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ARGOMENTI SVOLTI

vedi anche app. in classe

1. PREGAR CANTANDO

Alle origini
Teatro greco, costituito dallorchestra, che era lo spazio destinato
alle evoluzioni del coro, dalla cavea semicircolare, scavata in un pendio
naturale e divisa da corridoi in pi settori, che circondava l'orchestra e
accoglieva i sedili per gli spettatori, e dalla scena, costituita da una
pedana (proscenio) su cui recitavano gli attori e da un fondale con linee
architettoniche.
Con la presa dei territori greci, lImpero Romano ne acquisisce la poesia,
la letteratura e il teatro, senza mantenere per la funzione didattica di
questultimo: smette pertanto di essere mezzo volto alleducazione civile,
divenendo fonte di diletto e svago per la popolazione di rango.
Teatro romano, con l'edificio scenico talvolta rialzato, il fondale
decorato da colonne a vari piani, l'orchestra semicircolare, la scena
chiusa da un sipario che si alzava all'inizio della rappresentazione.
Roma non il luogo dorigine del cristianesimo. Prima e dopo Pietro, si
creano molteplici cellule della cristianit in oriente, nord Africa (Turchia,
Libia, Marocco ecc.) e Israele. Ciascuno di questi luoghi articola in
maniera differente la propria musica rituale: si notano molte differenze in
base alla vicinanza o meno al bacino mediterraneo.
Si pu principiare a parlare di musica cristiana dal momento della
affermazione dellomonimo credo entro i territori romani. Con
laffermazione della Chiesa Romana rispetto a quella dOriente, il latino
va a sostituire il greco come lingua religiosa.
Dalleditto di Milano emanato da Costantino nel 313 d.C., il cristianesimo
vive un periodo di notevole sviluppo (redazione calendario
ecclesiastico), fino al definitivo declino dellImpero Romano dOccidente
(476 d.C.), in seguito al quale si determina una frammentazione di riti,
preghiere e relativi canti tra il V e il IX sec.:
culto Gallicano (Francia)
culto Mozarabico (Spagna)

- - Ambrosiano (Milano)*
- - Romano (Roma)
- - Aquileiense (Aquileia)
- - Beneventano (Italia centro meridionale)

[inizio VII sec. - papa Gregorio Magno (papa 590 - 604 d.C.) unifica i
testi sacri del cristianesimo.] Redattore dei codici musicali e del
Sacramentario, volume contenente le preghiere del celebrante durante
la messa, con cui, pur non avendo potuto annotare la musica,
contribuisce allaffermazione dei canti liturgici.
VIII sec. - stabilisce di fondare scuole di canto in alcuni monasteri
francesi e della Svizzera tedesca, dove invia i propri emissari perch
insegnino un repertorio omogeneo.
Soltanto dal VII-VIII secolo i suddetti canti, precedentemente tramandati
in forma orale, vengono riportati su carta attraverso la scrittura
chironomica, che prevedeva una vaga indicazione dellandamento
melodico verso lalto o viceversa, assimilabili agli accenti grammaticali.
IX sec. (Natale 800) - Carlo Magno viene incoronato e fonda il Sacro
Romano Imparo. Inizio redazione codici manoscritti, contenenti le
musiche fino ad allora tramandate oralmente.
IX - X sec. - diffusione scrittura diastematica: linea sotto o sopra la
quale vengono collocati i neumi, cio delle indicazioni raggruppanti una
o pi note, che a seconda di forma e direzione, assumono
denominazioni differenti.
Successivamente le linee diverranno 2, una per il C e una per il F.
XI sec. - tetragramma (4 righe), allinizio dei quali specificata la
chiave. Le note (neumi quadrati) esprimono allora una altezza specifica,
ma la durata dipende ancora dallaccentazione e dal ritmo delle parole
intonate.

Cantare e pregare
Il canto cristiano nasce come intonazione di testo. Pertanto
monodico, non diviso in battute, la scansione ritmica data dagli accenti
delle parole e non c stroficit. Pu essere intonato in vari modi:
cantillazione: lettura sillabica intonata monodica, con una piccola
cadenza alla fine e allinizio di ogni versetto. Nei salmi pu essere
diretta (intona solo il celebrante), responsoriale (celebrante e risposta
del coro), antifonale (coro diviso in due che chiama e risponde),
melismatica (vocalizzo non corrispondente ad un testo specifico,
eseguito su una sola sillaba).
intonazione neumatica: ad ogni sillaba del testo corrispondono una
nota o un piccolo gruppo di note.
Con il tempo si sviluppano anche alcune forme musicali, come:
la messa (intonazione melismatica, sillabica o neumatica), che si
delineata attraverso la giustapposizione e alternanza di testi e formule,
riuniti nel Graduale. La messa suddivisa in ordinario:
Kyrie
Gloria
Credo
Sanctus e Benedictus
Agnus Dei
e proprio:
Introito
Graduale
Alleluia
Tratto
Offertorio
Comunione
i salmi, 150 componimenti redatti ad opera di re Davide, raccolti
nellAntifonario, parte dellAntico Testamento, spesso recitati in maniera
sillabica nella liturgia delle ore (ampiamente in uso nei monasteri).

