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Il gene nucleare MPV17 codifica per una proteina ubiquitaria localizzata nella

membrana mitocondriale interna, particolarmente espressa in: pancreas, rene,


muscolo, placenta, cervello, cuore, fegato e polmone.
Precedenti studi hanno individuato mutazioni a carico di questo gene in pazienti
affetti da una forma di sindrome da deplezione del DNA mitocondriale, suggerendo
un ruolo di tale gene nel mantenimento, replicazione e stabilit del mtDNA,
sebbene ad oggi la funzione di questa proteina sia sconosciuta.
Le sindromi da deplezione del DNA mitocondriale (MDDS) sono malattie genetiche
rare e multi-organo, caratterizzate da un decremento tessuto-specifico del numero
di copie del DNA mitocondriale, elemento importante nelliter diagnostico. Le
MDDS si manifestano prevalentemente in pazienti in et pediatrica, presentando,
tra i vari sintomi, un marcato deficit a livello della catena respiratoria e una
prognosi infausta, spesso dovuta a insufficienza epatica. Queste sindromi sono
fenotipicamente eterogenee e influenzano un organo specifico o una combinazione
di vari organi come muscoli, fegato, reni e cervello. Da un punto di vista clinico, si
distinguono miopatie, encefalomiopatie, forme epatocerebrali e
neurogastrointestinali. Ad esempio, una forma epatocerebrale associata ad una
mutazione del gene mpv17, ha uninsorgenza in et infantile e si pu manifestare
con uno spettro combinato di sintomi sia epatici sia neurologici e metabolici.
Recentemente, mutazioni di mpv17 sono state riscontrate in adulti affetti da
neuropatia e leucoencefalopatia, con delezioni multiple nel mtDNA nel muscolo 3.
La maggior parte dei geni implicati nelleziopatogenesi di MDDS svolgono ruoli
mitocondriali noti, contrariamente alla funzione di MPV17, non ancora chiarita,
motivo per cui emerge un vivo interesse per lo studio di tale proteina. Il gene
MPV17 , inoltre, conservato anche negli organismi Danio rerio, Saccharomyces
cerevisiae e Mus musculus, rendendo tali organismi possibili modelli di studio della
malattia umana.
Il gene ortologo di MPV17 in Saccharomyces cerevisiae codifica per una proteina,
Sym1. Sym1 un prodotto genico indotto da calore ed implicato nel
metabolismo e nella tolleranza delletanolo. Delezioni e mutazioni puntiformi del
gene SYM1, equivalenti a quelle trovate nelle MDDS umane, causano instabilit del
mtDNA, compromettendo le funzioni bioenergetiche mitocondriali, con
conseguente accumulo di mutanti petite, deficitari della catena respiratoria.
Esperimenti condotti sul ceppo di lievito sym1 hanno dimostrato che i ceppi
mutati sym1 presentano una ridotta attivit del complesso II dellOXPHOS, la
succinato deidrogenasi, che potrebbe determinare una diminuzione o uno
squilibrio degli intermedi del ciclo degli acidi tricarbossilici 4.
interessante sottolineare la connessione con alcuni pazienti affetti da deficit di
MPV17 a livello epatico per i quali riportata in letteratura una lieve riduzione
dellattivit del complesso II.
Il gene ortologo in zebrafish tra ed implicato nella pigmentazione. I vari
pigmenti cellulari sono prodotti da diversi cromatofori come, ad esempio, gli
iridofori riflettenti, i quali producono una grande quantit di cristalli costituiti
principalmente da guanina, collocata allinterno di organuli citoplasmatici
specializzati, gli iridosomi. In natura sono stati isolati diversi mutanti per questo
gene, a causa di difetti nello splicing dellRNA messaggero che codifica per mpv17
o di uno stop codon in posizione precoce, dovuto a una mutazione frameshift.
Diversamente dai mammiferi, il fenotipo mutato non letale e i livelli di mtDNA
sembrano essere normali nei principali tessuti come fegato, cervello e muscolo. I

