Sei sulla pagina 1di 13
UTS OES Testi DI JODOROWSKY Meee Moebius Proibito - Artigli d’Angelo di Moebius e Alejandro Jodorowsli Griffes d'Ange © Les Humanoides Associés, SAS - Paris, 2013 Per questa edizione: © Tespi sti, 2013, Cotlana Nuvole a'Autore, 7 Direttore Editoriale: Nicola Pesce Ordini o informazioni: info@edizioninpe.it Ufficio stampa per il volume: Valentino Sergi ufficiostampa@edizioninpe.it Realizzato dal service editoriale Christian G. Marra - Passenger Press Service titolo “Artigli d'Angelo” é stato scritto @ mano libera da Ewa Hatz. ‘Stampato presso Tipolitografia Trullo Sir. Via Ardeatina, 2479 (00134 Roma (Italy) Nicola Pesce Editore (Edizioni NPE) @ un marchio in uso di Tespisrl Via Appia Nuova, 666 - 00179 Roma wwwvedizioninpe.it | ibri della collana Nuvole d'Autore sono ordinabili presso il sito ‘www.edizioninpe.it Informazioni, aggiornamenti ed approfondimenti quotidiani presso hhtepsi//www.facebook.com/EDIZIONINPE Griffes ¢’Ange Originally published in French by Les Humanoides Asso- cigs. Copyright ©2012 Humanoids, Inc. Los Angeles. All rights reserved, All characters, the distinctive likenesses thereof and all related indicia are trademarks of Humanoids, Inc. Humanoids is @ trademark of Humanoid, Inc. Los Angeles. The story, characters and incidents mentioned in this book are entirely fictional Sesso catartico Gianni Brunoro Come ti cade l'occhio sul vocabolo, hai una specie di riflesso condizionato, V'automatica impressione — complici senza dubbio rimosse memorie scolastiche — che si tratti di una “parola latina”. Ma quando la focalizzi e leggi consapevolmente "Mcebius”, allora quello che ti coinvolge é un complicato insieme di impressioni. Specie, ovviamente, se sei un appassionato e/o un conoscitore dei fumetti, perché quel nome ti si associa subito all'idea di un autore al quale sarebbe assai difficile non attribuire Ventita di “genio”... A partire proprio da quel nome, che come ben si sa @ uno pseudonimo (di Jean Giraud, 1938-2012), e nient/affatto casuale, Perché Moebius - quello vero, ossia August Ferdinand Moebius (Schulpforta 1790 - Leipzig 1868) - fu un matematico tedesco, che sviluppd nel 1827 uno dei primi aspetti del calcolo vettoriale, ma soprattutto fu pioniere della topologia, dove scopri la superficie a un solo lato, detta appun- tonastro o anello di Moebius. Una apparente bizzarria, ma dalle proprieta affascinanti, sia sul piano scientifico sia su quello concreto. E allora ti viene anche da chiederti come mai quel fumettaro - ossia Vesponente di una espressione comunicativa considerata umilissima al tempo della sua scelta — abbia optato proprio per uno pseudonimo di cosi profondo signifi- cato intellettualistico... Al limite dell’esoterico, perfino. Lo ha chiarito lui stesso, peraltro, in un’intervista rilasciata nel 1980 a Mauro Paganelli e Pa- trizia Zanotti: «Cid che mi interessava, era soprattutto l’anello, la striscia di Moebius, per cid che di mistero conteneva. Per molti autori anglosassoni, la striscia di Moebius era una porta tra le dimensioni, una figura geometrica e un concetto nello stesso tempo. Per me era tutto Uinteresse della fantascienza: poter passare da una dimensione all’altra. La striscia di Moebius @ in effetti come un anello in torsione, un otto disteso, é ben pil rivelatoren. Una particolare sottolineatura relativa allo pseudonimo é opportuna, per “questo” volume, erché la storia qui contenuta ne @ una coerentissima espressione. Se questa é una storia inquieta” — come accenneremo in seguito - proprio perché essa é una delle tante conse- guenze delle inquietudini artistiche ed espressive che hanno portato l'autore a quello pseudonimo. Jean Giraud (anche Gir, quanto a