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Studente: Marco DAlessandro [741771]

Esame: Psicologia Sociale della Moralit e del Pregiudizio


Docente: Moscatelli Silvia

Data: 28-05-2016

1. Introduzione: Processi di Categorizzazione Sociale e Basi Neurali


La categorizzazione sociale un processo che avviene con lo scopo di semplificare un ambiente
sociale complesso, che sottopone le persone allelaborazione di informazioni multiple. Il processo di
categorizzazione facilita ladattamento allambiente permettendo di categorizzare gli eventi
ambientali in maniera generale, risparmiando risorse cognitive. Di conseguenza, la cognizione
sociale deve dipendere da processi di risposta rapidi e convenienti. Possiamo definire due prodotti,
collaterali e per certi versi socialmente controproducenti, della categorizzazione sociale: lo stereotipo
e il pregiudizio.
Si pu definire pregiudizio una attitudine verso una persona sulla base della sua appartenenza
ad un gruppo. un processo che si pu assumere derivi da un meccanismo di sopravvivenza,
costruito su sistemi cognitivi che hanno la funzione di strutturare il mondo fisico. Consiste nel
mantenimento di credenze squalificanti e nella messa in atto di comportamenti e emozioni ostili
verso i membri di un gruppo per il solo motivo che i membri appartengono a quel gruppo. I processi
relativi al pregiudizio sono caratterizzati da affettivit ed emotivit. Le ricerche sulle basi neurali del
pregiudizio si sono dunque focalizzate sulle strutture neurali coinvolte nelle emozioni e nella
motivazione, come lamigdala. Lamigdala localizzata bilateralmente nei lobi temporali mediali e
comprende circa 13 diversi nuclei che congiuntamente svolgono diverse funzioni al fine di supportare
il comportamento adattivo. Lamigdala riceve afferenze da tutti gli organi di senso nel suo nucleo
laterale, e risponde molto rapidamente ad immediate minacce in tempi pi precoci rispetto a quelli
di processi di elaborazione ulteriore e pi complessi dello stimolo. Il nucleo centrale (CeA) coinvolto
nel condizionamento classico pavloviano (condizionamento alla paura). Segnali emergenti dal CeA
attivano strutture ipotalamiche e del tronco encefalico per indurre arousal, attenzione, freezing,
preparazione alla lotta/fuga, e tutte quelle risposte che dunque sono caratteristiche della paura
(Davis et al., 2006). Ci che connette lamigdala al pregiudizio proprio la sua capacit di rispondere
rapidamente a potenziali minacce sociali, come si presumono essere quelle relative ad un membro
di un out-group razziale.
Contrariamente al pregiudizio, che riflette una componente valutativa o emotiva di bias sociali,
gli stereotipi rappresentano la componente cognitiva, gli attributi concettuali collegati ad un
particolare gruppo definito culturalmente. Lo stereotipo serve al perceiver per facilitare il compito di
rispondere ad un ambiente sociale complesso, ed pertanto una struttura cognitiva facilmente
attivabile, che in un certo senso semplifica i compiti percettivi. Il processo di stereotipizzazione
implica la codifica o limmagazzinamento di concetti-stereotipo, la selezione e lattivazione di questi
concetti nella working memory e la loro applicazione nei giudizi e nei comportamenti. La
stereotipizzazione coinvolge strutture deputate a forme di memoria semantica, memoria degli
oggetti, recupero, attivazione concettuale; tali strutture possono essere individuate nei lobi temporali
e nel giro frontale inferiore (IFG). Queste strutture sembrano formare il fulcro del network di
stereotipizzazione nel cervello, e tale network pu operare separatamente dal network del
pregiudizio (Amodio, 2014).

