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Vinicio Rossini, Piera Carli TECSA SpA – Pero (MI) SICUREZZA SISMICA DEGLI IMPIANTI CHIMICI A
Vinicio Rossini, Piera Carli TECSA SpA – Pero (MI) SICUREZZA SISMICA DEGLI IMPIANTI CHIMICI A

Vinicio Rossini, Piera Carli TECSA SpA Pero (MI)

Vinicio Rossini, Piera Carli TECSA SpA – Pero (MI) SICUREZZA SISMICA DEGLI IMPIANTI CHIMICI A RISCHIO
Vinicio Rossini, Piera Carli TECSA SpA – Pero (MI) SICUREZZA SISMICA DEGLI IMPIANTI CHIMICI A RISCHIO

SICUREZZA SISMICA DEGLI IMPIANTI CHIMICI A RISCHIO DI INCIDENTE RILEVANTE

ENEA - 7 febbraio 2013

Le catastrofi naturali possono comportare un rischio che non dipende unicamente dagli effetti diretti su

Le catastrofi naturali possono comportare un rischio che non dipende unicamente dagli effetti diretti su persone e strutture, ma comprende anche gli effetti conseguenti ad eventuali rilasci di sostanze pericolose da

items di impianti e stoccaggi colpiti dall’evento naturale stesso.

e stoccaggi colpiti dall’evento naturale stesso. Terremoto di Sendai 11 marzo 2011 – Raffineria di Chiba

Terremoto di Sendai 11 marzo 2011 Raffineria di Chiba della Cosmo Oil

Gli incidenti così generati sono stati nominati eventi NaTech ( Natural – Technological event) ,

Gli incidenti così generati sono stati nominati eventi NaTech (Natural

Technological event), ad indicare la loro doppia composizione, naturale e

tecnologica.

la loro doppia composizione, naturale e tecnologica. Whifesville 28 Agosto 2006 – Incendio Serbatoio grezzo
la loro doppia composizione, naturale e tecnologica. Whifesville 28 Agosto 2006 – Incendio Serbatoio grezzo
la loro doppia composizione, naturale e tecnologica. Whifesville 28 Agosto 2006 – Incendio Serbatoio grezzo

Whifesville 28 Agosto 2006 Incendio Serbatoio grezzo per fulminazione

doppia composizione, naturale e tecnologica. Whifesville 28 Agosto 2006 – Incendio Serbatoio grezzo per fulminazione
doppia composizione, naturale e tecnologica. Whifesville 28 Agosto 2006 – Incendio Serbatoio grezzo per fulminazione
doppia composizione, naturale e tecnologica. Whifesville 28 Agosto 2006 – Incendio Serbatoio grezzo per fulminazione
doppia composizione, naturale e tecnologica. Whifesville 28 Agosto 2006 – Incendio Serbatoio grezzo per fulminazione
Come evidenziato dall’analisi storica, gli eventi NaTech possono essere generati da diversi eventi naturali Fulmini

Come evidenziato dall’analisi storica, gli eventi NaTech possono essere generati da diversi eventi naturali

FulminiNaTech possono essere generati da diversi eventi naturali Alluvioni Terremoti Fenomeni vulcanici Uragani Forte vento,

Alluvionipossono essere generati da diversi eventi naturali Fulmini Terremoti Fenomeni vulcanici Uragani Forte vento, trombe

Terremotiessere generati da diversi eventi naturali Fulmini Alluvioni Fenomeni vulcanici Uragani Forte vento, trombe d’aria Su

Fenomeni vulcanicida diversi eventi naturali Fulmini Alluvioni Terremoti Uragani Forte vento, trombe d’aria Su 7109 eventi

Uraganinaturali Fulmini Alluvioni Terremoti Fenomeni vulcanici Forte vento, trombe d’aria Su 7109 eventi incidentali

Forte vento, trombe d’aria d’aria

Su 7109 eventi incidentali accaduti in siti industriali, n° 215 sono stati

causati da eventi naturali. (Banca dati MHIDAS)

n° 215 sono stati causati da eventi naturali. (Banca dati MHIDAS) Il 3% degli eventi incidentali

Il 3% degli eventi incidentali sono NaTech

n° 215 sono stati causati da eventi naturali. (Banca dati MHIDAS) Il 3% degli eventi incidentali
n° 215 sono stati causati da eventi naturali. (Banca dati MHIDAS) Il 3% degli eventi incidentali
Ripartizione percentuale cause di eventi NaTech – Banca dati MHIDAS Terremoti Alluvioni 8% 16% 7%

Ripartizione percentuale cause di eventi NaTech Banca dati MHIDAS

Terremoti

Alluvioni

8% 16% 7%
8%
16%
7%

Frane

Forte vento

13%

Fulmini

56%

Ripartizione percentuale conseguenze eventi NaTech – Banca dati MHIDAS Incendio / Flash fire / BLEVE

