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Osteointegrazione

01-1

Osteointegrazione
Contatto che interviene senza interposizione di tessuto non osseo tra osso
normale rimodellato e un impianto in grado di sostenere e accogliere il
trasferimento e la distribuzione di un carico dell'impianto fino ed entro il
tessuto osseo (by Branemark)
Teoria opposta alla fibro-osseo integrazione (by Charles Weiss)

01-2

Effetto del tipo di metallo


sullosteointegrazione
Esistono evidenze ed accettato il fatto che il titanio il metallo che
meno ostacola i processi di osteointegrazione
Le leghe di titanio (Ti6Al4V, Ti6Al7Nb, Ti6Al2.5Fe) hanno un
comportamento inferiore dal punto di vista dellosteointegrazione
rispetto al titanio puro, ma che comunque considerato migliore
rispetto alle leghe di cobalto e agli acciai inossidabili

01-3

Trattamenti superficiali
per migliorare losteointegrazione
Per migliorare i processi di fissazione/osteointegrazione delle
protesi si pu ricorrere a:
irruvidimento mediante:
microsfere metalliche
filamenti metallici
titanio rugoso plasma spray
sabbiatura
attacco chimico
rivestimenti di bioceramici
idrossiapatite
biovetri
spugne metalliche a bassa rigidezza
01-4

Microsfere sinterizzate
Mediante tecniche di sinterizzazione
possibile depositare sulla superficie
metallica delle microsfere (uno o pi
strati) che determinano macroporosit
(alcune centinaiadim) allinterno
delle quali possono crescere le trabecole
ossee

01-5

Microsfere sinterizzate
La maggior interconnessione osso/impianto non si
dimostrata per utile a migliorare losteointegrazione, in
quanto gli sforzi che agiscono sono essenzialmente di
taglio e compressione
La presenza di microsfere sinterizzate sulla superficie
dello stelo protesico determina un drastico decadimento
della resistenza a fatica (per la lega Ti6Al4V da pi di
600 a circa 400 MPa)
Difficolt di estrazione possono sorgere in fase di
eventuale intervento di revisione della protesi

01-6

Microsfere sinterizzate
Sotto forze di TAGLIO la sollecitazione interessa solo il
primo strato di sfere (la situazione analoga a quella che
si verifica con finitura adeguatamente rugosa)
Sotto forze di COMPRESSIONE si ha ancora taglio, in
quanto losso compresso si espande in direzione
perpendicolare (coefficiente di Poisson), determinando
sollecitazioni di taglio
Solo sotto forze di TRAZIONE una struttura macroporosa
a pi strati aumenta ladesione osso/impianto
Forze di trazione si hanno tuttavia solo in zona 3 (polo)
delle coppe acetabolari e nei componenti tibiali delle
protesi di ginocchio
01-7

Filamenti legati per diffusione


Filamenti metallici possono essere
connessi alle superfici protesiche
mediante trettamenti di diffusione allo
stato solido (diffusion bonding)
ottenendo superfici macroporose con
ampi vuoti
Il trattamento limita gli effetti negativi
sulla resistenza a fatica delle microsfere
Tuttavia la presenza di ampi spazi vuoti
facilita la diffusione di particelle di
usura, non ostacolando fenomeni di
osteolisi distale
01-8

Diffusione allo stato solido


Tempo = 0

Tempo =
01-9

Plasma Spray

01-10

Plasma Spray
La tecnologia plasma spray consente di produrre
rivestimenti densi o porosi di materiali ceramici o
metallici partendo da polveri
Polveri metalliche o ceramiche sono fatte passare
attraverso un gas ad alta temperatura ionizzato in fase
plasma
Allinterno della torcia il gas ionizzato pu raggiungere
temperature altissime (fino a 20000C)

