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SUCCESSIONI E SERIE DI FUNZIONI

Nota: gli argomenti qui riportati sono ripresi per la maggior parte dal libro "Calcolo", vol. III,
di T.M. Apostol (ed. Boringhieri, 1978)

~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

CRITERIO PER LA CONVERGENZA UNIFORME. Sia {fn(x)} una successione di


funzioni reali definita su un intervallo I . Supponiamo che fn(x) converga puntualmente per ogni
x I, e sia f(x) la funzione limite. Si definisca poi per ogni n

d n = sup f ( x) f n ( x)

(1)

xI

Allora fn(x) converge uniformemente ad f(x) in I se e solo se lim d n = 0 .


n

Come esempio, si consideri la successione {fn(x)} definita da fn(x) = xn, che per 1 < x 1
converge puntualmente alla funzione limite
f ( x) =

0 per 1 < x < 1


1 per x = 1.

(2)

Attraverso il criterio suddetto, dimostriamo che questa successione non converge


uniformemente nell'intervallo J = [0 , 1). A tale scopo, osserviamo che in J f(x) = 0, per cui
d n = sup 0 x n = sup x n = 1 . Essendo lim d n = 1 , la successione non converge uniformemente. Se
xJ

0 x <1

invece poniamo ad esempio J = 0 ,

1
(in realt lo stesso ragionamento funziona per un qualsiasi
2

3
intervallo [0 , a] con a fissato positivo e strettamente minore di 1), si ha d n = sup 0 x n =
xJ

1
= sup x n = n . Questa volta lim d n = 0 , pertanto la successione converge uniformemente in J.
n
1
2
0 x <
2

funzione

Nota: in particolare, il teorema (ed il successivo corollario per le serie) valgono per l'integrale
definito tra a e b.

5
Di seguito vediamo un'ulteriore condizione sufficiente per la convergenza uniforme, che per viene
enunciata solo per le serie, e non per le successioni.

Come esempio di applicazione del criterio di Weierstrass, si consideri il seguente problema:


1

1
, calcolare f ( x)dx . A prima vista, il problema potrebbe essere risolto
posto f ( x) =
2
k =1 ( k + 1 x )
0
determinando esplicitamente f(x) per poi calcolare l'integrale, ma questo praticamente impossibile,
per la difficolt di esprimere in maniera esatta la somma di una serie (salvo casi eccezionali).
Possiamo allora procedere come segue. Da 0 x 1 ricaviamo k k + 1 x k + 1, quindi

1
1
1
1
k2 (k + 1 x)2 (k + 1)2, ed infine
.
Poich
converge, la serie di

2
2
2
2
(k + 1)
(k + 1 x)
k
k =1 k
funzioni data converge totalmente e perci anche uniformemente. Possiamo allora ottenere il
1
1
1
1
dx
risultato calcolando f ( x)dx =
dx
come
. Questo integrale
2
2
(
k
+
1

x
)
(
k
+
1

x
)
k
=
1
k
=
1
0
0
0
1

facilmente calcolabile, essendo


serie telescopica di somma 1.

dx
1
=
2
k +1 x
0 (k + 1 x)

=
0

1
1

. Si ha quindi
k k +1

k =1

1
1
,

k k +1

6
Derivazione di una successione di funzioni

Come visto nell'ultimo esempio, per la derivazione di una successione o di una serie di
funzioni neanche la condizione di convergenza uniforme sufficiente). Il seguente teorema fornisce
una condizione: occorre la convergenza uniforme non della successione data ma della successione
delle sue derivate.
TEOREMA (derivazione termine a termine di una successione di funzioni). Sia {fn(x)} una
successione di funzioni reali definita su un intervallo I = [a , b]. Supponiamo che ogni fn sia
derivabile con derivata continua in I, e sia per ogni n
g n ( x) = f n ( x) . Sia inoltre {fn(x)}
convergente puntualmente in I ad una funzione f(x), e sia {gn(x)} convergente uniformemente in I
ad una funzione g(x). Allora {fn(x)} converge uniformemente ad f in I, e risulta f'(x) = g(x) per ogni
x I.

Al solito, un analogo risultato vale per le serie: se

n =1

f n ( x) converge puntualmente in I ad

una funzione s(x), se tutte le fn(x) sono derivabili in I = [a , b] con derivata continua (diciamo
g n ( x) = f n ( x) ), e se inoltre la serie

n =1

g n ( x) converge uniformemente in I ad una funzione t(x),

allora anche la serie data converge uniformemente in I, ed s'(x) = t(x) per ogni x I.

