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BIOLOGIA - lezione 18 dicembre 2015

TRASDUZIONE DEL SEGNALE


La trasduzione del segnale un meccanismo molto importante per la medicina perch ci sono tante
patologie che sono dovute alla sua alterazione.
In questa lezione introduttiva affronteremo dei concetti generali attraverso cui avviene questo
complesso meccanismo. Ad esempio la trasduzione mediata da ormoni steroidei, mediata da
recettori accoppiati a proteine G, mediata da recetttori tirosin-chinasi. Quello che vi si chieder
all'esame di esporre i principi generali di questi meccanismi e di scegliere una via di trasduzione
del segnale rappresentativa e saperla raccontare (una via per ciascuna di questi tre esempi).
Ci che trovate sull'introduzione dei libri solitamente un immagine la quale propone cellule che,
rispondendo a segnali chimici provenienti da altre cellule circostanti, cambiano il loro
comportamento (nell'immagine notate un cambiamento morfologico indotto nelle cellule di lievito
che si ricorda essere organismi eucarioti diploidi, anche se trascorrono la maggior parte del loro
ciclo vitale come organismi aploidi; infatti due cellule di lievito aploidi si fondono in uno zigote il
quale si divide immediatamente ma vedrete queste cose in genetica).

Vedremo i meccanismi attraverso cui le cellule sono in grado di recepire questi segnali
(generalmente extracellulari) e come esse si comportano in risposta a tali segnali.
I tipi di segnalazione che possiamo trovare hanno diversa denominazione:
ENDOCRINA: si parla di via endocrina ogni qual volta una molecola segnale (in questo
caso chiamato ormone es. adrenalina, glucagone, insulina, ecc..) prodotta da una cellula
specializzata (ghiandolare) viene riversata nel torrente sanguigno. Dunque tale segnale
trasportato in tutti quanti i distretti ma colpisce solo alcune cellule bersaglio (dette target).
Dunque in sintesi una via che avviene tra cellule che nel nostro organismo si trovano
anche molto distanti.
PARACRINA: in questa via una cellula segnalatrice produce un cosiddetto mediatore locale,
ossia una molecola che diffondendo nell'ambiente circostrante esercita una funzione soltanto
sulle cellule che si trovano nelle immediate vicinanze. Esempio di questo tipo lo troviamo
nell'infiammazione. Se infatti vi fate un taglietto sul dito ed un po' infiammato potete
osservare che ci sono una serie di meccanismi che fanno in modo che tutto il polpastrello si
gonfi e arrossisca....tutte queste risposte sono mediate da cellule del sistema immunitario
che, percependo il danno al tessuto, secernono delle sostanze che determinano una risposta
locale, andando a reclutare in corrispondenza della lesione tissutale tutte le cellule deputate
alla protezione da infezioni e quelle deputate alla rigenerazione di nuovo tessuto (infatti
questi segnali non viaggiano nel torrente circolatorio e dunque non provocano una risposta
sistemica).
NEURONALE: in questo caso la molecola segnale percorre un tragitto brevissimo detto
sinapsi. Viene rilasciato da una porzione cellulare molto specializzata (guarda figura sono i
dendriti) in cui erano immagazzinate le vescicole contenenti la molecola segnale (in questo
caso chiamato neurotrasmettitore). Quindi il neurotrasmettitore viene rilasciato (tramite la
fusione delle vescicole con la membrana citoplasmatica) in uno spazio intercellulare
piccolissimo e quindi captato immediatamente da recettori posti sulla membrana della
cellula target (che ovviamente pu essere un altro neurone o una cellula muscolare).
DIPENDENTE DAL CONTATTO: le proteine che sono esposte sulla superfice esterna
(non diffusibbbbbili nello spazio extracellulare) sono importanti anche per la
comunicazione fra le cellule. L'esempio classico l'inibizione da contatto che possiamo

esemplificare di nuovo nel taglietto sul polpastrello....la ferita comincia a rimarginarsi


grazie alla proliferazione delle cellule poste ai margini (della ferita)....ad un certo punto
le cellule vengono a contatto le une con le altre e questo inibisce un ulteriore
proliferazione cellulare. Questo meccanismo, che prevalentemente usato da linee
cellulari come gli epiteli, utilizza ad esempio proteine di membrana come le integrine.