01-11

Plasma Spray
Un arco elettrico generato tra un anodo e un catodo ionizza un
flusso gas (gas plasmogeno, generalmente Ar e/o H2)
Le polveri sono introdotte nel flusso di gas da un carrier gas (Ar
o He). Durante la permanenza con il plasma, le polveri fondono
parzialmente e colpiscono il substrato da rivestire ad alta velocit
powder

x
z

y
powder
01-12

Plasma Spray
I vantaggi della tecnica di rivestimento plasma spray sono:
Possibilit di ottenere rivestimenti di differenti
spessori (da pochi m ad alcuni mm)
Possibilit di produrre rivestimenti densi o porosi
agendo sui parametri di processo (temperatura del
plasma, pressione della camera, granulometria e
dimensione delle polveri, ...)
La temperatura del substrato pu essere controllata e
limitata
01-13

Tecniche tradizionali di ottenimento


dei depositi di HA

Plasma Spray

polvere

I depositi di HA vengono
normalmente realizzati con
tecniche plasma spray in aria
(APS) e in vuoto (VPS), ed
hanno spessori variabili tra 50 e
150 m

polvere
y

01-14

Plasma Spray in vuoto (VPS)


Con la tecnologia Vacuum Plasma Spray (VPS) il
processo avviene in una atmosfera controllata in
composizione e in pressione

VPS

Vuoto o atmosfera controllata

x
z
y

01-15

Plasma Spray
APS generalmente utilizzato per composti gi ossidati
o che non devono reagire con i gas atmosferici (N2, O2)
VPS indicato per polveri che reagiscono con ossigeno
e azoto (tipicamente metalli)

01-16

Plasma Spray
Entrambe le tecniche sono utilizzate in campo ortopedico:
APS pu essere utilizzata per rivestire substrati
metallici con HA
VPS preferibile per rivestire con specie che si
ossidano e reagiscono con O2 e N2 (tipicamente
polveri di titanio metallico)

01-17

VPS vs. APS


La tecnica VPS consente dei vantaggi rispetto lAPS:
Possibilit di depositare metalli reattivi con ossigeno e
azoto (es., Ti)
Depositi pi aderenti e resistenti (nel VPS la polvere
impatta sul substrato a maggiore velocit perch non
c laria a frenare)
Depositi a maggiore densit
Maggiore controllo per eventuali contaminazioni (il
processo avviene allinterno di una camera
ermeticamente isolata)
01-18

VPS vs. APS


Gli svantaggi della tecnica in vuoto sono:
Costi di impianto e operativi pi alti
Le polveri devono avere dimensioni e forma pi
controllate
Parametri di processo pi critici

01-19

Titanio rugoso plasma spray


Grazie alla deposizione plasma spray
(in vuoto) di polvere di titanio,
possibile ottenere una superficie
caratterizzata dai seguenti vantaggi:
- interfaccia di osteointegrazione
costituita da titanio puro (depositato)
- rugosit elevata (soprattutto a T
relativamente bassa della polvere) in
grado di garantire buon ancoraggio
sotto forze di taglio e compressione
- possibilit di sovrapporre un ulteriore
film sottile di HA
01-20

Titanio rugoso plasma spray


Gli svantaggi sono:
- superficie pi delicata da maneggiare (problemi di lavaggio e
decontaminazione)
- possibilit di distacco di particelle (soprattutto per rivestimenti
molto porosi, ottenuti a temperature piuttosto basse nel processo
plasma spray di deposizione)

Rivestimento VPS innovativo di titanio


rugoso ad alta aderenza e porosit

01-21

Rivestimenti osteoconduttori di HA
Per la realizzazione di protesi non cementate, ampia diffusione
trova oggi luso di rivestimenti osteoconduttori di idrossiapatite
(HA), un fosfato di calcio di tipo Ca10(PO4)6OH2, che ha la stessa
composizione della parte minerale dellosso

01-22

Plasma Spray di HA
La deposizione di HA pu essere effettuata con la tecnica
APS (lHA un materiale ceramico che non reagisce con
lossigeno ad alta temperatura)
Tuttavia ladesione del rivestimento di HA al substrato
(protesi di lega di titanio Ti6Al4V) influenzata dalla
tecnica di deposizione
La solidificazione della polvere nel processo VPS avviene
pi lentamente, e consente di ottenere un deposito pi
cristallino

