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Esame di Geometria e Algebra Lineare

Politecnico di Milano Ingegneria informatica Appello 30 Aprile 2015


Cognome:

h:

Nome:

Matricola:

1. Fissato un sistema di riferimento, consideriamo le due rette dipendenti dal parametro reale


hx y + 1 = 0
y + z = 0
r:
,
s:
.
(h 1)x y + z = 0
2x y z 2h + 2 = 0
1. Studiare la mutua posizione di r ed s al variare di h.
2. Per i valori di h per cui le rette sono incidenti, trovare il punto di intersezione.
3. Verificato che per h = 1 le rette sono sghembe, trovare lequazione cartesiana del piano
contenente s e parallelo ad r.

2. Siano

1
2
A=
0
1

2
3
1
1

0
1
1
1


1
0
1 1

U = L
0 , 0
2
1

1
2
,
0
1

1. Trovare dimensioni e basi di W = ker(A) ed U .


2. Trovare dimensioni e basi di U + W ed U W .
3. Completare la base di U + W ad una base di R4 .
3. Sia f : R2 [x] R2 [x] rappresentata rispetto alla base canonica S2 = {1, x, x2 } dalla matrice

1 1 1
A = 1 1 1 .
1 1 1
1. Trovare dimensioni e basi di ker(A) e dello spazio delle colonne C(A).
2. Trovare dimensioni e basi di ker(f ) e di Im(f ).
3. Verificare che B = {1, 1+x, 1+x+x2 } `e una base di R2 [x] e scrivere la matrice del cambiamento
di base da S2 a B.
4. Scrivere la matrice A che rappresenta f rispetto alla base B.

Soluzioni
1. (a) Mettendo a sistema le

h
h1
(A|b) =
0
2

Pertanto abbiamo:

equazioni delle due rette otteniamo:

1 0
1
1

h1
1 1
0

2
1 1
0
1 1 2(h 1)
0

1
1 0 1
0 1 1
0


0 0 h1 h1 .
2h
0 0
0

0

2(h 1)
0

0 1
0 0
0 2
1 1

Se h 6= 0, 1, la matrice A ha rango 3 mentre (A|b) ha rango 4, quindi le rette sono


sghembe;
Se h = 0, il rango di A `e 3 e coincide con quello di (A|b), quindi le due rette sono
incidenti;
Se h = 1, A ha rango 2 mentre (A|b) ha rango 3, quindi le rette sono parallele.

(b) Per h = 0 le due rette si


sistema:

1
0

0
0

intersecano nel punto P le cui cordinate sono soluzione del


0 1 1
0

1 1 0

P
|
1 .
BO
0 1 1
1
0 0
0

(c) Per h = 1, il fascio di piani a supporto su s `e definito da


F(,) |BO :

(y + z) + (2x y z + 4) = 0,

Supponendo 6= 0, definiamo k =
F k |B O :

(, ) R2 .

e quindi il fascio diventa

2kx (1 + k)y + (1 k)z + 4k = 0,


F |B O :

kR

2x y z + 4 = 0.

Mettiamo a sistema lequazione del generico piano del fascio e di r :

2k 1 k 1 k 4k
1
1
0
1
1
1
1 0
2 0
1
0
1
1
2
1
1
0
0 1 2k 1 4k
0

1
0
1
1
0 2 + 2k

1
2 .
2

Di conseguenza il piano `e parallelo alla retta se e soltanto se k = 1, cio`e:


F1 |BO :
2. (a) Riduciamo a scala la

1 2
2 3
A=
0 1
1 1

matrice A :

0 1
1 2

1 0
1 1

1
0

0
0

x z + 2 = 0.

