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L'Italia preromana

ETA' DEL BRONZO


Sostanziale uniformit > cultura appenninica
consistente incremento demografico: si riduce il numero degli insediamenti e quelli che sopravvivono
si estendono in misura notevole > sfruttamento pi intensivo delle risorse disponibili
(es. cultura terramaricola)
intensa circolazione di prodotti e persone > contatti che favoriscono il formarsi, tra le popolazioni
indigene, di aggregazioni pi consistenti con differenziazioni al loro interno e poteri politici pi forti
cesura importante tra l'ultima et del bronzo (XIII-X sec. a. C.) e la prima et del ferro (IX-VIII sec. a.
C.) > si colma il distacco rispetto alle civilt dell'Egitto e del Vicino Oriente
ETA' DEL FERRO
Quadro differenziato di culture locali
cultura Villanoviana > emerge in Etruria e in Emilia e si distingue nettamente dalla precedente.
Vengono abbandonati insediamenti e ne sorgono altri in zone prima disabitate.
Molti importanti siti villanoviani si svilupperanno pi tardi nelle citt-stato etrusche.
inizio I millennio a. C. > quadro linguistico assai variegato
(arrivano nella penisola gruppi etnici di varia provenienza)

ITALIA MERIDIONALE
Gli storici greci iniziano a scrivere dell'Italia (meridionale) solo nel V sec. a. C.
[soprattutto dalla met del IV sec. a. C., di fronte all'emergere della potenza romana, si sviluppa l'interesse
della storiografia greca: ci si preoccupa quindi di organizzare le informazioni disponibili]

Colonie della Magna Grecia


Fondate nell'Italia meridionale a partire dall'VIII sec. a. C. da coloni greci di varia
provenienza.
Non danno vita a entit politiche unitarie ma esercitano un'influenza decisiva sulle
popolazioni indigene.
tra XVIII e XVII sec. a. C. cominciano le prime frequentazioni commerciali delle coste
meridionali da parte di genti di provenienza orientale.
Tra le popolazioni indigene e i Micenei i rapporti non erano soltanto commerciali, ma pi
complessi.
XI-VIII sec. a. C. > crisi del mondo miceneo: tali rapporti si interrompono
dall'VIII sec. a. C. > sulle coste calabresi riprendono le importazioni di ceramiche prodotte
in Grecia: preannuncio di una svolta che si tradurr in una grande impresa di colonizzazione
(conquista)

Colonie fenicie in Sicilia


Mozia, Palermo, Solunto > giocarono un ruolo importante

ITALIA CENTRALE
tra VIII e V sec. a. C. > grande espansione delle popolazioni dell'Appennino centro-meridionale
i Sabini si intromettono nella Roma dei Latini
Equi, Ernici e Volsci (gruppi etnici di lingua non latina) occupano il Lazio
[movimento che ha il suo apice nel V sec. con l'espansionismo dei Sanniti]

Etruschi
L'origine etnica degli Etruschi si colloca tra l'VIII e il VII sec. a. C. come punto d'incontro tra due processi:
evoluzione della struttura interna della societ e delle economie locali
influenze esterne (soprattutto i rapporti con la Magna Grecia)
La civilt etrusca sembra essersi sviluppata autonomamente nella regione tra l'Arno e il Tevere grazie
anche all'apporto di gruppi etnici extra-italici

VII VI sec. a. C. > massima espansione degli Etruschi


Controllano gran parte dell'Italia centro-occidentale e competono con Greci e Cartaginesi per il
controllo delle principali rotte marittime

Non ci fu mai uno stato unitario: citt indipendenti governate da sovrani (sostituiti poi da magistrati eletti
annualmente).
La lega delle 12 citt principali aveva scopi essenzialmente religiosi.
societ dal carattere profondamente aristocratico
(il governo era nelle mani di un gruppo ristretto di proprietari terrieri e di ricchi commercianti)
Importante l'alleanza con Cartagine gi prima della met del VI sec. a. C.
L'espansionismo degli Etruschi sub varie battute d'arresto:
battaglia navale con i Focei (530 a. C.)
sconfitta a Cuma contro i Greci di Siracusa (474 a. C. )
conquista romana di Veio (396 a. C.)
conquista dei possedimenti in val padana da parte dei Celti

Roma
A partire dall'VIII sec. a. C. si manifesta l'influenza greca e orientale su Roma e sul Lazio.
Le scoperte archeologiche ne hanno accertato la precocit e l'importanza.
Tale influenza diretta, senza un ruolo significativo di mediazione da parte degli Etruschi.

In et monarchica, importanti rotte commerciali univano il Lazio alla Grecia e al Vicino Oriente.

FONTI LETTERARIE
Opere che risalgono ad epoche molto posteriori agli eventi narrati.
Molto spazio hanno in esse hanno elementi leggendari

i primi storici ad occuparsi dell'Italia (meridionale) furono i Greci


i primi storici romani scrissero in greco (Fabio Pittore e Cincio Alimento fine III sec. a. C.)

fine del VII sec. a. C. > compare a Roma la scrittura senza per determinare cambiamenti
fondamentali
periodo regio e prima et repubblicana > la tradizione orale gioca un ruolo di rilievo nella
trasmissione dei ricordi storici

Le prime narrazioni storiografiche complete su Roma arcaica si collocano nel I sec. a. C.:

LIVIO (59 a. C. - 17 d. C.)


Storia di Roma dalla sua fondazione in 142 libri.
Il primo libro dedicato al periodo monarchico.
L'autore consapevole della fragilit delle basi su cui poggiava la ricostruzione almeno fino
all'incendio gallico (390 a. C.)

DIONIGI DI ALICARNASSO (60 a.C. circa 7 a.C.)


Attivo a Roma in et augustea.
Antichit romane in 20 libri, dalla fondazione della citt allo scoppio della prima guerra punica (264
a. C.).
Scopo principale quello di dimostrare che i Romani erano una popolazione di origine ellenica. A
sostegno di questa presunta grecit, l'autore apporta argomenti attraverso confronti tra le istituzioni
politiche, gli usi, i riti e i culti dei due popoli.

753 509 a. C. > PERIODO MONARCHICO


Secondo la tradizione, su Roma avrebbero regnato sette re (per un periodo di circa 35 anni ciascuno):
Romolo > creazione delle prime istituzioni politiche tra cui un senato di cento membri
Numa Pompilio > primi istituti religiosi
Tullo Ostilio > campagne militari di conquista
Anco Marcio > fondazione della colonia di Ostia
Tarquinio Prisco > importanti opere pubbliche
Servio Tullio > costruzione delle prime mura e istituzione dei comizi centuriati
Tarquinio il Superbo > tratti tipici della tirannia

Fonti degli storici:


altre opere storiche per noi perdute > annalistica
Fabio Pittore (fine III sec. a. C.): primo romano a narrare la storia di Roma (in greco)
Catone il Censore (234 149 a. C.): primo storico romano a scrivere in latino (Origines)
tradizione familiare > elogi dei defunti in occasione di cerimonie funebri
[i primi storici erano membri dell'aristocrazia senatoria]
tradizione orale > leggende legate all'origine di Roma, canti celebrativi delle imprese di personaggi
illustri, rozze rappresentazioni che avevano luogo durante le feste
documenti d'archivio > annali dei pontefici
I primi storici di Roma hanno in comune la medesima struttura narrativa, che consiste nel menzionare per
ogni anno i nomi dei magistrati principali e degli eventi degni di nota
130 a. C. circa > il pontefice P. Mucio Scevola pubblica gli Annales Maximi, in 80 libri
(ma n questi n alcuna altra fonte risalgono fino all'et regia)
Molto importanti le informazioni forniteci dagli antiquari > studiosi che a partire dal II sec. a. C. si dedicano a
ricerche erudite sul passato romano es. Varrone

FONDAZIONE DI ROMA
Nel racconto tradizionale si sono verosimilmente fuse due versioni di diverso tipo:
greca > la fondazione viene ricollegata alla leggenda di Enea
indigena > leggenda di Romolo e Remo
Ci sono comunque elementi sicuramente storici:
compresenza di popolazioni diverse (Latini e Sabini) all'origine della storia di Roma
fase di predominio etrusco nel periodo finale della monarchia
La nascita di Roma il risultato di un processo formativo lento e graduale si pu presupporre una sorta di
federazione di comunit separate che gi vivevano sparse sui singoli colli.
Il nucleo originario della futura Roma pu essere riscontrato in alcuni villaggi situati sul Palatino.
Roma sorge a ridosso del basso corso del Tevere, al confine tra due aree nettamente diverse etnicamente,
culturalmente e linguisticamente : la zona etrusca e il Lazio antico.

LO STATO ROMANO ARCAICO

struttura in famiglie > alla base dell'organizzazione sociale.


Alla testa delle famiglie stava il pater.
I clienti erano coloro che si trovavano in una condizione di inferiorit, e avevano quindi bisogno del
sostegno e della protezione di un capo autorevole

gens > gruppo organizzato politicamente e religiosamente.


Era costituita da tutte le famiglie che riconoscevano di avere un antenato in comune.

curiae > gruppi religiosi e militari che comprendevano tutti gli abitanti del territorio, eccetto gli
schiavi. Rappresentano il fondamento dei COMITIA CURIATA
> la pi antica assemblea politica cittadina.
Non se ne conoscono le funzioni in et arcaica e non
si sa se fossero organizzate su base territoriale o
gentilizia. In epoca pi tarda hanno funzioni inerenti al
diritto civile. Avevano il compito di votare la lex

curiata de imperio > legge che conferiva il potere al


magistrato eletto
trib > create, secondo la tradizione, da Romolo.
Originariamente erano tre: Tities, Ramnes e Luceres.

Pi avanti (nel periodo coincidente col dominio etrusco) lo Stato romano si organizz secondo criteri pi
precisi:
ogni trib viene divisa in 10 curie
da ogni trib vengono scelti 100 senatori (300 in tutto)
Su questo modello si fond anche l'organizzazione militare: ogni trib doveva fornire un contingente di
cavalleria (100 uomini) e uno di fanteria (1000)

LA MONARCHIA ROMANA

monarchia elettiva > l'assemblea dei rappresentanti delle famiglie pi in vista eleggeva il re
il re era affiancato da un consiglio di anziani (composto dai capi delle famiglie pi nobili e pi
ricche, i patres) > nucleo di quello che diverr poi il senato

Ci sono due testimonianze fondamentali della realt storica di una fase monarchica:
figura del rex sacrorum > sacerdote che aveva il compito di realizzare i riti prima eseguiti dal re
magistratura dell'interrex > subentrava nel caso di indisponibilit di entrambi i consoli
Una limitazione al potere del re era costituita da quello detenuto dai capi delle gentes.
Il re era anche il supremo capo religioso. Era affiancato dai collegi dei sacerdoti

pontefici > depositari e interpreti delle norme giuridiche (prima che si giungesse alla redazione di
leggi scritte)

PATRIZI E PLEBEI

Sull'origine della divisione sociale tra patrizi e plebei regna la massima incertezza.
Una delle ipotesi pi accreditate mette in primo piano il fattore economico:
patrizi > grandi proprietari terrieri
plebei > classi degli artigiani e dei ceti emergenti economicamente ma tenuti in condizione di
inferiorit rispetto alla rappresentanza politica.
comunque probabile che la differenziazione tra patrizi e plebei sia il punto di arrivo di un'evoluzione sociale
complessa.

L'INFLUENZA ETRUSCA

Nel corso del VI sec. a. C., quando era sotto il dominio etrusco, Roma conobbe uno sviluppo notevole.
[Gli Etruschi avevano presto manifestato interesse ad assicurarsi il controllo delle vie di accesso alla
Campania]
Con la fine della monarchia etrusca, si crea una situazione di equilibri incerti nella quale si inserisce bene
la vicenda di Porsenna, re di Chiusi, che a causa dell'intervento di Aristodemo di Cuma e dei Latini non riusc
ad impadronirsi di Roma (se non per brevissimo tempo).

SERVIO TULLIO
Il suo nome strettamente connesso a quello di Mastarna, col quale viene talvolta identificato.
La sua figura avvolta da elementi eroici.
Secondo la tradizione, egli succedette a Tarquinio Prisco senza la legittimazione da parte
dell'interrex > conflitto tra il principio della monarchia elettiva e la propensione al principio
dinastico.
A Servio Tullio sono attribuite due importantissime riforme:

Introduzione dell'ORDINAMENTO CENTURIATO


prevede l'organizzazione della popolazione in classi (a loro volte divise in centurie) sulla
base del CENSO (che fu anche alla base dell'arruolamento nell'esercito)

Creazione delle TRIBU' TERRITORIALI


(4) in sostituzione delle trib gentilizie ripartizioni che corrispondono alle regioni nelle quali
il re suddivise la citt. I cittadini venivano iscritti sulla base del loro effettivo domicilio.

[ pi verosimile che l'organizzazione politico-istituzionale di Roma si sia formata e strutturata nel tempo. Ma
questa prospettiva moderna non quella che stava alla base delle fonti; per esse c' il presupposto
fondamentale dell'esistenza di una STATALITA' romana sin dalle origini. La ricostruzione del passato
istituzionale va letta alla luce degli interessi politici contingenti: questo implica una selezione e un filtro nella
ricostruzione storica: es. la ricostruzione dell'introduzione dell'ordinamento centuriato serviva a introdurre le
diversit tra i cittadini, della fine della parit.]

TARQUINIO IL SUPERBO
Ha i connotati tipici del tiranno greco, che lo rendevano inviso al popolo; la congiura che port alla
sua cacciata fu infatti capeggiata, secondo la tradizione, da Publio Valerio (Publicola = il sostenitore
del popolo)
[il suo nome stato effettivamente riscontrato in un'iscrizione in latino arcaico nel tempio di Mater
Matuta]

Con il predominio etrusco a Roma si rafforz l'istituto monarchico.


Si definisce l'area riservata all'attivit politica del popolo e del senato nella parte nord-occidentale del Foro
VII-VI sec. a. C.:
creazione del comitium > luogo dove il popolo si riuniva per deliberare
costruzione (di fronte al comitium) della curia Hostilia > prima sede per le assemblee del senato
[La tradizione attribuisce a Tarquinio Prisco l'aumento del numero dei senatori.]

TRADIZIONE ORALE E STORIOGRAFIA

cosa viene trasmesso?


da chi?
per quale scopo?
quanto passato dalla tradizione orale, tramite un filtro selezionatore, nella ricostruzione storica?
Per quanto riguarda l'ambito delle famiglie nobili nel quale deve essere stato trasmesso un buon
numero di dati relativi a eventi storici si corre il rischio della deformazione (es. manipolazioni
genealogiche); ma la trasmissione avveniva sotto il controllo del gruppo sociale, il che poneva forti
limiti alla possibilit di falsificazione.
Il modo in cui stata operata la selezione del materiale trasmesso, cio il significato ultimo di tale
selezione, si deve rapportare alla spiegazione dell'origine di una comunit.

LA FAMIGLIA

familia > unit economica, religiosa e politica che presenta i caratteri tipici di una societ pre-statale.
Fine principale di questa struttura era la propria perpetuazione.
peculium > istituto giuridico col quale un dominus (il padre) si impegnava al mantenimento dei filii e
dei servi
manus > potere del marito sulla moglie
adozione > non serviva solo allo scopo di garantirsi una discendenza, ma anche per realizzare
precise scelte patrimoniali, o per concretizzare strategie politiche

Il matrimonio almeno in et arcaica era un'istituzione privata (informale, cos come il divorzio), che
aveva per importanti conseguenze giuridiche.
C'erano forme diverse:
confarreatio > divisione di una focaccia di farro tra i due sposi
mancipatio > sorta di atto di compravendita
usus > ininterrotta convivenza dei coniugi per un anno

AGRICOLTURA E ALIMENTAZIONE

Prima et del ferro > riorganizzazione dell'economia pastorale > passaggio da un regime di
seminomadismo ad uno di regolare trasferimento del bestiame
(processo compiutosi attorno all'VIII sec. a. C.)

Roma nasce in un sito importante, punto d'incontro di vie che andavano in pi direzioni
(dal mare all'interno e lungo la costa)

L'agricoltura di Roma arcaica era fortemente limitata:


condizioni poco favorevoli del terreno
bassa qualit delle tecniche agricole
Lazio arcaico > situazione tipica di economie povere o di sussistenza
Il cereale maggiormente coltivato in et arcaica era il farro, che per, rispetto al grano, si seminava in
quantit superiore e aveva una resa inferiore (prodotto in farina pi basso):
scarsa produttivit
modesta estensione di terreno coltivabile

Per Roma arcaica il soddisfacimento delle necessit alimentari di base rappresentava un serio
problema
Contesto economico caratterizzato dalla compresenza di allevamento e agricoltura
(attivit complementari, in rapporto di interdipendenza)

V sec. a. C. > primo secolo della Repubblica:


arrivo dei Volsci nel Lazio meridionale (l'unico territorio in grado di fornire adeguati rifornimenti
alimentari)
serie di episodi di carestia e di tensione sociale

Lo stato Romano non si trova nelle condizioni di trarre vantaggio dalle sue conquiste a favore dei
consumi alimentari dei cittadini

LA PROPRIETA' DELLA TERRA

originaria propriet collettiva della terra


complementarit tra piccola propriet individuale e appropriazione collettiva della terra

heredium > la casa e l'orto circostante cui si limitava la prima forma di propriet
(da essa era esclusa la terra arabile e quella a pascolo)
sors > propriet trasmissibile per via ereditaria, o anche lotto assegnato per sorteggio
(a Romolo fatta risalire la prima di queste assegnazioni; in et repubblicana verranno assegnate
terre ai coloni romani)
V-IV sec. a. C. > sostanziale assestamento interno
dal IV sec. a. C. > progressiva modificazione di tale assestamento:
assegnazioni di terreno conquistato
sviluppo delle attivit artigianali e commerciali

Fino a questo momento i dislivelli di capacit economica all'interno del ceto dirigente romano rimangono
modesti.

LA GRANDE ROMA DEI TARQUINI

avvento dei Tarquini > contesto politico del Lazio profondamente condizionato dall'espansionismo
romano
(cominciato con Tullo Ostilio e portato avanti da Anco Marcio)
ponte sull'isola Tiberina > costruzione che suggella il controllo di Roma sul fiume e il suo possesso
delle saline che si trovavano nei pressi delle coste
primo trattato tra Roma e Cartagine (509 a. C.)
Polibio (II sec. a. C.) sostiene di averlo visto nell'archivio pubblico di Roma dove era conservato.
Si deduce la rilevanza della crescita della potenza romana e il suo ruolo di prevalenza nel Lazio
arcaico ( = contesto di indubbia omogeneit culturale)

La nascita della Repubblica

La TRADIZIONE STORIOGRAFICA rappresentata essenzialmente da Livio e Dionigi.


