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Problema 4.

 

(

W = q 0 ΔV = q 0 V IN

V

1

q

q

FIN

)

1

q + q

 

Due cariche puntiformi q 1 = + q

e q 2 = q sono poste rispettivamente a

x 1 = 1m

V

=

+

   

e x 2 = 1m . Sul piano

x = 0 (piano yz) è presente una densità di carica uniforme σ .

Sapendo che q = 10 3 C e che

E ( x 3 = 2 m, 0, 0) =

0 calcolare:

IN

V

4πε 0 2 1

1

q

=

2 + 1

4πε 0

q

1

⎛ − q

3

   
  • 1. La densità di carica σ

  • 2. Il lavoro fatto dalle forze elettrostatiche per portare una carica q 0 = 10 4 C da

FIN

W

=

= q 0

4πε 0 2 + 1

(

V IN

V

FIN

+

=

2 1

4πε 0

3

+ q

) =

q

0

4πε 0

q + q + q

3

3 q

 

(4.3)

 

x 3 alla parte opposta x 4 = x 3

 

W =

q

0

2q +

2

=

q

q

0

4

=

q q

0

= 1.2 10 3 J

 

σ

4πε 0

3

4πε 0

3

q

3πε 0

 

+q

-q

   

x
x
 

x

4

x

1

x 2

x 3

Soluzione:

Il campo elettrico nel punto x 3 è la soma dei campi generati dalle due cariche e di

quello della distribuzione piana:

E

(

 
  • 3 ) =

1

q

1

1

q

2

σ

x = 0

(4.1)

x

4πε 0

(

x

3

x

1

) 2 +

4πε 0

(

x

3

x

2

) 2 +

2ε 0

u

da cui si ricava la densità di carica incognita:

 
 

1

q

1

q

σ

= 0

4πε 0

q

(

1

2 + 1

) 2

q

4πε 0

σ

(

2 1

) 2 +

q

2ε 0

8

σ

= 0

4πε 0 9

4πε 0

+

2ε 0

=

4πε 0 9

+

2ε 0

(4.2)

σ

q

 

8

 

=

 

2ε 0

 

4πε 0 9

 

σ =

4q

= 141.5 10 6 C

m

2

 

9π

 

Nel calcolare il lavoro, si può trascurare quello fatto dal campo generato dalla carica

piana per simmetria, si considerano quindi solo le differenze di potenziale delle due

cariche puntiformi:

Problema 5.

 
x 2 x 2 1 λ 2 mv 2 = W E = ∫ q 2
x
2
x 2
1
λ
2
mv 2 = W E =
q
2 dx =
2
2πε 0 x
x
1
x 1
x
1 = 0.1m
0.75
x
=
+ x 1 = 0.63m
2
2
W E = 1.059 mJ
v
= 1.33m / s
 

λ

qλ

  • x 2

Due fili isolanti molto lunghi, carichi positivamente con densità di carica uniforme

q

πε 0 x

dx =

πε 0

ln

  • x 1

λ = 8 nC / m si incrociano ad angolo retto. Una particella di carica positiva q = 2 µC e

 

massa

m = 1.2 g si

trova inizialmente ferma nella posizione P( x 1 = y 1 = 0.1m) .

Calcolare

  • 1. L’intensità del campo elettrico generato dalla coppia di fili nel punto P

  • 2. La forza che la particella subisce nel punto P

  • 3. La velocità della particella dopo che ha percorso la distanza d = 0.75m

(5.3)

+ + + + + + + + + + q + + + + +
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
q
+
+
+
+ + + + + + + + + + + + + + + + + + + +
+

Soluzione:

Il campo elettrico nel punto P è la somma vettoriale dei due campi generati dalle

distribuzioni lineari di carica, ed è diretto lungo la bisettrice degli assi:

E

x

=

λ

2πε 0 x

= E

y

E =

λ
λ

2 = 2034 V

2πε 0 x

La forza che agisce sulla carica è dunque:

F = qE = 4 10 3 N

 

(5.1)

m

 

(5.2)

La velocità finale della carica può essere calcolata dalla variazione di energia cinetica,

e quindi dal lavoro fornito dalle forze elettrostatiche. Nel calcolo bisogna tener conto

che il campo, e quindi la forza, varia al variare della distanza dai fili lungo la

traiettoria della carica:

Problema 6.

Problema 7.

Un cilindro conduttore ha diametro esterno D e lunghezza infinita. Sull’asse del

cilindro è posto un filo con densità di carica lineare λ=6.67*10 -10 C/m. Sapendo che il

campo elettrico misurato sulla superficie esterna del cilindro è E s = 120 V m ,

determinare:

1.

Il diametro esterno D del cilindro e la densità di carica indotta sulla sua

superficie esterna

2.

La forza che agisce su una carica di prova q=10 -4 C posta all’esterno del

cilindro, ad una distanza R=88 cm dall’asse.