1
1
1
1

1
1
1
1

1
1
0
0

0
0
0
0

1 1 1
1 1 0
.
0 0 0
0 0 0

Quindi dim(ker(A)) = 4 r(A) = 2, ed una base si ottiene risolvendo il sistema omogeneo


associato:

x = 2t1 t2


x+y+z+w =0
y = t1

t1 , t2 R
yz =0
z = t1

w = t2
2

Bker(A)


2
1

0
1

=
1 , 0

0
1

Lo spazio U ha dimensione 2, poich`e i due vettori che lo generano sono linearmente


indipendenti. Inoltre, essi costituiscono una base di U.
(b) Per trovare una base di U + W riduciamo
delle due basi dei sottospazi:

2 1 1 0
1 0
1 0 0 1
0 1

1 1 0 1 0 1
0 1 0 2
0 1

a scala la matrice avente per righe i vettori


0
0
0
1

Quindi la dimensione di U + W `e 3 ed una sua

0
,
BU+W =

1
1 0
0 1
2

0 0
2
2
0 0
base `e

0

1
,

0
2

0 1
0 2
.
1 4
0 0

0
.
1

Per il teorema del rango, dim(U W ) = dim(U ) + dim(W ) dim(U + W ) = 1. Inoltre,


dato che per il secondo vettore della base di ker(A) vale

0
1
1
1 1
0

0 = 0 + 0 ,
2
1
1

segue che questo `e anche un vettore di U , e quindi costituisce una base di U W.


` immediato verificare che si pu
(c) E
o completare BU+W ad una base di R4 aggiungendo il
vettore

0
0
,
0
1
essendo questo linearmente indipendente dagli altri tre vettori.
3. (a) Risolviamo il sistema

1 1
A= 1 1
1 1

lineare omegeneo associato alla matrice A :

1
1 1 1
1

1 0 0 1 Bker(A) = 1 .

1
0 0 0
0

Quindi dim(ker(A)) = 1 e, per il teorema del rango, dim(C(A)) = 3 1 = 2. Una base


di C(A) `e data dalle colonne di A corrispondenti alle colonne contenenti i pivot della sua
matrice ridotta:

1
1

BC(A) = 1 , 1 .

1
1

(b) Per lisomorfismo delle coordinate, abbiamo dim(ker(f )) = dim(ker(A)) = 1 e dim(Im(f )) =


dim(C(A)) = 2. Inoltre, Bker(f ) = {1 x} e BIm(f ) = {1 + x + x2 , 1 x + x2 }.
(c) La matrice delle coordinate di B rispetto alla base

1 1
MB,S2 = 0 1
0 0
3

canonica S2 `e

1
1 .
1

Avendo rango 3, segue che B `e una base di R2 [x]. MB,S2 corrisponde alla matrice del
cambiamento di base da B ad S2 . La matrice MS2 ,B si ottiene invertendo la matrice
precedente, ad esempio con il metodo di GaussJordan:

1 1 1 1 0 0
1 0 0 1 1 0
1 1 0
0 1 1 0 1 0 0 1 0 0 1 1 MS2 ,B = 0 1 1 .
0 0 1 0 0 1
0 0 1 0 0
1
0 0
1
(d) Per la regola del cambiamento di base, la matrice A

0
A = MS2 ,B A MB,S2 = 0
1

`e
0
0
2

2
2 .
3

Esame di Geometria e Algebra Lineare


Politecnico di Milano Ingegneria informatica Appello 10 Luglio 2015
Cognome:

Nome:

1. Sia

Matricola:

1
k
1
A= 1
k1 0

0
0 .
k+1

1. Determinare per quali valori del parametro k la matrice A `e diagonalizzabile su R.


2. Esistono valori di k per cui A `e ortogonalmente diagonalizzabile? In caso affermativo trovare
una matrice Q ortogonale che diagonalizza A.
2. Data la matrice

1
G= 0

0
1
3

1
3

1
3

0 ,
1
5

definiamo su R3 il prodotto scalare hv1 , v2 i = v1 T G v2 .


1. Trovare una base ortonormale di R3 .
2. Verificare che G e la matrice di Gram del prodotto scalare in R2 [x] definito da hP (x), Q(x)i =
R
1 1
2
2 1 P (x)Q(x)dx, rispetto alla base {1, x, x }.

3. Trovare una base ortonormale di R2 [x] rispetto al prodotto scalare del punto 2.
3. Fissato un sistema di riferimento ortonormale BO nello spazio, siano

1
Q|BO = 0 ,
|BO : x y + 1 = 0.
0
1. Trovare il luogo S dei punti P che soddisfano d(P, ) = 21 d(P, Q).
2. Classificare e trovare una forma canonica di S.

