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Elena y Mara

(fine sec. XIII)


EDIZIONI PRINCIPALI:
Ramn Menndez Pidal, Elena y Mara (Disputa del clrigo y el caballero). Poesa leonesa indita del siglo XIII, Revista
de Filologa Espaola, I, 1914, pp. 52-96 (poi in Id., Textos medievales espaoles. Ediciones crticas y estudios,
Madrid, Espasa-Calpe, 1976, pp. 119-159, con facsimile del ms.).
Mario Di Pinto, Due contrasti damore nella Spagna medievale (Razn de amor e Elena y Mara), Pisa, Goliardica,
1959, pp. 77-105 e 129-151.
Marcella Ciceri (ed.), Razn de amor. Tre contrasti spagnoli medievali, Parma, Pratiche, 1995, pp. 87-137.
TRADUZIONE ITALIANA:
Ciceri, ed. cit., a fronte del testo spagnolo.
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE:
nelle note delled. Ciceri e in Veronica Orazi, Elena y Mara: ultima derivazione del contrasto sul chierico e il
cavaliere, in Fine secolo e scrittura: dal Medioevo ai giorni nostri. Atti del XVIII Convegno dellAispI, Roma, Bulzoni,
1999, pp. 31-50.

[IL CHIERICO E IL CAVALIERE]


Il dbat, spesso scherzoso, fra il chierico e il cavaliere fu anche dibattito epocale fra le due culture (pure in
epoca umanista, fra armi e lettere), e soprattutto fra due modi di vivere; ma esso viene da lontano,
addirittura dalla letteratura egiziana e continua nei secoli, con soluzioni di compromesso come quelle
rappresentate dai var Garcilaso de la Vega, Cyrano de Bergerac o DAnnunzio. Il tardo1 poemetto leonese
intitolato Elena y Mara, dal nome delle due sorelle che discettano quale sia il migliore fra i loro due amanti, si
basa su unampia tradizione latina e francese,2 dalla quale riprende numerosi tratti, accentuando landamento
para-teatrale e giullaresco, il carattere borghese e i toni comico-realistici, senza per cadere nellosceno. Nei
versi trascelti, se in qualche modo il cavaliere di Elena y Mara gramo e spocchioso (Di Pinto) sembra
anticipare lescudero del Lazarillo de Tormes, in altri casi (per es. vv. 75-94) la descrizione di un mondo cortese
risulta particolarmente fresca e vivace. Versificazione: simile a quella della Razn de amor. i versi, anisosillabici a
rima baciata (sovente imperfetta o sostituita dallassonanza), manifestano una certa tendenza ad essere
suddivisi in due serie ciascuna contraddistinta da un periodo ritmico (a due o a tre accenti) con effetti
discontinui di isoritmia e di regolarit.3 Sembrano prevalere gli ottonari. Ed. Ciceri, con qualche minimo
ritocco.

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Somos hermanas e fijas de algo,


mays yo amo el mys alto,
ca es cavallero [ar]mado,

Che sia tardo lo attesta anche il fatto che il chierico qui un vero e proprio prete, non solo un
litteratus (cf. Razn de amor, v. 5).
2 Dal fantasioso e malizioso Concilio di Remiremont (sec. XII), dove le monache riunite in una
corte
damorediscutono se sia preferibile avere come amante un chierico o un cavaliere (se ne ha uneco anche nel
Novellino, LXII, la novella di messere Ruberto) allAltercatio Phillidis et Florae e a var poemetti come il
Jugement dAmour, Hueline et Aiglantine, Blancheflour et Florence etc.). Cf. Giuseppe Tavani, Il dibattito sul chierico e il
cavaliere nella tradizione mediolatina e volgare, Romanistisches Jahrbuch, XV, 1964, pp. 51-84. Per i testi cf.
Charles Oulmont, Les dbats du clerc et du chevalier dans la littrature potique du Moyen-ge, Paris, Champion, 1911
ed Edmond Faral, Recherches sur les sources latines des contes et romans courtois du Moyen ge [1913], Paris, Champion,
1983, pp. 189-303.
3 Giuseppe Tavani, Osservazioni sul ritmo della Razn feyta d
amor, in Studi di letteratura spagnola a c. di
Carmelo Samon, Roma, Societ Filologica Romana, 1964, pp. 171-186, a p. 184.
19. Sta parlando Elena. - fijas de algo: nobili, appartenenti a un ricco casato; cf. qui Cantar de Mio Cid,
v. 210. - algo: forma rima imperfetta (se non assonanza) con alto del v. 20.
20. mays e mys: varianti di mas (ms), pi vicine alletimo (MAGIS).
21. ca: perch; dal lat. QUIA.
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de sus arma[s] esforado;


