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Letterio Gatto LEZIONI DI ALGEBRA LINEARE E GEOMETRIA PER L'INGEGNERIA I veri appunti del corso a ace STUDIA TUTTO: CaO Indice 2 Indice 42 Determinanti di coppie di vettori 45. Sistemi lineari di due equazioni in due incognite. 44 Collinearta e complanarita in BS 45. Determinanti di teme di vettori 46 La regola di Cramer peri sistemi 33. 47 Iiprodotto vettore 1 modello dello spazio fisico (eucliieo) BI Lospazio afiner-imensionae 52 ee Bee erentc hangs 54 Riferimenti Aftink 55 Un cenno sulle coordinate polarie sferiche. 6 Elementi di Geometria Anatitica 6.1 Relte e piani Affini in £” 62. Palle aperte, chiuse, esfere dello spario affine 63 Equartoni parametiche e cartesane della rettae del piano fine 6A Spaciaffin reali di dimensione 1, 2,3 . 65 Piani erettenello spazio affine tridimensional 66 Distanze. eis 6.7 Sfore e Circonierenze © Spazi vettoriali (di funcioni) 7A Introduzione .-..- eran 72 Spazi vettorialt di Campi Scalar... 1... 73. Esempi di Spazi Vettoriali. = 74 Sottospazi Vettorali 75 Gottolspazi vettoriali fatamente generat 7 Basiedimensione - 72 “Operazioni” con i sottespazi - Matric 8 Informatmente £2 Prime definition’ formal oe £3 Trasposta di una matrice : anes SA Spaai Vetoiai cl atic £5 Teasposiione ecomgio 86 Prodottodi mati 82 Bilnearits eascocatvid del provitie di matic BS Motel Quant age £5. igroppe incre delle mati invert 810 Matr Sinmetrichee andsimmetriche 11 Mattie Hermitane ; BA2 Rango,matrkt sidtte eriduzione £13 Mati element eriduzione 14 Conn sullinversa dtna matice quadraa FARSBY YNBREA 45 7 133 155 186 158 163 167 168 2 174 174 180 18 9 Applicazioni Lineari 5.4 Applicazioni Linear i 9.2 Applicazioni Lineari tra spazi di colonne 9.3 Lospazio vettoriale delle applicazioni lineari 94 Nucleo e immagine di un omomorfismo 95 Matrici associate a cambiamenti di base 9,6 Matrici associate ad applicazioni linear 97 Matcici associate ad enclomorfisn 98 Sistemi linear. . 10 Determinanti 10.1 Permutazioni 102 Funzioni alternantie forme maltineari 103. Forme Multilineari e Alternanti. Determinante 104 Determinante di una Matrice Quadeata 10.5. Regola di Laplace per i calcolo dei determinant... 106 Lamatrice aggiunta el inversa di una matrice quadrata - 107 Sistemi di Cramer 11 Autovalori ¢ Autovettori 11.4 Ricordiamo che. 112 Matici Simili e diagonalizzabilt 113 Autovalori e Autovettari di un endomorfismo 114 Determinazione di autovalori eautovettori 115, Endomorfisi semplici e mattici diagonalizeabili 12 Matrici Simmetriche e Ortogonali 121 Matric ortogonall rea 122 Mariel heraiane 123. Matrel Simmetiche Reali Congrucnza 124 Forme bilineari . ie 125 Fore quodratiche real elo classifcazione i Topotogia degli spazi metrics 13.1” Spact euelel unitate normat 132 Spaat metic 133 Topelogia dlc alle aperte 194 Intlembehials eer. 135. ropreta di separacione. 136 Limite Continuita 137 Continuls di camp scan vettoiai 153 Riconoscere fanzion continte note 14 Elementi di calcolo differenziale in 141 Proliminari.. 142 Differenziabiit ai campi scalari 2? 143 Alcune proprieta delle funzioni differenziabili, 144 Differerviale di campi vettorial, variabi 3 189 189 191 198 196 201 203 2n 2m 217 217 22 a 230 233 236 239 20 240 248 287 u Indice 145 Gradiente, campi conservativi -..-. . 146 Formula di Taylor per le funzioni reali di pit variabli realt 147 Massimi, Minimi, Selle...» 148 Il caso delle funzioni di due variabili, 15 Elementi di Geometria Differenziale 15.1 Curve parametrizzate 152 lntegrale dilinea e curvilineo ||! 153. Superiice differenziabili rogolari 154 Ipersuperficie di livello e gradients. 16 Complementi vari di Geometria 161 Cambiamenti di riferimentiaffini 162 Rototraslazion’ nel piano 163 Rotazioni e traslavioni in 2 164 Luoght di zeri di polinomi 16.5. Superficie di rotazione nello spazio teidimensionale 17 Cenni sulle coniche 121. Unvintroduzione generale . 7 172. Definizione metrica delle coniche. .. 173 Prime delinizioni IZA. Classiicazione delle Conicho 175. Coniehe in forma canonica 18 Cenni sulle Quadriche IB Generalith a 9 oe 182. Classificazione delie quadriche. ...0..2) 183 Quadriche in forma canonica . 184 Come mettere una quadrica in forma canonica? 185. Forma canonica delle quadriche non degeneri 186 Quadriche di rotazione Bibliografia Indice analitico 302 305 307 309 313 313 320 302 325 37 307 331 332 333 336 3H 341 BR 33 36 8 387 357 362 363 350 366 368 ar Capitolo 1 Tutto il corso, o quasi, i un capitolo 1.1. I modelli dello spazio 1.1.1, Familiaizzare gli stodenticonil primo elementare know-how di geometria anali- Lica delio spazi tridimensionale ®certamente tno degh obits imprescincibi del Vineegnamento della Matematica in un primo anno di corso dl laurea in discipline teenico-scientiiche. Si trata, infatt, di esperienze che torneranno ul in eoes sue- ces come ql di Fc edt Mecca, per nom stave she it ove, dave, Per esempio, lo studio della cinematicae della dinamica del compo rigido presuppone tna cu conncenen dle cin di atti apo icone dare iospazio. Cid detto, neppure al lettore pid svogtiato e dstratto sara sfuggita la palpabile inutitaduna tale dictlarazione d'nten: essa ¢ troppo vaga per poter estos chat ata. afondamento di ser argomenti che possano fortemente motivire lo sho della Geometria T primo nodo da sclogliere infat, non & tanto i cos fire dove ma, soprat- tutto, spiegaré cos i dove in es facta cost. F punta ora di spondene a domande delicate, por non dire imbarazzan, qual “cose lo spazio’”, 0 -uno spazio'?, 0 la “dimensioned xno spazio", che sites improcrastinabile Thvocare il soccorso dell'intuzione, uiV/amica sorridente ma fals, che diffclmen- te si lasciashggive occasion! per esibiee la propria falc, non senza una punta 18 6 Tatt il corso, oquat un capitoto sfacciato quanto tiprorevole orgoglio, non & certo la migliore delle soluzioni- Tosa, invece d'atutarc a ispondere alla domancta “con®”, preferise indurcia percorece lt fale scorcatoiadegh exempi fabbricatl con metodicaerec, I pundo quante valle eremo sentito dite, e ci che non ha dimension o'ha dimensione sero. La rt, invece, @ uno spac a om dimensione it am, quello dove soitamente crediaano da. ‘er imparate# primi rudiment dk geomotia snalitcs, indizio pranondiae del Felice Eonmiibio tra Algebra e Geometriss® ino spario de dimension lo spo fic, Snvece, ha te dimension fd co, il rimedio its rvelato peggiore del male, perché, a questo punto, qualeuno ee lo dovra pir spiegare,e per davvero, che cosa sin questo tanto late Fito spa fs. fase Fangust tenting dele host pit immteiate perience Sensorial, quello solcato da ogget mobili come autobus, navi, ere © popelato da get immobil 0 semimobil come edi, aber e montagne? Opp con e=20 $s Yuole pi presuntuosamente alldlere al palcoscenico ai eat sl drama cosmic {quello delle gaassc. des panets, de ister sola, dove pero Ia geometiainsepnat ida Buckie fnisce col dlsolversiinesorabiimente nel mare del cst particalar i pit sz oda gees in en oy na come sn tp sSpuee thera eaten ae peer ete oui a Fafa noes ree hee acta neha ee oe bee aac ee aS rena feces ees epee Pepe rn Weel Tce pe ep pn oe cule pera ts ee ap eeepc ac a ae nen pce prensiva, frase pronunciata da Albert Einstein? nella prolusione del 27 Gennaio 1921 ee Le proposizion delta matematioa nella misura fn cus rifriscona ale rata nom sono sure @ rela misura incu sone sure no sk iferiscono ala Ft, Tain Abbot Abbot, (Londra 1858-196), tologoe padagoge in col ietegrarono micabanents bs passe parla uadiaione umanistes cawin con amore pe a ecenea: nel cole cu exe Reine Ines studio obligato della chic. ved la profesone di Mssaling UT Amico 922 “Alber Einstein (Um, 4 mar20 1879 Princeton 18 spit 153), grande fsien materi ate lls teorn dela reste nels aa forma ea (1905) e nal san fossa goal (910). Questa son {a rguards ‘ana formussioné dela tora dela graitaione che basa inkerpretorione paramere ‘oatsrce diferente dllospeziotempo, $12 ~_Lospazioattine wv Se degli exer idimensionali vivessero per esemp sulla superficie di una sera dt raggio cosi grande da farla percepire localmente come quella di un piano, si potreb- bero facilmente scoprire triangoli rettangoli con tre angoli ret in aperta dissonanza ‘on la proposizione euclidea secondo la quale la somma degli angoliinterni di ogni triangolo uguaglia un angolo piatt. 1.1.2 La riconciliazione della geometria fisica di una flatlandia sferica con la geome- tia matematica di Euclide potrobbe avvenire sole attzaverso Vintuizione di una terza ddimensione, qualcosa di fisicamente iniunaginabile per degli esseri bidimensionali, © al pari dell’inimmaginabilita di una quarta dimensione per M'uome tridimensionale, il quale possiede per la facolt® di costruire universi pluridimensionalie investigatl, con la tessa sensiblita di chi potesse vedeeli, grazie agli occhiali nD della Matematica, i vede, per n con gli occhiali aD della Matematica? - Lo spazio di cui si tratterd negli appunti, quindi, ein cui sistudiera la geometria eu clidea, sara non tanto lo spazio fisico quanto piuttosto uno dei suoi possibill modell, nel testo designato come spizio affine reale euclideo, che @ comunque sulficiente per la smagalor parte delle applicazion!ingegnerisice, Hl modello costo sara oa Hes bile che, pur senza il isogno di esplicite allusion il lettore potra scorgere di lontano, all‘orizzonte, la possibilita di esplorare la geometria euclidea di spazi affini a dimen: Sion! maggiori di tre, universi fantastic! dave una retfa puo passare peril centro di tuna sfera senza intersecame la superficie 0, come qualcuno pittorescamente ama dire, universi nei quali un chirurgo potrebbe agevolmente effeituare una appenudicectontit senza incidere la pancia del paziente (Cf. Esempio 67.11). 1.2. Lo spazio affine 1.21 La storia somiglia un po’ a quella che viene raccontata nelle esposizioni di- vulgative riguardanti la teoria del Big-Bang, il modello «i iniverso in espansione a seguito di un’esplosione primordiale di un piccolo nucleo di materia. Anche uno 8 i Tuto i corso, 0 quasi nun spazio affine, infatt, si costruisce a partire da un insieme formata da tn solo elemen- %, chiamiamolo ¢, € spostandolo m tutte le diezioni per mezzo dt wear ad sso applicat La cesta che contine i vettori da appliate a « & uno epacio veto © ogni vettore applicato a »® un punto dello spazio (che po pensar come il punt ofenato pet Iruslazione di» per mezzo del vetore dato). Selo spazio vettorialet eucidco, ola 2 Gotato di un meteo-apporiatore per misurare angolie distanze, quel chest dice un prodoto scalare lo apacio affine generato per expansione «i tte le direzioni 8 Ei gaan cus Coma deve tense po pr se por cet apa? ovine span vettoriaie? Ea questo punto che eran scenes tere ne det principal ators del Coro: # eto! altro non sono che slemeat cert inet Glouat di sruttrn algerie, alec de! qual gis ncontratie llzzai nel cort di seuola Superiore: glispad vettorl appunte 1.3. Una parentesi sulle strutture algebriche Uno dei termini che pitt frequentemente ricorre nel corso del testo (o nel testo del cor- 602) & quello di gruppo, spesso accompagnato dell aggettivo commutativo o abelians?, ol rischio calcolato di esporre I'Autore a critiche, si spera ingiustificate, di eccessiva astravione, 1.3.1 Un gruppo ® un insieme dotato di una particolore steuttura algebrica, Tl pith, semplice ésempio di gruppo abeliano, in reat il padre di tutti gruppi abetiani,& Fin- sieme Z dei numer! inter! vispetie alla surnma "+". La semana & associating, posstede tin elemento neutr, lo 0, eogni numero intero passiede un opposto: per esempio, quello di} 3, quello di ~5 25 e Cosi via, Lo @ unico niamera intero che coincide col proprio ‘opposto. La somma tra numer! interi @ inoltre commutativa, vale a dire il risultato di un addizione non dipende dall’ordine degli addendi. Lielenco delle predette propre: tasiriassume dicendo che (Z, +) @un gruppo commutatico, Linsieme ©, pero, lungi dal rinunciare troppo facilmente a stupirci, & dotato di una Seconda operazione, un pr sotto associativo e commutativo, che elegge il mumero 1 quale proprio elemento neuro ¥ Aggtivo conto onore del grande materaticonarvagese Nils Hensick Abel nto aFinney 8 ag2- sto i8bfe mora Fela, 6 apr 1829" poctssia dopo ner alan ste tsa eaten erste “Ad Abel € ogg telat un fehws premio ala cori per! mighor! mated (6 veda beep / uve. abelpeiSensno/en/) §L3_~_ Una porentesi sulle stutturealgebriche 1» (si provi a moliiplicare un qualsiast numero inteo per 1 esi veda quanto fa. La lieta novella & che il prodotto ela somma di inter si sposano second il tradizionale to prescrtio da ben note leg distributive, imparatee usate gia negli anni dl scuala secondaria nei cosiddett esercizi di calcololeterale. E poicht non e@ connubio sen- za anello, quello della somma col prodotto di element di Z & suggellato dall'aelo ommtatioo deli inten, Yespressione utilizzata per designare non gi insieme 2 me dog erat if meesimo conieraoisteme elle opeacion dh soma © lotto fe cui proprieta, appunto, lo rendono i anello. Pei sono alt anal olirea'Z? Coramente-f sufficient rcordareche la somma e prodotto di numer! inter si generalizzaall’nsieme Q del numert razionall (quorien numer inter o alinsieme B dei numer real (classi di equivalenza di succession €i Cauehy! di numeri razional)e, come se ancora non bastasse,all'nsieme € det numer compless, 152 Un attimo di riflessione convincer® anche 1 lettori pit sceticl, color ai qualh ‘anno, tutto sommato, le upeciallsimpatiedell’Attore, che Q, We sono anelli Com mulativlspetio alle usuall gperaziond di somma c prodoto. Con una differen, Tispettoa'Z, non da poco, Essi godono infatt dl una ulteriore propre che ne rend algebra drammaticamente pit semplice e, pertanto, radicalmente pit interesante, soptattutto at fini della pratiea di vita ingegneristica, Sista qui alludendo alla eucis. Je proprita secondo cul ogni elemento non nullo ammette un ihterso, Bor esempio, Minwerso di 2/3 8/2 iver i V2.8 2/2, wer di 6 b/5. 45h Lod non ha inverso, perché ? annullatore del prodotio: qualsiasinuunero moltiplicato per Oia zero! Infati'a0 0" (0+0) a0 0-0, da epic Toppan 4-00, Per sognalare questa ulteriore propria, quelia di possedere un aves per Ogal elemento non mule, Q, Re C vengoro det camps. Un campo & tipo speciale ‘dl anello, un insieme con die operazioni che verificano le stesse propria verficate dalla somma e dal prodotto di numeri razionall. Gli elementi din eampo si dicono scalar, Un sottinsieme di un campo K, che sia a sua volta un campo rispetto alle ‘operazion!indotte dak, si dice sottampo di K. Per esempio Run sottocampo di © 2 GS tinsotocampo di = 1, Fineieme degl inte non nega 2, Vinsime deiner, non song camp. * Louis Augustin Cauchy, grande matematico france rato «Pai 21 agosto 1799. motto a Soa, 23 maggo 187, bel mero d aver nfndao cacao inieaale su base rgoragre rtd on Tegnencere sora geo di Cal “Trspeto al soma eal prodoro usualmnte dents Tatto i corso, 0 quasi, jn un capitolo I ettore volenteroso verfichera che Qly3] == (a + bV3| a,b € Q) & un sottocampo i che contiene Q. La teoria dei camp é una delle pia belle e intrigant discipline dellalgebra, la cui originerisale indubbiamente agli studi di Evarste Galois? il ma- tematico romantica che perse la vita battendos in duel, la leggenda dive a causa di una donna, alfeta di ventun’anni non ancora comput. Per esl alternative sulla ‘morte di Galois i veda per esempio 14} In questo libro i simbolo K denotera sempre, a meno di esplicitoavviso contratio, un sottocampo del campo © det numeri complessi (quindi oC stesso, 08 0, 1.4 Gli spazi vettoriali: perché? AAI. Veniamo ora, pit specifcamente, agli spazi vettoriali, Non ve dubbio che, sto rcamente, essinascano dalla nica. Gia ai tempi di Newion’ si era format la co- Scienza del fatto che molte grandezze ixiche nom patessero esprimerst solo atraverso "un numero (quello che chismiamo tino scalae) ma anche per mezzo cna propria relazione con lo spazio isco (ah, cf rislamo,-.),speciicandone una dinezone ¢ Un ‘A guardare bene, pero, gli spazi veltoiali sono disseminati ovunque. Fame a ‘meno é difficile persino nella vita tutti glor, anche sera sapere, speaso, cosa el siano, Per esempio, si supponga di volereflettuare in due ct A(ncore) e Bologna), {uattomisurazion’ di temperatura (A), Ta(A), Tat), THA} fy (B), 740), 1B), Ts), che quinn urge die an 6 Fat hide al etre, ancorché ignaro dt algebra inate) ai calcolare la fempevatura media delle misurazion{ effettuate. Non ® certamente necessatio sapere cosa sia uno spazio vetoriale per dire che: TA) + THA) + T5(A} + THA) pany a Pu(B\} | 13(B) + TAB) +7)(B) +T(B) 4 ‘Ty Ay dove ¢ ‘ol 2 1 “dato dle temperanire medi il primo clcolato pera I): [oyeee¥al = Cava +--+ Anvy [Av © KP wy Si tratta del pin semplice modo i eastuire un sotospazo wttoriale. Vnsieme (1.1) lo nel senso che se u.w € [vi,.