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I edizione: settembre 2010 2009 Charlaine Harris

("Fairy Dust": 2004 Charlaine Harris; "Dracula Night": 2007 Charlaine Harris;
"One Word Answer": 2005 Charlaine Harris; "Lucky": 2008 Charlaine Harris;
"Gift Wrap": 2008 Charlaine Harris)
2010 Fazi Editore srl
Via Isonzo 42, Roma
Tutti i diritti riservati
Titolo originale: A Touch of Dead
Traduzione dall'inglese di Simona Adami e Chiara Marmugi
ISBN 978-88-7625-090-3

Charlaine Harris

Un tocco di morte

traduzione di Simona Adami e Chiara Marmugi

Fazi Editore

Per tutti gli assetati di Sookie che vogliono bersela


fino all'ultima goccia

Introduzione

La prima volta che mi hanno chiesto di scrivere un racconto sulla mia eroina Sookie Stackhouse
mi sono chiesta se sarei stata all'altezza del compito. La sua vita e la sua storia sono cos complesse
che non ero certa di riuscire a renderle giustizia nello spazio di poche pagine.
A dire il vero il dubbio ce l'ho tuttora, per mi piaciuto mettermi alla prova. Alcuni tentativi
sono venuti meglio di altri. La cosa pi difficile stata incastrare in maniera fluida, senza
discontinuit e senza forzature, questi piccoli episodi nel contesto globale della storia di Sookie.
Qualche volta ci sono riuscita, qualche altra no. In questa edizione ho cercato di smussare gli angoli
dell'episodio che mi sono divertita di pi a scrivere ma che, per quanti sforzi facessi, proprio non
voleva saperne di prendere posto nella casella cronologica che gli avevo assegnato ("Tanti auguri,
Dracula").
Gli episodi sono nell'ordine in cui si susseguono nella vita di Sookie: "Polvere di fate" (da
Powers of Detection), "Tanti auguri, Dracula" (da Many Blood Returns), "Risposta lapidaria" (da
Bite), "Fortuna" (da Unusual Suspects) e "Carta da regalo" (da Wolfsbane and Mistletoe).
"Polvere di fate" ha per protagonisti i tre gemelli-fata- ti Claude, Claudine e Claudette. Quando
Claudette viene uccisa, Claude e Claudine chiedono aiuto a Sookie affinch li aiuti a trovare il
colpevole. In questo episodio che, cronologicamente, si colloca dopo gli eventi narrati in Morto per
il mondo, Claude acquista un notevole vantaggio economico.
In "Tanti auguri, Dracuk", Eric invita Sookie al Fangtasia per il compleanno di Dracula, il suo
idolo, per il quale ha organizzato una sontuosissima festa. Lo sceriffo dell'Area Cinque non sta
nella pelle dall'emozione, ma il festeggiato potrebbe anche non essere quello che si aspettava... La
festa precede gli eventi narrati in Morto stecchito, dopo i quali Sookie viene a sapere della morte di
sua cugina Hadley nel racconto "Risposta lapidaria".
Latore della cattiva notizia il semi-demone Mr Cataliades, che fa la sua comparsa a bordo di
una limousine, guidata da un orribile autista, e in compagnia di un misterioso personaggio.
"Fortuna" una storiellina spensierata che si svolge a Bon Temps nel periodo posteriore ai fatti
narrati in Morti tutti insieme e ha come protagoniste Sookie e la strega Amelia Broadway, sulle
tracce di un misterioso sabotatore che sembra aver preso di mira gli agenti assicurativi della
cittadina.
Nel racconto "Carta da regalo", infine, Sookie sta trascorrendo una solitaria, malinconica vigilia
di Natale quando un inatteso visitatore (un lupo mannaro ferito) le risolleva inaspettatamente il
morale con un bel dono. Mi piaceva l'idea di regalare a Sookie un lieto giorno di festa prima di
farle affrontare i sinistri eventi di Morto e spacciato.
Mi sono divertita a scrivere queste storie. Qualcuna spassosa, qualcun'altra pi cupa, ma tutte
mettono in evidenza un lato del carattere di Sookie o un episodio della sua vita che nei libri non
appaiono. Spero che vi diano lo stesso piacere, nel leggerle, che hanno dato a me nello scriverle.
Buon divertimento.

Charlaine Harris

Un tocco di morte

POLVERE DI FATE

Non sopporto le fate quando vengono al bar: non lasciano mai la mancia, ma non per avarizia,
semplicemente se ne dimenticano. Ad esempio Claudine, che stava entrando in quel momento: un
metro e ottanta d'altezza, lunga chioma corvina, uno splendore che attira gli uomini come
un'anguria matura i moscerini. A giudicare dai vestiti che porta non la diresti a corto di soldi, eppure
non lascia un dollaro di mancia neanche a morire. Se l'ora di pranzo, poi, tocca pure togliere dal
tavolo le ciotole con le fettine di limone, perch le fate sono allergiche al lime e al limone come i
vampiri all'aglio e all'argento.
Quella sera di primavera in cui la vidi entrare nel bar e sedersi a uno dei miei tavoli ero gi
scocciata di mio. Avevo litigato con il mio ex, Bill Compton alias il Vampiro Bill; per l'ennesima
volta mio fratello Jason non aveva avuto il tempo di aiutarmi a spostare l'armadio; nella buca delle
lettere avevo trovato la cartella delle tasse sui beni.
Sicch mi diressi al suo tavolo rigida sulle gambe e piuttosto maldisposta.
Niente vampiri in giro?, chiese lei senza preamboli. Nemmeno Bill?.
Per i vampiri le fate sono come gli ossi per i cani: un giocattolo fantastico e un bocconcino
prelibato. Stasera no, risposi. Bill a New Orleans, gli ritiro la posta. S, datemi pure della
scema.
Claudine si rilass. Sookie carissima, esord.
Cosa vuoi?.
Oh, forse dell'orribile birra, replic con una smorfia. Non le piaceva bere, ma girare per i bar
s. Come molte fate, adorava essere ammirata e sentirsi al centro dell'attenzione. Sam, il mio capo,
mi raccontava che era un loro tratto tipico.
Le portai la birra. Hai un minuto?, chiese. Mi rabbuiai. Claudine era meno sorridente del
solito.
Uno solo. Il tavolo vicino alla porta ululava e mi reclamava a gran voce.
Ho un lavoro per te.
Non ero entusiasta dell'idea di mettermi in affari con Claudine: anche se mi piaceva come tipo,
non mi fidavo. Drizzai ugualmente le orecchie. Qualche soldo extra mi avrebbe fatto pi che
comodo. Che devo fare?.
Devi venire ad ascoltare i pensieri di alcuni umani.
Loro sono d'accordo?.
Claudine alz su di me uno sguardo di pura innocenza. Che cosa intendi dire, mia diletta?.
Detestavo quella solfa. Se a loro va bene essere, ehm, ascoltati.
Sono ospiti di mio fratello Claude.
Non sapevo che avesse un fratello. D'altronde non sapevo un granch sulle fate, Claudine era
l'unica che conoscevo. E, se lei era un esemplare tipico, c'era da chiedersi come avesse fatto la sua
razza a sopravvivere. Di certo non avevo mai considerato la Louisiana settentrionale un posto molto
accogliente per chi pratica un credo fatato. E una zona molto rurale e molto bigotta. Qua a Bon
Temps, la cittadina in cui vivo, un buco grande a malapena da aver diritto a un WalMart, c'erano
voluti due anni perch si vedesse un vampiro dopo che si erano palesati dichiarando la propria
intenzione di vivere pacificamente in mezzo a noi. Forse era stato meglio cos, alla fine: quando
Bill era apparso, la gente aveva gi avuto modo di abituarsi all'idea.
Eppure avevo la sensazione che la correttezza politica nei confronti dei vampiri sarebbe andata
dritta a farsi benedire se gli abitanti fossero venuti a sapere di licantropi, mutaforma, fate e chiss
cos'altro.
Okay, Claudine. Quando?.
Il tavolo di attaccabrighe si era ormai scatenato e urlava: Sookie la Pazza, Sookie la Pazza!. Si
comportavano a quel modo quando bevevano troppo, ma, per quanto ci fossi abituata, faceva male
lo stesso.
A che ora stacchi?.
Rimanemmo d'accordo che sarebbe passata a prendermi a casa un quarto d'ora dopo la fine del
mio turno. Se ne and senza finire la birra. N lasciare la mancia.
Non appena Claudine fu uscita, Sam Merlotte, il mio capo, indic col mento la porta che si stava

richiudendo alle sue spalle. Che cosa voleva la fata?. Sam un mutaforma.
Vuole che le sbrighi una faccenda.
Dove?.
Ovunque lei stia, immagino. Lo sapevi che ha un fratello?.
Vuoi che ti accompagni?. Sam un amico, del tipo su cui a volte ti fai delle fantasie.
Vietate ai minori.
Grazie, ma credo di riuscire a cavarmela con Claudine.
Il fratello non lo conosci, per.
Andr bene lo stesso.
Fra il lavoro al bar e la mia storia con Bill, ormai ero abituata a star sveglia la notte. Prima che
Claudine passasse a prendermi alla mia vecchia casa nel bosco, avevo avuto il tempo di togliermi la
divisa del Merlotte's e infilarmi un paio di jeans neri, cui avevo abbinato un twin-set verde salvia
(preso in svendita da JcPenny), perch l'aria era pungente. Mi ero anche sciolta i capelli.
Dovresti vestirti d'azzurro invece che di verde, osserv Claudine. S'intonerebbe meglio ai
tuoi occhi.
Grazie per la consulenza d'immagine.
Prego. Sembrava contenta di mettere il suo senso estetico al mio servizio. Il suo sorriso per,
solitamente radioso, era velato di tristezza.
Che cosa vuoi che scopra da queste persone?, chiesi.
Ne parliamo quando siamo l, rispose e non aggiunse altro per tutto il tragitto verso est. Di
norma un tipo ciarliero. Cominciavo a temere che non fosse stata una buona idea accettare
l'incarico.
Claudine e suo fratello vivevano in una grande casa tipo ranch alla periferia di Monroe, una
cittadina che oltre al Wal-Mart vantava anche un intero centro commerciale. Lei buss in codice e
un minuto dopo la porta si apr.
Rimasi a bocca aperta: non mi aveva detto che il fratello era anche gemello.
Se si fosse messo gli abiti della sorella, Claude sarebbe tranquillamente passato per lei. Era
inquietante. Aveva i capelli pi corti, ma non di tanto, e li teneva legati bassi sulla nuca, in modo
che gli coprissero le orecchie. Le spalle erano pi larghe ma non vedevo ombra di barba, nemmeno
a quell'ora di notte. Forse i maschi fatati sono glabri. Somigliava a uno di quei modelli che fanno
pubblicit all'intimo di Calvin Klein; anzi, se lo stilista avesse visto i gemelli, li avrebbe messi sotto
contratto entrambi, sbavando copiosamente.
Claude si fece indietro per lasciarci entrare. E lei?, chiese alla sorella.
Claudine annu. Sookie, mio fratello Claude.
Piacere, dissi offrendogli la mano. Lui la strinse con una certa sorpresa. una che si fida del
prossimo, disse alla sorella.
Umani, replic lei stringendosi nelle spalle.
Claude mi fece strada attraverso un soggiorno molto classico e lungo un corridoio perlinato fino
al tinello, dov'era seduto un uomo, e non per sua scelta: l'avevano legato a una sedia con quella che
sembrava corda di nylon. Era piccolo ma palestrato, con i capelli biondi e gli occhi castani. A
occhio e croce doveva avere la mia et, sui ventisei anni.
Ehi, esclamai infastidita dallo squittio nella mia voce, perch legato?.
Perch altrimenti scapperebbe, rispose Claude sorpreso.
Mi coprii il viso con le mani per un istante. Sentite, voi due: non ho alcun problema ad
ascoltare i pensieri di questo tizio se ha fatto qualcosa di male o se volete eliminarlo dalla lista dei
sospetti per un qualche crimine commesso contro di voi, ma se volete solo sapere se vi ama
veramente o stupidate simili... Insomma, che scopi avete?.
Pensiamo che abbia ucciso nostra sorella gemella, Claudette.
Stavo per chiedere Eravate in tre?, ma mi fermai in tempo. Non era quello il punto.
Pensate che abbia ucciso vostra sorella.
Claude e Claudine annuirono all'unisono. Stanotte, precis lui.
Ho capito, mormorai chinandomi sul biondo. Adesso gli tolgo il bavaglio.

I gemelli fecero una faccia delusa, ma abbassai ugualmente il fazzoletto che copriva la bocca del
prigioniero, il quale prontamente disse: Non ho ucciso nessuno.
Bene. Sai che cosa sono io?.
No. Ma non sei una cosa tipo loro, giusto?.
Non sapevo che cosa pensava fossero Claude e Claudine o con quale simpatica qualifica
ultraterrena i due si fossero presentati. Mi tirai su i capelli per fargli vedere che le mie orecchie
erano arrotondate e non a punta, ma ancora non sembrava convinto.
Non sei un vampiro?..., chiese.
Gli mostrai i denti. Al vampiro i canini si allungano solo quando eccitato per l'odore del
sangue, uno scontro imminente o la prospettiva del sesso, per anche ritratti sono belli appuntiti. I
miei sono normalissimi.
Sono semplicemente un essere umano, dissi. Be', non esattamente. Riesco a leggere nel
pensiero.
L'uomo assunse un'espressione sconvolta.
Di cosa hai paura? Se non hai ucciso nessuno, non hai nulla da temere, dissi in un tono di
voce morbido come un ciuffetto di burro sopra una pannocchia calda.
Che cosa mi faranno? E se ti sbagli e dici che sono stato io, cosa mi succeder?.
Bella domanda. Guardai i gemelli.
Lo uccideremo e lo divoreremo, disse Claudine sorridendo amabilmente. Ma, non appena lo
sguardo dell'uomo si spost terrorizzato su Claude, mi fece l'occhiolino.
Per quanto ne sapevo, poteva anche parlare sul serio. Non mi ricordavo di averla mai vista
mangiare. Ci stavamo avventurando su un terreno minato. Nei limiti del possibile sto dalla parte dei
miei simili. Per lo meno cerco di tirarli fuori vivi dai guai.
Avrei dovuto accettare l'offerta di Sam.
E l'unico sospetto?, chiesi ai gemelli. (Forse, per, dovrei chiamarli "trigemini". O, per
maggior precisione, "due terzi di trigemino"... Naaa, troppo complicato).
No, ce n' un altro in cucina, disse Claude.
Pi una donna nella dispensa.
In circostanze diverse avrei sorriso. Come fate a sapere che Claudette morta?.
Ce l'ha detto lei quando venuta a salutarci sotto forma di spirito, rispose Claude con aria
stupita. E il rituale funebre della nostra specie.
Mi sedetti sui talloni, cercando di pensare a qualche domanda intelligente da fare. Il rituale
prevede anche che il defunto illustri le circostanze della propria morte?.
No, rispose Claudine scuotendo la testa e facendo ondeggiare i lunghi capelli. E una sorta di
estremo commiato, pi che altro.
Il corpo l'avete trovato?.
I gemelli ebbero una chiara espressione di disgusto. Le fate svaniscono, mi spieg Claude con
sussiego.
Be', potevo scordarmi di esaminare il cadavere.
Sapete dirmi dove si trovava Claudette al momento della... quando svanita?, chiesi. Pi
informazioni ho, pi posso fare domande mirate. Leggere nella mente non tanto facile. Chiedere
la cosa giusta la chiave per stimolare il giusto pensiero. La bocca pu raccontare qualunque cosa,
ma la testa non dice mai bugie. Se non poni la domanda corretta, per, il pensiero non si manifesta.
Claude e Claudette lavorano come spogliarellisti allo Hooligans, m'inform Claudine tutta
orgogliosa, neanche mi stesse dicendo che facevano parte di una squadra olimpica.
Non avevo mai conosciuto nessuno, maschio o femmina, che facesse spogliarelli, e mi scoprii
molto solleticata dall'idea di vedere Claude senza veli, ma con uno sforzo tornai a concentrare la
mia attenzione sulla defunta.
Stasera Claudette ha lavorato?.
Era di turno alla cassa. Si trattava della serata per sole donne.
Oh. Quindi ti sei... esibito tu, dissi a Claude.
S. Nella serata per sole donne facciamo un doppio spettacolo. Io ero il Pirata.

Cercai di scacciarne l'immagine dalla mente.


E lui?, chiesi, indicando con un cenno della testa il biondo, che se ne stava l zitto e buono
senza implorare n piagnucolare.
Faccio lo spogliarellista anch'io, rispose il prigioniero. Sono il Poliziotto.
Okay, mi dissi, fa' una bella scatola con tutte queste fantasie e sieditici sopra.
Ti chiami?.
Ben Simpson, ma sono pi conosciuto col nome d'arte di Barry il Barbiere.
Barry il Barbiere?, chiesi perplessa.
Mi piace radere.
Dopo un brevissimo sbandamento mentale, capii che non alludeva al pelo facciale e sentii le
guance andarmi a fuoco. E gli altri due chi sono?, chiesi ai gemelli.
La donna si chiama Rita Child, la proprietaria dello Hooligans, rispose Claudine. L'uomo
in cucina Jeff Puckett, il buttafuori.
Perch avete scelto proprio questi tre fra tutti quelli che lavorano al locale?.
Perch loro hanno avuto da dire con Claudette. Era una donna dinamica, rispose Claude serio.
Dinamica un cazzo, intervenne Barry il Barbiere, dimostrando che il tatto non rientra fra i
requisiti fondamentali di uno spogliarellista. Era un diavolo in gonnella.
Non credo che il suo carattere ci aiuti a scoprire chi l'ha uccisa, osservai, mettendolo a tacere.
Tutt'al pi ci spiega il perch. Continua, per favore, aggiunsi rivolta a
Claude. Dov'eravate voi tre? E dov'erano le persone che avete... prelevato?.
Claudine era qui a casa a preparare la cena. Lavora da Dillard, all'assistenza clienti. Il
mestiere ideale per lei: quel suo sorrisone indefesso sarebbe in grado di far sbollire la rabbia a
chiunque. Claudette, come ho gi detto, era alla cassa, prosegu Claude. Io e Barry avevamo
due spettacoli. Rita mette sempre al sicuro l'incasso del primo spettacolo per non lasciare troppi
soldi in giro - ci hanno gi rapinati un paio di volte. Jeff rimasto per quasi tutto il tempo nel suo
bugigattolo appena oltre la porta, alle spalle di Claudette.
Quand' svanita Claudette?.
Subito dopo l'inizio del secondo spettacolo. Rita ha detto che quando passata a ritirare
l'incasso era l, seduta al suo posto, per Rita ce l'aveva con lei, perch Claudette voleva lasciare lo
Hooligans per il Foxes, e io l'avrei seguita.
Il Foxes un altro club?. Claude annu. E perch volevate andarvene?.
Paga migliore, camerini pi spaziosi.
Okay, questo sarebbe il movente di Rita. Jeff, invece?.
Io e lui avevamo una storia, disse Claude, facendo naufragare miseramente le mie fantasie
piratesche. Claudette mi aveva consigliato di chiudere perch meritavo di meglio.
E tu hai seguito i suoi consigli sentimentali?.
Claudette era la maggiore, anche se solo per qualche minuto, ma io amo... Cio, tengo molto a
Jeff.
E tu, Barry?.
Mi ha rovinato lo show, rispose lui imbronciato.
In che modo?.
Urlando "Peccato che non hai un manganello pi grosso! appena prima della fine.
Sembrava che Claudette volesse morire a tutti i costi.
Okay, dissi, mentre un piano d'azione mi si delineava in testa. M'inginocchiai di fronte a
Barry e gli posai una mano sul braccio, facendolo sussultare lievemente. Quanti anni hai?.
Venticinque, rispose, ma la sua mente diede una risposta diversa.
Non esatto, dissi in tono gentile.
Nonostante la splendida abbronzatura, quasi al livello della mia, lo vidi impallidire. Ne ho
trenta, ammise con voce strozzata.
Non l'avrei mai detto, comment Claude, subito zittito da Claudine.
E perch ce l'avevi con Claudette?.
Mi ha insultato in pubblico, te l'ho appena detto.

