Sei sulla pagina 1di 138

SCRIVERE UN LIBRO

(E FARSELO PUBBLICARE)

I consigli
degli autori best seller
e dei loro editor

scrittore
TORNEO LETTERARIO

Materiale riservato per uso interno.


Copyright 2011 Christian Aletto / dol. Tutti i diritti riservati.

dol

SCRIVERE UN LIBRO

(E FARSELO PUBBLICARE)
I consigli degli autori best seller e dei loro editor

scrittore
TORNEO LETTERARIO

Materiale riservato per uso interno.


Copyright 2011 Christian Aletto / dol. Tutti i diritti riservati.

dol

IoScrittore un marchio editoriale


di Gruppo editoriale Mauri Spagnol
ISBN 978-88-6720-050-4
2013 Gruppo editoriale Mauri Spagnol
Prima edizione digitale novembre 2013
Questopera protetta dalla Legge sul diritto dautore.
vietata ogni duplicazione non autorizzata.

Come si sceglie il titolo di un romanzo di successo?


In che modo si cattura linteresse del lettore fin dalle prime pagine?
Come si trasforma una bella storia in un bestseller?
Sono alcune delle domande a cui vuole rispondere questo libro, nato dallesperienza di IoScrittore, lunico torneo
letterario gratuito promosso da un grande gruppo editoriale
e dai suoi editor. La sua formula, particolarmente originale,
prevede che i partecipanti siano investiti del doppio ruolo di
scrittore e di critico.
Nellarco di tre anni i partecipanti sono stati 4.811, per un
totale di 76.295 giudizi prodotti dalla community. Sono stati
pubblicati 76 e-book, 12 libri cartacei ed prevista la pubblicazione nel corso del 2014 di altri 10 e-book e 3 libri cartacei.
Scopri tutto sulledizione 2014 del torneo su www.
ioscrittore.it
Il torneo letterario IoScrittore organizzato da GeMS, acronimo di Gruppo Editoriale Mauri Spagnol, il pi grande
gruppo editoriale indipendente italiano (www.maurispagnol.it) e include le case editrici: Adriano Salani Editore,
5

Antonio Vallardi Editore, Ape Junior, Bollati Boringhieri


Editore, Casa Editrice Corbaccio, Casa Editrice La Coccinella, Casa Editrice Nord, Chiarelettere, Garzanti Libri,
Longanesi & C, Lmina, Magazzini Salani, Nord-Sud Edizioni, Ponte alle Grazie, TEA Tascabili degli Editori Associati, Tre60, Ugo Guanda Editore.

Sommario

Introduzione
di Stefano Mauri
Prefazione
di Oliviero Ponte di Pino
Gli editor si presentano

11
13
15

COME TROVARE IL TITOLO GIUSTO


Due consigli per trovare il titolo giusto al vostro romanzo
Due titoli di libri particolarmente azzeccati
Le quattro funzioni del titolo di un romanzo
Che cos un titolo?
Sette regole per trovare il titolo a un romanzo
Il titolo perfetto per un romanzo
Come trovare il titolo perfetto
Chi d il titolo a un libro?
Cinque cose che forse non sapete sul titolo

21
22
27
29
32
34
37
39
41
44

LINCIPIT, OVVERO CHI BEN COMINCIA


Le dure leggi dellincipit
Lincipit, ovvero il primo appuntamento
Come iniziare alla grande
Lincipit, ovvero aprite quella porta
In che modo cominciare?

47
48
58
60
63
65

Lincipit di un libro davventura


Come iniziare un thriller bestseller?
Lincipit, ovvero lantipasto
Per un incipit da brivido
Lincipit non tutto nella vita di un romanzo
(ma lo aiuta a vivere meglio)

66
68
70
72

ALTRI SPUNTI FONDAMENTALI


Ancora sullincipit:
sette spunti di discussione nati dai post
Il quiz di Vladimir Nabokov per scoprire
il segreto del bravo lettore
Qualche ricetta per dare sapore (e profumo)
al protagonista del tuo romanzo
Come suscitare la curiosit del lettore?
Consigli e sorprese
Ma davvero esistono solo quattro storie?
I dieci peggiori lettori della mia vita
(e come farne buon uso)
Letteracura, ovvero perch leggere ti fa bene
A volte le critiche possono essere utili:
aperta la caccia al clich
Chi mi garantisce che sono davvero uno scrittore?
E poi, che cosa uno scrittore?
Perch lo fai?

82

I CONSIGLI DI SCRITTURA
DEGLI AUTORI BEST SELLER
Marco Buticchi, il maestro dellavventura italiano
Donato Carrisi, lautore italiano di thriller
pi tradotto nel mondo
Clara Snchez, unautrice sempre ai vertici
delle classifiche
8

74

83
89
91
96
99
102
109
113
117
123
127
128
130
132

Wilbur Smith, il re delle classifiche dei bestseller


I romanzi vincitori di IoScrittore

134
136

Introduzione
di Stefano Mauri

IoScrittore un format estremamente originale e fecondo


che ci ha portato tanti bei libri e e-book.
Lunico format a me noto che consente di sposare la democrazia che la rete si aspetta al processo di selezione senza
il quale un editore non avrebbe ragion dessere.
Un torneo del tutto gratuito, che a noi costa molta fatica ma che mette in mostra a cuore aperto il nocciolo del
nostro lavoro. Come nei buoni ristoranti, dove la cucina
visibile ai commensali.
Ci sono autori che oltre che nelle librerie italiane sono
sbarcati in quelle tedesche e in quelle francesi dopo la pubblicazione in GeMS. Altri sono arrivati in finale al Premio
Strega, altri ancora hanno vinto prestigiosi e ricchi premi
letterari, nel complesso gli scritti pubblicati hanno fruttato
pi di 100 mila euro di royalties ai loro autori. Gli e-book in
rete hanno spesso dei giudizi estremamente positivi.
Ma quello che pi interessa non sono i vincitori ma i
vinti. Le migliaia di persone che hanno imparato una o pi
lezioni confrontandosi con i loro pari e ci ringraziano in
continuazione. Tanto che a ogni edizione il loro manoscritto
scala centinaia di posizioni rispetto alledizione precedente
11

semplicemente perch hanno cambiato qualche cosa ascoltando il parere degli altri.
A volte basta poco per migliorare un romanzo, come
questi consigli vi aiutano a capire.
Per dirla con il simpaticissimo Terry Pratchett, se in un
secchio di sterco metto un goccio di whisky rester un secchio di sterco. Ma se in un secchio di whisky metto un goccio di sterco diventa immediatamente un secchio di sterco.

12

Prefazione
di Oliviero Ponte di Pino, editor 2.0

Questo non un manuale di scrittura. Non sono nemmeno


le istruzioni per vincere la prossima edizione di IoScrittore.
Non un manuale perch non sistematico: raccoglie
una serie di post pubblicati sul sito del torneo letterario
promosso dal Gruppo editoriale Mauri Spagnol nel corso
delledizione 2013, da alcuni editor di GeMS, con qualche
traccia dei dibattiti e dei contributi che hanno suscitato. E
non ci possono essere istruzioni per vincere una gara quella della scrittura e della lettura dove latout pi importante
la capacit di inventare e sorprendere: se qualcuno ti dice
gi come fare prima ancora che tu cominci a scrivere, vuol
dire che gi sa quello che si aspetta e dunque la sorpresa
esclusa in anticipo. Peggio ancora, linvenzione creativa arriva proprio da chi non ha seguito le istruzioni, e magari si
visto riempire il dattiloscritto da segnacci rossi e blu!
Insomma, se volete certezze, vi potr sembrare che questi
libretto se ne vada gironzolando a caso tra le mille questioni
che suscitano il libro, la scrittura, la lettura. Se ci guardate un po meglio, vedrete che le diverse sezioni in qualche
modo rispondono al meccanismo di IoScrittore.
Si comincia con il titolo, si passa allincipit (nella prima
13

parte del torneo vengono valutate le prime pagine del romanzo), si corre verso il lettore (che dovrebbe arrivare alla
fine, ma qui sono gli scrittori che giudicano altri scrittori, ed
inutile ricordare che un bravo scrittore anche un bravo
lettore). Poi ci si concentra sul personaggio e sulla capacit
di narrare. E si corre dritti dritti verso una domanda dalle
mille risposte: che cosa fa di te uno scrittore, oggi, nellepoca del web 2.0 e di concorsi partecipativi come questo?
Al di l dei consigli, delle ricette e controricette che si
trovano in queste pagine, la lettura di questo libro vuole essere un esercizio utile per chi legge e chi scrive. Intanto per
la pluralit dei punti di vista: a partecipare a questa avventura sono stati tanti editor diversi, di case editrici diverse,
con sensibilit, sguardi, storie, obiettivi diversi. Insomma,
non dicono le stesse cose. Un secondo ingrediente quel
pizzico di ironia che serve a non prendersi troppo sul serio,
ma anche a non soffrire troppo di fronte alle inevitabili delusioni che accompagnano la carriera di qualunque (aspirante)
scrittore: devessere un guerriero, lo sappiamo, ossessionato
dal proprio capolavoro e dal suo inevitabile ma faticatissimo
successo (che un giorno arriver, ne sono sicuro). Tuttavia
necessario avere un po il senso delle proporzioni, e non
perdere mai il piacere del gioco.
Ci sono, sparse in queste pagine, diverse provocazioni,
che in rete sono state raccolte e rilanciate. E questo vale anche per chi legge. Se questo libro serve a qualcosa, perch
fa dire al lettore qualcosa come: Ma no! Ma che dice? scemo? Oppure: S, cos, ma potrebbe essere anche cos...
Ecco, da scintille di possibile come queste nascono le
storie, nascono i progetti e le utopie... E nasce anche la letteratura.
14

Gli editor si presentano

Editor 2.0
Oliviero Ponte di Pino lavora nelleditoria dalla fine degli
anni Settanta; stato direttore editoriale di Garzanti Libri
dal 2000 al 2012. Docente di Editoria libraria a Roma 3 e
di Letteratura e filosofia del teatro allAccademia di Brera,
tiene lezioni presso master e corsi di editoria e scrittura creativa. Ha ideato Subway-Letteratura e fondato il sitowww.
ateatro.it. Coordina il programma di BookCity Milano.
autore tra laltro di I mestieri del libro (TEA, 2008).
www.olivieropdp.it |www.face-book.com/olivieropdp.
Mai senza: Si pu rinunciare a tutto. Ma, se preferite qualcosa di concreto: un quadernino per appunti me lo porto
sempre dietro, con la necessaria penna.
Magari senza: Rimpianti (e qualche chilo di troppo). Ma,
se preferite qualcosa di concreto: lorologio (che non porto
pi). La televisione, che guardo a mia insaputa.
Classico preferito: Bouvard et Pcuchet di Gustave Flaubert.
Lepopea della stupidit. Geniale, incompiuto, profetico.

15

Grande Gigante (non sempre) Gentile


Mi accusano da sempre dessere afflitta
dalla sindrome di Peter Pan. Ancora piango quando muore il pap di Simba e mi
emoziono quando Atreiu sente la voce di
Bastiano nel regno di Fantsia e sussulto impaurita quando
Sofia viene rapita dal GGG, per non parlare di tutte le volte
che cerco la posizione giusta per decollare come Superman.
Prima o poi la vita ti costringer a crescere, mi dicevano. Ma
io li ho fregati tutti e adesso mi guadagno da vivere leggendo
le storie che piacciono ai lettori non ancora adulti.
Mai senza: le bacchette per gli spaghetti cinesi.
Magari senza: i bambini che urlano sui treni a lunga percorrenza.
Classico preferito: La montagna incantata di Thomas Mann.
La Svet
Quarantanni (e qualche altro anno che ho
smesso di contare per pigrizia pi che per vanit), lavoro in editoria da un quinquennio
dopo quindici anni di consulenza editoriale,
traduzioni e collaborazioni a vario titolo con
i diversi marchi del Gruppo GeMS.
Mai senza: musica (con tanto basso e tanta tanta tanta chitarra elettrica).
Magari senza: i luned.
Classico preferito: al momento, ll mastino dei Baskerville di
Arthur Conan Doyle, soprattutto per via della serie tv Sherlock.

16

Charlotte
Trentaquattro anni, da dieci anni faccio il lavoro pi bello del mondo. Non sono pi una
bambina, eppure credo fermamente nella magia. Perch non c nulla di pi magico di una
storia, di un libro capace di portarti dove nessuno mai ti condurr.
Mai senza: un cane.
Magari senza: larroganza, la mancanza di rispetto, la prevaricazione.
Classico preferito: Cime tempestose di Emily Bront.
C.C. Baxter
Bravissima zia, lavoro da venticinque anni
nelleditoria, e, dopo i libri, la mia passione sono la natura e la montagna. Infatti
vivo circondata da boschi e campi coltivati
e appena posso scappo in luoghi lontani e poco frequentati,
preferibilmente in quota. Nel mio zaino, oltre alla crema solare e alle cose per coprirsi (possono essere repentini i cambi
di clima in natura), non manca mai un libro.
Mai senza: occhiali da sole.
Magari senza: cellulare.
Classico preferito: Anna Karenina di Lev Tolstoj.
Jim Hawkins
Da qualche decennio cerca di ricalcare indegnamente la vita di Robert Louis Stevenson (o Tusitala, narratore di storie, come
lo ribattezzarono gli abitanti delle isole Samoa). Anche lui
emigrante per diletto, salpato anni fa dai mari del Sud alla
17

perenne ricerca dellisola del tesoro. Non narratore di storie come Tusitala, ma di storie lettore, per Jim Hawkins
ogni libro un tesoro, un gioco supremo; scrigno che nasconde a sua volta infinite mappe di nuovi tesori. E nuove,
continue promesse: davventura, di felicit, di conoscenza.
Mai senza: entusiasmo, curiosit e suole di vento per camminare lontano.
Magari senza: i cinici e tristi pirati dei nostri giorni.
Romanzo classico preferito: nel caso non si fosse ancora capito Lisola del tesoro di Robert Louis Stevenson.
Manatee
Nato unimprecisata quantit di decadi
orsono nellEmisfero Boreale, decide
molto presto che leggere talmente
meraviglioso che: A) non tenter mai di scrivere; B) leggere
diventer il suo lavoro. Ci gira intorno per un po e, nonostante per vari periodi sia costretto a dedicarsi ad altre attivit, tra cui la disincrostazione di chiglie di barche, la raccolta
del succo dacero in Vermont e la traduzione letteraria, alla
fine ce la fa. Lavora stabilmente in editoria da una quindicina danni e il suo mestiere riesce ancora a sorprenderlo,
commuoverlo e farlo sognare almeno quasi come la raccolta
del succo dacero. Delle chiglie invece non ha alcuna nostalgia. P.S. Questa bio rigorosamente vera.
Mai senza: un libro, in qualunque formato si presenti, non
ovvio?
Magari senza: il cellulare (magari!).
Un classico: I miserabili di Victor Hugo.

18

Sumimasen
Nato a Roma, ho raggiunto unet in cui ogni
anno che passa di troppo. Lavoro nel mondo delleditoria da pi di dieci anni e, mentre cercavo qualche romanzo da pubblicare,
ho trovato una moglie. Quindi non mi posso lamentare.
Mai senza: divano e televisione la sera.
Magari senza: il coriandolo. A dar retta al mio palato, rovina
qualsiasi piatto.
Classico preferito: LOdissea e qualche dramma di Shakespeare. Se devo scegliere un romanzo, dico American Psycho
di Bret Easton Ellis (anche se non ancora un classico).
Piero Ribera
Sono nato a Milano, dove mi sono laureato in Lettere moderne. Come la
maggior parte dei colleghi, ho cominciato a lavorare nelleditoria correggendo bozze e stendendo indici analitici. Non presto i libri che acquisto.
Mai senza: la giacca.
Magari senza: la cravatta.
Classico preferito: I promessi sposi di Alessandro Manzoni.
Louise Scott
Ho iniziato a leggere allet di quattro anni
e non ho ancora smesso. Leggerei anche
guidando e per questo ho preferito lasciar
scadere la patente. Molto tempo fa sono
stata cos fortunata da avere lopportunit
di rendere la mia passione un lavoro e n il
lavoro n la passione si sono ancora consu19

mati, forse perch continuo ad alimentarli a carta e inchiostro (anche elettronico). Ho per consumato almeno cinque
copie cartacee e tre e-book del Grande Gatsby, ma gli amici
evitano di parlarmene, dato che comincerei a citarne lunghi,
interminabili passi a memoria.
Mai senza: almeno due libri in borsa.
Magari senza: scarpe.
Classico preferito: Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald.

20

COME TROVARE
IL TITOLO GIUSTO

Due consigli per trovare il titolo giusto


al vostro romanzo
di Editor 2.0

Il titolo pu essere l, fin dallinizio, come un gancio a cui


attaccare tutto il resto del libro, o come una fonte di energia
inesauribile. Oppure il titolo una luce in fondo al tunnel,
verso cui dirigersi pagina dopo pagina, frase dopo frase.
In altri casi, o per altri scrittori, resta a lungo soltanto
un promemoria,una sintetica etichetta per sintetizzare una
realt molto pi complessa: tanto per trovare il titolo definitivo c sempre tempo...
Per a un certo punto bisogna pur sceglierlo, il titolo. E bisogna farlo bene, perch questo il vero biglietto da visita di un libro... Per esempio, come leggeremmo
lUlysses di James Joyce, si chiedeva Umberto Eco, se
avesse un titolo diverso? Il titolo parte integrante di un
libro e azzeccarlo un ingrediente fondamentale della sua fortuna... soprattutto se lautore un esordiente.
Basti pensare alla fortuna di romanzi come Va dove ti porta
il cuore di Susanna Tamaro, La solitudine dei numeri primi di
Paolo Giordano. Fai bei sogni di Massimo Gramellini: titoli
che bucano e trasmettono la tonalit emotiva fondamentale del romanzo.
22

Ma come trovare il titolo giusto? Per Milan Kundera,


qualunque mio libro potrebbe intitolarsi Linsostenibile
leggerezza dellessere oppure Lo scherzo o Amori ridicoli, i
titoli sono intercambiabili, riflettono il piccolo numero di
temi che mi ossessionano, mi definiscono e, sfortunatamente, mi limitano. Al di l di questi temi, non ho nulla da dire o
da scrivere. Insomma, titoli generici e per assai evocativi.
Con grande pragmatismo, leditore Alfred Knopf rimproverava cos Dashiell Hammett: Dovresti occuparti e
preoccuparti un po di pi dei tuoi titoli. Quando una persona non riesce a pronunciare il titolo o il nome dellautore,
si intimidisce e non osa pi entrare in libreria per chiedere
quel libro. Capita pi spesso di quanto tu non creda. Bisogna tenere docchio il lettore anche come acquirente...
Nella ricerca della soluzione migliore, numerosi titoli
sono stati cambiati in corso dopera, dagli autori o dagli
editori. Cos non possiamo leggere Prime impressioni di Jane
Austen (Orgoglio e pregiudizio), Il cuoco di mare di Robert
Louis Stevenson (Lisola del tesoro), La balena di Hermann
Melville (Moby Dick), Giuda: una storia di Cristo di Joseph
Sinkiewicz (Ben-Hur), Lultimo uomo dEuropa di George
Orwell (1984), Il regno vicino al mare di Vladimir Nabokov
(Lolita), Prima di questa rabbia di Arthur Hailey (Radici),
Gli uccelli e le api di Woody Allen (Tutto quello che avreste
voluto sapere sul sesso (ma non avete osato chiedere)
Un titolo di indiscutibile efficacia come Via col vento
stato preceduto, mentre Margaret Mitchell scriveva il suo
capolavoro, da Pansy (cos si chiamava in origine la protagonista Scarlett OHara), da Tote the Weary Load (il verso di
una canzone) e da Domani un altro giorno (lindimenticabile frase dellindimenticabile Scarlett).
23

David Herbert Lawrence ha cambiato molto spesso, con


decisioni tormentate ma felici, i suoi titoli: Paul Morel diventato Figli e amanti, John Thomas e Lady Jane diventato
Lamante di Lady Chatterley, Le sorelle diventato Larcobaleno e Lanello matrimoniale diventato Donne in amore.
Anche Adolf Hitler aveva dato a Mein Kampf un altro titolo:
Quattro anni e mezzo di lotta contro le menzogne, la stupidit
e la vigliaccheria, dimostrando, ha commentato Tim Foote
sul Time, che per qualunque autore meglio avere un
buon editor.