+-,¥a)allora [uw] C [¥i,...,¥4l. Esempi di sottospazi vyettoriali? Lecoluzioni dellequazione differenzinle yy’ 2y — 0° € un sottospazio Yettoriale di quello di tutte le funzioni di classe C™ dall’analisi si infati imparato che per ogni Ai € Bla funzione Ae* + ji" @ una soluzione per qualsiasi scelea di dust Quy sarebbero le cosiddette costanliarbitarie). La generahzzazione owvia dello spazio R® 8 offerta dagli spazi K" delle s-uple ordinate (per colonna) di element di IK. La prima generalizzaione consiste nell sare un campo qualsiasi K invece che il campo reale, la seconda & che, invece di usare coppie ordinate, si passa ad usare nouple ordinate qualsias. 1.8.3. Gli spazi vetorial cosi defini, per mezzo di proprieta algebriche natural, ri sultano essere oggeti estremamente versatili cd hanno tina ilevanza di primo piano in veall dog equnziane cena nets S16 —_Ladimensione di uno spazio vettoriale 2 per le applicazion alla iia, e non solo a quella classca, Nella teora dell Relativi- {8 Speciale, gli spazi affini lorentziani!? sono il ling io naturale per descrivere gli inagpettat eromen che ven l tempo miselau com lo epazio inn tat uno dal quale non siresce a dstingere no dalaltro, Per quanto igonrda invece a Mecca ‘lea Quantstica ct imitera 9 cordare qui che uno de sol principyfondamentat 21 principio di sorappotcione, Per spiegario brevemento baster quire che To stato di un sistema fisio (quantstico)ammette na desersione termini di wna fzione end, che verifca tna certa equazione diferente alle derivate parzial, deta di Schrodinger Il principio di sovrapposizione dice che se un sistema fisico pu store slain uno stato descr da una fttone d-onda oy che in uno stato desert da una funzione d’onda (alors pud stare anche in qvalsiai stato descrtto dalla combine zone linere Nb $2, ¢0n yp ©. Quindy deemno nol, inseane W dele frzions onda corrisponcenta sat Hiei possibil & un C-spato tetorileInoltre, Pinseme Spl stati sit cho non corripondono al "ick sono parnmeizzali del punt dello Spinto proiottivo PW associat nV. vale a dre dallnsivme di tutte le wile vettoral © cirezlon,covrisponcients Ranzion dona nom mle. Detain ermin: pra, ds funzion! onda sono Tuna multpla della see solo se esse descrivono To seis Slato Si veda per exempio 13, p51 1.6 La dimensione di uno spazio vettoriale 141 Cov? Is dimensine deo speci vetorale? In un ero sngo 8 una mesure della nosra liber di scoia, Sploghiamon. Scepter un vettoe dK equivale scegiee quatro salar, mente per selenonare ur vttore aT Kd sate ne Baan. 4, Sia K* che Kposseggoro un numero infsitodielment, pro Kha pd. gra Enee Sones ee mute oie diseet poe sara I tore pu faclmentevenficare che inseme ol tule le colenne u eK tal cha u(1)-+u(2) =Ge u(1) —a(3) |-u(4) = 0 & uno spazio vettoriale (un sottospazio di Ki). LSdlmeneone in questo ato dus eaento upualealemerosi gradkal uber nll scata dium vttore dK‘ meno il numer de ined (due equazient= due vinoly In pratica uno spazio veto di dimenione fn, pur eoenlo en ttre infiniti vettori, pud essere generato a partire da ‘an numero finito di esi nel senso soguete St supponga che (Stroy) Haun rupla ordinate di veton 3 Gime dm cotinine “ye wet dh oper were V slaizanogunertor cl se og alts visas & Val pa epee per rears tus cobain inane’, eas ene soko per opal re V adams ead Meco € Kt chev = hiv 2 ot vg, Se per og vtore ¥ ee scala teh tine alloca al dce che oy soto una fe dello pte vetorle VSL Ermentsrh ch tue Bul pemegnmas besos nuurang dlaevertl@ eet ak ‘pao-vetoriate lira aver dmessone ns solo se pose una base formate 2 Cou dt in ono dl Fisieoclandes Hendik Aetoon Lorents, Arshomy, 18 Lugs 853 Halen, 4 Febbraio 192, autre dee celeb resfermarion al coornato che generalizzano ect Galo, cat ‘id conto dll Rone ta spine tempo in uns nacndbe uaa spas temporaie "ew Sci dinger, Vienna, I2aposte 1887 4 gonna 196) foment susie, une de pad con Werner Tseng (191 1926 ella mecanien quant, TE che senramante veo e % un campo is ma poston cntrue comtresezp con camp 4 1 = Tato it cors0, 0 quasi, in ur capitol dda n element, Per esempio I‘ ha dimensione 4, perché ogni vettore () si pud scrivere in modo unico come combinazione lineare dei vettori coordinati ee, 5,¢4 definit dalla seguente uguaglianza: 16.2. Se V @ un R-spazio vettoriale, la liberta di combinare linearmente i vettori non ® sulficiente ai fini della geometria, poiché, come dice la parola, si vuole imparare a misurare i vettori, o compararli per mezzo di un angolo. A tal fine si intfodiace luna funzione che misura 'interazione di due vettori, quasi un modo per osservare tun vettore dal punto di vista di un altro, Questo é il prodotto scalare. Un prodotto scalare, come si vedra, @ una forma bilineare simmetrica definita positiva. Sugli spazi IR” il prodotto scalare di due vettori ¢definito classicamente alla maniera che segue: < uy >= ull}v(1) +... lava) a2) dove con ui), rispettivamente v(j) si@ indicata la j-esima componente del vettore (Gispettivamente del vettore v), Il prodotto scalare definito su R mediante la (1.2) non ® che uno dei possibili prodotti sealani che possono istituirsi su R", In generale, dato un prodotto scalare su V si dichiara che due vettori u,v sono < . >-ortogonali se esolo se < u, v >= 0. Grazie al prodotto scalare si puo definire il modulo di un vettore (pesso deito iniensitd 0, pid impropriamente, unghezza), attraverso la formula ul = Vea, ossia la radice quadrata del prodotto scalare di un vettore con se stesso, Una base di luno spazio vettoriale di dice ortonormale se tutti vettori della base hanno modulo Uunitario econo eetogonali due a duc. 1.6.3. La costruaione di un modello per lo spazio fisico euclideo tridimensionale pro- cede allora in maniera limpida come segue. Si parte da un insieme {e} formato da un solo punto e si costruisce Hinsieme 0s RE erulueR'}, detto spazio affine eucldeotridimensionale. Isuoielementisidicona punt. Sea c £° ‘un punto, allora A della forma e+ us per qualche ua € B®. Inotre tutti vettor <4. spostano i punti di &* traslandoli, definende: Atv=(etus)ty=et (uaty) $16 —_Ladimensione dino spazio vetociale 3B ‘Unsistema di rferimento cartesiano standard di és ottiene scegliendo un‘origine (ossia un qualsiasi punto di €*)e dichiarare che le coordinate di ogni altro punto P'sono Je component de'’unico vettore u che sposta Vorigine nel punto P. Pi precisamente, si dice che le coordinate di” rispetto al sistema di riferimento di origine O sono (1.4.2) Sesolamentese r-o+(%) Naturalmente in £¥ possono istituirs! moltissimi alte sistem ct riferimento, Tutto dipende dala scelta diana base di Re i dettagli verranmo dati nel Capitolo 5a cid dedicato. E’chiaro pero che ora si dispone di uno spazioin cui poter fare dela, tria, uno spazio i cui elementi sono dei punt, rigorosamente e chiaramente definit, che'si portano con s¢ delle coordinate in modo naturale, « per i quali ® possibile de- finive una nocione di dstanaa. Se A,2 © &°, la distanza d(B} tra il punto A e puto Bcvineide cl modulo dl unico vetorew ndicato con 4B, che rasa Ain B [ule nozione di distanza eoincide proprio con la distazafsia di stendere il metro tra rcAazeB. La doppia freccia. <+ si legge “see solo se” e indica un’equivalenza. Se pe q sono uc preposition p reXvecy Por esempio, se X = 21.22} ¢ B= (yumnatshs AUB = ferceryiynan: 2 = Imparare gocundo:prliminarepreequisit! 2. Lintersecione X /1¥ ® Finsieme ic elementi sone clement i Xe elementi di ¥: seXuY a rexarey. Per esempio, se X = (tayzhe B= (yzawv}, ANB = {v2} 3. La diffeenza X — ¥ (sortta anche come XY) @Vinsieme di tutti gli elementi di X che non stanno in V= X-¥=freX|2¢¥}. ie oe ee A A “ Y Ce) ‘@) et 4 1 diagram di Nena di evn, ersexione difrenzs, 22.4 Se X,¥,2 denotano tre insiemi, si hanno Te seguenti uguaglianze (di insiemi). (xuyyn(xug 1. xurng) (ayjucrnZ) 2 Xa(rug) cet la plon lnc nl oe, cr xara dottlon dlls end. Mea ere ran ton poncam i aloaneutitezrel metodo, coskider 9, Fa eee atten cre) LUG 2) 8 (UY) M(x UZ)echel SE re Ne etch Vopsadlaras oo prove )XUKNZ)C (KUY) A (XUZ). Sha 2eXUYNZ) <> reXvneVOZ ee 2eXV(2eV¥AreZz) Per Vassociativita dell’algebra di Boole delle proposizioni: BEXV(REYAZCZ) @ (GEXVEEY)AG@EXVECZ) > reXUYArCXUZ > we (XUY)N(XUZ), Jnsiemta insomt 38 colche lai) & provata. ii) Per mostrare (XUY)/(XUZ) C XU(Y NZ} &safficiente rileggere la dimostrazione ii) al contrario (invertendo tutte le frecce) . 22.2. Insieme delle parti. L’nsieme delle parti di um insieme A & PIX) = [YC X}. E’insieme di tutti i possibil sottinsiomd di 2X. Si osservi che secondo la definizione data, D P(X) eX € P(X), Per esempio, se X= {x,y,z}, Vinsieme delle parti di X & O42}, Ute (aa) dee vehX, 22.3 IL prodatto certesiano X x ¥ di due insiems & Vinsieme i cui elementi sono le coppie ordinate (zy) dover © X ey 6 ¥ PX) = Formalmente: Xx¥ 2 {(ew)l2e XY). Si pud anche serivere: (ey) eXxY 4 ac Anoes. Per esempio, se X = (r1,t9;%5)¢B (ita): Xx = {(rsamn) (eave) (erga) (as (tsinn)208)) Linesima potonza cartsiana di un insieme & definito induttivamente da Max 6 X"xX, Yn Impararegiocando: proliminari e prenequisi 2.3 Chi sa cos’é una funzione? 23.1 Le funzioni. Tutti le usano. Tutti ne parlano, Tutti, pit o meno correttamente, le usano. Eppure pochi, almeno tra gli studenti dei primi anni, sanno esattamente cosa siano. Per definite una funzione occorrono prima di tutte due insiemi, siano Xe, icosiddettinsieme di partenza e insieme d'avrioo (quest ultimo itemente ‘confuso con Vinemagine). Nei chiacchiericci di provincia si ode spesso dire che una funzione f : X — Y ® una legge che associa ad ogni elemento di X un elemento di Y. ‘Questo modo di dire criticabile da vari punt di vista. In primo luogo & poco simpatica definite qualcosa, in questo caso una funzione, per mezro di qualcos’altro, in questo caso una legge. Se una funzione fosse una legge, non sarebbe necessario inventare lun nuovo niome (quello, coe, di funzione). Come se non bastasse,ciascuno avrebbe il diritto di domandarsi: cos’® una legge? Tl ditto, insomma, di inflarsi nel vespaio delle varieta di significatiriassunti dalla parola legge (legge dello stato, legge naturale, legge chimiea, lngge fisica, logue morale.-.). Un‘atra critica riguarda Iwo di un lingwageo poco preciso: se la furzione fosse una legge che associa ad ogni elemento di Xun Glemento di ¥; tale elemento sarebbe unico o si potrebbe disporre di piss scelte? TT ‘modus vivendi del tecnico 0 scienziato che pratica la matematica 2 un altro: non quello di definire nuovi concetti a partire da presunti sinonimi dal significato vago, ma di dlefinire un significato attraverso proprieta che lo caratterizzino esattamente ¢, solo allora, battezzarlo con un nomo. Il linguaggio matematica deve essere preciso ¢ non ambiguo. E’ uno degli obiettvi che c si deve proporre di raggiungere eno ilermine di questo corso, 2.4 Se non lo sapete, ve lo dico io. 24.1 Siano X e Y insiemi, Un sottinsieme £ del prodotto cartesiano X x ¥ si dice grafico. Per ogni. © X, Jal) CY 2 il sottinsieme di ¥ definito attraverso la seguente proprieta YE Sale) > GPE R, anche Sala) = {ye Y| (ay) € A}. 7 = 11 grafico di una relazione - ‘Senon o sapete, ve lo dico fo. 7 Chiaramente /(c) potrebbe essere il sottinsieme vuoto, nel caso in cui non esistesse alcun y tale che (x.y) © R. Siscrive faiX oY. Isottingeme fa(2) sl dice sotinseme immagine diz € ¥ attraverso la relazione fu Se Jus) 2 hs dee che la relazione fy &delinita in < X, ossia cheesiste almeno slemenioy €Y taleche (ey) € fl lisouinsieme di A (2 eX | fats) #0} si dice dominio della relazione. Se fn(t) = {y}, @ cioé un insieme formato da un Solo elemento, si serive, per abuso di notazione, (2) = y (tralasciando le parentest graff). sottinsieme di Dife) Leal x) = (y € ¥ | (eu) € R per qualehe = © X) sidice immagine della relazione. Di fatto: Inn(f) = Usex fla). 2.42 Osservazione notazionale, Se fi: X —~ X & una rolazione che ha insieme di parterza e arrivo uguali si dice relazione sullinsieme X. In questo caso si scrive spesso 2 fay invece che y = fn(). Inoltee si usa spesso denotare una tale relazione ona leitera R. [ssa associata a un grafico RC X > X. 243. Una relazione si dice oounque definite see solo se D (fr) = X (equivalentemente se fal) 7 O peropnis © X}si ice funzionalese esolo se i fn()) <1 (oss se fx (2) (8 vHotoo 8 un insleme con un sale elemento) 244 Definizione. Une funzione da X a ¥ & wna relazione Jie : X + ¥ funvionale ¢ ovungue definita E’ di'uso scrivere J: X + Y, invece che fg : X — Y, omettendo il grafico nel pedice. $i sottinterde, comungue, che assegnare una funzione equivale ad assegname II grafico che la definisce, Il grafico di / verra indicato con grap): raph f) == {(e,fla)) | ©X} OX x. Linsieme di tutte le funzioni f : X — ¥ si indica con Y%: 38 Impararegiocondo: proliminay epreveqwisi Y* sm (F|f 2 uma funzione da X in ¥}. Se f:X —Y, Vimmagine di f & semplicemente ln(f) = (Flehlz eX}. = 11 grafico di una funzione: fungionale @ ovunque definita ~ 245, Uguaglianza tra due funzioni. Di estrema importanza @ la seguente definizio- ne che staliace Yuguagtinza i due funzion. Due fundioni fy #2» ¥ si dicono gual! see solose Hle)=9la), Vee X. io significa che per non essere uggali @ sufficiente che esse assumano valori diversi anche per un solo elemento del dominio. 