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Per prevenzione si intende linsieme di procedure

e comportamenti che mirano ad impedire


linsorgenza e la progressione delle malattie.
I principi della prevenzione per il corretto mantenimento del
benessere sono espressi
nella tradizionale distinzione tra

prevenzione
primaria, secondaria e terziaria

PREVENZIONE PRIMARIA:
Si rivolge ad individui sani, consiste nellimpedire la comparsa della malattia
mediante leliminazione dei fattori causali o di rischio.

?
Mantenimento dello stato di benessere
e nella prevenzione delle malattie,
specificamente del cavo orale.

La motivazione
la chiave del nostro
comportamento
Il compito della motivazione nellambito
della prevenzione odontoiatrica
quello di trovare uno stimolo
per il paziente che gli consenta di
modificare il proprio comportamento

Carie e malattie delle gengive hanno accompagnato la storia


delluomo con una spiccata prevalenza su tutte le altre patologie

Carie e malattie delle gengive sono la conseguenza della esposizione


dei tessuti alla azione di tossine prodotte da batteri isolabili dal
biofilm chiamato
placca dentale

Laccumulo della placca sulle superfici


dento-parodontali non un evento casuale,
ma costituisce
una sequenza ordinata di colonizzazione batterica

Le condizioni ambientali di unarea della bocca rispetto ad unaltra


favoriscono lo sviluppo di specie batteriche diverse

1) Lo sviluppo di carie richiede una relativamente alta proporzione di batteri specifici


2) La carie dipendente dallapporto di saccarosio presente nella dieta.
3) La carie influenzata dalla frequenza di assunzione di zuccheri semplici.
4) La carie modificata dai composti fluorati.
5) La carie influenzata dal flusso salivare

La gengivite costituisce la risposta di tipo infiammatorio alla


colonizzazione del solco gengivale da parte di specie batteriche favorite
dalla anaerobiosi conseguente allaccumulo di placca.

Ove non risolta, la gengivite pu costituire levento causale


dello sviluppo della malattia parodontale

La comprensione della eziologia batterica delle malattie


dento-parodontali
ha consentito di individuare
nella rimozione della placca
il fattore di prevenzione primaria

- accumulo di placca
= salute dei tessuti

Funzioni delligienista dentale

! Educazionale

Motivazione ed istruzione
del paziente

Organizzare le abitudini del paziente


Indicazione degli strumenti per ligiene quotidiana
Rimozione meccanica della placca

! Spazzolino
! Spazzolini speciali
! Filo

Organizzare le abitudini del paziente


Indicazione degli strumenti per ligiene quotidiana
Controllo chimico della placca
! Dentifrici (con fluoruri , disinfettanti)
! Gel (di Fluoro, con CHX)
! Collutori (Fluoro, antibatterici)

SPAZZOLINO DA DENTI
Lo spazzolino da denti deve rispondere ad alcuni requisiti:

essere adatto alla bocca del paziente per forma e dimensione


asciugare velocemente dopo luso
avere i filamenti con le punte arrotondate
essere leggero e maneggevole

COMPONENTI:
MANICO che ne consente limpugnatura
TESTINA che considerata la parte attiva dello strumento
COLLO che una zona di raccordo tra le precedenti, pu essere rigido o flessibile

IL MANICO:
Nellultimo decennio sono stati prodotti manici con

impugnatura ergonomica,
ovvero di forma cilindrica schiacciata alle estremit
per consentire una presa pi salda
con maggiore precisione nello spazzolamento
e minore affaticamento

LA TESTINA:
E la parte attiva dello spazzolino, consigliata:
- di DIMENSIONI RIDOTTE per raggiungere le aree meno accessibili
- di FORMA ARROTONDATA per evitare lesioni traumatiche ai tessuti.
In essa sono inseriti i FILAMENTI disposti in ciuffi distribuiti in file, da 3 a 5.

I FILAMENTI:
I filamenti sono particolarmente importanti:
sono la parte a contatto con i denti e le mucose orali.
Devono riuscire a disgregare efficacemente la placca,
senza arrecare danni irreversibili ai tessuti quali abrasioni dentali
e/o recessioni gengivali, perci necessario che le punte siano ben arrotondate.