pseudonimi), avrebbe potuto avere -e in ef- fetti ha avuto — una brillante carriera come disegnatore “tradizionale”: basta ricordare, fra i molti personaggi da Lui disegnati secondo questi canoni stilistici, la serie western Blueberry (su testi di Jean Michel Charlier, poi ripresi dallo stesso Gir alla morte prematura del collega) che tanto sucesso riscosse, e riscuote tuttora, presso una falange di appassionati, Gir eta perd un vivacissimo intellettuale (e perfino un guru). Da una parte era furioso di vedere come in letteratura, diversamente che nei fumetti, si potessero esprimere idee di ogni genere, proprio senza limiti di argomenti. Ma era ugualmente convinto che cosi si potesse fare anche nel fumetto, superando i limiti imposti dalle convenzioni narrative della sua tradizione. A farla breve, insieme ad altri, Gir concretizzd in seguito queste “intenzioni" rivoluzionarie inventando la rivista «Métal Hurlant». Ma gia dagli anni Sessanta nella rivista «Hara Kiri» egli aveva cominciato a fare delle storie che nulla avevano a spartire con l'idea vigente fino allora, che il fumetto fosse una cosa da bambi E appunto per distinguere questo altro aspetto della sua personalit’ creativa contrassegno questa sua produzione con lo pseudonimo “Moebius”, cosi suggestivo ma soprattutto cosi abissalmente lontano da un nome “comune”: come, appunto, le storie cosi siglate erano lontane dal comune. Furono parecchie, le storie del genere, e adesso non é il caso di elen- carle noiosamente. Basti ricordare come sia considerata importante la svolta costituita dalla sua breve storia del 1973 La Deviazione, mentre negli anni successivi lasciarono sempre piu stupefatti gli appassionati certe serie quali Il garage ermetico e Arzach (beffardamente scritto a volte come Harzak, o Arzak, o Harzakc...). a * In tale prospettiva — qui sinteticissimamente solo allusa - fu fon- damentale il suo incontro nel 1975 con Alejandro Jodorowski, insieme al quale doveva studiare sceneggiatura e scenografie di ' un‘edizione (poi non realizzata) del fantascientifico Dune di Frank Herbert. Ebbene, in quella occasione scattd una scintilla: perché la polimorfica personalita visionaria di Jodorowski (regista cinematografico di film quali El Topo, o La montagna sacra, o La santa sangre, ma caratteriz- zato da una forte propensione per i fumetti, oltre a parecchie attenzioni, specie per Vesoterismo) trovd una sorprendente risonanza nei multiformi interessi caratterizzanti anche Mcebius. Il quale era oltretutto dotato di straordinarie doti grafiche, capaci di dare corpo visuale alle idee visionarie di entrambi e a “follie” visuali di ogni genere. Dal loro sodalizio nacque una quantita di opere (da Les yeux du chat a John Difool/L'Incal a Le coeur couronné...). Fra le quali Griffes d’Ange, uscita nel 1994, @ soltanto “una”. Perd parti- colarmente significativa sia per qualita grafica sia, soprattutto, per la sua entita contenu- tistica quasi da “manifesto”. Vediamo. Quest’opera compare nella Nicola Pesce Editore come primo numero di una sotto-collana concepita all'insegna del titolo “Proibito”, che potrebbe sembrare anche provocatorio. In effetti... lo &, Almeno nel senso che vi si andranno allineando titoli nient’affatto... paciosi, creati da alcuni dei grandi nomi del fumetto (senza compartimenti stagni: tanto per dire, da Moebius Proibito a Jacovitti Proibito...). Saranno opere caratterizzate magari a modo loro da una qualche unicita. Come in questo caso, in cui si potrebbe essere indotti ad ascrivere l‘opera alla pornografia. Ossia un con- cetto che il Dizionario di Italiano della Utet cosi identifica: «trattazione o rappresentazione, in scritti, disegni, fotografie, spettacoli, di