3. Trovare la rototraslazione del sistema di riferimento necessaria a porre S in forma canonica.


4. Siano



1
1
0
b1 = 2 , b2 = 0 , b3 = 1
0
1
1

e sia f : R3 R3 lapplicazione lineare tale che


f (b1 ) = b1 2b2 b3 ,

f (b2 ) = 2b1 + 3b2 ,

f (b3 ) = 3b1 + b2 b3 .

1. Dimostrare che B = {b1 , b2 , b3 } e una base di R3 e scrivere la matrice che rappresenta


lapplicazione rispetto a B.
2. Si trovi una base di ker(f ) e Im(f ).
3. Trovare le controimmagini rispetto a f del vettore v = b1 + 5b2 + b3 .

Soluzioni
1. (a) Il polinomio caratteristico di A `e:



1
k
0


= (k + 1 )((1 )2 k) =

1
0
PA (; k) = 1

k1
0
k+1

= (k + 1 )(1 k)(1 + + k)

e quindi le sue radici sono 1 = k + 1, 2 = 1 k, 3 = 1 + k.

Se k < 0 due radici sono complesse e quindi lapplicazione non `e diagonalizzabile su


R.
Se k = 0 si ha 1 = 2 = 3 = 1 e quindi lunico autovalore ha molteplicit`
a algebrica
3. Ma dato che la matrice A non `e un multiplo dellidentit`
a, si ha che lapplicazione
non `e diagonalizzabile. Infatti lautospazio associato a 1 `e

0 0 0
1 0 0
V1 = ker 1 0 0 = ker 0 0 0 .
1 0 0
0 0 0

Per il teorema di Rouch`e-Capelli


Se k = 1 si ha 1 = 3 = 2 e
Lautospazio associato `e

1
V2 = ker 1
0

si ha dim(V1 ) = 3 1 = 2 < 3.
quindi lautovalore 2 ha molteplicit`
a algebrica 2.

1 0
1
1 0 = ker 0
0 0
0

1 0
0 0 .
0 0

Per il teorema di Rouch`e-Capelli si ha dim(V2 ) = 3 1 = 2, quindi la molteplicit`


a
geometrica di 2 `e 2 ed A `e diagonalizzabile. Questo `e coerente con il fatto che per
k = 1 la matrice `e simmetrica e quindi diagonalizzabile.
Se k > 0 e k 6= 1 le radici del polinomio sono reali e distinte e quindi A `e diagonalizzabile.
(b) Per il teorema spettrale, A `e ortogonalmente diagonalizzabile ripetto al prodotto scalare
canonico se e solo se `e simmetrica, ovvero se e solo se k = 1. In tal caso si ha:


1/ 2
1 1 0
0

V2 = ker 0 0 0 = L 0 , 1/ 2 ,
0
0 0 0
1

1/ 2
1 1 0
1 1 0

V0 = ker 1 1 0 = ker 0 0 1 = L 1/ 2 .
0
0 0 2
0 0 0
La matrice ortogonale Q che diagonalizza A `e

0 1/ 2

Q = 0 1/ 2
1
0

1/ 2

1/ 2

2. (a) Applichiamo lalgoritmo di GramSchmidt alla base canonica {e1 , e2 , e3 } di R3 :


0
1
hv1 , e2 i
v1 = e2 = 1 ,
v1 = e1 = 0 , v2 = e2
kv1 k2
0
0

1/3
hv2 , e3 i
hv1 , e3 i
v1
v2 = 0 .
v3 = e3
kv1 k2
kv2 k2
1
6

Effettuiamo infine la normalizzazione, ottenendo la base ortonormale {


v1 , v
2 , v
3 } con

5/2
1
0
.
3 = 0
v
1 = 0 , v
2 = 3 , v
3 5/2
0
0
R
1 1
2 1 1 dx = 1 = G11 ;
R1
h1, xi = 12 1 x dx = 0 = G12 , inoltre h1, xi = hx, 1i = G21 ;
R1
h1, x2 i = 12 1 x2 dx = 31 = G13 , inoltre h1, x2 i = hx2 , 1i = G21
R1
hx, x2 i = 12 1 x3 dx = 0 = G23 , inoltre hx, x2 i = hx2 , xi = G32 ;
R1
hx2 , x2 i = 12 1 x4 dx = 51 = G33 .

