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Tipi di clarinetto

Il clarinetto uno strumento traspositore, vale a dire uno strumento che quando sul pentagramma
legge per esempio Do, produce un suono reale che non corrisponde al Do, ma ad un'altra nota (che
la nota in cui "tagliato" lo strumento). Il clarinetto in Si, nel caso specifico, legge un Do come
Si, dunque un tono sotto. Esistono per diversi tipi di clarinetto, differenti per intonazione (ed
ovviamente di grandezze diverse), che leggono tutti nella stessa chiave e con le stesse diteggiature,
producendo per note reali diverse, "trasposte" appunto verso il grave o l'acuto. Questi strumenti
formano una vera e propria famiglia di cui alcuni esemplari che sono:

Piccolo in La (chiamato "sestino")


Piccolo in Mi (impropriamente chiamato anche "quartino"; sarebbe corretto chiamarlo "
terzino" visto che tagliato da una terza minore sopra);
Piccolo in Re;
Soprano in Do;
Soprano in Si (il pi diffuso);
Soprano in La;
Soprano in Sol;
Corno di bassetto in La;
Clarinetto di bassetto in La;
Contralto in Fa (noto come corno di bassetto);
Contralto in Mi;
Basso in Si (o clarone);
Contrabbasso in Mi (detto anche "contra-alto" o "octocontralto" secondo l'uso
anglosassone, per distinguerlo da quello un'ottava pi acuto);
Contrabbasso in Si

Genericamente, quando si parla di clarinetto, si sottintende il registro facendo implicito riferimento


al clarinetto soprano in Si, il pi utilizzato.
Data la sua vastit, la famiglia dei clarinetti ricopre una grande estensione. Ogni membro della
famiglia, inoltre, ha la propria particolare timbrica. Queste caratteristiche consentono di far fronte
alle pi disparate richieste dei compositori che, nel corso degli anni, sono diventate sempre pi
audaci.

Ance per clarinetti a confronto

Da sinistra: clarinetto in La, in Mi e in Si.


Il clarinetto uno strumento di estrema versatilit, le cui potenzialit vengono sfruttate sia in
orchestra, sia in banda, in diverse formazioni di musica da camera e nelle formazioni di soli
clarinetti (i cosiddetti "cori di clarinetti").
Esistono varie composizioni orchestrali, specie di Richard Strauss, che richiedono la presenza del
clarinetto piccolo in Mi oppure nelle composizioni di Johann Melchior Molter richiede la
presenza del clarinetto piccolo in re dato che in moltissime parti ha lui come protagonista. Tutte le
composizioni per orchestra (esclusa quella d'archi) dalla fine del XVIII secolo includono i clarinetti
soprano in Si o in La. Altre partiture richiedono la presenza del clarinetto basso come, ad
esempio, "Gli Ugonotti" di Giacomo Meyerbeer, l'Aida di Giuseppe Verdi e diverse opere di
Richard Wagner. Altre ancora richiedono il clarinetto contrabbasso, un esempio il Fervaal di
Vincent d'Indy. I clarinetti trovano ampio spazio nelle composizioni cameristiche e negli studi. In

banda largamente presente il soprano in Si, meno presenti sono il piccolo in Mi, il contralto
in Mi, il basso in Si e il contrabbasso in Si.
Mentre il clarinetto soprano in La di uso concertistico ha avuto e ha ancora oggi una grande
importanza come solista. Essendo un semitono sotto il clarinetto in Si (E distante un tono e un
semitono dalla nota reale La trasportata Do) rende il suo timbro ancora pi morbido quasi ad
evocare la voce umana. In ambito solista vanno ricordati il concerto K622, che Wolfgang Amadeus
Mozart compose per il suo amico e massone Anton Stadler (Inizialmente il concerto era in tonalit
di Sol composto per clarinetto di bassetto), il Quintetto K581 "quintetto Stadler" sempre dello
stesso Mozart e il Quintetto di Brahms. In ambito orchestrale molto usato nella musica classica
come nelle ouverture delle opere ad esempio l'Idomeneo, Le nozze di Figaro e Il Don Giovanni di
Mozart e Il barbiere di Siviglia di Rossini.
Il repertorio clarinettistico spazia dal classico romantico con composizioni di Mozart, Rossini,
Weber, Crusell, Brahms, Schumann, Debussy, Cavallini, Saint-Sans; al moderno con Bernstein,
Copland, Poulenc, Lutoslawski, Lindberg.

Anatomia
Il clarinetto diviso in cinque parti, unite ad incastro con guarnizioni in sughero.
Partendo dall'alto, lo strumento inizia con il bocchino, corredato di ancia e legatura (anche detta
"fascetta"). Il bocchino l'imboccatura adatta a produrre le vibrazioni sonore. I materiali pi usati
oggi per bocchini di buona qualit sono l'ebanite, il cristallo ed il legno.
Segue il barilotto, che fa risuonare le vibrazioni.
La parte centrale costituita dal corpo superiore e dal corpo inferiore, sebbene oggi alcuni clarinetti
li presentino uniti. Su questi due corpi sono presenti ventiquattro fori di dimensioni differenti: sette
fori, di cui sei circondati da anelli, vengono chiusi dalle dita, mentre gli altri vengono chiusi dai
cuscinetti, azionati dagli anelli oppure dalle diciassette o diciotto chiavi (a seconda del modello).
Tramite la chiusura e l'apertura dei fori della parte centrale, viene modificata la lunghezza della
colonna d'aria vibrante in modo da ottenere i suoni dell'intonazione desiderata.
Lo strumento termina con la campana, che d ulteriore risonanza ai suoni.
Poich provvisto di una cameratura sostanzialmente cilindrica, il clarinetto produce suoni una
quinta pi gravi di uno strumento di eguale lunghezza ma provvisto di cameratura conica.