el mo es defensor,
el tuyo es orador:
quel mo defende tierras
e sufre batallas e guerras,
ca el tuyo ianta e iaz
e sienpre est e[n p]az.
Mara, atn por arte,
respuso de la otra parte:
Ve, loca trastornada,
ca non sabes nada!
[...]
De las armas non ha cura
e otross de lidiar,
ca ms val seso e mesura
que sienpre andar en locura,
commo el tu cavallero
que ha vidas de garn.
Quando al palaio va
sabemos vida que le dan:
[el] pan a rain,
el vin[o si]n sazn;
sore mucho e come poco,

22. de sus armas esforado: esforzado significa normalmente valoroso, ma Di Pinto suggerisce che qui
abbia il valore di splendente, ricordando che con rresplandeer o esforar il Glosario de Toledo traduce il verbo
latino niteo.
23-24. defensor... orador: dobbligo il rimando a Juan Manuel, Libro de los estados (ed. Ian R.
Macpherson-Robert B. Tate, Madrid, Castalia, 1991, p. 277): dgovos que todos los estados del mundo que
se enierran en tres: al uno llaman defensores, et al otro oradores, et al otro labradores, che risale a una frase
di Adalberto di Laon (m. 1030): Triplex Dei ergo domus est, quae creditur una nunc orant, alii pugnant,
aliique laborant (Carmen ad Rodbertem regem, cit. da Machperson e Tate). la teoria dei tre stati sociali (o
estamentos, da cui lespressione sociedad estamental), dorigine indoeuropea: i defensores o bellatores sono i nobili (che
hanno il diritto-dovere di difendere il territorio), gli oradores o pregadores sono il clero, i labradores sono tutti gli
altri (contadini, commercianti, borghesi etc.). Cf. Georges Duby, Les trois ordres ou limaginaire du fodalisme, Paris
1978.
25. defende: si noti la forma non dittongata.
27. Cf. Phyllis et Flora, v. 66: somnum desiderat, et cibum et potum. - ianta: col verbo yantar si
indicava il pranzo, distinto dalla cena (nella stessa Elena y Mara, al v. 247: Se bien yanto e mejor eno (se
ben pranzo, meglio ceno). - iaz: nel senso di dormire(cf. qui vv. 59-60). Si noti lapocope, abbastanza
frequente nel poemetto, nelle voci verbali (faz, tien, val, vien).
29. arte: nel senso di arguzia.
45. cura: Menndez Pidal propone di correggere in curar, per la rima col successivo lidiar, ma data
lepoca del testo sarebbe pi comune curiar (curar si diffonde dal XIV sec.). Pu trattarsi di un pareado non
rimato, e non nemmeno da escludere che manchi al v. 46 una rima in -ura, cos da avere quattro rime
consecutive.
47. mesura: cf. Cantar de Mio Cid, v. 7.
49. cavallero: Menndez Pidal suggerisce opportunamente di corregere in cavallern, per la rima col
successivo garn e in sintonia col peggiorativo abadn (v. 101) che rima con infann (v. 100).
50. garn: qui giovane dissoluto (in altri testi antichi significa pure servo).
51. palaio: metonimia per corte. - va: forma rima imperfetta (o assonanza) con dan del v. 52.

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va cantando commo loco;


sienpre ha fanbre e fro.
Come mal e iaze mal
de noche en su ostal.
[...]
Elena con ira
luego dixo: Esto es mentira.
En el palaio anda mi amigo,
mas non ha fanbre nin fro;
anda vestido e calado
e bien encavalgado;
aconpanlo cavalleros
e srvenlo escuderos;
danle grandes soldadas
e abasta a las conpaas.
Quando al palaio viene,
apuesto e muy bien,
con armas e con cavallos
e con escuderos e con vassallos,
sienpre trae aores
e con falcones de los mejores;
quando vien riberando
e las aves matando,
butores e abtardas
e otras aves tantas;
quando del palaio llega,
Dios, qu bien semeja!
Aores gritando,
cavallos reninchando,

55. sore: sorride (sonre).


