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Cardiospermum halicacabum per il trattamento delle dermatiti.

Danilo Carloni
Con il termine dermatite vengono descritte, genericamente, le malattie infiammatorie a carico della
pelle, questo nostro grande organo di rivestimento.
La pelle ricopre interamente la superficie corporea (23); svolge il ruolo di protezione nei confronti
dell'ambiente esterno, contribuisce al mantenimento dei valori della temperatura corporea, ha
funzioni immunologiche, metaboliche e attraverso un importante e complessa rete di terminazioni
nervose in grado di percepire, come organo di senso, tutte le informazioni provenienti dal mondo
esterno.
Nell'adulto la pelle raggiunge mediamente i 2 m di superficie e il peso di tre-cinque chili.
sicuramente l'organo pi esposto al rischio di traumi, infezioni, malattie ed continuamente
sollecitato e condizionato dall'esposizione alle radiazioni solari.(24)
Rappresenta anche una via di comunicazione privilegiata con la quale vengono esternati i vari stati
d'animo : il colorito, l'arrossamento, la sudorazione, la secchezza o il prurito, possono essere
considerati segnali con i quali esprimiamo le nostre emozioni.
Non a caso dal punto di vista embriologico l'epidermide condivide con il sistema nervoso le proprie
origini, derivando infatti entrambi dal foglietto ectodermico, mentre derma e ipoderma derivano dal
mesoderma.
evidente che le alterazioni della struttura epidermica possano compromettere le importanti
funzioni della pelle e dare luogo a tutta una serie di sintomi legati allinsorgenza del fenomeno
infiammatorio: il prurito, la formazione di vescicole e croste, le lesioni, lispessimento cutaneo
sono segni tipici delle dermatiti o eczemi.
Queste possono essere manifestazioni a carattere acuto, subacuto o cronico; per semplicit in questo
lavoro le dermatiti vengono classificate in due grandi gruppi: le dermatiti atopiche e le dermatiti da
contatto.
L'incidenza delle dermatiti nei paesi industrializzati pu raggiungere un terzo della popolazione; in
particolare, se consideriamo le dermatiti atopiche, negli ultimi quarant'anni sono aumentate da tre a
cinque volte; in et pediatrica possono affliggere dal cinque al venti per cento dei bambini residenti
nei paesi industrializzati e di questo 20%, il 65% sviluppa sintomi entro il primo anno di vita
(National Institute of Health, USA).
Il prurito un sintomo importante e aggravante e comune a tutte tre le fasi descritte; ben
apprezzabile di giorno tuttavia fortemente intensificato di notte complicando significativamente il
rapporto con il sonno (durante il sonno predomina l'attivit del sistema nervoso parasimpatico che
determina una certa dilatazione vascolare, fatto questo che contribuisce all'intensificazione del
sintomo pruriginoso); questo sintomo assieme a tutta la serie di segni tipici delle dermatiti,
condiziona negativamente anche la vita sociale del soggetto, in particolare se bambino o
adolescente; infatti coloro che soffrono di dermatite atopica presentano una riduzione
dellautostima, un calo del rendimento scolastico, ansiet e stress, isolamento sociale e rinuncia alla
pratica di attivit sportive; ed facilmente riscontrabile il coinvolgimento dei genitori, con
ripercussioni negative sullequilibrio della famiglia a causa dello stress e delle preoccupazioni;
questo disagio sicuramente complicato dal cronicizzarsi del fenomeno, dalla visibilit delle
lesioni, dal prurito e ovviamente dal malessere del bambino/adolescente colpito dalla dermatite.
Occorre inoltre considerare attentamente linfluenza esercitata dai fattori ambientali, questi sono
responsabili della maggior incidenza delle dermatiti atopiche nelle aree industrializzate.
Cause intimamente connesse e fortemente aggravanti la condizione di atopia, sono leccessiva
emotivit intrinseca del soggetto, linsorgenza di uno stato ansioso e una situazione di stress.

