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Temporale

estivo
DOMENICO PENNONE

SEZIONE 1

TEMPORALE ESTIVO
Domenico Pennone

CAPITOLO I
Dalla persiana di legno bianco si era ormai intrufolata laccecante luce rossa dellenorme neon pubblicitario, gentilmente concesso dalla benemerita CARIPLO.
Da anni, quelleffetto metropolitano, mi annunciava preciso
linizio della sera.
La mia ex famiglia non sarebbe pi arrivata. Madre e figlio,
ormai decisi a ricambiarmi delle tante attese vane, mi avevano
fatto, questa volta, davvero un bello scherzo! Niente pi vacanze
insieme e, forse, niente pi di niente insieme.
Era necessario, comunque, anche se spiacevole, uscire, non fosse altro che per trovare qualcosa da mangiare. Mentre riflettevo,
sullimprobabile menu che avrei potuto organizzare, incominciai
a pigiare col dito deciso sul tasto di richiamo del mio palmtop ed
a scorrere, lentamente, i record delladdress. Non vera dubbio:
senza rifletterci, stavo cercando qualcuno cui telefonare, ma nello
stesso tempo, ripercorrevo un pezzo della mia vita.
Indugiai appena sul numero dellufficio di quella che era stata
la mia met, ma ripresi subito il procedere veloce, quasi a tentare
di esorcizzare, in quel modo, una presenza pi viva delle altre. Finalmente mi fermai: Laura P. 0815522036. Come non averci
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pensato prima, Laura era arrivata a Napoli da due giorni e al suo


arrivo mi aveva subito chiamato, erano mesi che non la vedevo.
Salii lento la breve rampa di scala dellantico e cupo edificio,
nella cui ex cappella nobiliare era stata ricavata la casa di Laura.
Un edificio antico, costruito prima del secolo dei lumi, di quelli che compongono il cuore della vecchia Napoli. A passarvi davanti ogni mattina puoi anche pensare che siano tutti uguali, con
i loro cortili poco curati e le enormi scalinate aperte alla vista di
chi sintriga su chi sale e chi scende, ma se ti fermi e provi a scrutarci dentro, scopri le mille differenze volute per segnare uno stile
o forse il carattere di chi li fece costruire. Nulla lasciato al caso,
nulla ordinario. Non solo quello che fu nella testa del costruttore, ma anche quello che, le generazioni dinquilini e proprietari,
vi hanno poi aggiunto e decisivo come sempre, il contributo dei
portieri.
I portieri della Napoli antica, quelli che ancora sopravvivono
ai citofoni ed alle telecamere, sono parte vivente delledificio che
custodiscono. In loro vi si adagiano come amabili parassiti, con il
loro carico doggetti incomprensibili tenuti in bella vista di chi deve chiedere dove andare.
In genere ti rispondono sgarbatamente, ma fa parte del loro lavoro, un po come quei cani da finta guardia, che abbaiano ad
ogni intruso, salvo poi essere felici di vedere gente nuova. Dai loro angusti anfratti, che dovrebbero poi essere casa, ufficio e luogo
di riposo per chi deve affrontare scale di livello poco industriale,
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escono sempre degli odori molto forti e spesso nauseanti. Un tanfo di cibo in cottura, muffa e carta mal conservata.
A quellora per la topaia era chiusa e quel posto mi dava i brividi, avrei preferito il rude Dove dovete andare?.
Bussai e attesi aggiustandomi i capelli, chiedendomi se non fosse arrivato il momento di provare qualche prodotto per la calvizie. Non che la caduta dei capelli mi preoccupasse molto ma indubbiamente avrei dovuto pensarci, le tempie ormai erano esposte alle intemperie.
La porta mi fu aperta da una giovane e attraente donna in
jeans e canottiera rossa. Le sorrisi, ma lei si limit a chiedermi:
Mario? ed al mio assenso lasci libero il passaggio. In casa
cera solo lei e Laura, che in fretta mi present Susan, australiana
dorigine irlandese, in vacanza in Italia, sua ospite per qualche settimana.
La casa, ben arredata ma in evidente disordine, con le valige
aperte allingresso e non ancora svuotate, davano pi il senso di
un albergo da occupare per pochi giorni che di una residenza anche se occasionale comera usata da anni da Laura.
Susan mi sembr decisamente meno interessata di quanto lo
fossi io alle conoscenze straniere, anzi a dire il vero, sembrava interessata solo al televisore e al telecomando che teneva stretto tra
le mani, mentre dondolava le gambe dal bordo di una splendida
poltrona di pelle rossa. Imputai la cosa al mio molto vago slang
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inglese e alla difficolt di trasmettere il mio umorismo partenopeo nella sua lingua. Decisi che non era il caso di indugiare con
lei oltre le presentazioni ed i convenevoli.
Laura minvit ad accoccolarmi sullo stretto divano, giusto di
fronte alla sua amica, mentre con un asciugamano di spugna azzurra si asciugava i corti capelli neri. Avevo evidentemente interrotto la sua doccia, ma non sembrava scocciata della cosa e neanche preoccupata del fatto che laccappatoio bianco non fosse del
tutto chiuso sul seno.
Iniziammo cosi quella che mi apparve subito come una penosa
e stanca conversazione sui vecchi tempi e su quello che la vita ci
regalava. Stavo per fare il doveroso invito a cena, quando scorsi
sul tavolino la scatolina dargento e linconfondibile banconota arrotolata. Litaliana si accorse dei movimenti dei miei occhi e si
protese, generosamente, in un assai cortese invito.
Non era certo il genere di svago che preferivo e soprattutto
non sapevo che lo fosse diventato per Laura, ma, vista la situazione e considerato il mio pessimo stato danimo, pensai che forse
avrei dovuto provare, magari senza esagerare.
Susan sembr improvvisamente distolta dal suo studio sul quiz
made in Italy e per la prima volta apparve cordiale. Un po per
galanteria ed un po per evitare di commettere errori dinesperienza lasciai che fossero le due ragazze ad iniziare, e quando venne il mio turno mi limitai ad aspirarne molto meno della met di
quanta naveva preso Susan, lasciando, sullo specchietto da truc5

co, unorfana striscetta bianca. Poi, visti gli sguardi sorpresi delle
due, vintinsi sopra il dito inumidito dalla saliva e lo passai sulle
gengive, con gesto che voleva essere esperto ma che apparve goffo e imbarazzato.
Laura sorrise e mostr curiosamente i denti. Afferrai al volo:
intinsi di nuovo il dito e lo passai sulle sue gengive. Quel gesto
mi provoco un brivido alla schiena e non potei evitare di scrutarle dentro laccappatoio. Conoscevo Laura da anni, avevamo diviso nottate insieme a parlare di lavoro e ad arrabbiarci per il mondo che non andava mai nella giusta direzione e mai mi era capitato di pensare ad una forma di rapporto tra noi che includesse anche il sessoalmeno fino a quel momento.
Laura decisamente era una ragazza graziosa. Occhi neri, capelli neri e pelle bruna. Nulla dappariscente, non era una ragazza da shock ma il suo corpicino minuto, ben fatto e la sua intelligenza vispa, ne facevano una donna molto attraente. Mi chiedevo come mai solo allora mi fossi accorto del fatto che la trovavo
attraente e tentai di scacciare il pensiero colpevole di chi sa che
solo la solitudine porta ad accorgersi di quanti nostri simili possano piacerci.
La cosa mi dava un po di senso di colpa ma, a dire il vero, in
quel momento ero pi interessato e preoccupato dei possibili effetti della droga che incautamente avevo deciso di provare.

Susan riprese il suo lavoro al telecomando e Laura chiese finalmente del mio dramma familiare. A quel punto per non avevo
pi voglia di parlarne e tentai di cambiare in fretta argomento.
Provai a scherzarci sopra, con battutine sceme che misero ancora di pi in mostra il mio imbarazzo ma anche la mia tristezza.
Lei mi guard comprensiva con i suoi occhioni neri e accompagn, con una carezza sul mento rasato di fresco, il sorriso amorevole che sapeva di compatimento. Le dissi, ridendo, che mi ero
accorto di quanto fossi ridicolo nella parte del marito abbandonato. Stranamente non rimasi sorpreso quando sentii le sue labbra
sulle mie ma persi subito ogni senso dellhumour.
Non sarebbe dovuto succedere, tutto era viziato. Quella roba
ficcata a pressione nel naso e che veniva da terre lontane rendeva
la situazione falsa, non reale.
Mi ero appena ripreso da quel lungo bacio quando mi accorsi
che Susan era ancora l, apparentemente incurante di noi, mentre sorrideva al vecchio e buon orso Yoghi, comparso misteriosamente, vista lora insolita, sullo schermo. Volevo dire qualche cosa per rompere il mio imbarazzo ma lo scendere lento della cerniera dei miei pantaloni mi fece quasi soffocare e non osai fare gesto quando vidi il suo volto avvicinarsi al mio petto. La sentivo baciare e scendere piano, poi quel volto da ragazza mediterranea
spar e alla mia vista rimasero solo i capelli ancora bagnati che accarezzai con dolcezza. Mi mancava il respiro.

Tutto continuava a non avere senso, eppure avveniva, con strabiliante velocit e semplicit.
Vidi allora laustraliana rivolgersi verso di noi mentre lentamente si liberava della canottiera rossa, mostrando il seno che a
me apparve enorme. La vidi inginocchiarsi e cingere con morbidezza Laura ormai stesa sulle mie gambe e, quasi a non volerla
distogliere dal suo impegno, le tolse laccappatoio lentamente senza mai toccarmi. Laura si volt e le due donne si baciarono a lungo. Le vidi alzarsi decise e dirigersi verso la camera, lasciando a
terra quel che restava del loro succinto abbigliamento. Non mi rivolsero uno sguardo, e io ebbi subito la sensazione di essere di
troppo. Aspettai qualche minuto, quindi afferrai il telecomando
abbandonato al suo destino e diedi una rapida scorsa alla TV.
Lannunciatore del Tg uno nottecon la sua solita faccia triste,
mi fece ricordare, ancora una volta, che avevo fame e nessuna voglia di restare in quel posto. Mi ricomposi in fretta e uscii senza
far rumore.
Una pizza e una birra ecco di cosa avevo bisogno, finalmente
stavo tornando nel mondo reale.
Appena fuori le scale del tetro edificio, un leggera e insolita
brezza fresca mi sfior la faccia: stava piovendo, e da molto perch la strada era gi allagata. Con preoccupazione pensai che i
miei mocassini leggeri non avrebbero resistito allacqua, ma mi
avviai lo stesso, con passo veloce, verso Via Roma.
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Mentre tentavo di scendere dal marciapiede, per evitare


unenorme pozzanghera, che vista la serata avrebbe potuto nascondere di tutto, anche una voragine per linferno, una insignificante Opel bianca, alla cui guida feci in tempo a distinguere un
paffuto e occhialuto vecchietto, provvide, con uno spruzzo che
sembrava unonda da surf, a coprire di fango le poche parti del
mio vestito ancora asciutte.
Ritualmente maledii il Comune che non puliva le fogne e altrettanto ritualmente mandai a quel paese lanziano e temibile automobilista.
Nel frattempo, cos comera iniziato, smise di piovere e io decisi per lAntica pizzeria. Mangiai la pizza con voracit e mi limitai ad una sola birra: la paura per gli effetti dello stupefacente mi
consigliava di andarci piano. Nel locale, che conoscevo bene, mi
sembr che tutto fosse ritornato a posto, il cameriere era un cameriere e la pizza semplice pasta di farina con lievito, accompagnata da quei magnifici doni della natura che sono la mozzarella
ed il pomodoro. Tutto regolare, lincubo era finito.
Lo stomaco pieno e lanomala energia che ancora avvertivo,
mi consigliarono per di fare una bella passeggiata e mincamminai senza una precisa meta, ma contento di essere semplicemente
un solitario marito, probabilmente abbandonato, padrone della
citt notturna.

Nel mio girovagare a vuoto ero ormai arrivato a Santa Lucia a


pochi passi dal mare, e la cosa non era casuale. Il mare una costante per chi ci vive vicino, una sorta di punto fermo che ti accompagna tuo malgrado nei momenti pi diversi. Non ce niente
di romantico in tutto questo, solo il fatto che il mare resta, lunico
luogo, in questa citt, dove ancora possibile trovare la concentrazione. Una concentrazione dovuta al fatto che l da sempre e
sai che ci rester anche molto dopo che tu sarai scomparso. La
grandiosit di questa sorta deternit dichiarata dalla natura, pone le tue cose, le tue angosce, i tuoi problemi, nella loro dovuta
semplicit e irrilevanza complessiva. A volte pur vivendoci vicino, ci si dimentica del mare e per mesi s pi anche non incontrarlo. Ma lui resta l, pronto ad offrirti, con la sua incommensurabile sensazione di spazio e di forza, la giusta lezione per ridimensionarti.
Decisi di scendere verso il Borgo Marinaro, dove, per certo, sapevo che era possibile trovare un locale aperto a quellora, ma prima pensai di fermarmi a riposare sugli scogli che portano al Castel dellOvo e che offrono un eccellente vista di Posillipo. Mi stesi, senza pensare a quello che facevo ed allopportunit di farlo,
sullenorme masso bianco che conoscevo bene e che si adattava a
meraviglia alla schiena dei tanti sfaccendati che da anni venivano
l a stendersi per prendere il sole in piena citt.
Era umido di pioggia ma comodo. La mia mente non voleva
ammetterlo ma ero cotto: il sonno, la droga, la piccola birra tede10

sca, ma soprattutto il rimbambimento che ti porta la solitudine. Socchiusi gli occhi, i fari delle poche auto che ancora affrontavano la curva di Santa Lucia mi riportarono indietro, al
bambino che ero stato, in fin dei conti non tanti anni prima, un
salto di non pi di trentanni.
I fari delle auto, che arrivavano veloci in curva, lasciavano decisi la loro scia di luce sulla parete buia. Stringevo forte il cuscino
e con il volto girato sempre dallo stesso lato giocavo, senza piacere, ad indovinare quando arrivasse la prossima vettura. Avevo
paura, ma non una paura di quelle che tolgono il respiro ad un
bimbo dotto anni, era angoscia.
Odiavo il buio e in casa dei nonni, la notte nessuna luce restava accesa, solo il lampione sulla strada, e quelle intermittenti luci
che filtravano tra gli stipiti semichiusi e che consentivano di riconoscere gli oggetti presenti nella stanza, ma questo non sempre
mi consolava. Ero terrorizzato, questo per davvero, dallidea di girarmi e vedere locchio di vetro del nonno, lasciato come tutte le
notti, immerso nel liquido di quel normale bicchiere sullunico comodino della casa.
E poi, dormire vicino alla porta.... Certo avevo calcolato che
in caso dingresso di malintenzionati questi avrebbero colpito prima la zia che dormiva nella stanza antecedente, ma poi, inevitabilmente sarebbe toccato a me, ed era inutile nascondersi sotto il
cuscino, meglio restare svegli e tentare di cogliere ogni rumore sospetto.
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In casa eravamo in cinque: io, la nonna, il nonno orbo e cieco,


lo zio Antonio mio coetaneo, e la zia, ancora signorina, unica a
non dormire con gli altri nella stanza da letto. Questa dormiva su
una brandina, che di giorno era nascosta dietro una porta e che,
come per magia, ad una certa ora della sera veniva istallata nella
stanza. Stanza che fungeva da sala da pranzo soggiorno e ambiente di lavoro, quel lavoro strano cui tutti in famiglia si dedicavano e che consisteva nel ritagliare, da grandi cerchi di gomma
nera, tappi per bottiglie. Non sarei riuscito pi a dimenticare
quel forte odore di gomma e le grandi cataste di ritagli e tappi
ammucchiati dappertutto. Gi i tappi! Desideravo averne qualcuno per me, per portarli a casa mia, per giocarci da solo, ma il loro, per quanto infinitesimo, valore, mimpediva di sottrarli. Ma
quella domenica sera, vincendo il rimorso, decisi di nasconderne
alcuni nelle tasche dei pantaloni e quando mia madre arriv per
riportarmi a casa chiss come iniziarono a cadermi dalle pieghe
dei bermuda e tutti si accorsero del furto. Ridevano i maledetti,
ma la cosa non mi pareva sdrammatizzasse la situazione anzi aumentava il dolore per essere stato smascherato, mi sentii colpevole di un atroce delitto. Con la scoperta della forza di gravit inizi anche quella sensazione di colpa e gli incubi che mi ricostruivano il passato, cose che mai pi mi avrebbe abbandonato.
Mi svegliai che ero gi quasi inzuppato, si era rimesso a piovere. Una corsa veloce fino allantico bar tabacchi e l, con stupore,
vidi Maria, che ordinava un semplice caff. Incautamente le po12

sai una mano sulla spalla, lei si volt di scatto, pronta, certamente, ad una prevista reazione. Mi guard e il suo viso assunse subito una espressione che a me parve di compassione. Evidentemente, fradicio comero, non davo una buonimpressione, al punto
che, anche il padrone-barista, visto il mio gesto e da buon gentleman, si avvicin minaccioso, scambiandomi probabilmente per
un fastidioso ubriaco.
Fu lei, mio capo servizio e segreto amore, che evidentemente
da poco aveva lasciato il comune luogo di lavoro, a riportare la
calma. Lo fece con uno squillante Ciao come stai ? che, visto il
mio aspetto, non poteva avere nulla dinterrogativo. Prendemmo
insieme il caff che ovviamente volli pagare io, anche per recuperare limmagine verso il buon barista, che forse, anche lui per riparare, mi sussurr un patetico quanta acqua dott stanotte.
Il temporale estivo ci dava intanto una nuova tregua, lasciando
una piacevole aria frizzantina e chiss prendendo il coraggio da
dove, le chiesi di fare due passi lungo il vecchio porto per barche
di lusso. Non le chiesi come mai si trovasse da sola in quel bar,
ma sapevo che aveva amici gi al molo e la cosa non mi stup pi
di tanto. Maria era un tipo particolare di donna, di quelle che lasciano poco alla possibilit di sentirti in dovere di proteggerle da
malintenzionati. Ferma, decisa, anche nel fisico molto notevole.
Maria incuteva in genere timore agli uomini o quanto meno soggezione.

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Parlammo ovviamente del giornale e del mio prolungato periodo di ferie concessomi con gran magnanimit dal direttore per le
mie disgrazie familiari, e mentre la conversazione filava liscia, mi
accorsi che i suoi occhi, lontani dai neon, erano ancora pi belli,
o forse mi guardavano quella sera in maniera diversa. Era alta
quanto e forse pi me e mi stupiva sempre guardare una donna
direttamente negli occhi senza dovermi appena abbassare. Stavo
quasi per dirle, finalmente, che la trovavo da sempre attraente;
quando il trillo del suo cellulare mi secc la gola.
Uhee che c, .... cosa? , e dove?... hai mandato qualcuno in
questura? ..Si scusamiero sorpresa. Va bene, ci sentiamo domani e decidiamo chi deve seguire il caso Clic!
Cazzo, una strage ai quartieri, due ragazze e un gatto sgozzate, le ha trovate una vicina che era andata per protestare per il volume della televisione, ha visto la porta aperta e....
Prostitute? chiesi tossendo e schiarendomi la voce.
Macch, una era addirittura una nostra ex collega, Laura Panetta te la ricordi? Ha fatto pure linviata a Londra! Anzi... adesso che ci penso... scusami.ma non eravate amici?
In quello stesso momento una consumata cima da yacht incontr i miei piedi. Il mio sistema nervoso sconvolto dalla notizia
non riusc a farmi recuperare lequilibrio e cos mi ritrovai nella
putrida acqua del molo piccolo.