24,6 Esempio. Siano j:R—+Reg:R—~ Rdetinite da eof it ago fijaz+2, © omnia “*F 4 Hao Si vedesubite che / = g, poiché esse assumono gli stess valorl per ogni valor dix fissat, 24.7 Composizione di funzioni. Siano f: XY eg: ¥ — Z due funzioni tai che Im(J) C Dlg). Allora si pud definize ‘ gopiX eZ atteaverso la Seguente formula (oo fiz) = ale) 22) er ogni:r € X. La composizione di funzioni & associativa nel senso chese f : XY, 9:Y+Z,h: Zs T sono funzioni tali che Ima(f) € Dlg) elm(g) © D(A), allora ho(yof)=(hog)of. Fer provare l'uguaglianza (2.2) sufficiente, per il riterio di uguaglianza 24.5 che ho@gos(a)=(hog)oflz), YeeX S24 ~ Senoniosapete, ve lodico io Siha: (hoo Az) = (go fia) come volevasi dimostrare, 24,8 Immagine inversa di un sottinsieme. Sia f : X + Y una funzione e sia Yun sottinsieme di ¥. Allora ACoCFCa)) = (ho oN(F(2)) = (hog) ofa), F0)= EX) CY) 2 detto controinmagine dellinsieme Y’. Se ¥ serive J 1(y)invece che J-"({y})-Ossia = {y) si riduce ad un solo punto, si PMy) = fee X| $2) =v). Chiaramente fly) 7 Ose e solo se y < li) 24.9 Definizione. Una funczione f + X > ¥ sirlce: A) iniettiva, se f(01) = flea) 21 = 2s i) surietiva, se f My) / Bperagniy © Ys fi) biettiva see suriettoae neti La i) pud anche formularsi a parole dicendo che f @ suriettiva se e solo se ogni ele- mento di Y ha almeno tina controimmagine (in 5). Se esistono 1.r © X tali che ay £m eeta © fUy),allora fon Binketiva 24.10 Proposizione. La composizione di due biezioni & ancora wna biiezione. Dimostrazione. Infatti siano f : XY eg : ¥ — Z due biiezioni. Chiaramente Im(f) © Dig), poiché y@ definita su tutto ¥ essendo una funzione. Se 2 © Z, esiste 12 ¥ tale che g(y) = = Inoltre esiste x € X tale che f(z) = y. Quindi (yo f)(2) = (4 (2)) = g(p) = se la (g 0 f) & dunquesuriettiva. iano ora.23,#9 © X tai che (92 Far) = G0 f)(a2) al (ra)) da cui f(e1) = ea) per Vinietivita di g: Quindi ay = 22 ‘la dimostrazione & completa. . lllora 9(f(21)) per Viniettivitd 24:1 Sia X un insieme. Indicheremo con idx la funzione identica su X, ossia fay XX dfinita daily (e) = 2 per ogni x € X. La funaione id & ovviamente una biiezion. 2412 Se JX —¥ @inietiva, si definisca J! y) attraverso Vugaglianza HE) = ossia; -"(y) & Yunica controimmagine diy © Y. Allora f-! :¥ —X &una funcione tale che foftaidy © flo f=idy. 40 2. —_Immparare giocando: preliminar eprerequisi 2.5 Relazioni su un insieme. Una relazione ® : A — A sidice relazione sullinsieme A. 1. Una relazione su A si dice rifessi se aR per ogni ac A 2. transit se per ogni tripla (a,b) per cui cb e Re allora aRe; 3, si dice antisimmetria se aR e URa implica a ~ 4. simmelrica se-per ogni coppia (2,6) © Ax A, aRb implica HRa. Una relazione si dice di preondine se 8 riflessiva ¢ transitiva; si dice di ordine se & di preordine e antisimmetrica; si dice di equionlenaa se &di preordine e simmetzica, 25. Esempio. La relazione < tra i mumeriinteri @ una relazione d’ordine, ssa ® una ‘lazione dotdine totale, poiché presi due inter qualsiasig,b,0.4 < bo b< a 2.6 Lanello degli interi. ‘Questa sezione vuole essere dedicata a Z Yanello deg interi. 261 Lanello Z degltinteri, Linsieme Z del numeri inter: possiede due natura Sperarion dsomanne pote chestimparano giane prin ands disewol. sora SEStecative, commutaiva, posiede ut slemento neuro 100) e ogni.a 2 possiade tinopposte na (tale che, cir (=) = (=n) a= 0). Quest propre st iassumono icokb che (2.1) 2 un grap abeand o commutation. I progoto & assodativo e postiede um elemento neo, aumero per ogni a 2, iat, a-1 —1-a= 0. Frodotto verifies le propia disibuive ispeto alla some, vale a dire abte=abtac @ {a+Bje=act be, ‘per ogni a,c € Z. Per siassumere con uno slogan la lista delle sopraclencate proprietd Gi sommae prodotto definite su Z, si lice che la terna (2, + «) @unanello conatative ‘on unita, Per abuso di notazione si dira che 2 Vanello degit inter, sottintendendo le ‘operazioni "4" "=" 2.62 il campo dei numer! razionali, Le operazioni di soma e prodotto definite Ea'slestentono ncimentealinseate © der numer arional ad-+te ae ¥ ia ba per ogni coppia di numeri razionali /0 e cfd, con bd #0. Una immediata verifca Procter che (6 +) eum ancl comtmatvo (cela soma eprodott di named ta- “onal verficano le stese propriota di somma e prodotio di numeri inte). Tuttavi, 27 - Campi 4 quanto succede per Z, ogni numero razionale non nullo g © @'\ {0} possiede wn fodso mct lmameroraonale 1/2 ita} atakg Per riassumere il fatto che Q & un anello commutativo con units, tale che ogni numero razionale non nullo possiede un inverso meltiplicaivo, si dice che @& un campo. 2.7 Campi 27.1 Un campo K 01m insieme dotato di due operavioni binarie interne “4 e “, dette rispettivamente somma e prodotto che verificano Ie sotto clencate proprieta G), Fi) e £2} ) La somma dassacatiow ecomttaton, possiede un elemento neutr (indicato con Djeognia cK possiede un oppast ality a: Fi) il prodotio tra elementi di i 8 association ¢ comimativ, possiede un elemento neutro (indicato con 1) ogni scalare a © K non null (eioe diverso dalle Temento neutro della somuma) possiede un incerso moltpliatco (indicato con -. 2) il prodotto gode delle proprieta distributive (a desta ea sinista) rspetto alla somma 27.2 Commenti. La proprieta G) dice che la somma di K verifica le stesse proprieth che verifica la somma tra numer interi, Come in quel caso, si riassume dicendo che Ie rispetto alla some & un gruppo commutativo o abefiano'. Dire che 0 © K @ elemento neni significa dire chea += 0 «a, per qualunque a © K, [elemento opposto dia © E, indicato con —a, @ definito dalle uguaglianze a + (—a) = (~a) +a = 0. Diora in poi, gli elementi di un campo verranno ditt scalai,cosi da ben consolidata tradizione. 27.3. Esempio. Uinsieme del numeri inter %, ispetto alle usual operazioni di somuna & prodotto verifica G), verifica F2}, ma non Fi). Non & ero infat, che ogni elemento non mullo Emmette inverso, Per esempio 2c Z ma non possede inverso moltiplicativo. Cid significa the non esistealcun numero intero a tale che” 2a = 1. Si consigha al lettoe di elencace, per ‘sercizi, leita deg element invertibilidellanello Z. 27.4 Esempi di campi? Bccone tre, | primi che ct verrebbero in mente. il campo det ‘numeri razionali, tradizionalmente indicato con Q ilcampo dei numeri val, tradizionalmente indicato con, R "i ono del eabrematematce noroegese Nil eneich Abel, 1502-1829, chen vente anil vita ‘ruse lashes meena eri selene 'GL ce, par dr diret note poll leo: a= 1/2. m0, 1/2 €@ fe non ine 2 2 ~_Imparare giocando: proliminnr e presequisiti il campo dei numeri compiessi, tradizionalmente indicato con c «tu tre, considerati rispetto alle usual aperazioni di somite prodott (di numeri razional, di numeri reali o di numeri compless). Non strata che del pit sermplicl seempl di camp, Non sono gi ic chiar. Vi sono tan camp! quan non rts femumo neppure a immaginarc: moti di questi sono utlissimi, Nelle applicazion per esempro, hanno rovat lazghissimo implego carp fr, soprttato i evi del ‘adic ecnttgrafia Il pit semplice i eampo 2/22, Esso consist di due sll element {0.1}, con le operazioni "+" € "definite dalle soguenti tavole': GIeT) Cem WEE) FAY Si consigha al lettore di verifcare che le operazini ++ «definite salVnsieme (0. attaverso le tabeleltlscomo sullo stesso una sta chemo eh 27.5 Sottocampi. Un soitinsieme L di un campo K si dice sottacampo se esso ® un campo rispetto alle operazioni ereditate da K. In pratica, per verifcare che L & un sottocampo di i 2 sulficiente verificare che contengs I’elemento neutro per la somma Lindicato con 0), elemento neutro peril prodotto (Fl) e inate che se a,b'@ Ly athe L a:b € L. Esempi di sottocampi? Per i nostri scopi possono bastare quelli ovvi. Beco un paio di domande retoriche. Il campo Q dei rtumeri razionali non @ forse un sottocampo di R, il campo dei numeri reali? E il campo R dei numeri reali non ¢ forse: un sottocampo di C, il campo dei numeri complessi? Inoltze: Q e R sono entrambi sottocampi dic: @cece, 2.76 Esercizo, Sia Q[V3|insleme di tut numeri reall della forma a+-bVZ,con 0.6 ¢ @ Si provi che {V2 un campo e che vale a sequent catena di inclasioni di sttocamp: eQcavacece ea) 22.7. Riprendendo i filo del discorso, D’ora in poi K decomp tne inl ype atest on eb © Tavolo el paola guts, comele nae piygovich, $27 ~ Campi a non dipende dal campo scelto, ma solo dal fatto che quel campo 2 un campo! Feco lun indubbio vantaggio di tale modo di operare:illettore che temesse di smarrzs n bit dlaxtankne, pots sempre eer In ogo aK campo che pt 2 familiare. Per esempio i element dun camporsi diranno scar e nel campo K che useremo, comunque, sin eos0 Q, Bo ©, elemento neuteo per Ia soama Vera denotato con 0 eero) equello peril prodotto com I (ancl). 78 Camp, Dora in avant K denotera un quasiasi sttocampo di C; per exempio ReQoke Roanchek ” C) Charamente@e non sono gh uni setocamp! a C:sea€ Z none un quadrato perfetto, per esempio, Qlya] = {at bya |b ¢ Qe Ainsottocampo diiRe, quindl, un sottocampo di C = Imparare giocando...- Capitolo 3 Spazi di colonne di numeri reali 3.1 Anteprima Jn questo capitoo si abborzera lo studio de pid semplicee non banal esempio di spasio veto, qusllo Got delle rupl ornate al tamer talleimsestt ney Pos Ma, Eas india con R™. Linieme dll colnet entre rel formant spa vetoriale perché esse possono sommars,sotmando le componente possone! aeok lpliarsi per un rumero real, moltiglicando per un numero feele ascas compe nente. Le due sempiil operaziontesté menaionate yodono a specfiche propria che saranno oggetto di studio pia approfondito ne capitol sucecivie sone propre queste che conferiscono allnseme RY una strutura delta di spas velorale Pertale Fogione le coppie ordinate dinumeri real vengono dette vttoy ele sue ental corpo. tei. La definizione di sommadi due colonne ci R® emancipala defination intuitra Gi somma,basata sulla rela dl poraltgrona, al rango a delinstone hgoross 7] Inoltre R” © uno spazio vettoviale eulideo, poiché su di esso pud definisi un prot {0 scuoe. Da un fui di vinta Bute, If Prodoto sealare & pes pete eee on esperimento che misura Vinterazione di due stai fic, Cid € pakese in meccanich Quantistice, doveil prodotto scalare ci uno spazio vetoriale & una norione di assolta n,n particolare si ha che, come mostra, R" =~ let.” -en), Secome Opn Ws serive in mado unico come combinazione linesre degli, dice che lo tuple Ty & tna fase dR essa Ia Base cononica dR Si dice eanonien vettori di £, sono precisamente le component dit as aes — 3.4. Spazi di combinazioni lineari. Direzioni 34.1 Sia h > 1 un numero intero arbitrarioe sia (ayes Dou beh Anti [Av € BY Vinsieme di tutte le combinazioni linear a coeiient eal degli vettor ty,...,u ai RY E'facileverifcare che se uy c [us,..-,up]allora Au pve [ayy peopreta che 8 assume dicendo che [u,-.., un] ® un sotospeco ettoriale di R*- in gerkrae, un sgnse.pon oot die sotpio vor ne Fapparencns d ue vettor|arbitrari we a W implica Vapparteneriza a W a ogni lore combinarione lineare. Formalmente, W sottspazio dl se 7 uve Ws Anbu, Per ouni Aye € RL sottinsiomi (0) e RY sono ovviamentesottospac di RY, dett Tenet tstonpcio vette 17 Am” scien pcre dan en ese Wfuys--sty) In questo caso, ty s dicono anche generator dW. 342 Diezioni, Nel caso i ~ 1 la stuazione ® semplice ma git partcolarmente interessante, Sia u € R". In tal caso: e oe hu Im particolare [0] = {0}. vale a dire il veHore nulla genera il sottospazio null, Se invece u 1), il sottospazio [ul si dice retta vetoriale o direaione di I. Due ‘ettori we v non null si dicono collivazri ge e solo se (a ~ |v}. Cid implica Vesistenza di uno scalare non nullo © B tale che Du |< R). vod, iodsale che v sia mullplo di u. Quindi anche u & multiplo di v, poiché m RP" = ({u]] uc R") {0}} di tute le direzioni di B+" si dice spazio proittio n-dimensionale. 50 ~_ Spazi di colonne i numeri reali 3443. Linsieme di tutte le direzioni di R® & detto retta proiettioa rene e si indica con RE" Linsieme di tutte le direzioni di? & detto piano proiettoo renee si indica con RE? (0 anche F(R). S44. Seu,y sono due vettori di * non collinear, ossa tai che tal # Iv, il sottospazio vettoriale fey) = iu bv Age eR} si dice piano vettorale. Vinsieme {W |W eun piano vettoriale di B), si indica con G(2,R”) e si dice grassmanniana det pian vettoriai di R® 3.5. Il prodotto scalare 35. LospazioR” Seucldeo. Con tale afermarione si intende che su di essoé definito tun pradotto interno o scalar: <> RIXRT OR { Go, (uy) Ks uy, dove - Yaeets) = wy) + uly) +..tuevin). 67) 352 Esempio. Siano u,v, w € RY dat da: ~G) -@ =O cwrsne(4).(Joserntesrso Alors: 35 —_Uprodotto scalare 5 1) 7s cvwore(),(I)oeraseni ik Nel seguito si indicher& con xq nsieme dei numeri reali non negativi. 35:3. Proposizione. La fioizione < , > ? wna forma bilinetre simmetrica defnita positog, ass ern le seuenti propre per ogni secu tlusvyw'e Re pe Re (bol) = (bs) < Aut pviw >= A < uw > inc vw >; (bs3) incuw>, (bst) < uu >< Rog: inolie < usu >= 0 implica u = 0. Dimostrazione. La (st), & conseguensa della commutativita del prodotto di numeri < wu >= oval) = Soulovi) =< uy > Anche ta (os) conseguenca delle propret dele operarioni di somma e prodotto di ‘numeri reali, Infati = DE (at wv)(iw(i) Chae) + avo (Applicando la definizione'3.7) (opplicando a definistone @4) dticombinasione nears) Thi Amlw(i) + avo) = (applicandate propre aisti- ese et prt ipa alla soouma di numer fal) A tusviw >, (per la definizione (3.7) La (bs3) 8 allora conseguenza della (bs1) e della (bs2) Infati = 1a simmeti Sart awn (Per mrio lp Saw > besa > (oncom pert) ‘Anche la (bs) & ai facile verfica, Siccome: LG) = Loa, mt i allora < uu > & somma di numer reali non negativi(. quadrai dele componet i "0 che pertanto non negativa per ogn sels i'w ¢ "Sela saminn eve nee 2 3. Sparidicolonne di numeri reals tutte le componenti sarebbero nulle. Se ce ne fosse infatti una non nulla, diciamno ui), per qualche i € {1,..-.},risulterebbe < u,u > > |uli)|? > 0. . 354 Ortogonalita, Si dice che due vettori ayy € RB" sono < , >-ortogonali (0, pid brevemente, ortogonali) se. solo se =0. 355, Esempio, I vettori we v dell Esempio 3.5.2 sono ortogonalt(ispetto al prodotto scala- we G7). T1vettore nullo 0 & ortogonale a tut ivettori di R". Cid & una facile conseguenva della linearita, Seu © Re infatti un qualsiasi vettore, si ha: <0vo=<0-uy ocuy> dove 12 arbitrariamente scelto in R. Vale anche il viceversa: umio vettore ortogonale ‘a tutti vettori i R”& il vettore nullo, come conseguenza del seguente: 3,56 Covolari. i! proto scalane < , > aii dalla (37) ® non degenere,osia se Fegan oe ~ 0, porla (xd), implica = 0 Equivalentemente: 387 Corollario. Sano uw € RY. Allora w= v see soo se viw>, 69) particolare per v = ue perogniw © R®. Dimostrazione. Se u Ta (39) implica Yuguaglianza < uw > — < vow dalla (bs2), enavw oe. 10 la (39) 8 ovviamente verificata per ogni w c RY. Viceversa, ‘Oe, per la linearita presertta Dialtra parte se la (3.10) vale per ogni w © RY, il Corollario 3.5.6 implica che che ) ossia chew = v. . 35.8 Osservazione. Si @ dimostrato il Cowllarlo 3.57 invocando 3.56. Vicever- ‘sa 3.5.68 conseguenza di 357 ponendo v = 0. Quindi { due corollari sono proposi- 2ioni equivalent 3.6 I modulo di un vettore. 36. Sia uw ¢ RY, Lo scalare ul := ySWA si dice modulo del vettore u. Appli ‘ando le proprieté del prodotto scalare, (bs2) e (bs3) di 3.53, si attiene la seguente 6 — modulo di un vettore 5 [aut pw? Pha)? + 2a < aw > che vale per ogni u,v © RM e ogni Ayu € R. Infatti: Au ty du tay > (Gefinizione di modulo ‘qiadraio) = Asmat uv > te< vu av, (linearitarspetto al primo argomento} = Pcuurtycuyst + W tl cvs (linearta sspette al secondo argomenta) MluP +2 < uv > 443}¥F (Gimmettia ¢ definizione imodiso quadeata) 1a G.1)risulta cos provata . i particolareimportarza& i seguente: 3462 Teorema (Disuguaglianza di Schwara) Per ogni uy € 1 si ne | |< fol-I) 6.12) Dimostrasione, La (.12)2ovviaseu2iLvttore ml, Sia allor v0 con Infanzione ele di varlevele fay sR" Redelinta dat" “06S consider Fala) = jou vP, Siccome il modo di un vettore& sempre pesitive,applicando la (11) si has luPs? +2 a lyf 20. Si ican ora che un trinomio di secondo grado assume valor postvi per ogni seeeoloceil dicriminente (1°) enon punitive, ommaseesose eee eR O< ? —julWvF, dacui ? |ul?h La G.12) ottiene infine considerando ta radice quadrata di ambo i membri . 3 Kor Hermann Amand Schwa genio 1843~ Baro, 20 severe 2) igre mateatico ‘edeso oto sopratuo perso fnsamenta cont aa neonalescoaieee, a 3. Spazi dicolonne di numer reali 0" & definito dal! uguaglianza | |= [ul fv] conta. Gas) 3.6.3. Theosene dell'angolo tra due vettori we v: Si vede cost che cve(u,y) @ indeterminato se uno dei due vettori &nullo. Se entrambi sono non mul, la disxguaglianza di Schwarz garantisce che Joostu.y)| <1 ossia che “1s cos(ay) <1 Si dice che due vettori non null, u,v € R®, formano un angolo acuto se cas(u,y} > 0 feuin angolo otfusa se cos( u,v) < 0, Formano un angolo retto se cos(u,¥) = 0. KL = Lo 3.64. Proposizione, I! modulo? une norma, ossaceriftle eguent proprit: 1) [ul 2 0¢ [ul = Dseesolo seu =0; N2) Pul=p-u, AER, Yue R*, NB) intyiSiul-+iv, Va eR (disuguagtionza di Minkouse!o triangoare). Dimostrazione. La N1) una diretta conseguenza della definizione di modulo; la N2) edi facile verifica [ul = Y2aa du > = Vf? uns = VF Vem = [a] -|ul. ‘Quanto alla N3), si consider! il quadrato del modulo del vettore u +: per Vequazione (3:11) lu? +2 +P <