La dermatite atopica pu essere complicata dalla componente microbiologica : in ambito pediatrico,


nel 90% dei casi, la pelle dei bambini affetti da questo problema colonizzata dallo
Staphylococcus aureus; le alterazioni strutturali della barriera cutanea aggravate dal grattamento,
permettono al batterio di inserirsi sempre pi intimamente, determinando quindi una condizione di
infezione ed accentuando lo stato infiammatorio, unulteriore compromissione dellomeostasi
cutanea
La dermatite da contatto o eczema da contatto una manifestazione infiammatoria determinata dal
contatto con particolari sostanze irritanti; l'infiammazione provoca un arrossamento della zona
colpita, la formazione di vescicole, di croste e contemporaneamente l'insorgenza di un prurito
intenso.
una patologia particolarmente frequente in ambito professionale, infatti la seconda malattia
dopo le ipoacusie(G.Campana 2011) .
Le dermatiti da contatto sono in genere suddivise in due gruppi principali: le dermatiti da contatto
allergiche e le dermatiti da contatto irritative.
La causa principale delle dermatiti da contatto allergiche la capacit di sensibilizzazione di un
soggetto, provocata da una o pi sostanze con cui venuto a contatto ed legata ad un meccanismo
immuno- mediato da parte dei linfociti T: una manifestazione infiammatoria definita cellulomediata di tipo quattro.
Questo tipo di reazione di ipersensibilit, legata a una predisposizione genetica; i linfociti T
sensibilizzati dal contatto con alcune sostanze diventano responsabili del danno cellulare e dei
tessuti(1).
Le lesioni cutanee non compaiono subito dopo il primo contatto, ma in genere dopo alcuni giorni,
quando si ormai prodotta una sensibilizzazione alla sostanza responsabile, per questa ragione
queste reazioni infiammatorie sono anche definite di tipo ritardato.
Nelle dermatiti da contatto irritative, l'infiammazione e tutta la serie di sintomi correlati, sono
invece provocati dal contatto con sostanze irritanti, ad esempio acidi o alcali, che sono in grado di
provocare direttamente l'infiammazione e la lesione. In questo caso sar doveroso, prima di
qualsiasi terapia, allontanare l'elemento irritativo dall'ambiente e adottare le misure di protezione
necessarie .
La terapia farmacologica classica normalmente improntata per contrastare il quadro clinico delle
dermatiti, fa in genere riferimento a farmaci di tipo cortisonico o antistaminico, sia per uso topico
che generale; questo tipo di approccio quasi sempre efficace, ma non privo di manifestazioni
collaterali; inoltre, il problema delle dermatiti, per il suo carattere recidivante, richiede periodi di
cura prolungati, per cui la prescrizione a lungo termine di farmaci come i cortisonici deve essere
attentamente valutata; non si deve pensare poi che limitandosi alla sola applicazione locale del
farmaco questi non sia in grado di provocare le stesse manifestazioni collaterali rilevate a seguito
della terapia sistemica: in certe forme di dermatite atopica , le zone di applicazione cutanee sono
cos estese che lassorbimento dei principi attivi pu comunque essere tale da indurre importanti
effetti sistemici e ancor pi facilmente e pericolosamente se ci muoviamo in ambito pediatrico.
Per questa ragione mi sembra doveroso valutare la possibilit di impiego di un rimedio di origine
naturale che possa permettere di affrontare il problema delle dermatiti in modo efficace, sicuro e per
periodi di tempo prolungati.
A tal proposito la fitoterapia pu rivestire un ruolo di primaria importanza grazie ad alcune piante
medicinali come Cardiospermum halicacabum, che vanta una storia millenaria e un ampio credito
nella medicina tradizionale popolare e ora in quella moderna, nel controllo della problematica
infiammatoria e lesionale della cute .
Cardiospermum halicacabum

E una pianta tropicale di grandissima diffusione in India, ma conosciuta e coltivata anche in


numerose altre zone tropicali del mondo, la si ritrova infatti in Africa e Sudamerica, ma molto
apprezzata anche dalla medicina popolare degli Stati Uniti d'America .
Cardiospermum halicacabum una pianta rampicante che pu vivere fino a 1500 metri sul livello
del mare, appartiene alla famiglia delle Sapindaceae (Saponarie),cos dette per la propriet di
provocare schiuma quando mescolate con acqua in quanto contenenti saponine.