Nelle immagini che seguono troviamo esempi di ormoni come ad esempio l'insulina che un
ormone proteico, ossia idrosolubile e quindi incapace di entrare liberamente nella cellula (necessita
infatti di essere captato da recettori posti sulla membrana cellulare). Altri esempi sono il cortisolo e
il testosterone che sono degli ormoni lipidici, ossia liposolubili e quindi capaci di entrare nella
cellula per semplice diffusione (verranno captati da recettori intracellulari).
[il prof suggerisce di prendere qualche ormone come esempio per spiegarne la sua via trasduttiva
del segnale all'esame].

Principio importante dei meccanismi della trasduzione del segnale l'alta specificit della molecola
segnale e della cellula target. Ad esempio qua sotto rappresentata l'acetilcolina che una molecola

che pu generare risposte diverse a seconda della cellula bersaglio che colpisce.....infatti quando
viene recepita da cellule muscolari cardiache, l'acetilcolina provoca un rallentamento della
contrazione muscolare....la stessa molecola, per, se colpisce le ghiandole salivari produce la
secrezione della saliva.....ancora, se l'acetilcolina colpisce le fibre muscolari scheletriche (che sono
provviste di recettori che a loro volta sono canali ionici che si aprono in risposta al legame col
ligando) ne promuove la contrazione.

Il fatto che cellule diverse rispondono in modo diverso allo stesso mediatore dovuto
semplicemente al fatto che queste cellule esprimono diverse proteine coinvolte nella trasduzione del
segnale.
Noi adesso stiamo vedendo per semplicit solamente una via di trasduzione per volta, ma in realt
le cellule ricevono moltissimi stimoli in parallelo e tali stimoli possono produrre delle cascate
trasduttive che possono interagire fra loro a dare risposte diverse in base agli stimoli captati dalla
cellula. Infatti nell'immagine sotto proposta vedete come la stessa cellula riceve nei primi tre esempi
le stesse molecole segnali A, B e C....ma, a seconda che siano presenti altri mediatori, la risposta
della cellula (che risulta dall'integrazione di tutti questi segnali) pu essere diversa.
Vedete infatti dall'immagine che esistono segnali che sono importanti anche solo per la
sopravvivenza della cellula (infatti quando si coltivano cellule in laboratorio in un terreno in cui
sono presenti tutti i metaboliti necessari alle funzioni cellulari ma risultano assenti i fattori di
crescita, queste muoiono spontaneamente...se invece sono presenti i fattori di sopravvivenza le
cellule continuano a vivere, nonostante questi fattori non forniscano energia o nutrimento).
Dall'interazione di altri segnali potete osservare che possono scaturire risposte diverse quali la
divisione cellulare e il differenziamento.

Andando pi nello specifico, possiamo dividere due tipologie di risposte che la cellula pu eseguire:
-RISPOSTE BREVI (o veloci): si esercitano nel giro di pochi minuti o secondi, o addirittura
frazioni di secondo. Un esempio la contrazione muscolare dovuta al rilascio, da parte del
motoneurore, dell'acetilcolina nella sinapsi...l'acetilcolina viene captata dal recettore posto sulla
fibra muscolare e questa immediatamente si contrae....questa risposta veloce in questo caso si
traduce in un semplice rilascio di Ca++ nel citoplasma della fibra muscolare che provoca il cambio
conformazionale di alcune proteine coinvolte nel processo di contrazione del muscolo. Altro
esempio l'effetto del glucagone per demolire il glicogeno (presente soprattutto nelle cellule
epatiche e che funge da molecola di riserva energetica) che avviene nel giro di pochi minuti
affinch salgano i livelli di glucosio nel sangue. Dunque le risposte veloci sono principalmente
caratterizzate dalla modifica di alcune proteine.
-RISPOSTE LENTE: si esercitano in lassi di tempo che vanno dai minuti alle ore. Ovviamente ci
dovuto a dei passaggi che richiedono pi tempo all'interno della cellula e che non si limitano solo ad
innescare una risposta citoplasmatica bens, passando attraverso il nucleo, prevedono l'attivazione
della trascrizione genica. Infatti potremo osservare la risposta cellulare solo quando la cellula sar
popolata dalla sufficente quantit di proteine volte a determinare un cambiamento funzionale
(dunque attivazione del fattore di trascrizione--->trascrizione di mRNA--->maturazione
dell'mRNA--->traduzione--->cambiamento del comportamento cellulare). Un esempio pu essere la
via trasduttiva che innesca il differenziamento, la quale prevede lo stravolgimento del programma
cellulare e dunque necessita di tempo affinch ci avvenga.