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Il resto avvenne tutto senza che io partecipassi, il recupero, le


risate, i volontari eroici, il viaggio fino a casa sua, i vestiti del suo
ex indossati senza pudore e lei che continuava a chiedermi: sei
sicuro di non voler andare in ospedale?
Poi finalmente, davanti ad un odoroso caff, parlai:
Sono nella merda.
Ma no che ti abbiamo tirato fuori.
No quella merda l, io stasera sono stato a casa di Laura.
Ges sei stato tu!
Ma che dici, io le ho lasciate vive, anzi pi che vive....
Le raccontai, con dovizia di particolari, come si addice ad un
buon cronista, tutto quanto mi era successo in quellincredibile
notte, compreso gioco di cannuccia e accessori erotici. Lei ascolt
senza interrompere, continuando a masticare arachidi, coinvolta
come davanti ad un buon giallo, ma anche visibilmente preoccupata, e alla fine, quando il mio racconto era ormai arrivato al nostro incontro, gelidamente aggiunse: Ges vero, stai proprio
nella merda!
Quando Maria invocava il Salvatore erano problemi seri e
quella sera gi lo aveva fatto due volte.
La ringraziai per la sincerit con cui mi aiutava a superare
quel momento difficile, e le chiesi come un bambino e mo che
faccio?
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Erano omai le quattro del mattino e dal modo in cui si mosse


per rintracciare lamico funzionario di Questura, lavvocato ex
marito, per niente sorpreso di vedersi chiamare a quellora, capii
perch lei, bench pi giovane di me, fosse gi arrivata a quel livello di carriera.
Ero stravolto e quando dolcemente alla fine dei suoi colloqui telefonici mi sussurr: riposati un po che per le otto dobbiamo
andare non ebbi la forza neanche di chiederle dove.
Mi ritrovai col sole che gi coceva davanti al bianco edificio
della questura centrale, con abiti che mi stavano larghi e corti,
con la bocca amara, e mentre lei mi sussurrava complice ti raccomando, di solo la verit, non cadere in contraddizioni, guardai il cielo come per lultima volta. E finita pensai, chiss cosa
penser mio figlio.
Entrammo in questura dal lato riservato al personale e alla
stampa e neanche mingelosii quando tutti continuavano a salutarla mentre di me quasi nessuno si accorgeva. Eppure avevo lavorato in sala stampa per anni. Finalmente la stanza 46 si apri e un
caloroso Cara Maria, sempre puntuale, incurante della mia sofferenza, ci accolse nellombrato ufficio per commissario capo.
E allora, questo il tuo amico?
Si ero io, distrutto nellanimo e nel fisico, lasciato dalla moglie
e dal figlio, sedotto e lasciato a mezzo da una vecchia amica che
prima lo aveva drogato e poi si era fatta sgozzare, e per finire, aiu16

tato da una collega che trattava come uninchiesta la tragedia che


stava vivendo.....
Per stato fortunato...
Che dici?
Lassassino lo hanno preso subito, era un tossico, ha confessato tutto, stava a rota. E entrato per rubare, ha trovato quelle
due, preso dal panico ha incominciato a tirare
coltellate e ne ha ammazzata una.
UNA? esplosi.
Una? , ma non erano due? Aggiunse altrettanto sorpresa il
mio capo.
No, litaliana si salvata, niente di grave, ed ha anche confermato i fatti. -pausa- Dott vi andata bene. Per, che amicizie
che avete, in quella casa hanno trovato anche cose strane, ma m
non posso parl... segreto istruttorio.
Era una collega abbozz Maria.
Comunque ora lei deve rilasciare la sua deposizione, in seguito vi mander a chiamare il giudice, -e in tono preoccupato, guardando la mia accompagnatrice aggiunse - Mar, ti raccomando,
deve restare a Napoli, non si sa mai.
Il loro modo di parlare la loro strana complicit, non mi sorprese, dovevano essere proprio vecchi amici pensai, in fin dei conti ero stato proprio fortunato.
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Lasciai la questura che erano le due, un caldo infernale avvolgeva via Cervantes, nel pomeriggio sarei andato da Laura, in
ospedale, anche se proprio non navevo voglia.
Maria mi aveva aspettato ed era perfettamente in forma, anche se qualcosa lasciava trasparire la sua strana inquietudine.
Allora mi offri una pizza prima di andare al giornale? Tu oggi riprendi il lavoro.
Ges -la imitai- che occhi che hai, ma anche che stomaco!

CAPITOLO II
Il parcheggio davanti allospedale Loreto Mare era pieno, in
un angolo della piazza notai alcuni motorini legati con catena a
paletti di antica amministrazione, pensai che quello fosse lo spazio destinato ai mezzi a due ruote e mi ci diressi veloce facendo
dribblare con gusto la mia vecchia vespa duecento Px.
Dotto qua la vespa non sta bene!
E perch scusate? questo non un parcheggio?
Solo per le auto, non sono autorizzate le vespe.
Autorizzate da chi, se questo parcheggio abusivo?

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Sentite non tengo tiempo a perdere, lo saccio io da chi autorizzato, pigliata a vespa e ghiatevenne!
Restare calmo e cambiare tono, in genere il sistema funzionava.
A vespa mia autorizzata, non vi preoccupate, forse non mi
avete conosciuto.
L ommo mi squadr perplesso, poi gir la schiena e a mezza voce aggiunse minaccioso: Io non tengo responsabilit, facite
chella ca vulite
Misi la vespa sul cavalletto, e labbandonai col cuore in gola,
non potevo, dopo quella sparata, legarla con la catena, il mio
bluff non avrebbe retto, sperai soltanto nella pessima condizione
del veicolo.
Mi avviai con atteggiamento distaccato, senza neanche voltarmi indietro per guardarla, forse avevo giocato troppo sulla sua pelle.
Allufficio accettazione, un signore in borghese nascosto dietro
la sua Gazzetta, incurante delle grida che venivano dalladiacente pronto soccorso, con evidente fastidio, abbandon per pochi attimi il suo approfondimento sul campionato interregionale.
Mi squadr da capo a piedi e alla fine ascoltata la mia precisa richiesta e, dato appena uno sguardo a quello che sembrava un registro, perentorio afferm: Quarto piano. Dal tono capii che
era inutile chiedere qualche precisazione.
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Mentre cercavo lascensore inizi il pandemonio, un poliziotto


grid qualcosa verso il posto di guardia, altri due ne uscirono di
corsa.
Sentii una sirena e una sgommata dauto, la gente incominci
ad agitarsi, qualcuno correva. Una donna per le scale gridava isterica, un anziano signore in pigiama a strisce mi afferr il braccio:
Giovane o terremoto?.
La sua domanda ebbe leffetto di una bomba, tutti incominciarono a essere presi dal panico, un giovane medico gridava calma
non successo niente, ma, evidentemente, la profonda stima
che la gente aveva verso il camice che indossava, li portava a ritenere piuttosto che si era vicini alla fine del mondo e che quindi la
cosa migliore era scappare.
Accertato che non si trattava di alcun fenomeno tellurico decisi di salire (comunque a piedi) verso il reparto dove doveva essere
ricoverata Laura. Fui superato, mentre salivo da vari poliziotti
con armi alle mani. Qualcosa mi diceva che forse avrei fatto meglio a cambiare direzione, troppe emozioni nelle ultime ore, ma
ero un giornalista (sic!) e non potevo sottrarmi, magari quella era
la vota buona che mi trovavo sul posto giusto al momento giusto.
Immaginai titolo e sommario: tragedia in ospedale, un nostro cronista ha assistito a tutte le fasi della..., gi ma che stava succedendo?

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Arrivai al quarto piano sudato e stanco. Mincamminai verso


un lungo corridoio, poi un poliziotto baffuto e grasso mi blocc
la strada.
Con me cerano una decina di persone che gridavano in dialetto, volevano entrare nel reparto dove evidentemente avevano dei
congiunti.
Mostrai il tesserino di giornalista e sperai che la cosa funzionasse, ma il poliziotto seccato si limit a chiamare un giovane in borghese, evidentemente un funzionario, che mi guard stupito:
Gi state qua, e come avete fatto? Comunque non vi posso
far passare, aspettate un poco.
Mi sedetti tranquillo su una panca tanto valeva spettare. Dopo
dieci minuti tornai alla carica, il baffuto irritato richiam il funzionario e mentre questi minvitava ad aspettare sentii una mano
decisa stringermi la spalla e una voce calma che diceva: fallo passare sta con me. Mi voltai e il viso sorridente del commissario
Ambrosio fu la sorpresa che mai mi sarei aspettato. Mi affianc,
guidandomi tra due ali di stanzoni, dalle cui porte, semi socchiuse, uscivano i volti curiosi e impauriti dei degenti, che cercavano
di capire quello che stava succedendo. Non riuscii a dire niente,
fu Ambrosio che parl per primo:
Ma insomma voi state sempre nel posto sbagliato al momento
sbagliato, mi spiegate che ci fate qua?

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Fino a poco fa speravo nel contrario....Ero venuto a fare visita


alla signorina Panetta, ve lho detto che eravamo amici
Peccato pare che siete arrivato tardi...
Nel dirlo si avvi in una delle camere, mentre alcuni poliziotti
si scostavano salutandolo per farlo entrare, lo seguii senza riuscire
a dire niente, nella stanza, che era piena di gente certamente
agenti che si aggiravano come se cercassero qualcosa, cerano
quattro letti. I due di sinistra erano disfatti, le lenzuola pendevano da un solo lato, indicando chiaramente la fretta di chi li aveva
lasciati, suppellettili per terra rafforzavano lidea di una fuga. Sulla destra verso la finestra alcune aste cui vi erano appese bottiglie
di vario colore collegate tramite tubicino al corpo di un anziana
donna mi fecero pensare che quella povera anima probabilmente
non si era resa conto di quanto era accaduto.
Nel quarto letto, attaccato per tutta la sua lunghezza alla parete, in una pozza di sangue il corpo di quella che subito riconobbi.
Rimasi fermo sulla soglia della porta, Ambrosio si avvicin al
cadavere scambi qualche parola col collega che la stava esaminando poi si volt verso di me, mi guard gelido e, accortosi che
stavo per svenire, disse ad un agente, accompagna il signore fuori e fallo aspettare.

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Correvo nel lungo interminabile corridoio, il fiocco azzurro


era sciolto, mi mancavano due bottoni al grembiule, ero in ritardo, la campanella suonava, avevo fatto ancora tardi, quella volta
la maestra non me lo avrebbe perdonato!
Ancora la campanella, correvo ma non riuscivo a raggiungere
laula, il bidello rideva, quella faccia io la conoscevo, la campanella suonava ancora...
Lo spigolo del comodino, ferm la mia corsa, il dolore mi rese
ancora pi confuso, il telefono squillava.
Pronto .....
Mario, ma che fai dormi ancora, pensavo fossi scappato.
Maria, Madonna che incubo pensa il bidello aveva la faccia
di Ambrosio.
Scattai, mi misi seduto, da solo, senza volerlo, con quel nome
mi ero riportato di colpo alla realt.
Mi accorsi che le lenzuola erano inzuppate di sudore, fuori era
giorno, da quanto dormivo?.
E allora ti sei ripreso? Vengo da te? Vuoi venire tu al giornale?
No meglio vederci da qualche parte, ti va un caff da Motta?
Qui sotto casa mia?

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Elegante come al solito, in un leggero vestitino a fiori, si avvicin decisa verso il mio tavolo, un sorriso al cameriere per ordinare
due caff. Per me era il terzo, ma non protestai.
Ancora una volta esord - ti andata bene, sei proprio fortunato...
Maria che fai mi sfotti...
Per niente, pensa che alibi mentre stavano sgozzando
Laura...scusa..., b si insomma, tu stavi al piano di sotto, limpiegato ti ha riconosciuto.
Una cosa proprio non capisco: come si fa ad ammazzare una
persona in pieno giorno, in un ospedale enorme come il Loreto e
uscire indisturbati senza che nessuno riesca a vedere lassassino in
volto.
Lassassino o lassassina non poteva fare di meglio le risposi,
sorseggiando lo zucchero mischiato a caff rimasto nella tazza,
entrato nel reparto nellora di visita, in un casino generale, si avvicinato al letto di Laura che dormiva ancora per leffetto dei
tranquillanti che le avevano dato.
Sapeva che era ancora in quello stato e le ha tagliato la
gola, forse con un rasoio, roba da professionisti, magari posando
appena una mano sulla bocca di lei per evitare qualche gemito,
poi si alzato e se nandato con calma, pochi secondi; Laura deve essersi svegliata in un sussulto con il sangue che le spruzzava
24

dalla carotide, qualcuno nella stanza si accorto della cosa e ha gridato e via il fuggi-fuggi generale. Pensa io ero al piano terra e li la
gente credeva che cera il terremoto.
Come ti ha trattato Ambrosio?
Non lo so, strano, ho limpressione che creda che io gli nasconda qualcosa, non si fida...
E ci credo stai sempre sul luogo del delitto, o in prossimit,
conosci le vittime; se non trovavano quel tossico gi stavi a Poggioreale.
Gi, il tossico, che legame poteva esserci tra i due delitti, no
non avevo n la forza n lo spirito per trasformarmi in un investigatore, lunico desiderio era uscire da quellincubo.
Sapessi che incubi stanotte...
Si me lo hai detto, Il bidello con la faccia di Ambrosio, ma
mo che fai, pensi di tornare a lavoro? Credo che ti faccia bene.
No oggi no magari domani e poi devo... mannaggia la vespa
fuori dallospedale me la sono scordata!
Ti chiamo stasera, se non sei a casa accendi il cellulare.
Che speranza avevo di ritrovarla? Meglio non affrettarsi, niente tass le cose potevano peggiorare, avevo bisogno di un avvocato
sarebbero occorsi molti soldi meglio risparmiare. Presi il tram e
scesi senza speranza. Calcolai che 22 ore prima ero la con la mia
25

vespa, antica compagna che mai mi aveva tradito, gi nei guai


ma non rovinato. Guardai verso il parcheggio, chiedendomi come fare per la denuncia di furto, ma, incredibilmente, la vespa
era ancora l forse spostata pi verso sinistra.
Stanotte o giovane lha spostata ma sta tutto a posto.
Grazie non sapevo dire altro. Mentre gli passavo commosso
diecimila lire lui aggiunse : Io mi faccio i fatti miei, ma se qualcuno mi chiede qualcosa io lo devo dire che a vespa e stata qua
stanotte...
Cosa aveva voluto dire, anche il parcheggiatore, informatissimo su quanto era avvenuto la sera prima nellospedale? Mi riteneva sospetto?
Misi in moto e mi allontanai senza salutare. Fu mentre ero fermo al distributore che squill il cellulare non feci per in tempo a
rispondere, premetti il display e vidi le cifre di un numero che
non conoscevo, decisi di chiamare subito.
Pronto sono Perrella...
Ah caro dottore ha fatto bene a richiamarmi, sono Ambrosio
vorrei vederla, ci sono novit.
Buone o cattive?
Venga, venga che ne parliamo..

26

Volai, dopo dieci minuti ero gi nella stanza di Ambrosio, il


suo volto sempre sorridente su quella facciona enorme, scura come quella di un contadino. Non indossava la giacca e il collo della camicia, sfacciatamente di misura troppo stretta e slacciato al
massimo, faceva assumere alla cravatta, a righe, vecchia di almeno due lustri, una posizione di contorsione che irritava.
Caro dottor Perrella e allora, sicuro che non ha niente da aggiungere... vuole un caff?
Senta io le ho gi riferito tutto quello che so, non capisco perch si ostina a non credermi...
Perrella, le consiglio di non alterarsi, lei gi stato troppo fortunato
Ancora con sta storia del fortunato...
Guardi: primo deve ringraziare che siamo stati informati noi
e non i carabinieri, se no erano cazzi.
Ambrosio mi sorprese, non pensavo che fosse capace di arrabbiarsi, almeno non come un essere umano.
Secondo, grazie a ste maledette ferie il caso stato affidato a
me unico stronzo che lavora con sto caldo e che, sempre per sua
fortuna, conosce Maria ...
Commissario ma io non ho fatto niente, non ho bisogno di
fortuna, voglio pure collaborare come mi ha chiesto ma non mi
va di essere considerato un sospetto!
27

...E terzo, io credo di essere tra i pochi nellambiente ad avere


simpatia per il suo lavoro e questo sapesse come importante.
Va be tanto inutile, posso sapere perch mi ha cercato?
Quali sono le novit?
La storia si sta facendo troppo seria, il giovane tossicomane sospettato dellaggressione s ammazzato o almeno sembra. Da
Poggioreale arrivata la notizia, forse non ha retto allastinenza
ha ingoiato un pezzo di vetro.
Oh Madonna! la voce mi manc mentre finivo limprecazione. Quella davvero non me laspettavo, ora erano tre i morti! E
soprattutto veniva a mancare lunico che potesse raccontare qualcosa.
Il questore mi ha chiamato gi due volte, qua se non trovo
qualcosa mi mandano alla Polstrada! Cosa pu dirmi delle amicizie delle sua amica?
Gle lho detto, non la vedevo da mesi, aveva lasciato il giornale da qualche anno, credo si occupasse di assicurazioni o cose
del genere, stava spesso allestero, sapevo che era tornata a Napoli e avevo deciso di andarla a salutare, non so altro.
Investimenti, lavorava per una finanziaria svizzera, roba di valuta, crediti, lei non conosce per caso suoi clienti?
No, per niente, so che una volta frequentava ambienti politici,
club socialisti credo, sa una volta andavano forte, ma non era il tipo di compagnia che ho mai preferito.
28

Gi sappiamo delle sue simpatie, lei era un po una vittima


di... come lo chiamate voi ? Il vecchio regime non vero?
B mi ero fatto dei nemici tra i politici, quando mi occupavo
del Comune, ma poi sono passato alla cronaca.
Invece la sua amica aveva molti amici in quegli ambienti.
Lei sa niente di una storia con lavvocato Parise gi Senatore della Repubblica e sottosegretario alle poste, pluriinquisito anche
per associazione, sparito prima del processo e mai pi visto sul
suolo patrio?
So che si sono frequentati, ma una storia di diversi anni fa,
non ho idea e poi cosa potrebbe entrarci in questa vicenda?.
Cosa pu entrarci lo lasci decidere a me, comunque voglio rivelarle un aspetto dellinchiesta su cui le chiedo massima discrezione: il Parisi era un buon cliente oltre che buon amico della Panetta. Ora non voglio rubarle pi tempo se le viene in mente
qualcosa mi chiami. Ah... una curiosit, perch si ostina a usare
quel terribile telefono senza ricezione e non si compra un cellulare nuovo?
Non posso permettermelo. Posso andare?
Non era vero, trovavo il mio vecchio mono-band ormai in disuso, molto comodo, dava il grande vantaggio di poter diventare irrintracciabile, causa mancanza di campo, quando lo si riteneva
necessario.