58. fro: rima irrelata.
71. amigo: forma assonanza con fro del v. 72.
75. aconpanlo: il pronome enclitico per la legge Tobler-Mussafia (dopo pausa); lo stesso ai vv. 75 e
srvenlo e 76 e danle (dopo congiunzione copulativa).
77. soldadas: soldo, paga militare; forma assonanza con conpaas del v. 78.
79. viene: forse da correggere in vien (forma apocopata presente qui ai vv. 85 e 93) per la rima con bien
del v. 80.
83-84. aores... falcones: la caccia con lastore e col falco (cf. Cantar de Mio Cid, v. 5) era propria del ceto
nobile doccidente e doriente; esistono nel Medio Evo numerosi trattati di falconeria (o di cetrera), tanto arabi
quanto latini e romanzi: per larea iberica, dove abbiamo numerosi testi anche di grandi autori come Juan
Manuel e Pero Lpez de Ayala, si veda Jos Manuel Fradejas Rueda, Bibliotheca cinegetica hispanica. Bibliografa
crtica de los libros de cetrera y montera hispano-portugueses anteriores a 1799, London, Grant & Cutler,
1991.
85. riberando: cacciare sulle rive dei fiumi; la parola un hapax, ma il concetto descritto per es. nel
Libro de la caza di Juan Manuel.
87. butores: antico francesismo; il corrispondente mod. alcaravanes. - abtardas: mod. avutardas; forma
assonanza con tantas.
89. del: correzione di Menndez Pidal (nel ms. al). - llega: in rima imperfetta con semeja (v. 90).

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alegre vien e cantando,


palabras de cortes fabrando.
A m tien onrada,
vestida e calada;
vsteme de endal
e de l que ms val.
Crasme de ierto,
que ms val un beso de infann
que inco de abadn,
commo el tu barvirrapado
que sienpre anda en su capa enerrado,
que la cabea e la barva e el pescueo
non semeja se non escueso.
Mas el cuydado mayor
que ha aquel tu seor
es su salterio rezar
e sus molaziellos ensear;
la batalla faz con sus manos
quando bautiza sus afijados;

91-92. gritando... reninchando: gerundi descrittivi. - reninchando: forma antica, senza la dissimilazione del
mod. relinchando.
94. fabrando: forma con rotacismo (fablando, hablando) di l postconsonantica, fenomeno comune nel
nostro testo, dove si hanno anche obracin, siegro e tabras. Si notino quattro versi (91-94) con la stessa rima,
come i vv. 112-115 (cf. infra).
97. endal: tessuto pregiato di seta o di cotone.
99. ierto: rima irrelata.
100. infanones: cf. nota al v. 19. E saggiunga Juan Manuel, Libro de los estados (ed. cit., p. 268): en pos
este estado de los ricos omnes a [=ha] otro que l aman en Castiella infanones, et en Aragn llmanlos
mesnaderos.
102. barvirrapado: col mento rasato, senza barba. Di Pinto opportunamente richiama laggettivo
barbipuiente (con la prima barba) del v. 115 della Razn de amor; e si noti il contrasto fra i due termini,
positivo luno, attributo di giovinezza, laltro francamente dispregiativo. nota limportanza della barba nel
costume medievale (cf. qui la nota al v. 2410 del CMC).
103. la cabea e la barva e el pescueo : sono accusativi di relazione (se non da correggere qu<en> la
cabea etc., pensando a una facile caduta di un titulus, cio del segno della nasale su una e).
104-105. Quasi tutti i contrasti fra chierico e cavaliere satirizzano la tonsura. Cf. per es. Phillis et Flora,
vv. 114-116: Tunc apparet clericus satis inhoneste, *In tonsura capitis et in atra veste, *Portans testimonium
voluntatis mestae; Jugement, vv. 124.125: Cel chetif, cele bische fole, *Cel bertaud, cel haut tondu.
105. escueso: rospo (mod. escuerzo, sapo).
106-108. Anche negli altri contrasti la preoccupazione massima del chierico quella di recitare il
salterio; si veda Jugement, vv. 111-112: Quant vostre amis est au moustier, *Torne et retorne cel sautier ed
altri esemp nelled. Di Pinto.
108. es: correzione proposta da Menndez Pidal (nel ms. de).
109. molaziellos: mod. monaguillos; forma dissimilata da MONACELLOS. La -z- (affricata sonora) deriva
dalla posizione in cui si trova la -C- nel diminutivo (prima di voc. palatale e dopo unaltra vocale) e non dalla
parola-base, MONACHOS, dove la -C- (<CH) si trova prima di voc. non palatale (il che d regolarmente
monaguiellos>monaguillos).
110. manos: forma assonanza con afijados del v. 111.
110-111. I due versi, col presente faz, costituiscono una variatio sintattica rispetto agli infiniti dei versi
precedenti (rezar, ensear) e seguenti (comer, gastar, dormir, folgar, ennartar), tutti dipendenti da el cuydado mayor (es)
del v. 106. Non per da escludere che loriginale recasse fazer invece di faz (si tratterebbe della facile caduta
di un segno di abbreviazione).

