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Normativa e eqis azione

L'applicazione delle norme tecniche e delle disposizioni legislative che riguardano le installazioni
elettriche ed elettroniche un aspetto fondamentale dell'attivit dei vari operatori del settore. In
questa unit verranno presentati i vari enti che si occupano di normativa e i relativi ambiti di competenza e discusse le prescrizioni contenute nelle principali leggi vigenti in campo elettrico.

A1.1 Normalizzazione, unificazione e armonizzazione


Il settore elettrico ed elettronico soggetto alle prescrizioni di numerose norme tecniche emanate da enti normativi sia nazionali che internazionali. In funzione dello
scopo che si prefiggono, si possono avere documenti di normalizzazione, unificazione
e armonizzazione.

Per normalizzazione si intende l'insieme dei criteri generali in base ai quali devono essere
progettati, costruiti e collaudati gli impianti, le macchine, le apparecchiature e i materiali
elettrici, in modo che ne sia garantita l'efficienza e la sicurezza di funzionamento.

La compilazione di norme tecniche atte a normalizzare i prodotti costituisce l'attivit di normazione.

L'unificazione elettrica serve a stabilire le caratteristiche dei materiali, delle macchine


e degli apparecchi elettrici, per individuare una ristretta gamma di tipi costruttivi e di dimensioni, in modo da uniformare la produzione, diminuire i costi, favorire l'approwigionamento del materiale, permettere una pi ampia commercializzazione dei prodotti.

Un esempio costituito dalle prese a spina, che vengono prodotte con forme e dimensioni unificate e solo per alcuni valori della corrente nominale (10 A, 16 A, 32 A ecc.).
L'intensificarsi degli scambi commerciali intemazionali con prodotti destinati a
mercati sempre piti ampi, olti-e a favorire l'unificazione dei prodotti, ha fatto nascere
l'esigenza di uniformare le norme nazionali dei diversi Stati, in modo da renderle compatibili con quelle di altre nazioni e di arrivare a norme valide in ambiti pi vasti.
m L'attivit connessa all'unificazione delle norme nazionali detta armonizzazione.

A1.2 Organismi normatori


Gli organismi (o enti) normatori possono operare a livello mondiale, europeo o nazionale. Facendo riferimento ai vari settori interessati, non solo a quello elettrico ed
elettronico, i principali enti sono indicati nellafiguraA l . l .
Degli enti che si occupano del settore elettrico si dir diffusamente nei paragrafi seguenti.
Nel campo delle telecomunicazioni agisce, a livello mondiale, l ' I T U
(International Telecommunication Union), con sede a Ginevra e a cui aderiscono attualmente 191 Stati membri. l'istituto specializzato delle Nazioni Unite per le tecnologie dell'informazione e della comunicazione.

ITU

CI>

"1 Modulo A Norme tecnidie, disposizioni legislative e rappresentazione grafica degli apparati elettrid
Figura A1.1
Organismi
normatori.

Principali organismi (o enti) normatori


Elettrotecnica
Elettronica
Livello mondiale

Livello europeo

Livello nazionale

ETSI

CONCIT

ISO

CEN

UNI

Tutte
le altre aree

lEC

Telecomunicazioni

ISO

ITU

CENELEC

CEN

GEI

ETSI

UNI

CONCIT
(CEI/UNI/ISPT)

L'ETSI (European Telecommuncatons Standards Institute) una organizzazione no-profit con sede sulla riviera francese tra Nizza e Cannes, che conta attualmente
700 membri provenienti da 62 Paesi. ufficialmente riconosciuta dall'Unione Europea
come organizzazione europea di standardizzazione nel settore delle telecomunicazioni.
L'ETSI produce norme a carattere volontario, alcune delle quali vengono recepite
dalla Comunit Europea, che costituiscono, di fatto, uno standard da seguire; promuove inoltre il progresso di standardizzazione mondiale, cooperando all'attivit di organismi intemazionali come l'ITU. In Italia svolge attivit di coordinamento per i settori dell'informatica e delle telecomunicazioni i l CONCIT (Comitato Nazionale di
Coordinamento per l'Informatica e le Telecomunicazioni), formato dal CEI,
dall'UNI e dall'ISPT (Istituto Superiore Poste e Telecomunicazioni).
Per gli altri settori tecnici le norme diriferimentointemazionali sono quelle dell'ISO
(International Organization for Standardization), la cui segreteria centrale ha sede a
Ginevra e a cui aderiscono gli enti di normazione nazionale di quasi tutti i Paesi. L'ISO
divisa in numerosi comitati tecnici (Technical Committee, in sigla TC), ciascuno dei quali
si occupa di un particolare settore: per esempio il TC97 il comitato deputato a trattare i
sistemi informativi. Ogni TC composto da sottocomitati (SubCommittee, in sigla SC)
che, a loro volta, sono divisi in gruppi di lavoro (Working Group, in sigla WG).
Il CEN (Comit Europen de Normalisation o anche European Committee for
Standardization), con sede centrale a Bmxelles e a cui aderiscono attualmente 31
Paesi, il comitato europeo responsabile della normalizzazione in tutti i settori, eccetto
quello elettronico (demandato al CENELEC) e quello delle telecomunicazioni (di cui
si occupa l'ETSI). Collabora con l'ISO e la sua attivit ha lo scopo di facilitare gli
scambi di beni e servizi tra Paesi membri, armonizzando le rispettive norme nazionali
e cooperando con le organizzazioni europee politiche, economiche e scientifiche interessate alla normalizzazione.
L'UNI (Ente Nazionale Italiano di Unificazione) una associazione senza fini di
lucro, fondata nel 1921 e riconosciuta dallo Stato italiano e dall'Unione Europea, che
studia, elabora, approva e pubblica le norme tecniche volontarie (norme UNI) in tutti i
settori industriali, commerciali e del terziario, escluso quelli elettrico ed elettronico per
i quali tale incarico demandato al CEI. Ha assunto personalit giuridica nel 1955 e dal
1983 stato designato quale unico organismo nazionale in grado di emanare norme
tecniche per i settori merceologici di competenza e di rappresentare l'Italia presso le
organizzazioni di normazione europea (CEN) e mondiale (ISO).
L'UNI ha sedi a Milano e a Roma e i suoi soci sono imprese, professionisti, associazioni, enti pubblici, centri di ricerca e istituti scolastici; la sua missione l'elaborazione di norme tecniche che contribuiscano al miglioramento dell'efficienza e dell'efficacia del sistema economico-sociale italiano e che siano stmmenti di supporto all'innovazione tecnologica, alla competitivit, alla promozione del commercio, alla protezione dei consumatori, alla tutela dell'ambiente, alla qualit dei prodotti e dei processi.