2. Modulazione del Bias Razziale


Sebbene stereotipi e pregiudizi possano venire alla mente in automatico in contesti inter-gruppo, la
loro espressione pu essere moderata. Le conoscenze circa un gruppo-stereotipo vengono
inevitabilmente attivate in presenza di membri di un gruppo, ma vari studi indicano che lattivazione
iniziale di una conoscenza stereotipica non totalmente automatica, ma pu dipendere piuttosto da
fattori come carico cognitivo, capacit attentive, obiettivo dellelaborazione (Gilbert e Hixon, 1991).
Ad esempio, se il perceiver sovraccarico dal punto di vista attentivo, o non motivato a processare
il target come persona, si pu osservare un fallimento nellattivare le conoscenze rilevanti per lo
stereotipo. In maniere simile, per quanto riguarda il pregiudizio, le attivazioni

dellamigdala a stimoli razziali possono essere moderate da caratteristiche del target, come ad
esempio la familiarit con lo stimolo.
Ad ogni modo, in linea generale il controllo del bias razziale pu emergere sostanzialmente in
due modi: da cue interni (ad esempio, il personale e volontario rigetto del pregiudizio) o da cue
esterni (ad esempio, il contesto di elaborazione, o lo scopo dellelaborazione indotto dal task). Nel
primo caso, il controllo cognitivo risulta necessario per frenare linfluenza indesiderata di stereotipi e
pregiudizi impliciti sul comportamento. In tal caso, il controllo del bias implicito richiede la rilevazione
di un conflitto fra una tendenza con bias, e il goal soggettivo di agire senza il bias. Qui si osservano
significative attivazioni in aree come la corteccia cingolata anteriore (ACC), le cui attivazioni
sembrano essere selettive per prove che richiedono monitoring e rilevazione del conflitto nella
risposta (Posner et al., 2000). Nel secondo caso, il bias pu essere modulato dallo scopo
dellelaborazione dellinformazione. Si osservato ad esempio che quando lo scopo del
processamento non una valutazione al livello semantico del target, lattivazione dello stereotipo
soppressa (Macrae, 1997); cio, quando un soggetto chiamato a considerare altri aspetti dello
stimolo target, ma non il suo significato semantico, lo stereotipo non si attiva.
Nella presente dissertazione, sar presentato uno studio che ha indagato proprio questultimo
meccanismo modulatorio. Lo studio di Wheeler & Fiske (2005), ha indagato linfluenza che i goal di
elaborazione hanno sulle risposte pregiudizievoli, quindi gli effetti dello scopo dellelaborazione sul
bias razziale.
2.1. Il Paradigma sperimentale dello studio di Wheeler e Fiske
Lo studio ha tentato di determinare se uno shift delle caratteristiche socio-cognitive di elaborazione
sia in grado di perturbare le risposte dovute a bias basate sulla categorizzazione di un out-group
razziale. Sono stati svolti due esperimenti:
- Esperimento 1. E stata condotta una analisi fMRI per confrontare lattivit dellamigdala in
partecipanti Bianchi durante la presentazione di visi Neri e Bianchi non familiari, in tre condizioni,
cio mentre i partecipanti svolgevano uno di tre task fra (1) Ricerca Visiva Non-Sociale, in cui i
soggetti dovevano determinare la presenza di un punto sullo stimolo presentato (al fine di
incoraggiare i partecipanti a processare le foto come stimoli visivi non sociali); (2) Categorizzazione
Sociale, in cui i soggetti erano chiamati a dare giudizi circa let dei volti raffigurati (al fine di
incoraggiare la categorizzazione sociale degli stimoli; (3) Individuazione Sociale, in cui i soggetti
dovevano pensare a quali individui nelle foto dei volti target potessero piacere diverse verdure
presentate prima della presentazione dei target.
- Esperimento 2. Consisteva in un compito eseguito al monitor in un paradigma sperimentale di
priming e di decisione lessicale (LDT), mantenendo le medesime tre condizioni precedenti. I soggetti
erano prima sottoposti ad un prime di un volto Bianco o Nero, dopodich svolgevano un task che
consisteva nel giudicare e discriminare una parola da una non-parola. Il set di stringhe presentate
conteneva non-parole, parole rilevanti per lo stereotipo Afro-americano (met positive e met
negative), e parole irrilevanti per lo stereotipo (met positive e met negative). Qui venivano misurati
i tempi di reazione (RT) per le stringhe presentate a seguito del prime, secondo lassunto che la
presentazione di un prime adeguato attivi le conoscenze relative allo stereotipo, rendendo
lelaborazione delle informazioni relative allo stereotipo pi rapide rispetto allelaborazione di
informazioni non relative allo stereotipo.
2.2. Risultati dello studio
Lanalisi fMRI ha mostrato una differenziazione significativa nellattivit dellamigdala nelle condizioni
di Categorizzazione Sociale e di Individuazione Sociale. In particolar modo, durante il task di
Categorizzazione Sociale si osservava un aumento significativo dellattivit dellamigdala sinistra in
risposta a volti Neri rispetto ai volti Bianchi. Mentre nella condizione di Individuazione Sociale si
osservata una depressione dellattivit dellamigdala destra in risposta a volti Neri rispetto ai volti
Bianchi. Al contrario, per quanto riguarda la condizione di Ricerca Visiva Non-Sociale non sono state
identificate differenze significative nellattivit neurale. Lanalisi degli RT nel