[+P < proprieta del modulo di numeri reali < [uP 4+ 2}ullv] +12 = isuguaglianza di Schwarz (3.12) (ul + Wh? ‘Slemann Winkowsk @8 Gio Ut ~ 12 ea 15 il maemo ol a dws Fe te madclo somettico dele spar tempo eiwtlniano, lo spuso veltoriale RY dotato della meta {Brossman (ASHE) om oman medeo 586. —_Imodulo di un vettoe, 55 Si& cosi visto che [u-+v/? < (lul-+[v/)*, dacuila N3}, considerando la radice quaclrata iambo i membr di tale disiguaglianza . 36.5. Definizione. Lin versore di B® 2 um vettore di modulo 1 (ZUM = 1. Si osservi che i Inaltri termini u © R® & un versore se e solo s |) vvottori di Fp, la base canonica di RY, sono versori: De dL ODL w= (2) in ec gel peut Ti = 0} 2 un sottospazio vettoriale di R", Cid significa che se vi.v2 € w! uw per ogni celta diy € RD. tnatt allora Avy | jv2 © Sud tava Sa A cue > Ha ove 5-0 BO Si not che lo spazio ortogonate al vettore mullo & tutte RY. Formalmente O! — 2. Infatti 0" < R" (perché sottinsieme di R”) e B® CO come conseguenza di 35.4. Se invece u #0, il sotoxpazio u* si dice iperpiano vettorialeortogonaie« w. 3.6.9’ molto facile dare una descrizione precisa dell'iperpiano vettoriale ortogona- Je a un vettore dato. Sia v = 3-"_, v(iJe, lespressione unica di un vettore v quale combinazione lineare dei vetor’ della base canonica. Allora v € u* se e solo se uw Yovie >= J < avi >= 5 < wer vis e= ston questo as fourm, 2 Sia we R\ {0} sotospariom!- di Rs dice rela torileetogonale aw, La (3.14) questa caso udi}y(l) + ala} Cos il vettore ve solurione della (3.13) se esolo se ve {9(0B )[aea}= [C883 )]- «(C8 | 3. Siow € | {0}. Linsieme ut si die piano etre ofogol aw. E facile trovare in testo caso due vetto nan mili vivo ti che [viva] Sia v Cw! sec solo se Dacuy >= use + 1a + Hts, dove, per semplictsnotazionale, a posto ulé) ~ we v(t) ~ vy per f= SPP G16) Si noti che {—u] ~ |u), ossia ue —u sono vettori della stessa direzione. Tuttavia, la efinizione della proiezione non dipende dal versore usato, Infatti so usassimo —-2y otterremmo: ). <¥,-B>( Bi) =< a> Cu = MI La proiezioneortogonale FR" [a lincare, nel senso che ajul( Avi + ava) = Amita) + pmay(vs). Cid segue immediatamente dalla definizione e dalla linearita del prodotto scalare Hgpetto al primo argomento. La proiezione si dice ortagonaie perché v—ralv) Sortogonale a su(v). Inatti A_CD < ma(¥).¥— Ral¥) >= = ~ inca sspeto a se ‘condo argomento) = EVEL > BW) (Cla Fn, (efinizione (3.16)) = < vidio? < vente 0 (einen) 36:12 Proposizione. Siano (v),...,vq} teltori non mull dé R", ortogonali due a due, ‘ssa ali che evevy>=0 per ie ein 58 Spazi di colonine dimer real Perogni a e I vale uguagtianza: we? y, + Stee, @.18) = ry a) tb val 8.19) 36.13 Commento. La proposizione afferma quindi che BY = [v..-, nl, ossa che Uupla (¥i,...,¥s) genera R™. Si pud dire ancora che ogni u € R” & combinazione lineare di (Wig. ¥a). Dalla dimostrazione si vedra che i coefficient della combinazione lineare ono lucie dati dalla formula (3.18). Per questo si dice che (v1,---, %y) wna base ortegonne di La proposizione aferma inoltre che ogni vettore & soma delle sue proiezioni ortogonali sulle direzion individuate dai versori della data n-upla di vettort ortogonal. Dimostrazione di 3.6.12. Sia u © RY arbitrario.e sia WS AVE Ave na qualsiasi sua espressione, se existe", quale combinazione lineare dei vetlori vy. ‘Tenendo conto della linearita del prodotio scalare ¢ della (3.17) si hat WED = SVE b nV > DLS VLE Bee bn <¥QaME B= ANS Waits dalvP Quindi, necossariamente: SE perma Lin vi da cui la (3.18). La 3.19) 8 conseguenza della (3.18) e della (3.16). . 3.6.14 Esempio, Se u 2 un qualsias!vettore nen nullo di 4, si ha che ogni w & RE pub ae w= nal) + must). Pia explctamente sev ¢ uw may Sm Imente, dalla scella del vettore v nella retta vettoriale orto a sertura no dipende, natu nale ad uw. = 6:5. Una hase ortonormale di RY @ una n-upla ordinata di vette (by, ort gonali due a due, e di modulo 1, ossia tali che: < baby >> by area doema dara ne trie serena gi toi capone dnontema sheen veto ncarmente ndipenden nd pars vetoiale possiede vu bate lemente una inc Giese ancora son isppiomo, a ene pu fares erp omc, $36 _~_Mmodulo di un vettore. 59 In questo caso la formula (3.18) assume un aspetto ancora pit semplice: WSs ube > by toot < tby > By. 3616. Bsempio, La base By =~ (61..- itn) (Ch:322)2 una base < , >orlonormae dR, PUidhs < ene Se Syst welt di By dona veraoeoriogonall due’ due! Sou € R's Rache = uli) ener >= Sutil = 06, clove Fultima uguaglianza tiene conto del fatto che 8), ¢ 0 solo por j i (CE. Peragrato 33), rel qual caso vale 1. In altri termini, la esima componente u(i) di u si ottene meltiplicando Scalarmente pete, 3.6.17 Esempio. Sia (by,fo.hy) I tema di wet d BY ont das (2) (4) @) Jettoreavra cura di verificare che ciascuno dei vetlori by ha modulo 1¢ che sone ortogonalt ime ‘ Alors br, cottenuto cio? sottraendo a u, la sua proiezione ortogonale su [by]. Si definisce allora “Ma a < uaby > by vl ju bi) be mali tali che (by -bo) ~ [ta Chiaramente b; ¢ by sono versori mutuamente orto, re lineare di wy € ua. Suppo etogonel pe costrzine eae desi combi aver cosiruitoby,.-., by, versorimutuamente ortogonah tal che [by [itso tals costrasce =, (Me) = mb, (Wit) = 6+ = FH (Ua) a= < thar by > ee che @ ortogonale a bs,..., bis. Sidefinisce allora wa < teouby > = uiaabs > =< meres | 1 ortonormale di R" a partire dalla data (1+. tn)- Capitolo 4 Lo spazio vettoriale euclideo tridimensionale 4.1 Ricordiamo che... 441.41... lo spazio vottoriale euelideo R" si dice piso nettoraleeucliden se n = 2 sprzio vettoriaie euclideo tridmensionate se n = 3. Per ragioni di tradizione i vettori della base ‘eanonica By di R? verranno indicati con (ij) invece che (e102) 1 (@) * ite wide sone a Baa cen a errno ve the ee eresicin td i) ud identificarsi con il sottospnzio vettoriate di R® (Cf. paragra- an T piano vettoriale fo 34) generato da RP = [i] = (we Rus) = 0), Rispetto al prodotto scalare < , > dofinito rspettivamente su R? e RY, le basi cane niche B, ed Fy sono orfonormali come gia visto in generale per la base Ey, di", Ck Esempio 3.6.16. In particolare (Cf. Sezione 368) Kj, dhe fail, et Ogni vettore w é B® pud pertanto servers in modo unico come: uncusdi) cujajtcuk>k= u(t M+ UE, com I, j,k dati dalla 1, a ~_Lospazio vettoriale evcldeo tridimensionale In generale, se B == (by bab) & wna base ortoncrmale, um vettore € BY pud dlecompors unicamenteIungo le Girezioni [bi [bal ¢ [bs] secondo uguaglianza: tub, > by} < uybs > bot < uy > by, 44.2 Nella prima parte di questo capitolo si vuole aflrontare il seguente problema, Dati due vettori u,v € I in quali casi, come, un terzo vettore w © R? puid decom: Porsi come combinazione lineare di u¢ v? Similmente, dati te vettori uv. € BY in i casi, e come, un quarto vettore pud decomporsi fungo le direzioni da essi deter ‘Riot Nel Cophalo Dale gu rupee ngenefalea qs dowance nutter al caso in cui le ditezionifossero ortogonalt(e quindi tilizando il prodotto scalars). La risposta generale a queste domande & importante, anche gid nel caso di IR? ¢ R, perché offrono il pretesto per Vintroduzione di un fondamentale strumento del Vaigebra lineare, detto determnante, che verra ripreso in maniera pid generale © ap. profondita nel Copitolo 10. ‘Si comincera col caso pits semplice del determinante di ‘una coppin di vetor, sul quale si basa la nozione di aren di un peallelelogramu 4.2. Determinanti di coppie di vettori ak eB, Indicheranno tre vettori arbitrari di. I determinant di una coppia ordinata (uy) eR? xR lo scalare uA v definito dal uguaglianza’ siya — ust 2 42.2 Linearita e antisimmetria, Tl determinante & linear rispetio al primo argonento, (nb pw) Aw oem At aew Aw. ay per ogni scelta di A, € IR e ogni scelta di u,v,w ¢ R?. La verifica si fa...@ mano: tamswwdaw = (Mba) a (fr) = = (acy + m1 Jove — (up + peva)ors = eu tog — uaor) + (ore — vase) MAW IE-VAW, " Naturalmenie sts defnione vale anc se k = C. 1 definisione generale a determinant veer data! Captolo 10 = $42_— Determinant! dl coppie di vertort cs come volevasi, Inoltre il determinante & aatisimmetrico, cio vA way (a) perogni uy © R* infatt YAW oyun — va = (uma ~ navn) = Uy. La (43) ela (44) implicano la lineata rispetto a secondo argomento: WA QW pW) = AWA w+ LOA. a5) Inti, per ogni sclta di u.v.w © R? eA, p © R sia uAUveaw) = -(Wwtew)Au = (perla (a) = -Awau-pewau = pera as)) = duAveguaw, (pera 44) come volevasi dimostrare. I determinante 2 percid una furzione bilienre, nel senso che & lineare rispetio sia ai primo che al secondo argomento. Inoltre, come si verifica facilmente, iA [Non é difficile provare, come sara mostrato pit avant e pi in generale, che fa funzio- ne determinante (* :RART OR (uy) way, 2 unica forma? bilineare antisimmetrica tale che 1/\j =1 4.23. Osservazioni. 4) Voguaglianza uA w= 0 vale per ogni u € R2. Infati, valendo Vantisimme- teia (C4) per ogni coppia di vetor (tv) essa vale, in particolae, per Ta coppla {i} Quin uAus-uhw, ossia 2u\ w= 0. Siccome? 2 #0, allora uA u — 0. 4i) il determinante della coppia (u.¥) ¢ nullo se almeno uno dei due vettori ® nullo, quale conseguenza della biliearita, Infat on =(-wAv=0-unv=0 dove ud un vettore arbitratio, 7 Una fone linear un esprescione palinomiale emogenca di scando grad salle component di duo vetort dhe" dove X tun campo “'Purtmppo lacondisione #0 non une schezo.Exslonacamplin cul 141 ~ 0 exiddet cmp di canter Non per cao 4 feo Co di quai campo chtconsnga @ came sseampe. 64 Lo spazio vettoritleeuclideo tridimensional 4.24 Proposizione. Due vetori u,v © R? sono collinear (s veda il paragraf 3.4.2) see sole se ua o. Dimostrazione, Se u <[y] allora u = Av da cui way Al = IwAw=0, per Osservazione 4.23 i). Viceversa, supponiamo che uv = 0. Se u = O non c® nulla da provare per 423 ii). Se u // , e380 possiede almeno una componente non nulla, Sia, per esempio, us £0. Se A & unico sealare tale che 1 = Duy, allora: {rotasione (42) fa va] = mmm = (Setiniione (42) di determinant) = mu w0un) {potestehe v5 =) = wile Aun) (0 2 ator comne) dda cui vy ~ Aug, essendo u; / 0. Pertanto v= Awei due vettori sono collinear, 4.3. Sistemi lineari di due equazioni in due incognite. 43 Sia { + by = en aw mae + bay = 0% tun sistema di due equazioni di primo grado nelle incognite ¢ y. Liuguagtionza (4.6) pud scriversi equivalentemente nella forma (aztey) - @) za} yb=c, an dove Vuguaglianza (4.7) implica ovviamente: (zat yb) Ab=eAb 543 Sistemi linear di due eguazion’ in due inevgnite. da cui, rab /-ybAb=eAb, avendo sat a inert (43) del determinants rispett al primo argomento Siecome bAb=0si ha, finalmente: @ ee aaAb=enb. Similmente si ottiene an (za+yb) =arc, da cui weanb=ane, Se il determinante dei coefficienti dell‘equazione & diverso da zero, il sistema ha solu- one nica data a ae te toa) = (SRE S88) as) La (4) exprimela classca rela Crater che solve sistem dive equazion neat im due incognte det anche stmt df Cramer 22 432 Bsercizio, 1) Mstrare ches a 4 = 0 ealmeno uno ta A b oppure ae diverso da ner, aloe sistema (18) non ammettesaluion 2) Dareun evempio dia betaliche hb a \e-= © =0 percull sistema (46) abbia infinite soluzioni; oe 2) Dareun esempio dia, be tai cheanb ~ ane=enb=opercuiil sistema 4.6) non abbia soluzioni; a ss 433. Decomposizione di vettorilungo due direzioni date. Siono we v vettori non collinear. Alora & possibile decomporre ogni w © R? come somma di due vettor ‘ws + wz tall che w, [al ew, © [v. Esistono infati Ayu © B tall che w= ut pv, poiché, trascrivendo la (4.8), basta prendere way uAw x e way BOA aii WAV |, wAW wav") uaw In conelusione, se ce vettori we v non sono collinear i ha che R? = [u,v], ossia u,v sono generatori di R#, Si vedea che il piano vettoriale B* pud immergersi nelle spacio ‘veltorale R® delle tome di numeri reali elencati per colonha. 6 4 = _Lospazio vettoriae euceo tridimensfonale 4.4 Collinearita e complanarita in Sara utile considerare, nel seguito, per ogni 1 0 ec orientaia negatioamente see solo se uavAw <6. 4.6.5 Esempio. Le base camonica (0; 01,3) dK? @ortentala positivamente.Invece (€3,th¥) con 1, v come nell Esempio 489 8 arientata negetivamente, Allora (e1,vi) © orienlata post ‘vamente (perché scambiando due argement i determinants cambia di ego) 4.7 II prodotto vettore 47.1 Definizione. If prodotto vettore eucideo standard su RY @ F'uniew fonzione x RM RE RH { (uy) oxy lineare rispetio al primo argomento, antisimmetzica e dae he Ixj=k, ixk kxi (429) 4.7.2. La comdizione (4.29) spessa si riascirme con il dlagramma: che sugeriace che a prima delle (4.25), neu vettorcompaione in ondineallabetco, tte por necerae erent oguerdl sence oreo, = 4.73. La linearita rispetto al primo argomento significa Vuguaglianza: Duty) w= Aww avy, YUWERY © YhweR (430) m4 4. =_Lospazio vettorialeeucicleo triimensionale entre Vantisimmetia: uxvevxu, uw elR® a3 1 lettore smaliziato @ gid conscio del fatto che la (4.30), insieme alla (4.31), implicano la lineata rispttoal secondo argomento, ossia Ux (AV jaw) Asc w bye ae w (432) Infatt uxQv+pw) = —w byw) xu (sande la (43) = hw xu us (osando la (4.30) Aux v4 Hew w. (usando muovamente la (431) Siccome la (4.31) vale per ogni coppia di vettori (u,v) ¢ B® x RS, essa vale in partico- lare per la coppia (1), con u vettore arbitrario, da cui uguaghianza uxusuxu e+ Queue che, essendo 2 / O nel campo dei mumeri reali, implica: wed Vu eR! (433) 4.7.4. Siverrd oraa scrivere un'espressione esplicita peril prodotto vettore,attraverso elenco esplicito delle proprie component. Se 1, € %, denotano come al solito la i- csima componente, rispettivamente, di due vettori u,v © B®, per ogni 1 = alu) Nae Lespressione < u x vw > ® nota come prdatto mista e coincide di fatto col deter- rminante dei tre vettori u.v,w. Utilizzando F'espressione esplicta (4.3) o, alternativa- mente, le (4.35) possono provarsi le seguenti propriet 4.7 ProprietA del prodotto vettore. Per cgi u,v, w IR? € ogni yu © R th a) wx v = 0se¢ solo se we v sono parallel: b) a v eure nettoreortogonale sia ad w che a v; ©) Vale Puguaglianza: SUX YW DES UY >: (637) dd) Vale ta forma (uxy) xwac uw ovo a (438) Dimostrazione. Sev = verificare che ux vé orfogonale a u we vottenendo: wu siha ux v= wx Au = Aux u = Oe cid prova laa). Per 'v ésufficiente caleolarne il proclatto scalare con suavan © =uavAv=0 poich determinate te veto lose rgmensono gual. oe = wAvAw= (Ukima uguaglianen (4.36) peril proto mist) = -vAuaw= (antisimmetria del doterminante, {Gopo seambio di ev) 76 ___4 = Lospario vettoriate euclideo teidimensionale = vawane (scamibiodi w e uel determinante ‘can conseguente cambio di sgno) = (perla simmetria (35.3)-(bst) del prodatto scalar) ‘anche la c) 2 provata. Per quanto Ja d) vi sono due metodi: uno diretto & ‘uno indiretto. Quello diretto consiste nel calcolare separatamente il primo membro & ‘i secondo membro e verificare che sono uguali. secondo consiste nell osservare che ® sufficiente verificare la proposizione per (uxv)xa dove u ev sono due qualsiasi vettori distint della base canonica, . 