Ripartizione percentuale conseguenze eventi NaTech

Banca dati MHIDAS

Incendio / Flash

fire / BLEVE /

Esplosione

eventi NaTech – Banca dati MHIDAS Incendio / Flash fire / BLEVE / Esplosione 29% Tank
29%
29%

Tank fire

18%

Rilascio di HC

53%

eventi NaTech – Banca dati MHIDAS Incendio / Flash fire / BLEVE / Esplosione 29% Tank
L’analisi storica mostra che l’impatto di un evento sismico su un impianto industriale può comportare

L’analisi storica mostra che l’impatto di un evento sismico su un impianto industriale può comportare il rilascio di ingenti quantità di prodotti pericolosi, con conseguente verificarsi di eventi incidentali rilevanti concomitanti, quali:

Incendidi eventi incidentali rilevanti concomitanti , quali: Esplosioni Dispersioni tossiche Inquinamento di corpi idrici

Esplosionieventi incidentali rilevanti concomitanti , quali: Incendi Dispersioni tossiche Inquinamento di corpi idrici

Dispersioni tossicherilevanti concomitanti , quali: Incendi Esplosioni Inquinamento di corpi idrici superficiali e falde acquifere

Inquinamento di corpi, quali: Incendi Esplosioni Dispersioni tossiche idrici superficiali e falde acquifere La magnitudo di tali

idrici superficiali e

falde acquifere

Inquinamento di corpi idrici superficiali e falde acquifere La magnitudo di tali incidenti è inoltre amplificata

La magnitudo di tali incidenti è inoltre amplificata dal possibile contemporaneo fuori servizio dei sistemi di mitigazione preposti al

contenimento degli eventi o alla messa in sicurezza degli impianti

Terremoto di Sendai 11 marzo 2011 – Raffineria di Chiba della Cosmo Oil

Terremoto di Sendai 11 marzo 2011 Raffineria di Chiba della Cosmo Oil

Terremoto di Sendai 11 marzo 2011 – Raffineria di Chiba della Cosmo Oil
Terremoto di Sendai 11 marzo 2011 – Raffineria di Chiba della Cosmo Oil

Terremoto di Kocaeli 17 Agosto 1999

Raffineria TUPRAS di Izmit

di Kocaeli – 17 Agosto 1999 Raffineria TUPRAS di Izmit Crollo ciminiera (115 m) forno Topping

Crollo ciminiera (115 m) forno Topping

1999 Raffineria TUPRAS di Izmit Crollo ciminiera (115 m) forno Topping 63 utililities danneggiate tubazioni di
1999 Raffineria TUPRAS di Izmit Crollo ciminiera (115 m) forno Topping 63 utililities danneggiate tubazioni di
1999 Raffineria TUPRAS di Izmit Crollo ciminiera (115 m) forno Topping 63 utililities danneggiate tubazioni di

63

utililities danneggiate

tubazioni

di

prodotto

ed

1999 Raffineria TUPRAS di Izmit Crollo ciminiera (115 m) forno Topping 63 utililities danneggiate tubazioni di
1999 Raffineria TUPRAS di Izmit Crollo ciminiera (115 m) forno Topping 63 utililities danneggiate tubazioni di
1999 Raffineria TUPRAS di Izmit Crollo ciminiera (115 m) forno Topping 63 utililities danneggiate tubazioni di
1999 Raffineria TUPRAS di Izmit Crollo ciminiera (115 m) forno Topping 63 utililities danneggiate tubazioni di
Incendio Topping (impossibilità di intercettare l’alimentazione per inoperabilità valvole di shut-off)
Incendio Topping (impossibilità di intercettare l’alimentazione per inoperabilità valvole di shut-off)

Incendio Topping (impossibilità di intercettare l’alimentazione per

inoperabilità valvole di shut-off)

Incendio Topping (impossibilità di intercettare l’alimentazione per inoperabilità valvole di shut-off)
Incendio Topping (impossibilità di intercettare l’alimentazione per inoperabilità valvole di shut-off)
Incendio Topping (impossibilità di intercettare l’alimentazione per inoperabilità valvole di shut-off)
Incendio serbatoio benzina … Da Refinery Damage and Emergency Response in the 1999 Izmit,Turkey Earthquake

Incendio serbatoio benzina

Incendio serbatoio benzina … Da Refinery Damage and Emergency Response in the 1999 Izmit,Turkey Earthquake Gayle
Incendio serbatoio benzina … Da Refinery Damage and Emergency Response in the 1999 Izmit,Turkey Earthquake Gayle

Da Refinery Damage and Emergency Response in the 1999 Izmit,Turkey Earthquake Gayle Johnson Han-Padron Associates Oakland, CA