*gli

inni, canti composti da versi settenari, accentati sulla II, IV e VI

sillaba, i quali si ripetono in forma strofica ogni 4. Raccolti


nellAntifonario.
le sequenze, aggiunte di testi poetici originali alle note dei melismi.
i tropi, aggiunte di testo e musica allinterno di alcuni canti della messa
e della liturgia delle ore.

La teoria
Anche nel canto gregoriano diffuso lutilizzo dei modi, che sono 8:
4 autentici
re (I modo)
mi (III)
fa (V)
sol (VII)
4 plagali, che partono da una 4 inferiore alla rispettiva scala autentica
la (II modo)
si (IV)
do (VI)
re (VIII)
Ogni canto ha 2 punti forti:
finalis (1 suono modi autentici, 4 modi plagali)
repercussio (5 suono modi autentici, 6 modi plagali)
Questo sistema musicale verr utilizzato fino al Rinascimento.

Polifonia
Fine IX sec. - progressiva affermazione della polifonia, canto a pi
voci, spesso assimilato alla verticalizzazione, grandezza, architettura e
al progetto, canoni tipicamente gotici.
Si diffonde particolarmente in Francia, come elaborazione del canto
gregoriano.
XII - XIII sec. - costruzione della cattedrale di Notre Dame e formazione
dellomonima schola cantorum. Leoninus e Perotinus, arricchiscono
con melismi le nuove voci concepite spontaneamente dai cantori e ne
aggiungono di nuove, dallintreccio pi complesso.

Le prime forme musicali


Lelaborazione polifonica pu essere operata attraverso:
organum parallelo, composto dalla vox principalis sopra e la vox
organalis sotto, che raddoppia il canto gregoriano a distanza di 4, 5 o
8 (intervalli consonanti).
organum per moto contrario - discanto, in cui due voci partono
allunisono, fino a raggiungere uno degli intervalli consonati per moto
contrario, per ricongiungersi alla fine del canto.
organum melismatico (suddiviso in sez. melismatica, chorus e
clausula, caratterizzata dal contrappunto), in cui la vox principalis
diviene grave (tenor), contraddistinto da note lunghe, mentre la/le vox
organalis/voces organales viene posta allacuto e contraddistinta da
lunghi velismi, ciascuno corrispondente ad una sola nota del tenor.
Con lavvento di questa nuova tecnica canora, diviene indispensabile
determinare un metodo per contrassegnare la durata delle note.
Vengono utilizzati, in un primo momento, i virga e punctum desunti

dalla metrica classica (longa e brevis), che aggregati a varie


combinazioni ritmiche, danno origine a 6 modi ritmici.
II met XII sec. - attribuzione de Magnus Liber Organis a Leoninus, in
cui viene utilizzato lorgnum melismatico a 2 voci.
I met XIII sec. - allievo di Leoninus, amplia le dimensione del suddetto
volume, componendo anche a 3 e 4 voci.
XIII sec. - mottetto, dallo stile di scrittura della clausula. Al tenor,
eseguito vocalmente o strumentalmente, si sovrappongono 2 o 3 voci,
ciascuna con un testo diverso, occasionalmente in lingue diverse.
Conductus, caratterizzato dallomoritmia, utilizzato come
accompagnamento allingresso in chiesa del clero, di processioni o
pellegrinaggi, degli spostamenti dei personaggi sulla scena del dramma
liturgico.

Ars nova
XIV sec. - Affermazione di nuove tendenze antropocentriche e della
musica come valore estetico
A partire dagli ultimi anni del secolo precedente, fino alla prima met del
1300, vengono redatti diversi trattati sullorganizzazione ritmica della
musica. I brani musicali cominciano ad assumere una struttura:
lesempio tipico dato dal mottetto isoritmico, polilinguistico e
politestuale, forma polifonica complessa con funzioni celebrative,
politiche e liturgiche; basato su talea, parte del tenor a cui viene
attribuito un preciso schema ritmico e riportato in tutte le sezioni con lo
stesso numero di note, e color: ripetizioni del tenor necessarie per
concludere il canto.
Il pi importante compositore dellArs Nova e Guillame De Machaut ,

autore della messa polifonica a 4 voci di Notre Dame, composta in


occasione dellincoronazione di Carlo V il Saggio.