Il quadro che ci presenta chiaro:

510 a. C. > una rivolta guidata da aristocratici porta alla caduta della monarchia

509 a. C. > i poteri del re passano ai consoli (magistrati eletti dal popolo)

fallisce il tentativo di Porsenna di restaurare il potere di Tarquinio su Roma

I FASTI
Liste dei magistrati eponimi della Repubblica.
Ci sono giunti attraverso la tradizione letteraria e la documentazione epigrafica.

Fasti Capitolini
Riflettono la cd. cronologia varroniana la quale presenta alcune sfasature rispetto ad altre per
quanto riguarda i secoli V e IV a. C.

Sussistono dei dubbi per quanto riguarda l'attendibilit delle liste dei magistrati almeno per la fase pi
antica:
incongruenze tra le diverse versioni dei Fasti
inserimento di alcuni anni di anarchia in cui non vennero eletti magistrati o nei quali la funzione
eponima fu assolta da un dittatore
la comparsa, nella prima met del V sec. a. C., di consoli eponimi con nome di gentes plebee

LA FINE DELLA MONARCHIA E LA CREAZIONE DELLA REPUBBLICA


La fine della monarchia verosimilmente da attribuire ad una rivolta del patriziato romano contro un regime
che aveva notevolmente accentuato il suo carattere autocratico.
Si tratt quindi di un evento traumatico, di una rivoluzione.

Alla cacciata di Tarquinio il Superbo potrebbe essere succeduto un breve ma confuso periodo in cui
Roma fu in balia di re e condottieri
(Porsenna, Mastarna, i fratelli Vibenna)
I Latini, alleati con Aristodemo di Cuma, presso Aricia, sconfiggono Arrunte (figlio di Porsenna):
l'influenza politica degli Etruschi sul Lazio subisce un duro colpo, ed probabilmente per questo che
Roma riusc a dare sviluppo alle nuove istituzioni repubblicane.

LA DATA DI CREAZIONE DELLA REPUBBLICA

510 a. C. > il tiranno Ippia, della famiglia dei Pisitratidi, fu cacciato da Atene
470 450 a. C. > la documentazione archeologica dimostra un'interruzione dei contatti culturali tra
Roma e l'Etruria: alcuni studiosi sposterebbero per questo pi avanti la nascita della Repubblica

Ci sono diversi elementi a sostegno della datazione tradizionale:


Livio ricorda una legge arcaica secondo la quale il massimo magistrato della Repubblica doveva
infiggere un chiodo nel tempio di Giove Capitolino ogni anno alle idi di settembre. Il tempio fu
inaugurato nel primo anno della Repubblica. Il numero di chiodi pu aver costituito un riferimento di

cronologia assoluta. Nel 304 a. C., il console Gneo Flavio inaugura il tempio della Concordia
datandolo 204 anni dopo la consacrazione del tempio Capitolino.
L'edificio della Regia nel Foro Romano, verso la fine del VI sec. a. C., presenta una pianta tipica di
un edificio templare non di una residenza reale: quindi in questo periodo che diventa la sede del
rex sacrorum (sacerdote di nuova istituzione, che non poteva rivestire cariche politiche).

I SUPREMI MAGISTRATI
La tradizione afferma concordemente che i poteri del re passarono immediatamente e in blocco a due
CONSULES.
[Livio afferma che questi inizialmente si chiamavano praetores]
Molti studiosi ritengono per che i poteri del re siano stati inizialmente trasferiti a un solo magistrato
(eventualmente affiancato da assistenti) e che l'istituzione del consolato risalga all'indomani del Decemvirato
(451-450 a. C.) o addirittura delle Leggi Licinie-Sestie (367 a. C.)

Venivano eletti dai comizi centuriati

Ai consoli spettava:

il comando dell'esercito

il mantenimento dell'ordine all'interno della citt

l'esercizio della giurisdizione civile e criminale

il potere di convocare il senato e le assemblee popolari

la cura del censimento

la redazione della lista dei senatori

il controllo sugli auspici


Il loro potere (autocratico) era comunque sottoposto ad alcuni limiti:
annualit > limitata durata della carica
collegialit > i consoli avevano uguali poteri e potevano opporsi all'azione del collega
provocatio ad populum > ogni cittadino aveva la possibilit di appellarsi al giudizio dell'assemblea
popolare contro le condanne capitali inflitte dal console
(diritto ritenuto dagli antichi come il fondamento della libert repubblicana)

LE ALTRE MAGISTRATURE
QUESTORI
Risalgono al periodo regio o al primo anno della Repubblica
( probabile che inizialmente fossero designati dal console)
Originariamente erano 2 e assistevano i consoli nella sfera delle attivit finanziarie.

quaestores parricidii > incaricati di istituire i processi per i delitti di sangue che coinvolgessero
parenti (secondo le leggi delle XII Tavole)

duoviri perduellionis > collegio competente nell'ambito del reato di alto tradimento

CENSORI
A questi nuovi magistrati, secondo la tradizione, nel 443 a. C. fu assegnato il compito (precedentemente dei
consoli) di tenere il censimento.
Venivano eletti ogni 5 anni e la loro carica durava 18 mesi.

Un provvedimento, tra la fine del IV e gli inizi del III sec. a. C., gli affid anche la redazione delle
liste dei membri del senato. probabilmente da qui che si sviluppa poi una generale supervisione
sulla condotta morale dei cittadini (cura morum).

DITTATURA
Magistratura eccezionale alla quale venivano affidati i supremi poteri della Repubblica in caso di necessit
soprattutto per fronteggiare crisi militari. Il dictator veniva nominato (dictus) dal console o da un pretore, o
da un interrex su istruzione del senato. Inizialmente si chiamava magister populi (populus = popolo in
armi = esercito) ed era affiancato da un magister equitum (da lui scelto e a lui subordinato).
Contro il volere del dittatore non valevano n l'appello al popolo n il veto dei tribuni della plebe.
Durava in carica il tempo necessario, massimo 6 mesi.

I SACERDOZI E LA SFERA RELIGIOSA

flamini > rappresentavano la personificazione terrena delle divinit stesse (flamines Dialis, Martialis
e Quirinalis, pi 12 flamini addetti al culto delle divinit minori).
Erano gli unici, insieme al rex sacrorum,che non potevano rivestire contemporaneamente una
magistratura e un sacerdozio.

collegio dei pontefici > competente su tutte le materie su cui non ricadeva la sfera d'azione degli
altri collegi sacerdotali (pi specializzati); controllavano anche la tradizione, l'interpretazione delle
norme giuridiche e il calendario. Si diventava pontifex per cooptazione e a vita.
Il collegio era guidato da un pontifex maximus, la massima autorit religiosa dello Stato.

collegio degli uguri > assistevano i magistrati nel compito di trarre gli auspici e di interpretare la
volont degli dei per dare validit a un atto pubblico.

duoviri sacris faciundis > custodivano i Libri Sibillini (antichissima raccolta di oracoli in greco) e li
consultavano per trovare un rimedio a determinate situazioni es. potevano introdurre un culto
straniero.

aruspici > incaricati di chiarire la volont divina mediante l'esame delle viscere delle vittime
sacrificali.

collegio dei feziali > funzioni rilevanti in politica estera e nell'attivit diplomatica es. dichiarare
guerra, concludere trattati.

IL SENATO
Il consiglio del re, formato dai capi delle famiglie nobili, diviene il perno della nuova Repubblica a guida
patrizia.
Prima i consoli, poi i censori, decidevano la composizione del consiglio attingendo tra ex-magistrati.

auctoritas patrum > il principale strumento istituzionale attraverso il quale il senato agiva nella vita
politica della Repubblica (diritto di sanzione)

La carica di senatore era vitalizia.

LA CITTADINANZA E LE ASSEMBLEE POPOLARI


La partecipazione alle assemblee era consentita solo ai maschi adulti di libera condizione in possesso della
cittadinanza.
Si era cittadini romani essenzialmente per diritto di nascita = in quanto figli legittimi di padre in possesso
della piena cittadinanza.
Roma era comunque molto aperta riguardo alla questione dei diritti civici: venivano accolti nella cittadinanza
elementi provenienti dalle citt latine o da altre comunit e gli schiavi affrancati.

COMIZI CURIATI
La pi antica delle assemblee, che perde per progressivamente di significato con l'accrescersi delle
competenze delle altre.
lex curiata de imperio > funzione di conferire ufficialmente il potere ai nuovi magistrati.
(che per col tempo diviene una semplice formalit)

COMIZI CENTURIATI
L'assemblea pi importante in et repubblicana, fondata sulla ripartizione dei cittadini in classi di
censo, e all'interno di queste in centurie.
Le risoluzioni venivano prese a maggioranza delle unit di voto (= delle centurie), fatto che favoriva
l'elemento pi facoltoso e pi anziano della cittadinanza.
Ai comizi centuriati spettava l'elezione dei consoli e dei magistrati superiori.

COMIZI TRIBUTI
Ricordati per la prima volta nel 447 a. C., quando fu loro affidata l'elezione dei questori.
Il popolo votava per trib.
La popolazione rustica (16-17 trib) aveva un peso maggiore rispetto a quella urbana (4).
Eleggevano i magistrati minori e avevano funzione legislativa eccetto per le (poche) materie di
competenza dei comizi centuriati.

Le assemblee popolari non potevano autoconvocarsi n assumere iniziative autonome. Venivano indette dai
magistrati che le presiedevano, i quali stabilivano l'ordine del giorno e sottoponevano al voto le proposte di
legge. L'assemblea poteva accettarle o respingerle, ma non modificarle. Ogni decisione dei comizi diveniva
vincolante solo dopo aver ricevuto la sanzione del senato.

Il conflitto tra patrizi e plebei

509 287 a. C. > periodo dominato dai contrasti civili che opposero il patriziato e la plebe

PLEBE > i non patrizi


elemento composito per origine, sostanza, attivit esercitata e prestigio sociale le cui rivendicazioni erano
di conseguenza molteplici

IL PROBLEMA ECONOMICO
Crisi del V sec. a. C.

crollo del dominio Etrusco in Campania (474 a. C. > battaglia contro Ierone di Siracusa)

ostilit dei Sabini (che controllavano la via Salaria)

stato quasi permanente di guerra con le popolazioni vicine > razzie e devastazioni

annate di cattivo raccolto > carestie > epidemie

progressivo indebitamento di ampi strati della popolazione


Gli effetti della crisi colpirono soprattutto i piccoli agricoltori, che per sopravvivere erano costretti ad
indebitarsi con i grandi proprietari
NEXUM > istituto in base al quale il debitore, incapace di estinguere il proprio debito, era costretto a porsi al
servizio del creditore per ripagarlo del prestito e dei forti interessi maturati, finendo in una condizione
analoga a quella di uno schiavo.
Di fronte a tale situazione, le richieste della plebe concernevano

la mitigazione delle norme sui debiti


(riguardo al tasso massimo di interesse e alla condizione dei debitori insolventi)

una pi equa distribuzione dell'ager publicus (= terreni di propriet dello Stato)

IL PROBLEMA POLITICO
Riguardava fondamentalmente gli strati pi ricchi della plebe quelli che erano meno interessati dalla crisi
economica.

rivendicazione di una parificazione dei diritti politici tra i due ordini


(specie per quel che riguardava la massima magistratura)
rivendicazione di un codice scritto di leggi che tutelasse i cittadini dall'applicazione arbitraria delle
norme da parte del collegio dei pontefici (patrizi)

LE STRUTTURE MILITARI
La relazione tra diritti politici e doveri militari ha a Roma un carattere strutturale: l'esercizio dei diritti civici da
parte del singolo direttamente connesso alle sue capacit di difendere lo Stato.

ORDINAMENTO CENTURIATO
Per tutta la prima et repubblicana, le centurie costituiscono anche l'unit di reclutamento
dell'esercito.
Ogni centuria doveva fornire lo stesso numero di reclute per l'esercito (100?): quindi le prime classi
di censo dovevano sopportare il peso pi consistente delle guerre, mentre i capite censi in pratica
privi di ruolo nell'assemblea centuriata erano di regola esentati dal servizio militare (durante tutta la
prima e media et repubblicana)

Il modello di combattimento aristocratico si fonda su una cavalleria di nobili seguiti da una turba di clienti con
armamento leggero. Nel corso del V sec. a. C. si ha un mutamento nella struttura dell'esercito per
influenza del mondo greco attraverso l'intermediazione etrusca:
ORDINAMENTO OPLITICO-FALANGITICO
Nuovo modello tattico secondo il quale fanti con armatura pesante (= opliti) combattono uno di
fianco all'altro in una formazione chiusa (= falange).
Questo ordinamento eclissa progressivamente il modello di combattimento aristocratico:
il nerbo dell'esercito d'ora in poi costituito dalla fanteria pesante (reclutata tra le classi di censo in
grado di sostenere i costi dell'armamento oplitico.
La legione era reclutata su base censitaria, dunque indifferentemente tra patrizi e plebei.
Alla base del contrasto tra i due ordini c' anche, di conseguenza, la progressiva presa di coscienza della
propria importanza da parte della plebe.

LA PRIMA SECESSIONE E IL TRIBUNATO DELLA PLEBE

494 a. C. > secessione della plebe sul Monte Sacro

Esasperata dalla crisi economica, la plebe ricorre a una sorta di sciopero generale lasciando la citt priva
della forza lavoro e indifesa contro le aggressioni esterne.
Si d subito propri organismi:

CONCILIA PLEBIS TRIBUTA


Assemblea generale
(che probabilmente all'inizio votava per curie, poi forse dal 471 a. C. per trib)
Il meccanismo di voto assicurava la prevalenza dei proprietari terrieri iscritti nelle pi numerose trib
rustiche.
plebiscita > provvedimenti emanati dall'assemblea
(avevano valore vincolante solo per la plebe stessa)

TRIBUNI DELLA PLEBE


Rappresentanti ed esecutori della volont dell'assemblea.
Godevano dell'inviolabilit personale (sacrosanctitas) e avevano diversi poteri:
- ius auxilii > diritto di venire in soccorso di un cittadino contro l'azione di un magistrato
- ius intercessionis > potere di porre il veto ad un qualsiasi provvedimento di un magistrato che
poteva andare a scapito della plebe
- ius agendi cum plebe > potere di convocare e presiedere l'assemblea e di sottoporre ad essa le
proprie proposte

EDILI PLEBEI
Assistenti dei tribuni della plebe (ai quali erano sottoposti).
Nella tarda et repubblicana si occupavano di diverse attivit:
- controllo su strade, templi ed edifici pubblici
- sorveglianza sui mercati (dunque approvvigionamento alimentare della citt)
- organizzazione dei giochi

Lo Stato (a guida patrizia) riconosce l'organizzazione interna della plebe, con la sua assemblea e i suoi
rappresentanti.
La plebe ottiene perci un importante risultato politico, ma il problema dei debiti rimane irrisolto.

486 a. C.
Il console Spurio Cassio propone una legge agraria per la ridistribuzione delle terre
(le fonti la presentano come una sorta di anticipazione delle riforme graccane)
La proposta viene vista come un atto demagogico e il console, accusato di aspirare alla tirannide,
viene eliminato.

IL DECEMVIRATO E LE LEGGI DELLE XII TAVOLE

451 a. C.
Viene nominata una commissione di dieci uomini (patrizi), incaricati di stendere un codice
giuridico in forma scritta.
Di fatto, tale commissione (contro la quale non valeva il diritto di appello al popolo) assume il
controllo completo dello Stato: le magistrature tradizionali vengono sospese.

450 a. C.
Viene eletta una seconda commissione decemvirale in cui secondo alcune fonti fu
rappresentata anche la plebe.
L'opera legislativa viene completata e si giunge alla compilazione delle Leggi delle XII Tavole.

Conosciamo solo parte del contenuto delle Leggi attraverso frammenti di autori posteriori; tali frammenti
riguardano soprattutto la sfera delle relazioni tra gli individui (tra le altre, una disposizione impediva i
matrimoni tra patrizi e plebei*) e tra il cittadino e la comunit: il codice sembra pertanto rappresentare la
volont di regolamentare complessivamente la vita della Repubblica.

La commissione, spinta dall'influente patrizio Appio Claudio, tenta di prorogare indefinitamente i


propri poteri.
Il tentativo si scontra con l'opposizione della plebe, appoggiata dagli elementi pi moderati del
patriziato guidati da Marco Orazio e Lucio Valerio > seconda secessione:
i decemviri sono costretti a deporre i loro poteri e viene ripristinato il consolato.

449 a. C.
I consoli M. Orazio e L. Valerio fanno approvare le cd. LEGGI VALERIE-ORAZIE:
- si ribadisce l'inviolabilit dei rappresentanti della plebe
- si proibisce la creazione di magistrature contro cui non valesse il diritto di appello
- i plebisciti vengono resi vincolanti per l'intera cittadinanza
(ma molto pi probabile che questa non sia la realt dei fatti: le Leggi Valerie-Orazie sembrano
anticipare alcuni provvedimenti successivi)

445 a. C.
Viene abrogata la norma che impediva i matrimoni misti* attraverso un PLEBISCITO CANULEIO.

(I patrizi si erano sempre opposti all'accesso dei plebei al consolato obiettando che essi non erano titolari del
diritto di prendere gli auspici; il plebiscito di fatto cancella il fondamento di tale obiezione.)

TRIBUNI MILITARI CON POTESTA' CONSOLARE

444 367 a. C. > compaiono tribuni militum consulari potestate

La tradizione storiografica delinea un quadro insoddisfacente: il patriziato vede minacciato il suo


monopolio sul consolato; pertanto, dal 444 a. C., il senato decide se alla guida dello Stato vi
debbano essere i due consoli (necessariamente patrizi) o dei TRIBUNI MILITARI (comandanti dei
reparti che componevano le legioni) CON POTEST CONSOLARE (che potevano essere plebei: il
che toglieva comunque ai patrizi il controllo totale della suprema magistratura)

molto pi probabile che in questo periodo i consoli non siano stati sostituiti ma AFFIANCATI nei
loro compiti (sempre pi gravosi) dai tribuni consolari.
Gi dal V sec. il tribunato militare doveva essere accessibile ai plebei;
di fatto, solo nel 400 a. C. si ha il primo tribuno consolare plebeo ( quindi improbabile che
l'introduzione di tale magistratura sia l'esito di una pressione dal basso).

LE LEGGI LICINIE-SESTIE

Le difficolt economiche della plebe povera sono ancora gravi.

440 a. C. per rimediare a una grave carestia, un ricco plebeo, Spurio Melio, distribuisce a proprie
spese grandi quantit di grano ai poveri.
Questa misura viene vista come una mossa demagogica per assumere la tirannide, e Melio viene
giustiziato.