In testa gli era apparsa tutt'altra cosa. O in privato? Ti ha detto qualcosa in privato?. Leggere
nella mente delle persone non come guardare la tele: la gente non visualizza le cose nel proprio
cervello come se stesse raccontando una storia a qualcun altro.
Barry assunse un'espressione ancora pi imbarazzata. Okay, s, in privato. Andavamo a letto
insieme e di punto in bianco non ha pi voluto saperne di me, disse furente.
Ti ha detto perch?.
Mi ha detto che ero... inadeguato.
Non era quello il termine che aveva usato. Rimasi male per lui quando glielo lessi nella mente.
Che cosa hai fatto fra uno spettacolo e l'altro?.
Avevo un'ora di pausa, sicch ho fatto due rasature.
Ti pagano per farlo?.
Certo, ghign lui, ma senza umorismo. Perch dovrei radere un perfetto sconosciuto in
mezzo alle gambe, altrimenti? Per metto in piedi una scena tale che sembra che ci godo un
mondo. E intasco cento dollari a botta.
Quando hai visto Claudette?.
Quando sono uscito a prendere la mia prima cliente e il suo ragazzo, alla fine del primo
spettacolo. Gli avevo dato appuntamento alla cassa.
Le hai parlato?.
No, l'ho guardata e basta, disse con voce triste. Ho visto Rita, che veniva a prelevare
l'incasso, e Jeff, appollaiato come al solito sullo sgabello nel gabbiotto.
E poi hai fatto la rasatura?. S.
Quanto ci metti di solito?.
Trenta, quaranta minuti. Per due persone il tempo era un po' tirato, in effetti, ma ce l'ho fatta.
Le rado in camerino, gli altri ragazzi dello show sanno gi che quando il Barbiere al lavoro
devono girare alla larga.
Si stava rilassando, i pensieri gli fluivano in testa pi lenti e sciolti. La prima cliente era una tipa
cos magra che aveva temuto gli restasse secca sotto il rasoio. Lei si considerava bella ed era tutta
orgogliosa di mostrargli il suo corpo. Il ragazzo se l'era goduta un mondo a guardare.
Sentivo Claudine ronzare in sottofondo, ma tenni gli occhi chiusi e la mano sul braccio di Barry.
Visualizzai il secondo cliente, un uomo. Ogges. Lo conoscevo, era un vampiro di nome Maxwell
Lee.
C'era un vampiro al bar, dissi a voce alta senza aprire gli occhi. Barry, che cosa ha fatto
quando hai terminato di raderlo?.
Se n' andato, mi rispose. L'ho visto uscire dal retro. Li faccio sempre uscire da l, i clienti,
ben lontani dalle quinte: l'accordo con Rita.
Ovviamente Barry non sapeva delle difficolt che le fate hanno con i vampiri. Alcuni vampiri
fanno pi fatica di altri a mantenere il controllo quando si trovano davanti una fata. Le fate sono pi
forti degli umani, ma i vampiri sono i pi forti di tutti.
Non sei tornato alla cassa e non hai parlato con Claudette?.
Mai pi vista.
Dice la verit, comunicai ai gemelli. Nel senso che sincero. Avrei potuto sondarlo pi a
fondo, ma dal primo "ascolto" avevo concluso che non sapeva nulla della scomparsa della fata.
Claude mi condusse nella dispensa, dov'era rinchiusa Rita Child. Lo stanzino era spazioso, ma
non abbastanza per due persone, di cui una legata col nastro isolante a una sedia da ufficio. Rita
Child era una donna "di presenza", esattamente come mi ero immaginata la proprietaria di uno strip
club: trucco deciso, capello bruno tinto, abito pennellato addosso sopra un intimo high-tech che
spingeva e strizzava nei punti giusti.
Fumava di rabbia. Mentre m'inginocchiavo di fronte a lei mi sferr un calcio e mi avrebbe
cavato un occhio col tacco a spillo se non mi fossi tirata indietro all'ultimo momento, atterrando
sgraziatamente sul posteriore.
Stai buonina, Rita. Qua non comandi tu, siamo a casa nostra, disse Claude glaciale aiutandomi
a rialzare e spolverando con fare distaccato il mio fondoschiena.

Vogliamo solo sapere cosa successo a nostra sorella, aggiunse Claudine.


Da sotto il nastro adesivo che le chiudeva la bocca Rita fece dei versi che non suonavano molto
conciliatori. Ebbi l'impressione che non le importasse un fico secco del perch i gemelli l'avevano
fatta prigioniera. Dopo il tentato accecamento, le strappai lo scotch dalle labbra con poca
delicatezza e molta soddisfazione.
Mi rovesci addosso una serie di epiteti che alludevano in maniera poco lusinghiera alla
moralit mia e di vari membri della mia famiglia.
Senti il bue che d del cornuto all'asino, osservai appena si ferm per riprendere fiato.
Adesso chiudi il becco e riaprilo solo per rispondere alle mie domande. A quanto pare non ti sei
ancora resa conto della situazione.
Rita si calm un pochino. Pur continuando a mandare lampi dagli occhietti castani e a
strattonare le corde che la imprigionavano, mi parve che cominciasse a capire.
Adesso ti tocco, dissi. Avevo paura che mi mordesse la mano se gliel'avessi posata sulla spalla
nuda, cos optai per l'avambraccio, subito sopra al punto in cui il polso era legato al bracciolo.
La sua mente era un mare in tempesta. La rabbia le impediva di pensare con chiarezza e tutta la
sua energia cerebrale era concentrata sull'elaborazione di nuovi insulti da lanciare all'indirizzo della
sottoscritta e dei gemelli. Sospettava che fossi una sorta di killer sovrannaturale e decisi di
lasciarglielo credere: la sua paura poteva tornarmi utile.
Quando hai visto Claudette stasera?, chiesi.
Quando sono passata a ritirare l'incasso del primo spettacolo, ringhi. Visualizzai Rita che
tendeva una mano e lunghe dita pallide che vi depositavano una busta di plastica con la zip.
Durante l'esibizione sono rimasta a lavorare nel mio ufficio, ma ritiro sempre l'incasso
nell'intervallo fra i due spettacoli, almeno in caso di rapina non perdiamo tutto.
Dopo che ti ha dato la busta coi soldi, te ne sei andata?.
S. Ho messo il denaro in cassaforte in attesa della fine del secondo spettacolo. Claudette non
l'ho pi vista.
Diceva la verit, per quanto mi riguardava. Nella sua mente non leggevo altro, a parte un
estremo senso di soddisfazione per la morte di Claudette e la ferma risoluzione a tenersi stretto
Claude.
Ti trasferirai comunque al Foxes, adesso che Claudette non c' pi?, chiesi a Claude nella
speranza che la Sua risposta suscitasse qualche reazione da parte di Rita.
Lui mi lasci cadere addosso uno sguardo sorpreso di ribrezzo. Ho avuto altro a cui pensare
che fare progetti per il futuro, sbott. Ho appena perso mia sorella.
Rita fece un salto di gioia, anche se solo con la mente. Ci teneva parecchio a lui. D'altronde
Claude era un cavallo vincente che, anche nelle serate pi loffie, riusciva a incantare il pubblico
dello Hooligans, invogliandolo a spendere. Claudette non era stata tanto disposta a mettere le
proprie arti magiche al servizio del conto in banca di Rita, mentre Claude non ci aveva pensato due
volte a dar fondo alle sue capacit fatate, perch riscuotere ammirazione era pane per il suo ego e
aveva poco o niente a che fare col tornaconto economico.
Lessi tutto questo nel pensiero che attravers come un lampo la mente di Rita.
Okay, dissi alzandomi, qui ho finito.
L'interrogata ne fu felice.
Ci fermammo in cucina, dove ci attendeva l'ultimo sospetto. L'avevano costretto sotto il tavolo e
gli avevano messo davanti un bicchiere con una cannuccia, in modo che se gli fosse venuta sete si
sarebbe potuto sporgere per bere. Non era nemmeno imbavagliato: evidentemente, in quanto ex
amante di Claude, gli era stato riservato un trattamento di favore.
Traghettai lo sguardo da Jeff a Claude, cercando di fare mente locale. Jeff aveva baffi bruni da
regolare, una barba di due giorni e piccoli occhi color nocciola. Mi sembrava pi in forma di tanti
buttafuori che conoscevo ed era perfino pi alto di Claude. Per non mi colp e pensai, forse per la
milionesima volta in vita mia, che l'amore strano.
Alla vista del suo ex amante Claude s'irrigid e cerc di assumere un'aria da duro.
Sono qui per scoprire che cosa sai riguardo alla morte di Claudette, dissi, dato che

l'interrogatorio di Rita si era svolto a pochi metri di distanza. Possiedo doti telepatiche, ma per
stabilire il contatto, mentre ti faccio le domande devo toccarti.
Jeff annu. Era molto teso e teneva gli occhi incollati su Claude. Nel frattempo gli era stato
permesso di uscire da sotto il tavolo, quindi mi misi dietro di lui e posai le mani sulle sue belle
spalle, spostando leggermente la maglietta per fare in modo che i miei pollici toccassero la pelle del
collo.
Raccontami cos'hai visto stasera, lo incitai.
Claudette venuta a ritirare l'incasso del primo spettacolo, rispose. La sua voce era pi acuta
di quanto mi aspettassi e l'accento non era delle nostre parti. Florida, forse. Non la sopportavo
perch s'immischiava nella mia vita privata e avrei preferito non averci niente a che fare. Ma era
Rita a dettare gli ordini e non potevo non obbedire. Dallo sgabello su cui mi trovavo, l'ho vista
mettere il denaro nella busta. Ha lasciato solo qualche spicciolo nel cassetto, per i resti.
Ha avuto problemi con qualche cliente?.
No. Era la serata per sole donne e loro non fanno casino all'ingresso. Ho solo dovuto portarne
via una di peso dal palco durante il secondo spettacolo: si era entusiasmata un po' troppo per il
Muratore... Per il resto me ne sono stato sul mio sgabello a non far niente.
Quando scomparsa Claudette?.
Quando sono tornato al mio posto, dopo aver riportato la focosa spettatrice al tavolo, non c'era
pi. L'ho cercata e ho chiesto a Rita se si fosse presa una pausa; ho controllato perfino nei bagni.
Solo quando sono rientrato al gabbiotto ho visto quella roba che luccicava.
Che roba?.
Quella che lasciamo quando svaniamo, mormor Claude. Polvere di fata.
La raccoglievano con scopino e paletta per conservarla? Ero curiosa, ma chiederlo sarebbe stato
di cattivo gusto.
Poi terminato anche il secondo spettacolo, il club doveva chiudere, sono andato a vedere fra
le quinte se per caso Claudette fosse l e poi, non so bene come, mi sono ritrovato qui con Claude e
Claudine.
Non sembrava molto arrabbiato.
Sai niente della morte di Claudette?.
No. E me ne dispiace. So che dev'essere dura per Claude. I suoi occhi erano fissi sul gemello,
che sosteneva lo sguardo con uguale intensit. Ci ha divisi, ma adesso sparita di scena.
Ho bisogno di sapere, disse Claude a denti stretti.
Mi chiesi, per la prima volta, cos'avrebbero fatto i gemelli se non avessi scoperto il colpevole. Il
pensiero mi raggel, spronando il mio cervello ad accelerare.
Claudine, chiamai. Arriv con in mano una mela. Aveva l'aria stanca e affamata: niente di
strano, considerato che doveva aver lavorato tutto il giorno ed era l, in piena notte, a piangere la
sorella scomparsa.
Puoi portare qui Rita?, chiesi. E tu, Claude, vai a prendere Barry.
Quando fummo riuniti in cucina, dissi: Da quello che ho visto e sentito, pare che Claudette sia
svanita durante il secondo spettacolo. Dopo un istante di riflessione annuirono tutti. Barry e Rita
erano di nuovo imbavagliati, iniziativa che trovai ottima.
Durante la prima esibizione, ricapitolai con calma, facendo mente locale, Claudette ha preso
il denaro. Claude era sul palco. Barry pure ma, anche nei momenti in cui non c'era, non mai
tornato alla cassa. Rita si trovava nel suo ufficio.
Altro giro di consensi.
Nell'intervallo fra il primo e il secondo spettacolo il club si svuotato.
S, disse Jeff. Barry venuto a prendere i suoi clienti e io ho controllato che non ci fosse
rimasto nessun altro.
Quindi ti sei allontanato dal gabbiotto.
Be', s. Ma lo faccio cos spesso che non tengo nemmeno il conto delle volte.
Sempre durante l'intervallo, Rita passata a ritirare l'incasso da Claudette.
Rita annu enfaticamente.

Alla fine dell'intervallo i clienti di Barry se ne sono andati. Barry fece segno di s con la testa.
E tu, Claude, che hai fatto?.
Sono uscito a. prendere qualcosa da mangiare, rispose. Prima di ballare non mangio granch,
ma dovevo mettere "qualcosa nello stomaco. Quando sono tornato, Barry era solo e si stava
preparando per la seconda esibizione. Mi sono preparato anch'io.
Io mi sono rimesso sullo sgabello, intervenne Jeff. Claudette era pronta alla cassa, con
timbro, busta e spiccioli per il resto. A parte la voglia di parlarmi, non le mancava niente.
Sei sicuro che fosse Claudette?, chiesi di punto in bianco.
Non era Claudine, se questo che vuoi sapere, rispose. Claudine dolce quanto Claudette
era acida, e poi stanno sedute in maniera diversa.
Claudine gett il torsolo di mela nella pattumiera con aria lusingata e mi sorrise, concedendomi
implicitamente il perdono per aver fatto domande su di lei.
- La mela.
Claude, impaziente, fece per parlare, ma lo bloccai alzando una mano.
Adesso chiedo a Claudine di togliervi il bavaglio, spiegai rivolta a Barry e Rita, ma vi prego
di non parlare se non interrogati, d'accordo?. Annuirono entrambi.
Claudine esegu, mentre il suo gemello mi fissava furente.
I pensieri mi galoppavano in testa come un branco di bisonti in fuga.
Cos'ha fatto Rita con la busta del denaro?.
Dopo il primo spettacolo?, chiese Jeff con aria confusa. Te l'ho detto, l'ha portata con s.
Nella mente mi risuon un campanello d'allarme. Ero sulla pista giusta.
Hai detto che, all'inizio del secondo spettacolo, Claudette era alla cassa e aveva tutto pronto.
S, allora? Aveva pronti il timbro, la busta e gli spiccioli per il resto, conferm Jeff.
Avrebbe dovuto avere una seconda busta per i soldi, dato che Rita si era portata via la prima.
Invece, quando Rita passata a prendere l'incasso del primo spettacolo, aveva in mano la seconda
busta, dico bene?.
Jeff si sforz di ricordare. Uhm, direi di s.
Tu che dici, Rita? Avevi con te la seconda busta?.
No, rispose lei. Ce n'erano gi due alla cassa. Ho preso quella piena e l'altra rimasta l per
l'incasso del secondo spettacolo.
Barry, hai visto Rita andare alla cassa?.
Lo spogliarellista si mise a riflettere freneticamente. Sentivo ogni suo pensiero rimbombarmi in
testa.
Aveva in mano qualcosa, disse infine. Ne sono sicuro.
No, url Rita stridula. Era gi l!.
Ma che importanza ha la busta?, chiese Jeff. E una normale busta di plastica con la zip, come
avrebbe potuto fare del male a Claudette?.
E se fosse stata intrisa all'interno con succo di limone?.
Le due fate trasalirono all'orrendo pensiero.
Sarebbe bastato a uccidere Claudette?, chiesi loro.
Oh, s, rispose Claude. Era particolarmente sensibile al succo di limone, bastava l'odore a
darle la nausea. Figurati che il giorno di bucato stava sempre male, finch abbiamo scoperto che le
lenzuola erano profumate al limone. Ogni volta che va a fare la spesa, Claudine deve controllare i
prodotti a uno a uno, ce ne sono un mucchio con quell'odore maledetto.
Rita si mise a urlare, un ululato tipo antifurto che sembrava non voler finire mai. Lo giuro, non
sono stata io, gridava, non l'ho uccisa io!. La sua mente, per, ripeteva: "Beccata, beccata,
beccata".
Invece sei stata proprio tu, la accusai.
I due gemelli si piazzarono davanti alla sua sedia. Adesso ci cedi il locale, disse Claude.
Che cosa?.
Ci cedi il locale. Te lo paghiamo un dollaro.
Perch mai dovrei? Senza cadavere non potete nemmeno andare alla polizia. Che cosa

raccontereste: "Salve, sono una fata e sono allergica al limone"?, disse Rita con una risata. Chi vi
crederebbe?.
Fate?, disse Barry con un filo di voce.
Jeff non apr bocca. Non sapeva dell'allergia al limone dei tre gemelli e non si era reso conto che
il suo amante era una fata. A volte la razza umana mi preoccupa.
Io lascerei andare Barry, suggerii.
Claude, che era rimasto a fissare Rita come un gatto incantato davanti a un canarino, parve
risvegliarsi. Ciao, Barry, ci vediamo domani sera al club, disse educatamente mentre lo slegava.
Da oggi l'incasso ce lo mettiamo in tasca noi.
Be', gi, rispose Barry alzandosi.
Nel frattempo Claudine muoveva le labbra: il viso di Barry si fece improvvisamente privo
d'espressione e si rilass. Arrivederci, cara, stata una bella festa, mi disse in tono amichevole.
E stato un piacere conoscerti, Barry, risposi.
Vieni a vedere lo spettacolo, qualche volta. Mi salut con un cenno della mano e si diresse
alla porta. Claudine lo accompagn sulla soglia ma fu di ritorno in un lampo.
Intanto Claude aveva liberato Jeff. Gli diede un bacio, disse Ti chiamo presto e lo spinse
dolcemente verso l'uscita posteriore. Claudine ripet l'incantesimo e anche dal volto di Jeff
scomparve ogni traccia di tensione. Ciao, disse il buttafuori chiudendosi la porta alle spalle.
Hai intenzione di fare la magia anche a me?, chiesi con una nota stridula nella voce.
Ecco i tuoi soldi, disse Claudine prendendomi la mano. Grazie, Sookie. Non credo sia
necessario cancellarle la memoria, vero, Claude? stata cos in gamba!. Mi sentivo come un
cucciolo che aveva imparato a non fare i bisogni sul tappeto.
Claude mi studi per un minuto, poi annu e torn a rivolgere la sua attenzione a Rita, che nel
frattempo si era ripresa dal panico.
Nella mano di Claude apparve, dal nulla, un contratto. Firma, le intim, e io le porsi la penna
che stava sul tavolino accanto al telefono.
Vi prendete il club in cambio della vita di vostra sorella, osserv Rita, scegliendo di
manifestare la propria incredulit in un momento a mio avviso sbagliatissimo.
Certo.
Rita lanci alle due fate uno sguardo di disprezzo. In un baluginare d'anelli afferr la penna e
firm l'atto. Poi si alz in piedi, si lisci il vestito sui fianchi tondi e butt indietro la testa. Me ne
vado, disse. Possiedo un altro locale a Baton Rouge, mi trasferisco laggi.
E anche di corsa, disse Claude.
Cosa?.
Comincia a correre. Ci devi dei soldi e una battuta di caccia per la morte di nostra sorella. I
soldi li abbiamo o, per lo meno, abbiamo il mezzo per farli, disse sventolando il contratto.
Manca la battuta di caccia.
Non giusto.
In effetti, questo raccapricciava anche me.
Chi ha mai parlato di giustizia?, intervenne Claudine glaciale. Faceva impressione: non era
pi n dolce, n svampita. Se entro un anno non siamo riusciti a prenderti, ti lasciamo vivere.
Un anno!. Rita stava realizzando la concretezza di quella frase e la disperazione cominciava a
farsi largo sul suo volto.
A partire da... Adesso, disse Claude alzando gli occhi dall'orologio. Conviene che ti muovi.
Ti concediamo quattro ore di vantaggio.
Tanto per rendere la cosa un po' pi stimolante, precis Claudine.
Oh, Rita, a proposito, la richiam Claude. La donna, che stava correndo alla porta, si ferm e
si volt a guardarlo.
Non useremo il limone, concluse lui con un sorriso.

