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Chiusi a chiave. Una riflessione sul carcere. I primi sostenitori del carcere sono i detenuti, senza saperlo, perché é come l’operaio che si riconosce nella fabbrica. Non vediamo, abituati al- la catena, che non cammi- niamo grazie alla catena, ma malgrado la catena. Alfredo M. Bonanno Edizioni Anarchismo / Opuscoli provyisori n. 8 flcarcere é Ja struttura portante della societa in cui viviamo. Una societa progressista, educatrice, permissiva, una societa che si lascia guidare da politici illuminati, contrari ad ( ogni ricorso alla maniera forte, una societa che guarda -scandalizzata ai massacri pid o meno lontani che costellano la carta geografica del mondo, questa societd che sembra abitata da tanti cittadini per bene attenti solo a non dan- neggiare il verde ¢ a pagare il minimo possibile di tasse, questa stessa societa che si crede lontana dalla barbarie e dal’ orrore, ha il carcere alle porte. L’ esistenza di un luogo dove uomini e donne vengono tenuti chiusi in gabbie di ferro guardati a vista da altri uomini e da altre donne che stringono in mano una chiave, un luogo dove esseri umani trascorrono anni e anni senza fare niente, assolutamente niente, ¢ il massimo segno dell’ infamia. Scrivo nel carcere di Rebibbia e non mi sento di modificare nulla della confe- tenza da me fatta a Bologna alcuni anni fa. Niente pud cambiare il carcere. Esso é un bubbone che la societa cerca di nascondere senza riuscirci. Come i medici del Seicento che curavano la peste mettendo unguenti sui bubboni ma lasciando i ratti fra le immondizie, cosi i nostri specialisti a tutti i livelli delle gerarchie carcerarie cercano di mettere coprivergogne per nascondere questo © quell’aspetto pit orribile del carcere, senza riflettere che T'unico modo per affrontare il carcere & quello di distruggerlo. Distruggerlo senza che di esso rimanga pietra su pietra. ita a Stone Bt LA sea ee f wettest: SRD AR arte TIS UR EEN tei bet eed note Bh aan EN seh asinanestuttinteny re spenaenird-dReeenbenmieienn ta tenanenme 2 = = Unarriflessione sul carcere (Terza edizione) Edizioni Anarchismo www. iuspenalismo.com.ar