01-23

Depositi di HA: adesione


Ladesione del deposito di HA al substrato un aspetto fondamentale
Ladesione dei depositi plasma spray di HA al substrato metallico sostanzialmente
di tipo meccanico: il substrato deve preventivamente essere irruvidito (mediante
sabbiatura).
HA

Substrato (stelo o metal back) di Ti6Al4V


Oggi sono molto diffusi i doppi rivestimenti (titanio rugoso + HA)

01-24

Depositi di HA: adesione


Le componenti protesiche allinterfaccia con losso sono
sollecitate anche con sforzi di taglio

Lentit delladesione tra rivestimento e substrato (oltre che


tra rivestimento e osso) fondamentale, e, entro certi limiti,
pu essere controllata (ottimizzata)
01-25

Depositi di HA: cristallinit


La cristallinit della polvere di HA prima del processo di
deposizione pari quasi al 100%
Dopo la deposizione pu raggiungere valori molto bassi (fino al
35%)
Una struttura di HA pi cristallina poco solubile e meno
riassorbibile dal sistema biologico
Una struttura di HA pi amorfa riassorbita pi velocemente

Idealmente, la velocit di dissoluzione della HA dovrebbe


coincidere con la velocit di rigenerazione dei tessuti ossei
01-26

Depositi di HA: cristallinit


Esistono tecniche per valutare la percentuale di fase cristallina rispetto
alla fase amorfa (XRD, diffrazione di raggi X)
Analizzando lo spettro di diffrazione, pu essere valutata (calcolata) la
percentuale di cristallinit

HA ad alta cristallinit

I/I0
HA a bassa cristallinit

d
01-27

Depositi di HA: cristallinit


-Tricalciofosfato
Deposito APS
a bassa cristallinit
Deposito VPS
ad alta cristallinit

I/Io

Polvere di HA
20
2

45
01-28

Depositi di HA: cristallinit


Con la tecnica VPS possibile ottenere depositi con maggior adesione
di quelli ottenibili con tecnica APS
Dopo la deposizione plasma spray la cristallinit dei depositi pu
essere corretta mediante trattamenti termici
-Tricalciofosfato

Tetracalciofosfato

Con trattamento termico


I/Io
Deposito VPS di bassa cristallinit
senza trattamento termico
20

45
2
01-29

Depositi di HA: adesione e dissoluzione


Adesione
I rischi maggiori dei rivestimenti
in idrossiapatite riguardano la
delaminazione e granulazione dei
rivestimenti, e la dissoluzione
(troppo veloce o troppo lenta)

Delaminazione
Cristallinit
Dissoluzione

01-30

Caratteristiche dei depositi di HA


A seconda delle condizioni di
deposizione, si ottengono depositi con
differente struttura, cristallinit e
adesione
Dopo la deposizione plasma spray i
depositi possono essere sottoposti a
trattamenti termici

01-31

Struttura e cristallinit
in funzione del trattamento termico
-Tricalciofosfato

Tetracalciofosfato

Con trattamento termico


I/Io
Deposito APS di bassa cristallinit
senza trattamento termico
20

45
01-32

Adesione in funzione di APS/VPS,


cristallinit e trattamento termico
Con la tecnica VPS possibile ottenere depositi pi cristallini e con
maggior adesione di quelli ottenibili con tecnica APS
Tanto maggiore la cristallinit, tanto minore ladesione del deposito
al substrato
Trattamenti termici a temperatura intermedia aumentano la cristallinit
(formazione di tetracalciofosfato), ma non migliorano ladesione

01-33

Riassorbimento dei depositi di HA


I depositi di bassa cristallinit (pi aderenti) vengono riassorbiti pi
velocemente
I depositi di alta cristallinit (meno aderenti) vengono riassorbiti pi
lentamente
Nei depositi ad alta cristallinit i singoli grani risultano solo
parzialmente fusi e meno cristallini in superficie rispetto al cuore: ci
pu favorire il distacco di particelle dal deposito
Singolo grano di HA prima
del plasma spray: la cristallinit
risulta massima e omogenea