Figure 16-7 Essential Cell Biology ( Garland Science 2010)

Come vi anticipavo prima, possiamo suddividere le vie di trasduzione anche in base ai tipi di
recettori (posti sulla superfice della membrana cellulare oppure all'interno della cellula) che captano
particolari tipologie di molecole segnale (peptidiche o lipidiche):
-RECETTORI DI SUPERFICIE: necessari per la captazione degli ormoni peptidici (incapaci di
oltrepassare la membrana cellulare), i recettori di superficie solitamente sono proteine integrali di
membrana che presentano un dominio extracellulare in grado di legare con altissima specificit
solamente un tipo di molecola segnale, inoltre presentano un dominio transmembrana, infine un
dominio citoplasmatico che innesca la via di trasduzione del segnale, solitamente abbastanza

complessa.
-RECETTORI INTRACELULARI: questi recettori sono caratteristici per quelle vie trasduttive
nelle quali l'ormone capace di diffondere liberamente nel citoplasma attraverso la membrana
cellulare. Stiamo parlando degli ormoni steroidei (ossia lipidici, derivanti dal colesterolo). Una
volta presente nel citoplasma, solitamente l'ormone (che rappresenta il ligando) si associa a un
recettore specifico sempre presente nel citoplasma, e tale interazione si traduce in un cambio
conformazionale del recettore tale da permettere l'importazione del complesso ligando-recettore
all'interno del nucleo. A questo punto (generalmente) gli ormoni steroidei fungono da fattori
specifici di trascrizione, presentando infatti dei domini di legame al DNA che inducono la
trascrizione genica. Alcuni esempi di ormoni steroidei gi citati sono il cortisolo e il testosterone,
altri esempi sono l'estradiolo e la tiroxina.

Se confrontiamo le due vie, notiamo come la via trasduttiva nella quale interviene il recettore
intracellulare in effetti pi semplice di quanto appare invece quella mediata dal recettore di
superficie.
Come potete notare, in questo esempio abbiamo l'ormone cortisolo che penetra facilmente
attraverso il doppio strato fosfolipidico...abbiamo poi all'interno della cellula una proteina recettore
rappresentata in verde che si lega specificamente al ligando cortisolo...in risposta al legame col
cortisolo la proteina recettore cambia conformazione, cos da determinarne un trasferimento della
proteina all'interno del nucleo...immaginiamo che la proteina abbia un segnale di localizzazione
nucleare NLS che nascosto nella conformazione in cui non associata al cortisolo...il cambio di
conformazione dovuta al cortisolo potrebbe esporre l'NLS che a quel punto viene quindi
riconosciuto dal complesso del poro nucleare CPN (o meglio da tutte le proteine che assistono
all'ingresso nel nucleo come le importine)...all'interno del nucleo questa proteina funge da fattore di
trascrizione specifico.

[il prof domanda cosa sono i fattori di trascrizione specifici]