E s R Soluzione: La carica indotta sulla superficie di un tratto di cilindro è la
E s
R
Soluzione:
La carica indotta sulla superficie di un tratto di cilindro è la stessa che c’è nella
sezione di filo all’interno:
Q = λ l = σπ Dl
(6.1)
quindi si può scrivere:
λ
σ =
(6.2)
π
D

Noto il campo elettrico sulla superficie si può determinare la densità di carica e quindi

il diametro del cilindro:

 

E S

 

σ

λ

D =

 

λ

6.67

10

10

=

ε 0

=

ε 0 π D

πε 0 E S

=

π 8.85 10

12 120 = 0.2 m

(6.3)

Il campo elettrico all’esterno del cilindro conduttore (fino alla superficie esterna) è

uguale a quello del filo rettilineo infinito:

 
 

λ

 

E

= 2πε 0 R

 

(6.4)

E pertanto la forza su una carica di prova vale:

F = qE = q

λ

10 4 6.67 10 10

2πε 0 R

2 π 8.85 10 12

=

0.88 = 1.36 10 3 N

(6.5)

Tre lamine metalliche quadrate parallele, di lato L=120cm, sono poste a distanza

h=1.1 cm una dall’altra. Tra le lamine vi sono due sostanze dielettriche, con costanti

dielettriche relative k 1 =2.1 e k 2 =1.7. Le due lamine esterne sono connesse ad un

generatore che le mantiene alla tensione V 0 =120V. Determinare:

   

k 1

V

k 2

0

   
  • 1. Quale è la capacità totale del sistema.

  • 2. Quanto vale il campo elettrico E 1 nel dielettrico 1.

  • 3. Quale è la variazione di energia elettrostatica se i due dielettrici vengono estratti.

Soluzione:

Le due capacità C1 e C2 si possono considerare in serie. Hanno valori diversi a causa

delle diverse costanti dielettriche:

C

1

= ε 0 k 1 L

8.85 10 12 2.1 1.2 2

=

h

0.011

= 2.433nF

C

2

= ε 0 k 2 L

h

8.85 10 12 1.7 1.2 2

=

(7.1)
0.011

= 1.97 nF

C

=

C 1 C 2

C 1 + C 2

= 1.089 nF

Le due capacità in serie hanno la stessa carica Q, che è anche la carica della serie dei

due. Questo fatto può essere usato per calcolare le tensioni su ciascun condensatore e

quindi i campi elettrici:

Q = CV = 1.098 10 9 120 = 1.307 10 7 C

V 1

=

Q

1.307

10 7 C

=

C 1

2.433

10 9

= 53.7V

E 1

=

V 1

h

= 4.88 KV / m

L’energia elettrostatica iniziale vale:

U I

= 2 C I V 2 = 2 1.089 10 9 120 2 = 7.841 10 6 J

1

1

(7.2)

(7.3)

Togliendo i dielettrici varia la capacità del sistema, mentre il generatore mantiene la

tensione costante, e quindi varia l’energia accumulata:

C F

= ε 0 L 2

8.85 10 12 1.2 2

=

2 h

0.022

= 0.579 nF

U F

1

= 2 C F V 2 =

1

2

0.58 10 9 120 2 = 4.171 10 6 J

ΔU = U F U I = 3.67 10 6

J

(7.4)

Problema 8.

Un condensatore piano di superficie quadrata S=200 cm 2 e distanza tra le armature

h=5mm viene caricato fino a raggiungere una differenza di potenziale tra le due

armature di V 0 =1000V, e quindi isolato.

Successivamente viene introdotto un blocco a forma di parallelepipedo con la

superficie della stessa forma e dimensione di quella del condensatore. Il blocco è

costituito da due strati entrambi di altezza h 1 =1mm, ma di materiale dielettrico con

costante dielettrica k=3 il primo dal basso, e di materiale conduttore il secondo. Si

chiede in tali condizioni:

  • 1. La carica depositata sulle armature del condensatore

  • 2. La capacità del condensatore

  • 3. Il lavoro necessario ad estrarre il blocco

Soluzione:

La carica iniziale rimane invariata poiché il condensatore viene isolato:

Q = C 0 V = ε 0 SV

h

= 35.4 10 9 C , C 0 = 35.4 pF

(8.1)

Il condensatore può essere visto come la somma di due condensatori in serie, con

costanti dielettriche diverse:

1 C = 1 C a + 1 C b , C b

= k ε 0 S

h 1

= 531 pF , C

a

= ε 0 S

h 2 h 1

= 59 pF , C = 53.4 pF

(8.2)

Il lavoro per estrarre il blocco è pari alla differenza tra l’energia accumulata nel

condensatore senza e con il blocco inserito:

E 2

=

1

Q 2

2

C

0

= 17.7 µ J , E 1 =

1

Q

2

2

C

= 11.7 µ J ,W = 6 µ J

(8.3)

Problema 9.