IL COLLO:

Il collo dello spazzolino ha, nei modelli pi recenti,


la funzione di ammortizzare la pressione esercitata dalloperatore
al fine di ridurre o evitare il trauma ai tessuti.

LO SPAZZOLINO ELETTRICO:
E costituito da 3 parti come quello manuale:
- Il MANICO
che contiene il corpo motore e in alcuni casi le batterie di ricambio

- Il COLLO
- La TESTINA
tonda, di ridotte dimensioni.
Condizione essenziale perch lefficacia sia tale il modo in cui lo si utilizza
e soprattutto il tempo di spazzolamento, che deve corrispondere
a circa il triplo dello spazzolamento manuale,
la testina rotante circa un terzo di quella dello strumento manuale.

DURATA DELLO SPAZZOLINO:


Ogni quanto tempo necessario
sostituire lo spazzolino?

Generalmente lo spazzolino va sostituito dopo circa un mese.


Se necessita di essere cambiato prima vuol dire che lo spazzolamento
scorretto, la pressione esercitata eccessiva
e il movimento traumatico, da causare una usura abnorme

MOVIMENTI E TECNICHE
DI SPAZZOLAMENTO:
Lo spazzolamento delle superfici dento-gengivali
pu essere effettuato con movimenti diversi, secondo le indicazioni,
le caratteristiche anatomiche dei tessuti, la manualit del paziente
e il grado di motivazione.

MOVIMENTI:
Movimento orizzontale:
Movimento rotatorio:

Movimento circolare:
Movimento verticale:

Movimento vibratorio:

TECNICHE DI SPAZZOLAMENTO:
Le tecniche di spazzolamento sono date dallinsieme
di pi movimenti, effettuati in maniera combinata.
Solitamente prendono il nome dal medico che le ha ideate.

FREQUENZA Di SPAZZOLAMENTO:
Il tempo di riformazione di una placca organizzata,
dopo rimozione, di circa 24 ore.
La funzione dello spazzolamento non solo
quella di disgregare la placca batterica,
ma anche quella di allontanare i detriti
alimentari, specialmente quelli che
fungono da nutrienti per i batteri.

Pertanto consigliabile che lo spazzolamento


dei denti avvenga
almeno 2 volte al giorno.
Tale indicazione riferita alla popolazione sana,
in presenza di patologia si valuteranno
le necessit individuali.

DURATA DELLO SPAZZOLAMENTO:

Si raccomanda che lo spazzolamento abbia una durata minima di 2 minuti.

Questo tempo rappresenta un compromesso


tra il tempo minimo accettabile (2 minuti) e il tempo ottimale (6/7 minuti).

E importante saper motivare il paziente rispetto ai tempi di spazzolamento


per fare in modo che la durata non sia sostituita dalla frequenza.

STRUMENTI
DI IGIENE ORALE DOMICILIARE
COMPLEMENTARI

FILO INTERDENTALE:
Il filo interdentale uno strumento complementare allo spazzolino,
si utilizza infatti negli spazi interprossimali
che non sono raggiungibili dallo spazzolino.
La zona interdentale una zona molto delicata in cui si accumula
facilmente placca batterica,
laccumulo a sua volta diventa causa di infiammazione
e i tessuti interdentali, gi non cheratinizzati,
diventano ancora meno resistenti allazione dei batteri.
Da questo si evince quanto
fondamentale risulti
la pratica quotidiana del filo
interdentale

Esiste una vasta gamma di tipi di filo, loperatore consiglier


quello pi indicato per ogni tipo di paziente in base a:
- alla situazione anatomica e alla posizione dei denti
- al tipo di placca, pi o meno aderente
- alla manualit del paziente
- alla sua motivazione a seguire tale pratica

Da quando si pu cominciare ad utilizzare il filo?