A l Normativa e legislazione |^

A1.3 Comitato elettrotecnico italiano


In Italia il compito di emanare norme tecniche di normalizzazione e di unificazione nel
settore elettrico ed elettronico svolto dal CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano),
con sede a Milano, costituito in forma autonoma nel 1909 dall'AEI (Associazione
Elettrotecnica Italiana) e rifondato, dopo il periodo bellico, nel 1946 su iniziativa di alcuni soci, tra cuifiguravanola stessa AEI, il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche)
e r.A.XIE (Associazione Nazionale delle Industrie Elettrotecniche ed elettroniche). E
un ente con personalit giuridica dal 1967 in virt del DPR n. 822 dell' 11/7/1967.
Finalit istituzionale del CEI la promozione e la diffusione della cultura tecnica e
della sicurezza elettrica mediante una serie di attivit normative e prenormative a l i \o nazionale e intemazionale che includono, oltre alla redazione dei documenti normativi e al recepimento delle direttive comunitarie e dei documenti armonizzati, azioni
di coordinamento, ricerca, sviluppo, comunicazione e formazione.
Particolare importanza ha assunto l'attivit del CEI dopo i l 1968, in virt della
Legge n. 186/1968 che ritiene a regola d'arte le macchine, le apparecchiature e gli impianti realizzati secondo le norme CEI.
La missione del CEI si concretizza nei seguenti compiti:

elaborare, pubblicare e diffondere le norme tecniche nel settore elettrotecnico, elettronico e delle telecomunicazioni per materiali, apparecchi, macchine, impianti,
processi e programmi, stabilendone i relativi requisiti di qualit e sicurezza affinch
possano essere considerati rispondenti alla regola dell'arte;
provvedere alla simbologia, alla terminologia, all'unificazione e alla normativa nel
settore elettrotecnico;
studiare i problemi di carattere scientifico e tecnologico connessi alle esigenze di
impiego, funzionamento, sicurezza o altro nel settore elettrico;
stabilire criteri, metodi di prova e limiti finalizzati al raggiungimento di adeguati l i velli di sicurezza, affidabilit e qualit dei prodotti o dei processi;
elaborare regole e procedure per prove e controlli dirispondenzaalle norme tecniche;
fissare criteri di valutazione di laboratori, costrattori, singoli operatori per il loro accreditamento da parte degli organismi competenti;
promuovere e sviluppare la cultura tecnica con attivit formative e informative di
vario genere, con iniziative documentali ed editoriali complementari, anche attraverso corsi, convegni, seminari e con il supporto di manuali, guide, software applicativi e commentari tecnici;
promuovere e favorire l'attivit di certificazione;
promuovere a livello intemazionale l'armonizzazione delle norme tecniche o deliberare sui progetti intemazionali per assolvere ai mandati ricevuti nell'ambito delle
politiche comunitarie;
partecipare alle attivit degli enti europei e intemazionali di normazione, alfinedi
rendere operative e di diffondere in Italia le Direttive Comunitarie.

Il CEI opera anche nel campo dell'unificazione dei materiali elettrici, avendo assorbito l'UNEL (Unificazione Elettrotecnica); le norme CEI-UNEL sono destinate
all'unificazione dimensionale delle costmzioni elettriche ed elettroniche.
Oltre alle norme, i l CEI pubblica anche delle guide all'applicazione delle norme,
che sono dei documenti utili per la progettazione, la realizzazione e la verifica di particolari impianti elettrici (per esempio, nei centri commerciali o negli edifici scolastici),
ma che non sono vere e proprie norme alle quali attenersi tassativamente. Ogni guida
va considerata come un codice di pratica in cui sono riportate tutte quelle informazioni applicative che la norma non contiene e che suggerisce, ma non impone, modi di
progettazione, realizzazione e verifica di impianti e installazioni elettriche conformi
alla normativa.
Le norme emanate dal CEI sono classificate in base al Comitato Tecnico compilatore (CT) e contrassegnate dal numero distintivo, dall'anno di edizione e dal numero di
fascicolo. Per esempio, la norma CEI 14-4/1 (1998-09), dal ttolo Trasformatori dipo-

Compiti del CEI

Classificazione
delle norme CEI

( 5 j

Modulo A Norme teoiiche, disposizioni legislative e rappresentazione grafica degli apparati elettrid

tenza. Parte 1: generalit, stata formulata dal CT 14 (che si occupa dei trasformatori), pubblicata nel settembre 1998 e raccolta nel fascicolo 4712.
L'elenco completo e aggiornato delle norme reperibile nel sito del CEI all'indirizzo www.ceiweb.it; nella tabella A l . l sono riportati i codici e le denominazioni dei
comitati tecnici del CEI.