Problema 10.

Due lastre metalliche

piane,

di

superficie pari

a

0.8

m 2 ,

sono

affacciate alla distanza h = 4mm e

formano

quindi

un

condensatore

piano. Le due armature sono

connesse ad un generatore di

tensione con differenza di

potenziale V. L’armatura inferiore

h V M
h
V
M

è fissa, quella superiore è mantenuta in equilibrio meccanico da una massa M= 0.8Kg,

come da figura. Inizialmente non vi è dielettrico tra le armature.

1.

Calcolare, trascurando gli effetti di bordo, la capacità del condensatore.

2.

Considerando trascurabili le masse delle lastre, della fune e della carrucola,

calcolare la tensione V alla quale il sistema è in equilibrio.

3.

Se tra le lastre, dopo aver bloccato la carrucola, viene successivamente inserito un

dielettrico di spessore d = 2mm e costante dielettrica relativa k = 2.5, calcolare la

nuova capacità.

4.

In questa nuova condizione, determinare se è variata, e di quanto, la forza tra le

armature.

Soluzione

Il condensatore ha capacità pari a:

C

Σ

= ε 0 h

= 1.77 nF

(9.1)

La tensione deve bilanciare la forza di attrazione elettrostatica, che si calcola nota la

pressione elettrostatica P = ε 0 E 2 2 :

Una volta inserito

condensatori:

F = ε 0 E

2 Σ = ε 0 h 2

V 2

2

Σ = Mg = 7.95 N
2

V =

2 h 2 Mg ε 0 Σ
2 h 2 Mg
ε 0 Σ

= 5.95 KV

il dielettrico il condensatore si considera

  • 1 d

1

1

h d

=

+

=

+

C

C

1

C

2

ε 0 Σ

ε 0 k Σ

C

= 2.53nF

(9.2)

la

serie

di

due

(9.3)

A potenziale costante la carica aumenta al crescere della capacità, e quindi aumenta

anche la forza:

F =

σ 2

Q 2

C 2 V 2

  • =

Σ =

2ε 0

2 Σε 0

2 Σε 0

= 14.1N

(9.4)

Un elettrodo formato da un filo metallico di raggio R 1 = 100µm è teso sull’asse di un

cilindro conduttore cavo di raggio interno R 2 = 11.0mm. Il cilindro, lungo d=10 cm, è

riempito di un gas con rigidità dielettrica pari a 2.2MV/m.

R 2 d
R 2
d

Considerando trascurabili gli effetti di bordo,

determinare:

  • 1. Il lavoro compiuto per caricare gli elettrodi fino a 1000V;

  • 2. La differenza di potenziale V M che si può applicare tra i due elettrodi per non avere scariche nel gas.

Soluzione:

Il sistema è un condensatore cilindrico, che ha capacità pari a:

C

= 2πε 0 d

=

1.18 pF

 

ln R 2

 
 

R 1

1

W = 2 CV 2 = 0.59 µW

Il lavoro fatto per caricarlo è pertanto:

(10.1)

(10.2)

Il campo elettrico all’interno del condensatore è quello di un filo rettilineo infinito con

una densità di carica λ = Q d :

E =

λ

(10.3)

2πε 0 r

Quindi E ha il valore più intenso sulla superficie del filo: E 1 = λ 2πε 0 R 1 . Perchè non

ci siano scariche il campo elettrico massimo non dovrà superare i 2.2 M V m :

 

E 1 E MAX = 2.2 M V

m

(10.4)

La differenza di potenziale ai capi del condensatore (integrale del campo elettrico)

vale:

 

V =

λ

ln R 2

(10.5)

 

2πε 0

R 1

E’ immediato quindi mettere in relazione la differenza di potenziale con il campo

elettrico massimo, eliminando λ dalle (10.3) e (10.5). Si ottiene così la massima

tensione applicabile al condensatore per non avere scariche:

 
 

ΔV max = E max R 1 ln R 2

R 1

= 1034V

(10.6)

Problema 11.

R V0 C R
R
V0
C
R

Nel circuito in figura, con V 0 = 100V , R = 5 M Ω, C = 10 µ F , il condensatore è

inizialmente scarico e l’interruttore è aperto. Determinare dopo 50 secondi dall’inizio

della carica del condensatore (chiusura dell’interruttore):

  • 1. L’energia dissipata su una delle resistenze R.

  • 2. L’energia accumulata sul condensatore C.

  • 3. L’energia fornita dal generatore.