Si ritiene che il periodo in cui possibile usare il filo interdentale
sia gi dagli 11-12 anni e che listruzione gi da questa et
crei unabitudine che si protrarr nellet adulta
con maggiore probabilit di successo e con il raggiungimento di migliori risultati.
Il filo pu essere costituito da uno o pi filamenti.
Per quanto riguarda il materiale pu essere in:
- seta
- nylon, cerato o non cerato
- politetrafluoroetilene (PTFE) espanso, cerato

Esistono in commercio alcuni fili


imbevuti di sostanze come
fluoruro di sodio, clorexidina, menta,
che rendono pi gradevole ed efficace
tale pratica.

Lutilizzo del filo prevede di:


- Ritagliare il filo quanto la lunghezza di un braccio
- Avvolgere, cominciando da un capo, il filo attorno al dito medio di ciascuna mano

- Esercitare per larcata superiore una pressione con i pollici verso lalto, per
larcata inferiore con gli indici verso il basso per superare il punto di contatto tra i
denti facendo scivolare delicatamente il filo al di sotto del margine gengivale con
un movimento di va e vieni
Eseguire un movimento su e gi nello spazio interdentale in direzione apicocoronale rimuovendo la placca da una delle superfici dei denti adiacenti
Sfilare il filo
Srotolarlo intorno alle dita per usare sempre un pezzetto di filo pulito e ripetere
loperazione poggiandosi sulla superficie del dente adiacente

Evitare di passare il filo da un dente allaltro dello spazio interdentale;


il filo potrebbe, a lungo andare,
far perdere la forma triangolare della papilla, tranciandola

Accessorio per il filo interdentale la forcella tendifilo.


Questo strumento indicato per pazienti
con scarsa manualit e motivazione.

Accessorio per il filo spugnoso, tipo superfloss, con una estremit rigida
per linserimento, lago passafilo che rende pi agevole il passaggio,
soprattutto nelle zone posteriori, sotto i ponti di protesi fisse
o allinterno delle forcazioni dei molari.

LO SPAZZOLINO INTERDENTALE
Lo spazzolino interdentale indicato nella rimozione della placca batterica:

- dalle zone interdentali dei denti naturali (posteriori con superfici


approssimali concave), tra elementi con protesi fissa, impianti e apparecchi
ortodontici fissi
- dalle superfici distali degli ultimi molari
- nelle forcazioni esposte di molari bi e triradicolati
- dalle superfici di impianti

Lo spazzolino interdentale trova il suo utilizzo anche nella

stimolazione della papilla interdentale


e la cheratinizzazione della zona del colle gengivale
nei pazienti con patologia parodontale.
In questo modo si determina una maggiore resistenza dei tessuti
prevenendo una eventuale infiammazione delle papille.

E costituito da filamenti sintetici, in nylon, avvolti a spirale intorno


ad unanima metallica, in alcuni casi rivestita in plastica.

La forma della punta pu essere cilindrica o


conica ed costituita da filamenti di vario
spessore che la rendono di dimensioni diverse.

La punta montata perpendicolarmente


su un manico dritto o inclinato.

Esistono alcuni modelli da viaggio,


utilizzabili quando si consumano pasti fuori casa.

Lo spazzolino va scelto secondo lo spessore


che si addice agli spazi disponibili in modo da
non creare eccessivo attrito tra i filamenti e la
superficie del dente o della protesi.

Per i pazienti portatori di impianti sono indicate le punte con


lanima rivestita in materiale plastico, per non graffiare il
titanio, pi tenero dellacciaio.
Ci comporterebbe un maggiore accumulo di placca offerto
dalla maggiore area ritentiva (superfici graffiate) e una
alterazione dello strato di ossido del metallo.
Va inserito perpendicolarmente alla superficie dentale
(asse longitudinale) effettuando una leggera pressione in direzione
apico-coronale e procedendo con un movimento di va e vieni.

LO STIMOLATORE
INTERDENTALE
Lo stimolatore interdentale pu essere di legno,
di plastica dura o di gomma, pi consigliabile.

Quello in gomma, pi diffuso, costituito da una punta conica in


gomma morbida montata su un manico di plastica o di metallo.