Tabella A1.1 Comitati tecnici del CEI


Codice

Denominazione

CT 0

Applicazione delle norme e testi di carattere generale

CT 1/25

Terminologia, grandezze e unit (ex CT 1/24/25)

CT2

Macchine rotanti

CT 3/16

Strutture delle informazioni, documentazioni, segni grafici, contrassegni e altre identificazioni (ex CT 3, ex (T16)

CT 4/5

Motori primi idraulici e turbine a vapore (ex CT 4, CT 5)

CT 8/28

Aspetti di sistema per la fornitura di energia elettrica (ex CT 8, ex CT 28)

CT 9

Sistemi e componenti elettrici ed elettronici per trazione

Crr 10

Fluidi isolanti

CT 11/7

Linee elettriche aeree e materiali conduttori (ex CT 7, SC 11B)

CT 13

Apparecchi per la misura dell'energia elettrica e per il controllo del carico

CT 14

Trasformatori

CT 15/112

Materiali isolanti - Sistemi di isolamento (ex CT 15/98)

CT17

Grossa apparecchiatura

CT 18

Impianti elettrici di navi e unit fisse/mobili fuori costa (offshore)

CT 20

Cavi per energia

CT 21/35

Accumulatori e pile

CT 22

Elettronica di potenza

CT 23

Apparecchiatura a bassa tensione

CT 26

Macchine e apparecchiature per saldatura elettrica

CT 27

Elettrotermia

CT 28

Coordinamento degli isolamenti (ex CT 8/28 in parte)

CT 29/87

Elettroacustica/Ultrasuoni (ex CT 29)

CT31

Materiali antideflagranti

CT32

Fusibili

CT 33

Condensatori

CT 34

Lampade e relative apparecchiature

CT 35

Isolatori

CT 37

Scaricatori

CT 38

Trasformatori di misura

CT 42

Tecnica delle prove ad alta tensione

CT 44

Equipaggiamento elettrico delle macchine industriali

CT 45/345

Strumentazione nucleare (ex CT 45, CT 345)

CT 46

Cavi simmetrici e coassiali, cordoni, fili, guide d'onda, connettori per radiofrequenza

CT 48

Componenti elettromeccanici per apparecchiature elettroniche

CT 55

Conduttori per avvolgimenti

CT 56

Fidatezza

CT 57

Scambio informativo associato alla gestione dei sistemi elettrici di potenza

A1 Normativa e legislazione | ^
Oaa

Denominazione

C~

Apparecchi utilizzatori elettrici per uso domestico e similare (ex CT 107)

C~ 2

Apparecchiature elettriche per uso medico

~ zJ-

Impianti elettrici utilizzatori di bassa tensione (fino a 1000 V in c.a. e a 1500 V in ce.)

~ i:

Misura, controllo e automazione nei processi industriali

~ ;r

Macchine elettriche dei veicoli stradali elettrici

CT 70

Involucri di protezione

~ "6

Apparecchiature laser

~
^

Lavori elettrici sotto tensione (ex SC 11C)


^

Sistemi di rilevamento e segnalazione per incendio, intrusione, furto, sabotaggio e aggressione


Apparati e sistemi per la navigazione e le radiocomunicazioni marittime

Protezione contro i fulmini

~ zZ

Sistemi di conversione fotovoltaica dell'energia solare

Z~ l l z i

Strumentazione di misura, di controllo e da laboratorio (ex CT 85, CT 66)

C~ 56

Fibre ottiche

C" SS

Sistemi di generazione a turbina eolica

~ ;r

Prove relative ai rischi di incendio

CT 5C

Superconduttivit

~ ^

Rel elettrici a tutto o niente (ex CT 94/95, CT 41)

C 55

Rel di misura e dispositivi di protezione

CT 96

Trasformatori di sicurezza e isolamento (ex SC 14D)

CT 97

Impianti elettrici per gli aiuti visivi luminosi degli aeroporti ed eliporti

CT 99

Impianti elettrici di potenza con tensioni nominali superiori a 1 kV In c.a. (ex SC 11A)

CT 100

Sistemi e apparecchiature audio, video e multimediali (ex CT 84/60, SC 12A, SC 12G)

CT101

Elettrostatica

CT 103

Radiotrasmissioni (ex SCI 03)

CT 104

Condizioni ambientali. Classificazioni e metodi di prova (ex CT 50, CT 75)

CT105

Celle a combustibile

CT 106

Esposizione umana ai campi elettromagnetici (ex CT211)

CT 108

Sicurezza delle apparecchiature elettroniche per tecnologia audio/video,

CT 109

Coordinamento degli isolamenti per apparecchiature a bassa tensione (ex SC 28A)

CT 111

Aspetti ambientali di prodotti elettrici ed elettronici (ex CT 308)

dell'informazione e delle telecomunicazioni (ex CT 74, CT 92)

CT 113

Nanotecnologie per sistemi e prodotti elettrici ed elettronici

CT 205

Sistemi bus per edifici (ex CT 83)

CT 210

Compatibilit elettromagnetica (ex CT 110)

CT 214

Sistemi e tecnologie elettrotecniche, elettroniche e telematiche per la gestione e il controllo del traffico
e dei trasporti stradali (ex CT 114)

CT216

Rivelatori di gas (ex CT 116)

CT301/22G

Azionamenti elettrici (ex CT 301, SC22G)

CT 304

Interferenze elettromagnetiche

CT 305

Apparati e sistemi terminali di telecomunicazioni (ex SC 303B, 303E/F)

CT 306

Interconnessione di apparecchiature di telecomunicazioni (ex SC 303L)

CT 307

Aspetti ambientali degli impianti elettrici

CT 309

Componentistica elettronica (ex CT 40, CT 47, CT 52/91)

CT310

Power Line Communications

CT311

Generazione, microgenerazione ed efficienza energetica

CT 500

Metrologia generale

CT 501

Valutazione, attestazione e certificazione della conformit

Modulo A Norme tecnidie, disposizioni legislative e rappresentazione grafica degli apparati elettrid