compito di decisione lessicale con priming ha rilevato differenze significative soltanto nei punteggi
relativi alle parole rilevanti per lo stereotipo, nella condizione di Categorizzazione Sociale. Cio,
quando i soggetti venivano chiamati ad elaborare gli stimoli nella condizione di Categorizzazione
Sociale, ma non nelle altre condizioni, il prime aveva un effetto significativo sul giudizio delle stringhe
rilevanti per lo stereotipo.

3. Discussione
Dai risultati si evince che un cambiamento nei goal socio-cognitivi di elaborazione pu effettivamente
modulare sia lattivit dellamigdala, sia lattivazione cognitiva dello stereotipo, misurata dal priming
lessicale. Lesperimento mostra che linnesco di una risposta di pregiudizio e di sterotipo ad un outgroup razziale richiede come minimo che lo stimolo venga processato abbastanza profondamente
da arrivare a considerarlo come un target sociale. La semplice ispezione visiva infatti non
sufficiente per innescare una risposta differenziata allout-group.
E bene sottolineare che lo studio in questione lascia emergere delle criticit che non possono
essere ignorate nellambito della metodologia della ricerca in neuroscienze cognitive. I risultati del
primo esperimento si basano su analisi fMRI, che una tecnica di imaging a discreta risoluzione
temporale, e non d la possibilit di indagare a quale precoce stadio dellelaborazione lattivit
dellamigdala risulti modulata. Inoltre, la sola analisi del sito temporale mediale non fornisce alcun
insight circa la complessit di tale modulazione. Lamigdala infatti proietta alla corteccia prefrontale
mediale (mPFC), in cui si osservano funzioni soggiacenti ad aree come mPFC rostrale-anteriore
coinvolte nelle modalit di person-perception (Mitchell et al, 2002). Sarebbe interessante analizzare
eventuali processi frontali di elaborazione delle persone differenziali in base allinnesco del bias
razziale, e in che direzione si stabilisce la relazione fra sistema limbico e tali sistemi frontali. In
secondo luogo, la sola analisi degli RT per lindagine sullattivazione dello stereotipo non permette
di differenziare in maniera chiara fra un network per il pregiudizio e un network per la
stereotipizzazione. Studi pi recenti hanno ipotizzato una convergenza di questi due network nelle
aree frontali mediali, e preso in esame la possibilit che linfluenza congiunta di concetti elaborati a
seguito di bias dovuti a pregiudizio e stereotipizzazione sul comportamento sia mediata dallo striato,
ulteriore area chiave con un fondamentale profilo di afferenze neurali (Choi et al., 2012).
Lo studio qui esaminato fornisce comunque importanti evidenze circa la possibilit di una
modulazione del bias che potremmo definire di tipo bottom-up, cio relativa al contesto e alle
richieste di elaborazione.

Bibliografia
- Amodio, D. M. (2014). The neuroscience of prejudice and stereotyping.
- Choi, E. Y.; Buckner, R. L. (2012) The organization of the human striatum estimated by intrinsic functional
connectivity.
- Davis, M. (2006). Neural systems involved in fear and anxiety measured with fear-potentiated startle.
- Gilbert, D. T.; Hixon, J. G. (1991). The trouble of thinking: Activation and application of stereotypic beliefs.
- Macrae, C. N. (1997). On the Activation of Social Stereotypes: The Moderating Role of Processing
Objectives.
- Mitchell, J. P.; Macrae, C. N. (2002). Distinct neural systems subserve person and object knowledge.
- Wheeler, M. E.; Fiske, S. T. (2005). Controlling racial prejudice.
- Posner, M.; Luu, P. (2000). Cognitive and emotional influences in anterior cingulate cortex.