La conoscenza di questa particolare pianta da parte del mondo occidentale avvenne attorno agli anni
50, quando il dottor Wilmar Schwabe la raccolse nell'allora Congo belga;
Cardiospermum halicacabum era impiegata dalla medicina indigena per vari scopi medicinali, il
decotto delle foglie era molto apprezzato come antireumatico,(18) ma anche per trattare vari
disturbi a carico delle vie respiratorie.
In India la medicina Ayurvedica utilizza questa pianta come emmenagogo e ossitocico, impiega il
decotto delle radici come diuretico, diaforetico e lassativo.
In lingua Tamil conosciuta con il nome di "Modakathon, nome complesso formato dai termini
modaku e thon , che significano rispettivamente dolore invalidante e rimedio(4) ; nel
Nordamerica Cardiospermum Halicacabum indicata con il termine "balloon vine cio pallone
rampicante, in allusione al fatto che la pianta una rampicante e produce capsule globose simili a
piccoli palloni.
Dal punto di vista botanico una erbacea rampicante a crescita rapida, produce foglie di colore
verde chiaro, composte, imparipennate con foglioline a forma acuminata e a margine irregolare; i
suoi fiori, bianchi, a 5-7 petali, sono di piccole dimensioni e collocati al vertice di un lungo scapo; il
frutto racchiuso in una capsula globosa, di colore verde come le foglie e i rami, e divisa in tre
loculi ognuno dei quali contenente un seme grande allincirca come un grano di pepe, di colore nero
e con una caratteristica macchia bianca cuoriforme.(5)
Le caratteristiche morfologiche della pianta sono state il presupposto per la denominazione
scientifica: cardiospermo significa seme a forma di cuore: dal greco cardias cio cuore e
spermum cio seme, mentre halicacabum, , significa contenitore per il sale ( halos=sale,
cacabum=contenitore).
I principali costituenti attivi della pianta sono estratti dalle parti aeree fiorite ; sono rappresentati da
un cospicuo gruppo di saponine come triterpeni glicosidici (6); tannini di tipo idrolizzabile;(7)
tracce di alcaloidi; quebrachitolo , un particolare alcool con struttura di base riconducibile a quella
dellinositolo ; diversi flavonoidi fra cui apigenina e luteolina ; triterpeni pentaciclici come
glutinone, -amirenone, -amirina (14), e principalmente steroli vegetali come -sitosterina,
campestrina, stigmasterina.(8,9,10,11,12,13)
Dai semi si estrae un olio (33%), contenente significative quantit di cianolipidi (13-55%), questi
rari composti sono distinti in quattro gruppi diversi ma tutti formati da una struttura base di acidi
grassi a catena lunga esterificati con un gruppo isoprenoide idrossi o diidrossi-nitrile.(10)
Le preparazioni farmaceutiche maggiormente utilizzate dalla fitoterapia moderna fanno riferimento
solo ai componenti delle parti aeree verdi e in fiore e non dai semi.
Grazie alla particolare formulazione del suo fitocomplesso, Cardiospermum halicacabum (C.H.)
sempre stata apprezzata dalla medicina popolare, per le sue propriet antalgiche e
antinfiammatorie; queste indicazioni terapeutiche hanno suscitato un vivo interesse nel mondo
scientifico e sono state oggi valutate e confermate da vari studi condotti sia in vitro che in vivo.
Dai primi lavori realizzati emerso che lestratto alcolico delle parti aeree, produce effetti sedativi
e antidolorifici; somministrato per via intraperitoneale nel topo, ha manifestato un marcato effetto
depressivo del sistema nervoso centrale(5); sempre nel ratto unapplicazione analoga ha dimostrato
unazione analgesica nel test di irradiazione del calore.