La curiosit
La rivista inglese The Bookseller assegna dal 1978 tramite
referendum il Diagram Prize al titolo pi curioso dellanno.
Tra i vincitori del prestigioso riconoscimento, The Madam
as Entrepreneur: Career Management in House Prostitution
(lett. La Madama come imprenditore. La gestione delle carriere nelle case, 1979), The Joy of Chickens (lett. La gioia
dei polli, 1980), The Book of Marmalade: Its Antecedents, Its
History and Its Role in the World Today (lett. Il libro della
confettura darance: i suoi antecedenti, la sua storia e il suo
ruolo nel mondo contemporaneo, 1984), Oral Sadism and the
Vegetarian Personality (lett. Il sadismo orale e la personalit vegetariana, 1986), How To Shit in the Woods: An Environmentally Sound Approach to a Lost Art (lett. Come cacare
nei boschi: un approccio ambientalisticamente consapevole a
unarte perduta, 1989), Reusing Old Graves (lett. Riciclare
tombe usate, 1995), The Joy of Sex: Pocket Edition (lett. Le
gioie del sesso: edizione tascabile, 1997), People Who Dont
24

Know Theyre Dead: How They Attach Themselves to Unsuspecting Bystanders and What to Do About It (lett. Quelli
che non sanno di essere morti: come si appiccicano ai passanti
inconsapevoli e come affrontare la situazione, 2005), fino a
The Stray Shopping Carts of Eastern North America: A Guide To Field Identification (lett. I carrelli della spesa randagi
nellAmerica del Nord-Est: una guida allidentificazione sul
campo, 2006).

Il consiglio numero uno: il metodo Hemingway


Ernst Hemingway i titoli dei suoi romanzi li sceglieva cos:
Faccio un elenco di titoli dopo aver finito il racconto o il
romanzo a volte addirittura cento. Poi inizio a cancellarli,
e a volte li cancello tutti.

Il consiglio numero due: il metodo copiancolla


Prendete le classifiche dei bestseller degli ultimi anni. Volendo, potete restringere la selezione al genere del vostro
romanzo e alle relative classifiche. Copiate pazientemente i titoli e contate le parole che ricorrono con maggiore frequenza. Scegliete i termini che meglio si adattano al
vostro romanzo e combinateli meglio che potete: otterrete cos un titolo che punta dritto ai vertici della classifica.
Se volete dare maggiore scientificit alla procedura, potete
utilizzare un fattore correttivo, sommando per ogni parola
presente nei titoli in classifica lindice di vendita dei libri
in cui compare. Otterrete cos una classifica delle parole
25

bestseller, che faciliter senzaltro il vostro compito. Potete


verificare, con un rapido sopralluogo in libreria, che molti
editor utilizzano proprio questo metodo per scegliere i titoli
dei romanzi che pubblicano.

26

Due titoli di libri particolarmente azzeccati


di C.C. Baxter

La scelta del titolo faccenda delicata e certamente opinabile.


Ma anche in questo caso ci sono delle linee-guida.
Nellambito della letteratura davventura dove la copertina gi connota parecchio il testo geograficamente, quello
che serve un titolo che stupisca, suggerisca senza descrivere, colpisca lattenzione quasi con effetto straniante.
Un esempio che mi sembra particolarmente adatto Malato di montagna.
Il libro racconta la passione e le imprese di Hans Kammerlander, notissimo alpinista. Lultima cosa che assoceremmo ad uno sportivo dellestremo il concetto di malattia ed
proprio per questo che non si pu non notare un titolo
di questo tipo. Ci spinge a domandarci perch, a cosa si riferisce il termine malattia e ci porta a prendere in mano il
volume per saperne di pi.
Un altro esempio Danzare sulla corda di Kurt Diemberger, altro noto alpinista. La danza e la montagna non sono
facilmente associabili. Piuttosto, quando si parla di corda, si
pensa allespressione tenere qualcuno sulla corda ovvero
non permettergli di rilassarsi. Limmagine di danzare sulla
27

corda d allo stesso tempo un senso di leggerezza ma anche


di precariet e pericolo. Tutti elementi che convergono a
fare di questo un titolo che attira lattenzione.
Ed proprio questo che vogliamo ottenere! J

28

Le quattro funzioni del titolo di un romanzo


di Charlotte

Ammettetelo: il vostro manoscritto come un bambino.


Perch, che ci abbiate messo nove, dodici, ventiquattro o
sessanta mesi, quando lavete finito ed l davanti a voi lemozione grande. Perch lavete scritto voi. Perch stato
frutto di pensamenti, ripensamenti, correzioni, ispirazioni,
disciplina e tanto, tanto lavoro. E scegliere il titolo per il
romanzo che avete scritto un po come dare un nome a
quello che ormai diventato quasi il vostro bambino.
Il titolo molto importante. come un biglietto da visita. Come un primo messaggio. Certo non tutto dipende dal
titolo, ma pensate: il libro, se verr pubblicato, viagger lontano verso i banchi delle librerie. E dovr essere ben visibile,
svettare rispetto agli altri. I concorrenti sono tanti e vari.
Il vostro libro, quando sar su quei banchi, dovr attirare
lattenzione.
Dare un titolo al vostro manoscritto come donargli una
voce sottile che dica a chi lo sta guardando: Ehi, lettore, lettrice, io sono qua. Prendimi, e leggi il risvolto di copertina.
Perch questo avvenga ci sono due elementi fondamentali: il titolo uno di questi, la copertina (di cui parleremo
pi avanti) laltro.
29

Il titolo deve rispondere a diverse funzioni.


1) Deve essere accattivante, e per esserlo deve per lo pi
veicolare unemozione. Ma che tipo di emozione? Dipende dal genere di libro. Provate a pensarci. Che emozione
volete veicolare? Serenit? Tensione? Attesa? Mistero?
Speranza? Per farvi capire quello che intendo prendo ad
esempio un titolo che per me un capolavoro, ovvero Sogno di una notte di mezza estate. Dice tutto, senza svelare
troppo. C il sogno, la tensione emotiva. C la notte,
quindi il mistero, la tensione. C lestate, quindi lamore,
la gioia. Che per mezza. Quindi non ancora completa, non pu essere goduta appieno.
2) Deve generare una domanda nella testa del lettore e per
questo deve spiazzare. Provate a pensare a Entra nella
mia vita di Clara Snchez. Lo leggete e vi chiedete: cosa
mi devi dire? Cosa devo scoprire? Chi sei?
3) Deve spiazzare. Pensate a Avevano spento anche la luna
di Ruta Sepetys. poetico e allo stesso tempo contiene
un nucleo di senso nella cui contraddizione apparente si
apre lo spazio narrativo. E cos anche La solitudine dei
numeri primi di Paolo Giordano.
4) Deve trasportare in unaltra dimensione, deve far evadere. La casa degli spiriti della Allende o Il profumo delle
foglie di limone sono due titoli capaci di portarti altrove.
Questi sono i principi generali. Ci sono poi diverse regole
che si stabiliscono e che poi vengono regolarmente smentite.
Ad esempio i titoli in inglese non funzionano, si diceva
una volta. E poi uscito Twilight.
Oppure, ancora: i nomi propri non attirano Ma ditelo
30

al Mondo di Sofia (ma anche allintramontabile Anna Karenina J)


Certo tutto relativo e le regole sono state stabilite per
essere infrante
Ma c un ultimo consiglio relativo al metodo per trovare
un buon titolo a cui tengo particolarmente. So che solitamente gli scrittori si dividono in due categorie: chi parte dal
titolo e poi inizia a scrivere (approccio sicuramente affascinante) e chi invece d alla sua opera un titolo provvisorio e
poi decide dopo. A qualsiasi categoria apparteniate, fate decantare il vostro libro prima di decidere quello che secondo
voi il titolo definitivo.
Staccatevi un po dalla vostra opera. E poi tornateci sopra e decidete.
Il distacco fondamentale, dovete imparare a guardare il
vostro manoscritto come se non ne sapeste nulla. Come se vi
avvicinaste a lui per la prima volta. Come se non ricordaste
pi il momento della sua nascita.
Pensate al libro come se fosse una torta. La tirate fuori
dal forno. Se la lasciate decantare un po, poi pi buona.
Parola della nonna!

31

Che cos un titolo?


di Grande Gigante (non sempre) Gentile

Il titolo sembra la faccia di un libro e invece sono le scarpe.


Detto cos sembra una provocazione, ma provate a pensarci.
Le scarpe sono un accessorio, forse, ma sfido chiunque a
uscire di casa senza, o con un paio particolarmente scomode. Marilyn Monroe diceva una ragazza con le scarpe giuste
pu conquistare il mondo. proprio cos. E le scarpe devo
essere confortevoli, adatte allabito e alloccasione, o ci farebbero sentire a disagio. E poi parlano di noi.
Qualche giorno fa una mia amica ne ha comprate un paio
verdi e rosa, con un tacco di 8 centimetri, stringate con i lacci di raso e dalla forma un po anni venti. Sosteneva fossero
comodissime, e infatti ci ha camminato tutto il giorno senza
lamentarsi, attirava gli sguardi di tutti e moltissima ammirazione, per il coraggio, ma anche per la gigantesca dose di
personalit che stava dimostrando davere.
Un titolo deve essere cos, forte, indimenticabile, irresistibile, ma anche coerente con la storia e soprattutto giusto.
Pu essere pi o meno lungo, deve raccontare senza svelare,
incuriosire, far immaginare. E anche dopo, quando la storia
stata letta, deve continuare a rappresentarla.
C un trucco a cui io ricorro di tanto in tanto per testare
32

la forza di un titolo: provo a dirlo in giro, vedo che reazione


suscita, poi lascio che passi un po di tempo e vedo se lo
ricordano, se ha lasciato qualcosa dentro di loro. Quando
non succede, si cambia.
Ci vuole coraggio, ma non c altro modo.

33

Sette regole per trovare il titolo a un romanzo


di Jim Hawkins

1) Cercate il vostro titolo nel vostro libro e, soprattutto, fatelo cercare ad altri. Un lettore fidato leggendo il vostro
romanzo potrebbe trovarvi dentro, nascosto in qualche
frase, il titolo perfetto che voi autori, totalmente immersi
nellopera, non sareste mai riusciti a individuare.
2) Cercate il vostro titolo nei libri che leggete: Che tu sia
per me il coltello, titolo di un bel romanzo epistolare di
David Grossman, tratto da una lettera di Franz Kafka a
Milena Jesensk: E forse non vero amore se dico che
tu mi sei la cosa pi cara; amore il fatto che tu sei per
me il coltello col quale frugo dentro me stesso.
3) Cercate il vostro titolo tra i versi dei poeti: spesso ci sono
versi che isolati possono diventare dei titoli perfetti, e il
primo esempio che mi viene in mente un recente libro
di Benedetta Tobagi il cui titolo, Come mi batte forte il
tuo cuore, lultimo verso di Ogni caso, una poesia di
Wisawa Szymborska (e le poesie della Szymborska sono
piene di possibili titoli).
4) Ricordatevi sempre che non dipende certamente dalla
bellezza del titolo se il vostro manoscritto verr pubblicato o meno da una casa editrice. In un manoscritto il tito34

lo conta ben poco, anche perch spesso i titoli definitivi


vengono scelti dagli editori, naturalmente con laccordo
dellautore.
5) Non ci sono regole per il titolo giusto. Se fate un giro
in libreria, potrebbe sembrarvi che ci siano delle regole
perch la maggior parte dei libri che vedete esposti le
rispettano. Ma si tratta di unillusione, perch qualora
ritornaste due anni dopo in quella stessa libreria vi trovereste altre regole, a volte addirittura opposte a quelle
riscontrate nella visita precedente. Le regole sono quindi molto effimere e lerrore maggiore sarebbe scegliere
il titolo con la speranza di accodarsi a una moda, per poi
magari vedere il proprio libro uscire in libreria quando
quella moda gi passata ed considerata vecchia.
6) Anche per il titolo vale per la regola generale che si gi
enunciata a proposito dellincipit: non deve ingannare il
lettore. Racconta Umberto Eco nelle Postille a Il nome
della rosa: Il mio romanzo aveva un altro titolo di lavoro, che era lAbbazia del delitto. Lho scartato perch fissa
lattenzione del lettore sulla sola trama poliziesca e poteva illecitamente indurre sfortunati acquirenti, in caccia di
storie tutte azione, a buttarsi su un libro che li avrebbe
delusi.
7) Tentate di non pensare al titolo fin quando non avete finito il romanzo e se avete gi un titolo in testa non fate
lerrore di affezionarvici troppo. Nel 1952, venne pubblicato in Italia un libro uscito lanno prima negli Stati Uniti
con un titolo intraducibile: The Catcher in the Rye. La
traduzione si intitolava Vita da uomo e vendette pochissime copie. Nel 1961 lo stesso libro venne ripubblicato da
un altro editore e stavolta con enorme successo, il titolo
35

della nuova traduzione era Il giovane Holden. Ed da


mezzo secolo che molti lettori italiani identificano quel
libro che hanno molto amato con quel titolo, come se
fosse lunico possibile. Questo per dire che fareste un errore a identificare a tutti i costi il vostro manoscritto con
il primo titolo che gli avete dato. Anche perch, come si
gi detto, molto probabile che quel titolo cambi prima della pubblicazione. Lidea che un libro che abbiamo
amato possa avere solo quel titolo l, quello che avevamo
in mente quando labbiamo scritto o letto, solo unillusione. Per ogni libro ci sono tanti, e diversi, titoli perfetti.

36

Il titolo perfetto per un romanzo


di La Svet

Sulla questione dei titoli si potrebbe tenere un simposio,


perch un po come cercare lisola del tesoro o svelare un
simbolo perduto. Ma allo stesso tempo non certo qualcosa su cui si possa attendere un messaggio dagli spiriti
:-) Al contrario, va scelto a sangue freddo e con una certa
lucidit.
In questo, la casa editrice affianca lautore svolgendo il
ruolo di un bravo suggeritore.
Il pericolo senza nome, nella scelta di un titolo, forse stare troppo aderenti al romanzo stesso, giacch il titolo
devessere, nella sua brevit, come un romanzo. Deve mettere le carte in tavola, altrimenti troppo facile, ma allo stesso
tempo deve gettare un po di polvere negli occhi.
Nel caso di un thriller, il titolo deve in qualche modo solleticare i miei luoghi oscuri. Nella sua sintesi deve rappresentare un macabro quiz, un appuntamento con la paura.
Deve aprire un sipario.
Deve provocarmi una specie di perdita di fiato, come una
rivelazione mesmerica.
Deve saper convincere luomo della folla, ma anche il pi
fine intenditore.
37

Deve far pieno sfruttamento del potere delle parole, senza essere una mistificazione.
E deve avere un cuore rivelatore, che mi faccia iniziare
la lettura cos che giunto alla fine io sia spinto ad esclamare:
Sei tu il colpevole!

38

Come trovare il titolo perfetto


di Louise Scott

Non so a voi, per a me piace molto definire qualcosa. E poi


magari buttare allaria da sola o insieme con altri quella
definizione, per trovarne unaltra, pi precisa o pi efficace
o pi evocativa. Cos, se mi trovo di fronte a un romanzo
thriller/mystery/horror (o a un romanzo che combina questi
elementi), faccio proprio questo percorso.
Allinizio, si pensa che sia sufficiente mettere nel titolo
qualche parola forte delitto, assassino, cadavere, morte e talvolta ci si ferma l: ci si sono fermati, per esempio,
Edgar Allan Poe (I delitti della rue Morgue), Agatha Christie
(Assassinio sullOrient-Express), Robert Louis Stevenson (Il
trafugatore di salme) e Patricia Cornwell (Causa di morte).
Ma perch poi non provare a estrarre (in senso figurato!)
il vero cuore del romanzo, quello che lo rende, ovvio, un
nuovo figlio del genere, ma anche un figlio davvero nuovo,
diverso da tutti gli altri?
Provateci, fatelo diventare un gioco: cancellate il titolo
che gli avete dato, fate leggere il romanzo a vari amici e poi
chiedete loro come lo intitolerebbero (s, lo so, anche un
modo un po subdolo per capire se lhanno letto veramente);
elencate le principali caratteristiche dei vostri personaggi, i
39

luoghi in cui si muovono, le loro azioni pi significative e


poi provate a collegarle o a fare libere associazioni; lasciatevi
ispirare da una frase classica (presa dalla Bibbia, da una
canzone, da un aforisma).
Cos facendo, vi troverete in compagnia per esempio di
Andrea Camilleri (La forma dellacqua, La gita a Tindari),
di Fred Vargas (Luomo dei cerchi azzurri), di Patricia Highsmith (Il talento di Mr Ripley), di Umberto Eco (sapevate
che Il nome della rosa in origine sintitolava Labbazia del
delitto?), di Mickey Spillane (La vendetta mia).
Basta che non capiti a voi quello che, lo confesso, un paio
di volte capitato a me. Trovare il titolo assolutamente perfetto quando il romanzo era gi in libreria!