TANTI AUGURI,DRACULA

L'invito era nella cassetta della posta all'imbocco del vialetto di casa. Quella mattina, andando al
lavoro, mi ero ricordata che non la controllavo da un paio di giorni, sicch mi ero fermata e sporta
dal finestrino dell'auto per recuperarne il contenuto. Non c'era mai niente d'interessante fra la posta,
solo qualche pubblicit di Dollar General o Wal-Mart, oppure uno di quei sinistri volantini con cui ti
invitano a pensare al futuro e acquistare per tempo una fossa al cimitero.
Questa volta, per, oltre alle bollette della luce e della TV via cavo, che misi da parte con un
sospiro, c'era una sorpresa: una bella busta spessa color crema, di quelle che si usano per gli inviti
importanti. L'indirizzo era stato vergato da qualcuno che non solo aveva fatto un corso di
calligrafia, ma l'aveva anche passato a pieni voti.
Tirai fuori un coltellino a serramanico dal cassetto del cruscotto e aprii la busta con tutta la cura
che meritava. Non ricevo molti inviti e quelli che mi arrivano sono su carta dozzinale, pi che
filigranata. L'evento andava gustato. Estrassi delicatamente il biglietto ripiegato e lo aprii.
Qualcosa mi svolazz in grembo - un foglietto di carta pergamena. Passai il dito sui caratteri in
rilievo. Wow.
Avevo tirato per le lunghe i preliminari il pi possibile, era arrivato il momento di leggere. Lo
svolazzante corsivo mi comunicava che:
Eric Northam
E lo Staff del Fangtasia
La invitano a onorare della Sua presenza
La Festa di Compleanno
Del Signore delle Tenebre
Principe Dracula
Il 13 gennaio, a partire dalle ore 22,00
Intrattenimento musicale a cura del Duca della Morte
E richiesto labito da sera

RSVP

Lessi l'invito due volte. E poi ancora una terza.


Andai al lavoro con la testa fra le nuvole, ma per fortuna non c'era traffico. Quando dalla
Hummingbird Road svoltai a sinistra per il Merlotte's, a momenti mancavo l'entrata del parcheggio.
Inchiodai in extremis e attraversai lo spiazzo fino al retro del bar, dov'erano i posti riservati ai
dipendenti.
Entrai nell'ufficio del capo, Sam Merlotte, per riporre la borsa nel profondo cassetto della
scrivania che aveva sgomberato apposta per noi cameriere. Seduto al tavolo, Sam alz la testa dalla
dichiarazione dei redditi che stava esaminando e mi sorrise. Doveva essersi messo le mani nei
capelli, perch la sua criniera ramata era ancora pi sconvolta del solito.
Sookie, disse, come va?.
Bene, risposi. In lotta con i moduli delle tasse, eh?. Controllai di avere la maglietta ben
infilata dentro la cintura, in modo che il ricamo MERLOTTE's sopra il seno sinistro non fosse
sghembo, e tolsi un lungo capello biondo che spiccava sul nero dei pantaloni. Per fare la coda mi
piegavo sempre in avanti e spazzolavo a lungo i capelli, cos venivano belli lisci.
Perch non ti affidi a un commercialista?.
Ho pensato che se mi ci mettevo per tempo potevo arrangiarmi da solo.

Lo diceva ogni anno e all'ultimo minuto correva dal commercialista, che era costretto a chiedere
una proroga.
Senti, l'hai ricevuto anche tu?, chiesi mostrandogli l'invito.
Sam pos non senza sollievo la penna e prese il biglietto. Dopo avergli dato una rapida scorsa
rispose: No. Ma non invitano i mutaforma, di solito. Al massimo il capobranco del posto o
qualche altro essere sovrannaturale che ha reso loro un servizio particolare... tipo te.
Io non sono sovrannaturale, replicai sorpresa. Ho soltanto un... problema.
Non cos che definirei la telepatia, ribatt Sam. L'acne un problema. La timidezza un
problema. Riuscire a leggere nella mente un dono.
O una maledizione, conclusi. Girai intorno alla scrivania per infilare la borsa nel cassetto e
Sam si alz. Io sono sul metro e sessantotto e lui mi supera forse di tre centimetri. Non un tipo
massiccio ma, essendo un mutaforma, molto pi forte di un umano della sua taglia.
Hai intenzione di andarci?, chiese. Halloween e il compleanno di Dracula sono le uniche due
ricorrenze che i vampiri festeggiano e, a quanto ho sentito dire, fanno le cose in grande.
Non lo so ancora, risposi. Magari pi tardi, nella pausa, chiamo Pam. Pam, il braccio destro
di Eric, quanto di pi simile a un'amica ho fra i vampiri.
Le telefonai appena dopo il tramonto. Ma esistito davvero un Conte Dracula? Credevo fosse
un'invenzione, commentai dopo averle detto dell'invito.
E esistito veramente, conferm lei. Vlad Tepes, un principe valacco di Trgovite, se non
ricordo male. Mi stava dando informazioni piuttosto concrete riguardo all'esistenza di quello che
avevo sempre creduto essere un parto congiunto di Bram Stoker e Hollywood. Quando ancora
apparteneva al genere umano, Vlad iii era gi pi feroce e assetato di sangue di qualunque vampiro.
Si divertiva a impalare la gente. Alcuni impiegavano ore a morire.
Rabbrividii. Che orrore.
I suoi sudditi lo temevano, naturalmente, ma i vampiri del posto ne erano cos ammirati che,
quando fu sul punto di morire, lo trasformarono in uno di loro, inaugurando cos una nuova era per
i vampiri. Alcuni monaci ne seppellirono il corpo sull'isola di Snagov, ma la terza notte Vlad Tepes
si lev dai morti e divenne il primo succhiasangue moderno. Prima di lui, i vampiri erano esseri...
be', disgustosi. Sporchi, vestiti di stracci, si scavavano la tana al cimitero come bestie. Vlad Dracul,
invece, era stato un principe e non ci pensava nemmeno ad andarsene in giro come un pezzente per
vivere dentro una buca. Ne parlava come s ne andasse fiera.
Cercai d'immaginarmi Eric che sbucava cencioso dal terreno, ma non ci riuscii. Quindi, non
tutta un'invenzione di Bram Stoker ispirata alle leggende popolari?.
Solo in parte. Ovviamente Stoker non sapeva bene che cosa Dracula, come lo chiamava lui,
fosse o non fosse in grado di fare, ma era talmente affascinato dal personaggio che cond la storia di
dettagli inventati per darle pi gusto. Un po' come Anne Rice con Louis, una specie di Intervista col
vampiro ante litteram. Dracula non fu contentissimo che Stoker scegliesse d'immortalare un
momento cos poco felice, per apprezz la fama che gliene derivata.
Ma non sar presente di persona alla festa, vero? Cio, si terranno celebrazioni in ogni parte del
mondo.
Qualcuno sostiene che ogni anno appaia in un posto diverso, a sorpresa, rispose Pam
abbassando la voce, ma la probabilit cos remota che sarebbe come vincere alla lotteria. Per
c' chi ci spera.
In sottofondo sentii Eric che chiedeva: Con chi stai parlando, Pam?.
Okay, disse lei col suo vago accento britannico che, chiss perch, faceva suonare la parola
ancora pi americana. Devo andare. Ci vediamo.
Mentre riagganciavo il telefono, Sam disse: Tieni gli occhi aperti se vai alla festa, mi
raccomando. Qualche vampiro si lascia prendere il canino dall'entusiasmo, al compleanno di
Dracula.
Grazie, Sam, risposi, far tesoro del consiglio. In effetti coi vampiri, per amici che siano,
bisogna sempre stare sul chi va l. Da quando, qualche anno prima, i giapponesi avevano inventato
un sangue sintetico che soddisfaceva il loro fabbisogno nutrizionale, i non morti a stelle e strisce

avevano potuto uscire dall'ombra e sedersi a tavola insieme a tutti gli altri. Dal giorno della Grande
Rivelazione (in cui avevano pubblicamente manifestato la propria esistenza, tramite portavoce
accuratamente selezionati), anche nella maggior parte dell'Europa occidentale i vampiri vivevano
tranquillamente alla luce del sole - per modo di dire, ovvio. In America Latina, invece, molti si
erano pentiti di aver fatto outing e nei paesi musulmani... be', erano rimasti davvero in pochi. I
vampiri che vivevano nelle zone meno tolleranti del pianeta tendevano a emigrare verso nazioni
dalla mentalit pi aperta, col risultato che il Congresso americano stava prendendo in
considerazione l'opportunit di chiudere k frontiere per limitare l'afflusso dei non morti in cerca di
asilo politico. Inutile dire che, non appena la cosa si era risaputa, i vampiri dagli accenti pi esotici
avevano preso d'assalto il paese. La maggior parte entrava clandestinamente dalla Louisiana,
notoriamente ben disposta nei confronti dei Freddi, come li chiamava il Fangbanger Xtreme.
Era pi divertente pensare ai vampiri che leggere nella mente dei miei concittadini. Ovviamente,
dato che tengo alla mancia, giravo fra i tavoli con il solito sorrisone stampato in faccia, ma quella
sera non riuscivo a metterci il cuore. Nonostante fosse gennaio, la giornata era stata calda e nella
testa dei clienti era tutto uno scoppiettare di pensieri primaverili.
Facevo di tutto per non sintonizzarmi ma, proprio come una radio, capto un mucchio di segnali,
che lo voglia o no. Certi giorni riesco a controllarne il flusso abbastanza bene, altri meno. Quella
era una sera meno. Hoyt Fortenberry, il migliore amico di mio fratello, stava pensando a sua madre
che voleva fargli piantare altri dieci cespugli di rose nel suo gi sovraffollato giardino. Immusonito
ma incapace di sottrarsi ai doveri filiali, Hoyt si chiedeva quanto tempo gli ci sarebbe voluto. La
mia collega nonch amica di vecchia data Arlene si domandava come indurre il fidanzato a farle la
famigerata proposta di matrimonio: come le rose, quel pensiero le fioriva in testa a ogni primavera.
La sottoscritta, invece, giostrandosi fra i tavoli vuoti da ripulire e quelli occupati da servire (c'era
un sacco di gente affamata quella sera e le crocchette di pollo andavano a ruba), si chiedeva dove
rimediare un abito da sera per la festa. Nell'armadio avevo ancora il vestito che mi aveva cucito mia
zia Linda per il ballo del liceo, ma era tremendamente fuori moda. E, nonostante i miei ventisei
anni, non avevo mai fatto da damigella a un matrimonio, perch nessuna delle mie amiche si era
mai sposata, a parte Arlene, che per andava all'altare talmente spesso che alle damigelle nemmeno
ci pensava. Per il resto, gli abiti eleganti che avevo comprato in occasione degli eventi organizzati
dai vampiri avevano fatto tutti una brutta fine... a volte in circostanze piuttosto spiacevoli.
In genere, se avevo bisogno di qualcosa di nuovo da mettermi andavo al negozio della mia
amica Tara, che per alle sei di sera chiudeva. Cos, uscita dal lavoro, mi diressi al Pecanland Mail,
il centro commerciale di Monroe. Trovai quello che faceva al caso mio da Dillard's. Dico la verit,
il vestito mi piaceva cos tanto che l'avrei comprato anche se non fosse stato in saldo, ma pagare
venticinque dollari un capo che in partenza ne costava centocinquanta trasformava un acquisto
azzeccato in un trionfo. Era deliziosamente semplice, color rosa confetto, con il bustino senza
spalline ricoperto di paillette e la gonna di chiffon. Mi sarei lasciata i capelli sciolti e avrei messo
gli orecchini di perle della nonna. E un paio di sandali argentati che avevo visto prima, super
scontati pure loro.
Risolto il problema della mise, scrissi un bel biglietto con cui accettavo formalmente l'invito e lo
imbucai. Ero pronta per andarci.
Tre sere dopo bussavo all'ingresso secondario di Fangtasia, con l'equipaggiamento chiuso in un
sacchetto che reggevo come una reliquia.
Hai un look piuttosto informale, osserv Pam facendomi entrare.
Non volevo sciupare il vestito, risposi puntando dritta alla toilette.
La porta non aveva la serratura, cos Pam rimase di guardia mentre mi cambiavo. Quando mi
vide uscire con il fagotto dei vestiti "normali" sotto il braccio, s'illumin di un sorriso.
Sei uno splendore, disse. Lei indossava uno smoking in lam argentato ed era una vista da
togliere il fiato. Io ho dei bei capelli, biondi e ondulati, ma i suoi sono color grano e lisci come la
seta. Entrambe abbiamo gli occhi azzurri, ma lei li ha pi chiari e pi tondi, e non batte troppo le
palpebre. Eric sar molto contento.
Arrossii. Io e lui avevamo una storia che ormai era storia, vissuta mentre era stato colpito da

amnesia. Adesso non ricordava pi niente. Pam, invece, s. Come se m'importasse qualcosa di
quello che pensa, dissi.
Lei fece un sorriso sghembo. Certo, comment, lui del tutto indifferente a te e tu a lui.
Finsi di non cogliere l'ironia nel suo tono di voce, prendendo la frase nel suo senso letterale. Con
mia grande sorpresa, mi sfior la guancia con un bacio. Grazie per essere venuta, disse. Magari
lo aiuti a darsi una calmata. In questi ultimi giorni stato un incubo averci a che fare.
Come mai?, chiesi, anche se non ero sicura di volerlo sapere.
Hai presente Il Grande Cocomero, il fumetto di Charlie Brown?.
La domanda mi prese in contropiede. Certo, risposi. E tu?.
Oh s, l'ho letto un mucchio di volte, replic lei placida. Mi concesse un minuto per digerire
l'informazione. Ogni anno, al compleanno di Dracula, Eric si comporta allo stesso modo. E
convinto che il Conte si presenter alla sua festa. Frigge, freme, si sbatte come un pazzo. Ha fatto
ristampare gli inviti due volte, col risultato che li ha spediti all'ultimo minuto. E adesso che la
grande serata sta per iniziare, praticamente fuori di s.
Un caso di deragliamento psichico da idolatria?.
Certo che hai un modo di esprimerti, tu..., osserv Pam ammirata. Eravamo di fronte alla
porta dell'ufficio di Eric e lo sentivamo sbraitare.
Non contento del nuovo barista. Dice che non ha procurato abbastanza bottiglie di quello che,
stando a un'intervista apparsa su "American Vampire", il sangue preferito dal Conte.
Cercai d'immaginarmi Vlad l'Impalatore che chiacchierava amabilmente con un giornalista. Di
certo non avrei voluto trovarmi l, col taccuino in mano. Di che marca ?, chiesi, riprendendo il
filo della conversazione.
Dicono che il Principe delle Tenebre beva di preferenza Royalty.
Come mai non ero sorpresa?
Il Royalty un sangue imbottigliato molto, molto raro. Fino a quel momento, anzi, avevo
creduto che non esistesse nemmeno, che fosse una specie di leggenda. E un mix di sangue sintetico
e sangue reale - nel doppio senso di 'vero' e di 'provvisto di titolo nobiliare'. Ma adesso non
immaginatevi vampiri di pochi scrupoli che tendono imboscate al principino William, o roba del
genere: un mucchio di reali minori, sparsi per l'Europa, erano pi che disposti a cedere qualche
goccia di sangue blu per delle cifre astronomiche.
Dopo un mese di telefonate siamo riusciti a procurarcene due bottiglie, stava dicendo Pam
torva, a un prezzo che ci ha praticamente svenati. Negli affari Eric ha sempre avuto la testa sulle
spalle, ma quest'anno sembra uscito di senno. Per di pi, col fatto che contiene sangue autentico, il
Royalty non si conserva per sempre... e adesso Eric addirittura preoccupato che due bottiglie non
siano abbastanza. Che poi, con tutte le voci che girano sul conto di Dracula, come si fa a sapere se
vero che beve solo Royalty? Ha sentito dire che potrebbe chiedere anche del sangue... naturale.
Sangue naturale? Ma vietato dalla legge, a meno che non provenga da un donatore
volontario.
Qualunque vampiro che avesse prelevato sangue da un umano senza il suo consenso sarebbe
stato giustiziato tramite infissione di un paletto nel cuore o, a scelta, esposizione alla luce del sole.
L'esecuzione veniva affidata, di norma, a un altro vampiro, al soldo dello Stato. Per me, quelli che
prelevavano sangue da una persona contro la sua volont meritavano la punizione, soprattutto
perch c'erano in giro un sacco di vampirofili che non vedevano l'ora di farsi azzannare alla
giugulare.
E nessun vampiro pu uccidere Dracula, o anche solo colpirlo, aggiunse Pam in quel
momento, come se fosse sintonizzata sui miei pensieri. Non che a qualcuno di noi verrebbe mai in
mente di colpire il nostro principe, ovviamente, si affrett a chiarire.
Certo che no, pensai.
tenuto in tale venerazione che chiunque lo attaccasse verrebbe condannato all'esposizione al
sole. Inoltre, gli garantiamo un sostegno economico.
Mi chiesi se ci fosse anche qualcuno addetto a passargli il filo interdentale fra i canini.
La porta dell'ufficio di Eric si spalanc con tale violenza che torn indietro e si richiuse. Poi si