I fattori di trascrizione specifici sono quelli che attivano geni specifici. Infatti parliamo di fattori di
trascrizione generali quando descriviamo quelle proteine che si associano alla polimerasi II per la
trascrizione genica (per esempio un fattore generale classico potrebbe essere TFIIB, richiesto per
l'inizio della trascrizione), mentre parliamo di fattori di trascrizione specifici quando descriviamo
quelle proteine che, legando quelle sequenze di DNA che si trovano soltanto a monte di un numero
ristretto di geni specifici, permette la trascrizione dei geni a valle e quindi la trascrizione di uno
specifico programma trascrizionale che determiner delle risposte all'interno della cellula.
Quindi gli ormoni steroidei funzionano in questo modo molto semplice.
Quando invece andiamo ad analizzare le vie di trasduzione che sono innescate da molecole segnale
peptidici, che vengono quindi recepiti da proteine integrali di membrana, notiamo che la cascata
trasduttiva molto pi complessa in quanto coinvolge generalmente tutta una serie di proteine
citoplasmatiche. Questa cascata di trasduzione del segnale si conclude con l'attivazione di alcune
proteine effettrici, che sono quelle che mediano effettivamente la risposta finale alla molecola
segnale.
Le molecole effetrici possono appartenere a diverse categorie. Ad esempio enzimi metabolici come
nella degradazione del glicogeno in risposta al glucagone: l'enzima che catalizza l'idrolisi dei legami
che compongono la molecola di glicogeno, liberando le singole subunit di glucosio, sar in questo
casso l'effettore della via di trasduzione del segnale. In altri casi gli effettori possono essere dei
regolatori trascrizionali, e questo per esempio lo vediamo nell'attivazione dei linfociti: infatti, in
seguito al riconoscimento dell'antigene da parte di un recettore di membrana, si innesca la cascata di
trasduzione del segnale che porta alla trascizione di una serie di fattori di trascizione che
determinano la produzione di una serie di nuove proteine, alcune delle quali sono altre proteine
segnale che vanno ad attivare altri tipi di cellule (tramite segnalazione paracrina, ossia senza che
questi entrino nel torrente sanguigno). Infine altro esempio sono le proteine del citoscheletro, di cui
l'esempio pi banale quello della contrazione muscolare (gi citata), ma torniamo all'esempio
delle cellule del sistema immunitario (leucociti): quando queste vengono stimolate dall'antigene
(che denuncia la presenza di un potenziale agente infettivo per il nostro organismo) avviene la
riorganizzazione del loro citoscheletro in modo da permettergli di infiltrarsi nei tessuti circostanti.

Ora vedremo quindi quali sono i principali eventi che legano il recettore di membrana con le
proteine effetrici. Questi eventi avvengono in diversi step e vedremo che tali step sono necessari per
la cosiddetta amplificazione del segnale, in quanto si vuol fare in modo che anche concentrazioni
bassissime di molecole segnale extracellulari possano determinare una risposta dell'intera cellula.

Il primo passaggio gi lo conosciamo: si tratta del legame fra ligando e recettore di membrana, tale
da produrre un cambiamento conformazionale del dominio citoplasmatico del recettore
transmembrana. Una volta ottenuto il cambio conformazionale a carico di un recettore
necessario trovare il modo per amplificarne il segnale, e ci avviene grazie a quelle che
nell'immagine sono dette small intracellular messenger molecules (secondi messaggeri). I secondi
messaggeri sono solitamente molecole di piccole dimensioni (esempio lo ione Ca++, l'AMP ciclico)
che proprio per la loro dimensione sono in grado di diffondere pi rapidamente nel citoplasma della
cellula. Infatti voi dovreste sapere che in una soluzione acquosa, quanto pi piccola la molecola
immersa tanto pi velocemente questa diffonde nell'ambiente circostante. Dall'immagine potete
appurare che il secondo messaggero viene prodotto (o viene permesso il suo ingresso all'interno
della cellula) da una proteina. Questa, quando attivata, in grado di produrre MOLTISSIME
molecole di secondo messaggero (centinaia o migliaia). Tali secondi messaggeri avranno
ovviamente come obiettivo la modificazione del comportamento di enzimi bersaglio (i quali
potrebbero venire attivati o inibiti). Ma non finisce qua, perch un altro importante passaggio
quello di integrazione , attraverso altre proteine che (qua nell'immagine non riportato) potrebbero
provenire da altre vie di trasduzione del segnale contemporaneamente attive. L'integrazione
potrebbe risultare nella formazione di grossi complessi macromolecolari, i quali a loro volta
potrebbero portare all'attivazione dell'effettore finale.
[Il prof aggiunge che naturalmente all'esame non insisteranno con il chiederci esempi di
integrazioni specifiche di pi vie di trasduzione del segnale, che invece faranno parte di sucessivi
corsi. Cercheranno invece di insitere sui meccanismi che intercorrono nelle singole vie trasduttive].

