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Associazione Italiana di

Zootecnia
Biologica e Biodinamica

UNIVERSITA DI MILANO
FACOLTA DI MEDICINA VETERINARIA
ISTITUTO DI ZOOTECNICA
Scuola di specializzazione in Etologia Applicata e
Benessere degli Animali di Interesse Zootecnico e
degli Animali da Affezione

WORKSHOP
ZOOTECNIA BIOLOGICA ED APPROCCIO OMEOPATICO
Milano - 23, maggio 2000

Ed. Dott.ssa Valentina Ferrante


Istituto di Zootecnica Facolt di Medicina Veterinaria - Milano

ZOOTECNIA BIOLOGICA ED APPROCCIO BIODINAMICO


Milano - 23, maggio 2000

Programma

9,30-9,40

C. Carenzi

Saluto ai partecipanti ed apertura dei lavori.

9,40-10,30

P. Pignattelli Il punto sul nuovo Regolamento per la Zootecnia Biologica.


Possibili sviluppi e prospettive

10,30-11,30

C. Silviani

Approccio omeopatico come e perch nel contesto della


zootecnia
biologica

11,30-12,30

Tutti

Discussione

12,30-13,30

Pausa pranzo

13,30-14,30

M. Verdone

Omeopatia e produzioni zootecniche biologiche negli animali


da reddito

14,30-15,30

A. Carteri

Approccio omeopatico e piccole specie

15,30-16,30

Tutti

Discussione e conclusioni

Premessa

La continua evoluzione delle richieste dei consumatori verso prodotti di qualit ha


determinato la necessit di orientare lallevamento animale verso nuovi traguardi; in particolare,
la sensibilit del mercato non solo alla qualit del prodotto, ma anche alla qualit dellintero
processo produttivo, determina lesigenza di orientare lallevamento verso tecniche sempre pi
rispettose dellambiente e del benessere animale.
La zootecnia biologica, i cui metodi di produzione sono stati recentemente normati dal
regolamento CE 1804/99, specificamente orientata in queste direzioni e la recente nascita
dellAssociazione Italiana di Zootecnia Biologica e Biodinamica la conferma dellinteresse
crescente sia del settore produttivo che di quello scientifico.
Per poter fornire agli specializzandi della Scuola di Etologia Applicata e Benessere degli
Animali di Interesse Zootecnico e degli Animali da Affezione una visione aggiornata di questo
emergente settore produttivo si voluto organizzare questo workshop su Zootecnia biologica ed
approccio omeopaticoper il quale desidero ringraziare il prof. Paolo Pignattelli Presidente e
fondatore dell Associazione.

Prof. Corrado Carenzi


Direttore della Scuola di Specializzazione

Il punto sul nuovo Regolamento per la Zootecnia Biologica. Possibili sviluppi e


prospettive
Prof. Paolo Pignattelli
PREMESSA

Dopo anni di discussioni, incontri, relazioni, comitati, ecc., e non solo a livello comunitario,
finalmente, stato approvato il regolamento sulla Zootecnia Biologica che porta il numero CE
1804/99.
Il regolamento ha esteso agli animali ed ai loro prodotti, api comprese, il campo dapplicazione del
Regolamento CEE 2092/91 relativo allagricoltura biologica. Sono occorsi ben otto anni per
conciliare le differenti posizioni dei paesi del nord Europa, a maggior vocazione per la zootecnia
estensiva, e quelle dei paesi dellarea mediterranea, dove la tendenza dal dopo guerra ad oggi stata
di un sempre maggior incremento della zootecnia senza terra, salvo qualche eccezione. Fra le
eccezioni possiamo ascrivere i regolamenti per lallevamento degli animali secondo il metodo
biologico della regione Toscana (1995) e Marche (1996).
Prima di entrare nel vivo della mia relazione mi sia concesso spendere qualche parola di
presentazione sullAssociazione Italiana di Zootecnia Biologica e Biodinamica che ha organizzato,
in collaborazione con la Scuola di Specializzazione in Etologia Applicata e Benessere degli Animali
di Interesse Zootecnico e degli Animali di Affezione della Facolt di Medicina Veterinaria di
Milano, lodierno workshop su: Zootecnia biologica ed approccio biodinamico.
Occorre innanzi tutto precisare che trattasi di unassociazione scientifica, no profit, che si pone
sopra le parti e vuole apportare contributi concreti al settore della zootecnia biologica collaborando
con Enti pubblici e privati, Scuole, Universit ed altri sui problemi della formazione e
dellinsegnamento della zootecnia biologica e biodinamica e di materie affini e lodierno workshop
il primo esempio di una serie di incontri che si concluderanno, per questo primo anno di attivit,
con un convegno a carattere nazionale ai primi di marzo del 2001. Il convegno oltre a ripercorrere
gli aggiornamenti sulla normativa, sul benessere e sulla scelta delle razze, ecc. dar rilevanza alla
parte scientifica riportando i risultati di numerose esperienze pratiche, in particolare nel comparto
bovino, suino ed avicolo. Lassociazione aperta a tutti coloro che si riconoscono nelle sue finalit
ed obiettivi siano essi persone fisiche o associazioni.
REGOLAMENTO CE 1804/99

Come ricordato il 19 luglio 1999 stato approvato il regolamento 1804/99 CE ed occorre subito
precisare che dovr essere discusso e reso operante entro il 24 agosto 2000. Le varie commissioni di
esperti sono gi al lavoro e sui risultati di tali incontri ritorneremo fra breve con alcune interessanti
anticipazioni.
Prima per occorre ricordare che se impossibile parlare di zootecnia biologica senza passare
dallagricoltura biologica altrettanto difficile non tenere conto delle opportunit che la medicina
alternativa in generale e lomeopatia in particolare, possono dare per laffermazione del metodo
biologico in zootecnia.
Trattasi di tre anelli della stessa catena, ciascuno di grande importanza anche per le diverse
implicazioni a loro correlate, basta citare alcuni esempi per rendersi conto della vastit delle
problematiche che solo in parte sono state affrontate e risolte dalla normativa e spesso anche in
maniera non esaustiva e che lasciano dubbi ed incertezze sullapplicazione di alcune parti del
regolamento stesso. Fra gli esempi pi conclamati vanno ricordati: per lagricoltura biologica il
problema dellinquinamento dellatmosfera e delle falde, il problema delle aziende confinanti non
ancora convertite, ecc., per quanto attiene la zootecnia il reperimento degli animali adatti
allallevamento con metodo biologico, il problema dei mangimi OGM-free e relative cultivar, il
carico degli animali per superficie disponibile penalizzante molte aree geografiche e realt italiane,

ecc. ed infine i limiti di applicazione dellart. 5 del regolamento relativo alla profilassi e le cure
veterinarie nei confronti dellattuale normativa italiana in fatto di prodotti fitoterapici ed
omeopatici.
Sono solo alcuni esempi che in ogni caso esprimono la vastit dei problemi in discussione e che per
ovvie ragioni non possono essere che accennati in questa sede, resta comunque il fatto positivo che
ormai esiste una guide line ufficiale sulla zootecnia biologica.
Alcuni dati sui citati tre anelli ci forniscono una prima immagine delle loro attuali dimensioni.
LAgricoltura Biologica in Italia nasce con un ritardo di almeno trenta anni rispetto ad altri paesi
europei, per esempio, Germania ed Inghilterra, ma in questi ultimi 10 anni ha fatto passi veramente
da gigante tanto che per numero di aziende certificate o in corso di certificazione, oltre 40.000
attualmente (sono cifre non ufficiali ottenute da amici e conoscenti del settore), e per numero di
ettari di superficie destinata allagricoltura biologica, quasi un milione di ettari, siamo al primo
posto nella comunit europea. Il PLV supera i 1000 miliardi di lire che confrontato al PLV di tutta
la nostra agricoltura, pari a circa 200.000 miliardi di lire, rappresenta lo 0.5%. Una nicchia di
mercato ancora, ma molto interessante per il trend a crescere che nel decennio 1987-1998 stato
superiore al 100.000%. (tabella. 1)

Tabella. 1 Agricoltura biologica in Italia, consistenze e superficie (IFOAM 1998).


Anno

n aziende

1987
1998

800
29.870 (gi convertite)
908 (conversione. in corso)
820 (richiesta di conv.)
1999 (31.12)
> 40.000
______________________________________________

superficie (Ha)
9.000

tot. 565.000
+/- 1.000.000 (*)

(*) dati non ufficiali stime su comunicazioni personali.