Soluzione:

Si tratta della carica di un condensatore attraverso una resistenza totale pari a 2 R ,

quindi con la costante di tempo τ = 2 RC . La corrente durante la fase di carica vale:

t − i = V 0 e 2 RC 2 R e la tensione ai capi
t
i
= V 0
e
2 RC
2 R
e la tensione ai capi del condensatore vale:
t
V C = V 0
1 − e
2 RC
Dopo 50 secondi di carica la tensione sul condensatore varrà quindi:
50
V C = V 0
1 − e
2 RC
⎟ = 393.5V

La carica totale sul condensatore è:

Q = CV C = 10 10 6 393.5 = 3.93mC

(11.1)

(11.2)

(11.3)

(11.4)

Il lavoro fatto dal generatore per far transitare questa carica attraverso la FEM

costante V 0 è:

W GEN = V 0 Q = V 0 V C C = 3.93J

(11.5)

L’energia accumulata sul condensatore è pari a CV 2 2 . Nota che negli istanti

intermedi non vale la relazione che vede l’energia dissipata essere esattamente uguale

a quella accumulata nel condensatore:

W C

1

= 2 CV C 2 = 0.774 J

Infine, considerando il bilancio energetico:

(11.6)

W GEN = W R + W R + W C

W R

W GEN W C

=

2

=

3.93 W C

2

= 1.58 J

(11.7)

Problema 12.

Nota la carica accumulata sul condensatore, e quindi transitata attraverso il circuito, il

Una

bolla

di

sapone

di

superficiale σ = 3.2 10 6 C m

2

.

raggio

r = 7 cm

è

caricata

con

una

carica

  • 1. Calcolare la pressione elettrostatica che agisce sulla superficie della bolla

La bolla è immersa in un condensatore piano di capacità C = 2 nF , con le armature

distanti d = 20cm . Si osserva che perchè la bolla stia ferma al centro del condensatore

è necessario portarlo ad una tensione V 1 = 0.1V .

  • 2. Calcolare la massa della bolla.

Se il condensatore viene caricato da un generatore con tensione V 0 = 0.15V attraverso

una resistenza R = 2 K Ω , determinare:

  • 3. Dopo quanto tempo il condensatore raggiunge la tensione V 1

  • 4. Quale è il lavoro fatto dal generatore in questo tempo.

Soluzione:

Vo R
Vo
R

d

La pressione elettrostatica è data da:

P =

σ 2

(

3.2

10

6

)

2

m 2

(12.1)

2ε 0

=

2 8.85 10

12 = 0.58 N

Perchè la bolla carica stia in equilibrio la forza elettrostatica deve bilanciare la forza

peso. Nota la distanza tra le armature e la tensione, si calcola il campo elettrico

all’interno del condensatore e quindi la forza che esso esercita sulla carica:

q = σ 4π r

2

F

= mg = qE = q

V

h

(12.2)

 

σ 4π r 2 V

 

m =

= 1 10 8 Kg

 
 

hg

 

Il condensatore si carica attraverso la resistenza R con la nota relazione esponenziale:

 

 

t

 
 

  • V 1 = V 0

1 e

 

RC

(12.3)

 

V

t = RC ln

1

1

V

0

= 4.39 µ s

lavoro fatto dal generatore è:

W = qV 0 = CV 1 V 0 = 3 10 11 J

(12.4)

Problema 13.

Un condensatore piano di superficie

Σ = 1m 2 ,

le cui armature distano

tra loro

d = 8.82 mm si trova in vuoto ed è connesso ad un generatore di forza elettromotrice

V 0 = 10V attraverso un interruttore (1) che rimane chiuso solo per un tempo t = 1µ s e

da 3 resistenze uguali R3 = R 4 = R5 = 2 K Ω , disposte come in figura.

Calcolare: 1) la tensione V e la carica Q del condensatore dopo il processo di carica
Calcolare:
1)
la tensione V e la carica Q del condensatore dopo il processo di carica
2)
Il lavoro W fatto dal generatore durante la carica e l'energia elettrostatica U
immagazzinata nella capacità
3)
Il campo elettrico E nel condensatore
R1
A
(1)
(2)
R3
R2
C
R4
R5
V
B

Il condensatore, così caricato, viene successivamente connesso tramite l'interrutore (2)

ad un secondo circuito formato da 2 resistenze uguali R1 = R 2 = 1K Ω e disposte come

 

in figura.

Calcolare:

4)

la corrente sulle 2 resistenze quando t = 3.5 µ s

5)

la differenza di potenziale V(A)-V(B) nell'istante t = 3.5 µ s

 

6)

l'energia totale dissipata durante la scarica fino a t = 3.5 µ s

7)

la potenza dissipata su ciascuna delle 2 resistenze quando t = 3.5 µ s

Soluzione:

La capacità del condensatore è:

 
 

Σ

C = ε d 0

= 1nF

(13.1)

Poichè il ramo (2) del circuito è aperto, questo non entra nella fase di carica; la

resistenza in fase di carica è:

R EQ

= R 3 + R 4 R 5 R 4 + R 5
= R 3 + R 4 R 5
R 4 + R 5

= 3K Ω → τ 1 = R EQ C = 3µ s

(13.2)

Dopo 1µs il condensatore non è quindi completamente carico:

