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FISICA/
MENTE

COS' L'ALCHIMIA
(SECONDA PARTE)
Roberto Renzetti

I SEGRETI DELL'ALCHIMIA

Ho gi parlato della cosa qua e l ma l'argomento merita una trattazione particolare. In gran
misura credo si sia capito cosa l'alchimia ma a lato di essa occorre capire gli alchimisti. Oltre quelli
che davvero aspiravano alla conoscenza ed alla perfezione attraverso di essa, vi erano anche delle
persone e direi che dovevano essere la maggioranza, che con l'alchimia ci vivevano. Si trattava delle
vere e proprie botteghe che dispensavano servigi e che, data la peculiarit del prodotto, non potevano
farlo conoscere in giro. La cosa comprensibile. Se ci riferiamo, ad esempio, ad un qualcosa che
poteva essere argomento dell'alchimia medica, alla cura di un mal di testa, diventa chiaro che chi
conosceva il rimedio ed il processo per realizzarlo non lo avrebbe mai detto proprio per non
danneggiare la sua bottega. Nel Rosarium Philosophorum si dice:
Notate bene che, nellarte del nostro magistero, niente nascosto ai Filosofi, eccetto il
segreto dellarte, che non legittimo rivelare ad alcun uomo, perch chi lo facesse
sarebbe maledetto, ed incorrerebbe nellindignazione del Signore e morirebbe con la
paralisi.
E fin qui siamo nell'ambito di quelli che oggi chiameremmo brevetti. Ma il clima generale,
soprattutto per quell'aura di mistero che circondava il sapere in ogni civilt, tanto che diventava
propriet segreta di caste sacerdotali,, questo clima appunto era pieno di soprannaturale. Ogni
credenza, a partire da quella propriamente religiosa, passando per astrologia, ermetismo, magia, ... si
basava (ed ancora cos oggi) su rituali tanto pi ammirati quanto pi misteriosi, tanto pi ricercati
quanto meno compresi. L'oscurit, la nebbia, la penombra, gli incensi, le formule magiche, le
preghiere, ... sono abili condimenti da aggiungere a coronamento della banale richiesta di qualcosa a
cui si tiene. Chi deve esaudire questo sa che un banale scambio miracolo-denaro non soddisfa il
cliente ma solo il prestatore d'opera. Ed allora si deve costruire tutto quell'armamentario scenografico
e dialettico che incornicia la prestazione.
Abbiamo gi visto dei simboli grafici che avevano una notevole potenza esplicativa come quelli
dei 4 elementi. Quei triangoli verso l'alto o verso il basso ci spiegavano bene chi saliva e chi
scendeva e quei triangoli barrati ci raccontavano di peso maggiore rispetto a quelli senza barra e
quindi di chi saliva meno o scendeva di pi. E fin qui la cosa chiaramente razionalizzabile. Vi sono
poi altri simboli che si dipartono da questi sempre pi elaborati che sempre pi scavano nella
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suggestione e nel sogno. Non si sottovaluti la capacit astrattiva ed evocativa di una immagine
perch la chiave che avvicina alla comprensione di cose complesse delle mente semplici. Se
lecito il paragone ci che accade anche in manifestazioni che dovrebbero essere eminentemente
spirituali, come la religione, e che invece si servono di immagini e di statue che sono ci che
rappresentano sulla terra ci che non si riesce ad immaginare come presenza spirituale in un preteso
cielo.
A partire dai simboli dei 4 elementi proseguiamo complicando il simbolo per addizione di
oggetti e concetti. Troviamo subito i due principi zolfo e mercurio e quindi il terzo, il sale. Poi il
maschile e femminile. Quindi la tinta che ci cambia gli elementi. Infine gli elementi stessi da
coniugare con i corpi celesti. Iniziamo con uno schema a riportare i primi simboli alchemici delle
cose ricordate.

Ed in un altro schema l'insieme dei vari elementi presi in considerazione dagli alchimisti, anche in
epoche differenti.

Da : Nicasius Le Febure, A Compleat Body of Chymistry, Londra 1664

Simbolo del flogisto, mancante nella tavola precedente


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In linea di massima si nota il fatto che i vari simboli che sono stati elaborati successivamente
seguono una certa linea logica. Lo zolfo infatti rappresentato da un triangolo con la punta rivolta
verso l'alto con una piccola croce disposta sotto la sua base. Se ricordiamo, lo zolfo inteso come
materiale che brucia e quindi prossimo al fuoco. Per questo rappresentato da un simbolo che
un'elaborazione di quello del fuoco. Analogamente per il flogisto(1), una sorta di terra infiammabile.
Anch'esso rappresentato dal triangolo con il vertice verso l'alto e con una elaborazione differente
(un circoletto ad ogni vertice in aggiunta alla piccola croce sotto la base). A questo tentativo di
spiegazione si pu aggiungere un altro elemento, quello dell'intersezione tra alchimia ed astrologia. I
pianeti (ed alcuni fenomeni astronomici) noti avevano loro rappresentazioni e,

Rappresentazione simbolica di pianeti noti ed eventi astronomici

conseguentemente, la pi volte ricordata corrispondenza tra pianeti ed elementi terrestri portava a


rappresentare questi ultimi con simboli analoghi se non identici ai primi(2).
A questi simboli se ne associano altri che derivano da affinit o somiglianze come il Sole che
con la sua brillantezza e grado di nobilt pu essere associato all'oro o come la Luna che con la sua
luce pu essere assimilata all'argento, e che quindi condividono stessi simboli. Il simbolo dell'argento
vivo (mercurio) lo stesso del pianeta Mercurio che discende dal caduceo (bastone con i serpenti
intrecciati) del dio Mercurio (che sar poi il simbolo della medicina di Esculapio):

Caduceo di Mercurio (da una antica monetazione di Roma)

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Caduceo ermetico e alchemico

Mercurio con il caduceo

Il simbolo del ferro riportato a Marte che fa la guerra con la spada che di ferro. Il fatto che
Saturno si muovesse lentamente nel cielo era associato alla pesantezza e quindi al piombo; il fatto poi
che Saturno fosse il dio della morte, lo si associava alla putrefazione (il nero alchemico), alla falce
ed alla clessidra; quindi il dio che causa malinconia e visioni demoniache. La sua rappresentazione
simbolica quindi un simbolo che ricorda la falce

o la lettera iniziale di Kronos il dio del tempo

. Lo stagno invece splendente e, nel cielo, il pianeta pi splendente Giove; inoltre se si piega
una lamina di stagno si sente uno rumore associabile a quello del fulmine che arma di Giove e quel
pianeta il quarto pianeta del sistema aristotelico-tolemaico; in tal modo si ha un simbolo che
rappresenta lo stagno che assimilabile ad un 4, ad un fulmine o alla lettera greca iniziale di Giove
(Zeus):

Insomma si procedeva cos e, nel tempo, si stilizzavano sempre pi i simboli di modo che,
alcuni, da un certo punto, non si riconoscevano pi nelle loro intenzioni originali.
Cos come gli elementi anche gli strumenti utilizzati dagli alchimisti trovavano una
rappresentazione simbolica, come si pu osservare nella tavola precedente. Una difficolt per chi
tenta la lettura dei testi antichi resta comunque la non uniformit del linguaggio e del simbolismo (la
cosa l'ho gi detta ma vale la pena ricordarla).
Altra difficolt nasceva dalla vera e propria mana di molti alchimisti di inventarsi formule
oscure, anagrammi, acrostici, strani alfabeti, una matematica definibile demente ma rispondente alla
numerologia, una geometria simbolica con molteplici significati, ... oltre alle allegorie mitologiche
con strani animali anch'essi simboleggianti concetti, fenomeni e processi. Tanto per esemplificare
riporto un brano dell'alchimista scozzese del Seicento che si nascondeva dietro lo pseudonimo di
Eireneo Filalete, brano in cui il mercurio filosofico viene cos definito:
"... nostro portinaio, nostro balsamo, nostro miele, olio, rugiada di maggio, madre,
uovo, segreta fornace, fuoco vero, dragone velenoso, vino ardente, leone verde, uccello
di Ermete, oca di Ermogene, spade affilate in mano al cherubino che custodisce l'Albero
della Vita ... la nostra verit, il vaso segreto, il giardino dei Saggi nel quale il Sole
sorge e tramonta".
In ogni caso, come vedremo pi oltre in un capitolo apposito, nel procedere su queste strade
esoteriche si sviluppava un lavoro di sgrossamento nella comprensione delle sostanze e si scoprivano
vari processi e strumenti che sarebbero poi stati utilissimi alla nascita della chimica, dopo ch
saranno stati sviluppati metodi quantitativi e strumenti affidabili di misura.
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IL MITO DELLA FUSIONE

Nelle trasformazioni alla ricerca della perfezione, la fusione una parte molto importante. La
fusione perfetta era simboleggiata dallamore fra Ermes e Afrodite, dal quale nacque Ermafrodito.
Nel simbolismo alchemico il Sole e la Luna sono le due entit fondamentali che rappresentano
rispettivamente il sesso maschile e quello femminile. Dalla loro congiunzione carnale deve nascere
un Ermafrodito che deve per maturare mediante procedimenti alchemici. L'Ermafrodito nasce
morto, nello stato di putrefazione nero. Da qui successivi processi alchemici lo portano a successivi
stati sempre pi vicini alla perfezione fino ad arrivare alla resurrezione di Cristo. Vediamo come il
Rosarium Philosophorum, opera di un anonimo (forse Arnaldo di Villanova - 1235-1315) alchimista
del XIII secolo, descrive quanto ho detto, avvertendo che questa una possibile interpretazione e che
ve ne possono essere delle altre altrettanto valide. Inizio con il riportare le illustrazioni che
compaiono in questa opera:

Sole: "O Luna, lascia che io sia


tuo marito

Noi siamo loriginaria e prima


natura dei metalli,
lArte per mezzo di noi crea la
tintura madre.
Non vi fontana n acqua trovata
simile a me
Io curo e aiuto sia il ricco che il
povero
Ma ancora sono piena di veleno
letale

Luna: O Sole, mi sottometto a


te
Uccello: Questo lo Spirito
che vivifica

O Luna, per mezzo del mio


abbraccio e dolci baci
Ti diventi bellissima, forte e
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Qui giacciono il Re e la Regina


morti.