… propagatosi ad altri serbatoi RaffineriaTUPRAS di Ismit – da Natural Hazards Earth System Sciences

propagatosi ad altri serbatoi

… propagatosi ad altri serbatoi RaffineriaTUPRAS di Ismit – da Natural Hazards Earth System Sciences ,
… propagatosi ad altri serbatoi RaffineriaTUPRAS di Ismit – da Natural Hazards Earth System Sciences ,

RaffineriaTUPRAS di Ismit

da Natural Hazards Earth System Sciences , 11, 1131 2011 -S. Girgin: The natech events during the 17 August 1999 Kocaeli earthquake

Earth System Sciences , 11, 1131 – 2011 - S. Girgin: The natech events during the
Earth System Sciences , 11, 1131 – 2011 - S. Girgin: The natech events during the
Danneggiamento strutture pontile con rilascio di HC in mare Rottura braccio di travaso GPL Mancanza
Danneggiamento strutture

Danneggiamento strutture

pontile con rilascio di HC in mare

Rottura braccio di travaso GPL

Rottura braccio di travaso GPL

rilascio di HC in mare Rottura braccio di travaso GPL Mancanza servizi Mancanza Energia Elettrica Mancanza
rilascio di HC in mare Rottura braccio di travaso GPL Mancanza servizi Mancanza Energia Elettrica Mancanza

Mancanza servizirilascio di HC in mare Rottura braccio di travaso GPL Mancanza Energia Elettrica Mancanza acqua di

Mancanza Energia Elettricain mare Rottura braccio di travaso GPL Mancanza servizi Mancanza acqua di raffreddamento Rottura tubazione reintegro

Mancanza acqua di raffreddamentodi travaso GPL Mancanza servizi Mancanza Energia Elettrica Rottura tubazione reintegro acqua antincendio, conseguente

Rottura tubazione reintegroMancanza Energia Elettrica Mancanza acqua di raffreddamento acqua antincendio, conseguente impossibilità di contenere

acqua antincendio, conseguente

impossibilità di contenere gli eventi di incendio

Rottura tubazione reintegro acqua antincendio, conseguente impossibilità di contenere gli eventi di incendio
Rottura tubazione reintegro acqua antincendio, conseguente impossibilità di contenere gli eventi di incendio
Rottura tubazione reintegro acqua antincendio, conseguente impossibilità di contenere gli eventi di incendio
Rottura tubazione reintegro acqua antincendio, conseguente impossibilità di contenere gli eventi di incendio

Normativa di riferimento per la prevenzione

degli incidenti rilevanti

di riferimento per la prevenzione degli incidenti rilevanti Capitolo 2 DPCM 31.03.1989 (Applicazione dell’art . 12
di riferimento per la prevenzione degli incidenti rilevanti Capitolo 2 DPCM 31.03.1989 (Applicazione dell’art . 12

Capitolo 2 DPCM 31.03.1989 (Applicazione dell’art. 12 del D.P.R. 17 maggio 1988, n. 175, concernente rischi rilevanti connessi a determinate

attività industriali)

omissis

Identificazione degli incidenti

omissis

Si verifichi se gli eventuali danni subiti dall’impianto …… in conseguenza di

eventi esterni siano tali da dare luogo ad effetti pericolosi

danni subiti dall’impianto …… in conseguenza di eventi esterni siano tali da dare luogo ad effetti
danni subiti dall’impianto …… in conseguenza di eventi esterni siano tali da dare luogo ad effetti
danni subiti dall’impianto …… in conseguenza di eventi esterni siano tali da dare luogo ad effetti
danni subiti dall’impianto …… in conseguenza di eventi esterni siano tali da dare luogo ad effetti
Un evento incidentale di grave entità in cui SOSTANZE PERICOLOSE Provocano un danno IMMEDIATO O
Un evento incidentale di grave entità in cui SOSTANZE PERICOLOSE Provocano un danno IMMEDIATO O

Un evento incidentale di grave entità in cui SOSTANZE

PERICOLOSE
PERICOLOSE
incidentale di grave entità in cui SOSTANZE PERICOLOSE Provocano un danno IMMEDIATO O DIFFERITO All’ UOMO
incidentale di grave entità in cui SOSTANZE PERICOLOSE Provocano un danno IMMEDIATO O DIFFERITO All’ UOMO

Provocano un danno

IMMEDIATO O DIFFERITO
IMMEDIATO O DIFFERITO
SOSTANZE PERICOLOSE Provocano un danno IMMEDIATO O DIFFERITO All’ UOMO o all’ AMBIENTE Stabilimento bersaglio Nel
SOSTANZE PERICOLOSE Provocano un danno IMMEDIATO O DIFFERITO All’ UOMO o all’ AMBIENTE Stabilimento bersaglio Nel