E utilizzato prevalentemente per la stimolazione delle papille interdentali.

E indicato per stimolare le papille collassate nei


pazienti con diastemi o con spazi interdentali ampi
in seguito a chirurgia parodontale.

Come si usa
Nel paziente con tessuti sani la punta di gomma posizionata
parallelamente alla papilla interdentale.
Nel paziente con patologia parodontale la punta posizionata a 90
rispetto allasse longitudinale del dente e si effettua un movimento
orizzontale di va e vieni che produce una efficace stimolazione dei tessuti.

IL PULISCILINGUA
La mancata rimozione del biofilm batterico
dalla superficie della lingua causa alitosi.
Quindi necessario inserire la pulizia del dorso della lingua tra le
pratiche quotidiane di igiene orale consigliando al paziente uno strumento
specifico: il puliscilingua.

La recente letteratura scientifica evidenzia come lo spazzolino da denti, a


volte usato per tale pratica, sia irritante per le papille e scarsamente
efficace nella zona posteriore della lingua.
E inoltre possibile che il frequente passaggio dello spazzolino sulla lingua
provochi una desensibilizzazione delle papille.

Il puliscilingua in materiale plastico o metallico ha la funzione di


raschiare la patina batterica che si forma sulla lingua.
I puliscilingua possono essere con un solo manico o con un arco
di metallo flessibile da impugnare alle estremit.
I VANTAGGI DELLUTILIZZO DI TALE STRUMENTO SONO DATI:
- un ridotto trauma o irritazione delle papille rispetto allutilizzo dello spazzolino

- una maggiore asportazione di residui batterici o alimentari


- un maggiore accesso alla zona del terzo posteriore della lingua:
laltezza della testina dello spazzolini, pari a 2-3 volte quella del
puliscilingua non consente infatti di raggiungere efficacemente tale zona.

Usato per la riduzione della materia alba e residui di cibo

Luso improprio verso il solco gengivale associato ad una pressione elevata


potrebbero ledere il sigillo mucoso perimplantare

Pu essere usato per lapplicazione di antimicrobici orali per la fase


di mantenimento dei tessuti molli perimplantari

PREVENZIONE DELLA CARIE E FLUORO


La carie si pu prevenire. Come?
Comportamen4 alimentari adegua4
Lavare i den4 dopo ogni pasto principale e usare lo interdentale o scovolino
U4lizzare den4frici uora4 se opportuno coadiuva4 da collutori uora4
Controlli semestrali dal den4sta
Applicazioni professionali di presidi di prevenzione della carie dentale :
gel di uoro/vernici uorate
sigillatura di solchi e fessure occlusali

Gli obie(vi della prevenzione della carie sono quindi:

Aumentare le resistenze dello smalto dentale allazione


degli acidi che determinano la cavitazione del tessuto
Fornire informazioni in grado di consen4re di seguire
una dieta alimentare non cariogena
Educare sulle metodiche di igiene orale
Responsabilizzare la popolazione
ad una visita odontoiatrica semestrale

La uoroprolassi
Sistemica:
Consente il passaggio di uoro nel circolo ema4co e luso dello ione uoro da parte
degli ameloblas4 responsabili della formazione dello smalto nel dente in fase di
sviluppo

Topica:
Consente il trasporto di uoro nellambiente salivare periferico al dente per le funzioni
che tale ione in grado di esercitare sullo smalto dentale,sul metabolismo baJerico
e sulladesione dei baJeri sulla supercie dentale

Gli obieLvi della Fluoroprolassi


sistemica
Migliorare la composizione
dello smalto nel periodo
della sua formazione

topica
Tramite la presenza di uoro libero nel lm salivare
aderente al dente ritardare ladesione baJerica sulla
supercie dentale, antagonizzare la demineralizzazione
dello smalto dentale, remineralizzare gli spazi di
smalto ,ridurre la quan4t di acidi prodoJa dal
metabolismo baJerico