Le propriet antalgiche e antiflogistiche di C.H. sono state confermate anche nel test del
granuloma pouchcondotto sul ratto; ha dimostrato unazione paragonabile a quella del

fenilbutazone (15) e lo stesso risultato stato apprezzato nel test delledema indotto da
carragenina.(16)
Un interessante lavoro condotto da Sadique e collaboratori , ha confrontato gli effetti del
Cardiospermum halicacabum rispetto allidrocortisone, nel controllo della flogosi indotta
artificialmente negli animali da esperimento: anche in questo caso la pianta ha evidenziato una
marcata attivit antinfiammatoria, seppur inferiore a quella del farmaco, ma con un meccanismo
analogo a quello dello steroide; va rilevato che sono stati apprezzati effetti inibitori sullattivit
degli enzimi della flogosi ( fosfolipasi A2 e gamma-glutamil-transpeptidasi ) e sulla concentrazione
dei perossidi lipidici, normalmente elevata durante un processo flogistico, in questo particolare caso
grazie anche allazione antiossidante della pianta.
Questi primi studi gi evidenziano che il fitocomplesso del Cardiospermum sia effettivamente in
grado di modulare lo stato flogistico, sia in generale che a livello cutaneo: in effetti la pianta vanta
un corredo fitochimico caratterizzato da significative quantit di fitosteroli , sostanze a struttura
simil-steroidea , molto affini alla componente lipidica dello strato epidermico (prevalentemente
formato da ceramici e colesterolo) e anche per questa ragione giustamente considerati degli
omeostatici di membrana; questi particolari fitosteroli, dotati di marcato effetto antiflogistico,
agiscono a livello cutaneo come eccellenti antiageing e antiossidanti, ma anche con azione
seboregolatrice e idratante (17).
La pianta contiene una buona quantit di saponine triterpeniche i cui effetti a livello locale non sono
stati ancora ben definiti, tuttavia questa categoria di sostanze ha gi dimostrato unimportante
attivit contro linfiammazione, significativo lesempio dei saponosidi della liquirizia.(19)
Altri costituenti di Cardiospermum halicacabum sono i tannini, le cui propriet, se applicati
localmente, permettono di realizzare effetti astringenti, modulando la permeabilit di membrana,
antimicrobici, emostatici, di controllo del prurito (18) e sono in grado di manifestare unazione
inibitrice verso lenzima jaluronidasi , enzima pro-flogogeno e favorente la liberazione di istamina
(20).
Anche la componente dei flavonoidi ( in prevalenza apigenina e luteolina) ovviamente sinergica
allazione antinfiammatoria dei precedenti, basti ricordare leffetto capillarotropo, antiossidante, e
antiproteasico (es. antijaluronidasi) di questi polifenoli.
Questi primi studi sulle caratteristiche fitochimiche della pianta e le prime sperimentazioni
costituiscono la base sulla quale si sono sviluppate le pi recenti ricerche .
Nel Journal of Ethnopharmacology (2009) stato pubblicato un lavoro (Sheeba, Asha) attraverso il
quale sono stati verificati i meccanismi legati allazione antiflogistica e analgesica di
Cardiospermum halicacabum .
Lo studio stato condotto su cellule RAW264.7 della linea cellulare macrofagica di topo,
utilizzando un estratto etanolico di Cardiospermum halicacabum.
In prima analisi stata verificata leventuale tossicit degli estratti nei confronti della vitalit della
coltura cellulare : dopo 48 ore di co-incubazione, non sono stati apprezzati effetti di tossicit anche
a dosi crescenti dellestratto.(22)
La seconda parte dellesperimento stata caratterizzata dallattivazione con LPS della linea
cellulare dei macrofagi di topo, ( LPS: lipopolisaccaride, endotossina prodotta dai batteri durante
laggressione cellulare e responsabile dellattivazione della risposta immunologia ). I macrofagi
sono noti per svolgere un ruolo importante nel sistema di difesa immunitaria innata contro gli agenti
patogeni e cellule tumorali e rappresentano una delle principali fonti cellulari di produzione di
sostanze flogogene per esposizione a stimoli differenti (Lee et al., 1992).
In questo studio sono state valutate le concentrazioni di citochine pro-flogogene come il TNF ,
delle isoforme degli enzimi ciclossigenasi COX-2 e COX-1, della produzione di NO (monossido di
azoto) ; queste, a seguito dellattivazione dei macrofagi, sono risultate incrementate rispetto al
gruppo di controllo del 40,2% per il TNF , di ben otto volte per le COX-2 , infine del doppio per il
NO.