La crisi economica accelera dopo il sacco gallico > 390 a. C.

387 a. C. il territorio di Veio e Capena (di recente conquista) viene suddiviso e distribuito ai cittadini
> creazione di 4 trib territoriali

Il patrizio Marco Manlio Capitolino propone la riduzione o la totale cancellazione dei debiti e una
nuova legge agraria. I suoi avversari lo accusano di aspirare al regime personale, e un rinsaldato
fronte patrizio-plebeo lo fa liquidare (384 a. C.)

376 a. C. I tribuni della plebe C. Licinio Stolone e L. Sestio Laterano presentano proposte
riguardanti il problema dei debiti, la distribuzione dell'ager publicus e l'accesso dei plebei al
consolato

Fase di anarchia politica > le proposte trovano l'opposizione dei patrizi; i due tribuni vengono rieletti
regolarmente gli anni successivi e impediscono l'elezione dei consoli

367 a. C. > dittatura di Marco Furio Camillo


Le proposte dei tribuni vengono approvate > LEGES LICINIAE-SEXTIAE:
- gli interessi che i debitori avevano gi pagato sulle somme avute in
prestito possono essere detratte dal totale del capitale dovuto
- il debito residuo estinguibile in 3 rate annuali
- si stabilisce la massima estensione del terreno di propriet statale
che poteva essere occupato da un privato
(all'epoca, comunque, le porzioni dell'ager publicus dovevano
essere piuttosto limitate)
- abolizione del tribunato militare con potest consolare
- completa reintegrazione del consolato
- un console su due pu essere plebeo

366 a. C. creazione di due nuove magistrature, all'inizio riservate esclusivamente al patriziato:


- PRETURA > amministrazione della giustizia tra i cittadini romani ( = praetor urbanus; per le
controversie tra cittadini romani e stranieri fu affiancato dal 242 a. C. da un praetor peregrinus)
- EDILIT CURULE

366 a. C. > L. Sestio Laterano il primo console plebeo


Negli anni successivi spesso entrambi i consoli furono patrizi

342 a. C. > un plebiscito ammette la possibilit di avere entrambi i consoli plebei (Livio)
In realt da quell'anno si ebbe un console patrizio e uno plebeo; forse tale plebiscito sancisce
l'obbligo di eleggerne uno plebeo
(la prima coppia di consoli plebei si avr solo nel 172 a. C.)

Nei decenni successivi alle Leggi Licinie-Sestie, i plebei ebbero progressivamente accesso a tutte le altre
cariche dello Stato:
- 366: gli edili curuli vanno scelti ad anni alterni tra patrizi e plebei

356: primo dittatore plebeo (C. Marcio Rutilo)


351: primo censore plebeo (C. Marcio Rutilo)
339: legge di Q. Publilio Filone (dittatore plebeo) in base a cui il senato deve ratificare un
provvedimento legislativo prima che questo venga votato > toglie il diritto di veto al senato
336: primo pretore plebeo (Q. Publilio Filone)
300: plebiscito Ogulnio > i plebei vengono ammessi nei collegi dei pontefici e degli uguri

Il diritto di accesso alle magistrature comporta il progressivo ingresso dei plebei al senato

326 a. C. > Lex Poetelia-Papiria de nexis > abolizione della servit per debiti

312 311 a. C. > censura di APPIO CLAUDIO CIECO

Inserisce nella lista dei senatori persone abbienti che tuttavia non avevano mai rivestito alcuna
magistratura*
Misura (non chiara) che vuole incidere nella composizione delle trib al fine di favorire i membri della
plebe urbana (che costituiscono la maggioranza dei votanti)*
Costruzione del primo acquedotto
Costruzione della via Appia

* Entrambe le misure vennero respinte a causa dell'opposizione del patriziato, ma Appio Claudio inaugura
una linea politica che verr seguita negli anni successivi:

Il censo dei cittadini (calcolato fino ad allora in base ai terreni e ai capi di bestiame posseduti)
comincia ad essere valutato anche in base al capitale mobile
> anche ai commercianti e agli artigiani della plebe urbana viene riconosciuto il proprio peso
economico, dunque il proprio peso politico all'interno dell'ordinamento centuriato.

LA LEGGE ORTENSIA
Nuova secessione plebea > 287 a. C. > LEX HORTENSIA
I plebisciti diventano vincolanti per tutta la cittadinanza, e vengono equiparati alle leggi votate dai comizi
centuriati e tributi.
I comitia tributa e i concilia plebis tributa sono da questo momento accomunati da un uguale sistema di voto
per trib e da uguali poteri.

LA NOBILITAS PATRIZIO-PLEBEA

nobilitas > nuova aristocrazia che si forma progressivamente includendo le famiglie plebee pi
ricche e influenti
(nobilis = noto, illustre)

Di fatto, l'accesso alle magistrature superiori riservato ai membri di poche famiglie; pochi furono coloro che
raggiunsero i vertici della carriera politica pur non avendo antenati nobili (che avevano cio rivestito loro
stessi quelle cariche) > homines novi
(spesso questi godevano del patronato politico di qualche nobile influente)

La conquista dell'Italia
Alla caduta della monarchia etrusca, Roma controlla un territorio che si estende dal Tevere alla regione
Pontina.

fine VI inizio V sec. a. C.


Molte citt latine approfittano delle difficolt interne di Roma per affrancarsi dalla sua egemonia >
costituzione della LEGA LATINA

496 a. C. > battaglia presso il lago Regillo


Roma sconfigge la Lega Latina

493 a. C. > foedus Cassianum


Roma e la Lega Latina si impegnano a mantenere la pace tra di loro, a risolvere amichevolmente
eventuali dispute commerciali, a prestarsi aiuto reciproco in caso di attacchi e a dividersi equamente
l'eventuale bottino delle campagne comuni.

Sui territori strappati ai nemici vennero fondate colonie dove si stabilirono cittadini sia Romani sia Latini.

486 a. C. > accordo con gli Ernici

I CONFLITTI CON SABINI, EQUI E VOLSCI


Popolazioni appenniniche che premevano a ovest verso la piana costiera del Lazio
V sec. a. C. > serie interminabile di conflitti

I Volsci occupano in pochi anni praticamente tutta la parte meridionale del Lazio:
la pianura Pontina e alcune citt latine (Terracina, Anzio, Velletri, Cora e Circei)
Gli Equi conquistano la regione dei monti Prenestini, Tivoli e Preneste, e minacciano Tuscolo.
I Sabini diedero vita sia a pacifiche migrazioni di massa verso Roma (es. quella della gens sabina
dei Claudi) ma anche a diversi attacchi.

IL CONFLITTO CON VEIO


La citt etrusca si contendeva con Roma il controllo delle vie di comunicazione lungo il basso corso del
Tevere e delle saline alla foce del fiume.
Il contrasto dur per tutto il V secolo.

Prima guerra contro Veio (483 474 a. C.)


Veio occupa Fidene, sulla riva latina del Tevere.
Roma reagisce con un esercito di 300 uomini (i membri della gens Fabia e i loro clienti) ma viene
sconfitta presso il fiume Cremera.
A Veio viene riconosciuto il possesso di Fidene.

Seconda guerra contro Veio (437 426 a. C.)


Aulo Cornelio Cosso uccide il tiranno di Veio Lars Tolumnio.
Fidene viene conquistata e distrutta dai Romani.

Terza guerra contro Veio (405 396 a. C.)


Roma assedia Veio per 10 anni.*
La citt venne lasciata sola dalle altre citt etrusche, che non le prestarono alcun soccorso. Cere si
schier addirittura con i Romani.
Alla fine dell'assedio Veio viene presa e distrutta > MARCO FURIO CAMILLO

* I soldati romani dovettero stare per molti anni lontano dai loro campi, e si dovette far fronte a spese militari
sempre pi elevate:
introduzione dello stipendium > paga per i soldati
introduzione del tributum > tassa straordinaria che gravava in misura proporzionale sulle diverse
classi dell'ordinamento censitario: ogni centuria doveva versare la stessa somma, quindi la
tassazione colpiva pi pesantemente le classi pi elevate
(a maggiori poteri politici nell'assemblea corrispondono d'ora in poi maggiori obblighi militari)

La vittoria romana frutt la conquista di un ampio e fertile territorio.

L'INVASIONE GALLICA
Nei decenni precedenti, diverse trib galliche si erano insediate nell'Italia settentrionale.
L'ultima fu quella dei Senoni, che occup un territorio comprendente la Romagna meridionale e le Marche
settentrionali.

390 a. C. > i Senoni invadono l'Italia centrale, attaccano Chiusi e muovono verso Roma

battaglia presso il fiume Allia > le fonti parlano di un massacro, ma in realt si tratt di una rotta
generale; l'esercito romano si dissolve e si rifugia presso Veio
Roma, lasciata senza difesa, viene presa e saccheggiata > le fonti parlano di un incendio, del quale
per la ricerca archeologica non ha ancora rintracciato i segni

I Galli si allontanano paghi del bottino e forse perch fu pagato loro un riscatto.
La ripresa di Roma fu comunque molto rapida.

387 a. C. > organizzazione del territorio di Veio in 4 nuove trib


probabilmente in questo periodo che comincia la costruzione delle cd. mura serviane

domina la figura di M. Furio Camillo > politica offensiva:


gli EQUI vengono annientati
continua la lotta contro i VOLSCI, appoggiati dagli Ernici e da alcune citt latine (ex-alleati) 358 a. C.
> sui territori conquistati vengono insediati cittadini romani (creazione di 2 trib)
381 a. C. > annessione di TUSCOLO al territorio romano > primo municipium
(comunit indipendente: conserva la sua struttura di governo e la sua autonomia interna, ma ai suoi
abitanti vengono assegnati i diritti e i doveri dei cittadini romani)
354 a. C. > cessa la resistenza di TIVOLI e PRENESTE (potenti citt latine)

PRIMA GUERRA SANNITICA (343 341 a. C.)

354 a. C. > trattato di amicizia con i Sanniti per la definizione dei confini

Il territorio del Sannio (prevalentemente montuoso, che si estendeva lungo la catena appenninica centromeridionale tra i fiumi Sangro e Ofanto) era relativamente povero e incapace di sostenere una forte
crescita demografica. Spesso l'unico rimedio consisteva nella migrazione verso terre pi fertili.

Lega sannitica > costituita dalle trib sannitiche


Lega campana > con centro a Capua costituita da alcune popolazioni staccatesi dai Sanniti che
avevano occupato le zone costiere della Campania

Tra Sanniti e Campani si accendono contrasti politici

343 a. C. > i Sanniti invadono Teano, citt campana occupata dai Sidicini.
I Sidicini chiedono aiuto alla Lega campana.
La Lega campana chiede a sua volta l'aiuto di Roma.
Roma decide di intervenire.

343 341 a. C. > parziale successo dei Romani:


I Sanniti vengono sconfitti a Capua (assediata).

l'esercito impegnato in Campania si ribella, e Roma non pu contrattaccare

conclusione della pace > rinnovamento dell'alleanza del 354: ai Sanniti riconosciuta Teano e a
Roma la Campania

LA GRANDE GUERRA LATINA (341 338 a. C.)

Campani, Sidicini, Volsci e Aurunci si alleano con i Latini contro Roma

341 338 a. C. > durissimo conflitto che alla fine si risolve con la vittoria di Roma
> scioglimento della Lega Latina

alcune citt divengono municipia, altre conservano la propria indipendenza formale ma non possono
pi intrattenere relazioni reciproche
creazione di nuove colonie latine, composte sia da cittadini romani che da alleati:
gli abitanti perdono la precedente cittadinanza e acquistano quella della colonia, insieme allo status
latino (ius Latii)
altre citt (es. Tivoli e Preneste) divengono socii di Roma (semplici alleati): conservano la propria
autonomia interna ma sono strettamente legate a Roma per quel che riguarda la politica estera
(hanno l'obbligo di fornire truppe in caso di guerra e di mantenerle a proprie spese)
creazione di una piccola colonia latina ad Anzio
(gli abitanti conservano la piena cittadinanza romana modello seguito nei decenni successivi)
concessione della civitas sine suffragio ai territori al di fuori dell'antico Lazio
(i titolari sono obbligati, come i cittadini romani, a prestare il servizio di leva e a pagare il tributum,
ma non hanno diritto di voto n possono essere eletti)

LA SECONDA GUERRA SANNITICA (326 304 a. C.)

fondazione di colonie latine a Cales (ex-territorio dei Sidicini) e Fregellae (territorio di pertinenza
sannitica)
> contrasto a Napoli (ultima citt greca della Campania rimasta indipendente) tra le masse popolari
filosannitiche e le classi pi agiate filoromane

326 a. C. > i Romani sconfiggono la guarnigione sannitica a Napoli e conquistano la citt.


Tentano poi di penetrare a fondo nel Sannio

321 a. C. > sconfitta dei Romani alle Forche Caudine, che perdono Cales e Fregellae.

Seguono alcuni anni di tregua


creazione di 2 nuove trib in Campania
rapporti con le comunit dell'Apulia e della Lucania

316 a. C. > i Romani attaccano Saticula (localit ai confini tra Sannio e Campania)

315 a. C. > vittoria dei Sanniti a Lautulae (nei pressi di Terracina).


Si interrompono le comunicazioni tra Lazio e Campania
i Romani conquistano Saticula e riprendono Fregellae
ripresa delle comunicazioni tra Lazio e Campania > costruzione del primo tratto dell'Appia
fondazione di colonie latine es. Luceria (Apulia settentrionale)
introduzione del sistema manipolare, che assicurava maggiore flessibilit all'esercito:
1 manipolo = 2 centurie = 120 uomini
30 manipoli schierati su 3 linee (10 manipoli ciascuna): principes, hastati e triarii

Roma ora impegnata su due fronti:


- a nord con una coalizione di Stati etruschi > costretti a una tregua nel 308 a. C.
- a sud con i Sanniti

305 a. C. > conquista romana di Boviano


304 a. C. > pace con i Sanniti:
> rinnovamento del trattato del 354 a. C.

Roma riprende Cales e Fregellae

gli Ernici vengono inglobati nello stato romano come cives sine suffragio
insediamento di una nuova trib di cittadini romani nel territorio degli Equi (sterminati)
trattati di alleanza con le popolazioni osco-sabelliche dell'odierno Abruzzo

TERZA GUERRA SANNITICA (298 290 a. C.)

298 a. C. > i Sanniti attaccano ai Lucani e Roma accorre in aiuto agli aggrediti

I Sanniti mettono in piedi una coalizione antiromana che comprendeva anche Etruschi,
Galli e Umbri.

295 a. C. > scontro decisivo a Sentino (nei pressi di Sassoferrato)


Gli eserciti dei consoli Q. Fabio Rulliano e P. Decio Mure e i contingenti degli alleati sconfiggono
Sanniti e Galli
293 a. C. > battaglia campale ad Aquilonia
I Sanniti vengono sconfitti
fondazione della colonia latina di Venosa (in territorio sannitico)
devastazione del Sannio

290 a. C. > i Sanniti chiedono la pace

290 a. C. > i Romani marciano verso l'Adriatico e sconfiggono Sabini e Petruzzi


> deduzione della colonia latina di Hadria (Atri)
> concessione della civitas sine suffragio a Sabini e Petruzzi

283 a. C. > i Romani bloccano un attacco dei Galli alleati con alcune citt etrusche
(battaglia del lago Vadimone nei pressi di Bomarzo)
Controffensiva romana prima in Etruria meridionale (Volsinii, Vulci, Caere), poi in Etruria
settentrionale e Umbria
> annessione dell'ager Gallicus
> fondazione della colonia latina di Ariminum (Rimini > 268 a. C.)

269 a. C. > i Piceni tentano una guerra contro Roma ma furono a breve costretti alla resa
> alcuni vengono deportati nella regione di Salerno, altri divengono cives sine suffragio

> Ancona (greca) e Ascoli rimangono autonome


> deduzione della colonia latina di Firmum (264 a. C.) > completa la conquista del Piceno

LA GUERRA CONTRO TARANTO E PIRRO (282 272 a. C.)


Alla fine del IV secolo Roma aveva stipulato con Taranto (la pi ricca e potente citt greca dell'Italia) un
trattato in base al quale si impegna a non entrare con le sue navi nel golfo di Taranto.
282 a. C.
Turi (citt situata sulla riva calabrese del golfo di Taranto), minacciata dai Lucani,
chiede l'aiuto di Roma.
> Roma insedia una guarnigione nella citt e invia una flotta davanti alle acque di Taranto.
La fazione democratica (antiromana) prevale sull'aristocrazia (filoromana):

Taranto attacca la flotta romana e marcia su Turi.


La guarnigione romana e l'aristocrazia vengono espulsi.
Le richieste romane vengono ignorate > guerra

Taranto chiede l'aiuto di Pirro, re dell'Epiro (Grecia nord-occidentale e Albania meridionale), il quale
decide di portare avanti una campagna di conquista che, forse, comprendeva anche la Sicilia
cartaginese.

280 a. C.
Pirro sbarca in Italia con un esercito poderoso

Roma costretta ad arruolare nell'esercito per la prima volta anche i capite censi (nullatenenti,
censiti per caput)

battaglia di Eraclea > i Romani vengono duramente sconfitti

Le citt greche, i Lucani, i Bruzi e i Sanniti si schierano dalla parte di Pirro


Pirro tenta di sollevare una ribellione contro Roma nell'Italia centrale, collegandosi agli Etruschi, ma
fallisce
Pirro cerca di intavolare trattative di pace con Roma.
Invia richieste durissime, che per vengono respinte (Appio Claudio Cieco)

279 a. C.
Pirro rinforza l'esercito reclutando mercenari e muove verso l'Apulia settentrionale
(colonie latine di Venosa e Luceria).

Roma invia un esercito > battaglia di Ascoli Satriano (presso l'Ofanto)


I Romani vengono sconfitti ma le perdite di Pirro sono di nuovo gravissime.
Non si riesce a concludere la guerra.

cominciano a deteriorarsi i rapporti tra Pirro e le citt meridionali, alle quali venivano fatte pesanti
richieste finanziarie per le spese di guerra.

Siracusa, in lotta secolare con Cartagine per il controllo della Sicilia, chiede l'aiuto di Pirro (che era il
genero del re Agatocle).
> Pirro accetta: si reca a Siracusa con parte dell'esercito e lascia una potente guarnigione a Taranto.

Roma e Cartagine stringono un'alleanza militare contro Pirro.

Serie di vittorie di Pirro in Sicilia

I Cartaginesi si chiudono a Lilibeo, roccaforte continuamente rifornita via mare.

Pirro decide di invadere l'Africa.


Il progetto fallisce: le sue continue richieste gli alienano le simpatie degli alleati molti dei quali si
schierano con i Cartaginesi.