10

11
Osservazione. La parte (a) del teorema 1.9 implica che non solo derivando, ma anche
integrando termine a termine una serie di potenze, si ottiene una nuova serie di potenze avente lo
stesso raggio di convergenza.
Quanto appena detto consente di ricavare molti sviluppi in serie di potenze partendo da un
piccolo insieme di serie "note". Ad esempio, sappiamo che la serie geometrica

x n ha raggio di

n =0

1
convergenza 1, e nell'intervallo (1 , 1) converge alla funzione
. Abbiamo allora
1 x

1
= t n per 1 < t < 1.
1 t n =0

(3)

Sostituendo x al posto di x, la (3) diventa

1
= (1) n t n per 1 < t < 1.
1 + t n=0

(4)
x

Si fissi ora un x in (1 , 1); integrando la (4) tra 0 ed x, si ha

log(1 + x) =

(1)

n +1

n =1

dt
x n+1
= (1) n
, cio:
1 + t n =0
n +1
0

xn
, per 1 < x < 1.
n

(5)

In modo analogo, l'integrazione della (3) tra 0 ed x d:


log(1 x) =

La (4), con t2 al posto di t, diventa

xn
, per 1 < x < 1.
n =1 n

(6)

1
=
(1) n t 2 n ; la successiva integrazione tra 0 ed x
2
1+ t
n =0

d la formula
arctg x =

n =0

(1) n

x 2 n+1
, per 1 < x < 1.
2n + 1

(7)

Si osservi che in alcuni casi la serie ottenuta per integrazione pu convergere anche nei punti
estremi dell'intervallo di convergenza (oppure in uno di essi). Ad esempio, sia la serie (5) che la (7)
convergono per x = 1; troviamo cos gli interessanti risultati
log 2 =

n =1

(1) n+1

1
1 1 1
= 1 + +
n
2 3 4

1
1 1 1
= arctg1 = (1) n
= 1 + +
4
2n + 1
3 5 7
n =0

(8)
(9)

12
Se invece riprendiamo l'identit

1
= x n , e la deriviamo termine a termine, otteniamo
1 x n =0

1
n 1
=
nx
=
(n + 1) x n , per 1 < x < 1.
2
(1 x)
n =1
n =0

(10)

2
n 1
=
(
n
+
1
)
nx
=
(n + 2)(n + 1) x n , da cui
3
(1 x)
n =1
n =0

Derivando ancora, si ha

1
(n + 2)(n + 1) n
=
x , per 1 < x < 1.
3
2
(1 x)
n =0

(11)

Continuando a derivare, deduciamo la formula pi generale


n + p 1
1
=
x n , per 1 < x < 1.
(1 x) p n=0 p 1

(12)

Tramite opportune combinazioni lineari, possibile ricavare altre identit tra serie di potenze
x2 + x
e funzioni algebriche razionali. Ad esempio, si consideri la funzione f ( x) =
. Grazie alla
(1 x) 3
(10), troviamo (sempre per 1 < x < 1)

x2
(n + 2)(n + 1) n+2 n(n 1) n
=
x =
x , ed anche
2
2
(1 x) 3 n=0
n=2

x
(n + 2)(n + 1) n+1 (n + 1)n n
=
x =
x . Poich serie
2
2
(1 x) 3 n=0
n =1
tranquillamente sommate, si trova, sempre nello stesso intervallo:

convergenti

possono

essere

x2 + x
n(n 1) n (n + 1)n n
=
x +
x =
2
(1 x) 3 n=2 2
n =1

n(n 1) n
(n + 1)n n
n(n 1) (n + 1)n n
x +x+
x = x+
+
x = x + n2 xn .
2
2
2
2
n=2
n =2
n =2
n=2

Poich inoltre il termine n2xn per n = 1 diventa x, tale termine pu essere inglobato nella serie,
ottenendo cos il risultato

x2 + x
=
n2 xn ,
3
(1 x)
n =1

(13)

valido per 1 < x < 1.