temi o soggetti osceni, fatta senza altro intento che quello di stimolare eroticamente i fruitori». E quella connotazione del “senza altro in- tento” che decisamente trae fuori Griffes d’Ange da un ipotetico equivoco, come risulta evi- dente a chi voglia scorrerlo con la mente scevra dall’atteggiamento identificato nella bat- tuta, peraltro non priva di una sfumatura ironica, «la pornografia @ negli occhi di chi guardan. Certo, qui non manca quasi nulla delle situazioni tradizionalmente ascritte alla pornografia: non solo la raffigurazione degli organi sessuali, come il pube femminile 0 maschile, oppure para-sessuali come seni e glutei; ma c’é anche una ampia "rassegna” delle situazioni tipica- mente porno: tutte quelle entita che la societa considera e definisce devianze erotiche, come il masochism, il sadismo, la necrofilia, la pedofilia... Né mancano pratiche eterodosse come la fellatio o deviate come la coprofilia; e senza evi- tare certi tabu connessi alla pornografia, come U‘incesto, il feticismo, il cannibalismo (e magari con connotazioni sacrali). E la sublimazione di quel tipo di pratiche operate sui geni- tali, come la castrazione e l'infibulazione. Griffes d’Ange sembra un’autentica enciclopedia del settore, un‘esibizione provocatoria ottenuta tramite una sistematica intrusione in ogni aspetto del “proibito”. In realta, quel “proibito” nasce da un‘altra prospettiva. Cioé prende corpo nell'idea sowversiva di utilizzare situazioni roventi per giungere a effetti catartici. Attraverso un itinerario di sofferenze ma anche di esperienze conoscitive, la protagonista Griffes d’Ange arriva alla sublimazione dell'orgasmo, che diventa qui purificazione assoluta, sensazione magmatica, semmai verbalmente indecifrabile ma equivalente a un empatico respiro universale, in cui converge, intero, il creato, la natura in ogni suo aspetto. Afferma Nicola Pesce, che qui ha tradotto il testo: «E affascinante il percorso fattole fare da Jodo- rowski, procedendo per eliminazioni e semplificazioni: togliere la paura del padre, togliere la paura e Vinvidia del pene, togliere limmedesimazione con la madre, togliere la paura del dolore, togliere la propria stessa personalita» Dunque, si: non esiste qui quella pura esibizione del “senza altro intento” allusa dalla definizione di pornografia, mentre c'é invece il racconto di una formazione, c’é un’evoluzione, si va da una partenza a un approdo... E benché attraverso le vie comu- nemente ritenute scandalose dell’erotismo, qui c’é la descrizione di un itinerario iniziatico dalla paura al coraggio, e contestualmente dalla percezione oscura alla consapevolezza. Dal buio, attraverso esperienze erotiche, si pud giungere fino alla luce. Le esequie andarono avanti per alcune ore: il cadavere di mio padre si ostinava a uscire dalla bara per andare a danzare con le sue vedove. Ci vollero sei guardiani per vincere la sua resistenza epilettica e chiudere il coperchio. Riempirono la fossa con i corpi delle vedove come fossero terra. Ritornai da sola in citta. Sapevo benissimo che la casa era rimasta abbandonata per quasi cinquant’anni, ma era necessario andarci: dalle sue finestre aperte proveniva il richiamo di un forte odore di sperma. Non ho mai utilizzato assorbenti e pertanto, invece di scorrere, il sangue mestruale si cristallizzava dentro la mia vagina, formando a poco a poco un diamante rosso... Davanti al portone d’ingresso Cera mio padre ad aspettarmi, sussurrando avidamente: «Dammi quel giciellon. eee aaa CeCe a Crane a ee oan tereem eter a £ro costretta ad avanzare Samoa Cee eer ee castigata dai miei stessi desideri, One Reai CRtae ee ra err EN e avrei trasformato Cimpotenza in piacere». io cr) Sr a 3