4.7.7 Esercizio. Provare che il prodotto veltore non ® associative, ossia che esiste almeno una terna di vettori u.v.w tai ce (ux v) x w x wx (vw). 47.8 Il seno dell‘angolo di due vettori di sera di due vettor lo scalare definito da 47.9. Osservazione (importante). Lo spazio vetloriale I, rispetto al prodotto vetto- re "x", € un‘algebra di Li, ossia verifca le propriet pv1), pv2), pv3) e identi di Jacobi” ' Se u.y sono vettori di B" si definisce il (wv) w+ (ww) Ud (wx U) xv =O, (439) ogni scelta di u,v.w. Ilettore @ invitato a provare tale identita in almeno uno dei tanti modi possibili, per esempio usando la (4.35). 47.10 Siano u,v C R?. Tl sewo de'angolo compreso tra (u,v) ® definito dallugua- slianza hiv incu.) Esso @ indeterminato se almeno uno tra i due vettori wo v null. 4.7.11 Volume. 1! volume euclideo di tre vettori in R? & per definizione Volfu,v.) (440) Immaginando i vettori come dolle frececte, il volume corrisponde intuitivamente al volume del parallelepipedo avente spigoli di langhezza |ul, jv, Tat nome del grande matemativ norvegee Sophus Lic (17 denne 142-16 febbnaio 195). dsl nome del grande matematicetedersn Carl Gusta Jaco Jacobs (Potsdam, 10 dcembre 1404 D ening, TNtabais 1) S47 _~_Iprodotio vetore Per esempio, se u,v.w fossero due a due ortogonali si avrebbe: Val(uyyw) = | < wxyyw > |= [ux v}- [9 aan 4.7.12 Esercizio Risolto, Provare la formala (1.41) Saluzione. Se almeno une de tre votoe iv, we nullo, Fuguaglianaa® banal, Invece, se ono {ute te non null esi formano wna base di Re, perantn i vou & certamente diverso da 2z2t0. Prima di tuto, w ha la stessa deezione di tv, essendo ortogonale al piano veltorale ‘yin questo caso, come rsulta dalla disuguaglianza di Schwarz st ha [= 0, essla quando sono brtogonal. All'vopo e vulficiente 47.13 area di un parallelogramma si pud considerare come il volume di un paral- lelepipedo di altezza 1 avente base il parallelogramma dato. Se uno dei due vettor & nullo 0 i due vettori sono collinear, area ovviamente nulla, Se ux v #0, invece, area il prodotto misto: areateny) = (wien che & proprio i volume del parllepipedo (u,v w) con w di modulo |e ortogonale a tttv| ma prender come elas prodotiovetoncu=v eave por iodo) Una banale manipolazione della 42), basata sulle proprietd del prodattescalare (4a) ax: Area(u,y) a luxe] come volevasi verificare. ATM Esempio. Sian dati veto \2 4 = _Lospazio vettoriale euclideo tridimensionale 0-OF@ 4738 Osseraaioneconclasiea. La danizione 471 she 8s di dav per wri iaichebbovanaggiod covey race tala non epl la preferita dall‘autore. Infatti il prodotto vettore di u,v < B® pud elegantemente ¢ intrinsecamente definirsi quale l'unico vettore di R’ tale che Alora Area(s) ux ve bilineare, antisimmetrica e tale che i xj = k. Inoltre Vuguaglianza: uxvecuxvirdh it k da immediatamente = wAvAL=uze usm cuxvg> = wAvAJ=ugn uv = wAvAK = ao ~ m0 in accordo con Yespressione (4.34). Il modo pitt diretto 4.7.1 adottato per definite il prodotto vettore ha comunque um suo contenuto di interesse, Esso si bas, infat, sul procedimento col quale si definisce un’algebra per mezzo delle costant di stuttura, che Sono esattamente i coefficient di ik nel espressione di uv come combinazione Tineare di iJ,k, quando wy siano due qualsiasi vettori della base canonica (i), Capitolo 5 Il modello dello spazio fisico (euclideo) Tlettore avra notato, fors’anche con una nota di disappunto, le varie figure dissemi- nate qua e [A hungo il testo det primi tre capitoli, completamente prive di didascalia Crerano, perché esse dovevano svolgere un ruolo evocativo, suggestive e pedagogico {in senso lato), Erano prive di didascalia, non essendo in grado di rappresentare nulla, per mancanza di un adeguato modello geometrico per rappresentare uno spazio velto- ale, Tale modelo geometrico ¢ ci fondamentale importanza percheé coincide con uno dei modell matematicl dello spa7io fisico quello euclideo!) nel quale siamo abituati 8 fare le nostre esperienze sia sclemtifiche che di vita. = 11 modelo dello spazio fisico, supponge ...- lettore, fin da piccoli siamo stati abituati a rappresentare i we Si, certo, Perd si trattava di cose diverse. Nei testi di fisica, per esempio, le freccette si usavano e si sano per rappresentare forze applicate a sistemi di punti materiali o pero, argomenter wetion con delle freee. ” 2% ____-4 i modello dello spazio fisico(eucieo) comp rig. Quindl, a rigor, si pasa d tort aplca. Come si applica un vetore Salm pinot in vera Te tpi at names ea gc soll sparoFsic, torneo iTmodEllomatematico dello spostamento di un pinto material (per esempio ad opera dhuna taslaion) che ricondibl alle nostra experiena sensi. Coa In questo Capt scott da model oti del spe eter che sano eget puramenteugebri. Pern = 3 oftert i modello dll spariofisco euclideo, {TEkicofenico degi attri del maestoso dramane dela isica neweniana 5.1. Lo spazio affine »-dimensionale. Sia un numero intero maggiore o uguale a 1. Lo scopo di questa sezione & quello i coetrute lo susie apne eaclideo medellato sa BR, Nella seconda parte del testo ‘Tema accennata la gencrolizearione per gli spazi K" di colonne ad enerate in K che ® SStrunque sarelutamnente ovvia eliotn dane KB un campo, che pud eventualmente ‘sore quello dei numeri compless 511 Sia co) tun insieme che possiede un solo elemento e si costruisca linsieme: je pulm eR") di tutte le espressioni « + u, dove 2 una colonna di numeri reali ni elemento dellinsieme £* versa detto punto. Si indicheranno i punti con Tettere maiuscole 4, B,C,...,0,P.QR 54.2. Definizione. Due puntidi &*, A A~ B,seesolose w=. ete 64 v, si dicono uguali, si crite BAS Se A € £%, si denotera con ug Iuniey vetlowe tale che As #4 a, Cost la furzione en Re {Fe & una biiezione, per detinizione stessa di punto. Il gruppo abeliano (+) (si ver da 3.25) agisce su 6” per traslazione. Per ogni Ac £" e ognt v Cc RY si definisce Aty tua) bys e+ (a+y) 61) In particolare, per ogni A €£" siha A-+-0 = Aosta vettore nllo non fla punt Tn buts que uluia osservazione, elemento » por essere perio pensato come S51 ~ Lospazio affine nimensionate 81 punto di £", identificandolo con ¢ +0. Linsieme £*, con Vazione additiva (5.1) dei vettori di RY si dice [syn mate ul spc tora Si dra brevemente sce affine n-dimensional, per indicae che ® modellatosullo spa HOR". Lospasioailine dice dceretia afte sen =, pana fonese n= 2 espcio affine indinoncionalese n= bd renee ™ S44 Lemma Per ogni coppia di punti A.D € £, itettonev ~ uy —ug eT unico vetore che trasta Ain B. = Dimostrazione. Infatti: Boe iuge 61 (a | (asa) (Getiione a) = (ous) + (un ~ ua) = Gerla 6) A+ (ay a) (per dofinrionedi A) Ditconseguenca uy — 144 trasla A in 2 Esso 8 inoltre unico vetiore che trasla A in B. Infatti se fosse BA |v, allora oun =(+us)tv- e+ (uty) &, peril eitero 5.1.2 di oguaglanza dei punt, sf avebbe,necessariamente tg 8.1.5. Notazione. Se A. & £%, si indichera con AB I'unico vettore che trasla Ain B, AB=uy us. 62) Vale, di conseguenza, la 5.1.6. Proposizione. Per ogni cela di punti 4.B,C,0 © &% afl) AB + BC = Ad; (relazione dt Chaslest ); af2) AA =0; ai3) AB = BA; aff) AB = OB Dimostrazione. Por il Lemma 5.1.4 si ha: BBeup-uy, Be=uc-us, AC " Michel Chases, matematicn franceso,pemon, 1799 Pai 1880) 2 I model eto spario isco (oucideo) Alora B+ BE = (up — us) + (uo up) = ne a4 = HE. ola aft) provata;chiaramente 4 = ug —-u4 ~0 che bln af). La a3) segue da: BA =u, —p=-(ug 44) =—AB Infine dalla relarione di Chale afl) eda a) si ottiene 40 + 0B = ZB da cui 4B - OB -OA a 5.2 Distanze Siricodi ch au RY dfiio sin pote selare (87) < uw >= EL, wl Adogncoppia di pont Af & pus msacoa|daumerosalo. mt SON A.B) = |AB|, 63) doveal secondo membro sista considerandoil modulo del vettoe| AB} :~ y/< AB AB >. che trasla An B.S ha alors 82:1 Proposizione.Lafuncioned : ££" — R deine dalla (5) una distanza sia erin eget prope 41) d{4,A) > 0, per ogni (R.A) ©, x Eq ed{AB) =0 seesolose A ~ B: 2) AB) = dBA €3) Perogni ARC © Ey, d(A,C) 0, per le propriea del modulo. notre, d(4,8) ~ O implica [AB = Oe, quind, A O perl proprieta del modulo3.64 1), Sccome AA ~0,siha A= B per5.13, da cai sequela noire 4{A,B) = |AB| =| — BA| = | -1)|BAl = |BAl = 4(B,) ela d2)& provata. Inoltre, usando la relazione di Chasles si ha, per ogni A,B,C € £5: dAc)= |AC|= (Gefinizione di distanza (5:3) tre Ae Ch = (AB+BC) < Relacione di Chasles 51.6, afl) = (AB) + BC] = (disuguapianza Minkowski NB) del modulo di un vettore (3.64)) = (A,B) + (B,C) (detinizione di distanza (6.3) 553. — Segment triangot 83 La funzione d definita dalla (5.3) & una distanza su €", perché cos si chiamano tutte le funzioni reali definite su coppie di elementi di un insieme che verificano proprietd del tipo di)},d2),d3). La lettera & usata per indicare lo spazio affine modellato su R", Tindziale di eucidco (anche nel caso in cui K = C, poiche il prodotto intemo unitario & una generalizzazione del prociotto interne euclideo che, storicamente, ® nato per primo} e Vindice n sta per ricordarci la dimensione. 5.3 Segmenti e triangoli. 53.1 Siano Ae B due punti dig, Il segmonto di estremi Ae 52 un sottinsieme [4.5) iE" definito da: [AD|s= {PCE OP =0OA+ITB, a20,b20,040=1) BA) dove 0 un punto qualsiasi di £*, La definizione non dipencte dalla scelta del punto 0. inatti se? sta nelFinsieme definito nella (Sa) e Oe un qualsiesi altro punto, alors: OP= T6108 {relazione di Chasles 5.1.6, afl) = 06 \a04+10B = (usando la definizione (4) di [A,8]) = 90 +0(00'-+0%) +400 +7) (ruovarere a af) = 06400! +A +0B (usando iL fatto che a +6 = 1) aA +008 (msando Voguaglianza FO+00 ~0) La lunghezza AB del segmento [4,5] € per definizione la distanza tra Ae B: a (A,B) = |B) Un trangolo di vertici A,P,C € Ey il sottinsieme di € definto da: [ABC] =(P|OB = aA +00B+ OB.0bc2 0.046401) A modell dll spazio sco (ecldeo) 1 segment [4.5] (uogo dei punt P per cui e = 0), [5,C} haogo dei pont P per cui ae tje [OA Guage Sepak Pper tulsa dja cles hata one Un eiangoo [48,0] i dice rtagoloin A see slose < ADAG >= 53.2. Teorema (i Pitagora ln rangle etionglo in Ase solo se AB} AC? = 0". (55) Dimostrzione La relarione di Chasis af) 478+ BG = AG pus essere srta come = 30-78 che implica: _ BCP = |e — ABP da cui, usando la formula (3.11): (Be = Be + (AC 2 < aS 66 Se [A,B,C] retangolo in 4 allo < AB,AG >~ 0. la (6) implica la) Viceversa, verificandosi la (55), si avrebbe [ABP + [ACP 2 < AB,AG >= (BC? = ABP 4+ |C dacul2 < AB,AG >= 0,ossia < 7B,AG >= 0, doe [A,B,C] eretangoloin A. 533. Osservazione. Ricontando la Definizione (3.13) di coseno di due vettor 1a (2.6) pud essere riscritta nella forma: AB — 2. AB- AC. eox(BA, BC) + BC" = AC", rota dai cors di scuola superiore come teorema di Carnot 2 Pingore 9 on nome cho dovicioe sere dentate pith om na scoola cy con wna persona, La ‘nadiniote vole dh sis ro Pall ola Gi Sumo, c. 570 a morta nelfathni Basics, Metapont) torre af 5 a Tinonore di lazare Nicolas MargusritoCamot, Noy, Ib ago 175%_Magdeburgo, 2 agosto 182 wn pom pollo enitave confor interss maton de seppe alvanein mo pression asad Inmponbit cna aa geowtrin $54 — Rilerimenti Avni Affini Siicordera che una base di R" buna n-upla ordinata di vettori 8 »= (bj,..., ba) tle che ogni. € 2” siscrive in modo unico come combinazione lineare deg element di Ba coefficienti reali. Basi di R" esistono: la base canonica E, := (@\,..4¢a) @ una di ueste, Inoltre n-uple di vettori non null ortegonali cue a die formano tina base. S41 Definizione. Lin riferimento afine di ©" 2 una coppia R. + (0;8) dove O € £%, detia origine del tiferimento e B 2 una base di R. Si dice che (21,.-vy:tq) somo le R- coordinate di P « £ se solo se OB = aby +... 4 tnbay ossia se (2},... tp] sono i coefcient dell unica combinazione Lneare dei vetor della base B ‘he esprine i vettore che rasta i punto O nel puta P. In particolare, se PQ C Se (21.45---rt m4) © (21 ving) Sono le Recworinate dei punti ? © @ rispettivamente: Deve —ser)br = ig —yp}br tet ing -2np}bn (67) Ina FG = 09 - TP = n,gby— Sosirbs= Sleye ~ 240 )be Nel seguito la notazione P(14,...,2,) significhera che le coordinate affini di 7? nel iferimento R sono 2,....2»- Qualora la base B fosse chiara dal contesto, un riferi- ‘mento affine verra anche indicato come (0;2\,...,,), dove orale 2, : €"'—> IR sono Je funzioni coordinate, che associano ad ogni Pla propria -esima R-coordinata. 54.2. Definizione Un riferimento affine cartesiano! standard & ogni coppia (O; Ey) dove O26" e Ey denota, come al solit, la base canonica, Se (2:2) © (24,2) sono le coordinate cartesian standard dei punti Pe @ in € alloca B1q~ 217) re. [228-2 ng applicando la (6.7) nel caso in cui by ~ e, per ogni l = SoS rurie

