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Progetto

Liberi di creare
IDENTIT, DIGNITA, QUALITA E MERCATO
PER LE REALTA PRODUTTIVE INTRA-MURARIE

Soggetti proponenti/attuatori:
Associazione Nuovi Lavori
Inarea
Camassa Ambiente
Minoranze Creative

Sommario

PREMESSA..................................................................................................... 3
La rieducazione e la risocializzazione dei detenuti....................................3
Le realt produttive intra-murarie..............................................................4
Un progetto innovativo di ri-socializzazione...............................................5
Lidea progettuale...................................................................................... 6
I valori del progetto.................................................................................... 9
Le partnership di progetto.......................................................................11

PREMESSA

La rieducazione e la risocializzazione dei detenuti


Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di
umanit e devono tendere alla rieducazione del condannato (Articolo
27 della Costituzione)
I diritti inviolabili delluomo riconosciuti e garantiti dallart. 2 Cost.,
anche se incontrano limiti inerenti alla condizione di chi sottoposto
ad una restrizione della libert personale, non possono essere annullati
da tale condizione.
Di conseguenza, lesecuzione della pena e la rieducazione che ne la
finalit (art. 27 Cost., 3 comma), oltre a tradursi in diritti di quanti si
trovano nelle istituzioni penitenziarie, non possono mai consistere in
trattamenti incompatibili nei confronti di chi si trova in stato di
restrizione di libert.
Dunque il quadro offerto dalla nostra Costituzione si caratterizza per il
riconoscimento, il pieno rispetto e la completa tutela della dignit della
persona del detenuto e dei suoi diritti verso la promozione della sua
rieducazione e risocializzazione; ed proprio nel vasto campo della
risocializzazione del detenuto che le istituzioni, a vari livelli, sono
chiamate a giocare un ruolo fondamentale.
A seguito dellentrata in vigore del D.Lgs. 112/98, della L. 328/00, e
della Legge Costituzionale n. 3/01 di modifica del Titolo V della
Costituzione, le Regioni e le Amministrazioni Locali hanno assunto un
ruolo di programmazione, coordinamento ed attuazione delle politiche

sociali, al fine di rimuovere gli ostacoli che impediscono la piena parit


delle persone nella vita sociale, culturale ed economica, quindi anche
dei soggetti adulti e minori sottoposti allAutorit Giudiziaria1.
Il rientro nella comunit dopo aver scontato il debito con la societ
stessa rappresenta uno dei momenti pi delicati per la persona e per la
comunit locale. Il tema della sensibilizzazione della comunit locale,
nodo fondamentale nei processi di reinserimento sociale finalizzati a
creare le condizioni di sviluppo di una cultura della solidariet sociale,
costituisce un elemento imprescindibile per costruire reti e partnership
con la pluralit di soggetti, pubblici e privati, chiamati a garantire
interventi per linclusione e per la valorizzazione della buona prassi.
La sensibilizzazione della societ, senza la possibilit di coinvolgere i
diretti interessati in reali processi di inclusione sociale/lavorativa
duratura, si prospetta come un lavoro di base ma non sufficiente ad
invertire la tendenza della recidiva dei soggetti a rischio.
Nel quadro di riferimento la possibilit di intraprendere un lavoro intramurario si manifesta come la variabile pi importante nellanalisi delle
percentuali

delle

recidivanti

post-detenzione.

Infatti,

la

recidiva

(misurabile attraverso il numero di arrestati entro 5 anni dalla


scarcerazione) per coloro che cominciano un percorso lavorativo
all'interno del carcere solo del 5% contro la recidiva standard della
media nazionale del 68% di chi non comincia nessun percorso
lavorativo interno2.

tratto da Enti Locali ed azioni di

inclusione sociale

- Osservatorio Regionale

Devianze Carcere e marginalit sociali Regione Veneto pag.11 e 12

2 Ricerca del Ministero di Giustizia 2006

Le realt produttive intra-murarie


Alcuni dati del giugno 2009 raccolti attraverso il DAP - Dipartimento
dell'Amministrazione

