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Capo III - DEI TRIBUNALI

Sezione I - DEL TRIBUNALE ORDINARIO


Art. 42 - Sede del tribunale
Il tribunale ha sede in ogni capoluogo determinato nella tabella A annessa al presente ordinamento.
Art. 42bis. - Composizione dell'ufficio del tribunale ordinario
1. Il tribunale ordinario diretto dal presidente del tribunale e ad esso sono addetti pi giudici. Al tribunale ordinario
possono essere addetti uno o pi presidenti di sezione.
2. Al tribunale ordinario possono essere addetti giudici onorari.
Art. 42ter - Nomina dei giudici onorari di tribunale
1. I giudici onorari di tribunale sono nominati con decreto del Ministro di grazia e giustizia, in conformit della deliberazione
del Consiglio superiore della
magistratura, su proposta del consiglio giudiziario competente per territorio nella composizione prevista dall'articolo 4,
comma 1, della legge 21 novembre 1991, n. 374.
2. Per la nomina richiesto il possesso dei seguenti requisiti:
a) cittadinanza italiana
b) esercizio dei diritti civili e politici
c) idoneit fisica e psichica
d) et non inferiore a venticinque anni e non superiore a sessantanove anni
e) residenza in un comune compreso nel distretto in cui ha sede l'ufficio giudiziario per il quale presentata domanda, fatta
eccezione per coloro che
esercitano la professione di avvocato o le funzioni notarili
f) laurea in giurisprudenza
g) non avere riportato condanne per delitti non colposi o a pena detentiva per contravvenzioni e non essere stato
sottoposto a misure di prevenzione o di
sicurezza.
3. Costituisce titolo di preferenza per la nomina l'esercizio, anche pregresso:
a) delle funzioni giudiziarie, comprese quelle onorarie
b) della professione di avvocato, anche nella qualit di iscritto nell'elenco speciale previsto dall'articolo 3, quarto comma,
lettera b), del regio decreto 27
novembre 1933, n. 1578, o di notaio
c) dell'insegnamento di materie giuridiche nelle universit o negli istituti superiori statali
d) delle funzioni inerenti ai servizi delle cancellerie e segreterie giudiziarie con qualifica di dirigente o con qualifica
corrispondente alla soppressa carriera
direttiva
e) delle funzioni con qualifica di dirigente o con qualifica corrispondente alla soppressa carriera direttiva nelle
amministrazioni pubbliche o in enti pubblici
economici.
4. Costituisce altres titolo di preferenza, in assenza di quelli indicati nel terzo comma, il conseguimento del diploma di
specializzazione di cui all'articolo 16 del decreto legislativo 17 novembre 1997, n. 398.
5. Con decreto del Ministro di grazia e giustizia, adottato su conforme deliberazione del Consiglio superiore della
magistratura, sono disciplinate le modalit del procedimento di nomina.
Art. 42quater - Incompatibilit
1. Non possono esercitare le funzioni di giudice onorario di tribunale:
a) i membri del parlamento nazionale ed europeo, i membri del Governo, i titolari di cariche elettive ed i membri delle
giunte degli enti territoriali, i
componenti degli organi deputati al controllo sugli atti degli stessi enti ed i titolari della carica di difensore civico
b) gli ecclesiastici e i ministri di confessioni religiose
c) coloro che ricoprono o hanno ricoperto nei tre anni precedenti incarichi, anche esecutivi, nei partiti politici
d) gli appartenenti ad associazioni i cui vincoli siano incompatibili con l'esercizio indipendente della funzione giurisdizionale
e) coloro che svolgono o abbiano svolto nei tre anni precedenti attivit professionale non occasionale per conto di imprese
di assicurazione o bancarie,
ovvero per istituti o societ di intermediazione finanziaria.
2. Gli avvocati ed i praticanti ammessi al patrocinio non possono esercitare la professione forense dinanzi agli uffici
giudiziari compresi nel circondario del
tribunale presso il quale svolgono le funzioni di giudice onorario e non possono rappresentare o difendere le parti, nelle fasi
successive, in procedimenti svoltisi dinanzi ai medesimi uffici.
3. Il giudice onorario di tribunale non pu assumere l'incarico di consulente, perito o interprete nei procedimenti che si
svolgono dinanzi agli uffici giudiziari compresi nel circondario del tribunale presso il quale esercita le funzioni giudiziarie.
Art. 42quinquies - Durata dell'ufficio
1. La nomina a giudice onorario di tribunale ha la durata di tre anni. Il titolare pu essere confermato, alla scadenza, per
una sola volta.
2. I giudici onorari di tribunali che hanno in corso la procedura di conferma nell'incarico rimangono in servizio fino alla
definizione della procedura di cui al
secondo comma, anche oltre il termine di scadenza dell'incarico. La conferma della nomina ha, comunque, effetto
retroattivo con decorrenza dal primo giorno successivo alla scadenza del triennio gi decorso. In caso di mancata conferma
i giudici onorari di tribunale in proroga cessano dall'incarico dal momento della comunicazione del relativo provvedimento
del CSM che non necessita di decreto del Ministro.
3. Alla scadenza del triennio, il consiglio giudiziario, nella composizione prevista dall' articolo 4, comma 1, della legge 21
novembre 1991, n. 374, esprime un
giudizio di idoneit alla continuazione dell'esercizio delle funzioni sulla base di ogni elemento utile, compreso l'esame a
campione dei provvedimenti. Il giudizio di idoneit costituisce requisito necessario per la conferma.
4. La nomina dei giudici onorari di tribunale pur avendo effetto dalla data del decreto ministeriale di cui all' articolo 42ter,
primo comma, ha durata triennale con decorrenza dal 1 gennaio dell'anno successivo alla nomina.
Art. 42sexies - Cessazione, decadenza e revoca dall'ufficio
1. Il giudice onorario di tribunale cessa dall'ufficio:
a) per compimento del settantaduesimo anno di et
b) per scadenza del termine di durata della nomina o della conferma

c) per dimissioni, a decorrere dalla data di comunicazione del provvedimento di accettazione.