(b) h1, 1i =

e h1, x2 i = hx, xi = G22 ;

(c) Per il teorema di rappresentazione dei prodotti scalari, si ha che le coordinate dei vettori
di una base ortonormale {P1 , P2 , P3 } di R2 [x] rispetto alla base canonica S2 = {1, x, x2 }
sono:
3 .
2 , P3 |S2 = v
1 , P2 |S2 = v
P1 |S2 = v

Quindi P1 = 1, P2 = 3 x e P3 = 25 + 3 2 5 x2 .
3. (a) Dato il punto P di coordinate
P |B O

x
= y ,
z

lequazione d(P, ) = 12 d(P, Q) diventa:


1p
|x y + 1|

=
(x 1)2 + y 2 + z 2 .
2
2
Quadrando entrambi i lati e semplificando, otteniamo lequazione della quadrica
Q|BO : x2 4xy + y 2 z 2 + 6x 4y + 1 = 0.
(b) Le matrici associate a Q sono

1 2 0
0 ,
A = 2 1
0
0 1

1 2 0
3
2 1
0 2
.
B=
0
0 1 0
3 2 0
1

Gli invarianti metrici sono I1 = 1, I2 = 5, I3 = 3, I4 = 8, pertando la quadrica `e


uniperboloide a due falde. Il polinomio caratteristico di A `e



1
2
0


= (1 )((1 )2 4) = (1 )2 (3 )
1
0
PA () = 2

0
0
1

e quindi gli autovalori sono 1 = 2 = 1 e 3 = 3, mentre a


44 = II43 = 38 . Esiste di
conseguenza un sistema di riferimento canonico BO in cui la quadrica ha equazione:
Q|BO : X 2 + Y 2 3 Z 2 +

8
= 0.
3

Osserviamo che avendo due autovalori uguali, Q `e una quadrica di rotazione.


(c) I due sistemi di riferimento BO e BO sono legati dalla rototraslazione

x
X
y = Q Y + v.
z
Z
7

del nuovo sistema coincide con il centro C della quadrica, le cui coordinate
Lorigine O
xC , yC , zC rispetto a BO si ottengono risolvendo il sistema lineare:

1/3
1 2 0 3
1 2 0 3
2 1
0
2 0 3 0 4 C|BO = 4/3 .
0
0 1 0
0 0 1 0
0
Il vettore di traslazione `e quindi

v=

1/3
4/3

La rotazione del sistema di riferimento `e quella data dalla matrice ortogonale speciale Q
che diagonalizza A. Calcoliamo quindi gli autospazi di A :


1/ 2
2 2 0
1 1 0
0

/ 2 ,
V1 = ker
2 2 0
= ker
0 0 0
=L
0
,
0
0
0 0
0 0 0
1

1/ 2
2 2 0
1 1 0

V3 = ker 2 2 0 = ker 0 0 1 = L 1/ 2 .
0
0
0 4
0 0 0

La matrice Q `e quindi

0
Q= 0
1

1/ 2

1/ 2

1/ 2

1/ 2

4. (a) Calcoliamo il rango della matrice le cui righe sono i vettori b1 , b2 , b3 :

1 1 0
1 1 0
1 1 0
r 2 0 1 = r 0 2 1 = r 0 1 1 = 3.
0 1 1
0 1 1
0 0 1
Segue che i vettori sono linearmente indipendenti e quindi costituiscono una base di R3 .
Lapplicazione lineare f esiste ed `e univocamente determinata perche `e nota la sua azione
sugli elementi di una base. La matrice che rappresenta lendomorfismo rispetto alla base
B `e:

1 2 3

Af,B = f (b1 )|B f (b2 )|B f (b3 )|B = 2 3 1
1 0 1
(b) Riduciamo a scala la matrice Af,B :

1 2 3
1
2 3 1 0
1 0 1
0

2 3
1
7 7 0
2 2
0

2 3
1 1 .
0 0

Abbiamo dim(Im(f )) = r(f ) = r(Af,B ) = 2 ed una base di Im(f ) `e data dai vettori
corrispondenti alle colonne di Af,B contenenti i pivot:


1
5

BIm(f ) = f (b1 ) = 1 , f (b2 ) = 4 .

