfits of weight loss in the treatment of obesity Am J
Clin Nutr. 1999 Mar., 69 (3):347-9.
Blackburn GL More on the obesity problem. N Engl J Med. 1998 Jun
4, 338(23); 1702.
McDonald L - The ketogenic diet: a complete guide for the dieter and
practitioner. Volk editor, 2000; 71-84.
T.M.Loftus M.D. Lane - Modulating the transcriptional control of
adipogenesis - Current Opinion in Genetics & Development (1997)

Metodo dimagrante

Il nuovo metodo dimagrante


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La gestione terapeutica olistica


della P.E.F.S.:
nuove frontiere dalla tradizione, uno studio sperimentale
Dr. Gennaro Crispo
Specialista in Medicina dello Sport, medico estetico, docente in Medicina Tradizionale Cinese presso Master post-laurea allUniversit Partenope di Napoli.
Abstract: LAutore prende in esame gli effetti della medicina tradizionale cinese sul trattamento della P.E.F.S.: per un trattamento pi efficace
consigliato lutilizzo locale di presidi, che vanno ad agire in sinergia con lassunzione dei classici integratori. E riportato uno studio sperimentale
di cinque casi: lesito di questa prima sperimentazione risulta positivo.
Abstract: The author examines the effects of traditional Chinese medicine on the treatment of P.E.F.S.: for a more effective treatment is recommended to
use local devices, which act in synergy with the assumption of classical food supplements. It is reported an experimental study of five cases: the results of
this first experiment is positive.
Parole chiave: medicina energetica cinese, patches, meridiani

In un approccio olistico, spesso a torto ritenuto solo di tipo naturale, trova posto la preziosa integrazione con la medicina cinese
che ha saputo inquadrare, con presupposti differenti, problematiche di difficile classificazione nella sistematizzazione occidentale.
La cellulite o Panniculopatia edemato-fibrosclerotica nella sua etiologia morfo-istochimica si presenta, secondo gli studi di S.B. Curri
condotti negli anni 80, come unalterazione del derma con successivo danno dellipoderma da cui esitava il pi evidente insulto
estetico.
Il termine di panniculopatia edemato-fibro-sclerotica (PEFS)
esprime il destino finale della patologia, caratterizzato dalla sclerosi
diffusa e la formazione delle modularit sottocutanee.
Letiologia squisitamente circolatoria della cellulite si adduce allalterata permeabilit venulo-capillare e alla ridotta velocit di flusso
sanguigno a livello distrettuale.
Al quadro circolatorio consegue quindi la risposta connettivale, di
aumento della fibrillogenesi.
In una cascata degli eventi patologici possiamo quindi riassumere
quanto segue: dal primigenio impatto degli estrogeni sullendotelio
vasale nasce unalterazione micro circolatoria causa della fibrosclerosi, ad essa si associa una diseguale risposta dei tralci connettivali
interlobulari, indipendente dal grado di sovrappeso; tale accezione
va ampiamente sottolineata, perch il nocciolo confusionale insito nella donna affetta dalla problematica, ma anche in operatori
impreparati, spinge a dimagrimenti insensati, privi di adeguato
substrato terapeutico consono al misconosciuto danno vascolare.
La medicina energetica cinese riteneva gi alcuni millenni fa che
la materia e lenergia fossero strettamente connesse tra loro. Lenergia conosciuta anche con il termine Qi scorre incessantemente
attraverso una fitta rete di canali presenti a vari livelli di profondit
a partire dal piano cutaneo, fino a quello muscolare, i meridiani
pi frequentemente per utilizzati in terapia sono quelli principali,
sono 12, rappresentati sia sullemicorpo di destra che di sinistra.
16

Keywords: Chinese medicine, energy, patches, meridians

La cosiddetta cellulite presenta una localizzazione elettiva nella regione trocanterica e supero-laterale delle cosce, proprio su queste
zone possibile evidenziare un reticolo di punti e meridiani utili
alla cura della P.E.F.S..
La sensibilit degli antichi medici cinesi li port ad intuire i particolari rapporti tra energia immateriale ed il sangue, parte materiale
dellenergia che nutre il Qi e da esso viene mobilizzato.
Possiamo quindi immaginare che al mancare di una adeguata forza
motrice energetica nei canali corrisponder un ristagno del sangue (inteso soprattutto come parte energetica materiale). Questo
fenomeno pu essere particolarmente evidente nella donna, naturalmente dominata dallo Yin (polarit energetica corrispondente allacqua), quando presenta lungo i canali degli arti inferiori la
problematica della cellulite, che potremo quindi interpretare come
con il frutto, nel passare del tempo, del rallentato progredire del
Qi responsabile dellaccumulo di piccole masse con ristagno dei
liquidi (acqua Yin).
In concomitanza del suddetto processo, anche la lenta decadenza
di un altro importante tipo di Qi, detto ancestrale, referente del
corretto sviluppo fisico e della sua struttura, secondo un disegno
tracciato gi dal nostro concepimento causa del cambiamento del
nostro tono muscolare e cutaneo, massimo nel periodo giovanile
quando lenergia ancestrale ancora abbondante, destinato a calare
progressivamente con lavanzare dellet.
Quindi potremo prolungare quanto ci stato regalato dai nostri
genitori solo seguendo scrupolosamente i canoni di una sana igiene di vita: buona alimentazione, attivit fisica adeguata e soprattutto moderazione nellassunzione di alcolici ed altri tossici che
sicuramente andranno ad anticipare il fisiologico calo dellenergia
ancestrale.
Un particolare effetto della cattiva circolazione energetica laccumulo dei cosiddetti Tan o catarri, ristagni energeticamente freddi,
statici causa delle adiposit localizzate.

La presenza dei suddetti accumuli soprattutto sulla regione laterale


del gluteo e della coscia, ci indicano essenzialmente che il rallentamento energetico avviene soprattutto lungo i Meridiani di Vescica
Biliare e di Vescica Urinaria e che la loro stimolazione insieme a
quella della Milza Pancreas, per le sue azioni di tonificazione dello
Yin, riattivazione della circolazione del sangue e nella dispersione
dellumidit indispensabile per risolvere gli inestetismi degli arti
inferiori.
Per la pi efficace gestione quindi della cellulite possiamo accoppiare lutilizzo locale di presidi che secondo lenergetica cinese
stappino i bacini ostruiti.
Da queste considerazioni abbiamo quindi intrapreso uno studio su
un gruppo di donne affette da adiposit localizzate, alle quali stato prescritto un protocollo standard con una miscela vasculotropa
in estratto secco: Pefsystem Forte, Pefsystem Drena (un drenante
gemmo-terapico) e consigliata lapplicazione durante il riposo notturno di 4 Patches medicati che contenevano:
Fucus: in grado di ridurre gli accumuli adiposi e migliorare la
microcircolazione
Caffeina: propriet lipolitica e di stimolazione della microcircolazione cutanea
Carnitina: agisce sul metabolismo dei grassi convertendo i grassi
in energia
Ippocastano: lescina ad azione antiedematosa ed antinfiammatoria
Ginkgo: antico rimedio indispensabile nelle turbe circolatorie.
Sono stati designati quattro punti di applicazione dei dispositivi:
1) il 31 del meridiano della Vescica biliare che si pu facilmente reperire mettendosi in piedi sullattenti, braccia tese lungo il corpo,
dove finisce la punta del medio
2) il 6 del Meridiano detto della Milza Pancreas che si trova a quattro dita dal malleolo interno, protuberanza ossea subito al di sopra del piede nel lato interno della gamba
3) il 30 della vescica Biliare allaltezza del collo femorale
4) il 3 del Meridiano del Rene nella fossetta tra il malleolo interno
ed il tendine di Achille (bordo esterno del piede).

Nel concludere questo articolo possiamo tracciare un bilancio positivo di questa prima sperimentazione, che ha visto coniugare un
consolidato protocollo fitoterapico assunto di giorno alla stimolazione notturna dei canali energetici con presidi locali, secondo le
regole dellantica medicina cinese in ossequio ad un antico proverbio che recita: Sui cardini di una porta non si forma la ruggine,
intendendo che dove c stasi, c un ristagno da combattere

31

6
3

30

Fucus

Caffeina

Gli schemi da applicare a sere alterne sono stati due :


a. 30 Vescica Biliare e 6 Milza Pancreas
b. 31 Vescica Biliare e 3 Rene.
I Patches venivano applicati la sera e rimossi al mattino per 40
giorni.
Sono stati osservati al momento cinque casi documentati fotograficamente e con misurazione di tre diametri su entrambi gli arti
inferiori: alla radice dellarto, in corrispondenza del trocantere femorale ed a livello rotuleo.
Conclusioni
Da questo primo studio sperimentale (cinque casi) le pazienti
hanno tutte riferito una riacquistata sensazione di leggerezza delle
gambe, aumentata diuresi, una riduzione media variabile da tre a
sei centimetri a carico del diametro trocanterico.
Allispezione la cute dei distretti interessati apparsa pi rosea, con
attenuazione e, in alcuni casi, scomparsa delleffetto marmorizzato
con ridotta presenza della livedo, classica colorazione marezzata
della pelle, spesso associata alla cellulite.
Al termo-tatto risulta ridotta la sensazione di cute fredda, rivitalizzata dalla minore stasi energetica.