2. Il giudice onorario di tribunale decade dall'ufficio:
a) se non assume le sue funzioni entro sessanta giorni dalla comunicazione del provvedimento di nomina o nel termine pi
breve eventualmente fissato dal
Ministro di grazia e giustizia ai sensi dell'articolo 10
b) se non esercita volontariamente le funzioni inerenti all'ufficio
c) se viene meno uno dei requisiti necessari per la nomina o sopravviene una causa di incompatibilit.
3. Il giudice onorario di tribunale revocato dall'ufficio in caso di inosservanza dei doveri inerenti al medesimo.
4. La cessazione, la decadenza o la revoca dall'ufficio dichiarata o disposta con le stesse modalit previste per la nomina.
Art. 42septies - Doveri e diritti del giudice onorario di tribunale
1. Il giudice onorario di tribunale tenuto all'osservanza dei doveri previsti per i magistrati ordinari, in quanto compatibili.
2. Al giudice onorario competono esclusivamente le indennit e gli altri diritti espressamente attribuiti dalla legge con
specifico riferimento al rapporto di
servizio onorario.
Art. 43 - Funzioni ed attribuzioni del tribunale ordinario
1. Il tribunale ordinario:
a) esercita la giurisdizione in primo grado e in appello, contro le sentenze pronunciate dal giudice di pace, in materia civile
b) esercita la giurisdizione in primo grado in materia penale
c) esercita le funzioni di giudice tutelare
d) esercita nei modi stabiliti dalla legge le altre funzioni ad esso deferite.
Art. 43bis - Funzioni dei giudici ordinari ed onorari addetti al tribunale ordinario
1. I giudici ordinari ed onorari svolgono presso il tribunale ordinario il lavoro giudiziario loro assegnato dal presidente del
tribunale o, se il tribunale costituito in sezioni, dal presidente o altro magistrato che dirige la sezione.
2. I giudici onorari di tribunale non possono tenere udienza se non nei casi di impedimento o di mancanza dei giudici
ordinari.
3. Nell'assegnazione prevista dal primo comma, seguito il criterio di non affidare ai giudici onorari:
a) nella materia civile, la trattazione di procedimenti cautelari e possessori, fatta eccezione per le domande proposte nel
corso della causa di merito o del
giudizio petitorio
b) nella materia penale, le funzioni di giudice per le indagini preliminari e di giudice dell'udienza preliminare, nonch la
trattazione di procedimenti diversi da quelli previsti dall'articolo 550 del codice di procedura penale.
Art. 44 - Ufficio d'istruzione penale (105)
[In ogni tribunale uno dei giudici incaricato, per ciascun anno, dell'istruzione penale, salvo il disposto del terzo comma
dell'art. 119. In caso di bisogno possono essere applicati all'ufficio d'istruzione altri giudici del tribunale medesimo.
L'incarico di esercitare funzioni istruttorie revocabile anche se conferito a giudici inamovibili. ]
(105)
Articolo abrogato dall'art. 12, D.P.R. 22 settembre 1988, n. 449.
Art. 45 - Giudice di sorveglianza
1. Nella sede del tribunale ordinario, e nelle sedi designate con decreto del Ministro di grazia e giustizia, un giudice
annualmente incaricato delle funzioni di sorveglianza sull'esecuzione delle pene detentive e sulla applicazione ed
esecuzione delle misure amministrative di sicurezza.
2. Il giudice di sorveglianza provvede, inoltre, in materia di misure amministrative di sicurezza ed esercita le altre funzioni
che la legge gli attribuisce.
In caso di bisogno possono essere incaricati delle funzioni di sorveglianza anche altri giudici del tribunale ordinario.
3. L'incarico di esercitare funzioni di giudice di sorveglianza revocabile, anche se conferito a giudici inamovibili.
Art. 46 - Costituzione delle sezioni
1. Il tribunale ordinario pu essere costituito in pi sezioni.
2. Nei tribunali ordinari costituiti in sezioni sono biennalmente designate le sezioni alle quali sono devoluti, promiscuamente
o separatamente, gli affari civili, gli affari penali e i giudizi in grado di appello, nonch, separatamente, le controversie in
materia di lavoro e di previdenza e assistenza obbligatorie.
3. In ogni tribunale ordinario costituito in sezioni istituita una sezione dei giudici incaricati dei provvedimenti previsti dal
codice di procedura penale per la fase delle indagini preliminari e per l'udienza preliminare.
4. A ciascuna sezione, nella formazione delle tabelle ai sensi dell'articolo 7bis, sono destinati giudici nel numero richiesto
dalle esigenze di servizio, tenuto conto del numero dei processi pendenti, dell'urgenza della definizione delle controversie,
nonch del numero delle controversie sulle quali il tribunale giudica in composizione collegiale.
5. I giudici destinati a ciascuna sezione non possono essere comunque in numero inferiore a cinque. Tale limite non opera
per la sezione dei giudici incaricati dei provvedimenti previsti dal codice di procedura penale per la fase delle indagini
preliminari e per l'udienza preliminare.
Art. 47 Attribuzioni del presidente del tribunale
1. Il presidente del tribunale dirige l'ufficio e, nei tribunali costituiti in sezioni, distribuisce il lavoro tra le sezioni, salvi i
compiti del presidente di sezione.
2. Esercita le altre funzioni che gli sono attribuite dalla legge nei modi da questa stabiliti.
Art. 47bis - Direzione delle sezioni
1. Nei tribunali costituiti in sezioni e nei quali sono istituiti posti di presidente di sezione, la direzione delle sezioni
attribuita ad un presidente di sezione.
Nei tribunali nei quali non sono istituiti posti di presidente di sezione, dell'organizzazione del lavoro della sezione
incaricato il magistrato designato nelle tabelle formate ai sensi dell'articolo 7bis.
Art. 47ter - Istituzione dei posti di presidente di sezione
1. Salvo quanto previsto dal secondo e dal terzo comma, nei tribunali costituiti in sezioni ai quali sono addetti pi di dieci
giudici ordinari possono essere istituiti posti di presidente di sezione, in numero non superiore a quello determinato dalla
proporzione di uno a dieci.
2. Il posto di presidente di sezione pu essere comunque istituito, senza l'osservanza dei limiti previsti dal primo comma:
a) per la direzione della corte di assise e delle singole sezioni della medesima, quando il numero delle udienze da esse
tenute lo richiede

b) per la direzione delle seguenti sezioni, tenuto conto della loro consistenza numerica e delle specifiche esigenze
organizzative:
1) sezioni incaricate della trattazione delle controversie in materia di lavoro e di previdenza e assistenza obbligatorie
2) sezioni incaricate degli affari inerenti alle procedure concorsuali
3) sezioni dei giudici incaricati dei provvedimenti previsti del codice di procedura penale per la fase delle indagini
preliminari e per l'udienza preliminare,
salvo quanto previsto dal terzo comma.
2. In ogni tribunale ordinario di cui alla tabella A allegata alla legge 22 dicembre 1973, n. 884, la sezione dei giudici
incaricati dei provvedimenti previsti dal codice di procedura penale per la fase delle indagini preliminari e per l'udienza
preliminare diretta da un presidente di sezione. Si applicano le disposizioni
dell'articolo 1, commi 1 e 2, del decreto legge 25 settembre 1989, n. 327, convertito dalla legge 24 novembre 1989, n. 380.
Art. 47quater - Attribuzioni del presidente di sezione
1. Il presidente di sezione, oltre a svolgere il lavoro giudiziario, dirige la sezione cui assegnato e, in particolare, sorveglia
l'andamento dei servizi di cancelleria ed ausiliari, distribuisce il lavoro tra i giudici e vigila sulla loro attivit, curando anche
lo scambio di informazioni sulle esperienze giurisprudenziali all'interno della sezione. Collabora, altres, con il presidente del
tribunale nell'attivit di direzione dell'ufficio. Con le tabelle formate ai sensi dell'articolo 7bis, al presidente di sezione pu
essere attribuito l'incarico di dirigere pi sezioni che trattano materie omogenee, ovvero di coordinare uno o pi settori di
attivit dell'ufficio.

Art. 47quinquies - Presidenza dei collegi


1. Quando il tribunale giudica in composizione collegiale, la presidenza del collegio assunta dal presidente del tribunale o
da un presidente di sezione o dal magistrato pi elevato in qualifica o dal pi anziano dei magistrati di pari qualifica
componenti il collegio.
Art. 48 - Composizione dell'organo giudicante
1. In materia civile e penale il tribunale giudica in composizione monocratica e, nei casi previsti dalla legge, in composizione
collegiale.
2. Sull'applicazione delle misure di prevenzione personali e patrimoniali il tribunale giudica sempre in composizione
collegiale.
3. Salve le disposizioni relative alla composizione delle sezioni specializzate, il tribunale, quando giudica in composizione
collegiale, decide con il numero
invariabile di tre componenti.
[Sezione Ibis - DELLE SEZIONI DISTACCATE DI TRIBUNALE]
abrogato dall art. 2, comma 1, lett. c), D.Lgs. 7 settembre 2012, n. 155
Sezione II - DEL TRIBUNALE PER I MINORENNI
Art. 49 - Costituzione e giurisdizione del tribunale per i minorenni
1. In ogni sede di corte di appello o di sezione distaccata di corte di appello costituito un tribunale per i minorenni.
2. Il tribunale per i minorenni ha giurisdizione su tutto il territorio della corte di appello o della sezione di corte di appello,
nei limiti di competenza determinati dalla legge.
Art. 50 - Composizione del Tribunale per i minorenni
1. Il Tribunale per i minorenni composto da un magistrato di Corte d'appello, che lo presiede, da un magistrato di tribunale
e da due esperti, un uomo ed una donna, aventi i requisiti richiesti dalla legge, ai quali conferito il titolo di giudice
onorario del Tribunale per i minorenni. Possono anche essere nominati due o pi supplenti.
2. Gli esperti del Tribunale per i minorenni sono nominati con decreto del Capo dello Stato, su proposta del Ministro per la
grazia e giustizia, per un triennio, e possono essere confermati. (131)
(131)
L'art. 1, comma 2bis, D.L. 29 dicembre 2009, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla L. 22 febbraio 2010, n. 24, ha
interpretato il presente comma
nel senso che per i giudici onorari del tribunale per i minorenni non sussistono limitazioni alla possibilit di conferma.
Art. 50bis - Giudice per le indagini preliminari
1. In ogni tribunale per i minorenni uno o pi magistrati sono incaricati, come giudici singoli, dei provvedimenti previsti dal
codice di procedura penale per la fase delle indagini preliminari. L'organizzazione del lavoro dei predetti giudici attribuita
al pi anziano.
2. Nell'udienza preliminare, il tribunale per i minorenni, giudica composto da un magistrato e da due giudici onorari, un
uomo e una donna, dello stesso tribunale.
Art. 51 Giudice di sorveglianza presso il tribunale per i minorenni
1. Le funzioni di giudice di sorveglianza sono esercitate dal giudice addetto al tribunale per i minorenni.
2. Il presidente del tribunale ordinario, sentito il procuratore della Repubblica, pu con suo decreto, destinare anche altro
giudice, con le stesse funzioni, al tribunale per i minorenni.
Capo IV - DELLA CORTE DI APPELLO
Sezione I - DISPOSIZIONI
Art. 52 Sede della corte di appello
1. La corte di appello ha sede nel capoluogo dei distretti indicati nella tabella A annessa al presente ordinamento.
Art. 53 - Funzioni ed attribuzioni della corte di appello
1. La corte di appello:
a) esercita la giurisdizione nelle cause di appello delle sentenze pronunciate in primo grado dai tribunali in materia civile e
penale
b) esercita inoltre le funzioni a essa deferite dal codice di procedura penale diverse da quelle del giudizio di appello avverso
le sentenze pronunciate nel
dibattimento di primo grado delibera in camera di consiglio nei casi previsti dal codice di procedura civile e conosce degli
altri affari ad essa deferiti dalle leggi.