All’UOMO o all’AMBIENTE

Stabilimento bersaglio
Stabilimento
bersaglio
All’ UOMO o all’ AMBIENTE Stabilimento bersaglio Nel Rapporto di Sicurezza sono valutati i RISCHI DI

Nel Rapporto di Sicurezza sono valutati i RISCHI DI INCIDENTI RILEVANTI che caratterizzano lo Stabilimento e sono individuate le misure di prevenzione e

Stabilimento e sono individuate le misure di prevenzione e protezione esistenti atte a ridurre la probabilità
Stabilimento e sono individuate le misure di prevenzione e protezione esistenti atte a ridurre la probabilità

protezione esistenti atte a ridurre la probabilità di accadimento di un evento o

a limitarne le conseguenze

e protezione esistenti atte a ridurre la probabilità di accadimento di un evento o a limitarne
e protezione esistenti atte a ridurre la probabilità di accadimento di un evento o a limitarne
Come mostrato in precedenza, gli eventi naturali costituiscono una potenziale causa di incidenti rilevanti, e

Come mostrato in precedenza, gli eventi naturali

costituiscono una potenziale causa di incidenti rilevanti, e

pertanto influiscono sui risultati dell’analisi di rischio.

Gli eventi naturali possono quindi comportare:

Un incremento della frequenza di accadimento associata agli eventi incidentalidi rischio. Gli eventi naturali possono quindi comportare: Una estensione delle aree di danno, determinata sia

Una estensione delle aree di danno, determinata sia dalfrequenza di accadimento associata agli eventi incidentali contemporaneo verificarsi di più eventi incidentali di

contemporaneo verificarsi di più eventi incidentali di

magnitudo superiore, sia dalla possibile indisponibilità dei sistemi di protezione e di mitigazione

eventi incidentali di magnitudo superiore, sia dalla possibile indisponibilità dei sistemi di protezione e di mitigazione
eventi incidentali di magnitudo superiore, sia dalla possibile indisponibilità dei sistemi di protezione e di mitigazione
eventi incidentali di magnitudo superiore, sia dalla possibile indisponibilità dei sistemi di protezione e di mitigazione
eventi incidentali di magnitudo superiore, sia dalla possibile indisponibilità dei sistemi di protezione e di mitigazione
Stabilimento Effetti degli eventi incidentali non NaTech Stabilimento Effetti degli eventi incidentali Natech E v
Stabilimento
Stabilimento

Effetti degli eventi incidentali non NaTech

Stabilimento
Stabilimento

Effetti degli eventi incidentali Natech

E v e n t o i n c i d e n t a Evento incidentale

Effetti degli eventi incidentali Natech E v e n t o i n c i d

Elemento vulnerabile

Il rischio associato ad un evento incidentale derivante da “ cause interne lo stabilimento ”,

Il rischio associato ad un evento incidentale derivante da cause interne lo stabilimento”, è dato dal prodotto della probabilità di occorrenza dell’evento (p) per la magnitudo (M) gravità delle conseguenze attese

R= (p·M)

Il rischio associato ad un evento incidentale derivante da cause naturali(NaTech), quali il sisma, deve tenere conto:

Della probabilità associata al verificarsi dell’evento naturale di

determinata intensità (p)

 

Della

propensione

delle

apparecchiature

/

tubazioni

a

subire

danneggiamenti (Vulnerabilità V) ;

 

Dell’estensione dei danni con particolare riferimento al numero di

persone, beni, infrastrutture, servizi potenzialmente coinvolti dagli

effetti degli eventi incidentali (Esposizione E)

Rischio NaTech = f (p·E· V)

servizi potenzialmente coinvolti dagli effetti degli eventi incidentali (Esposizione E) Rischio NaTech = f (p·E ·
servizi potenzialmente coinvolti dagli effetti degli eventi incidentali (Esposizione E) Rischio NaTech = f (p·E ·
servizi potenzialmente coinvolti dagli effetti degli eventi incidentali (Esposizione E) Rischio NaTech = f (p·E ·
servizi potenzialmente coinvolti dagli effetti degli eventi incidentali (Esposizione E) Rischio NaTech = f (p·E ·
Negli ultimi anni sono state elaborate diverse metodologie per la valutazione quantitativa del rischio NaTech

Negli ultimi anni sono state elaborate diverse metodologie per la valutazione

quantitativa del rischio NaTech relativo ai terremoti. Tali metodologie comportano:

1. Stima della Probabilità di Eccedenza (EP), ovvero la probabilità che un dato valore

di PGA superi uno specifico valore a

della medesima variabile in uno specifico

intervallo di tempo T (normalmente 50

anni)

in uno specifico intervallo di tempo T (normalmente 50 anni) 2. Per ogni apparecchiatura critica, stima
in uno specifico intervallo di tempo T (normalmente 50 anni) 2. Per ogni apparecchiatura critica, stima