40

Chi d il titolo a un libro?


di Manatee

Il titolo: vexata quaestio tra autore e editore. A chi spetta il


diritto di chiamare per nome un libro? A chi ha scritto un
testo o a chi ha contribuito a trasformare quel testo in un
libro (ossia testo inserito in una dinamica tra lo scrivente e
un pubblico)?
Il perch di questo dilemma chiaro: per lautore il titolo
di un libro spesso poco meno che il nome dato a un figlio.
Si tratta dellappellativo con il quale il frutto di mille fatiche,
aspirazioni, timori e ripensamenti dovrebbe muovere i primi
passi nel mondo ignoto dei lettori, riverberando se possibile
in poche parole (a volte una sola) lintera gamma di emozioni, idee, suggestioni che lo scrittore ha cercato di riversare
nelle sue pagine.
Per leditore, il titolo invece (assieme allimmagine di
copertina e i testi di bandella) una delle opportunit di instaurare un primo fruttuoso contatto tra lautore del quale ha
intuito il talento e il pubblico che per lui o lei ha immaginato.
proprio in questo dilemma che si esplica con chiarezza
il delicato ruolo di mediazione svolto dalleditore, mediazione in verit a volte necessaria, a volte no (vi sono titoli che
nascono editorialmente perfetti nella mente dello scrittore).
41

Il compito delicato e comporta trovare un punto di risoluzione che aiuti lautore a uscire, quando necessario,
dallimpasse che si pu creare tra comprensibili ansie personali e il desiderio (che ogni scrittore alberga dentro di s)
che il proprio testo si ponga, fin dal titolo, in dialogo fruttuoso con il mondo.
In questa giusta aspirazione pu infatti inserirsi a volte, in particolar modo tra gli esordienti (ma non solo) una
sorta di affettuosa tirannia esercitata sullo scrittore dal suo
lettore implicito: quel pubblico immaginario cio, fatto
di lettori inevitabilmente assai simili allautore, e che quindi
vibra alle sue medesime suggestioni, reagisce ai medesimi
temi, ne possiede i medesimi gusti e a volte persino i ricordi.
Ed proprio a questa trappola che un buon titolo (magari
grazie a un buon editore) pu strappare un testo e con lui il
suo autore.
Certo, un titolo non dovrebbe creare in alcun modo una
promessa non mantenibile, lasciando intuire una storia che
non c, pena la rottura di un patto di fiducia delicato e importante tra autore e lettore. Ma a volte basta poco per creare una sospensione che intrighi senza svendere, incuriosisca senza involgarire, catturi senza ingannare. Questione di
millimetri, a volte.
Un esempio per tutti? Gita al faro di Virginia Woolf. Nel
titolo (e nella mente)dellautrice non c mai stata alcuna
gita. To the Lighthouse era, ed , il titolo di quella grande
opera. Ma quanta aspettativa, invece in quella piccola parola, quanta capacit evocativa di un mondo. E quanti lettori
si sono incamminati, incuriositi e fiduciosi, in quella gita,
scoprendo fin dai primi passi uno dei pilastri della narrativa
britannica di tutti i tempi.
42

Recenti, filologiche edizioni hanno restituito il titolo originario, facendo tornare quel capolavoro, semplicemente,
Al faro. Eppure la sensazione che quel tradimento sia stato felice, quasi necessario, inevitabilmente resta. In fondo si
trattava del tradimento di un bravo editore, innamorato del
testo che stava per pubblicare al punto di mentire un po,
ma solo un po, nel presentarlo.

43

Cinque cose che forse non sapete sul titolo


di Piero Ribera

Ah, gi, il titolo


Sar banale, ma anche innegabile che un buon titolo
ben disponga, e talvolta possa anche conquistare allistante
non ho difficolt ad ammettere di aver acquistato non pochi
libri per il titolo, per il meccanismo di identificazione che
questi titoli generavano, per la concisa verit che esponevano, per la promessa che contenevano. Ben pi complicato
e discutibile cercare di dare un contenuto a quellaggettivo, buono, perch ogni lettore, da quello professionale, a
quello onnivoro, a quello monotematico, condizionato dai
suoi gusti, dalle letture precedenti, dallumore e dai desideri
del momento.
Con cautela e senza pretese di assolutezza, tento comunque alcune considerazioni, tra le tante possibili, lasciando da
parte le questioni riguardanti generi narrativi specifici (per
intenderci, assai improbabile che un romanzo fantasy si
intitoler mai La solitudine dei numeri primi).
1. Al momento, ma le cose stanno cambiando, il titolo di
un libro sempre accompagnato da un nome dautore,
da un marchio editoriale e da una copertina. Un buon
titolo parla anche da solo, stampato su un foglio bianco,
44

compiuto in s e al tempo stesso apre le porte allimmaginazione, lascia intuire la storia che preme dietro di
lui. Allaltro capo di questo ragionamento, utile tenere
conto che quasi mai un libro, e quindi un titolo, si presenta da solo. Si confronta sempre con altri titoli, gemelli,
fratelli, parenti, tutti per nemici nel tentativo di conquistare lattenzione. Raffigurarsi il proprio titolo sul banco
di una libreria sempre un valido esercizio.
2. Il titolo pu essere usato anche come una lente che ingrandisce il particolare e restringe langolo di visuale.
Cosa c ad esempio di pi ampio, e generico, di La strada? Basta un passo avanti, e La strada dei ricordi gi
unindicazione pi precisa. Con La strada polverosa dei
ricordi la definizione ancora maggiore, e soprattutto la
promessa che viene fatta al lettore. A volte persino la minaccia: La strada polverosa dei tuoi ricordi?
3. Talvolta il titolo gi nel libro. un suo personaggio, un
luogo, una battuta di dialogo, basta soltanto tirarlo fuori.
4. Altra banalit: i titoli sono tuttintorno a noi, ovunque vi
siano parole. Esistono le mode, anche nei titoli, e bisogna conoscerle; un buon titolo probabilmente gi stato
usato, e ci sono gli strumenti a disposizione di chiunque
per verificarlo; caratteristica principale del titolo di un
romanzo far pensare a qualcosa, confrontarsi con altri
su questo qualcosa non mai inutile.
5. Lispirazione pu arrivare da qualsiasi parte. Certo ci
sono le canzoni e ci sono i film (non tali e quali), c Shakespeare, c la frase di un romanzo del Settecento, c la
Bibbia. Ma c anche La settimana enigmistica, ad esempio. Se do unocchiata veloce alla prima pagina dellultimo numero ne ricavo: Unintricata e spinosa faccenda
45

(scontato), I sassolini doro (una fiaba, gi sentito), Di


buon umore, contento (curioso, difficile), Il sottoscritto
(ambizioso), In mezzo al sentiero (anche questo gi sentito), Un difetto di poco conto (interessante).
Mi sono dilungato senza essermi avvicinato di un passo al
cuore della questione, sulla quale, volendo, si potrebbero
peraltro fare discorsi di ben altra raffinatezza. Chiudo con
unultima considerazione che, almeno per me, confortante: da quando esistono i libri esistono anche i buoni titoli, la
sorgente non si mai esaurita, non vedo perch dovrebbe
esaurirsi proprio adesso.

46

LINCIPIT,
OVVERO CHI BEN COMINCIA

Le dure leggi dellincipit


di Editor 2.0

Per leditor, le prime pagine di un libro sono un test cruciale.


Perch nellinizio del libro leditor cerca quello che ci
deve trovare il lettore. E cerca di capire anche come comunicarlo.
Tra chi legge per una casa editrice e il normale lettore c
infatti una differenza. Il lettore non (o non deve essere)
consapevole di tutto quello che c in un libro (e nel suo incipit): gli sufficiente abbandonarsi al piacere della lettura.
Si potrebbe aggiungere che a volte nemmeno lartista lautore del tutto consapevole di quello che ha fatto, e che
solo una attenta lettura pu chiudere il cerchio.
Invece un editor deve sapere quello che c in un testo,
per capire se quel testo ha davvero la magia necessaria per
conquistare i lettori.
Lo deve individuare, utilizzando le proprie competenze,
sensibilit, esperienza, fiuto. Deve scoprirlo, riga dopo riga,
frase dopo frase, pagina dopo pagina: e per questo ci vogliono curiosit e fiducia.
Per la curiosit e la fiducia del lettore non sono infinite:
dopo un po, se non soddisfatto, il lettore lascia perdere.
Smette di leggere.
48

Nemmeno la pazienza delleditor infinita: un po perch un lettore anche lui (Se mi stufo io, si stufer anche il
mio lettore, pensa).
Se lattrazione fatale non scatta dopo un certo numero di
pagine, molto probabilmente non scatter nemmeno procedendo con la lettura.
Oltretutto i libri che atterrano sulla scrivania di un editor
sono decine e decine, e lui (o lei) sta cercando qualcosa di
davvero speciale.
Per questo le prime pagine sono essenziali: l che lautore
costruisce il suo patto con il lettore, l che stabilisce le regole
del gioco anche se poi magari pu divertirsi a scompaginarle. l, in quelle prime cartelle, che deve scattare la magia...
Ma allora che cosa cerca un editor, fin dallinizio, quando
legge un romanzo?
Ecco alcune delle cose che un editor cerca: non le trover
tutte, ma se ne trova almeno un paio continuer a leggere.
Anche dopo lincipit.

1. Il piacere del racconto


Cera una volta...
Siamo affamati di racconto, di storie. Ce le facevamo raccontare dalla mamma o dalla nonna quando eravamo bambini. Ora le andiamo a cercare nei libri, a teatro, nel film.
Le troviamo sulle pagine dei giornali (magari nella cronaca
nera) e nella Storia, quella con la S maiuscola.
Le cerchiamo, da sempre, nei miti. Le storie ci plasmano:
plasmano le collettivit, ma plasmano anche la nostra identit: lautobiografia il racconto di una vita.
49

Nel XXI secolo, nellera della comunicazione breve e


istantanea, ci fabbrichiamo delle storie persino a partire dai
Tweet, e le chiamiamo storify.
Un incipit, allora, per funzionare deve riuscire a trasmettere questa necessit di racconto e la necessit di condividere un piacere: perch c il piacere di chi narra, e quello di
chi ascolta, o legge, o guarda. Quando questi due piaceri si
incontrano, allora val la pena di continuare.
Ma non viviamo pi nel tempo della favole. Il fatale Cera una volta possiamo anche precisarlo meglio: pu dare
informazioni sullepoca in cui ambientato il romanzo, sul
luogo in cui si svolge (o inizia) la vicenda, sul protagonista
(o su un personaggio). Qualche esempio?
Quando il dottor Richard Diver giunse volta a Zurigo nella primavera del 1917 aveva ventisei anni, unottima
et per un uomo, lapice per uno scapolo (Francis Scott
Fitzgerald, Tenera la notte).
Era un vecchio che pescava da solo su una piccola barca a vela nella Corrente del Golfo, ed erano ottantaquattro giorni ormai che non prendeva un pesce (Ernst Hemingway, Il vecchio e il mare).
Il tempo, il luogo, il protagonista. A volte giusto partire
cos, con queste informazioni di base,, e poi lasciar fluire
il racconto.
A volte, invece, meglio lasciare al lettore il gusto della
scoperta.
Piano piano...

50

2. La voce
Chiamatemi Ismaele.
C il racconto. Ma c anche qualcuno che racconta, e
che si assume la responsabilit del racconto. Devessere una
voce credibile, autorevole.
Pu essere lautore onnisciente, un narratore che sa tutto
dei personaggi e delle loro vicende (o almeno cos si presume). un narratore che si pu nascondere dietro loggettivit dei fatti, fin quasi a scomparire.
Al polo opposto il narratore pu essere, come nel caso
di Moby Dick, un testimone della vicenda che si andr a
narrare in soggettiva, o addirittura il suo protagonista. Il
lettore vede e vive la storia attraverso la propria esperienza,
perch il protagonista comunica quello che sa al lettore man
mano che lo apprende, o lo ricorda.
Ancora, nel corso del racconto la voce narrante pu cambiare: per esempio, lautore pu delegare ogni capitolo a
un diverso narratore, con il suo punto di vista.
Torniamo ancora per un attimo a Moby Dick: con due
parole gli bastano due parole Herman Melville inizia il
dialogo con il lettore.
Dice subito che il racconto in prima persona, e ci verr fatto da un testimone dei fatti. Ismaele, poi, nella Genesi,
Ismaele il figlio di Abramo e della schiava Agar, e con la
madre verr cacciato nel deserto: lesule, il vagabondo...
Ma attenzione! C un trucco... Perch Melville non ha
scritto Io sono Ismaele, ma Call me Ishmael, Chiamatemi Ismaele (o Chiamami Ismaele). Tra la voce narrante
e la persona che narra anche nel caso della pi sincera della autobiografie c sempre uno scarto, pi o meno gran51

de, una distanza magari piccola, quasi invisibile e tuttavia


incolmabile.
Nellincipit, ragiona un editor, devo capire chi mi sta raccontando questa storia. Se la sua voce credibile. Non devo
capirlo necessariamente subito, nelle prime righe: posso anche scoprirlo piano piano, perch magari lautore ci gioca
un po, con lidentit di chi narra.
Tuttavia la credibilit e la coerenza di questa voce negli
eventi e nelle emozioni che racconta, ma anche nella lingua,
nello stile, nel tono con cui li comunica un elemento
essenziale per catturare la fiducia del lettore, e per far s che
continui a seguire il racconto... anche dopo lincipit.

3. La curiosit
Gregor Samsa, svegliatosi una mattina da sogni agitati, si
trov trasformato, nel suo letto, in un enorme insetto immondo.
Be, voglio saperne di pi. solo una fantasia, un incubo? O la realt, e Gregor ha davvero subito quellorribile
trasformazione? E poi voglio sapere perch Gregor Samsa
diventato un insetto, e che cosa far, adesso che si trasformato in una blatta. Come reagiranno gli altri?
Con una sola immagine, Franz Kafka cattura il lettore
della Metamorfosi. lo stesso meccanismo di curiosit che
sinnesta nei gialli: c un morto, voglio sapere chi stato
e finch lautore non me lo fa scoprire, continuo a leggere... (Ma se io, lettore, scopro troppo presto chi lassassino, resto deluso.) Li chiamano page-turner, i libri che
inizi a leggere e non puoi pi smettere, perch finita una
52

pagina, la giri subito per capire che cosa succeder nella pagina successiva, perch ti tiene con il fiato sospeso, perch
vuoi saper come andr a finire, perch quellemozione cos
potente che non puoi lasciarla a met, perch quel ritmo e
quello stile ti hanno conquistato e non vuoi abbandonare la
danza...

4. La provocazione
Avevo ventanni e non permetter mai a nessuno di dire
che la pi bella et della vita.
Cos inizia Aden Arabia dello scrittore francese Paul Nizan, capofila di tutti gli indignados. una partenza fulminante, che d il tono allintera opera. una provocazione,
uno schiaffo, contro il mondo e forse anche contro il lettore. La provocazione pu respingere qualche lettore, ma
per molti altri pu diventare una sfida: Prova a seguirmi
su questo terreno, sembra dire lautore, vediamo se ce la
fai.
Un altro incipit shock? Quello dello Straniero di Albert
Camus. Oggi morta mia madre. O forse ieri, non lo so.
Chi osa parlare con tale freddezza, con tale distacco, di
un evento cos drammatico e sconvolgente?
La provocazione si pu muovere su diversi terreni: morale, politico, religioso, estetico, generazionale... una sfida
al lettore: lautore gli chiede: Prova a vedere se indovini chi
lassassino, oppure Prova a vedere se resisti alla paura
o allorrore che provoca la mia storia, o ancora: Prova a
vedere se puoi sostenere questa verit scomoda, difficile, paradossale...
53

Quella della provocazione una strada difficile e pericolosa: non sono pochi gli scrittori che hanno fatto una brutta
fine...
Stabilisce un patto difficile con il lettore. Non basta lanciare la provocazione o la sfida: poi bisogna sostenerla per
tutto il libro, rilanciare e approfondire, pagina dopo pagina... Bisogna continuare a dare schiaffi al lettore, nella speranza che ne voglia altri...
Se la provocazione regge per qualche decina di pagine,
senza sgonfiarsi, allora c da sperare che regga per un libro
intero...

5. Le verit eterne
Tutte le famiglie felici si assomigliano, ogni famiglia infelice a modo suo.
La frase promette moltissimo, e le pagine che seguono
non deludono le aspettative. Perch questo laforisma con
cui inizia Anna Karenina di Lev Tolstoj. Da un certo punto di vista, questa potrebbe essere la morale della favola, la
conclusione a cui arriva la storia. Tolstoj invece la usa per
agganciare il lettore con una verit forse banale, ma a cui
nessuno aveva pensato, o aveva saputo esprimere con la stessa chiarezza e sintesi.
Anche Jane Austen, in Orgoglio e pregiudizio, punta al
bersaglio grosso: verit universalmente riconosciuta che
uno scapolo in possesso di un solido patrimonio debba essere in cerca di moglie.
Scrivere un capolavoro, riuscire a condensare il romanzo
in una frase memorabile e passare alla storia per il libro e per
54

laforisma non semplice. Ci vuole un genio. Insomma,


una strada difficile, ci vogliono una certa ambizione e gusto
del rischio. Insomma, sconsigliato ai principianti.
Ma trovando laforisma giusto, ci si pu sempre provare...

6. Mille e uno modi per incuriosire un lettore (e un editor)


Abbiamo visto che in una frase nella frase iniziale di un
romanzo ci possono stare moltissime cose.
Meglio giocarsela bene. Ricordando due cose: primo,
non esiste mai una ricetta precostituita e le regole, in letteratura e in genere nellarte, sono fatte per essere infrante
(con intelligenza). Secondo, che non esiste regola ma bisogna sempre fare la cosa giusta!
Inutile aggiungere che nelle poche parole dellincipit non
ci si pu inzeppare tutto. Per nelle pagine seguenti si possono e si devono mettere molte altre cose. Devono emergere il tono, il ritmo del racconto. Bisogna poter individuare
la voce del narratore, il suo stile. Si iniziano a trasmettere
emozioni...
Un bravo lettore attraversa queste prime pagine, e inizia
a capire di che libro si tratta, che reazioni suscita in lui, che
curiosit accende...
Un editor, poi, tender a catalogare il libro con una di
quelle etichette che chiamiamo generi. Gli serve perch
cos potr raccontarlo pi efficacemente ai lettori: capisce
quale possa essere il pubblico di riferimento, quali possano
essere gli antecedenti di successo a cui quel libro pu essere
accostato, su quali elementi giocare per presentarlo al pubblico.
55

7. Lincipit pi brutto dellanno


Quelli che abbiamo letto, sono gli incipit di alcuni capolavori della letteratura. Per sono anche i brutti incipit, quelli
che riescono male. C addirittura un concorso che premia
il peggiore incipit dellanno. Naturalmente viene assegnato
in Inghilterra.
Lispirazione arrivata da uno degli incipit pi celebri
della letteratura: It was a dark and stormy night, Era
una notte buia e tempestosa..., vergata da Edward BulwerLytton, uomo politico e scrittore britannico, nel suo racconto
Paul Clifford e resa celebre dai fumetti: proprio con quella
frase grottesca iniziava invariabilmente il suo romanzo anche il bracchetto Snoopy, battendo i tasti della sua macchina
per scrivere sopra la cuccia, nelle vignette dei Peanuts...
Quella frase, che riassume molti clich, diventata ridicola. Non pi linizio di una romanzo di paura: linizio
della sua parodia!
(Per i pi pignoli, Ctait une nuit orageuse et sombre,
Era una notte tempestosa e scura, lha scritto anche Alexandre Dumas nei Tre moschettieri... E lincipit del Nome
della rosa, Era una bella mattina di fine novembre, come
ha confessato lo stesso Eco, ispirata a Snoopy e dunque
Bulwer-Lytton...) Il Bulwer-Lytton Fiction Contest (sito
www.bulwer-lytton.com) premia dal 1983 i peggiori incipit
inediti, divisi in diversi generi: detective, western, fantascienza, amore eccetera. Sono frasi davvero raccapriccianti, che
tolgono la voglia di proseguire. Sono fatti di luoghi comuni, di esagerazioni, di accumulo: concorrenti scimmiottano
quegli sono scrittori che vogliono essere efficaci e finiscono
per cadere nel ridicolo.
56

Per, se i tuoi colleghi di IoScrittore, dopo averti letto,


daranno al tuo incipit un giudizio profondamente disonorevole, traduci la prima frase in inglese e mandala subito alla
giuria del Bulwer-Lytton Fiction Contest. E che Snoopy te
la mandi buona!