29

Maria, avevo bisogno di vederla, ero confuso, la sua sicurezza


poteva aiutarmi. Tornai a casa per fare una doccia e cambiarmi
volevo passare la sera al giornale, forse si, avrei potuto riprendere
il lavoro...
La lucina rossa mi avvisava che cerano messaggi in segreteria
telefonica:
Ciao Mario, devi scusarmi, ma non me la sono sentita....., il
bambino sta bene, il posto stupendo..., torneremo a fine mese,
ti chiamiamo noi.
La mia famiglia, quasi me ne scordavo, se quella stronza fosse
venuta, a quellora stavo su una spiaggia, forse a litigare ma almeno fuori da questa tragedia, avesse almeno lasciato il numero dellalbergo...
Mi stesi sul letto ancora vestito, le luci accese, non avrei voluto
sognarla quella notte, ma sapevo che era inevitabile.
Amavo ancora mia moglie, ma la nostra storia ormai si trascinava stancamente da troppo tempo e da quella destate erano
ormai passati secoli, anche il mondo era ormai unaltro...
Era seduta proprio di fronte a me, dietro il banco di noce antica, che le copriva gran parte del suo vestitino di leggero mak.
La trovavo davvero affascinante con la sua finta aria impegnata e
interessata ad un dibattito che palesemente la annoiava. Avevo
sperato subito che prendesse la parola, consentendomi di com30

mentare nel mio pezzo, per la prima volta, il pensiero della pi


bella e giovane consigliere dellopposizione. Ma dovevo restare
certamente deluso, il suo capogruppo aveva provveduto ad inondare la sala con un mare di parole che lasciavano poco spazio ad
altri interventi da quel settore della sala.
Tentai di distrarmi chiedendo, poco professionalmente, al collega che era schiacciato alla mia sinistra, intento a torturare coi
denti il tappo di una bic rossa, se avesse trovato qualcosa di interessante in quanto sostenuto dallassessore anziano. Non ascoltai
neanche lovvio macch quando vidi che lei si alzava aggiustandosi la gonna. Scese lentamente i gradoni coperti dalla verde moquette e si diresse verso luscita.
Mi alzai di scatto, non potevo lasciarmi sfuggire quella occasione. Lasciai la giacca sul tavolone riservato alla stampa dietro cui
fino a poco prima ero seduto, e, forse per coprire il mio gesto,
portai con me il piccolo registratore infilandolo in modo che tutti
lo vedessero nel taschino della camicia.
Raggiunsi con passo deciso anchio luscita e la vidi mentre si
passava una mano nei capelli con un gesto che mi apparve pi di
disperazione che di abbellimento. La raggiunsi in breve con passo distratto, nel maestoso cortile del Maschio Angioino, sede del
Consiglio Comunale di Napoli e sorprendentemente fu lei a chiamarmi per chiedermi una sigaretta. Mi resi conto allora che la
mia idea di smettere di fumare proprio quel giorno era stata del
tutto balorda, non negai e gli dissi che avevo smesso, tentando di
31

abbozzare una battuta sul concetto che il fumo fa male che evidentemente riusc cos male al punto da non strapparle neanche
un sorriso di convenienza.
Lavevo conosciuta tanto tempo prima, eravamo giovanissimi
barricati dalla stessa parte quando tutto, anche i rapporti umani
apparivano pi semplici. Ora mi sembrava unaltra, e soprattutto
mi risultava pi difficile parlarle. Tentammo una breve conversazione sulla noia della seduta in corso, e poi, chiss come ci ritrovammo a prendere un caff.
Certo, era poco opportuno per lei farsi vedere in giro con me,
non tanto per il fatto che fosse da poco sposata, quanto per i sospetti che lincontro tra un politico e un commentatore della stampa, bench modesto, potessero ingenerare. Ma lei non sembrava
particolarmente preoccupata di questo, e, anzi, mi propose di arrivare a un bar pi lontano, cos si potevano fare quattro passi e
magari comprare delle sigarette.
Seduti al semplice tavolino di ferro bianco del bar, frequentato
principalmente da filippini, mi raccont sorprendentemente, con
estrema facilit, la storia dei suoi ultimi cinque anni, chiedendosi
spesso, tanto per essere gentile, chiss poi perch si sfogava proprio con me.
Ascoltai senza commenti la vicenda scontata di un matrimonio
troppo velocemente fallito, di un amore sprecato, di una insoddisfazione professionale, di una vita spesa a cercare qualcosa di cui
non conosceva il senso.
32

Avevamo gi fumato almeno cinque sigarette a testa, quando


mi resi conto che: primo, il mio tentativo di lasciare il vizio era fallito; e secondo, io in quel momento avrei dovuto svolgere il mio
lavoro, ma che proprio non me ne fregava niente e che trovavo
molto pi interessante restare ad ascoltare lei.
Era tardi quando ci alzammo dalle comode sedie, subito rioccupate da due giovani e sorridenti colf che evidentemente non
aspettavano altro. Il consiglio Comunale era finito, io avevo perso
la mia giacca e non avrei potuto pi scrivere il pezzo per il giornale, dando lennesimo colpo alla mia gi ingloriosa carriera.
Lei ormai aveva deciso di non ritornare pi in quella sala e
quella notte stessa scrisse le sue dimissioni e lasci per sempre la
politica.
Due settimane dopo ero con lei, a godermi la pi bella vacanza della mia vita e due anni dopo divenni a soli trentanni il suo
secondo marito e in breve mi regal un figlio che io non potei
che considerare bellissimo.
Arrivai al giornale che gi era buio, Maria doveva essere al suo
posto, ma decisi di non salire subito, un pensiero mi tormentava
da tutto il pomeriggio: Parisi!
Scesi al piano inferiore, nelle catacombe, come le chiamavamo
noi, nellarchivio. L erano conservate le raccolte del giornale, forse avrei potuto fare una ricerca anche dal mio terminale, sicura33

mente era possibile rintracciare articoli vecchi di almeno cinque


anni, ma non mi andava di farmi vedere mentre facevo quel lavoro.
Peppino non sembr sorpreso di vedermi scendere l sotto, era
abituato a qualsiasi bizzarria. La sua vita era stata tutta legata al
giornale, mi aveva raccontato di quando a soli cinque anni con la
divisa da balilla, lo vendeva per la strada alla riviera, poi tutta
una carriera, fino a diventare tipografo capo, ma i computer gli
avevano distrutto tutto il suo mondo, troppo vecchio per adattarsi
allimpaginazione elettronica e alle nuove tecniche della rotativa.
Aveva chiesto di restare comunque, e cos, in et gi pensionabile, si era riciclato in archivista, usciere, tutto fare: limportante
era rimanere l. Senza famiglia, aveva perso la moglie assai giovane e non aveva voluto risposarsi, passava gran parte del suo tempo nel palazzo tra incarichi inventati e vecchi ricordi.
U Mario ti serve qualcosa?
Si Peppino mi serve la seconda raccolta del 94, il periodo di
tangentopoli.
Vieni che dopo ti preparo un caff.
Lenorme librone con rilegatura in cartone rosso che raccoglieva il terzo trimestre era molto scomodo da sfogliare, ma non osai
lamentarmi avrei certamente ferito Peppino se avessi osservato
che la lettura da uno schermo era certamente pi pratica.
34

Individuai quasi subito la vicenda e proseguii a ritroso.


Il processo in contumacia, Parisi scomparso.
Larresto e poi il rilascio dopo le elezioni, quando non era pi
protetto dallimmunit parlamentare.
Le prove schiaccianti, tangenti su tutto.
Le rivelazioni dei pentiti, il boss della camorra che giurava di
essere stato suo socio.
Una cupola politico-malavitosa gestiva il danaro pubblico a
Napoli, Parisi era uno dei capi.
Molti pezzi erano firmati da Maria.
E ancora indietro: i primi sospetti, in un mondo che stava cambiando, le prime indagini, le querele ai magistrati e poi...
Non troppo indietro: LONOREVOLE PARISI INAUGURA IL NUOVO CENTRO SPERIMENTALE DI VARCATURO, IL MEZZOGIORNO DITALIA ALLAVANGUARDIA
DELLA RICERCA SCIENTIFICA
Gi: ascesa e crollo di un potente fetente e del suo mondo di
carta.
Peppino mi port un terzo caff, fino a quel momento era stato discreto.
Mario ma che stai cercando?
Non lo so Pepp, sto passando un brutto momento....
35

Ascolt: tutto senza commenti, non una parola, mi ricord


mio padre, avrei voluto stringerlo e piangergli sulla spalla.
Brutta storia, ma niente di tragico, o guaglione tuoie comme
sta?
Bene, in vacanza con la madre. Lo sai che ci stiamo separando?
Si, ma mica detto...
Gli sorrisi.
Senti vuoi un consiglio? Non parlarne con i tuoi colleghi, o
fatt, o direttore, lha affidato a Magliuolo e lo sai quello che tipo
. Io comunque sar una tomba.
Poi pensieroso aggiunse:
Per me Parisi centra in questa storia, era un camorrista, secondo me Laura sapeva qualche cosa.
Secondo te che devo fare?
Niente lascia fare alla polizia, stanne fuori, vedrai che tutto si
chiarir.
Hai ragione. No, ti voglio bene un altro caff no!
La stanza del direttore aveva i vetri scuri, il neon era sempre
spento, solo la lampada sulla scrivania rischiarava le carte e la tastiera del terminale.
36

Senti Mario noi abbiamo cercato di tenerti fuori, ma non so


come, la concorrenza ha saputo che tu in un certo senso in questa storia centri, almeno come testimone. Magliuolo mi ha fatto
vedere il suo pezzo, non fa allusioni, ma capirai che non possiamo fare finta che tu non esisti.
Sembrava seriamente dispiaciuto, ma il suo tono non nascondeva che aveva poco tempo da dedicarmi.
Posso riprendere il mio lavoro? Dissi subito per favorirgli il
compito.
Questo il punto. Non ritieni che forse meglio per un po,
non so, evitare di firmare i pezzi, magari stai un po a casa.
Io non ho fatto niente per cui debba nascondermi, che significa sta storia?
Ma che hai capito? Io lo dicevo per te, sei ancora sconvolto e
poi parliamoci chiaro i giornalisti sono una brutta razza, forse
meglio far decantare la situazione...
Vuoi che non lavori?
No ma evita cose importanti e se puoi siglati.
Tutto sommato aveva ragione, ricordare ai cronisti che io esistevo, poteva indurli a fare congetture che potevano essere pericolose.
Maria mi aspettava fuori.
37

E allora come andata?


Non c male, per il bene del giornale Mario Perrella stasera
sparisce.
Non te la prendere comprensibile, Hai mangiato?
Il bianco frizzantino di zio Aniello in genere mi dava allegria e
mi apriva lo stomaco ma quella sera mi rese solo sarcastico. A met bottiglia e dopo la frittura allitaliana riuscii solo a vomitare cattiverie.
Il pezzo di Magliuolo che lindomani tutti avrebbero potuto
leggere lo trovavo disgustoso, pieno di particolari sul sangue alle
pareti, organi che uscivano dalla carne. Ed io luomo del mistero,
lamico della vittima, la polizia che sospetta.
Maria mi sopport in silenzio che io lessi come dolcezza, poi
ad un certo punto mi chiese:
Credi che centra la politica e la camorra in questa storia?
Intuito, non poteva essere altro, o forse Ambrosio aveva parlato di Parisi anche con lei?
Perch mi chiedi questo?
Qualche anno fa Laura fu coinvolta in uno strano giro di soldi, pare che fosse sospettata di aver riciclato tangenti, anche per
questo lasci il giornale, il vecchio direttore come suo costume riusc a tenere la cosa nascosta, il suo nome comparve appena nel38

linchiesta ma non furono trovate prove e non entr nel processo.


E tu come le sai queste cose?
Dimentichi che ero io ad occuparmi di tangentopoli e che il
direttore buonanima in me aveva molta fiducia.
Gia almeno quanta non ne aveva in me!
Tu facevi il rivoluzionario quando tutti volevano la restaurazione, e poi pretendevi di farlo nel giornale che allora era al servizio di quel sistema. Ma poi le soddisfazioni te le sei tolte no? In
fondo hai avuto ragione tu.
Ma, chi lo sa... le cose non sono andate come io avrei sperato
Di un po, vuoi venire a casa mia?
Rimasi di stucco, ci avevo sperato, lo desideravo, non avrei mai
osato chiederlo. E mi usci una battuta poco felice.
Non hai paura del mostro?

La sua pelle era liscia, le lenzuola fresche di bucato, una luce


azzurrina lunare che proveniva dal suo bel terrazzo rendeva lambiente quasi marino.

39

Lavevo immaginata in amore come una cavallona, di quelle


che ti prendono, ti sbattono sul letto le tette sul muso e via al galoppo senza lasciarti il tempo di riflettere su cosa sta succedendo
e invece... al contrario. Si abbandon alle carezze, ai baci, i suoi
movimenti erano lenti, naturali, come alla moviola, temevo di agitarmi troppo di essere disarmonico, ma era impossibile riusciva a
coordinarmi lei. Dimenticai tutto, no anzi Magliuolo no, quello
me lo feci entrare in testa al momento buono ma solo per trattenermi, per far durare di pi quei momenti. E vaffanculo Magliuolo: una volta tanto servi a qualcosa!
Quando lei chiuse gli occhi e si addorment sentii il suo respiro accarezzarmi la faccia. La sua presenza o meglio la mia in
quel letto mi apparve fuori luogo. Poggiava la sua testa sulla mia
spalla come se avesse sempre dormito in quella posizione e io invece non riuscivo a rilassarmi. Quando poi, senza cambiare ritmo al respiro mi gir le spalle, lasciandomi libero il braccio, iniziarono i sensi di colpa.
Dormii pochissimo e ebbi come al solito solo incubi, quei maledettissimi incubi che mi riproponevano in maniera pi o meno alterata il mio passato. E rividi come in un film le donne della mia
vita...
Avevo sedici anni e due grandi, nascenti e infantili passioni: la
politica e il fondo.
Frequentavo i primi anni del liceo quando decisi di fare la mia
prima vera scelta, preferire la politica allo sport. Eravamo in pri40

mavera e quella notte accettai di restare nella scuola occupata,


ben sapendo che questo mi avrebbe provocato guai seri in famiglia ma soprattutto lesclusione dalla squadra per le finali regionali.
E fu quella notte che conobbi Marisa, enormi occhi azzurri, capelli a treccia di uno strano biondo giallo ma soprattutto quel seno prosperoso da amorosa balia. Non so quanti anni avesse ma
certamente diversi pi di me. Non era l come studente ma addirittura come dirigente centrale del movimento. Era nientemeno
di Lotta Continua. Si interess a me col gusto di chi fa proselitismo e per tutta la notte, tra una corsa per stanare i fascisti e
una canzone di lotta mi parl di Mao e di Che Guevara. Lindomani, ancora prima di passare per casa, corsi alla sede di L.C. al
quartiere Stella . Lei mi aveva detto che avrei potuto trovarla e
magari parlare della mia possibile adesione alla sua organizzazione. Incredibilmente la trovai sola ad aspettarmi, erano le quindici
e tutti erano andati a mangiare, ma lei no, mi aspettava.
Cera puzza di fumo e di vernice in quei locali enormi e pieni
di strumenti di lotta. Mi guard palesemente contenta di vedermi e senza aspettare neanche un minuto e senza dire niente prese
la mia faccia tra le sue mani e mi baci sulla bocca. Tentai in tutti i modi di apparire sicuro di me, ma dovevo sembrare cos spaesato e buffo che lei mi tranquillizzo con una carezza prima di portarmi in unaltra stanza dove padroneggiava una gigantografia di
Lenin. Ci stendemmo sul sudicio divano di stoffa Rossa e sotto gli
41

occhi severi di Vladimir feci lamore per la prima volta, ovviamente in seguito non mi degn pi della sua attenzione e io non
aderii mai a LC.
Lindomani trovai Magliuolo come al solito seduto al suo posto, il primo ad arrivare, i giornali aperti davanti la sua faccia da
topo, sempre sudata nonostante laria condizionata e gli occhi
che sbirciavano, da dietro quei fondi di bicchiere in montatura di
plastica in stile anni settanta. Leggeva certamente il suo capolavoro. Doveva averlo riletto almeno tremila volte quel pezzo. E un
sadico pensai.
Ciao Mario, ti posso parlare?
Ma guarda questo, ha pure il coraggio di rivolgermi la parola. Che vuoi?
Posso offrirti un caff?
Ho fatto colazione adesso!
Dai, un succo di frutta?
Ma insomma che vuoi?
Il bar sotto al giornale aveva un tavolo solo e per fortuna era libero.
42

Mario tu non devi prendertela con me, non ho scelto io di seguire questa storia...
Aveva ragione il mio rancore era ingiustificato.
Non ti preoccupare solo che sto incazzato nero.
Senti Mario c una cosa che voglio dirti, ho preso un po di
informazioni. Quel ragazzo tossicomane, che poi si ammazzato, non era uno qualsiasi, fino a poco tempo fa era un guaglione
importante, forse un killer, poi leroina lha distrutto e lorganizzazione non l ha voluto pi. Un drogato, inaffidabile, per...
Per?
Per vedi, in certe occasioni proprio perch uno in quelle
condizioni pu servire. Un omicidio per rapina di un tossico non
ha risvolti, nessuno pensa a un mandante, in un certo senso un
delitto perfetto. Non c premeditazione, uccide in stato di semicoscienza, per errore, vuole solo rubare.
Pu essere invece che un mandante ci sia... ci spiegherebbe
il secondo omicidio, il tossico fallisce, allora bando alle precauzioni e si sceglie il professionista e questo finisce lopera.
C di pi, il ragazzo non voleva andare a Poggioreale, era terrorizzato, in questura ha tentato di buttarsi di sotto, ci sono voluti
tre poliziotti che hanno dovuto trasportarlo di peso. Poi questo,
appena arriva in carcere, si ammazza. Lui lo sapeva, aveva fallito, era gi morto, un tossico in astinenza prima o poi parla, ed
43

pericoloso ed a Poggioreale, lo sai, la camorra padrona di vita e


di morte.
Ma perch la camorra avrebbe impiegato tanti mezzi per ammazzare Laura e la sua amica?
Non lo so, ma sono certo che la polizia ha una pista, ieri ho
visto Ambrosio il Commissario a cui affidato il caso, mi sembrato troppo tranquillo. Comunque sappi che io ti stimo, sei sempre stato un bravo giornalista e una persona perbene, per quello
che posso ti tengo fuori. Ma quegli stronzi dei colleghi di tutti gli
altri giornali, hanno tempestato Ambrosio di domande sul tuo
conto e non so perch quello ha fatto il misterioso, non ha smentito niente, secondo me ti vuole tirare in questa storia. Li hai gi
letto i giornali?
No.
Beh, fallo quando io non ci sono..
Maledetti bastardi, il mio nome era in tutti gli articoli, sapevano tutto, la visita a casa di Laura, la mia passata amicizia, il casino dellospedale. Io, la chiave di quella intrigata, sporca faccenda
di fine estate.
Che fine aveva fatto la solidariet professionale? Mi stupii a farmi una domanda cosi scema.

44

Peppino mi blocco allingresso.


Mario hai da fare? voglio farti vedere una cosa.
Scesi, ancora bestemmiando, la rampa di scale che portava al
suo regno.
Guarda...
Con gesto complice mi passo una cartellina color arancio, che
conteneva diversi fogli.
E la cartellina personale di Laura, come lhai avuta?
Sorrise.
Ci sedemmo e esaminai i vari fogli, Nata a Lugano, Svizzera,
nel 59 da genitori italiani, napoletani, sicuramente emigrati, era
rientrata in Italia, con loro, nel 64 prima Torino e poi Napoli. Liceo linguistico, nessuna laurea, praticantato in varie testate, poi
assunta al giornale nell88. Licenziata nel 95.
Niente di sconvolgente, gran parte di quelle notizie gia le conoscevo era stata lei a darmele, ma per la prima volta provai seriamente dolore per quello che le era capitato, in fin dei conti gli volevo bene.
Grazie Peppino, ma non avevi detto che era meglio che mi tenessi fuori da questa storia?