Carnitina

Ippocastano

Ginkgo
17

PROGRAMMAURTO

PEFSystem
Day Night
azione24h

Il cofanetto contiene:
2 confezioni PEFSystem DRENA Fluido - 250 ml
1 confezione PEFSystem FORTE Compresse - 80 cpr
1 confezione PEFSystem PAtch - 160 Patches

40 giorni
di trattamento

Osteoporosi... cosa fare?


Dott.ssa Giovanna Perrone (*) Dott. ssa Barbara Ostan (**)
(*)Medico chirurgo, Specialista in Scienza dellalimentazione, Esperto in Medicina naturale, Esperto in Omeopatia, Omotossicologia e Medicine Integrate
(**)Medico chirurgo, Esperto e consulente in Medicina ad Indirizzo estetico, Esperto in Omeopatia, Omotossicologia e Discipline Integrate
Abstract: Losteoporosi una malattia in netto aumento nel nostro paese ed anche nel resto del mondo. In Italia la prevenzione primaria di
questa malattia non ancora molto sviluppata; quindi di fondamentale importanza una corretta alimentazione ed un corretto apporto di
acqua (ricca di calcio biodisponibile) associata ad una costante, ma non eccessiva, attivit sportiva. Calcio, vitamina D3 e vitamina K1 sono state
tra le prime sostane ad essere utilizzate per la prevenzione ed il trattamento dellosteoporosi, e ancora oggi sono tra quelle pi comunemente
impiegate.
Abstract: Osteoporosis is a disease which is highly increasing throw-out the population in our country and in the rest of the world. In Italy, the primary
prevention of this disease is still not adequately developed, so it is of fundamental importance a proper nutrition and a correct water intake (rich in
bioavailable calcium) associated with a constant, but not excessive, sport activity. Calcium, vitamin D3 and vitamin K1 have been among the first
substances to be used for the prevention and treatment of osteoporosis, and are so far among those most commonly used.
Parole chiave: calcio, fosforo, vitamina D, osteoporosi

Losteoporosi (letteralmente osso poroso) una malattia caratterizzata dalla progressiva riduzione della densit delle ossa e
dallassottigliamento delle ossa stesse al di sotto del limite necessario per lo svolgimento della funzione di sostegno da queste
esercitata.
Per definire meglio la malattia e il relativo rischio di frattura
rispetto a quadri clinici di limitata perdita di massa ossea (osteopenia), che possono verificarsi in condizioni fisiologiche quali
la menopausa e la vecchiaia, lOrganizzazione mondiale della
sanit (OMS) ha indicato per il sesso femminile una classificazione (o un punteggio) definito T score, dei valori di massa ossea ottenuti mediante lesecuzione della densitometria (lesame
pi utilizzato per valutare la densit della massa ossea).
Rispetto al valore medio della massa ossea che viene raggiunto
dalla popolazione sana alla maturit, ossia intorno ai 30 anni,
si identificano quattro quadri clinici distinti: normale, osteopenia, osteoporosi potenzialmente a rischio di fratture per piccoli
traumi, osteoporosi conclamata.
Parlando di osteoporosi, generalmente ci si riferisce a quella
che insorge dopo la menopausa e a quella senile. In particolare,
nellosteoporosi la riduzione di massa ossea si accompagna ad
unanomala mineralizzazione del tessuto osseo superstite, cio
ad alcune anomalie del processo attraverso il quale i minerali
come calcio e fosforo si depositano allinterno del tessuto osseo.
Questo comporta un deterioramento della sua architettura che
ne determina un aumento della fragilit e, di conseguenza, un
aumento del rischio di fratture in seguito a traumi anche di
minima entit.
In questo momento storico ci troviamo di fronte ad un allungamento della vita dellindividuo; quindi inevitabile che losteoporosi diventer in pochi decenni una delle prime voci di
spesa di assistenza sociosanitaria: si parla di 5 milioni di persone
di cui 4 milioni donne.
A differenza delle altre parti del mondo, in Italia spendiamo
ancora pochi soldi per la prevenzione primaria (ovvero curare il

Keywords: calcium, phosphorus, vitamin D, osteoporosis

paziente prima che avvenga la frattura), non si ancora validata


la Carta di Rischio dellOMS (Organizzazione Mondiale della
Sanit) riferita allosteoporosi e soprattutto non viene riconosciuta come malattia sociale.
E proprio il rischio di frattura il problema principale correlato allosteoporosi. Le ossa maggiormente interessate sono il
femore e la vertebra. Le fratture sono un fenomeno in netto
aumento nel nostro paese; se guardiamo fuori dallItalia si calcola che allanno si verificano circa 700 mila nuovi casi di crolli
vertebrali osteoporotici negli USA e 550 mila in Europa.
Cosa fare?
Come prima cosa bisogna fare una corretta valutazione del rischio di frattura del singolo paziente; ovvero vanno valutati la
densit ossea, let, la familiarit, la storia personale di fratture,
la massa corporea, lo stile di vita, luso di farmaci che possono
indurre osteoporosi (es. cortisone ad alte dosi).
Sulla base di queste conoscenze sono stati proposti modelli matematici per stimare il rischio individuale di incorrere in una
frattura in un determinato periodo di tempo (modello di rischio promosso dallOrganizzazione Mondiale della Sanit); il
limite di tali modelli che i loro parametri di riferimento si
basano su dati raccolti nel nord Europa. Per una valutazione
terapeutica, possiamo dire che per il momento rimane utile e
corretta la valutazione dei fattori di rischio + MOC (T-score) +
et del paziente.
Terapia farmacologica
calcio + vitamina D3 + vitamina K1: sono stati questi i primi
farmaci utilizzati nella prevenzione e nel trattamento dellosteoporosi, e ancora oggi sono tra quelli pi comunemente utilizzati. Recentemente sono state pubblicate alcune meta-analisi che
affermano nuovamente lutilit di calcio e vitamina D3 nella
prevenzione delle fratture da fragilit ossea (6% per le fratture
del femore e 13% per quelle vertebrali); inoltre hanno evidenziato un loro ruolo nella riduzione complessiva della mortalit.
19

Da queste analisi emerge che la quantit di calcio necessaria per


ottenere risultati significativi sia di 1200 mg/die e il dosaggio di
vitamina D3 sia di 800 U/I/die. Purtroppo da tali studi emerge
anche levidenza che lassunzione di calcio possa associarsi ad
un aumentato rischio di infarto del miocardio (IMA), problemi coronarici e ictus.
Come spesso accade la verit potrebbe essere nel mezzo . . Forse
lintegrazione di un eccessivo quantitativo di calcio, senza vitamina D3, potrebbe creare qualche effetto collaterale di troppo.
E certo invece che i farmaci a nostra disposizione sono utili e
spesso, quasi sempre, necessari per poter evitare o ridurre al minimo nel paziente con osteoporosi il rischio di fratture; rimane
di fondamentale importanza una corretta alimentazione ed un
corretto apporto di acqua (ricca di calcio biodisponibile) associata ad una costante anche se non eccessiva attivit sportiva.

20

Et
1-10
11-24
25-50
51-80

Calcio mg/die
800
1200
1000
1500

Et
1-6
fino 50
51-70
>71

Vit. D U/l die


200 (5mcg)
200
400
600

>80

1200

Gravidanza
Allattamento

200

Assunzione minima
550mg/die

Assunzione minima
400-600 U/l/die

Ca consigliato/die
1200-1500 mg

Vit.D consigliata/die
700-800 U/l

La vitamina D viene sintetizzata dal nostro organismo per azione


della luce solare. Di solito lesposizione al sole normalmente sufficiente affinch vi sia unadeguata produzione interna di vitamina
D, ma se la produzione endogena dovesse risultare insufficiente
possibile assumerla attraverso alcuni alimenti come latte, uova, formaggio, burro, olio di fegato di merluzzo, anche i cosiddetti pesci
grassi come aringhe e salmone ne sono ricchi; questa vitamina svolge unimportante funzione poich stimola lassorbimento a livello
intestinale del calcio e del fosforo, favorendo la mineralizzazione
della matrice ossea.
impossibile elencare tutti gli studi fatti sulla vitamina D, ma
volendone riassumere le risultanze quello che emerge che una
sua carenza aumenta il rischio di rachitismo nei bambini, di osteoporosi negli adulti, cos come una maggior incidenza di tumori,
infarto, diabete, ictus, Alzheimer e forme gravi di asma o di sclerosi

multipla. Uno studio nello Utah ha coinvolto pi di 27 mila ultracinquantenni che non avevano mai avuto patologie cardiache, ha
dimostrato che una carenza di vitamina D raddoppia il rischio di
scompenso cardiaco. Anche il rischio di ictus o di malattie coronariche legato ai livelli di questa vitamina.
Concludendo, ricordiamo che losteoporosi una malattia che affligge milioni di persone.
Nella prevenzione di questa patologia lalimentazione svolge un
ruolo fondamentale insieme anche ad unadeguata attivit fisica,
allabolizione del fumo e alla riduzione degli alcolici.
La raccomandazione quella di garantire lassunzione di adeguate
quantit di calcio, nonch di vitamina D3 che aiuta ad assorbire
questo minerale, e di vitamina K1 che ne permette il fissaggio.