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potente come io sono


O Sole, tu devi essere preferito
davanti a tutte le luci
Ma ancora tu hai bisogno di me,
come il gallo della gallina.

Qui i Quattro Elementi sono


separati.
E lAnima pi sottilmente
separata dal Corpo.

Qui nata una nobile e ricca


Regina
Che il saggio ama come una figlia
Lei si accresce e porta avanti
infiniti figli
Che immortale pura e senza
macchia
La Regina odia morte e povert
Adora Argento e Oro e pietre
preziose
E tutte le medicine sia preziose
che umili
Non vi niente in questo mondo
simile a lei
Per la quale rendiamo grazie al
Dio Immortale

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Qui la rugiada cade dal cielo,


e lava il corpo nero nel sepolcro.

Qui lacqua discende dallalto


E fa rivivere il corpo putrefatto.

Qui il Sole nuovamente incluso


Ed racchiuso dal Mercurio dei
Filosofi.

Qui il Sole lentamente muore


ancora
E tramonta con il Mercurio dei
Filosofi.

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Qui il Sole reso nero come pece,


Con il Mercurio dei Filosofi.

Qui lAnima discende


gloriosamente dal cielo,
E si leva la Figlia della Filosofia.

Qui finisce la vita della Luna,


e lo spirito sottilmente ascende
verso lalto.

Qui nato il re di tutta la gloria


Qui non pu essere stato creato
alcuno
Pi grande al mondo di lui
N per Opera dellArte n per
opera della Natura
Di quelle creature viventi per
sempre
I Filosofi lo chiamano loro figlio
Egli da concretezza a tutte le cose
che loro fanno
E qualsiasi uomo lo aspetta
Egli dona continua salute
Oro, Argento e pietre preziose
Egli dona fortezza, lunga vita,
bellezza
E Purezza. Egli allontana la
Rabbia, il Dolore, la Povert e le
malattie
Benedetto sia colui sul quale Dio
spande questo dono.

Qui lacqua diminuita.


E irrora la terra con la sua
umidit

Io sono il vero verde e Leone


Dorato senza cure,
In me tutti i segreti dei Filosofi
sono nascosti.

Dopo la mia passione e


multiformi tormenti sono rinato
Essendo purificato e risanato da
tutte le macchie.

Il processo inizia con l'indispensabile fonte mercuriale, origine di ogni trasformazione


(raffigurazione del mondo interiore dellanima delluomo). Vengono poi i due opposti (Sole e Luna,
maschile e femminile, ....) che, dopo essersi mostrati vestiti (con il cielo favorevole come mostra la
colomba che discende da una stella), si denudano (lasciando cadere i veli della consapevolezza) per
passare al lavacro. E da qui iniziano due successive trasformazioni. A questo punto vi la prima
coniunctio (che vede l'uomo sopra la donna per indicare che ora sono attive le forze maschili e
passive quelle femminili), la fusione, il rapporto carnale che d origine ad una pietra bianca (4 lati
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per i 4 elementi) e ad un ermafrodito, ad un androgeno rappresentato da un unico corpo con due teste,
una maschile, una femminile. Siamo per nello stadio della putrefazione: l'ermafrodito non pu
evolvere se non subisce altre trasformazioni. Dal corpo in putrefazione si eleva l'anima maschile
lasciando il corpo alla passivit femminile; questa anima va ad impregnarsi, ad essere vivificata,
nell'alto del cielo. Vi ora il lavaggio spirituale o la purificazione attraverso l'acqua che permette
all'anima maschile impregnata dallo Spirito di ritornare al corpo dell'ermafrodito (gioia dell'anima o
nascita o sublimazione). E' a questo punto che nasce a vita completa l'ermafrodito che ha le ali che
mostrano volatilit. E' la nascita della pietra lunare bianca.
Si passa ora al secondo processo che inizia invertendo i ruoli maschile e femminile. Passati ad
uno stato superiore di purificazione ora la donna attiva e l'uomo passivo in una nuova fusione
(fermentazione). Un disco solare alato discende ora nel vaso della trasformazione che contiene il
mercurio vivente (la didascalia dice: Qui il Sole muore ancora ed coperto dal Mercurio dei
Filosofi). L'anima femminile che va a vivificarsi rappresenta la solidificazione e la pioggia la
moltiplicazione. Il ritorno dell'anima la resurrezione. E cos, si arrivati alla nuova nascita
dell'ermafrodito a livello ancora pi perfetto. E' da notare il gabbiano sullo sfondo che, beccandosi il
petto fa uscire il suo sangue rosso che rappresenta la riuscita della fusione alchemica (il leone che si
intravede altro simbolo solare). L'ermafrodito staziona su un serpente a tre teste, l'una che mangia
l'altra simboleggiando la riunificazione di Spirito, Corpo ed Anima.
Passiamo ora alla conclusione che inizia con un leone verde che divora il Sole. La simbologia
dice che abbiamo a che fare con il mercurio filosofico degli alchimisti. Solo questo mercurio in
grado di penetrare in tutti i corpi e li eleva. Se si mescola con un altro corpo lo anima, lo illumina e
modifica le sue propriet. Quel Sole tutto ci che con le precedenti trasformazioni e fusioni ha fino
ad ora ottenuto l'alchimista che viene modificato con lAqua Regia, lacido verdastro che solo pu
dissolvere loro (il vitriol o vetriolo del quale parler oltre). Si passa ora al riconoscimento del buon
conseguimento dell'Opus dellalchimista che riceve una corona dal Padre (corpo), dal Figlio (anima)
e dallo Spirito Santo. Non manca che l'ultima e pi possente resurrezione, quella del Cristo. Il fine
del processo lo stesso che si proponevano gli asceti del cristianesimo primitivo: liberare i principi
che animano lessere umano tramite fermentazione e fusione dei corpi sottili.
Da questa opera alchemica prese spunto C. G. Jung per sviluppare le sue fantasie psicanalitiche.

IL V.I.T.R.I.O.L.
Ho gi parlato delle strane formule utilizzate dagli alchimisti ed ho gi nella Parte 1, fatto
vedere l'immagine della formula del Cancro, la pi antica a noi nota. Oltre a quella vi sono altre
formule che hanno avuto, in tempi diversi, notevole importanza. E' il caso dell'acronimo V.I.T.R.I.O.
L. al quale a volte si aggiungevano le due lettere V.M.. Le iniziali suddette stanno per: Visita
Interiora Terrae Rectificando Invenies Occultum Lapidem (Veram Medicinam), che vuol dire Visita
linterno della terra, e rettificando (con successive purificazioni, ndr) troverai la pietra nascosta (che
la vera medicina). Dietro VITRIOL (a volte rappresentato dal re Duenech) vi da un lato il
procedimento per arrivare al completamento dell'Opus che non pu che partire dal minerale che si
trova all'interno della Terra. D'altro canto vi una sorta di invito a indagare la propria anima ed il
proprio spirito per purificarsi che un processo parallelo a quello della produzione della pietra
filosofale. Ritornando al significato letterale vi ancora dell'altro da osservare. In epoca
rinascimentale vi era un mito molto diffuso che riguardava la scoperta di qualcosa di ignoto che
avesse significati profondi. Una di tali ambite scoperte era quella di una qualche tomba che
contenesse dei manoscritti. Alcune di queste cose accaddero davvero, altre dettero origine a leggende
e a pure e semplici invenzioni che nel campo dell'alchimia occorre sempre tenere presenti. Vi ad
esempio il caso del famoso alchimista Basilio Valentino del quale si scopr un manoscritto nellaltare
della chiesa di Erfurt; ma ve ne sono altri che ora non il caso di indagare. Quanto detto mi serve per
introdurre la leggenda della scoperta della tomba di Ermete Trismegisto da parte di Apollonio di
Tiana. In questo sepolcro, che altrove era stato descritto con una lapide di smeraldo, Apollonio
avrebbe trovato un vecchio seduto su un trono che teneva in mano le famose Tavole smeraldine ed
un libro che spiegava i segreti della creazione e della trasmutazione fino ad arrivare alla Pietra
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Filosofale. Queste storie quindi sarebbero legate allo scavare la terra per trovare la tomba nella quale
si trova il grande Hermes, maestro di ogni conoscenza ermetica ed alchemica. Ed proprio scavando
la terra, con simbolismi che si intrecciano tra loro (cosa eccelsa per gli alchimisti) che si trova la
materia prima dalla quale partire per realizzare l'Opus Magnum.