Art. 54 - Costituzione delle sezioni nelle corti di appello


1. Nella formazione delle tabelle ai sensi dell'art. 7bis sono designati i presidenti e i consiglieri che fanno parte di ciascuna
sezione e i supplenti.
2. Si osserva per le corti di appello il disposto dell'art. 46, in quanto applicabile.
3. Sono altres designate le sezioni in funzione di corte di assise, la sezione incaricata esclusivamente della trattazione delle
controversie in materia di lavoro e di previdenza e assistenza obbligatorie, la sezione per i minorenni ed eventualmente
quella che funziona da tribunale regionale delle acque pubbliche.
Art. 55 - Magistrati della corte di appello
1. Il presidente presiede la prima sezione della corte di appello e pu presiedere anche le altre sezioni.
2. Le sezioni sono presiedute da presidenti di sezione.
3. I giudici delle corti di appello hanno il titolo di consiglieri.
Art. 56 - Costituzione del collegio giudicante
La corte di appello giudica con il numero invariabile di tre votanti.
Art. 57 - Sezione istruttoria (140)
[In ciascuna corte di appello costituita una sezione istruttoria, alla quale sono addetti cinque magistrati e, quando
occorre, uno o pi supplenti. Essa
presieduta da un presidente di sezione o dal pi anziano dei consiglieri.
La sezione istruttoria giudica col numero invariabile di tre votanti.
Nei casi indicati nel primo comma dell'articolo seguente, la sezione istruttoria sostituita dalla sezione per i minorenni. ]
(140)
Articolo abrogato dall'art. 17, D.P.R. 22 settembre 1988, n. 449.
Art. 58 - Sezione per i minorenni
1. Una sezione della corte giudica sulle impugnazioni dei provvedimenti del tribunale per i minorenni. Ad essa sono altres
demandate le altre funzioni della corte di appello previste dal codice di procedura penale, nei procedimenti a carico di
imputati minorenni.
2. La sezione giudica con l'intervento di due esperti, un uomo ed una donna, aventi i requisiti prescritti dalla legge, i quali si
aggiungono ai tre magistrati della sezione.
3. Agli esperti della sezione per i minorenni conferito il titolo di consigliere onorario della sezione della Corte di appello per
i minorenni ad essi applicabile il disposto dell'ultimo comma dell'art. 50.
4. Le funzioni di consigliere delegato per la sorveglianza sono, per i minorenni, esercitate da uno dei magistrati della
sezione di Corte di appello per i minorenni.
Art. 59 - Sezioni distaccate di corte d'appello
1. Le sezioni distaccate delle corti di appello hanno sede nei comuni indicati nella tabella A, annessa al presente
ordinamento.
2. Esse, nella circoscrizione territoriale nella quale esercitano la giurisdizione, costituiscono sezioni delle corti di appello
dalle quali dipendono.
3. Alle sezioni distaccate di corte di appello sono preposti presidenti di sezione alla dipendenza del presidente, ed alle
rispettive procure generali sono preposti avvocati generali alla dipendenza del procuratore generale della Repubblica.
Sezione II - DELLA CORTE DI ASSISE
Le disposizioni di questa sezione debbono ritenersi superate da quelle contenute nella L. 10 aprile 1951, n. 287, e
successive modificazioni.
Art. 60 - Sedi di corte di assise
1. In ogni distretto di corte di appello sono costituite una o pi corti di assise.
2. Ogni corte di assise esercita la giurisdizione nel circolo ad essa assegnato, in conformit della tabella D, annessa al
presente ordinamento.
3. Per uno stesso circolo possono essere costituite anche pi corti di assise.
4. Le altre norme riflettenti l'ordinamento della corte di assise sono dettate da legge speciale.
Art. 61 - Costituzione della corte di assise
1. La corte di assise composta:
a) da un presidente di sezione di corte di appello che la presiede
b) da un consigliere di corte di appello ovvero da un presidente o presidente di sezione di tribunale
c) da cinque assessori.
2. Magistrati e assessori costituiscono un unico collegio.
3. I presidenti e gli altri magistrati che compongono le corti di assise sono nominati ogni anno e possono essere destinati a
presiedere o a comporre pi corti di assise comprese nel distretto della corte di appello.
Art. 62 - Grado onorario degli assessori
Gli assessori, durante la sessione, sono equiparati ai consiglieri di corte di appello,
nell'ordine di precedenza a corte e nelle funzioni e cerimonie pubbliche.
Sezione III - DELLA MAGISTRATURA DEL LAVORO
Sezione IV - DEL TRIBUNALE REGIONALE DELLE ACQUE PUBBLICHE
Capo V - DELLA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
Art. 65 - Attribuzioni della corte suprema di cassazione
1. La corte suprema di cassazione, quale organo supremo della giustizia, assicura l'esatta osservanza e l'uniforme
interpretazione della legge, l'unit del diritto oggettivo nazionale, il rispetto dei limiti delle diverse giurisdizioni regola i
conflitti di competenza e di attribuzioni, ed adempie gli altri compiti ad essa conferiti dalla legge.
2. La corte suprema di cassazione ha sede in Roma ed ha giurisdizione su tutto il territorio del regno, dell'impero e su ogni
altro territorio soggetto alla sovranit dello Stato. (146)
(146)
Il riferimento al regno, all'impero ed agli altri territori soggetti alla sovranit dello Stato deve intendersi venuto meno a
seguito della mutata forma

costituzionale.
Art. 66 - Composizione della corte suprema di cassazione
1. La corte suprema di cassazione costituita in sezioni, e composta da un primo presidente, da presidenti di sezione e da
consiglieri.
2. Il primo presidente presiede le udienze a sezioni unite e le adunanze solenni e pu presiedere le udienze delle singole
sezioni.
3. La composizione delle sezioni stabilita ai sensi dell'art. 7bis.
4. A ciascuna delle sezioni civili e penali preposto un presidente di sezione e possono essere assegnati altri presidenti di
sezione.
Art. 67 Costituzione del collegio giudicante
1. La corte di cassazione in ciascuna sezione giudica con il numero invariabile di cinque votanti. Giudica a sezioni unite con
il numero invariabile di nove votanti.
2. Il collegio a sezioni unite in materia civile composto da magistrati appartenenti alle sezioni civili in materia penale
composto da magistrati appartenenti alle sezioni penali.
Art. 67bis - Criteri per la composizione della sezione prevista dallarticolo 376 del codice di procedura civile
1. A comporre la sezione prevista dallarticolo 376, primo comma, del codice di procedura civile, sono chiamati, di regola,
magistrati appartenenti a tutte le
sezioni.
Art. 68 - Ufficio del massimario e del ruolo
1. Presso la corte suprema di cassazione costituito un ufficio del massimario e del ruolo, diretto da un magistrato della
corte medesima designato dal primo presidente.
2. All'ufficio sono addetti, salvo il disposto del terzo comma dell'art. 135, nove magistrati, di grado non superiore a
consiglieri di corte d'appello o parificato,
cinque dei quali possono essere collocati fuori del ruolo organico della magistratura, entro i limiti numerici stabiliti nell'art.
210 del presente
ordinamento.
3. Le attribuzioni dell'ufficio del massimario e del ruolo sono stabilite dal primo presidente della corte suprema di
cassazione, sentito il procuratore generale della Repubblica.

L. 10 APRILE 1951, N. 287 - RIORDINAMENTO DEI GIUDIZI DI ASSISE


* Pubblicata nella Gazz. Uff. 7 maggio 1951, n. 102.
* Per le circoscrizioni territoriali, vedi la tabella N allegata al D.P.R. 30 agosto 1951, n. 757.
* Il comma 1 dellart. 1, D.Lgs. 1 dicembre 2009, n. 179, in combinato disposto con lallegato 1 allo stesso decreto,
ha ritenuto indispensabile la permanenza in vigore del presente provvedimento, limitatamente agli articoli 1, 2, 3,
4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28-bis, 29, 30, 31, 32, 33, 34,
35, 37, 38, 39, 40, 41, 42, 43, 44, 45, 46, 47, 48, 49, 50, 51, 52, 53, 54, 55 e 56.
1. Istituzione delle Corti di assise.
In ogni distretto di Corte di appello sono istituite una o pi Corti di assise che, nella circoscrizione del circolo loro assegnato,
giudicano dei reati attribuiti alla loro competenza.
2. Istituzione delle Corti di assise di appello.
In ogni distretto di Corte di appello sono istituite una o pi Corti di assise di appello, che giudicano sull'appello proposto
avverso le sentenze e gli altri provvedimenti emessi dalle Corti di assise.
2-bis. Costituzione in sezioni delle Corti di assise e delle Corti di assise di appello.
1. Con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministro di grazia e giustizia, di concerto con il Ministro del
tesoro e sentito il Consiglio superiore della magistratura, possono essere costituite nel medesimo circolo pi sezioni delle
Corti d'assise e nel medesimo distretto pi sezioni delle Corti d'assise d'appello istituite ai sensi degli articoli 1 e 2.
2. Con identiche modalit si provvede alla soppressione delle sezioni non pi necessarie.
3. Composizione delle Corti di assise.
La Corte di assise composta:
a) di un magistrato del distretto scelto, tra quelli aventi funzioni di appello, che la presiede o, in mancanza o per
indisponibilit, tra quelli aventi qualifica non inferiore a magistrato di appello;
b) di un magistrato del distretto avente le funzioni di magistrato di tribunale;
c) di sei giudici popolari.
4. Composizione delle Corti di assise di appello.
La Corte di assise di appello composta:
a) di un magistrato con funzioni di presidente di sezione della Corte di appello o, in mancanza o per indisponibilit, di un
magistrato avente qualifica non inferiore a magistrato di appello dichiarato idoneo ad essere ulteriormente valutato ai fini
della nomina a magistrato di Cassazione, che la presiede;
b) di un magistrato della Corte di appello;
c) di sei giudici popolari.
5. Carattere unitario del Collegio giudicante.
Magistrati e giudici popolari costituiscono un collegio unico a tutti gli effetti.
6. Sedi delle Corti di assise e delle Corti di assise di appello e numero dei giudici popolari.
1. Il Governo delegato a stabilire, entro cinque mesi dalla pubblicazione della presente legge, il numero delle Corti di
assise, quello delle Corti di assise di appello, le loro rispettive sedi e circoscrizioni e il numero dei giudici popolari da