Linserimento nella coltura cellulare degli estratti di Cardiospermum halicacabum ha prodotto, con
effetto dose dipendente, un calo significativo dellespressione delle COX-2, del TNF , delliNOS,
a conferma dellattivit antinfiammatoria della pianta.
Va rilevato che nei confronti delle COX-2 leffetto inibitorio stato, alla dose di 200g/ml
,addirittura paragonabile a quello dellIndometacina, questa attivit di inibizione risultata
analoga sia nei confronti del TNF che dellenzima responsabile della produzione di NO. L'ossido
nitrico (NO), potente radicale libero , viene sintetizzato da una sintasi detta dell'ossido nitrico
(iNOS) , media diverse funzioni, tra cui la vasodilatazione, la neurotrasmissione, linibizione
dell'aggregazione piastrinica, alcune risposte immunitarie, e linfiammazione (Lowenstein e Snyder,
1992; Xie et al, 1992), inoltre, recenti studi hanno dimostrato una significativa produzione di NO da
parte di macrofagi murini se stimolati con lipopolisaccaride (LPS) e da alcune citochine
proinfiammatorie (Asai et al., 1996). ; linibizione esercitata da Cardiospermum halicacabum nei
confronti del NO oltre a confermare lattivit antinfiammatoria , conferirebbe a questa pianta anche
un importante effetto antiossidante.
Nel corso di questo studio sono stati valutati anche gli effetti, nei confronti dellattivit del fattore
trascrizionale NF-k ( nuclear factor kappa-light-chain-enhancer of activated B cells ) ; questi gioca
un ruolo di primaria importanza nella regolazione della risposta immunitaria alle infezioni : il
fattore NF-k presente nelle cellule in forma inattiva; ma a seguito dellinterazione fra specifici
recettori di membrana e stimoli stressogeni extracellulari di varia natura , viene liberato dalla
proteina cui legato e conseguentemente attivato: lattivazione del NF-k determina la produzione
delle citochine pro-infiammatorie.
Cardiospermum halicacabum ha dimostrato di poter inibire fino all87% lattivazione del fattore
NF-k, in cellule Jurkat T, e per questa ragione essere considerata come una pianta ad azione
cortison-simile.
Il test di Sheeba e Asha ha in parte chiarito il meccanismo con il quale questo fitocomplesso riesca a
svolgere i gi noti effetti analgesici e antiflogistici; ma durante lo studio emerso anche un altro
dato molto interessante, che confermerebbe la grande sicurezza dimpiego di questa pianta: infatti
contestualmente alla valutazione delle concentrazioni di TNF, COX-2, iNOS e NF-k, sono stati
misurati anche i livelli delle COX-1,che sono normalmente inibite dallattivit dei pi noti
antinfiammatori, con gravi conseguenze sulla stabilit delle mucose del digerente, sulla funzionalit
renale, sullattivit delle piastrine; questi livelli, dopo lintroduzione nella coltura cellulare di
Cardiospermum halicacabum, non hanno subito alcun calo e si sono mantenuti al livello di quelli
del gruppo di controllo .

Il lavoro di Sheeba e collaboratori stato ripreso un anno dopo da un altro gruppo di ricerca:
P.Pratheeshkumar e coll.(2010). hanno infatti dimostrato come la pianta del Cardiospermum sia in
grado di contrastare gli effetti immunosoppressivi, lo stress ossidativo e lincremento dei livelli di
citochine pro-flogogene, indotti dalla somministrazione di Ciclofosfammide, in vivo, nel topo,
confermando il meccanismo dazione gi ipotizzato e legato alla modulazione dellespressione , nei
macrofagi attivati dallo stimolo indotto da LPS , di iNOS , di COX-2 e di TNF.( 21). TNF- una
citochina proinfiammatoria espressa da parte dei macrofagi, un mediatore fondamentale in
patologie, quali lartrite reumatoide, la malattia infiammatoria intestinale, la sclerosi multipla
(Dinarello, 2000). Il livelloTNF- risultato drasticamente elevato dopo il trattamento con CTX ,
ed stato significativamente ridotto dalla somministrazione dell'estratto di C. halicacabum.