Un po di estetica
La musica, articolandosi, comincia ad assumere un valore estetico
proprio, esulando dal semplice ruolo di accompagnamento del pi
importante testo; pertanto, nel 1322, pap Giovanni XXII promulga un
decreto volto a riportare la musica in chiesa alle sue funzioni originarie.
La polemica coinvolge anche teorici musicali affermati, schierati su
entrambi i fronti (es. Jakobus di Liegi - Speculum Musicae, pro
tradizione).

2. NEI CASTELLI E LUNGO LE STRADE

I primi esempi
Parallelamente alla musica sacra, si sviluppano i canti
dargomento profano (inizialmente monodici):
damore
civili
politici
devozionali, intonati dai pellegrini
prime forme di teatro medievale (in latino e volgare), ideati come
abbellimento del testo
XII - XIII sec. - canti goliardici, composti dai clerici vagantes, studenti
che si spostavano fra conventi e universit, per seguire le lezioni dei
migliori docenti. Vengono raccolti, corredati dalla musica, in una serie di
codici, fra cui il noto Carmina Burana (1250).
Poesia cortese
> Germania
Minnesanger
> Francia
Nord: trovieri - lingua doil
Sud: trovatori - lingua doc

Poesia francese
Nella Francia meridionale del XII sec. il castello, custodito dalla
castellana, diviene, oltre che centro della vita politica, luogo di cultura
aperto alle relazioni sociali.
> Francia
Nord: trovieri - lingua doil. Dopo la crociata contro gli Albigesi,
voluta da Innocenzo III (1209-1229), ereditano la concezione culturale

trobadica, concependo composizioni ad essa affini, come le chansons:


de geste (tratti dal ciclo bretone, carolingio, Tristano, Parsifal,
Lancillotto)
jeu parti (canto damore in dialogo)
Sud: trovatori - lingua doc. Spesso di origine nobile, celebrano il
sentimento damore tra il cavaliere e la dama, attraverso liriche dal testo
simbolico, intonate accompagnandosi con il liuto:
canso, composizione strofica monodica, scritta con neumi quadrati su
tetragramma, dedicato alle virt della donna amata (pastorelleria,
albada-alborada, sirventese: di argomento politico).

La lauda
> Italia
Confraternite predicanti il ritorno alla povert e il timore di Dio,
che lungo le strade intonano poesie chiamate laude:
in latino o volgare, per risultare comprensibili ai fedeli (umbro / tosco)
monodiche, allo scopo di esaltare la parola > PRIMORDI TONALIT
alternanza di strofe rimate (cantore) e ritornello (fedeli) nel testo
Testi e musiche vengono raccolte nei laudari (es. Laudario di Cortona,
Umbria, 1929).

Teatro per insegnare


Agli albori del II millennio, la diffusione della fede fra la gente
comune assume forme creative, quali il dramma liturgico, riguardante il
rito in chiesa e la lauda drammatica, legata alla devozione popolare. In
occasione delle ricorrenze pi importanti si afferma nelle chiese la
pratica della lettura a pi voci della Bibbia, fino a giungere a vere e
proprie rappresentazioni teatrali, talvolta in volgere. In Francia ed
Inghilterra vengono istituiti gli uffici drammatici, nei quali il testo di base
viene dilatato in maniera didascalica secondo il procedimento dei tropi (=
aggiunte di testo e musica allinterno di alcuni canti della messa e della
liturgia delle ore). I pi importanti sono quello pasquale (Visitatio
Sepulcri) e natalizio (Pastores), da cui prenderanno spunto per le
rappresentazioni della vita dei santi.

Dramma liturgico
XII - XIII sec. - si configura come evento a s, separato dalla
liturgia:
in latino
alternanza di prosa e versi
occasionalmente corredate (nei codici) da indicazioni di regia
parti monodiche derivate sia dai canti gregoriani che dal repertorio
profano e devozione
parti vocali polifoniche, daccompagnamento dei movimenti dei
personaggi
parti strumentali, come sostegno alla monodia e collegamento fra le
scene

Musica profana e polifonia


XIV sec. - la polifonia entra sia nel repertorio sacro che profano, di
cui fanno parte:
> Francia
ballade, strofica e ciascuna strofa divisa in 2 parti intonate, la
seconda con una melodia differente dalla prima.
virelai,