Uno dei simboli del V.I.T.R.I.O.L. , uno degli acronimi pi in auge e pi temuti dagli alchimisti. Da Daniel
Stolcius von Stolcenberg, Viridarium Chymicum , Francfort 1624

Altro simbolo del V.I.T.R.I.O.L. Da Basilio Valentino, Azoth, Francfort 1613

Il VITRIOL poi anche un sale (ora diremmo acido) che in grado di sciogliere l'oro (quel
leone verde). E' quindi un potente elemento in grado di provocare le trasformazioni pi elevate,
quella, ad esempio, che abbiamo visto nella fusione precedere appena il momento della resurrezione
di Cristo. Pi in dettaglio, riferendoci al primo disegno, troviamo in alto la fusione del Sole
(maschio) con la Luna (femmina) dentro una coppa (acqua), cio quella dello zolfo e del mercurio
filosofici, sotto l'influsso dei pianeti Marte, Saturno (di color nero come la putrefazione), Venere,
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Giove e Mercurio (il quale ultimo ha particolare importanza perch messo al centro, proprio sotto
la coppa nella quale avviene la fusione di Sole e Luna; il Mercurio l'Ermafrodita). Al centro di tutto
vi un cerchio che dovrebbe rappresentare la pietra filosofale originata anche dai 4 elementi: coppa
(acqua), fuoco (leone), aria (aquila a due teste), terra (la stella a sette punte). Immediatamente pi in
basso vi un globo sormontato da una croce: si tratta del simbolo del vitriol che penetra nell'interno
della terra dove avviene il lavoro di purificazione. In basso, a sinistra della stella, vi un cerchio nel
quale vi sono 7 piccoli oggetti; essi possono rappresentare i cinque metalli generati dai semi primi
che sono i soliti zolfo e mercurio. In basso, a destra della stella vi un altro cerchio nel quale vi sono
due anelli intrecciati; essi potrebbero aver riferimento al mito di Ouroboros o re serpente (da ouro
che in copto vuol dire re e ob che in ebraico vuol dire serpente), il serpente(3) che si mangia la coda
(che simbolizza varie cose: la seconda solidificazione che segue la putrefazione; lo spirito universale
che anima tutto, che ammazza tutto e che assume tutte le forme della natura, ci che tutto e niente;
il mercurio poich sia il mercurio che il serpente si trascinano una coda che gli serve per mantenere
equilibrio; il passare degli anni ed il ritorno all'origine; origine della tintura filosofica bianca della
Luna e di quella rossa del Sole; il ciclo della natura; il limite dell'oceano nella cosmogonia
gnostica; ...). Alla destra ed alla sinistra dei vari simboli vi sono delle mani benedicenti che indicano
la necessit dell'approvazione divina all'Opus Magnum.
Vediamo ora il secondo disegno. Partendo dall'esterno, il quadrato rappresenta i quattro
elementi. Sullo spigolo in basso a sinistra di esso vi la terra ed a destra l'acqua; in alto a sinistra vi
il fuoco (la salamandra) ed in alto a destra l'aria (l'uccello). Il triangolo dovrebbe rappresentare la
terra che ha nei suoi tre vertici le tre componenti dell'uomo: anima, spirito e corpo. I piedi del corpo
dell'alchimista sono piantati uno nella terra e l'altro nell'acqua mentre una sua mano sostiene una
torcia (fuoco) e l'altra delle vesciche piene d'aria. Nella parte pi alta del grande cerchio che
rappresenta l'insieme delle trasformazioni, vi sono un paio di ali dispiegate che rappresentano la
quintessenza. Naturalmente il corpo nello spigolo diretto verso il basso mirato sul cubo della terra e
verso il basso diretta anche una punta della stella a sette punte, quella nera, della putrefazione, di
Saturno. Le altre sei punte della stella riportano gli altri sei corpi celesti. Vi una numerazione che
indica la successiva maturazione della coscienza, il cammino verso la perfezione. Tra le punte della
stella vi sono sette circoli, dentro ai quali sono rappresentate le trasformazioni alchemiche necessarie
all'Opus che al centro del disegno, il volto del Cristo che nelle intenzioni dovrebbe essere un
alchimista. La prima trasformazione quella della putrefazione che poi, attraverso i processi gi pi
volte discussi (circolando in verso orario), portano alla resurrezione (osservo che l'unicorno, che non
abbiamo mai incontrato, uno dei modi per simboleggiare lo zolfo, il principio mascolino).

LA SCALA DEI FILOSOFI

Agli inizi del 1600, l'alchimista francese Andrea Libavio (che sembra sia stato tra i primi a
seguire metodologie chimiche) si ciment nello spiegare alcuni dei disegni pi oscuri presentati da
suoi colleghi dei secoli precedenti, al fine di costruire il primo manuale sistematico dei lavori
alchimistici. Nel far ci attacc duramente Paracelso accusandolo di essere blasfemo e di praticare la
magia nera. Uno dei disegni oscuri del passato, noto come La scala dei filosofi, quello riportato di
seguito. Vediamone la spiegazione dopo aver osservato che una immagine simile apparve anche nella
posteriore Philosophia Reformata di Jean Daniel Mylius (1622).

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Da A. Libavio, Commentariorum Alchymia, Tractatus quartus, De Lapide Philosophorum, Francfort 1606

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Da Jean Daniel Mylius, Philosophia Reformata, 1622

Nella parte bassa del disegno, indicato con A, vi sono due leoni mercuriali (che dalla didascalia
apprendiamo essere verdi) con una sola testa che vomitano il solvente verde (mercurio filosofico) che
dar inizio al processo di fabbricazione della quintessenza. E' il simbolo della prima materia estratta
dalla miniera che originer la Pietra Filosofale. Sui sette gradini della scala di Salomone vi sono 5
leoni per lato (B) che indicano la comune origine dei 5 metalli. I leoni di sinistra sono solari e quelli
di destra lunari. I metalli, mediante le 7 trasformazioni, si trasferiscono nel Sole (C) e nella Luna (D).
In E vi sono un re (zolfo) ed una regina (mercurio) in un bagno chimico o fontana dei filosofi (il
solvente nel quale vengono uniti lo Zolfo ed il Mercurio filosofici). Tale bagno una specie di letto
dal quale si genera la stirpe reale. Il re (F) e la regina sono nudi per indicare la purezza primitiva
della materia necessaria per completare l'Opus. Un poco pi in alto vi un giardino (il mitico
giardino delle Esperidi) con un albero che produce frutti d'oro, l'albero del sole o albero della vita.
Coronano il tutto delle stelle d'oro (G) che simboleggiano i metalli bruciati, la moltiplicazione e
l'aumento fino alla proiezione.

LE FIGURE DI ABRAMO

Uno dei primi alchimisti europei fu un tal Nicolas Flamel (1330-1419?)(4). Il personaggio e/o
quanto si costruito su di lui meriterebbero uno spazio molto maggiore dei cenni che vi dedico io.
Occorre una premessa prima di passare ad una qualche sua opera, con la solita avvertenza che
difficile se non impossibile separare storia da leggenda. Egli nacque in Francia da modesta famiglia
che lo fece studiare ed oper tra Francia e Spagna. Era un mistico e persona devotissima. Vi

Nicolas Flamel

una leggenda che egli stesso scrive e che in completo accordo con la tendenza, gi citata, degli
alchimisti di rintracciare cose segrete in tombe o, scavando, in strani luoghi. Flamel racconta
l'episodio seguente (che gli era stato premonito in sogno da un angelo):
Era capitato nelle mie mani, per due fiorini, un libro molto antico e di grande formato;
non era di carta, n di pergamena, come gli altri libri, ma (cos mi parve) di sottile
scorza di giovane arbusto. La sua copertina era di rame sottile ed ornata di strane
lettere e figure incise. lo non lo sapevo decifrare, ma supponevo che fossero caratteri
greci o di qualche altra lingua antica. I fogli di corteccia dell' interno erano coperti di
bei caratteri latini molto chiari che erano stati incisi con una punta d'acciaio e poi
colorati. Il volume conteneva tre volte sette fogli perch cos erano numerati in testa al
foglio, il settimo sempre senza scrittura, ma, invece, nel primo settimo foglio, erano
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raffigurati due serpenti avvinti insieme intorno ad una verga; nel secondo, una croce
sulla quale era crocifisso un serpente; nell'ultimo settimo foglio c'era dipinto un deserto
in mezzo al quale zampillavano belle fontane dalle quali uscivano molti serpenti che
strisciavano qua e l. Sul primo foglio era scritto in grandi lettere maiuscole in oro:
Abraham giudeo, principe, sacerdote, levita, astrologo e filosofo, alla Nazione
giudaica, dall'ira di Dio dispersa fra i Gentili, invia salute. Dopo di ci la pagina era
piena di grandi maledizioni ed imprecazioni (ricorrendo sovente la parola maranatha)
contro chiunque avesse gettato lo sguardo su quelle pagine, eccetto che non fosse scriba
o levita.
Ed ecco che si creato un alone fantastico che invoglia subito a saperne di pi. Nel libro vi era un
qualcosa di difficile da comprendere ma Flamel cap che si trattava di qualcosa di molto importante,
come trasformare la materia volgare in oro e come far emergere lo spirito dal corpo (sembra si
trattasse dell'antica ricetta che, a dire di Flamel, permetteva agli ebrei di fabbricare oro per pagare il
tributo agli imperatori romani). Per comprendere davvero di cosa si trattava occorreva conoscere
l'ebraico perch il libro era in quella lingua ed anche i libri ermetici e la cabala. Ma di ebrei in
Francia non ve n'erano quasi pi perch, a seguito di persecuzioni, si erano rifugiati in Spagna. Fu
per questo che Flamel fu tra i pellegrini che si incamminarono sulla via di Santiago (San Giacomo) di
Compostella per farvi voto. Trov, dopo lunghe ricerche, un tal Maestro Chances che lo segu a
Parigi per aiutarlo anche perch entusiasmato dalla vista di quel libro, l'Asch Mezareph di Rabbi
Abraham, che, a suo dire, era scomparso da una cinquantina d'anni. Segu un gran lavoro e, si
racconta, il 17 gennaio 1382 tramut mezzo chilo di piombo in argento ed il 25 aprile ripet il
processo ottenendo oro. Divenne ricchissimo e dette tutti i suoi beni in beneficenza (ospizi, ospedali,
cappelle, donazioni a sette chiese, restauri di chiese, ...). Questa la leggenda nella quale vi anche
il fatto che Flamel avrebbe regalato alla chiesa del cimitero degli innocenti il bassorilievo illustrato
nella figura che segue:

Veniamo ora alle illustrazioni dell'opera di Flamel, Le livre des figures hierogliphiques
dAbrahm Juif (Parigi)(5), che dovrebbero discendere dal libro comprato per due fiorini e che hanno
una evidente somiglianza con quelle del portale del cimitero.