Il consiglio
A volte lincipit come il titolo del libro lo puoi trovare
quando hai finito di scrivere. E non necessariamente la
prima frase che hai scritto, quando arrivata lispirazione, o
quella che c a riga 1 di pagina 1, alla dodicesima riscrittura.
Quando hai finito, insomma, non hai ancora finito.
Prova a rileggere le prime venti, trenta-cartelle del tuo
romanzo.
Forse l, incastonata nei paragrafi iniziali, c la frase giusta: quella che cattura il lettore, quella che condensa il senso
del libro, quella che fa scattare curiosit e immaginazione.
Lavevi scritta, era la frase giusta per lincipit, e non te
neri accorto. E se sei molto pigro, puoi sempre sperare in
un buon editor: magari la trova lui.

57

Lincipit, ovvero il primo appuntamento


di Charlotte

Lincipit linizio di tutto, da quelle prime pagine tutto comincia. Proprio come succede con il primo appuntamento
di una storia damore.
Sappiamo quanto i primi appuntamenti possano essere
stressanti e pieni di punti interrogativi. Quante volte vi
capitato Come mi vesto? Di che cosa parlo? Mi vorr rivedere se gli parlo di questo argomento?
Anche con lincipit di un libro cos: quante domande e
quanti dubbi! Ma niente panico. Prima di tutto vi voglio rassicurare: se vi state facendo delle domande siete gi un passo
avanti. Perch se ve lo state chiedendo, gi avete capito che
di fronte a voi c un lettore che dovete conquistare.
Per farlo, ci sono alcune regole semplici che riguardano
cosa evitare e cosa, invece, provare a fare.

Da evitare
1) Non esagerate con le descrizioni. Ve lo immaginate un
primo appuntamento con qualcuno che parla, parla, parla e non smette pi? Un disastro!
58

2) Anche se il vostro romanzo ha tantissimi personaggi, non


descriveteli tutti nelle prime pagine. In fondo meglio
farsi scoprire poco alla volta, no?
3) Non adottate uno stile che non sentite vostro. Se non
mettete mai i tacchi, perch metterli al primo appuntamento? Rischiereste di cadere.

Da fare
1) Emozionate e stupite. Fatemi provare le stesse sensazioni
del vostro personaggio. Lasciatemi a bocca aperta. Come
a un appuntamento, scegliete bene che cosa volete che
mi ricordi non appena vi dar la buonanotte, perch
quello che mi spinger a darvi il buongiorno.
2) Scegliete il personaggio che amate di pi, meglio se il
protagonista ma non necessario, e fatemi vedere scene
ed eventi attraverso i suoi occhi.
3) Offritemi una sensazione precisa: su questo che dovete concentrarvi, nelle prime pagine. Perch limportante,
proprio come al primo appuntamento, la quantit: dovete scegliere cosa tenere, ma soprattutto, cosa lasciare
nellombra. Sar il lettore a voler scoprire tutto.
In bocca al lupo!

59

Come iniziare alla grande


di Manatee

Lincipit in fondo non che il modo in cui vi presentate al


lettore. Avete un vostro stile, una vostra lingua, una storia
da raccontare, ma quello che ancora non avete lattenzione del vostro interlocutore. Lincipit la vostra chance per
conquistarvela.
Siate sinceri con voi stessi, quella attenzione la desiderate, altrimenti non avreste mai desiderato di pubblicare un
libro, che poi vuol dire essere letti dagli altri. Ed un desiderio del tutto legittimo. Dunque, come fare? Esiste un modo?
La verit che ne esistono mille, e nessuno certo.
Esattamente come quando vi capita di presentarvi a
uno sconosciuto o sconosciuta, potete decidere di essere
accattivanti, sfrontati, educatissimi, anticonvenzionali E
ovviamente, proprio come di solito avviene tra due persone, il vostro modo di presentarvi potr suscitare curiosit,
simpatia, attrazione, a volte (ve lo auguro!) passione travolgente.
Di tanto in tanto, ahim, capita anche di risultare antipatici a prima vista. In realt, al di l della prima regola
fondamentale che quella di essere voi stessi perch lincipit deve cercare di mettere in luce da subito la vostra
60

unicit, nel presentarsi, in genere, credo si risulti pi interessanti se:


1. Si evita di parlare troppo di s (che vuol dire, nel vostro ruolo di scrittori: limitate la voce narrante a un ruolo
descrittivo delle situazioni, senza eccessive riflessioni o
digressioni);
2. Si cerca di parlare di cose interessanti e di suscitare curiosit (che vuol dire poi far entrare subito il lettore nel vivo
della vostra storia).
Infine e pi in generale: se valeva per Flaubert, il motto
Madame Bovary cest moi pu valere anche per voi: individuate il vostro protagonista e fatelo agire da subito al
vostro posto.
La sua forza, la sua originalit, il suo mondo etico e simbolico sono i migliori passepartout che avete per arrivare
al cuore e allimmaginazione del vostro potenziale lettore.
Affidatevi al vostro protagonista, chiunque egli o ella sia, e
lasciate che le presentazioni le faccia lui. Non vi tradir.
Incipit preferito? Ce ne sono davvero tanti, ma adoro
quello de I Miserabili:
Nel 1815, era vescovo di Digne monsignor Charles
Franois Bienvenu Myriel, un vecchio di circa settantacinque anni, che occupava quel seggio dal 1806. Sebbene questo particolare abbia poco a che fare con ci che racconteremo, non sar forse inutile, sia pure solo per essere del tutto
precisi, accennare qui alle voci ed ai discorsi che correvano
sul suo conto, nel momento in cui era arrivato nella diocesi.
Vero o falso che sia, quel che si dice degli uomini occupa
spesso altrettanto posto nella loro vita, e soprattutto nel loro
destino, quanto quello che fanno.
61

Ecco da subito: 1. la presentazione di un personaggio;


2. un accenno minimo ma illuminante dambiente (una diocesi piccola e pettegola); 3. una sentenza morale.
E da l tutto pu partire...
Buon lavoro!

62

Lincipit, ovvero aprite quella porta


di Louise Scott

C chi lo riscrive mille volte; c chi lo lascia per ultimo; c


chi non pu andare avanti se non ce lha; c chi lo cambia
allultimo momento.
Lincipit di un romanzo una brutta bestia: ma giusto
che sia cos. Perch lincipit spalanca la porta su un mondo
nuovo, ignoto, e il lettore vi si affaccia, desideroso di abbandonare il proprio mondo, la propria quotidianit.
Purtroppo Per fortuna, i modi per aprire la porta sono
pressoch infiniti: qualche autore la sfonda con violenza
[Sparano prima alla ragazza bianca. Per il resto c tempo.
(Toni Morrison, Paradiso)], altri la schiudono con un sorriso ironico [Il Nobilis Homo Cipriano de Marpioni, col
crescere della prole, aveva dovuto allargarsi. (C.E. Gadda,
Quattro figlie ebbe e ciascuna regina)], altri con un cigolio
sinistro [Una volta gli assassini venivano impiccati a Four
Turnings. (Daphne Du Maurier, Mia cugina Rachele)], altri
ancora si limitano a farla girare sui cardini, scoprendo una
realt che, fino a un istante prima, per il lettore non esisteva
[In un buco del terreno viveva uno Hobbit. (John R.R.
Tolkien, Lo Hobbit)].
Che cosa voglio raccontare? chiede lincipit allautore. E
63

soprattutto, come lo voglio raccontare? Quale voce intendo


dare a queste parole?
Quali colori, quali emozioni sto per consegnare al mondo che mi accingo a raccontare? Se si riesce a rispondere,
la strada si distende, diventa un po pi pianeggiante almeno finch, allorizzonte, non spunta il fratello dellincipit:
lexplicit, il finale. Ma di questo, magari, parleremo dopo
aver percorso almeno un tratto di strada

64

In che modo cominciare?


di Grande Gigante (non sempre) Gentile

Cera una volta Era una notte buia e tempestosa Quel


ramo di lago di Como... Nel mezzo del cammin di nostra vita...
Creare atmosfera, dire dove ci si trova, dare qualche indicazione sul protagonista, fornire qualche elemento della
storia, cos che il lettore possa cominciare a immaginarsela. Sono tutti buoni modi. Bisogna stupire senza esagerare,
coinvolgere, incuriosire, far filtrare unemozione, far scattare un senso di immedesimazione o portare via, lontano,
subito.
Difficile, ma importante. Chi in libreria non controlla la
copertina, o magari la quarta, o laletta e poi, quello che fa
la differenza vera, le prime righe, per capire se vale la pena
andare avanti? Sta tutto l.
Si dice: Chi ben comincia a met dellopera. Forse
a met un po troppo, forse solo a buon punto. Ma, di
certo, chi mal comincia a un punto morto e rischia di non
andare da nessuna parte.

65

Lincipit di un libro davventura


di C.C. Baxter

Come devessere lincipit di un libro davventura? La cosa


pi importante catturare subito lattenzione del lettore
dandogli un assaggio di cosa sar il libro. Condensare nei
primi paragrafi alcuni momenti salienti dellavventura che
si vuole raccontare. Si avr poi tempo di tornare indietro
allinizio della vicenda, ai suoi retroscena e alla sequenza
cronologica dei fatti. Esempio straordinario lincipit di Aria
sottile di Jon Krakauer, un grande classico della letteratura
di alpinismo.
A cavalcioni sul tetto del mondo, con un piede in Cina
e laltro in Nepal, ripulii la maschera dossigeno dal ghiaccio
e, sollevando una spalla per ripararmi dal vento, abbassai lo
sguardo inebetito sullimmensa distesa del Tibet. Avevo fantasticato tanto su quel momento e sullondata di emozioni
che lo avrebbe accompagnato; e ora che finalmente ero l in
piedi sulla cima del monte Everest, non riuscivo a radunare
energie sufficienti per concentrarmi.
In poche righe abbiamo lambientazione, latmosfera e
il senso di meraviglia per il momento che il narratore sta vivendo. Perch sia l, come ci sia arrivato, cosa lo ha spinto e
come si svolto il viaggio fino a quel punto, sono tutte cose
66

che scopriremo nel corso del libro. Di fatto lautore ci ha


agganciato e adesso siamo pronti a seguirlo senza esitazioni.

67

Come iniziare un thriller bestseller?


di Sumimasen

Quando si parla di thriller, nellaccezione pi generale del


termine, si dice che, per attirare lattenzione degli editor prima e dei lettori poi, sia necessario scrivere un incipit inteso
come scena dapertura fulminante e che dia unimpronta
decisa a tutto il romanzo. Vero: preferibile un buon incipit rispetto a un brutto incipit. Limportante, per, che
lincipit non prenda il sopravvento sul resto del romanzo.
Ci che deve sempre rimanere centrale lidea narrativa di
base quella intorno a cui si costruisce la struttura del romanzo e i personaggi che lo popolano e il modo in cui
questa idea viene sviluppata per sfruttarne al meglio le sue
potenzialit. Ai miei occhi, un ottimo incipit non redime un
thriller mediocre e scialbo, daltro canto un romanzo dalla
forza dirompente sopravvive benissimo a un incipit ordinario. Ho quindi un unico consiglio pratico da dare: scrivere
lincipit nel momento in cui il romanzo sostanzialmente
gi l, pronto, in attesa soltanto della scena dapertura pi
efficace. Cos ci sono pi possibilit che venga bene e svolga
al meglio la sua funzione di porta dingresso al romanzo
stesso. Al di l della specificit dei thriller, vi consiglio di
leggere il primo capitolo di Lunar Park, in cui uno dei miei
68

scrittori preferiti, Bret Easton Ellis, analizza le frasi dapertura dei suoi libri. la prova che non solo un bravo autore
pu scrivere incipit molto diversi fra loro, ma soprattutto
che il resto del romanzo a determinare la natura e lo stile
dellincipit, non viceversa.

69

Lincipit, ovvero lantipasto


di Piero Ribera

Se il pranzo gustoso, e magari se il dessert particolarmente buono, nessuno alla fine si ricorda dellantipasto, o
meglio, io non me lo ricordo.
Questo per dire che non ho mai dato soverchia importanza allincipit di un romanzo.
Anzi, trovo spesso fastidiosi gli attacchi che vogliono
stupire o che puntano sfacciatamente a essere memorabili.
Molto meglio introdurre o suggerire con un breve giro di
frasi gli elementi che saranno centrali nel corso della narrazione: si apre la finestra e si additano due o tre punti di
riferimento un personaggio, uno stile, un luogo, un momento storico grazie ai quali poi ci si potr addentrare nel
paesaggio del romanzo.
Il profumo di Patrick Sskind comincia cos: Nel diciottesimo secolo visse in Francia un uomo, tra le figure pi geniali e scellerate di quellepoca non povera di geniali e scellerate figure. Qui sar raccontata la sua storia. Si chiamava
Jean-Baptiste Grenouille, e se il suo nome, contrariamente
al nome di altri mostri geniali quali de Sade, Saint-Just, Fouch, Bonaparte ecc., oggi caduto nelloblio, non certo
perch Grenouille stesse indietro a questi pi noti figli delle
70

tenebre per spavalderia, disprezzo degli altri, immoralit,


empiet insomma, bens perch il suo genio e unica ambizione rimase in un territorio che nella storia non lascia traccia: nel fugace regno degli odori.
In un paragrafo di undici righe e due frasi il lettore apprende che: un romanzo storico (dove e quando); che al
centro di tutto ci sar un protagonista (Jean-Baptiste Grenouille) eccezionale (sta a fianco dei grandi della sua epoca), misterioso ( caduto nelloblio) e ambivalente (genio
e scellerato); che il tema del romanzo specifico (il mondo
degli odori). Tutto, praticamente.

71

Per un incipit da brivido


di La Svet

Contrariamente a quanto si pensa, chi ben inizia non


a met dellopera: soltanto allinizio, mi dispiace ;-)
Ma vediamola dallaltro lato: chi inizia a leggere il vostro
thriller ha gi mosso un primo passo, vi sta gi venendo incontro, ed un momento prezioso. Voi che siete anche lettori forti lo sapete bene: sta a chi scrive convincere chi legge
a fare i passi seguenti.
Mi riferir, in quanto segue, alla prima unit conchiusa
di testo (prologo, primo capitolo): so che lincipit ai fini del
torneo IoScrittore pi consistente, ma parliamoci chiaro:
soprattutto in un thriller dovete conquistare il vostro lettore
dalle prime pagine, il resto verr da s :-)
Non esistono a mio parere regole universali per un buon
incipit. Per questo non posso che indicarvi ci che tendenzialmente (tenendo conto di tutte le possibili e perfino probabili eccezioni) mi conquista alle prime righe di un thriller,
un giallo, un noir.
Il prerequisito essenziale che abbiate le idee chiare in
merito allo scopo che, nelleconomia del romanzo, deve
avere il vostro incipit. Presentare un personaggio? Una situazione? I primi indizi di un enigma? Una voce? Definite
72

un obiettivo, uno solo fra questi, valutandone la presa sul


lettore, e attenetevi rigorosamente a questo.
A questo punto, ecco le mie personalissime, ma credo
sensate, preferenze in proposito.
1) Un incipit una singola, puntuale, precisissima emozione. Se riuscite a farmi provare esattamente lemozione
che vi siete prefissati, siete gi a un ottimo punto.
2) Una sola situazione. Pochi personaggi. Avrete tempo e spazio nel resto del romanzo per approfondire ed espandere.
3) Se ci sono dialoghi, fatemi sentire la specificit delle voci.
Nel resto del romanzo, sarebbe meglio non aver bisogno
della specifica disse Giovanni per capire che a parlare
stato appunto Giovanni. Perch dopo due pagine, la
voce di Giovanni devessere riconoscibile da s.
4) Cambiate le carte in tavola. Spiazzatemi. Sorprendetemi.
Da subito.
5) Una piccola postilla sulla primissima pagina: evitate qualsiasi elemento che possa potenzialmente respingere. Avete davvero bisogno di dar carattere al vostro personaggio
facendogli pronunciare una sonora volgarit alla terza
riga? Avete davvero bisogno di un monoblocco descrittivo di venti righe ininterrotte senza salto di paragrafo, che
anche allocchio d limpressione di assenza di ritmo?
E infine, il consiglio che mi sta pi a cuore: divertitevi. Non
dovete vedere lincipit, soprattutto nel caso di un thriller,
come un semplice punto di partenza per arrivare a qualcosaltro, a ci che secondo voi importante. Lincipit non
una formalit da sbrigare solo perch poi arriva la sostanza:
la sostanza. E se scrivendolo proverete la stessa emozione
che volete trasmettere, vedrete che il brivido ci sar.
73

Lincipit non tutto nella vita di un romanzo


(ma lo aiuta a vivere meglio)
di Jim Hawkins
Fate attenzione a quello che ora vi racconto.
Bohumil Hrabal, Ho servito il re dInghilterra, 1971

Mi sembra che gli editor che mi hanno preceduto lo abbiano


gi detto varie volte, ma ci tengo a ripeterlo: al momento
della lettura e della selezione di un manoscritto, per un editor lincipit non fondamentale perch pu sempre essere
riscritto o totalmente cambiato dallautore prima della pubblicazione.
Fondamentali in un manoscritto, almeno per me, sono
invece uno stile personale ed efficace e una storia originale e
coinvolgente. Stile e storia, durante lediting, possono essere
certamente migliorati, ma non possono in alcun modo essere ricreati dal nulla: o ci sono o non ci sono.
Un editor che interrompesse la sua lettura dopo un incipit insoddisfacente, correrebbe il rischio di farsi sfuggire
libri bellissimi. E la storia della letteratura mondiale, piena
di capolavori con incipit davvero poco significativi, se non
insignificanti, l a ricordarlo.
Detto questo, ritengo che un buon incipit possa invece
aiutare un libro a farsi strada nellaffollatissima giungla delle
librerie: sono molti i lettori che, incuriositi da un titolo o da
74

una copertina, aprono il libro e ne leggono le prime righe


per decidere se proprio quello il libro di cui hanno voglia
e bisogno.
Il primo compito di un incipit sar quindi quello di sedurre e incuriosire il lettore, dargli una promessa di felicit
nella consapevolezza che quella promessa andr per mantenuta. Si tratta infatti di un vero e proprio impegno che lo
scrittore prende con il suo lettore: io ti offro questi ingredienti, fidati di me, leggimi e non resterai deluso. E poich
non c nulla di peggio di una promessa non mantenuta, per
lo scrittore sarebbe un vero boomerang apparecchiare un
incipit pirotecnico che non abbia niente a che fare con il
resto del libro: ne otterrebbe solo un lettore deluso e rancoroso.
Ricapitolando: seduzione, patto con il lettore e niente effetti speciali che nascondano il nulla.
Lautore deve essere come loste onesto e benintenzionato di cui si parla nellincipit di un capolavoro inglese del
Settecento:
Lautore dovrebbe considerare se stesso non come un
gentiluomo che offra un pranzo in forma privata o delemosina, bens come il padrone duna taverna aperta a chiunque
paghi. Nel primo caso, colui che invita offre naturalmente il
cibo che vuole, e quandanche questo sia mediocre e magari
sgradevole ai loro gusti, gli ospiti non debbono protestare;
ch leducazione impone loro dapprovare e lodare qualunque cosa venga loro posta dinanzi. Proprio il contrario accade al padrone duna taverna. Quelli che pagano vogliono
dar soddisfazione al proprio palato, anche quando questo
sia raffinato e capriccioso, e se non tutto di loro gusto, si
75

sentono in diritto di criticare, di protestare, dimprecar magari contro il pranzo, senzalcun ritegno.
Ecco perch, per non deludere i clienti, loste onesto e
benintenzionato espone in genere una lista delle pietanze, a
cui tutti, appena entrati nella taverna, possono gettare uno
sguardo; ed essendosi resi conto di quel che c, possono
rimanere gustando ci che vien loro offerto, oppure andarsene altrove dove la lista meglio saccordi coi loro gusti.
Henry Fielding, Tom Jones, 1749
Lautore-oste deve quindi offrire un incipit che sia al
tempo stesso attraente e in sintonia con il resto del pranzoromanzo. Senza nessun intento canonico, trascriver sotto
alcuni incipit di grandi romanzi che ritengo molto efficaci,
seppure in modi diversi.
Poich molti, troppi romanzi iniziano con la descrizione fisica del protagonista, un buon incipit descrittivo sar
quindi quello che riesce in qualche modo a differenziarsi
dalla massa.
In questo caso, per esempio, sfruttando la lettera V:
La mascella di Samuel Spade era ossuta e pronunciata,
il suo mento era una V appuntita sotto la mobile V della
bocca. Le narici disegnavano unaltra V, pi piccola. Aveva
occhi giallo-grigi, orizzontali. Il motivo della V era ripreso
dalle spesse sopracciglia che si diramavano da due rughe
gemelle al di sopra del naso aquilino e lattaccatura dei capelli castano-chiari scendeva a punta sulla fronte partendo
da unampia stempiatura. Somigliava, in modo abbastanza
attraente, a un diavolo biondo.
Dashiell Hammett, Il falcone maltese, 1930
76