La uoroprolassi topica

Come agisce il uoro topico


Il uoro per uso topico reso disponibile dallu4lizzo dei seguen4 presidi:
Den4frici
Collutori
Gel uora4
Alcuni materiali usa4 per ricostruzione di cavit dentali

Luso quo7diano di den7frici uora7


Sono il mezzo pi diuso di introduzione di uoro topico nellambiente orale.
Contengono concentrazioni di uoro comprese fra i 1200 e i 1600 ppm
Trasportano con veJori appropria4 il uoro nell ambiente orale,
per poi liberarlo e renderlo disponibile nel uido salivare.
Non c evidenza scien4ca di maggiore ecacia di azione carioprolaLca di
uno specico 4po di sale di uoro rispeJo ad un altro.
Ai bambini al di soJo dei 12 anni deve essere prescriJo luso di den4frici
uora4 con concentrazioni di uoro al di soJo di 800 ppm (il 30 % del
quan4ta4vo di uoro viene ingerito nel corso dello spazzolamento):
sono i den4frici realizza4 appositamente per let pediatrica

Allinterno del cavo orale lo


ione Fluoro viene liberato e agisce come:
Il uoro viene veicolato da apposi4 veJori,diversi nei prodoL
in base alle scelte industriali, che sono:
Monouorofosfato di sodio
Fluoruro di sodio
Fluoruro amminico
Fluoruro stannoso
Fluorofosfato acidulato
In alcuni prodoL i carriers possono essere contemporaneamente
presen4 per aumentare lecacia del
sistema veJore e la disponibilit di ione F- libero nellambiente salivare
(es. : uoruro stannoso + uoruro amminico)

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Lunico inconveniente dellutilizzo a lungo termine della


clorexidina dato dagli effetti indesiderati, tra i quali i pi
frequenti sono:

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Le varie condizioni comportano la produzione


di composti solforati volatili denominati VSC
( volatil sulfur composit)

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Il tra<amento quo7diano dellalitosi deve mirare
alleliminazione dei ba<eri che producono i VSC
a<raverso unadeguata igiene orale domiciliare
coadiuvata dalluso di collutori specici.
Oltre a ci fondamentale consigliare di pulire la
lingua, sopra<u<o la ma(na.

TraJamento sbiancante
Professionale
Sbiancamento chimico
con perossido didrogeno e carbamide
ad alte concentrazioni
Pulizia professionale
Terapia protesica ssa
(ad esempio: facceJe e corone)
nei casi di discromie
dovute a faJori intrinsechi
con grande compromissione este4ca,
per la quale lo sbiancamento non in grado
di raggiungere risulta4 soddisfacen4.

Domiciliare
Den4frici abrasivi
Sbiancamento chimico
con perossido didrogeno e
carbamide
a bassa concentrazione

Luso di sbiancanti domiciliari deve essere eseguito sotto


controllo specialistico: pu causare forte sensibilit dentale.
Consigliare un dentifricio sbiancante contenente sostanze abrasive adeguate.

Abrasivi nei den4frici


In commercio si trovano diversi den4frici con azione sbiancante e dieren4
gradi di abrasivit.
Il grado di abrasivit di un den4fricio iden4cato dalla sigla RDA,
acronimo di Rela%ve Den%n Abrasivity. Un valore troppo elevato di RDA
(superiore a 200 RDA) pu causare, nel tempo,
danni a livello dello smalto.
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Grado di abrasivit dei den4frici

Agen4 Abrasivi

nei den4frici sbiancan4

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Abrasivit
Il grado di abrasivit di una sostanza dato
dalle dimensioni delle par7celle
e dalla forma dei suoi cristalli.
CRISTALLI PICCOLI = BASSA ABRASIVITA
CRISTALLI GROSSI = ALTA ABRASIVITA

Labrasivo ideale

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Sensibilit Den4nale
Di cosa si traJa
Sindrome dolorosa cronica
con esacerbazioni acute che
consiste in una risposta
esagerata della den4na a
s4moli esterni, come caldo,
freddo, zuccheri ed acidi
della dieta in assenza di
lesioni cariose dentari