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comer e gastar
e dormir e folgar;
fijas de omnes bo[nos] ennartar
casadas e por casar.
Non val nenguna ren
quien non sabe de mal e de bien:
que el mo sabe dello e dello
e val ms por ello.

Siamo sorelle e di buona famiglia, [20] ma io amo il pi nobile, *perch cavaliere armato, *splendente nelle
sue armi; *il mio difensore, il tuo oratore: [25] il mio difende le terre *e affronta battaglie e guerre, *mentre
il tuo si satolla e dorme *e sempre vive in pace. *Maria, con molta arguzia *[30] ribatt da parte sua: *Ma
val, pazza furiosa, *tu non sai proprio niente! [...] [45] Delle armi non si cura *e nemmeno di combattere,
*perch vale di pi senno e misura *che vivere sempre come un matto, *come il tuo cavaliere [50] che mena
vita da giovinastro. *Quando va a corte *sappiamo che vita gli fanno fare: *il pane razionato, *il vino senza
misura; [55]sorride molto e mangia poco, *va cantando come un matto; *dato che poco vestito, *soffre
sempre fame e freddo. *Mangia male e dorme male [60] di notte nel suo alloggio. [...] *Tutta adirata Elena
[70] disse allora: una menzogna. *Il mio amico vive a corte, *ma non ha n fame n freddo; *ha vestiti e
calzature *e buone cavalcature; [75] lo accompagnano cavalieri; *e lo servono scudieri; *lo pagano
profumatamente *e lui mantiene il suo seguito. *Quando si presenta a corte, [80] tutto elegante e a puntino,
*con armi e con cavalli *e con scudieri e vassalli, *porta sempre astori *e falconi dei migliori; [85] quando va a
caccia in riva al fiume, *uccidendo gli uccelli, *tarabusi e ottarde *e tanti altri volatili; *quando torna dal
palazzo, [90] Dio, che bello spettacolo! *Astori che strillano, *cavalli che nitriscono, *lui torna allegro e
cantando, *parlando parole cortesi. [90] Con onore mi tratta, *mi d vesti e calzature; *mi veste di zendado *e
delle stoffe pi care. *Credimi proprio: [100] vale pi un bacio dun nobile *che cinque dun pretonzolo,
*come il tuo sbarbato *che va sempre intabarrato, *che nella testa, nel mento e nel collo [105] non sembra
altro che un rospo. *Ma la preoccupazione maggiore *che ha quel tuo signore * di recitare i salmi *e istruire
i monacelli; [110] la battaglia la fa con le mani *quando battezza i suoi adepti; *mangiare e scialacquare,
*dormire e darsi alla bella vita; *sedurre flglie di brave persone, [115] sposate e da marito. *Non vale un bel
nulla *chi non conosce il bene e il male: *il mio conosce luno e laltro *e per questo vale di pi.

114. ennartar: ingannare, sedurre; nel primo senso cf. la Representacin de los Reyes Magos, v. 138.
116. ren: cosa (dal lat. REM).
117. Saber del mal y del bien il titolo di una commedia di Caldern de la Barca.
118. dello e dello: di una cosa e dellaltra (il male e il bene).