45

Passarono tre giorni in fretta. Sul piano delle indagini nessuna


novit, la notizia fu relegata alla pagina locale, i giornali nazionali gi non se ne occupavano pi. Poi cera stata la strage ai quartieri, a spostare lattenzione: due poliziotti ammazzati, quattro
camorristi rimasti uccisi nello scontro a fuoco, decine di arresti.
Io mi ero limitato ad occuparmi dellennesimo nuovo piano traffico, solo la descrizione del provvedimento, i commenti li faceva
un altro collega. Di Ambrosio nessuna notizia, mia moglie mi aveva chiamato per dirmi che il mare era stupendo, tutto andava bene. Solo Maria mi faceva penare. Dopo quella notte a casa sua
era cambiata o meglio era tornata quella di prima. Distaccata,
fredda professionale. Io la imitavo. Aveva sempre da fare: Neanche un caff? Niente! Io di nuovo un estraneo, con stupore e
con rabbia mi accorsi che la cosa mi faceva male.
Eppure tutto era iniziato cos per caso, per anni lavevo vista
tutti i giorni, forse lavevo desiderata ma senza crederci e poi tutti
quegli eventi. Non potei fare a meno di chiedermi:
pu iniziare cos una storia importante?
Del resto cosa vuol dire importante? Forse ci di cui non si pu
fare a meno? No, se cos fosse resterebbero poche le cose importanti: mangiare, dormire, sognare e poi..? Importanti sono le cose
che vale la pena di fare, tutte quelle azioni e non azioni per cui
va bene spendere il tempo che la natura ci concede. Tempo che
sempre infinitamente breve e infinitamente enorme. Microcosmo
e macrocosmo, un secondo interminabile perch eternamente
46

divisibile in sottomultipli ma niente in confronto a un anno, un


secolo. Ci che conta allora ci che resta e tutto resta. Il passato
immutabile, ogni attimo, ogni ora, ogni anno, solo la memoria
pu cancellare il compiuto, ma un artificio. Evviva il vissuto
dunque! Evviva per sempre! Tutto ci che abbiamo fatto e non
fatto importante, anzi decisivo, finale, in breve irripetibile
e quindi prezioso. Prezioso come ogni gesto, come ogni parola,
suono ascoltato, prodotto, contatto ricevuto, piacere goduto, dolore sofferto, noia subita. Se viene voglia di provarci vuol dire che
si ha desiderio e il desiderio appagato il massimo del vissuto.
Tutto sommato ci avevo provato e allora ben fatto! Anche se la cosa fosse finita l non potevo non essere soddisfatto. Lunico ostacolo restavano quegli ingiustificati e terribili sensi di colpa.
Quella mattina ero di corta, avrei voluto svegliarmi a mezzogiorno ma il citofono tuon alle nove.
Signor Mario? Sono la portiera qua ci stanno i carabinieri
che la cercano.
Immaginai la strega che sghignazzava felice, Madonna i carabinieri. Sai quante ne avrebbe inventate la megera. Finalmente
succedeva qualcosa, e poi pensa proprio al giornalista Siiii quello strano, la moglie lo ha lasciato, quello per me un maniaco.

47

Il magistrato voleva vedermi, persona informata sui fatti appuntamento in procura per venerd mattina. Era giunto il momento di trovare un avvocato.
Lo studio di Alfredo era discreto, elegante ma essenziale. Aveva fatto carriera in fretta il Capasso. Gavetta col professionista
buono, qualche anno di sacrifici e poi tutto da solo e oggi parcelle milionarie.
Temevo di fare anticamera, non lo avrei sopportato, ma la segretaria gentile mi fece subito accomodare.
U Mario hai visto che vita? Tutti al mare e io qua a sgobbare, pensa questanno solo dieci giorni di vacanza, per fortuna che
tengo la barca a Mergellina
E meno male se no io come facevo? Dimmi un po che ne
pensi?
Ue ue non ti agitare. Ma racconta, gli altri li hai pi visti?
E vero che Gennaro e Luisa si sono separati? Che coppia quelli!
Si lho saputo, ma non vedo nessuno della compagnia da tempo, ognuno per la sua strada, come te del resto.
E che vuoi fare, ci facciamo vecchi.
Alfre dimmi la verit posso passare qualche guaio? A me
quellAmbrosio non mi piace. Pare che mi voglia incastrare.
48

Certo, sei un testimone importante, forse, anche un possibile


sospetto, ma di che ti possono accusare? Il primo omicidio, accertato, non lo hai commesso tu, anche se lassassino non potr
confermare la sua confessione difficile che la cosa si metta in discussione. Nel secondo caso, hai lalibi perfetto. Il mandante? E
per quale movente?
Stai tranquillo, domani va l da solo e digli quello che sai e
non ti preoccupare.
Una cosa sola, se non te lo chiede espressamente sorvola sui
particolari sessuali di quella sera e soprattutto sulla coca! A proposito, ma era roba buona almeno?
Quarta sezione, sostituto procuratore Ammaturo Teresa, pensavo di non trovarla mai in quel pandemonio, ma non avevo calcolato Ambrosio.
Questa volta lo vidi io per primo:
Commissario che ci fa qua?
Aspettavo lei naturalmente, mi toccher assistere allincontro e che vuoi fare? Volevo portare i bambini al mare....bella
giornata non trova? Dopo tutta quellacqua.
Il giudice Teresa allinizio fu gentile. Giornalista? Che bella
professione e di che si occupa? Poi quando io incominciai a sciogliermi, via con la mitraglia.
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Era minuta, capelli biondi quasi certamente naturali, a caschetto, sui quaranta, credo, e ben portati. Un vestitino leggero di chiffon, rigorosamente blu.
Non me lo aspettavo, sotto torchio per unora, con Ambrosio
che perdeva il sorriso e si faceva sempre pi serio, come a dire:
questa volta ti incastriamo.
Mantenere la calma, non farsi pigliare dal panico, io non avevo fatto niente, quelle di KafKa erano solo paranoie letterarie.
Non cadere in contraddizione d solo quello che ricordi. Alla
fine ero stremato, Ambrosio mi pass una sigaretta, la Teresa sorrise, chiss se aveva un uomo pensai.
Va bene dottor Perrella, mi firma la deposizione.?
Uscii in un bagno di sudore e con la certezza che oramai quella storia non sarebbe mai pi finita.
Chiamai Alfredo, il mio difensore, da un telefono pubblico, giusto di fronte al Tribunale, e, mentre la segretaria cortese mi annunciava che lavvocato era proprio l in tribunale, notai Ambrosio che mi studiava dalla sua vettura. Quando vide che mi ero accorto della sua presenza, fece un cenno allautista che sgomm
giusto come si addice a un buon autista sbirro.
Alfre io non mi sento sicuro, oggi mentre cercavo di telefonarti ho visto Ambrosio che mi spiava, chiss cosa ha pensato, a qua50

le boss stessi chiamando, quello mi vuole incastrare, magari mi fa


pedinare.
E a te che ti frega. Mario ma che ti devo convincere io che
non hai fatto niente?
Piuttosto, tu perch sei andato da Laura proprio quella sera?
E che ne so, mi sentivo solo, volevo vedere qualcuno. Laura
mi stata vicina quando ho avuto problemi al giornale, era
unamica. Nonostante le sue amicizie...
Questa cosa delle amicizie bene che la chiariamo, dimmi
tutto quello che sai.
Che ti devo dire, Laura era amica di Parisi, il sottosegretario,
pare che con questi avesse, oltre che una relazione anche rapporti
di affari, storie di titoli, valuta straniera. Lei dopo che aveva lasciato il giornale si era messa a fare la consulente finanziaria per
conto di una societ svizzera. Io credo che in qualche modo centrasse anche la camorra, riciclaggio probabilmente, del resto Parisi fu condannato anche per associazione oltre che per corruzione. Posso pensare che Laura aiutasse Parisi a ripulire denaro sporco della camorra attraverso la sua attivit di broker. Quando Parisi scomparso, dopo la condanna, Laura part per la Svizzera,
da allora stata quasi sempre allestero. Quando veniva a Napoli
spesso mi chiamava, ci vedevamo, ma del suo lavoro proprio non
voleva parlarne, non so nemmeno se lavorava ancora per quella
finanziaria o se faceva altro.
51

Ah, per c unaltra cosa, durante linchiesta sulle tangenti nei


confronti di Parisi, Laura fu sentita dai giudici, perch sospettata
di aver in qualche modo aiutato il deputato nel reato, la cosa per non and avanti e Laura usci dal processo pulita.
Senti ma questa non aveva parenti?
Si gli era rimasto un fratello, Giacomo, una brava persona da
quello che ricordo, lho visto anche ai funerali la settimana scorsa, non ho avuto il coraggio di salutarlo, era distrutto, forse avrei
dovuto chiamarlo
Lasciai lo studio di Alfredo ancora pi distrutto, e col pensiero
fisso a Giacomo il fratello di Laura, non decisi subito di chiamarlo, ci misi una notte per pensarci su, poi alle 7,30 la decisione.
Trovai il suo numero quasi subito, ricordavo che abitava alla
Torretta, Giacomo Panetta: sullelenco ce nera uno solo.
Ebbi la sensazione che non lo avessi svegliato, anzi sembrava
che stesse aspettando proprio la mia telefonata. Non si mostr
per niente sorpreso, e accetto di incontrarmi nella stessa mattinata.
Avevo conosciuto Giacomo diversi anni prima. Lo ricordavo
come una persona simpatica e colta, ma privo di ambizioni, o forse solo sfortunato. Era alto e biondiccio, capelli sempre molto rasati, vestiva in un sobrio casual. Architetto mancato, lavorava allAlfa Avio come tecnico specializzato. Poche amicizie, e da quello che sapevo nessuna donna. Rapporto difficile con la famiglia,
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tranne che con la sorella, alla quale, almeno in apparenza era


molto legato. Il tipo di persona da cui risulta facile comprare
unauto usata. Di quelle che ispirano fiducia per la loro semplicit e intelligenza ma che ti preoccupano se gli devi assegnare un
compito da eseguire che comporti un minimo di fermezza.
Ci incontrammo sotto lenorme portone di Castel dellOvo, ritornavo in quel posto per la prima volta dopo quella notte. Faceva molto caldo ma il cielo era di nuovo coperto, che schifo destate! .
Devi scusarmi Giacomo ma al funerale non ho proprio avuto
il coraggio di salutarti, sai ne ho passate tante in questi giorni.
Gi capisco.
Beh ecco io volevo dirti che... tu sai che io...
Io devo dirti qualcosa, anzi, devo darti qualcosa.
Mise la mano in tasca, ne estrasse uno strano sacchetto in pelle, e me lo porse deciso.
Lo aprii, vi era una strana chiave e un biglietto con degli appunti e una ricevuta dellufficio postale centrale.
Giacomo che significa?
Questo devi spiegarmelo tu, Laura mi aveva dato questo sacchetto il mese scorso, e mi aveva detto che nel caso non si fosse
fatta sentire per molto tempo un amico sarebbe venuto a ritirarlo
per lei. Non per questo che mi hai cercato?
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Per niente e non so cosa significa questa storia, stai sbagliando persona, io vorrei solo cercare di capire cosa diavolo sta succedendo, e magari sapere chi ha ... ucciso tua sorella. Sono coinvolto in questa vicenda proprio per caso, ma non so niente. Sono
sconvolto da quanto successo e volevo solo dirti quanto mi dispiace e poi...
Vuoi dirmi che tu non sai niente di questo? e indic il pacchetto che continuavo a rigirarmi tra le mani.
Non so cosa sia, ma una cosa sicura: se qualcuno cerca questa roba, questo qualcuno deve saperne pi di noi su quanto
successo in questi giorni, e credo proprio che tu debba avvertire
la polizia. Tre persone sono gi morte e ...
Forse il caso invece di aspettare ancora un poco, se questa
chiave e le altre cose che ci sono l dentro centrano veramente
con la fine di mia sorella, non voglio sprecare loccasione di incontrare la persona che verr a chiedermela, se io do tutto alla
polizia, probabilmente nessuno verr pi a cercarle.
Non scherzare Giacomo! Non puoi giocare a fare linvestigatore da solo. Dammi retta, avvisa la Polizia.
Da solo no, ma forse tu puoi aiutarmi.
Sei pazzo, guarda che sono gi nei guai, la polizia sospetta anche di me. C uno stronzo di commissario che continua a perseguitarmi.

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Ambrosio vero? Quello fa il suo mestiere, del resto quasi un


anno che si occupa di mia sorella.
Che dici? Se sono solo due settimane che iniziata sta storia.
Non cos Mario, Ambrosio lavora sulla vita di Laura da almeno dieci mesi, a dicembre mi ha convocato in questura, mi ha
chiesto di lei, non si vedeva in giro da mesi.
La polizia ha sempre sospettato che Laura fosse coinvolta nei
giri di Parisi. Erano convinti che lei sapesse dove si trovava quello
stronzo.
O Cristo, qua lo stronzo sono proprio io, che non capisco pi
niente. Ma secondo te Laura continuava a vedere veramente Parisi?
Non lo so, con me non voleva parlarne. Credo che in qualche modo fossero ancora in contatto, Pensavo che, forse, tu ne sapessi pi di me, del resto Parisi ti ha aiutato quando ne hai avuto
bisogno.
Parisi? A me ? Ma se quello mi poteva ammazzare, lo faceva!
Ti sei scordato che io sono sempre stato dallaltra parte?
Vuoi dirmi che non sai che stato Parisi che non ti ha fatto licenziare nel 92?
Parisi?!

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Per quello che ne so fu lui a intervenire sul tuo ex direttore


per evitare il licenziamento che era gi partito. Fu Laura a chiederglielo, io ero presente la sera che Parisi chiam leditore. Forse
non lo fece volentieri ma Laura glielo impose, quella ti voleva bene sul serio.
Giacomo io non ne sapevo niente!
Anzi m che ci penso! Laura litig per questa vicenda anche
con quella tipa, come si chiama? Ah si: Maria. Quella invece ti
voleva proprio fare le scarpe. Laura mi ha detto che Parisi aveva
avuto una storia anche con lei.
Le prime gocce di pioggia mi bagnavano il viso, il cannone dellantico castello Aragonese era puntato proprio su di me, ne ero
certo, stava per sparare, finalmente sarei morto, con un bel buco
nello stomaco e quellincubo sarebbe finito. Risvegliarsi nel mio
letto fradicio di sudore..
Mario, Mario, guarda che piove forse meglio che ci ripariamo, ma che ti succede, davvero non ne sapevi niente?
Niente, non ne sapevo niente. Io, il fustigatore dei corrotti ero
in realt protetto dal peggiore dei politici corrotti, e Maria, Maria che serpe!
Dai Mario prendiamoci un caff, qui ci stiamo facendo il bagno, oh svegliati!
Il barista mi riconobbe subito, e mi salut cordiale. Non si sorprese di rivedermi ancora con la faccia da ebete e bagnato.
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Dotto proprio un schifo destate, caff?


Lasciai Giacomo alle dieci di sera, avevo bisogno di bere e di
parlare con qualcuno estraneo a tutta quella storia e decisi di andare al Manila il locale notturno dove lavorava Ciro a grassetta
detto o life.
Al Manila, o Don Perignon Don Perignon, anche dopo le
tre assicura a Grassetta, barman e uomo di sala per vocazione.
La camicia di seta, il pantalone di gabardine, capello brillantato, impeccabile, con i suoi novanta e pi chili di peso portati
sempre con maestosa eleganza.
Ha provato a cambiare lavoro, faceva fotocopie e tesi di laurea
a Mezzocannone, gran bel negozio, e foto poster di Diego con
mano sulla sua possente spalla. Il locale per presto era diventato
luogo di incontro per tutti gli amici, colazione di gruppo alle dieci, aperitivo a mezzogiorno, quattro chiacchiere sul Napoli, e
ascolto musica tutta la giornata. La bottega era sempre piena di
gente e il lavoro restava l. Grande intrattenitore ma poco commerciante, la cosa non funzion.
A grassetta lavorava sempre, destate a Ischia, dinverno a
Rivisondoli, sempre locali in naturalmente, era il turnista del
notturno per eccezione. Capace di trattenere ai tavoli chiunque,
parlava per ore per senza interruzioni, di tutto e di tutti e alla fine

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ti ritrovavi tu con la gola secca e di bere ancora non potevi fare a


meno.
Il mestiere laveva imparato a 10 anni, quando con la cassettina di gelati e patatine diventava la principale attrazione dellintervallo al teatro Biondo di Forcella. Quel terribile monello lo ricordano tutti, vendeva sfizi e barzellette, ma guai a pigliarlo in giro,
tirava calci e sputi senza piet.
Chi ha studiato al Genovesi negli anni settanta lo ricorda enfant terrible su vespino bianco rincorrere le studentesse in piazza del Ges.
Ciro a grassetta ha un grande amore: la Spagna e le sue abitanti femminili, una in particolare, che gli ha rotto il cuore: Ges ma che nottate!.
Provate a farvi raccontare i giorni passati a Mojacar nell90,
ma non stupitevi se tra i sorrisi plateali scorgerete locchio lucido,
pure a grassetta ha un cuore e chi lo conosce bene sa che un
cuore enorme. Capace di dare tutto e di negarti tutto, sempre a
disposizione, ma guai a essere cazzimmoso, a grassetta, si sa
esce a int e saitelle e non perdona.
Non ha studiato ma sa presentarsi, mai brutte figure, raffinato
quando serve, esagerato quanto basta, a grassetta di massima
compagnia. Sa vivere e sa godersela, forse troppo ma che vuoi
fare la vita, a life.
Ora aveva un locale tutto suo.
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Mi ascolt per ore e senza dare consigli, poi decise che avevo
bevuto troppo e mi riaccompagn a casa. Ero fradicio, mi mise a
letto consigliandomi una vacanza. Magari lavessi ascoltato!.
Arrivai al giornale infuriato, la sbronza non mi aveva aiutato a
calmare la mia rabbia per quanto avevo appreso dal fratello di
Laura. Sentivo la voglia di strangolare Maria aumentare pericolosamente, ma, forse, il mio desiderio di assalirla non era legato solo al fatto che lei mi aveva nascosto la storia con Parisi. Lasciai la
vespa sul marciapiedi, il cavalletto con un piede in bilico e neanche mi voltai quando sentii il tonfo del mezzo che cadeva pesantemente sullasfalto.
Salii di corsa, Maria era dal direttore, non bussai: Vieni devo
parlarti! Si alzo tranquilla si scus col capo che era rimasto di
stucco e mi segu, fino alla sua stanza. Chiuse la porta dietro di
noi e se n usci con uno spiazzante: E allora che vuoi?
Ascolt senza interrompermi, senza mostrare sorpresa, tranne
quando chiss perch accennai al fatto che Giacomo aveva qualcosa di Laura che non sapeva a chi consegnare, poi alla fine un
sorriso cattivo:
E allora? cosa vuoi, cosa avrei dovuto dirti? Guarda che Parisi ti raccomanda... stai attento..., magari raccontarti delle mie storie, dirti che non mi piaceva il tuo modo di fare?

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Non fare la scema, dopo quanto successo avresti dovuto dirmi quello che sapevi. Solo una cosa, perch mi hai mandato da
Ambrosio?
Perch sei uno stronzo e volevo aiutarti e ora lasciami in pace
che devo lavorare, se sei ancora in ferie togliti dalle palle se no
datti da fare.
Sono in ferie!
Mentre scendevo le scale del giornale Peppino mi venne incontro ansimando, Mario, corri i vigili si stanno portando via la tua
vespa col carro attrezzi.
Ci mancava solo questo, senza la mia Caterina mi sentivo
perduto, implorai, pregai, feci il duro: Niente da fare, ostruzione
al traffico stradale, paghi la multa e poi vada a ritirarla al garage
del Comune, non prima di tre giorni.
Sperai che la giornata fosse finita e invece no, mancava ancora
mia moglie.
La sua telefonata arriv puntuale, avevo appena aperto lacqua
della doccia.
Il solito stronzo... che cosa hai combinato? ...che ci facevi a casa sua..? Uno torna dalle vacanze e si trova in un guaio del genere? -pausa- Ti serve qualcosa?
Certo che mi serviva qualcosa, un po di comprensione, magari daffetto, un aiuto morale e invece lei non trovava di meglio
60

che torchiarmi ancora un po. Come se tutto quello che mi era capitato in quei giorni non bastasse.
Riuscii soltanto a chiederle di mio figlio, e lei per tutta risposta
mi disse che sarebbero rimasti a casa dei nonni al mare per un
po di giorni. Era ormai gi un mese che vivevo da solo, e la cosa
non mi spaventava pi.
E meglio che tu non chiami, sai potrebbe rispondere mio padre e..., non sta ancora bene, chiamiamo noi...
Poi finalmente una voce amica:
Ciao pap, sai sono tutto abbronzato, che me lo compri lultimo Game della Microsoft?.
Grazie, grazie, avevo giusto bisogno di un aiuto familiare.
Non che mio figlio fosse un capriccioso, di quelli che non
smettono mai di chiedere, il malato ero io. Sempre preoccupato
che desiderasse qualcosa che non poteva permettersi. Comprare
per lui mi aiutava a soddisfare miei bisogni.
In tutti i modi cercavo di compensare quanto mi era mancato
nella mia infanzia, nascere in una famiglia povera ti lascia un segno indelebile, un desiderio sempre insoddisfatto, e dando tutto a
mio figlio in un certo senso mi sembrava di vendicarmi con la vita per quello che non aveva concesso a me.