*di

argomento amoroso o politico, costituiti da un ritornello

(ripresa), una strofa suddivisa in due parti metricamente e


musicalmente uguali, dette piedi e una volta, metricamente e
melodicamente uguale alla ripresa, ma con testo diverso.
rondeau, caratterizzato dalla ripetizione alternata di 2 melodie.
> Italia
La polifonia si diffonde principalmente in luoghi colti, corti, case
signorili e universit, parallelamente alla poesia del dolce stil novo,
spesso recitata cantando, assieme ad altre composizioni di carattere
profano, quali:
madrigale, composizione di carattere amoroso o agreste, a 2 voci,
costituita da 2-3 terzine (melodia-ritmo A) + 1 distico conclusivo
(melodia-ritmo B).
caccia, di struttura poetica libera, a 3 voci (2 acute che si inseguono, 3.
grave, dai valori lunghi e spesso strumentale).
ballata*
Illustre autore fiorentino dellepoca, spesso nominato nei codici che
raccolgono i suddetti componimenti, Francesco Landini (1335-1397),
detto Il Cieco degli organi (ascoltato in classe Gran pianto agli occhiballata, Cos pensoso come amor mi spira-caccia).

3. GOTICO INTERNAZIONALE

Sguardo generale
Larchitettura polifonica ideata a Notre Dame, raggiunge lapice nel

1400, presso i musicisti francesi e fiamminghi, che attraverso la


raffinazione della tecnica contrappuntistica, le cui voci assumono
progressivamente la stessa importanza, giungono ad una polifonia
piena, composta anche da pi di 10 voci.Questa complessa
organizzazione porta la musica, sia nei componimenti sacri che profani,
ad assumere un ruolo di rilievo.
Durante la Guerra dei CentAnni (1337-1453), era stata la Borgogna il
pi illustre centro culturale francese; in seguito tale ruolo spetter alle
ricche Fiandre, dove si formeranno i primi professionisti del
contrappunto (nominato in classe Jacob Obrecht, 1450-1505), contesi
fra le principali corti europee, in particolare italiane > MUSICA
COME ABILIT INNATA
PAGAMENTO DELLE PRESTAZIONI MUSICALI
A questo fine viene instaurato un percorso di apprendimento
musicale:
ammissione nel coro delle cattedrale
apprendimento repertorio gregoriano e strumento
- - composiz. contrappuntistica,
che a fine Quattrocento presenta molteplici elaborazioni del canone,
presente in forma diretta nella caccia italiana:
per moto contrario, in cui il conseguente ripropone lantecedente con
intervalli rovesciati
retrogrado, il conseguente ripropone lantecedente partendo dalla fine
censurale, il conseguente modifica ritmicamente lantecedente
enigmatico, il punto di partenza e il tipo di conseguente si ricavano
risolvendo un indovinello.
Destinati ad unesecuzione verticale-simultanea, sono tuttavia
concepiti come linee melodiche orizzontali indipendenti.
Anche la messa si innova, costruendo le 5 sezioni dellordinario su un

unico tenor, volendo trasmette un senso di unit, a cui si applicano i vari


canoni (= messa su cactus firmus), ponendo il testo in una posizione
sempre pi subordinata al canto.
In contrapposizione, la massa-parodia, che impiega voci multiple tratte
da una composizione preesistente (frammenti di mottetto o di una
chanson profana), come parte di una linea melodica.

Musica per diletto


La fioritura umanistica quattrocentesca coinvolge profondamente
arti figurative e letteratura, in misura minore la musica, ancora legata
agli stilemi tradizionali. La venuta dei compositori fiamminghi, induce
le corti a dotarsi di cappelle musicali, complessi vocali stipendiati dal
signore della corte, diretti dal maestro di cappella. Esse si esibivano
durante importanti celebrazioni liturgiche o civili, rigorosamente in latino.
Le occasioni mondane venivano invece accompagnate dalla musica
profana:
frottola (Lombardia)
villanella (Campania)
strambotto (Toscana)
canto carnacialesco (- -)
meno articolata tecnicamente
polifonicha, ma omoritmica (voci procedono assieme con lo stesso
ritmo)
forma strofica con 1 ritornello
carattere umoristico
argomento amoroso
eseguita dagli stessi cortigiani, i cui compositori erano di origine italiana.
La musica ricopre allora nelle corti italiane e non solo, un importante
ruolo sociale.

4. LESPLOSIONE DEL RINASCIMENTO

Rivoluzioni
Il Cinquecento costituisce un periodo di notevole sviluppo culturale
in tutta Europa e particolarmente re in Italia, dove, grazie allinvenzione
della stampa, si assiste alla diffusione di molteplici opere e trattati,
anche musicali (primordi armonia, contrapposta al sistema pitagorico e
ai modi gregoriani, fino alla pratica del basso continuo di sostegno agli
accordi-arpeggi in epoca barocca).