I Romani approfittano dell'assenza di Pirro e ottengono successi in Italia.


Sanniti, Lucani e Bruzi chiedono l'aiuto di Pirro.
> Pirro ritorna in Italia

275 a. C.
L'esercito romano guidato dal console Manio Curio Dentato mette in fuga l'esercito di Pirro a Maleventum
(dove poco dopo verr fondata la colonia latina di Beneventum)
Pirro fa ritorno in Epiro.
Morir poco dopo ad Argo > 272 a. C.
272 a. C.
Resa di Taranto, che entra a far parte dei socii di Roma.

La conquista del Mediterraneo

LA PRIMA GUERRA PUNICA (264 241 a. C.)


Roma controlla praticamente tutta l'Italia peninsulare fino allo stretto di Messina > area di fondamentale
importanza economica e strategica

questione dei Mamertini


I mercenari italici, congedati da Agatocle, si impadroniscono di Messina e saccheggiano le citt
vicine.
Ierone (generale) di Siracusa li sconfigge e avanza verso Messina.
Cartagine aiuta con una flotta i Mamertini e installa una guarnigione a Messina, costringendo Ierone
a tornare a Siracusa.
I Mamertini, stanchi della tutela cartaginese, fanno appello ai Romani.
> a Roma inizia un serrato dibattito a favore o contro l'intervento a Messina

FILINO, storico greco filocartaginese, parla di una clausola inclusa nel trattato romano-cartaginese in base
alla quale la Sicilia sarebbe stata inclusa nella sfera dell'egemonia di Cartagine, mentre la penisola italiana
nell'ambito dell'influenza di Roma.
POLIBIO nega l'esistenza di questa clausola.

Stando a Polibio, il senato, diviso al suo interno, demanda la questione dell'intervento all'assemblea
popolare. La motivazione economico-strategica induce a votare a favore.

264 a. C.
Roma invia un esercito a Messina in soccorso ai Mamertini.
I Cartaginesi, alleatisi con i Siracusani, vengono respinti da Messina.
263 a. C.
Ierone, ritenendo innaturale e pericolosa l'alleanza con Cartagine, conclude una pace e si allea con Roma.
262 a. C.
Agrigento (grande base cartaginese), dopo un lungo assedio, cade nelle mani di Roma.
260 a. C.
Clamorosa vittoria romana nelle acque di Milazzo
(Roma si era dotata per la prima volta di una grande flotta, e pot godere dell'appoggio di molte citt greche
dell'Italia meridionale > socii navales)
256 a. C.
Roma decidere di invadere i possedimenti cartaginesi in Africa.
La flotta romana sconfigge quella cartaginese al largo di capo Ecnomo (Agrigento) e sbarca nella penisola
di capo Bon.
Le prime operazioni sono favorevoli a Roma.
Il console M. Attilio Regolo impone durissime condizioni e fa fallire le trattative di pace.
255 a. C.
A. Regolo viene battuto dall'esercito mercenario cartaginese guidato da Santippo.
A causa di una tempesta, la flotta romana perde buona parte delle sue navi.
Roma prova a bloccare anche dal lato del mare le posizioni cartaginesi sulle coste della Sicilia occidentale
(Trapani, Lilibeo, ecc.).
Allestisce altre flotte ma le perde a causa dell'imperizia dei comandanti
249 a. C. > sconfitta nella battaglia navale di Trapani
ennesimo naufragio della flotta
Sia Roma che Cartagine (Amilcare Barca) sono stremate.
Si va avanti con azioni di disturbo sulla terraferma.

Dopo qualche anno, Roma riesce a ricostruire una nuova flotta.


241 a. C.
La flotta romana comandata dal console C. Lutazio Catulo blocca Trapani e Lilibeo
e sconfigge quella cartaginese alle isole Egadi.

Cartagine chiede la pace


( costretta a sgombrare la Sicilia, le Egadi e le Lipari e a pagare un indennizzo di guerra)

Le regioni della Sicilia centro-occidentale divengono la prima provincia* romana:


viene loro imposto il pagamento di un tributo annuale (nello specifico una parte del raccolto di
cereali);
l'amministrazione della giustizia, il mantenimento dell'ordine interno e la difesa dalle aggressioni
esterne vengono affidate a un magistrato romano inviato annualmente nell'isola.
Forse inizialmente si tratt di uno dei 4 questori addetti alla flotta (quaestores classici), creati nel 267
a. C.; dopo che anche la Sardegna entr nell'orbita romana (237 a. C.),
nel 227 a. C. vennero eletti altri due pretori (oltre all'urbanus e al peregrinus) e inviati nelle due isole.

*Da questo momento il termine provincia (che prima indicava la sfera di competenza di un
magistrato) assume il significato di territorio soggetto all'autorit di un magistrato romano.

TRA LE DUE GUERRE

241 218 a. C. > Roma e Cartagine consolidano le loro posizioni

CARTAGINE non era in grado di pagare i mercenari che avevano combattuto contro Roma; questi danno
vita a una rivolta che coinvolge anche alcune popolazioni dell'Africa settentrionale soggette a Cartagine (241
237 a. C.). La rivolta fu soffocata da Amilcare Barca.
Anche in Sardegna i mercenari si ribellano e chiedono l'aiuto di Roma; Cartagine allestisce una spedizione
per recuperare la regione, suscitando per l'opposizione di Roma pronta a dichiarare guerra. Cartagine
dunque costretta a pagare un indennizzo supplementare e a cedere la Sardegna > nuova provincia romana
dal 237 a. C.
Il REGNO D'ILLIRIA approfitta del declino del regno dell'Epiro per estendere la propria influenza sulla costa
dalmata. Le scorrerie dei pirati illiri danneggiavano le citt greche sulla costa orientale dell'Adriatico, le quali
chiedono l'intervento di Roma. Il senato protesta contro la regina illirica Teuta, la quale rifiuta di far cessare la
pirateria. Quindi Roma dichiara guerra:

229 a. C. > PRIMA GUERRA ILLIRICA > rapida vittoria di Roma.


Il regno illirico costretto a forti limitazioni e le citt greche divengono una sorta di protettorato
romano.
Demetrio di Faro diviene una sorta di re cliente di Roma.

219 a. C. > SECONDA GUERRA ILLIRICA > Roma interviene per domare le ostilit di Demetrio di
Faro, il quale si rifugia presso Filippo V di Macedonia, suo alleato.
L'isola dalmata di Faro entra nel protettorato romano.
Nuova incursione dei Galli nell'Italia settentrionale: nel 236 a. C. si arrestano davanti alla colonia latina
di Rimini.

232 a. C. > il tribuno della plebe C. Flaminio propone di distribuire ai cittadini romani l'ager Gallicus
(lex Flaminia) sottoponendo la zona a un maggiore controllo.
I Boi (regione di Bologna) e gli Insubri (regione di Milano) vengono appoggiati dai Gesati (truppe
provenienti dalla Gallia Transalpina).
Galli Cenomani (territorio bresciano) e Veneti si schierano con Roma.

225 a. C.> i Galli penetrano in Etruria: sconfiggono i Romani a Chiusi ma vengono annientati a
TELAMONE.
Roma intraprende una campagna per la conquista della valle Padana.

222 a. C. > vittoria sugli Insubri a CASTEGGIO (Clastidium) e conquista di Mediolanum.


Fondazione delle colonie latine di Piacenza e Cremona (218 a. C.)
(in seguito ne verranno fondate molte altre, tra cui quella di Aquileia nel 181 a. C.)
[il consolidamento della conquista avverr solo pi tardi; fondamentale la costruzione di una rete
stradale:
via Flaminia (da Roma a Rimini, 220 a. C.)
via Emilia (da Rimini a Piacenza, 187 a. C.)
via Postumia (da Genova ad Aquileia, 148 a. C.)]

CARTAGINE tenta di costruire una nuova base e la famiglia Barca (Amilcare, poi Asdrubale, poi Annibale)
intraprende la conquista della Spagna. La spedizione desta l'allarme di Marsiglia (citt greca) e di Roma
(sua alleata).

226 a. C. > attraverso un'ambasceria del senato si giunge a un


trattato tra Roma e Cartagine:
POLIBIO afferma che Cartagine non poteva oltrepassare a nord il fiume Ebro;
LIVIO parla di un confine costituito dall'Ebro che quindi limitava anche Roma a sud.
Ma Roma stringe un'alleanza con Sagunto, a sud dell'Ebro.

LA SECONDA GUERRA PUNICA (218 202 a. C.)

218 a. C.
Annibale attacca Sagunto, che chiede l'aiuto di Roma.
Inizialmente la risposta del senato si limit ad ambascerie di protesta, ed Annibale espugna la citt.
Cartagine pronta ad attaccare Roma via terra, sperando nell'appoggio delle popolazioni galliche (da poco
sottomesse a Roma) e nel distacco degli alleati italici.
In primavera, Annibale parte dalla Spagna (Nova Cartagho).
Roma invia un esercito, comandato da P. Cornelio Scipione, per intercettarlo.
Annibale valica i Pirenei e riesce ad evitare lo scontro. Oltrepassa le Alpi (con gravi perdite) ed ottiene
l'appoggio di Boi ed Insubri.

battaglia sul Ticino > prevale la cavalleria cartaginese

battaglia sul Trebbia > primo grande scontro Annibale sconfigge gli eserciti di Scipione e Tiberio
Sempronio Longo.

P. Cornelio Scipione riesce a raggiungere il fratello Gneo nella penisola iberica; i due riescono ad impedire
che Annibale riceva aiuti dalla Spagna.
217 a. C.
Annibale riesce a passare gli Appennini.

battaglia del Trasimeno > l'esercito romano viene annientato e il console C. Flaminio ucciso

dittatura di Q. Fabio Massimo > a Roma prevale la tattica attendista.


Scaduti i 6 mesi della dittatura, si decide di passare all'offensiva
(Annibale ha attraversato il Piceno, il Sannio e l'Apulia)

216 a. C.
battaglia di Canne > Annibale, in inferiorit numerica, accerchia ed annienta gli eserciti dei consoli
M. Terenzio Varrone e L. Emilio Paolo.
Roma viene abbandonata da molte comunit dell'Italia meridionale (es. Capua).
[ 215 205 a. C. > PRIMA GUERRA MACEDONICA ]
215 a. C.
Muore Ierone di Siracusa. Il suo successore Ieronimo e Filippo V di Macedonia si schierano con
Annibale.
Gli alleati italici rimangono fedeli a Roma
La strategia attendista consente a Roma di riguadagnare posizioni nell'Italia meridionale.
212 a. C.
Taranto si schiera con Cartagine.
Roma riesce a insediarvi un presidio e ad impedire che arrivino rifornimenti via mare ad Annibale.
L'esercito di M. Claudio Marcello conquista e saccheggia Siracusa dopo un lungo assedio.
Ad Agrigento vengono sconfitti i rinforzi cartaginesi, decimati da un'epidemia.
211 a. C.
Capua viene riconquistata dai Romani
In Spagna, i fratelli Scipioni affrontano separati le forze cartaginesi e vengono uccisi.
L'esercito romano riesce a ritirarsi e a difendere la Spagna settentrionale.
Il figlio di P. Cornelio Scipione, l'Africano, viene nominato dall'assemblea popolare comandante
delle truppe in Spagna.
209 a. C.
L'Africano si impadronisce di Nova Carthago (principale base cartaginese in Spagna)
208 a. C.
L'Africano sconfigge Asdrubale a Baecula.
Asdrubale riesce a fuggire nel tentativo di portare soccorso ad Annibale in Italia
207 a. C.
battaglia del Metauro > gli eserciti dei consoli M. Livio Salinatore e C. Claudio Nerone fermano la
spedizione cartaginese (Marche settentrionali).
Asdrubale viene ucciso.
Una parte dell'esercito di Claudio Nerone rimane in Italia meridionale a controllare Annibale.
Annibale per ridotto all'impotenza e deve ritirarsi nel Bruzio (Calabria).
206 a. C.
battaglia di Ilipa > l'Africano sconfigge definitivamente i cartaginesi in Spagna
205 a. C.
L'Africano eletto console.
Iniziano i preparativi per l'invasione dell'Africa.

Roma si allea con Massinissa, re dei Massili (trib numida in rivolta contro Cartagine).

204 a. C.
Sbarco in Africa.
battaglia dei Campi Magni > vittoria di Scipione e Massinissa.
Falliscono le trattative di pace: Scipione detta durissime condizioni.
Annibale ritorna in patria.
202 a. C.
battaglia di Zama > vittoria risolutiva, ottenuta da Roma soprattutto grazie alla cavalleria di
Massinissa.
L'anno seguente (201 a. C.) fu siglato il trattato di pace.
Cartagine, oltre a pagare una fortissima indennit, deve rinunciare alla propria flotta e ai propri
possedimenti fuori dall'Africa.
Viene creato il Regno di Numidia governato da Massinissa.

LA PRIMA GUERRA MACEDONICA (215 205 a. C.)


Le ambizioni nell'Adriatico meridionale di Filippo V di Macedonia erano ostacolate dal protettorato romano
sulle citt greche della costa.
Poco dopo la battaglia di Canne, Filippo V aveva stretto un'alleanza con Annibale.

215 a. C. > Per impedire il congiungimento delle due forze, Roma invia una flotta nell'Adriatico e
crea una coalizione di stati greci (tra cui la Lega Etolica) ostili a Filippo V.
Questo permise un coinvolgimento limitato dell'esercito romano nella guerra macedonica.

In seguito Roma si accorge che gli Etoli intendevano rinunciare alla lotta. Si arriva dunque al trattato
di pace con Filippo > pace di Fenice (205 a. C.)
(il quadro territoriale rimane sostanzialmente immutato)

LA SECONDA GUERRA MACEDONICA (200 197 a. C.)


Durante il primo conflitto con Filippo V, Roma aveva stretto alleanze con una serie di stati greci: Lega
Etolica, regno di Pergamo e Atene.

L'attivismo di Filippo V nell'area dell'Egeo e sulle coste dell'Asia Minore porta allo scontro con il
regno di Pergamo e la repubblica di Rodi > guerra aperta

201 a. C. > Filippo battuto al largo di Chio, ma poco dopo sconfigge la flotta di Rodi a Lade (tra
Samo e Mileto)
Siria > il re Antioco III si allea con Filippo V
Egitto > impegnato tra le difficolt interne e l'ostilit della Siria

Pergamo (Attalo I) e Rodi chiedono l'aiuto di Roma contro Filippo V


I comizi centuriati votano a favore della guerra.
Si decide per di inviare un ultimatum a Filippo: probabilmente una mera mossa propagandistica, che frutt
per a Roma il sostegno di alcuni stati, tra cui Atene.

Filippo ignora l'ultimatum e nel 201 a. C. una flotta romana sbarca ad Apollonia.

I primi due anni di guerra trascorrono senza risultati significativi.

198 a. C. > il console Tito Quinzio Flaminino ottiene importanti successi militari contro Filippo.
Si avviano le trattative di pace, e Flaminino chiede a Filippo la liberazione della Tessaglia.
Roma appare come una liberatrice e ottiene l'appoggio della quasi totalit degli stati della Grecia

(anche della Lega Achea, storica alleata della Macedonia).


Filippo si vede costretto a chiedere la pace.

197 a. C. > viene prorogato il comando in Grecia di Flaminino, che, appoggiato dal senato
interrompe le trattative di pace con Filippo.

battaglia di Cinocefale (Tessaglia) > l'esercito di Filippo viene annientato.

le trattative di pace lasciavano a Filippo il solo regno macedone (fatto che comunque scontentava
la Lega Etolica): dovette ritirare tutte le guarnigioni dalla Grecia, consegnare la flotta e pagare una
forte indennit.

196 a. C. > Flaminino (in occasione dei Giochi Istmici) proclam la totale autonomia e libert della
Grecia.

LA GUERRA SIRIACA (191 188 a. C.)


Il re di Siria Antioco III cerca di approfittare della debolezza di Egitto e Macedonia per estendere la propria
egemonia sulle citt greche della costa occidentale dell'Asia Minore (formalmente autonome) e reclamando
possedimenti sulle coste della Tracia.
Roma chiede la cessazione delle ostilit, ma Antioco rifiuta.
Presso di lui si era intanto rifugiato Annibale.
Si verifica perci una sorta di spaccatura in senato:
Scipione sostiene la necessit di lasciare un presidio in Grecia in vista di uno scontro
Flaminino intende rispettare gli impegni presi
Nel frattempo la Lega Etolica porta avanti una sorta di propaganda antiromana.
Tra Roma e la Siria guerra fredda.

192 a. C. > la Lega Etolica invita espressamente Antioco a liberare la Grecia da Roma.
In realt le due forze rimangono isolate.

191 a. C. > Antioco viene sconfitto dai Romani alle Termopili e fugge in Asia Minore

Roma decisa ad eliminare Antioco.


L'Africano e suo fratello Lucio Cornelio Scipione (console nel 190) si preparano a invadere la Siria passando
attraverso Grecia, Macedonia e Tracia.
Intanto la flotta romana, appoggiata da Pergamo e Rodi, bloccava quella siriaca nell'Egeo.

190 a. C. > l'esercito di Antioco viene distrutto nella battaglia di Magnesia

188 a. C. > pace di Apamea


I vasti territori strappati ad Antioco vengono spartiti tra il regno di Pergamo (Eumene II) e la
repubblica di Rodi.
Le citt greche della costa che si erano schierate con Roma ottennero l'autonomia.
Roma impone ad Antioco la consegna dei nemici che ospitava, tra cui Annibale, che per riesce a
fuggire in Bitinia (si suicider qualche anno dopo)

LE TRASFORMAZIONI POLITICHE E SOCIALI

Processo degli Scipioni


Ispirato dalla figura emergente di CATONE, il quale voleva colpire la spinta individualistica che rischiava di
mettere in pericolo la gestione collettiva della politica da parte della nobilitas.

Nel 187 a. C. alcuni tribuni della plebe accusano L. Cornelio Scipione di essersi impadronito di una
parte dell'indennit di guerra versata da Antioco III
(evita la condanna solo grazie al veto di un tribuno)

Nel 184 a. C. l'Africano viene attaccato forse per aver condotto trattative di carattere personale con
il re di Siria
(si ritira sdegnato in una sorta di esilio politico in Campania e muore l'anno dopo)

Legge Villia
Tentativo di regolamentare la sempre pi accesa competizione politica.
Fu promulgata nel 180 a. C. con lo scopo di introdurre un obbligo di et minima per rivestire le varie
magistrature e l'intervallo di un biennio tra una carica e l'altra.
Senatus consultum de Bacchanalibus
Nel 186 a. C. il senato incarica i consoli di condurre un'inchiesta volta alla repressione del culto di Bacco
(diffusosi probabilmente dalla Magna Grecia soprattutto tra le classi sociali inferiori). Molti sacerdoti e adepti
del culto vennero imprigionati o messi a morte, e lo stesso culto fu sottoposto a una rigida regolamentazione.
Si temeva che i devoti avessero dato vita a una pericolosa organizzazione interna, una sorta di Stato
dentro\contro lo Stato Romano.