Al .4 lEC e CENELEC
In ambito mondiale opera l'IEC (International Electrotechnical Commission),
con sede a Ginevra, a cui aderiscono i comitati elettrotecnici nazionali di circa settanta paesi che rappresentano la maggioranza della popolazione mondiale e producono la quasi totalit dell'energia elettrica consumata.
Compito dell'IEC quello di emettere sia raccomandazioni, alle quali i Paesi
membri adeguano la propria normativa, sia norme tecniche da cui vengono derivate
le varie norme nazionali.
L'iter per la redazione di una nuova norma internazionale il seguente:

un comitato tecnico nazionale propone, in sede internazionale, la redazione di


una nuova norma o la modifica di una esistente;
nel caso di una nuova norma la proposta sar votata dai vari comitati e, se accettata, sar redatta una prima bozza della norma, denominata "bozza di comitato"
CD (Committee Draft);
dopo essere circolata tra i vari comitati per raccogliere eventuali proposte di
emendamento, la bozza diventa un documento definitivo che, se approvato a votazione dalla maggioranza dei commissari, assume i l nome di "bozza di norma
intemazionale" DIS (Draft International Standard);
quest'ultima bozza, a sua volta, dovr essere votata entro sei mesi e, in caso di
esito favorevole, sar emanata come "norma internazionale" IS (International
Standard);
durante i l periodo della votazione i vari comitati possono ancora proporre degli
emendamenti, da mettere ai voti per un periodo di due mesi, che, se accettati,
verranno inseriti nella "norma internazionale definitiva" DIS (Definitive
International Standard).

A livello europeo opera i l CENELEC (Comit Europen de Normalisation


Electrotechnique), con sede a Bmxelles, a cui aderiscono i comitati elettrotecnici
di vari Paesi europei (attualmente trenta) e che opera su incarico della Commissione
CEE.
Nato nel 1973 dall'unione del CENELCOM (organismo fondato nel 1959 dagli
Stati della CEE appena costituita) e del CENEL, che raggruppava i comitati elettrotecnici di altri sette Stati europei, opera in stretto collegamento con l'IEC nell'ambito dell'armonizzazione e della normalizzazione.
L'attivit del CENELEC ha lo scopo di preparare norme armonizzate a livello
europeo, che devono essere accettate da tutti i Paesi membri, in base al principio di
mutuo riconoscimento stabilito nell'ambito della CE, secondo i l quale se un prodotto ammesso in un Paese deve essere ammesso anche negli altri e occorre eliminare tutto quello che ostacola tale riconoscimento.
Per attuare questa finalit i l CENELEC emette i documenti di armonizzazione
(siglati HD), ai cui contenuti tecnici si devono uniformare le norme dei Paesi membri, delle norme europee, indicate con la sigla EN, che devono essere tradotte e
adottate integralmente quali norme nazionali (norme CEI EN in Italia). Tutte le
norme nazionali in contrasto con i documenti HD e con le norme EN devono essere
eliminate.
Il CENELEC emette anche le norme europee sperimentali, indicate con la sigla
ENV, i documenti di specifiche europee (ES), i rapporti (R) e le guide (G).
Un altro organismo europeo promosso dal CENELEC il CECC (Comitato per
i componenti elettronici del CENELEC), istituito per promuovere un sistema armonizzato per i componenti elettronici di qualit certificata, in modo da facilitare il
commercio internazionale in quanto i componenti elettronici prodotti sotto i l sistema CECC sono accettati in tutti i paesi membri, senza doverli sottoporre a ulteriori prove.
In Italia i documenti di armonizzazione del CECC (pubblicazioni CEI-CECC)
vengono adottati mediante una dichiarazione di riconoscimento.