riapr pi lentamente e apparve lui. Rimasi a bocca aperta. Era da divorare con gli occhi. Eric
molto alto, molto biondo e molto largo di spalle. Indossava un'impeccabile smoking di sartoria da
far invidia a James Bond, una camicia bianca immacolata e un farfallino annodato a mano. I lunghi
capelli ondulati gli ricadevano morbidamente sulle spalle e...
James Blond, mormorai. Aveva gli occhi che brillavano d'eccitazione. Senza dire una parola
mi prese fra le braccia, mi stese in un casqu rasoterra e mi baci - con labbra, lingua, annessi e
connessi basculanti. Oh mamma, mamma, mamma. Mentre mi riportava in posizione verticale ero
tutta un tremito. Dal sorriso soddisfatto gli spuntavano i canini luccicanti. Si era tolto uno sfizio.
Ciao anche a te, dissi in tono secco appena ritrovai il fiato.
Mia deliziosa amica, disse lui inchinandosi.
Non ero sicura di poter essere definita amica e quanto al deliziosa dovevo fidarmi della sua
parola. Qual il programma della serata?, chiesi, sperando che i bollenti spiriti gli scendessero
rapidamente a temperature pi sopportabili.
Si balla, si ascolta musica, si beve sangue, ci si gode lo spettacolo e si aspetta l'arrivo del
Conte, rispose. Sono cos felice che tu sia qui. Abbiamo un sacco di ospiti speciali, ma tu sei
l'unica telepate.
Certo, replicai fiaccamente.
Sei pi bella del solito questa sera, disse Lyle. Era alle sue spalle e non l'avevo notato. Fisico
asciutto, viso sottile, capello nero a cresta, Lyle non possedeva la presenza fisica che Eric aveva
acquisito in un millennio di vita. Veniva da Alexandria e stava facendo pratica a Fangtasia perch
voleva aprire un suo bar per vampiri. Reggeva un piccolo frigorifero portatile, facendo grande
attenzione a non inclinarlo.
Il Royalty, precis Pam con voce neutra.
Posso vederlo?, chiesi.
Eric sollev il coperchio e mi mostr il contenuto del frigorifero: due bottiglie blu (per via del
sangue nobile, dedussi) con il simbolo di una tiara e la dicitura Royalty, in caratteri gotici,
sull'etichetta.
Molto carine, commentai, tutt'altro che impressionata.
Ne sar entusiasta, esclam Eric, felice come non l'avevo mai visto.
Sembri proprio convinto che il... che Dracula venga qui, dissi. L'ingresso si era riempito di
ospiti e cominciammo a spostarci verso la sala.
Ho avuto un incontro d'affari con il procuratore di Sua Signoria, rispose, in occasione del
quale ho fatto presente quale onore sarebbe stato per me e per il mio locale avere il Maestro come
ospite.
Pam alz gli occhi al cielo.
L'hai corrotto, tradussi. Ecco perch era tanto su di giri e aveva investito una fortuna in
Royalty.
Non avrei mai immaginato che potesse nutrire tanta sfrenata, adorante ammirazione per
qualcuno che non fosse se stesso, n che fosse disposto a spendere tanti soldi per una cosa del
genere. Eric era gentile, intraprendente e corretto nei confronti dei propri dipendenti, ma in cima
alla lista delle persone degne d'ammirazione c'era il suo nome, e al primo posto nell'elenco delle
priorit il suo benessere.
Sookie, mia cara, non sembri molto emozionata, disse Pam con un ghigno. Le piaceva
seminare zizzania e la serata si prospettava ideale da quel punto di vista. Mentre Eric si girava di
scatto a guardarmi, il viso di Pam riacquist la sua solita imperturbabilit.
Non credi che verr, Sookie?, chiese Eric. Alle sue spalle Lyle alz gli occhi al cielo.
Evidentemente non ne poteva pi nemmeno lui di quella storia.
Ero venuta con l'idea di trascorrere una piacevole serata mondana e invece ero finita su un
terreno minato.
Chi vivr, vedr, replicai prontamente, ed Eric parve soddisfatto della risposta. A proposito,
il locale una meraviglia. Il Fangtasia era il bar pi terra terra che si potesse immaginare, a parte,
forse, per le luci al neon e lo schema cromatico grigio e rosso. Pavimenti in cemento, tavoli e sedie

in metallo del modello semplice per la grande ristorazione, spar dozzinali. Non riuscivo a credere
che avesse subito una tale trasformazione. Dal soffitto pendeva una selva di striscioni su cui
campeggiava un orso rosso stilizzato su fondo bianco. L'animale era ritto in piedi e sul punto di
dare una zampata.
E la riproduzione dello stemma del Maestro, disse Pam rispondendo alla domanda implicita
nel mio indice puntato. Eric ha incaricato delle ricerche uno storico dell'Universit della Louisiana
specializzato in araldica. La sua espressione, per, diceva un'altra cosa, ovvero che Eric si era
lasciato buggerare alla grande.
Al centro della piccola pista da ballo, sopra un predellino, avevano piazzato un trono. Pi mi
avvicinavo, pi mi convincevo che fosse un attrezzo di scena preso a noleggio da qualche teatro: da
lontano faceva la sua figura, ma da vicino non tanto... Sopra, per, aveva un bel cuscino- ne rosso
per garantire il massimo comfort al regale deretano e, sotto, un riquadro di tappeto color carminio.
Al centro dei tavoli, su cui si alternavano tovaglie bianche e rosse, campeggiavano elaborate
decorazioni floreali. Nel- l'osservarne una mi venne da ridere: dal tripudio di verde e garofani rossi
spuntavano bare in miniatura e paletti di frassino a grandezza naturale. Eric aveva tirato fuori il suo
senso dell'umorismo, finalmente.
Al posto della solita wded, la stazione radio vampira, gli altoparlanti mandavano un suono di
violini struggente e vivace al tempo stesso. Musica transilvana, m'inform Lyle avendo cura di
mantenere un'espressione assolutamente neutra. Pi tardi il nostro dj, il Duca della Morte, ci
condurr in un viaggio musicale attraverso il tempo e lo spazio, aggiunse con la faccia di uno che
avrebbe preferito mangiare un chilo di lumache vive, piuttosto.
Accosto alla parete presso il bancone, notai un piccolo buffet per chi mangiava e una grossa
fontana di sangue per gli altri. Il sangue colava dolcemente lungo una cascata a gradini in vetro
opalino; tutt'attorno erano disposti calici in cristallo. Un filo eccessiva, pensai.
Perbacco, commentai fiacca, mentre Eric e Lyle ci lasciavano per raggiungere il bar.
Non ti dico quanto ci costata, replic Pam scuotendo la testa sgomenta.
Il locale brulicava di vampiri, com'era prevedibile. Riconobbi Indir, Thalia, Clancy, Maxwell
Lee e Bill Comp- ton, il mio ex. Un'altra ventina di loro li avevo visti una volta o due, perch
vivevano nell'Area Cinque sotto l'autorit di Eric, ma i pochi altri mi erano del tutto sconosciuti,
compreso il tizio dietro il bancone che doveva essere il nuovo barista. Al Fangtasia i baristi non
duravano a lungo.
E poi c'erano i sovrannaturali, n vampiri n umani. Il colonnello Flood, capobranco dei lupi
mannari di Shreve- port, era seduto a tavola con Calvin Norris, decano della piccola comunit di
pantere mannare che viveva a Hot Shot, appena fuori Bon Temps. Flood, ex colonnello
dell'Aeronautica in pensione, se ne stava tutto impettito dentro un completo di buona fattura, mentre
Calvin indossava la sua idea di abito della festa: camicia western, jeans nuovi, stivali e cappello
nero da cowboy. Nel vedermi si port un dito alla tesa e fece una smorfia ammirata. Il saluto del
colonnello fu pi contegnoso, ma comunque amichevole.
Uno degli invitati era un tipetto massiccio che mi ricordava tanto un goblin conosciuto tempo
addietro ed ero sicura appartenesse a quella specie. I goblin sono molto forti e si irritano facilmente,
ma quando si arrabbiano hanno un tocco ustionante, sicch decisi di stargli alla larga. Era tutto
preso a chiacchierare con una donna magrissima dallo sguardo folle, vestita di foglie e tralci di vite.
Non avevo nessuna intenzione di indagare sul motivo di quel look.
Fate, ovviamente, non ce n'erano. Il loro effetto sui vampiri lo stesso dell'acqua zuccherata sui
colibr.
Il nuovo acquisto del Fangtasia era basso e massiccio, con una lunga e ondulata chioma scura.
Aveva un naso importante e occhi grandi, e mentre preparava i cocktail si guardava attorno con aria
divertita.
Chi quello?, chiesi facendo segno col mento verso il bar. E da dove arrivano tutti questi
nuovi vampiri? Eric sta allargando il giro?.
Tutti i vampiri non residenti che intendono partecipare alla festa in onore di Dracula devono
registrarsi alla pi vicina stazione di polizia e poi possono dirigersi qui, per questo ce ne sono che

non conosci, mi rispose Pam. Quanto al nuovo barista, si chiama Milos Griesniki ed appena
arrivato dal Vecchio Mondo. Un tipo disgustoso.
Perch?, domandai guardandola.
uno spione ficcanaso.
Era la prima volta che la sentivo esprimere un giudizio tanto deciso e fissai il barman,
incuriosita.
Fa un mucchio di domande su quanti soldi ha Eric, su quanto incassa il bar e pure sulla paga
delle nostre bariste umane.
A proposito, dove sono finite?. Le bariste erano tutte vampirofile e di solito era impossibile
non notarle, strizzate com'erano in tutine aderenti nere e lucide, con il viso sbiancato quasi pi di un
non morto.
Troppo pericoloso per loro stasera, rispose Pam secca. A servire gli ospiti provvederanno
Indir e Clan- cy. Indir era avvolta in un bellissimo sari e, considerato che di solito girava in
jeans e maglietta, aveva fatto un bello sforzo. Clancy, capelli rossi arruffati e occhi di un verde
brillante, indossava un completo giacca e pantaloni: una premire anche quella. Ma si era concesso
una sciarpa mollemente annodata al posto della cravatta d'ordinanza. Quando intercett il mio
sguardo fece un gesto con la mano dalla testa ai piedi come a dire mica male, no?. Io sorrisi e
annuii anche se, a dire il vero, lo preferivo nella solita versione monellaccio con gli anfibi e tutto il
resto.
Eric volteggiava fra i tavoli dispensando abbracci, profondendosi in inchini e blaterando come
un forsennato. Non riuscivo a decidere se commuovermi o preoccuparmi per il suo comportamento
e alla fine feci entrambe le cose. Avevo proprio scoperto il suo lato debole.
Mi fermai a chiacchierare con Calvin e il colonnello Flood. Il colonnello era educato e distante
come sempre: era interessato solo ai suoi consimili mannari e da quando era in pensione limitava i
contatti con gli umani al minimo indispensabile. Calvin mi raccont che aveva rifatto il tetto di casa
da solo e m'invit ad andare a pesca con lui non appena avesse fatto pi caldo. Accolsi la proposta
con un gran sorriso ma senza promettere nulla. Mia nonna andava matta per la pesca, io invece
reggevo massimo due ore, dopodich dovevo passare ad altro. Nel frattempo osservavo Pam
districarsi alla perfezione nel ruolo di vice padrona di casa, assicurandosi che gli ospiti fossero
soddisfatti e rimbeccando aspra il nuovo barista se confondeva gli ordini. A un certo punto, udii
Milos Griesniki ribattere a una sua critica con una veemenza da lasciare di sasso, ma, sex c'era una
che sapeva badare a se stessa, quella era Pam.
Clancy, che da un mese era il direttore del locale, controllava che i portacenere venissero
svuotati regolarmente (qualche vampiro fumava) e che piatti e bicchieri usati scomparissero
prontamente dai tavoli. Quando attacc il Duca della Morte, la musica acquist ritmo e qualche
invitato si lanci in pista, mettendosi a volteggiare col completo abbandono che solo i non morti
riescono a concedersi.
Io e Calvin ci avventurammo in un paio di balli, ma non eravamo all'altezza nemmeno del pi
sciancato dei vampiri. Eric m'invit per un lento e, sebbene i suoi pensieri gravitassero attorno ai
possibili sviluppi della serata - in senso draculesco, ovviamente -, riusc a farmi vibrare perfino le
unghie dei piedi.
Arriver una notte, prima o poi, in cui saremo solo tu e io, sussurr.
Finito il pezzo, dovetti tornare di corsa al tavolo a bere qualcosa di fresco. Anzi, di ghiacciato.
All'approssimarsi della mezzanotte i vampiri si affollarono intorno alla fontana per riempirsi i
calici. Anche gli altri ospiti si alzarono in piedi. Io ero al tavolo di Calvin e del colonnello Flood
quando Eric apparve con un piccolo gong in mano e cominci a battere il conto alla rovescia. Se
fosse stato umano l'eccitazione gli avrebbe acceso le guance, nel suo caso gli illuminava solo gli
occhi. L'esaltazione lo rendeva bellissimo e inquietante al tempo stesso.
Quando anche l'ultima vibrazione del gong si fu spenta, Eric alz il bicchiere e disse: Siamo
qui riuniti, in questa memorabile occasione, nella speranza che il Signore delle Tenebre ci onori
della sua presenza. Oh Principe, manifestati a noi!.
In reverente silenzio aspettavamo tutti che il Grande Cocomero, voglio dire, il Signore delle

Tenebre si degnasse di apparire. Proprio mentre l'espressione di Eric cominciava a virare verso la
delusione, una voce aspra spezz la tensione che regnava nel locale.
Eccomi a te, mio leale figliolo!. Milos Griesniki balz fuori dal bancone strappandosi di dosso
giacca, camicia e pantaloni, e rivelando un'incredibile tutina fatta di un qualche materiale stretch
nero e lucido. Una cosa che avrei visto bene, al limite, addosso a una ragazzina che non ha i soldi
per comprarsi un abito chic per la festa del liceo e ripiega su una soluzione alternativa e sexy. Ma a
lui, col suo fisico compatto, i baffi e i lunghi riccioli neri, dava pi che altro un'aria da acrobata
circense di terza categoria.
Un mormorio eccitato serpeggi fra gli ospiti. Calvin borbott un Merda.... Il colonnello
Flood annu, come a significare che gli aveva rubato la parola di bocca.
Il barista si mise regalmente in posa di fronte a Eric, il quale, dopo un istante di sbandamento, si
profuse in un profondo inchino. Mio signore, disse, la vostra presenza qui mi onora e mi...
confonde. Che abbiate veramente voluto, proprio oggi... degnarci di una vostra visita... Sono rapito
dall'emozione.
Che fanfarone, mi sussurr Pam all'orecchio. Tutta presa dalla sortita del barista, non mi ero
accorta che era scivolata alle mie spalle.
Trovi?. Ero ammaliata dallo spettacolo di Eric, solitamente regale e sicuro di s, che,
ginocchio a terra, continuava a biascicare confusi ringraziamenti.
Dracula lo zitt con un gesto imperioso ed Eric, bloccandosi a met di una frase, tacque di colpo,
seguito da tutti gli invitati. Poich sono qui in incognito gi da una settimana, disse il Conte in
tono magniloquente, con un accento ruvido ma non sgradevole, ho avuto modo di affezionarmi a
questo posto, tanto che ho deciso di fermarmi per un anno intero, durante il quale i vostri tributi mi
consentiranno di vivere negli agi cui ero abituato in vita. Inoltre, per quanto il Royalty sia
accettabile come ripiego temporaneo, io, Dracula, non condivido questa usanza moderna del sangue
artificiale, sicch esigo che mi venga messa a disposizione una donna al giorno. Comincer con
quella, aggiunse indicando me. Calvin e il colonnello Flood mi affiancarono all'istante, un gesto
che apprezzai molto. I vampiri avevano l'aria confusa, un'espressione che non si addice al viso di
un non morto. Solo Bill era una maschera imperturbabile.
Eric segu con lo sguardo il tozzo indice ricurvo di Vlad Tepes, identificando nella sottoscritta
l'Happy Mel prescelto da Sua Altezza, poi alz gli occhi su di lui dalla sua bassa posizione. Non
riuscivo a decifrare la sua espressione e fui presa da una fitta di timore. Che cosa avrebbe fatto
Charlie Brown se il Grande Cocomero avesse voluto mangiarsi la ragazzina dai capelli rossi?
Quanto al mio mantenimento, direi che una decima sugli introiti del bar e una residenza
saranno sufficienti. Con della servit, ovviamente: il tuo braccio destro o il direttore del locale
andranno bene.... Pam emise un ringhio, un basso suono di gola che mi fece accapponare la pelle.
Clancy aveva la faccia di uno a cui hanno appena preso a calci il cane.
Nascosta dietro di me, Pam cominci ad armeggiare con il centrotavola. Dopo un istante, mi
mise in mano qualcosa. Abbassai lo sguardo per vedere cosa fosse. Tu sei umana, bisbigli.
Vieni qui, ragazza, disse Dracula flettendo rapidamente le dita. Sono affamato. Lascia che ti
conceda l'onore di fronte a questo consesso.
Calvin e il colonnello mi afferrarono ciascuno per un braccio, ma mi liberai dalla presa, li
guardai entrambi negli occhi, a turno, cercando di emanare sicurezza mentre dicevo sottovoce:
Non vale la pena che rischiate la vita.
Vi uccideranno se tentate di opporre resistenza. Non preoccupatevi. Non avevo idea di
cos'avessero capito, ma di certo avevano intuito che avevo qualcosa in mente.
Mi diressi verso lo sfavillante barista fingendomi in trance. Poich un effetto che i vampiri su
di me non hanno e Dracula non metteva certo in dubbio i propri poteri, risultai convincente.
Maestro, come avete fatto a uscire dalla tomba a Trgoviste?, chiesi, sforzandomi di apparire
in trasognata contemplazione. Tenevo le braccia lungo i fianchi, con le mani ben affondate nello
chiffon rosa della gonna.
Me l'hanno chiesto in molti, rispose lui piegando vezzosamente la testa, mentre Eric sollevava
di scatto la sua, le sopracciglia aggrottate. Ma il racconto dovr aspettare. Mia bellissima, sono