V C ,1 = V 0

t

1 e

τ 1

= 2.83V , Q 1 = CV C ,1 = 2.83nC

(13.3)

Il lavoro fatto dal generatore, visto che attraverso di esso è fluita la carica Q 1 , è

semplicemente:

W GEN = Q 1 V 0 = 28.3nJ

Mentre l’energia accumulata nella capacità è:

U

e

=

1

2

2

CV C ,1

2

Q 1

= 2C = 4 nJ

(13.4)

(13.5)

2

Nota bene che W GEN = Q 1 V 0 = CV C ,1 V 0 è diverso da 2U E = CV C ,1 . Il campo elettrico nel

condensatore vale:

E =

V C ,1

(13.6)
d

= 320.9V / m

Durante la fase di scarica l’interruttore (1) è aperto metre (2) è chiuso. Entrano quindi

in gioco solo le resistenze R 1 e R 2 . Si avrà una nuova costante di tempo:

 

τ 2 =

(

R 1 + R 2

) C = 2 µ s

(13.7)

e dopo un tempo t = 3.5µ s varrà:

 

t

τ 2 , i =

V C ,1

t

e

τ 2 =

 
 

V C , 2 = V C ,1 e

246 µ A

(13.8)

R 1 + R 2

Nota la corrente, è immediato calcolare la differenza di tensione ai capi di una delle

resistenze:

V A V B = R 2 i = 246 mV

(13.9)

L’energia dissipata in questa fase del processo si può calcolare dalla variazione

dell’energia accumulata nel condensatore:

E DISS

=

1

2

2

CV C ,1

1

2

2

CV C , 2

1

= 2 CV 1

2

2 t

1 e

τ 1

= 3.88nJ

(13.10)

Infine la potenza dissipata sulla resistenza, nota la corrente all’istante t, vale:

P 1

= P 2 = Ri 2 = 60 µW

(13.11)

Problema 14.

Problema 15.

Una spira conduttrice, a forma di esagono regolare di lato 2L=20 cm, è percorsa da

una corrente i=12 A. Determinare:

  • 1. la FEM necessaria a mantenere la corrente, sapendo che la spira è composta da un filo di rame di diametro d=1 mm

  • 2. Il campo magnetico B generato al centro della spira.

Soluzione:

2L h
2L
h

La resistenza del filo è proporzionale alla resistività ed alla lunghezza, ed

inversamente proporzionale alla sezione:

R = ρ

6 2 L

1.67 10 8 6 0.2

=

π

d

2

2

π 0.0005 2

= 25.5mΩ

(14.1)

Nota la corrente, dalla legge di Ohm si ricava la tensione ai capi della spira:

  • V = RI = 25.5 10 3 12 = 306 mV

(14.2)

E’ noto il campo magnetico generato da un elemento di filo rettilineo, a distanza h dal

centro del filo. I sei lati della spira producono al centro un campo magnetico (entrante

nel foglio) che è la somma delle 6 componenti:

µ 0 iL µ 0 6iL µ 0 6iL B = 6 = = 2π h
µ 0 iL
µ 0 6iL
µ 0 6iL
B = 6
=
=
h
h 2 + L 2
2π L
3
3L 2 + L 2
4π L 2
3
4π ⋅ 10 −7 ⋅
3i
4
⋅ 10 −7 ⋅
3i
B =
=
= 4.16 ⋅ 10 −5 T
2π L
2 L

(14.3)

Una sottile lamina conduttrice infinita è percorsa da una densità di corrente

j L = 1.2 A m . Lungo un filo rettilineo infinito, disposto parallelamente alla lamina ad

una distanza

h = 1.5 m , passa una corrente i F = 2 A , nella stessa direzione e verso

della corrente sulla lamina. i f h j l
della corrente sulla lamina.
i
f
h
j l

Calcolare:

1.

2.

La forza esercitata sul filo per unità di lunghezza.

La distanza y dalla lamina in cui il campo magnetico totale e’ nullo.

Soluzione:

E’ nota la formula per il campo magnetico generato da una lamina infinita percorsa da

una densità di corrente ( B L

= µ 0 j L

). Poiché il campo magnetico generato dalla
2

lamina è ortogonale al filo, la forza esercitata su un elementino di filo si può scrivere:

dF = i F B L ds

e quindi la forza per unità di lunghezza vale:

dF

ds

= i F B L

= µ 0 j L i F

2

=

1.26 10 6 1.2 2

2

= 1.5 10 6 N / m

(15.1)

(15.2)

I campi magnetici generati da filo ( B F

= µ 0 i F

2π r

)

e lamina sono

discordi tra filo

e

lamina, sono invece concordi al di sopra del filo, ed al di sotto della lamina. Il punto

in cui si annullano sarà pertanto tra il filo e la lamina. Uguagliando i moduli dei

campi, si ottiene:

B L

= µ 0 j L = µ 0 i F

2

2π

r

= B F r =

i F
i
F

π j L

= 0.53m

y = h r = 1.5 0.53 = 0.97 m

(15.3)

Problema 16.