A l Normativa e legislazione 4

A1.5 Certificazione e controllo


La verifica di conformit alle norme di quanto viene prodotto, installato e utilizzato pu
riguardare i singoli componenti, cio il materiale elettrico, oppure tutto l'impianto.
Per quanto concerne la rispondenza alle norme del materiale elettrico, la strada seguita in Italia quella della certificazione di conformit, mediante marchi appositi sulle
apparecchiature o attestati rilasciati da enti.
Il contrassegno CEI, riportato infiguraA1.2, una certificazione che il costruttore
applica ai prodotti che, secondo il suo parere, hanno caratteristiche conformi alla norma
CEI specifica dell'apparecchiatura. Si tratta pertanto di un'autocertificazione, di cui i l
produttore si assume la responsabilit, ferma restando la facolt del CEI di effettuare in
qualsiasi momento la verifica dellarispondenzaalla normativa.
Il cono-assegno dell'Istituto italiano del Marchio di Qualit (IMQ), mostrato nella
figura A1.3 e utilizzato per molti prodotti elettrici di grande diffusione, soggetto invece
a maggiori controlli, in quanto subordinato alle garanzie di qualit offerte dal costruttore, all'approvazione del protottpo e al controllo della produzione da parte dell'IMQ.
Un altro organismo di certificazione il CESI (Centro Elettronico Sperimentale
Italiano), che opera nel campo delle elevate potenze e delle alte tensioni e rilascia attestati di prova e collaudo surichiestadel committente, ossia di chi interessato alla prova
delle caratteristiche dell'apparecchiatura.
La conformit alle norme europee attestata da marchi e certificati di conformit; per
esempio i componenti adatti a essere installati nei luoghi con pericolo di esplosione riportano il marchio Ex difiguraA1.4. In Italia gli organismi competenti arilasciarecertificati di conformit europei sono l'IMQ, i l CESI e l'IENGF (Istituto Elettrotecnico
Nazionale Galileo Ferraris); per i marchi ancora l'IMQ.
Un discorso a parte merita l'apposizione del marchio della Comunit Europea (marcatura CE) per i componenti elettrici di bassa tensione, obbUgatorio in Italia dal 1997. Il marchio CE difiguraA1.5riguardai componenti elettrici compresi nell'ambito dell'apphcazione della Legge n. 791/1977, relativa all'attuazione in ItaUa della Direttiva CEE 73/23,
detta anche "Direttiva Bassa Tensione". Salvo alcune eccezioni, questa direttiva si applica
al materiale elettrico destinato a essere utilizzato a una tensione nominale compresa tra 50
\ e 1000 V in cortente alternata e tra 75 V e 15(X) V in cortente continua e prescrive che il
materiale deve essere conforme alle norme armonizzate rilevanti ai fini della sicurezza.
L'utihzzazione, in un impianto elettrico, di componenti certificati e conformi alle rispettive norme di prodotto non assicura per che l'impianto, nel suo complesso, sia rispondente alla normativa, specialmente per gli aspetti relativi alla sicurezza. Per esempio,
non basta installare interruttoririspondentialle norme se poi vengono scelti o collegati in
maniera errata. Nasce pertanto i l problema del controllo dell'intero impianto che do\Tebbe includere tutte le fasi della realizzazione, ossia: il progetto dell'impianto, la sua
installazione, il collaudo a fine lavori e le verifiche periodiche.
In Italia non esiste un unico organismo pubblico chericonoscala conformit di un impianto elettrico n viene espressamenterichiesto,per tutti i tipi di installazione, un certificato di collaudo, anche se l'enti-ata in vigore della Legge n. 46/1990 (sostituita poi dal
DM n. 37/2008) ha introdotto precise responsabilit legali per il committente dell'impianto, per il tecnico incaricato del progetto e per l'installatore.
Per gli impianti nei luoghi di lavoro con l'impiego di personale dipendente, l'onere
dei controlli spettava all'ENPI (Ente Nazionale Prevenzioni Infortuni), che stato
sciolto con l'introduzione della legge n. 833/1978 di istituzione del Servizio Sanitario
Nazionale (SSN). Attualmente i controlli agli impianti elettici nei luoghi di lavoro vengono effettuati principalmente dagU ispettori delle ASL (Azienda Sanitaria Locale) che
redigono verbali in cui vengono annotate le irtegolaritriscontt-ate,che dovranno essere
sanate entro un determinato periodo di tempo; possono anche comminare sanzioni pecuniarie e denunciare i l titolare dell'impianto all'autorit giudiziaria. In questi impianti
sono anche obbligatorie le verifiche periodiche all'impianto di terta, ai sistemi di protezione contro le scariche atmosferiche e alle installazioni elettriche nei luoghi con pericolo
di esplosione, da effett^iarsi a cura deltitolaredell'impianto.

Figura A1.2
Contrassegno CEI.

Figura A1.3
Marchio IMQ.

Figura Al .4
Marchio europeo
Ex per 1 componenti
antideflagranti.

Figura A1.5
Simbolo grafico
della marcatura CE.

Modulo A Norme tecniche, disposizioni legislative e rappresentazione grafica degli apparati elettrid

Esistono altri organi di controllo, relativi a particolari categorie di installazioni elettriche.


Per esempio, gli impianti elettrici nei locah di pubblico spettacolo devono essere controllati,
per poter avere ilrilascioo ilrinnovodella Ucenza d'esercizio, da una apposita Commissione
provinciale di vigilanza. darilevare,infine, che anche i Vigili del fuoco hanno compiti di
controllo per gli impiant installat nelle attivit soggette alla loro sorveglianza.

Al .6 Leggi principali del settore elettrico


Vi sono molte leggi cheriguardanoil settore elettrico, in partcolare per quanto conceme
l'aspetto della sicurezza nelle installazioni elettriche. Diverse disposizioni legislative nazionali recepiscono le direttve dell'Unione Europea, nel quadro di un progetto di armonizzazione con gli altri Paesi europei. Tipicamente il percorso legislativo vede l'emanazione,
da parte dell'Unione Europea, di direttive comunitarie che hanno lo scopo di armonizzare
le singole legislazioni nazionali, promuovendo la Ubera circolazione dei prodotti e salvaguardando l'incolumit e la salute dei cittadini nei luoghi doverisiedonoe lavorano.
In passato ci si occupava prevalentemente della sicurezza sul lavoro, anche se gi
l'articolo 32 della Costituzione dice che la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettivit [...], per cui non fa distinzione tra la salute (e quindi anche la sicurezza nelle varie attivit) del lavoratore e del
cittadino. La Legge n. 833/1978, che ha istituito i l SSN, ha comunque posto sullo
stesso piano la sicurezza negli ambienti di lavoro e di vita.
La sicurezza sul lavoro tutelata anche da vari articoli del codice civile e del codice
penale; quest'ultimo, per esempio, punisce chiunque ometta di adottare misure antinfortunistiche per la prevenzione degli infortuni. Anche i dipendenti, secondo lo Statuto
dei lavoratori, hanno il diritto di controllare l'applicazione delle norme per la prevenzione degli infortuni.
Nello specifico settore della sicurezza eletica vi sono alcune leggi particolarmente
significative.

Legge n. 186/1968. Disposizioni concementi la produzione di materiali, apparecchiature, macchinari, installazioni e impianti elettrici ed elettronici.
La Legge si compone di due soli articoli: il primo impone che i materiali, le apparecchiature, i macchinari, le installazioni e gli impianti elettrici ed elettronici vengano realizzati e costruiti a regola d'arte, mentre il secondoriconosceche la realizzazione secondo le norme CEI da ritenersi a regola d'arte. In questo modo stata
stabilita una connessione tra legislazione e normativa e alle norme CEI stato riconosciuto un valore molto maggiore che in passato.
importante notare che la Legge n. 186/1968 non esclude che impianti eseguiti secondo
una normativa diversa da quella CEI possano considerarsi a regola d'arte. La differenza sta nel fatto che un impianto in cui sono staterispettatetutte le norme CEI appUcabiU al caso , di fatto, costruito a regola d'arte, senza bisogno di ulteriori accertamenti.