felice che ti sia lasciata il collo scoperto, questa sera. Avvicinati... arghhh!.
Questo per i pessimi dialoghi, dissi con voce tremante mentre spingevo con tutte le mie
forze il paletto per conficcarlo il pi a fondo possibile.
E questo per l'imbarazzo, aggiunse Eric, dando con un pugno il colpo definitivo al pezzo di
legno, che scomparve nel petto del "Principe".
Come... hai osato..., gracchi il piccoletto a occhi sbarrati. Sarai giustiziata.
Non credo proprio, dissi. Lo sguardo e il volto persero ogni espressione, mentre il corpo
iniziava a sbriciolarsi in un mulinio di scaglie polverose.
Tuttavia, non appena distolsi lo sguardo dal sedicente Dracula, che si afflosciava a terra, per dare
un'occhiata in giro, cominciai a dubitare della mia affermazione. Avevo la sensazione che soltanto
la presenza di Eric al mio fianco impedisse agli altri vampiri di saltarmi addosso e fare giustizia
sommaria. I pi pericolosi erano quelli arrivati da fuori, chi mi conosceva avrebbe forse esitato.
Non era il vero Dracula, dissi con la voce pi stentorea che mi riusc di tirar fuori. Era solo
un impostore.
Uccidetela!, grid una brunetta minuta con i capelli corti. Morte all'assassina!. Aveva un
accento pesante, forse russo. Questi nuovi immigrati cominciavano proprio a rompermi.
Senti da che pulpito viene la predica, pensai. Credete davvero che questo pagliaccio fosse il
Principe delle Tenebre?, esclamai indicando l'informe massa forforosa sul pavimento cui solo la
tutina dava ancora una parvenza di corpo.
Chiunque alzi una mano su Dracula deve morire, osserv Indir, ma senza dare l'impressione
che fosse sul punto di venire a sgozzarmi.
La regola vale solo per i vampiri, obiett Pam. E Sookie non un vampiro. Del resto,
neanche lui era Dracula.
Ha ucciso un mero impostore, intervenne Eric. Milos non era il vero Maestro e l'avrei
eliminato io stesso se avessi avuto un minimo di lucidit. Aveva parlato in tono deciso ma, avendo
una mano sul suo braccio, ne sentivo il tremore.
Come fai a saperlo? E come fa a saperlo lei, che umana e l'ha visto solo per pochi minuti? A
me pareva convincente, chiese un tipo grande e grosso con l'accento francese.
Vlad Tepes venne sepolto nel monastero di Snagov, disse Pam placida, attirando su di s
l'attenzione generale. Sookie gli ha chiesto come avesse fatto a uscire dalla tomba di Trgovite.
La notizia sembr placare gli animi, almeno temporaneamente, e cominciai a nutrire una vaga
speranza di uscire viva dalla serata.
Bisogna indennizzare il suo creatore, osserv, molto pi calmo, il francese di prima.
Sicuro... se scopriamo chi , concord Eric.
Cerco nel mio database, si offr Bill dall'ombra in cui si era tenuto per tutta la sera. Fece Un
passo avanti, inchiodandomi coi suoi occhi scuri come il fuggitivo di Cops quando l'elicottero della
polizia lo centra col faro. Scoprir anche il suo vero nome, se nessuno dei presenti lo sa.
I vampiri si guardarono l'un l'altro. Nessuno si fece avanti rivendicando legami o rapporti di
conoscenza con Milos/Dracula.
Nel frattempo, riprese Eric con voce da congiurato, la cosa deve restare fra noi, almeno fino
a quando non disporremo di dati pi precisi. Sottoline il punto sorridendo con gran sfoggio di
canini. Quello che succede a Shreveport rimane a Shreveport.
Si lev un mormorio d'assenso.
Che cosa ne pensano i nostri ospiti?, chiese poi, rivolto ai non vampiri.
Gli affari dei vampiri non riguardano il branco, rispose il colonnello Flood. Non c'importa se
vi ammazzate fra di voi. Non ci immischiamo nelle vostre questioni.
Calvin si strinse nelle spalle: Nemmeno alle pantere interessa quel che fate.
Il goblin disse: Io ho gi dimenticato tutto, e la pazza che stava con lui annu ridendo.
I pochi altri che non rientravano nella categoria vampiro si affrettarono a dichiararsi d'accordo.
Nessuno chiese il mio parere.
Immaginai che dessero il mio silenzio per scontato e non sbagliavano.
Pam mi prese da parte emettendo un suono scocciato, una specie di tsk, e si mise a spazzolarmi

la gonna con una mano. Quando abbassai lo sguardo notai che lo chiffon era spruzzato di sangue e
mi resi conto che non avrei mai pi indossato il mio bellissimo vestito-affarone.
Che peccato, ti sta cos bene il rosa, disse Pam.
Stavo per chiederle se lo voleva lei, il vestito, ma ci ripensai. L'avrei tenuto addosso fino a casa e
poi bruciato. Un abito con tracce di sangue vampiro non una cosa da tenere appesa nell'armadio.
Se l'esperienza mi aveva insegnato qualcosa, era che bisogna liberarsi subito degli indumenti
macchiati di sangue.
Hai Compiuto un gesto coraggioso, osserv Pam.
Be', aveva intenzione di mordermi, risposi. A morte.
Fa lo stesso, replic lei.
Non mi piacque lo sguardo calcolatore che le lessi negli occhi.
Grazie per aver aiutato Eric al posto mio, riprese. Quando c' di mezzo Dracula, il mio
creatore non capisce pi niente.
L'ho fatto solo perch voleva succhiarmi il sangue, ribadii.
Ti sei informata su Vlad Tepes.
S, dopo che me ne hai parlato sono andata in biblioteca e ho fatto un giro su Google.
Gli occhi di Pam mandarono un luccichio. La leggenda vuole che l'autentico Vlad iii sia stato
decapitato prima di essere sepolto.
solo una delle tante storie che circolano sulla sua morte.
Vero. Ma tu sai che nemmeno un vampiro pu sopravvivere al taglio della testa.
In effetti.
Quindi tutta la storia potrebbe essere una grossa stronzata.
Pam!, esclamai, vagamente scioccata. Be', s, potrebbe. Ma anche no. Dopotutto Eric ha
trattato con uno che sosteneva di essere il procuratore di Dracula.
Hai capito che Milos era un impostore dal primo istante in cui l'hai visto.
Mi strinsi nelle spalle.
Pam scosse la testa. Hai il cuore troppo tenero, Sookie Stackhouse. Una volta o l'altra la tua
generosit ti coster cara.
Naaa, non credo, replicai. Guardai Eric, il viso seminascosto dai capelli biondo oro mentre
osservava a capo chino quel poco che rimaneva del finto Principe delle Tenebre trasformarsi
rapidamente in polvere. Per un istante dimostr tutti i suoi mille anni. Poi, pian piano, il suo volto
si rasseren e, quando alz lo sguardo su di me, gli lessi negli occhi la trepidazione di un bambino
la vigilia di Natale.
Magari l'anno prossimo, disse.

RISPOSTA LAPIDARIA

Era circa mezzanotte e Bubba il Vampiro mi stava aiutando a ripulire il giardino dai rami e dalle
foglie dei cespugli appena potati, quando la limousine nera accost al marciapiede davanti a casa
mia, interrompendo bruscamente l'inno alla primavera che rane e grilli avevano cantato fino a quel
momento e che si sposava cos bene con il profumo dei rami tagliati di fresco. Non riconoscendo
l'auto, Bubba si ecliss. Da quando si era convertito alla fede vampira, teneva un basso profilo.
Mi appoggiai al rastrello cercando di assumere un'aria disinvolta, ma ero tutt'altro che rilassata.
Vivo parecchio isolata e, per trovare la strada che porta a casa mia, devi proprio volerlo. Sulla
provinciale non ci sono cartelli con la freccia Sookie Stackhouse e la casa non si vede dalla
strada, perch sorge al centro di una radura che si raggiunge solo dopo un lungo serpeggiare in
mezzo ai boschi che, da oltre centosessant'anni, la tengono al riparo dagli sguardi curiosi.
Di visite ne ricevevo poche e, a quanto mi risultava, di macchinoni come quelli non se n'erano
mai visti dalle mie parti. Per un paio di minuti non accadde nulla e mi sorse il dubbio che forse
avrei fatto meglio a nascondermi anch'io come Bubba. Le luci del giardino erano accese,
naturalmente, perch non riesco a vedere al buio come i vampiri, ma la limousine aveva i vetri
oscurati. Stavo giusto pensando di dare un colpo di rastrello al paraurti scintillante, tanto per
smuovere la situazione, quando una delle portiere posteriori si apr.
Ne emerse un tipo dall'aria distinta, sul metro e ottanta abbondante, con un fisico tondeggiante
che toccava il massimo della circonferenza all'altezza del girovita. Anche la testa era rotonda, la
sfericit resa ancora pi evidente dall'ampia chierica delimitata da una sottile linea di capelli che
correva appena sopra le orecchie. Gli occhi erano due bottoncini, neri come i capelli, il vestito e la
cravatta. La camicia, invece, era di un candore abbagliante. Sembrava il direttore di un'impresa di
pompe funebri per pazzi criminali.
Un orario strano per fare pulizia in giardino, comment l'uomo con voce sorprendentemente
melodiosa. Mi limitai ad annuire perch, se da un lato non potevo dargli torto, dall'altro non mi
sembrava il caso di spiegargli che mi piaceva scambiare quattro chiacchiere mentre rastrellavo ma
che il mio interlocutore non poteva esporsi alla luce del sole.
E lei la donna nota come Sookie Stackhouse?, chiese lo sconosciuto come se fosse abituato a
rivolgersi a creature completamente estranee alle normali categorie maschio-femmina.
Sissignore, risposi compita. Mia nonna, che Dio l'abbia in gloria, mi aveva allevato come si
deve. A invitarlo a entrare, per, non ci pensavo nemmeno: educata s, ma scema no. Tanto pi che
l'autista era rimasto al volante.
Allora ho un lascito per lei.
"Lascito" vuol dire che morto qualcuno. Io per non ho parenti a parte mio fratello Jason, che
in quel momento era al Merlotte's in compagnia di Crystal, la sua ragazza. Per lo meno lo era fino a
due ore prima, quand'ero smontata dal turno.
Nel frattempo, giunti alla conclusione che l'animalone non rappresentava un pericolo, gli
animaletti della notte avevano ripreso il loro concerto.
Chi mi lascia cosa?, domandai. Quello che mi distingue dalla stragrande maggioranza dei
miei simili che possiedo doti telepatiche. I vampiri, la cui mente solo un vuoto silenzioso in un
mondo che per me una cacofonia di pensieri umani, sono una compagnia estremamente rilassante
e non a caso mi stavo godendo le chiacchiere con Bubba. Adesso per dovevo riaccendermi perch
il tipo non passava di l per caso. Aprii la mente per captare il suo pensiero: mentre lui rifletteva
sulla mia domanda, volutamente sgarbata, cercai di leggergli in testa ma, al posto del solito flusso
di pensieri e immagini (il tipico palinsesto umano), registrai solo scariche di energia statica.
Apparteneva di sicuro a qualche specie sovrannaturale.
Da chi proviene il lascito?, chiesi di nuovo, riformulando pi correttamente la domanda. Il
visitatore sorrise, mettendo in mostra una bella dentatura affilata.
Si ricorda di sua cugina Hadley?.
La domanda mi giunse come un fulmine a ciel sereno. Invece di rispondere, appoggiai il
rastrello alla mimosa e mi dedicai al sacco di plastica che avevo riempito di rami e foglie. Lo scossi
un po' per aggiustarne il contenuto e lo chiusi con un elastico. Poi, sperando che la voce non mi si

strozzasse in gola, risposi: Certo. La parola mi era uscita un po' roca, ma chiara.
Hadley Delahoussaye, la mia unica cugina, era svanita anni prima, inghiottita dal buco nero
della droga e della prostituzione. La foto pi recente che avevo di lei, conservata nell'album di
famiglia, risaliva al primo anno di liceo ed era stata scattata poco prima che scappasse a New
Orleans per mettere a frutto le sue indubbie doti intellettuali e, soprattutto, fisiche. Mia zia Linda,
sua madre, era morta di tumore l'anno dopo.
Le successo qualcosa?, chiesi a fatica.
Purtroppo si, rispose l'omone strofinando distrattamente la montatura nera degli occhiali con
un fazzoletto bianco. Le sue scarpe, nere pure loro, erano cos lucide che ti ci potevi specchiare.
Sua cugina passata nel regno dei pi. Ebbi la sensazione che godesse a pronunciare quelle
parole, ma forse era solo di quelli che amano il suono della propria voce.
Per qualche istante il dolore ebbe il sopravvento su perplessit e sorpresa. Da bambina, Hadley
era molto simpatica e avevo trascorso un mucchio di tempo con lei: a parte mio fratello Jason, era
praticamente l'unica con cui giocavo, (s, ero sempre stata strana). All'arrivo della pubert era
cambiato tutto, ma serbavo parecchi bei ricordi.
Che cosa le accaduto?, chiesi senza riuscire a controllare il tremito nella voce.
E rimasta coinvolta in un disgraziato incidente.
"Disgraziato incidente" l'eufemismo usato dai giornalisti per indicare che un succhiasangue si
lasciato trascinare dalla sete e ha azzannato un essere umano. E stata uccisa da un vampiro?,
chiesi orripilata.
Non esattamente. Il vampiro era lei, sua cugina. Le hanno trafitto il cuore con un paletto.
Era pi di quanto riuscissi a sopportare e alzai un dito per imporgli il silenzio. Mi serviva
almeno un minuto per assorbire lo choc.
Lei come si chiama?, chiesi poi.
Mr Cataliades.
Ripetei pi volte il nome fra me e me. Cataliades. Con l'accento su tal e la e lunga. Mai sentito
prima.
Da dove viene?.
Risiedo da molti anni a New Orleans.
New Orleans si trova all'estremit opposta della Louisiana rispetto a Bon Temps, la cittadina in
cui vivo. Sotto certi aspetti il nord e il sud dello Stato sono agli antipodi fra loro: la met
settentrionale bigotta, senza il brio di New Orleans, una specie di sorella maggiore che rimane a
curare la fattoria mentre la pi giovane in giro a spassarsela. Per hanno anche parecchie cose in
comune: le strade dissestate, i politici corrotti e un sacco di gente, bianca e nera, che vive sulla
soglia della povert.
E il suo autista?, chiesi guardando l'auto.
Waldo, chiam Mr Cataliades, la signora vuole vederti.
Nel momento stesso in cui emerse dall'abitacolo, mi pentii di averlo tirato in ballo. Che era un
vampiro lo sapevo gi, poich ne avevo riconosciuto il "marchio di fabbrica cerebrale", come un
negativo fotografico che "leggo" nella mente. La maggior parte dei vampiri sono belli o comunque
dotati, in un senso o nell'altro. Perch un non morto sceglie di trasformare un umano in quanto
attratto dalla sua bellezza o da una particolare qualit. Non sapevo chi diavolo avesse trasformato
Waldo, ma di certo non doveva avere tutte le rotelle a posto. Aveva lunghi capelli filacciosi, slavati
quasi come la sua faccia. Poteva essere sul metro e settantasette, ma era cos magro che sembrava
pi alto. Sotto il faro del giardino che avevo montato su un paletto, gli occhi spiccavano rossi nel
pallore verdognolo e rugoso del suo viso cadaverico. Non avevo mai visto prima un vampiro che
non fosse stato morso nel fiore degli anni.
Waldo, lo salutai con un cenno del capo. Ringraziai mentalmente la lunga pratica
d'impassibilit che avevo alle spalle, grazie alla quale riuscii a conservare un'espressione cordiale.
Posso offrirle qualcosa? Credo di avere del sangue in bottiglia. E a lei, Mr Cataliades? Birra? Una
bibita?.
L'omone fu percorso da un tremito, che tent di dissimulare con un mezzo inchino. Fa troppo

caldo per alcol e caffeina. Magari pi tardi. Ci saranno stati una quindicina di gradi al massimo,
eppure sudava. Possiamo entrare?, chiese.
Mi dispiace, risposi senza la bench minima nota di dispiacere nella voce, ma temo di no.
Mi augurai che Bubba avesse avuto la presenza di spirito di percorrere la valletta che divideva le
nostre propriet per andare ad avvertire il mio vicino pi prossimo nonch mio ex, Bill Compton
alias il Vampiro Bill.
Allora sbrigheremo la pratica qua fuori, replic freddamente Mr Cataliades, e gir intorno alla
limousine, imitato da Waldo. Sebbene i due si tenessero a distanza, mi sentivo meno sicura senza
l'auto a dividerci. Sua cugina ha nominato lei come unica erede, signorina Stackhouse.
Lo guardai incredula. E mio fratello Jason?. Hadley e Jason avevano la stessa et, tre anni pi
di me, ed erano stati grandi amici.
Stando a quanto dichiarato dalla mia cliente, Jason Stackhouse le ha negato aiuto economico in
un'occasione di grave necessit, motivo per il quale ha deciso di non lasciargli nulla.
Quando stata... trafitta?. Ero tutta concentrata a non captare immagini. Hadley aveva solo
ventinove anni. Fisicamente eravamo l'una l'opposto dell'altra: io ero bionda e robusta, lei bruna e
sottile. Io ero forte, lei fragile. Io avevo gli occhi azzurri, lei li aveva scuri con lunghe ciglia folte. E
non li avrebbe mai pi riaperti.
Un mese fa. Mr Cataliades aveva dovuto pensarci sopra un attimo. successo circa un mese
fa.
E come mai vengo informata solo ora?.
Una serie di circostanze mi ha impedito di farlo prima.
Mi chiesi quali potessero essere.
E morta a New Orleans?.
S. Lavorava come cameriera per la regina, m'inform con sussiego, come se mi stesse
annunciando che era socia maggioritaria di un grosso studio legale o aveva fondato una societ in
proprio.
La regina della Louisiana..., dissi cauta.
Ero certo che avrebbe capito, si accese lui. Appena l'ho vista ho pensato: "Ecco una che
conosce i vampiri".
Alcuni, poi, li conosce meglio di altri. Ad esempio, il sottoscritto, gli fece eco Bill
materializzandosi al mio fianco con quel modo sconcertante che aveva di andare e venire
all'improvviso.
Un lampo di fastidio saett sul volto di Mr Cataliades.
Lei sarebbe..., chiese con fredda cortesia.
Bill Compton, membro della comunit e amico della signorina Stackhouse, replic Bill in
tono vagamente minaccioso. Nonch dipendente di Sua Maest, come lei.
La regina aveva ingaggiato Bill per avere accesso al database sui vampiri al quale lui lavorava,
ma per qualche motivo avevo l'impressione che Mr Cataliades svolgesse incarichi pi delicati.
Aveva l'aria di quello che sapeva dove si seppellivano i cadaveri, e Waldo di quello che li
sotterrava.
Anche Bubba era presente, ma fino a quel momento era rimasto alle spalle di Bill. Non appena si
fece avanti lessi sulla faccia di Waldo il primo segno d'emozione: adorazione, per l'esattezza.
Per tutti i diavoli, ma El..., esclam Mr Cataliades.
Esatto, replic Bill con sguardo carico di significato. E Bubba. E il passato lo sconvolge
moltissimo. I due annuirono, dando segno di aver recepito il messaggio, e Bill si gir verso di me.
I suoi occhi scuri sembravano neri alla luce del faro e la sua pelle mandava il tipico luccichio
eburneo che equivale a proclamare "sono un vampiro". Che cos' successo, Sookie?, mi chiese.
Gli feci un breve resoconto della situazione. Da quando ci eravamo lasciati perch mi era stato
infedele, avevamo cercato di stabilire un qualche tipo di rapporto alternativo. Bill si era dimostrato
un amico su cui poter contare, ed ero felice e grata che fosse li.
stata la regina a ordinare la morte di Hadley?, chiese ai visitatori.
Mr Cataliades assunse un'espressione plausibilmente scandalizzata. Certo che no!, esclam.