2. Per ogni apparecchiatura critica, stima della probabilità associata ad una

determinata tipologia di danno (lieve,

moderato, grave, catastrofico), per ciascuna PGA di riferimento

Nota bene: non esistono curve di fragilità per tutte le

tipologie di apparecchiature

per ciascuna PGA di riferimento Nota bene: non esistono curve di fragilità per tutte le tipologie
per ciascuna PGA di riferimento Nota bene: non esistono curve di fragilità per tutte le tipologie
per ciascuna PGA di riferimento Nota bene: non esistono curve di fragilità per tutte le tipologie
per ciascuna PGA di riferimento Nota bene: non esistono curve di fragilità per tutte le tipologie
3. Per ciascuna apparecchiatura critica e per ogni valore di PGA, stima delle conseguenze associate

3.

Per ciascuna apparecchiatura critica e per ogni valore di PGA, stima delle

conseguenze associate a ciascuna tipologia di danno

3.

Identificazione di tutte le combinazioni credibili di eventi (contemporaneità

di eventi, compresi effetti domino), e stima delle relative frequenze di

accadimento

4.

Stima delle conseguenze di tutte le combinazioni credibili di eventi e

valutazione della Vulnerabilità

5.

Stima del Rischio

di tutte le combinazioni credibili di eventi e valutazione della Vulnerabilità 5. Stima del Rischio
di tutte le combinazioni credibili di eventi e valutazione della Vulnerabilità 5. Stima del Rischio
di tutte le combinazioni credibili di eventi e valutazione della Vulnerabilità 5. Stima del Rischio
di tutte le combinazioni credibili di eventi e valutazione della Vulnerabilità 5. Stima del Rischio
L’approccio metodologico descritto è rigoroso e completo, ma presenta alcune difficoltà di applicazione, quali:

L’approccio metodologico descritto è rigoroso e completo, ma presenta alcune

difficoltà di applicazione, quali:

Necessità di informazioni dettagliate non sempre disponibili (per esempio disponibilità di curve di fragilità di apparecchiature di impianto diverse dai serbatoi atmosferici)ma presenta alcune difficoltà di applicazione, quali: Necessità di un gruppo di lavoro costituito da tecnici

Necessità di un gruppo di lavoro costituito da tecnici esperti in diversedi impianto diverse dai serbatoi atmosferici) discipline Elaborazione di calcoli complessi che richiedono

discipline

Elaborazione di calcoli complessi che richiedono elevata disponibilità dilavoro costituito da tecnici esperti in diverse discipline tempo Cruz e Okada hanno sviluppato un metodo

tempo

Cruz e Okada hanno sviluppato un metodo ad indici per una stima preliminare

del rischio sismico e di inondazione nelle aree urbane, che considera le possibili interazioni tra gli stabilimenti industriali a rischio rilevante, le infrastrutture

presenti, la popolazione esposta, gli elementi ambientali vulnerabili, la

pianificazione di emergenza.

le infrastrutture presenti, la popolazione esposta, gli elementi ambientali vulnerabili, la pianificazione di emergenza.
le infrastrutture presenti, la popolazione esposta, gli elementi ambientali vulnerabili, la pianificazione di emergenza.
le infrastrutture presenti, la popolazione esposta, gli elementi ambientali vulnerabili, la pianificazione di emergenza.
le infrastrutture presenti, la popolazione esposta, gli elementi ambientali vulnerabili, la pianificazione di emergenza.
Sono necessari metodi di analisi semplificata che consentono di effettuare una selezione preliminare di items

Sono necessari metodi di analisi semplificata che consentono di effettuare una selezione preliminare di items di impianto e stoccaggio che, in caso di perdita di

contenimento, determinano eventi incidentali di magnitudo significativa.

Gli items così individuati saranno oggetto di analisi di rischio approfondite (Analisi NaTech).

Si

dell’effettuazione

3274/2003:

fa

notare

che

tali

analisi

di

quanto

potranno

essere

previsto

all’Art.

2

elaborate

solo

comma

3

a

seguito

dell’OPCM

CENSIMENTO DELLA VULNERABILITÀ SISMICA

ANALISI DI LIVELLO 1-2: CALCOLI STRUTTURALI

3 a seguito dell’OPCM • CENSIMENTO DELLA VULNERABILITÀ SISMICA • ANALISI DI LIVELLO 1-2: CALCOLI STRUTTURALI
3 a seguito dell’OPCM • CENSIMENTO DELLA VULNERABILITÀ SISMICA • ANALISI DI LIVELLO 1-2: CALCOLI STRUTTURALI
3 a seguito dell’OPCM • CENSIMENTO DELLA VULNERABILITÀ SISMICA • ANALISI DI LIVELLO 1-2: CALCOLI STRUTTURALI
3 a seguito dell’OPCM • CENSIMENTO DELLA VULNERABILITÀ SISMICA • ANALISI DI LIVELLO 1-2: CALCOLI STRUTTURALI
ANALISI PRELIMINARE Applicazione criteri (con riferimento alle analisi contenute nei Rapporti di Sicurezza) Risultati