In effetti la Ciclofosfammide , farmaco citotossico alchilante dotato di ampio spettro di attivit
verso un gran numero di tumori, uno dei farmaci pi utilizzati per il trattamento delle leucemie
acute e croniche, mieloma multiplo, linfomi e artrite reumatoide ( Passo et al, 2005).
Tuttavia limpiego di questo farmaco spesso ostacolato a causa dei molteplici effetti avversi legati
alla sua tossicit : nausea, vomito, alopecia, ulcerazioni delle mucose, fibrosi polmonare,

soppressione dellemopoiesi, nefrotossicit, cardiotossicit, immunosoppressione, tossicit epatica (


Morandi et al. 2005; Papaldo et al. 2005; Schwartz et al. 2005; Amudha et al. 2007).
Il test condotto da P.Pratheeshkumar e coll. ha valutato come la co-somministrazione di
Ciclofosfammide e C. Halicacabum per via intraperitoneale nellanimale da esperimento, per 10
giorni, abbia determinato una significativa diminuzione di molti degli effetti collaterali del farmaco
chemioterapico.(21)
Dapprima C. Halicacabum ha aumentato la conta leucocitaria totale, la cellularit del midollo osseo
e di cellule alfa-esterasi positive, il peso degli organi milza e timo, rispetto a quanto rilevato nel
gruppo di topi trattato con sola Ciclofosfammide.
Ma ci che interessa maggiormente in questo lavoro che lazione antiflogistica della pianta
apparsa subito evidente e legata a vari meccanismi , fra cui quello antiossidante e quello regolatore
lespressione di geni che codificano gli enzimi iNOS e COX-2. Nei confronti di questi
Cardiospermum halicacabum ha confermato le propriet gi emerse nello studio precedente.
E doveroso invece evidenziare che lazione antiossidante della pianta sia emersa a vari livelli, sia
nei confronti delle concentrazioni del Glutatione che dei Perossidi lipidici i cui valori sono stati
fortemente condizionati dal trattamento con CTX.
Il test ha infatti evidenziato che la tossicit di CTX (ciclofasfammide), abbia ridotto in modo
significativo , il livello di Glutatione (GSH). Il co-trattamento degli animali da esperimento, con
l'estratto metabolico di Cardiospermum halicacabum ha invece aumentato la produzione di GSH sia
a livello intestinale che epatico, contrastando gli effetti inibitori di CTX.
Il sistema antiossidante del glutatione svolge un ruolo fondamentale nel controllo dei radicali liberi
reattivi e delle altre specie ossidanti (Meister e Andersen 1983). GSH svolge un ruolo fondamentale
nella protezione delle cellule contro lo stress ossidativo ed un cofattore essenziale per gli enzimi
antiossidanti che prendono parte alle reazioni di ossido riduzione cellulari. La sua elevata capacit
di essere un elettron-donatore (gruppo sulfidrilico) conferisce al GSH un grande potere riducente
(Dickinson, 2002).
La pianta ha poi determinato un netto miglioramento della funzionalit epatica , compromessa dalla
somministrazione di CTX che si resa responsabile anche dellincremento dello stress ossidativo
cellulare e quindi dellaumentata produzione di Perossidi lipidici ; C.H. oltre allaumento delle
concentrazioni di GSH ha determinato la diminuzione dei livelli dei Perossidi lipidici sia nel fegato
che nel siero.
Questi interessanti esperimenti permettono di considerare questa pianta dotata di importanti effetti
di controllo della cascata di reazioni dellinfiammazione accompagnati e supportati da una
considerevole azione antiossidante.
Confermano inoltre la potenziale selettivit dazione verso le ciclossigenasi di tipo 2, rispettando i
livelli delle ciclossigenasi di tipo 1 , citoprotettive.
La ricerca condotta in laboratorio ha trovato giustificazione anche nella sperimentazione sulluomo.