Legge n. 791/1977. Attuazione della direttiva del Consiglio delle Comunit europee n. 73/23/CEE relativa alle garanzie di sicurezza che deve possedere il materiale elettrico destinato a essere utilizzato entro alcuni limiti di tensione.
La Legge detta anche "Direttiva bassa tensione" e tratta l'attuazione deUa direttiva CEE
73/23 riferita al materiale elettrico, salve alcune eccezioni, fiinzionante a tensione compresa tra 50 V e 1000 V in corrente altemata e tra 75 V e 1500 V in corrente contnua.
Essa stabilisce che il materiale elettrico che rientra nel campo di applicazione della
legge pu essere messo in commercio solo se - costruito a regola d'arte - non comprometta, in caso di installazione e di manutenzione non difettose e di utilizzazione
conforme alla sua destinazione, la sicurezza delle persone, degli animali domestici
e dei beni. Si presume rispondente al requisito sopra indicato il materiale elettrico
che soddisfi le norme armonizzate rilevant ai fini della sicurezza, stabilite di comune accordo dagli organi di normalizzazione elettrotecnica ed elettronica notificati dagli Stati membri alla Commissione della Comunit Europea.

A1 Normativa e legislazione

A tale legge sono collegate anche le disposizioni legislative concernenti l'obbligatoriet


della marcatura CE sui prodotti commercializzati nell'ambito dell'Unione Europea.

Legge n. 46/1990. Norme per la sicurezza degli impianti.


DPR n. 447/1991. Regolamento di attuazione della Legge 5 marzo 1990 n. 46 in
materia di sicurezza degli impianti.
Questa legge e il relativo regolamento di attuazione hanno rappresentato un'importante novit nell'ambito del settore impiantistico, sia elettrico che di altro tipo (impianti di riscaldamento, idrosanitari, radiotelevisivi ed elettronici), in quanto hanno
introdotto una serie di obblighi, tra cui:

l'effettuazione dei lavori di installazione, trasformazione, ampliamento e manutenzione da parte di imprese iscritte nel registro delle ditte o all'albo provinciale
delle imprese artigiane, in possesso di determinati requisiti tecnico-professionali;
il progetto dell'impianto da parte di un tecnico competente in materia, iscritto al
relativo albo professionale;
l'esecuzione degli impianti a regola d'arte, richiamando, a questo proposito, la
normativa CEI per gli impianti elettrici;
ilrilascioal committente della dichiarazione di conformit al termine dei lavori,
dichiarazione attestante che i lavori sono stati eseguiti nelrispettodella legge stessa;
le verifiche e i collaudi a fine lavori.

La Legge 46/90 stata poi sostituita dal DM 37/2008 che ne riprende i contenuti e
che entrato in vigore il 27 marzo 2008; di conseguenza nella stessa data sono stati
abrogati (ai sensi dell'art. 3 comma 1 del Decreto legge 28/12/2006 n. 300, convertito con modifiche dalla Legge 26/2/2007 n. 17) sia i l DPR 447/1991 sia la stessa
Legge 46/1990, tranne gli articoli 8 (finanziamento dell'attivit di normalizzazione
tecnica), 14 (verifiche) e 16 (sanzioni).

DPR n. 459/1996. Regolamento per l'attuazione delle Direttive 89/392/CEE,


91/368/CEE, 93/44/CEE e 93/68/CEE concementi il riavvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle macchine.
Questo regolamento viene comunemente denominato "Direttiva macchine" e contiene le disposizioni legislative relative alla certificazione di conformit, alla marcatura CE e ai requisiti di sicurezza che si devono rispettare nella progettazione e
nella costruzione delle macchine, intese come insieme di pezzi o di organi, di cui almeno uno mobile, collegati tra loro anche mediante attuatori, con circuiti di comando o di potenza o altri sistemi di collegamento connessi solitamente per un'applicazione ben determinata, segnatamente per la trasformazione, i l trattamento, lo
spostamento o il condizionamento di materiali.

Legge n. 36/2001. Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici.
La legge ha lo scopo di dettare i principi fondamentali diretti a:

assicurare la tutela della salute dei lavoratori, delle lavoratrici e della popolazione
dagli effetti dell'esposizione a determinati livelli di campi elettiici, magnetici ed
elettromagnetici, ai sensi e nelrispettodell'articolo 32 della Costituzione;
promuovere la ricerca scientifica per la valutazione degli effetti a lungo termine e
attivare misure di cautela da adottare in applicazione del principio di precauzione
di cui all'articolo 174, paragrafo 2, del -attato istitutivo dell'Unione Europea;
assicurare la tutela dell'ambiente e del paesaggio e promuovere l'innovazione
tecnologica e le azioni di risanamento volte a minimizzare l'intensit e gli effetti dei campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici secondo le migliori tecnologie disponibili.