In questaltro, rendendo paradossale la stessa descrizione


fisica:
La protagonista femminile dellazione, nella prima parte, una donna di quarantotto anni, germanica: alta m 1,71,
pesa kg 68,8 (in abito da casa), perci ha solo 300-400 grammi meno del peso ideale.
Heinrich Bll, Foto di gruppo con signora, 1971
Un romanzo umoristico deve preferibilmente riuscire a
essere umoristico fin dallincipit:
Alle 7 del mattino, CarlAlberto entr nella stazione di
Roma e un facchino laccompagn al treno di Napoli.
Veramente osserv il giovane io debbo andare a Firenze.
Salga! disse il facchino.
Sempre prepotenze! mormor CarlAlberto, prendendo posto nel treno di Napoli.
Achille Campanile, Ma che cosa questamore, 1927
Un incipit pu far capire, sin dalle prime righe, che si
avr a che fare con un giallo:
Il marted di giugno in cui fu assassinato, larchitetto
Garrone guard lora molte volte.
Fruttero e Lucentini, La donna della domenica, 1972
O con un noir:
Interrotto dalla vecchia, venuta a vedere che cosa stava
succedendo nella stanza accanto mentre doveva ancora ter77

minare con la ragazza, lassassino le salt addosso senza una


parola, la sollev come se fosse un sacco dellimmondizia
e le fece sfondare la pendola accanto alla porta dingresso,
con una forza che neanche lui sapeva di avere. Non avrebbe
potuto fare di meglio, constat: era morta sul colpo.
Derek Raymond, Il mio nome era Dora Suarez, 1990
Pu immediatamente gettare il lettore in un universo paranoico e allucinato:
Sento la polizia che si stringe, li sento l fuori mentre
fanno le loro mosse, mentre preparano le loro demoniache
bambole degli informatori, borbottano sul cucchiaio e sul
contagocce che ho buttato via alla Stazione di Piazza Washington, scavalco la porta girevole e le due rampe gi per le
scale di ferro, ce la faccio ad acchiappare un treno A per
il centro
William Burroughs, Il pasto nudo, 1959/62
Una volta un tizio stette tutto il giorno a frugarsi in testa cercando pidocchi. Il dottore gli aveva detto che non ne
aveva. Dopo una doccia di otto ore, in piedi unora dopo
laltra sotto lacqua bollente a sopportare le stesse pene dei
pidocchi, usci e sasciug, con gli insetti ancora nei capelli;
anzi ne aveva ormai su tutto il corpo. Un mese pi tardi gli
erano arrivati fin dentro i polmoni.
Philip K. Dick, Un oscuro scrutare, 1977
E pu spiazzare da subito le normali attese del lettore,
introducendolo in un romanzo che si diverte a sovvertire le
regole della forma romanzo classica:
78

Come si erano incontrati? Per caso, come tutti. Come si


chiamavano? E che ve ne importa? Da dove venivano? Dal
luogo pi vicino. Dove andavano? Si sa dove si va?
Denis Diderot, Jacques il fatalista e il suo padrone, 1796
In una giornata dal cielo coperto ma luminosa, qualche minuto prima delle 4 pomeridiane del 1 aprile 192
(un critico straniero ha fatto rilevare che molti romanzi,
per esempio tutti quelli tedeschi, iniziano con una data, ma
solo gli autori russi, in virt delloriginale onest della nostra letteratura, tacciono lultima cifra), allaltezza del n. 7 di
Tannenbergstrasse, in un quartiere occidentale di Berlino, si
ferm un furgone per traslochi molto lungo e molto giallo
Vladimir Nabokov, Il dono, 1937
molto difficile e rischioso, ma lautore pu decidere
di sintetizzare nellincipit i princip che andr poi a svolgere narrativamente nel romanzo. Questo che segue , a mio
parere, uno dei non molti casi in cui una sfida del genere
risultata vincente:
Che resta di tutto il dolore che abbiamo creduto di
soffrire da giovani? Niente, neppure una reminiscenza. Il
peggio, una volta sperimentato, si riduce col tempo a un risolino di stupore, stupore di essercela presa per cos poco, e
anchio ho creduto fatale quanto poi si rivelato letale solo
per la noia che mi viene a pensarci. A pezzi o interi non si
continua a vivere ugualmente scissi? E le angosce di un tempo ci appaiono come mondi talmente lontani da noi, oggi,
che ci sembra inverosimile aver potuto abitarli in passato.
Aldo Busi, Seminario sulla giovent, 1984
79

Un incipit pu attrarre lattenzione del lettore puntando


da subito su temi incandescenti come il dolore, il male, la
morte, il peccato:
Il mio vero nome fin troppo noto, nelle carte e nelle
cronache della prigione di Newgate e al tribunale dellOld
Bailey, e vi sono ancora pendenti faccende di gravit tale,
riguardo alla mia specifica condotta, da far escludere che io
possa firmare questopera o nominare la mia famiglia. Magari dopo la mia morte se ne sapr di pi.
Daniel Defoe, Moll Flanders, 1722
Sono un uomo malato Sono un uomo maligno. Non
sono un uomo attraente.
Fdor Dostoevskij, Memorie del sottosuolo, 1864
Oggi la mamma morta. O forse ieri, non so.
Albert Camus, Lo straniero, 1942
Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio
peccato, anima mia.
Vladimir Nabokov, Lolita, 1955
La morte sempre la stessa, ma ogni uomo muore alla
sua maniera. Per J.T. Malone cominci in una maniera tanto
semplice e normale che per qualche tempo egli confuse la
fine della vita con il principio di una nuova stagione.
Carson McCullers, Orologio senza lancette, 1961
Vaughan morto ieri nel suo ultimo scontro. Nel corso
della nostra amicizia, aveva fatto le prove della sua morte in
80

molti scontri, ma il suo ultimo stato proprio e semplicemente un incidente lunico.


J.G. Ballard, Crash, 1973
Non posso non finire con il mio classico preferito:
Poich Lord Trelawney, il dottor Livesey, e altri gentiluomini mi hanno chiesto di scrivere la storia dellIsola del
Tesoro in tutti i suoi dettagli, dallinizio alla fine, senza tralasciare nulla se non la posizione dellisola, e questo solo perch esiste l tuttora un tesoro non ancora portato alla luce,
prendo in mano la penna nellanno di grazia 17 e torno al
tempo in cui mio padre era proprietario della locanda Ammiraglio Benbow e il vecchio lupo di mare, abbronzato e
sfregiato da un colpo di sciabola, prese alloggio sotto il nostro tetto.
Robert Louis Stevenson, Lisola del tesoro, 1883
Una locanda, unisola, un tesoro non ancora scoperto e
un vecchio lupo di mare sfregiato da un colpo di sciabola
Tutte le basi dei romanzi davventura condensate in pochissime righe.
Insomma, gli incipit belli ed efficaci sono tantissimi e
tantissimi devono ancora essere scovati, scritti e felicemente
letti. Buona ricerca!

81

ALTRI SPUNTI FONDAMENTALI

Ancora sullincipit:
sette spunti di discussione nati dai post

Ho scelto tra i vostri post alcuni di interesse generale, per


proseguire con voi il discorso sugli incipit. Mi scuso fin da
ora con gli eventuali esclusi, spero che queste risposte possano essere comunque di aiuto a tutti.
@Elle Emme#8 Dobbiamo parlare solo degli incipit o
posso chiedere la ricetta dellorata al sale?
Facile. 50 minuti in forno a 220 gradi. Ingredienti: unorata da 500 g circa. 2 kg di sale grosso. Erbe aromatiche q.b.
Olio extra vergine q.b. Un limone.
Eh, lorata al sale, dici... Ma prima la devi pescare, lorata, mi disse zio Pino aprendo un armadio di acciaio azzurro, stretto stretto e alto fin quasi al soffito, quasi invisibile
nellombra in fondo al garage.
Orata. Nome scientifico: spars aurata. Pesce di mare
cos chiamato per la tinta dorata che colora parti della sua
livrea.
83

Al. Preposizione articolata, formata alla preposizione a


e dallarticolo il.
Sale. Cloruro di sodio (NaCl). Punto di fusione: 801 C
Massa molare: 58,44 g/mol. Densit: 2,16 g/cm. Punto di
ebollizione: 1.413 C.
Cribbio, ma come avevo fatto a innamorarmi di un uomo
cos noioso? E per di pi dotato di una memoria prodigiosa.
Cavoli, ma questa sarebbe unorata al sale, secondo
lei? Era rosso in volto, urlava con una vocina acuta e mi
sembr cos buffa.
Sono quattro possibili incipit di un romanzo incompiuto da
titolo La ricetta dellorata al sale.
Non che ci sia un incipit giusto e tutti gli altri sono
sbagliati.
Dipende soprattutto da quel che viene dopo...
Insomma, con il mio post volevo solo suggerire che le
prime parole, le prime frasi di qualunque libro trasmettono unenorme quantit di informazioni, che decodifichiamo
allistante. Di pi: stabiliscono il tono della relazione del testo con il lettore.
un po come quando stringiamo la mano di una persona che incontriamo per la prima volta. E dunque, questa
stretta di mano immaginaria con il lettore molto importante: val la pena di prestarle molta attenzione, tenendo presente quello che verr dopo, il modo in cui vogliamo proseguire
il rapporto con chi legge.
E certamente una buona stretta di mano aiuta. Per uno
scrittore, meglio esserne consapevole.

84

@Il Re degli Sfigati#12 La sorte di Fitzgerald sarebbe


chiara: come minimo gli cambierebbero lincipit di Tenera
la notte!
Anche Fitzgerald aveva un editor... E magari gli ha consigliato di cambiare lincipit. Ma lautore pu cambiarselo anche da solo, lincipit, se durante lennesima rilettura e riscrittura scopre un attacco pi efficace. Non sempre la prima
frase che hai scritto resta la prima frase del libro consegnato
alleditore (o del libro stampato in self-publishing).
@Lilium#104 lincipit dellopera in torneo lho cambiato
varie volte nel corso del tempo.
Appunto.
@Lilium#104 Del perch mi dovrei ritirare: 1. il piacere
del racconto. Il mio racconto non piacevole. 2. La voce:
la mia o sono riuscita a far spazio a quella dei personaggi?
3. La curiosit: sporadica, non forte come in Kafka, no. 4.
La provocazione: lelemento dominante, di questa ce n
molta, lintero romanzo una provocazione. Ma fino ad ora
solo pochi alleati, e nessuno era un editor. 5. Le verit eterne: forse una c, ma ho saputo renderla visibile? 6. Mille e
uno modi per incuriosire un lettore o un editor: mi sa che
non ci sono ancora riuscita 7. Lincipit pi brutto dellanno:
no, non il pi brutto, ma a che posto ?
Grazie, Lilium, vedo che hai capito lo spirito. Tra laltro,
come dal tuo #104, puoi sempre peggiorare: secondo me,
se ti impegni, puoi davvero puntare allincipit pi brutto
85

dellanno. Faccio il tifo per te! ;-) E grazie a tutti quelli che
hanno risposto al Lilium Test!
@Vinci#29 Se trovano, magari tra i torneisti, un romanzo scritto bene con una bella storia e tutto il resto, ma con
un incipit debole, lo scartano o cercano di lavorare insieme
allautore per rafforzare linizio, per migliorarlo?
Ovvio, non corretto giudicare un romanzo dalle prime
cinque-dieci righe. Per capire se val la vena di proseguire
nella lettura, un editor ha bisogno di almeno una ventina di
pagine. E infatti sono pi o meno venti le pagine che vengono lette nella prima fase di IoScrittore.
@Lilium#80 qual stato nella tua carriera di editor lincipit pi breve che hai letto, quello che dopo quattro righe
ti ha fatto pensare con convinzione: inutile andare avanti,
non c storia.
Ripeto: quattro-cinque righe non bastano, per danno
una prima idea. A colpo docchio, ci sono incipit sgrammaticati e sgangherati, o sdolcinati e affettatamente poetici,
oppure artatamente piacioni, con clich a raffica. Non basta
per decidere che un no. Per se, con una lettura a campione, scopri che il libro continua cos per altre 650 pagine,
forse pensi: Be, magari un capolavoro, ma non sar io a
scoprirlo!
@ Lilium #22 @La Svet Ho notato che anche Luca Crovi parla in particolare di thriller e noir. Sono i generi che
al momento vendono di pi ed ci che le case editrici
86

cercano in particolare? Io in ogni caso ho trovato applicabile quanto dici anche a narrativa in generale, era solo una
curiosit.
Il mio collega parlava di noir e thriller, ma come hai notato
giustamente tu, quello che ha scritto si pu applicare anche
al noir e al thriller. Una delle informazioni trasmesse dalle
prime pagine di un romanzo certamente il genere: il tono,
lo stile, i vari indizi disseminati dallautore ci fanno subito
capire il genere di riferimento.
Come ho accennato, per un editor importante capire
se un libro pu rientrare in un genere: perch cos sar pi
facile fargli trovare i suoi lettori (scegliendo la copertina giusta, il titolo giusto, il videoclip giusto eccetera eccetera). E
tra i generi il thriller-noir certamente tra i pi apprezzati,
acquistati, letti. (Tieni presente che nel mondo anglosassone
il genere viene declinato in categorie e sottocategorie molto
pi specifiche, cos come il rosa, il romanzo erotico o il romanzo storico).
un genere che ha una storia assai lunga: in fondo il
primo detective della letteratura quella voce dallalto che
interroga Adamo ed Eva sul furto della mela, o Caino sul destino di Abele. E quellinvenzione straordinariamente moderna lassassino che investiga sul crimine che egli stesso
ha commesso risale ad almeno 2500 anni fa, quando Sofocle ha raccontatola storia di un killer incestuoso di nome
Edipo.
Questo per dire un paio di cose: che il nostro rapporto
con il male profondo e complicato. E sappiamo bene che
(anche) dentro di noi, che ne siamo consapevoli oppure no.
Con i thriller, diamo una forma a questi fantasmi, li tra87

sformiamo in racconto, e in qualche modo li esorcizziamo.


Coltiviamo le nostre ansie, le addomestichiamo e le esorcizziamo.
Insomma, il genere ha il suo pubblico, ed un pubblico
molto ampio.
Questo lo sanno benissimo anche gli editor, e lhanno imparato anche gli scrittori.
Dunque un filone molto frequentato, dove la concorrenza assai aspra, con numerosi grandi maestri che occupano il centro della scena (e le posizioni di vertice nella classifica dei best seller).
Insomma, gli editor non cercano genericamente thriller e
noir: cercano il thriller e il noir che abbia qualcosa di speciale, che faccia scattare un brivido nuovo.

88

Il quiz di Vladimir Nabokov per scoprire


il segreto del bravo lettore

Vladimir Nabokov, lautore di Lolita, oltre che un grande


scrittore stato anche uno straordinario maestro di letteratura. Sapeva anche divertirsi, e divertire i suoi studenti.
Allinizio delle sue Lezioni di letteratura (che purtroppo
trovate solo in biblioteca e di seconda mano su internet),
racconta di essere finito in un remoto college della provincia
americana, dove si invent un quiz per tracciare lidentikit
del bravo lettore. Stil un elenco con dieci definizioni, chiedendo ai suoi allievi di sceglierne al massimo quattro:
Un buon lettore dovrebbe:
1. appartenere a un club del libro (o, aggiungiamo nel
2013, essere iscritto a un social network che parla di libri);
2. identificarsi con leroe o con leroina;
3. concentrarsi sullaspetto socioeconomico (e su quello
storico);
4. preferire una storia con azioni e dialoghi a una che non
ne ha;
5. aver visto il film tratto dal libro;
6. essere un autore in erba (che magari partecipa a IoScrittore...);
89

7.
8.
9.
10.

avere immaginazione;
avere memoria;
avere un dizionario;
avere un certo senso artistico.

Possiamo inventarci altre caratteristiche del nostro lettore


ideale, e possiamo dare le nostre risposte al quiz. Anzi, questo blog a disposizione per le vostre integrazioni e per le
vostre risposte.
Molto probabilmente anche se siete dispettosi arriverete alla stessa conclusione a cui arrivarono, diversi decenni
fa, Vladimir Nabokov e i suoi studenti e che vi racconter
in un altro articolo.