8) 5.4.4 Esempio. Se (0; (bi,b2)) € un riferimento di £” e (2) 22) e (yn.y2) sono coordinate BS aida Bins alg! pandas fn open a decent tae (P,Q) =< (n1 ~ 21)be + (v2 —ea)balyn —en)bn + (ye aby 4a cai, applicando a bilinearth del proto sealace: EQ)? = (us 21)? < bub. > Hon — lye) < babe > + $22) —) < baste > +022) +e ~ 2)FIbo™ Se la base 8 & ortonormale la (6.8) 8 equivalente & (P,Q) =.) asa - ee)” Se il rferimento & cartesiano standard cid si vede immediatamente dalla primitiva definizione di prodotto scalare. Infatl, se (2, p)1sccn © (#1,q]:i= ma tne) \eng aur 5.5 Un cenno sulle coordinate polari e sferiche. 55. Angoli, Nel piano vettoriale euclideo IR? si consideri la circonferemza wnitaria $', vale a dire 'insieme di tut i vetiori di R? di modulo 1: P,Q) = |PGI come ci si aspettava. Stim {ae R?|lol = 1) Si noti che, contravvenendo alla notazione usuale, si sone indicati con letere greche ‘minuscole i vettori di $*. Tssi verranno detti angoli, Ogni angolo, in quanto vettore 55_~_ Un cenno sulle eoorcinatepolat esferiche ER? possicde due component a(1) e.4(2). Tradizionalmente si usa ribattezcare tal ue componenti col nome di cosere sine, In all termini dda cu Videntita trigonometrica fondamentale cox? a + sin* a — 1, che esprime il fatto che a @ un vettore di modulo 1. Se u € R? & un qualsiasi vettore allora u/lul ¢ Se, en ta luleosa o- (lesa) dove si ribattezzato il versore u/lu) con la lettera 55.2 Sia ora & lo spazio affine euclideo bidimensionale reale e sia R ‘= (O,(by,b,)) ‘un suo qualsiasi rferimento ortonormale standard, Si denotino con (1,y) le coordinate associate, definite Go’ dalla clausola che (x,y) sono le coordinate di un punto P se © solo se OF = by + yba. Sia ora P un punto distinto dal riginee sia o(P) la sua Aistanza dallorigne,ossia il modulo del vetore OP. 5 indichi con O(P) il punto corrispondentes definite da OF /[OP| = OP o(P),im modo tale che [OP cosb(P) 8 2) ae ey ( " OPcins(P)) \o(P)sindP), Alloa la coppia (o(?),6(P)) si dicono le coordinate polari del punto P. In generale le fanzioni 0: £2\ {0) — Rao ¢ 0: £*\ {0} — [0,2x) che associano ad ognl fc £2 \ {0} la coppia (o{?),!(P) si dicono coordinate potari del piano. Le trasformazioni tha le ‘coordinate polati a quelle cartesiane sone allora, per definizione: fi slcché sia. = + y®, Date le coordinate cartesione di tin punto si passa facimente alle polari: (0,0) # (z.y) + (0) dove da cui anche er eo8d g-sin@ 88 5. —_modello deli spazio fisco evctieo) 5.53 Analogamente, parted da un rierimentooxtonormale R= (0; (br babs) AEE? ecu ordimat veranno indicate rspetivamente const possono defini recoorinateeindvche ecortnaleerche Le prime assoiano ad ogni P= &"\(O} la Sine LPI OIE), e(P)), dove (ol PoP) sono le coordinate pela della proweone toda it Pal pine Dry ( 0, Sinoti che cos 6(P) > 0 per ogni P € £9. La trasformazione da coordinate cartesiane a sferiche st ottione cosi semplicemente: ar (i)- e-2| = autominer pore #0 ar fraP a (q- cos B(P) sin oP)’ a | VET | =| o-sinocrysin ocr) “ay # posit?) oF dove con (e,y,2) si sono indicate le coordinate di un punto generico P € £¥ che non appartiene al asse = 5:54 Escrciio I tore generlizail metodo precedente per trovaro coordinate pola © re Inve tasfrmacion Hispetto am sistem 8 cordinate afi standard, dello pari affine e Capitolo 6 Elementi di Geometria Analitica 6.1 Rette e piani Affini in &* Sicomincera immediatamente con una definizione 61.1, Definizione. Sinn > 1, Fy € €* eu < BY \ (0). La retta affine passante parallel alla fu &sieme: vith aie esi Paw = (Pot ut|e Rb oy Inalt termi P ¢ 79, 8 esol ge To ~ ut por qualche t€ Rosia ee slo sil vettore Py? appartiene alla direzione individuata da u. Formalmente: Perna <> RP elu] > RP=ut Interpretando i parameto td (63) come tempo un et aie pub veders come il modello di un muto rettilineo untforme che transita per Py allstante t — Oed ha veloc costante u. 6.1.2 Definizione. Siano P),P2 C £* prt distint. La retta affine passonte per Py e P22 Finsieme di puri Pet 9, FR Inalti termini P € rp, see solose FP € [PF ossia see solo PEP "Pit, per qualche t€ B. - ® 90 6 = Blementi i Geometria Anatitics 6:3 ‘he punt A,B,C € €*sdicono alineat see solos 1B} = (A, ons ecole seilvetiore AC &collinearea AB. Cio equiva adie che! punto C appartiene ala Tut ne powante pene 6.14 Definizione. Siano Fy €%e uy © R" vettori non colimeari. 1 piano afire Try a _passante per Pye generato da u,v 2 Vinsieme det punti Pe £° tal che AP & [u: Tray = (PC E*| PoP ¢ ful) 6.4.5 Definizione. Siano Pi,P2.Ps © €* non allineatis It piano affine Tr. generate da Ps,PasPs@Vinsieme dei punti P € &° tali che PP & (Py PPiP] In altri termini: Pee|RP= PA +R, Awe R) 641.6 Definizione. Un sottisieme Il © £ si dice piano se e solo se per ogni terma (PL.Pa, Ps) i put nom allineat hac Ts Tl pty iano per tre 6.2 Palle aperte, chiuse, e sfere dello spazio affine 621. Definizione. Sin > 0 un numero rae esa Py © E".Si considering ite insiem Br(R)s = {PCE™|APP) 1 (dl raggio 0) e ‘ogni punto ) € £" pud vedersi o come una palla chiwtsa 0 come tna sfera di centro Fietaggio zero, 62.2. Esempio. Lapalla aperta di centro Ib € si dice anche interzllo aprt, Si pudserivere Bu,(R) = (Py~ RP + R) che 'insiome di tutti punt di £* dela forma Py +-udove -R PO= tu, a- = 2(Q) —(P) tal) per tttgli1 <#- cossia («8 8 ortogonale a (x — zo,y — yo)”, Riassumendo. Neli'equazione az + by + ‘¢= Odi una retta nel piano, il vettore (a,))” & orlogonale alla rtta, mente il vettore (-b)”& parallelo. Si veifchi, por amor di enfasi, ancora una volta che <(3).(2) -40-(2)=-+a—0 6.43. Fasc i rete, Pensando ci far varie w= (nein a wt veto ‘non nui di RE o, meglio, fcendo wariare (u] c P!, la (68) @ in relta Vequavione di {quel che st die un faci di rele. Essa invero, Fequazione del asco di rette che passa peril punto Py(r9. yp) Una retiaappartione al fascio se punto (xp.ue) vi appartiene. 644 Esempio.Sivogintrovare fequazon del eta passin por punt (1,2) otgonale Alia retar dlequazione catesiana 3+ 2y 1 = 0 Stowmeri che (1,2) Latta cers ‘Sie appara so dee ee peste perl punts (3) a(e=2) + Hy ~2)=0, osenvauntte< (-2),(-Z) >= Genistein ghana = 26 namin erst Sr -D-D-0- ak w= 565 — Pian rette nello spazio aie tidimensionale 97 55 Pianie rette nello spazio affine tridimensionale S541, Definirione, [a ret afin eucliea passant peri pmo separa ta dvezone 2Tinsieme: a tha (Pee RP = in, R} Dallequazione (6.5.1) si oltengono immediatamente le egutzoniparameriche dela ret- Inia se (24.2) sono le coordinate dun punto P generico sulla retta, Yequazio- a_i dove si& posto, com’® tradizione, I: u(l),m >= u(2) en vettoricono ugtalli cee solo oe tutte le righe sono uizual, perognil <é<3,da 1u(2). Ricordando che de ‘uguagtionza AyP() = w(i), da cui ancora 2 + Ut ( =» t mt, 20) dette equazioni parametziche della retta passante peril punto Py(zo,¥p.%) © paral- Jela alla dizezione [ul del vettore u (0 anche: genctata dal vetore u) sh component (mn) Tlvetore usi die otioredirezionle, mentzelecomponenti di u/|ul vengono anche det csendietor Oe me, Per ottenere le equazioni cartesiane basta eliminare il parametro t da una delle due ‘equazioni e sostituirla nella seconda e nella terza. Per esempio se / 0, moltiplicando eallze due equazioni per !si ha! Hyp) = mit, iz ~ 2) = nit Elementi di Goome ca 02.0 be diverso da zero (se fossoro entrambi 0, ¢ = 0 ¢ sarebbe un'identith 0 = 0). Se fosse D # 0, scriveremmo: (2) (3) oc a a Fs aN = (,— sf) cmvere cin bongo ala avezine | (¢)]- Int 9) sve cea un pom qe et eto (5-2 )& paraetaltadiezione dla reta (8), che cexprime il seguente fatto: oo (f-2) -< (8) Ga8)> (ab)7 @ ortogonale a ( — ru,y — yu)", Riassumendo. Nell’equazione ar + by + ‘c= 0 di una retta nel piano, il vettore (2,b)" & ortagonale alla retta, mentre il vettore (-b.a)" @ parallelo. Si verifichi, per amor di enfasi, ancora una valta che <(8). (4) ><0n- (4) =-aeabe0 64.3 Fasei di rette. Pensando di far variare nom nul di R? o, meglio, facendo variare [ul € P4, la (68) ® in realta Vequazione di quel che si dice un fscio di rete, Essa, invero, Vequaione del fascio di rette che passa Peril punto /4(zy.9)). Una retia appartiene a fasio se fl punto (79.20) vi appartiene. o (x — ay) + Oy — wo) = (2) metrinstee a ti veto 644. Esempio, ivoelia rove Yequasione dela neta passant pri punto (1.2) oxtogonate alls rit rd equazione crlesiana3u'4 2y I = 0 Shomervi che (1.2) f 1 Laretacenaa site, appari al fascio dele rete passant pl punto (9 ale 1) + Ky = sur inate < ("!),(-2) >= tein +2) 0 Baanpiows = 2b =a in en ere ie-neaaja0 mk tag ane 55 — Planferette rele spasioalfnehidimensinale 9” 6.5 Pianie rete nello spazio affine tridimensionale 65.1 Definizione. La retia affine eucliden passante peril purto Pa e paraliete ata divezione ue linsiome: i ta = {Pe 6 F = tu,t eR} Dal’equarione (65.1) si attengono immediatamente le equczoni parametric dela ret te Toft se (ry) sono Te conte di un punto generico sulla nett, Vequazio- ae (8)-(@)-(@) dove post, com’? tradzion, 1: (1), := U2) en = ul), Ricondando che due Pris foes gu tac os tae keh cto gual Pagunparen TVB(Q)— af, progui's 2 daisiteme da cui ancora z= mt {i = wy + mt, 610) dette equazioni parametriche dolla retta passante per il punto Po(ro;yo.z0) © paral- lela alla ditezione [ul del vettore a (o anche: generata dal vettore w) at component (nan)? Tvettore u si dice vettore direzionale, mentse le componenti di u/|u| vengono anche det cose dirctors ill VP o mt tet fal VP Fae Tere, Per ottenere le equazioni cactesiane basta eliminare il parametro ¢ da una delle due cquazionie sostituira nella seconda enela tera. Per exernpio se? 0, moltiplicando Ielalige due equazioni per sha: (® ) = malt, Ue— 20) =i, 98 6 = Flementi ai Geometria Analitica da cui, sostituendo, f° wo) = ri(z — 20) Ae 20) = aly ~ wo) (641) a f= yy + mo = le ny— ty +9 che & yn coppia di equaionscavtesiane per tart data dalle (6.10) Cinacuna tse & equazione cartesiana di un piano. Dalla (6.4), le equazioni parametciche di un piano in € passante per Po{o,uo.2a) € generato da we v sono della forma: (8) --G)“@)- dove s posto u(i) = ws ev(i) = vis perl =0, che esprime i fatto che Haw Banche Vinsime dei punt P ¢ £° tai che FB & un vvettore ortogonale a uv 6.5.2. Equazioni cartesiane del piano si ottengono espandendo il determinante (6.13): fe also Slim tea = a(x ~ ao) + (y — wo) + e(7 — 20), (6.14) dove (o,)¢) sono proprio le componenti di u x v, rispetto alla base i je di BS: Joa eo lua x Iss Jus v9 15) S65 — Plant o rete ello spazio afin tridimensionale 9 Lespressione (6.14) viene generalmente scritta nella forma art bytertd=0 (616) ‘che la forma in cul possono essere scriti tut i pian’ passanti per un puntoe parallel a due vettori. avendo posto: d= ~ato— ba C2 7) Quindi P(e.) € May 32 esolo sele coordinate del punto P verificano Vequazio- ne (616) con ache, dati Walla (613) ed dato da (617). Viewers, “s arthytertd che sono equazioni parametriche del piano che passa per Fy = (040, (/«}) eparallelo ai vettori 1 o Inoltre w & un vettore ortogonale al piano di equazione (6.16). Se Tha equazione data a (6.16), thera com nil Vetere eaaietlces Vetere VES, A versore ortogonale al piano, spesso dettoversore normale al piano 100 6 ~ Element di Goometria Analitica 653. La precedente discussione dice che le equazioni cartesiane (6.10) di wna retta Sono ciaseuna Vequazione di un piano. Esse esprimono una retta come intezesevione di due piani 63.4 Viceversa,siano ILe I’ due piani di equaziont rispettivamente ax-+by-be=+d = Dewe-+¥y-+ 24d! = 0, Si consider lintersezione: (68) detUysdrtd = 0 Si ha che o HLT? & un piano, 0 IL 1! = 0, oppure 117 TI & una retta. Infatti se (aH .e’) — Nabe), 4 #0 (ossia i coefficient delle equazioni dei due piani sono proporzionali), i due piani coincidono e, quindi, Vintersevione & tutto Hl = TY. Se Tee) = Aarde),\ £0, mad 7 Ad, Vintersezione & vuota, Infati, m questo caso il sistema e del po co by tera {carb pra e =0 ind, molipicando la prima equazione per‘ sttraendo la second dll prima Fate ee assurdo, poiché si & supposto d’ ¢ Md. Infine, se (a,b) @ (a’A',¢) non sono terne proporzional esiste almeno una sottomatrice quadrata 2 » 2.di abe ave che ha determinante diverse da 2er0. Supponiamo che sia al! — al #0. Allora il sistema (6.18) si pud riscrivere come art by= ned an tly=—dz—@ Ponendo 2 ~ ¢, sila, risolvendo il sistema in funzione di, ulilizzando la regola di 565 — Pant oot nello spazioatfne widimensionale a0 Cramer (Ch. 43): 19) In forma vettoriale: «6, riscalando il parametro ts be! = He = 1] ee—ae al al ‘che mostra come le (6.19) sono proprio le equazioni parametriche di una retta che puapellpoedicodas e (Wd — bt jab’ —alba’d — as fat! — abo) ‘ parallela al vettore (alo) 4 ok) x (lt + Oj +k), Blementi di Geometria Avalitica 55 Posisionevelativa di ian. Due pan si dicono pall se sno coincident 65 Pesan a pln Du i Tao peal eos {ar Batal) — Aa.bed) o Not ye) +n(ajhe) = (00,0) per qualche Ayu # 0. Due pian (ee lll Gin noe gonal (quest ulti anche, evviamente, incident Lacondizione di non parallelismo equivale a chiedere che i due veltori (a,b,c) ¢ (0'/.¢) sian liearmente ndipendent, Due pant sono perpen oeiagna se alo fei loro vettori normall sono ortogonali TL => < (abo (a Wey" >=0 Siano Ile Il’ due piani incidenti. Ess st intersecano lingo la retta ort bytertd=0 aie Uy testa =0 ‘Al variate della coppia (Ayi), con 2 ¢ j1 mai simultaneamente null, si consider ta ‘combinazione lineare: Mar byez +d) + ula t¥y +ez +d) (620) ver op scl i (2) 4. (00), Fequaione (620, 2 Yequaionecatsana dw st at ie) a0s prod Eeaccogendos far comune 29635 (dat pale (A baby + (Ae weet Ad + ud che & della forma AQy e+ BOsy + CQs)2+ DO) =, (62) aig: ep, inn, pr ih (hea erin § ppg lam, nen ed) Fic Sanpemd gugheee tegen rep 2p ER inn) Sr a pl Ala 565 —_Plnde rete neo spavio atinetridimensionale 103 equazioni di 11,1 e 11” possono scriversi come: ut a(z—xo) + by uo) + ofz—s0) o { aa—ae) + Ym) | ee— a) = 0 a"(z— an) + Wy—w) + elem) = 0 Siccome Il” contiene 7 allora il suo vettore normale deve essere perpendlicolare ad r Potdnd un vettore dneeionale dire propels wr yl ‘ 6 (OLE A Hck) x (LEO EW)cL +N} +e"k >= 0, ossia, per definizione di prodotto vettore: eee o Siccome le prime due colonne gona linearmente indipencent (ossia le terne non sono ‘proporzionali), per 45.8 si ha che esistono Ay: € Be non entranbi ull talf che G8} cossia il piano 11" si pud scrivere come: alt Bye cle tal ~ (dat wa! ao) + (Nb nb!) y—un) + (de wee — 20) ed 8 dunque della forma (6.20) 656 Defin pera . Lequaion (6,20) i dice essere un euasione del ascio di plan vente a retta r= TE 7 -Atcund pani di un fascio di piani Un fascio di piani ammette infinite equazioni: tante quante la scelta di una coppia di piani incidenti appartenent al fasco, 304 Elementi di Geomettia Analtca 65.7 Date le equazioni parametriche di una retta nella forma (6.10), un’equazione del fascio di piani passanti per ré data da. Ally — me — fyy +-anzg) + n(le — my — bao + nto Infatt le equazioni (6.11) sono equazion’ cartesiane di due piani che contengono r 65.8 Posizione relativa di rette. Siano r er” due rette dello spazio €%, Esse si dico- no coincident se r — r, si dicone parallele se i vettori direcionali sono proporzionali {equivalentemente, se hanno gi sessi coseni diretori, si dicono incidenti se 7 # 9 ¢ 7M ¢ 0, si dicono complanar’ se esiste un piano che le contiene entrambe, si dicone ibe se non sono complanari.. Due rette coincidenti si considerano pacallele. Si ie anche che ogni retta & parallela ase stessa etepstle 65.9 Esercizio. Provare che la relazione di parallelismo & una relazione di equiva- lenza, ossia che una relazione riflessiva, simmetrica e transitiva. 65.10 Esempio. Siconsiderino le rette Bs 142, yoru 1 1-t isn Tse non sono complanari. Infatti se az | by | e2 1 d ~ 0 fosse Fequazione di un piano che le contenesse enteambe, le equsions a(1+2) +008 Fe 4 2) 4d =o, atKi-+e1+)=0, ottennte sostituendo in hiogo di 9. le equazioni parametric della prima ¢ dela second retta, dovrebbero essere entrambe vertical per ognl 7 € i. Perche co sia possibile necessaF0 shell sistema slbbis uma solurione non nulla, Tullavis la quarta equazione da b — « 6, quinds la saconda da 2a. La terza equazione da allora @~ 20-| 2a ~0,da.cui a = 0. Allorad = c= 0, quindi, tutlizzando la prima equazione, si ha d ~ 0. Quindi le due rlte non sono complanari. 6.6 istanze. 66.1 Siano P,P; © €%. La distanza di due punti Py,F2 ® gia stata definita come (P,P) =|PR| ~ VG ans dove P;(x1,yi.21) e Pal2,a.22). 662. Definizione (distanza punto-piano). Sia Tl wn piano sia Py wn punto Ladistonza fra Pye IL defiita das Po, L1) = inf (d(P,P)| P I. ape Bera: i tatn in Teac chin Fp ia laa Wy. “Take URS este even do Vintersezione del piano Il con la retta passante per Fe parailela a ny. Allora < FiQunn >= |FoG). oltre FFG| =| < FP PG. ng >|=| < PoPan > + < Pn > |= |< PP > | Init, csvendo PG un vetiore del plana eso &ortogoralea nu Quindi | < FiP.my > | = d(F.Q) < d(Py,P) per ogni P € Tle, pertanto: d(PpT) = |< PoP.an > |, perogni P ¢TL. Sia allora P(xy.r). Sha vate Te win \\e ‘ arom = |(Fm)|=|((4-8).| actors |) veara! | II ‘ae — to) + By — vo) + ole — 106 6 ~ Hlementi ci Geometria Anatiticn Siecome (x.9,2) sono le coordinate di un punto generico di I, si ha che ax thy tesa —d da cui, finalmente, any — by — 20 - dl _ lary +b 1 eu tel VO+EFE VE aera =! (622) 663. Eserciio, Provare chetin punto Py appartiene ad in piano Ilse esolo se d( Il) = 6.64 Definizione (distanza punto-retta). Sia Py € £° e sia r wna retia. La distanza tre Pyere (Fast) = Int (a(FH,P) | P er} ‘Tale estremo inferiore& in realtd un minimo, come mostrato dall’argomento seguente Sia @ unico punto tale che PuG sia ortogonale alla retta, Esso si ottiene intersecando ‘col piano per Mh ortogonale a. Alora, se P € r sia: [GP = 1B - IPG? < REP peril teorema di Pitagora. Quindi d{ s.r) ~ dlb,Q), Caleoliame ora un versore del vettore 140. Sia 0 # v il vettoredinezionale dir. Allora (vx FP) xv @ un vettore parallelo a T5@. Infatti =< vx (FAG + OP)T6G >=< v x OB FP >=0, dove Fultima uguaglianza viene dal fatto che v « QP = 0 essendo v//QP. Quindi P,Q 8 ortogonale sia @-v x FyP che a v (per costruzione) c, pertanto, & parallelo a ‘vx (wc BEB) che ha le tess propret Alora wxvx FP) vx (vx FP 2 i versorecexcato Fssendo la distanza cercata I i modulo della protezione ortogo- nale di P,P sulla retta, eio® | < PyP,b > | si ha: (6.23) dios) \ |= (epresione dl sta unit) |< FeBw x (vx OP) >| (epsione (625) pe Tx wx RB] re $66 — Distance 107 |< BP x vv x PB > ane (gop (437 depot min abe (definzione di modulo di un vettore) = Bex _ (cemplicrione dt meraoree denominator) a cui, infine, chiamando & il versore v/|v},utilizzando le proprieta del modulo e la Jinearita del prodotta vettore: a as = BP x el (24) ma i! punto P21), Ter ealeolare do.) s considera un punto qulsas della rete, per Ssentpio quel, P,L, 3) chest oene msttuendot = 0. Guindt n anal Po) [FB x | ~ (seu i coo) = 273%, 66.6. Definizione (distanza retta-retta). Sian ry e1r3 due rette di €° di vottoridirezioneli vy eve. Ladistana ta rye rae arise) mf{d(P.P2)| Pern A Pera} ‘Seb un versore ortogonale av; e vz, siha: alerra) =| < FPR > | 108 6 —_Flementi cli Geometria Analitica Siecome b pud essere calcolato come Irv sostitend, st ha: dinma)= |< RBs |=