Integratore alimentare

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la tua flessibilit

Mimulus guttatus (Mimolo)


Florit 20
Maurizio Di Leo
Erborista, ricercatore e fondatore del Laboratorio Erboristico Di Leo nel 1981, conduce vari corsi di aggiornamento per erboristi e farmacisti. Relatore a diversi congressi nazionali ed internazionali nel campo della
Fitoterapia, scrive libri ed articoli su varie riviste. Ha portato per primo i Fiori di Bach in Italia, allinizio degli anni 80.
Abstract: Mimulus guttatus, Mimolo, una pianta della famiglia delle Scrofulariacee, alta circa 30 cm, che cresce vicino ai corsi dacqua e luoghi umidi.
I suoi fiori sbocciano in estate e sono gialli con piccole macchie rosse. Mimulus ottenuto con il metodo dellinfusione solare.
Abstract: Mimulus guttatus, Mimolo, is a plant of the family Scrophulariaceae, about 30 cm high, which grows near rivers and damp places.
Its flowers bloom in summer and are yellow with small red spots. Mimulus is obtained with the method of the solar infusion.
Parole chiave: paure specifiche, timore del mondo, timidezza

Mimulus, assieme a Impatiens, tra i primi rimedi scoperti dal dott.


Edward Bach. Gi sotto il profilo botanico, Mimulus indica la sua
personalit estremamente sensibile; infatti, quando un insetto si posa
sul suo stigma, i lobi del fiore si chiudono di scatto.
Mimulus rappresenta la paura e il coraggio; il timore delle cose della
vita e la fiducia in esse.
E il rimedio per coloro che hanno paura di tutta una serie di situazioni concrete che la vita presenta, perch non hanno il coraggio e la
fiducia per affrontare le diverse situazioni come le malattie, il dolore,
la solitudine, la povert, ma anche lessere morsicati da un cane, prendere laereo, andare dal dentista.
Spesso sono cos sensibili al pericolo che, grazie anche a una fervida
immaginazione, lo anticipano e lo ingigantiscono.
Sono soggetti molto riservati e timidi che vivono le loro paure quotidiane senza parlarne spontaneamente; solo se sollecitati con domande
dirette si lasciano andare e fanno uscire allo scoperto la loro miriade
di paure.
La loro timidezza in certi casi paralizzante: per esempio quando devono parlare in pubblico.
Sono spesso infastiditi dai rumori, suoni frastornanti, luci abbaglianti,
odori acri e sbalzi di temperatura.
Talvolta analizzando le paure del soggetto Mimulus si pu vedere
come questo individuo proietti la propria attenzione sulle paure esterne che non sono altro che la proiezione di una realt dentro di lui: per
esempio laggressivit che viene proiettata allesterno con la paura di
essere morsi da un cane; lo stato di intolleranza e impazienza con la
paura di essere chiusi in ascensore.
Fisicamente spesso appaiono pallidi, con occhi spenti, arrossiscono
facilmente, possono soffrire di sinusite, temono il freddo e in alcuni
casi sono balbuzienti.
Il soggetto Mimulus ha difficolt a integrarsi perch d per certo la
disapprovazione e il giudizio negativo degli altri. Si considera inadeguato, incapace, inferiore agli altri e in questo molto solidale con
latteggiamento di Larch per cui spesso i due rimedi sono consigliati
insieme.
Mimulus anticipa il rifiuto perch ha paura dellumiliazione. Di conseguenza cerca di evitare le situazioni rischiando cos di isolarsi. Per
questo motivo, rinuncia a promozioni, a impieghi di un certo livello,
e anche a relazioni amorose cos da non dover affrontare le varie difficolt che possono presentarsi. Se le scuse che adduce per sottrarsi a
queste situazioni non dovessero essere sufficienti, mette avanti tutta
una serie di malesseri fisici che lo fanno apparire cos malato da non
essere in grado di affrontare determinati impegni.
A livello fisico spesso Mimulus manifesta ansia generalizzata, attacchi
di panico, depressione, asma, psoriasi.
I bambini Mimulus sono spesso attaccati alle gonne delle mamme;
sono nervosi, inquieti e si spaventano nel dover affrontare situazioni
22

Keywords: specific fears, fear of the world, shyness

e ambienti nuovi. Hanno difficolt ad affrontare una conversazione


con gli adulti per cui spesso non rispondono, nemmeno se interrogati.
Fanno fatica a relazionarsi anche con i coetanei sia alle feste che nei
giochi di squadra.
Cercano di evitare le competizioni, il parlare davanti a tutta la classe;
anche le interrogazioni sono un problema perch spesso si trovano ad
affrontarle con un filo di voce.
Arrossiscono facilmente, hanno le mani sudate, si agitano, balbettano
e manifestano tic nervosi, mal di stomaco e mal di pancia spesso di
origine emotiva.
Hanno paure concrete del dottore, dei cani, degli insetti, o paura di
dormire da soli, o del primo giorno di scuola.
E un rimedio utile anche per gli adolescenti che si sentono impacciati, insicuri e anche un po imbranati.
Nello stato positivo aiuta ad avere fiducia nel mondo e coraggio nellagire. Il coraggio la manifestazione esteriore della fiducia. Solo chi ha
paura pu essere coraggioso perch la paura e il coraggio sono i due
aspetti dello stesso Archetipo.
Se il soggetto Mimulus riesce a rompere il muro della paura in grado
di affrontare qualunque situazione.
Mimulus aiuta a dissolvere le paure che hanno un nome.
STATO NEGATIVO

STATO POSITIVO

Aggressivit

Buonumore

Agorafobia

Calma gioiosa

Ansia anticipatoria

Comprensione

Asma

Coraggio

Balbuzie

Fiducia in se

Claustrofobia

Serenit

Colon irritabile

Sicurezza

Eiaculazione precoce

Tranquillit

Fobie
Incontinenza urinaria
Ipocondria
Ipersensibilit
Ipersensibilit al freddo
Loquacit per nervosismo
Panico
Paura
Paura dellaereo
Paura degli animali
Sudorazione nervosa
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Florit una linea completa di fiori
di Bach prodotti secondo il metodo
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Le essenze naturali sono preparate
a partire da fiori freschi spontanei
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Lacqua utilizzata proviene dalle zone
di raccolta dei fiori cos da garantire il
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la miscela Soccorso (Rescue) e la
formulazione Esami pronta alluso.

Protetti dalle malattie con la Dieta


Mediterranea? E la crisi?
Dott. Luigi Maselli
Ricercatore in neuroscienze. Master internazionale in nutrizione. Centro Medico Polispecialistico VISMED (Bari)
Abstract: Lautore prende in esame uno studio condotto da una equipe del Columbia University Medical Center: si visto che la dieta mediterranea (assunzione di cereali integrali, frutta e verdura fresca di stagione, pesce selvatico, quindi alimenti autoctoni, naturali e rispettosi del ciclo
delle stagioni) in grado di fornire allorganismo sostanze nutritive importanti, utili per favorire le fisiologiche difese immunitarie, e quindi
ridurre lincidenza delle malattie, tra cui il temutissimo morbo di Alzheimer. I soggetti che hanno seguito il regime alimentare mediterraneo
hanno riscontrato una riduzione del rischio della comparsa della malattia intorno al 40%.
Abstract: The author examines a study conducted by a team of the Columbia University Medical Center: they have evidenced that the mediterranean
diet (the intake of whole wheat grains, fresh fruits and seasonal vegetables, wild fish, and local foods, naturals and that respect the cycle of the seasons) is
able to provide important nutrients for the body , useful in stimulating the physiological immune defenses, and then reducing the incidence of diseases,
including the Alzheimers disease. The people that followed the mediterranean diet have reported a reduction in the risk of developing the disease by
about 40%.