LA TERZA GUERRA MACEDONICA (171 168 a. C.)


Filippo V aveva sostenuto lealmente Roma nella guerra di Siria.
Dopo la pace di Apamea dovette per rinunciare alle sue ambizioni in Tracia.
Nelle controversie tra gli Stati greci che era continuamente chiamata a risolvere, Roma adotta una linea che
privilegia i gruppi aristocratici contro il volere delle fazioni democratiche alienandosi progressivamente le
simpatie delle masse popolari.

179 a. C. > muore Filippo V. Gli succede il figlio Perseo, al quale cominciano ad avvicinarsi le varie
fazioni democratiche e nazionaliste.
A Roma cominciano a maturare (spesso ingiustificatamente) l'insofferenza e le polemiche nei
confronti di Perseo.

172 a. C.
Eumene di Pergamo si reca a Roma per presentare accuse contro Perseo.
Cominciano i preparativi di guerra.
171 a. C. > falliscono le trattative per raggiungere un accordo.
Scattano le prime operazioni belliche.
Perseo ottiene qualche successo, salutato con favore dalle varie fazioni democratiche, ma aiutato
effettivamente solo dai Molossi dell'Epiro e da Genzio d'Illiria.
168 a. C. > Genzio rapidamente sconfitto.
L'esercito di Perseo viene distrutto a Pidna in Macedonia (L. Emilio Paolo).
Il re viene fatto prigioniero in Italia e in Macedonia viene abolita la monarchia.

la Macedonia viene divisa in 4 repubbliche, obbligate a pagare un tributo a Roma (non potevano
intrattenere rapporti reciproci)

l'Illiria viene divisa in 3 stati tributari di Roma

il territorio dei Molossi fu devastato e molti abitanti ridotti in schiavit

la Lega Achea dovette consegnare 1000 uomini di lealt sospetta (tra i quali Polibio)

Rodi (che aveva tentato una semplice mediazione) fu privata di alcuni territori e penalizzata dalla
creazione di un porto franco nell'isola di Delo.

LA QUARTA GUERRA MACEDONICA (149 148 a. C.)

Sparta tenta la secessione dalla Lega Achea*

Rivolta filomonarchica in Macedonia guidata da Andrisco (che si spacciava per il figlio di Perseo).
Dopo qualche successo dei macedoni, l'esercito di Q. Cecilio Metello (pretore) elimina Andrisco >
148 a. C.

LA GUERRA ACAICA
Roma ordina il distacco dalla Lega di Sparta* e di altre importanti citt, tra cui Argo e Corinto.
La Lega cessa di fatto di esistere quale organismo politico rilevante.
L'assemblea della Lega decide dunque la guerra.
Metello invade il Peloponneso
Lucio Mummio assume il comando e sconfigge definitivamente l'esercito acheo.
Corinto viene saccheggiata e distrutta > 146 a. C.
La Macedonia diventa provincia romana
In Grecia vengono imposti ovunque regimi aristocratici.

LA TERZA GUERRA PUNICA (149 146 a. C.)


Dopo la sconfitta del 202 a. C., Cartagine si era ripresa rapidamente dal punto di vista economico.
Annibale tent anche un progetto di riforma costituzionale dello Stato in senso democratico
Le accuse, da parte di Roma, di accordi con Antioco III lo costringono a fuggire in Asia.

Nascono dispute di confine tra Cartagine e la Numidia di Massinissa.


Nonostante le clausole della pace le impedissero di dichiarare guerra senza il permesso di Roma
(permesso che non venne accordato dopo numerose richieste), Cartagine invia un esercito contro
Massinissa > 151 a. C.

In senato prevale la linea fautrice della distruzione di Cartagine (che aveva di fatto violato l'accordo con
Roma, ma che comunque non poteva pi rappresentare un pericolo).

149 a. C. > l'esercito romano sbarca in Africa.


I Cartaginesi cercano in ogni modo di evitare la guerra, ma in seguito all'ordine di abbandonare la
citt, decidono di resistere a oltranza.
Dopo un lungo assedio, l'esercito di P. Cornelio Scipione Emiliano (figlio di L. Emilio Paolo,
adottato dagli Scipioni), saccheggia e rade al suolo Cartagine > 146 a. C.
Il territorio viene trasformato nella nuova provincia d'Africa.

LA SPAGNA
Roma non era riuscita ancora a risolvere la questione in Spagna
(la completa sottomissione avverr solo in et augustea)
197 a. C. > organizzazione di due nuove provinciae, governate da due pretori appositamente eletti, obbligate
a pagare un tributo e a fornire truppe ausiliarie a Roma:
Spagna Citeriore: a sud della penisola iberica, intorno a Cadice e al Guadalquivir
Spagna Ulteriore: al nord, nella zona costiera a nord dell'Ebro
Lo stato pressoch continuo di guerriglia all'interno costrinse Roma a lasciare in Spagna forti eserciti,
all'interno dei quali si sviluppa un forte malcontento spesso sfociati in episodi di renitenza alla leva.

149 a. C.: istituzione della quaestio perpetua de repetundis > tribunale speciale e permanente
incaricato di giudicare il reato di concussione; le sue competenze si estendono poi su tutti i casi di
abuso di potere da parte dei governatori provinciali.

Catone fu inviato nella Spagna Citeriore nel 195 a. C. in qualit di console.


Procedette energicamente alla sottomissione delle trib della valle dell'Ebro, ottenendo per solo successi
effimeri.
Tiberio Sempronio Gracco (padre) fu governatore della Spagna Citeriore tra il 180 e il 178 a. C. Ottiene
significativi successi militari e cerca di rimuovere l'ostilit verso Roma con un atteggiamento conciliante, che
gli permise di concludere trattati di pace con diverse trib, anche se non duraturi.

147 139 a. C. > guerra contro i Lusitani di Viriato

Guerra con Numanzia


137 a. C. > il console C. Ostilio Mancino sconfitto e costretto a firmare una pace umiliante.
134 a. C. > l'Emiliano eletto per la seconda volta al consolato e gli viene affidata la guerra.
133 a. C. > Numanzia posta sotto assedio e alla fine viene conquistata e distrutta.

Dai Gracchi alla guerra sociale

Nelle fonti domina la tradizione storiografica aristocratica > polemica contro il tribunato della plebe (la pi
eversiva di tutte le cariche).
Nell'et dei Gracchi (133 121 a. C.) vista l'origine della degenerazione dello Stato Romano (non pi
fondato sulla solidariet civica e sul rispetto della tradizione).

MUTAMENTO DEGLI EQUILIBRI SOCIALI


Continue campagne belliche in Italia e oltremare:

profonde ferite all'agricoltura

allontanamento dalle terre


Conquiste esterne:

consistente afflusso di ricchezze nelle mani di pochi

ampliamento degli orizzonti e delle occasioni di sfruttamento e di mercato

enorme massa di schiavi

massiccia penetrazione di schemi e di idee greche > diffusione dell'ellenismo


A Roma affluiscono ingenti capitali:

consistenti bottini di guerra

indennizzi imposti ai vinti

tasse e gravami riscossi nelle province


Romani e Italici si introducono nel grande commercio.
Soprattutto nelle province di recente acquisizione iniziano a installarsi i negotiatores > uomini d'affari, che
esercitavano anche professioni bancarie (spesso organizzati in societ).
[attivit favorite anche dallo sviluppo di strade e porti]

fortuna di molti senatori > esercitavano tali attivit tramite prestanome


(218 a. C.: una lex Claudia aveva loro interdetto il grande commercio)

ascesa degli equites > figli o fratelli di senatori, proprietari terrieri, publicani (appaltatori delle
imposte dello Stato, dei lavori pubblici, delle dogane, ecc.).
Erano esclusi dalle cariche pubbliche ma entrano ora a far parte del tribunale permanente (quaestio
perpetua > 149 a. C.) che perseguiva le estorsioni (de repetundis) perpetrate dai magistrati delle
province ai danni di comunit o singoli.

CRISI DELLA PICCOLA PROPRIETA' FONDIARIA E INURBAMENTO

massiccio ricorso alla manodopera servile


importazioni di grandi quantit di grano (Sicilia) e materie prime
spinta verso colture pi speculative
> rovinosa concorrenza alla tradizionale agricoltura d'autosussistenza
accaparramento di ampie estensioni di ager publicus
> concentrazione fondiaria (anche se non generalizzata)
> tendenza verso un'agricoltura destinata alla commercializzazione pi che all'autoconsumo

La villa rustica (grande azienda agricola) tende a diventare il modello di propriet:

vaste superfici coltivabili

investimento di grandi capitali

sfruttamento intensivo di manodopera servile

direzione affidata ai vilici (schiavi-manager)


I piccoli proprietari (gi impoveriti), quando non riescono a investire per la riconversione agricola, sono
spesso costretti a vendere le loro propriet.

Cresce la massa urbana > molti affluiscono a Roma in cerca di un'occupazione

RIVOLTE SERVILI
Sicilia > latifondi e pascoli sono pi diffusi che altrove > gravi moti schiavili

140 132 a. C. - Enna > rivolta capeggiata da Euno (schiavo siriaco)


(Roma invia 3 consoli per domarla, e ci riuscir solo l'ultimo, Publio Rupilio)

104 100 a. C. > seconda rivolta in Sicilia

OPTIMATES E POPULARES
I mutamenti sociali si ripercuotono anche sugli equilibri interni alla classe dirigente.
Dalla nobilitas scaturiscono due fazioni:

optimates > i boni: si richiamano alla tradizione degli avi e sostengono l'autorit e le prerogative del
senato

populares > difensori dei diritti del popolo: propugnano la necessit di ampie riforme in campo
politico e sociale

In questo periodo vengono approvate 3 leggi tabellarie = concernenti l'espressione scritta del voto:
lex Gabinia tabellaria (139 a. C.) comizi elettorali
lex Cassia tabellaria (137 a. C.) giudizi popolari
lex Papiria tabellaria (131 a. C.) comizi legislativi

LA QUESTIONE DELL'AGER PUBLICUS


Parti del terreno demaniale di propriet collettiva dello Stato erano abitualmente concesse in uso a privati
(cittadini, federati latini e italici) a titolo di occupatio > la propriet restava sempre dello Stato, che poteva
revocare il possesso a sua discrezione. I detentori avevano la garanzia dell'utilizzo dietro pagamento di un
canone > vectigal del tutto irrisorio e non sempre esatto dallo Stato.
L'ager publicus cresce a dismisura con le guerre di conquista.

Progressiva crisi della piccola propriet


> concentrazione della maggior parte dell'ager publicus nelle mani dei proprietari pi ricchi e potenti
Necessit di norme che regolassero la legittima propriet delle terre statali

C. Lelio
Uomo della vecchia nobilt, amico dell'Emiliano. Nell'anno del suo consolato (140 a. C.) o poco prima (145
a. C.) propone una legge per il restringimento dell'estensione di ager publicus che potesse essere occupata
legittimamente da ciascuno. Trova per l'opposizione concorde dei senatori e preferisce rinunciare al
progetto, ritirandolo.

TIBERIO GRACCO
Membro della nobilitas.
Figlio di Tiberio Sempronio Gracco (governatore in Spagna) e di Cornelia (figlia dell'Africano).
133 a. C. > tribuno della plebe
Tentativo di riforma agraria tramite norme che limitassero l'estensione di ager publicus in possesso di un
singolo
La proposta fu presentata ai comizi tributi riprendendo riforme anteriori (es. leges Liciniae-Sextiae); fu
probabilmente ispirata dal suocero Appio Claudio Pulcro (princeps del senato) e dai giuristi P. Licinio
Crasso Muciano (suocero del fratello, C. Gracco) e P. Mucio Scevola (console nello stesso 133 a. C.)

fissazione del limite di 500 iugeri (125 ettari), pi 250 iugeri per ogni figlio (fino forse a un massimo
di 1000 iugeri a famiglia)

elezione (da parte del popolo) di un collegio di triumviri (tresviri agris dandis iudicandis
adsignandis composto dai fratelli Gracchi e da Appio Claudio Pulcro) incaricato di ripartire i lotti e
recuperare i terreni in eccesso

assegnazione dei terreni in eccesso ai cittadini pi poveri in piccoli lotti (forse 30 iugeri) inalienabili

[nello stesso anno muore senza Attalo III, re di Pergamo, che lascia il suo tesoro al popolo romano: da qui si
sarebbero dovuti ricavare i fondi necessari all'attuazione della riforma argomento che era comunque di
prerogativa del senato]
Oltre a quello di ottenere un'ampia base di consenso, scopo fondamentale della riforma era probabilmente
quello di ricostruire e conservare un ceto di piccoli proprietari anche per garantire una base stabile al
reclutamento dell'esercito.
I grandi proprietari si ritennero per espropriati di risorse che consideravano proprie, e l'oligarchia si oppone
alla riforma.
Forse furono proprio gli ambienti conservatori a spingere il tribuno Marco Ottavio a porre il veto che
imped di fatto l'approvazione della riforma.
T. Gracco cerca di vincere la sua resistenza, e non riuscendoci, riesce a farlo destituire.
Viene dunque approvata la legge Sempronia agraria.
Continua per l'opposizione conservatrice.
Tiberio pensa di presentare la candidatura al tribunato anche per l'anno seguente, ma gli avversari lo
accusarono di aspirare al regime personale.

Fu dunque ucciso, insieme a molti suoi sostenitori, nel corso dei comizi elettorali, da un gruppo di
senatori e di avversari guidati dal pontefice massimo P. Cornelio Scipione Nasica

Dopo la morte di T. Gracco viene continuamente rinnovata la commissione triumvirale, che porta avanti la
propria attivit. Questo suscita il malcontento degli alleati latini e italici.

Scipione Emiliano (marito di Sempronia, sorella dei Gracchi, ma loro avversario politico) si fa
interprete e portavoce di questo malcontento sorto tra i grandi proprietari italici.
Muore improvvisamente e in circostanze misteriose nel 129 a. C.

Fulvio Flacco (membro del triumvirato agrario) diviene console nel 125 a. C., propone la possibilit
per tutti gli alleati italici di ottenere la cittadinanza romana previa richiesta, oppure il diritto di
provocatio contro eventuali abusi di magistrati romani.
La proposta trov vastissima opposizione e non pot neanche essere discussa.

125 a. C. > Scoppiano rivolte ad Asculum e Fregellae, spietatamente represse


(Fregellae fu rasa al suolo, e sul suo territorio, confiscato, fu dedotta la colonia romana di Frabateria
Nova)

CAIO GRACCO
123 a. C. > tribuno della plebe
Ottiene due mandati consecutivi e porta avanti, ampliandola, l'opera del fratello
(perfezionamento della legge agraria e aumento dei poteri della commissione triumvirale)

proposta di istituzione di nuove colonie romane sia in Italia sia sul territorio di Cartagine

legge frumentaria volta a garantire ai cittadini una quota mensile di grano a prezzo agevolato
(calmierando il mercato ed evitando fenomeni di speculazione)

legge giudiziaria volta alla limitazione dei poteri del senato in questo campo attraverso il
reclutamento tra gli equites dei giudici per le quaestiones perpetuae de repetundis (dal 149 a. C.
formate esclusivamente da senatori): in questo modo i senatori non sarebbero pi stati giudicati
dagli stessi senatori ma dai cavalieri che detenevano l'appalto delle imposte e gestivano le grandi
operazioni commerciali nelle province

provvedimento (in vigore per tutta l'et repubblicana) in base al quale il senato doveva decidere
prima delle elezioni dei consoli quali dovessero essere le province consolari (impedendo scelte a
posteriori condizionate da ragioni personali o politiche)

proposta di concedere la cittadinanza romana ai latini e la cittadinanza di diritto latino agli italici
(non attuata a causa della vasta opposizione incontrata)

C. Gracco parte con F. Flacco per l'Africa (questione della deduzione della colonia cartaginese).
L'oligarchia senatoria, per contrastare i suoi progetti, si avvale del tribuno M. Livio Druso.
Ritorna a Roma nel 122 a. C. ma la sua popolarit in forte declino a causa della situazione politica
completamente mutata. Si ricandida al tribunato per il 121 a. C. ma non viene rieletto.
La deduzione della colonia cartaginese viene contrastata e dall'opposizione di Gracco e Flacco nasce una
serie di disordini.

121 a. C. > Attraverso un senatus consultum ultimum il senato fa sospendere ogni garanzia
istituzionale e affida ai consoli il compito di tutelare la sicurezza dello Stato con ogni mezzo.
Il console Lucio Opimio ordina il massacro dei sostenitori di Gracco.
F. Flacco muore negli scontri e C. Gracco si fa uccidere da uno schiavo

Gli ottimati procedono allo smantellamento della riforma agraria:


dichiarazione della alienabilit dei lotti assegnati > ripresa della loro migrazione nelle mani dei pi
ricchi
cessazione del recupero e della riassegnazione delle terre > i possessi rimangono legittimamente
occupati dagli attuali detentori (prima in concessione, poi in propriet)
abolizione della commissione agraria

PROVINCE, ESPANSIONISMO E NUOVI MERCATI

Fino al 133 a. C. Roma aveva dedotto 6 province:

Sicilia (241 a. C.)

Sardegna e Corsica (237 a. C.)

Spagna Citeriore (197 a. C.)

Spagna Ulteriore (197 a. C.)


Macedonia (148 a. C.)
Africa (146 a. C.)*

Roma si trovava ad assumere la gestione diretta di territori, di natura istituzionalmente composita, spesso
solo in parte assoggettati e ancora al di fuori del suo controllo.
Il magistrato (a volte coadiuvato da una commissione senatoria) fissava le linee generali di riferimento:
- questioni territoriali
- statuto delle singole citt e comunit
- determinazione dell'ager publicus
- regolamenti e condizioni fiscali
(deliberazioni impropriamente chiamate leges provinciae; sembra certo che la creazione di una provincia non
necessitasse obbligatoriamente di una lex costituente)

formula provinciae > sorta di prospetto ufficiale che descriveva ambiti geografici, statuti, obblighi,
condizione giuridica e fiscale della circoscrizione provinciale
(da cui l'espressione redactio in form(ul)am provinciae)
* le questioni africane erano state regolate da Scipione Emiliano
133 a. C. > Attalo III di Pergamo lascia il suo regno ai Romani.
Eumene III (Aristonico, forse figlio di Eumene II padre di Attalo) d vita a una rivolta contro le rivendicazioni
di Roma.
La ribellione viene piegata solo nel 129 a. C. grazie all'aiuto, tra gli altri, delle citt greche e dei re di Bitinia e
Ponto.
Il console Manio Aquilio, assistito da una commissione senatoria, procede all'organizzazione della nuova
Provincia d'Asia > 126 a. C.
Roma comincia a interessarsi della Gallia meridionale (che consentiva il passaggio terrestre dalle regioni
liguri a quelle spagnole).