90

Qualche ricetta per dare sapore (e profumo)


al protagonista del tuo romanzo

Tra le dieci caratteristiche del bravo lettore elencate nelle


Lezioni di letteratura, gli studenti di Nabokov ne scelsero
a grande maggioranza tre: lidentificazione emotiva (punto
2.), lazione (punto 4.), e laspetto socioeconomico o storico (punto 3.).
Alcuni di voi hanno scelto proprio queste tre caratteristiche.
Vediamo che cosa implicano dal punto di vista dello
scrittore, ovvero di chi deve costruire un romanzo.
Si tratta di privilegiare tre aspetti:
il personaggio, che innesca i meccanismi dellidentificazione;
la trama, per costruire un avvincente meccanismo narrativo;
le informazioni, perch le storie sono anche un efficace
strumento per conoscere il mondo e noi stessi, sia come
scrittori sia come lettori.
Imparare attraverso le storie (nelle fiabe e nei romanzi, al
teatro o al cinema) vuol dire almeno due cose.
91

In primo luogo, significa aumentare la conoscenza di s


stessi, ovvero dellessere umano, nei suoi sentimenti, interiorit, emozioni eccetera, ma anche nei suoi rapporti con
gli altri. Questo insegnamento (che anche una scoperta,
pagina dopo pagina, per lautore e per il lettore) nasce dallesperienza dellautore e/o del suo personaggio, attraverso i
meccanismi dellidentificazione (vedi il punto 2. della lista
Nabokov).
In questa direzione vanno per esempio molti romanzi
rosa, ma ci andato anche Proust con la sua Ricerca del tempo perduto. Conoscere vuole anche dire scoprire il mondo, la
realt: per un autore di fiction pu significare, per esempio,
far scoprire una determinata epoca (nel romanzo storico),
o esplorare un problema dattualit o qualche risvolto della
scienza e della tecnologia (lo faceva magistralmente Michael
Crichton nei suoi thriller). Un dilemma su cui siamo sempre
avidi di conoscenze la differenza che c tra il bene e il
male, e la natura del male che in noi: un aspetto che esplorano il gialli e i polizieschi da un lato, e il thriller e lhorror
dallaltro (oltre che molti classici, dove si parla spessissimo
di delitti & castighi)
Se torniamo alla risposta pi gettonata dagli studenti di
Nabokov, ovverola capacit di identificarsi con i personaggi
della fiction, a sostenerla la stessa capacit che ci porta
allempatia nei confronti degli altri, e forse addirittura ci
spinge allaltruismo. Uno degli aspetti pi affascinanti della
letteratura (e in generale della finzione) anche questo,la
letteratura (e il teatro e il cinema) ci spingono a identificarci con personaggi molto diversi da noi (dallautore come
dal lettore). Diversi per et, per genere, per origine geografica, epoca storica, per convinzioni etiche, politiche, religio92

se Addirittura, a volte, un libro ci permette di identificarci


personaggi che ci fanno paura, che ci ripugnano, che detestiamo: e per impariamo a conoscerli e forse a capirli,
perch sono esseri umani come noi.
Nessuno di noi (almeno spero!!!) vorrebbe essere il protagonista di un best seller mondiale come Il profumo di Patrick Sskind, linodore Jean-Baptiste Grenouille, maestro
nel miscelare aromi ed essenze, ma soprattutto serial killer
di fanciulle nella Francia del Settecento.
C insomma una distanza tra lautore e il personaggio,
che la lettura pu aiutarci a colmare. C anche una distanza tra lautore e il personaggio, persino nel caso dellautobiografia, nel momento stesso in cui viene oggettivata sulla
pagina. Cos, rispetto al suo personaggio, lautore pu per
esempio saperne di pi (se per esempio il protagonista, e
magari lIo narrante sono quelli di un bambino), o di meno
(se il protagonista Einstein o Leonardo, magari).
Dunque scrivendo necessario dosare con sapienza
quello che fa dire e fare al suo eroe, affinch resti credibile e
al tempo stesso catturi linteresse del lettore: labilit artigianale, il miracolo della sensibilit dei grandi autori, sta anche
nel sapiente dosaggio delle informazioni che il personaggio
trasmette al lettore.
Unultima annotazione, ancora sul tema delleroe. Ci sono
personaggi che non cambiano nel corso del romanzo, che
restano sempre uguali a s stessi, con il loro carattere, le loro
emozioni, le loro reazioni, i loro gesti. Tipicamente, sono gli
eroi dei romanzi davventura, che grazie alle loro virt (la forza, lastuzia, la pazienza o lirruenza, lanello magico del fantasy o il gadget supertecnologico della fantascienza) superano
qualunque ostacolo per raggiungere lobiettivo finale.
93

Non abbiamo bisogno che questi personaggi cambino,


nel corso della storia, perch loro sono in grado di cambiare
il mondo. Non ci aspettiamo e non vogliamo che Sandokan o James Bond smettano di essere leroe che amiamo, li
vogliamo vedere di nuovi protagonisti di unaltra avventura.
Ci sono invece personaggi che nel corso del romanzo
cambiano, evolvono: la realt, le esperienze che vivono, gli
incontri che fanno, il dolore e la felicit che sperimentano,
li trasformano, e noi i lettori che li accompagnano in questo cammino cambiamo con loro. il meccanismo che
caratterizza i romanzi di formazione, quelli dove il protagonista, pagina dopo pagina, cresce e matura, costruendo
la propria identit e trovando il proprio posto nel mondo.
Accade per esempio in uno dei grandi capolavori della
letteratura, La montagna incantata di Thomas Mann, ma anche in romanzi che fin dal titolo evidenziano la crescita, lapprendimento, il cammino verso la consapevolezza: Gli anni
di apprendistato di Wilhelm Meister di Goethe, oLe illusioni perdute di Balzac, Leducazione sentimentale di Flaubert,
solo per citare tre capolavori ottocenteschi (la stessa cosa
capita, se proprio volete saperlo, anche nella Divina Commedia e in Pinocchio, seppure con modalit un po diverse).
Anche se poi la maggior parte dei protagonisti dei romanzi che amiamo sono un po un misto delluno e dellaltro: un po James Bond, un po Hans Castorp, un po Sandokan e un po Pinocchio: per alcuni aspetti restano uguali a s
stessi dalla prima allultima pagina, per altri si trasformano,
evolvono, forse maturano
Per sintetizzare, alcune domande:
che cosa mi trasmette quel personaggio? che cosa mi insegna, di me e del mondo?
94

che rapporto c tra il personaggio e i suoi due creatori,


lautore che lha ideato e il lettore che lo ricrea nella propria mente?
come cambia il mondo di quel personaggio? e la realt
che incontra lo cambia? e come?
quali sono gli ostacoli che affronta, dentro e fuori di s?
come li supera? chi lo aiuta e chi lo ostacola?
Nel prossimo post, se non siete troppo cattivi con me e se vi
state divertendo, proveremo a discutere un po della trama,
dellintreccio, del plot Ma intanto dite la vostra sui personaggi dei libri che amate e dei romanzi che state leggendo.

95

Come suscitare la curiosit del lettore?


Consigli e sorprese

Labbiamo visto. Il secondo elemento che, secondo gli studenti di Vladimir Nabokov, identifica il buon lettore la
trama, lintreccio.
Ogni narratore deve suscitare e tenere viva la curiosit
del lettore.
La santa protettrice di tutti coloro che raccontano storie
ovviamente Sheherazade, la miglior narratrice della storia.
Una notte la virtuosa fanciulla venne condotta nellharem
del sultano, come molte altre vergini prima di lei: tutte uccise prima dellalba, dopo la notte damore, dal gelosissimo
sultano, che non poteva sopportare nemmeno il sospetto
del tradimento. Per salvarsi, Sheherazade inizi a raccontare al crudele amante una storia appassionante. Cos si salv
la vita, perch il sultano quando arriv lalba e dovette
iniziare a occuparsi del governo della sua citt ancora non
sapeva come andasse a finire quella storia cos avvincente, e
dunque sospese lesecuzione. E cos accadde anche la sera
successiva: unaltra notte damore, unaltra storia appassionante lasciata a met, la sentenza di nuovo sospesa. E poi
ancora, e ancora...
96

Chi racconta storie si trova oggi in una situazione meno


drammatica dellastuta Sheherazade, ma la storia che racconta corre lo stesso mortale pericolo. Se il lettore labbandona, muore. Se arriva fino in fondo, e inizia a raccontarla
a qualcun altro, la sua storia continua a vivere.
Ma c un trucco. Il bravo narratore sa che tutti noi
compreso il feroce sultano abbiamo fame di storie, e vogliamo sapere come va a finire. Dunque il bravo narratore
conosce questa debolezza e ne approfitta. Ma deve farlo con
abilit e astuzia.
Per cominciare, deve sapere che la curiosit del lettore va
solleticata a due livelli.
C unesca che agisce frase dopo frase, pagina dopo pagina. Insomma, quello che trasforma un libro in un page
turner, come si dice dei best seller made in USA: quei
libri che ti obbligano ad arrivare in fondo alla pagina, e girare pagina per vedere che cosa succede in quella successiva.
Per capire come valutare labilit del lettore e dellautore nelluso di questa esca, possono essere utili le tecniche
che usano gli autori teatrali e gli sceneggiatori cinematografici. Ogni storia si pu dividere in scene, o in inquadrature
(che non necessariamente coincidono con i capitoli, anche
se questo pu aiutare). In ciascuna di queste scene, dovrebbe succedere un fatto (che pu essere anche un evento interiore); questo evento deve aprire diverse possibilit: solo
il prosieguo del racconto potr decidere quale si avverer.
Alla curiosit, insomma, deve seguire la sorpresa: gli
ascoltatori, i lettori amano essere sorpresi, nellinfinita (o
quasi) gamma delle possibilit. Il narratore deve proporre
una soluzione narrativamente credibile, ma che insieme allarghi la gamma del reale.
97

Un narratore che riesce a giostrare i suoi romanzi con


grande abilit, scena dopo scena, Andrea Vitali. un narratore naturale, che nutre la sua sapienza di scrittore anche
delloralit, ma che ha un ritmo moderno. I capitoli dei suoi
romanzi possono anche essere brevissimi a volte poche
righe, ununica frase ma in quelle righe succede sempre
qualcosa. I capitoli si chiudono creando unattesa nel lettore, una curiosit che per spesso non viene immediatamente
soddisfatta alla pagina successiva: perch, con abile tecnica
di montaggio, Vitali cambia scena e/o sottotrama, rilanciando il gioco (Vitali usa anche un altro trucco, una sorta
di enjambement narrativo, per legare un capitolo al successivo: unimmagine, una parola che incatena una situazione a
unaltra, magari lontanissima nel tempo e nello spazio).
Quella di Vitali una tecnica narrativa basata su un montaggio cinematografico, che molti teatranti e romanzieri
usavano in realt molto prima dellinvenzione del cinema.
Ecco, per essere efficace il narratore deve insieme spingere e attrarre, guidare e sorprendere. Mettere insieme questi opposti accostando due verbi allinfinito, molto facile:
farlo un po pi difficile. questione distinto, ma anche
di tecnica.
Sheherazade combatte la sua lotta per la vita in ogni
istante della sua storia, nel corpo a corpo con il suo ascoltatore. Ma sa anche che la battaglia si decide anche in campo
aperto e che una guerra molto difficile, perch le storie,
lo sappiamo, sono solo quattro. E con quattro sole storie,
come incuriosire e sorprendere il lettore?
(E se non credete che le storie siano solo quattro, seguitemi!)

98

Ma davvero esistono solo quattro storie?

Una storia procede passo dopo passo, frase dopo frase, scena dopo scena. Poi ha un disegno complessivo, unarchitettura che tiene insieme tutti questi mattoni. la struttura del
romanzo, la storia che racconta. Noi pensiamo che le storie,
i romanzi, siano infiniti, e altrettanto infinite le loro varianti,
cos come la vita di ciascuno di noi ne siamo convinti
unica e irripetibile.
Secondo Jorge Luis Borges, invece, solo quattro sono
le storie.
Una, la pi antica, quella di una forte citt assediata e
difesa da uomini coraggiosi. I difensori sanno che la citt sar
consegnata al ferro e fuoco e che la loro battaglia inutile; il
pi famoso degli aggressori, Achille, sa che il suo destino
morire prima della vittoria. Borges rievoca lIliade. Ma sta
parlando anche di una partita di calcio, dove a volte il debole
pu vincere, perch la palla rotonda, si dice. O della seduzione di una giovane fanciulla, o di un principe sdegnoso,
se vogliamo tingere il mondo di rosa. E attenzione: gli eroi
dellIliade, come li racconta Borges, non sono solo macchine
per uccidere: sanno che devono morire anche loro...
99

Unaltra storia, che si ricollega alla prima, quella di


un ritorno. Quello di Ulisse, che dopo aver errato per dieci
anni per mari pericolosi, dopo essersi fermato su isole incantate, ritorna alla sua Itaca, spiega ancora Borges. Per
chi ama lo sport, la maratona, o una gara di fondo, le 18
buche di un campo da golf. Per chi ama il rosa... c bisogno
di citare Calipso, Circe e Nausicaa?
La terza storia quella di una ricerca. Possiamo vedere
in essa una variante della forma predente: Giasone e il Vello;
i trenta uccelli del persiano, che attraversano montagne e
mari e vedono la faccia del loro Dio, il Simurg, che ognuno
di loro e tutti loro. Diciamo che il Giro dItalia o il Tour
de France?
Lultima storia quella del sacrificio di un dio. Attis,
in Frigia, si mutila e si uccide; Odino sacrificato a Odino,
Egli stesso a Se stesso, pende dallalbero nove notti intere
ed ferito da lancia; Cristo crocifisso dai romani. Eroi
destinati al sacrificio, certo fuori dal recinto del sacro e in
maniera diversa, sono anche Dorando Pietri o Marco Pantani... Cos tante storie damore finiscono male, con la morte
di uno degli amanti, troppo spesso lei: Emma Bovary, Anna
Karenina, Marguerite Gauthier
Borges conclude il suo fulminante trattato di narratologia
con una profezia: Quattro sono le storie. Per tutto il tempo
che ci rimane, continueremo a narrarle, trasformarle. unipotesi affascinante. Tanti romanzi rientrano in una di queste
quattro categorie. Molti altri, a ben guardare, nascono da
100

una combinazione di queste quattro storie di base. Ma


resta un dubbio: le storie sono davvero solo quattro? Qualcuno di voi riesce a immaginare la quinta storia?

101

I dieci peggiori lettori della mia vita


(e come farne buon uso)

Dopo la festa di Torino del 18 maggio, quando sono stati


svelati i nomi dei 300 finalisti di IoScrittore, comincia la
nuova fase del torneo letterario pi interattivo e brillante.
Perch la parola passa ai lettori, che dovranno dare i loro
voti... e compilare le loro schede di lettura.
Nella carriera di uno scrittore (e nella biografia di chi
lavora nelleditoria), le schede di lettura, le recensioni, le
critiche (offline e online) sono il pane quotidiano. A volte fanno bene, a volte fanno male, a volte fanno molto (ma
molto) male. Chi scrive un libro si espone indifeso allo
sguardo degli altri (e di riflesso capita lo stesso a chi glielo
pubblica...). E qualcuno se ne approfitta, o magari non si
rende conto che il suo giudizio pu diventare unarma, che
pu ferire. (Sempre ricordando che una critica negativa
ma intelligente e motivata pu essere utilissima, se accolta
con intelligenza e umilt.)
Quello che segue un elenco dei Dieci peggiori lettori
(e critici) della mia vita. Spero possa essere utile a chi giudica i romanzi altrui, per evitare alcuni errori di prospettiva.
Spero possa anche dare conforto a chi viene giudicato, per102

ch la letteratura una cosa seria (quasi quanto la vita), ma


il torneo anche un gioco (come la letteratura, come la vita).

I dieci peggiori lettori della mia vita:


1. Lo stilista. Non ti interessano la trama, lambientazione,
i personaggi. Tu correggi i refusi. Sottolinei gli errori di
grammatica. Strilli davanti agli svarioni sintattici. Qualche errore te lo inventi, perch hai della grammatica la
stessa visione della signorina Rottermeier: una implacabile gabbia alla quale puoi aggiungere, a tuo insindacabile giudizio, nuove sbarre e inferriate. Poi concludi che
il mio un problema di stile. Evidentemente sogni di
fare lestetista. Prendere un testo altrui per fargli permanente, tinta, manicure, pedicure, massaggio anticellulite, fango rassodante Ma quello che c sotto, ti piace
o no? Il mio romanzo ha un corpo? E magari pure unanima? Se quei brufoli, che tanto ti irritano, fossero solo
il frutto di eccessi ormonali, di intemperanze da adolescente? (Naturalmente quando rimander il romanzo
alla prossima edizione di IoScrittore, qualche brufolo
lo tolgo, ma i nei non li cancello di sicuro: sono, come
dicono in francese, i grains-de-beaut del mio libro, i
grani di bellezza che lo rendono unico.) Per quanto
riguarda lo stile, non oso pensare come vai vestito, pidocchioso.
2. Lirritabile. Forse il mio romanzo lhai letto tutto, o
forse hai letto solo quella pagina l. Una sola. E ci hai
trovato qualcosa che non ti piaciuto, che ti ha profondamente irritato. Evidentemente quel personaggio,
103

quella scena, quella frase, ti hanno ricordato un episodio particolarmente spiacevole della tua miserabile vita.
Probabilmente non sai nemmeno perch ti sei irritato
cos tanto, ma il tuo inconscio di sicuro lo sa benissimo.
Cos ti sei concentrato su quella pagina, e basandoti su
quella e solo su quella hai demolito di slancio anche
le altre 250 (che secondo me non ha nemmeno letto...).
Un po come quelli che, dopo che gli hai presentato una
ragazza troppo bella per lui, ti spiega: Ma lhai vista?
Ha le ginocchia grosse Va bene, quelle venti righe
le tolgo, le aggiusto, le sistemo. Ma il resto del romanzo
ti piaciuto o no? Post scriptum. Tranquillo. A quella
ragazza troppo bella, viso angelico, seno perfetto, lato
B da antologia, pure intelligente e spiritosa, tu non le
piaci E non ha le ginocchia grosse!
3. Lo snob. Il mio libro non ti interessa. Proprio per niente. Come probabilmente non ti interessa nessuno dei
libri che leggi. Per te, la lettura solo un pretesto per citare tutti i libri che hai letto. Anzi, tutti i libri che probabilmente non hai letto, ma te li sei fatti raccontare dalla
mamma, dal fidanzato, dalla maestra... E infatti spari
titoli a raffica, ma a sproposito, a casaccio (alcuni di
quelli che secondo te mi hanno ispirato, confesso, mica
lo ho letti...). Per quanto riguarda il romanzo con cui tu,
caro lettore, partecipi a IoScrittore, gi me lo immagino:
profondo come 50 sfumature di grigio, divertente comeLa noia, sexy come I promessi sposi. Qualcosa ho letto
anchio, sai?
4. Il frettoloso. vero, hai mille cose pi importanti da
fare. Probabilmente la tua velocit media di lettura
di 100 pagine ogni mezzora: una lettura diagonale e
104

balzellante che salta la parte alta e quella bassa della


pagina, linizio e la fine di ogni riga (e secondo me probabilmente anche quello che ci sta in mezzo ti sfugge,
nello slancio). Insomma, non mi sorprende che tu non
ci abbia capito niente del mio libro. Ma riassumere il
mio romanzo in un tweet, che assomma varie imprecisioni, non mi pare serio. Il protagonista non si chiama
Rino ma Tino, la vicenda non ambientata a Cagliari
ma a Calgary, non intitolato Il corruttore ma Il correttore. Se dietro l# di questa tweet-recensione metterai il
mio nick, di certo non avrai il mio RT.
5. Il pignolo. Hai riassunto il libro, elencando tutti gli
snodi della trama e delle sottotrame. Hai identificato lo
stile, anche se ci hai messo qualche aggettivo di troppo:
che intendi quando dici: tra il bucolico e il sottile, oppure pi verdeggiante che mozartiano, anche se tuttavia aromatizzato al timo? Hai schedato i punti di vista,
la diegetica e le deissi, lintertestualit e gli omoteleuti.
Non una lettura, una radiografia del mio testo.
vero, ti dovrei ringraziare: non ho mai avuto, e probabilmente non avr mai, una lettura cos attenta e minuziosa. Lho studiata con attenzione, ho meditato su ogni
tua virgola. Per mi resta una curiosit: il mio libro ti
piaciuto?
6. Il maniaco delle liste. Anagrafe dei personaggi: nome,
cognome, et, professione, aspetto fisico, caratteristiche
psicologiche. Linkografia dei siti dove navigano i personaggi. Elenco di libri, canzoni, film, trasmissioni radio
e tv, opere darte, eccetera, citati dai personaggi (mi hai
dato unidea, contatto le star citate per la presentazione
del libro). Lista degli alimenti con cui si nutrono i per105