comprendere nelle liste generali prevedute dall'art. 23, avuto riguardo al numero dei giudizi, alla popolazione e allo sviluppo
dei mezzi di comunicazione.
2. La determinazione delle sedi delle Corti di assise e delle Corti di assise di appello, delle loro circoscrizioni e del numero
dei giudici popolari, potr essere riesaminata non oltre due anni dall'entrata in vigore del decreto legislativo emanato a
norma del comma precedente.
6-bis. Variazioni al numero dei giudici popolari.
Con il decreto di cui all'articolo 2-bis sono apportate le necessarie variazioni al numero dei giudici popolari da comprendere
nelle liste generali prevedute nel successivo articolo 23.
7. Sessioni della Corte di assise e della Corte di assise di appello.
1. La Corte di assise e la Corte di assise di appello tengono quattro sessioni annuali della durata di tre mesi. I dibattimenti
vengono conclusi dallo stesso collegio anche dopo la scadenza della sessione nel corso della quale sono stati iniziati.
2. Il presidente della Corte di appello per particolari esigenze organizzative, sentito il procuratore generale, pu disporre che
singoli dibattimenti siano tenuti in luoghi diversi da quello di normale convocazione della Corte di assise e della Corte di
assise di appello, nell'ambito del rispettivo territorio.
8. Nomina dei magistrati componenti le Corti di assise e le Corti di assise di appello.
1. La nomina del presidente e degli altri magistrati che compongono le Corti di assise e le Corti di assise di appello
effettuata con decreto del Presidente della Repubblica in conformit delle deliberazioni del Consiglio superiore della
magistratura e con efficacia per il periodo in esse indicato; decorso tale periodo, la nomina tuttavia prorogata sino a che
non venga effettuata una nuova nomina.
2. Con l'osservanza delle disposizioni di cui al comma precedente sono nominati un presidente e un magistrato supplenti
per ogni Corte di assise o Corte di assise di appello.
3. Quando mancano o sono impediti anche i magistrati supplenti delle Corti di assise e delle Corti di assise di appello, la
sostituzione pu essere disposta con decreto motivato del presidente della Corte di appello, sentito il procuratore generale
presso la Corte stessa, se ricorrono motivi di particolare urgenza.
9. Requisiti dei giudici popolari delle Corti di assise.
I giudici popolari per le Corti di assise devono essere in possesso dei seguenti requisiti:
a) cittadinanza italiana e godimento dei diritti civili e politici;
b) buona condotta morale;
c) et non inferiore ai 30 e non superiore ai 65 anni;
d) titolo finale di studi di scuola media di primo grado, di qualsiasi tipo.
10. Requisiti dei giudici popolari delle Corti di assise di appello.
I giudici popolari delle Corti d'assise di appello, oltre i requisiti stabiliti nell'articolo precedente, devono essere in possesso
del titolo finale di studi di scuola media di secondo grado, di qualsiasi tipo.
11. Carattere obbligatorio dell'ufficio - Condizione giuridica del giudice popolare.
1.L'ufficio di giudice popolare obbligatorio ed parificato a tutti gli effetti all'esercizio delle funzioni pubbliche elettive.
2. I giudici popolari delle Corti di assise e delle Corti di assise di appello, durante il tempo della sessione in cui prestano
servizio effettivo, sono parificati rispettivamente ai giudici di grado sesto (22) e ai consiglieri di Corte di appello nell'ordine
delle precedenze nelle funzioni e cerimonie pubbliche.
(22) Ora, magistrati di tribunali.
12. Incompatibilit con l'ufficio di giudice popolare.
Non possono assumere l'ufficio di giudice popolare:
a) i magistrati e, in generale, i funzionari in attivit di servizio appartenenti o addetti all'ordine giudiziario;
b) gli appartenenti a qualsiasi organo di polizia, anche se non dipende dallo Stato in attivit di servizio;
c) i ministri di qualsiasi culto e i religiosi di ogni ordine e congregazione.
Capo II - Procedimento per la scelta dei giudici popolari.
13. Formazione degli elenchi comunali dei giudici popolari.
1. In ogni Comune della Repubblica sono formati a cura di una Commissione composta del sindaco o di un suo
rappresentante e di due consiglieri comunali, due distinti elenchi dei cittadini residenti nel territorio del Comune in possesso
dei requisiti indicati rispettivamente negli artt. 9 e 10 della presente legge per l'esercizio delle funzioni di giudice popolare
nelle Corti di assise e nelle Corti d'assise di appello.
2. Qualora l'Amministrazione comunale sia sciolta, gli elenchi sono formati da una Commissione composta del commissario
governativo o di un suo delegato e di due cittadini nominati dal pretore (26).
(26) Ora presidente del tribunale in virt del disposto dell'art. 31, D.Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51.
14. Invito ad iscriversi negli elenchi dei giudici popolari.
Per la formazione degli elenchi preveduti nell'articolo precedente, il sindaco di ciascun Comune, entro il termine di un mese
dalla pubblicazione, della presente legge, invita con pubblico manifesto tutti coloro che siano in possesso dei requisiti
stabiliti dagli artt. 9 e 10 e non si trovino nelle condizioni di cui all'art. 12, a chiedere, non oltre i sessanta giorni successivi,
di essere iscritti nei rispettivi elenchi dei giudici popolari di Corte di assise o di Corte di assise di appello.
15. Accertamenti della Commissione comunale.
1. Gli elenchi sono dalla Commissione comunale compilati e integrati con la iscrizione di ufficio di tutti coloro che risultano
essere in possesso dei requisiti prescritti dalla legge, non pi tardi dei trenta giorni successivi allo scadere del termine di
sessanta giorni stabilito nell'articolo precedente.
2. Durante detto termine la Commissione comunale accerta per ognuno degli iscritti il concorso delle condizioni richieste
per la iscrizione operando le necessarie modificazioni.
3. Gli elenchi completi sono trasmessi dal sindaco al pretore (29) del mandamento nella cui circoscrizione il Comune
compreso, entro i primi dieci giorni del mese successivo al loro completamento.
(29) Ora presidente del tribunale in virt del disposto dell'art. 31, D.Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51.