Marsiglia (alleata) chiede l'aiuto di Roma contro trib celto-liguri e galliche; vengono inviati prima
Fulvio Flacco (125 a. C.), poi C. Sestio Calvinio, che ristabilisce l'ordine e fonda il centro di Aquae
Sextiae (Aix-en-Provence 123 a. C.).

122 121 a. C. > vittorie di Cn. Domizio Enobarbo e Q. Fabio Massimo contro Allobrogi e Arverni

118 a. C. > deduzione della nuova provincia narbonese


(attraversata dalla via Domizia, che congiungeva Italia e Spagna)

123 a. C. > conquista delle Baleari


(divenute base di attivit piratiche intense e dannose)

ripetute campagne militari contro le trib illiriche della Dalmazia

GIUGURTA E MARIO
Africa > la politica filoromana di Massinissa, portata avanti dal figlio Micipsa, aveva attirato commercianti e
uomini d'affari romani e italici
(grande produttivit della regione specie in grano e olio)

118 a. C. > morte di Micipsa > regno di Numidia (lasciato indiviso) conteso tra i tre eredi: Giugurta
(che aveva combattuto agli ordini dell'Emiliano nell'assedio di Numanzia), Iempsale e Aderbale.
GIUGURTA uccide Iempsale; Aderbale fugge a Roma e chiede l'arbitrato del senato.

116 a. C. > il senato decide di dividere il regno assegnando la parte orientale (pi ricca) ad Aderbale
e quella occidentale (pi vasta) a Giugurta.

112 a. C. > Giugurta vuole impossessarsi della parte occidentale e ne assedia la capitale, Cirta
(Costantina in Algeria); presa la citt, fa uccidere il rivale e tutti i romani e gli italici che l svolgevano
le loro attivit commerciali.
111 a. C.
Sotto l'impulso dei cavalieri e nonostante la riluttanza del senato (dovuta alla minaccia rappresentata da
Cimbri e Teutoni ai confini settentrionali dell'Italia) , Roma scende in guerra.
Si va avanti tra smacchi, accuse di incapacit e sospetti di corruzione nell'esercito romano.

109 a. C. > al comando della guerra fu posto il console Quinto Cecilio Metello.
Come legato al suo seguito combatt C. Mario.
Metello sconfigge ripetutamente Giugurta ma non riesce a concludere la campagna.
I mercanti nordafricani protestano per la situazione.

107 a. C. > in un clima di forti polemiche, MARIO viene eletto console.


Originario di Arpino. Homo novus: non aveva antenati illustri; incarna un nuovo tipo di politico, uscito
dall'ambiente dei ricchi possidenti equestri e dalla carriera militare. Combatt sotto l'Emiliano a Numanzia e
poi con i Metelli, che lo appoggiarono aiutandolo a divenire tribuno della plebe (119 a. C.).
Si era imparentato con un'antica (anche se decaduta) famiglia patrizia sposando Giulia (che sar zia di
Giulio Cesare.

Il senato aveva prorogato l'incarico di Metello, ma Mario attraverso un plebiscito votato dai comizi
su proposta di un tribuno della plebe ottiene il comando della guerra contro Giugurta.

Problema del reclutamento legionario


(limitato ai soli cittadini iscritti nelle 5 classi di censo)
Si era cercato di risolverlo diminuendo il censo minimo della quinta classe per poter arruolare anche i
cittadini appartenenti alle classi pi povere (armati a spese dello Stato).

Mario apre l'arruolamento volontario ai capite censi


(se questo metodo era stato usato precedentemente in casi d'emergenza, d'ora in poi sar pratica
regolare)

Con il nuovo esercito Mario ritorna in Africa.


Per concludere la guerra furono fondamentali la trattativa diplomatica (gi impostata da Metello) per rompere
l'alleanza tra Giugurta e Bocco (re di Mauretania) e l'aiuto di
L. Cornelio Silla (legato di Mario).

105 a. C. > Bocco tradisce Giugurta e lo consegna ai Romani.

[Mario riveste per due anni il proconsolato e viene rieletto console per il 104 a. C.]

CIMBRI E TEUTONI
Popolazioni germaniche iniziano nel frattempo un movimento migratorio verso sud.
A proteggere i confini dell'Italia e le importanti miniere d'oro e di ferro fu inviato il console
Cn. Papirio Carbone.

113 a. C. > sconfitta romana presso Noreia


110 a. C. > Cimbri e Teutoni minacciano la Gallia narbonese
105 a. C. > disastrosa sconfitta romana di Arausio

104 a. C.

Mario viene rieletto console in assenza (per 5 volte di seguito, fino al 100 a. C.) e gli viene affidato il
comando della guerra.
Riorganizzazione dell'esercito a partire dall'addestramento (con l'aiuto dei luogotenenti Silla e
Quinto Sertorio) fino all'articolazione della legione: i 30 manipoli che costituivano la legione
vengono sostituite con 10 coorti di circa 600 uomini. Ogni coorte poteva agire con una certa
autonomia consentendo un pi agile impiego della legione.
103 a. C. > ricompaiono Cimbri e Teutoni, anche se divisi:
i Cimbri vengono sterminati ad Aquae-Sextiae (102 a. C.)
i Teutoni furono raggiunti e annientati ai Campi Raudii presso Vercellae (101 a. C.)

ECLISSI POLITICA DI MARIO


Lucio Appuleio Saturnino
Nobile entrato in rotta con le fazioni conservatrici del senato.
Mentre era impegnato in guerra, Mario si era appoggiato a lui. Lo aveva aiutato a diventare tribuno della
plebe. In cambio, Saturnino fece approvare la distribuzione di terre in Africa per i veterani della campagna
giugurtina.

Propose una legge agraria che abbassava il prezzo politico del grano fissato da C. Gracco e una lex
de maiestate contro il reato di lesione dell'autorit del popolo romano (il tribunale giudicante era
composto interamente da cavalieri).

100 a. C.

Mario eletto console per la sesta volta

Saturnino per la seconda volta tribuno della plebe.


Presenta una legge agraria (per l'assegnazione di terre della Gallia e la fondazione di colonie in
Sicilia, Acaia e Macedonia) contando sull'appoggio di Mario. Per bloccare l'opposizione obblig con
una clausola i senatori a giurare di osservare la legge.
Si candida al tribunato anche per l'anno successivo.

C. Servilio Glaucia (suo compagno di parte popolare) pretore.


Restituisce le giurie delle quaestiones de repetundis ai cavalieri
(una legge di Cepione gliele aveva sottratte).
Si candida al consolato.
Scoppiano tumulti durante le votazioni e un competitore di Glaucia viene ucciso; il senato proclama un
senatus consultum ultimum, che Mario (console) deve applicare contro i suoi alleati.
Saturnino e Glaucia vengono uccisi e il prestigio di Mario definitivamente compromesso
(si allontana da Roma e si reca in missione diplomatica presso Mitridate VI, re del Ponto)

ORIENTE
Quello della pirateria (concentrata soprattutto a Creta a ovest e in Cilicia ad est) era stato un fenomeno di cui
le varie potenze asiatiche si erano spesso servite, e di cui Roma si era disinteressata.
Durante le guerre con i Cimbri, Roma avverte il pericolo per i traffici nell'Egeo orientale e nei mari greci.

102 a. C. > per risolvere la questione, il pretore Marco Antonio (nonno del triumviro) viene inviato in
Anatolia.
Ottiene diversi successi, ma una lex de provinciis praetoriis (o lex piratica) promulgata nel 101 100
a. C. testimonia che il problema non fu risolto.

96 a. C. > probabilmente per testamento, viene lasciata a Roma la Cirenaica, una parte cospicua
del territorio tolemaico.

La questione fu per ripresa solo in seguito, per la necessit di dedurvi una provincia
(75 74 a. C.)

M. LIVIO DRUSO E LA CONCESSIONE DELLA CITTADINANZA AGLI ITALICI

Forti tensioni politiche e sociali nel decennio successivo al 100 a. C.


Si cerca di mettere un po' d'ordine:

98 a. C. > un provvedimento rende obbligatorio un intervallo di tre nundinae tra l'affissione di una
proposta di legge e la sua votazione; si vieta la formulazione di leges saturae (disposizioni che
includono pi argomenti non connessi tra loro).

Continua il conflitto tra senatori e cavalieri per l'esclusiva nelle quaestiones perpetuae de repetundis.

92 a. C. > una giuria equestre condanna per malversazione il legato in Asia P. Rutilio Rufo, che
aveva tentato di arginare lo strapotere e gli abusi dei publicani.

95 a. C.
Legge Licinia Mucia: istituzione di una commissione per la verifica delle richieste di cittadinanza romana
avanzate e per l'espulsione dalle liste di censo di ogni residente latino e italico inseritovi illegalmente.
91 a. C.
Marco Livio Druso (aristocratico, figlio dell'oppositore di C. Gracco) viene eletto tribuno della plebe.
Tenta una politica di compensazione tra le varie parti:

legge agraria per la distribuzione di nuovi lotti e la deduzione di nuove colonie

legge frumentaria per un nuovo abbassamento del prezzo politico del grano

restituzione ai senatori delle quaestiones perpetuae de repetundis

proposta dell'ingresso dei cavalieri in senato

proposta della concessione della cittadinanza romana agli alleati italici


Trova una vastissima opposizione, e le sue leggi vengono tutte dichiarate nulle.
Druso viene poi misteriosamente assassinato.
Il sentimento di ribellione degli italici ormai esasperato.

LA GUERRA SOCIALE
La ragion d'essere della differenza di status giuridico e sociale tra cittadini romani e alleati latini e italici era
progressivamente venuta meno con la penetrazione nel Mediterraneo e la sua unificazione.
La condizione di cittadino romano era divenuta sempre pi vantaggiosa.
Gli Italici erano consapevoli di aver contribuito in maniera determinante ai successi militari; di qui le loro
rivendicazioni:
- non beneficiavano delle distribuzioni agrarie e frumentarie
- le terre da loro utilizzate venivano riassegnate ai cittadini romani
- partecipavano allo sfruttamento economico delle province, ma in funzione subalterna rispetto ai
cittadini e spesso vessati dai magistrati romani
- non avevano alcuna parte nelle decisioni politiche, economiche e militari
- continuavano a pagare l'imposta destinata al soldo delle reclute
- ricevevano una parte meno importante del bottino e punizioni pi gravi
- non potevano condividere le funzioni di comando

L'assassinio di Druso rese chiaro ai socii che non c'era alternativa alla rivolta armata
contro Roma.

[a Roma non si comprendeva la gravit della situazione es. viene approvato un provvedimento che
perseguiva per alto tradimento la cospirazione italica]

91 a. C. > ad Ascoli vennero massacrati un pretore e tutti i Romani residenti.


90 a. C. > L'insurrezione si estende presso le popolazioni della costa adriatica, dell'Appennino
centrale e meridionale, e in un secondo momento presso quelle dell'Apulia e della Campania.
Gli insorti si danno istituzioni federali comuni, una capitale (Corfinium nel Sannio, ribattezzata
Italica), una monetazione. Ma non avevano scopi completamente unitari, che andavano dalla volont
di ottenere la cittadinanza a uno spirito di rivalsa contro Roma.
A capo della federazione italica fu posto il marso Quinto Poppedio Silone.
Non aderiscono gli Etruschi, gli Umbri, le citt latine e quelle della Magna Grecia.

Roma spartisce le forze tra i due consoli:


a nord, Publio Rutilio Lupo aveva come legati Cn. Pompeo Strabone (padre del futuro Pompeo
Magno) e Mario (che assumer il comando dopo la morte in battaglia del console)
a sud (dal Sannio in gi), Lucio Giulio Cesare aveva Silla tra i suoi luogotenenti
Si hanno sconfitte e distruzioni su entrambi i fronti.
Le operazioni procedono con andamento incerto.
Gi dallo stesso 90 a. C., a Roma si cerca una soluzione politica:
concessione della cittadinanza agli alleati che combattevano agli ordini dei capi romani
lex Iulia de civitate > concessione della cittadinanza ai popoli rimasti fedeli a Roma (citt latine) a
quelli che avessero deposto immediatamente le armi
89 a. C. > consolato di Pompeo Strabone e Lucio Porcio Catone:
lex Plautia Papiria > estensione della cittadinanza a quanti si fossero registrati presso il pretore di
Roma entro 60 giorni
lex Pompeia > concessione del diritto latino agli abitanti dei centri urbani della Transpadana (a nord
del Po) aprendo l'accesso alla cittadinanza romana ai magistrati di queste comunit
La rivolta viene cos circoscritta, anche se continua a trascinarsi.
Muore L. Porcio Catone.

Pompeo Strabone (che aveva al suo seguito il figlio Cn. Pompeo, Cicerone e Catilina) ottiene
importanti successi ed espugna Ascoli

Silla riconquista la maggior parte del Sannio e della Campania.


Eletto console nell'88 a. C., assedia Nola (ultima roccaforte).

Gli effetti della concessione della cittadinanza a tutta l'Italia fino alla Transpadana furono ridimensionati: in un
primo momento, i nuovi cittadini furono tutti inseriti in 8 delle 35 trib, o in trib supplementari appositamente
create.

Si fonda il presupposto per l'accesso alle magistrature (e successivamente al senato) delle


aristocrazie italiche.

I neocittadini, per esercitare i loro diritti, devono recarsi a Roma.


Non tutti riescono a farlo, ma gli interessi di molti cominciano a convergere verso la citt.

I primi grandi scontri tra fazioni in armi

MITRIDATE VI EUPATORE
Situazione sempre pi allarmante in Oriente
I Parti (dinastia degli Arsacidi) si erano insediati nell'altopiano iranico. Sottraendo possedimenti al regno dei
Seleucidi (Siria), occupano stabilmente Mesopotamia e Babilonia
(l'Eufrate diviene il confine tra il regno dei Parti e il regno di Siria)
95 a. C. > insediano il loro vassallo Tigrane sul trono d'Armenia.
Nella penisola anatolica Roma favorisce la coesistenza di molti piccoli stati dinastici (gelosi gli uni degli
altri) limitandosi a supervisionare la situazione.
112 a. C. > Mitridate VI Eupatore diviene a pieno titolo re del Ponto.
Attraverso accordi col re di Bitinia (Nicomede III), estende il suo dominio (Colchide, Cappadocia,
ecc.).
Cresce l'attenzione di Roma:
- nel 100 a. C. Mario si reca in missione diplomatica di osservazione presso di lui;
- nel 92 a. C. Silla (protettore della Cilicia) interviene per ripristinare il sovrano in Cappadocia.
Approfittando della guerra sociale, Mitridate riprende la sua politica espansionistica:
fa invadere la Cappadocia da Tigrane (divenuto suo genero)
spodesta il nuovo re Nicomede IV dal trono di Bitinia
fine del 90 a. C. > Roma invia una legazione con a capo Manio Aquilio per ripristinare
i due sovrani.

Nicomede IV conduce scorrerie nel territorio del Ponto

Mitridate ne chiede soddisfazione a Roma, e, non ottenendola, si decide alla guerra.


Attraverso un'opera di propaganda, sfrutta il malcontento nato in Oriente nei confronti di Roma.
Dilaga in Cappadocia, sconfigge i Romani, e riesce a impadronirsi di tutta l'Asia.
Fa massacrare migliaia di Romani e Italici.
Con lui si alleano anche Delo e Atene. [Solo Rodi, nel mondo greco, rimane fedele a Roma]

fine dell'88 a. C. > l'esercito di Mitridate invade la Grecia Centrale e la flotta si dirige verso l'Attica.
Beozia, Sparta e Peloponneso aderiscono alla guerra.
Roma invia il console Silla (impegnato nell'assedio di Nola) e gli affida il comando
della guerra.
Tribunato della plebe di PUBLIO SULPICIO RUFO 88 a. C.
Ripresa del problema dell'inserimento degli italici nelle trib romane.
La nobilitas temeva che questo avrebbe comportato mutamenti radicali.
Nei comizi tributi, si contava un voto per ogni trib, conforme alla maggioranza in essa espressa.
Il numero degli italici era tale che essi, in caso di voto, avrebbero ottenuto la maggioranza in ciascuna delle
35 trib.
Pertanto, si decide di immetterli in un numero limitato di trib: i vecchi cittadini potevano cos continuare a
mantenere la prevalenza complessiva nei comizi.
Per il problema dell'indebitamento (dovuto a un generale impoverimento, dello stato e dei singoli, a causa
delle guerre), Sulpicio Rufo propone:

richiamo dall'esilio di quanti erano stati perseguiti per collusione con gli alleati italici

inserimento dei neocittadini in tutte le 35 trib

limite massimo di indebitamento per ciascun senatore, oltre al quale sarebbe stata decretata
l'espulsione dal senato
Tentativo di togliere a Silla il comando della guerra contro Mitridate.
Sulpicio Rufo riesce a farlo affidare a Mario.

Appresa la notizia, SILLA marcia su Roma alla testa dei suoi soldati.
Si impadronisce di Roma e i suoi avversari vengono dichiarati nemici pubblici.
Sulpicio Rufo viene eliminato e la sua legislazione abrogata.
Mario riesce a fuggire in Africa.
Silla approvare alcune norme*:
prima di essere sottoposta al voto popolare, ogni legge doveva prima essere approvata dal senato
i comizi centuriati divengono l'unica assemblea legislativa legittima
* (anticipazioni delle riforme degli anni 81 79 a. C.)
Dopo l'approvazione di questi provvedimenti, Silla parte per l'Oriente.

87 a. C. > sbarco in Epiro e attraversamento della Beozia.


Silla assedia Atene, che viene presa e saccheggiata.
Poi si dirige verso la Grecia centrale.

86 a. C. > Silla sconfigge l'esercito di Mitridate prima a Cheronea, poi a Orcomeno

Prima di partire, Silla non era riuscito a impedire l'elezione di due consoli a lui avversi.

87 a. C. > consolato di LUCIO CORNELIO CINNA

Riprende la proposta di iscrivere i neocittadini in tutte le 35 trib.


Viene cacciato da Roma.
Si rifugia in Campania e viene raggiunto da Mario (di cui era fautore), ritornato dall'Africa.

Nuova marcia su Roma


La citt viene presa con la forza.
Silla viene dichiarato nemico pubblico, e molti dei suoi sostenitori finirono vittime delle stragi che
seguirono.