ANALISI PRELIMINARE

Applicazione criteri (con riferimento alle analisi contenute nei Rapporti di Sicurezza)

Risultati Metodi ad indicialle analisi contenute nei Rapporti di Sicurezza) Items contenenti sostanze pericolose per l’ambiente in

Items contenenti sostanze pericolose per l’ambiente in bacini non pavimentatinei Rapporti di Sicurezza) Risultati Metodi ad indici Scenari con effetti domino e/o esterni allo Stabilimento

Scenari con effetti domino e/o esterni allo Stabilimentopericolose per l’ambiente in bacini non pavimentati 1. Definizione elenco edifici strategici (Sale

1. Definizione elenco edifici

strategici (Sale Controllo,

edifici sede gestione emergenze, rimesse antincendio)

edifici sede gestione emergenze, rimesse antincendio)

2. Definizione elenco strutture

imponenti (camini, silos,

ecc.) che, in caso di caduta, possono danneggiare edifici strategici e/o items

contenenti sostanze

pericolose

3. Definizione elenco

preliminare items di

impianto/stoccaggio

Applicazione metodo speditivo

DPCM 25/2/2005, basato su hold-up e tipo sostanze con determinazione distanze di danno

Definizione elenco

items di impianto

Elenco edifici strategici, strutture imponenti e items di impianto/stoccaggio/movimentazione da sottoporre ad approfondimento di analisi (Analisi NaTech)

imponenti e items di impianto/stoccaggio/movimentazione da sottoporre ad approfondimento di analisi ( Analisi NaTech )
imponenti e items di impianto/stoccaggio/movimentazione da sottoporre ad approfondimento di analisi ( Analisi NaTech )
imponenti e items di impianto/stoccaggio/movimentazione da sottoporre ad approfondimento di analisi ( Analisi NaTech )
imponenti e items di impianto/stoccaggio/movimentazione da sottoporre ad approfondimento di analisi ( Analisi NaTech )
imponenti e items di impianto/stoccaggio/movimentazione da sottoporre ad approfondimento di analisi ( Analisi NaTech )
VERIFICA DI LIVELLO 0 Censimento della vulnerabilità sismica VERIFICA DI LIVELLO 1 -2 Verifica strutturale

VERIFICA DI LIVELLO 0

Censimento della vulnerabilità sismica

DI LIVELLO 0 Censimento della vulnerabilità sismica VERIFICA DI LIVELLO 1 -2 Verifica strutturale degli

VERIFICA DI LIVELLO 1 -2

Verifica strutturale degli edifici e delle strutture portanti degli items individuati come “critici” nel censimento di livello 0

individuati come “critici” nel censimento di livello 0 INDIVIDUAZIONE DI EVENTUALI INTERVENTI DI MIGLIORAMENTO

INDIVIDUAZIONE DI EVENTUALI INTERVENTI DI MIGLIORAMENTO

0 INDIVIDUAZIONE DI EVENTUALI INTERVENTI DI MIGLIORAMENTO INDIVIDUAZIONE DELLE PRIORITA’ DEGLI INTERVENTI Analisi

INDIVIDUAZIONE DELLE PRIORITA’ DEGLI INTERVENTI

DI EVENTUALI INTERVENTI DI MIGLIORAMENTO INDIVIDUAZIONE DELLE PRIORITA’ DEGLI INTERVENTI Analisi di rischio NaTech
DI EVENTUALI INTERVENTI DI MIGLIORAMENTO INDIVIDUAZIONE DELLE PRIORITA’ DEGLI INTERVENTI Analisi di rischio NaTech

Analisi di rischio NaTech

EDIFICI STRATEGICI E STRUTTURE IMPONENTI Si considerano le strutture presenti nella realtà industriale, il cui

EDIFICI STRATEGICI E STRUTTURE IMPONENTI

Si considerano le strutture presenti nella realtà industriale, il cui eventuale danneggiamento in caso di evento sismico, potrebbe comportare un

pericolo immediato.