Penitenziaria

indicano

circa

624

persone

impiegate in imprese e cooperative. In particolare la Lombardia (con


ben

279

addetti)

il

Veneto

si

configurano

come

Regioni

particolarmente virtuose con una lunga tradizione di progetti di


reinserimento e cooperazione in questi termini.
Occorre per raffrontare tali dati al numero complessivo dei detenuti
impiegati al momento dell'indagine (13.408): di questi, l'87% lavorava
alle dipendenze dell'amministrazione penitenziaria, in genere con
mansioni professionalmente poco qualificanti.
Esiste quindi un bacino di detenuti molto ampio su cui poter sviluppare
progetti di rieducazione e ri-socializzazione.

Un progetto innovativo di ri-socializzazione


Lobbiettivo della ri-socializzazione dei detenuti pu essere realizzato
tanto pi efficacemente quanto pi i relativi progetti siano basati su:

capacit

di

trarre

beneficio

dalle

esperienze

positive

gi

sviluppate, estendendone la scala, migliorandone la redditivit e


valorizzandone la qualit;

modelli di business efficaci che utilizzino razionalmente le risorse


produttive,

uscendo

dalla

ristretta

logica

del

singolo

stabilimento, che deve invece essere concepito come nodo di


rete produttiva, di una rete cio di realt produttive intramurarie ed insieme extra-murarie, capace di confrontarsi con un
mercato ampio e diversificato;

sviluppo di professionalit caratterizzanti ed adeguate alla


richiesta del mercato, capaci di offrire prospettive di impiego di
lungo periodo anche al di fuori del periodo detentivo;

realizzazione di continuit professionale tra lavoro inside e


lavoro outside, ad esempio attraverso luso della stessa filiera di
commercializzazione, per stimolare limpegno dentro finalizzato
al lavoro fuori;

formazione

orientamento

allautoimprenditoria

degli

ex

detenuti, tutorata e sostenuta da reti di supporto - ivi comprese


reti virtuali (di tipo telematico) -allavviamento del business,
alla creazione di una filiera di commercializzazione dei prodotti
(sia attraverso una rete fisica di commercializzazione, che
attraverso

un

marketplace

controllo/certificazione

di

su

qualit

Internet)
(garantiti

e
da

un

al

loro

brand

identitario ed unificante di tutta la rete).


Lidea progettuale
Lobiettivo primo dellidea progettuale che qui si espone il
superamento del limite a cui sembrano soggiacere buona parte dei
progetti di ri-socializzazione attraverso il lavoro, consistente nel fatto
che

le

attivit

dei

detenuti,

anche

quando

possono

definirsi

professionalizzanti, non si inquadrano in percorsi di inserimento


lavorativo che guardino oltre il periodo di detenzione, se non dal punto
di vista della dotazione di know-how necessario a cercarsi, pi o meno
autonomamente, un lavoro.
In pi, il progetto vuole coinvolgere e formare sul campo figure
professionali di detenuti non solo impegnate direttamente nelle fasi pi
propriamente

realizzativa

di

prodotto,

ma

anche

nei

ruoli

di

amministrazione/distribuzione (acquisizione ordini, delivery, controllo


di gestione, etc.), fornendo ulteriori prospettive occupazionali extramoenia (a chi si trova in regime di semi-libert o abbia scontato la
pena).

Si propone la realizzazione di un progetto di ricerca-azione che sia in


grado di:

analizzare le esperienze gi sviluppate allinterno delle carceri;

individuare i modelli di business pi efficaci compatibili con la


detenzione carceraria, applicati sia nei circuiti di economia
solidale che nelle ordinarie dinamiche di mercato, con riguardo a

settori economici e professionalit caratterizzanti,

processi di produzione,

processi di commercializzazione,

processi di marketing e comunicazione;

individuare gli strumenti di supporto atti a garantire lo sviluppo


sostenibile di tali modelli di business, sviluppando

partnership con aziende,

partnership con circuiti di distribuzione grandi, medi, di


eccellenza,

partnership con finanziatori,

partnership con enti territoriali,

certificazione dei processi;

individuare alcuni casi di possibile applicazione per avviare una


fase di sperimentazione.