P2 z y x d d
P2
z
y
x
d
d

P1

Problema 16. P2 z y x d d P 1 Tre conduttori rettilinei paralleli e di

Tre conduttori rettilinei paralleli e di lunghezza infinita giacciono sullo stesso piano

xy, con il conduttore centrale che coincide con l’asse x. La distanza tra i conduttori

contigui è d=10 cm. Il conduttore centrale è percorso da una corrente costante i 1 =1 A,

nel verso delle x crescenti, mentre i due conduttori laterali sono percorsi ciascuno da

una corrente i 2 =5/4 A nel verso opposto. Determinare:

  • 1. Il campo magnetico generato dai conduttori nel punto P 1 di coordinate (0,2d,0).

  • 2. Il campo magnetico generato dai conduttori nel punto P 2 di coordinate (0,0,2d).

  • 3. La forza per unità di lunghezza agente sul conduttore centrale.

Soluzione:

Il campo magnetico in P 1 ha sole componenti z, positiva quella generate dal filo

centrale e negative le altre due:

7 = µ 0 i 1 µ 0 i 2 µ 0 i 2 µ 0
7
= µ 0 i 1
µ 0 i 2
µ 0 i 2
µ 0
B
) = −
= −2.3 ⋅ 10 −6 T
z
(
2 d
)
(
d
)
2π 3d
(
12
π d
(16.1)
B
= B
= 0
x
z
Invece in P 2 il capo generato dal filo centrale è orizzontale (in direzione –y), gli altri
hanno sia componenti y che z, essendo tangenti a circonferenze centrate sui fili. Le
componenti z hanno peraltro somma nulla:
2
2
µ 0 i 2
) + 2 µ 0 i 2 cos ϑ
+ 2 µ 0
µ 0 i 1
µ 0 i 1
5
µ 0
B
= −
) = −
) = −
y
(
2 d
(
(
2 d
) +
(
4π d
4π d
5d
5d
B
= µ 0
= 10 −6 T
(16.2)
y
4π d
B
= 0
x
= µ 0 i 2 senϑ
µ 0 i 2 senϑ
B
) = 0
z
(
)
(
5d
5d

La forza sul conduttore centrale non può

problema.

che essere nulla data la simmetria del

Problema 17.

Una spira quadrata di lato l = 10 cm è disposta con due lati paralleli ad un campo

magnetico uniforme B = 2.1T . La spira è alimentata da un generatore di tensione V 0

che, applicato alla spira, genera una corrente i = 1.3 A . Calcolare:

 u n B i
u
n
B
i
  • 1. Il momento delle forze che si esercitano sulla spira.

Se, mantenendo lo stesso generatore di tensione V 0 , ed utilizzando lo stesso tipo di

filo si costruisce una bobina di ugual lato ma composta da 10 spire:

  • 2. Quanto vale il nuovo momento delle forze?

Soluzioni:

Il momento delle forze si calcola a partire dal momento magnetico della spira:

M = m × B = il 2

u

n

× B = il 2 B = 1.3 0.1 2 2.1 = 27.3 10 3 N m

(17.1)

Mantenendo la stessa FEM ma aumentando il numero di spire, la corrente che circola

diminuirà perchè è aumentata la resistenza del circuito. In compenso all’aumentare

delle spire aumenta il momento magnetico, ed i due effetti si compensano:

Problema 18.

Tre fili conduttori rettilinei paralleli e nello stesso piano sono disposti a distanza

d=10cm.Una spira quadrata di lato L=20cm giace nel piano dei fili, anch’essa a

distanza d=10cm (vedi figura). La spira ha una resistenza R. I tre fili sono percorsi

dalle correnti i 1 ,i 2 ,i 3 definite nella figura.

1 = 100 A

i

 
 

t

2 = i 0 e

i

τ

con i

o

i

3 =

200 A

d

= 10cm

L

= 2 d = 20cm

Calcolare:

 

i

1

= 300 A e τ = 10s

i 2 i 3 A d d d 2d y x
i 2
i 3
A
d
d
d
2d
y
x
  • 1. Il campo magnetico nel punto A (centro spira) dovuto ai tre fili al tempo t=0.

  • 2. La forza per unità di lunghezza sul filo 3, al tempo t=0 (l’apporto della spira è trascurabile).

  • 3. La resistenza della spira, sapendo che al tempo t=0 la corrente indotta vale i s = 5.5x10 -7 A.