Completamente diversa la situazione della Zootecnia biologica, che ufficialmente appena nata,
salvo qualche eccezione, vuoi legata ai regolamenti gi ricordati delle regioni Toscana e Marche,
vuoi per la possibilit o tacito accordo o silenzio-assenso fra Organismi Certificatori Autorizzati
(Figura 1) e Ministero. In questo settore mancano per il momento dati ufficiali come pure
informazioni attendibili che aiutino a formulare delle stime.
Quello che invece possibile fornire, sempre con un certo beneficio di inventario, un quadro della
distribuzione dei prodotti sia per quanto riguarda quelli dellagricoltura biologica sia per quelli della
zootecnia biologica (tabella 2).
I prodotti dellagricoltura biologica, a fine 1999, risulterebbero venduti (il condizionale dobbligo)
per il 35% direttamente dal produttore, per il 55% da negozi specializzati e per il 10% dalla Grande
Distribuzione (GDO), da una nostra indagine pi recente risulterebbe una crescita del 12-15% della
quota venduta dal GDO ed uneguale diminuzione delle vendite presso i negozi specializzati,
variazione probabilmente dovuta alle massicce campagne pubblicitarie della GDO a favore del
Bio supportata dalla psicosi verso i prodotti contenenti Organismi geneticamente modificati.
La vendita diretta dei prodotti derivati dalla zootecnia biologica risulterebbe invece molto pi alta:
fra il 50 ed il 60%, ai negozi specializzati spetta la quota del 35-45%, mentre il 2-5% (massimo)
sarebbe il venduto presso la GDO.

Figura 1:
ITALIA - ORGANISMI DI CONTROLLO ACCREDITATI
(Riconosciuti ed autorizzati secondo il reg. CEE 2092/91)
AIAB - ASSOCIAZIONE ITALIANA PER
LAGRICOLTURA BIOLOGICA
Codice IT AIB (dm n. 9697171 del 18.12.1996)
ASSOCIAZIONE. ECOCERT ITALIA
Codice IT ECO (dm n.9697167 del 18.12.1996)

Strada Maggiore, 29 40125 Bologna

C.so delle Provincie, 60 - 95127 Catania

ASSOCIAZIONE. SUOLO E SALUTE


Codice IT ASS (dm n.. 9697232 del 18.12.1996)

Via Abbazia, 17 61031 Fano, PS

BIOAGRICOOP SCRL
Codice IT BAC (dm n.. 9697166 del 18.12.1996)

Via Fucini, 10
40033 - Casalecchio di Reno, BO

BIOS SRL
Codice IT BIO (dm n.. 990587 del 2.04.1999)

Via Monte Grappa, 7


36063 - Marostica, VI

CODEX SRL
Codice IT CDX (dm n.. 9697170 del 18.12.1996)

Via Partigiani dItalia, 35


43100 - Parma

CONSORZIO PER IL CONTROLLO


DEI PRODOTTI BIOLOGICI
Codice IT CPB (dm n.. 9697167 del 18.12.1996)

Via Jacopo Barozzi, 8


40126 - Bologna

ISTITUTO MEDITERRANEO DI CERTIFICAZIONE


Codice IT IMC (dm n.. 9697172 del 18.12.1996)

Via F.lli Bandiera, 61


60019 Senigallia, AN

QC&I - QUALITY ASSURANCE SYSTEM


INTERNATIONAL SERVICES SAS
Codice IT QCI (dm n.. 9697168 del 18.12.1996)

Strada Olmo Valle, 2/H5


06074 - Perugia

Tabella 2
DISTRIBUZIONE DEI PRODOTTI DELL AGRICOLTURA BIOLOGICA E DELLA ZOOTECNCIA BIOLOGICA

PRODOTTI
DELLAGRICOLTURA BIOLOGICA
BIOLOGICA

PRODOTTI
DELLA

VOLUME DI AFFARI > 1.000 miliardi


VENDITE: DIRETTE
35%
NEGOZI SPECIALIZZATI
G.D.O
10%

55%

ZOOTECNCIA

(?)
50-60%
35-45%
2 - 5%

I principi base che caratterizzano lallevamento zootecnico con metodo biologico sono riassunti
nella tabella 3.
Tabella 3
PRINCIPI DI BASE DELLALLEVAMENTO ZOOTECNICO CON METODO BIOLOGICO

1.- Alimentazione integralmente biologica e prevalentemente vegetale (vedere deroghe)


2.- Massima attenzione al benessere degli animali in allevamento
3.- Prevenzione delle malattie attraverso la scelta di razze particolarmente adatte alle condizioni ambientali,
ridotta densit di allevamento nei ricoveri, accesso obbligato degli animali alle aree aperte per buona parte
del loro ciclo vitale.(vedere deroghe)
4.- Preferenza per la medicina omeopatica e fitoterapica e ricorso occasionale alla medicina allopatica.
(vedere deroghe)
5.- Tutela dellambiente nel rispetto del carico animale commisurata ad un apporto equivalente a 170
kg/anno di azoto per ettaro di SAU. (vedere deroghe ed osservazioni)
6.- Stretto legame dellallevamento con la terra, sia per lapprovvigionamento degli alimenti sia per lo
spargimento delle deiezioni solide e liquide.(No allallevamento senza terra ).
7.- Sistemi di riproduzione naturali e divieto del trapianto di embrioni.
8.- Divieto delluso di sostanze di sintesi promotori della crescita (compresi antibiotici, coccidiostatici,
ecc.) o perlinduzione e la sincronizzazione degli estri (ormoni).
9.- Divieto di usare organismi geneticamente modificati (OGM) o di loro derivati (sementi, mangimi, ecc.
(vedere deroghe ed osservazioni)
10- Divieto di allevare nella stessa unit di produzione animali della medesima specie allevati con metodo
convenzionale
11- Divieto di mutilazioni non giustificate da motivi di salute e benessere degli animali (vedi deroghe,
eccezioni, ecc.)
12- Abbattimento e macellazione separate per gli animali da zootecnia biologica e da quella
convenzionale.
13- Certificazione della corretta applicazione del metodo biologico da parte di organismi terzi autorizzati
ufficialmente mediante controlli estesi, soprattutto nel caso delle carni, a tutta la filiera produttiva.