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Limmagine riprodotta nel libro di Flamel composta da alcune figure centrali contornate da
un'ogiva che a sua volta contornata da vari riquadri con differenti immagini. Iniziando dalla striscia
pi in basso (e non seguendo l'ordine che Flamel racconta di aver trovato nel libro), al centro vi sono
tre immagini che rappresentano la strage degli innocenti: un Re che con una spada sguainata in mano
(fig. 3 della serie che segue) d ordine ai suoi soldati di uccidere dei bambini il cui sangue (spirito
minerale dei metalli) finisce in una tinozza nella quale si bagnano il Sole e la Luna (fig. 1).
Nell'immagine centrale si vedono una donna che supplica un soldato (fig. 2). A sinistra vi una
piccola immagine (fig. 4) a fianco della quale vi il nome di Flamel e quello della sua amata moglie
(alcuni credono che dietro questa presunta moglie vi sia un qualche mistero da risolvere).
L'immagine dovrebbe rappresentare un forno alchemico del quale si vede la griglia in basso. Su tale
griglia si dispongono il matraccio e la scodella per la cottura dell'uovo filosofico. A proposito di
questo disegno, scrive Flamel:
Questo Vaso di terra, in questa forma, chiamato dai Filosofi, il loro triplo Vaso,
perch al suo interno si trova nel mezzo uno stadio, o un piano, e sopra di esso un piatto
o lastra, piena di tiepide ceneri, all'interno delle quali posto l'Uovo Filosofale, che
una fiala di vetro piena di confezioni delle Arti (come del fumo del mar rosso, ed il
grasso del vento mercuriale) che tu vedi dipinto nella forma di una Penna e di un
Calamaio. Ora questo Vaso di terra aperto sopra per porre nel piatto e la fiala, sotto
la quale per mezzo del passaggio aperto, posto il fuoco Filosofico, come tu sai. Cos tu
hai tre vasi; ed il vaso a tre pieghe: L'invidioso ha nominato un Alambicco, un fuoco,
escrementi, Balneum Marie, una Fornace, una Sfera, il Leone verde, una prigione, una
tomba, un orinale, una fiala, e la testa di un bullone: io stesso nel mio Sommario o
Compendio di Filosofia, che ho composto quattro anni e due mesi fa, alla fine di esso ho
perci indicato questo vaso come causa prima e l'abitazione del piccolo Pollo, e le
ceneri del Piatto grande, la paglia del piccolo Pollo. Il nome comune un Forno, che io
non avrei mai trovato se Abramo l'Ebreo non lo avesse dipinto, insieme con il fuoco
proporzionabile, ove racchiusa una gran parte del segreto. Perch esso come fosse
la pancia, o il seno, contenente il vero calore naturale per animare il nostro giovane Re:
se non sar misurata con attenzione la temperatura del fuoco, dice Calid il Persiano,
figlio di Iasichus; se esso non sar reso docile con una spada, dice Pitagora; se tu darai
fuoco al Vaso, dice Morien, e gli farai sentire il calore del fuoco; esso ti offrir una
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cassetta sulla cura, e brucer i suoi fiori prima che siano sollevati dalle profondit del
suo Midollo, facendoli diventare rossi, piuttosto che bianchi, e quindi il tuo lavoro sar
rovinato; ed anche se farai un fuoco troppo tenue, per questo non ne vedrai mai la fine,
per via della freddezza delle nature, che non avr sufficiente forza per assimilarle
insieme. Il calore quindi del tuo fuoco in questo vaso sar (come hanno detto Hermes e
Rofinus) secondo l'Inverno, o piuttosto, come dice Diomede, secondo il calore di un
Uccello che comincia a volare cos dolcemente dal segno dell'Ariete a quello del
Cancro: per sapere che l'Infante all'inizio pieno di calda flemma e di latte, e che un
calore troppo veemente nemico del freddo e della mistura del nostro Embrione, e che i
due nemici, cos si deve dire, o due elementi di freddo e caldo non si uniranno mai
perfettamente l'uno all'altro, ma a poco a poco, avendo prima a lungo dimorato assieme,
nel mezzo del calore della temperatura del loro bagno, ed essendo modificati a seguito
di lunga cottura, in Zolfo incombustibile Governa dunque dolcemente con eguaglianza e
proporzione, il tuo orgoglio e le altezzose nature, affinch tu non favorisca l'uno pi che
l'altro, poich, in questo caso, loro che sono naturalmente nemici, cresceranno furiosi
contro di te, animati dalla gelosia, e disseccheranno irascibili, e ti faranno sospirare per
molto tempo dopo. Oltre a ci, tu dovrai mantenerli perpetuamente a questo calore
temperato, il che significa, notte e giorno, fino al tempo in cui l'Inverno, il tempo della
mistura degli elementi, sar passato; poich loro faranno la loro pace, e uniranno le
mani per essere riscaldati insieme, ma se dovessero queste nature trovarsi anche una
sola mezz'ora senza fuoco, diverrebbero per sempre irreconciliabili. Vedi perci la
ragione per cui stato detto nel Libro dei settanta precetti: Guarda che il loro calore
continui infaticabilmente senza mai diminuire, e che nessuno dei loro giorni sia
dimenticato. E Rafis, la fretta, dice egli, che sia portata con troppo fuoco, sempre
seguita dal Duello e dall'Errore. Quando l'Uccello dorato, dice Diomede, diventer
prossimo al Cancro, e da l correr verso la Libra, allora tu dovrai aumentare un poco
il fuoco. E in modo simile, quando questo giusto Uccello, voler dalla Libra verso il
Capricorno, che il desiderato Autunno, il tempo del raccolto, indicher che i frutti
sono ormai maturi.