Per cogliere tali obiettivi il progetto si propone di sviluppare i seguenti


moduli di ricerca-azione:

Analisi delle esperienze esistenti, al fine di individuare, tra le


numerose produzioni intra-murarie, quelle che gi realizzano una
qualit media-elevata e quelle che possono migliorarsi attraverso
un up-grade formativo, di dotazione strumentale e di approccio
ad un marketing di sostegno evoluto;

Analisi dei casi di eccellenza riscontrabili in:


fasi del processo produttivo (qualit del prodotto/servizio,
organizzazione, commercializzazione)
abilit conseguite dai partecipanti (capacit formative per i
detenuti, capacit lavorative prodotte per gli ex detenuti).

Studio di possibili modelli di business compatibili con


leconomia reale, anche al di fuori, quindi, degli schemi
consueti delleconomia solidale.

I risultati delle attivit di analisi e studio debbono ritenersi propedeutici


allo sviluppo, articolato per fasi, della valorizzazione commerciale e
produttiva delle realt lavorative attive nelle carceri.
Infatti, i dati raccolti renderanno possibile creare una piattaforma di
valutazione qualitativa e quantitativa delle lavorazioni e dei prodotti
carcerari sulla cui base procedere al disegno di un modello di
valorizzazione commerciale e produttiva.
Il modello sar sottoposto ad una prima sperimentazione operativa nel
corso del progetto.
Caratteristiche principali del modello saranno:
Brand identity spendibile su territorio nazionale con coordinamento
della comunicazione, pubblicit ed immagine .
Coordinamento e sviluppo commerciale con posizionamento di
mercato dei prodotti e produzioni selezionati;
Up-grade di configurazione delle produzioni vicine ad avere il livello
di qualit/prezzo idoneo allinserimento commerciale nel mercato di
riferimento ma che necessitano di un miglioramento di processo, di
dotazioni strumentali e/o di formazione delle risorse umane addette;
Integrazione di processo sullo sviluppo del prodotto e sulla catena
di commercializzazione;

creazione di sinergie commerciali con aziende fornitrici o possibili


clienti di forniture;
sviluppo

della

rete

di

diffusione/commercializzazione

(eventualmente anche in chiave di punti vendita in franchising oltre


che di marketplace su Internet), con supporto degli enti locali;
In via esemplificativa si possono assumere come terreno di prima
sperimentazione - su una dimensione almeno regionale, onde poter
sperimentare le capacit di far rete tra diversi siti di produzione
(stabilimenti carcerari) ed un mercato sufficientemente ampio due differenti processi di produzione intra-muraria:
1. il processo di produzione enologica (dalla coltivazione della vite
alla vinificazione) ove:

il processo di produzione e di coordinamento qualitativo


(ampiezza/completezza

di

gamma

dei

vini

prodotti)

potrebbero giovarsi del contributo professionale di qualificati


enologi,

la

strumentazione/filiera

produttiva

verrebbe

ad

essere

integrata dalla capacit artigianale di altre realt carcerarie


gi attive (o da attivare) nella produzione di botti/barrique, di
imballaggi, di etichette.
Potrebbe cos associarsi allottimizzazione del rapporto qualit
prezzo - oltre ovviamente al carico di valore sociale del prodotto anche un migliore posizionamento nel mercato merceologico di
riferimento.
Tale

posizionamento

dovrebbe

poi

essere

promosso

ed

accompagnato da una specifica strategia di comunicazione mirata


a creare unidentit di prodotto avanzata ed a qualit garantita;
2. il processo di trattamento dei R.A.E.E. (Rifiuti da Apparati
Elettrici ed Elettronici), finalizzato al loro riciclo.

