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SINISTRA DEMOCRATICA, I ROM E L’IMPEGNO PER LA SICUREZZA

Milano, 19 maggio 2008

Le prese di posizione di questi giorni sui Rom non sembrano generate da una valutazione concreta della
realtà. E rischiano di provocare (come già è avvenuto a Ponticelli e un anno fa a Opera) reazioni violente
e psicosi collettiva. Manca solo la dichiarazione di guerra!
Siamo convinti che occorra mettere a punto misure efficaci, anziché proclami che generano paura e non
favoriscono la risoluzione dei problemi. Oltre tutto, si mescolano insieme problemi che hanno origine – ed
anche soluzioni – del tutto diverse: Rom e rumeni, nomadi e immigrati non sono la stessa cosa. Anche la
criminalità ha tanti aspetti diversi, da quella che colpisce la popolazione più debole e indifesa alle grandi
mafie. E noi siamo dalla parte delle donne ogni volta che vengono colpite nel corpo e nella mente – quasi
sempre da parenti e conoscenti italiani, tra l’altro –, degli anziani truffati e dei commercianti tormentati dal-
l’usura e dal pizzo.

Una volta per tutte: chi commette reati va punito, sia esso italiano, rumeno o di qualsiasi altra nazionalità.
Anzi, è già un segno della assurdità della situazione che si debba ribadire un concetto alla base della con-
vivenza civile. Il codice penale contiene già tutto quanto è necessario: siamo sicuri che tutti facciano dav-
vero quanto devono?
Chi giunge in Italia in condizioni di povertà e bisogno va inserito in un percorso virtuoso che gli
permetta, al tempo stesso di rispettare i doveri e di godere di diritti di cittadinanza che spesso sono
semplicemente diritti umani fondamentali. E forse a questo proposito è utile riaprire la discussione, par-
tendo anche dalla disponibilità mostrata dall’allora Presidente di An Gianfranco Fini, sulla possibilità di
estendere il diritto di voto amministrativo ai cittadini stranieri regolarmente presenti da cinque anni nel
nostro Paese, consentendo di rendere così più efficace il riconoscimento di diritti e di doveri da parte di
tutti.

Questa è l’idea di legalità che abbiamo, di cui fa parte anche la semplice realtà che più della metà dei
Rom è composta da cittadini italiani.
Per queste ragioni colpiscono toni ed argomenti usati da Penati in alcune recentissimi interviste, quasi
che la Provincia di Milano non sia da molto tempo impegnata con interventi positivi: lo stesso Penati –
sull’Unità – li richiama e li sottolinea, giustamente.
Non si può accettare, allora, che un tema così delicato, che può produrre guasti gravi nella comunità mi-
lanese e metropolitana, venga affrontato a colpi di slogan e di frasi rumorose: non si risolvono i problemi
ma si aumentano e nemmeno si recuperano voti, se questa è il vero problema. E a proposito di reati e
di severità, ricordiamo che bruciare campi (anche se abusivi) è un reato gravissimo, a Ponticelli come a
Opera ed in qualsiasi altro luogo.
Responsabilità e risorse: ecco ciò che ci vuole. Questo dovrebbero sapere il sindaco Moratti e il prefetto
Lombardi che pensano solo a scaricare i problemi nei comuni della provincia, chiudendosi sempre più tra
le mura illusorie della città.

Coordinamento provinciale di Sinistra Democratica per il socialismo europeo