| _ serra vendo utilizzato la definizione di prodottovettore (0 mist, si veda 47.1 4.7.5) 6.6.7 Aree e Volumi. Quattro punti non allineai in € definiscono un parallelepipe- do? = o_o PUPL.PasPssPi) = {P| PLP = SPP + wPLPL + uP Pe} al variare di tutte le tere (A, ,2) di numeri reali non negativi tal che A+ + < 4, I volume di P(P,,Pr.PaiP.) & per definizione i volume (Cf. 4.40) del tre vettor PP AP DPE ss Vol(P, PoP Pa) = |FGPL A PRS A FPL Similment, Vanes A(,Pi,P,) dun parllelogramma di verti F,Fs.Py, Pr dove B= D+FRt+ BR (si veda (4.42: — AUP .PaPs) = [FIPS x BBL (625) Eserczio Risolto, Sano 1 (3.9), P4(2a42) © Pests) te pnt del plana afine con cor. clinate date in-un festo sistema ortonormate standard Trovare una formula er Varea del Iwiangolo [1.PP Soluzione. Prima dh tuto inertia & in pensandolo come logo dei punt Pao) i 2 tal chez ~ 0, siché pensiam i punt dai in €* con coordinate F(2,,y.0) pet L = 4 <3. indi st applica a forma cellar di un paallelogranuna in che él doppio delfarca del Siangot cena She _— ae Fagen ana i mw tom eo AMPs = 5 oe Scal- 6.68 Esempio. Se F(1,2),’(1, ~5) €P4(8,1) area del triangolo di verti P,P, Pa 1 LER ARR, LAT AT ()o@)|--> S67 _— Stereo Circontorence 109 6.7 Slere e Circonterenze 74 Sia Py € Ee sia r > 0. La sfera di centro Py ¢ raggio r 8, per definizione: SB) = {Plde.P) =r}. facilissimo scrivere equazioni cartesiane di una sfera S-1( 2). Infatti se Fy(a1,-.. 60), mJ Men ~ an oss (ar — a1)? +... + Gn = an)? = FP, Sen = 2a slera Sp, (7) viewe deta circonferenan lf centro Pye raggio r. Sen = Sa shera ‘Sf, (7) viene deta sere di centro Pye ragaio r Sia Fh = (a7) € €°. Lequazione cartesiana della sfeta di raggio 7 ¢ centro Fy & data da: : (ea) Hy -BP ea RP Espandendo i quadrati a primo membro e sottraendo Hi? si ha: a ty? ta? — Daw 20y— 272 a + P47? ‘ossia, anche, come tradizionalmente si scrive: al ty +24 dat By+Cz+D=0 dove si? posto A=-2or, B=-20, C=-22, Daa? + e492 rt ‘Tali equazioni si possono scrivere pitt itilmen’ =A), P= —BPs y= -O/% Rao P4y7—D, — 626) dove vengono evidenzit gli element della sfra (ssi coordinate de centroezageio) dar cote A,B, 0,0 of una sua equacione generale, 7 10 6 ~_Flementi cli Geometria Anaitica 6.7.2. Esempio. Si consider Ia sfera di equazione: a4 yest pars 6y—Te+10=0 Le cnordinate del centro sone ©-2, 87/2) 9445/4 10 = 61/4,da culr = V8I/2. Traggio &dato da 1? 6.73. Definizione, Sia Tw piano di &°. Une eixconferenaa C af 112 i loge det punt di Thequidistanti da wn punto Py cH. La distanzn tra wnt punto qualsiesi die i centro Pa si dice ragzi. 674 Esempio (Immersione di ana citconferenza nello spazio tridimensionale). Net pi no affine euclideo £7 con sistema di riferimento (0), la ereenferenza di centro Frigine e ‘aggio | ha equazione: Pay “ale ciconferenza pud vederstnello spazio tidimensionale attraverso Vinmorsone €# — &* dein da (ou), 0 In gusto a a tesa cconterenc, veo nll spas, poo Fapptesentane son dite eqaaionl cartesiane: cossia come intersezione di un cin in € al quale si taglia a feta = fat t Luogo det punt deta forma (x0) tall che ¢# + y! = 1 deserivano proprio una cir conferenca rel piano =~ di €*. Equazioni cartesiane di una circonferenza di raggiot Si ottengono facilmente. Inatti, se (a,8;7) sono le coordinate del centro della circon- ferenzs, appartenenti al piano II di equazioni cartesiane nr + by + cz +l = 0 (ossia fa 1 O3 Hey | d 0), la crconferetiat & Vislcssezione di questo pane con la sera di ‘centro (03,7) © raggi (° a) 4-8 Hea = artlyserid = 0 Infati se PC allora P € TI Inolte, appartenendo alla sfera di raggio r centata in (engin) deve distore dal centro 6.7.5 Visto che circonterenza si pud vedere come intersezione tra una sfera © an pla- ‘no, € naturale domandarsi se 2 vero che 'intersezione tra una sfera e un piano sia una circonferenza, Siano $ la sfera e Til piano, S67 ~ Sloro.e Circontorenze nm Si consideri Ia seta » passant peril centzo dalla sfera e ortogonale al piano. Se BoB eS nd alles di) = Ad). nat, do =r Mite deo Cento lia fea i BP’ = OP’ oR’, per ogni J? € IL") S. Inoltre OB ~ 2. Quindi si ottiene proprio una citconferenza di centro Pe raggio r? = Ie? — e(C.IL}? (dove d(C} & la distarza del piano dal centro della efera). 674 serine Risolto! Trovae delle equarion’ per I cconferenza passant pe jseguents Bunt ACL O1), Pal, O)e Peet i Solusione fle ciconférenva & ntersezione del plano 1: + y-+ 2 =0 eontenente ee puns cise dl tna qualsial afer del faci pasrante peri tre pant dati. Se nelfequazione della feverica sfera y=" 4 Az + By + C= + D0 siimponeil passagaio pee te punt dai, Slotine faciente = B= Ce = ~6. Si pod allorsseegiire A Dedacai sty tt 6=0 0 atut che sono oquazioni careslane della citcongerensa richiest, 6.77 Fasci di sfere. Siano S ¢ S; due sfere di equazioni cartesiane rispettivamente: Beye Aet By C21 D)—0 © t+ Aye Bay Cae De 0 La famiglia di sfere parametrizzata dalle ditezioni del piano (Xi) € PY AaPtytt22+Aied Buy C+D) +y(a2-by 4224 Agat Bay4Ca2+Ds) = 0. (627) i ic fscio dt free spesso versa scritto per brevita, ¢ per abuso di notazione, come ASL 4 HS, confondendio le equazioni delle sfere con le sere stesse. ° “Pltcnoy di Torino, [Feel dllngognenia, Prova Seta di Goometl dal 15 Gig 20. enero valevod puna 2 {6 = Blementi di Geometria Analitica C0 Espandendo lequazione (6.27) si ha: Qty)? +4 wy? HOt w+ + (AL + dale + AB, + aBa)y + (C1 + wCa)2 + (AD, + Ds) ~ 0 (628) Se A+ 4 # 0 la (628) @ proprio una sfera:infatti della forma Pah + + AWE + BAM y+ CAm)s + DOW) =O dove si posto: MA, + de AB. + mB AO BOW) = SS NCL+nC2 ADs | Da con = Oy) = Tuttavia, se A = — Pequazione (627) 0, equivalenternente, la (6.28), siriscrive come: (AL Aa)e + (Bi ~ Ba) 4 (Ch ~ C2)2 + (Dy Da) =0 che ® Vequazione di un piano. E* comodo considerare questo piano come una sfera di raggio infinito, cos! da poter dive che per ogni (X: 1), 5) ++ jtSa © una sfora, Tale piano si dice piano madicale del fascio. I’ evidente che $; ¢ S; si intersecano lungo una stessa circonferenza, data dallintersezione di S; 0 S} col piano radicale. Inoltre 678 Proposizione. Tutt le sfere det fascio contengono ta stesstcirconfernzn 54 0S, Dimostrazione. Infati se Py(10,90,20) € $1 Sz allora, per ogni (A 0) © P?, si ha Si (z0.torzo) + 18a (0.y0.20) = ppoiché le coordinate (20,y0,c0) verificano sia lequazione di $) che quella di $57 _— Store e Ciconferenze 113 67.9 Piano tangente in un punto. Come si visto, un piano pud intersecare una sfera in una circonferenza reale. Cid succede se la distanza del piano dal centro della sfera minore del raggio della sfera stessa. Una sfera e un piano si intersecano lungo una irconferenza immaginaria se la distanza del piano dalla sfera ¢ maggiore del raggio A. Un piano la cui distanza dal centro della siera & esattamente 1? si dice tangente, nell‘unico punto reale di contatto, Faeelao Rlsolto Sia datala sera S214 A ete 22 plano tangente nel punto 1 di coordinate (1,23) Soluzione. Si osservi inmanzitutto che 1(1.2,8) € S. Ml raggio della sfera & dato dalla (626) R144 49422296 ‘ossia = 6, mentre il centro C/ha coordinate (1,2,—3). 11 sno passante por il punto (1.28) ha equazione Ere sllescesi ees mesial ale 1) +b(y~2) Fee 3) =0. Lacondizione di tangenza d(C.) = 6 si scrive come: tl Varia es trovi Fequazione -6 Tie gntntennonn men it [(8)] -icr one (2}]-[(8)] Fp utc la as -9) i a yates ae Pa oa tik en fcc nana ee eee Rt Sotelo SE eT cans mpm nig on anes saree foie Sa bale cg nee era ge gee ee poe ne ree eer ae ae pt ag replace ee bermoemea ses si dl feu (e241 + (42) 42Ne ty te—1)=0 (629) ‘Fequazione dol fascia corcato, generato dal plano raicale e dalla sfera con centro nel punto ‘Poe di ragsio 0. ‘A questo punto basta cerate \ in modo da selezionaze le sfere di rageto s. Viequazione (629) ary 428+ Ade + QA 294 4 De +9 14 Elementi di Geometria Anaitica Le coordinate del centro CA) oi tutte le sere del fascio somo: €Q)=(@-\1-2,-2-4) ‘equindi il raggto quacrato 8 dato da, usando la (626) 9= RO)? = Q—AP + (1-2)? + 24a) 9420 dio BN = 9, cntin A — 4, Le equaion delle ere erate sonal P42 | (ADVE det (22VE—2)y + LE 2VS)e +95 IV 67.11 Un esempio in nello spazio affine a quattro dimensioni. Lo scopo di que- St paraafo © ati «mts» fr tocar on mano alo sent, 0 a lettre enerale la fenomenclogia spesso descrita nelle exposizioni divulgative, quando in forma immaginifis si cice che un chirurgo in ‘ui ion eran pede, per esempio por eseguire una appendicectomia, senza dover ictdere ft panei Per re ere conto di co, si considered la sfera raggio unitario centrata neorigine dun rifermento di é atta eay (6.30) ela si immergera in £4 analogamente a come, nell'Esempio 67.4, si era immersa la circonferenza del piano &? nelio spazio &*. Le equazioni cartesiane della sfera (6-30) {mmersa in &* con coordinate (21 s820Pss84) t tad tat m= 0. Si osservi che il Tuogo dei punt (13,2,0,0) di €4 tli che 2 4 24 4 23 — 1 verifica proprio la definizione di sfera di raggio I ¢ centro Iorigine (0,0.0.0),nel senso di 67.1. Si consider ora la vetta di &* definita dalle equazioni parametriche Laretta passa evidentemente per Vorigine, che® anche il centro della sfera. Hventuali intersezioni tra la rettae la sfera si ottengono peri valor dit che verificano il sistema: ei ta}+a4 = 1, m 0 n ' (630) 2 ' 2 t m= 567 = Sleree Cincontorene 45 Sostituendo t in Iuogo diz, 22, nella prima della (22) si ottiene sP=1 da cuit ~ 43/4. Allora 11 dovrebbe valere simultaneamente 0 ¢ 43/3. Impossi- Ble! Quindt si @ ovata una reta che pasa peri centro dt una sera senza bucarne In superficie. Sela scienza medica riuseisse ad immergere un paziente in uno spazio a ‘quattro dimensioni, la chirurgia se ne avvantaggerebbe in manieta dramunatica!! Capitolo 7 Spazi Vettoriali (di funzioni) 7.1 Introduzione Nel corso di Analisi che, cronologicamente!, precede quello di Algebra Lineare e Geomettia, si stuciano importanti eoremi riguardanti proprieta specificve di funzioni reali di variabile reale che sono mantenute per combiazione tinere. I letore avr ancora a mente, per esempio, slogans del tipo il limite della sommea di due funzioni & la soma det limit, o la somma di furzfoni continue o derivabli® una funzione eontinea 0 dderieabile... Pid precisamente, se f.g : D CR — R sono due funzioni definite su un sottinsieme D della retta reale, \¢ j: sono due numeri reali arbitrari, @ 29 ¢ un punto i aceumulazione di D peril quale esistano i limiti di f eg per 2 ~ 1p, @noto che liry (AF + wg)(0) = Aji (2) +n Jim, (2). Parimenti, se f.y sono continue © derivabili in xy © D allora Af + yg & continua o derivabile in 3p. Leespressione Mug my si dice combirtazone lingare delle funzioni fe 9 a coefficienti reali. La prima vera diffi- falta concettale, se cosi si pud dire, consist nell intendere precisamente il signiicato {ell’espressione (7.1). Essa coinvolge due tipi di operazione, la moltiplfeacione di una funzione per un numero reale e la somtma di due funzioni. $i tratta di operazioni che rnon sono note a prion ma che aecorre definire. La detinizione si basa sul latto che s va~ Tori delle funzioni considerate sono clement di un insieme sul quale gi sono definite delle operazioni. Infatti, per definizione, Af + ug : D> Béla funzione che associa ad ogni x: € Dil numero reale Ae fla) + pale) (72) dove orale operarioni prodatto e somma che compaiono ora nelespressione (72) Sho quelle wut deine sul numer eal. Si potrebbe die, sempre a mo" slogan, ‘adie ogiamens? Non db wipe Four dams 7 18 zi Vettori unzioni) he Ynsieme delle unzion avalos nm nem Y, ret a strut algebra a stesso. Lo scopo di questo corso & quello di stdiare insiemi sui quali abbia senso definite la nozione di comsbinazionelineare. Liesempio principe & quello delle funzioni definite su un insieme qualsiasi a valori in in campo, cioe um insieme con dso ope zioni,“ +" e*.” cheveriticano tutte le buone propnicta che hanno consentito la tofalta delle manipolazioni algebriche effettuate fin dai primi anni di scuola superiore. Per essere pi precisi si veda sotto. 7.2 Spazi vettoriali di Campi Scalari 724 Siano X e ¥ due insiemi non vuoti arbitrari. Secondo una convensione ben consolidat, 'insieme di tutte le funzioni da Xa ¥ verrd indicato con ¥* FEY% e+ sbuna funzione da X a V. Due funzioni fg © ¥* sono uguali see solo se esse assumono gli stessi valor i tutti ipuntidi X: = fe fag => Me)=als), WweX, 73) Sia ora K un campo. 722 Defincione, Una furcone f : X — K dita su wn inseme non onto X st de ‘campo scalare. 7.2.3, La terminologia intende diseriminare una funzione a valor’ in un campo, K, da ‘io funstone wild in wr inime quale, Coeontamenty Hrieme df coe pi scalari f : X — K sara indicato con KX, Due eampi scalar j. si dicono uguali se Yerificano la condizione (7.3). F” ben vero che, a questo punto, ta campo K (oesia un campo nel senso di 27) campo sealare (ana fnzione a valor in un campo) si potrebbe far confusione, ma il etore sapra evitare lo scivelamento nal’equivoco!? 7.2.4 Bsempio, Sia X ~ K = Bes considerino le due funziont Selmer 0 wle)=4 yey Ba) ve nA Allora { = 9 se e solo sea = 2. Init per a 4 2 sha la disuguaghianan dt numer coat JAN (ye perc faint ian ve cent chef sno sock slo nn punto 72.8 Comment Un compo scalare / pud pensarsi quale una logge fisica definite su X. Valutare la funzione fin 2 ¢ X, ossia determinare f(z) © K, pud interpretarsi come i risultalo 4 um esperimento di misara. Se 2 &, per esempio, una porzione ci teritrio terrestre e 1 1X > Re la funcione che associa a opr panto la propria temperatura, la valutazione D(a) & Ja misura della temperatura nel punto 2. Ta distribuzione di temperature, regolata da 7, &la legge fsia, mente /(s) 8 sulteto dell esperimento di misurazione nel punto. Lafunzione T,im questo cas, ® qualche si dice un camp di temperature. 