24

Parole chiave: dieta mediterranea, morbo di Alzheimer, vitamine B

Keywords: mediterranean diet, Alzheimers disease, vitamins B

Da tempo immemorabile i professionisti della salute pi attenti (Ippocrate di Kos, 400 a.C) ribadiscono limportanza fondamentale
di una dieta equilibrata e dei sostanziali benefici che questa pu
apportare alla qualit della vita delle persone. Oggi nel terzo
millennio finalmente universalmente condiviso che una sana
e corretta alimentazione rappresenti il primo passo verso la
prevenzione di numerose patologie.
Ma in tempo di crisi occorre fare i conti con le risorse
economiche a disposizione anche nelle scelte alimentari
ed curioso osservare come, nonostante levidenza sopra citata, il nostro bel paese tenti di superare questo
austero momento storico andando contro-corrente
con salmonica testardaggine aumentando cos
il potenziale sovraccarico di clienti cronici del
SSN.
A tal proposito lOsservatorio Adi-Nestl ha
condotto una ricerca prendendo in esame
un campione di 1000 individui, rappresentativo della popolazione italiana per
et, sesso e posizione geografica. Sono
state analizzate le scelte alimentari dei
soggetti in tempi di crisi economica.
Lindagine una delle pi complete sullo stato della forma
fisica e sulle abitudini alimentari della popolazione. Il 64% degli italiani
fa la spesa alla ricerca
del prezzo pi basso,
spesso a scapito della
qualit del prodotto.
Quindi, sempre pi spesso, anche gli italiani stanno abbandonando
i classici menu salutari che caratterizzavano i paesi del mediterraneo
per passare a dei pasti veloci non sempre equilibrati o alimenti di

scarsa qualit poveri di nutrienti. Difatti si crede comunemente che


mangiare sano sia costoso. Nuove abitudini alimentari quindi, che
hanno portato ad un incremento esponenziale di casi di sovrappeso, obesit e a tutte le situazioni che ne conseguono (che tutti noi
oramai ben conosciamo), oltrech ad una maggior vulnerabilit dellorganismo che esposto cos ad un nutrito ventaglio
di malattie.
E proprio grazie a una dieta di tipo mediterraneo, caratterizzata da alimenti naturali come cereali integrali, frutta e
verdura fresca di stagione e pesce selvatico, che lorganismo assorbe delle sostanze nutritive molto importanti
in grado di fornirgli una massiccia barriera difensiva
e di ridurre cos lincidenza delle malattie tra cui
il temutissimo morbo di Alzheimer. In passato
uno studio epidemiologico francese, i cui risultati furono pubblicati sul British Medical
Journal, dimostr che il consumo regolare
(almeno una volta alla settimana) di pesce
e frutti di mare erano associati ad una
riduzione del rischio di ammalarsi di
Alzheimer e di altre forme di demenza. Un ulteriore interessante studio,
condotto da una equipe coordinata da Nikolaos Scarmeas del
Columbia University Medical
Center, ribadisce ancora una
volta limportanza di una
buona alimentazione e ha
dimostrato che le persone che seguono una
dieta mediterranea beneficiano di una riduzione della comparsa del morbo di Alzheimer
che pu arrivare fino al 40%.
Cosa ha di particolare questa nuova ricerca rispetto alle altre svolte
in passato, che avevano messo in relazione il morbo di Alzheimer e

la dieta mediterranea? Per la prima volta si osservato un gruppo di


pazienti in un arco temporale molto pi ampio e i ricercatori hanno
avuto la possibilit di raccogliere costantemente numerose informazioni pi accurate e precise rispetto ad altri studi.
Lo studio ha coinvolto 2.258 persone residenti a New York che non
presentavano alcun sintomo di demenza allinizio della ricerca. Tutti i
partecipanti sono stati seguiti per un periodo di 4 anni sia dal punto
di vista medico che neurologico; nellarco dello studio in 262 persone
si riscontrata la comparsa del morbo di Alzheimer. La conclusione
dei ricercatori stata che le persone che avevano un regime alimentare pi salutare e fedele alla dieta mediterranea presentavano una
diminuzione significativa del rischio della comparsa del morbo di
Alzheimer.
Per osservare meglio la relazione dieta/malattia i partecipanti allo studio sono stati divisi in gruppi secondo le abitudini alimentari: il livello
di attinenza fra abitudini e dieta mediterranea stato dato con un
punteggio che andava da zero a nove.
I soggetti che avevano evidenziato dei punteggi pi alti, corrispondenti a un regime alimentare pi fedele alla dieta mediterranea, hanno fatto riscontrare una riduzione del rischio della comparsa della
malattia intorno al 40%; anche i partecipanti con un punteggio intermedio hanno avuto dei benefici: in questo caso la riduzione del
rischio di ammalarsi di Alzheimer era intorno al 15-21%.
I benefici della dieta si sono rivelati indipendenti rispetto ad altri fattori come calorie del menu, et, presenza di altre malattie, ecc. Un
aspetto interessante la relazione fra abitudini alimentari e benefici
per la salute: si , infatti, riscontrato che pi ci si attiene ai piatti tipici
della dieta mediterranea pi si protetti contro lAlzheimer.
Dai dati emersi da un recente lavoro condotto su pazienti parkinsoniani in Ghana osserviamo che i nutrienti possono avere un ruolo
importante anche nella prevenzione delle complicanze secondarie di
tipo non motorio delle malattie neurodegenerative. Infatti, in Ghana
la dieta molto ricca in zuppe a base di fibra vegetale e pestati semisolidi realizzati con farine di cereali e tuberi. Lelevato apporto di
fibre derivante dallabbondante intake di scorie sembra avere un ruolo
preventivo sulla prevalenza della stipsi nei pazienti parkinsoniani ghanesi. Inoltre, il consumo di alimenti densi e semisolidi come i pestati
di farina aiuta a prevenire la disfagia per i solidi e le sue complicanze.
In generale, spesso nel trattamento dietetico dei soggetti con malattie
neurodegenerative necessario utilizzare integratori per os ipercalorici, in alcuni casi anche iperproteici ed arricchiti in vitamine, calcio, ferro e fibra. Sappiamo bene che uno dei problemi principali nei
pazienti affetti da morbo di Alzheimer la perdita della memoria.
Ricercatori di Oxford hanno scoperto che grosse dosi di vitamina B
ogni giorno, possono aiutare a dimezzare latrofizzazione del cervello
e in qualche caso bloccare la progressione verso lAlzheimer.
LAlzheimer una malattia, considerata priva di cure, di cui soffrono
circa 26 milioni di persone nel mondo. I ricercatori britannici hanno somministrato a 168 volontari affetti da indebolimento cognitivo
della memoria una pillola con forti dosi di vitamina B6, B12 e acido
folico (B9), e ad altri un placebo. Queste vitamine sono note per controllare i livelli di un aminoacido, lomocisteina, che ad alti livelli
legato ad un forte rischio di sviluppare lAlzheimer.
In realt, pi che una semplice pillola di vitamina B, il farmaco fornito alle cavie contiene circa 300 volte la dose giornaliera raccomandata di vitamina B12, 4 volte quella di acido folico e 15 volte quella
di B6. I risultati, pubblicati su Public Library of Science (PLoS) One,
dimostrano che in media il cervello di quanti hanno seguito il trattamento ipervitaminico si rimpicciolito dello 0,76% allanno, contro
l1,08% di coloro cui stato somministrato il placebo.