Più specificatamente:

le strutture imponenti, quali per esempio le ciminiere, il cui collasso potrebbe determinare il cedimento di apparecchiature circostanticomportare un pericolo immediato. Più specificatamente: definite critiche (cfr. Tupras Refinery); le strutture e gli

definite critiche (cfr. Tupras Refinery);

le strutture e gli edifici la cui funzionalità durante un evento sismico assume rilievo fondamentale ai fini degli interventi di emergenza (per esempio le rimesse antincendio, le sale controllo, gli edifici sede di unitàcircostanti definite critiche (cfr. Tupras Refinery); di gestione dell’emergenza) e di pronto soccorso

di gestione dell’emergenza) e di pronto soccorso (infermeria)

Servizi ausiliari strategici per il contenimento delle conseguenze (perdell’emergenza) e di pronto soccorso (infermeria) esempio, riserva idrica, stazione di pompaggio AI e relative

esempio, riserva idrica, stazione di pompaggio AI e relative tubazioni,

E.E. di emergenza, ecc.)

delle conseguenze (per esempio, riserva idrica, stazione di pompaggio AI e relative tubazioni, E.E. di emergenza,
delle conseguenze (per esempio, riserva idrica, stazione di pompaggio AI e relative tubazioni, E.E. di emergenza,
delle conseguenze (per esempio, riserva idrica, stazione di pompaggio AI e relative tubazioni, E.E. di emergenza,
delle conseguenze (per esempio, riserva idrica, stazione di pompaggio AI e relative tubazioni, E.E. di emergenza,
CRITERI DI RIFERIMENTO PER L’INDIVIDUAZIONE ITEMS DI IMPIANTO / STOCCAGGIO / MOVIMENTAZIONE Tali “criteri” fanno

CRITERI DI RIFERIMENTO PER L’INDIVIDUAZIONE ITEMS

DI IMPIANTO / STOCCAGGIO / MOVIMENTAZIONE

Tali “criteri” fanno riferimento ai risultati delle analisi contenute nei Rapporti di Sicurezza

1. Analisi dei risultati derivanti dall’applicazione dei Metodi Indicizzati applicati per gli impianti e stoccaggi degli Stabilimenti a rischio di

incidente rilevante, in accordo al DPCM 31/03/1989 e decreti collegati

(DM 20/10/1998 e DM 15/05/1996).

Tale criterio viene applicato per tenere conto della pericolosità intrinseca degli items in funzione dei seguenti parametri e, conservativamente, in

assenza dei sistemi di prevenzione, protezione e mitigazione installati:

Caratteristiche delle sostanze contenute e relativo hold updi prevenzione, protezione e mitigazione installati : Rischi generali di processo (connessi con le condizioni di

Rischi generali di processo (connessi con le condizioni di esercizio)Caratteristiche delle sostanze contenute e relativo hold up Rischi particolari di processo (per esempio reazioni

Rischi particolari di processo (per esempio reazioni esotermiche, ecc.)di processo (connessi con le condizioni di esercizio) Layout (congestione degli impianti, difficoltà di

Layout (congestione degli impianti, difficoltà di avvicinamento , ecc.)processo (connessi con le condizioni di esercizio) Rischi particolari di processo (per esempio reazioni esotermiche, ecc.)

processo (per esempio reazioni esotermiche, ecc.) Layout (congestione degli impianti, difficoltà di avvicinamento , ecc.)
processo (per esempio reazioni esotermiche, ecc.) Layout (congestione degli impianti, difficoltà di avvicinamento , ecc.)
processo (per esempio reazioni esotermiche, ecc.) Layout (congestione degli impianti, difficoltà di avvicinamento , ecc.)
processo (per esempio reazioni esotermiche, ecc.) Layout (congestione degli impianti, difficoltà di avvicinamento , ecc.)
2. Items contenenti prodotti classificati pericolosi per l’ambiente Sono da considerarsi preliminarmente gli items il

2. Items contenenti prodotti classificati pericolosi per l’ambiente

Sono da considerarsi preliminarmente gli items il cui collasso può comportare l’inquinamento di acque superficiali.

può comportare l’inquinamento di acque superficiali. Serbatoi installati in bacini di contenimento non

Serbatoi installati in bacini di contenimento non pavimentati e/opuò comportare l’inquinamento di acque superficiali. impermeabilizzati e contenenti sostanze classificate

impermeabilizzati e contenenti sostanze classificate pericolose per

l’ambiente in quantità tali da compromettere potenzialmente

l’integrità delle acque superficiali, tenendo conto delle caratteristiche

idrogeologiche dei siti (propensione dell’inquinante alla penetrazione

nel terreno, come valutato nei Rapporti di Sicurezza)

Pontilidei siti (propensione dell’inquinante alla penetrazione nel terreno, come valutato nei Rapporti di Sicurezza) Pipeway

Pipewaydei siti (propensione dell’inquinante alla penetrazione nel terreno, come valutato nei Rapporti di Sicurezza) Pontili

(propensione dell’inquinante alla penetrazione nel terreno, come valutato nei Rapporti di Sicurezza) Pontili Pipeway
(propensione dell’inquinante alla penetrazione nel terreno, come valutato nei Rapporti di Sicurezza) Pontili Pipeway
(propensione dell’inquinante alla penetrazione nel terreno, come valutato nei Rapporti di Sicurezza) Pontili Pipeway
(propensione dell’inquinante alla penetrazione nel terreno, come valutato nei Rapporti di Sicurezza) Pontili Pipeway
3. Scenari incidentali con effetti domino e/o effetti all’esterno dello Stabilimento Sono da considerarsi