MEDICINA ALTERNATIVA
Il terzo anello della catena ha come base normativa lart. 5 -Profilassi e cure veterinarie
dellAllegato I, Capitolo B, pag. 12, Gazzetta Ufficiale delle Comunit Europee I. 222, del
24.08.1999, e si riferisce specificatamente alle specie: bovini, suini, ovi-caprini, equidi e pollame,
mentre per le api lo stesso argomento trattato a pag. 19 dello stesso documento allart. 6.del
Capitolo C.
Premesso che, se ben applicati, i principi della profilassi quali la scelta delle razze, spazi adeguati,
pascolo, movimento, uso di alimenti di alta qualit , ecc. dovrebbero limitare i problemi sanitari in
modo da tenerli sotto controllo, se nonostante le suddette misure preventive un animale si ammala o
si ferisce deve essere curato immediatamente e, se necessario, isolato in appositi locali (comma.
5.1-5.3).
Lanimale deve essere quindi curato con luso di medicinali veterinari conformi ad alcuni
importanti principi (comma 5.4) fra cui data la preferenza ai prodotti fitoterapici (ed es. estratti
vegetali, esclusi gli antibiotici, essenze, ecc.) omepatici (ad es. sostanze vegetali, animali o
minerali), gli oligoelementi ed i prodotti elencati allallegato II .. omissis.
La medicina alternativa entra dunque a pieno titolo nella profilassi e terapia della zootecnia
biologica e con essa lomeopatia oggetto dellodierna giornata di studio.
Lomeopatia nasce nel 1790 ad opera del medico tedesco Samuel Hahnemann che osservando gli
effetti provocati su alcuni suoi operai che manipolavano la corteccia di china (chinino) ed i risultati
di alcune sperimentazioni fatte su se stesso, giunse alla conclusione che le varie sostanze provocano
nel soggetto sano quei sintomi che possono curare nel malato.
Lomeopatia consiste dunque nel curare le malattie somministrando la sostanza o le sostanze che
provocano su soggetti sani sintomi, segni e lesioni simili a quelli osservati nella malattia, quindi si
basa sul principio della similitudine similia similibus curantur. Anche se la parola omeopatia di
derivazione greca il concetto latino lesprime perfettamente. Ricapitolando una sostanza che presa
in dosi elevate se non addirittura tossiche provoca determinati sintomi quando somministrata in
piccole dosi ad un paziente che presenta quegli stessi sintomi in grado di farli scomparire.
La legge dei simili del tutto opposta a quella dei contrari contraria contrariis curantur su cui si
fonda la medicina allopatica, cos si usa lantipiretico contro la febbre, lantidolorifico per il dolore,
ecc. Il medicinale allopatico si pone contro la malattia, al contrario, lomeopatico si allea con la
forza vitale del malato e lo guida nella guarigione, cio ne stimola la reazione, la risposta fino al
ripristino dellequilibrio.
Il D. lgs. n. 110/95 in attuazione della direttiva CEE 92/74 regola la materia dei medicinali
omeopatici veterinari, ma ha suscitato fin dalla sua pubblicazione un dibattito non ancora sopito,
relativamente alla sua applicazione, e, con lentrata in vigore del regolamento 1804/99 prevedibile
un maggior ricorso allomeopatia con relativo aumento dei problemi, delle interpretazioni, con
denuncie, multe, ecc...come gi avvenuto. Largomento, appena introdotto, sar sviluppato, per
le diverse branche di applicazione dai relatori che seguiranno.
POSSIBILI SVILUPPI E PROSPETTIVE
Il regolamento 1804/99 CE dovr essere recepito e quindi essere operante dal 24 agosto 2000 (*).
Le varie commissioni di esperti sono gi al lavoro ed alcuni risultati di tali incontri sono stati
anticipati il 25 settembre 1999 ad Umbertide (PG) durante il Convegno organizzato da AIAB.
Innanzi tutto va sottolineato che proprio in quelloccasione grazie allopera di Pietro Campus fu
possibile effettuare sul Regolamento unampia discussione, articolo per articolo, deroga per deroga
e relative proposte.
Proposte presentate successivamente al Ministero dallapposito gruppo di lavoro, formato, oltre che
dai rappresentanti del ministero e dellIFOAM, da esperti dei vari settori non necessariamente

appartenenti agli Organismi di certificazione. Hanno spesso disertato i rappresentanti delle regioni,
pertanto rimane lincognita di quali decisioni saranno prese dalle stesse dopo il 24 agosto 2000.
Molto interessante la bozza relativa alle disposizioni attuative, sia per le norme, sia per le deroghe
al CE 1804/99 redatta anche con le osservazioni IFOAM.
Probabilmente questa bozza dovrebbe essere, salvo qualche ripensamento relativo proprio alle
proposte dellIFOAM, la stesura definitiva del regolamento di prossimo recepimento. Questo non
vuol affermare che tutto gi stato risolto, che tutto chiaro; specialmente sulle deroghe ci saranno
molti ulteriori problemi, lesperienza ci dice ed i fatti lo confermano che occorreranno degli anni
per una completa armonizzazione. Resta comunque il fatto positivo che il regolamento diventer
ufficiale anche in Italia alla citata data quale risultato dello sforzo congiunto di pi esperti sia
pubblici sia privati.
CONCLUSIONI
Che cosa succeder dal 24 agosto 2000 ?. In base a quanto emerso nel corso dei vari incontri
abbastanza ragionevole ritenere che il Ministero terr un atteggiamento abbastanza morbido,
soprattutto per quanto riguarda le deroghe. A questo proposito bene precisare che in alcuni casi i
disciplinari degli Organismi Certificatori Accreditati (OCA) sono addirittura pi severi. I punti pi
rappresentativi possono essere cos riassunti:
a)-. per i prodotti gi venduti da Agricoltura biologica, compresi i prodotti zootecnici, miele incluso,
gi certificati dai nove OCA (Enti certificatori riconosciuti Fig. 1) attraverso i propri disciplinari,
non ci saranno cambiamenti.
Resta lincognita di come gli OCA risolveranno il loro conflitto istituzionale per quanto attiene la
cosiddetta separazione delle competenze: consulenza-controllo da una parte, certificazione
dallaltra.
b)- per le aziende che hanno gi ottenuto il marchio o la certificazione da uno dei nove enti
certificatori non ci saranno particolari novit per i loro prodotti, e potranno usufruire delle deroghe.
c)- le aziende che entro il 23.08.2000 avranno presentato domanda per la conversione alla zootecnia
con metodo biologico secondo il CE. 1804/99 avranno diritto di accedere alle deroghe, sia
strutturali sia formali.
d)- coloro che invece presenteranno domanda dopo il 24.08.2000, non potranno accedere alle
deroghe. Tuttavia anche se passasse una linea pi morbida saranno sempre gli OCA a condizionare
le deroghe.
Qualche sorpresa potrebbe arrivare nel frattempo o subito dopo il 24 agosto dalle Regioni. Molte
infatti si stanno attivando attraverso gruppi di esperti per formulare regolamenti, e non da
escludere che in alcuni casi si possano avere atteggiamenti pi restrittivi di quelli ministeriali,
soprattutto per quanto riguarda le deroghe. Resta aperto il problema dei finanziamenti
allincentivazione della zootecnia biologica. La Regione Marche si gi attivata in tal senso, con
lapprovazione del bilancio e delliter burocratico di accesso.
Rimane al momento insoluto il problema della carenza di personale tecnico, quello dei
professionisti in grado di rispondere alle domande e risolvere le problematiche, anche burocratiche
e normative degli imprenditori che intendano convertire le loro aziende alla zootecnia biologica
secondo le nuove regole, preoccupazione pienamente condivisa dagli Organismi di Certificazione.
Auguriamoci che presto siano intensificati i corsi di formazione anche per quadri tecnici ed anche
per questo tipo di collaborazione, che dovrebbe coinvolgere Amministrazioni pubbliche, Organismi
di Certificazione, Universit, ecc. lAssociazione di Zootecnia Biologica e Biodinamica dichiara la
propria disponibilit

(*) N.B.- Le modalit di attuazione del Regolamento CE n 1804/99 del Consiglio del 19 luglio 1999
sulle produzioni animali biologiche sono state sancite dal Decreto ministeriale n. 91436 del Ministero delle
Politiche Agricole e Forestali del 4 agosto 2000.

Approccio omeopatico, come e perch nel contesto della zootecnia biologica.


