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Analogie tra Calvino e Ariosto

Introduzione
La vicenda, del cavaliere inesistente, ambientata allepoca dei paladini, durante le Guerre Sante contro gli
infedeli, sotto il dominio di Carlo Magno. Si narrano le vicende di diversi personaggi: Agilulfo, il cavaliere
inesistente, intento a mantenere salda la sua volont di esistere; Rambaldo, cavaliere perdutamente
innamorato di Bradamante, la fiera amazzone che possiede occhi solo per Agilulfo, la quale, alla fine, si
rivela essere la vera narratrice dellintera vicenda con grande sorpresa del lettore; e, infine, Torrismondo,
inizialmente permeato da un profondo pessimismo, alla ricerca del sacro ordine del Graal che identifica
come suo padre.

Informazioni
Calvino era un profondo conoscitore e, allo stesso tempo ammiratore, dellOrlando Furioso di Ariosto;
proprio per questa ragione possibile, leggendo e analizzando le due opere, riconoscere l'influenza che
Ariosto ha avuto su Calvino e trovare alcune analogie tra i due scritti.

Analisi
Per cominciare, la materia trattata la stessa: riferimenti storici e situazioni immaginarie si sovrappongono
nei due libri, infatti, lo scenario di entrambi quello della guerra santa tra Cristiani e Mussulmani nel
periodo carolingio il quale comunque serve solo da sfondo poich entrambi gli autori puntano pi allanalisi
dei personaggi piuttosto che alla narrazione di tipo storiografico nonostante lo scenario, di entrambi gli
scritti, sia reale. In entrambe le opere, lanalisi del personaggio si traduce con lintroduzione della qute, la
ricerca, attraverso cui si ha anche un processo di maturazione del personaggio, infatti, a un certo punto,
tutti i personaggi partono alla ricerca di qualcuno o di qualcosa; abbiamo cos pi storie parallele che
finiranno poi per intersecarsi lungo lo sviluppo della trama. All'interno di queste qutes sia l'uno sia l'altro
autore hanno voluto aggiungere il carattere del romanzo di formazione (Rambaldo l'equivalente di
Ruggiero per quanto riguarda questo campo). Pensando alla maturazione del personaggio, invece, basta
pensare al pessimista Torrismondo, cupo personaggio che, attraverso la sua lunga ricerca del sacro ordine
del Graal, compie una vera e propria maturazione che lo porta allabbandono delle proprie illusioni
giovanili; oppure Bradamente, il cui processo di maturazione si compie attraverso la stessa narrazione visto
che alla fine essa, incarnando le vesti di Suor Teodora, si rivela essere la vera narratrice dellintera vicenda
inoltre molti dei nomi dei personaggi utilizzati da Calvino sono di chiara impronta ariostesca. L'ironia con
cui, sia nell'uno sia nell'altro, il narratore commenta gli eventi e soprattutto la presenza della parodia
conferisce all'opera di Calvino una forte connotazione ariostesca. Gli stessi narratori hanno delle
caratteristiche comuni, poich intervengono in proemi tutti loro e si possono considerare entrambi
personaggi a causa dei loro numerosi appunti, anche se il narratore del romanzo di Calvino si scoprir
essere anche uno dei protagonisti della storia. La differenza tra i due, dunque, sta nel fatto che, mentre
Ariosto onnisciente ed il vero e proprio regista, cio colui che muove a proprio piacimento i vari
personaggi conoscendo ogni cosa di essi, Suor Teodora (la narratrice della storia di Calvino) invece non lo
e non ha nessuna influenza sulle vicende che gli scorrono davanti, esse, infatti, si scompongono, si
ricompongono procedendo per tentativi ma lei non ha alcun controllo su queste vicende, ma pu solo
raccontare aggiungendo qualche riflessione e commento personale. Ariosto, inoltre, nel Furioso assimila la
sua storia damore a quella di Orlando e, allo stesso modo fa Calvino, nel cavaliere inesistente, in cui la
narratrice che in conclusione viene rivelata come Bradamante, racconta del suo amore prima per Agilulfo e
poi per Rambaldo.