16. Formazione della Commissione mandamentale e operazioni ad essa demandate.


1. Entro la seconda met del mese in cui ha ricevuto gli elenchi, il pretore (31) convoca nel capoluogo del mandamento una
Commissione da lui presieduta e formata da tutti i sindaci dei Comuni del mandamento stesso o da consiglieri da loro
delegati. Qualora le rappresentanze comunali di uno o pi Comuni del mandamento siano disciolte, intervengono alle
riunioni i rispettivi commissari governativi o loro delegati.
2. La Commissione mandamentale, assunte le opportune informazioni, accerta per ognuna delle persone comprese negli
elenchi il concorso delle condizioni richieste per l'assunzione dell'ufficio di giudice popolare, e compila nei trenta giorni
successivi alla convocazione:
a) l'elenco di tutte le persone del mandamento, che hanno i requisiti per assumere l'ufficio di giudice popolare nelle Corti di
assise;
b) l'elenco di tutte le persone del mandamento, che hanno i requisiti per assumere l'ufficio di giudice popolare nelle Corti di
assise di appello.
(31) Ora presidente del tribunale in virt del disposto dell'art. 31, D.Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51.
17. Pubblicazione degli elenchi e reclami.
1. Gli elenchi compilati dalla Commissione mandamentale sono sottoscritti dal pretore (33) e resi noti non pi tardi del 15 del
mese successivo alla chiusura delle operazioni prevedute nell'articolo precedente in ogni Comune per la parte che lo
riguarda mediante affissione, per dieci giorni, nell'albo pretorio e pubblico manifesto.
2. Ogni cittadino di et maggiore pu presentare reclamo contro le omissioni, le cancellazioni o le indebite iscrizioni entro il
termine di 15 giorni dall'affissione nell'albo pretorio.
3. Il reclamo, in carta esente da bollo, presentato nella cancelleria della pretura (34).
(33) Ora presidente del tribunale in virt del disposto dell'art. 31, D.Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51.
(34) Ora tribunale in virt di quanto disposto dall'art. 31, D.Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51.
18. Formazione dell'albo definitivo di giudici popolari di Corte di assise e di Corte di assise di appello.
1. Decorso il termine di cui al primo comma dell'articolo 17, gli elenchi dei giudici popolari di corte di assise e di corte di
assise di appello, i verbali ed i reclami sono trasmessi rispettivamente al presidente del tribunale del luogo ove ha sede la
corte di assise e al presidente del tribunale del capoluogo del distretto di corte di appello.
2. Il presidente, ricevuti gli elenchi, i verbali ed i reclami, sentiti il procuratore della Repubblica e il presidente del Consiglio
dell'Ordine degli avvocati, assunte, qualora occorra, le opportune informazioni, procede, con la partecipazione di due giudici
e nel termine di un mese, alle operazioni seguenti:
1) rivede e controlla gli elenchi in base agli elementi raccolti ai sensi degli articoli precedenti;
2) decide, previa comunicazione alla parte interessata, sui reclami iscrivendo o cancellando i nomi di coloro che furono
omessi ovvero iscritti indebitamente;
3) forma gli albi definitivi dei giudici popolari di Corte di assise e rispettivamente di Corte di assise di appello secondo
l'ordine alfabetico e con numerazione progressiva, unificando gli elenchi dei vari mandamenti;
4) approva gli albi con decreto.
19. Pubblicazione degli albi e reclami.
1. Gli albi, formati a norma dell'articolo precedente, unitamente ai decreti che li approvano sottoscritti dai presidenti dei
rispettivi Tribunali sono pubblicati in ciascun Comune per la parte che lo riguarda mediante affissione per dieci giorni all'albo
pretorio e pubblico manifesto.
2. Nel termine di cui al secondo comma dell'articolo 17, ogni cittadino di et maggiore pu ricorrere alla Corte di appello per
le omissioni, le cancellazioni o le indebite iscrizioni.
3. Il ricorso depositato nella cancelleria della pretura (38), dalla quale deve essere immediatamente trasmesso a quella
della Corte di appello.
(38) Ora tribunale in virt di quanto disposto dall'art. 31, D.Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51.
20. Decisioni della Corte di appello - Ricorso in cassazione.
1. La Corte di appello, previa comunicazione alla parte, decide con sentenza in via d'urgenza, su relazione in pubblica
udienza, sentiti la parte o il suo procuratore, se si presenta, e il pubblico ministero, che conclude oralmente.
2. La sentenza comunicata a cura della cancelleria, entro dieci giorni, alle parti interessate, al pubblico ministero e al
presidente del Tribunale del capoluogo del distretto della Corte di appello ovvero, se si tratta dell'albo di una Corte di assise,
del Tribunale del luogo, ove ha sede la Corte stessa. Il presidente, qualora occorra, rettifica gli albi in conformit alla
decisione.
3. Contro la sentenza della Corte di appello ammesso ricorso per cassazione nel termine di quindici giorni dalla
comunicazione da parte degli interessati e del pubblico ministero. Il ricorso deciso in via d'urgenza, e non sospende
l'esecuzione della sentenza. Si applicano le disposizioni del primo capoverso.
21. Aggiornamento degli albi.
1. Gli albi definitivi dei giudici popolari formati secondo gli articoli precedenti sono permanenti.
2. Per il loro aggiornamento, nel mese di aprile dell'anno 1953 e nel mese di aprile di ogni secondo anno dei successivi
bienni, il sindaco di ciascun Comune invita con pubblico manifesto tutti coloro che, non essendo iscritti negli albi definitivi
dei giudici popolari, siano in possesso dei requisiti stabiliti dagli artt. 9 e 10 e non si trovino nelle condizioni di cui all'art. 12,
a iscriversi, non pi tardi del mese di luglio, negli elenchi integrativi dei giudici popolari di Corte di assise o di Corte di assise
d'appello.
3. Per le altre operazioni di aggiornamento si osservano le disposizioni degli artt. 15 e seguenti e i termini e le modalit in
esse stabiliti.
22. Liste dei giudici popolari.
1. Decorsi quindici giorni dalla pubblicazione degli albi definitivi, il presidente del Tribunale del capoluogo del distretto di
Corte di appello forma le liste generali dei giudici popolari ordinari e le liste dei giudici popolari supplenti per le Corti di
assise di appello e comunica immediatamente le liste generali dei giudici popolari ordinari ai presidenti del Tribunale dei
luoghi ove hanno sede le Corti di assise. La stessa operazione, nei quindici giorni successivi, compie il presidente del
Tribunale del luogo ove ha sede la Corte di assise relativamente ai giudici popolari della Corte stessa, escludendo dalle liste
generali dei giudici popolari ordinari di Corte di assise i giudici compresi in quelle per le Corti di assise di appello.
2. Qualora la Corte di assise e la Corte di assise di appello siano normalmente convocate anche fuori delle loro sedi, il
presidente del Tribunale del luogo ove ha sede la Corte di assise e il presidente del Tribunale del capoluogo del distretto di
Corte di appello formano rispettivamente altre liste di giudici popolari supplenti per quanti sono i Comuni di normale
convocazione delle assise.