Dott. Carlo Silviani
La medicina omeopatica nasce in Germania intorno alla met del '7OO per merito del medico
tedesco S. Hahnemann grande studioso e ricercatore di un metodo terapeutico naturale,privo di
effetti nocivi e con potenzialit curativa.
SIMILIA SIMILIBUS CURENTUR: la legge terapeutica di guarigione naturale.
I simili si curano con i simili:data una certa sostanza di estrazione vegetale, minerale o animale ad
una minima concentrazione essa in grado di fare ammalare il soggetto degli stessi identici disturbi
che la stessa sostanza andr a curare qualora essa venga ridata in dosaggi infinitamente piccoli.
La metodica terapeutica si basa sulla totalit dei sintomi presentati dal paziente e sulla analisi delle
reazioni particolari che gli sono proprie.
Non importa quali malattie esso presenta quello che interessa sapere come si ammala.
La costituzione, il temperamento e la predisposizione verso alcune malattie piuttosto che altre,
saranno di orientamento per la scelta del rimedio omeopatico pi simile.
Hahnemann promuove la concezione vitalistica delle malattie: queste non sono l'espressione di una
semplice altrazione di un " organo ", ma la conseguenza di un'alterazione di tutto l'organismo.
Curare gli animali, soprattutto quelli da reddito, con l'omeopatia comporta vantaggi a largo raggio
che solo chi ha avuto esperienze dirette riesce a comprendere pienamente.
L'omeopatia per definizione la medicina dell'esperienza perch le sue conoscenze nascono
principalmente dalla sperimentazione.
SIMILIA SIMILIBUS CURENTUR:la legge terapeutica di guarigione naturale
Hahnemann ha stabilito, partendo dall'esperienza, che possibile curare una persona malata con la
stessa sostanza che in un uomo sano ha provocato i medesimi sintomi. La differenza che, mentre
la persona sana (lo sperimentatore) ha assunto il medicamento in dosi ponderali, subtossiche, il
malato assume il rimedio in dosi diluite e dinamizzate.
Il rimedio omeopatico si prepara partendo da una sostanza base di origine animale, vegetale o
minerale che viene diluita progressivamente, per esempio 1:10 o 1:100. Per diluizione omeopatica
si intende quante volte stata diluita una sostanza di partenza (tintura madre) per es. la Belladonna.
Se dovessa essere usata come tale, qualche goccia sarebbe tossica per l'uomo e quindi letale. Il
grande merito di Hahnemann stata l'intuizione di diluire in rapporto 1:100 cio una goccia di
tintura madre in 99 parti di soluzione di acqua e alcool. Quanto ottenuto la 1 CH che significa
prima diluizione centesimale hahnemanniana. Procedendo di seguito allo stesso modo prendendo
dal flaconcino 1 CH una goccia posta in altre 99 parti di soluzione idroalcoolica si ottiene la 2 CH.
Cos operando si arriva alla 5 CH alla 7 CH che sono le basse diluizioni, 9 CH considerata
media,15CH, 30 CH, 200 CH sono alte. Da quanto esposto si capisce come non pu esistere
tossicit. Tra le varie fasi della diluizione la soluzione riceve delle scosse meccaniche dette
succussioni o dinamizzazioni che esaltano il potere energetico del rimedio. Quando viene
somministrato un rimedio omeopatico secondo la ben nota legge di similitudine questo ha un
impatto generale su tutto l'organismo e non solo su alcuni tessuti e organi. Gli esseri viventi, in
questo modo, diventano un tutt'uno armonico e indivisibile governato e coordinato dalla forza
vitale.
Concetto omeopatico di salute , malattia e guarigione
L'origine di ogni malattia parte da uno squilibrio della forza vitale, piano energetico,che poi si
manifesta con i sintomi a livello della materia, piano molecolare. Quando si ammala un organo o un
apparato sempre tutto l'organismo che risulta malato. La malattia intesa come perturbazione di
questa armonia- natura energetica-, i sintomi della malattia intesi come immagine esterna
dell'energia vitale perturbata.

Come sottolineava S. Hahnemann nel Organon o arte del guarire paragrafo 9:"nello stato di salute
dell' uomo la forza vitale, vivificatrice e misteriosa, domina in modo assoluto e dinamico il corpo
materiale e tiene tutte le sue parti in meravigliosa vita armonica di sensi e vitalit, in modo che il
nostro intelletto ragionevole si possa servire liberamente di questo strumento sano e vitale per gli
scopi superiori della nostra esistenza".
Se la forza vitale si attenua, l'organismo diventa suscettibile a qualunque malattia, se invece rimane
forte e dinamica vengono respinte tutte le aggressioni possibili all'organismo. L'omeopatia pi che
porsi contro la malattia, si allea con la forza vitale del paziente.
I vantaggi dell'omeopatia veterinaria
Vantaggi per l'animale
1) assenza di effetti collaterali
2) possibilit di non sopprimere i sintomi
3) azione curativa su tutto l'organismo: miglioramento energetico generale
4) tempi di cura spesso inferiori all'allopatia
5) tendenza ad ammalarsi sempre meno e a guarire prima
6) possibilit di risposta a problemi altrimenti irrisolvibili, come certi problemi comportamentali
7) trattamenti singoli o di gruppo con minimi impegni economici e di tempo
8) eugenetica
Vantaggi per l'allevatore
1) costi bassi dei prodotti omeopatici
2) risparmi indiretti: meno incidenza delle malattie, maggiore qualit e quantit dei prodotti
3) prodotti di origine animale pi richiesti e apprezzati dal consumatore
4) vie di sommministrazione agevoli e varie
5) frequenze di somministrazione diversificabili
6) assenza dei tempi di sospensione
7) facilit di adeguamento alle normative UE, in tema di zootecnia biologica
8) maggiore accettazione della malattia da parte dell'allevatore perch ne capisce il "senso"
9) maggiore partecipazione e motivazione dell'allevatore al processo di cura
Vantaggi per l'ambiente
1) assenza di residui chimici nel territorio
2) assenza di fenomeni di resistenza microbica
3) minori quantit di rifiuti
4) vantaggi per il consumatore
5) assenza di residui chimici negli alimenti
6) prodotti alimentari di qualit elevata
Vantaggi per il veterinario
1) bagaglio terapeutico pi vasto
2) vie di somministrazione pi versatili
3) soluzioni per problemi insoliti e diversissimi
4) superamento del limite di specie: farmaco e dose / specie-specifici
5) principi e leggi fondamentali di riferimento che guidano il cammino terapeutico
6) superamento della condizione di operaio-terapeuta
7) soddisfazioni professionali ineguagliabili (quando le cose vanno bene!)
8) comprensione delle Leggi della Natura e crescita personale

Approccio omeopatico e piccole specie


Dott.ssa Antonella Carteri
Perch ho scelto di curare i miei pazienti con lomeopatia?
Ad un certo punto, dopo alcuni anni di lavoro basato sulle mie conoscenze di clinica e farmacologia
acquisite alluniversit, mi sono resa conto che s, la terapia farmacologica faceva scomparire i
sintomi, ma a che prezzo?
I farmaci che prescrivevo avevano molti effetti negativi se non a breve, a lungo termine.
Basti pensare a tutte le prescrizioni di cortisonici che quotidianamente ognuno di noi fa perch
rappresentano lunica soluzione della medicina accademica per svariate patologie, senza peraltro
avere un vero effetto curativo ma solo palliativo.
Infatti si usano per i disordini di tipo immunitario: m. autoimmuni, granulomi eosinofilici, dermatiti
allergiche, per tutti gli stati infiammatori ecc.
Io mi sentivo impotente di fronte a patologie che erano a volte gravi, ma pi spesso non erano cos
serie da richiedere luso indiscriminato di questi farmaci.
Alcuni problemi comportamentali, come per esempio il distruggere tutto, lurinare o il defecare in
casa quando il proprietario assente (ansia da separazione), possono essere curati in molti casi con
la terapia omeopatica. Anche i granulomi da leccamento nei cani, o le dermatopatie feline su base
immunitaria come lalopecia simmetrica felina o il complesso del granuloma eosinofilico sono
disturbi che possono trovare nellomeopatia una valida risposta terapeutica.
VANTAGGI DELLOMEOPATIA
Lomeopatia mi ha insegnato, come prima regola, ad osservare minuziosamente il paziente che
ho di fronte, a valutarne gli atteggiamenti, ad ascoltarlo, ad annusarlo e soprattutto a toccarlo per
sentire la sua temperatura corporea o vedere la sua reazione al mio tocco. Chi sto per visitare non
un diabete o uninsufficienza renale, un individuo unico che manifesta la sua malattia con
sintomi e modalit proprie.
Oltre a lui, osservo lambiente che lo circonda, il proprietario, altri animali eventualmente presenti,
il cibo e lacqua che di cui si nutre e cos via.
Un altro vantaggio dellomeopatia e della medicina olistica in generale, che mi ha permesso di
aprire la mente e osservare tutto ci che faccio o ho sempre fatto, con un certo senso critico, non
fermandomi solamente alle apparenze. Non esagero se dico che ho acquisito una vera e propria
filosofia omeopatica che mi ha cambiato la vita come persona oltre che come medico.
Per esempio, tutti noi veterinari vacciniamo i nostri pazienti, e lo facciamo in buona fede, perch la
nostra preparazione universitaria ci ha indotto a pensare che cos giusto.
Chiunque si interessa di omeopatia, sa che qualsiasi intervento vaccinale, seppur necessario, non
privo di rischi e, solo per il fatto che non d effetti negativi immediati, si pensa che sia innocuo.
Entrando sempre pi nella filosofia omeopatica, si dar molto peso agli interventi vaccinali, come
pure ai traumi psichici o alle lunghe e ripetute terapie antibiotiche, perch tutti questi fattori,
possono predisporre gli animali ad una serie di patologie che vanno dalle semplici dermatiti ai
tumori. La cura omeopatica, scelta secondo lesatta metodologia, pu servire anche ad annullare gli
effetti negativi di tutti questi interventi.
Bisogna smettere di pensare che lomeopatia sia utile solo per curare il raffreddore o la tosse, o
peggio, che, al massimo non faccia nulla.
Le sue potenzialit sono cos tante che viene spesso usata proprio in quei casi dichiarati inguaribili
dalla medicina ufficiale o destinati a breve vita o allassunzione di farmaci allopatici per anni.