A questo punto occorre specificare che la dieta mediterranea da


considerarsi tale quando consapevole dellinterazione bio-cibernetica
tra luomo e il suo ambiente e quindi composta unicamente da alimenti autoctoni, integri, naturali e rispettosi del ciclo delle stagioni,
in altre parole gli unici a garantire un apporto nutritivo di altissima
qualit. Ma in tutto questo come si collocano pane, pasta, pizza e la
torta della mamma? Quando tutto ci prodotto con farina 00
ovvero estremamente raffinata, leggera, troppo a dire il vero: talmente priva di nutrienti e ricca di zuccheri da incidere notevolmente
sui livelli di glucosio nel sangue e questo pu portare a una maggiore incidenza di diabete mellito, problemi cardio-circolatori e, con il
tempo, a malattie croniche-degenerative; linsulinoresistenza, la sindrome metabolica e laterosclerosi stessa concorrono allinstaurarsi del
danno endoteliale che si pu osservare nelle patologie cerebrovascolari. Il primo effetto di una dieta troppo ricca di carboidrati raffinati
laumento di peso e la difficolt a restare in forma.
Appare arduo a questo punto pensare su quali principi scientifici si
basano le prescrizioni dietetiche rilasciate nei vari istituti di ricovero
a carattere scientifico, considerati poli di eccellenza in cui durante la
degenza, anche pre e post-operatoria, vengono somministrate ai pazienti cronici delle razioni alimentari da persona in buono stato di
salute, e che alle loro dimissioni sono totalmente omesse prescrizioni
o indicazioni alimentari. Forse in unepoca fatta di cateteri, frese e
interventi di microchirurgia laser la prevenzione primaria, in cui ben
si colloca lalimentazione, considerata una pratica retr o arte dei
poveri?
Ancora una volta resta al singolo individuo, forte del suo libero arbitrio, intraprendere la retta via guidato dallantica esperienza ben
descritta nel monito ippocratico fa che il cibo sia la tua medicina
e la medicina sia il tuo cibo, e imparare a fidarsi delle proprie sensazioni per ricercare il benessere affinch possa educare i propri figli
con maggior consapevolezza, anche individuando con essi un regime
alimentare sano. Ricordiamo che il futuro nelle mani dei figli e che
un bimbo sovrappeso sar quasi sicuramente un adulto obeso, poich difficilmente i chili accumulati durante linfanzia, per colpa della
sedentariet e di una dieta scorretta, riescono a essere smaltiti in et
adulta, se non a prezzo di diete dimagranti frustranti e punitive, e che
debbono scontrarsi inoltre con la rigidit di convinzioni consolidatesi
nel tempo, da cui si sfugge solo a patto di un profondo ed accurato
lavoro di crescita umana e personale.
Bibliografia
- Alexander Lowen, Il linguaggio del corpo, Feltrinelli, 1978
- M.Barichella, C.Pusani, E.Cassani, Nutrienti della dieta mediterranea e malattie neurologiche
- ADI MAGAZINE 4, 2011; 15 - www.adiitalia.com
- Carl Rogers, Psicoterapia di consultazione, Roma, Astrolabio, 1971 - e La terapia centrata
sul cliente, Firenze, Psycho
- R.Dilts, L.Bandler, J.DeLozier, R.Bandler, J.Grinder, Programmazione Neuro-Linguistica,
Astrolabio, 1982
- Esposito K, Effect of a mediterranean-style diet on endothelial dysfunction and markers of
vascular infiammation in the metabolic syndrome: a randomized trial, JAMA 2004 Sep22;
292(12):1490-2
- M.Giovannini, G.Banderali, E.Verduci, Strategie nutrizionali nellattualit italiana
- Scarmeas N., Levy G., Tang M., Manly J., Stern Y. Influence of leisure activity on the incidence of Alzheimers disease. Neurology 2001; 57: 2236-2242
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Alzheimers disease. Annals of Neurology 2006; 59: 912-921
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- Smith AD, Smith SM, de Jager CA, Whitbread P, Johnston C et al. (2010) HomocysteineLowering by B Vitamins Slows the Rate of Accelerated Brain Atrophy in Mild Cognitive
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the Mediterranean diet on health: an updated systematic review and meta-analysis. Am J Clin
Nutr. 92 (5): 1189-96
- Sofi F, Cesari F, Abbate R, Gensini GF, Casini A. Adherence to Mediterranean diet and health
status: meta-analysis. BMJ 2008;337:a1344
- P. Watzlavick, J.H.Beavin, D.D.Jackson, Pragmatica della comunicazione umana, Astrolabio, 1971

25

prevenire
meglio che curare

risaputo che attivit fisica ed equilibrata alimentazione


sono fondamentali per mantenere corpo e mente
efficienti.
Spesso per anche lalimentazione risulta carente
di importanti nutrienti come ad esempio le vitamine
del gruppo B, essenziali per il buon funzionamento di
cervello, nervi, muscoli e per il benessere degli annessi
cutanei e del metabolismo in generale.
Carenze di vitamine del gruppo B sono tra laltro
piuttosto frequenti nellet adulta.
ALZAID integra le vitamine del gruppo B (B6-B9-B12)
con una sola tavoletta al giorno.

Il metodo reset: tecnica di


semeiotica e diagnosi dinamica
Dott.ssa Linda Enrica Sacchetti
Laureata in Biologia presso Universit di Genova - Master in Nutrizione Clinica e Dietetica presso Universit di Siena. Tirocinio post laurea nei laboratori di
Microbiologia, Agroecologia ed Etnobiologia del Dipartimento di Biologia dellUniversit di Padova. Lavora come libero professionista nel settore della Scienza
dellAlimentazione, Igiene e Sicurezza degli Alimenti. Collabora con istituti scolastici e universit. Referente scientifico del Progetto Solanina Consorzio della
Quarantina. Affianca al lavoro sulla nutrizione unattivit di ricerca nel campo dellEtnobiologia e in particolare sulluso delle piante edibili, con diversi articoli
pubblicati su riviste internazionali.
Abstract: Il metodo reset un metodo diagnostico e terapeutico di alto livello ideato dallequipe medica del Centro Dulcamara in cui informazioni e differenti
tecniche specialistiche vengono ordinate in un protocollo generalista applicabile da qualsivoglia specializzazione medica e terapeutica con obiettivi adeguati. Il
basso impatto economico a fronte di unottimizzazione delle terapie unito al considerevole miglioramento generale e ritrovato equilibrio di salute, suggerisce il
suo impiego da parte degli operatori sanitari.
Abstract: The reset method is a high-level diagnostic and therapeutic method conceived by the medical center of Dulcamara, in which information and various specialized
techniques are sorted in a general protocol and relevant to any medical and therapeutic specialization with its suitable targets. This method is indicated for health care professionals due to the low economic impact with respect to an optimization of therapies and a combined significant general improvement and recovered health equilibrium.
Parole chiave: reset, primo livello, funzioni involontarie, omeostasi, salute, prevenzione, wellness, generalista, specialista, metodo Buteyko, nutraceutica, kinesiologia applicata, posturologia, microscopia campo scuro.
Keywords: reset, first level, involuntary functions, homeostasis, health, prevention, wellness, generalist, specialist, Buteyko method, nutraceutical, applied kinesiology, posture,
dark field microscopy.

Il metodo
Il metodo reset un metodo diagnostico e terapeutico di primo
livello che consente di individuare e correggere le modificazioni
delle funzioni involontarie principali: respirazione, alimentazione
e postura. Nello svolgimento di ogni funzione automatica sono
coinvolti e correlati tra loro diversi apparati con lobiettivo di mantenere invariata lomeostasi nelle diverse situazioni di stress.
Come affermano gli specialisti delle singole discipline da cui trae
contributi il metodo reset, modificazioni anche minime delle funzioni che lorganismo umano mette in atto per mantenere condizioni ottimali anche in situazioni di stress, rischiano, in determinate condizioni, di diventare costanti, reversibili autonomamente
nemmeno con terapie sintomatiche, tanto da poter influire negativamente sul funzionamento dellintero sistema e favorire lingresso
ad uno stato di malattia conclamato.
Alla base del metodo reset c la convinzione che sia fondamentale
lintegrazione fra le conoscenze delle diverse specializzazioni sia per
la valutazione diagnostica sia per la scelta della terapia, in sinergia
con unalimentazione attenta, una postura adeguata, una respirazione efficace.
Il metodo reset un sistema generalista il cui obiettivo quello di
evidenziare le alterazioni nelle funzioni inconsce dellorganismo e
di correggerle utilizzando tecniche e nozioni specifiche apprezzabili
ed utilizzabili nella pratica quotidiana:
a) per la funzione respiratoria si applicano test diagnostici ed esercizi del metodo Buteyko;
b) per la funzione digestiva si fa riferimento a nozioni consolidate
dallesperienza clinica ed ai pi recenti studi nel campo della nutraceutica;
c) per la funzione posturale vengono utilizzati test specifici di kinesiologia applicata e di posturologia clinica che permettono di
individuare le possibili correlazioni tra postura e sintomatologia
oggettiva;
d) la microscopia in campo scuro un valido supporto nella lettu-

ra dello stato generale in quei casi di difficile comprensione, in


quanto permette di monitorare lo stato di salute in tempo reale
anche in situazione preclinica, attraverso lanalisi morfologica
delle emazie.
Alla base del metodo reset c la convinzione maturata dallevidenza clinica di venti anni di attivit dellequipe del Centro Dulcamara e supportata dal confronto positivo con specialisti dei singoli
settori: soprattutto nel paziente affetto da una patologia cronica
risulta utile e spesso necessario valutare lefficienza delle funzioni
involontarie in toto e non solo di quelle collegate al quadro sintomatologico emergente, al fine di scegliere gerarchicamente come
resettarle, utilizzando di volta in volta un modello strategico suggerito dalla situazione attuale del paziente e dallesperienza clinica
del terapeuta.
Il metodo viene definito di primo livello in quanto non necessita di particolari conoscenze specialistiche e non sostitutivo delle
valutazioni semeiotiche e delle tecniche diagnostiche strumentali
convenzionali; inoltre ha il vantaggio e lobiettivo di permettere
in tempo relativamente breve di evidenziare i sintomi conseguenti
ad una funzionalit insufficiente e di correggerli operando un reset
della stessa. Nelle situazioni di patologie pi gravi, in cui questo
intervento non possa, per aspetti clinici e condizioni del paziente,
ottenere una stabilizzazione completa del quadro clinico, si otterr
comunque un miglioramento dellefficienza delle funzioni, favorendo cos il proseguimento verso una terapia adeguata di secondo
livello.
Un esempio tipico quello del paziente affetto da cefalea ricorrente, grande consumatore di analgesici e gastroprotettori, sottoposto
spesso a numerosi esami strumentali che non riescono a fornire
fino in fondo elementi utili alla terapia: in questa tipologia di paziente altrettanto spesso si possono ricercare con test muscolari kinesiologici, per esempio, deficit della funzione digestiva con marcata intolleranza ad uno o pi alimenti, e/o deficit della funzione
posturale causata da un precontatto dentale.
27