86 a. C. > consolato di MARIO e CINNA


Mario viene eletto per la settima volta, ma morir poco dopo.
A combattere Mitridate viene inviato un nuovo corpo di spedizione mariano, comandato dal console Lucio
Valerio Flacco e del suo legato C. Flavio Fimbria.
Cinna fu rieletto console di anno in anno fino all'84 a. C. > ampia opera legislativa:
- immissione di tutti i neocittadini nelle 35 trib
- riduzione di 3\4 dell'ammontare dei debiti
- fissazione di un nuovo rapporto tra la moneta di bronzo e quella d'argento per stabilizzarne il
reciproco valore ufficiale.
Alla notizia dell'imminente ritorno di Silla, Cinna si prepara ad anticiparlo concentrando le forze ad Ancona e
preparandosi allo sbarco in Grecia.
Viene ucciso in una rivolta dai suoi stessi soldati > fine dell'84 a. C.

CONCLUSIONE DELLA PRIMA GUERRA MITRIDATICA

86 a. C.
A combattere Mitridate in Grecia si trovano due opposte fazioni: quella capeggiata da Silla e quella inviata da
Cinna (Fimbria, dopo aver fatto uccidere Flacco, assume il comando).
Le due fazioni non si incontrano; agendo parallelamente, ricacciano Mitridate (abbandonato via via da molti
dei suoi alleati) in Asia.
85 a. C. > pace di Dardano
Condizioni relativamente miti: Mitridate conserva il suo regno, e vengono ripristinati i sovrani in Bitinia
(Nicomede IV) e Cappadocia (Ariobarzane).
Come governatore d'Asia, a capo dell'esercito viene lasciato Lucio Licinio Murena.
84 a. C.
Silla incorpora l'esercito di Fimbria (che si uccide) e restaura l'ordine in Asia e in Grecia.
83 a. C. > Silla sbarca a Brindisi
Mitridate per accusato di voler riprendere le armi.
All'ennesima provocazione, si scontra con Murena, lo sconfigge e dilaga in Cappadocia.
I due vengono fermati solo da un intervento personale di Silla.
> SECONDA GUERRA MITRIDATICA (83 81 a. C.)

crisi dinastica in SIRIA


Gli Antiocheni chiamano Tigrane, che incorpora il regno.

DITTATURA DI SILLA (82 79 a. C.)


83 a. C.
Silla raggiunto a Brindisi dall'esercito clientelare di Pompeo Strabone, comandato dal figlio Cn. Pompeo.
Riconquista dell'Apulia, della Campania e del Piceno.
82 a. C.
Silla sconfigge l'esercito di Mario il giovane (figlio adottivo di Mario), che dopo la caduta di Preneste (dove
si era chiuso) si uccide.
Silla si impadronisce di Roma.

Grazie all'aiuto di Marco Licinio Crasso (il futuro triumviro) distrugge le ultime resistenze avversarie
> battaglia di Porta Collina.

Tutti i prigionieri vengono massacrati.


Nell'eliminazione degli oppositori mariani rifugiatisi in Sicilia si distinse Pompeo (gratificato come Magnus da
Silla).
introduzione delle liste di proscrizione che continuano per tutto l'81 a. C.
Si modifica profondamente la composizione dell'aristocrazia romana > molte famiglie scompaiono e a
scapito di esse si arricchiscono e ne salgono al potere altre.
Dai territori confiscati agli italici mariani vengono dedotte colonie per i veterani di Silla.
Muoiono entrambi i consoli dell'82 a. C.
Il senato nomina l'interrex > Lucio Valerio Flacco (il princeps senatus)

lex Valeria > anzich eleggere due nuovi consoli, Silla viene nominato
dictator legibus scribundis et rei publicae constituendae (a tempo illimitato)

RIFORME DI SILLA (opera anticipata dai provvedimenti dell'88 a. C.):

ogni legge deve ottenere il consenso del senato prima di essere sottoposta al voto popolare
i comizi centuriati divengono la sola assemblea legislativa legittima
ampliamento del senato > da 300 a 600 membri (inclusi cavalieri, partigiani di Silla e membri
dell'aristocrazia italica)
ai censori viene tolta l'integrazione annuale del senato (che diviene automatica)
i questori aumentano a 20 e vengono ammessi al senato
i pretori aumentano a 8 e sono chiamati a presiedere le quaestiones perpetuae
le quaestiones perpetuae vengono di nuovo riservate al senato (integrato) e le loro competenze
vengono suddivise (a ciascuna spetta in esclusiva uno solo dei principali reati)
rinnovamento delle leggi suntuarie (limitazione delle spese per banchetti e funerali)
regolamentazione dell'ordine di successione alle magistrature e l'et minima per accedervi (non si
pu iterare nessuna carica prima di un intervallo di 10 anni)
alla fine della magistratura, pretori e consoli (in genere) accedono alla promagistratura per
l'amministrazione delle province
ridimensionamento del potere dei tribuni della plebe (viene limitato il diritto di veto e praticamente
annullato quello di proporre leggi)
a chi ha ricoperto il tribunato vietato ricoprire qualsiasi altra carica
abolizione delle distribuzioni frumentarie
estensione del pomoerium ( lecito mantenere o condurre eserciti in armi fino a una linea virtuale
tra l'Arno e il Rubicone)

Dopo aver compiuto la riforma dello Stato, Silla abdica dalla dittatura e si ritira a vita privata in Campania.
Muore nel 78 a. C.

MARCO EMILIO LEPIDO


78 a. C. > consolato di Lepido (padre del futuro triumviro)
Tentativo di ridimensionare l'ordinamento sillano:

richiamo dei proscritti dall'esilio

ripristino delle distribuzioni frumentarie a prezzo politico

restituzione delle terre confiscate ai vecchi proprietari


Il progetto incontra una forte opposizione > rivolta in Etruria

77 a. C.
Lepido fa causa comune con gli insorti > marcia su Roma
(reclama un secondo consolato e la restaurazione del potere dei tribuni)

Con un senatus consultum ultimum viene conferito eccezionalmente l'imperium a Pompeo


(non aveva mai ricoperto le magistrature superiori) > la rivolta rapidamente stroncata

Lepido si rifugia in Sardegna e muore poco dopo

il suo luogotenente M. Peperna si trasferisce in Spagna con l'esercito e si unisce agli ex-mariani
capeggiati da Sertorio (distintosi contro i Germani e nella guerra sociale, governatori della Spagna
Citeriore dall'82 a. C.)

SERTORIO

Spagna Citeriore > sorta di stato mariano in esilio creato da Sertorio


Spagna Ulteriore > truppe comandate dal governatore sillano Q. Cecilio Metello Pio

Guerriglia tra le due fazioni.


77 a. C. > a Sertorio si congiungono le truppe di Peperna.
Creazione di un senato a Osca scelta come capitale.
Sertorio controlla tutta la penisola iberica.
A Roma corrono voci della sua alleanza con i pirati e con Mitridate.
Il senato affida a POMPEO la Spagna Citeriore con l'attribuzione di un imperium straordinario

76 a. C.
Pompeo arriva in Spagna.
Subisce alcune sconfitte da Sertorio.

Metello ottiene qualche successo > 75 a. C.

74 a. C.
Pompeo ottiene rinforzi da Roma.
Nella fazione di Sertorio si creano dissapori e cala la sua popolarit. Vengono ordini complotti contro
di lui.

72 a. C. > Peperna uccide a tradimento Sertorio

71 a. C. > Pompeo sconfigge e fa giustiziare Peperna, ed elimina le ultime resistenze.

SPARTACO

73 a. C. > scoppia una rivolta in una scuola di gladiatori a Capua.

Aderiscono schiavi e gladiatori da ogni parte di Italia, e un numero consistente di uomini liberi (espropriati,
diseredati, ecc.)
Spartaco e Crisso riescono a mettere in piedi un consistente esercito.
La rivolta si estende rapidamente in tutta l'Italia meridionale.

72 a. C. > vengono inviati i due consoli e alcuni pretori contro i ribelli, senza successo.

Gli insorti non avevano un piano unitario.


Il senato affida al pretore Crasso un comando eccezionale e un esercito.
I ribelli vengono isolati in Calabria.
Provano a fomentare una rivolta in Sicilia, ma vengono traditi dai pirati.

71 a. C. > Crasso raggiunge e sconfigge i ribelli in Lucania.


Spartaco muore in battaglia.
I superstiti fuggono verso nord, ma vengono intercettati da Pompeo in Etruria (che ritornava dalla
Spagna) e annientati.

IL CONSOLATO DI POMPEO E CRASSO (70 a. C.)


Pompeo era molto al di sotto dell'et minima e non aveva percorso le tappe del cursus honorum (questura >
edilit > pretura).
In virt del trionfo ottenuto contro la rivolta schiavile, presenta la candidatura.

70 a. C. > Pompeo viene eletto console insieme a Crasso

Smantellamento dell'ordinamento sillano


[Il console C. Aurelio Cotta (75 a. C.) aveva abolito il divieto per i tribuni della plebe di ricoprire altre cariche; i
consoli del 73 a. C. avevano ripristinato le frumentazioni a prezzo politico (lex Terentia Cassia)]
ripristino di tutti i poteri dei tribuni della plebe
elezione dei censori (dopo 15 anni) > censimento ed epurazione del senato

riforma delle quaestiones perpetuae (L. Aurelio Cotta* pretore) > le giurie sono ripartite
proporzionalmente tra senatori, cavalieri e tribuni aerarii (molto vicini ai cavalieri)
* fondamentale il processo contro Verre (propretore in Sicilia dal 73 al 71 a. C.): Cicerone aveva denunciato
il malgoverno senatorio nelle province la collusione tra governatori corrotti e giurie senatorie compiacenti.

I PIRATI

situazione endemica di conflitto


indebolimento delle strutture politiche
importanza assunta dal commercio degli schiavi
> rinvigorimento della pirateria (coste dell'Asia Minore e di Creta)
(tollerata in Oriente da Roma in quanto alimentava i traffici di schiavi verso l'Italia)
Progressivamente il trasporto delle merci diviene sempre pi difficile, rischioso e costoso
78 75 a. C. > si rafforza la presenza romana in Cilicia
74 a. C. > Marco Antonio (padre del triumviro) inviato contro i pirati con un comando speciale e la
Cilicia viene fatta provincia (come base contro la pirateria cretese)
68 65 a. C. > Q. C. Metello riconquista Creta, che diviene provincia romana

MITRIDATE
74 a. C. > muore Nicomede IV di Bitinia.
Il testamento (sospettato di falsificazione) lascia il regno in eredit a Roma permettendole il controllo
dell'accesso al Mar Nero.

Mitridate invade la Bitinia > 73 a. C.

Contro di lui Roma invia i consoli Marco Aurelio Cotta e Lucio Licinio Lucullo, che ottengono una serie di
successi.

Lucullo sgombera la Bitinia, occupa il Ponto e costringe Mitridate a rifugiarsi presso Tigrane > 71 a.
C.
Invade l'Armenia; assedia e conquista Tigranocerta (la nuova capitale) > 69 a. C.
Insegue Mitridate e Tigrane verso Artaxata > 68 a. C.
ma i suoi soldati si rifiutano di proseguire e i finanzieri (colpiti dai provvedimenti del console)
premono per la sua destituzione.
Vengono progressivamente revocati i comandi di Lucullo.
Mitridate e Tigrane riprendono le ostilit > 67 a. C.

POMPEO IN ORIENTE

67 a. C. > il tribuno della plebe Aulo Gabinio propone l'attuazione di misure drastiche contro i pirati,
attribuendo a Pompeo un imperium infinitum su tutto il Mediterraneo per tre anni.
Il senato si oppone, ma il provvedimento viene approvato.

Pompeo ripartisce il Mediterraneo in 13 settori.


Caccia rapidamente i pirati dal Mediterraneo occidentale e li costringe in Cilicia, dove li sconfigge.

66 a. C. > il tribuno della plebe C. Manilio propone l'estensione a Pompeo anche del comando della
guerra contro Mitridate.
[Cicerone, Pro lege Manilia]

Pompeo subentra a Lucullo e si allea con Fraate (re dei Parti).


Fraate tiene impegnato Tigrane.

Pompeo marcia verso il Ponto, sconfigge e caccia Mitridate, che si rifugia nell'odierna Crimea, e per non
essere catturato si fa uccidere > 63 a. C.

a Tigrane viene lasciato il regno d'Armenia fatto che scontenta i Parti


la Siria diviene provincia romana
la Palestina diviene uno stato autonomo ma tributario, aggregato alla provincia di Siria

62 a. C, > Pompeo rientra a Roma

IL CONSOLATO DI CICERONE E LA CONGIURA DI CATILINA


Grave crisi a Roma durante l'assenza di Pompeo.
Lucio Sergio Catilina
Discendente di una famiglia aristocratica decaduta, arricchitosi nel periodo delle proscrizioni.
Sostiene una costosissima campagna per ottenere il consolato nel 65 a. C., ma la sua candidatura viene
respinta per indegnit.
Prosciolto dall'accusa di concussione, si ricandida per il 63 a. C., sostenuto da Crasso.
Crasso era gi da tempo collegato con C. Giulio Cesare, vicino a Mario (in quanto popularis e suo nipote) e
a Cinna (di cui aveva sposato la figlia Cornelia).
Marco Tullio Cicerone, homo novus di Arpino e sostenitore di Pompeo, viene eletto console per il 63 a. C.

Catilina si impegna in un programma elettorale per il consolato del 62 a. C. (basato sulla


cancellazione dei debiti > novae tabulae) ma fu abbandonato da Crasso e Cesare.
Esce di nuovo sconfitto alle elezioni e mette mano a una cospirazione volta a sopprimere i consoli e
a impadronirsi della citt attraverso il terrore.
Concentra in Etruria un esercito composto in gran parte da veterani di Silla.

Cicerone scopre la congiura.


Catilina costretto ad allontanarsi da Roma e a raggiungere le bande armate a Fiesole.

Cicerone ottiene le prove scritte della congiura e fa arrestare 5 dei capi.

Il senato, spinto da Marco Porcio Catone (l'Uticense), si pronuncia per la pena di morte.
Cicerone procede a far giustiziare i condannati.
Nei pressi di Pistoia, Catilina si scontra con un esercito consolare e muore in battaglia.

EGITTO, CIPRO E CIRENAICA


I tre nuclei principali del regno tolemaico
Dal II sec. a. C. hanno visto fasi in cui erano uniti sotto un unico sovrano ed altre in cui erano retti da sovrani
diversi.
I Romani erano da sempre stati chiamati quali garanti del trono. Molti testamenti (l'autenticit dei quali
spesso sospetta) legavano il regno o alcune sue parti a Roma.
96 a. C.
viene lasciata a Roma la Cirenaica
tra 89 e 87 a. C.
Tolemeo X Alessandro I (in lotta col fratello Tolemeo IX Soter II) lega per testamento l'Egitto ai Romani.
80 a. C.

rimangono solo i due figli di Tolemeo IX.


Gli Alessandrini proclamano il maggiore (Tolemeo XII Aulete) re d'Egitto e il minore (Tolemeo) re di Cipro.
Roma si rifiuta di riconoscere l'Aulete tra gli alleati nonostante i suoi numerosi tentativi (ci riuscir solo nel 59
a. C. con Cesare)
64 63 a. C.
dopo gli interventi di Pompeo in Siria e Palestina, riemerge a Roma il problema egiziano.

63 a. C. > una legge agraria proposta dal tribuno P. Servilio Rullo include anche l'Egitto in un vasto
programma di assegnazioni fondiarie.
Fu combattuta da Cicerone che riusc a farla bloccare

58 a. C. > rivendicazioni di Roma su Cipro e conseguente annessione.


Tolemeo Aulete viene cacciato da una sollevazione in Egitto e si rifugia a Roma presso Pompeo.
Qualche anno dopo (55 a. C.) viene riportato in patria, accusato di corruzione dal governatore di
Siria (ex-tribuno) Aulo Gabinio.

Dal primo triumvirato alle idi di marzo

IL RITORNO DI POMPEO E IL PRIMO TRIUMVIRATO


62 a. C. > Pompeo sbarca a Brindisi
Smobilita immediatamente il suo esercito, ma non ottiene dal senato (per via dell'opposizione dei suoi
avversari: i Metelli, Lucullo e Catone) la ratifica degli assetti territoriali decisi in Oriente e le concessioni di
terre ai suoi veterani.
60 a. C. > accordo (privato e segreto) con Crasso e Cesare > primo triumvirato
Cesare doveva essere eletto console per il 59 a. C. e doveva varare una legge agraria per sistemare i
veterani di Pompeo; Crasso avrebbe ottenuto vantaggi per i cavalieri e gli appaltatori a lui legati.

CESARE CONSOLE (59 a. C.)

Fa votare due leggi agrarie: una per la distribuzione di terre ai veterani di Pompeo; l'altra,
successiva, per l'assegnazione di fondi (agro campano) a cittadini nullatenenti
Vengono ratificate le decisioni prese da Pompeo in Oriente
Lex Iulia de repetundis per l'ampliamento e il miglioramento della legislazione sillana in materia di
concussione

Il tribuno della plebe Publio Vatinio fa votare un provvedimento che attribuisce a Cesare il proconsolato
della Gallia Cisalpina e dell'Illirico per 5 anni
Pompeo propone l'aggiunta dell'assegnazione della Gallia Narbonese (il cui governo si era da poco reso
vacante)

IL TRIBUNATO DI CLODIO (58 a. C.)


Ex patrizio, coinvolto in uno scandalo nel 62 a. C., fattosi adottare da una famiglia plebea.
Cesare, Pompeo e Crasso ne appoggiano la candidatura al tribunato della plebe.
Una volta eletto, Publio Clodio Pulcro fece approvare una serie di leggi:

limitazione del potere censorio di espellere membri del senato (per farlo, erano necessarie la
concordia di entrambi i censori e la possibilit per gli accusati di difendersi)

legalizzazione dei collegia (associazioni private religiose e di mutuo soccorso, soppresse dal senato
perch ritenute pericoloso strumento di mobilitazione delle masse urbane)
[Clodio ne fece prima dei gruppi di pressione, poi delle bande armate al suo servizio]

le frumentazioni diventano gratuite per i cittadini residenti a Roma


[con conseguenti immigrazioni nella citt e incremento delle liberazioni di schiavi]

condanna all'esilio per chiunque avesse condannato a morte un cittadino senza avergli concesso di
appellarsi al popolo.
Cicerone (che era il bersaglio di tale provvedimento) si allontan da Roma prima ancora della sua
votazione

Catone fu fatto allontanare per risolvere la questione di Cipro


[Tolemeo si suicida e Cipro viene unita alla provincia di Cilicia]

CESARE IN GALLIA
58 a. C. > Gallia Narbonese
Cesare attacca e sconfigge gli Elvezi a Bibracte
Interviene in aiuto agli Edui, minacciati dagli Svevi di Ariovisto (chiamati a loro volta dai Sequani, in lotta con
gli Edui).
Inizialmente li induce a ritirarsi al di l del Reno e fa di Ariovisto un re amico.
Poi, in seguito a nuove migrazioni, lo affronta e lo sconfigge nell'Alsazia superiore (odierna Mulhouse).
Cesare ritorna poi nella Cisalpina, lasciando per truppe nel territorio dei Sequani.
57 a. C. > Gallia Cisalpina
La presenza dei Romani suscita a nord la reazione dei Belgi, che tentano di Cacciarli dalla Gallia.
Cesare li sconfigge e li sottomette insieme ai Nervii (stanziati pi a nord).
Nel frattempo P. Licinio Crasso (figlio del triumviro) sottomette diverse trib della Normandia e della
Bretagna.
Alla fine dell'anno, comunica al senato la pacificazione della Gallia (anche se non aveva nemmeno
attraversato la parte centro-occidentale della regione) a fa ritorno a Roma.