sonaggi, compreso il gattino della protagonista (mi hai


dato unidea, a inizio capitolo ci metto le ricette). Itinerario dei luoghi visitati nel romanzo (mi hai dato unidea
per una joint venture con TripAdvisor). Censimento dei
brand menzionati nel romanzo (mi hai dato unidea per
il product placement). Grazie mille, la tua recensione mi
stata utilissima. Ma sei sicuro che basti mettere questi ingredienti nel computer, agitarlo vigorosamente (o
mixare il tutto con il minipimer), passare il tutto per
cinque minuti al microonde (funzione grill), e poi viene
fuori un romanzo come il mio?
7. Il serial killer. Va bene, sono un analfabeta in preda
a un raptus di grafomania. Va bene, i miei personaggi
sono idioti senzanima, specchio della mia psicologia
spelacchiata. Va bene, il mio romanzo noioso come
una piovosa domenica pomeriggio dinverno seduto
sulla panchina del parco, come certamente devessere la
mia vita sessuale e sentimentale. Va bene, i miei dialoghi
sembrano inventati da un computer dislessico e dunque
ovvio che ho una vita sociale meno frenetica di quella
di una monaca di clausura. Va bene gli insulti, ma entrare nel merito? Ma poi, della mia vita, che ne sai? Magari
scrivo libri cos brutti e noiosi proprio per compensare
leccesso di emozioni della mia vita vera...
8. Il generale. Per te la letteratura sono i generi letterari.
Nella tua analisi hai usato sofisticati marker lessicali e
paragoni con gli autori cult, attingendo alla tua esperienza di fan di qualunque ossessione culturale e sottoculturale. Perci hai decretato che il mio romanzo
20,4% fantasy, 15,2% noir con una sfumatura di thriller (1,12% circa), 30% storico, 27,2% rosa, 43% fan106

tascienza, 3% saggio economico, 8% romanzo di formazione (che corrisponde al 15% nella prima parte e
3% nella seconda). Ho provato a fare la somma, siamo
molto oltre il 140%. Ma allora tutto quello che va oltre
il 100% metaletteratura? un buon segno? Devo essere orgoglioso?
9. Il consigliere. S, vero, il mio romanzo ti ha fatto schifo, davvero pieno di difetti e tu mi hai dato una moltitudine indicazioni utili. Anna potrebbe avere i capelli
rosso Tiziano, invece che biondo cenere. Lei e Marco
avrebbero potuto andare in vacanza a Varigotti invece che ai Piani di Bobbio. Quel giorno la temperatura
avrebbe potuto esser un po pi fresca. Laccento di Andrea avrebbe potuto essere pi zurighese che bavarese.
E quella sera avrebbe potuto guidare una BMW invece
che una Audi (ma quale modello, cara?). C solo un
piccolo problema: il romanzo lho scritto io. Tuttavia
mi sorge un sospetto: forse avresti voluto scriverlo tu,
il mio romanzo. Secondo me, la tua lettura sintomo di
un acuto attacco dinvidia...
10. Il fanatico. Va bene, hai scritto che il mio romanzo ti ha
commosso pi di Love Story. Ti ha fatto pi ridere di Un
pesce di nome Wanda. pi profondo e misterioso del
Castello di Platone. Il mio stile ha la musicalit leggera
di Mozart e la complessit di una fuga di Bach. La mia
autoconsapevolezza vale quella di Agostino e Rousseau
dopo le loro confessioni, quanto quella di Proust dopo
che ha ritrovato il tempo perduto. La mia conoscenza
dellanimo umano ricorda Freud e Dostoevskij. E io ci
devo credere?

107

Conclusione. A parte gli scherzi, leggete tutti i pareri di


lettura sul vostro libro con umilt e attenzione, come se
si riferissero allopera di qualcun altro. Valutateli tutti con
attenzione: alcuni commenti sono probabilmente idioti o
malevoli, ma di sicuro molte osservazioni sono ragionevoli.
Dunque valutatele con attenzione, e riflettete se possono essere utili a migliorare il vostro romanzo. E alla fine,
dopo averci ragionato, meditato, riflettuto, fidatevi della vostra pancia.

108

Letteracura, ovvero perch leggere ti fa bene

Caro lettore,
quello che vedi nel titolo, come cercher di spiegare, non
un refuso ma un gioco di parole. Spero per cominciare che tu
sia un lettore forte, ovvero che tu faccia parte di quel 14,5%
degli italiani che si legge almeno un libro al mese (secondo
dati ISTAT). Lo spero per gli autori, per i librai, per gli editori, ma soprattutto per te. Perch leggere fa bene, come sapeva
Marcel Proust (la lettura, a differenza della conversazione che
subito svanisce, penetra nellanima) e come hanno dimostrato
diverse recenti ricerche scientifiche.
Per cominciare, leggere fa bene perch ci aiuta a capire
meglio il mondo, ma anche noi stessi e i nostri sentimenti,
soprattutto attraverso la narrativa: i personaggi con cui ci
identifichiamo e le loro storie ci formano e costruiscono la
nostra identit individuale e collettiva. Forse per questo
che le donne, che leggono pi romanzi degli uomini, sono
pi attente alla vita interiore, sia la loro sia quella altrui. (O
forse vero il contrario: le donne leggono pi degli uomini proprio per la loro necessit di comprendere meglio la
nostra vita interiore). Con queste premesse, non sorprende
che sia nata una disciplina come la Libroterapia, o Bibliote109

rapia. Il primo a sistematizzate la pratica, intorno al 1930,


stato uno psichiatra americano, William Menninger, che ha
iniziato a far leggere ad alta voce, nei reparti ospedalieri, secondo percorsi di lettura guidata. Il terapeuta ha il ruolo di
scegliere i percorsi di lettura, sulla base delle diverse patologie: la Libroterapia particolarmente sarebbe particolarmente indicata per alleviare sindromi depressive, disturbi dansia e sessuali. Particolarmente consigliate le testimonianze di
persone che raccontano i loro percorsi di guarigione.
Alla terapia di gruppo poi subentrata la terapia individuale: dopo il primo approfondito colloquio, lo psichiatra
assegna al lettore-paziente un programma di lettura; successivi incontri verificano lefficacia della pratica ed eventualmente consigliare altre letture. In Francia se n occupatoMarc-Alain Ouaknine, in Italia il testo di riferimento da
alcuni anni Libroterapia. Un viaggio nel mondo dei libri,
perch i libri curano lanima di Miro Silvera, autore (tra
laltro) del celebre aforisma: Chi non legge ha unanima
anoressica. Pi di recente, qualcuno ha anche proposto
una nuova pratica: Francesco Marchetti, autore di La dieta
letteraria, spiega Come leggere bene senza appesantirsi (
uno dei quattro divertenti volumetti pubblicati da Editrice
Bibliografica nella collana Wuz diretta da Giulia Mozzato,
dove si parla e sparla anche di incipit, grazie a Matteo Baldi,
dei clienti delle libreria di provincia, grazie a Stefano Amato, e di come fingere di aver letto un libro senza averlo fatto,
grazie a Sandra Bardotti: ma chi legge per IoScrittore sa che
impossibile giudicare un libro senza averlo letto, ti sgamano subito).
Francesco Marchetti divide i libri in tre macrocategorie:
i classici, che contengono proteine, ovvero i mattoni
110

della nostra crescita e rivestono un ruolo importante


nella vita di tutti noi;
i best seller, ricchi di carboidrati, che finiscono per
costituire la parte essenziale della nostra alimentazione,
anche se non sono considerati nutrienti essenziali;
i libri della vita, ovvero quelli dei nostri autori preferiti,
che vanno assunti costantemente, insomma periodicamente riletti, e che sono le nostre vitamine letterarie
(a proposito, quali sono le tue vitamine letterarie? Tra le
mie ci sono sicuramente Dante e Shakespeare, Artaud e
Thomas Bernhard, Platone e Dostoevskij...).
Una dieta letteraria equilibrata deve bilanciare questi tre
elementi. Come tutti i dietologi che si rispettino, Marchetti
specifica per ogni libro gli ingredienti principali, lapporto
calorico e gli abbinamenti consigliati: ma attenzione, non si
tratta del cibo-spazzatura che dovete sgranocchiare mentre
leggete, ma il film che condisce il romanzo. Nel menu troviamo classici come I promessi sposi o Delitto e castigo, Amleto o Il grande Gatsby, ma anche Eco e Grisham.
In appendice, un piccolo e gustoso test permette di capire Che tipo di lettore sei?. Le risposte sono abbastanza originali: tra i prototipi, incontriamo il lettore onnivoro,
quello vegetariano, quello stile grande abbuffata. (Viene da
chiedersi dove si posizioni, in questa classificazione, chi legge romanzi per IoScrittore: dobbiamo inserirlo tra i devoti
della nouvelle cuisine, o tra gli amanti delle trattorie casalinghe?)
Ma attenzione: se assunta in dosi eccessive, la letteratura
pu avere qualche controindicazione. Lo hanno scoperto i
protagonisti di due romanzi con altissimo contenuto pro111

teico: Don Chisciotte, che impazzisce per aver letto troppi


romanzi cavallereschi; ed Emma Bovary, che getta al vento
la sua vita per aver letto troppe storie damore... Per non
parlare dei libri assassini che popolano la narrativa: basti
pensare al Nome della rosa...
(Unultima domanda, amico lettore: ci sono letture che
mettono in pericolo la tua vita, o la tua sanit mentale? Per
me, quelli noiosi, e che non riesco a smettere di leggere...)
Nella certezza che leggere sia uniniezione di salute (e magari un po una droga, come lo del resto la lettura) ti prego
di accettare i miei migliori auguri di buona lettura e sicura
guarigione.

112

A volte le critiche possono essere utili:


aperta la caccia al clich

Avete appena finito di leggere un libro. Vi hanno chiesto un


parere: pu essere una scheda di lettura, una recensione per
una rivista o un blog, il giudizio per un premio, o magari la
scheda di IoScrittore. Oppure quel romanzo vi piaciuto
talmente tanto (o vi ha fatto talmente schifo) che non potete
fare a meno di mettere la vostra reazione nero su bianco. Vi
potete finalmente sfogare, nel bene e nel male.
[Ma non state scrivendo solo per voi: qualcuno magari vi
legger. Forse lautore scorrer le vostre righe e sar senzaltro il vostro lettore pi attento. Il tuo romanzo un capolavoro! Bellissimo!!! Vender milioni di copie, ne sono certa.
I complimenti incondizionati servono solo ad aumentare lautostima dellautore (ed evitano allex fidanzata o allamica del
cuore, cui avete inflitto il vostro manoscritto, di entrare nel
merito e confessare che lhanno abbandonato a pagina 10...).
Ma come si permesso di infliggerci questo tomento?
lopera di un serial killer sanguinario e perverso, che violenta sintassi e grammatica come un Attila della lingua italiana.
Se incontrassi in ascensore uno dei suoi personaggi, mi suiciderei inghiottendo deodorante...
113

Gli insulti al nostro capolavoro immortale ci indignano:


non li meritiamo, ci abbiamo messo dentro lanima, in quel
manoscritto, Che la mia ex fidanzata Clotilde dice che
un capolavoro che lha divorato, e la mia amica Cicci le
piaciuto un botto.]
Al di l di complimenti e offese generici, servono per
soprattutto consigli e critiche costruttive, che possano aiutare a migliorare il libro (o aiutare lautore, quando si rimetter a scrivere).
Qualche esempio, per cominciare, sugli effetti che pu
provocare la lettura di un romanzo.
Effetto noia. Allautore (o al suo editor) pu essere utile sapere quali sono le parti pi/meno appassionanti di un romanzo, le pagine dove la tensione cala. Le divagazioni inutili. Lo stesso vale per i personaggi: il rapporto di simpatia e
antipatia (ricordando che in un romanzo non tutti devono
essere simpatici; e che nei romanzi esistono antipatici che
diventano simpatici, cattivi che si rivelano buoni, e persino
prostitute che hanno unetica e poliziotti corrotti...).
Effetto batti e ribatti. Sar un mio problema, ma quando
in un libro o in un articolo leggo giovane ragazza o peso
gravoso, mi viene il nervoso (ecco, a noi italiani danno fastidio anche le rime involontarie...). Insomma, ma bens
dovremmo tuttavia limitare questo effetto batti e ribatti,
per.
Effetto clich. Ci caschiamo tutti, nella vita e soprattutto quando scriviamo. Sono inevitabili, ma possiamo
provare a correggere questo difetto, in noi e negli altri.
114

Un esempio. Proviamo a partire dalla passione, lenergia


che mette in moto la macchina romanzesca. Spesso una
faccenda da piromani: la passione infiamma, brucia,
consuma... Allora meglio ricorrere allacqua: la passione ci
travolge come un torrente, a onde (o ondate), naturalmente
torbide; finch non ci si annega, e si affonda. Ma a cosa
sono dovuti questi turbamenti? Proviamo a guardare il meteo: tutti i mediocri scrittori infarciscono i romanzi di tempeste di passione o uragani di passione, soprattutto quando
leroe e leroina restano soli... Per salvarsi non basta la Protezione Civile, soprattutto se arriva limmancabile terremoto
di passione. A volte serve il medico: le passioni ubriacano,
accecano, fanno impazzire, finch non diventano cannibali
che divorano la loro preda, rosa dalla passione. Possono
anche essere usate come mezzo di trasporto: spingono e muovono di qua e di l con grande vigore. Le passioni con quel
loro spreco di energie verbali diventano irresistibili quando
sono applicate a oggetti banali: una profonda passione per la
pasta al forno, una torbida passione per le violette di maggio, una passione incoercibile per le cinture di stoffa...
I clich hanno poi, a loro volta, una passion predominante, come Don Giovanni: si accoppiano e si moltiplicano
senza sosta.
Le passioni sono quasi sempre sfrenate ( per questo
che quando vi muove la passione, dovete stare molto attenti: se siete in un romanzo, prima o poi andate a sbattere!).
Laggettivo sfrenato, appena evaso dal vocabolario, cos
sfrigolante e liberatorio, contagia come unepidemia, pagina
dopo pagina, anche corse (sfrenate), cavalcate (sfrenate), fughe (sfrenate), inseguimenti (sfrenati), ma anche ambizioni
(sfrenate), vizi (sfrenati), illusioni (sfrenate)...
115

Ecco, il bravo lettore cerca di metterci un freno, alla


sfrenata passione per i clich. Magari utilizzando larma
dellironia. Ma qui vi rivelo un mio clich: uso troppo spesso
lironia (e la parola ironia). Cerco di rimediare usandola a
piccole dosi: un pizzico dironia, un briciolo dironia,
una punta dironia (nello sguardo, nella voce, nella frase,
o dove preferite).
Ma voi, nelle vostre letture, avete trovato qualche irresistibile clich?
Che so, le illusioni: prima nutrite e cullate (o misteriosamente usate come culla: Mi cullavo nelle mie illusioni).
Poi accarezzate e coltivate, prima di diventarne preda, e alla
fine romperle, o perderle...

116

Chi mi garantisce che sono davvero uno scrittore?


E poi, che cosa uno scrittore?

Anche se di questi tempi la scrittura collettiva sta trovando nuovi adepti (grazie anche alle potenzialit della rete), di
solito si scrive da soli, parola dopo parola, frase dopo frase,
pagina dopo pagina.
Per diventare uno scrittore non basta scrivere. Tutti scriviamo lettere ed e-mail, senza pretese letterarie (salvo casi
patologici). Molti scrivono poi solo per s stessi: la forma
tipica quella del diario, altri raccontano per puro piacere personale un viaggio o una vicenda familiare. Qualcuno
scrive per liberarsi dalle scorie del proprio vissuto attraverso lautoanalisi. Queste pratiche non fanno necessariamente
dello scrivente uno scrittore.
Ma allora, chi decide la promozione allambito status di
scrittore?
Abbiamo condotto una piccola inchiesta, da cui sono stati rigorosamente esclusi i partecipanti a IoScrittore.