Il reset della funzione digestiva con una dieta adeguata priva degli
alimenti a cui il paziente intollerante, oltre al reset della funzione posturale, effettuato per esempio con un bite diagnostico ed il
successivo intervento specialistico, possono portare alla riduzione
o alla scomparsa della sintomatologia in tempi relativamente brevi,
con miglioramento dei parametri della funzione respiratoria spesso
alterati in queste situazioni di disarmonia posturale.
Il mantenimento della situazione di omeostasi pu essere facilmente raggiunto monitorando lefficienza delle funzioni con i vari test
consigliati nel metodo, che tra laltro hanno il vantaggio di essere
facilmente eseguibili e di basso impatto economico per il paziente.
Gli strumenti
Il reset della respirazione: il metodo Buteyko
Per raggiungere e mantenere uno stato di salute e wellness, ed
operare un buona opera di prevenzione, necessario che venga
mantenuta una giusta proporzione tra ossigeno ed anidride carbonica; un eccesso di respirazione causa un esaurimento delle
riserve di anidride carbonica, e livelli bassi di anidride carbonica
nellorganismo provocano delle contrazioni dei vasi sanguigni ed
una mancanza di ossigeno nei tessuti. Il dott. Buteyko, medico
russo che per primo si occupato di questo aspetto, ha raccolto e
collegato in un quadro logico ed unitario le varie informazioni sui
danni prodotti dalleccesso di respirazione (iperventilazione), che
provoca una perdita eccessiva di CO2. In mancanza di CO2 lossigeno non pu passare dal sangue ai tessuti (effetto Verigo-Bohr).
Lanidride carbonica (CO2) non soltanto un gas di scarto ma
indispensabile per molte funzioni nellorganismo umano; tra
laltro indispensabile per consentire il passaggio dellossigeno dal
sangue alle cellule dei tessuti; in assenza di CO2 questo passaggio non avviene (effetto Verigo- Bohr scoperto fin dal 1900). E
indispensabile quindi che nellorganismo vi sia la quantit giusta
di CO2. Una respirazione eccessiva, profonda e rapida, provoca,
con lespirazione, una perdita eccessiva di CO2, e questa perdita
provoca a sua volta degli scompensi nellorganismo. Alla perdita
eccessiva di anidride carbonica segue una serie di meccanismi difensivi con i quali lorganismo cerca di impedire che la perdita di
CO2 arrivi a livelli incompatibili con la vita. Questi meccanismi
difensivi sono erroneamente scambiati per malattie da combattere
e contro di essi, anzich sulla causa originaria dello squilibrio (e
cio la perdita eccessiva di CO2), viene concentrata la terapia. Gli
effetti delliperventilazione sono molto frequenti in quanto favorita
da stress, vita sedentaria e iperalimentazione.
Il dott. Buteyko ha successivamente ideato alcuni test per valutare
il livello diperventilazione ed una serie di esercizi per poterla correggere.
Nel metodo reset vengono utilizzati test diagnostici ed esercizi pi
importanti.
1) inspirazione
addominale
2) inspirazione
toracica
3) espirazione
toracica
4) espirazione
addominale

28

Il reset alimentare: le diete mirate, il regime oloproteico


Eccesso di alimentazione ed abitudini errate, lindustrializzazione
del cibo ed il suo inquinamento, sono ormai per tutti causa principale della perdita dello stato di salute: ormai accettato da tutti
che malattie cardiovascolari e tumori sono conseguenze di questi
fattori. Il funzionamento dellapparato digerente, ed in particolare
dellintestino tenue e del colon, acclarato essere fondamentale per
il raggiungimento ed il mantenimento dellequilibrio omeostatico.
Evidente espressione della correlazione tra alimentazione, apparato
digerente e resto dellorganismo sono le manifestazioni cliniche legate al fenomeno delle intolleranze alimentari; il reset dellapparato
digerente non pu che avvenire convincendo il paziente a seguire
regimi dietetici adeguati e suggeriti dalla valutazione semeiotica e
kinesiologica che tiene conto sia della sindrome da intolleranza alimentare che delle osservazioni cliniche e conseguenti suggerimenti. La dieta Kousmine, la dieta ipotossica, la dieta alcalinizzante, la
dieta oloproteica sono i regimi dietetici alimentari considerati utili
e suggeriti per un rapido ed efficace reset della funzione alimentare.
In particolare, la dieta oloproteica sembra il metodo alimentare pi
efficace nei casi in cui sia particolarmente evidente il livello dintossicazione, ed quella pi frequentemente utilizzata nel metodo
reset, qualora ne sussistano le condizioni, pur non trascurando i
benefici e le indicazioni degli altri sistemi nutrizionali.
La valutazione posturale
La posturologia, disciplina risultante dalla somma e dal contributo
di molte diverse discipline manuali e non, studia gli adattamenti
del corpo ai cambiamenti che avvengono nei diversi periodi della vita per migliorarli, sia per alleviare quadri patologici ed algici
in caso di disadattamento significativo, sia per incrementare una
prestazione fisica lavorativa o sportiva. Lesame della postura va
condotto utilizzando le correlazioni sistemiche funzionali dell organismo. Lesplorazione del sistema posturale globale un esercizio di intelligenza in cui possono sommarsi dati e osservazioni di
plurima provenienza (dallanamnesi, al ricorso ad ausili diagnostici
strumentali), oltre ovviamente al confronto con una norma posturale media. La legge della variabilit indispensabile, proveniente
dalla cibernetica, afferma che in qualsiasi sistema, sia esso umano
o costituito da macchine, a parit degli altri fattori, sar lindividuo
con la gamma pi ampia di reazioni a poter controllare il sistema;
in aderenza a questa legge lapproccio sistemico, integrato con una
o pi buone conoscenze specialistiche, sicuramente vincente: lo
spettro di valutazioni il pi ampio possibile e discende continuamente dallo specifico al generale e dal generale allo specifico invece
che soffermarsi solo ed unicamente su un singolo ambito specifico.
Non raro, anzi frequente, che chi abbia adeguate conoscenze
posturologiche osservando un sottosistema posturale corporeo,
capisca gi lo stato degli altri: ad esempio la valutazione dellappoggio plantare permette di ipotizzare come sia locclusione dentaria e
viceversa. Test di kinesiologia applicata aumentano notevolmente
le possibilit di diagnosi e correlazione sistemica nella valutazione
posturale.
Nel metodo reset vengono utilizzati i concetti principali della posturologia e le applicazioni kinesiologiche discriminanti per la diagnosi e leventuale reset.
La kinesiologia applicata
La kinesiologia applicata una disciplina diagnostico-terapeutica
che unifica le conoscenze e le applicazioni di diverse discipline e
tecniche corporee.
La scoperta della kinesiologia applicata si deve a George Goodheart il quale, per primo, ha messo in relazione i muscoli ed il loro

Postura per chi guida la moto

Postura generale: esempi

NO
SI

SI
SI

NO

NO

funzionamento con gli organi interni. I primi studi risalgono agli


anni 60; da allora la tecnica stata affinata e modificata sino ad
arrivare allattuale che consiste in un test neuromuscolare che, sulla
base della contrazione/rilasciamento dei muscoli, valutati seguendo una specifica metodica, permette di saggiare alcune funzioni
dellorganismo.
E comunemente riconosciuto che lo stato di salute viene mantenuto per effetto dellequilibrio di tre fattori:
1. la STRUTTURA (anatomia)
2. la BIOCHIMICA (fisiologia)
3. la PSICHE e la SEMEIOTICA NEUROLOGICA.
Unalterazione di uno dei tre fattori causa la malattia. La kinesiologia applicata si occupa prevalentemente del primo fattore, ossia
della struttura, che influenza e viene influenzata sistemicamente
dagli altri due. Ad esempio, stress psichici possono causare una rigidit muscolare a livello cervicale e questa, a sua volta, pu modificare, nel corso del tempo, la struttura del rachide; a quel punto una
struttura alterata pu provocare a sua volta effetti e modificazioni
psico-emotivo-neurologiche ed aumentare inoltre la rigidit locale,
ma anche provocare alterazioni a cascata su funzioni, apparati e sistemi anche se anatomicamente ed apparentemente non collegate.
La kinesiologia applicata mette in correlazione malattia e tensioni o debolezze e lassit muscolari, arrivando a collegare forme e
discipline generalmente considerate antitetiche ed incompatibili,
appartenenti a paradigmi diversi quali i canali di energia dei meridiani della medicina tradizionale cinese e lattivazione/inibizione
dei fusi neuromuscolari della fisiologia occidentale. La kinesiologia
applicata una disciplina tecnica che impiega il test della forza muscolare per evidenziare ed infine riequilibrare squilibri anatomici,
fisiologici, psicologici, neurologici ed infine, seppur non accettati
dalla scienza come tali, energetici.
Il test muscolare , secondo questa disciplina, il codice per interagire con il corpo: limportante, come dice Goodheart, porre la
domanda giusta nel modo giusto. Con questa premessa, possiamo
definire la kinesiologia applicata come una tecnica per ottenere informazioni e per valutare i problemi dellindividuo siano essi lesionali, funzionali o emotivi. I muscoli scheletrici vengono, quindi,
usati quali indicatori dello stato di salute/malattia.
Il dr. G. Goodheart ha elaborato la sua tecnica fisiologica basandosi sulla valutazione e misurazione di uno o pi muscoli come
deboli o forti: nella maggior parte delle tecniche fisioterapiche il
massaggio rivolto a decontrarre le zone corporee in cui vi contrazione muscolare e quindi presenza di dolore con lobiettivo di
ridurre la sensazione algica, ma esperienza comune vedere ricomparire il dolore nonostante gli sforzi per comprenderne lorigine.
Goodheart not che massaggiando i muscoli collegati a quello dolente, individuati seguendo le catene muscolari, il dolore scompariva