3. Per ogni Corte di assise e per ogni Corte di assise di appello sono formate sia per i giudici popolari ordinari, sia per i
giudici popolari supplenti, due liste, una per gli uomini ed una per le donne.
23. Procedimento per la formazione delle liste generali dei giudici popolari.
1. Le liste generali dei giudici popolari per le Corti di assise e per le Corti di assise di appello sono formate con l'intervento
del pubblico ministero e del presidente del Consiglio dell'Ordine degli avvocati o di un suo delegato, e l'assistenza del
cancelliere, imbussolando, in pubblica udienza, in una urna tanti numeri quanti sono i numeri corrispondenti ai nominativi
compresi nei rispettivi albi definitivi dei giudici popolari assegnati a ciascuna Corte di assise o a ciascuna Corte di assise di
appello, e procedendo all'estrazione fino a raggiungere il numero dei giudici popolari, prescritto. Il nominativo
corrispondente al numero sorteggiato va a formare la lista generale, rispettivamente degli uomini e delle donne. Tutti gli
iscritti delle liste generali dei giudici popolari sono destinati a prestare servizio nel biennio successivo.
2. Per la formazione delle liste dei giudici popolari supplenti vengono imbussolati i numeri corrispondenti agli iscritti negli
albi definitivi aventi la residenza nel comune per cui occorre formare la lista e poi si procede alla estrazione fino a
raggiungere il numero dei giudici popolari ordinari prescritto tenendo separate le liste degli uomini e quelle delle donne.
3. Ai fini della formazione delle liste separate dei giudici popolari, uomini e donne, di cui ai due precedenti comma, allorch
una delle due liste viene completata, le estrazioni proseguono fino al completamento dell'altra, senza tener conto dei
nominativi di coloro che vengono sorteggiati in eccedenza alla lista gi formata.
24. Imbussolamento delle schede.
1. Il presidente del Tribunale del luogo ove ha sede la Corte di assise o un giudice da lui delegato, in pubblica udienza, alla
presenza del pubblico ministero e di un rappresentante del Consiglio dell'Ordine degli avvocati, e con l'assistenza del
cancelliere pone in un'urna portante la indicazione giudici popolari ordinari il numero di schede corrispondenti al numero
dei giudici, uomini e donne delle liste generali residenti nei comuni del circolo.
2. In ciascuna scheda scritto nome, cognome, paternit e residenza di un giudice.
3. In una seconda urna portante l'indicazione giudici popolari supplenti lo stesso presidente pone le schede dei giudici,
uomini e donne, residenti nel Comune dove ha sede la Corte di assise, osservate le norme del precedente comma. Per il
Comune non capoluogo del circolo l'imbussolamento delle schede fatto dal presidente del Tribunale locale.
4. Il presidente della Corte d'appello o un consigliere da lui delegato, in pubblica udienza alla presenza del pubblico
ministero e di un rappresentante del Consiglio dell'Ordine degli avvocati e con l'assistenza del cancelliere, pone in tante
urne quante sono le Corti di assise di appello del distretto portanti l'indicazione giudici popolari ordinari il numero di
schede corrispondente al numero dei giudici popolari uomini e donne di Corte di assise di appello delle liste generali
residenti nei comuni dei circoli dipendenti dalla Corte di assise di appello presso la quale i giudici popolari sono destinati a
prestare servizio. Si osservano le disposizioni dei due commi precedenti.
5. Le urne dei giudici popolari ordinari suggellate sono custodite rispettivamente dal presidente della Corte di appello e dal
presidente del Tribunale del luogo ove ha sede la Corte di assise, mentre quelle dei giudici popolari supplenti destinati a
prestare servizio, in Comune diverso da quello ove ha sede la Corte di assise, sono custodite dai presidenti dei Tribunali
locali.
6. Di tutte le operazioni redatto processo verbale sottoscritto dal presidente, dal pubblico ministero e dal cancelliere.
Capo III - Costituzione della Corte di assise e della Corte di assise di appello.
25. Giudici popolari della sessione.
1. Quindici giorni prima della conclusione della sessione della Corte di assise o della Corte di assise di appello, il presidente
in seduta pubblica, da tenersi nella sede in cui si svolger la sessione, con l'assistenza dell'ausiliario, alla presenza del
pubblico ministero, estrae dall'urna dei giudici popolari ordinari un numero di schede almeno pari alla met di quelle in essa
contenute e comunque non superiore a cinquanta.
2. Dell'ordine di estrazione compilato processo verbale sottoscritto dal presidente e dell'ausiliario.
3. Il presidente fissa il giorno e l'ora per la presentazione davanti a s in seduta pubblica di tutti i giudici estratti, da tenersi
non oltre il quinto giorno successivo, dandone avviso al pubblico ministero. I giudici popolari estratti sono convocati anche
oralmente a mezzo di agenti della forza pubblica.
4. Nel giorno fissato il presidente dispensa i giudici popolari che ne fanno richiesta e risultano legittimamente impediti.
Successivamente il presidente chiama a prestare servizio, nell'ordine di estrazione a sorte, tanti giudici popolari quanti ne
occorrono per formare il collegio.
5. Se uno o pi dei giudici convocati per la seduta pubblica di cui al comma 4 non si presentano o sono dispensati, il
presidente, senza ritardo e fino al terzo giorno anteriore a quello di inizio della sessione, procede alle ulteriori estrazioni
necessarie per raggiungere, se possibile, il numero di giudici specificato nel comma 1 e provvede agli adempimenti previsti
dai precedenti commi.
26. Servizio dei giudici popolari, loro integrazione e sostituzione.
1. I giudici popolari chiamati a prestare servizio esercitano le loro funzioni in tutte le cause della sessione, salvo che
esistano motivi di impedimento, di astensione o di ricusazione.
2. Nei dibattimenti che si prevedono di lunga durata o quando appare comunque opportuno, il presidente dispone che
prestino servizio altri giudici popolari in qualit di aggiunti, in numero non superiore a dieci, affinch assistano al
dibattimento e sostituiscano i giudici effettivi nel caso di eventuali assenze o impedimenti. Tale sostituzione non pi
ammessa dopo la chiusura del dibattimento.
3. Qualora, nel corso della sessione, per l'assistenza dei giudici popolari o per altri motivi, relativamente a una o pi delle
cause da trattare, diventi impossibile costituire il collegio, questo completato col chiamare a prestare servizio i giudici
popolari della sessione, nell'ordine in cui avvenuta la loro estrazione a norma dell'articolo 25 e, quando occorra, con
l'estrarre altre schede dall'urna dei supplenti, nei modi indicati dall'articolo 27.
4. Se il caso di cui al comma 3 si verifica in relazione a giudici chiamati a prestare servizio in qualit di aggiunti, il
presidente ha facolt di chiamare, oltre a quelli necessari a costituire il collegio, altri giudici per un numero complessivo non
superiore a dieci.
27. Giudici popolari supplenti.
1. Se, per l'assenza dei giudici popolari estratti a sorte, o per un'altra causa, non possibile costituire la Corte di assise o la
Corte di assise di appello, il presidente estrae dall'urna dei giudici popolari supplenti, due schede, non comprese quelle
eventualmente estratte dalla prima urna, per ogni giudice mancante, e dispone che i giudici ai quali le schede si riferiscono
vengano citati senza ritardo anche oralmente a mezzo di agenti della forza pubblica, per lo stesso giorno o per udienza
successiva.
2. Il presidente, qualora occorra, pu procedere a successive estrazioni dall'urna dei supplenti fino a che sia possibile
costituire il Collegio.
3. I giudici popolari supplenti sono anch'essi chiamati a prestare servizio, nei modi indicati nel primo comma dell'art. 26.

4. Qualora l'assise sia convocata in un Comune per il quale non esistono le liste dei giudici popolari supplenti, il presidente
imbussola in una urna i numeri corrispondenti ai nominativi dei giudici popolari residenti nel Comune iscritti nell'albo
definitivo e, per i giudici di appello, aventi il titolo di studio prescritto dall'art. 10; quindi procede alla estrazione nei modi
indicati nei precedenti commi.
28. Operazioni finali.
[Costituito definitivamente il collegio per la prima causa da trattare e compiute le formalit di apertura del dibattimento,
tutti i giudici popolari presenti non destinati a formare il collegio vengono temporaneamente licenziati.
Quelli che prestano servizio esercitano le loro funzioni in tutte le cause della sessione, salvo che esistano motivi di
impedimento, di astensione o di ricusazione.
Qualora, nel corso della sessione, per l'assenza dei giudici popolari o per altri motivi, relativamente ad una o pi delle cause
da trattare, diventi impossibile costituire il collegio, questo completato col chiamare i giudici popolari della sessione,
nell'ordine in cui avvenuta la loro estrazione a norma dell'art. 25 e, quando occorra, con l'estrarre altre schede dall'urna
dei supplenti, nei modi indicati dall'articolo precedente.
Se il caso di cui al comma precedente si verifica per dibattimenti che si prevedono di lunga durata, anche in relazione ai
giudici chiamati a prestare servizio in qualit, di aggiunti, il presidente ha facolt di chiamare oltre a quelli necessari per
costituire il collegio, altri giudici per un numero complessivo non superiore a dieci.
Delle operazioni compiute a norma del presente articolo e dei due articoli precedenti deve essere fatta menzione nel
processo verbale] (56).
(56) Articolo prima modificato dall'art. 8, L. 5 maggio 1952, n. 405, poi sostituito dall'art. 6, D.L. 14 febbraio 1978, n. 31 ed
infine abrogato dall'art. 36, D.P.R. 22 settembre 1988, n. 449.
28-bis. Formazione dei collegi delle sezioni.
1. Se la Corte d'assise d'appello divisa in sezioni, agli adempimenti previsti dagli articoli 25, 26, 27 e 28 procede per
ciascuna sezione convocata il presidente della stessa.
2. Qualora uno stesso giudice popolare sia estratto per la composizione di pi sezioni, prevale l'estrazione relativa alla
composizione della sezione che ha il numero d'ordine pi basso.
29. Cause di dispensa dall'ufficio.
Sono dispensati dall'ufficio di giudice popolare per la durata della carica:
a) i Ministri e i Sottosegretari di Stato;
b) i membri del Parlamento;
c) i Commissari delle regioni;
d) i componenti gli organi delle regioni preveduti dall'art. 121 della Costituzione o gli organi corrispondenti preveduti dagli
statuti regionali speciali;
e) i prefetti delle province.
30. (Giuramento).
1. Nell'assumere servizio i giudici popolari effettivi e i giudici popolari aggiunti prestano giuramento secondo la seguente
formula: Con la ferma volont di compiere da persona d'onore tutto il mio dovere, cosciente della suprema importanza
morale e civile dell'ufficio che la legge mi affida, giuro di ascoltare con diligenza e di esaminare con serenit prove e ragioni
dell'accusa e della difesa, di formare il mio intimo convincimento giudicando con rettitudine ed imparzialit, e di tenere
lontano dall'animo mio ogni sentimento di avversione e di favore, affinch la sentenza riesca quale la societ deve
attenderla: affermazione di verit e di giustizia. Giuro altres di conservare il segreto.
2. Dell'avvenuta prestazione del giuramento compilato processo sottoscritto dal presidente e dal pubblico ufficiale
addetto. I verbali di giuramento sono conservati agli atti della sessione cui si riferiscono e del prestato giuramento si fa
menzione, a pena di nullit, nel verbale di dibattimento di ciascuna causa della sessione.
31. Incompatibilit, astensione e ricusazione.
1. Rispetto ai giudici popolari, si osservano, in quanto sono applicabili, le norme sulla incompatibilit, astensione e
ricusazione contenute negli artt. 61 e seguenti del Codice di procedura penale.
2. Sull'astensione e sulla ricusazione dei giudici popolari ovvero dei magistrati, che fanno parte del collegio, decide il
presidente della Corte di assise o della Corte di assise di appello.
3. Sull'astensione e sulla ricusazione del presidente della Corte di assise o della Corte di assise di appello decide il
presidente della Corte di appello.
32. Esclusione dei giudici popolari dalle sessioni successive a quella nella quale hanno prestato servizio.
1. Coloro che hanno prestato servizio in una sessione d'assise non possono essere chiamati ad esercitare le loro funzioni
nelle sessioni della rimanente parte del biennio.
2. A tale effetto il presidente della Corte di assise ed il presidente della Corte di assise di appello, al termine di ciascuna
sessione, trasmettono le schede dei giudici popolari, che vi hanno preso parte, rispettivamente al presidente del Tribunale
del luogo ove ha sede la Corte di assise ed al presidente della Corte di appello, i quali collocano le schede in apposite urne
portanti la indicazione: Giudici popolari che hanno prestato servizio.
33. Schede dei giudici popolari che non hanno prestato servizio nella sessione o che debbono essere eliminati
dagli elenchi.
1. Le schede dei giudici popolari, che, sebbene estratti, non hanno prestato servizio, sono trasmesse dal presidente della
Corte di assise al presidente del Tribunale del luogo ove ha sede la Corte stessa, e dal presidente della Corte di assise di
appello al presidente della Corte di appello, i quali le ricollocano nelle rispettive urne.
2. Nelle estrazioni non si computano o si hanno per non estratti i nomi di coloro i quali consta essere defunti ovvero trovarsi
nelle condizioni prevedute dall'art. 12. Le relative schede sono trasmesse rispettivamente al presidente del Tribunale del
luogo ove ha sede la Corte di assise, o al presidente della Corte di appello, i quali procedono alla loro eliminazione.
3. La disposizione precedente si applica anche quando il giudice popolare di cui stato estratto il nome risulti da sentenza
passata in giudicato, non pi in possesso dei requisiti prescritti dall'art. 9, oppure risulti in base a certificato della
competente autorit, non pi cittadino italiano o di et superiore ai 65 anni.
4. In ogni caso, compiute le estrazioni, le urne sono nella stessa pubblica udienza chiuse e suggellate, compilandosi
processo verbale delle eseguite operazioni.
34. Sanzioni per omessa presentazione.
1. Il giudice popolare che, chiamato a prestare servizio, non si presenta senza giustificato motivo, pu essere condannato,
con decreto motivato, dal presidente della Corte di assise o della Corte di assise di appello al pagamento di una somma da