Le propriet di Cardiospermum halicacabum sono state valutate in uno studio multicentrico di tipo
osservazionale, condotto per quattro settimane su 833 pazienti provenienti da 140 centri in
Germania, Spagna e Olanda e affetti da varie forme di dermatite.(Niedner, Toonstra)
Gli estratti della pianta sono stati utilizzati per uso topico su pazienti affetti da dermatite endogena
per il 28,8% , da dermatite allergica per il 23% , da dermatite seborroica per il 18,7%; la malattia
presentava uno stato acuto o subacuto nel 42,5% dei casi mentre nei restanti veniva evidenziato uno
stato cronico o cronico recidivante .
E stata utilizzata una crema , al 10% di Tintura Madre realizzata secondo HAB Tedesca e veniva
applicata 3 volte al giorno.
Al termine di questo studio sono stati valutati sia la remissione che il miglioramento dei sintomi
tipici delle varie dermatiti, con un risultato di successo in media pari all80% ; molto interessante
il dato relativo al trattamento delle lichenizzazioni (identificative di cronicizzazione) con un
successo terapeutico pari al 72%.

Parallelamente al miglioramento dei sintomi oggettivi sono diminuiti anche la sensazione di


malessere generalizzato, la sensazione di pelle secca, bruciore e difficolt nel riposo notturno.
Ottimo il risultato relativo alla tollerabilit del preparato, confermato nel 90% dei casi dal medico
curante e dai pazienti nell87,7% ; sono state riscontrate reazioni non desiderate e valutate di medialeggera intensit, solo nel 3,1% dei pazienti e solo in 8 casi (1% del totale) veniva sospeso il
trattamento.
Un ulteriore piccolo studio, ma sempre condotto sulluomo, ha evidenziato come lapplicazione
topica di un estratto di Cardiospermum halicacabum sia stata efficace nel controllo d un sintomo
quasi sempre presente e fortemente condizionante lo stato generale del soggetto affetto da dermatite
: il prurito. Lo studio Wiesenauer ha coinvolto 24 soggetti affetti da dermatiti pruriginose che sono
stati sottoposti al trattamento locale per un periodo di 20 giorni con una crema al 10% di TM della
pianta. Al termine del test sono stati considerati sia i sintomi oggettivi come eritema , edema e
papule, che soggettivi, in particolare prurito e poi ipersensibilit al dolore e sensazione di calore; il
trattamento stato efficace nel 79% dei pazienti dove ha determinato o un significativo
miglioramento o una completa remissione di tutti i sintomi. Gi dopo 2-3 giorni di applicazione
dellestratto , la crema era applicata 3 volte al d, stato osservato un macroscopico effetto
antinfiammatorio. Durante lo studio non sono comparsi effetti avversi significativi.
La raccolta di questi dati porta a considerare Cardiospermum halicacabum come una pianta dotata
di una interessante potenzialit dazione nei confronti di molte forme infiammatorie a carico della
cute; la particolare sicurezza di impiego ne suggerisce lindicazione in molte forme di dermatite sia
in ambito pediatrico che nelladulto e cos pure nellanziano. La pianta trova indicazione nelle
dermatiti atopiche, in quelle da contatto, nelle xeratosi, nelle lichenizzazioni, dove grazie allattivit
antiflogistica e dermofila dei suoi costituenti, riesce a ripristinare lomeostasi cutanea attenuando al
contempo sintomi importanti come il prurito. Pu essere utile per il trattamento anche di dermatiti
seborroiche , la crosta lattea del bambino, dei sempre pi ricorrenti eritemi solarinei confronti
dei quali mima lattivit dei cortisonici senza tuttavia presentare fenomeni di fotosensibilizzazione.
I dati sulla sicurezza di impiego, allo stato attuale delle ricerche, candidano gli estratti di
Cardiospermum halicacabum come uno fra i trattamenti antiflogistici topici di scelta anche nelle
forme pi gravi e recidivanti; lazione selettiva della pianta verso i mediatori dellinfiammazione,
porrebbe lutilizzatore finale al riparo dalle conseguenze legate ad effetti sistemici potenzialmente
conseguenti ad un uso esteso e prolungato del preparato .