e difficilmente si ripresentava. Insistendo trov che vi sono collegamenti, non solo tra muscoli ed organi, ma anche tra muscoli e denti,
tra muscoli e cibo, tra muscoli e psiche. Il meccanismo di collegamento tra muscoli ed organi pu essere spiegato con le connessioni
tra vene, arterie, terminazioni nervose, atteggiamento posturale riflesso, decorso energetico dei meridiani e vasi linfatici. Risulta quindi
essere unottima tecnica di reset ed per questo che nel metodo reset
vengono utilizzati i test e le manovre correttive principali applicabili
alla valutazione dellefficienza delle funzioni organiche.
La microscopia in campo scuro
La microscopia in campo oscuro una metodologia di studio
delle cellule del sangue per mezzo di un microscopio particolare:
limmagine, che pu essere in microscopia o in nano microscopia,
cos ottenuta pu essere proiettata a video ed immagazzinata in un
computer per essere successivamente confrontata con modelli di
TEST FIDUCIA
Studia il riflesso nucale, cio
laumento di tono muscolare
deglie stensori dellemilato
verso cui si gira la testa.

TEST DI ROMBERG
Esamina lo squilibrio tonico-posturale legato ad un
problema recettoriale alto,
soprattutto oculare.

29

riferimento da appositi programmi.


La microscopia in campo oscuro permette una visione morfologica molto significativa.
La forma, la dimensione ed il comportamento delle cellule del sangue possono essere indicative per lo studio dinamico della biologia
dellorganismo.
Per verificare lo stato di salute si possono vedere lo stato di discrasia, lo stato delle membrane, il livello di ossigenazione delle emazie,
i danni causati dalleccesso di radicali liberi.
E possibile anche la ricerca di microrganismi particolari quali micoplasmi, muffe, protozoi, miceti e lieviti che non vengono normalmente considerati nelle analisi convenzionali ma la cui presenza spesso la causa di situazioni di difficile risoluzione.
Risulta quindi essere una metodica diagnostica dinamica sensibile alle variazioni terapeutiche in tempo reale ed utile quindi per
monitorare i progressi o i fallimenti terapeutici; una tecnica veramente efficace in unottica di prevenzione in quanto le modificazioni morfologiche del sangue precedono sempre lo stato clinico
oggettivo.
Intervista

Esempio di
microscopia
in campo
scuro.

Abbiamo pensato di intervistare una paziente che stata visitata


secondo in criteri del metodo reset.
La paziente una signora di 70 anni dallaspetto giovanile, veste in
jeans e maglione, una testa di capelli argentati lunghi ricci, manager dinamica e volitiva, alta 165 cm ed leggermente sovrappeso,
64 kg che sono rivelati solo da un p di pancetta accettabilissima
considerata let. Lintervista si svolge circa quattro mesi dopo che
stata effettuata la prima visita e dopo che sono stati seguiti i consigli
del medico.
Buon giorno signora, per quale motivo ha richiesto questa visita?
Il sintomo principale che mi ha portato dal medico stata la
stanchezza inusuale che negli ultimi mesi mi ha accompagnato
quotidianamente. Per cercare di capire ho fatto degli esami ematologici che hanno rilevato che effettivamente avevo qualcosa
che non andava. Cos ho deciso di rivolgermi ad un medico che
considerasse globalmente la mia situazione perch avevo come
la sensazione di essere intossicata oppure di sbagliare qualcosa
nellalimentazione in quanto i sintomi che avevo non facevano
pensare ad una malattia precisa. Devo anche aggiungere che la
morte drammatica per malattia di alcune persone care mi ha
spaventata ed indotta a cercare di fare qualcosa per prevenire e
questo metodo reset mi sembrava desse garanzie in tal senso.
Quali valori ematici erano alterati?

30

Azotemia 66mg/dl (valori normali 10-50), uricemia 6,4mg/


dl (valori normali 2,6-6), colesterolo totale 246 mg/dl (valori
normali 120-200), V.E.S. 46 mm/ora (valori normali 1-30) e
C.E.A. 4,1 ng/ml (valori normali non fumatori 0-2,5, valori
normali fumatori 0-5, fatto che mi ha un p spaventato anche se
il valore era nel range dei fumatori, ed io fumo).
Come si svolta la visita?
Abbiamo fatto un colloquio abbastanza lungo in cui mi stato
chiesto di spiegare bene quali erano i miei sintomi, quando erano insorti, se pensavo fossero collegati a qualche situazione particolare di stress. Ho dovuto parlare delle mie abitudini alimentari
e mi stato chiesto di pensare se ci fosse qualche evidente correlazione tra le manifestazioni sintomatologiche e lassunzione
di qualche tipo particolare di cibo. Quindi il medico mi ha effettuato i test kinesiolgici per verificare le funzionalit dorgano
e le ipotesi dintolleranza alimentare dopo ovviamente avermi
auscultato e palpato laddome. Quindi mi ha fatto eseguire il test
cosiddetto Pausa Controllo (PC), che sembrerebbe misurare il livello di anidride carbonica nellorganismo secondo le indicazioni del dott. Buteyko. Il mio tempo era molto basso, 12 secondi.
Quali sono state le conclusioni delliter diagnostico?
Da una valutazione complessiva della mia situazione il medico
ha deciso che era utile una fase di reset alimentare prima di procedere con una terapia vera e propria mi ha prescritto di alimentarmi secondo il protocollo oloproteico per 20 giorni e quindi
continuare con dieta di mantenimento rispettando le indicazioni dei test kinesiologici che suggerivano una intolleranza a lieviti
e farine, fino al nuovo controllo stabilito ad un mese. Unica prescrizione: gli integratori del protocollo oloproteico.
Come sono andate le cose quindi?
Direi molto bene anche se ho avuto qualche difficolt nei primi
giorni di dieta, infatti ho avuto molta fame ed un po di debolezza. Poi, come per incanto tutto passato ed ha lasciato posto
ad uno stato quasi di iperattivit, quasi di euforia che durato
fino al cambio di regime, da oloproteico a dissociato. Come consigliato dopo 20 giorni circa ho rifatto gli esami del sangue che
confermavano il miglioramento: azotemia 46 mg/dl, colesterolo
totale 178 mg/dl, uricemia 6 mg/dl, V.E.S. 31 mm/ora, C.E.A.
3,4 mg/ml. Inoltre avevo perso anche quattro chili proprio dalla
pancia con grande soddisfazione.
Ha fatto ulteriori controlli?
A distanza di un mese ho fatto la visita di controllo: stata riscontrata la persistenza dellintolleranza al frumento ma non pi
ai lievitati e la negativizzazione di alcuni test di funzionalit degli organi, in particolare si era negativizzato lo stomaco, mentre
persisteva lintestino; inoltre era migliorato il test PC 18 secondi
invece di 12. Ora, a distanza di quattro mesi, devo direi che i
risultati sono ottimi, mi sento molto bene e, pur seguendo una
dieta controllata, posso mangiare molte cose senza timore di riprendere peso. Negativizzandosi successivamente anche i test kin
per stomaco e farinacei, il medico ha deciso che non era il caso
di fare lesame in campo scuro, che avrei dovuto fare invece in
caso contrario e non ha ritenuto necessaria lassunzione di altri
terapeutici.