3
3

Per il teorema del rango, dim(ker(f )) = n r(f ) = 3 2 = 1. Risolvendo il sistema


lineare omogeneo associato ad Af,B , abbiamo:

1
2

Bker(Af,B ) = 1
Bker(Af,B ) = b1 + b2 b3 = 1

1
0
8

(c) Per il teorema di rappresentazione, i vettori w appartenenti alla controimmagine di v


soddisfano
f (w)|B = Af,B w|B = v|B .
Risolviamo quindi

1
2
1

il sistema lineare

2 3 1
1
3 1 5 0
0 1 1
0

2 3
7 7
2 2

1 2
1
7 0 1
2
0 0

3 1
1 1 .
0 0

Essendo il sistema risolvibile abbiamo che v Im(f ) e le sue controimmagini w sono:

1 + t
2t
w|B = 1 + t , t R

w = 2 + t , t R.
t
1

Esame di Geometria e Algebra Lineare


Politecnico di Milano Ingegneria informatica Appello 22 Luglio 2015
Cognome:

Nome:

Matricola:

1. Sia T : R3 [x] R3 [x] la funzione tale che


T (1) = 1 + x,

T (1 + x) = x + x2 ,

T (1 + x + x2 ) = 1 + 2x + x2 ,

T (1 + x + x2 + x3 ) = 1 x2 .

1. Dimostrare che esiste ununica applicazione lineare T EndR (R3 [x]) che soddisfa le condizioni precedenti e calcolare la matrice A che rappresenta T rispetto alla base canonica
S = {1, x, x2 , x3 }.
2. Calcolare una base di ker(T ) e Im(T ).
3. Calcolare una base di ker(T ) + Im(T ) e ker(T ) Im(T ).
2. Siano date le matrici dipendenti dal parametro reale k:

k+1
0
0
0
0
Ak = 0
k 1 k + 1 ,
Bk = 0 k + 1
0
2
2
0
0

0
1 .
k3

1. Calcolare autovalori e autospazi di Ak per ogni k R.


2. Per quali k le matrici Ak e Bk sono simili?
3. Fissato un sistema di riferimento ortonormale BO nello spazio, consideriamo il fascio di quadriche
Qh definite dalle seguenti matrici dipendenti dal parametro h R :

1+h 0 1h 0
0
5
0
h

Bh =
1 h 0 1 + h 0 .
0
h
0
1
1. Classificare Qh al variare di h.
2. Scrivere una forma canonica di Qh per ogni h.
3. Trovare i valori di h per i quali Qh `e di una superficie di rotazione reale. In tali casi trovare
lasse di rotazione di Qh .

10

Soluzioni
1. (a) Linsieme {1, 1 + x, 1 + x + x2 , 1 + x + x2 + x3 } `e una base di R3 [x]. Essendo pertanto
definita lazione di T su una base, esiste ununica applicazione lineare T che soddisfa
le condizioni date. Per ottenere la matrice che rappresenta T rispetto ad S dobbiamo
conoscere lazione di T su S :
T (1)
T (x)
T (x2 )
T (x3 )

=
=
=
=

1 + x,
T (1 + x) T (1) = x + x2 1 x = 1 + x2 ,
T (1 + x + x2 ) T (1 + x) = 1 + 2x + x2 x x2 = 1 + x,
T (1 + x + x2 + x3 ) T (1 + x + x2 ) = 1 x2 1 2x x2 = 2x 2x2 .

Pertanto abbiamo

A=

T (1)|S

T (x)|S

T (x2 )|S

T (x3 )|S

(b) Se riduciamo a scala la matrice A otteniamo

1 1 1 0
1 1 1 0

1 0 1 2
0 1 0 2

0 0 0 0
0 1 0 2
0 0 0 0
0 0 0 0

1 1 1
 1 0 1
=
0 1 0
0 0 0

0
2
.
2
0


1
0
2 0

ker(A) = L
2 , 1
0
1

Attraverso la mappa delle coordinate, una base di ker(f ) `e {2x+2x2 +x3 , 1x2 }. Inoltre,
lo spazio delle colonne C(A) ha per base le prime due colonne di A e quindi una base di
Im(f ) `e {1 + x, 1 + x2 }.