In modo analogo, il lettore pu dimostrare per esercizio le seguenti formule, anch'esse valide
nell'intervallo (1 , 1):
x3 + 4x2 + x 3 n
= n x ;
(1 x) 4
n=1

13
x 4 + 11x 3 + 11x 2 + x 4 n
= n x .
(1 x) 5
n =1
Lo stesso procedimento pu essere utilizzato per ricavare la somma di una generica serie del
tipo

P(n) x n , dove P(n) un generico polinomio in n di grado r. sufficiente a tale scopo

n =0

scrivere P(n) come un'opportuna combinazione lineare dei coefficienti binomiali

n
,
0

n +1
,
1

n+2
n+r
, ...,
, come si vede dall'esempio che segue.
2
r
Si consideri la serie

(n 4 + 2n 3 + 2n + 1) x n (grazie al criterio del rapporto, si vede

n =0

immediatamente che il raggio di convergenza della serie 1). Ora, considerando che
n
= 1;
0
n +1
= n + 1;
1
n+2
(n + 2)(n + 1) n 2 + 3n + 2
=
=
;
2
2
2
n + 3 (n + 3)(n + 2)(n + 1) n 3 + 6n 2 + 11n + 6
=
=
;
3
6
6
n+4
(n + 4)(n + 3)(n + 2)(n + 1) n 4 + 10n 3 + 35n 2 + 50n + 24
=
=
,
4
24
24
scriviamo il polinomio P ( n) = n 4 + 2n 3 + 2n + 1 come A
+E

n
n +1
n+2
n+3
+B
+C
+D
+
0
1
2
3

n+4
, cio
4

n 4 + 2n 3 + 2n + 1 =
n 2 + 3n + 2
n 3 + 6n 2 + 11n + 6
n 4 + 10n 3 + 35n 2 + 50n + 24
= A + B ( n + 1) + C
+D
+E
.
2
6
24
Svolgendo i calcoli, si ha 24(n4 + 2n3 + 2n + 1) = 24A + 24B(n + 1) + 12C(n2 + 3n + 2) +
+ 4D(n3 + 6n2 + 11n + 6) + E(n4 + 10n3 + 35n2 + 50n + 24), da cui il sistema
24 A + 24 B + 24C + 24 D + 24 E = 24
24 B + 36C + 44 D + 50 E = 48
12C + 24 D + 35E = 0
4 D + 10 E = 48
24 E = 24,

14
71
123
263
19
, B=
, C=
, D = , E = 1. Pertanto la serie si pu scrivere
24
8
12
2
n+4
71 123 n + 1 263 n + 2 19 n + 3
+

+
+
x n , e la somma risulta uguale a
1
2
3
4
24 8
12
2

la cui soluzione A =
come

n =0

71 1
123 1
263 1
19 1
1
+

+
+
=
2
3
4
24 1 x
8 (1 x)
12 (1 x)
2 (1 x )
(1 x ) 5

71x 4 85 x 3 + 155 x 2 + x + 24
.
24(1 x) 5

15

16

17

18

Per concludere, si osservi che possibile dare uno sviluppo in serie di Taylor anche per la
funzione f(x) = (1 + x), dove un numero reale fissato. Se calcoliamo le derivate successive di f,
troviamo
f(x) = (1 + x);
f'(x) = (1 + x)1;

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f"(x) = ( 1)(1 + x)2,
e in generale f(k)(x) = ( 1)... ( k + 1) (1 + x)k, cosicch risulta
f(k)(0) = ( 1) ... ( k + 1).

( k + 1) k
x , che,
k!
k =0
ricordando la definizione di coefficiente binomiale per un generico reale, diventa
Pertanto la serie di Taylor di f con punto iniziale 0

k
x .
k

k =0

( 1)

(14)

Si dimostra che la serie (14) effettivamente converge alla somma (1 + x) per 1 < x <1.
Questo consente di ricavare tramite derivazioni ed integrazioni altre interessanti formule,
analogamente a quanto stato fatto prima a partire dalla serie geometrica. Ad esempio, ricordando
1

k ( 2k 1)!!
che per un generico k il coefficiente binomiale
, possiamo scrivere
2 vale (1)
(2k )!!
k

(1 + x )1/ 2 =

(1) k

k =0

(2k 1)!! k
x .
(2k )!!

(15)

Ponendo nella (15) t2 al posto di x, abbiamo:


1
1 t 2

(2k 1)!! 2 k
t .
k =0 ( 2k )!!

(16)

Infine, integrando termine a termine, otteniamo il seguente sviluppo, valido per 1 < x < 1:
arcsen x =

(2k 1)!!
x 2 k +1 .
k =0 ( 2k )!!( 2k + 1)