Sua Maest non avrebbe mai ordinato la morte di un'amica del cuore come lei.
Altro giro, altro trauma. Ehm, "amica del cuore" in che senso?, m'intromisi. Volevo essere
sicura di aver capito bene.
Mr Cataliades mi scocc uno sguardo eloquente. Sua cugina era molto intima della regina,
disse.
Okay, avevo capito bene.
Ciascun territorio vampiro era governato da un sovrano che, ovviamente, esercitava pieni poteri
su di esso, ma la regina della Louisiana godeva di uno status particolare perch aveva la propria
corte a New Orleans, la citt statunitense preferita dai non morti. Dato che il turismo vampiro era
diventato una voce importante nel bilancio cittadino, perfino gli umani, seppure in via non ufficiale,
erano disposti a venire incontro ai voleri di Sua Maest. Se Hadley era una favorita della regina,
chi stato tanto folle da ucciderla?, chiesi.
La Confraternita del Sole, rispose Waldo facendomi sobbalzare. Era rimasto zitto cos a lungo
che non mi aspettavo di sentirlo parlare. La sua voce era sbilenca e stridente quanto il suo aspetto.
Conoscete bene la citt?.
Scossi la testa. C'ero stata solo una volta, in gita scolastica.
Per avrete sentito parlare delle Citt dei Morti....
Io annuii, Bill disse S e Bubba mormor Uh-uh. In molti vecchi cimiteri di New Orleans la
falda acquifera troppo alta non consente di seppellire i morti sottoterra, sicch le tombe si
sviluppano in verticale. Le file di piccole costruzioni biancheggianti, molte delle quali elaborate e
decorate, fanno pensare, appunto, a casette per i trapassati. I cimiteri storici sono luoghi affascinanti
ma anche pericolosi, perch vi si aggirano diverse specie di predatori - rigorosamente viventi tanto che ai turisti consigliano di visitarli solo in gruppo, meglio se con una guida, e alla luce del
giorno.
Quella notte, appena alzati, Hadley e io siamo andati al St. Louis Numero Uno per compiere un
rito, prosegu Waldo, il volto privo d'espressione. Il pensiero che mia cugina girasse con un tipo
simile, anche solo per una scorribanda notturna, mi era inconcepibile. Sono saltati fuori
all'improvviso e ci hanno circondati. Brandivano simboli sacri, aglio e paletti: l'armamentario
classico, insomma. Avevano perfino delle croci d'oro, quegli idioti.
La Confraternita si ostinava a credere, contro ogni evidenza, che i vampiri potessero essere
tenuti a bada con gli oggetti e i simboli sacri della tradizione che, invece, funzionavano solo su
quelli pi antichi, che avevano ricevuto una forte educazione religiosa. Sulle nuove generazioni le
croci facevano effetto solo d'argento, metallo che, al solo contatto, brucia qualunque vampiro.
Anche le croci di legno funzionerebbero, purch conficcate nel cuore.
Ci siamo difesi strenuamente, ma la disparit numerica era troppo grande. Io sono riuscito a
fuggire anche se con parecchie ferite. Hadley non ce l'ha fatta. L'espressione sulla sua faccia
incartapecorita era pi di deplorazione che di dolore.
Cercai di non pensare a zia Linda e a quello che avrebbe detto nell'apprendere che sua figlia era
diventata un vampiro, per non parlare delle circostanze della sua morte: assassinata in un cimitero
dalla dubbia fama gotica e in compagnia di un personaggio grottesco come Waldo. Anche se,
ovviamente, nemmeno il pi sordido dei dettagli avrebbe potuto prendere il sopravvento sul dolore
per la perdita di una figlia.
Io non ero poi cos emotivamente coinvolta. Avevo dato Hadley per persa ormai da tempo ed ero
convinta che non l'avrei mai pi rivista, perci potevo esaminare la situazione in maniera razionale.
Mi chiesi, addolorata, perch non fosse mai tornata a casa della sua famiglia. Ma forse aveva
temuto che, in quanto vampiro "fresco di trasformazione", la sua brama di sangue prendesse il
sopravvento e le scatenasse il canino nel momento e con la persona meno adatti. Oppure era
rimasta traumatizzata dai cambiamenti subiti. Bill mi ripeteva spesso che i vampiri non pensano in
termini umani e, quindi, si preoccupano di cose completamente diverse da quelle che attanagliano i
mortali. I pi antichi si portano addosso i propri appetiti e la necessit di tenerli nascosti come un
marchio indelebile, e si comportano di conseguenza.
Mia cugina, per, non avrebbe dovuto avere simili problemi, dato che era stata creata dopo la

Grande Rivelazione con cui i vampiri si erano manifestati al mondo.


E poi la Hadley post-adolescente, quella che mi piaceva meno, non si sarebbe accompagnata
manco morta a uno come Waldo. Era molto popolare a scuola e abbastanza superficiale da cadere
vittima degli stereotipi tipici con cui gli adolescenti misurano il successo. Frequentava solo i
cosiddetti "vincenti" e non pensava ad altro che ai vestiti, ai cosmetici e al suo bel faccino.
Era stata anche cheerleader, prima di diventare una goth.
Che tipo di rituale era quello che vi accingevate a compiere?, chiesi a Waldo, tanto per
guadagnare tempo e riflettere un altro po'. Non mi dica che giocava anche alla fattucchiera.... Mi
ero imbattuta in una strega mannara una volta, ma mai in un vampiro che facesse incantesimi.
I vampiri di New Orleans praticano riti particolari, intervenne cauto Mr Cataliades. Uno di
questi prevede l'uso del sangue di un non morto per resuscitare i defunti, almeno temporaneamente.
Al fine di parlare con loro, chiaro?.
Certo che Mr Cataliades era uno specialista in fatto di notizie bomba e ogni sua frase andava ben
esaminata. Mi sta dicendo che Hadley voleva chiacchierare con un morto?, chiesi appena ebbi
digerito l'informazione.
S, rispose Waldo riappropriandosi del testimone. Con Marie Laveau.
La regina del voodoo? Perch?. Tutti in Louisiana avevano sentito parlare della leggendaria
Marie Laveau che, grazie alle proprie arti magiche, era riuscita a imporre rispetto e ammirazione,
anche fra i bianchi, in un'epoca in cui essere nera, e per di pi donna, voleva dire contare meno di
zero.
Pensava che fosse sua parente, spieg Waldo con quella che mi parve un'espressione beffarda.
Che idiozia. Marie Laveau era afroamericana e la nostra famiglia bianca, sbottai.
Da parte di padre, puntualizz placido Waldo.
Carey Delahoussaye, il marito di zia Linda, era nato a New Orleans da una famiglia di origini
francesi stabilitasi l parecchie generazioni prima. Zio Carey si vantava cos tanto della sua
ascendenza che a un certo punto nessuno dei parenti lo sopportava pi. Mi chiesi cos'avrebbe fatto
se avesse scoperto che il suo sangue creolo era condito con un pizzico di DNA africano. Di lui
avevo solo un vago ricordo d'infanzia ma ero certa che, se mai fosse venuto a conoscenza di una
cosa simile, l'avrebbe custodita come il pi geloso dei segreti.
Hadley, viceversa, avrebbe trovato senza dubbio esaltante l'idea di essere in qualche modo
imparentata con un personaggio fico come Marie Laveau. Forse Waldo non aveva sparato una balla
colossale, dopotutto. Non riuscivo a immaginare in che modo mia cugina fosse venuta in possesso
dell'informazione, ma d'altronde non me la vedevo nemmeno ad andare a letto con una donna,
mentre invece... Hadley la cheerleader che diventa vampiro, lesbica e sacerdotessa voodoo. Quale
sarebbe stata la prossima sorpresa?
Tutte quelle informazioni che non avevo il tempo di digerire mi erano rimaste incastrate in gola,
ma ero curiosa di sentire il resto della storia. Feci segno all'emaciato vampiro di proseguire nel
racconto.
Abbiamo tracciato sulla tomba le tre x, riprese Waldo, che secondo la credenza voodoo
servono a garantire che il desiderio venga esaudito. Poi Hadley si fatta un taglio e ha lasciato
gocciolare il sangue sulla lapide pronunciando le parole magiche.
Abracadabra, per favore e grazie, ridacchiai. Waldo mi fulmin con lo sguardo.
Non sono cose su cui scherzare, disse con voce grave. I vampiri non sono famosi per il senso
dell'umorismo ed era chiaro che lui non faceva eccezione.
Esiste davvero questo rito, Bill?, chiesi, mostrando apertamente di non fidarmi molto dei due
visitatori.
S, rispose Bill. Io non l'ho mai praticato, perch sono del parere che i defunti vadano lasciati
in pace, per l'ho visto fare.
E funziona?. Mi aveva preso in contropiede.
A volte s.
Hadley ci riuscita?, chiesi rivolgendomi di nuovo a Waldo.
No, sibil lui lanciandomi un'altra occhiata fulminante. Le sue intenzioni non erano

abbastanza pure.
E questi fanatici della Confraternita se ne stavano nascosti fra le tombe in attesa di saltarvi
addosso?.
S, come ho gi detto, ribad.
Come mai, con l'olfatto e l'udito ultrasensibili che hanno i vampiri, non vi siete accorti di
niente?. Bubba, alla mia sinistra, s'irrigid. Perfino uno come lui, riacchiappato per i capelli dalla
morte, aveva capito dove volevo andare a parare.
Pu darsi che abbia percepito delle presenze umane, replic altezzosamente Waldo, ma di
notte in quei cimiteri si aggirano un sacco di prostitute e delinquenti, che potevo saperne?.
Waldo e Hadley erano entrambi favoriti di Sua Maest, intervenne Mr Cataliades in tono
ammonitore. Pensai volesse dire che un favorito della regina oltre qualunque reprimenda, ma le
sue parole implicavano dell'altro. Mentre lo fissavo pensierosa, sentii Bill irrigidirsi al mio fianco.
Non si poteva dire che fossimo anime gemelle, visto com'era andata a finire la nostra storia, per in
certi momenti sembravamo sintonizzati sulla stessa lunghezza d'onda, come adesso. Mi sarebbe
tanto piaciuto leggergli nel pensiero, ma dalle nostre vicende avevo dedotto che non ne ero in
grado: amore e telepatia non vanno d'accordo. Alla fine, l'unico dei presenti al quale potevo sondare
la mente era Mr Cataliades, il meno umano di tutti.
Ero tentata di chiedergli a quale specie appartenesse di preciso, ma mi parve di cattivo gusto,
cos pregai Bubba di andare a prendere qualche sedia pieghevole perch ci accomodassimo. Nel
frattempo entrai in casa e misi a scaldare un po' di TrueBlood per i tre vampiri; a Mr Cataliades
proposi una Mountain Dew ghiacciata, che accett con grande piacere.
Per un momento, mentre fissavo rapita il microonde neanche fosse un oracolo, mi venne voglia
di chiudere la porta e lasciare che se la sbrigassero senza di me. Avevo un brutto presentimento su
come sarebbe finita quella serata e avrei preferito non essere presente agli eventi successivi. Ma
Hadley era mia cugina e d'impulso presi una sua fotografia appesa alla parete.
Avevo lasciato ogni cosa com'era dopo la morte di mia nonna, perch mi sembrava che fosse
ancora casa sua, pi che mia. Nella prima foto Hadley aveva sei anni, sorrideva senza un incisivo e
mostrava orgogliosa il disegno di un drago. La riappesi al suo posto, accanto al ritratto di una
Hadley decenne, magra magra e coi codini, abbracciata a me e a Jason. La terza foto era stata
scattata da un reporter locale quando mia cugina era stata eletta Miss Teenager di Bon Temps.
Aveva quindici anni e sorrideva radiosa dentro il vestito con le paillette bianche noleggiato, con una
scintillante corona in testa e un mazzo di fiori fra le braccia. L'ultima immagine risaliva al primo
anno di liceo, quando Hadley aveva cominciato a drogarsi e si era intrippata per la moda goth:
capello corvino, occhi bistrati, rossetto cremisi. Zio Carey aveva lasciato zia Linda per tornare a
New Orleans dalla sua blasonata famiglia gi qualche anno prima che Hadley partisse per la
tangente; la zia aveva cominciato a non stare bene poco dopo che la figlia se n'era andata e qualche
mese pi tardi, quando l'avevamo finalmente convinta a farsi vedere da un medico, le era stato
diagnosticato un tumore.
Mi ero domandata spesso se Hadley avesse saputo della malattia di sua madre, perch avrebbe
fatto la differenza, per me: se sapeva e ciononostante non si era fatta vedere, era un conto; se non
sapeva, era un altro. Adesso che avevo scoperto che era diventata un vampiro, c'era una terza
opzione: anche se lo avesse saputo, non le sarebbe pi importato.
Mi chiesi nuovamente chi potesse averle detto che discendeva da Marie Laveau. Doveva essere
qualcuno persuasivo e in possesso di dati credibili, qualcuno che la conosceva abbastanza bene da
sapere quanto si sarebbe esaltata all'idea di essere imparentata con una come Marie Laveau.
Misi i bicchieri su un vassoio e li portai fuori, dove gli ospiti avevano gi preso posto sulle mie
vecchie sedie da giardino. Eravamo una congrega ben assortita, non c' che dire: l'imperscrutabile
Mr Cataliades, una telepate e tre vampiri, di cui uno abbastanza improbabile.
Dopo che mi fui seduta, Mr Cataliades mi consegn alcuni fogli. Li scorsi rapidamente perch
non c'era abbastanza luce per leggere e li passai a Bill, che al buio ci vedeva venti volte meglio di
me.
Tua cugina ti ha lasciato un po' di soldi e tutto ci che si trova nel suo appartamento,

m'inform lui dopo averli esaminati. E ti ha nominato esecutrice testamentaria.


Okay, commentai stringendomi nelle spalle. Hadley non doveva possedere granch. I vampiri
hanno la tendenza ad ammassare dei bei gruzzoli, ma lei appartiene alla categoria da troppo poco
tempo.
Mr Cataliades inarc le sopracciglia quasi inesistenti. Non mi sembra entusiasta, osserv.
M'interessa di pi conoscere le esatte circostanze della morte di mia cugina.
Waldo assunse un'aria offesa. Le ho gi detto com' andata. Vuole che descriva lo scontro colpo
per colpo? Non stato piacevole, mi creda.
Lo fissai per alcuni istanti. Che cosa le capitato, a proposito?.
Era decisamente scortese chiedere a uno sgorbio l'origine della sua bruttezza, ma sentivo che la
domanda era pertinente al caso. Indipendentemente dall'eredit, avevo un obbligo nei confronti di
Hadley. Forse era proprio per quello che aveva lasciato tutti i suoi averi a me: sapeva che io avrei
indagato, mentre mio fratello, che Dio lo benedica, no.
Per un istante la rabbia deform i lineamenti di Waldo che, per, tornarono immediatamente a
distendersi, come se ci avesse passato sopra una gomma cancella-emozioni. Anche lo sguardo, che
si era rabbuiato, si rischiar subito. Da umano ero albino, disse asciutto. Mi sentii invadere
dall'imbarazzo, come se per una sfrontatezza imperdonabile avessi messo un dito in una ferita
aperta. Stavo per scusarmi quando Mr Cataliades intervenne di nuovo.
E in pi la regina l'ha punito, disse mellifluo.
Questa volta Waldo non fece nulla per dissimulare la rabbia che gli aveva acceso lo sguardo.
S, mi ha tenuto immerso per alcuni anni.
Lo guardai come se avesse parlato arabo. In che cosa?, domandai.
Soluzione salina, rispose placido Bill al posto suo. Ho sentito parlare di questa punizione.
Per quello cos grinzoso.
Se Waldo finse d'ignorare l'ultimo commento, Bubba in compenso osserv: Certo hai una pelle
che fa schifo, amico, ma non preoccuparti: alle donne piacciono i tipi fuori dall'ordinario.
Bubba era un vampiro gentile e animato da buone intenzioni.
Cercai d'immaginare cosa si provi a restare immersi per anni dentro l'acqua salata, poi distolsi il
pensiero e mi domandai piuttosto cos'avesse combinato Waldo per meritarsi una simile punizione.
Ed eri un favorito della regina?.
Mi era stato concesso l'onore, rispose Waldo con un certo sussiego.
Sperai di non godere mai di un onore simile. Anche Hadley lo era, giusto?.
Il viso del vampiro rimase impassibile, a parte il guizzo di un muscolo all'altezza della mascella.
Per un periodo, s.
Sua Maest apprezzava molto l'entusiasmo e gli slanci infantili di Hadley, intervenne Mr
Cataliades, ma non concede mai i propri favori in esclusiva e a lungo. A un certo punto, Hadley
sarebbe stata retrocessa e avrebbe dovuto cercarsi un altro ruolo a corte.
Quelle parole parvero soddisfare Waldo, che annu. E cos che funziona.
Stavo per commentare che l'argomento m'interessava meno di niente quando, con la coda
dell'occhio, intercettai un piccolo movimento di Bill che mi indicava di non aprire bocca. Grrr, cosa
pensava che avrei detto?
Certo sua cugina era un po' diversa dalle altre. Sei d'accordo, Waldo?, prosegu Mr Cataliades.
No, replic lui. Era solo questione di tempo, ma sarebbe finita nel solito modo anche per
lei. Si morse il labbro per non dire altro - una mossa poco furba per un vampiro - e a poco a poco
vidi spuntare una grossa goccia di sangue. La regina si sarebbe stufata anche di lei, lo so. Le
piaceva Hadley solo perch era giovane e fresca, perch non aveva conosciuto le ombre. Dillo a
Sua Maest, Cataliades, quando torni a New Orleans. Se tu non avessi tenuto alzato il vetro
divisorio per tutta la strada, te ne avrei parlato durante il viaggio. Mi eviti come se fossi un
appestato.
Non ero in vena di conversazione, rispose Mr Cataliades con un'alzata di spalle. A ogni
modo non sappiamo per quanto tempo Hadley avrebbe goduto del favore della sovrana, giusto,
Waldo?.

Con quell'ultimo commento ci aveva indicato una direzione ben precisa. Mi chiesi quale fosse il
suo scopo, ma decisi di imboccare lo stesso quella strada. Hadley era molto graziosa, dissi.
Forse la regina le avrebbe garantito un posto fisso al proprio fianco.
Il mercato pullula di ragazze graziose, replic Waldo. Stupide umane. Non hanno idea di
quello che la regina pu fare loro.
Se quello il suo desiderio, mormor Bill. Per, se Hadley era brava a compiacerla, se
possedeva lo stesso fascino di Sookie, Sua Maest avrebbe potuto tenersela accanto a lungo.
.E tu, caro il mio Waldo, ti saresti ritrovato col culo per terra, aggiunsi calcando sul prosaico
"tu". Dimmi un po': c'erano davvero dei fanatici al cimitero, o ce n'era solo uno... un certo vampiro
rinsecchito, disperato e pazzo di gelosia?.
A un tratto eravamo tutti in piedi, tranne Mr Catalia- des che stava prendendo qualcosa dalla
valigetta.
Sotto i miei occhi Waldo perse quel poco di umanit che gli era rimasta. I canini gli si
allungarono, gli occhi gli divennero di brace e si mise in posizione di attacco. Mi pareva che fosse
diventato perfino pi magro. Anche Bill e Bubba si erano trasformati ed evitai di guardarli: se gi
faceva impressione nei nemici, negli amici la metamorfosi era davvero un brutto spettacolo. I
vampiri in modalit combattimento sono terrificanti.
Non potete accusare un servitore di Sua Maest, disse Waldo in un sibilo.
A quel punto Mr Cataliades conferm, come se ce ne fosse stato bisogno, che con lui non si
rischiava mai di rimanere a corto di sorprese: si alz di scatto dalla sedia e con un gesto fulmineo
lanci un lazo d'argento attorno alle spalle di Waldo, bloccandogli le braccia lungo i fianchi.
Mi aspettavo che il vampiro desse in escandescenze, invece non tent nemmeno di opporre
resistenza, Si limit a dire Morirai per questo, minaccia cui Mr Cataliades rispose con un sorriso.
Non credo. Tenga, signorina Stackhouse, disse poi lanciandomi qualcosa che Bill intercett
alla velocit del lampo. Guardammo entrambi che cosa avesse afferrato: un paletto di legno lucido
e affilato.
Che cosa dovrei farci?, chiesi a Mr Cataliades avvicinandomi alla limousine.
Sua Maest voleva che fosse lei ad avere il piacere, mia cara signorina Stackhouse.
A quelle parole, Waldo, che ci aveva guardato uno dopo l'altro con aria di sfida, sembr
afflosciarsi di colpo.
Allora lo sa, disse con una voce che non avrei saputo come definire se non rotta dal dolore.
Rabbrividii. Doveva amarla davvero tanto, la regina.
S, rispose Mr Cataliades. Quando sei arrivato con la notizia, ha subito inviato al cimitero
Valentine e Charity, che non hanno trovato tracce di attacco umano sui resti di Hadley. Solo il tuo
odore, Waldo.
E mi ha mandato qui apposta insieme a te, mormor il vampiro con un filo di voce.
Sua Maest ha ritenuto giusto che fosse una parente a giustiziarti.
Mi avvicinai a Waldo fino a quando mi parve azzardato procedere oltre. L'argento di cui era fatto
il lazo l'aveva indebolito, eppure avevo la sensazione che non avrebbe reagito in ogni caso.
L'energia da cui era stato animato lo aveva ormai abbandonato e, quando gli puntai il paletto contro
il torace, si limit a ritrarre il labbro superiore, mettendo in mostra i canini. Mi chiesi cos'avrebbe
fatto Had- ley se si fosse trovata al posto mio.
Sa guidare la limousine, Mr Cataliades?, domandai.
Sissignora.
Dunque non avrebbe problemi a tornare a New Orleans da solo.
Era gi previsto.
Spinsi il paletto contro il petto di Waldo, che teneva gli occhi chiusi, fino a fargli male. Avevo
gi ucciso un vampiro, ma era stato per salvare la vita a me e Bill. Non c'era niente di romantico n
di drammatico in Waldo, era solo una figura pietosa. E maligna. Perch ero certa che sapesse essere
itolto crudele all'occorrenza. Ed ero altrettanto certa che avesse ucciso Hadley.
Ci penso io, disse Bill nel solito tono freddo e pacato. La sua mano fredda si pos sul mio
braccio.