(c) ker(f ) + Im(f ) = L(2x + 2x2 + x3 , 1 x2 , 1 + x, 1 + x2 ). Dobbiamo trovare un sottoinsieme massimale di generatori indipendenti. A tal fine riduciamo a scala la matrice delle
coordinate rispetto a S :

0 1 1 1
1 0 0 0
1 0 0 0
2 0 1 0
0 1 1 1
0 1 1 1

2 1 0 1 0 0 1 0 0 0 1 0 .
1 0 0 0
0 1 0 1
0 0 0 0
Abbiamo che i primi tre generatori sono tra loro indipendenti, pertanto una base di
ker(f ) + Im(f ) `e {2x + 2x2 + x3 , 1 x2 , 1 + x}. Dalla formula di Grassman si ha
dim(ker(f ) Im(f )) = dim(Im(f )) + dim(ker(f )) dim(ker(f ) + Im(f )) = 1
ed `e facile verificare che una base dellintersezione `e {1 x2 }.
2. (a) Il polinomio caratteristico di Ak `e:



k+1
0
0


0
k 1 k + 1 =
Pk () =

0
2
2
= (k + 1 )((k 1 )(2 ) 2(k + 1)) =
= (k + 1 )(3 k + )
e quindi le sue radici sono 1 = k + 1, 2 = 0, 3 = k 3.
Se k 6= 1, 3 gli autovalori sono tutti distinti
dimensione 1 :

0 0
0
0
Vk+1 = ker 0 2 k + 1 = ker 0
0 2 k 3
0
11

e i corrispondenti autospazi hanno


2
k1
1
0 2k 2 = L 0 ,
0
0
0


k+1
0
0
k+1 0 0
0
k 1 k + 1 = ker 0
1 1 = L 1 ,
V0 = ker 0
0
2
2
0
0 0
1

4 0
0
1 0
0
0
Vk3 = ker 0 2 k + 1 = ker 0 2 k + 1 = L k 1 .
0 2 k + 1
0 0
0
2

Se k = 1 si ha 1

0
V0 = ker 0
0

= 2 = 0 e

0
0
0 1
1 +1 = ker 0 0
2 2
0 0


1
1
0
0 = L 0 , 1 .
0
0
1

Se k = 3 si ha 2 = 3 = 0 e

4 0 0
1 0
V0 = ker 0 2 2 = ker 0 1
0 2 2
0 0

0
0
1 = L 1 .
0
1

(b) Bk `e una matrice triangolare alta e i suoi autovalori sono gli elementi sulla diagonale, che
coincidono con gli autovalori di Ak .
Per k 6= 1, 3 gli autovalori sono distinti e quindi entrambe le matrici sono diagonalizzabili alla medesima matrice diagonale. Da questo segue che le due matrici sono
simili.
Se k = 1 la matrice A1 `e diagonalizzabile. Dobbiamo studiare lautospazio V0 di
B1 :

0 0 0
0 0 1
V0 = ker 0 0 1 = ker 0 0 0 .
0 0 3
0 0 0
Segue che la molteplicit`
a geometrica di 0 `e uguale a 2 e quindi anche B1 `e diagonalizzabile e pertanto `e simile ad A1 .
Se k = 3 la matrice A3 non `e diagonalizzabile. Dobbiamo studiare lautospazio V0 di
B3 :

0 0 0
0 2 1
V0 = ker 0 2 1 = ker 0 0 0 .
0 0 0
0 0 0

Segue che la molteplicit`


a geometrica di 0 `e uguale a 2 e quindi B3 `e diagonalizzabile
e pertanto non `e simile ad A3 .

3. (a) La classificazione di Qh pu`


o essere compiuta utilizzando gli invarianti metrici delle quadriche:

1+h 0 1h
5
0 = 7 + 2h,
I1 = Tr 0
1h 0 1+h




1+h 0 1+h 1h 5
0
+
+
= 2(5 + 7h),
I2 =
0
5 1h 1+h 0 1+h


1+h 0 1h


5
0 = 5((1 + h)2 (1 h)2 ) = 20h,
I3 = 0
1h 0 1+h






1+h 0 1h 0
1+h 1h 0
1+h 0 1h







0
5
0
h
= 1 0
0
h = 4h(5h2 ).
5
0 +h 0
I4 =


1

h
0
1
+
h
0
1h 1+h 0
1h 0 1+h


0
h
0
1
Segue che:

h > 5 : I4 < 0, I2 > 0, I1 I3 > 0 quindi Qh `e unellissoide reale;


12


h = 5 : I4 = 0, I2 > 0, I1 I3 > 0 quindi Qh `e un cono immaginario con vertice
reale;

0 < h < 5 : I4 > 0, I2 > 0, I1 I3 > 0 quindi Qh `e unellissoide immaginario;


h = 0 : I4 = 0, I2 > 0, I1 I3 > 0 quindi Qh `e un cilindro ellittico (reale o immaginario);

5 < h < 0 : I4 < 0, I1 I3 < 0 quindi Qh `e uniperboloide a due falde;

h = 5 : I4 = 0, I2 < 0, quindi Qh `e un cono reale;

h < 5 : I4 > 0, I2 < 0 quindi Qh `e uniperboloide ad una falda.