  • 4. La carica che è circolata nella spira da t=0 a t=

V 0 =

Ri = R ' i '

  • 5. La risultante delle forze sulla spira a t=

 

R ' = NR i ' =

i

Soluzione:

N

i

(17.2)

Consideriamo l’ asse z uscente dal foglio. Le correnti sui fili 1 e 3 generano un campo

m ' = Ni ' l 2 = N

N

l 2 = m

magnetico entrante, quelle sul filo 2 un campo uscente dal foglio. Il campo magnetico

in A è dato da:

M ' = M = 27.3mN

 

B

µ 0 i 1

+ µ 0 i 2

µ 0 i 3

= µ 0

4i 2 3i 1 6i 3

 

=

A

2π 4 d

2π 3d

2π

2 d

2π

1200 300 1200

12 d

 

u

z

(18.1)

 

B A = 2 10 7

1.2

= 5 10 5 T u

z

Per calcolare la forza sul filo 3 è necessario calcolare il campo sul filo, generato da 1 e

2 (il testo dell’esercizio afferma che il campo magnetico generato dalle correnti

indotte sulla spira è trascurabile a questo riguardo).

 
 

B 3

=

µ 0 i 1

u

+ µ 0 i 2

u

= µ 0

2i 2 i 1

u

 

2π 2 d

z

2π d

z

2π

2 d

z

(18.2)

B 3 = 2 10 7

600 100

0.2

=

5 10 4 T u

z

La forza per metro sul filo, ortogonale al filo ed al campo, è data quindi da:

F 3

= i 3 × B 3 = i 3 B 3

u

x

= 200 5 10 4 = 0.1 N u

  • m x

(18.3)

L’unico campo magnetico variabile è quello generato dal filo 2, solo questo

contribuisce alla variazione del flusso attraverso la spira e quindi alla FEM indotta. I

campi dovuti ai fili 1 e 3 si possono quindi omettere. E’ importante notare che il

campo magnetico varia attraverso la spira, il flusso va quindi calcolato come integrale

sulla spira:

φ ( B 2 ) = 2 d

4 d

2 d

µ 0 i 2

2π r

dr = 2 d µ 0 i 2 ln( 2)

2π

(18.4)

La FEM sulla spira si calcola dalla legge di Faraday-Lenz: FEM =

dφ B

dt

, ed infine,

nota la corrente indotta, la resistenza sarà:

 

t

 

R =

1

dφ = 2 d µ 0 i 0 e

τ ln( 2)

2 0.1 2 10 7 300 ln( 2)

= 1.5Ω

(18.5)

i

s

dt

2π i

s

τ

=

5.5 10 7 10

La carica che e’ circolata nella spira può essere calcolata integrando la corrente

indotta sulla spira nel tempo. L’andamento temporale della FEM indotta, e quindi

t

anche della corrente indotta, è pari a e

τ , essendo noto il valore iniziale della corrente

è immediato scrivere i s (t ) = i s (0) e

t

τ . Si ottiene:

Q =

t

i s 0 e

τ dt = τ i s 0 = 5.5 10 6 C

0

(18.6)

In alternativa, noto il flusso iniziale, ed osservando che per t → ∞ il flusso si annulla

(sempre omettendo i termini costanti dovuti ai fili 1 e 3) si può utilizzare le legge di

Felici. Infine, visto l’andamento esponenzialmente decrescente della corrente i 2 , per

t → ∞ la corrente indotta sulla spira si annulla, e quindi anche la forza sulla spira vale

F=0.

Problema 19.

Una spira quadrata rigida, di lato l = 12 cm e

resistenza R = 25 Ohm, viene trascinata con

velocità orizzontale, che rimane sempre

costante, v=3 m/s. L spira entra in una zona di

larghezza d>l in cui vi è un campo magnetico B

= 4.5 T, ortogonale alla spira ed entrante nel

piano del disegno.

Determinare:

d

 3   = i × B = i B  u x = 200

l

v
v
  • B

  • 1. Il verso della corrente indotta nella spira nelle varie fasi del moto.

  • 2. In quali regioni agisce una forza sulla spira, il suo verso ed intensità.

  • 3. L’energia totale dissipata nella resistenza dopo che la spira è completamente uscita dalla zona con campo magnetico.

  • 4. Quale è la carica che globalmente ha fluito lungo la spira.

Soluzione

La corrente indotta dovrà generare un campo magnetico opposto a quello dato quando

la spira sta entrando (per opporsi all’aumento di flusso) e di verso opposto quando la

spira esce. Quindi il verso è antiorario prima e orario poi, la corrente indotta vale:

i =

Blv

R

(19.1)

La forza agisce quando la spira entra ed esce, sempre opposta alla velocità:

F =

B 2 l 2

v

R

u v = 35mN

(19.2)

L’energia dissipata è uguale al lavoro fatto dalle forze esterne che bilanciano la forza

(19.2) per mantenere costante la velocità:

 

W = 2 F l

= 2 B 2 l 2

v

R

l

= 8.4 mJ

(19.3)

Il flusso di B iniziale e finale sono nulli (spira fuori dal campo magnetico) e perciò,

secondo la legge di Felici, l’integrale della carica è uguale a 0.

Problema 20.