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Passando alla striscia superiore, alla base dell'ogiva, troviamo 5 immagini rettangolari.
La prima (fig. 5) riporta due dragoni (di colori giallastro, blu e nero su fondo blu e nero)
avvinghiati (i veri principi della filosofia). Quello che sta sotto, senza ali, il maschile, il solido.
Quello con le ali, che sta sopra, il femminile nero ed oscuro, il volatile. Il primo rappresenta lo
Zolfo (o Caldo e Secco) e l'ultimo Argento Vivo (o Freddo ed Umido). Sono il Sole e la Luna (o
Sorgente Mercuriale ed Origine Solforosa) che mediante il fuoco continuo si adornano di abiti reali
per vincere ogni cosa metallica, solida, dura e forte quando saranno uniti insieme e trasformati in
Quintessenza. I dragoni sono quelli che gli antichi disegnavano come serpenti che si mangiano la
coda e che sono a guardia del giardino delle Esperidi, il giardino delle Vergini, che fornisce frutti
d'oro. Sono i serpenti avvinghiati nel caduceo di Mercurio che hanno propriet di guarire ma anche di
far trasformare Mercurio in ci che vuole. Sono i serpenti che Ercole ha dovuto uccidere per dare
inizio alla sua Opera. I dragoni non si lasciano mai (se il freddo non l'impedisce) e si potranno solo
uccidere tra loro con il loro morso velenoso dal quale potr ricominciare il processo di purificazione,
a partire dalla corruzione e putrefazione.
La seconda (fig. 6) mostra un uomo ed una donna vestiti color arancio su un fondo azzurro e blu
con uno striscione. Si tratta di Flamel e sua moglie (Perrenelle) qui a significare il maschile ed il
femminile. Questi corpi sono pronti per la fusione (l'unione carnale) che dar origine all'ermafrodito
che dovr essere curato per poter trasformarsi in Quintessenza e le cure saranno proprio date dai due
personaggi che si sono uniti. Nello striscione dell'uomo scritto: L'uomo andr al giudizio di Dio; ed
in quello della donna: Certo e quel giorno sar terribile. E vi qui l'annuncio della resurrezione,
l'arrivo al colore della perfezione per arrivare al quale occorre essere puliti da ogni macchia nera e
divenire spirituali.
Segue la figura 17 in cui rappresentato San Paolo con un manto bianco arancio bordato d'oro
ed avente una spada nella mano. Ai suoi piedi vi un uomo inginocchiato con un manto arancio,
bianco e nero. Lo striscione che ha nella mano recita: Cancella il male che ho fatto che vuol dire
"toglimi il nero da dosso". La spada nuda anche splendente e rappresenta la Pietra Bianca (molti
alchimisti la rappresentano in tal modo) mentre la cinta arrotolata intorno alla spada rappresenta le
varie operazioni per arrivare a raggiungerla. Vi qui un labirinto di trasformazioni mescolate: vi la
fermentazione, lo sbiancamento, la coagulazione, il dissolvimento (la N che si nota in alto l'iniziale
di Nicolas).
La figura 7 (che nell'ogiva disposta sotto la 18) rappresenta, su campo verde, due uomini ed
una donna che risorgono purificati da un bagno e vestiti di biano. Il fondo verde perch a questo
punto dell'opera la materia verde. I tre personaggi che risorgono rappresentano il Corpo, l'Anima e
lo Spirito della nostra Pietra Bianca. E cos come Corpo, Anima e Spirito formano un uomo solo, vi
una sola Pietra Bianca che ha le caratteristiche cercate (e qui vi sono tante cose che si potrebbero dire
ma solo a quelli di animo puro e veri credenti, i cosiddetti iniziati). La simbologia prevede la
resurrezione di Sole, Luna e Mercurio. Levando la testa in alto si vede (fig. 18) venire il re coronato e
resuscitato (che ha vinto la morte) sorretto da due angeli. E' l'elisir bianco che da questo momento
unir a s inseparabilmente ogni natura metallica pura tramutandola nella sua natura argentata e
raffinata e scacciando l'impurezza e l'eterogeneit. Lodato sia Dio per questo regalo e per poter
considerare questo bianco scintillante, pi perfetto di ogni altra cosa dopo l'anima immortale; lodato
sia per la Quintessenza, un Argento purissimo passato nel crogiolo e raffinato sette volte (dice il
Profeta David).
La figura 8 riporta due angeli, di color arancio su fondo violetto e blu, che portano uno
striscione su cui scritto: Risuscitate morti, venite al giudizio di Dio mio Signore. Si inizia il
passaggio dalla Pietra Bianca a quella Rossa e ricominciano le variazioni cromatiche a partire dal
verde e dal blu e non pi dal nero. Ora vi sono le ali perch la materia volatile e punter alla
perfezione del cielo. E' pura spiritualit quella che originer la tintura finale. Si debbono ora fare le
trasformazioni di sublimazione e calcinazione con del mercurio arancio e queste operazioni saranno
permesse solo a chi Dio avr permesso di conoscere quelle propriet che sono nel segno della
Bilancia quando illuminata dal Sole e da Mercurio nel mese di ottobre.
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La figura 19 mostra San Pietro, con una tunica rosso arancio, che ha una chiave nella mano
destra e che tiene l'altra mano su una donna vestita di arancio che in ginocchio ai suoi piedi. Nello
striscione scritto: Cristo, vi prego, siate misericordioso. Si tratta della Pietra (la donna(6)) che
chiede due cose al Mercurio solare dei filosofi (Pietro), la scoperta della Moltiplicazione ed un abito
pi ricco (che divenga rosso). E Pietro glielo accorda (la F che si nota in alto l'iniziale di Flamel).
La figura 9, su campo violetto scuro, presenta un uomo vestito di rosso vermiglione che tiene
una zampa di un leone alato color rosso lacca con atteggiamento di rapire e portarsi via l'uomo. I
colori mostrano che Pietro ha esaudito la donna, i suoi vestiti sono cambiati di colore e sono diventati
rossi. Ella ora come un leone alato che divora ogni natura metallica cambiandola nella sua vera
sostanza, nell'oro pi fino che le miniere possano fornire. Questo Leone prende l'uomo e lo solleva
definitivamente da terra liberandolo da ogni bisogno.
Restano solo da discutere le figure dalla 10 alla 15, alle quali ed a questo punto, siamo pi
avvezzi.
La figura 10 rappresenta il serpente di bronzo che Mos inchiod sulla croce perch fosse
visibile da tutto il popolo per liberarlo dalla piaga che soffriva. E' simbolo della forza curativa
dell'elisir mercuriale o del Cristo crocifisso. Il serpente, come gi accennato, considerato come il
potente re naturale che cura il mondo intero come un balsamo salino. Ma affinch faccia effetto, il
suo corpo primario e velenoso deve essere fatto a pezzi e lo spirito volatile fissato con un chiodo
d'oro (da A. Eleazar, Uraltes chemisches Werk, Leipzig 1760). Nella figura seguente vi un
probabile disegno del libro originale di Abramo trovato da Flamel:

La figura 11 rappresenta Mercurio con il caduceo nella mano attaccato da Saturno (ha una
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clessidra in testa) con una falce nella mano, come quella della morte, per tagliare le gambe a
Mercurio. Simbolicamente questo il processo di coppellazione (mettere in un crogiolo) del piombo
(Saturno) argentifero dove le impurit sono assorbite dal crogiolo poroso e viene liberato l'argento
(chiamato mercurio filosofico, puro ed inalterabile) contenuto nel piombo. Nella figura seguente vi
un probabile disegno del libro originale di Abramo trovato da Flamel:

La figura 12 rappresenta una collina sulla quale cresce una pianta scossa dal vento del nord
(vento della dissoluzione) che ha tronco blu, fiori rossi e bianchi(7) ( i successivi stadi bianco e rosso
dell'Opera) e foglie lucenti come l'oro. Attorno ad esso vi sono i nidi di di dragoni (mercurio
filosofico) e grifoni del nord (un ibrido tra aquila e leone cio tra materia voltile e materia solida).
Nella figura seguente vi un probabile disegno del libro originale di Abramo trovato da Flamel:

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La figura 13 raffigura un giardino nel mezzo del quale vi un roseto in fiore che s'intreccia ad
una quercia con il tronco scavato. Ai piedi della quercia sgorga una fontana da cui sgorga acqua
purissima che molti cercavano senza vederla perch non erano preparati a farlo. Solo uno la vede
perch ha tenuto conto del peso. L'acqua che fluisce via dalla fontana rappresenta il flusso ermetico,
descritto dagli alchimisti come acqua pesante o acqua che non bagna le mani (caratteristica
dell'ordinario mercurio, ndr). Nella figura seguente vi un probabile disegno del libro originale di
Abramo trovato da Flamel:

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La figura 14 rappresenta (di nuovo) la strage degli innocenti con il sangue dei bambini
(principio minerale) che viene versato in una tinozza per dare alimento al Sole (Zolfo) ed alla Luna
(Mercurio). Le figure in ginocchio sono delle madri piangenti ed imploranti. Nelle figure seguenti vi
sono due probabili disegni dello stesso episodio tratte dal libro originale di Abramo trovato da
Flamel:

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La figura 15 rappresenta due serpenti (il mascolino ed il femminino) che si divorano


mutuamente vicino ad una verga. I serpenti rappresentano la rotazione ciclica della distillazione e
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condensazione e la verga quella che , con i due serpenti, costituisce il caduceo di Mercurio. Quando
i due serpenti si sono divorati mutuamente, mediante la putrefazione, perdono il loro aspetto naturale
per acquisirne uno pi nobile.
La figura 16 rappresenta dei serpenti che vagano in una collina deserta dalla quale scende,
biforcandosi, un corso d'acqua lunare pura, antica materia all'origine di tutte le cose. Si tratta della
pericolosa via secca che parte dal caos primordiale; a questa via occorre sostituire la via umida che
parte dalle zolle di terra nera, pesante e bianca. I serpenti (mercurio) che si trovano sulla via secca
sono velenosi ma quando, dopo aver attraversato i corsi d'acqua, saranno saliti varie volte (le diverse
trasformazioni) in cima alla collina (che rappresenta un alambicco dentro cui si compiono le varie
trasformazioni) diventeranno fiori medicinali. Nelle figure seguenti vi sono due probabili disegni
dello stesso episodio tratte dal libro originale di Abramo trovato da Flamel:

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UN ALCHIMISTA MITICO MA SCONOSCIUTO

Ho gi detto dell'uso degli alchimisti di creare del mistero intorno alle loro opere ed alle loro
persone. E' il caso di Basilio Valentino, un alchimista di circa due secoli posteriore a Flamel. Il nome
di tale alchimista uno pseudonimo che significa Re potente dietro al quale non sappiamo chi ci
fosse. Di certo era un frate benedettino vissuto probabilmente tra la fine del XIV secolo e gli inizi del
XV che operava in Germania nella confraternita di San Pietro di Erfurt. Secondo racconti degli inizi
del XVIII secolo (J.J. Manget nellopera Bibliotheca Chemica Curiosa del 1702) i suoi libri
sarebbero stati scoperti casualmente nel XVI secolo quando un fulmine apr una breccia in una
colonna della Chiesa di Erfurt. Ed anche qui si costruita la leggenda che fa scoprire segreti nascosti.
Come Flamel, anche Basilio fece pellegrinaggio a Santiago de Compostela e viaggi in Belgio ed
Inghilterra. Le sue opere iniziarono ad essere pubblicate nel 1599 (Eisleben) e, a lato della classica
alchimia, si intravedono conoscenze metallurgiche e chimiche(8) (questo aspetto che tratta dei
rapporti tra alchimia e chimica lo tratter in un capitolo a parte). Ma qui vi furono nefaste
interferenze e manipolazioni dell'editore, Johann Thlde di Hesse, denunciate addirittura da Leibniz.
Da notare che Valentino fu, precursore di Paracelso, l'alchimista che introdusse il Sale come terzo
principio a lato di Zolfo e Mercurio.
Una delle opere alchemiche pi famose di Valentino Le dodici chiavi della filosofia che ebbe
varie edizioni, che differiscono tra loro per delle manipolazioni che tendevano a semplificare alcuni
disegni(9). Nel 1618 Michael Maier ne present una versione latina che incluse nel suo Tripus Aureus
e che corred con delle incisioni attribuite a Mrian. La versione latina di Maier venne poi ristampata
nel 1678, inserita nella seconda edizione del Musaeum Hermeticum ed in seguito nella Biblioteca di
Manget del 1702. Riporto di seguito i disegni delle dodici chiavi (1618) e passer poi ad illustrarli.