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Il risveglio si mantenne sul tono delle ultime due settimane, fu


Giacomo a darmi il buongiorno:
Mario, devo vederti subito, ci sono problemi, ti aspetto a piazza Bellini, no anzi meglio di no, rivediamoci a Castel dellOvo,
tra mezzora.
Si fa presto a dire tra mezzora a Napoli e senza neanche la vespa.
Arrivai dopo quasi un ora, due tass, e un chilometro a piedi
sudato e gi stanco alle dieci di mattina.
Giacomo era l sotto il solito portone, passeggiava nervosamente.
E allora che altro successo?
Guai Mario, guai. Stanotte ho avuto visite. Per fortuna sono
stato prudente, mi hanno quasi distrutto la casa, per me cercavano quella chiave.
Spiegati meglio.
Ieri, per sicurezza, avevo lasciato il sacchetto con la chiave nella cassetta della posta, e sono andato a casa di amici, dove mi sono trattenuto fina a stamattina. Quando sono tornato a casa ho
trovato la porta aperta e tutto sotto sopra. Credevo fossero stati i
ladri ma poi ha squillato il telefono e una voce in dialetto mi ha
detto che sapeva che io avevo una cosa che gli apparteneva e mi
ha consigliato di consegnargliela entro oggi. Gli ho detto che vole62

vo vederlo, ma non sembrava molto daccordo, si limitato a dirmi che si sarebbe rifatto vivo lui.
Dove sta la chiave?
Ce lho qui, e credo di sapere di cosa si tratta, la chiave di
una cassetta postale, penso che dovremmo vedere cosa c dentro.
Lo credo anchio, dopo per si va dalla polizia.
Trovammo con abbastanza facilit la cassetta, dentro cera solo una grande busta. Consigliai di aprirla a casa mia e l la nuova
sorpresa.
Giacomo questi sono certificati di credito del tesoro! Ce n
per centinaia di milioni! Ecco cosa cercavano.
Sono tutti in scadenza, sono stati sottoscritti tre anni fa, che
facciamo?
Chiamiamo Ambrosio sapr lui cosa fare.
Stavo per fare il numero della questura quando il telefono mi
squill tra le mani. Era Maria.
Mario, devo vederti, ti cerco da stamattina, perch non hai acceso il tuo stramaledetto telefono?
Cosa vuoi? Ora non posso sto cercando Ambrosio, ho dei problemi.

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E proprio di lui che devo parlarti, ma meglio da vicino vengo da te, non muoverti.
Maria arriv prestissimo, era agitata, guard Giacomo, e non
si sorprese di trovarlo a casa mia, si conoscevano ma non si salutarono, mi chiese di parlare in disparte, ma io gli dissi che se la cosa
riguardava in qualche modo la morte di Laura, allora andava bene parlarne tutti insieme.
Come vuoi, Mario, voglio solo avvertirti di non impicciarti
troppo in questa storia, scherzi col fuoco.
Sarebbe ora che mi dicessi davvero quello che sai e, soprattutto, che dicevi a proposito di Ambrosio?
Guardati da lui, in questa storia potrebbe entrarci personalmente, non posso dirti altro.
E no cara, mo devi dirmi tutto quello che sai.
Le strinsi con forza, fino a farle male, la mano con la quale aveva afferrato la borsetta per andarsene: Mario... lasciami mi fai
male... E va bene ma stai fermo!
Questa una storia complicata troppi interessi e poi sono coinvolti certi ambienti.
Che ambienti?
E una specie di massoneria tutta napoletana, ne avrai sentito
parlare: politici, funzionari, camorristi, gente di tutte le specie.
Certo, ma credevo che fosse stata cancellata dai giudici.
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In realt sopravvissuta anche agli scandali e agli arresti.


Non tutti gli aderenti furono scoperti, e anche molti di quelli che
passarono dei guai con la giustizia, si sono riorganizzati e hanno
riacquistato gran parte del potere che avevano prima, anche tra i
politici.
Come sai queste cose? E Ambrosio che devi dirmi di Ambrosio?
In un certo senso ero una di loroe.. Ambrosio quando poteva ci aiutava.
Ancora quella sensazione di gelo, per quanto le mie arterie
avrebbero resistito?
Ora devo andare..
Prese la sua borsetta e se ne and, si mosse con movimenti nervosi ma eleganti come sempre, solo allora notai che il suo vestitino di seta fiorata lasciava intravedere tutto. No, non portava il
reggiseno.
Giacomo mi lesse nel pensiero:
Gran bella donna, ma anche una grande stronza, non lho
mai potuta vedere.
In un certo senso stata carina.
E allora capo m che si fa?
B, bisogna pensarci, per il momento occorre cambiare aria.

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La casa dei miei suoceri a Vico Equense era una piccola reggia. Posta in un pizzo della costa sorrentina permetteva una vista
magnifica sul golfo. Il padre di mia moglie era stato un buon avvocato e mi aveva voluto anche bene, mia suocera invece non mi
aveva mai sopportato, soprattutto non accettava le mie troppo
umili origini. Dopo linfarto del vecchio si erano ritirati li in
quel piccolo paradiso, frutto di un intera vita di lavoro. Sperai
che mia moglie mi accogliesse bene. Intanto, per, fu il vecchio
avvocato a mostrarsi felice di vedermi, dopo la sorpresa e, capito
che cera qualcosa che non andava, disse in modo brusco alla moglie, rimasta esterrefatta dalla nostra visita, di prepararci un caff
ed intanto ci guidava nel suo studio.
Tua moglie e il bambino sono al mare, non mi avevano detto
che saresti venuto, si accomodi signor Giacomo lei lavora con
mio genero al giornale?
Oh no sono architetto, per il momento in cassa integrazione,
faccio qualche oggettino, piccoli lavori.
Ah simpatico, qualche volta dovr farmi vedere qualcuna delle sue opere.
Allora Mario cosa c, ho letto i giornali anche se tua moglie e
la mia non lo sanno. Loro credono che oramai per me ogni emozione potrebbe essere fatale.

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Ah, ecco Giulia, brava, metti qua i caff, va pure cara, scendi
in spiaggia, noi facciamo quattro chiacchiere tra uomini, su su.
La suocera mi fulmin con uno sguardo pieno di odio, ma non
os contraddire il marito.
Voltai lo sguardo verso il terrazzo che dava sul mare, aspettai
che la iena uscisse e poi parlai.
Avvocato la trovo bene.
Tu invece non mi sembri molto in forma.
E no, non sono al meglio, sa, ne sto passando parecchie.
Per caso mi trovo in un guaio, che sembra senza via duscita...
Non so perch ero andato proprio l, e nemmeno so perch decisi di raccontargli tutto, mettendolo forse anche in pericolo, ma
ne ero certo, anche se solo con qualche consiglio, lui poteva aiutarmi e non mi sbagliavo.
Era stato un uomo molto in gamba ai sui tempi, e di situazioni
difficili ne aveva districate parecchie, ma quello che non avrei potuto mai immaginare era che conoscesse la Ammaturo, si proprio
lei, la terribile Teresa che mi aveva spremuto come un limone.
Ero molto amico di suo padre, bravo avvocato, sai l ho tenuta sulle gambe. Se ha ereditato solo un po di stoffa del padre vedrai che ti risolve il problema.
Riusc addirittura a rintracciarla per telefono, e ci fiss un appuntamento per la mattina seguente.
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Sai ti accompagnerei io, ma come faccio con quelle due streghe. Come hai detto che si chiama il tuo avvocato, ah si Capasso,
di un po roba fidata? Vista la situazione!
Credo di si, ci conosciamo da ragazzi, ritiene che sia il caso
che gli chieda di accompagnarmi?.
Non saprei, forse per meglio di no, sai la Ammaturo potrebbe pensare a un ingerenza, non mi sembrata molto convinta per telefono.
Avvocato la prego mi saluti lei mia moglie, sa non credo sia
questo il momento di affrontarla.
Capisco, va, in bocca al lupo!
Mio suocero aveva ragione. La Teresa tutta dun pezzo mi accolse gelida e sospettosa, nel suo ufficio, arredato in modo essenziale proprio come le si addiceva.
Il suo avvocato quindi non c, le ricordo che lei potrebbe essere un indagato.
Purtroppo era impegnato, proprio non ce lha fatta a venire.
Non capisco perch mi ha fatto telefonare dallavvocato Iodice. Lintervento di suo suocero non credo che possa influire nellinchiesta.
Dovevo parlarle, al pi presto
Bene allora dobbiamo considerare questo colloquio come
una deposizione spontanea?
68

Preferirei che lei ascoltasse prima cosa ho da dirle e poi decider cosa fare.
Parlai per quasi dieci minuti, tutto di filato, lei mi interruppe
poche volte, diversamente da come aveva fatto nel precedente incontro. Gli raccontai tutto, di Giacomo, dei certificati di credito,
delle cose che mi aveva detto Maria.
Non trassi conclusioni, evitai attentamente di fare congetture,
proprio come mi aveva suggerito mio suocero.
Alla fine Teresa mi apparve pi gentile e disponibile:
Lo prende un caff?.
Bevemmo il caff servito dallusciere senza parlare, poi lei guard lorologio e mi fece la domanda che mi aspettavo:
Pu mostrarmi quei certificati di credito?
Li ho portati con me, credo che sia giusto che li tenga lei, solo
vorrei che si impegnasse a proteggere Giacomo il fratello di Laura.
Lei disposto a firmarmi una dichiarazione?
Certo.
Nonostante la situazione, Giacomo si era accampato bene in
casa mia, la stanza di mio figlio lo aveva reso particolarmente allegro. La workstation alloggiata sullampio banco di lavoro lo aveva
69

stupefatto: Ges solo otto anni e gi ha un suo sito web. E pensare che io ho impiegato anni per smanettare su un misero mini
Cad per Pc
U Mario lhai vista la Tipo bianca parcheggiata qui sotto?
Secondo te sono sbirri ?
Spero proprio che siano angeli custodi inviati dalla Ammaturo,
Credi che ci si possa fidare di lei?
Non abbiamo scelta. Questa storia pazzesca, anche sforzandosi manca ogni filo logico.
Se Parisi che rivuole quei certificati, perch ha ammazzato
Laura e la sua amica? Non credo che tua sorella fosse il tipo da
giocare scherzi al suo ex socio e poi comunque quello era il modo
peggiore per riprendersi, sempre che fossero suoi, quei soldi. No,
ci deve essere qualcosa che ci sfugge.
Giacomo stava per aggiungere qualcosa, ma il telefono lo blocc.
ahh Maria sei tu...

Va bene alle nove da Ciro a Mergellina, .......certo viene anche Giacomo


Maria vuole vederci, ci ha invitato a cena!

70

Da Ciro a Mergellina si mangia dellottimo pesce. Il locale offre molta discrezione e, da sempre, in quelle sale si sono realizzati
i migliori affari e i peggiori tradimenti.
Arrivammo puntuali alle nove e il cameriere, che capimmo subito ci aspettava, dopo essersi accertato che fossimo proprio noi i
suoi clienti speciali, ci invit ad accomodarci a un tavolo veramente appartato, cos appartato che nonostante io avessi frequentato tante volte quel locale, mai mi ero accorto di quella postazione.
Stavamo consumando il blando aperitivo quando, come uscita
dal nulla, Maria si sedette giusto di fronte a me, e naturalmente
di fianco a Giacomo.
Elegantissima come sempre, ma cera qualcosa di strano. Non
era truccata, e poi i capelli... erano legati allindietro lei non lo faceva mai.
Saccese nervosa una sigaretta e disse subito:
C qualcuno che vuole vedervi, se siete daccordo appena io
mi alzo si sieder al vostro tavolo.
Ci scambiammo solo qualche sguardo, e io non potei fare a
meno di immaginarmela nuda che si strusciava sulle lenzuola.
Ma quellimmagine, purtroppo, spar presto. Spense la sigaretta e
si allontan senza salutare. Il suo posto fu occupato, come per magia, da un distinto signore sui cinquanta, magro, occhi furbi e baf71

fo sottile, elegante in completo paglierino con camicia azzurra


sbottonata e senza cravatta, naturalmente con paillet intonata.
Sembrava uscito da una commedia di Scarpetta. Il classico Fif.
Era Parisi!
Mi gelai, anche se, forse, quellincontro prima o poi me lo
aspettavo.
Lui lex potente, pluriinquisito, possibile mandante di pi omicidi era l seduto davanti a noi.
Signori - esord- posso consigliarvi una speciale insalata di mare con ostriche?
Troppo sorpresi dalla sua presenza, annuimmo a tutti i suoi
suggerimenti gastronomici, compreso la originale scelta del vino:
Biancolella classico anno 94.
Alla fine mi feci coraggio e mentre lui scorticava con evidente
gusto un enorme gamberone alla brace gli chiesi:
Cosa vuole da noi?
Con aria afflitta, appoggi le posate sul piatto, ci squadr entrambi e poi solenne annunci:
Ragazzi miei, il mio unico desiderio e di mettervi a conoscenza della verit, che significa, prima di tutto, di farvi ricredere sul
mio conto.
Si detto tanto su di me e sui miei colleghi. Ci hanno chiamato ladri, qualcuno, quegli stessi che facevano la fila fuori dai
72

miei uffici, per ottenere qualche mancia, ci ha anche sputato addosso mentre in manette, come i peggiori delinquenti, varcavamo
la soglia di Poggioreale.
Popolo forcaiolo e votabbandera...
Ma le cose non stanno come le hanno esposte giudici e ... giornalisti.
Sono cose che non ci interessano,- lo interruppi alzando la voce - Laura stata ammazzata, lei cosa ne sa?
Volevo assai bene a Laura, e se Dio mi da la forza e gli uomini me lo consentiranno al responsabile di questa infamia io stesso
torcer il collo.
Poi con tono appena cinico prosegu: Con la dipartita di Laura se ne va non solo un grande amore, ma anche il mio miglior
socio daffari. Vi giuro sui miei figli che io non centro e potr dimostrarvelo.
Incredibile, quel mostro, un misto di nobile ottocentesco napoletano e di tecnocrate di fine secolo, voleva dimostrare qualcosa.
La sua sicurezza mi terrorizzava. Girai la testa verso la grande vetrata che da sulla strada, la Tipo bianca era ancora l, ci avevano
seguito. Questo mi ridiede la forza per continuare.
Avvocato Parisi, se lei non centra allora perch non va dalla
polizia, glielo richiedo, cosa vuole da noi?

73

Dimentica che per lo stato italiano io sono in debito per diversi miliardi e qualche anno di carcere...No, non mi capite, peccato, voglio solo dirvi che chi ha ammazzato Laura vuole ora ammazzare anche me. Io per parlare con voi ho rischiato molto e se
voi non lo apprezzate fa niente.
Finalmente Giacomo parl:
Dicci quello che sai, non so perch ma ti credo, anche se in
ogni caso ti ritengo responsabile della morte di mia sorella.
Sarebbe troppo lungo spiegarvi tutto, e tempo non ne abbiamo. Due anni fa, prima che mi costringessero allesilio, lasciai dei
certificati di credito a Laura. Ce nera per quasi due miliardi;
quei certificati sono oggi esigibili dovevano solo essere riscossi,
Laura e io saremmo ripartiti subito dopo. Qualcunaltro per era
interessato a quei documenti e per averli ha combinato un sacco
di casini. Qualcuno che vuole quei soldi o forse che non vuole
che quei soldi siano incassati, che il passato in qualche modo possa ritornare. Evidentemente teme che riscuotendo i titoli possa venire fuori una vecchia storia.
Io, invece, pensavo che tutto fosse stato dimenticato e che fosse stato facile, certo con laiuto di qualche amico, incassare i soldi, ma mi sono fidato di gente sbagliata.
Ovviamente ora lei alla ricerca di quei documenti?

74

Certo senza Laura la mia vita non sar pi la stessa, ma quei


soldi potrebbero farmi ancora comodo, so che quelle carte sono
in vostro possesso vi sarei grato se voleste restituirmele.
Giacomo esplose:
Maledetto figlio di puttana, mia sorella viene ammazzata per
colpa tua, e tu pensi solo a recuperare i tuoi merdosi danari!
Il cameriere discreto, con ancora la bottiglia di Biancolella gi
piegata per mescere, esegu una elegante piroetta e si ritir prudentemente verso la cucina lasciando penosamente vuoto il mio
bicchiere.
Parise non si scompose, abbasso la testa e sottovoce recit:
Hai ragione, sono un maledetto figlio di puttana, ma io a tua
sorella le volevo bene, si hai ragione tu, sono una chiavica a pensare al danaro in questo momento.
Poi si volt verso luscita, e il suo teatrale rammarico acquist
ancora pi forma. Alz la mano col pesante tovagliolo di cotone
con le insegne del ristorante ricamate, stretto tra le dita e con lo
stesso si asciug il sudore. Il primo gesto fuori luogo, pensai.
Parisi indicando il fondo della sala sconsolato esclam:
Beh stavolta tutto finito, ho commesso lerrore finale, in fondo ero stanco, meglio cos...
Giacomo e io ci voltammo nella direzione indicata dal grosso
dito con anello discreto di Parisi, proprio mentre il Commissario
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Ambrosio, in un completo beige, che sembrava fatto con tela di


sacco entrava quasi saltellando nel locale. Il segno del sudore
ascellare ormai aveva raggiunto le esagerate spalline, il felice
Commissario si avvicinava a noi scortato da due giovanottoni in
perfetta tenuta da sbirro in borghese. Marsupione sul ventre compreso.
E bravi, spero che abbiate finito, mi dispiacerebbe avervi rovinato la cena. Lei dottor Perrella mi sorprende ogni giorno di pi
e sa una cosa? Comincia ad essermi meno simpatico.

CAPITOLO III
E allora che dite c lo pigliamo un bel caffettuccio freddo?
Ambrosio di buon umore era ancora pi insopportabile, piccolo grasso e sudato, con la solita camicia troppo stretta di collo, dietro la sua enorme scrivania di finta radica, mi faceva ora pi rabbia che paura.
Emb, devo proprio ringraziarvi, davvero un bel colpo, senza
di voi e quando lo beccavo Parisi?
Giacomo seduto alla mia destra continuava a tormentarsi una
ciocca di capelli ma non sembrava preoccupato della situazione.

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Ma ora perch non mi spiegate un po di cose? No, non subito, ci pigliamo prima il caff.
Commissario non c niente da spiegare, Parisi ha voluto incontrarci perch voleva che noi sapessimo, a suo dire, che lui non
centra niente con gli omicidi.
E voi ci credete?
Il poliziotto lei!
Ha finalmente ecco il caff, grazie Maroni paga tu, poi facciamo i conti. E gi il poliziotto sono io, ma voi dei poliziotti non vi
fidate, meglio i giudici vero? A proposito mi dite cosa siete andati
a fare dalla dottoressa Ammaturo? Secondo me avete fatto un po
di confusione, ma m siete ancora in tempo per riparare . Su ditemi tutto che la facciamo finita.
Commissario credo che sia il caso di chiamarla la Ammaturo
Fate gli spiritosi?
Ambrosio aveva incominciato a cambiare espressione, era livido, il suo colorito pacchiano era scomparso e pi che irritato sembrava preoccupato.
Fu allora che lo squillo del suo telefono pose fine a quello strano rito di fatto di silenzio carico di reciproca sfida, iniziato nel
momento in cui io avevo chiamato in causa la Ammaturo.