Certo, solo un omeopata con una profonda esperienza pu pensare di trattare casi come questi, ma
per cominciare a prendere confidenza con i vari rimedi, si cureranno proprio le forme pi banali, o
si comincer ad usare qualche rimedio nellemergenza oppure come aiuto in momenti fisiologici
come il parto o la lattazione.
Gli allevatori di cani che io seguo, per esempio, posseggono un armadietto di farmaci omeopatici
utili nelle patologie pi frequenti.
LIMITI DELLOMEOPATIA
Come ogni medicina, anche lomeopatia ha i suoi limiti, per esempio, le materie mediche e i
repertori, sono stati redatti in base ad osservazioni sulluomo, e quindi esiste una reale difficolt di
applicazione del metodo alla pratica veterinaria.
Alcuni colleghi stranieri stanno cercando di scrivere una materia medica veterinaria, ma non sar
una facile impresa.
Lomeopatia non pu certo sostituire la chirurgia, ma un ausilio utilissimo nel prevenire
aggravamenti di patologie che, peggiorando necessitano dell intervento chirurgico, come:
occlusioni intestinali da fecalomi, invaginamenti in fase iniziale, litiasi urinaria (FUS nel gatto),
escrescenze cutanee ed esostosi.
Alcuni rimedi sono un valido aiuto per ridurre i postumi di interventi chirurgici.
Arnica il rimedio principe che si usa prima e dopo lintervento su tessuti molli e duri;
Phosphorus si usa nella prevenzione delle emorragie.
Opium pu essere usato per favorire il risveglio dallanestesia.
METODOLOGIA OMEOPATICA IN MEDICINA VETERINARIA
E data dallinsieme di tecniche tradizionali e omeopatiche che ci permettono di arrivare alla
prescrizione del rimedio giusto.
Un buon proprietario lunico aiuto che ci permette di conoscere dettagliatamente i sintomi fisici,
mentali ed emozionali del suo micio o del suo fido. Chi possiede un cane o un gatto, sa
perfettamente se ama la compagnia, se geloso o se ha paura dei temporali.
E molto raro che il proprietario di un animale da compagnia non lo conosca a fondo, bisogna
solamente saperlo spremere.
Diagnosi patologica
In medicina classica , fatta la diagnosi, si sceglie il rimedio, in omeopatia, non basta emettere una
diagnosi perch essa considera lo stato morboso come leffetto e non la causa dello squilibrio
dellorganismo.
E per importante ai fini di distinguere una patologia trattabile con una terapia omeopatica da
patologie dipendenti invece da fattori esterni.
Per esempio una determinata patologia pu essere imputabile ad errori dietetici (eccessi o carenze
alimentari), alla presenza di inquinanti nei cibi, nellacqua di bevanda o nellambiente, a condizioni
igieniche non idonee e cos via.
In questi casi, basta rimuovere la causa primaria e si potr ottenere un riequilibrio nellorganismo
malato.
Esistono poi casi che necessitano di intervento chirurgico, perci lomeopatia non pu sostituire la
chirurgia. Semmai, pu essere di ausilio per eliminare o almeno ridurre i postumi di un intervento
chirurgico. Un corretto uso dei rimedi pu comunque limitare gli interventi chirurgici.
La diagnosi patologica ci permette inoltre di esprimere il grado di severit della prognosi e perci
pu guidarci nella scelta del rimedio, ma soprattutto della potenza e della modalit di
somministrazione.

Linterrogatorio
La raccolta dei sintomi il primo momento della visita omeopatica e forse il pi importante per la
riuscita della terapia.
Innanzitutto, bene chiedere alla persona che accompagna lanimale, di descriverlo come se
parlasse di un amico; deve cio esporre tutte le curiosit che lo caratterizzano e lo differenziano dai
suoi simili.
E buona regola fare parlare il proprietario in modo spontaneo, interrompendolo il meno possibile.
Il racconto spontaneo va trascritto fedelmente e si riordiner successivamente.
Per prima cosa utile scrivere subito sulla scheda del paziente il motivo della visita, per non
perdere mai di vista ci che ha spinto il proprietario a portare lanimale.
Bisogna poi approfondire lanamnesi e ricercare eventuali sintomi eziologici, appurare se sono
presenti sintomi che riguardano listinto di sopravvivenza della specie o lalterazione del
meccanismo di conservazione.
Se s, chiedere una accurata descrizione per avere chiara la loro modalizzazione.
I sintomi rilevabili direttamente sono pure importanti.
La scelta dei sintomi rappresenta una delle fasi pi delicate ed necessario scegliere i sintomi che
sono: rari, peculiari e caratteristici, chiari ed intensi, presenti da lungo tempo, oggettivi e spontanei.
La classificazione dei sintomi segue un ordine decrescente di importanza:
- sintomi eziologici
-sintomi mentali e comportamentali
-modalit
-sintomi generali
-sintomi locali ed organici
Non bisogna fare lerrore per di volere a tutti i costi cercare un sintomo mentale, se esso non ben
modalizzato e caratteristico; meglio scegliere per esempio un chiaro sintomo generale o presente da
lungo tempo.
Negli animali, raro ma non impossibile trovare sintomi mentali o comportamentali, basta
osservarli attentamente.
Se si vuole curare un bovino o un suino in gruppo pu essere utile ricorrere al suo isolamento per
potere osservare meglio i suoi sintomi.
In un problema di allevamento intensivo (polli, tacchini, conigli ecc.), si osserveranno gli animali
malati e si prenderanno i sintomi maggiormente presenti nellallevamento. Un gruppo di animali va
trattato come un singolo individuo e la terapia sar di massa.
Un interrogatorio si baser sulla semeiologia, cio su segni e sintomi evidenziabili alla visita come:
tipologia, costituzione, et, presenza di alterazioni di organi o apparati esterni ( miosi o midriasi,
collasso, emorragie, zoppie, edemi ecc.).
Il questionario consister in una serie di domande su:
Modalit generali, esempio:
- Ha problemi post-vaccinali?
- Aggrava con lesercizio fisico?
- Ha il terrore del bagno?
- Tollera il guinzaglio?
Modalit di orario, temperatura, tempo, stagione, esempio:
- In quali ore compaiono i sintomi?
- Sono influenzati dalla stagione?
- Peggiorano col tempo umido?
- Sta meglio al mare?

Alimentazione, esempio:
- Il latte gli provoca diarrea?
- Beve molto?
- Quale cibo ama maggiormente?
Sessualit, esempio:
- C avversione allaccoppiamento?
Sonno, esempio:
- Quale posizione assume quando dorme?
- Russa?
- Ha un sonno tranquillo?
Comportamento e carattere, esempio:
- E timido?
- Ha paura dellacqua?
- Sta bene in compagnia?
- Sussulta facilmente?
La scelta dei sintomi
I sintomi veramente utili sono quelli che, senza dubbio, sono:
oggettivi,
rari,
peculiari e caratteristici, meglio se esagerati,
chiari ed intensi, ben modalizzati,
che perdurano da molto tempo
La classificazione dei sintomi segue un ordine decrescente di importanza
Dalla totalit dei sintomi, se ne estraggono solamente quattro o cinque.
La classificazione dei sintomi segue un ordine decrescente di importanza:
sintomi eziologici
sintomi mentali e comportamentali
modalit
sintomi generali
sintomi locali ed organici
Non bisogna fare lerrore per di volere a tutti i costi cercare un sintomo mentale, se esso non ben
modalizzato e caratteristico; meglio scegliere per esempio un chiaro sintomo generale o presente da
lungo tempo.
Negli animali, raro ma non impossibile trovare sintomi mentali o comportamentali, basta
osservarli attentamente.
Se si vuole curare un bovino o un suino in gruppo pu essere utile ricorrere al suo isolamento per
potere osservare meglio i suoi sintomi.
In un problema di allevamento intensivo (polli, tacchini, conigli ecc.), si osserveranno gli animali
malati e si prenderanno i sintomi maggiormente presenti nellallevamento. Un gruppo di animali va
trattato come un singolo individuo e la terapia sar di massa.
Sintomi eziologici
Comprendono le influenze di origine climatica (vento, freddo, umidit ecc.), quelle di origine
mentale (spaventi, nostalgia ecc.), alimentari (intolleranza al latte, ai dolci ecc.), i traumi, le
vaccinazioni e cos via.