Le vie di trasduzione del segnale spesso sfruttano la presenza di molecole che funzionano da
interruttori (ON/OFF) e sono due i principali meccanissmi coinvolti.
Adesso nelle immagini che di seguito vi propongo verranno introdotte alcune delle componenti
delle vie di trasduzione del segnale. Dunque prima vi illustro le propriet delle proteine che
generalmente fanno parte delle vie di trasduzione del segnale, e poi alla fine andremo a vedere
diverse vie di trasduzione, mettendo insieme tali proteine nel meccanismo.

Una delle caratteristiche fondamentali nella trasduzione del segnale che il segnale deve essere
trasdotto nel momento in cui presente il ligando, ma tale trasduzione del segnale deve cessare nel
momento in cui lo stimolo poi assente. ---> per lo meno in alcuni casi... Se per esempio lo stimolo
di differenziazione cellulare in una particolare direzione, anche quando lo stimolo non presente,
chiaramente le conseguenze dello stimolo permangono; se invece lo stimolo che viene dato alla
cellula determina delle risposte metaboliche, quest'ultime potrebbero non essere mantenute dopo
che terminato il meccanismo di stimolazione (ritornando all'esempio del glucagone che determina
il rilascio di glucosio da parte degli epatociti, ovviamente questo meccanismo dovr permanere fin
tanto che necessario aumentare i livelli di questo zucchero nel sangue ma dovr cessare quando si
interrrompe la sua stimolazione). Per ottenere questo risultato esistono diversi interruttori che
dunque rendono transienti alcune stimolazioni.
I due meccanismi (interruttori) fondamentali sono:
a) LA REGOLAZIONE DELL'ATTIVITA' PROTEICA TRAMITE FOSFORILAZIONE (proteina
in verde nell'immagine che segue): le proteine coinvolte in questo meccanismo sono presenti
normalmente nella cellula in una forma inattiva come per esempio succede per il sistema delle
proteine MAPchinasi (una delle vie pi studiate, coinvolta ad esempio nella proliferazione cellulare
e spiegata pi avanti). In risposta a un segnale, queste proteine vengono fosforilate dalle proteinchinasi, ossia proteine che catalizzano l'aggiunta di gruppi fosfato in punti critici di altre proteine.
Come ben sapete la fosforilazione pu comportare un cambio conformazionale tale che la proteina
risulti attiva e possa svolgere diverse funzioni all'interno della cellula, come la riorganizzazione del
citoscheletro, attivare la trascrizione, e cos via... Per nel momento in cui lo stimolo cessa, sono
presenti delle proteine dette fosfatasi (ossia proteine che catalizzano la rimozione di gruppi fosfato)
le quali permettono l'inattivazione della proteina precedentemente attivata. Dunque, nel momento in
cui presente il segnale le protein-chinasi attivano il processo di trasduzione del segnale, mentre
quando il segnale assente abbiamo un meccanismo che ripristina la normalit (spegne la via
trasduttiva) tramite le fosfatasi.
b) LA REGOLAZIONE TRAMITE PROTEINE G (proteina in marroncino nell'immagine che
segue): anche le proteine G (ad esempio RAS) possono essere presenti nel citoplasma in una forma
inattiva in cui legano il GDP oppure nella forma attiva in cui legano il GTP. Infatti, in risposta a
segnali, esistono delle molecole dette fattori di scambio che catalizzato lo scambio di una molecola
di GDP con una di GTP determinando cos l'attivazione della trasduzione del segnale; invece, dopo
la cessazione dello stimolo, intervengono delle proteine specializzate che favoriscono l'idrolisi del
GTP assciato alla proteina G, e quindi il ritorno della stessa nella conformazione inattiva. Da notar
bene che le proteine G, oltre ad aver la capacit di attivare altri complessi molecolari, possiedono
un'intrinseca attivit di idrolisi del GTP (attivit GTPasica) seppur poco efficace se comparata con
tutti gli altri enzimi presenti nella cellula...quindi trascorre un certo lasso di tempo (che in genere
anche nell'ordine dei minuti) prima che la proteina G possa idrolizzare la molecola di GTP a cui
associata. Il sistema reso pi fine infatti dalle proteine specializzate citate prima che, in risposta a
un segnale, si attivano e dunque accelerano il meccanismo di inattivazione della proteina G tramite
la loro efficiente attivit GTPasica.