3. Scenari incidentali con effetti domino e/o effetti all’esterno dello

Stabilimento

Sono da considerarsi preliminarmente gli items di impianto e stoccaggio

che nei Rapporti di Sicurezza sono risultati essere possibile origine di

eventi incidentali con conseguenze:

che si estendono oltre i confini di Stabilimento.possibile origine di eventi incidentali con conseguenze: tali da dare origine, con frequenza di accadimento non

tali da dare origine, con frequenza di accadimento non trascurabile,che si estendono oltre i confini di Stabilimento. a possibili effetti domino (estensione dell’evento

a possibili effetti domino (estensione dell’evento incidentale primario ad apparecchiature limitrofe con estensione delle conseguenze, della

stessa natura, o di natura differente)

primario ad apparecchiature limitrofe con estensione delle conseguenze, della stessa natura, o di natura differente)
primario ad apparecchiature limitrofe con estensione delle conseguenze, della stessa natura, o di natura differente)
primario ad apparecchiature limitrofe con estensione delle conseguenze, della stessa natura, o di natura differente)
primario ad apparecchiature limitrofe con estensione delle conseguenze, della stessa natura, o di natura differente)
CRITERI DI RIFERIMENTO PER L’INDIVIDUAZIONE ITEMS DI IMPIANTO / STOCCAGGIO / MOVIMENTAZIONE Per gli items

CRITERI DI RIFERIMENTO PER L’INDIVIDUAZIONE ITEMS

DI IMPIANTO / STOCCAGGIO / MOVIMENTAZIONE

Per gli items individuati (applicazione dei criteri 1, 2, 3), si procede

all’applicazione del Metodo Speditivo di cui al DPCM 25 Febbraio 2005

Tale metodologia viene utilizzata ai fini della Pianificazione dell’Emergenza

Esterna degli Stabilimenti a Rischio di Incidente Rilevante (per le quali gli

scenari incidentali contenuti nei RdS non risultano ancora validati dal CTR).

Saranno determinate le prime due zone a rischio, denominate di sicuro

impattoe di danno .

Mediante l’applicazione di tale metodologia di analisi vengono individuate

categorie degli effetti” conseguenti al rilascio dell’intero contenuto

dell’apparecchiatura, che forniscono una indicazione preliminare del livello di rischio associato a ciascuna apparecchiatura.

Ai fini dell’individuazione degli items critici di impianto e stoccaggio, saranno

quindi definiti criteri di selezione a fronte dei risultati del Metodo Speditivo, in

funzione del layout dello Stabilimento e della vulnerabilità delle zone circostanti lo Stabilimento (presenza di centri abitati, servizi strategici per la

comunità, elementi ambientali vulnerabili).

lo Stabilimento (presenza di centri abitati, servizi strategici per la comunità, elementi ambientali vulnerabili).
lo Stabilimento (presenza di centri abitati, servizi strategici per la comunità, elementi ambientali vulnerabili).
Uso “Interno”: Redazione Piano di Emergenza Interno   definizione delle “criticità” della propria
Uso “Interno”: Redazione Piano di Emergenza Interno   definizione delle “criticità” della propria

Uso “Interno”:

Uso “Interno”: Redazione Piano di Emergenza Interno   definizione delle “criticità” della propria
Uso “Interno”: Redazione Piano di Emergenza Interno   definizione delle “criticità” della propria

Redazione Piano di Emergenza Interno

definizione delle “criticità” della propria realtà ai fini

della prevenzione dei rischi di incidenti rilevanti

ai fini della prevenzione dei rischi di incidenti rilevanti definizione degli obiettivi specifici ed i programmi

definizione degli obiettivi specifici ed i programmi di miglioramento per la prevenzione degli incidenti

rilevanti

per la prevenzione degli incidenti rilevanti   Formazione, informazione sui rischi NaTech del Sito, ai
per la prevenzione degli incidenti rilevanti   Formazione, informazione sui rischi NaTech del Sito, ai


Formazione, informazione sui rischi NaTech del Sito, ai

lavoratori ed ai terzi che operano nello Stabilimento

Autorità

 Redazione Piano di Emergenza Esterno  Pianificazione territoriale (Piano regolatore)  Formazione,
Redazione Piano di Emergenza Esterno
Pianificazione territoriale (Piano regolatore)
Formazione, informazione alla popolazione sui rischi

NaTech,

 Pianificazione territoriale (Piano regolatore)  Formazione, informazione alla popolazione sui rischi NaTech,
 Pianificazione territoriale (Piano regolatore)  Formazione, informazione alla popolazione sui rischi NaTech,