872 ~ Spaci vottoral di Camps Sears no 726 campo K pud essere identificato col sottinsieme di * dei camp seafaricostan- te ‘K — KX, bee 3 dove T+ X= X # Funico compo scalaredefnito dal uguagliaza ¥ (=) = 9, per ogni 2 < 2X. Lunia di tte nrione tuna direta conseguenca della nozione dt Cmugienza (3 tat Se 9X K 8 tna funefone tale che gs) = 3 per OB 2 Xyallra 3 (2) = gl) per ogni ¢ X, oss g = 3. 72.7 La funzione nulla, Tra i campi scalaticostant si distingue il campo sealare nulla 0. Bsso 2 Punica lunzione (costante} Ox, definita da T (2) = 0. 728 Definizione. Siano I. un qualsiasi sottocampo di (per esempio K stesso), f,9 € K* 42 € L, La combinazione lineare di fg a coetficienti in LL Af | jg © IK* definite da: FA agile) = A+ $2) + 91a), ay dove il pradotto a secondo memibro& it prodotto definite in IK. Per induzione, date fi,fas.--. fm © K™ © Mts e+y hy € Ly las per detta combinazione lineare di fy,....Jy a coefficient Ay... Ay. Ilettore pud pensa- read una combinazione lineare come ad una somma “pesata”, dove il peso di cascun addendo (appartenente a K*) @ilcoefficiente che lo moltiplica. 7.2.9. Bsempio. Siconsiderl'insleme & x icul element sono tutte le eoppie (mn), dove ‘indica una posizione sulla rela reale « mn nueno posiivo,detto musa La copia (2,7) Si dice punto materi sulla retta Sia $= {Garam facta). emma) sun insieme finite i punti material. La massa ole del sistema &: fi bets ws) Mx Some timate Wceniro df masse del setema $ © un punto materiale (296M) nella posizione yy i concentra tutta Ia massa del sistema, ed @defita dalluguaglianza mst maze toot mate mm, ym, as Ha + Baa t+ 120 Laposizione do centro di massa & quind uns combinasione linc delle posizion, 0, come anche siice, una soma pests. Ogi postzione contibulsce con psd r/ a (7.4) definisce implicitamente due casi particolar: » Lasomna £1 9 di fg © K%, ponendo \ = p= L nella (7.4) (F + 9) = fe) + alah eo) > Il prodotto di un campo sealare f & K%, per uno scalare A € L, ponendo per cstmpio 1 = Onell espressione (74: Ante) =A F(a) on 7.210, Proposizione. Loperazone binara interna +. dettasomma.definita se * dale 1c (7.6), associativa, commutativa, passede il campo sealare nullo quale elemiento retro e,rispetto ad essa, ogni campo scalare f possiede un opposto ~ Dimostrazione, Ovviamente, per definizione, Voperazione + & binariae interna. La somma di K* 8 associatfoa, Infati, per ogni & X: +a) +Ae)= + a)(2) + Ale) = (perdefinizione di somuna dellefuniont +g eH) He) + 92) + We) (perdefinizione di somma delle funzion’ fe) $2) + (ole) + ha)) = (propriet assocativa ella sormma di, Proprieta(27.1)-G) Sle) + @ +e) (perdefinictone di sommna delle faring ef) (f+ +A) (perdefinizione di somma delle funzioni fey +) da cui (/+9)-t h— J+ (g 4A), per Vuguaglianza del primo e dell‘ultimo membra della catena di uguaglianze (s) per il criterio (73). campo scalare nullo 0 : X — Ke elemento noutro dell’operazione "|". nfatti, per opuse x = + 0,0) = F02)+0(8) ~ #62) +0= Fee), 4 (0+ Ale) = Of) + F(z) = 0+ F(z) = f(a). Quindi sHO=0+f=f, "si: a senia di lent i KX ancora un clement di a1 §7.2_— Spari vettoriali di Campi Sealori ancora peril eiteio (73). sey Lan eyo campo scare defini ateavenoToguagines: CA@)= Je). Per ogni. € X: (+ PNG) = Sa) + (Si) = fe) ~ fe) = 0= Of) (D+ Ne) = -H62) + He) = JG) + 2) =0= 00), dla cui, sempre peril eritrio (7.3): Fr-N=CAt+s=0, fe, quindi, ogni f € K¥ possiede un opposto additieo —J, il campo scalare opposto. Tae per ogni seta dh ig Ks hache ftonoth Infatti per ogni-x © X, (+ 9)(e) = fe) + of) = dda cui, per la commutativita della somma di K: = ale) +See) = (9+ D2), come volevasi dimostrare, 72.41. La copia ordinata (I, +) ® pertanto.un gruppo, poichéla somme &un‘opera- “ne brain ern, sci com cenit, pet la quale og elemento ot possiede un oppasto, Siccome operazione “+” & commutativa, si dice che il gruppo R commutation 0 abeianc 72:12. Proposizione. Sit Lun sottocampo di K. Lafrzione: Lx Ke —4 KX @ ON OM dove Af 8 pratt di f port sealare ® © Ls defini dala (7.7) verificale segutent propriet, porogni scelte di Ayu € Leogni sceltadi fg © KX: Af taf co norveges Niels Henrik Nel mato 5 Agosto 1802 emorto, a caused ‘S127 ann apie de 1825, re ‘ona poten, isl Spazi Vetoral (di funztont) Dimostrazione. La strategia della prova, se cost pud chiamarsi, @ la medesima, € consiste nell'applicare il eriterio (7-3) Per ogni z © X si ha: (+ WANE) = (Ae Fle) = $2) +m Fle) = QFV(2) + (ua)(e) = OF + va )Ke) eTuguaglianza del primo e delf'ultimo membro provano la M1); Yowvia verifica della M2) @ lasciata alla cura del lettore, La M3) dice che se si moltipica jf per 4 st ottiene la stessa funzione ottenuita moltiplicando la f per il prodotto yu C K. Infattiz (AGA Ce) = AueAICe) = A-se- Fle) (da cui, usando lassociativita del prodotto in K) = Ow) F@) = (DN. che 2, appunto, Puguaglianza Md). 7.2.13. Riassumendo. Gli ingredienti ci sono tutti. Ripetiamone la lista Prima ci si procura un campo, X, euninsieme, X, non vuoto, Si costruisee K, Vinsieme di tutte le funatoni definite su Xa valori nel eampo K. Linsieme I riceve da K un operazione binaria interna che associa a una coppia di funzioni, diciamo J e gla propria soma {f+g: Inoltre, per ogni sottocampo Ld K (¢ lo i ripete, L pub anche essere K stesso), 8 ‘efinita Voperazione “esterna” che associa ad ogni coppia (A,f) € IL K* un elemento Af detto prodotto di per lo scalare 2, operazione che verfica le proprieta MT), M2), M3), Ma), Per riassumere, con Vaiuto di tin motto, le suddette proprieta algebriche dt 1K* (rispetto alla soma eal prodotto per uno sealare), si dice che ee aw anche che Yinsleme K* 2 un Lope dove L, appunto, ¢un qualsias sotto campo dK. 7244 Esempio, Si conser Vincasione (23) delfeseririo 27.6. Se X & un insieme non ‘uote Vinsieme C dei campy scala complies su X Bun Cspozio votre quind anche "un Rspario vettoras, an Q[/2} esistono uy.....u, € Ae Ar...,dn EK, tall che VS Alvi te Mavis per qualche scelta di Ay,..-)3, € IK. In particolare se A := {uy,..., ug} & tn soltin- sieme finito di vettori di V, si has ll: ‘ faa, +. yta] = (> Aetk [As CK} Sinoti che 0 ¢ [4], poich® se uc Aallora 0 = 0. w [A], essendo quest'sltimo ta combinazione lineate finita di elementi (in questo caso i vettore u) di A. Si dice che [A] 2 generato dall'insieme A oche Ae linsieme dei generator di [A] 744 Proposizione. Per ogni(l / A.C V, la chissura [A] ochiusa per combinazion linear, uy € [4] > [av] € [A] Dimostrazione. Siano u,v ¢ [4], Allora esiste un sottinsieme finito di vettori di A, {tye Uys Vis + =a¥ah tale che Dw te tA, @ VMI beat Bee Quind Deuse ue = Nav eee b Anta) Faia bee avn) = = OAV + Ono, FOADOL OAR 126 7 ~ Spaai Vettorial (ai fanzioni) cossia, il vettore Qu + py ® una combinazione lineare di un sottinsieme finite dit A a coefficienti in Ke, quindi, appartiene ad (4) . 7S. Definizione. Un (K-)sottospazio vettoriale di V 2 wn sottinsieme non owoto WC V tale che: uve Ws fuslow. (7219) Per induzione, W® un sottespazio se e solo se yess th EH oF [tte ta) CW In pastcolae [4] 2 um sottospazio wetoriale di V per ogni sotinseme non vuoto A dt Vinita dela Proposisione 748 7.46 Osservarione. Se W < V 8 un sottospacio di ¥ (nyu, tn partcoave, an Sottinaiomey aha che mew, set aincecn apn ret dase ne GI Sova Fe eeepc deem eee See ep er See ee ee rae att err mem Ga cea ane ome eS Se ee ee ee Fe ey ST Te a ety. 74.8 Notazione. Si denotera con avy Vinsieme di tutti sottospazi vetoriali di V. Ossia: G(V) = (WW 2 un K-sottospazio vettoriae di V} CChiaramente G(V) 4 0+ infattiesso contiene almeno i sottospaci banal di V,ossia il Sottospazio nullo ¢ tutto V, quest ultimo visto come sottinsieme di se stesso, 749) Esempio. Sia X una ltr del'obet ei denet eon X" :N—~ I Lunia funione Gleehe Xn) — Bunn ll fermi Ta nzone X vale Ls@ in =m eO sem > mS) ‘Consider sequent sore X= (UK Ko CR Altra [X] 2 un sttospaio dK detto sno etoile dei polnon! a coon im K. Ogni dette GF [Xf ana Combinarione Iineare fina cl elament di X. Se fc KIX), ia d= ‘manu B[Jia) 20). Limtero dt dice grado dt piano Je f stesso po servers come: Fes ao ta X to haart Sottospaai Vettori 17 Tnfat so. < i < dst ha che £0 = Lax) Si noli che KX] © un sottespazio vettoriale strettamente contenuto in KE". Per esempio, la funsione costae TN — i, defrtada'Tn) = 1, non apprtone 2 K)X), poh non & ombfneione near ta i element i. inv pee Tee Dat Hae che una sma infil ( eno iia) di “potenze” dX 7410 Definizione. Sia W e O[V). Si dice che un sottinsiome A CV genera W see solo se W = [A], asia see solo se ogni vetfoe oi W pu series amend un made come ombinazone linear init desi element di ‘Nella situazione della Definizione 7.4.10 si dice anche che: W egenerato da A e/oche A bun insieme di generator di W. 7AM Esempio. Sev ¢ V sibs: ay6s4 = 0. = Dw|Aex). In purticolre: [0] = {0} cio® to spazio generato dal vettorenullo 0 sotospezto nulla, Se VP Ol otospacio [+] side eta eer di oanche dbesene dt Vo 7442 Linsieme PV sm (lulluct™) elle divezion di V si dice spazio proto aseciatoa V. Un punto P € PY dello spazio proettivo & dunque una direrione |v di V, per qualche v € V* 0, chee Io stesso, il sottospazio vetorale generata dan vettore non aul. 74:13 Esempio. Uinsieme degl stati fisii i un sistema quentistico & lo spazio proiettivo associat allo spavio etoile dalle fensoni onda venifcansYequasione dr Sceingee 8 ‘veda [13]. oe 128 7 = Spazi Vetoral (di funzion’) 7:14 Esempio, Si consider linsieme RP* — PR, cod linsiome di tte le direzioni di R= ‘ina direcione’® na classe di equivslenza di vettor/ non mull modulo un fattore di propor Zonalta. Si considert usale norma del modulo su #2. Siecome ogni relta vettoriale possiede due rappresenianti di modulo 1, ogni citezione di si pud vedere come una coppia di punt Snbipodals aula crconferenza unitaeia 7.5 (Sotto)spazi vettoriali finitar 754. Definizione. Un sottospazio W di V si dice finitamente generato see solo s esiste tun sotinsieme finito A CV tale che W = [A] 752. Se un sottospazio Wc G{V) & funzione di sinonimo, che W’ ha dimensione fr 753 Esempio, Sia V s=R®esiano ={0)-G)}- Allora Ae H generano %° meatre C no. Per verificare che @ non genera R? & suffciente prodhrre un controesempio. Enlai vettore 1 0 ‘non ® multiplo del unico vetore di ©. Quindl non appartienea[C]e quindl C @stettamente contennto in Bossa [C] © R2. Proviemo invece che D genera RY. Sia u € IR? arbitrario. Se ‘sistono sealai jay" I tal che (ua). out A)eCi) +e) =< Cuke sora € [B}-Se non esstono allora ver I contreio. equszione 7.1 equiva : (Ui) = C38") 4c, con que! ail calc che il etoe®invtato apron deta stone: Bro mee a oi) ~ Ogi w € R? pd quind scrvert come: (ott) ~20(2) =2»)- (8) + (ote-9-(7) +» (8) 7 Shadi che nana ancora dati cosa i a dns d un sottoxpazo vette, Abbiamo solo dato ‘unsipneato af eopressone dons ft tacts, pan, attra S75 — (Sots velforal finitamente generati 129 Si vedesubito che il modo di esprimere uw come combinazione lineare degli elementi di non unico, ma vene @uno per ogni valore di». Per esempio, sev = 0 siha che = (oa) —2ap-(B) +02). (2) quinn rah, primi de vttor dl sono sficient a generate R’, Si asi alla cua det Ketiore le veica che ia veto dl genera K2Perverficsre che A genera Bt proce analogomente, iat a telavione — o=a()+e(1) (22) = (8) a= MEH, wit) = 0(2) ‘implica Vuguagtanza: da ci Si cos provato che: wi) +0) (a), ni) utz = aibga)_ (1) , edad. (_4), ws ‘ssa che ogni € Re anche elemento di [A e, quindl, R ~ [4]. Si not che Fespressione di ‘ogni a € come combinazione linear degli element di A unica» meno del dine degli axidendi del secondo membro della (7 12), 784, Suggeriment, Il etre si prenda qualche minuto di tempo por meditare Ye sempio Fi emonle tages nya sn a sir psp pre Sole an Mal ices maar eee A comarel caso eae ‘non genera 1°, Finalmente, se un insieme genera ce area ac menar nm me er binazioné kncare (hia) di element dell nsieme ans © necesationtene unico; Some [on 75.6 Proposizione. Sia {vs,....¥j} un soltinsieme init di vettori di V. Le seguentt dite ceffermazion’ somo equivalent: i - = 4) unica combinazione lineare nulla é quella a coefficient tuttt mui ssa AVL EMR =O OSS Ogni'v & [v,--.,vn] séesprime in modo unico come combinazione linenre di (V,..,¥) 130 2 ~ Spast Vetorial (di fmzioni) Dimostrazione. Per provare che i)-> ii) si supporra che esistano due f-uple di scalart (deseo Me) @ Gta fa) tal che Alora Dave Dw = WO adv Quindi , DA may = Or pau te On Hndva = 0, © una combinazione lineare nulla di vs,...,Vq e; per ipetesi, I'unica tale & quella a coefficient tutti mali, Quindi A, — jn, = 0 per ogni = #-< h, da cui y = py pet ogni 1 << h, Questo conclude la dimostrazione della prima implicazione. Per provate che i> i), sia Divi tet dava = 0 tuna combinazione lineare mula di vs....,vp. Siccome Ovi}... +0-vp 2 una combinszione Hneare nulla degli stessivettori, per l'unicta prescritta dall'ipotesi si ha dy — O per ogni 1 < ¢ < h. Quindi unica combinazione fineate nulla ® quella 2 coefficienti tutti null, . 7.57 Definizione. Sia {vi,....¥a} © V um sotinsieme di vettori. Ess si dicono linear to indipendlent see solo se veificano un qualsiast dele due condicioniequiowenti () (0 (ies) dela Proposizione 75.6. Si diceanche che (v....Vj} um wr insieme libero di vettor 7.58 $' detto: un sottinsiome di vettor liter. Libero da che? Libero da relazion linearis Osa: se esistesse una A-upla (hy... Aa) di scalarinon tutti null tai che (733) Diy test An allora gli vettorisarebbera “legati” da una relazione lineare, appunto la (7-13) 7.89 Ogni vettore v / 0 libero, ossia Av = 0 implica \ = 0. Infatt, se A € K fosse non nulla, avrebbe un iaverso, A! Ke , quindi av = 04 av) = 20, dda cui, per la proprieta Ma) di 7.2.12, (A+ Ajw = 0, da cui ancora 1+ v = 0, ossia vv =0, contro Fipotesi che v 7 0. 7.510 Esempio, Sia V :— 2° lo spario di tute Le funrioni reali di variable reale (CE Esempio 75) 5tconsiderino ide seguenti vettori f:RoR © fe Rak S75 —(Sottaspaai vettoral fnitamente genorath aa (i08 fifo € R) definiti da Bese 6 fiey= at ‘Non esistono reazion! lineri non banal ra © fs. Pervederlo sia Ah tnfh=0 oa) tuna combinazione linearo nulla (ossia una relazione linear). Una tale relazione certamente taste, per esempio quella per cal A — jz ~ 0. La scopo.e quindt provare che non ve ne S0N0 = Wesjuazione (714) & Une uguaglionza tra furgioni: lo 0a secondo membro la funzione its d= + O(2] ~ 6. Due funzioni sono uguali s e solo se assumono gi tess ‘alot nog punto del dominio. Quindi, in particolare si + nf = 06 {Bh te) 5 98 da. appcando la definizon combine insee on MQ THEI ~ © oan {08 AAT =o athe Luli ster di cquain! mos che gunna (714 impca = 4 = De prants ues liawmne pea Tats ff tana "quran padre shee banioehaiaiemmtn — A- sn azordo con quanti etioeavva pen nto. Ne segue ce «fo sono quit {Does ie ger nene ones ere Ibe que rave or pols ere) ‘oooqula H ibe di con 7511 Proposizione. Gli h vcltor dwn inseme {vy---vn) SV sno lnermente dipendenti se ¢ solo se almeno uno & combinazione linenre dei rimanenti h — 1. Dimostrarone. +) Supponiame che vy Ee baw =O 7.8) sia na relazione lineaze non banal osia,equivalentemente, una combinazionelines- rerulla a cofcensuon tat ruli Esse alloraalmeno un’ €{0y--.,2} tale 7 0 Riordinando git vetor, se necescario, | pub astimere, senza perdita di generat, Geen 20sec io ) pao server come! peas Dave Ae Daaavacs da cui Vi = JUV teeta AYRAIy (7.16) vendo posto jy = —Au/Ai per ogni <7