Lutero e la musica
Nel 1517 avviene, ad opera del monaco agostiniano tedesco Martin
Lutero (1483-1546), lo Scisma dOccidente, che influenza nettamente
la produzione musicale e il consumo della musica sacra a nord delle
Alpi. Egli desiderava reinstaurare un rapporto pi puro, spirituale e non
mediato fra credente e divinit, decide cos di tradurre Bibbia e testi
liturgici in tedesco. Una volta redatti, si pone il problema della
complessit dei canti fiamminghi, troppo articolati tecnicamente per
favorire una memorizzazione rapida e duratura da parte dei fedeli:
pertanto Lutero decide di comporre, assistito dal musicista Johann
Walter, alcuni semplici canti monodici o dalle armonizzazioni intuitive,
detti corali (Kirchenlieder):
monodici
in tedesco
estrema semplicit, data dalla regolarit metrica
musica spesso di origine folclorica, riadattata per il rito liturgico
repertorio arricchito e riarmonizzato continuamente (a differenza di
quello gregoriano).

Musica in San Pietro


Fra il 1545 e il 1563, pap Paolo III indice il Concilio di Trento, per
contrastare la riforma luterana. In merito al trattamento della musica
liturgica, vengono a crearsi due fazioni: la prima favorevole al totale
ritorno al gregoriano, la seconda decisa a subordinare al testo gli
abbellimenti della musica polifonica, ma senza rinunciarvi.
Lesito conclusivo porta alleliminazione degli abbellimenti
esclusivamente musicali, a favore della valorizzazione del testo, volta
a rafforzare la devozione dei fedeli.
Tuttavia il gregoriano rimane il modello esclusivo da rispettare per la
composizione dei canti liturgici (messa, per la quale viene ammesso
laccompagnamento con lorgano): a tale proposito, nel 1641, viene
istituita una commissione incaricata di revisionarli e prepararne una
nuova versione (raccolti nellEditio Medicea).
Il latino continua a ricoprire un ruolo di rilievo nella redazione della
musica ecclesiastica, ormai incomprensibile per la maggioranza dei
fedeli. A questo proposito, in ambito cattolico, viene promossa unopera
di rinnovamento e proselitismo, attraverso nuove forme musicali
devozionali, quale loratorio: un genere musicale d'ispirazione religiosa,
ma non liturgico, di genere drammatico ma eseguito senza
rappresentazione scenica.

Giovanni Pierluigi da Palestrina (1525-1594)


Incarna lo spirito del Concilio di Trento, in veste di massimo
esponente della scuola romana, senza rinunciare alla vocazione di
polifonista. Opera presso San Pietro, sotto papa Giulio III, dal 1551.
Compone oltre 100 messe altrettanti mottetti:
contrappunto piegato allesaltazione del testo
estrema cantabilit
equilibrio delle voci
Crea un proprio metodo compositivo (metodo Palestrina), modello per
la composizione polifonica sacra fino a fine Ottocento:
rispetto assoluto del testo
precisa corrispondenza tra accenti musicali e testuali
senso di calma e solennit dato dallequilibrio fra scale ascendenti e
discendenti e bilanciamento degli intervalli
ogni voce indipendente e scritta nella parte pi confortevole del
proprio registro, senza particolari sforzi dintonazione.

Musica in San Marco


A differenza della musica nella capitale, quella di Venezia si bilancia
fra esigenze confessionali e scopi civili, in quanto citt aperta ai
commerci, orientati verso Oriente e fulcro di una scuola pittorica
incentrata su un particolare uso del colore. A causa della meditata
vicinanza fra basilica (San Marco) e Palazzo Ducale, le celebrazioni di
carattere religioso spesso si sovrappongono a quelle civili. San Marco
viene rifondata nel 1063 e presenta tracce di una cappella musicale dal
1404, sviluppatasi grazie allapporto del fiammingo Adrian Willaert:
cori spezzati o battenti, cio coro diviso in 2 semicori, che si alternano
nellesecuzione dei brani in stile antifonale
accompagnati dai 2 organi della basilica

Molteplici personaggi di rilievo si succedono nel ruolo di secondo


organista, primo organista ed infine maestro di cappella, fra cui i pi
celebri Willaert (dal 1527 al 1562) e Claudio Monteverdi (dal 1613 al
1643), segnando levoluzione dello stile musicale rinascimentale a quello
barocco, fra polifonia e monodia, fra contrappunto fiammingo e
melodramma; sia dal punto di vista compositivo che organistico, creando
il primo repertorio di musica strumentale dinsieme (prevalentemente per
gruppi di ottoni. Es. raccolta Sacrae Symphoniae (> sinfonia =
unione di suoni)-1597, Sonate e Canzoni per Ottoni-1615).