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Ambrosio ascolt il suo interlocutore con palese disappunto,


ma evidentemente, lautorit della persona che era allaltro capo
del filo non gli consentiva di esprimere la sua rabbia come avrebbe voluto e somatizz la cosa , il suo collo assunse proporzioni
non umane e la camicia sembr stesse per esplodere.
Potete andare e tenetevi a disposizione.
Ci liquid cos il Commissario, senza aggiungere altro, il caff
una volta freddo, era rimasto solitario sulla sua scrivania a ricordare che lincontro era sembrato iniziare bene. Nessuno per ora
aveva voglia di berlo.
Fuori dalledificio della questura mi accorsi che il tempo si era
ormai rimesso a bello, il sole calante dietro palazzo San Giacomo
colorava di uno strano rosa i palazzi depoca fascista della piccola
city. Un giovane ed elegante signore si fece avanti a pochi metri
dalledificio sede centrale della polizia. Io e Giacomo non avevamo ancora avuto il tempo di scambiare parola.
Il tenente dei Carabinieri Martini, si present e con molto garbo, ci invit a seguirlo. Ormai eravamo incapaci di ogni resistenza, non chiedemmo alcun chiarimento, ma credo che in ogni caso non ne avremmo ottenuti.
Il viaggio dur poco, scendemmo dallalfa blu nel cortile della
Caserma Pastrengo che era ancora giorno, la dottoressa Ammaturo ci aspettava in una stanza limpida e senza fronzoli al terzo piano.
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Del fatto che sia io che Giacomo fossimo dei semplici polli, cascati in una storia pi grande di loro, ormai la Ammaturo ne era
convinta, ma molte cose restavano ancora da chiarire per tutti.
Chi aveva ucciso Laura, la sua amica e il giovane drogato? Chi
cercava, oltre Parisi, quei certificati di credito? Solo Parisi poteva
chiarire le cose ma a detta del sostituto procuratore Ammaturo
lex potente non aveva nessuna voglia di collaborare, e nemmeno laccusa di omicidio plurimo lo faceva desistere. Su di lui ci fu
detto, pendeva una bella accusa domicidio, con tanto di movente per incastrarlo, ma tutti sapevamo che la cosa non reggeva: Parisi avrebbe chiesto a Laura di restituirgli i certificati di credito,
lei si era rifiutata e allora Parisi lavrebbe fatta ammazzare. No la
cosa non aveva senso, Parisi e Laura erano perfettamente daccordo, Laura aveva prenotato un volo di linea per San Domingo pochi giorni prima di essere uccisa ed era proprio a San Domingo
che Parisi si trovava la sera del maledetto temporale estivo. Era
evidente che Laura, tornata a Napoli per ritirare i soldi, lo avrebbe raggiunto subito dopo aver incassato i certificati di credito. Solo che le cose non erano andate cos perch qualcuno aveva deciso di farla fuori, forse proprio qualcuno che Parisi stesso aveva incaricato per incassare i soldi. Evidentemente questo qualcuno
non era contento di prendersi solo una percentuale e aveva e tentato di accaparrarsi di tutto.

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Parisi, venuto a conoscenza della morte della sua complice, aveva deciso di venire lui per risolvere direttamente la questione e
aveva chiesto aiuto a Maria.
Maria aveva combinato il nostro incontro e poi Ambrosio, che
ci faceva pedinare da tempo, aveva deciso di intervenire.
No, Parisi non aveva alcuna ragione per far ammazzare Laura
e forse neanche i mezzi per farlo, qualcunaltro era a conoscenza
dei fatti, qualcuno particolarmente spietato che a tutti i costi voleva mettere le mani su quei certificati e che forse, proprio come sosteneva Parisi, non voleva i soldi ma solo evitare che questi fossero incassati per evitare di far venir fuori qualche vecchia storia.
Allora dottor Perrella, nessuno sa che noi siamo a conoscenza
della storia dei certificati tranne Parisi e forse la sua collega, ma
il primo e in stato di fermo e la seconda rischia troppo per fare
qualcosa. Il caso stato affidato allarma su decisione del P.M. e
non credo che Ambrosio abbia voglia di opporsi alla decisione.
Voi, ora, potete darci una mano importante, collaborare insomma....>>
Il giovane tenente, probabilmente un veneto, era deciso e fermo mentre mi proponeva la collaborazione, ma non sembrava
certo della mia disponibilit. Pi convinta sembrava l' Ammaturo
che, stranamente, parl pochissimo quasi fosse veramente il nordico carabiniere a dirigere il gioco, ma si capiva subito che l'ufficiale eseguiva solo ordini precisi.
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<<Perch dovremmo esporci tanto?>>


<<Per spirito civico ovvio o se volete semplicemente, perch
la vostra non disponibilit mi costringerebbe ad accusarvi entrambi di almeno dieci reati a testa, compreso il concorso in omicidio e mandarvi seduta stante a Poggioreale.>>
.<<Cosa dovremmo fare?>>
<<Niente, solo far saper un po in giro che cercate di cambiare dei certificati di credito, qualcuno si far vivo e noi saremo l
ad aspettarlo.>>
<<Ma tenente, se qualcuno vuole quei certificati o forse semplicemente non vuole che siano incassati evidentemente perch
quei documenti in un certo senso sono suoi o gli sono appartenuti insomma, in qualche modo, con essi possibile risalire a loro.
E allora perch non si riesce a scoprirlo? Che so, attraverso una
ricerca bancaria.>>
<<Magari fosse cos semplice, in realt occorre tempo, permessi autorizzazioni e potrebbe essere troppo tardi, certo su questa
strada stiamo gi operando, la dottoressa Ammaturo ha gi predisposto tutto e sono certo che ne verremo a capo, ma occorre anche fare in fretta per evitare che le prove scompaiano e che le indagini siano inquinate, ed per questo che chiediamo il vostro
aiuto. Il signor Panetta ha gi dato il suo assenso.

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Erano giorni che non leggevo la mia posta elettronica e quella


sera ero certo di trovare qualcosa di interessante.
Accesi il mio notebook mentre Giacomo sterminava con grande spargimento di sangue gli ultimi mostri del livello sei del
Doom tre istallato sul computer di mio figlio.
Il collegamento alla rete avvenne con mia sorpresa al primo
tentativo:
<< you have new mail>>
18 messaggi sul mio indirizzo privato, immaginai che qualche
buontempone mi avesse iscritto, come gi successo, a mia insaputa a qualche newsgroups o mailingList e l avrei trovato solo richieste di foto di mia moglie in cambio di quelle di qualche povera prostituta californiana.
Ma quello con subject : potrai perdonarmi? Non poteva
aspettare:
Caro Mario, perdonami se ho scelto di scriverti e non ho avuto il coraggio di parlati da vicino ma gli avvenimenti di questi
giorni .in ogni caso ti dovevo dei chiarimenti.
-La mail portava la data del 12, giusto la mattina del nostro incontro con Parisi.Voglio innanzitutto che tu sappia che non sono pentita di quello che accaduto tra di noi, e che dietro il mio comportamento non c stato alcun secondo
fine.
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Conosco Parisi da anni, e nonostante tutto lho stimato come uomo e come
politico, ma soprattutto come amico ed per questo che non ho potuto non aiutarlo. Quando leggerai questa mia probabilmente ti sarai gi incontrato con
lui e forse capirai.
Parisi con lomicidio di Laura non centra niente, ne sono sicura, lui amava Laura e anche molto, sicuramente pi di quanto ha amato me, era forse un
politico corrotto, ma quanti non lo sono stati? Certamente non un assassino.!
Parisi oggi un uomo solo e disperato che ha bisogno di soldi per garantirsi un difficile esilio ed per questo che rischiato tanto pur di venire in possesso
di quei certificati di credito.
Sono soldi suoi, forse guadagnati in modo non proprio legale ma comunque suoi, so che la cosa sbagliata, ma a me farebbe piacere che lui riuscisse
ad incassare i soldi e a tornare nel suo rifugio. Anche se ormai senza la sua
Laura non credo che gli importi pi molto la libert.
Quei soldi, credo, che siano il frutto di qualche ultima importante tangenti
e di risparmi accumulati, la sua assicurazione sulla vita. Credo che chi ha
sottoscritto quei certificati lo avesse fatto per pagare il suo silenzio. Qualcuno
infatti, dopo che erano cominciati i suoi guai, ha raccolto quei soldi in un unico investimento e consegnato i certificati, esigibili dopo qualche anno, a Laura.
Ma oggi quel qualcuno ha paura, paura che venga fuori qualche vecchia
storia.
Ed disposto ad uccidere per garantire il silenzio.

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Quando questa storia iniziata io non sapevo cosa stesse succedendo, non
sapevo che Laura fosse ancora legata a Parisi, e non immaginavo cosa ci fosse
dietro quellomicidio che sembrava di un balordo.
Ti ho portato da Ambrosio perch un bravo poliziotto e speravo ti potesse aiutare. Non credevo che il suo passato potesse ora essere un problema, ma
evidentemente mi sbagliavo in questa citt nulla pu essere dimenticato.
Qualche giorno fa sono stata contattata da Parisi, erano anni che non lo
sentivo e allora ho compreso che la storia era pi complicata di quanto sembrasse. Mi ha chiesto aiuto e io non ho saputo negarglielo, ma ho cercato di
avvisarti, ti ho detto di non fidarti di Ambrosio ma non sapevo pi che fare.
Lui mi ha chiesto di incontrarvi, rivuole dei documenti che Giacomo credo
custodisce, pare siano dei certificati di credito, rivuole i suoi soldi, ma ho paura che non sar facile.
Questo tutto quello che so, ti giuro, spero che tu possa credermi, il mio
rapporto con Parisi finito molto tempo fa e io non ho mai pensato dusarti.
Comunque vada stato bello
MARIA.
Peccato averla letta tardi quella e-mail, mai scordarsi di leggere la posta!!!
Crescere in un quartiere come quello di San Giovanni, estrema periferia urbana, di una citt come Napoli, ha i suoi lati positivi: non ti perdi se passi da quelle parti.
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E si perch a San Giovanni, puoi anche perderti! E ci nonostante il quartiere sia stato costruito lungo una solo direttrice,
quella che affianca il mare, o almeno quello che era il mare della
zona orientale. Ma la ricostruzione interminabile post-terremoto
ne ha reso uno strano budello fatto di mini quartieri ghetto intrecciati tra loro proprio come l'intestino di una creatura malata.
Rafele un artista e come ogni artista ha i suoi tempi. Trovarlo per facile, basta avere buone orecchie, ti fermi al corso Bruno Buozzi dopo le nove di sera e aspetti, prima o poi sentirai l'assordante suono dei 1000 watt montati sull'ape Piaggio, trasformato da anonimi artigiani in sfavillante friggitoria viaggiante. Non
puoi sbagliarti: l'hard rock inconfondibile.
Per i buon gustai consigliamo la "pizza fritta super", solo Dio
sa cosa pu contenere, ma quando la mangi non puoi fare a meno di pensare che tutto relativo. T'aspetti un masso di tufo e ti
accorgi che si tratta di qualcosa di pi delicato del semolino di fino bianco.
Se hai tempo, allora, accompagna una piacevole discussione
sul reggae con una frittura mista a cui Rafele non far mai mancare, in ogni stagione, la presenza di ciurilli e mulignane indorate
e fritte.
Rafele ama la musica, Rafele un musicista. Suona la batteria
per passione, ha pure il gruppo, due incisioni fatte e tanta amarezza per un successo che non mai arrivato, si rimedia solo qualche matrimonio, dove, per, le sue performances sono molto ap85

prezzate, "ma mi raccomando, niente rock tosto, gli sposi non


gradiscono!".
Zeppole e panzarotti gli danno comunque da vivere e dignitosamente.
Rafele conosciuto, e in piazza De Franchis si passa meglio la
notte se c' la luce e il suono del suo nomade posto vendita. Da
come fa saltare la "pasta cresciuta" puoi capire il suo umore. Se
questo avviene con i tre/quarti del rock tutto bene: la conversazione compresa nel prezzo; ma se va sui quattro/quarti meglio
evitare ogni argomento musicale: Rafele sta incazzato.
Rafele dorme poco, qualcuno dice che non dorme mai. La notte panzarottaro, la mattina studia solfeggio e il pomeriggio,
quando pu, quattro note tra amici. Magari si riprova: "o bacone dice che si pu fare".
Rafele, dunque, lavora di notte, anche d'inverno, quando i suoi
lavori inzivati ti riscaldano piacevolmente le mani. I suoi clienti
sono tutti affezionati, anche gli uomini di "rispetto" che sono i veri padroni della strada dopo il coprifuoco che vige a Barra dai
tempi del "professore", ma Rafele non ha paura. Conosce tutti e
forse sa tutto, ma sa farsi i fatti suoi e non ha problemi e poi
"when good good ch'i blak da midnigth nun p mai ven!".
Tutto sommato a Rafele piace il suo lavoro, certo avrebbe preferito fare il batterista a tempo pieno, viaggiare e fare "serate",

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ma anche con le zeppole il suo talento apprezzato e questo gli


basta.
Speravo di ritrovarlo facilmente ma non pensavo che questo avvenisse cos presto!
All'angolo della residenziale una delle strade pi tristi che uomo abbia mai realizzato, sotto i neon gialli antinebbia, di un nebbia mai vista da quelle parti, incrociai Rafele.
Mi riconobbe subito, "Maro' Mario quanti anni, ma dimmi na'
cosa, scrivi ancora sul giornale? Io non ti leggo mai"
"Rafe' e io mica scrivo di sport? Rafe' ho bisogno di un consiglio. Un amico tiene dei certificati di credito in scadenza, roba
forte, vorrebbe cambiarli subito sai chi pu essere interessato?
Gesu' comm coce sta pizz' Rafe' dammi un'altra carta va"
"Ne Mario ma tu si nu' buon guaglione, noi abbiamo sempre
pensato a te come quello che si era salvato, e che' sta storia? Dimmi la verit"
"Niente Rafe' niente, Fammi solo sapere se c'e' qualcuno, ti do
il numero del cellulare. Ottima sta pizza fritta."
"Non so se stai facendo na cosa giusta, comunque ti faccio sapere"
E si, il cellulare, un bel cellulare nuovo! Non cera riuscita mia
moglie e nemmeno il direttore, ma alla dottoressa Ammaturo nes87

suno pu dire di no. "E' necessario" aveva sentenziato, e che vuoi


aggiungere?
Il suo sorriso, era di ghiaccio, ma io ne ero certo dietro la toga
(che io non le avevo mai visto portare) c'era tanto fuoco.
Era una donna particolare l'Ammaturo, di quelle che vogliono
a tutti i costi far dimenticare che lo sono, tranne poi rivelarsi ad
ogni gesto, ad ogni parola.
Quando mi aveva tartassato di domande scavando in ogni piega delle mie risposte a dire il vero tutto sembrava, tranne che una
donna, forse un demone salito chiss come tra gli umani. Ma poi
le era bastato quel sorriso a fine lavoro, per ricondurla alla sua
grazia di donnina molto interessante. Non era alta, corpicino esile, ma dava l'idea di una strana forza.
Il seno piccolo, ma che ti dice subito che i capezzoli sono dritti
e turgidi, e quegli occhi, gi quegli occhi.. dietro gli occhiali un
po fuori moda.. Quel corpicino esile quella pelle bianca e liscia e si non posso nasconderlo, il suo ricordo non mi metteva
solo ansia, ma mi scombussolava, e lultima volta che lavevo vista
annuire alle parole del tenente Martini, appena accarezzata dal
leggero vestitino fiorato
Mio suocero mi aveva parlato di lei come di una bambina dolce che lui aveva tenuto sulle gambe e io come una bambina continuavo a vederla, una bambina uscita da un romanzo di King. La

88

terribile Ammaturo era pur sempre una bambina! E quel dubbio,


un po volgare, mi ritornava, senza cattiveria: la Ammaturo .??
Anche quella volta mi accolse gentile, ma ero preparato a tutto.
Volevo ringraziarla dott Perrella, sono sicuro che la sua collaborazione ci sar preziosa!
Sa, io non ho mai dubitato del fatto che lei fosse una brava persona, estranea a questa storia, ma due cose mi hanno lasciato perplessa. Perch ha chiesto aiuto a suo suocero, e perch quella sera
era a casa di Laura!
Vuole che incominci dalla seconda? Ecco, vede dottoressa, io
ero stato molto amico di Laura e non la vedevo da molto, aggiungo che in questi giorni passo molto tempo da solo e si insomma
volevo incontrare una vecchia amica e passare con lei qualche
ora, ma non e andata cosi!
E come andata?
Lho gi spiegato mille volte! Laura non era sola e ad un certo punto ho preferito lasciarla!
Lei sapeva che Laura era drogata e lesbica?
Hei un momento, che a Laura piacesse la sua amica sono
problemi suoi e in quanto alla droga credo che sia stata una cosa
occasionale!

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Non si scaldi, qui nessuno fa esami di morale, ma necessario che io sappia come stanno veramente le cose e poi ricordi che
lei aveva usato droga quella sera.
Io non sono un drogato!
Si ma ha aspirato cocaina con le due donne vero? E poi ha
avuto anche un rapporto sessuale o mi sbaglio?
Nei suoi occhi di un azzurro inquietante, lessi un filo di eccitazione e io non riuscii a sottrarmi a quella che mi pareva una
provocazione! Voleva scherzare? Bene!
Non precisamente, Laura ad un certo punto mi aveva abbassato i pantaloni e .. si insomma lentamente aveva iniziato un rapporto orale. Io ero rimasto sorpreso, non lo avevamo mai fatto
prima. Ma ad un certo punto arrivata la sua amica e
Lei si arrabbiato vero?
No si sbaglia! Io non ero arrabbiato e neanche deluso, solo
sorpreso.
Mi sta dicendo che lei, dopo aver assunto cocaina e dopo
aver iniziato un rapporto sessuale non ha trovato fastidioso il fatto che le due donne la ignorassero di colpo?
Io sto dicendo solo che non ero arrabbiato e che me ne sono
andato senza protestare e vuole sapere una cosa? Ero contento di
farlo ecco!
Va bene, e di suo suocero cosa mi dice?
90

Niente proprio niente, ero confuso e preoccupato e lui un


uomo in gamba gli ho chiesto un consiglio, non sapevo che lui la
conoscesse
Lasciai lufficio della Ammaturo depresso, non so perch ma
mi ero illuso di scoprire che in fondo anche lei fosse umana!
Lunico segno dumanit invece, era stato quel sorriso abbozzato
arrivato quando le avevo parlato della pizza fritta bollente, ma
era sparito subito.
Ero fermo a parlare con Capasso, ormai mio avvocato incaricato, nello squallido parcheggio del Tribunale, quando la vidi uscire. Si muoveva in fretta, decisa, un po impacciata nei movimenti,
sembrava ignorare quello che le accadeva intorno, si avvicin ad
unauto verde, forse una Fiat, e velocemente vi sal a bordo aggiustandosi la gonna inopportunamente troppo corta. Strano avrei
giurato che la P.M. avesse un auto grigia, al massimo blu, ma mai
di un colore pastello. Era la prima volta che la vedevo fuori dal
suo habitat e mi apparve quasi come una donnina normale, mah
forse fuori dal suo ruolo lo era
Capasso si accorse del mio sguardo interessato e ficcatomi un
g o m i t o n e l l o s t o m a c o m i s u s s u r r :
Bella donnina vero? Pero com gelida! Sai dicono sia stata anche sposata, ma da quanto ci risulta mai vista in compagnia di uomini diversi da quelli dalla sua scorta!
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Io un pensiero lo farei, ma quella odia gli avvocati!


Ne, ma di, a te piace vero?
Ma che dici Alfre? Ci manca solo che mi piace il mio aguzzino, e poi quella mica na' donna quella un diavolo!!