Sintomi mentali
Esprimono il carattere e lemotivit di ciascun essere vivente e vengono classificati con una
determinata gerarchia
1) sintomi dellalterazione dellistinto di sopravvivenza della specie (fattrici che uccidono o
mangiano la prole o si rifiutano di allattarla, avversione per animali del sesso opposto con rifiuto
dellaccoppiamento, anoressia in mancanza di cause fisiche)
2)sintomi relazionali (gelosia, aggressivit, indifferenza)
3) sintomi propri del soggetto (impazienza, ansia, frettolosit, umore alternante)
Modalit
Indicano la qualit del sintomo nel senso di miglioramento o peggioramento
1) modalizzazione di orario (agopuntura, ritmi circadiani ecc.)
2) influenza della temperatura (freddo, caldo, secco, umido)
3) influenza dellalimentazione (prima, durante o dopo il pasto)
4) influenza della posizione (seduto, steso, in piedi )
5)influenza delle funzioni fisiologiche (< o > dopo minzione, sonno, defecazione)
Sintomi generali
Negli animali potremo prendere in considerazione solamente i sintomi oggettivi, come per esempio
i desideri e le avversioni alimentari, lintolleranza al dolore ecc.
Sintomi locali ed organici
Sono quelli fisici veri e propri come la tosse, la diarrea, la dermatite ecc.
OMEOPATIA IN AMBULATORIO
Nella pratica ambulatoriale di tutti i giorni, si pu avere molte volte lopportunit di usare la
terapia omeopatica, perci utile avere a disposizione un armadietto omeopatico contenente i
farmaci pi comunemente usati e che si renderanno necessari soprattutto nei casi acuti.
La scelta del rimedio in un caso acuto, si baser quasi esclusivamente sui sintomi presenti al
momento e terr conto dei sintomi riferibili allo stato cronico del paziente, solo per uneventuale
diagnosi differenziale tra pi rimedi.
In ogni caso, dopo la somministrazione del rimedio, sar utile trattenere il paziente in ambulatorio
per valutare la reattivit o meno al rimedio scelto e vedere i primi effetti.
E importante osservare attentamente ogni variazione dei sintomi; per esempio il miglioramento
dello stato sensorio da solo, indica gi che il rimedio scelto era esatto.
I sintomi dello stato acuto, possono variare molto repentinamente e, di volta in volta, si sceglier il
rimedio corrispondente ai sintomi presenti in quel momento.
In alcune forme iper-acute, come avvelenamento, shock anafilattico, colpo di calore e cos via, si
potr abbinare alla terapia allopatica durgenza, anche la terapia omeopatia.
OMEOPATIA IN ALLEVAMENTO
Negli allevamenti di cani, si pu utilizzare lomeopatia per prevenire o curare svariate patologie.

Esistono rimedi che possono favorire lespletamento del parto ( Actea racemosa, Pulsatilla,
Caulophillum ), altri che servono per favorire la vitalit dei cuccioli ( Arnica, Antimonium tart.),
altri ancora che permettono uno sviluppo osseo regolare ( Calcaree ).
Naturalmente, si potr utilizzare lomeopatia in tutte le forme di diarrea, tosse e tutte le
infiammazioni in genere come le mastiti; scegliendo di volta in volta il rimedio a seconda del
quadro clinico.
EUGENETICA
Alcuni rimedi omeopatici, tra i rimedi di fondo, dimostrano, se somministrati durante la gravidanza,
di influenzare positivamente lo svolgersi del parto in tutte le sue fasi, e lo sviluppo del feto.
Hahnemann riporta tale osservazione sulla donna, nel 284 della sesta edizione dellOrganon; da
alcuni anni, questo principio stato applicato con successo in campo veterinario.
A seconda degli autori, nella donna si usano Sulfur, Medorrhinum, Tubercolinum, Luesinum,
Carcinosinum, a potenze che vanno dalla 7 alla 200 CH.
Del Francia ha usato esclusivamente Sulfur alla M e XM in allevamenti di bovini e suini e ha
constatato che si verificata una netta riduzione nel numero di parti distocici, e delle ritenzioni
placentari accompagnate da una rapida involuzione dellutero e conseguente ripristino della
funzionalit ovarica con riduzione quindi del periodo interparto.
Viene proposto un modello di intervento per alcune specie animali di interesse zootecnico pi
comuni, ed i risultati ottenuti sono veramente incoraggianti.
Bovini: al terzo mese di gravidanza Sulfur MCH monodose
al quinto mese
Calcarea carbonica MCH (razze brachimorfe)
Calcarea fosforica MCH (razze dolicomorfe)
al settimo mese
Tubercolinum MCH
al nono mese
Sulfur 10MCH
Suini: al secondo mese
Sulfur MCH
al terzo mese
Calcarea carbonica MCH
Ovini e Caprini: al secondo mese Sulfur MCH
al terzo mese
Calcarea fosforica MCH
Riporto di seguito due casi clinici personali, che ho curato con lomeopatia.
MICIONA
gatta domestica di anni 3
Motivo della visita: presenta profonde lesioni erosive e crostose alle pinne auricolari con dolore
acutissimo e notevole difficolt a muoversi.
Esame istologico: dermatite pustolosa con spiccata acantolisi superficiale riconducibile a
PEMFIGO FOLIACEO primario o farmaco indotto.
Racconto spontaneo: una gatta molto paurosa, ha paura di tutto e trema tantissimo per paura, se
viene guardata smette di pulirsi, si sveglia alle sei del mattino e miagola, osserva tutto e tutti poi
mangia, a questora sta meglio. Il problema esiste da circa un mese e va sempre pi peggiorando.
Circa un mese fa ha battuto la testa contro un muro mentre correva in casa.
Sintomi: GEN: trembling fear from
MIND fear everything constant
HEAD injuries of head after
Rimedio CALCAREA CARB 30 CH 15 gtt die per 3 gg.
In una settimana migliorata gradatamente fino a guarire completamente nellarco di un mese. Ha
avuto un lieve ritorno dei sintomi dopo il calore, ripetuto il rimedio allo stesso modo, subito stata
meglio. A distanza di un anno e mezzo, la gatta non presenta alcun problema.

IRENE
cane meticcio femmina sterilizzata anni 10
Motivo della visita:
Da qualche settimana perde la pipi ovunque, durante il giorno e la notte.
Racconto spontaneo: la pip di colore giallo intenso e brucia lerba del prato. Lalito sa di pip. E
una cagnetta che ha paura di tutto e trema sempre, basta avvicinarsi e lei sobbalza per la paura.
Beve molto, sta male al freddo e, quando fuori, emette ogni tanto dei gemiti.
Peggiora col freddo e dorme arrotolata.
Sintomi: URINE alkaline
URINATION involontary old people
GENERALITIES trembling old people
MOUTH odor breath urine like
SLEEP position curled up like a dog
MIND startled easily
Rimedio Phosphorus 30 CH non aveva funzionato. Poi ho dato Arsenicum 30CH.
Nellarco di due settimane, la cagna ha avuto un miglioramento progressivo, era molto pi
tranquilla, beveva meno, non perdeva pi pipi ed era persino meno impaurita.
A distanza di sei mesi, le sue condizioni sono ancora buone.