I valori del progetto


Il progetto Lavoro nelle carceri rappresenta innanzitutto una sfida
dal punto di vista sociale, poich si preoccupa di sviluppare un tema di
fortissima criticit attuale, a beneficio degli individui e della comunit
in cui essi sono chiamati a svolgere un ruolo attivo.
Per i medesimi motivi, assume una profonda valenza culturale, facendo
di un principio umano e costituzionale quale il diritto ad un lavoro
onorevole e produttivo il terreno su cui costruire un rapporto rinnovato
tra le persone attualmente in carcere e la societ che si trover ad
accoglierle.
Dal punto di vista economico, rappresenta una sfida ambiziosa,
specialmente in un momento non facile come quello attuale, per
creare, in un contesto particolare come il carcere, condizioni di
sviluppo reali, attraverso attivit di intrapresa che dialoghino con il
mondo extra-murario. Non si tratta, infatti, di mettere in piedi un
meccanismo di charity, n di fare leva su criteri di estrema
economicit, quanto piuttosto di creare condizioni di integrazione e
valorizzazione delle filiere su cui si andr ad intervenire.
Per questo, il progetto in s un grande veicolo di comunicazione, che
si candida ad essere non solo una best-practice ma, soprattutto, un
modello e un incipit per replicare e ampliare le iniziative che mettono
in relazione il mondo carcerario con la comunit e il territorio.
Dato questo contesto, lidea progettuale in s va letta come una sorta
di marchio di garanzia, certificazione che deve firmare uniniziativa di
ampio respiro, che non solo sia capace di connotare qualitativamente
attivit commerciali che, rivolgendosi ad un mercato B2B (Business To
Business),

avrebbero

un

basso

impatto

comunicativo

(come

nellesempio adottato dellattivit di riciclo RAEE), ma qualifichi anche


e soprattutto attivit orientate a settori B2C (Business To Consumer), di
pi immediata visibilit sociale e di mercato, che proprio per questo
necessitano di maggiori garanzie (come nel caso dellaltro esempio
adottato, la filiera di produzione enologica).
Il progetto Lavoro nelle carceri deve, in altri termini, diventare un
marchio di sistema, in grado esprimere una visione di ampio respiro.

Le partnership di progetto
Associazione Nuovi Lavori
Nuovi Lavori unAssociazione non profit, la cui missione dare rilievo
allevoluzione del lavoro, a partire dalle situazioni di frontiera, per
rendere sempre pi dignitosa la condizione di ogni persona sul lavoro e
sempre pi condivisa limportanza da assegnare al lavoro nella nostra
societ.
ANL sviluppa la sua attivit attraverso:

ricerca sui temi emergenti a fronte del cambiamento del mercato


del lavoro, in termini di contenuti professionali, di opportunit
evolutive per tutti, di struttura contrattuale e normativa, di
dinamica intersettoriale e territoriale,

sperimentazione sul campo di politiche attive che facilitino


lincontro tra domanda e offerta e affermino in concreto il
concetto di dignit del lavoro,

stretto rapporto con il territorio, che coinvolge gli attori locali,


pubblici e privati,

nella programmazione e realizzazione degli

interventi,
determinando un modello dazione:

multidisciplinare, che assicura l'interazione di discipline diverse

multidimensionale, per cogliere gli aspetti culturali, sociali ed


economici dei problemi e delle soluzioni

multisettoriale, tale da valorizzare le interconnessioni tra uno o


pi settori economici, pubblica amministrazione e societ civile.

Inarea
Inarea Identity and Design Network una rete internazionale e
indipendente

di

designer,

architetti,

strategist

consultant,

specializzata nella creazione e gestione di sistemi di identit per


organizzazioni, territori, reti, prodotti e servizi.
La trentennale esperienza nel campo del design, del branding e della
comunicazione strategica fanno di Inarea una realt unica nel suo
genere, in grado di offrire le proprie competenze sia nel campo del

brand management e della reputazione (definizione del marketplace;


analisi e strategia di brand; sviluppo delle attivit di sviluppo della
marca e dellidentit ecc.), sia rispetto alla progettazione di azioni e
soluzioni design-oriented (brand identity; piano di comunicazione ecc.).
Camassa Ambiente

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Minoranze Creative

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