CAPITOLO quattro
Non difficile, in fondo, adattarsi ad uno strumento semplice
come un telefonino, forse per questo che gli italiani, popolo tecnofobo, ne ha fatto da sempre un uso esagerato.
Solo poche regole: la batteria si scarica sempre quando serve,
le tacche ti dicono quando vivi nel mondo dei collegati e quanto
ci sei dentro e, infine, inutile cercare di capire tutte le funzioni
del tuo apparecchio, tanto non le userai mai.
Io, invece, amavo la tecnologia, ma odiavo il telefono. Se cera
una cosa che pi di tutto odiavo erano le suonerie melodiche, ne
avevo sentite di tutte le specie, compresa quella dei settenani
che vanno a lavorar. Io ne avevo scelta una standard, anzi la
pi standard possibile e quando la sentii suonare quasi non ci facevo caso, ma il mio ruolo di agente speciale mi imponeva di rispondere.
92

Rafele mi consigliava di lasciare perdere, ma se proprio volevo


cera qualcuno interessato ai certificati gente che non mi piace
mi avvertiva ma tu sei uno che sa quello che fa sentenzi.
Chiamai subito il numero che la Ammaturo mi aveva lasciato
e non riconobbi la voce, che, con fare deciso, mi invit a restare
in linea.
Il tenente Martini mi disse solo va bene, fissi lappuntamento
in un luogo non appartato e ci tenga informati ma mi sembr
preoccupato e la cosa non mi tranquillizzava, avrei voluto parlare
con lAmmaturo, ma non sapevo come fare.
Il cellulare suon di nuovo, un uomo con voce senza accento
mi disse che voleva vedermi per quei documenti, non feci domande posi solo una condizione ci vediamo al bar tabacchi gi al Castel dellOvo. Trovai strano che la voce non tradisse un napoletano standard, ero certo che centrasse in qualche modo la camorra in quella storia, ma chi mi diceva che quello che mi aveva chiamato fosse subito, al primo colpo, proprio uno dei responsabili
della morte di Laura? Poteva essere chiunque interessato a quei
certificati e perch poi un camorrista doveva per forza avere un
accento marcato?
Il tenente Martini non aveva voglia di tranquillizzarmi, era ovvio e quando mi disse che era il caso di andarci da solo allappuntamento e che il fratello di Laura doveva restare lontano, era un
po come dire se succede qualcosa abbiamo sempre una riser93

va! Ma alla fine, bont sua, un bel non si preoccupi noi saremo li se lo lasci scappare.
Oramai al bar Tabacchi ero conosciuto e quando mi sedetti, alle 20,00 precise, la domanda fu scontata : dotto caff?.
Luomo che mi raggiunse, in breve, aveva la faccia e il portamento del commercialista, pure la borsa ampia, capace di contenere almeno cento 740, di contribuenti infedeli dava questa certezza.
Mi disse subito, senza saluti e presentazioni, accomodandosi
senza imbarazzo: Dunque lei vorrebbe vendere dei certificati di
credito?!
Come ha fatto a capire che ero io gli chiesi.
Esperienza
Si, diciamo che vorrei evitare di cambiarli io, si tratta di parecchi milioni..
E quanto vorrebbe?
Non mi chiede neanche quanto valgono?
Diciamo che non e importante..
Voglio la met.
Perch, poi, proprio la met? Avrei voluto chiedere a Martini,
ma questi non me ne aveva dato il tempo.

94

Lei sa che quei soldi non sono suoi e i legittimi proprietari sono molto arrabbiati?
E a lei queste cose chi le dice?
Anche questo non e importante. Mi ascolti: si e messo in una
storia pi grande di lei, restituisca quei certificati, si prenda il bel
regalo che le offriamo, diciamo un dieci milioni? E torni al suo
lavoro e alla sua bella famigliola
Un avvertimento, sicuramente lo era! Ero stato un pazzo a
non considerare il rischio che in qualche modo fossero coinvolti
anche mia moglie e mio figlio. Istintivamente mi guardai intorno.
Cercavo Martini, o qualche carabiniere in borghese, magari vestito da netturbino
No voglio duecento milioni (anche quella cifra era concordata con la benemerita), duecento milioni subito o li cambio io. Ho
bisogno di soldi!
Io non posso decidere, le far sapere, ma un ultimo consiglio
devo darglielo. Si guardi bene dallavvisare la polizia e dica al suo
amico Panetta di fare lo stesso.
La Ammaturo ancora una volta non tradiva emozioni. Solo un
accenno di sorriso per dire che avevo fatto un buon lavoro. Martini gi stava sbobinando la cassetta e riponeva il microfono che
mi avevano staccato con delicatezza dal petto, preoccupandosi di
eliminare i peli del torace che col cerotto mi erano stati asportati.
95

E ora che facciamo? Sono preoccupato hanno minacciato la


mia famiglia!
Stia tranquillo, i suoi sono sotto protezione, vedr ormai fatta! Torni a lavoro e aspetti che la contattino, ormai abbiamo il riferimento giusto, luomo che lha contattata stato identificato.
Non volle aggiungere altro, e mi liquid senza gentilezze, anzi
sembrava ancora pi scostante e gelida del solito, al punto che
perfino il nordico Martini ebbe un gesto di bont: Su, vada, vedr che tutto si risolver in poche ore, stato in gamba mi creda!
Al giornale ormai rappresentavo una novit, i miei colleghi mi
accolsero con qualche sorriso falso e anche qualche pacca inutile.
Ero seduto alla mia scrivania, cercando di capire se fossi stato in
grado di scrivere pi qualcosa quando il numero interno segnal
che il grande capo voleva parlarmi.
Andiamo a prendere qualcosa insieme
Non era una domanda, lui non amava farne, scendemmo in
garage e io manco trovai la cosa strana, la macchina era gi pronta e senza autista. Si mise subito alla guida, e li incominciai a capire che qualcosa non andava, non lo avevo mai visto guidare.
Con un segno mi fece capire che dovevo entrare in auto, mise in
moto e non apr pi bocca.

96

In via Petrarca gir in una traversa che portava in uno strano


spiazzo dove linsegna di una discoteca mi ricord di una festa a
cui avevo partecipato anni prima.
Scendi siamo arrivati. Salimmo piano una rampa di scale
che portava in una casa che sembrava abitata da fate. Tende ricamate di bianco alle finestre e tappeti di colori pastello, pochi mobili e un salone con un gran pianoforte a coda al centro. Entrai
in quella stanza enorme col cuore che ormai sembrava avesse
smesso di battere, vi erano altri tre uomini seduti intorno ad un
tavolo da gioco, bicchieri e bottiglie sul tavolo tradivano un attesa
che evidentemente durava da un po, ma non mi sembravano giocatori di poker!
Allora Mario oggi hai una grande occasione, io ho sempre creduto in te, voglio presentarti delle persone molto importanti.
Il senatore, mi sorrise, e mi strinse forte la mano, una mano, la
sua, abituata a stringere con calore altre mani, di elettori e nemici con la stessa forza. Era un uomo elegante ma tutto in lui era
falso, anche i vestiti sembravano finti, come il sorriso. Luomo
che mi fu presentato come il signor Pantaleo invece non sorrise, e
la sua mano era gelida e umida. Non era una stretta mano ma un
tocco che emanava disprezzo per tutto quello che di umano poteva essere toccato.
Infine tocco a quello che pi di tutti sembrava esprimere il suo
disappunto per una scelta che evidentemente non condivideva.
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Non mi strinse la mano, ma si limit al alzare un braccio, mentre mostrava i suoi denti nuovi senza sorridere.
Bravo- fece il direttore vedo che hai imparato a non fare domande
Noi ti dobbiamo comunque qualche spiegazione. I signori
che vedi qua appartengono tutti ad una associazione molto riservata, un club diciamo cosi. Un club ormai non pi attivo, che
un tempo era sorto per far rinascere la nostra citt. Qualche anno fa alcuni dei soci tradirono gli obbiettivi dellassociazione. Alcuni aderenti pensarono di utilizzare il legame che ci univa per fare affari e per raggiungere propri scopi. Tra questi anche lonorevole Parisi, che tu hai conosciuto. Questi signori, buttarono a mare una tradizione e degli ideali per denaro e per il potere fine a se
stesso. Molti hanno pagato il loro errore rispondendo alla giustizia di questo paese, altri sono scomparsi nel nulla terrorizzati.
Lassociazione, come ti dicevo, ormai non pi attiva, ma il legame che ci unisce ci consente ancora di fare qualche intervento e
soprattutto ci impone di difendere lonorabilit dei suoi aderenti.
E come la difendete? Uccidendo la gente?
Mario tu sei un bravo giornalista e puoi fare molto, basterebbe solo che la smettessi di fare il don Chisciotte. Sappiamo che
hai tu quei certificati, ti sono stati consegnati dal fratello di Laura
vero? Consegnali a noi, dimentica questa storia e vedrai che tutto
andr finalmente nella giusta direzione. Vedi a noi non interessa98

no i soldi, ma solo quello che potrebbe succedere se qualcuno incassasse quei certificati. Molte persone perbene potrebbero essere
coinvolte perch anni fa si fidarono di un mascalzone. Oggi noi
rischiamo molto a dirti queste cose ma sappiamo che questo il
metodo giusto. Se quei documenti saranno distrutti tutta questa
storia finir .
Dovrei dimenticare anche i morti innocenti? E magari mi fate entrare anche nel club? Ma lo capisce, direttore, che ormai e
finita? Voi siete solo dei cadaveri che provano a vivere mangiando altre carogne! La vostra avventura finita siete spacciati
ormai vi hanno scoperto
Mario tu mi deludi, credi che noi si possa essere degli assassini? Mi ci vedi nelle vesti del mafioso che d ordine di uccidere
mentre lavora al giornale che combatte la piovra? Quelli che hanno ammazzato Laura sono il vero pericolo! E gente che ha saputo da altri, non da noi, dei soldi, probabilmente da Parisi stesso, e
ora vogliono impossessarsene. A noi quei soldi non interessano. A
noi interessa solo che questa storia finisca.
Quello che non comprendi che noi rappresentiamo il potere, la malavita risiede altrove. In questa citt da sempre esiste un
nucleo di potere saldo che nelle mani di pochi ma importanti
uomini, questi uomini cambiano, qualcuno cade, altri possono
sbagliare ma quel blocco unico centrale che essi rappresentano
non cede mai.

99

Tutti, prima o poi, devono fare i conti con loro. Sindaci, giudici, forze dellordine nessuno lo dice, nessuno lo ammette, ma e
cos. Noi siamo lelite della societ civile quella che conta, quella
che elegge, quella che investe, quella che spende. Noi siamo la linfa che fa vivere Napoli
Un brivido, il gelo conquist velocemente ogni mio organo,
una volta vitale, che risiedeva dentro di me. A questo punto, pensai, ci manca solo che mani untuose si metta a suonare il piano Questi sapevano tutto, e io che pensavo di avere lasso nella
manica. Io che pensavo di essere protetto!
Ma una cosa non sapevano, i certificati erano nelle mani della
Ammaturo!!
No direttore questa volta vi siete sbagliati, io intanto non ho
quei documenti, quei documenti sono gi in altre mani: il gioco
finito.
Una donna esile vestita di nero e con un grembiule di un lindo
impressionante, che sembrava essere uscita da un romanzo fin de
siecle, fece improvvisamente un apparizione:
Senatore ci sono dei signori..che..
Non riusc a finire la frase, Il tenente Martini impeccabile nella
sua divisa estiva e con il cappello dordinanza rigorosamente sot100

to il braccio si fece avanti scusandosi per il modo un po brusco


col quale aveva interrotto la riunione.
Chiedo scusa ma avremmo necessit di parlare urgentemente
col signor Mario Perrella
Ero stato seguito!

CAPITOLO cinque
Ormai mi sentivo come un pacco conteso da compagnie di spedizionieri, tutti volevano portarmi da qualche parte. Il tenente
Martini era gelido pi del solito, mi chiese solo di seguirlo, non
apr bocca. Sapevo di aver commesso un errore a seguire il direttore senza avvisarlo, ma quanto mi stava succedendo ormai era
fuori dal mio controllo. Semplicemente ero deciso a lasciarmi andare sperando solo di trovarmi nelle mani della persona giusta.
Con mia sorpresa, lauto, troppo elegante per essere in dotazione alle forze dellordine, non prese n la strada della caserma n
quella del carcere dove ormai pensavo ci fosse la mia meta definitiva. Arrivammo in breve ai Camaldoli grazie alla sirena blu che
con sicurezza lappuntato aveva attaccato sul tetto. Conoscevo
quel palazzo, conoscevo quelle scale, sentivo che stavo per vomita101

re, non me ne preoccupai. Ormai ero certo, mi avrebbero fatto


vedere un altro cadavere, quello di Maria! Ma non cerano cadaveri a casa di Maria, solo sembrava ci fosse passato un tornado.
Cosa succede ? chiesi con voce che mi meravigliai avesse un
tono calmo.
La signora Maria e scomparsa siamo venuti a prenderla perch la dottoressa Ammaturo voleva parlarle ma abbiamo trovato
questo. La sua mano percorse un mezzo arco deciso, mostrando lo scatafascio generale.
Pensiamo che qualcuno possa averla portata via, abbiamo trovato il pc ancora acceso stava spedendo un messaggio e-mail..
indirizzato a lei credo. Questo e il suo indirizzo vero?
Si il mio indirizzo! Risposi guardando il foglietto di carta
su cui era segnato con ottima calligrafia lindirizzo privato che
usavo da anni. Anche la @ era segnata in maniera perfetta!
Non capisco, cosa succede?
Non semplice mi rispose la voce della Ammaturo, comparsa come una fata dalla porta del soggiorno.
Probabilmente stiamo assistendo a una guerra tra vecchi poteri, uno scontro senza esclusioni di colpi. Una guerra che sembrava sopita e che ritornata con forza a causa di quei certificati.
Lei per ora mi dice cosa ci faceva in quella casa con quei signori
102

e mi racconta tutto quello che vi siete detti. Ma prima venga con


me.
La dottoressa si avvicin al pc sul quale girava un strano screensaver fatto di pupazzi che ballavano, il tasto deciso sulla tastiera lo fece crudelmente scomparire, al suo posto il programma di
posta elettronica. La dottoressa, elegante come al solito, nel suo
tailleur beige mi invit a leggere.
Caro Mario e stato bello sai
Il messaggio non era stato mai spedito e io non potevo averlo
ricevuto.
Lei ci ha nascosto qualcosa signor Perrella, lei aveva una relazione con la signora Maria vero?
Non fu facile convincere la Ammaturo che avevo sorvolato su
quellaspetto della vicenda perch ero un gentiluomo. N fu facile spiegarle che ero allo scuro del ruolo che giocava il mio direttore in quella vicenda. In ogni caso le raccontai tutto, ogni particolare, compreso il fatto che avevo svelato a quei signori che i certificati erano stati consegnati a lei.

103

La Ammaturo, mi guardava con occhio professionale, di quella


professione che deve leggerti sempre dentro mentre parli, perch
il suo compito principale capire quando la gente mente!
Quel mestiere, una volta acquisito, ne sono certo, entra a far
parte della tua vita. Ti costringe a misurare, quanto, la persona
che ti sta di fronte, ti stia dicendo la verit, convinti che la verit
si possa misurare.
Immaginai la sofferenza nel non potersi mai accontentare di risposte vaghe e di piccole bugie, che spesso danno gusto alla vita.
La pensai a guardare la giacca stropicciata del marito alla ricerca di segni che nascondessero chiss quali delitti o mamma severa che nelle mani sporche del figlio scopre la disubbidienza.
Anche se mi credeva, non poteva accettare che io fossi sincero,
semplicemente perch il sospetto era il suo attrezzo da lavoro ed
un abile artigiano non si separa mai dai suoi attrezzi.
Nel suo ufficio era molto pi a suo agio, e meno dura, senza
che lo chiedessi mi fece un riepilogo dei fatti che doveva servirmi
a schiarire le idee.
Noi siamo convinti, e quanto ci ha raccontato del suo incontro con quei signori, rafforza la nostra idea, che il centro della corruzione in questa citt era governato da un pugno di uomini molto potenti. Ad un certo punto per avvenuta una spaccatura,
una parte di questa cupola ha iniziato a trattare gli affari da sola
104

e senza limiti, mentre laltra parte legata pi alla propria storia di


neo-vicer, ha provato a contrastarla. Tangentopoli, le indagini
dei magistrati della met degli anni 90, avevano messo fine in parte alla gestione degli affari, eliminando gran parte della fetta pi
spregiudicata della struttura. Parisi apparteneva a quel gruppo
dei dissidenti e oggi, il suo ritorno e il tentativo di incassare i certificati, ha provocato, noi crediamo, un allarme in quanti erano
scampati alle manette. La gente che lei ha incontrato probabilmente rappresenta quella parte della struttura che si era salvata e
che continuava a svolgere il suo ruolo in questa citt. Sicuramente anche la parte meno ladra, ma senza dubbio gente che gode
del proprio potere grazie ad azioni illegali.
Ovviamente esiste una terza figura, quella pi inquietante,
quella pi spietata, quella senza la quale in questa citt non si fanno n affari n contratti: la camorra!
Gli uomini corrotti del potere napoletano si sono serviti spesso
della malavita organizzata, e quando non lhanno scelta, questa
ha chiesto, alla sua maniera e quasi sempre ha ottenuto, di essere
socia in affari!
Le grandi indagini sulla corruzione a Napoli hanno sempre dimostrato questo legame.
Purtroppo per noi, non esiste un clan di riferimento, n capi
certi e storici, la camorra forte anche per questo. Una metastasi
che si riproduce e si trasforma in continuazione. Il capo di oggi,
vale due pallottole domani, ma quello che resta il business, che
105

passa di mano in mano. Oggi, per chiudere un appalto, devi trattare col boss, uomo donore, domani con lex gregario violento e
cocainomane che vince sulla strada.
I politici corrotti, gli uomini dei poteri forti della citt, conoscono la lezione, temono la camorra ma sanno che non ne possono
fare a meno. In questa storia qualcuno ha chiesto il suo aiuto,
qualcuno che ormai non pu pi fermarla.
E questa non ha esitato ad eliminare testimoni scomodi, tracce compromettenti per appropriarsi di quei soldi e la signorina
Panetta e la sua amica hanno pagato il loro azzardo.
Adesso la guerra tra due modi di gestire illegalmente il potere
diventata una guerra criminale. Fatta di omicidi spietati e ora
anche di rapimenti. La fine della sua amica e di quellaltra donna, il sospetto suicidio in carcere del tossicomane che le aveva uccise e adesso la sparizione della sua collega, dimostrano che la
partita nelle mani di gente spietata senza scrupoli. No, non si
tratta pi solo di imprenditori e politici del malaffare!
Affascinante, incredibile, meravigliosa!
La Ammaturo aveva sciorinato tesi scontate e da manuale del
giovane procuratore, con la passione e la prosa degna del miglior oratore del senato romano!
Con orgoglio mi sentii parte dellarmata del cavaliere Ammaturo, che nascondendo le sue grazie di donna dentro un armatura
106

fatta di stoffa nera e cordoncini argentati, provava a sconfiggere


lorrendo complotto.
Ma lorgoglio e lentusiasmo dur poco, il volto sempre preoccupato del tenente Martini mi port crudelmente alla realt!
La notizia che ci fosse di mezzo la camorra, ormai era cosa
che non mi sorprendeva, ma la preoccupazione di sentirlo dire
dal magistrato mi portava al panico.
Ero finito in un pasticcio immenso, non potevo uscirne bene!
Ormai era certo che il prossimo a pagare dovevo essere io.
Io avevo visto le donne prima dellassassinio, io avevo consegnato i certificati allAmmaturo, io conoscevo tutti i fatti, io avevo
sfidato quegli uomini, ma anche i loro avversari col mio comportamento. Io ero nelle melma pi nera. Tanto valeva farla finita l,
chiedere allAmmaturo di fare da esca-bersaglio! Almeno, da
morto-eroe ne avrei acquistato in credibilit, sia nei confronti della stessa donna di giustizia che magari dalla mia famiglia! Forse
anche al giornale ne avrebbero parlato bene: il nostro coraggioso redattore sfida la camorra e muore da eroe! Il mio pap lavorava con i servizi segreti!
No, fare leroe non era mai stato il mestiere che preferivo, ma
tanto sarei stato ammazzato comunque.
Mi dica cosa posso fare le dissi con tono sconsolato ma deciso!

107

Niente, lei non deve fare proprio un bel niente, gi ha rovinato una volta i nostri piani. Siamo stati degli stupidi a pensare
che
Per fortuna non concluse la frase, calai il capo e provai ad uscire dalla stanza come cavaliere rifiutato alla tavola del re.
Ma dove va? Lei adesso deve firmare la deposizione. E poi restare a disposizione ! Penseremo noi a garantirle una certa protezione
Certa protezione? Che significa certa protezione?
Stia tranquillo sentenzi il tenente Martini, preoccupato di
non permettere che la mia insolenza potesse irritare il buon magistrato. Ne era innamorato, non cera dubbio.
E no un momento, io ho collaborato, anche se potevo farne a
meno, mi sono esposto, ora chiedo che io e la mia famiglia si possa godere di unadeguata protezione
Vada via, e ringrazi iddio che non la accuso del reato di associazione!
Via Medina era arsa dal sole, lasfalto semiliquido davanti allhotel Jolly faceva sentire le sue calorie dalle suole sottili delle
mie improbabili scarpe da barca.