Musica quotidiana a palazzo


Grazie alla diffusione delleditoria musicale negli ambienti raffinati
delle principali capitali italiane, si assiste ad una massiccia diffusione
della musica profana. Nel 1507 Petrucci pubblica a Venezia una raccolta
di frottole e brani per voce e liuto (scrittura per liuto = intavolatura),
che contribuisce al consumo diretto della musica da parte dei dilettanti.
Nelle corti rinascimentali, che diventano culla delle arti, la pratica
musicale parte integrante della vita quotidiana: vengono cos a
formarsi dei gruppi di virtuosi (Concerto delle dame-corte dEste, 1580)
per lintrattenimento privato. I tipici strumenti dintrattenimento dellepoca
sono:
ghironda, strumento a corde strofinate, suonato da una piccola ruota
girevole, azionata tramite manovella
liuto, strumento a pizzico di origine araba
trombe
tromboni
altri strumenti a fiato

Poesia e musica
Mentre in ambito sacro spopolano messa e mottetto, nella musica
profana si afferma il madrigale, in una nuova forma cinquecentesca:
4-5 voci
senza accompagnamento
forma aperta, per seguire strettamente i contenuti del testo letterario (di
Boccaccio, Petrarca, Tasso ecc.)
polifonico
Nasce allo scopo di trovare una realizzazione adatta al nuovo e pi
raffinato prodotto poetico, caratterizzato dal fenomeno del petrarchismo
(Pietro Bembo).
La tecnica del madrigalismo (= pittura con le note) risale agli anni 20
del Cinquecento e permane fino a pi di un secolo dopo, agli albori del
melodramma, con importanti pubblicazioni:
Luca Marenzio (1553-1599) - 9 libri di madrigali a 5 voci, 6 libri di
madrigali a 6 voci
Gesualdo da Venosa (1560-1613), dilettante musico - 7 libri di
madrigali, pubblicati in partiture (voci tutte assieme)
Sigismondo dIndia (1580-1629) - 8 libri di madrigali, dalla scrittura
sperimentale
Claudio Monteverdi (Cremona 1576-Venezia 1643) - 8 libri Madrigali
Spirituali(I - 1587, V -1605, VII - 1619, VIII - 1638), 1607 - Orfeo,
Arianna, Il ballo delle ingrate, 1640 - Il ritorno di Ulisse in patria, 1642 Lincoronazione di Poppea.
Allinizio del seicento, il testo poetico assume sempre maggior rilievo
nel madrigale (di vari tipi):
concertato
drammatico
monodico,
al cui elaborato intreccio polifonico si aggiunge un accompagnamento
strumentale (madrigale concertato), che ribadisce la tendenza alla
verticalizzazione di quegli anni.

Claudio Monteverdi
Opera come cantante, compositore e violinista: la sua musica
segna il passaggio dallo stile rinascimentale al barocco.
1590 - assunto alla corte di Mantova, dove compone principalmente
madrigali
1603 - maestro di cappella a Mantova
Dopo aver approfondito la polifonia rinascimentale, passa alla monodia
e al melodramma.
1613 - maestro di cappella a San Marco, Venezia, dove compone
musica sacra, madrigali e melodrammi.
I libro dei madrigali (1587):
polifonia a 5 voci + tecnica del madrigalismo
21 brani, alcuni riuniti in cicli, per organizzare forme pi vaste
II libro (1590):
testi dalla Gerusalemme liberata di Torquato Tasso
dallo stile contrappuntistico ad uno pi accordale
III libro (1592):
utilizzo testi di Torquato Tasso (Gerusalemme liberata), divisi in 2 cicli
(Armida e Rinaldo, Tancredi e Clorinda)
IV libro (1603):
testi dal Pastor fido di Guarini
viene redatta una versione fiamminga, in cui i madrigali polifonici si
sovrappongono al basso continuo
Esposizione della sua teoria compositiva sul rapporto tra musica e
parola.
V libro (1605) > SVOLTA:
primi 13 madrigali solo vocali
ultimi 6 con basso continuo + passaggi monodici

VI libro (1614):
3 cicli (Lamento di Arianna, dallomonima opera di Monteverdi,
Lamento del pastore per la ninfa amata, Lamento di Ero per
Leonardo)
stile polifonico
stile monodico recitativo
stile concentrato
basso continuo
VII libro (1619):
sinfonia strumentale a 5 voci introduttiva
madrigali da 1 a 6 voci
arie
canzonette
balletti
VIII libro (1638):
2 parti simmetriche (Madrigali guerrieri, Madrigali amorosi
inizio - sonetto di prologo
sviluppo - brani a 2 voci incorniciati + madrigali
conclusione - pezzi in stile, narranti il Ballo delle ingrate e il
Combattimento fra Tancredi e Clorinda)
IX libro pubblicato postumo