Se serve aiuto..., si offr Bubba. So che per me lo farebbe, signorina Stackhouse.


Tua cugina era una stronza e una puttana, disse Waldo inaspettatamente. Lo guardai dritto
negli occhi.
Immagino di s, risposi. E non credo di riuscire a ucciderti, aggiunsi abbassando la mano e
il paletto.
Devi farlo, rispose Waldo con l'arroganza di chi non ha niente da perdere. La regina mi ha
mandato qui apposta.
Mi sa tanto che ti rispedisco da lei, invece, replicai. Non posso farlo.
Lascia fare a quel puttaniere del tuo amico, scommetto che lui non vede l'ora.
Bill, che avvampirava ogni secondo di pi, mi strapp il paletto di mano.
Sta cercando di farsi ammazzare, Bill, non dargli soddisfazione, gli dissi placida.
Lui e Bubba mi guardarono confusi. La faccia da luna piena di Mr Cataliades rimase
imperscrutabile.
Ci sta provocando per indurci a ucciderlo, perch non pu suicidarsi e sa che la regina gli
riserver un trattamento molto peggiore della morte, chiarii. E sar davvero cos.
Sua Maest le ha concesso l'onore della vendetta, mi disse Mr Cataliades. Se lei lo rifiuta e
rimanda Waldo indietro, potrebbe aversene a male.
E un problema suo, non crede?, risposi.
Temo che potrebbe diventare un problema tuo, disse piano Bill.
Ma chissene, replicai. Mr Cataliades, lei stato..., feci una pausa per trovare la
formulazione pi adatta. E stato molto gentile a condurre quaggi l'assassino di mia cugina e
molto abile nell'indirizzarmi alla verit. Feci un profondo respiro prima di proseguire: La
ringrazio anche per avermi portato i documenti legali, che esaminer in un momento di maggior
calma. Mi sembrava di aver detto tutto. E ora, se per cortesia apre il bagagliaio, Bill e Bub- ba
c'infileranno questo.... Lasciai in sospeso la frase e mi limitai a indicare l'ormai silente Waldo con
un cenno.
In quel momento, approfittando della distrazione generale, il grinzoso vampiro mi si lanci
addosso coi canini sfoderati. Mi tuffai all'indietro, ma sapevo che non sarebbe bastato a salvarmi. Il
mostro mi avrebbe dilaniato la gola e sarei morta dissanguata l, nel mio giardino. Bill e Bubba,
per, non avevano lacci d'argento a trattenerli, e abbatterono Waldo al suolo con una velocit che
aveva del terrificante. Poi, prima ancora che avessi il tempo di battere le palpebre, Bill sollev e
abbass il braccio di scatto. Waldo osserv con soddisfazione il paletto sprofondargli nel petto. Un
istante dopo gli occhi s'infossarono e il suo corpo sottile cominci a disintegrarsi. I vampiri morti
non richiedono sepoltura.
Per alcuni lunghi istanti, restammo tutti pietrificati, come dentro un quadro vivente. Mr
Cataliades in piedi, io seduta a terra, Bill e Bubba in ginocchio accanto a quello che rimaneva di
Waldo.
Allora la porta della limousine si apr e, prima che Mr Cataliades potesse precipitarsi ad aiutarla,
ecco apparire la regina della Louisiana.
Era uno splendore, ovviamente, anche se non il tipo di bellezza di cui narrano le fiabe. Non so
bene cosa mi aspettassi, ma di sicuro non quello. Mentre Bill e Bubba si affrettavano a rialzarsi e a
profondersi in un inchino, la osservai attentamente. Indossava un tailleur blu notte dall'aria
ultracostosa e scarpe con i tacchi alti. Aveva i capelli fulvi, la pelle - ovviamente - bianca come il
latte e gli occhi grandi e inclinati, quasi dello stesso colore dei capelli. Le unghie erano smaltate di
rosso e, chiss perch, mi parve strano. Non portava gioielli.
Ecco perch Mr Cataliades aveva lasciato alzato il vetro divisorio per tutto il tragitto. Per il resto
ero certa che la regina avesse i mezzi per impedire a Waldo di rilevare la sua presenza attraverso
altri organi di senso.
Salve, dissi esitante, sono....
So chi sei, m'interruppe la regina. Parlava con un vago accento che doveva essere francese.
Bill. Bubba.
Ooo-kay. Alla faccia della conversazione. Sbuffai senza dire nulla. Del resto, non aveva molto

senso parlare prima che spiegasse cos'era venuta a fare. Bill e Bubba si raddrizzarono. Bubba
sorrideva. Bill no.
Sua Maest mi squadr da capo a piedi in un modo che giudicai assai poco educato. Essendo
una regina, era un vampiro antico, una categoria assetata di potere e, come tale, fra le pi
pericolose. Doveva essere passato cos tanto tempo dalla trasformazione che probabilmente non le
era rimasto neppure un briciolo d'umanit.
Non capisco il perch di tutto questo cancan, disse stringendosi nelle spalle.
Non riuscii a trattenere un ghigno e tentai di nasconderlo portandomi una mano alla bocca. La
sovrana mi guard con aria interrogativa.
Le viene sempre da ridere quando nervosa, spieg Bill.
Vero. Questa volta, per, il motivo era un altro.
Volevi rimandarmi Waldo affinch lo torturassi prima di ucciderlo, disse la regina
rivolgendosi a me. Aveva il volto del tutto inespressivo e non comprendevo se approvasse l'idea o
no, se la ritenesse furba oppure idiota.
S, ribattei. La risposta lapidaria quasi sempre la migliore.
E lui vi ha forzato la mano. Ah-ah.
Aveva troppa paura di me per tornare a New Orleans con il mio amico Cataliades.
S. Me la cavavo bene con i monosillabi.
Mi chiedo se non sia stata tu, piuttosto, a forzare la mano a lui.
Un "s" sarebbe stato troppo lapidario in questo caso, perci tacqui.
Lo scoprir, afferm con certezza assoluta. Ci rincontreremo, Sookie Stackhouse. Ero
affezionata a tua cugina... Peccato che sia stata cos stupida da andarsene in giro per cimiteri col
suo peggior nemico. Probabilmente ha pensato che essere la mia favorita bastasse a proteggerla.
Waldo le ha mai detto se Marie Laveau si effettivamente levata dai morti?, chiesi, troppo
curiosa per rinunciare a porre la domanda.
La regina stava risalendo in macchina e si blocc con un piede dentro e uno fuori, riuscendo ad
apparire elegante perfino in quella posizione.
Interessante, disse. No, non me l'ha detto. Ma quando vieni a New Orleans puoi ripetere
l'esperimento insieme a Bill.
Stavo per precisare che, a differenza di Hadley, ero ancora umana, ma ebbi il buon senso di
tenere la bocca tappata. Avrebbe potuto ordinare a Bill e Bubba che mi trasformassero in vampiro, e
non ero tanto sicura che avrebbero disobbedito. Il pensiero era talmente orribile che fui costretta a
sorridere.
Dopo che la regina ebbe preso posto a bordo della limousine, Mr Cataliades mi fece un piccolo
inchino. E stato un piacere, signorina Stackhouse. Per qualunque domanda riguardo al lascito, non
esiti a chiamarmi in ufficio. Trova il numero sul biglietto da visita allegato ai documenti.
Grazie, dissi, senza azzardarmi ad aggiungere altro. Con le risposte lapidarie, ripeto, non si
sbaglia quasi mai. Di Waldo era rimasto ormai poco o nulla, solo qualche brandello sparso per il
prato, che schifo. Ehi, dov' finito Waldo? Steso in giardino. Ah-ah-ah.
Era stata una notte troppo lunga. Mentre l'auto si allontanava silenziosamente, Bill mi pos una
mano sulla guancia, ma mi scostai. Per lo ringraziai di essere venuto.
Non dovresti correre certi rischi, disse. Aveva la maledetta abitudine d'infilare dentro le frasi
una parola che ne rendeva il significato ambiguo e inquietante. I suoi occhi scuri erano due pozzi
senza fondo. Non avrei mai capito cosa gli passasse veramente per la testa.
Sono stato bravo, signorina Sookie?, chiese Bubba.
Bravissimo, risposi. Hai fatto la cosa giusta senza neanche bisogno che te lo dicessi.
Lo sapeva fin dall'inizio che nella limousine c'era la regina, vero, signorina Sookie?, prosegu
lui.
Bill mi guard sorpreso. Eludendone lo sguardo risposi dolcemente: S, Bubba. Prima che
Waldo scendesse ho usato le mie doti telepatiche e ho rilevato due vuoti all'interno dell'auto.
Poteva significare solo una cosa: a bordo c'erano due vampiri. Quindi Mr Cataliades aveva un
compagno di viaggio.

Ma ti sei comportata come se non lo sapessi.... Bill non riusciva a capacitarsi. Forse pensava
che, da quando ci eravamo lasciati, non avessi pi imparato niente. Sapevi anche che Waldo
avrebbe tentato di farsi uccidere?.
L'ho intuito. Non voleva tornare dalla regina.
Ah. Bill mi strinse le braccia e mi guard dritto negli occhi. Volevi essere sicura che morisse,
o volevi davvero che fosse la regina a occuparsi di lui?.
S, dissi.
Le risposte lapidarie sono sempre le migliori.

FORTUNA

Io e Amelia Broadway ci stavamo mettendo l'un l'altra lo smalto sulle unghie dei piedi quando il
mio assicuratore buss alla porta d'ingresso. Io avevo scelto Rose su Ghiaccio. Amelia aveva optato
per Follia di Amarena Glassata. Lei aveva finito, mentre a me mancavano ancora tre dita del suo
piede sinistro quando Greg Aubert ci interruppe.
Amelia viveva con me da diversi mesi ed era piuttosto piacevole avere una persona con cui
dividere la mia vecchia casa. Era una strega di New Orleans e stava da me perch aveva avuto un
incidente nell'espletare le sue arti magiche e non voleva farlo sapere alle altre consorelle della
capitale del jazz. Dopo l'uragano Katrina, inoltre, non aveva pi un tetto sulla testa, n lo avr per
un pezzo. Bon Temps, la mia cittadina, era piena di sfollati.
Greg Aubert era gi venuto a casa mia per un incendio che aveva fatto un sacco di danni. Non
mi risultava di avere pendenze assicurative e devo confessare che ero proprio curiosa di conoscere i
motivi di quella visita.
Amelia aveva posato lo sguardo su Greg e, non trovando interessanti i suoi capelli biondo
slavato e gli occhiali privi di montatura, aveva finito di passarsi lo smalto sul mignolo mentre lo
facevo accomodare sulla poltrona.
Greg, ti presento la mia amica Amelia Broadway, dissi. Amelia, ti presento Greg Aubert.
Amelia guard Greg con maggiore interesse. Le avevo detto che era un suo collega, in un certo
senso. La mamma di Greg era una strega e lui si era reso conto di quanto potessero risultargli utili i
suoi poteri per proteggere i clienti. Tutte le macchine assicurate dall'agenzia di Greg subivano un
incantesimo. Io ero l'unica in tutta Bon Temps a conoscenza di questo piccolo trucco. La
stregoneria non avrebbe riscosso molto successo nella nostra cittadina timorata di Dio. Greg dava
sempre ai suoi clienti una zampa di coniglio, da tenere in macchina o in casa come portafortuna.
Dopo aver declinato l'immancabile offerta di t freddo, acqua o Coca-Cola, Greg si sedette sul
bordo della poltrona e io tornai al mio posto a un'estremit del divano. All'altra estremit era seduta
Amelia.
Venendo qui ho percepito le tue protezioni magiche, disse Greg ad Amelia, davvero
impressionanti. Si sforzava in tutti i modi di staccare gli occhi dalla mia canottiera. Mi sarei messa
un reggiseno se avessi saputo della sua visita.
Amelia cercava di fare l'indifferente e se non avesse tenuto in mano una boccetta di smalto
avrebbe anche scrollato le spalle. E abbronzata e atletica, con i capelli corti di un castano lucente, e
non solo fiera del suo aspetto fisico, ma anche molto fiera delle sue abilit di strega. Niente di
speciale, disse con una modestia poco convincente. Comunque gli sorrise.
Cosa posso fare per te oggi, Greg?, chiesi. Dovevo andare al lavoro di l a un'ora, e avevo da
cambiarmi e raccogliere i miei lunghi capelli in una coda di cavallo.
Ho bisogno del tuo aiuto, rispose, spostando gli occhi sulla mia faccia.
Con Greg era impossibile non arrivare dritti al sodo.
Okay, per cosa?. Se riusciva lui a essere diretto, potevo farlo anche io.
Qualcuno sta sabotando la mia agenzia, rispose. Dal suo tono improvvisamente acceso, mi
resi conto che era sull'orlo dell'esaurimento nervoso. Non era un libro aperto come Amelia riuscivo a leggere gran parte dei suoi pensieri come se li avesse formulati ad alta voce - ma potevo
senza dubbio seguire i suoi processi mentali.
Esponici il problema nei dettagli, lo invitai, perch Amelia non era in grado di leggere nel
pensiero di Greg.
Oh, grazie, rispose lui, come se avessi accettato di fare qualcosa. Aprii la bocca con l'intento
di chiarire l'equivoco, ma lui continu imperterrito.
La settimana scorsa sono andato in ufficio e ho scoperto che qualcuno aveva frugato fra i
documenti.
Matge Barker lavora ancora per te?.
Annu. Un raggio di sole vagante gli colp gli occhiali, che mandarono un lampo fugace. Era
ottobre e faceva ancora caldo per la Louisiana settentrionale. Greg tir fuori un fazzoletto

immacolato e si asciug la fronte. C' mia moglie Christy, che viene tre giorni a settimana per
mezza giornata. E poi Marge, che lavora a tempo pieno. Christy era tanto dolce quanto Marge
acida.
Come fai a sapere che qualcuno ha frugato fra i documenti?, chiese Amelia. Riavvit il tappo
della boccetta di smalto e la poggi sul tavolo.
Greg fece un profondo respiro. Era da un paio di settimane che avevo l'impressione che
qualcuno entrasse in ufficio di notte. Ma non mancava nulla. Niente di cambiato. Le mie protezioni
erano intatte. Due giorni fa, per, sono andato in ufficio e ho trovato aperto uno dei cassetti del
nostro schedario principale. Mentre noi, ovviamente, la sera li chiudiamo a chiave, disse.
Abbiamo uno di quei sistemi di archiviazione che serrano tutti i cassetti quando giri la chiave del
primo. Quasi tutti i documenti dei clienti sono confidenziali. Ma ogni pomeriggio, prima di andar
via, Marge fa il giro e blocca tutti gli schedari. Se qualcuno avesse dei sospetti... che faccio?.
Si capiva che quel pensiero lo faceva tremare fin nelle viscere. Hai chiesto a Marge se ricorda
di aver chiuso lo schedario?.
Certo che gliel'ho chiesto. Si arrabbiata - lo sai com' fatta - e mi ha detto che non aveva
dubbi. Quel giorno c'era anche mia moglie, ma lei non ricorda se l'ha vista chiudere gli schedari.
Quando stavamo per farlo, in realt, entrato Terry Bellefleur che voleva controllare di nuovo
l'assicurazione di quel suo accidenti di cane. Forse lui ha visto Marge che chiudeva a chiave.
Greg parlava con un tono talmente irritato che mi sorpresi a difendere Terry. Greg, a Terry non
fa certo piacere essere com', lo sai, dissi cercando di ingentilire il mio tono di voce. Si
scombussolato parecchio combattendo per il nostro paese e cos dobbiamo concedergli qualche
attenuante.
Per qualche secondo Greg parve adombrarsi. Poi si rilass. Lo so, Sookie, disse. Era solo in
ansia per il suo cane.
Che successo?, chiese Amelia. Se io ho degli slanci di curiosit, lei sembra proprio non
riuscire a trattenere il suo bisogno impellente di fare domande. Vuole sapere tutto di tutti. Avrebbe
dovuto averlo lei, e non io, il dono della telepatia. Le sarebbe piaciuto e non l'avrebbe certo
considerato un handicapTerry Bellefleur il cugino di Andy, dissi. Sapevo che Amelia aveva conosciuto Andy, un
investigatore di polizia, al Merlotte's. Viene dopo la chiusura e pulisce il bar. A volte sostituisce
Sam. Forse non quelle poche sere che ci hai lavorato tu. Amelia ogni tanto sostituiva qualche
dipendente del bar.
Terry ha combattuto in Vietnam, stato fatto prigioniero e ne uscito a pezzi. Ha cicatrici
dentro e fuori. La storia del cane questa: a Terry piacciono i cani da caccia e continua a comprarsi
questi costosissimi catahoula, ai quali succedono immancabilmente delle disgrazie. La sua cagnetta
attuale ha avuto dei cuccioli. E ora preoccupato che succeda qualcosa a lei e ai piccoli.
Stai dicendo che Terry un po' instabile?.
Ogni tanto passa dei brutti momenti, risposi. Altre volte sta benone.
Ah, fece Amelia, e sembr che le si fosse appena accesa una lampadina in testa. il tizio con
i lunghi capelli neri, un po' ingrigiti, e stempiato? Quello con le cicatrici sulla guancia e un grosso
camion?.
Proprio lui, risposi.
Amelia si rivolse a Greg: Hai detto che almeno da un paio di settimane hai l'impressione che
qualcuno entri in ufficio dopo l'orario di chiusura. Non potrebbe trattarsi di tua moglie, o di questa
Marge?.
Mia moglie con me tutte le sere, a meno che non dobbiamo portare i ragazzi da qualche parte.
E non vedo perch Marge debba aver sentito il bisogno di tornare in ufficio di notte. E l di giorno,
ogni giorno, spesso da sola. Be', gli incantesimi che proteggono l'ufficio mi sembrano buoni e ogni
tanto li rinnovo.
Di che si tratta?, chiese Amelia, spostando la conversazione sul suo argomento preferito.
Lei e Greg parlarono di sortilegi per qualche minuto e io li ascoltai senza capire. Non riuscivo
nemmeno a seguire i loro pensieri.