lire cinquemila a trentamila a favore della cassa delle ammende, e alle spese dell'eventuale sospensione o del rinvio del
dibattimento cagionato dalla sua assenza, senza pregiudizio delle pi gravi sanzioni stabilite dalla legge nel caso che il fatto
da lui commesso costituisca reato.
2. Il decreto pu essere revocato dallo stesso presidente qualora il condannato, entro quindici giorni dalla notificazione,
dimostri di essersi trovato nella impossibilit di presentarsi.
35. Indebita manifestazione del convincimento.
1. Il giudice popolare, il quale prima che sia pronunziata la sentenza manifesta indebitamente il proprio convincimento sui
fatti, che formano oggetto del procedimento, escluso, previa contestazione, con decreto motivato del presidente, dal far
parte del collegio, ed condannato al pagamento di una somma da lire ventimila a cinquantamila a favore della cassa delle
ammende, oltre alle spese dell'eventuale sospensione o del rinvio del dibattimento, senza pregiudizio delle pi gravi
sanzioni stabilite dalla legge nel caso che il fatto da lui commesso costituisca reato.
2. Contro il decreto di condanna ammessa opposizione, entro cinque giorni dalla notificazione, al presidente della Corte di
appello (71), il quale provvede ugualmente con decreto. L'opposizione non sospende l'esecuzione del provvedimento di
esclusione.
36. Indennit dei giudici popolari.
[1. Ai giudici popolari spetta una indennit di lire cinquantamila per ogni giorno di effettivo esercizio della loro funzione.
2. L'indennit prevista dal comma 1 aumentata, per i giudici popolari che siano lavoratori autonomi o lavoratori
dipendenti senza diritto alla retribuzione nel periodo in cui esercitano le loro funzioni, a lire centomila giornaliere per le
prime cinquanta udienze; aumentata a lire centodiecimila giornaliere per le successive cinquanta udienze ed a lire
centoventimila per le udienze successive (73).
3. Ai giudici popolari che prestino servizio nelle corti di assise o nelle corti di assise di appello fuori della loro residenza
spettano, in ogni caso e per intero, le indennit di soggiorno e il rimborso delle spese di viaggio, nella misura stabilita
rispettivamente per i giudici di tribunale o per i consiglieri di corte di appello.
4. Le stesse indennit sono dovute anche al giudice popolare citato e poi licenziato, purch sia comparso in tempo utile per
prestare servizio.
5. Ai giudici popolari corrisposta una indennit speciale di ammontare pari a quella prevista dall' art. 3, comma 1, della L.
19 febbraio 1981, n. 27, rapportata a ogni giorno di effettivo esercizio della loro funzione.
6. Ai giudici popolari, chiamati a prestare servizio nella sessione della corte di assise o della corte di assise di appello a
norma dell'art. 26, spetta una indennit per la loro disponibilit e reperibilit di lire ventimila per ogni giorno di durata della
sessione in cui non svolgono l'effettivo esercizio della funzione giurisdizionale (76).
Articolo abrogato dall'art. 299, D.Lgs. 30 maggio 2002, n. 113, e dall'art. 299, D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, con la
decorrenza indicata nell'art. 302 dello stesso decreto. Vedi, ora, l'art. 65 del citato D.P.R. n. 115 del 2002.
(76)

Capo IV - Norme di procedura.


37. Competenza della Corte di assise.
... (Sostituisce l'art. 29 cod. proc. pen.)
38. Rapporto fra la competenza per materia della Corte di assise e quella degli altri giudici di primo grado.
Quando nelle leggi di procedura penale si fa riferimento a giudice di competenza superiore o a giudice superiore, la
Corte di assise si considera giudice di competenza superiore agli altri giudici di primo grado.
39. Norme regolatrici del procedimento.
Per i procedimenti di competenza delle Corti di assise e delle Corti di assise di appello si osservano le norme del codice e
delle altre leggi di procedura penale e dei relativi regolamenti, se non diversamente disposto dalla presente legge.
39-bis. Disposizioni per il funzionamento delle sezioni.
1. Quando la Corte d'assise o la Corte d'assise d'appello divisa in sezioni, il decreto di convocazione emesso dal
presidente della Corte d'appello separatamente per ciascuna sezione che necessario convocare.
2. Il presidente della Corte d'appello determina i procedimenti di competenza di ciascuna sezione.
3. Il decreto di citazione a giudizio emesso dal presidente della sezione competente.
40. Giudizio.
1. Nel giudizio di primo grado e nei relativi incidenti di esecuzione, la Corte di assise e il presidente di essa, il Tribunale del
luogo ove ha sede la Corte di assise, il presidente e il cancelliere del Tribunale del luogo ove ha sede la Corte di assise
hanno i poteri ed esercitano le funzioni che le leggi e i regolamenti di procedura penale attribuiscono, rispettivamente, alla
Corte di assise, al presidente di essa, alla Corte di appello, al presidente (82) e al cancelliere della Corte di appello.
2. Ugualmente, per quanto riguarda l'istruzione, salvo i casi di rimessione alla sezione istruttoria o di avocazione, e il
giudizio di primo grado, al procuratore generale presso la C. di appello sostituito il procuratore della Repubblica presso il
Tribunale o presso la C. di assise competente.
3. Nei casi nei quali la Corte di assise o la Corte di assise di appello pu delegare il compimento di un atto processuale, ad
uno dei propri componenti, la delegazione pu farsi soltanto al presidente o all'altro magistrato.
4. La sentenza , di regola, compilata dal presidente o dall'altro magistrato ed sottoscritta dal presidente, dall'estensore e
dal cancelliere (83).
41. Competenza relativa alla concessione della libert provvisoria.
... (Modifica l'art. 279, primo comma, cod. proc. pen.)
42. Rapporti fra il giudice istruttore e il pubblico ministero.
... (Sostituisce l'art. 369 cod. proc. pen.)
43. Requisitorie del pubblico ministero.
... (Abroga l'art. 371 cod. proc. pen.)
44. Sentenza di rinvio a giudizio.
... (Modifica l'art. 374 cod. proc. pen.)
45. Impugnazione contro provvedimenti della Corte di assise.