DPR n. 462/2001. Regolamento di semplificazione del procedimento per la denuncia di installazioni e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche, di

obbliahi
introdotti
dalla Legge n. 46

"1 Modulo A Norme tecnidie, disposizioni legislative e rappresentazione grafica degli apparati elettrid

dispositivi di messa a terra di impianti elettrici e di impianti elettrici pericolosi.


il decreto che ha modificato e razionalizzato le procedure di denuncia degli impiant di protezione contro le scariche atmosferiche, degli impianti di messa a terra
e degli impiant nei luoghi con pericolo di esplosione.
DM n. 37/2008. Regolamento concernente l'attuazione dell'articolo 11-quaterdecies,
comma 13, lettera a) della Legge n. 248 del 2 dicembre 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attivit di installazione degli impianti all'interno degli edifici.
i l decreto emanato dal Ministro dello sviluppo economico, di concerto con i l
Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, pubblicato sulla
Gazzetta Ufficiale del 12/3/2008 e che ha sosttuito la Legge n. 46/1990.
Questo decreto si applica agli impiant collocat all'interno degli edifici o delle relative pertinenze e che siano posti a servizio degli edifici stessi, a partire dal punto
di consegna della fornitura se l'impianto collegato a reti di distribuzione (per
esempio dell'energia elettrica o del gas).
Le disposizioni riguardano vari tipi di impianti tecnologici, non solo elettrici, in
particolare:
Ambito
di applicazione
del DM n. 37

impianti di produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione, utlizzazione


dell'energia elettrica;
impiant di protezione contro le scariche atmosferiche;
impiant per l'automazione di porte, cancelli e barriere;
impiant radiotelevisivi, di climatzzazione, di condizionamento e di refrigerazione;
impiant idrici e sanitari;
impiant per la distribuzione e l'utlizzazione di gas;
impiant di sollevamento di persone e di cose per mezzo di ascensori, montacarichi, scale mobili e simili; nel caso della manutenzione di ascensori e montacarichi in servizio privato si applicano le disposizioni del DPR 30 aprile 1999, n.
162 e altre disposizioni specifiche;
impiant di protezione antincendio.

L'articolo 5 del DM 37 disciplina il settore della progettazione degli impiant. In


sintesi previsto che per l'installazione, la trasformazione e l'ampliamento di tutt
gli impiant ricadent nell'ambito di applicazione del decreto debba essere redatto
un progetto, diversamente dalla Legge n. 46/1990 che rendeva obbligatorio il progetto solo nel caso di impiant oltre determinat limit dimensionali. Nel DM 37 la
distinzione in funzione della complessit e dell'estensione dell'impianto riguarda i
soggetti che possono eseguire il progetto, precisamente:
Disposizioni sulla
progettazione

Disposizioni sulla
realizzazione

per gli impianti oltre i limit dimensionali indicat all'articolo 5, conmia 2, del
decreto il progetto deve essere redatto da un professionista iscritto agli albi professionali secondo le specifiche competenze tecniche richieste; a norma dell'artcolo 5, comma 6, tale progetto va depositato presso lo sportello unico per l'edilizia del Comune in cui deve essere realizzato l'impianto, nei tempi previst
dall'articolo 11 del decreto;
negli altri casi il progetto pu essere redatto dal responsabile tecnico dell'impresa installatrice.

L'articolo 5, commi 3, 4 e 5, e l'articolo 7, comma 2, del decreto specificano le modalit di elaborazione dei progetti e la consistenza della documentazione di progetto.
Il progetto non obbligatorio nel caso di manutenzione ordinaria degli impiant, di
installazione di apparecchi per usi domestci e per la fomitura provvisoria di energia elettrica agli impianti di cantiere o similari.
L'articolo 8 del decreto impone l'obbligo al committente di affidare i lavori di installazione, trasformazione, ampliamento e manutenzione straordinaria degli impianti a imprese abilitate, le cui caratteristche sono specificate dall'articolo 3, in
possesso dei requisiti tecnico-professionali stabilit dall'articolo 4 del decreto.
A norma dell'articolo 6, commi 1 e 2, le imprese devono realizzare gli impiant se-

A l Normativa e legislazione

(13)

condo la regola dell'arte, in conformit alla normativa vigente e sono responsabili


della corretta esecuzione degli impianti stessi. Nel caso di lavori elettrici sono ritenuti "a regola d'arte" gli impianti realizzati in conformit alle norme CEI o di altri
Enti di normalizzazione appartenenti agli Stati membri dell'Unione Europea o che
siano contraenti dell'accordo sullo spazio economico europeo.
Una deroga alla conformit normativa viene concessa per gli impianti elettrici nelle
unit immobiliari a uso abitativo realizzati prima del 13 marzo 1990 (ossia prima dell'en-ata in vigore della Legge 46/1990). Secondo l'articolo 6, comma 3, del decreto,
questi impianti si considerano comunque adeguati se dotati dei seguenti requisiti:

dispositivi di sezionamento e di protezione contro le sovracorrenti posti all'origine


dell'impianto (per esempio, un interruttore automatico con sganciatore di sovracorrente e che sia adatto anche al sezionamento, installato subito a valle del contatore);
protezione contro i contatti diretti;
protezione contro i contatti indiretti o protezione con interruttore differenziale
avente corrente nominale non superiore a 30 mA.

Come gi indicato dalla Legge 46/90, anche il DM 37, articolo 7, prescrive che al
termine dei lavori l'impresa installatrice, previa effettuazione delle verifiche previste dalla normativa vigente, comprese quelle di funzionalit dell'impianto, deve rilasciare al committente la dichiarazione di conformit degli impianti realizzati, attestando i l rispetto di quanto previsto dall'articolo 6. Questa dichiarazione va redatta secondo il modello allegato al decreto e ne fanno parte integrante il progetto e
la relazione contenente la tipologia dei materiali impiegati.
Nel caso di rifacimento parziale dell'impianto il progetto, la dichiarazione di conformit e l'attestazione di collaudo, ove prevista, pur riferendosi solo alla parte
d'impianto oggetto del rifacimento, devono tener conto della sicurezza e della funzionalit dell'intero impianto; sia nella dichiarazione di conformit che nel progetto
deve essere espressamente indicata la compatibilit tecnica dei lavori eseguiti con le
condizioni preesistenti dell'impianto.
La dichiarazione di conformit e il certificato di collaudo degli impianti (quando
previsto dalle norme vigenti) servono anche per i l rilascio da parte delle autorit
competenti del certificato di agibilit dell'immobile.
D DM 37, diversamente dalla Legge 46/90, ha introdotto anche la dichiarazione di rispondenza per gU impianti eseguiti prima dell'entrata in vigore del decreto e per i quali
non sia stata prodotta o non sia pi reperibile la relativa dichiarazione di conformit.
Larispondenzaalla normativa va accertata mediante sopralluogo da un professionista
iscritto all'albo professionale che ha esercitato la professione per almeno cinque anni
nel settore impiantstico a cui si riferisce la dichiarazione. Per gli impiant sotto i limit dimensionali stabilit dall'articolo 5, comma 2, del decreto la dichiarazione di rispondenza pu essere prodotta da un soggetto che ricopre da almeno cinque anni il
ruolo di responsabile tecnico di un'impresa abilitata nel settore impiantstco oggetto
della dichiarazione.
Il DM 37, inoltre, contiene le prescrizioni relative agli obblighi del committente o del
proprietario (articolo 8), al finanziamento dell'attivit di normalizzazione tecnica
svolta dall'UNI e dal CEI, in attuazione dell'articolo 8 della Legge 46/90 (articolo
14), alle sanzioni per le violazioni delle prescrizioni del decreto stesso (articolo 15).