5. SUONARE. DA SOLI O IN COMPAGNIA

Rinascimento, allinizio

Libri per imparare a suonare

La regina del contrappunto


Nella musica del Seicento trovano spazio forme rigorose e
contrappuntistiche, quali la fuga, dalla struttura severa e a pi parti
(soprano, contralto, tenore, basso). Si basa sullimitazione
canonica , cio il susseguirsi continuo dello stesso soggetto, declinato
in 3 sezioni:
esposizione > - soggetto = tema principale
- risposta = trasposizione del soggetto una 5 reale/
tonale sotto o 4 reale/tonale sopra, dipende da
quanto si attiene agli intervalli del soggetto
- controsoggetto = altro tema in contrappunto doppio
con soggetto e risposta
divertimenti e ripercussioni, parti modulanti che evolvono il discorso
intrapreso nellesosizione.
stretti, ripropongono soggetto e risposta a distanza ravvicinata,
ottenendo proprio un effetto stretta, che porta alla coda, sulla tonica al
basso sostenuta per alcune battute, su cui viene nuovamente ripetuto il
soggetto.

Identit strumentale
Dallinizio del Seicento, si avverte sempre pi la necessit di
modelli espressivi idiomatici, autonomi e tipici della musica
strumentale:
toccata, forma strumentale autonoma, dallo stile improvvisativo e
virtuosistico, volta allintroduzione di altri brani.
fantasia
capriccio, entrambe dalla forma libera, che per prende spunto da
unidea musicale preesistente.

Gerolamo Frescobaldi

Musica da ballo senza danza

Sonata

Domanico Scarlatti

Tanti contro pochi (orchestra)

Arcangelo Corelli

Uno contro tutti (nuovo rapporto melodia-accompagnamento)

Antonio Vivaldi

6. MUSICA E SCENA

Le premesse teoriche
Il Barocco in musica, caratterizzato da una prima fase incentrata
sulla ricerca di grandiosit e meraviglia, volte a rappresentare gloria e
potenza sovrane e divine, si colloca fra Seicento e Settecento. Il
componimento che pi lo rappresenta il melodramma (melos=canto,
drama=azione) o opera:
azione scenica interamente cantata
scenografie
costumi
macchine
La necessit di una totale adesione fra testo e musica, gi
manifestatasi precedentemente nel ritorno alla monodia
accompagnata per il madrigale, a favore dellespressione sentimentale
(affetti), si traduce in brani ad una sola voce (senso orizzontale),
accompagnati da strumenti armonici (accordi di sostegno=senso
verticale).
Allepoca si diffondono disquisizioni di carattere filosofico e letterario
sullimportanza della monodia rispetto alla polifonia, pi adatta a
valorizzare lespressivit e il significato del testo. Vengono pertanto a
formarsi diversi conciliaboli, fra cui la Camerata dei Bardi:
Vincenzo Galileo, autore del Dialogo della Musica Antica e della
Moderna (rapporto monodia-polifonia) - 1581, Canto del Conte Ugolino e
Lamentazioni di Geremia Profeta
Girolamo Mei, grecista secondo cui la tragedia greca antica risponde
pienamente alle nuove ricerche teoriche
Giulio Caccini, musicista e cantante, sfavorevole al contrappunto e
contemporaneamente ad una monodia dagli eccessivi abbellimenti
virtuosistici, che compromettono la chiarezza del testo e impediscono la
commozione di cuore e intelletto.
Il perfetto sostegno alla musica monodica si rivela dunque essere il gi
noto basso continuo.

Gli antecedenti musicali dellopera


Parallelamente alle teorie accademiche, la pratica della musica
viene esercitata a corte quotidianamente, accostata alla messa in scena
di tragedie o commedie classiche e moderne, inframezzate da
intermedi, brani di carattere allegorico-mitologico o pastorale, distinti
dal contenuto della rappresentazione, ma correlati fra di loro:
apparenti, rappresentati in scena, i quali rappresentano il precedente
pi vicino al melodramma
non apparenti, esecuzione dietro le quinte
Altre rappresentazioni antecedenti il melodramma sono:
favola pastorale, a met fra commedia e tragedia, suddivisa in idilli
scenici accompagnati dalla musica. Coinvolge personaggi mitologici o
pastorali.
(es. Orfeo-Angelo Poliziano 1471, Aminta-Torquato Tasso 1573, Pastor
fido- Giovanni Battista Guarini 1590)
madrigale drammatico, collana di madrigali polifonici, narranti una
vicenda burlesca, senza rappresentarla.
A Firenze le teorie monodiche rinascimentali si rifanno al teatro
classico, a Mantova alla favola pastorale, a Bologna e Modena si fa
strada la pi libera commedia dellarte, mentre nella pianura padana
regna ancora la polifonia, ricollegandosi alla farsa, spettacolo di
carattere comico.