(b) Calcoliamo il polinomio caratteristico della matrice dei termini di secondo grado:


1+h
0
1 h

= (5 )(2 )(2h ).
0
5
0
Ph () =

1h
0
1+h

Gli autovalori sono quindi 1 = 5, 2 = 2, 3 = 2h. Dal punto precedente, lequazione


canonica di Qh `e sempre del tipo
1 X 2 + 2 Y 2 + 3 Z 2 + a
44 = 0.
2

Se h 6= 0 allora a
44 = II34 = 1 h5 mentre se h = 0 si ha a
44 = 1, perche la riduzione
in forma canonica di Q0 avviene solo attraverso una rotazione del sistema di riferimento.
Pertanto una forma canonica di Qh `e
5X 2 + 2Y 2 + 2hZ 2 + 1

h2
= 0.
5

Si deduce quindi che Q0 `e un cilindro immaginario.

(c) La quadrica Qh `e di rotazione soltanto se Ah ha due autovalori coincidenti, pertanto


h = 1, 25 . Per h = 1 la quadrica non ha punti reali, mentre per h = 52 abbiamo unellissoide
reale di rotazione. Per trovare il suo asse di rotazione cerchiamo il centro di Q5/2 :

7/2
0 3/2
0
7 0 3 0
0
5/2 0 2
0
5
0
0 1 C|BO = 1/2 .
3/2 0
7/2
0
0 0 1
0
0
Lasse `e parallelo allautospazio V2 :

3/2
0 3/2
1
3
0 = ker 0
V2 = ker 0
3/2 0
3/2
0
Quindi una rappresentazione parametrica

x =
y =

z =

13


0 1
1
1 0 = L 0 .
0 0
1

dellasse `e
t
21 ,
t

t R.

Esame di Geometria e Algebra Lineare


Politecnico di Milano Ingegneria informatica Appello 15 Settembre 2015
Cognome:

Nome:

Matricola:

1. Sia f : R3 R3 lapplicazione lineare definita come


f ((x y z)T ) = (x + y + z, 2x + 2y, x + 2z)T .
1. Scrivere la matrice che rappresenta lapplicazione rispetto alla base canonica.
2. Verificare se lapplicazione `e diagonalizzabile.
3. Verificare se lapplicazione `e un automorfismo ed in tal caso determinare lapplicazione inversa.
2. Consideriamo i seguenti tre vettori in R4 dipendenti dal parametro k:

1
k
1
k
1
k

v1 =
v2 =
v3 =
k ,
1 ,
1 .
1
k
k
1. Calcolare la dimensione del sottospazio vettoriale Vk R4 generato dai tre vettori.
2. Calcolare la proiezione ortogonale del vettore w = (1 2 3 4)T su V0 , rispetto al prodotto scalare
standard di R4 .
3. Fissato un sistema di riferimento ortonormale BO nel piano, consideriamo il fascio di coniche Ck
dipendente dal parametro k R e definito da:
kx2 + 2(1 k)xy + ky 2 2kx + 2(k 1)y = 0.
1. Classificare Ck al variare di k.
2. Trovare le equazioni cartesiane delle rette componenti le coniche degeneri del fascio.
3. Trovare i punti base del fascio.

14

Soluzioni
1. (a) La matrice che rappresenta lapplicazione rispetto alla base canonica S di R3 `e

1 1 1

A = f (e1 )|S f (e2 )|S f (e3 )|S = 2 2 0 .
1 0 2
(b) Il polinomio caratteristico di f `e

1
Pf () = det 2
1

1
1
2
0 = (2 )(2 3 1)
0
2

e quindi gli autovalori sono


1 = 2,

2,3 =

13
.
2

Avendo tre autovalori reali distinti, lapplicazione f `e diagonalizzabile in R3 .