mutanti mostrano, invece, una ridotta pigmentazione degli iridofori in tutti gli stadi
di sviluppo. Lipotesi ad oggi pi probabile che lassenza di tra impedisce alla
guanosina, o i suoi derivati fosfato, di entrare nel mitocondrio.
Lo studio oggetto del presente articolo scientifico stato condotto su cellule
murine e fibroblasti umani con lo scopo di individuare le ragioni biologiche che
determinano lassociazione della diminuzione del numero di copie di mtDNA e la
mutazione del gene MPV17. Il confronto tra cellule CFW (Cancer Free White) con
mutazione omozigote per il gene MPV17 e CFW wild type ha dimostrato che la
proteina non viene espressa nei topi knock-out (KO) nel fegato, nel cervello e nel
rene.
Prendendo in considerazione la quantit di mtDNA di topi MPV17 -/-, rispetto al
controllo, essa contraddistinta da una significativa riduzione limitata al fegato
mentre il rapporto tra mtDNA e DNA nucleare rimane costante nel cervello e nel
rene. In particolare, il numero di copie di mtDNA nel fegato KO minore del 10%
rispetto al wt.
In linea con le cause di MDDS, i mitocondri epatici mostrano una riduzione
costante dei livelli di molteplici subunit dei complessi della catena respiratoria,
come ad esempio la subunit 1 della citocromo c ossidasi (Cox1). Inoltre,
lablazione di Mpv17 nel fegato, stata anche associata alla comparsa di subcomplessi dellATP sintasi, come accade nei mitocondri di pazienti con disordini
mitocondriali che accumulano sub-complessi dellOXPHOS.
La conseguenza patofisiologica del deficit di Mpv17 la scarsit dei dNTPs che
rallentano il tasso di replicazione dellmtDNA. I dATPs, nei tre organi, non sono stati
rilevati, invece, i dCTPs sono uguali a zero nel rene e nel cervello. Sicuramente,
linaspettata assenza dei dATP risulta essere un dato anomalo, mentre non da
escludere che la carenza di citidina sia il reale risultato della perdita di funzione di
Mpv17, dato che una bassa quantit di dCTPs stata misurata nel fegato.
non stato rilevato il livello di dATP. Risulta, tuttavia, difficile credere ad una
assenza di questo dNTP allinterno di tali cellule, essendo la principale forma di
energia cellulare. Allo stesso tempo, non stato rilevato il livello di dCTP nei
mitocondri del cervello e del rene. Questo rappresenta un altro elemento che
induce a chiedersi se la metodologia di analisi della quantit totale di nucleotidi
adoperata sia stata ottimizzata o se la riduzione del livello di dCTP sia reale e in
linea con lipotesi di un ruolo di Mpv17 come trasportatore di nucleotidi.
Sebbene non ci sia alterazione del numero di copie del mtDNA, i topi omozigoti
risultano affetti da uninsufficienza renale seguita da una sindrome nefropatica. La
grave disfunzione renale, dominata da proteinuria, la causa patologica della
glomerulosclerosi focale segmentale. Ulteriori studi rivelano che, nel modello
murino, Mpv17-/- contribuisce al deterioramento dellorgano del Corti con
successiva perdita delludito gi a due mesi. A tal proposito, risulta ovvio chiedersi
se lorganismo, sul quale stato condotto lo studio, sia un modello ottimale,
nonostante la proteina umana e murina condividano unalta percentuale di
similarit di sequenza. probabile che le cellule murine siano state prelevate da
topi molto giovani che non hanno ancora sviluppato la neuropatia; infatti la
quantificazione dei vari dNTPs stata effettuata su topi con et media tra le otto e
le dieci settimane. Unulteriore ipotesi, inoltre, che tale malattia, che coinvolge il
sistema cerebrale, non sia compatibile con la vita nel modello murino. in alcuni
pazienti affetti da MDDS stata riscontrata una sintomatologia compatibile con

quella caratteristica della neuroepatopatia di Navajo. Essa un disordine infantile


che colpisce il fegato e il cervello, con gravi conseguenze a livello motorio e
sensoriale. una malattia autosomica recessiva ed certo che il locus colpito dalla
mutazione comprenda il gene MPV17.
I dGTPs e dTTPs sono circa meno del 30/35% nei mitocondri epatici privi di Mpv17
rispetto alle cellule wild type e, per tale motivo, si considera il metabolismo della
guanosina come la chiave della perdita di funzione di Mpv17, visto che:
- nelluomo si verifica una diminuzione della produzione di guanosina chinasi;
- in topo il dGTP il nucleotide maggiormente deleto;
- il mutante zebrafish inabile a sintetizzare cristalli di guanina.
Come nei topi, anche nei fibroblasti umani la perdita di mtDNA associata ad un
basso livello di dNTPs. In fibroblasti in attiva proliferazione, provenienti da pazienti
affetti da MDDS, la quantit di mtDNA si mantiene costante a differenza, invece,
delle cellule quiescenti in cui il numero di copie di mtDNA subisce, in media, un
decremento del 62%. stato anche verificato, inoltre, che lespressione di Mpv17
up-regolata nelle cellule quiescenti.
Sia nei topi che nei fibroblasti, la diminuzione della quantit di mtDNA e, di
conseguenza, la sua velocit di replicazione, sono associate ad un basso livello di
dNTPs nel mitocondrio. Per ripristinare i normali livelli di mtDNA, sono stati aggiunti
tutti e quattro i ribonucleotidi o soltanto la combinazione di GdR, CdR e AdR e si
osservato che il numero di copie di mtDNA risulta paragonabile a quello del
controllo.

In cellule che non si dividono la replicazione del DNA nel nucleo sospesa e la
produzione dei nucleotidi down regolata. Mentre, la replicazione del mtDNA
persiste e rimane attiva una forma distinta di ribonucleotide reduttasi citosolica,
contenebte la subunit p53R2, al posto della subunit R2. P53R2 sostenuta dal
pathway di salvataggio dellorganello, soprattutto dagli enzimi TK2 e DGUOK.