Omeopatia e produzioni zootecniche biologiche


Dott. Marco Verdone
PREMESSA
Il termine globalizzazione entrato prepotentemente nel nostro quotidiano a ricordarci che in
atto a livello mondiale una notevole trasformazione di tutti i settori produttivi, agroalimentare
incluso. Di conseguenza anche le produzioni zootecniche quali mezzi di trasformazione di vegetali
in derrate alimentari di origine animale non sono sfuggite, direttamente ed indirettamente, a tale
processo, caratterizzato soprattutto da una selezione genetica spinta ad ottenere produzioni sempre
pi elevate. In un contesto di paradossi e contraddizioni si assiste ad un crescente sviluppo,
successo e benessere di una piccola parte della popolazione mondiale, a cui si contrappongono i
problemi di sopravvivenza di larghe fasce di individui nel resto del mondo.
In questa contraddizione fra Paesi sempre pi ricchi e Paesi sempre pi poveri, si sta riscoprendo,
almeno da parte di una minoranza, la necessit di acquisire una visione globale e sistemica delle
interrelazioni che avvengono sul nostro pianeta.
Specificatamente, ad esempio, sempre pi forte linteresse rivolto a salvaguardare specie animali
e vegetali che altrimenti rischierebbero lestinzione, con una sempre maggiore attenzione
allambiente, nella sua accezione ampia e inscindibile, ed al territorio nelle sue espressioni c.d.
locali, anche attraverso forme di allevamento degli animali di tipo tradizionale con tipologie
produttive definite oggi biologiche.
Il veterinario in generale e quello omeopata in particolare possono svolgere un importante ruolo
non limitato alla sola cura degli animali, ma finalizzato ad indirizzare e controllare i processi
produttivi nel campo degli alimenti di origine animale, operando lungo tutta la filiera, a tutto campo
quindi, dalla tutela della salute del consumatore, alla salvaguardia dellambiente nonch del
benessere degli animali. In questo contesto lomeopatia classica pu contribuire a definire una
visione dinsieme che oltre ad illuminare il cammino terapeutico del singolo individuo fornisce
anche precise chiavi di lettura per lambiente e per il livello di salute collettiva.
LOMEOPATIA
Due secoli fa un medico tedesco, Samuel Hahnemann, coni dal greco il termine omeopatia (da
homoios e pathos = simile e malattia) per indicare la scienza medica che cura secondo la Legge dei
Simili, utilizzando dosi infinitesimali dei medicamenti secondo una metodologia articolata e
coerente alle leggi universali di Natura.
Scopo dellomeopatia di ristabilire lequilibrio energetico dei soggetti ammalati utilizzando
principi chiari, ripetibili e mutuati dalla Natura. Tale scienza basa il suo costrutto sullaspetto
energetico spirituale del vivente, vale a dire su quella che viene anche definita Forza Vitale o
Energia Vitale.
La Forza Vitale quella parte non materiale, non quantificabile e non visibile (almeno ai pi) che
attraversa tutto lessere e lo rende vivo. Lorigine di ogni malattia parte da uno squilibrio
dellEnergia Vitale (piano energetico) che poi si manifesta con i sintomi a livello della materia
(piano molecolare).Tutte le malattie quindi nascono a livello energetico e poi si manifestano a
livello funzionale e fisico. Pertanto non dobbiamo curare il singolo organo, che manifesta dei
sintomi (utilizza il linguaggio dei sintomi per parlare del suo male), ma tutto lorganismo puntando
alla cura della sua Energia Vitale. Purtroppo la formazione accademica della classe medica non
prevede nei suoi piani didattici una dottrina della Forza Vitale e quindi lapprofondimento
dellaspetto energetico del vivente. Ne consegue che questa dimensione non viene immediatamente
compresa se non addirittura rifiutata.

Il farmaco omeopatico (pi correttamente detto rimedio) portatore di uninformazione


curativa che non utilizza il canale molecolare, ma quello energetico-vibrazionale. Trattasi di un
messaggio di tipo qualitativo e non quantitativo: da qui la necessit di fornire il giusto messaggio,
specifico, individuale, per ogni ammalato.
Tale approccio completamente diverso da quello della terapia convenzionale che quasi sempre si
attua con sostanze che agiscono contro (anti) la malattia (sintomo). Per la cura della febbre, viene
somministrato lantipiretico, per linfiammazione lantinfiammatorio, per linfezione lantibiotico,
per lepilessia lantiepilettico, per il timpanismo lantitimpanico, per la diarrea lantidiarroico, e cos
via.
APPLICAZIONI PRATICHE
Per una buona prescrizione omeopatica importante la conoscenza dei principi fondamentali
dellomeopatia classica (espressi principalmente dal padre fondatore S. Hahnemann nellOrganon
dellArte del Guarire e poi da altri Maestri), dei rimedi, descritti nelle varie Materie Mediche e
riuniti secondo un ordine sintomatologico nel Repertorio. Ma occorre essere anche dei veterinari
preparati sullanatomia, fisiologia, clinica, etologia, ecc. della specie animale su cui si intende
intervenire.
Seguendo il percorso schematizzato nella figura 1, il veterinario omeopata dovr analizzare
criticamente e costantemente le sue stesse qualit e capacit non solo professionali. Dovr puntare
ad suo miglioramento interiore per liberarsi dei pregiudizi, acquisire la giusta percezione (fine e
pulita) esercitando i sensi per giungere alla libera scelta del rimedio corretto.
Inoltre indispensabile che il professionista conosca lambiente fisico in cui opera assieme a
quello psichico ed energetico. Questo significa leggere la relazione uomo-animale che si
instaurata e valutare la presenza dei miasmi prevalenti. Naturalmente sottintendendo un rapporto
di reciproca stima e fiducia con lallevatore.

Figura 1. Percorso ottimale del veterinario omeopata per la scelta del giusto rimedio

CONOSCENZA DI SE STESSI
E
MIGLIORAMENTO DI SE STESSI

PREVENZIONE E SUPERAMENTO DEL PREGIUDIZIO


PERCEZIONE PULITA ATTRAVERSO I SENSI
LIBERA SCELTA DEL GIUSTO RIMEDIO

Una volta messi a punto e affinati gli strumenti teorici e pratici, il processo terapeutico
omeopatico implicher linterazione di cinque categorie di fattori: ambiente, animale,

proprietario, veterinario omeopata e rimedio (figura 2). Le conoscenze per una buona
prescrizione omeopatica sono riassunte, per brevit, nella figura 3.

Figura 2. Le cinque categorie che interagiscono nel processo terapeutico omeopatico

Figura 3.Riepilogo delle principali acquisizioni preliminari per una buona prescrizione
omeopatica
Conoscenza dei principi fondamentali dellomeopatia classica (Hahnemann e
successivi Maestri).
Conoscenza dei rimedi (Materia Medica) e relativi regni.
Eventuale sperimentazione personale
Conoscenza del repertorio
Conoscenza della specie animale (anatomia, fisiologia, clinica, etologia, ecc.)
Conoscenza dellambiente fisico
Conoscenza dellambiente psichico ed energetico (relazione uomo-animale e miasmi
prevalenti).
Relazione con lallevatore = rapporto di fiducia e collaborazione

Curare gli animali, soprattutto quelli da reddito, con lomeopatia apporta notevoli vantaggi i cui
beneficiari sono, oltre gli animali e lallevatore, anche i consumatori, lambiente e, non ultimo, il
veterinario stesso.
Tuttavia anche lomeopatia ha dei limiti che si riscontrano soprattutto in presenza di problemi di
tipo chirurgico, di tipo gestionale dellallevamento, di precedente abuso di farmaci allopatici, di
errata scelta del rimedio vuoi per incompetenza del veterinario, vuoi per la complessit e vastit
della materia ancora per molti aspetti poco conosciuta. Tutto questo anche per sottolineare che
lomeopatia per definizione la medicina dellesperienza dal momento che le sue conoscenze
nascono principalmente dalla sperimentazione. E questo comporta una lettura, una comprensione e
uninterazione con la realt vivente verificabile e riproducibile.
ESPERIENZE PERSONALI
Sulle colline nel comune di Neviano degli Arduini (PR) in zona parmigiano reggiano, da molti
anni vengono trattate con lomeopatia alcune aziende di vacche da latte. Ha promosso attivamente
lintroduzione e la pratica dellomeopatia il dr. Massimo Bertani che opera in questarea vocata al
famoso formaggio. Molte aziende, con differente frequenza e costanza hanno adottato la medicina
omeopatica per la cura delle vacche da latte. Alcuni allevamenti la utilizzano ormai da anni come
terapia di prima scelta per la cura delle pi svariate patologie. Tra laltro, stando ai rilievi ufficiali
delle associazioni di categoria, queste aziende hanno raggiunto standard produttivi tra i pi elevati.
Molti allevamenti hanno fatto registrare una notevole riduzione dei trattamenti allopatici per la
prevenzione e cura delle mastiti e dei problemi della sfera genitale, con miglioramento qualiquantitativo della produzione lattea e relativa trasformazione, il tutto ottenuto a costi molto ridotti
rispetto ai trattamenti cosiddetti tradizionali.
A titolo di esempio segnaliamo i dati registrati in un anno di attivit omeopatica in un allevamento
di vacche da latte di razza frisona sempre nel comune di Neviano. Nel periodo agosto 1997 luglio
1998 in questazienda, che ospita 40 capi in lattazione a stabulazione fissa, sono stati considerati 38
casi clinici trattati con successo. Sono stati utilizzati 22 rimedi diversi somministrandoli sempre uno
alla volta secondo lindividualizzazione del soggetto malato. Le patologie hanno riguardato
lapparato genitale (19 casi), lapparato locomotore (10 casi), la mammella (6 casi), turbe
comportamentali (5 casi), lapparato respiratorio (3 casi), sindromi generali (1 caso), conseguenze
di traumatismi (6 casi). Effettuando un semplice calcolo economico lallevatore avrebbe speso in
farmaci chimici, riferito solo ad un primo intervento, 1 milione e 500 mila lire.
A questo risparmio bisogna aggiungere quello derivato dallutilizzo del latte dei quarti sani
(residui assenti), dagli eventuali interventi successivi del veterinario, dalle eventuali
compromissioni successive della salute e delle performances (innesco del circolo vizioso:
soppressione del sintomo approfondimento della malattia calo produttivo e/o nuove
malattie ancora farmaci soppressivi .), dalle energie e tempo dellallevatore.
Completamente diversa stata lesperienza condotta sugli animali allevati presso la Casa di
reclusione dellisola di Gorgona (LI). Gorgona una colonia agicola-zootecnica in cui i detenuti,
circa 130, lavorano, vengono retribuiti e godono di un regime di relativa e controllata libert. Oltre
ai bovini, circa 15 vacche in lattazione, vengono allevati un centinaio tra pecore e capre, circa
quaranta scrofe e relativa prole, quasi cinquanta coniglie fattrici, un migliaio fra galline, polli e
faraone, una diecina fra cavalli ed asini ed alcuni alveari. Le produzioni, (latte, formaggio, uova,
carne, miele) sono utilizzate dalla popolazione residente nellisola e in parte vengono venduti alle
persone che a vario titolo raggiungono lisola.
La presenza di un cos elevato numero di animali cui, peraltro, vanno aggiunti gli animali di
compagnia (cani, gatti, uccellini), risulta essere una notevole fonte di distrazione, ma anche