Valori ematici al 15 ottobre

Valori ematici al 15 ottobre

31

Valori ematici al 15 ottobre

Valori ematici al 9 novembre


dopo il trattamento

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CORSO DI TECNICA SEMEIOTICA E DIAGNOSTICA


DINAMICA MEDICA: IL METODO RESET
Nozioni di tecniche collaudate utilizzate in sinergia per il check
ed il reset del paziente nella valutazione delle funzioni automatiche.
Programma 20-21 aprile 2013

Programma 18-19 maggio 2013

IL METODO RESET COME TERAPIA E PREVENZIONE

LA DIAGNOSI DINAMICA

Sabato 20 aprile
Ore 9,00-11,30 - Relatore Dott. C. Mangini
Introduzione.
Il METODO RESET: storia ed obiettivi, salute e malattia, basi epistemiologiche, il ruolo del medico.
Il METODO RESET: basi teoriche, i tre livelli del reset (alimentare,
respiratorio, posturale).
Esempi clinici.
La diagnosi dinamica nel METODO RESET: introduzione, concetti teorici di kinesiologia e microscopia in campo scuro.

Sabato 18 maggio
Ore 9,0013,00 - Relatore Dott. F. Tonello
La kinesiologia applicata: storia e concetti teorici.
Applicazioni del metodo: le principali manovre kinesiologiche.
Dimostrazioni ed esercitazioni.

Ore 11,3013,00 - Relatore Dott. F. Tonello


Introduzione alla kinesiologia applicata ed il reset posturale.
Ore 14,30-18,30 - Istruttore G. Girotto
Il reset del respiratorio, il metodo Buteyco.
Storia dello studio delliperventilazione nella pratica medica.
Limportanza del controllo delliperventilazione. Esperienza del
Dott. Buteyco.
Relazione tra iperventilazione e malattie. La valutazione delliperventilazione.
Funzione dei gas nella respirazione e importanza del loro equilibrio percentuale.
Applicazione pratica attraverso lesperienza personale.
Come rendere efficace la ventilazione in rapporto allossigenazione cellulare.
Esercizi pratici: spiegazione, dimostrazione ed applicazione.
Come controllare liperventilazione e ottenere immediate risposte
positive sulla vitalit.
Piccoli consigli pratici per delle grandi risposte fisiologiche.
Lapplicazione dei principi del metodo nellattivit fisica e sportiva.
Domenica 21 aprile
Ore 9,00-9,30 - Relatore Dott. C. Mangini
Il reset della funzione alimentare.
Concetti teorici.
Ore 9,30-11,30 - Relatore Dott. P. Mainardi
Aspetti di fisiologia del digerente: limportanza della mucosa intestinale: la leaky gut syndrome.
Ore 11,45-12,30 - Relatore Dott.ssa L. Sacchetti
Le intolleranze alimentari: definizione e metodi diagnostici.
Ore 12,30 -13,00 Rel. Dott. C. Mangini
I test kinesiologici nella valutazione delle intolleranze alimentari
Ore 14,30-16,00 - Relatore Dott.ssa L. Sacchetti
I regimi alimentari del reset.
La dieta KOUSMINE.
La dieta ipotossica.
Ore 16,00-18,30 - Relatore Dott. C. Mangini
Il protocollo reset: il protocollo oloproteico, casi clinici.

Ore 14,30-18,30 - Relatore Dott. F. Tonello


La Kinesiologia nelle valutazioni diagnostiche dei vari distretti
funzionali.
Il reset kinesiologico dellalterazione funzionale.
Dimostrazioni ed esercitazioni.
Domenica 19 maggio
Ore 9.0013,00 - Relatore Dssa C. Marzetti
Introduzione.
Il significato della microscopia in campo scuro nel metodo reset.
La microscopia in campo oscuro, la microscopia in vivo.
La nano microscopia.
Limmagine in campo scuro, il significato diagnostico e la ricaduta terapeutica.
Istruzioni per la comprensione del referto.
Esami correlati, il test olistico delle urine, lo screening intestinale.
Ore 14,30-18,00 - Relatore Dott.ssa C. Marzetti
Salute ed equilibrio microbiologico: nuove teorie. Simbiotismo e
parassitismo.
Procarioti ed eucarioti: concetto di evoluzione protozoi, batteri e
funghi.
Le immagini microscopiche nello stato di squilibrio microbiologico.
Linterpretazione dei dati di laboratorio: presentazioni di casi clinici con valutazioni crociate e verifiche di controllo.
Discussione e conclusioni.
Ore 18,00 - Quiz ECM

TITOLO DI STUDIO
Il Corso riservato a:
laureati in Medicina
laureati in Biologia, Psicologia, Fisioterapia, Osteopatia, Odontoiatria, Farmacia
COSTI
Associati Dulcamara: euro 140 + iva
Non Associati Dulcamara: euro 240 + iva
SEDE DEL CORSO
NOVOTEL
Via Antonio Cantore 8/c (uscita autostrada Genova ovest)
16126 GENOVA
Park interno
INFORMAZIONI
Segreteria Dulcamara
Tel. 010 5531067
Cell 345 0563074
segreteria@dulcamara.org
info@dulcamara.org

33

notiziario corsi
Le strategie dietetiche nelle adiposit generalizzate e localizzate
Dalla dieta VLCD alla dieta di tipo mediterraneo: il loro utilizzo nella pratica clinica.
A cura del Dott. Giuseppe Castaldo
Nel 1973 il Prof. Blackburn invent e speriment una dieta VLCD di tipo proteico in grado di determinare il dimagrimento assicurando al contempo un bilancio azotato equilibrato, tale da evitare catabolismo
muscolare. Il Dott. Giuseppe Castaldo ha modificato il protocollo terapeutico del Prof. Blackburn, sperimentando un metodo combinato che associa varie tecniche dietetiche, al fine di trattare efficacemente le
adiposit localizzate e generalizzate. Tale corso ha lobiettivo di illustrare i vantaggi dellapplicazione di tale
metodologia ed insegnarne i principi cardine, a partire dalla corretta valutazione nutrizionale dei pazienti
fino alla prescrizione di un protocollo terapeutico personalizzato.
Il Corso rivolto ai medici specialisti o specializzandi in Scienze dellAlimentazione, agli Internisti, a medici esperti in Medicina Estetica ed in Medicine Non Convenzionali, oltre a tutti i medici interessati alla
Dietologia ed alla Nutrizione Clinica.
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Tel 0549 911030 - Fax 0549 956700
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SCUOLA FOLON - Fitogemmo-Omo-Lito-Oligoterapia e Nutraceutica integrate
A cura del dott. Wilmer Zanghirati Urbanaz
Nellorganizzare la Scuola FOLON (Fitogemmo-Omo-Lito-Oligoterapia e Nutraceutica integrate), PromoPharma si posta lobbiettivo di divulgare la conoscenza di tecniche ed approcci che mettano a disposizione del professionista del benessere una serie di proposte funzionali, tali da permettere alla persona che li assume di mantenere il miglior stato di salute, ovvero di omeostasi, compatibilmente con let, i propri aspetti biotipologici e la propria diatesi di appartenenza. Lesperienza condotta, nel corso degli ultimi tre
anni, nelle sedi di Bologna, Milano, Roma e Taranto, con il Corso relativo al corretto utilizzo di oligoemenenti e Meristemo (estratti
vegetali ottenuti da tessuti meristematici, meglio conosciuti come gemmoderivati), ha evidenziato come sia sentita lesigenza, da parte
dellintera filiera di coloro che si prendono cura del benessere e del mantenimento dello stato di salute delle persone, di giungere
alla conoscenza di altre possibilit che permettano di essere ancora pi precisi nel condurre il prezioso lavoro di ottimizzazione dellomeostasi. Si , quindi, pensato di organizzare un nuovo corso, che si terr in 6 incontri, tanto nella sede di Milano, come in quella di
Roma, tra il prossimo mese di Ottobre e quello di Marzo 2013, mentre, a Padova, verr riproposto il Corso relativo al corretto utilizzo
di oligoemenenti e Meristemo (Febbraio Aprile 2013).
Per info: Federica Fusini
Tel 0549 911030 - Fax 0549 956700
mail: Eventi@promopharma.it
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c/o Centro studi di Olismologia Via Popoli Uniti, 24 20125 Milano
da Marzo a Ottobre 2013
LOlismologia la Disciplina della sintesi. un modello clinico innovativo che consente di effettuare la valutazione della globalit della
Persona - stabilendo nel contempo la cura mirata - in un atto medico unitario e simultaneo. Possiede un impianto teorico autonomo
esclusivo, concetti e principi formanti basati sulle conoscenze accademiche dellAnatomia, della Fisiologia, della PNEI e della Fisica
applicata alla Biologia.
Nellapplicazione pratica utilizza le tecniche del Metodo MAS.CUR.INT.: la Manipolazione Clinica (fisica, posturale, emozionale e
somatopsichica); lEstimologia Clinica (posturale, energetica, metabolica, organica, funzionale, alimentare ed emozionale); le terapie
biologiche informazionali (fitoterapia, omotossicologia, floriterapia, pietre, cristalli ecc).
Per info: Dott. Lorenzo Paride Capello
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