Sei sulla pagina 1di 2

La trilogia della villeggiatura di Carlo

Goldoni
La trilogia della villeggiatura stata scritta nel 1761. Quest'opera composta da tre parti: la prima
dalle smanie per la villeggiatura, la seconda le avventure della villeggiatura e la terza parte il
ritorno della villeggiatura. La villeggiatura era il trasferimento della nobilt (non solo veneziana
ma in generale nel Settecento) nella residenza di campagna, in un'ambientazione tipicamente
bucolica e campestre, dove i nobili possedevano una villa in campagna. Questa villa o casina di
campagna si trovava quasi sempre nel centro dei possedimenti terrieri dei nobili, dove gli
aristocratici si recavano anche per assistere al raccolto, fino alla fine dell'estate e all'inizio
dell'autunno. Questo era anche motivo di svago per i nobili, ma anche per (come diremmo oggi)
status symbol (riferendosi ovviamente alla nobilt). I veneziani, nel Settecento, preferiscono
investire le proprie risorse economiche che provenivano dai traffici mercantili, dall'acquisto di terre
e possedimenti terrieri. Quindi l'antica aristocrazia mercantile veneziana investe, nel Settecento,
nelle ville di campagna. Ricordiamo a Vicenza le ville di Andrea Palladio. Sono delle ville che
mostrano chiaramente la ricchezza di prestigio della casata nobiliare, in generale veneziana, e
servivano sia come luogo di svago e di prestigio sia per i raccolti nella fase autunnale. Quindi
dall'aristocrazia mercantile si passa ad una aristocrazia agraria. La borghesia nascente cerca di
emulare, cio di seguire l'esempio, di imitare, lo stile di vita dei nobili, e viene anche derisa, presa
in giro, perch la nobilt aveva condotto uno stile di vita prestigioso, importante e anche basato
sugli sperperi e sulle spese (ricordiamo, per esempio, l'aristocrazia siciliana, come narrato nel
romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa il Gattopardo). I borghesi veneziani cercano quindi
di emulare lo stile aristocratico nobiliare. Questa emulazione da parte dei borghesi nei confronti dei
nobili oggetto di derisione da parte di Carlo Goldoni. Carlo Goldoni, fu, come abbiamo gi detto,
contrastato dal pubblico perch metteva in scena delle rappresentazioni teatrali che prendevano
spunto dalla realt. Quindi sottolineava quelli che erano i difetti e gli aspetti ridicoli della classe
sociale che rappresentava in scena. Nella produzione teatrale di Carlo Goldoni abbiamo tre fasi: la
prima, quella del teatro Sant'Angelo, dove Carlo Goldoni preferisce elogiare la borghesia e criticare
aspramente la nobilt poich essa viveva di rendita e non produceva nulla. Era infatti quella parte
della societ parassita, mentre la borghesia era quella parte operosa della societ. La trilogia della
villeggiatura invece una parodia, un presa in giro da parte del Goldoni nei confronti della
borghesia. Poich assistiamo a queste smanie per la villeggiatura, i borghesi da quali dapprima
non avevano le possibilit economiche che invece avevano per secoli gli aristocratici, cominciano
ad avere un certo benessere, e e allo stesso tempo iniziano a imitare i nobili, ma non hanno le
possibilit economiche per gestire la propria villeggiatura, come era tipica nelle classi nobili.
Trama
I protagonisti sono due fratelli, Leonardo e Vittoria, e dall'altra parte abbiamo una famiglia con il
padre Filippo con la figlia Giacinta, i quali non hanno le possibilit economiche per fare una
villeggiatura in estate. L'ambientazione situata nella campagna livornese, precisamente a
Montenero, quindi siamo nella campagna toscana, ma comunque riprende le caratteristiche della
villeggiatura estiva veneziana. Leonardo e Vittoria quindi s'indebitano (fanno dei debiti), perch
andando in villeggiatura ovviamente devono mantenere i servizi, e perci si ha uno sperpero di
denaro (come faranno anche Filippo e Giacinta). Nasce un malinteso, perch Leonardo
innamorato di Giacinta. Questa Giacinta, che rappresenta l'ideale borghese dedito ai doveri sociali,
s'innamora per di un altro uomo, di nome Guglielmo, e non vuole pi sposare Leonardo. Cos
iniziano dei contrasti prima di avviarsi nella villeggiatura (smanie per la villeggiatura), poich
Leonardo si sente ferito e in un certo modo rifiutato, e padre Filippo vuole che Giacinta sposi
Leonardo. E cos alla fine si giunge ad un patto. Una promessa di matrimonio (contratto
prematrimoniale) che viene firmato da Leonardo e Giacinta. E cos giunti a questo accordo, si parte
verso la villeggiatura. Per nella carrozza, Giacinta non dovr stare con Guglielmo, ma star con il
padre e Leonardo per evitare che i due si possano incontrare o comunque scambiarsi delle passioni

amorose. Si arriva a Montenero, in questa casa di campagna dove per si cominciano ad


amoreggiare Guglielmo e Giacinta. Un giorno Leonardo li scopre in atteggiamenti amorosi, e
Giacinta si difende dicendo semplicemente che stava parlando con Guglielmo sul fatto che lui
(Guglielmo) dovesse sposare Vittoria, la sorella di Leonardo. Ma in realt i due si amavano.
Ritornano dalla villeggiatura, e questa trilogia finisce con il matrimonio tra Leonardo e Giacinta,
che lo asseconda mantenendo la promessa che aveva fatto precedentemente, ma questa promessa
porter all'infelicit di tutti quanti perch Guglielmo dovr sposare Vittoria e Giacinta che sar
costretta dal dovere borghese a sposare Leonardo. E in questa scena c' anche un incontro grottesco,
a tratti anche ridicolo tra una zia di Giacinta, Sabina, con Ferdinando, il quale un uomo
squattrinato. Quindi questo matrimonio si conclude con dei matrimoni infelici e tra l'altro Leonardo
cade in disgrazia economica, e un amico di famiglia del padre Filippo, Fulgenzio consiglia di far
rivalutare delle propriet in Liguria in modo tale da vivere maniera decorosa nella villeggiatura
grazie alle rendite. Da una parte vi sono le caratteristiche di un'aristocrazia amanti del gusto dello
sfarzo e dello sperpero, dall'altra la borghesia che cerca di imitare la nobilt ma che comunque non
ha n le possibilit economiche e neanche uno stile di vita tipicamente aristocratico, che si
concluder con l'infelicit di tutti i personaggi, quindi infelicit assoluta, a causa anche dei
matrimoni tristi che vengono eseguiti soltanto per dei doveri morali, etici della borghesia
emergente.
Written and translated by Giovanni Iacono