motivazione per meglio affrontare la condizione penitenziaria, in quella condizione che viene
definita di farm therapy.
Lapproccio omeopatico in un simile contesto, unico nel panorama carcerario internazionale,
condizionato da alcuni fattori, quali: a)- non esiste, in pratica, un proprietario degli animali che ne
sia direttamente coinvolto, b)- chi lavora con gli animali non ne trae benefici economici e spesso
neanche gratificazioni o riconoscimenti morali per un lavoro ben svolto, c)- il potere decisionale dei
detenuti che lavorano con gli animali e che quindi ben li conoscono, definito e limitato, come
limitata la detenzione e luso di farmaci, d)- lesigenze degli animali raramente sono prioritarie ai
problemi organizzativi ed istituzionali, quali ad es. il frequente ricambio di agenti e detenuti e
relativi problemi di riassestamento degli equilibri, f)- le condizioni meteorologiche dellisola che
con mare mosso pu soffrire di ritardi negli approvvigionamento (es. del fieno).
Dopo sette anni di approccio omeopatico possibile trarre alcune conclusioni che sono riassumibili
nella serie di vantaggi ottenuti, quali: - lefficacia uguale o maggiore rispetto allallopatia, lassenza di residui negli alimenti e nellambiente, - la possibilit di fare eugenetica, - la facilit
delluso dei rimedi e la versatilit nella loro somministrazione, - labbattimento dei costi, - un
miglioramento dello stato generale e vivacit degli animali, maggior resistenza allo stress di tipo
gestionale (brusche variazioni di alimento, di personale, scarsit di rifornimento idrico, ecc. dovuta
ad un aumento del livello energetico degli animali, - una diminuzione dellincidenza dei problemi
sanitari, in particolare mastiti e metriti, - la scomparsa delle patologie respiratorie nei bovini.
La cura omeopatica degli animali ha avuto un riflesso positivo anche nei detenuti, i quali si sono
sentiti direttamente coinvolti nellosservazione, nel rilevamento dei sintomi, nel fornire
informazioni e nella somministrazione in prima persona dei rimedi. Lomeopatia ha permesso loro
di scoprire un ruolo attivo e partecipativo, rispetto a quello di semplici esecutori, nella cura dei
loro animali con i quali condividono lesperienza di reclusione.
Ancora un ulteriore considerazione delle ripercussioni a lunga gittata nate dal seme omeopatico.
Con gli studenti della Facolt di medicina veterinaria di Milano abbiamo iniziato nel 1999 dei cicli
di seminari definiti Programma Kairs: la qualit del tempo che hanno generato in seguito il
progetto di Stage didattico-lavorativi nellIsola di Gorgona con lappoggio anche della Presidenza
della Facolt. A turno due studenti hanno soggiornato sullisola lavorando a fianco dei detenuti e
ricevendo le prime basi di un approccio omeopatico. Inoltre lesperienza detentiva in rapporto agli
animali stata anche oggetto di tesi sulla pet-terapy da parte di una studentessa della suddetta
universit.
Infine segnaliamo che a livello istituzionale in corso una sperimentazione sullutilizzo
dellomeopatia in allevamenti ovini biologici della Basilicata. La ricerca stata promossa dal
Dipartimento di Zootecnia della Facolt di Agraria dellUniversit della Basilicata ed uno dei
primi e lodevoli esempi di apertura del mondo accademico ufficiale (nonch di questa attiva e
culturalmente ricca Regione) alla comprensione della applicazione in campo della medicina
omeopatica unicista.
CONCLUSIONI
Le citate esperienze confermano come sia ampia la possibilit di applicazione dellomeopatia in
medicina veterinaria anche quando linterlocutore non possiede una specifica cultura e non il
proprietario dellanimale come il caso dei detenuti- allevatori dellisola della Gorgona (LI).
importante dire come lomeopatia sia stata utilizzata non solo sotto laspetto strettamente
medicamentoso, ma nella sua potenzialit pi ampia che comprende un metodo completo e
verificabile in grado di mettere in moto processi di salute anche attraverso relazioni pi
consapevoli
Occorre ricordare, se mai ce ne fosse bisogno, che spesso nelle esperienze pratiche esistono dei
precisi limiti sulla valutazione dei risultati dovuti soprattutto alla mancanza di controlli fra soggetti

trattati con lomeopatia e soggetti non trattati. chiaro che esperienze di campo legate alla
quotidiana pratica professionale non possono prevedere agevolmente trattamenti in un contesto di
gruppi randomizzati caso-controllo come la buona procedura scientifica ufficiale richiederebbe.
Va anche per sottolineato come la cornice epistemologica dellomeopatia mal si adatta a
trattamenti di questo tipo, in quanto molto forti sono le componenti soggettive (rapporto terapeutaanimale-proprietario) e la necessit di individualizzare la terapia.
La necessit di un maggior coinvolgimento degli Istituti di ricerca delle Universit appare, anche
alla luce del sempre maggior interesse applicativo dellomeopatia, unimpellente necessit affinch
questa scienza trovi, quel giusto riconoscimento che ha gi da tempo ottenuto in molti importanti
Paesi.
Lomeopatia hahnemanniana unicista offre allallevatore ed al veterinario delle possibilit di cura
straordinarie che vanno ad arricchire i loro bagaglio personale, sempre tenendo presente che non
trattasi di una panacea e che quindi non pu risolvere tutto. Lapproccio omeopatico deve essere
compreso ed apprezzato dal proprietario che naturalmente dovr essere correttamente informato.
Perch omeopatia non vuol dire sostituire semplicemente un farmaco chimico con uno naturale,
perch tanto non fa male. Impostare unazienda in modo omeopatico significa leggere quello che
avviene nel singolo animale come nel gruppo in modo completamente nuovo. Non significa
solamente avere un mezzo terapeutico in pi, ma una chiave di lettura che aiuta a capire, prima
ancora di intervenire con i farmaci, in quale direzione desideriamo che proceda tutto lallevamento
attraverso la nostra promozione di processi evolutivi che vanno verso la vita ed il benessere di tutte
le componenti coinvolte. In conclusione quindi, lavorando con ed a fianco della Natura in un
atteggiamento di umilt e di riconoscimento delle interdipendenze.
Come veterinari possiamo dare il nostro contributo in questa direzione.