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La chiave 1 mostra la coppia fondamentale dell'alchimia nel suo simbolismo noto: il principio
femminile o mercurio (che ha nella mano destra un mazzo con tre fiori
ed a sinistra un piumino fatto con una coda di pavone) ed il principio maschile o zolfo (che porta
nella mano destra un bastone). In primo piano a sinistra vi un lupo che salta sopra un crogiolo (la
via secca); a destra un vecchio con una falce che minacciosamente si avvicina ad un uovo che sul
fuoco. Il mazzo di fiori che ha nella mano il mercurio femminile rappresenta la calce che
indispensabile per ottenere il mercurio filosofico; la falce rappresenta la lira d'Orfeo che tranquillizza
e calma gli animi selvaggi (riferimento all'attenzione che si deve avere per il grado di calore del
fuoco). In definitiva il tutto simbolizza la produzione di mercurio attraverso il solfuro d'antimonio.
La chiave 2 mostra il Mercurio alato (volatile) con due caducei che deve essere ridotto. Allo
scopo la falce gli far perdere le ali. La cosa ha anche altra lettura. Lo sposo, l'oro, si purifica
attraverso due materiali antagonisti (i due duellanti). Il duellante di destra, che ha un'aquila nella
spada, rappresenta il sale di ammoniaca e quello di sinistra, con il serpente nella spada, rappresenta il
nitrato. Il mercurio filosofico che sta al centro (Mercurio con i due caducei) simbolizza il prodotto
della distillazione di ambedue (sale di ammoniaca e nitrato), il bagno minerale nel quale si dissolver
la sposa durante gli sponsali.
Nella chiave 3, in primo piano vi un dragone alato che probabilmente simbolizza il solfuro
d'antimonio, una delle materie prime. La volpe ed il gallo simbolizzano il fisso ed il volatile che
agiscono nella terza fase del processo. Il castello in fondo rappresenta il forno che ha nel bosco la
materia prima. Basilio Valentino dice che si tratta di ritirare al re (l'oro) la sua anima, il suo zolfo.
Questo zolfo la volpe che ha fissato la gallina mercuriale ed volatilizzato dal gallo che la divora.
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La chiave 4 rappresenta la putrefazione, cio la dissoluzione dei corpi nel bagno degli astri
(Mercurio filosofico) ottenuto per la via secca. Lo scheletro ricorda il fatto che la cenere di ossa (nero
animale) necessaria per preparare la crema di tartaro.. Non vi pu essere resurrezione se prima non
si passa attraverso la morte con il fuoco (la candela) e nella cenere si trova il sale della gloria (la
croce sul "cubo" della bara rappresentano il sale di tartaro) che porta una nuova vita (il tronco
d'albero che dovrebbe essere in fiore, cos dice Valentino). Il pavone sul campanile della chiesa
annuncia la fase della policromia.
La chiave 5 rappresenta il momento in cui occorre passare al forno per la via secca (circa 1300
C) e far sviluppare l'Embrione (lo Zolfo filosofico). Il principio femminile porta sulle spalle una
grande bisaccia molto carica che ha la stessa forma del piumino fatto con una coda di pavone che ha
in mano il principio femminile della chiave 1. Il mazzo di fiori (albero solare) s' moltiplicato,
simbolo del prossimo avvicinamento dello Zolfo alla resina dell'oro. I fiori sono ora sette ed hanno
come radice un cuore (anima della pietra). Il giovanetto (Cupido), bendato a simbolo della cecit
dell'amore, che nell'atteggiamento di lanciare la freccia d'argento simbolizza la velocit con la
quale occorre fare il primo intervento, se i principi dell'Opus sono vicini alla congiunzione. Sembra
l'allegoria della formazione dell'ottone (materia composta da oro ed argento crudi, volatili e pieni del
nero della putrefazione, chiamato anche Ventre di Saturno, da cui Venere fu generata).
La chiave 6 il matrimonio reale tra la umida regina Mercurio ed il secco Re Zolfo, celebrato
da un vescovo che rappresenta il sale del fuoco. L'arcobaleno indica che la materia va seccandosi ed
anche che iniziano a cambiare i colori. Sulla destra, Nettuno (che simbolizza l'acqua) prepara il
bagno mercuriale nuziale. L'acqua si aggiunge alla miscela per ottenere la crema di tartaro.
Nella chiave 7 entriamo nel regno dell'allegoria del regno del fuoco (spada e bilancia). E'
necessario che l'alambicco sia ermeticamente sigillato perch non esca fuori acqua spirituale
rappresentata come un triangolo di fuoco inscritto nel quadrato del Sale. Il Sale dei saggi si ottiene
estraendo dal sale del corpo lo zolfo coagulante in modo che la sua parte interna divenga esterna. La
figura sottende anche il simbolo dei pesi della natura (la bilancia) ma anche quello della giustizia e
quindi di Giove. La spada invece rappresenta il primo agente, quello che permette di ottenere l'umido
radicale metallico. La parola CHAOS che scritta nella corona circolare pu essere interpretata in
due modi: caos iniziale e cio materia prima allo stato confuso o secondo caos, quello che segue la
dissoluzione dei corpi (putrefazione). Le quattro stagioni scritte intorno al quadrato simbolizzano i
gradi delle temperature di regime. L'acqua inscritta nel simbolo del fuoco traducendo il doppio
carattere di acqua ignea o di fuoco che non bagna le mani: il leone verde o dissolvente universale.
Nella chiave 8 la croce ed il quadrato del sepolcro
formano il simbolo del sale tartarico.
dell'acido tartarico il cui spirito sublima tutti i metalli. Le croci in secondo piano indicano la
fermentazione del mercurio con il proprio zolfo . Cos si arriva alla fine all'oro . In ultimo piano
vi sono degli arcieri che si esercitano su un bersaglio; essi ci ricordano l'attivit di setacciare i corpi
al fine di separare le parti pi grossolane. In un piano intermedio vi l'uscita dalla tomba insieme ad
un cespuglio molto rigoglioso: la fase dell'accrescimento e della moltiplicazione. In primo piano, a
sinistra, il personaggio simbolizza la semina metallica o resina d'oro. A destra vi l'angelo
dell'annunciazione che, per tradizione, simbolizza sempre l'animazione del Mercurio. Al centro il
simbolo di Venere rovesciato, rappresenta la terra (allumino, silice) allo stesso modo che il trisolfuro
d'antimonio. Quanto alle croci disseminate esse simbolizzano, come gi accennato, lo Zolfo Vivo.
Tornando al bersaglio, esso colpito da sette frecce che simbolizzano i metalli e di queste frecce solo
una ha centrato il bersaglio. La chiave situata sul bersaglio agisce solo quando l'alchimista, mediante
la sua arte, arriva a capire il meccanismo che gli permetter di aprire la famosa entrata al palazzo del
re.
La chiave 9 un simbolo piuttosto complesso e comunque diverso da quanto pi o meno
ordinariamente si pu associare e capire. Il disegno rappresenta la fase cromatica dell'Opus, che
anche chiamata coda di pavone. Ha luogo sotto l'influenza di Venere nel segno della Bilancia e dice
che la materia passa lentamente allo stato secco. Il triplo Ouroboros rappresenta le tre materie
primordiali (Mercurio, Zolfo, Sale) e le tre principali fasi dell'Opus. L'insieme della figura (un
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cerchio in basso ed una croce su di esso) vuole indicare l'antimonite

della prima materia cosmica.

Si ha cio la coppia Zolfo-Mercurio e la ridistillazione filosofica che corrisponde al progressivo