Oltre a questi due tipi di meccanismi appena descritti e che sono caratteristici prevalentemente per
segnali peptidici, ricordiamo ancora i meccanismi che adottano recettori intracellulari (per gli
ormoni steroidei gi citati) e un altro tipo di recettore veramente importante. Infatti la cellula
adotta un'altra strategia molto rapida: quella che accoppia direttamente la funzione di recettore
con quella di canale ionico (anche detto recettore ionotropico), che ad esempio troviamo nelle
cellule muscolari. Si ricorda che i canali ionici sono proteine di membrana che permettono il
passaggio di ioni secondo il loro gradiente di concentrazione, gradiente di concentrazione che
finemente regolato...ricordatevi che abbiamo fatto l'esempio delle pompe sodio-potassio
ATPasi...ricordatevi che abbiamo fatto l'esempio del trasportatore del calcio, in cui dicevamo che
presente una pompa calcio ATPasi che continuamente trasferisce gli ioni Ca++ dal citoplasma al RE
liscio, particolarmente importante nelle cellule muscolari...dunque il fatto che viene utilizzato ATP
per mantenere una certa concentrazione di ioni all'interno della cellula o addirittura all'interno di
particolari compartimenti cellulari (come il RE liscio) fa in modo che basta l'apertura di un canale
ionico affinch venga prodotto un importante flusso di ioni volto per esempio ad una rapidissima
depolarizzazione della membrana plasmatica o a variare la concentrazione del Ca++ nel citoplasma.

Vediamo adesso pi nel dettaglio come funzionano i recettori per i segnali pepditici (che risultano
essere pi complicati).
Dall'immagine qua sotto potete osservare un recettore detto recettore accoppiato a proteina G
(GPCR), una classe particolare di proteine transmembrana con un dominio extracellulare per il
ligando, la quale associazione in grado di attivare una proteina G (uno degli interruttori molecolari
citati prima). Infatti il dominio citoplasmatico di questi recettori in grado di favorire lo scambio di
GDP con GTP. La proteina G che vedete in figura associata alla membrana citoplasmatica grazie a
un lipide (normalmente un gruppo isoprenico) che attivandosi risulta libero di muoversi al di sotto
della cortex cellulare fino al punto in cui incontra un'altra proteina e la attiva. Un esempio di
proteina che pu essere attivata da una proteina G l'adenilato ciclasi, che quando attiva converte
una grandissima quantit di ATP in AMPciclico (cAMP, un tipo di secondo messaggero). Infatti le
singole proteine target delle proteine G spesso sono deputate alla produzione massiva di secondi
messaggeri, ossia di piccole molecole capaci di diffondere rapidamente nella cellula attivando altri
effettori facenti parte della particolare via di trasduzione del segnale.

La maggior parte delle proteine G che incontriamo sono proteine eterotrimeriche perch formate
dalle tre subunit alfa, beta, gamma, e potete notare dall'immagine come la subunit che
effettivammente svolge la funzione di proteina G sia la subunit alfa. Questa subunit, a riposo, si
trova legata al GDP; in risposta al legame col segnale, il recettore favorisce invece lo scambio del
GDP con il GTP, e tale scambio determina la dissociazione del trimero alfa-beta-gamma.

In particolare da una parte troveremo la subunit alfa attivata che andr a cercare di attivare enzimi
specifici che altrimenti sarebbero inattivi, dall'altra troveremo il complesso beta-gamma che
anch'esso potrebbe essere in grado di favorire meccanismi all'interno della cellula, come ad esempio
l'apertura di canali di membrana.