(c) Essendo i tre autovalori di f diversi da zero, lapplicazione `e invertibile ed `e quindi
un automorfismo di R3 . Lapplicazione inversa f 1 `e rappresentata, rispetto alla base
canonica S, dalla matrice inversa di A, che possiamo calcolare utilizzzando ad esempio
lalgoritmo di GaussJordan:

1 1
1
1 1 1 1 0 0
1 0 0
(A|I) = 2 2 0 0 1 0 0 0 2 2 1 0
1 0 2 0 0 1
0 1 1 1 0 1

1
1 1 1 1 0
0
1 1 0 0
0
2
0 1 1 1 0 1 0 1 0 2 1 1
2
0
0 0 1 1 21 0
0 0 1 1 21

1 0 0 2 1
1
0 1 0 2 1 1 = (I|A1 ).
2
0 0 1 1 21 0
2. (a) La dimensione dello
tre vettori:

1
k
dim(Vk ) = r
k
1

spazio vettoriale `e pari al rango della matrice avente come colonne i


k
1
1
k

1
1
0
k
= r
0
1
0
k

k
1 k2
1 k2
0

1
k
1
0 1 k2
0
= r
0
0
1k
0
0
k1

1
0
.
1k
0

Dobbiamo considerare i seguenti casi:


se k 6= 1 allora dim(Vk ) = 3;
se k = 1 allora dim(Vk ) = 1;
se k = 1 allora dim(Vk ) = 2.

(b) Per prima cosa `e necessario trovare una base ortogonale di V0 , utilizzando il procedimento
di GramSchmidt.

0
1
hu1 , v2 i

u1 =
u2 = v2
1 ,
ku1 k2
0

1/2
1/2
hu2 , v3 i
hu1 , v3 i

u1
u2 =
u3 = v3
1/2 .
ku1 k2
ku2 k2
1/2

1
0

u1 = v1 =
0 ,
1

15

La proiezione ortogonale w0 di w su V0 `e quindi

2
3
hu2 , wi
hu3 , wi
hu1 , wi

u1 +
u2 +
u3 =
w0 =
2
2
2
2 .
ku1 k
ku2 k
ku3 k
3

3. (a) La classificazione di Ck pu`


o essere compiuta utilizzando gli invarianti metrici delle coniche:




k
k
1k
1 k
I1 = Tr
= 2k,
I2 =
= 2k 1,
1k
k
1k
k


k
1k
k

k
k 1 = k(1 2k).
I3 = 1 k
k
k1
0
Segue che:

k < 21 e k 6= 0: I3 6= 0 e I2 < 0 quindi Ck `e uniperbole;


k > 21 : I2 > 0 e I1 I3 < 0 quindi Ck `e unellisse con punti reali;
k = 0, 21 : I3 = 0 quindi Ck `e una coppia di rette.

La classificazione completa dei due casi degeneri `e contenuta nel punto successivo.
(b) Le equazioni delle rette componenti le due coniche degeneri le otteniamo fattorizzando i
relativi polinomi.
C0 |BO : 2xy 2y = 2y(x 1) = 0
C 12 |BO :

r1 |BO : y = 0,

r2 |BO : x 1 = 0;

1
1
1
1 2
x + xy + y 2 x y = (x + y)2 (x + y) = (x + y)(x + y 2) = 0
2
2
2
2

s1 |BO : x + y = 0, s2 |BO : x + y 2 = 0.

Di conseguenza abbiamo che C0 `e lunione di due rette reali incidenti (ed in particolare
perpendicolari), mentre C 21 `e lunione di due rette reali parallele.
(c) I quattro punti base si possono trovare come intersezione di una qualsiasi coppia di coniche
del fascio. In particolare possiamo intersecare le coniche degeneri e quindi le rette che le
costituiscono: Pij = ri sj , i, j = 1, 2.



0
y=0
P11 |BO =
,
P11 |BO :
0
x+y =0



y=0
2
P12 |BO :
P12 |BO =
,
x+y2= 0
0



x1=0
1
P21 |BO :
P21 |BO =
,
x+y =0
1



x1 = 0
1
P22 |BO :
P22 |BO =
.
x+y2= 0
1

16