arricchimento in Zolfo del principio femminile durante la Grande cottura. Si notino una fenice, un
cigno ed un corvo: l'ultimo sinonimo di putrefazione; la fenice sinonimo di germinazione e
corrisponde al rendere di nuovo crudo un materiale; il cigno corrisponde invece al leone verde. Vi
infine il pavone sotto i piedi della figura femminile che rappresenta, come accennato, il simbolo
dell'inizio della fase cromatica. Nel suo insieme questa la fase della rotazione dei composti.
Leggendo direttamente da Basilio Valentino, troviamo qui una vera ricetta di preparazione chimica:
Prendi due parti di Antimonio Ungherese [solfuro di antimonio, ndr] e una parte di ferro, fondili in
un crogiolo simile a quello in cui l'orefice raffina l'oro, con quattro parti di tartaro bruciato
[carbonato di potassio, ndr]. Raffredda, tira fuori il Regolo [antimonio metallico, ndr], liberalo dalle
impurit e dalle scorie, polverizzalo finemente, aggiungi, dopo averlo pesato, tre volte e pi del suo
peso di tartaro bruciato e ponilo come prima nel crogiolo. Ripeti queste operazioni tre volte, il
Regolo [il piccolo Re, ndr] diventer brillante e molto puro. La Stella ben formata, come se
l'avesse fata un disegnatore con un compasso.
Arriviamo alla complessa chiave 10. Vi di nuovo il simbolo dell'acqua dentro il quale
inscritta una corona circolare. Ai tre angoli del triangolo vi sono i simboli dello Zolfo, della Luna e
del Mercurio. L'iscrizione che si trova ai bordi esterni dice: Sono nato da Ermogene. Iperion mi ha
scelto. Senza Iamshup sono costretto a morire. Ermogene uno strano nome che dovrebbe
significare generato da Mercurio ma che pu semplicemente essere il Mercurio. Iperion, padre del
Sole, ha relazione con lo Zolfo rosso o tintura: lo Zolfo che torna allo stato primitivo a diventare
oro alchemico. Il nome Iamsuph invece ancora un rebus che forse pu essere risolto alla luce delle
singole lettere ebraiche(10). Una semplice soluzione quella di dividere la parola in due Iam Suph. In
tal caso, in ebraico, si ha il significato letterale di Mare Rosso o, meglio, Mare di Rose o meglio
ancora Dragone Rosso e quindi Mercurio da cui si inizia l'Opus, come dice il resto della frase che
accompagna il nome Iam Suph (ma vi sono ance molti significati ricavati dalla Bibbia: Mos che
lascia l'Egitto la fase nera; poi piano piano, per assonanza con ci che accade, si ritrovano le varie
fari del processo alchemico. Insomma siamo alle solite con superstizione e religione che si
intrecciano facendo perdere di vista i dati della natura). Il testo ebraico che si trova al di sopra dei
simboli dei pianeti probabilmente la trascrizione dei segni dello zodiaco e di combinazioni
numeriche (sotto il simbolo del Sole potrebbe esservi il numero dei giorni dell'anno; sotto il
simbolo della Luna vi il numero dei segni dello Zodiaco; sotto il simbolo di Mercurio vi il
numero dei giorni del mese lunare; all'interno della corona circolare potrebbero esservi alcuni segni
zodiacali e corpi celesti riconoscibili da ciascuna lettera: Ht = cancro a , Bt = Luna-Saturno,
Ayin = Capricorno g, Tt = Leone b.
La fase 11 raffigura il combattimento tra il leone rosso ed il leone verde. Sembra si abbia un
passaggio per transizione successiva dal Leone verde al rosso. Quasi si voglia indicare il
cambiamento della forma di una sostanza, come ad esempio la trasformazione in cristallina di una
sostanza amorfa. A sinistra vi il leone maschio ed a destra quello femmina. In un piano posteriore
vi un cavaliere che pronto, al momento opportuno, a colpire con la spada, quasi a togliere
l'allegria. Si tratta di togliere le incrostazioni dal dragone impuro in modo da riportarlo alla sua
origine di pietra bianca (ecco come viene fuori l'opera della pirite vetriolica, segreto del dragone
babilonese). Qui risiede il vero Sale dei filosofi sotto la materia doppia dove la stella ed il fiore
compaiono e scompaiono alternativamente, nascondendo, con il loro ritmo nell'alternarsi, la prossima
nascita di questo cuore di leone situato nel cielo nella costellazione del Leone: il piccolo re
dell'Opus, detto anche (leggi: Basileus, che poi il nome di Basilio Valentino che trova il
modo di firmarsi in questa penultima chiave). Con le parole di Lull (altro alchimista medioevale) possiamo
descrivere questa chiave:
Bisogna capire che il Mercurio non che un Misto formato da un corpo fornito di un'Anima
che si presenta all'inizio vestito in modo poco glorioso di stracci sordidi; in un primo tempo
questa Anima, amorfa sia in senso proprio che figurato del termine, deve essere depurata,
operazione che si realizza nel solvente. E questa depurazione esige la dissoluzione che si
effettua sotto l'effetto del primo agente (il cavaliere che brandisce la spada). A questo stadio
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dell'Opus, le materie formano un Misto, le loro nature sono intimamente legate ed uno non
saprebbe distinguere il maschile e femminile, dove nasce tale ambiguit, dove si trova l'Anima,
dove vengono fuori successivamente il Sole e la Luna

La chiave 12 un disegno che ho gi riportato nella prima parte ma che qui assume significati
pi pregnanti. Quando si uniscono il leone (Sole) ed il serpente (Luna), la pietra raggiunge la sua
perfezione.. Nonostante ci, per potersi riprodurre e portare i frutti del mercurio deve essere
scaldata in un crogiolo con tre parti di oro purificato e farla fermentare. La botte in fiamme
simbolizza il tartaro a partire dal quale si fabbrica la crema di tartaro. Questa crema dovr essere
idratata prima di essere messa in un contenitore per la fusione con del salnitro, prima di arrivare al
sale bianco del potassio puro. La calce, simbolizzata per il vaso con i due fiori, servir allora per la
formazione della potassa caustica. Il Sole e la Luna potranno allora subire la prova del bagno di astri.
L'ultimo mistero la bilancia simbolo della conoscenza dei pesi di natura. Quanto ai recipienti
sistemati sulla mensola, essi simbolizzano i quattro elementi (da destra a sinistra: terra, acqua, fuoco,
aria). La botte rappresenta la fornace dei filosofi e l'origine di uno dei costituenti del fuoco segreto
per la via secca(11) e per una delle possibilit di ottenere l'arcano duplicato (ma si possono scegliere
altre strade).

Ho portato a termine le dodici chiavi di Basilio Valentino con molta fatica e sono convinto che la
comprensione dello scritto, qua e l sia del tutto manchevole. Certamente lo stata per me. Alcune
cose sono di un certo autore e l'idea di cogliere ogni significato rasenta l'impossibilit. Tanto pi,
come ho accennato nell'ultima chiave, ogni simbolo era legato ad una operazione di combinazione
chimica con tutti i problemi legati alle quantit relative, ai tempi ed alle temperature. Chiaro che tutto
questo non si mette facilmente in geroglifici ed altrettanto facilmente si possa sperare di capire di
cosa si tratta. Coloro che hanno dedicato la vita a capire tali simboli, ne escono con quasi un
cammino a ritroso partendo da alcuni dati della chimica moderna. ma spesso, anche loro, alla fine
dell'interpretazione dicono che si tratta di sole ipotesi. E' utile, per capire le gravi difficolt in cui ci
si dibatte, riportare una frase dello stesso Basilio Valentino:
Tutto questo sembrer incomprensibile a molti e certamente porr parecchi
interrogativi alla mente degli uomini ... Poich la sostanza alla portata di tutti ed
solo questo il modo per conservare la differenza voluta da Dio tra ricco e povero.
Chiaro, no ? Lo stesso Valentino si era reso conto di essere andato troppo in l con i suoi segreti,
indovinelli, simbolismi, allegorie, fantasie. Ed ognuno aveva le sue di fantasie cos che la
ricostruzione non pu avere una ricostruzione razionale di pensiero e, se non possibile rendere
ripetibile una qualunque manipolazione, la cosa non rientra in ambiti scientifici. Ci che si tenta a
posteriori di fare ricercare quali pratiche sono poi servite o sono state utilizzate per lo sviluppo
della chimica ed quello che far in un prossimo capitolo non prima per di aver trattato in breve dei
rapporti tra alchimia e religione, cosa che far nel prossimo capitolo.

NOTE
(1) La teoria del flogisto fu elaborata dall'alchimista medico tedesco Johann Joachim Becher (1635-

1682) nella sua Physica subterranea (1667). Secondo Becher, l'aristotelica terra era distinguibile in
tre terre distinte: la vetrificabile o fusibile o petrosa, la infiammabile o pingue e la mercuriale o
fluida, approssimabili ai tre principi di Paracelso, sale (propriet della solidit), zolfo (propriet
dell'infiammabilit), mercurio (propriet della fluidit). La teoria di Becher fu sviluppata dal suo
allievo Georg Ernst Sthal (1660-1734).
Il flogisto era ritenuto responsabile della combustione e della calcinazione. Ogni sostanza
combustibile doveva essere composta da flogisto e cenere; mentre ogni sostanza ossidabile o
calcinabile, come i metalli, doveva essere costituita da flogisto e calce o ossido. In questo ultimo
caso, durante la calcinazione (ossidazione) si libera il flogisto volatile e rimane la calce fissa.
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Analogamente, durante la combustione, si libera il flogisto, rimanendo la cenere. Sembra chiaro che
il flogisto inteso come una sostanza e quindi dotata delle propriet materiali delle sostanze tra cui il
peso. Occorreranno i lavori di Lavoisier (conservazione della massa) per mostrare l'erroneit di tale
teoria: pesando un materiale e poi lo stesso scaldato il peso non varia.
(2) Vi anche un'altra particolare considerazione da fare relativamente, ad esempio, a Giove e
Saturno; se si osservano i rispettivi simboli si scoprir che somigliano ai numeri 4 e 5 della
numerazione araba che veniva introdotta in Occidente, che sono proprio i pianeti 4 e 5 del sistema
aristotelico-tolemaico. I pianeti furono comunque sempre rappresentati con le immagini delle divinit
di cui portavano il nome, accanto alle quali si usava per collocare lo strumento distintivo della loro
potenza; cos Giove raffigurato con l'aquila
(la rappresentazione dubbia e qualcuno nel
simbolo vede un fulmine e qualcun altro la lettera greca iniziale del nome greco di Giove, cio
, Marte con lo scudo e la lancia

Zeus), Saturno con la falce

(ma anche con una simbologia

e Venere con lo specchio (ma anche con il simbolo della croce


fallica), Mercurio col caduceo
egizia che indica la divisione tra il basso Egitto - sotto la barra trasversale - e l'alto Egitto - sopra la
barra - che zona del delta del Nilo, zona estremamente fertile).
(Alcune notizie sono tratte da: Guido Horn d'Arturo - Numeri arabici e simboli celesti, www.bo.
astro.it/~biblio/Horn/Horn_page/arabi.html).
Riporto di seguito l'elenco di vari simboli alchemici perch indicativamente aiutino a capire alcune
immagini:
Terra disciolto] -

Fuoco -

Acqua -

Aria -

Venere, Lucifero -

Animo [Mercurio : Mercurio filosofico o doppio Mercurio, solvente dei Saggi] -

Esagramma di Salomone [Acqua ignea ou Fuoco d'acqua] consurgens [sublimazione dell'animus o del Mercurio] Stella Flos Stibina - Sole - Luna Vitriol -

Terra fissa -

Luna mercuriale -

nero] -

Opposizione Sale Amon -

Antimonio [antimimon] Translatio [transfert] -

Zeus, Giove -

Vitri oleum -

Kronos, Saturno, Piombo -

AZOTH [qeioV] Albatio -

Nigredo [Sole

Sole Ares -

IoV cristou [calce mercuriale] -

Cogitare [proiezione] -

Anima

Alcale fisso sublimato

Luna decrescente [in aurorae tempore] Stella cum cruce -

Anima -

Azoto - Sale - IoV [Calce metallica]


Toro [Rebis] - Arco Ars, Marte,

Zafferano d'allume [calce di terra fissa dell'allume] -

[Nettuno] -

Venere -

Zolfo [Zolfo sublimato o

Animus -

Aes ustum -

Luna di

Aurea stibi Salnitro -

Zolfo azoqu .