Ora facciamo finalmente un esempio specifico di un'intera trasduzione del segnale: quella indotta
dall'adrenalina.
Potete vedere come questo tipo di ormone, che si trova nell'ambiente extracellulare, legandosi a un
recettore accoppiato a proteina G, ne permette l'attivazione...quindi la proteina G andr ad attivare
l'adenilato ciclasi che convertir grandi quantit di ATP in cAMP....L'AMPciclico dunque diffonder
nel citoplasma fino a raggiungere la protein-chinasi-A (PKA chiamata A perch viene attivata
dall'AMPciclico)...la PKA attivata, essendo una protein-chinasi, forsforiler un'altra proteina-

chinasi...quest'ultima andr a fosforilare finalmente la molecola effettrice: la glicogeno-fosforilasi,


ossia la proteina che innesca l'idrolisi del glicogeno.
Qual' il senso biologico di questa risposta?? ---> Prendiamo ad esempio una situazione di pericolo.
Il nostro organismo deve prepararsi a rispondere rapidamente con un meccanismo di attacco-fuga
che dovr beneficiare di alta concentrazione di glucosio nel sangue. Ci possibile perch
l'adrenalina innesca una via di trasduzione del segnale che, attraverso una serie di passaggi
biochimici citoplasmatici velocissimi (che non coinvolgono l'espressione genica che invece un
tipo di risposta lenta), permette l'idrolisi del glicogeno in glucosio. In particolare notate come il
segnale portato da una singola molecola di adrenalina captata da una cellula epatica sia in grado di
essere amplificato: infatti ogni molecola di cAMP attiva una PKA, le quali attivano decine di
fosforilasi-chinasi, e ciascuna di queste pu attivare decine di glicogeno-fosforilasi.
La PKA coinvolta anche in altri tipi di risposte: pu infatti entrare all'interno del nucleo e attivare
tramite fosforilazione dei fattori di trascrizione che possono essere utili alla cellula.

Un'altra forma molto importante di secondo messaggero il diacilglicerolo. Questo secondo


messaggero viene prodotto da un enzima anch'esso associato alla membrana chiamato fosfolipasi C,
che viene attivato da una proteina G. In particolare la fosfolipasi C un enzima che va a idrolizzare
il fosfolipide inositolo, il quale viene scisso in inositolo-trifosfato (IP3 - che la testa idrofilica del
fosfolipide) e diacilglicerolo (DAG - che non altro che lo scheletro del fosfolipide, ossia le due
code di acido grasso). Queste due componenti fungono da secondi messaggeri:
-L'IP3 va a liberare il Ca++ dal RE liscio grazie all'attivazione di un canale per il calcio;
-Il DAG va ad attivare la protein-Chinasi-C (PKC), la quale per risulta attivata se
contemporaneamente si associa al Ca++ citoplasmatico.
Infine la PKC andr ad attivare altri effettori al'interno della cellula.

Figure 16-25 Essential Cell Biology ( Garland Science 2010)

Quest'altra immagine (sotto) ci aiuta a capire il meccanismo di amplificazione del segnale. Tratta di
una cellula che si trova nella retina dei nostri occhi e che contiene la rodopsina. Questa proteina
contiene al suo inerno una molecola che in risposta a fotoni di particolari lunghezze d'onda cambia
la sua conformazione. Questo cambiamento conformazionale permette l'attivazione della rodopsina
che a sua volta attiva proteine G.
Vedete che 500 proteine G si attivano per un singolo fotone...si attivano 500 fosfodiesterasi del
GMPciclico...vengono prodotti 10^5 molecole di cGMP...vengono chiusi 250 canali ionici e questo
determina lo spostamento di milioni di ioni Na+, necessari per depolarizzare sufficientemente la
membrana e innescare dunque lo stimolo nervoso che serve ad elaborare l'immagine. Immaginatevi
con quale rapidit avviene tutto questo. Un solo fotone in gardo di provocare la depolarizzazione
necessaria alla ricostruzione dell'immagine osservata.

Ricapitolando:
abbiamo visto la trasduzione del segnale degli ormoni steroidei che molto semplicemente
entrano nel citoplasma, legano il recettore trasferimento nel nucleo trascrizione di geni
specifici.
abbiamo visto i recettori accoppiati a proteine G, abbiamo visto che le proteine G sono
eterotrimeriche e vanno ad attivare degli effettori i quali producono secondi messaggeri
(come il Ca++, il cAMP, il DAG, l'IP3).
Adesso andiamo a trattare un ultimo tipo di recettore coinvolto nella trasduzione del segnale, ossia i
recettori accoppiati ad un enzima (recettori tirosin-chinasi). Questo tipo di recettore, infatti, nel
lato citoplasmatico presenta un dominio il quale esso stesso un enzima e tale attivit enzimatica

normalmente inattiva. In genere questo recettore si attiva come dimero e ci reso possibile perch
anche le molecole segnale solitamente sono dimeri simmetrici. Infatti l'associazione del ligando
determina l'accostamento di due recettori simmetrici (nell'immagine potete vedere che per non
sempre cos). I loro domini citoplasmatici sono delle chinasi, in particolare delle tirosin-chinasi
capaci di fosforilazione reciproca dei residui di tirosina (processo di autofosforilazione).