Finalmente melodramma
In quanto rappresentazione veritiera, la scelta di cantare le parti nel
melodramma, piuttosto che declamarle, viene giustificata attraverso la
scelta dei personaggi: divinit e soggetti mitologici si sposano
perfettamente con la nuova formula recitativa del recitar cantando, che
procede melodicamente per gradi congiunti o piccoli intervalli, sostenuto

dal basso continuo. Il melodramma narra vicende drammatiche,


spesso a lieto fine, considerato che venivano inscenati principalmente
in occasioni festose. il caso dellEuridice (ottobre 1600) di Jacopo
Peri, messa in scena a Firenze, in occasione del matrimonio fra Maria
De Medici e Enrico IV di Francia.
Altri titoli importanti sono:
Dafne - Jacopo Peri, su libretto di Rinuccini (1597), Firenze, Casa
Corsi
Euridice - Giulio Caccini, su libretto di Rinuccini (1602), in cui il
cantante sviluppa la tecnica della diminuzione, ornamentazione di una
melodia, mantenendone riconoscibili le note fondamentali.
Orfeo - Claudio Monteverdi, su libretto di Striggo (1607), Mantova,
commissionato dal duca di Mantova, dopo aver assistito allEuridice di
Peri. [libro

p.68+app.classe]

Arianna - Claudio Monteverdi (1607), di cui ci e giunto solo il


Lamento

Lopera in casa del papa


Linteresse del pubblico per lopera semplicemente come testo
cantato, affievolitosi dopo le prime celeberrime rappresentazioni, ritorna
in voga a Roma, grazie alla costruzione del teatro privato Barberini,
voluta dal pontefice Urbano VIII (Barberini), dando origine ad unopera
romana a partire dagli anni 20 del Seicento:
maggiore spettacolarit
vocalit pi libera
figure storiche protagoniste, non pi solo mitologiche, in accordo col
recitar cantando
progressiva rivalutazione di luogo, spazio e tempo unici (3 unit teatro

classico) attrav. linserimento nel libretto, di scene quotidiane slegate


dalla vicenda principale, spesso comiche.
inserzione di espedienti musicali affini, come canzonette e ariosi (brani
chiusi)
danno origine ad una stagione
Alla morte di Urbano VIII (1644), sale al soglio pontificio Innocenzo XI,
disinteressato al sostegno dellopera romana, che riprende vitalit con
lascesa di Giulio Rospigliosi, precedentemente cardinale e librettista,
come Clemente IX.

Venezia
A partire dagli anni 30 del Seicento, il melodramma si afferma a
Venezia, attraverso la produzione del teatro pubblico. Nel 1637 viene
restaurato il teatro Tron in San Cassiano per una compagnia desiderosa
di allestire un nuovo tipo di spettacolo: il dramma per musica >
iniziativa impresariale > sostentamento autonomo della compagnia
attraverso pagamento ingresso.
Il melodramma si trasforma da spettacolo privato ad affare economico,
diffondendosi come tale in altri importanti centri italiani ed europei.
Da questo processo nascono nuove figure professionali, quali:
impresario, organizza lo spettacolo, scrittura cantanti e strumentisti,
commissiona libretto e partitura
cantanti, pi di tutti responsabili di attirare un vasto pubblico
architetti teatrali-scenografi
Cambiano gli argomenti, ormai scelti in funzione di un pubblico pi vasto
e meno consapevole culturalmente ed incrementati gli effetti speciali. Il
recitar cantando subisce un inesorabile declino, a favore di
componimenti pi spiccatamente melodici, arie, nei quali i cantanti

possono esibire le proprie capacit tecniche ed interpretative.


Principale rappresentante del melodramma veneziano Claudio
Monteverdi, che, trasferitosi nella capitale nel 1613, ne perfeziona
lopera barocca attraverso due opere celebri:
Ritorno di Ulisse in patria (1641)
Lincoronazione di Poppea (1642) [libro

p.71+app.classe]

Il teatro del vicer

Com fatto il melodramma: generi

Forme

La cantata

Melodramma italiano furi Italia: Francia, Germania, Russia

Inghilterra: generalit

Henry Purcell

George Friedrich Hndel

[libro p.81]

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