La velocità di uscita si ottiene quando la sbarretta ha percorso tutta la zona ove è

Una sbarretta conduttrice di massa m=5g e di lunghezza l=25cm scorre liberamente su

due binari orizzontali ai quali è elettricamente connessa. I due binari sono connessi tra

di loro da una resistenza R=15Ω. Per un tratto di lunghezza L=40cm i binari sono

attraversati da un campo magnetico B=2.5T diretto verticalmente. La sbarretta arriva

al tempo t=0 nella zona con campo magnetico con una velocità v 0 =2.5m/s.

v 0 R B
v 0
R
B
  • 1. Quanta corrente fluisce nella barretta subito dopo tale istante?

  • 2. Quanta carica è fluita nel circuito sbarretta-rotaie-resistenza quando la sbarretta esce dalla zona con campo magnetico?

  • 3. Quale è la velocità di uscita della barretta?

Soluzione:

La FEM generata nel circuito è pari a Bv 0 l , pertanto la corrente indotta è:

I 0

= Blv 0

R

= 0.104 A

(20.1)

Quando la sbarra ha superato la zona con campo magnetico, il flusso di B attraverso il

circuito è variato di una quantità Δφ = L l B . Utilizzando la legge di Felici si ottiene:

Q TOT

=

Δφ R
Δφ
R

= 0.017C

(20.2)

La forza di frenamento che agisce sulla barretta vale:

F = m

dv

B 2 l 2

=

dt

R

v

(20.3)

che è pertanto funzione della velocità. Conviene scrivere la forza in funzione della

posizione:

 

dv

  • dv dx

  • dv B 2 l 2

m

= m

= mv

=

v

dt

  • dx dt

  • dx R

dv

B 2 l 2

 

=

(20.4)

dx

mR

B 2 l 2

v

= v 0

x

mR

presente il campo magnetico: v L = v 0

B 2 l 2

mR

L = 0.42 m / s .

Problema 21.

Problema 22.

In un piano inclinato di angolo α=30 0 sono poste due rotaie parallele, distanti

l=10cm, di resistenza elettrica trascurabile e connesse elettricamente tra loro alla

sommità. Su di esse può scorrere senza attrito una sbarretta conduttrice ab, di massa

m=10g e resistenza elettrica R=0.1Ω. Il tutto è immerso in un campo magnetico

uniforme e costante, diretto verticalmente, di modulo B=0.5T. Ad un certo istante la

sbarretta ab viene lasciata libera di scivolare lungo il piano inclinato. Calcolare:

  • 1. La forza elettromotrice indotta nella sbarretta ab, e a corrente indotta nella spira individuata dal sistema rotaie-sbarretta, in funzione della velocità della sbarretta.

  • 2. La velocità limite (se esiste) della sbarretta nel suo moto di scivolamento.

B v ab α
B
v
ab
α

Soluzione:

Il moto di discesa della sbarretta determina una variazione di flusso del campo

magnetico attraverso la spira, e quindi una FEM indotta. Nel calcolo del flusso

occorre osservare che il campo magnetico non è normale al piano della spira:

φ B = lBx cos α FEM =

dφ B

dt

= lBv cos α =

3
3

v = 0.0433v[V ]
40

(21.1)

La corrente indotta (si trascurano come usuale gli effetti di autoinduzione) è pertanto:

i =

FEM 3 = − v[ A] R 4
FEM
3
= −
v[ A]
R
4

(21.2)

La velocità limite si otterrà quando la componente lungo il piano della forza di

frenamento elettromagnetico bilancerà la componente lungo il piano della forza peso:

ma

= mg sin α + ilB cos α

= 0 mg sin α =

  • l 2 B 2 v lim cos 2 α

R

  • v lim

=

gmR

sin α

l

2 B 2

cos 2 α

= 2.62 m s

(21.3)

Una spira di forma quadrata di lato L=1m ruota attorno ad un asse orizzontale con una

velocità angolare ω = 2π rad/sec (vedi figura). La spira è immersa in un campo

magnetico uniforme B=2Tesla diretto lungo l'asse z, ortogonale all’asse della spira.

La spira, di resistenza trascurabile è connessa ad una resistenza di carico R=0.2 Ω.

Problema 21. Problema 22. In un piano inclinato di angolo α =30 sono poste due rotaie

Calcolare:

R

θ ω L B L
θ
ω
L
B
L
  • 1. La corrente che circola nella spira in funzione del tempo.

  • 2. Il momento massimo che agisce sulla spira.

  • 3. L'energia dissipata sulla resistenza in 10 secondi.

  • 4. La somma in valore assoluto delle cariche che circolano nella spira in 10 secondi.

Soluzione

Il flusso di B attraverso la spira è Φ( B ) = BL 2 cos(α ) = BL 2 cos(ω t ) . La corrente

indotta è pertanto:

i =

FEM

1

∂Φ( B )

ω Bl 2 senω t

=

=

R

R

t

R

(

= 62.83