L'autofosforilazione comporta il reclutamento di tutta una serie di proteine intracellulari che


former un grosso complesso proteico, che risulta essere il primo step di questo tipo di trasduzione
del segnale.
Ci che avviene in seguito abbastanza simile a ci che abbiamo visto per l'altra via di trasduzione
del segnale.

In questo caso il complesso proteico attiva una proteina G particolare chiamata Ras (che non
eterotrimerica ma sempre associata alla membrana) che anch'essa risulter attivata quando
scambia il GDP con il GTP.
RAS uno dei geni (facente parte degli proto-oncogeni in quanto promuove la proliferazione
cellulare) pi frequentemente mutato nei tumori (assieme a RB e p53, degli oncosoppressori), e la
sua mutazione colpisce spesso quei punti critici che conseguono la produzione di una proteina
sempre attiva, ossia incapace di idrolizzare il GTP.

Figure 16-32 Essential Cell Biology ( Garland Science 2010)

Vedete come Ras vada ad interagire con la cascata delle MAPchinasi: la MAPchinasi-chinasichinasi (MAPKKK) va a fosforilare la MAPKK, la quale va a fosforilare la MAPK che finalmente
va a fosforilare le sue proteine effettrici deputate alla proliferazione cellulare (che risulta essere una
risposta lenta in quanto richiede un cambiamento importante nell'espressione genica).
Ovviamente ci sono altre vie di trasduzione del segnale su cui noi adesso ci soffermeremo molto
poco [il prof sottolinea che a loro interessa che noi capiamo i fondamenti di quelle vie che ci ha
rappresentato finora].
Ci sono vie di trasduzione che sono associate all'apoptosi: nell'esempio troviamo la proteina BCL2
(una proteina antiapoptotica) che deputata a promuovere la sopravvivenza cellulare ed attiva
soltanto nel caso in cui siano presenti dei segnali di sopravvivenza (come fattori di crescita e altre
proteine) che vengono percepiti da una via di trasduzione del segnale che termina con una proteina
detta Akt, la quale una chinasi in grado di fosforilare la proteina Bad (una proteina proapoptotica)
che risulta cos inattiva, permettendo cos la funzione di BCL2. Quando Bad non fosforilata
perch non sono presenti dei fattori di crescita nell'ambiente extracellulare, si attiva sequestrando
BCL2 la quale non pi in grado di effettuare la sua funzione antiapoptotica.

Figure 16-34 Essential Cell Biology ( Garland Science 2010)

Un altro esempio di via di trasduzone del segnale (che fra l'altro passa per
la proteina Akt che abbiamo appena incontrato) il sitema TOR, coinvolto
nell'inibizione della degradazione delle proteine e nella stimolazione della
sintesi proteica.
La sintesi proteica una fenomenologia che per decenni non stata
considerata necessaria per grandi scopi regolativi, invece adesso sappiamo
come la regolazione cellulare dipenda dalla velocit con cui avviene la sintesi
proteica. Per esempio la sintesi proteica in se non solo una condizione
necessaria per la trasformazione tumorale delle cellule, bens sembra che
addirittura un'alterazione della velocit dell'espressione genica sia molto
importante per la tumorigenesi.
Sotto segue un immagine conclusiva che illustra un esempio di quanto possa
essere complicata l'integrazione di diverse vie di trasduzione, alcune delle
quali sono state viste in questa lezione.
[ovviamente valerio ci fa presente che non dobbiamo conoscerla ai fini dell'esame, poi ci chiede se
abbiamo domande, nessuno gli risponde e, nonostante sia l'ultima lezione di dicembre, se ne va via
senza neanche salutarci]

Figure 16-42 Essential Cell Biology ( Garland Science 2010)