Singolo grano di HA dopo


plasma spray: la fusione
riguarda prevalentemente
la parte superficiale ora
pi amorfa e solubile
01-34

Problematiche dei depositi massivi di HA


Nel lungo periodo si possono verificare fenomeni di granulazione
del deposito, perdita di particelle nei tessuti che, nel caso di
rivestimenti ad elevata cristallinit e quindi a lenta dissoluzione,
potrebbero determinare reazioni infiammatorie
Alcune espianti nel settore ortopedico relativi alla prima
generazione di impianti rivestiti con HA, sembrano evidenziare
alcuni problemi nel lungo periodo

Tuttavia i rivestimenti di HA attuali costituiscono ancora


oggi il gold standard per la realizzazione di impianti
ortopedici osteointegrati

01-35

Biovetri
I biovetri sono vetri inorganici con varia composizione contenenti Si, Na,
Ca e P, che vengono riassorbiti in tempi pi o meno rapidi e creano
condizioni chimiche locali che favoriscono i processi di osteointegrazione
Rivestimenti di biovetro possono essere ottenuti mediante plasma spray
La sperimentazione clinica di rivestimenti in biovetro piuttosto limitata:
anche se la ricerca sui biovetri risale a venti anni fa, i rivestimenti per
protesi osteointegrate oggi applicati nella clinica sono rari
Nuove formulazioni e forme di biovetri sono ancora oggi studiati per
realizzare biomateriali per il riempimento di lacune ossee

01-36

Biovetri
I biovetri si basano su miscele
Na2O-CaO-P2O5-SiO2 in intervalli
definiti di composizione
Sono progettati in modo da
provocare reazioni superficiali
controllate con i tessuti biologici
(legame chimico)

A = legame
B = reattivit troppo bassa, non legame
C = reattivit troppo elevata, non legame
D = non si forma un vetro, non legame

01-37

Biovetri
Nei pori (3-30 m) che si producono a seguito della formazione di un gel
attivo a base di silice sulla superficie dellimpianto si nucleano cristalli di
idrossiapatite
Lattivit superficiale critica nei confronti dellosso stata verificata anche
nei tessuti molli (muscolo o altri), senza reazioni tossiche
Anche se si producono particelle di granulazione o degradazione, queste
vengono rapidamente metabolizzate senza effetti collaterali (detriti duri che
potrebbero avere implicazioni con larticolazione protesica)

01-38

Spugne metalliche a bassa rigidezza


Si parte da un precursore polimerico reticolato, con dimensione dei
pori paragonabile a quella delle trabecole ossee, che viene vetrificato
ad alta temperatura
Osso trabecolare

Precursore polimerico vetrificato

01-39

Spugne metalliche a bassa rigidezza


Sul precursore vetrificato
viene depositato mediante
tecnica Physical Vapor
Deposition (PVD) uno
strato di 40-50 m di
tantalio
Si ottiene in questo modo
una spugna di tantalio
caratterizzata da un volume
dei pori del 75-80%
01-40

Spugne metalliche a bassa rigidezza


E Rcompressione
(GPa) (MPa)
osso corticale
15 130-150
osso trabecolare
0,1
10-50
spugna di tantalio
3
50-80
titanio massivo
110
450

01-41

Spugne metalliche a bassa rigidezza


Comportamento in
vivo:
buona
interconnessione
con i tessuti ossei

01-42

Spugne metalliche a bassa rigidezza


Coppa acetabolare

Piatto tibiale

01-43

Finitura di steli e cotili non cementati


Nella finitura di steli di protesi danca non cementati sembra
opportuna una finitura microporosa, in quanto le forze di ritenzione
dello stelo sono essenzialmente di taglio e in parte di compressione
Nella finitura di cotili di protesi danca non cementati sembra
opportuna una finitura macroporosa, in quanto le forze di ritenzione
del cotile sono anche di trazione (essenzialmente in zona 3)

01-44