Come pu agire
ligienista dentale?
Consigliando prodoL
a base di
agen4 desensibilizzan4

Cause:
lesioni cervicali non cariose,
recessioni gengivali, parodontopa4e,
traJamen4 parodontali,
molaggio seleLvo, malocclusioni,
terapia ortodon4ca,
preparazioni protesiche su den4 vitali

Agen4 Desensibilizzan4
Propriet:
Non irritante per la polpa dentale
Assenza di dolore
Facilit di impiego
EeJo immediato
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Ecacia per lungo tempo
Assenza di eeJo croma4co
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per il dente
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Meccanismo dazione dei prodoL desensibilizzan4


Inibizione dello s4molo nervoso:
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Meccanismo dazione dei prodoL desensibilizzan4


Obliterazione dei tubuli den4nali:
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Cosa pu dire ligienista a proposito della sensibilit den7nale?

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La protesi dentale mobile


Instabilit della protesi rimovibile
Consigliare luso di paste collan4,
da applicare con moderazione
sulla base della protesi rimovibile

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FUNZIONI DELLA SALIVA


Lubrificazione
Gusto
Digestione
Fonazione
Effetto tampone
Remineralizzazione
Protezione
Trasporto di anticorpi
Fornisce dati per test diagnostici

XEROSTOMIA
E l espressione sintomatologica di una condizione di alterata secrezione
salivare (iposcialia)

FATTORI CAUSALI
FARMACI:
Antidepressivi
Antipsicotici
Ansiolitici
Antipertensivi
Anoressizzanti
Antistaminici
Antiulcerosi
Antinfiammatori
Analgesici oppioidi
Lassativi

Farmaci antineoplastici
Radioterapia della testa e del collo
L irradiazione colpisce le ghiandole salivari e
ne determina atrofia e fibrosi con alterazione
sia della quantit che della qualit della
saliva fin dalla prima settimana di
trattamento

MALATTIE DELLE GHIANDOLE SALIVARI

Sindrome di Sjgren
Atrofia senile
Agenesia e malformazioni
Scialoadeniti ostruttive

DISIDRATAZIONE
Insufficiente apporto idrico (anziani e bambini)
Malattie con minzione frequente (diabete)
Infezioni
Vomito e diarrea persistente
Malattie renali (insufficienza renale cronica)
Restrizioni dietetiche (dialisi, epatopatia)

PATOLOGIE PSICHICHE
Ansia
Stress
Depressione
ALTRE MALATTIE
Aids
Anemia
Sarcoidosi
Lapproccio terapeutico da intraprendere in rapporto
alleziologia e allalterazione funzionale ghiandolare

consigliare una terapia con sostituti salivari in caso di perdita irreversibile


della funzionalit ghiandolare

LIgienista dentale in tale contesto riveste un ruolo basilare:

spesso la prima figura ad individuare il disturbo lamentato


dal paziente
il suo apporto si estrinseca soprattutto nel suggerire piccole
strategie e abitudini di comportamento che possano alleviare
i sintomi ed evitare le conseguenze orali direttamente connesse
Evitare abitudini voluttuarie o comunque tutte le sostanze xerogeniche:
Fumo
Alcol
Caff

STRATEGIE DI COMPORTAMENTO:
Bere abbondantemente e frequentemente
Sciogliere in bocca cubetti di ghiaccio
Umidificare, soprattutto di notte, l aria con vaporizzatori
Preferire l assunzione di farmaci in formulazioni liquide
Applicare sulle labbra pomate emollienti
Evitare cibi secchi e consistenti e assumere preferibilmente
una dieta semiliquida
Stimolare la salivazione con chewing-gum o caramelle agrumate,
fluorate e senza zucchero!

Al fine di evitare le conseguenze e le diverse complicanze a carico


del cavo orale, l apporto professionale dell Igienista dentale di tipo
strettamente operativo prevede:

Applicazioni topiche di fluoro nelle diverse formulazioni


Esecuzione di sciacqui con soluzioni debolmente alcaline
(in modo da inumidire i tessuti e controllare l acidit orale)