D.Lgs. n. 81/2008. Attuazione dell'articolo 1 della Legge 3 agosto 2007, n. 123, in


materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
i l Decreto legislativo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 101 del 30 aprile
2008, noto anche come "Testo unico sulla sicurezza", che stato successivamente
integrato dal D.Lgs. n. 106/2009.
L'articolo 304 del decreto ha abrogato, a partire dalla data di entrata in vigore dello
stesso, varie norme di legge in materia di sicurezza, tra cui i l DPR n. 547 del
27/4/1955 e il D.Lgs n. 626 del 19/9/1994, raccogliendo in un'unica legge le varie
disposizioni in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Dichiarazione
di conformit

Dichiarazione
di rispondenza

Modulo A Norme tecnidie, disposizioni legislative e rappresentazione grafica degli apparati elettrid

D campo di applicazione del D.Lgs. n. 81 molto ampio, dato che comprende tutt i settori di attivit, privati e pubblici, e tutte letpologiedirischio.Esso interessa quindi tutti i
lavoratori e le lavoratrici, subordinat e autonomi, nonch i soggett a essi equiparat.
come, per esempio, gli aUievi degli istmt di istmzione e universitari e i partecipanti ai
corsi di istmzione professionale, in virt dell'uso di laboratori, attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici, comprese le attrezzature munite di videoterminali.
Il settore degli impiant elettrici interessato dalle disposizioni del decreto in quanto
le installazioni elettriche sono generalmente presenti nei vari luoghi di lavoro.
In particolare, il decreto impone ai progettst, ai fabbricanti, ai fomitori di apparecchiature e agli installatori di attenersi alle norme di sicurezza e di igiene del lavoro. Esso prescrive anche che i luoghi di lavoro e le vie di circolazione abbiano
un'illuminazione artificiale adeguata per salvaguardare la sicurezza, la salute e il
benessere dei lavoratori. Altro settore elettrico interessato quello dell'illuminazione di sicurezza delle vie e delle uscite di emergenza che deve entrare in funzione
nel caso di guasto all'impianto elettrico.
Soggetti
interessati

I principali soggetti protagonist della legge, ognuno dei quali ha precisi obblighi e
competenze, sono:

Misure
di prevenzione
e protezione

il lavoratore, inteso come persona fisica che presta il proprio lavoro alle dipendenze di un datore di lavoro;
il datore di lavoro, definito come persona fisica, giuridica o soggetto pubblico
ttolare del rapporto di lavoro col dipendente;
il servizio di prevenzione e protezione dai rischi, costtuito dall'insieme delle
persone e dei mezzi che ha la finalit di prevenire e proteggere dai rischi professionali; se non possibile individuarli all'intemo dell'azienda, siricorrea personale estemo; i compit assegnat a tale organo sono quelli di individuare e valutare
i fattori dirischioe diricercarele misure per la salubrit e la sicurezza dei luoghi
di lavoro, oltre a proporre attivit di informazione e di formazione per i lavoratori:
il medico competente, specializzato in medicina del lavoro o in una specializzazione equipollente;
il responsabile del servizio di prevenzione e protezione, inteso come la persona designata dal datore di lavoro e in possesso di determinati requisit di conoscenza e capacit in ordine alla prevenzione e alla sicurezza; questa funzione
pu essere anche affidata a un professionista estemo all'azienda;
I l rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, definito come la persona
eletta dai lavoratori dell'azienda e che li rappresenta per le problematche della
sicurezza nell'ambiente di lavoro.

L e i misure che

devono essere intraprese per la salvaguardia della salute e della sicuza


sono,
in
sintesi:
rezi
valutazione dei rischi, intesa come strumento di analisi e di conoscenza di tutti
i fattori di rischio connessi alle lavorazioni e come punto di partenza per il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori nel luogo di lavoro;
nella valutazione si tiene conto del livello di adeguatezza dei sistemi di protezione, dei dispositivi di protezione individuale, dell'istmzione del personale;
eliminazione dei rischi, avente l'obiettivo di ridurre progressivamente i rischi
alla fonte, secondo una programmazione che terr conto delle precedenze d'intervento basate su criteri d'urgenza;
programmazione della prevenzione, intesa come l'attivazione di una programmazione di interventi e di procedure verificabili che indichi lo sviluppo di
un processo per arrivare alla messa in sicurezza degli impiant, al fine di prevenire i rischi per le persone.
La documentazione di tali interventi dovr essere conservata e aggiornata continuamente dal datore di lavoro, sulla scorta delle segnalazioni di condizioni di pericolo che andranno eliminate con una costante manutenzione delle apparecchiature
e degli ambient di lavoro.