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Michelangelo e il prigioniero nella pietra

09/10/2013
http://www.brunomedicina.com/it/michelangelo-e-il-prigioniero-nella-pietra/

4 janeiro 2016

Ogni blocco di pietra ha una statua dentro di s ed compito dello scultore


scoprirla Michelangelo
Il lavoro di uno scultore mi sempre sembrato estremamente affascinante. Pensateci un momento: avete
davanti a voi un blocco di marmo e cominciate a lavorare di scalpello. Poco a poco, dalla pietra grezza
comincia ad apparire una forma, la pietra inizia ad avere un significato, e questa forma e significato
rappresenteranno la materializzazione di unidea che si trovava nella vostra mente e la manifestazione nel
piano fisico del vostro potere creativo. Qualcosa che ci rende simili agli dei.
Questo processo pu apparirci banale, ma ci sono alcuni aspetti che meritano di essere approfonditi: il
blocco di marmo rappresenta uno spazio di infinita potenzialit, contiene un numero infinito di statue di cui
solo una potr materializzarsi. Ed interessante osservare che scolpire una statua un processo che non
implica una reale creazione, siccome la statua si trova GI dentro la pietra, ma implica leliminazione di
tutto ci che superfluo e impedisce alla statua di venire alla luce e di manifestarsi.
Questo spazio di potenzialit infinita ha tuttavia dei limiti: i pi evidenti riguardano ovviamente la
dimensione della pietra. Mentre vero che ogni pietra contiene un numero infinito di statue, e chiaro che
la statua che verr liberata avr dei limiti intrinseci dovuti alla dimensione del blocco stesso.
Altri limiti possono dipendere dalla capacit tecnica dello scultore: pu capitare di visualizzare una
scultura, che sicuramente si trova allinterno del marmo, ma di non riuscire a realizzarla per incapacit.
Oppure possono apparire limitazioni dovute ad errori di direzione: magari si iniziato con un soggetto e
poi la nostra creativit ci ha spinto in altre direzioni; disgraziatamente, la pietra non plastilina, e ci che
stato tolto, stato tolto per sempre. E, sicuramente, se ci limitiamo a dare scalpellate a caso e a togliere
materiale senza avere in mente una visione, difficilmente si riuscir a produrre qualcosa di valore.
Tuttavia, ci che certo che in ogni momento, indipendentemente dalla dimensione della pietra o dalla
brutta forma presa a cause degli errori di tecnica e di direzione, questa pietra continuer a contenere un
numero infinito di statue potenziali, e altrettanto certo contiene una scultura che pu essere un
capolavoro. Poi, sta allo scultore scegliere se concentrarsi su questo capolavoro potenziale, o disperdere
lattenzione sulle statue che non potr fare a causa delle limitazioni e vittimizzarsi. E una sua scelta, e la
decisione di focalizzarsi sulla potenzialit piuttosto che sui limiti rappresenta la vera essenza del libero
arbitrio.
Anche noi abbiamo un blocco di pietra da scolpire, che la nostra vita. E in ogni momento abbiamo un
numero infinito di variabili tra cui scegliere per farne ci che vogliamo. E certamente, se agiamo a
casaccio, difficilmente riusciremo a produrre qualcosa che abbia un valore. E, come nel caso dello scultore,
la manifestazione di questo valore non tanto un processo creativo, quanto uno scoprire e liberare ci che
gi siamo, ma che rimane nascosto da blocchi emotivi, inibizioni, paure, credenze limitanti, che
impediscono lespressione completa di questo potenziale.
Ancora, queste potenzialit sono s infinite, ma comunque limitate. Ci sono una quantit di limiti reali,
dovuti alla situazione iniziale, alla salute, alla cultura, agli errori passati ma a dispetto di questi limiti
(che spesso sono falsi ed esistono solo nella nostra mente, ma questo un altro discorso), per quanto
difficile, complicata, senza uscita ci possa apparire la nostra situazione, abbiamo comunque un potenziale
infinito da manifestare, e abbiamo la possibilit di fare con la nostra vita qualcosa che pu rappresentare
un capolavoro.
E la scelta tra il focalizzarsi sulle potenzialit o sui limiti qualcosa a cui la vita ci pone costantemente di
fronte: se a causa di un incidente ci troviamo con le gambe amputate, chiaro che ci troviamo di fronte a
un limite.
Ma sta a noi scegliere se passare il resto della nostra vita a lamentarci e a vittimizzarsi pensando a ci che
non possiamo fare, oppure scegliere di concentrarsi sulla potenzialit e decidere di sfruttare al massimo le

risorse rimaste, che continuano ad essere infinite. E una nostra scelta e come nel caso dello scultore
rappresenta la vera essenza del libero arbitrio.
Esiste per una differenza fondamentale tra un blocco di marmo da scolpire e la nostra vita, che rende la
metafora non completamente sovrapponibile. Mentre il marmo, quando inutilizzato o quando lo scultore
pensa, valuta, rimanda, rimane immutato, la nostra vita mentre aspettiamo comunque passa, e le
possibilit a nostra disposizione si riducono.
Immaginatevi la scena: siete davanti al vostro blocco di marmo, e mentre cercate di capire cosa farne, il
blocco diventa sempre pi piccolo. Fino a quando non scompare.
Cosa aspettate a fare un capolavoro della vostra vita?
Un saluto
Bruno