(3) Il serpente ha per secoli rappresentato un simbolo alla base di molte culture del passato. Ad
esempio, il serpente di Mos rappresenta tutti i poteri magici. In una lamina di un codice greco del
secolo XI il serpente alla base della fabbricazione dell'oro da parte di una alchimista di nome
Cleopatra del secolo IV d.C.:

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In basso a sinistra si vede Ouroboros ed in alto a sinistra, nei cerchi concentrici si legge: L'Uno il
tutto, tutto sta in lui, tutto per lui. Il serpente l'Uno; possiede due simboli, quello del bene e quello
del male. Vale forse la pena dire qualcosa in pi rispetto a quanto accennato: nell'antichit l'Alchimia
era condannata sia dal potere civile che da quello religioso poich si era diffusa la credenza che essa
fosse stata insegnata all'uomo dagli angeli caduti dal cielo.
Questi simboli sono cos suggestivi che anime semplici li usano per riempire il nulla che
sedimentato in esse. Faccio un solo esempio (oltre a quelli noti dei cultori della Cabala ebraica e
della massonerie). Nel 1875, a New York, una immigrata russa, Helena P. Blavatsky (1831-1891)
fond una societ che chiam Teosofica e che ebbe un discreto successo. Nei piani della signora vi
era di mettere insieme scienza, filosofia e religione, come antesignana della New Age. Non mi
interessa molto dire di pi su questa societ ma utile vedere quale era il suo simbolo:

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Qui abbiamo una vera e propria marmellata fatta da: un Ouroboro occidentale che racchiude il
tutto mediante il sigillo di una svastica orientale (in India, ad esempio, la svastica, che differisce da
quella tragicamente nota per il verso di rotazione, un simbolo di pace ed amore; ndr). Al centro
campeggia la stella a sei punte di di David in cui iscritta la croce egiziana che indica l'unione tra il
basso e l'alto Egitto.
La cosa non del tutto inventata se simboli analoghi furono costruiti nell'antichit:

Da A. J. Kirchwegwr, Annulus Paltonis (Aurea Catena Homeri), 1781

Riguardo al ritorno della Stella di David su fatti esoterici la cosa dovuta al fatto che una parte
importante della cultura ebraica esoterica. Mi ripropongo in futuro di scrivere qualcosa a proposito
della Cabala che altro esoterismo di matrice ebraica. Riporto una sola figura dove si pu intuire
l'importanza della Cabala ed il suo mescolarsi con ogni esoterismo:
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http://www.fisicamente.net/

Da S. Michelspacher, Cabala, Augsburg 1616

(4) Notizie su Flamel si trovano in: http://www.duepassinelmistero.com/Nicolas%20Flamel.htm


(5) Il libro viene attribuito a Flamel ma alcuni studiosi lo postdatano di duecento anni. Ad esempio,
Claude Gagnon nel suo Flamel sous investigation (Editions le Loup de Gouthiers, Quebec, 1994)
ha creduto di scoprire che in realt il libro, ritenuto del XIV secolo, sia da postdatare al XVII. Il
Libro delle figure geroglifiche, redatto da Arnauld de Cabalerie fu infatti scritto da Beroalde de
Verville nel 1612 (i nomi sono degli anagrammi imperfetti l'uno dell'altro). Chi volesse pu
approfondire in www.duepassinelmistero.com/Nicolas%20Flamel.htm. Insomma vi sono molte
fantasie su questo mitico alchimista del quale per si conoscono molte cose certe: dove situata la
sua casa, alcuni graffiti sulle sue pareti, la sua tomba (che fu trovata vuota), ... Di tutto questo si parla
in : http://hdelboy.club.fr/fig_hier.htm#PREMI%C8RE+FIGURE
(6) E' interessante capire perch una donna a chiedere qualcosa a Pietro. In linea di principio a
questo punto uomo, donna, angelo sono tutti equivalenti perch ora siamo alla completa spiritualit.
Ma dice Flamel che la donna pi appropriata perch il desiderio della Moltiplicazione pi proprio
a lei.
(7) I colori possono essere quelli reali ma anche quelli che indicano a quale fase del Processo ci si
trova. Inoltre possono indicare la temperatura del forno: calor rosso (bassa temperatura) calor bianco
(alta temperatura).
(8) Us per primo l'antimonio come medicamento e scrisse un'opera intitolata Il carro trionfale
dell'antimonio in cui, oltre a illustrare la storia di questo elemento, spiega come preparare lo spirito
di sale (acido cloridrico), come ottenere l'acquavite distillando il vino o la birra e come estrarre il
rame dal suo solfuro. Anche l'Alografia, o Trattato sui sali, parla di molti interessanti fenomeni
chimici.
(9) Come esempio riporto la chiave n 10 nell'edizione del 1618 e nell'edizione del 1677:
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http://www.fisicamente.net/

Edizione 1618

Edizione 1677
(10) Non tento neppure di risolvere il mistero ma indico un link dove discusso (in francese): http://hdelboy.
club.fr/emblemes.htm

(11) Esiste lArs brevis e lArs longa, comunemente definiti via breve e via lunga, oppure via secca e
via umida. Tuttavia, nella simbologia ermetica, con via secca e via umida vengono anche indicati
altri due procedimenti che sono propri della via lunga. E si riferiscono al tipo dilluminazione fornito
dallo Spirito Santo. Dio procura la saggezza a chi gli sembra opportuno e la trasmette mediante lo
Spirito Santo, Luce del mondo. Questa la via secca, cio senza particolari rivelazioni affidata solo
al laboratorio, alle fornaci, alle temperature, ad alambicchi, a crogioli, a tempi. E'quella seguita da
quasi tutti gli alchimisti. La via umida, invece, comprende la rivelazione totale, cio sia il campo
spirituale sia fisico. Essa opera, praticamente, a basse temperature in vasi e utensili di vetro resistente
al fuoco, usando oro e mercurio e con tempi lunghissimi e ininterrotti, secondo i sette regimi. La
trasparenza del vaso permette all'artista di poter seguire le molteplici trasformazioni e le variazioni
della gamma cromatica del magma: nel matraccio, mantenuto a temperatura costante e moderata, si
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susseguono le fasi di intense colorazioni: il nero, il bianco, il giallo ... la coda di pavone ... il rosso
della maturazione... Vi comunque un altro modo di definire le differenti vie: la via metallica, alla
ricerca della Pietra filosofale sarebbe la via secca; la via che ricercava la Quintessenza o gli Elisir era
chiamata via umida.
Fino ad ora abbiamo visto praticamente solo la via secca. Riporto una sola immagine allegorica
della via umida perch molti alchimisti lavorarono su questa strada mistica.

Da S. Trismosin, Splendor Solis, Londra Secolo XVI. Riporto una sola delle varie allegorie dell'autore. Qui
siamo al momento in cui la materia ha subito tre sublimazioni esi trova nello stato gassoso, come mostra
l'uccello a tre teste. E' il momento in cui interviene Marte (in alto). La lancia e lo scudo rappresentano il fuoco
che deve essere riattizzato per rigenerare l'elisir, per condensare la materia e per separare ci che puro da
ci che impuro.

BIBLIOGRAFIA

1) A. Pichot - La nascita della scienza - Dedalo 1993


2) John Read - Dall'alchimia alla chimica - Longanesi 1960
3) Alexander Roob - Alchimia & Mistica - Taschen 1997
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4) Ruggero Bacone - La scienza sperimentale. Lettera a Clemente IV. I segreti dell'arte e della
natura - Rusconi 1990
5) Serge Hutin - L'alchimia - Dellavalle 1971
6) Walter Scott (a cura di) - Hermes Trismegisto: Corpus Hermeticum - EDAF Madrid 1998
7) Paracelso - Paragrano - Laterza 1973
8) Alexander Koyr - Misticos, espirituales y alquimistas del siglo XVI aleman - Akal Madrid 1981
9) Charles Webster - Magia e scienza da Paracelso a Newton - il Mulino 1984
10) Paolo Rossi (a cura di) - Il pensiero di Francis Bacon - Loescher 1974
11) http://hdelboy.club.fr/bibliot_phil_chim.html (Una raccolta importante di testi ed immagini
alchemiche in francese)
12) Michele Giua - Storia della chimica in Storia delle Scienze a cura di Nicola Abbagnano - UTET
1965
13) E. John Holmyard - Storia dell'alchimia - Sansoni 1959
14) Alcuni siti di grande interesse, soprattutto quelli in lingua francese ed inglese: http://www.levity.
com/alchemy/flamel.html; www.duepassinelmistero.com; http://hdelboy.club.fr/fig_hier.htm#PREMI
%C8RE+FIGURE; http://perso.orange.fr/chrysopee/somalc.htm; http://perso.orange.fr/chrysopee/
somsymb.htm; http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html; http://www.esonet.org/biblio/ebooks/
Rosarium%20Philosophorum.pdf; http://www.montesion.it/_montesion/Montesion.html; www.
alchemywebsite.com/bookshop/prints_series...; http://hdelboy.club.fr/gravures.html#XXVIII; http://
www.esopedia.it/index.php?title=Grande_Opera; http://www.esonet.it/News-file-print-sid-459.
html#5; http://hdelboy.club.fr/bibliot_phil_chim.html; http://hdelboy.club.fr/origine_alchimie.htm;
http://www.ndonio.it/Alchimia.htm; http://alchemicalpsychology.com/new/picmenu.htm; http://www.
levity.com/alchemy/italian_section.html

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