108

Volevo arrivare a piedi al giornale, sentivo la tasca della giacca


gonfia dal telefonino sbattere sulla coscia destra, mentre nella sinistra il mio Psion, forte del suo maggiore peso oscillava appena.
Si vado al giornale, mi dicevo, riprendo a lavorare e smetto di
pensarci, che se la sbrighi lAmmaturo.
Afferrai il terribile marchingegno e composi il numero di telefonino di mia moglie, avevo sempre una famiglia di cui preoccuparmi.
Mario m mi spieghi che succede, fuori dalla casa di pap c
una macchina bianca con dentro sicuramente dei poliziotti, non
ci lasciano un minuto, pure in spiaggia vengono! CHE STAI
COMBINANDO?. Sono certa che colpa tua!
Ahhh potenza del cellulare, ero pi sereno, almeno loro sembravano al sicuro!
Il direttore ovviamente non cera, e il gran casino lo si notava
gi dalla strada davanti al portone. Maria sparita, io coinvolto nella migliore occasione di lavoro per i peggiori giornalisti di mezza
estate, e il direttore che misteriosamente si dava ammalato proprio adesso!
Tutti mi guardarono entrare senza fare domande, solo Magliuolo accenn ad un saluto e sussurrandomi qualcosa, mi annunci, con dolcezza, che adesso alla cronaca comandava lui.
109

Dimmi che ti devo servire, fu la mia risposta


Incredibilmente Magliuolo mi aveva assegnato uninchiesta,
una storia di estorsioni in pieno agosto, e proprio a San Giovanni, il mio quartiere!
Avrei dovuto rifiutare, lo so, ma temevo di restare a pensare a
quello che mi stava succedendo e allora presi la vespa e mi diressi
alla volta di Vigliena, ridente localit a ridosso della centrale termo-elettrica dellEnel. L, al cancello della ditta Martone, trovai
un operatore di Tele Napoli che sbuffando, mi avvis che non
cera niente da fare. Dentro il cancello della Martone & Fratelli
non si entrava. A volo, acchiappai lultimo vigile del fuoco che
u s c i v a g u i d a n d o u n a J e e p c a r i c a d i a t t r e z z i .
Che successo?
Na' bomba credo, s bruciato tutto, sono dieci ore che fatichiamo per salvare quattro pilastri! Dentro nun rimasto niente!
Di fronte, allingresso della ex ditta, il circolo Forza Napoli e
la signora delle sigarette. Sulla porta del circolo, un volto noto.
Non riuscii a metterlo a fuoco subito, ma mentre mi avvicinavo
incominciai a riconoscere quel signore mio coetaneo. Scuro di
pelle, volto duro, vestito di nero, camicia aperta sul petto mostran-

110

te un bel cristo dottima fattura e del peso di almeno 100 grammi.


Lo guardai e gli sorrisi a mo di saluto, lui rispose al gesto inclinando verso lalto langolo del labbro destro.
Salve gli feci, ma che successo?
Perch lo chiedi a me? Me vuo fa unintervista? Ne prufess
ma perch non scrivi sul Napoli che meglio?
Mario Paudice ecco chi era, Marittiello! Avevamo pure fatto
una classe elementare insieme, e lui di me si ricordava perfettamente. Aveva avuto un fratello ammazzato molti anni prima,
per uno sgarro si diceva, di quelli infamanti, sera fatto tutta la
roba che doveva vendere. Lui invece era un bravo ragazzo,
niente droga e niente armi, lavori saltuari, un po di contrabbando e ricettazione ma niente di pi.
Non era entusiasta di prendere il caff con me, e non solo perch lo imbarazzasse farsi vedere con uno conosciuto come ficcanaso di mestiere, ma anche perch in fondo gli ricordavo la sua
giovent e, forse, le sfortune che aveva subito.
I Martone non volevano pagare pi, dicevano che stavano
per chiudere, qui chiudono tutti ormai, e pi si chiude pi aumenta la miseria e con la miseria la ricerca di danaro diventa
111

spietata. Mario, qua ormai non c rimasto niente. Il quartiere


abbandonato a se stesso, guaglioni impasticcati chiedono soldi a
chiunque, e ti ammazzano per poche lire.
A mia sorella hanno chiesto duecentomila lire perch doveva
cambiare le persiane della casa. Si te cagni le finestre tieni i soldi e quindi paga! Nu creature e 16anni schizzato e tutaniello.
Mario lascia sta, nun scrivere niente, tanto nun serve!
Non gli diedi ascolto e preparai, forse, il migliore pezzo di una
carriera senza luci. Osai con nomi e circostanze. Denunciai fatti
e convivenze, raccontai di poliziotti che prendevano il caff con
latitanti, e di politici che cercavano voti a casa di capi clan.
Scrissi sul mio quartiere quanto avrei voluto scrivere da anni e,
alla fine, stremato portai il pezzo dal mio nuovo capo.
Magliuolo lesse il pezzo in silenzio senza muovere la testa dal
foglio, poi mi guard e mi disse:
"Mario roba forte, io non so se posso.
Lo guardai con disprezzo:
Lo sapevo figurati, ti cachi sotto solo a leggerle queste cose!
Gli lasciai il pezzo e me ne andai senza salutare, che si arrangiassero loro a trovare qualcosa di alternativo alla verit.

112

Il Lexotan da 3 mgr. in genere mi dava una bella mazzata, se


preso entro le 24 e poco prima di andare a letto. E quella notte la
mazzata fu davvero forte, perch vi aggiunsi un quarto di limoncello rigorosamente tiepido. Pure il frigo maveva abbandonato!!
Incubi profondi, di quelli coi tunnel senza uscita, e morti che ti
vengono a prendere per portarti in vacanza con loro.
Sudai fino ad inzuppare il materasso, alle cinque finalmente
posi fine al supplizio, e mi alzai per prepararmi il caff. Temevo
di accendere il pc e di leggere la posta per scoprire qualche altra
novit, ma ascoltai la segreteria telefonica e la voce incazzata, come al solito, di mia moglie che mi ricordava come fossi capace di
rovinare tutto, anche a distanza, in questo caso le loro vacanza.
In un certo senso la cosa mi tranquillizz. Si, in fondo la fine del
mio rapporto con mia moglie, che si trascinava da anni, era un
punto fermo, quasi una consuetudine e mi dava sicurezza. Nessuno pu dire mai con certezza perch una storia finisce, ma tutti
sanno che una volta che ci si incammina su quella strada difficile tornare indietro almeno quanto andare avanti.
Una strada costellata di amarezze e ricordi, fatta di tentativi di
guardare al passato e fughe verso il bivio finale. Ma non avevo in
quel momento la forza di pensare ai banali guai di una coppia in
crisi, erano altri i problemi da affrontare, in primo luogo decidere
cosa mangiare. Il fetore che usciva dal frigo, ormai bara metallica
di quelli che furono gli ultimi alimenti comprati prima dellavventura, non mi toglievano la necessit di colmare il buco che si allar113

gava nello stomaco. Decisi che era il caso di spostarsi verso un


luogo certo dove magari qualcuno potesse cucinar qualcosa per
me. Il fratello di Laura era lunico con cui potevo pranzare, lunico che non si sarebbe lamentato del mio sguardo da marziano
perso su un pianeta ostile. Lo chiamai col cellulare, perch ormai
mi ero abituato a vivere in simbiosi con lo strumento e poi pagava larma e, visto che sicuramente avrebbero controllato le mie telefonate, tanto valeva usare il loro telefono.

114

CAPITOLO sei
Da Attilio si mangia non c male. Anche se non prendi la pizza. Giacomo per mangi pochissimo e parl ancora meno. Mi
pentii di averlo costretto di nuovo ad incontrarmi, in fondo la
mia presenza non faceva atro che ricordargli il dramma della perdita della sorella. Continu a girare nel piatto il merluzzetto fritto, pezzo forte della frittura di paranza, senza manco osare inforchettarlo per vedere se fosse di plastica. Sembrava quasi commiserarlo, povero pesce umile del golfo, finito nella rete senza speranza, quando ancora non aveva conosciuto fondali profondi. Io mi
sentivo come quel pesce, pescato senza sapere il perch, in una rete grandissima fritto e poi pronto per essere assaggiato. Quei pensieri per non mi fecero rinunciare al pasto e la fine del mio merluzzetto, fu diversa.
Provammo a parlare di cose diverse da quelle che ci erano successe ma non cera il clima giusto. Finimmo quindi di nuovo col
ricostruire i fatti e quasi tutto ci sembr quadrare. Parisi e Laura volevano incassare quei soldi, avevano usato Giacomo per conservare i certificati e, probabilmente, contattato qualcuno per provare a cambiarli senza le pericolose vie ufficiali. Ma quelle vie erano invece risultate ancora pi pericolose. Le persone interpellate
evidentemente non erano disposte a fare da semplici mediatori,
volevano tutto e non si era fermate davanti al probabile rifiuto di
Laura. Della cosa erano venuti a conoscenza i sottoscrittori originali dei certificati, che, in qualche modo, avevano provato ad im115

pedire che la storia uscisse fuori mobilitando tutte le forze in campo.


Ora i certificati erano in mano alla magistratura e, forse, tutto
stava per chiarirsi.
Ma Maria? Che fine aveva fatto Maria? La colpa era mia,
avrei dovuto avvisare Martini e la Immaturo che lei sapeva e che
era legata a me. La cosa non era sfuggita a quelli che volevano i
soldi e probabilmente ora usavano anche lei per averli.
Giacomo, senza entusiasmo, accett di venire a casa mia, finir il V livello bisbigli con un sorriso assai poco convincente.
Il telefono di casa gi squillava quando entrammo. Non fu
una telefonata ma solo un messaggio. Vuoi che la tua amica resti in vita? Prepara i certificati e niente sbirri!
Riconobbi la voce: il commercialista!
Non aspettarono risposte, n richieste di chiarimenti.
Giacomo non sembrava disposto a dividere con me langoscia
del non saper che fare in quella situazione. Ascolt quanto avevo
da dirgli sulla telefonata senza fare commenti. Poi si rannicchi
sulla poltrona bella del salotto in posizione fetale e non emise pi
suoni.
Che fare?
Non chiamare il tenente Martini era assurdo, anche volendo
agire da solo per non mettere in pericolo Maria cosa avrei dato a
116

quella gente, visto che i certificati erano ormai in qualche bella e


sicura cassaforte della Procura?
Chiamare subito Martini per poteva essere un errore, se controllavano la casa e, magari anche il telefono, avrei potuto mettere in serio pericolo la vita dellultima donna a cui avevo detto mi
piaci da impazzire.
Ma la serata non era finita.
Giacomo sollev la testa dalle ginocchia cerchiate dalle braccia, quando il campanello suon. Non disse niente, rimase cos
con gli occhi lucidi a fissarmi. Ci misi almeno due minuti prima
di decidermi ad andare verso lingresso. In quel momento capii
cosa vuol dire il panico, quello vero, quello che ti paralizza al solo
pensiero di scoprire cosa ti aspetta dietro una porta chiusa.
Ambrosio era sudato come al solito aveva la giacca sotto il
braccio, nella cintola vidi la piccola fondina e il manico di quella
che mi apparve come una colt da cowboy. Dietro di lui un giovane alto, jeans e giubbotto senza maniche.
Mi fa entrare?>
Sprofond sul divano come si fa dopo una dura giornata di lavoro passata a caccia di delinquenti e rimase in silenzio per un
bel pezzo. Poi guard Giacomo, rimasto nella sua infantile posizione e parl:
117

Maria stata rapita, noi sappiamo chi lha presa! Vogliono i


soldisapevano della sua relazione>
Lo so risposi - mi hanno chiamato adesso>
Bene- disse lui - E necessario agire con prudenza, la chiameranno ancora, non sanno che io sono qui. Siamo in questo edificio, da stamattina la stavamo aspettando. Non il caso di chiamare ora i Carabinieri - fece un sorriso amaro- Deve fidarsi di
me!>
Dovr accettare di incontrarli, deve tranquillizzarli e dirgli
che disposto a dargli quei documenti>
Ma io non ho quei documenti, li tiene la Ammaturo!>
< Si ma loro non lo sanno, se chiama Martini quelli arrivano
qui con le sirene spiegate e faranno un casino di pazzi, li avviseremo dopo. Per ora dobbiamo sbrigarcela noi.>
Non obbiettai, in fondo ero incapace di prendere decisioni e in
un certo senso Ambrosio mi sollevava da quellincubo.
Ancora il telefono, questa volta era la voce di Maria. Agitata e
spaventata:
Mario tra un ora a Bacoli al porto vecchio!> Poi la comunicazione fu chiusa.
Presi la borsa buona vuota, e le chiavi della macchina di mia
moglie, che sperai fosse ancora in garage. Era li! Giacomo sal
con me in macchina. Ambrosio rimase in casa assicurandomi che
118

ci avrebbe seguito subito dopo. Infine, ricevetti precise istruzioni


sul percorso da seguire, poi il commissario si alz, tir fuori dalla
tasca una piccola radio e incominci a confabulare, facendomi segno con la mano di andare.
Mentre mi dirigevo verso la tangenziale, continuavo a guardare nello specchietto retrovisore sperando di scoprire qualcuno che
mi seguisse, ma non vedevo nessuno. Al bivio per Capodimonte,
il dubbio di stare commettendo un errore mi strazi lo stomaco,
pensai che la cosa pi saggia sarebbe stata quella di uscire dalla
tangenziale, chiamare subito Martini e restare in attesa che fossero loro a sbrigare la faccenda, non potevo fidarmi di Ambrosio.
Proseguii.
Arrivai al porto di Bacoli che erano quasi le due di notte, avevo impiegato meno di unora. Fermai la macchina di fronte alla
banchina, spensi le luci e guardai Giacomo che non parlava dal
pomeriggio. Non osai chiedergli nulla, trovai inopportuno rompere quel silenzio.
Il porto era deserto e le poche navi ormeggiate erano spettrali.
Provai a leggere tra la ruggine il nome di quella che mi sembr
una vecchia porta-container: Esperanza.
La Mercedes nera che ci affianc mi apparve ridicola. Era troppo ovvio che quella gente avesse un auto di quel tipo. Nellauto intravidi Maria e due uomini seduti con lei ai lati del sedile poste119

riore. Davanti, alla guida, un uomo scuro di pelle vestito di nero,


tutto di nero. Al suo fianco il commercialista. Fu lui lunico a
scendere, si avvicin al mio finestrino e salut cordialmente:
Allora ce le hai quelle carte?>
Si risposi, ma voglio prima che Maria salga nella mia macchina.>
Gesu.. non ti fidi? E se non fossi daccordo, che fai mi spari?
Avresti fatto molto meglio a pigliarti i dieci milioni e a toglierti
dalle palle. Ci hai fatto fare un casino, lo sai? >
Fece un segno verso la sua macchina e la portiera posteriore si
apr.
Usc prima un omaccione enorme, poi Maria che sembrava
barcollare. Feci in tempo a vederla avvicinarsi a noi, poi, dei fari
mi accecarono e lo stesso effetto ebbero sul commercialista che si
copr gli occhi con un braccio. Intravidi lomone tentare di afferrare Maria che intanto sera messa a scappare come una gazzella
ferita. Poi uno sparo, due. Rumori di auto che uscivano dal buio
e tanta gente comparsa dal nulla.
Il commercialista era a terra, sopra di lui un giovane in jeans
che gli puntava un pistolone enorme alla testa. Lautista dark
sembr che stesse provando a mettere in moto lauto mentre armeggiava anche con qualcosaltro. Lo vidi accasciarsi sullo sterzo
e il suono del clacson non smise fino a quando un uomo in divisa
non gli sollev il capo dalla sua strana posizione.
120

Laltro uomo rimasto in macchina non si mosse, aspett che lo


tirassero fuori, le mani sulla testa immobile. Lomaccione, ora,
era steso a terra e si lamentava come un maiale al macello.
Ambrosio comparve da dietro una barca, mi meravigliai che
avesse la giacca, Maria era appoggiata a lui. Il tenente Martini,
senza divisa, mi sembr molto pi giovane e appariva strano nel
dare ordini a gente pi anziana di lui.
Spinsi la testa allindietro e desiderai come non mai il mio letto.

Dovr testimoniare anche contro il suo ormai ex direttore, la


sua posizione non ancora chiara ma dovr spiegaci molte cose
anche lui. Lo sa, vero, che si dimesso? Al processo, dovr raccontare le cose che ha sentito in quella casa. Probabilmente non
centrano con gli assassini ma la loro posizione ormai va chiarita
fino in fondo. Dovr testimoniare ovviamente anche contro gli
assassini della Panetta e della sua amica. Lei quello che ha avuto contatti con tutti.
La Ammaturo non sembrava particolarmente contenta, anzi,
nel suo serioso tailleur blu notte, pareva ancora pi infelice.
Pi triste di lei, per, era certamente il tenente Martini, che la
guardava parlare accennando a un leggero movimento di labbra,
come se ripetesse con lei le cose che mi venivano dette.
121

Fui congedato senza un grazie, senza un commento, gelida come sempre la Ammaturo mi salut con un gesto della mano. Io
avrei voluto invece abbracciarla o almeno stringerle la mano, in
fondo avevo fatto parte della sua squadra.
Ambrosio, invece, era soddisfatto, mi aspettava.
Sa parto, ho avuto una nuova destinazione, il Veneto! Ci pensa? Io in Veneto e Martini qua nella mia citt!
Non era per niente amareggiato, in fondo aveva messo a segno
un bel colpo, mettendo a tacere ogni sospetto su possibili sui legami con i tangentisti. Larresto degli assassini di Laura e dei rapitori di Maria e dello stesso Parisi non erano stati per sufficienti a
fargli evitare un bel trasferimento per incompatibilit ambientale.
Lo sa, io avevo capito subito tutto. In primo luogo, che lei era
una brava persona, ma dovevo tallonarla, ho dovuto usarla. Parisi e la signora Panetta si erano messi in un bel casino nel chiedere
a quella gente di cambiare i certificati. Martone, il commercialista, in realt e un piccolo boss, usura, gioco dazzardo ma anche droga e armi, quando ha saputo dei certificati ha provato a
impossessarsene, prima col tossico mandato a casa della Panetta
e che ha combinato un gran casino ferendola e uccidendo laustraliana. Poi ha dovuto eliminare la stessa Panetta che, ovviamente, poteva parlare e dire chi aveva contattato per i certificati e
spiegare lomicidio, quindi toccato allo stesso tossicomane e in122

fine, quando ha saputo che i certificati li teneva lei, e visto che lei
era sotto protezione, ha pensato di ricattarla rapendo Maria.
Perch non ha preso direttamente me? O qualcuno della mia
famiglia?>
<Perch lei e la sua famiglia erano sorvegliati dai miei uomini
e dai Carabinieri, troppo pericoloso. Vabbe', io ora la saluto, vada a trovare Maria.>
Lo far! Grazie!>

Faceva caldo, un caldo afoso, umido. Mi chiesi che fine avesse


fatto la famosa brezza pomeridiana che una volta accarezzava
Napoli il pomeriggio. Forse avevano ragione gli ambientalisti che
denunciavano nell inquinamento la causa di uno stravolgimento
totale del clima anche a Napoli o, forse, semplicemente quella
era stata unestate particolare, molto particolare, anche nel clima.
Attraversai via Medina pericolosamente distratto, un tassista
mi ricord con una bestemmia quanto ci fosse pericoloso. Una
vecchia angoscia mi stava assalendo. Dovevo incontrare mia moglie, dovevo parlarle. I miei problemi da coppia in crisi erano ritornati ad essere il mio mondo.

123

Prima di farlo, per, dovevo passare per il mare, solo l avrei


potuto dare loro la giusta dimensione.

124