GLI ACCORDI DI LUCCA


Dopo la fine del tribunato, Clodio continua a sfruttare le sue bande come strumento di pressione. Viene
fronteggiato allo stesso modo da Tito Annio Milone (tribuno della plebe).
Gli avversari di Clodio si avvicinano a Milone per far rimpatriare Cicerone; vengono appoggiati da Pompeo.

57 a. C. > Cicerone pu ritornare a Roma

I consoli, appoggiati da Cicerone, affidano a Pompeo l'incarico, con poteri straordinari per 5 anni, di
provvedere all'approvvigionamento della citt (cura annonae).
Pompeo accetta e svolge efficacemente il compito, acquistando popolarit.
Intanto, contro Cesare, si chiedeva la revoca della legge sull'agro campano e del suo proconsolato in Gallia.
aprile 56 a. C. > accordi tra Cesare, Pompeo e Crasso a Lucca
proroga di altri 5 anni del proconsolato di Cesare in Gallia (con aumento delle legioni a sua
disposizione)
elezione al consolato di Pompeo e Crasso per il 55 a. C.
assegnazione, dopo il consolato, delle Spagne a Pompeo e della Siria a Crasso
Tutto si svolse come programmato.

LA PROSECUZIONE DELLA CONQUISTA DELLA GALLIA


56 a. C. > Bretagna
Tornato in Gallia, Cesare trova la regione in aperta rivolta.
Con l'aiuto di Decimo Bruto, riesce a domare la rivolta e a sottomettere gli insorti.
55 a. C. > fronte del Reno
Scorrerie di Usipeti e Tencteri nel territorio dei Treviri (riva sinistra). Cesare li annienta e compie una
spedizione intimidatoria nella riva destra.
Incursione esplorativa in Britannia.
54 a. C. > Britannia
Campagna militare fino al Tamigi e sottomissione di molte trib della costa.

53 a. C. > Gallia settentrionale


Repressione di rivolte scoppiate nelle regioni del nord. Secondo passaggio del Reno.
52 a. C. > Gallia centro-occidentale
Crisi guidata da Vercingetorige (re degli Averni). Dopo lo sterminio dei Romani e degli Italici residenti a
Cenabum (Orleans), la rivolta si estende rapidamente.
Cesare assedia Gergovia ma viene respinto.
Si dirige a nord per congiungersi con le truppe del legato Tito Labieno.
Riunitisi, inseguono Vercingetorige, che rifiuta la battaglia campale e si chiude ad Alesia.
Dopo un durissimo scontro, Alesia capitola; Vercingetorige si arrende e viene inviato prigioniero a Roma .
51 a. C.
Vengono spezzate le ultime resistenze.
Senza attendere le istruzioni del senato, Cesare procede all'ordinamento della nuova provincia della Gallia
Comata.

CRASSO E I PARTI
54 a. C. > Crasso giunge in Siria
Lotta dinastica nel regno dei Parti tra i figli del re Fraate dopo la sua morte.
Orode II diviene re.
Crasso si schiera con il fratello rivale Mitridate; varca l'Eufrate e si spinge in Mesopotamia.
53 a. C.
Anzich invadere il paese da nord, Crasso si mette in marcia attraverso le steppe della Mesopotamia.
L'esercito entra in contatto con i Parti in una pianura nei pressi di Carre e viene travolto.
Il figlio di Crasso (mandato da Cesare) cade in battaglia.
Crasso viene preso e ucciso mentre si ritirava.

POMPEO CONSOLE UNICO


Mentre Crasso era partito per la Siria, Pompeo era rimasto presso Roma e amministrava le Spagne tramite
luogotenenti.

54 a. C. > muore Giulia, sorella di Cesare e moglie di Pompeo. Pompeo sposa Cornelia, vedova del
figlio di Crasso
53 a. C. > muore Crasso

Pompeo comincia ad accostarsi alla fazione ottimate anticesariana.


53 a. C.
non si riesce a eleggere i consoli, e viene proposto (senza successo) > Pompeo dittatore
52 a. C.
scontri sulla via Appia tra le bande di Clodio (candidato alla pretura) e di Milone (candidato al consolato)
Clodio viene ucciso
Pompeo viene nominato console sine collega
Milone viene condannato

LA GUERRA CIVILE TRA CESARE E POMPEO


Cominciano le discussioni intorno alla fine del mandato di Cesare in Gallia: il 49 a. C. secondo Cesare, il
50 a. C. secondo i suoi avversari.

Cesare deve rivestire di nuovo il consolato congiungendolo senza interruzioni al proconsolato, ma


deve candidarsi essendo assente da Roma: pu farlo grazie a una legge ad personam votata dai 10
tribuni della plebe.
Pompeo propone un provvedimento che prescrive un intervallo di 5 tra una magistratura e una
promagistratura.
Si fa per prorogare il proconsolato in Spagna fino al 47 a. C. con diritto di restare a Roma.
Gli viene dunque associato un collega al consolato.

Comincia una vera e propria lotta di espedienti tra Cesare e i suoi avversari in merito al termine dei suoi
poteri.

50 a. C. > il tribuno C. Scribonio Curione sostiene la necessit, per uscire dalla crisi, della
contemporanea abolizione dei comandi straordinari sia di Cesare che di Pompeo.
La grandissima maggioranza del senato si pronuncia a favore.

49 a. C. > Cesare scrive da Ravenna al senato: si dichiara pronto a deporre il comando a patto che
lo faccia anche Pompeo.
Gli viene per ingiunto (per opera dei suoi avversari) di porre fine unilateralmente alla sua carica. Due
tribuni, tra cui Marco Antonio, minacciano il veto; vengono espulsi, e tramite un senatus consultum ultimum
viene affidato ai consoli e a Pompeo il compito di difendere lo Stato.
Vengono nominati i successori al governo delle province di Cesare.

Appresa la notizia, Cesare varca in armi il Rubicone > GUERRA CIVILE

Pompeo (con i consoli e molti senatori) fugge a Brindisi per imbarcarsi verso l'Oriente.
Si stabilisce in Grecia e riesce a bloccare i rifornimenti per l'Italia.
Cesare non arriva in tempo per fermarlo.
Sosta brevemente a Roma. Poi raggiunge le sue truppe in Gallia e va ad affrontare i pompeiani in Spagna >
vittoria presso Ilerda.
Ritornato a Roma,
ricopre la carica (attribuitagli dal pretore M. Emilio Lepido) di dictator comitiorum habendorum
causa
I comizi lo eleggono console per il 48 a. C.
48 a. C.
Cesare riesce a traghettare 7 legioni e assedia Durazzo.
Viene respinto, e avanza verso la Tessaglia inseguito da Pompeo.

Battaglia campale a Farsalo > agosto del 48 a. C.

Pompeo fugge in Egitto (dove era in corso una lotta dinastica tra i fratelli Tolomeo XIII e Cleopatra VII), ma
ritenendo pericolosa la sua presenza, i consiglieri reali lo fanno uccidere.
48 47 a. C.
Cesare rimane in Egitto per assicurarsi l'appoggio del regno.
Da Roma lo nominano dittatore per 1 anno.
47 a. C.
fulminea campagna di Cesare contro Farnace (figlio di Mitridate) nel Ponto
Cesare ritorna per breve tempo a Roma.
Viene eletto al suo terzo consolato per il 46 a. C.
Poi riparte per l'Africa, dove si erano rifugiati e riorganizzati i pompeiani (appoggiati da Giuba, re di
Numidia).
46 a. C.

battaglia risolutiva a Tapso (Tunisia)

Suicidio di Giuba > deduzione della provincia di Africa nova.


Cesare riparte per la Spagna.
Gli viene conferita la dittatura rei publicae constituendae per 10 anni.
45 a. C.
I pompeiani vengono distrutti a Munda. Solo Sesto Pompeo riesce a fuggire.

CESARE DITTATORE PERPETUO

45 a. C. > quarto consolato di Cesare


44 a. C. > quinto consolato e (da febbraio) dittatura a vita

Dopo Tapso, gli erano state attribuite la tribunicia potestas e il titolo di imperator (= detentore dell'imperium) a
vita.
Gi dal 49 a. C. aveva messo mano a un vastissimo programma di riforme (personalmente o tramite suoi
fautori):

concessione del perdono ai suoi avversari

facilitazioni per i debitori

estensione della cittadinanza fino alla Transpadana


Tra 46 e 44 a. C.:

incremento del numero dei senatori fino a 900 (con l'ingresso di cesariani ed elementi provenienti da
tutte le regioni dell'impero)

questori da 20 a 40

edili da 4 a 6

pretori da 8 a 16

leggi suntuarie

introduzione di sanzioni pi severe contro le malversazioni

vasto programma di colonizzazione e distribuzione di terre a veterani e meno abbienti

frumentazioni gratuite

ristrutturazione urbanistica ed edilizia

riforma del calendario civile

LE IDI DI MARZO

Aumentano la preoccupazione e l'ostilit anche tra gli stessi seguaci di Cesare.


Cesare aveva in programma una campagna partica da intraprendere nella seconda met di marzo.
I sospetti della sua aspirazione monarchica sfociano in una congiura.

Alle idi di marzo del 44 a. C., Cesare viene ucciso nella curia di Pompeo.

Agonia della repubblica

L'EREDITA' DI CESARE
I cesaricidi non avevano un programma che andasse al di l dell'assassinio di Cesare. Si ritirarono sul
Campidoglio per decidere il da farsi.
I cesariani, tra cui Marco Antonio e Lepido cominciano da subito a riorganizzarsi.

Antonio (console insieme a P. Cornelio Dolabella) propone una politica di compromesso, ratificata
dal senato: l'amnistia per i congiurati e la convalida degli atti di Cesare.
Si impegna a portare avanti i progetti di legge del dittatore.

I cesaricidi preferiscono mettersi in salvo e abbandonano Roma.

Dal testamento, risulta che Cesare aveva lasciato come erede il pronipote e figlio adottivo
C. Ottavio (che avrebbe dovuto accompagnarlo nella campagna partica in qualit di magister
equitum, e che lo stava aspettando in Illiria, ad Apollonia), il quale si reca subito a Roma e reclama
l'eredit.
Fu subito appoggiato dai cesariani pi accesi e dai veterani; il senato invece vede in lui un mezzo
per arginare lo strapotere di Antonio.

Antonio si era fatto assegnare per 5 anni, dallo scadere del consolato, la Macedonia, la Gallia Cisalpina e la
Gallia Comata.
La Gallia Cisalpina era per originariamente destinata a Decimo Bruto, il quale rifiuta di cedergliela e si
rinchiude a Modena, assediato da Antonio

43 a. C. > GUERRA DI MODENA

Cicerone attacca Antonio (Philippicae).


Il senato invia i consoli Aulo Irzio e C. Vibio Pansa, insieme a C. Ottavio con imperium propretorio, in
soccorso a D. Bruto.
I consoli muoiono ma Antonio sconfitto e si ritira nella Narbonese per congiungersi a Lepido.

IL TRIUMVIRATO COSTITUENTE
Ottavio chiede il consolato; al rifiuto del senato, marcia su Roma.
Viene eletto console nell'agosto 43 a. C. insieme al coerede Quinto Pedio.
> revoca di tutte le misure di amnistia e istituzione di un tribunale speciale per perseguire i cesaricidi
Antonio e Lepido si congiungono con altri governatori della Gallia e della Spagna.
Decimo Bruto, abbandonato dai soldati, rimane ucciso.
C. Ottavio assume il nome del padre adottivo > C. Giulio Cesare Ottaviano
ottobre 43 a. C. > incontro tra Antonio, Ottaviano e Lepido
> triumvirato rei publicae constituendae
(sancito dalla lex Titia, votata dai comizi tributi)
[diritto (per 5 anni) di convocare il senato e il popolo, di promulgare editti e di designare i candidati
alle magistrature]

Antonio > Gallia Cisalpina e Gallia Comata


Lepido > Gallia Narbonese e Spagna
Ottaviano > Africa, Sicilia, Sardegna e Corsica
(minacciate da Sesto Pompeo, sopravvissuto alla guerra civile in Spagna, a cui il
senato aveva affidato il comando delle forze navali dopo la guerra di Modena)

reintroduzione delle liste di proscrizione

I cesaricidi Bruto e Cassio avevano costruito una solida base di potere in Oriente e avevano raccolto un
potente esercito.
Ottaviano e Antonio partono per la Grecia.

ottobre 42 a. C. > scontro decisivo a Filippi (Macedonia)

L'opposizione senatoria pi conservatrice ormai decimata.


Subentra una nuova aristocrazia > membri delle classi dirigenti municipali italiche e persone di fiducia dei
triumviri inclini quindi a rapporti di dipendenza politica e personale.

Antonio aggiunge ai suoi comandi quello su tutto l'Oriente > piano di conquista del regno partico
a Lepido assegnata l'Africa
Ottaviano ottiene le Spagne e il compito di sistemare i veterani

Non essendo rimasto pi agro pubblico da assegnare, Ottaviano deve espropriare alcuni terreni.
Le proteste di piccoli e medi proprietari sfociano in aperta rivolta, sfruttata da Fulvia (vedova di Clodio e
moglie di Antonio) e da Lucio Antonio (fratello di Antonio).
Gli insorti si chiudono a Perugia, assediata, espugnata e saccheggiata.

41 a. C. > GUERRA DI PERUGIA

Dopo la morte del legato di Antonio, Ottaviano si appropria delle Gallie.


Temendo un'alleanza tra Antonio e Sesto Pompeo, sposa Scribonia, sorella del suocero di Sesto Pompeo, al
quale quindi Ottaviano si avvicina.
Antonio ritorna in Italia

ottobre 40 a. C. > accordi di Brindisi


Ad Antonio viene assegnato l'Oriente, ad Ottaviano l'Occidente
(l'Africa rimane a Lepido).
Antonio, vedovo di Fulvia, sposa Ottavia, sorella di Ottaviano.
Sesto Pompeo, non essendo stato preso in considerazione a Brindisi, riprende il blocco delle forniture di
grano a Roma.

39 a. C. > accordo di Miseno (Grecia)


Ottaviano riconosce a S. Pompeo il governo di Sicilia, Sardegna e Corsica.
Antonio aggiunge il Peloponneso.
S. Pompeo ottiene la designazione per un futuro consolato e l'amnistia per gli esuli.

38 a. C. > Antonio non consegna il Peloponneso e S. Pompeo riprende le scorrerie


contro l'Italia.
Ottaviano ripudia Scribonia e sposa Livia Drusilla (gi madre di Tiberio e incinta di Druso).
Un luogotenente di S. Pompeo consegna Sardegna e Corsica a Ottaviano.

Lotta tra Ottaviano e S. Pompeo per il possesso della Sicilia

Ottaviano sconfitto e chiede l'aiuto di Antonio > accordo di Taranto 37 a. C.


> rinnovamento per altri 5 anni del triumvirato

37 a. C. > consolato di M. Vipsanio Agrippa (amico di Ottaviano)

36 a. C.
Agrippa sconfigge in mare S. Pompeo a Milazzo e Nauloco
S. Pompeo fugge in Oriente e viene ucciso l'anno successivo.
Lepido rivendica il possesso della Sicilia, ma viene abbandonato dalle sue truppe; Ottaviano dichiara
decaduti i suoi poteri di triumviro (ma gli lascia il pontificato massimo) e si impossessa dell'Africa.

ritornato a Roma, Ottaviano riceve la sacrosanctitas (propria dei tribuni della plebe)

35 34 a. C.
campagne di Ottaviano e Agrippa in Pannonia e Dalmazia contro gli Illiri

ANTONIO IN ORIENTE
Alleanza con l'Egitto (relazione con Cleopatra > inverno 41 40 a. C.)

40 a. C. > i Parti invadono la Siria, sconfiggono i governatori antoniani e dilagano in Asia Minore e in
Giudea.
Antonio deve per ritornare in Italia per via delle conseguenze della guerra di Perugia.
Dopo gli accordi di Brindisi e il matrimonio con Ottavia (39 a. C.) parte per Atene.

39 38 a. C. > successi del generale antoniano P. Ventidio Basso contro i Parti

37 a. C. > crisi dinastica in Partia


Antonio deve per recarsi a Taranto per il rinnovo del triumvirato.
Dopo gli accordi pu ritornare in Oriente, in cui procede con alcuni assestamenti territoriali.
serie di alleanze con i regni orientali
assegnazione di territori che erano stati romani all'Egitto
[elementi a sostegno della campagna diffamatoria portata avanti da Ottaviano]

36 a. C. > avvio della spedizione partica di Antonio.


Invade il territorio e assedia la capitale Fraata, ma viene respinto.

L'anno successivo (35 a. C.) trascorre nei preparativi per una nuova spedizione* invasione della Partia e
dell'Armenia (34 a. C.).
*Ottaviano non rispetta gli impegni presi a Taranto e lancia una provocazione ad Antonio, che ripudiando
Ottavia, offre ad Ottaviano l'occasione di ribaltare la questione.
Avviene quindi la rottura definitiva.

34 a. C. > conquista dell'Armenia

LO SCONTRO FINALE

32 a. C. > Cn. Domizio Enobarbo e C. Sosio chiedono la ratifica delle decisioni prese da Antonio in
Oriente.
Ottaviano impedisce al senato l'approvazione.
Dopo il ripudio ufficiale di Ottavia e la vicenda del testamento, Ottaviano ottiene che Antonio venga
privato di tutti i suoi poteri, presentandosi come il difensore di Roma contro la regina d'Egitto
contro cui viene formalizzata la dichiarazione di guerra.
L'Italia e le province occidentali gli giurano fedelt.

31 a. C. > battaglia navale di Azio, vinta da Agrippa per Ottaviano

30 a. C. > presa di Alessandria