Le sentenze e gli altri provvedimenti della Corte di assise sono soggetti ad impugnazione nei casi, con i mezzi, nei termini e
con le forme stabilite dal Codice e dalle altre leggi di procedura penale per i provvedimenti del Tribunale e vengono
depositati nella cancelleria della Corte d'assise o, in mancanza, in quella del Tribunale posto nella sede in cui si svolto il
giudizio.
46. Convocazione della Corte di assise di appello.
Quando proposto appello contro una sentenza della Corte di assise, il cancelliere della Corte di appello, appena pervenuti
gli atti indicati nell'art. 208 del Codice di procedura penale o, se appellante l'imputato, appena il pubblico ministero ha
restituito gli atti comunicatigli a norma dell'art. 517 Codice procedura penale, li presenta al primo presidente della Corte di
appello, che sentito il pubblico ministero, emette decreto di convocazione della Corte di assise di appello competente,
anche per un solo giudizio quando vi sono imputati detenuti.
47. Annullamento di sentenze con rinvio.
... (Sostituisce l'art. 543, n. 2, cod. proc. pen.)
48. Traduzione dell'imputato. Trasmissione di atti, documenti e cose sequestrate.
... (Modifica l'art. 26, R.D. 28 maggio 1931, n. 602, recante le disposizioni di attuazione del codice di procedura penale del
1930.)
Capo V - Disposizioni transitorie e finali.
49. Inizio del funzionamento delle Corti di assise e delle Corti di assise di appello con la nuova composizione.
Le Corti di assise e le Corti di assise di appello con la composizione preveduta da questa legge cominceranno a funzionare
entro il 10 settembre 1952.
50. Sentenza di rinvio al giudizio e decreto di citazione.
1. Se alla data di entrata in vigore della presente legge gli atti del procedimento sono stati trasmessi al procuratore
generale, questi presenta le sue requisitorie al giudice istruttore; qualora le abbia gi presentate alla sezione istruttoria,
questa restituisce gli atti al giudice istruttore a mezzo del procuratore generale, che, se necessario, rinnova la requisitoria
con riferimento alla sola competenza. Se vi stata gi sentenza di rinvio al giudizio della Corte di assise o richiesta di
decreto di citazione per il giudizio, la citazione fatta davanti al giudice competente a norma della presente legge. Il
decreto di citazione gi emesso perde efficacia e deve essere rinnovato.
51. Composizione provvisoria delle Corti di assise e delle Corti di assise di appello.
1. Fino a quando non funzioneranno le Corti di assise e le Corti di assise di appello con la composizione preveduta dalla
presente legge, la Corte di assise composta di un consigliere di Corte di appello, che la presiede, di un giudice, nominati
entrambi con decreto del primo presidente della Corte di appello, e di sei giudici popolari scelti secondo le norme
attualmente in vigore e che abbiano i requisiti prescritti dall'art. 9 della presente legge. Essa esercita la propria giurisdizione
nel circolo e nella sede assegnati dall'ordinamento vigente alla corrispondente Corte di assise.
2. In ogni distretto di Corte di appello, la Corte di assise, avente sede nel capoluogo del distretto, designata con decreto del
primo Presidente della Corte d'appello, assume le funzioni di giudice di secondo grado rispetto a tutte le nuove Corti di
assise del distretto, nella composizione prevista dalla legge.
3. Tuttavia per i giudici popolari sono sufficienti i requisiti prescritti dal precedente art. 9. Le sostituzioni eventualmente
necessarie dei giudici popolari sono disposte con decreto del primo Presidente della Corte di appello (102)
(102) Comma cos sostituito dall'art. 1, L. 24 novembre 1951, n. 1324 (Gazz. Uff. 13 dicembre 1951, n. 286). Tale legge,
agli altri articoli, cos dispone:
Art. 2. Qualora all'entrata in vigore della presente legge sia gi convocata la Corte di assise di appello, il presidente della
Corte di appello provvede con decreto ad integrare il numero dei giudici popolari occorrenti a norma dell'art. 1.
Per i dibattimenti in corso la Corte d'assise di appello conserva l'attuale composizione.
Art. 3. Per i reati di competenza della Corte di assise procede all'istruzione formale o sommaria il giudice istruttore o il
Procuratore della Repubblica presso il Tribunale del luogo indicato nell'art. 39 del codice di procedura penale, salva
l'applicazione dei successivi articoli 234 e 392, comma terzo, da parte del procuratore generale.
Art. 4. Nei casi indicati nell'art. 502 del codice di procedura penale il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale del
luogo ove non ha sede la Corte di assise, dopo avere interrogato l'arrestato, lo mette immediatamente a disposizione del
pubblico ministero presso la Corte di assise.
Il pubblico ministero presso la Corte di assise, se non ritiene di procedere al giudizio direttissimo, restituisce gli atti al
Procuratore della Repubblica che glieli ha rimessi. Peraltro, gli artt. 3 e 4 della citata legge n. 1324 del 1951 sono stati
abrogati dall'art. 238, D.Lgs. 28 luglio 1989, n. 271.
52. Dibattimenti in corso alla data di entrata in vigore della presente legge.
Quando per effetto della presente legge vi mutamento nella competenza, dibattimenti in corso alla data di entrata in
vigore di essa sono rinviati e la citazione fatta davanti al giudice competente, tranne che si tratti di giudizio di rinvio. In
questo caso la citazione fatta davanti al giudice di secondo grado competente territorialmente e a norma della presente
legge.
53. Impugnazione delle sentenze pronunziate prima e dopo la pubblicazione della legge.
1. Le sentenze pronunziate dalle Corti di assise dopo la pubblicazione della presente legge e quelle per le quali al momento
della pubblicazione della presente legge non sono decorsi i termini per l'impugnazione sono soggette ad appello.
2. Se, alla data della pubblicazione della presente legge, pende contro la sentenza della Corte di assise ricorso per
Cassazione concessa all'imputato la facolt di domandare la conversione del ricorso in gravame di appello.
3. Nel caso di ricorso di pi imputati, qualora soltanto parte di essi domandino la conversione, la Corte di cassazione decide
preventivamente, per coloro che non hanno fatto richiesta di conversione, il ricorso di sua competenza, a norma del Codice
di procedura penale e, ove occorra l'effetto estensivo dei motivi ai sensi dell'art. 203 del Codice di procedura penale, regola
per tutti l'ulteriore eventuale esame delle impugnazioni.
4. In caso di annullamento con rinvio, questo ha luogo alla Corte di assise di appello competente a conoscere del gravame
degli imputati indicati nel comma precedente, e la Corte decide con un'unica sentenza nei riguardi di tutti gli imputati.
5. L'appello portato alla cognizione del giudice di secondo grado competente a norma della presente legge.
6. Quando per il giudizio di secondo grado competente la stessa Corte di assise che ha pronunciato la sentenza
impugnata, la competenza attribuita ad altra Corte di assise designata dalla prima Sezione penale della Cassazione che
delibera in camera di consiglio.
7. Nei procedimenti nei quali non intervenuta la conversione dell'impugnazione il ricorso mantiene la sua efficacia.

54. Dichiarazione di conversione del ricorso. Termini, modi effetto estensivo.


1. La dichiarazione di conversione del ricorso in appello deve essere fatta nella cancelleria del giudice che ha pronunziato la
sentenza impugnata, ovvero nella cancelleria della Corte di cassazione nel termine di giorni sessanta dalla data di
pubblicazione della presente legge.
2. La dichiarazione pu essere fatta personalmente dall'imputato o dall'avvocato che lo difese nel giudizio avanti la Corte di
assise o che risulta nominato per la difesa in cassazione o che ha ricevuto espresso incarico. L'incarico conferito nelle
forme prevedute dal primo capoverso dell'art. 134 del Codice di procedura penale.
3. L'imputato che sia detenuto pu fare la dichiarazione nelle carceri o nel luogo di pena in cui si trova.
4. Il cancelliere della Corte di assise trasmette alla cancelleria della Corte di cassazione la dichiarazione di conversione e gli
atti del procedimento, qualora non siano stati gi trasmessi.
5. La Corte di cassazione ordina la trasmissione degli atti al giudice di secondo grado competente a norma della presente
legge.
6. Del ricevimento degli atti e del relativo deposito il cancelliere del giudice di secondo grado d avviso a tutte le parti per
le quali operativa la conversione del ricorso e ai difensori.
7. Nel termine di giorni venti dalla notificazione dell'avviso di ricevimento e deposito degli atti, devono essere presentati i
motivi dell'appello; in mancanza valgono come tali i motivi presentati a sostegno del ricorso per cassazione (106).
(106) L'art 12, L. 5 giugno 1952, n. 405, cos dispone:
Art. 12. La dichiarazione di conversione del ricorso in appello di cui all'art. 54 della legge 10 aprile 1951, n. 287,
operativa soltanto a favore dell'imputato. In tal caso, il pubblico ministero, il quale abbia proposto ricorso, pu chiedere la
conversione del medesimo in appello entro il termine di 30 giorni dall'entrata in vigore della presente legge.
La dichiarazione valida anche quando il ricorso riguarda sentenze pronunciate in un giudizio di rinvio dopo annullamento.
55. Variazioni del ruolo organico della magistratura e del bilancio.
Con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro per la grazia e giustizia, d'intesa con il Ministro per il
tesoro, saranno introdotte nel termine di sei mesi dalla pubblicazione della presente legge nella pianta organica della
magistratura le variazioni necessarie per l'attuazione della legge stessa.
Con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro per il tesoro, saranno pure apportate al bilancio del
Ministero di grazia e giustizia le variazioni necessarie.
56. Disposizione finale.
Dal giorno dell'entrata in vigore delle norme della presente legge cessano di avere vigore tutte le disposizioni con esse
incompatibili.