Sei sulla pagina 1di 2

Da IL FATTO QUOTIDIANO

Pedemontana, tutti da rifare i conti e i piani dellautostrada lombarda.


Di Pietro: Soldi fino a gennaio 2018
di Luigi Franco | 6 ottobre 2016
Extracosti alle stelle e stime di traffico
che alla prova dei fatti si sono rivelate
ben pi che ottimistiche sono solo due
degli scogli che stanno affondando la
societ controllata dalla Regione
Lombardia
Extracosti che quando lautostrada
ancora lontana dallessere ultimata,
secondo le richieste del costruttore
austriaco Strabag, sono gi arrivati a 3,2 miliardi di euro. Stime di traffico completamente sballate, con alcuni
tratti in cui i passaggi sfiorano l80% in meno rispetto a quanto previsto in fase di progetto. Un piano
economico finanziario da rifare daccapo. I prestiti delle banche da rinegoziare. Per finire a una continuit
aziendale oggi garantita solo sino a inizio 2018. Non facile decidere da dove partire per raccontare le
difficolt di Pedemontana, la societ responsabile della costruzione e della gestione dellomonima autostrada
che dovrebbe tagliare la Lombardia a nord di Milano. Una situazione le cui criticit sono tutte descritte dai
numeri riferiti dal neo presidente Antonio Di Pietro nel corso di unaudizione richiesta dal M5S in Regione
Lombardia, che attraverso Serravalle ha la maggioranza della societ, seguita dal Comune di Milano oltre che
da altri soci privati. Unopera che in tutto vale circa 5 miliardi di euro, 4 dei quali finanziati in project financing
e uno dallo Stato. Di Pietro, che da ministro delle Infrastrutture firm la concessione, di recente stato scelto
dal governatore Roberto Maroni per risollevare la situazione: Sono convinto come allora che se realizzata
per intero, lautostrada pu funzionare. Ricordiamoci che se ci si ferma abbiamo una miliardata di costi tra
penali, rimborsi ai soci e opere lasciate a met, ha detto lex pm. Sottolineando per pi volte che dar lok
alla realizzazione dei tratti mancanti solo se si trover la quadratura dei conti.
Lo strano caso degli extra costi Di tutto il tracciato previsto, sinora non ne stata realizzata nemmeno la
met. E allattuale stato di avanzamento dei lavori, ammontano gi a 3,2 miliardi di euro le riserve, ovvero gli
extra costi che il costruttore Strabag vuole far valere. Una cifra che Di Pietro ha definito anomala, tanto pi
se paragonata con il valore complessivo dellopera. Sui primi 1,8 miliardi di riserve (relativi allo stato di
avanzamento di agosto 2014) attualmente in corso una trattativa tra Pedemontana e Strabag per trovare un
accordo bonario. Al lavoro c una commissione ad hoc: Il perito nominato da Pedemontana arrivato a una
valutazione delle riserve pari a circa 20 milioni ha comunicato Di Pietro quello di Strabag intorno a 60-70,
mentre la valutazione del presidente della commissione di circa 40 milioni. probabile dunque che si
riuscir ad arrivare a un accordo molto al di sotto delliniziale richiesta del costruttore, pari appunto a 1,8
miliardi. Resta da capire come mai Strabag abbia avanzato inizialmente richieste cos elevate. E perch i vecchi
vertici di Pedemontana come ha fatto notare il consigliere del M5S Stefano Buffagni abbiano avviato le
procedure dellaccordo bonario solo dopo le sollecitazioni dellAnac, lAutorit nazionale anticorruzione
guidata da Raffaele Cantone.
Le previsioni sballate sul traffico A pesare sulla situazione della Pedemontana non ci sono solo gli extra
costi. Ma anche le stime sballate fatte in fase di progetto sul numero di veicoli che lavrebbero utilizzata.
Bene, qui i numeri dati da Di Pietro per il periodo gennaio-settembre 2016 sono impietosi: 12.232 veicoli
teorici giornalieri medi (ovvero veicoli che percorrono in media lintera tratta sommando tutti i chilometri
percorsi), il 59% in meno dei 30mila previsti. E se si prende il tratto realizzato della tangenziale di Varese, uno
dei lotti del progetto, qui il calo rispetto al previsioni del 78%. Stiamo subendo il fatto che non tutta la
tratta completa e le stime iniziali consideravano tutta lautostrada aperta sostiene Di Pietro . In ogni caso
le cose stanno migliorando. I dati riportati per lultima settimana di settembre, effettivamente, sono in
leggera salita, con 14.765 veicoli teorici giornalieri medi (-51% rispetto alle previsioni). Ma c chi come Dario

Balotta, responsabile Trasporti di Legambiente Lombardia, contesta il dato di 30mila veicoli preso come
riferimento: Il primo piano economico finanziario parlava di 60mila passaggi medi.
Il flop del traffico pesa sui ricavi da pedaggio, che nei primi 11 mesi si sono fermati a 17,2 milioni di euro,
numero che Di Pietro ha ammesso essere ben pi basso delle previsioni, senza per fornire il dato sul delta
negativo. Sugli incassi c poi un altro effetto negativo, oltre a quello determinato dai minori passaggi di
veicoli: non tutto quello che andato sotto la voce ricavi infatti stato incassato e mancano allappello ben
3,9 milioni di euro. A non funzionare, in questo caso, il sistema di esazione scelto, che sino a oggi ha
evidenziato tutti i suoi problemi: si chiama free flow e anzich i classici caselli prevede la lettura automatica
delle targhe di chi entra in autostrada. Per recuperare le somme evase spiega Di Pietro abbiamo
incaricato una societ di riscossione.
Il prestito da rinegoziare con le banche Come ha fatto notare il presidente di Pedemontana, le fonti di
finanziamento necessarie per completare lautostrada sono tre: il capitale messo dai soci, i prestiti bancari e i
ricavi da pedaggi. E questi ultimi, come detto al di sotto delle attese, hanno un duplice effetto negativo, visto
che i ricavi futuri erano una parte delle garanzie su cui contava la cordata di banche, guidata da Intesa
Sanpaolo, per assicurare un prestito da 2,4 miliardi di euro. Stiamo eseguendo nuove stime di traffico per il
futuro dice Di Pietro dopo di che andremo a rinegoziare il prestito, considerando per che va rinegoziato
anche l8% di tasso previsto dal contratto con le banche, troppo alto rispetto allattuale costo degli interessi.
Se lentit del prestito verr ridotta, per completare lopera si dovr mettere mano a un aumento di capitale.
Evenienza per cui Di Pietro ha escluso che Strabag, come ipotizzato da qualcuno, potr avere quote della
societ in cambio dei crediti derivanti dalle riserve: Giuridicamente non si pu fare.
Un piano finanziario da rifare Il Piano economico finanziario, per ammissione dello stesso Di Pietro, andr
rivisto. Magari passando anche per un ridimensionamento di progetto e costi. Quando i consiglieri gli hanno
chiesto informazioni sulla continuit aziendale, Di Pietro ha risposto: Al momento lautonomia finanziaria
garantita fino a gennaio del 2018. Difficile pensare che non sar necessario un intervento delle casse
pubbliche, come gi successo per laltra autostrada lombarda che ha fatto flop, la Brebemi. Di questioni sulla
sostenibilit di Pedemontana ancora tutte aperte, parla il capogruppo del Pd Enrico Brambilla. Pi duri
Buffagni del M5S (Di Pietro dovrebbe fare il liquidatore della societ) e Balotta di Legambiente (numeri da
default).