117

Il curriculum perfetto
Lautocertificazione
Per qualcuno basta volerlo: Ho sempre saputo che sarei
diventato uno scrittore. Da bambino, quando mi chiedevano che cosa volessi fare da grande, non dicevo il pompiere o
lastronauta o il calciatore. Sulla carta didentit, accanto a
Professione ho fatto scrivere: Scrittore. Nessuno ha obiettato. Prima o poi un libro lo scrivo, promesso.
Il diploma
C chi pensa che per diventare scrittore sia necessaria una
adeguata formazione, come per molti altri mestieri: Mi
sono laureato in lettere classiche con 110 e lode e una tesi
sulle metafore calcistiche nella narrativa cannibale. Ho seguito due master di editoria, un corso di scrittura diretto da
un importante editor, infine tre seminari: storytelling interattivo, punteggiatura creativa e autoediting. Sono vicepresidente della Scuola dello Sguardo Obliquamente. Ho vinto
una borsa di studio per uno stage presso la casa editrice amburghese Kitsch & Spritz. Ma pi di tutti ringrazio la mia
maestra Rosa Rosae, che mi ha fatto capire che la M ha due
gobbe, come il caMMello, invece la N ha solo una gobba,
come il DroNe Dario.
Lesercizio
Naturalmente la pratica e lallenamento aiutano e fortificano: Ho scritto un romanzo storico, un romanzo epistolare,
un racconto di fantascienza, un saggio sulla fine dellimpero
romano, un pastiche erotico, una silloge poetica, una biografia di Maria Antonietta. La mia ultima opera la parodia
118

del romanzo inedito di un esordiente (un mix dei precedenti). Li conservo tutti nel mio pc. Non li ho fatti leggere a
nessuno, ogni tanto li correggo.
La cerchia
sempre possibile confidare sul sostegno e sullincoraggiamento di amici e parenti: Lho fatto leggere al mio ex
fidanzato. Mi ha detto che ha pianto da pagina 5 fino alla
fine, ma quando mi ha reso il libro ho visto solo macchie di
sugo. Poi lui lha fatto leggere alla sua fidanzata. Anche lei
ha pianto da pagina 5 fino alla fine, mi ha mandato un sms
che sono una vera scrittrice, profonda ed emozionante. E ha
subito lasciato il mio ex fidanzato. Il mio romanzo Mollami!
piaciuto moltissimo anche alla mia mamma e alla mia ex
suocera, che si sono sempre detestate. Vender milioni di
copie!
La corporazione
Per costruire la propria identit, pu essere utile entrare a
far parte di un gruppo con le stesse aspirazioni e affinit:
Dai? Anche tu stai scrivendo un fantasy? Dai, vieni anche
tu gioved al Bar Bosco Puffo. Dai, ci vediamo una sera alla
settimana, tutti vestiti da draghi e fatine, e leggiamo quello
che stiamo scrivendo ad alta voce! Dai, c anche il biliardo...
Leditore
La lealt di amici, fidanzate e fidanzati non si discute. Ma
non necessariamente i nostri cari sono sostenuti da una adeguata competenza editoriale e letteraria. Meglio lopinione
di un esperto: Ho mandato il mio romanzo a 457 editori,
119

selezionati su eBay. Lunico che mi ha risposto mi ha scritto


che era un romanzo bello e intenso, profondo ed emozionante. Mi ha chiesto 3000 euro per pubblicarlo.
La cosa!
il momento forse pi emozionante nella vita di ogni scrittore: larrivo della prima copia del proprio capolavoro. Una
vaga aspirazione, il sogno coltivato per anni in segreto, lobiettivo tenacemente perseguito tra mille difficolt e rifiuti,
trova finalmente una oggettivazione: Ecco! Ecco!!! Ecco il
mio libro, amore caro amore bello!!! Sono 232 pagine corpo
7, vedi? Cos costa solo 4,90 euro. Ma senti il profumo? Vuoi
toccare la carta? Hai visto la copertina? Ti piace, vero?
I lettori
Avere tra le mani finalmente! il proprio libro sufficiente per definirsi scrittore? Attenzione... Non basta lanciare la
stampa di un file e mettere una spirale di plastica alla risma
ancora calda di fotocopiatrice per proclamarsi scrittore...
Perch... Ma se poi non lo legge nessuno? Il mio romanzo
lhanno scaricato gi 276 lettori in sole 14 settimane, con un
trend decisamente positivo, +0,13% nellultima settimana,
a un prezzo di 0,0009 euro. Sono arrivato al 34.567 posto
della classifica di Amazon alle 20 e 55 dellaltroieri. Purtroppo tutte le recensioni le ho postate io.
La critica
Il successo di pubblico non basta. Rischia di essere effimero,
un fuoco di paglia che non lascia tracce. Forse quelle pagine
hanno solo solleticato gli istinti pi bassi di lettori diseducati
e abbruttiti da decenni di cattiva letteratura, cattivo, cinema,
120

cattiva televisione, cattivo youtube. Serve lavallo di un lettore autorevole. Hanno scritto che il mio romanzo bello
e intenso come quelli di Jane Austen. Profondo ed emozionante come i capolavori di Dostoevskij... S, sulla rivista del
liceo dove studia mia figlia.
I riconoscimenti
E si pu fare di meglio: il verdetto della giuria di uno dei
numerosi premi letterari che vengono assegnati ogni anno
in Italia: Ho vinto il Premio Esordiente dellanno tra i 34 e
i 35 anni assegnato dalla Pro Loco di Sa-dio-dove.
LAgenzia delle Entrate
Avere una professione significa garantirsi un reddito sufficiente a mantenere s stessi e la propria famiglia. Per uno
scrittore, garantirsi un reddito sufficiente significa vendere molte copie dei propri libri e dunque incassare cospicui
diritti dautore: Con limponibile abbattuto al 70%. Per
limpiego alle assicurazioni me lo tengo stretto, come Kafka
Lacclamazione
Grazie al televoto, ho vinto un talk show per talenti letterari. Insomma, come Marco Carta ma per i libri.
LEnciclopedia Leggere la propria voce nella Garzantina di
Letteratura il brivido supremo: Bianca Pagina (scrittrice
italiana, Librizzi 1960-Libreville 2001) nel suo romanzo Librido (2004, vincitore del Premio Non Mai Troppo Tardi
nel 2013) racconta il suo sogno impossibile: diventare una
scrittrice famosa senza scrivere nemmeno una riga.
121

Langoscia
Ma sono un vero scrittore? Il mio prossimo libro sar allaltezza del precedente? Piacer? Vender? E la critica?
IoScrittore
Non esistono un diploma, un esame di Stato, un albo degli
scrittori. Chi scrive ha con la propria vocazione un rapporto
complesso e stratificato. Da un lato ci sono spinte soggettive,
profonde. Dallaltro c laspirazione al riconoscimento da
parte degli altri. Ci sono soddisfazioni e delusioni, e bellissimi sogni che a volte si realizzano. La formula di IoScrittore
nelle varie fasi del torneo mette allopera diversi meccanismi che aiutano a trasformare lo scrivente in scrittore,
e sintrecciano con la domanda: Che cos uno scrittore?
Ma tu, perch scrivi?
E viene da chiedersi chi davvero uno scrittore, e perch
scriviamo. Una risposta lavrei, ma sono curioso di sapere
la vostra...

122

Perch lo fai?

Chiedere a uno scrittore perch scrive una domanda pericolosa: si rischiano risposte banali, oppure trattati arzigogolati
e inutili. Le risposte dei frequentatori del blog di IoScrittore,
nella loro sintesi e variet, sono invece curiose, interessanti e
sintomatiche. A volte spiritose, a volte inquietanti.
Per qualcuno, la scrittura una vocazione, un demone
insopprimibile.
Io credo di scrivere perch sento di essere nata per questo, di aver ricevuto questo dono da far fruttare, di essere
incapace di fare altro. Inoltre scrivere mi fa sentire bene.
(Sara)
Per Morgana un impulso che potrebbe accomunarci
tutti: Scriviamo romanzi per lo stesso motivo per cui facciamo figli: sentiamo la spinta a creare.
Anche se la vocazione lo sappiamo non e non pu
essere una garanzia di successo: Ci che spinge a scrivere
qualcosa che agisce da dentro, non da fuori. N si pu affermare che quella spinta sia garanzia di qualit, son pi i cani
(pur volonterosi) che i bravi.(Callisto)
C anche chi parte dal presupposto contrario: il dubbio,
il desiderio di mettersi alla prova.
123

La verit che nemmeno mi piace tantissimo. Forse


quello che mi spinge capire come si fa. (Manuela)
Molti, forse la maggioranza, scrivono prima di tutto
per s stessi. Lo confessa chiaramente Marina: Scrivo da
quando avevo sei anni. Mi piace, mi emoziona, mi fa sentire
viva.
Qualcuno fa un passo di pi e sottolinea i positivi effetti
collaterali della scrittura: Scritto mi viene meglio che parlato. (Il Re degli Sfigati)
Scrivere mi costringe a pensare e questo pensare mi rende libera. (Lettora)
Comunico molto meglio con la penna che con le parole. (Elleci)
Fabrizia brutale, nellevidenziare uno dei vantaggi della
scrittura, anche se forse non la strada pi facile per trovare
lettori: Scrivo perch non c contraddittorio.
Per qualcuno la scrittura pu essere occasione di riscatto:
Scrivo per vivere altre vite (Giulia).
Nella pattuglia dei frequentatori del blog, non sorprende che siano assai numerosi quelli che utilizzano la scrittura
come forma di autoterapia. Lo confessano in maniera pi o
meno giocosa.
La scrittura () unamica leale pronta a raccogliere i
nostri pezzi quando chi abbiamo intorno non pi in grado
di farlo, nemmeno noi stessi (Marika).
Scrivo perch la mia logorrea non la sopporta pi nessuno dei miei familiari e allora dovr pur tormentare qualcun
altro? (Nonno Eugenio Bianchi)
Scrivo per farmi lautopsia da solo. Scrivo per nutrire i
miei demoni. Scrivo per non pagare lanalista. Scrivo (...) anche se non dovesse leggermi nessuno... (ScrittoreDiNotte )
124

Se non scrivessi le storie che ho nella testa i mie neuroni


impazzirebbero. (Silvia)
Scrivo perch la scrittura il luogo dove trovano posto
le troppe storie che vagano nella mia testa. (Luna Lovegood)
Le storie, le storie... Lo sappiamo bene, abbiamo tutti
bisogno di storie!
Scrivo perch si rotto il videoregistratore e sono affamato di storie. (Rostand)
Tornando al tema della follia dello scrittore, alcuni post
evidenziano che possa in qualche modo essere condivisa.
Scrivo soprattutto perch vorrei che gli altri vedessero il
mondo attraverso i miei occhi. (Vinci)
Uno scrittore rende leggibile ci che molti semplicemente percepiscono. (Dott.)
Uno scrittore uno che non segue, ma lancia le mode.
(Re Ader)
Dalla possibilit di condividere la propria follia alla consapevolezza che si pu scrivere anche per gli altri, il passo
breve.
Io scrivo per raccontare storie. Perch alle persone piace sentirsi raccontare una storia. (Mirage)
Ma chi pu essere il lettore ideale? Alan Ford lha trovato, il suo lettore ideale!
Mia figlia (...) mi chiede di leggerle i titoli dei miei racconti. () Ieri sera le ho letto uno dei miei primi racconti
() . Mi ha detto: Cavoli pap, che pop di roba!. per
questo che scrivo. (Alan Ford)
Altri misurano le loro ambizioni su un diverso orizzonte
temporale: sono quelli che potremmo definire autori testamentari.
125

Scrivo per il bisogno di lasciare qualcosa di me. (Dina)


Vorrei che rimanesse qualcosa di me, dopo di me.
(Vinci)
Sembra strano, ma nessuno confessa di scrivere per fare
innamorare, come faceva Cyrano de Bergerac. Nessuno proclama di avere verit tra trasmettere al prossimo. Nessuno
vuole diventare ricco e famoso scrivendo un best seller... Ma
forse, tra i fortunati vincitori di IoScrittore...

126

I CONSIGLI DI SCRITTURA
DEGLI AUTORI BEST SELLER

Marco Buticchi, il maestro dellavventura italiano

Come si inizia un romanzo davventura?


Un incipit deve essere in grado di far precipitare il lettore
allinterno della storia
http://video.it.msn.com/watch/video/come-si-inizia-un-romanzo-di-avventura/4qx9tufh
Cinque suggerimenti per scrivere un bestseller davventura
Un buon romanzo davventura devessere documentato, verosimile, sentito, verificabile, coraggioso
http://video.it.msn.com/watch/video/5-suggerimenti-perscrivere-un-bestseller-d-avventura/4qv2wdla
128

Come si crea il protagonista di un romanzo davventura


Attingere ovunque per creare il proprio personaggio e un
consiglio molto pratico
http://video.it.msn.com/watch/video/come-si-crea-il-protagonista-di-un-romanzo-di-avventura/4q7y9y2y?cpkey=d3
3c2e80-062f-4f6f-be6b-38b36e0bd66f%257c%257c%257
c%257c
Autori o registi a cui ispirarsi per scrivere un romanzo davventura
Un regista che ho particolarmente amato e i cui film mi ispirano
http://video.it.msn.com/watch/video/autori-o-registi-a-cuiispirarsi-per-scrivere-un-romanzo-di-avventura/4qnsdxn6
Le principali malizie narrative di un autore best seller
Scrivere un mestiere che si affina con lesperienza e con
la malizia
http://video.it.msn.com/watch/video/le-principali-malizienarrative-di-un-autore-bestseller/4qn9v503
Come farsi pubblicare?
Rivolgersi a dei professionisti che condividano con voi il rischio dellimpresa
http://video.it.msn.com/watch/video/come-farsipubblicare/4qeet3ld

129

Donato Carrisi, lautore italiano di thriller


pi tradotto nel mondo

Trucchi per scrivere un best seller


La cassetta degli attrezzi di ogni scrittore deve contenere il
ritmo, la musica segreta indimenticabile
http://video.it.msn.com/watch/video/1-trucchi-per-scrivere-un-best-seller/4qvxdzdv?cpkey=f308ebe9-bb7b-4fe2aa53-ecead15ef890%257c%257c%257c%257c
Come si crea la suspense
Le uniche due emozioni che fanno battere il cuore
http://video.it.msn.com/watch/video/2-come-si-crea-lasuspence/4q6o0uvl
130

Come si creano i personaggi


Il buono vince sempre, ma il cattivo che fa la storia
http://video.it.msn.com/watch/video/3-come-si-creano-ipersonaggi/4qjcieqx?cpkey=f4161174-135b-4800-91a2-8ec
e9a24369d%257c%257c%257c%257c
Le fasi della creativit
Comportarsi come uno chef, aggiungendo e togliendo ingredienti
http://video.it.msn.com/watch/video/4-le-fasi-della-creativ
ita/4q3hh4av?cpkey=f4161174-135b-4800-91a2-8ece9a243
69d%257c%257c%257c%257c
Come nasce lidea di un romanzo
Non c un unico momento magico e non un processo del
tutto casuale
http://video.it.msn.com/watch/video/5-l-idea-di-unromanzo/4qr55qcx

131

Clara Snchez, unautrice sempre ai vertici


delle classifiche

Come si scrive?
Siate naturali, sinceri, diretti
http://www.vanityfair.it/show/libri/13/01/10/consigli-scrittura-corso-clara-sanchez
Come si crea un protagonista?
Ognuno ha una storia che merita di essere raccontata
http://www.vanityfair.it/show/libri/13/01/11/consigli-scrittura-corso-clara-sanchez

132

Trucchi per un buon incipit


Partire da unimmagine e chiedersi che cosa c dietro
http://www.vanityfair.it/show/libri/13/01/12/consigli-scrittura-corso-clara-sanchez
Come si creano il ritmo e la suspense
Creare leffetto Hitchcock
http://www.vanityfair.it/show/libri/13/01/13/consigli-scrittura-corso-clara-sanchez
Gli autori da cui imparare
I classici imprescindibili che bisogna aver letto per essere
bravi scrittori
http://www.vanityfair.it/show/libri/13/01/14/consigli-scrittura-corso-clara-sanchez

133

Wilbur Smith, il re delle classifiche dei bestseller

Come si scrive un romanzo e quale sezione la pi importante?


La struttura classica di un romanzo ha tre sezioni
http://video.it.msn.com/watch/video/come-si-scrive-unromanzo-e-quale-sezione-e-la-piu-importante/4q6tqmo7?c
pkey=3f6af569-e109-4e3c-b97b-0f6b915ca44b%257c%25
7c%257c%257c
Come si costruisce un personaggio forte intorno al quale
ruota tutta lazione?
Il personaggio, il veicolo di tutta la narrazione
134

http://video.it.msn.com/watch/video/wilbur-smith-i-consigli-di-scrittura-parte-seconda/4q1rzjhc?cpkey=3f6af569
-e109-4e3c-b97b-0f6b915ca44b%257c%257c%257c%25
7c
Come si scrive un incipit?
La parte pi importante di tutto il romanzo
http://video.it.msn.com/watch/video/wilbur-smith-i-consigli-di-scrittura-parte-terza/4qpa1o4p?cpkey=3f6af569-e1094e3c-b97b-0f6b915ca44b%257c%257c%257c%257c
Come si sviluppa la trama di un libro?
Sequenze ed episodi, calcolare il timing
http://video.it.msn.com/watch/video/wilbur-smith-i-consiglidi-scrittura-parte-quarta/4qymkx92?cpkey=3f6af569-e1094e3c-b97b-0f6b915ca44b%257c%257c%257c%257c
Cosa fare dopo aver delineato lo schema della storia?
Avere una visione generale e un piccolo segreto
http://video.it.msn.com/watch/video/
w i l b u r- s m i t h - i - c o n s i g l i - d i - s c r i t t u r a - p a r t e quinta/4q0w0a5g?cpkey=3f6af569-e109-4e3c-b97b-0f6b91
5ca44b%257c%257c%257c%257c
Come si fa a tener vivo linteresse dei lettori?
Non cadere nella trappola di molti scrittori di successo
http://video.it.msn.com/watch/video/wilbur-smith-i-consigli-di-scrittura-parte-sesta/4q1of8lf?cpkey=3f6af569-e1094e3c-b97b-0f6b915ca44b%257c%257c%257c%257c

135

I romanzi vincitori di IoScrittore

2010
Lasciati guardare, Silvia Andreoli
Napoli 1981, Rita Bosso
Le venti dita di Dio, Alex Bottalico
Una storia sbagliata, Carlo Capparelli
Isadora Duncan, Sara Cerri
Tornando a casa, Igor Cipollina
Ogni tanto fatela suonare, Massimo De Nardo
Sottochiave, Emanuela Fontana
Respira, Stefania Giudice
La traccia del tempo, Stefano Giusti
I love you baby, Maurizio Listone
Apollofane e il reduce di guerra, Andrea Maggi
Vittoria mia, Valeria Massarelli
Rosa Corallo, Maria Messina
Il respiro delle cose, Bruno Modugno
Il cortile, Silvana Mossano
Il matto di Lgal, Elpidio Natale
Aspro-Monte, Giuseppe Pipino
136

Una seconda occasione, Elena Ricci


La fabbrica del ghiaccio, Antonio Rudilosso
Milo, Massimo Vaggi
Fine del mondo a Roncosambaccio, Luca Zaffini

2011
Lultima spiaggia delle anime, Roberto Alba
La nostra Africa, Michelangelo Bartolo
La linea di sabbia, Paolo Bernardi
Una quotidiana guerra, Luca Borello
30 kg, Simona Bravo
Il sussurro di Vico Pensiero, Tina Cacciaglia
American Killer, John D. Cajo
A che ora muori?, Simone Carabba
Il mistero dellisola di Candia, Michele Catozzi
Asia e i suoi fratelli, Marina De Luca
A testa vuota, Giovanni Fabbri
Hedge Fund, Massimiliano Govoni, Francesco Taddia
Abitavamo in un bosco di querce, Marilena Guglielmi
La legge del feudo, Giuseppe Lauricella
I cerchi del diavolo, D. F. Lycas
Le ombre azzurre, Patrizia Mucciolo
Nebbia sullArno, Orfeo Paci
Lo sguardo di Giacometta, Liliana Panzarani Piersanti
Interno 11, Angela Rosa
Il canto della balena, Corrado Sobrero
Cantico di borgata, Gianfranco Vergoni

137

2012
Un posto molto lontano da qui, Carlo Deffenu
Nebbie, Silvio Don
La laguna degli specchi, Drosan Lulob
1943, Chiara Mattioli
Come distruggere il mondo e vivere felici, Giovanni Medioli

2013
Storia di una citt: di uomini, streghe e madonne, Grazia Alfieri T.
Cammina Cardone, Rita Bosso
La sesta goccia dacqua, Silvio Bosticco
Lenora, Nicoletta Cassani
Vagli a spiegare che primavera, Catherine Cipolat
Mura Mura, Igor Cipollina
Ore bastarde, Valerio Cohen-Fusi
Animevuote, Gino Dondi
Il consigliere Martn Navagr, Tony Farella
Domani un altro giorno, Caterina Ferraresi
Due vite possono bastare, Grazia Gironella
Era unestate senza tormentone, Francesco Guiotto
Astralabius, Maura Maffei
Il colore del vento, Domenico Mancusi
Il cielo buio di domani, Karim Mangino
Acqua passata, Marco Montemarano
Ben Nahid, Stefano Olivieri
Nika, Alberto Ostini
Un angelo nel pallone, Francesca Ramacciotti
Lisola degli internati, Dina Ravaglia
138

Passione sepolta, Maurizio Roccato


Adis, Sauro Scavolini
La clinica dei bambini, Staphysagria
Ri de re, Pier Luigi Valdesalici
Ophelia e le officine del tempo, Emanuela Valentini
Citt sporca, Carla Vistarini
Laquila e il serpente, Erminio Zini
Lanima nera di Catena Graps, Lisa Zuccoli

139