Poi Amelia disse: Cosa vuoi, Greg? Voglio dire, perch sei venuto da noi?.
A dire il vero era venuto da me, ma faceva piacere essere considerata parte di un "noi".
Greg spost lo sguardo da Amelia a me e disse: Voglio che Sookie scopra chi ha frugato fra i
miei documenti e perch. Mi sono impegnato tanto per diventare l'agente assicurativo con pi
clienti della Louisiana settentrionale e non voglio che i miei affari vengano mandati a monte
proprio adesso. Mio figlio sta per andare al Rhodes, un college a Memphis, e non mi coster certo
poco.
E perch ti rivolgi a me e non alla polizia?, domandai.
Non voglio che qualcun altro scopra la mia vera natura, disse non senza un certo imbarazzo
ma con determinazione. Se la polizia cominciasse a rovistare nel mio ufficio, la cosa potrebbe
saltare fuori. Inoltre, come ben sai, ti ho fatto avere un ottimo indennizzo per la cucina.
Qualche mese prima la mia cucina era stata bruciata da un piromane. Avevo appena finito di
farla ricostruire da zero. Ma, Greg, il tuo lavoro, ribattei. Non capisco cosa c'entri la
gratitudine.
Be', ho un certo margine di decisione nei casi di incendio doloso, chiar lui. Avrei potuto dire
alla sede centrale che secondo me il fuoco lo avevi appiccato tu.
Non l'avresti mai fatto, risposi senza perdere la calma, anche se stavo scoprendo un lato di
Greg che non mi piaceva per niente. Amelia in pratica sbuffava fiamme dal naso per quanto era
arrabbiata. Ma mi accorsi che Greg si era gi pentito di aver ventilato quella possibilit.
No, ammise abbassando lo sguardo sulle mani. Non credo che l'avrei fatto. Scusa per quello
che ho detto, Sookie. Ho paura che qualcuno riveli il mio segreto tutta la citt, il vero motivo per
cui la gente che si assicura con me cos... fortunata. Ti va di provare a scoprire qualcosa?.
Porta la tua famiglia a cena al bar stasera, cos posso osservarli un po', proposi. E questo il
motivo per cui mi hai chiesto di indagare, no? Sospetti che la tua famiglia possa essere implicata. O
un dipendente.
Annu, con una faccia sconsolata.
Domani provo a venire in ufficio per parlare con Marge. Dir che sei stato tu a chiedermi di
passare.
S, a volte uso il cellulare per fissare gli appuntamenti, rispose. Marge ci crederebbe.
E io che posso fare?, chiese Amelia.
Be', potresti accompagnarla, propose Greg. Sookie in grado di fare cose che tu non sai fare
e viceversa. Magari tutte e due insieme....
Okay, accett lei, regalando a Greg uno dei suoi sorrisi ampi e sfolgoranti. Il pap di Amelia
Broadway, strega e cameriera, doveva aver sganciato non pochi soldi per quella fila di denti bianchi
e perfetti.
Proprio in quel momento, con passo felpato, fece la sua comparsa Bob, il gatto, come se si fosse
reso conto in ritardo che avevamo un ospite. Balz sulla sedia accanto a Greg e lo osserv
attentamente.
Lui ricambi con uguale intensit. Hai per caso combinato qualche pasticcio, Amelia?.
Bob non ha niente di strano, rispose lei, ma non era vero. Si mise il gatto bianco e nero in
grembo e gli accarezz il pelo morbido. E solo un vecchio micione. Non vero, Bob?. Fece un
sospiro di sollievo quando vide che Greg non insisteva oltre e si alzava per andarsene.
Ti sar grato per qualsiasi cosa potrai fare in mio aiuto, disse e con un cambio repentino torn
alla sua professione di assicuratore: Ecco, prendi quest'altra zampa di coniglio come
portafortuna, esclam infilandosi una mano in tasca e porgendomi un mucchietto di peli finti.
Grazie, risposi, decidendo di riporlo in camera mia. Mi serviva un po' di fortuna da quelle
parti.
Dopo che Greg se ne fu andato, m'infilai in fretta la divisa da lavoro (pantaloni neri e maglietta
bianca con lo scollo a barca e la scritta MERLOTTE's ricamata all'altezza del seno sinistro),
spazzolai i miei lunghi capelli biondi, mi feci una coda di cavallo e uscii diretta al bar, indossando
dei sandali aperti per sfoggiare le mie belle unghie laccate. Amelia, che quella sera non doveva
lavorare, decise di andare a dare un'occhiata all'agenzia di assicurazioni.

Sta' attenta, le dissi. Se qualcuno sta veramente ficcando il naso negli affari di Greg, non
vorrei che ti ritrovassi in una brutta situazione.
Sistemo tutto con i miei fantastici poteri di strega, disse scherzando, ma fino a un certo punto.
Amelia aveva un'alta opinione delle proprie capacit, salvo commettere errori madornali come era
successo con Bob. In origine lui era un giovane ed esile mago, di una bellezza stile intellettuale
imbranato. Mentre passava la notte con Amelia, era rimasto vittima di uno dei suoi pi fallimentari
esperimenti con la magia di livello superiore. Ma poi, a chi verrebbe mai in mente di introdursi in
un'agenzia di assicurazioni?, si affrett ad aggiungere, leggendomi il dubbio in volto. Questa
storia ridicola. Per voglio verificare le protezioni magiche di Greg e vedere se sono state
manomesse.
Sei in grado di fare una cosa del genere?.
Dai, ordinaria amministrazione.
Con mio grande sollievo, al bar fu una serata tranquilla. Era mercoled, un giorno che non d
problemi, perch molti degli abitanti di Bon Temps il mercoled sera vanno in chiesa. La gente era
talmente poca che, quando arrivai, Sam Merlotte, il mio capo, era impegnato a contare le casse di
birra nella dispensa. Le cameriere in servizio si stavano servendo da bere.
Misi la borsa nel cassetto della scrivania che Sam tiene vuoto per i dipendenti, tornai in sala e
iniziai a occuparmi dei miei tavoli. La donna cui stavo dando il cambio, una sfollata di Katrina che
conoscevo a malapena, mi fece un cenno di saluto con la mano e se ne and.
Dopo un'ora Greg Aubert entr con la sua famiglia, come promesso. Con fare furtivo gli feci
segno di sedersi a uno dei miei tavoli. Pap, mamma e due ragazzini, la famiglia nucleare. Christy,
la moglie, aveva i capelli di un biondo slavato simili a quelli di Greg e come lui portava gli
occhiali. Aveva un fisico senza infamia e senza lode, da quella donna di mezz'et che era, e
comunque non aveva mai dato nell'occhio in nessun senso. Il piccolo Greg (cos lo chiamavano
loro) era pi alto di suo padre di dieci centimetri, pi pesante di circa quindici chili e con un qi
superiore di una decina di punti. Il classico secchione. Come gran parte dei diciannovenni, non
aveva granch idea di come funzioni il mondo. Lindsay, la figlia, si era schiarita i capelli di cinque
toni, si era infilata in un vestito di almeno una taglia pi piccola della sua e non vedeva l'ora di
sganciarsi dai suoi per andare a incontrare il suo Fidanzato Proibito.
Mentre prendevo gli ordini, venni a scoprire che: a) Lindsay aveva l'alquanto errata convinzione
di somigliare a Christina Aguilera; b) il piccolo Greg pensava che non avrebbe mai fatto
l'assicuratore perch era un mestiere troppo noioso; c) Christy temeva che il marito avesse un'altra
perch ultimamente era troppo distratto. Come potrete immaginare, ci vuole un notevole sforzo
mentale per tenere separato quel che mi arriva dalla mente delle persone da ci che esce loro di
bocca, e questo spiega il sorriso forzato che ho sulle labbra tanto spesso da indurre alcune persone a
credermi pazza.
Dopo aver portato loro da bere e aver consegnato gli ordini in cucina, finsi di avere da fare dalle
parti del loro tavolo e cercai di studiare la famiglia. Avevano un aspetto cos tipico da fare quasi
tristezza. Il piccolo Greg per lo pi pensava alla sua ragazza e venni a sapere pi di quanto non
volessi.
Greg padre era preoccupato e basta.
Christy pensava all'asciugatrice che avevano in lavanderia e si chiedeva se non fosse giunto il
momento di comprarne una nuova.
Visto? I pensieri di gran parte della gente sono questi. Christy stava inoltre ponendo su un piatto
della bilancia le virt (efficienza, lealt) di Marge Barker, sull'altro il fatto che le stava
cordialmente antipatica.
Lindsay pensava al suo fidanzato segreto. Come le adolescenti di tutto il mondo, era convinta
che i suoi genitori fossero le persone pi noiose dell'universo e che avessero anche un manico di
scopa piantato nel sedere. Non capivano niente. E poi non si spiegava perch Dustin non le
presentava i suoi, perch non le faceva vedere dove viveva. Solo lui conosceva la poesia della sua

anima, quanto lei potesse essere affascinante, quanto fosse incompresa.


Se mi avessero dato dieci centesimi ogni volta che ho captato una frase del genere nei pensieri di
un adolescente, sarei ricca come il sensitivo John Edward.
Sentii suonare il campanello con cui il cuoco segnala che le pietanze sono pronte e andai a
prendere la cena degli Aubert. Mi sistemai i vari piatti sulle braccia e li portai in fretta al tavolo. Il
piccolo Greg mi radiograf dalla testa ai piedi, ma anche questo era compreso nel prezzo. I maschi
non possono farne a meno. Lindsay non mi vide neanche. Era tutta presa a chiedersi perch Dustin
fosse cos riservato sulle sue attivit giornaliere, Non doveva andare a scuola?
Bene, stavamo arrivando da qualche parte.
Ma poi Lindsay cominci a pensare alla sua insufficienza in algebra e al fatto che quando i suoi
genitori l'avrebbero scoperta sarebbe finita in punizione e cos non avrebbe visto Dustin per un po',
a meno che non fosse uscita dalla finestra alle due di notte. Stava pensando seriamente di andare
fino in fondo.
Lindsay mi faceva sentire triste e vecchia. E molto intelligente.
Quando la famiglia Aubert pag il conto e and via, non sopportavo gi pi nessuno dei suoi
membri e avevo la testa esausta (sensazione strana, che proprio non riesco a descrivere).
Sgobbai come una matta per il resto della serata e quando imboccai la porta posteriore ero
contenta dalla radice dei capelli alla punta delle unghie color Rose su Ghiaccio.
Pst, fece una voce alle mie spalle mentre aprivo la portiera della macchina.
Soffocando un urlo in gola, mi girai di scatto e strinsi bene le chiavi in mano, pronta all'attacco.
Sono io, disse Amelia tutta contenta.
Porca miseria, Amelia, non apparirmi alle spalle in questo modo!. Mi accasciai contro l'auto.
Mi dispiace, disse lei senza sembrare particolarmente dispiaciuta. Ehi, continu, sono stata
all'agenzia di assicurazioni. E indovina un po'?.
Cosa?. Finalmente Amelia not la mia mancanza di entusiasmo.
Per caso sei stanca?, chiese.
Ho solo passato una serata a origliare la pi tipica famiglia del mondo, risposi. Greg
preoccupato, Christy preoccupata, il piccolo Greg allupato e Lindsay ha un amore segreto.
Lo so, disse Amelia. E indovina un po'?.
Potrebbe essere un vampiro.
Ah, esclam delusa. Lo sapevi gi.
Non ne ero certa. Ma so altre cose molto interessanti. So che capisce Lindsay come mai
nessuno in tutta la sua negletta vita, che potrebbe essere Quello Giusto, e che con questo carciofo
sta pensando di andarci a letto.
Bene, io so dove abita. Facciamogli una visita. Guida tu, io ho bisogno di preparare un paio di
cose. Salimmo sulla sua macchina. Mi sedetti al volante mentre lei cominciava a frugare fra i tanti
contenitori che teneva nella borsa e che contenevano magie pronte all'uso, erbe e altri ingredienti.
Ali di pipistrello, per quanto ne sapevo.
Vive da solo in una villa con il cartello "vendesi" in giardino. Niente mobili. Ha l'aspetto di un
diciottenne. Amelia indic la casa, buia e isolata.
Mmm. I nostri sguardi s'incrociarono.
Tu che dici?, chiese Amelia.
Vampiro, quasi sicuramente.
Ma che ci fa un vampiro sconosciuto a Bon Temps? Perch gli altri non ne sanno niente?. Non
era un problema essere un vampiro in America, di questi tempi, ma comunque i non morti
cercavano di tenere un profilo basso. Si davano regole molto rigide.
Chi te lo dice che non ne sanno niente? Di lui, intendo.
Bella domanda. I vampiri della zona erano forse obbligati a comunicarmi il loro arrivo? Mica
ero del comitato accoglienza succhiasangue.
Amelia, hai mai curiosato nella vita di un vampiro? Non una mossa intelligente.
Non sapevo che era di canino facile prima di mettermi alle sue calcagna. L'ho seguito dopo
averlo visto gironzolare intorno a casa degli Aubert.

Credo che Lindsay sia sul punto di cedere, dissi. Forse meglio se faccio una telefonata.
Ma questo c'entra qualcosa con il lavoro di Greg?.
Non lo so. Dov' ora questo ragazzo?.
E davanti alla casa degli Aubert. Alla fine ha parcheggiato l. Penso aspetti che la ragazza
esca.
Cacchio. Mi fermai un po' prima della villetta degli Aubert e aprii il cellulare per telefonare al
Fangtasia. Forse non un buon segno quando hai un tasto di chiamata rapida assegnato al bar dei
vampiri di zona.
Fangtasia, "il bar con del mordente".
A rispondere fu una voce sconosciuta. Bon Temps e tutta la zona circostante erano piene di
sfollati umani e anche la comunit di vampiri di Shreveport si era rimpolpata.
Sono Sookie Stackhouse. Ho bisogno di parlare con Eric, grazie, dissi.
Ah, quella che legge nel pensiero. Mi dispiace, signorina Stackhouse, Eric e Pam sono usciti
stasera.
Lei per caso in grado di dirmi se a Bon Temps, la mia citt, ci sono nuovi vampiri?.
Un attimo che controllo.
Il mio interlocutore torn dopo qualche minuto. Clancy dice di no. Glancy era il vice della
vice di Eric e io non ero la persona che gli stava pi simpatica al mondo. Da notare che Clancy non
chiese al tizio che mi aveva risposto perch volessi sapere una cosa del genere. Ringraziai il
vampiro sconosciuto per essersi incomodato e riagganciai.
Ero confusa. Pam, la vice di Eric, era una specie di amica per me, ed Eric era, ogni tanto,
qualcosa di pi. Poich loro non c'erano, dovevo rivolgermi al nostro vampiro locale, Bill
Compton.
Feci un sospiro. Dovr chiamare Bill, dissi, e Amelia conosceva abbastanza la mia storia per
capire quanto la prospettiva mi traumatizzasse. Ma alla fine mi feci coraggio e chiamai.
S?, rispose una voce fredda.
Meno male. Temevo che potesse rispondere Selah, la sua nuova fidanzata.
Bill, sono Sookie. Eric e Pam sono irraggiungibili e io ho un problema.
Quale?.
Bill sempre stato un uomo di poche parole.
C' un ragazzo in citt che secondo noi un vampiro. Lo conosci gi?.
Qui a Bon Temps?. Era chiaramente sorpreso e seccato.
Fu come se avesse risposto alla mia domanda. S, e Clancy mi ha detto che a Bon Temps non
abbiamo nuovi alloggiamenti. Cos ho pensato che forse tu potevi conoscere questa persona.
No, e ci probabilmente significa che sta facendo di tutto per non incrociarmi. Dove sei?.
Abbiamo parcheggiato davanti alla casa degli Aubert. Gli interessa la figlia, un'adolescente. Ci
siamo fermati nel vialetto di una casa in vendita dall'altra parte della strada. Nel cuore di
Hargrove.
Arrivo in un attimo. Non ti avvicinare a lui.
Figurarsi se avevo intenzione di farlo. Secondo lui sarei cos stupida..., cominciai, e Amelia
gi stava esibendo la sua faccia da "condivido la tua indignazione", quando la mia portiera si apr di
scatto e una mano bianca mi afferr per la spalla. Mi misi a gridare e continuai finch con l'altra
non mi tapp la bocca.
Smettila di respirare, disse una voce ancora pi fredda di quella di Bill. Sei tu quella che mi
ha seguito per tutta la sera?.
E cos mi resi conto che non si era accorto della presenza di Amelia accanto a me. Bene.
Non potendo parlare, feci un lieve cenno d'assenso.
Perch?, brontol lui. Cosa vuoi da me?.
Mi scosse come un cencio per la polvere ed ebbi l'impressione che tutte le mie articolazioni
fossero sul punto di slogarsi.
A quel punto Amelia schizz fuori dalla macchina e si fiond dal nostro lato, versandogli sulla
testa una delle sue magie. Naturalmente non avevo la pi pallida idea di cosa fosse, per l'effetto fu

notevole. Dopo un sussulto di sorpresa, il vampiro si blocc. Il problema che si blocc tenendomi
con la schiena contro il suo petto in una stretta da cui non riuscivo a liberarmi. Ero spiaccicata
contro di lui e mi teneva ancora la mano sinistra premuta sulla bocca, mentre con la destra mi
stringeva la vita. Per il momento la squadra investigativa formata dalla telepate Sookie Stackhouse
e dalla strega Amelia Broadway non stava facendo un capolavoro.
Niente male, eh?, comment lei.
Riuscii a muovere di poco la testa. S, se potessi respirare, dissi. E mi pentii di aver sprecato
fiato per parlare.
A quel punto arriv Bill.
Stupida, non vedi che Sookie rimasta bloccata?, disse osservando la scena. Annulla
l'incantesimo.
Illuminata dalla luce del lampione, Amelia sembrava imbronciata. L'annullamento dei sortilegi
non le veniva benissimo e me ne resi conto con un sussulto d'ansia. Non potevo fare altro che
aspettare che lei lavorasse al contro- incantesimo.
Se non funziona, ci vorr solo un secondo a rompergli il braccio, mi disse Bill. Io annuii, cio
mossi la testa di un mezzo centimetro, perch di pi non potevo. Stava cominciando a mancarmi il
fiato.
All'improvviso ci fu un leggero schiocco, il vampiro pi giovane mi lasci andare e si
scaravent su Bill... che non c'era pi. Lo vidi riapparire dietro il ragazzo, afferrargli un braccio e
torcerglielo dietro la schiena. Il tipo url e tutti e due caddero a terra. Mi chiesi se qualcuno avrebbe
chiamato la polizia. Il rumore e il trambusto erano notevoli per essere l'una di notte, in quel
quartiere residenziale. Ma non si accese nessuna luce.
E ora parla. Bill faceva sul serio e penso che l'altro lo avesse capito.
Che cavolo vuoi?, chiese il ragazzo. Aveva capelli castani dritti in testa, corporatura magra e
due brillantini al naso. Questa tizia mi sta seguendo. Devo sapere chi .
Bill mi guard con aria interrogativa e io feci un cenno con la testa in direzione di Amelia.
Hai pure sbagliato donna, disse Bill. Appariva assai deluso dal ragazzo. Che ci fai qui a Bon
Temps?.
Sono scappato da Katrina, rispose. Al mio capo hanno piantato un palo nel petto quando,
dopo l'alluvione, abbiamo finito il surrogato di sangue in bottiglia. Ho rubato una macchina appena
fuori New Orleans, ho cambiato la targa e sono scappato dalla citt. Sono arrivato qui sul fare del
giorno. Ho trovato una casa vuota con il cartello "vendesi" e un bagno senza finestre. E mi ci sono
stabilito. Mi sono messo con una ragazza del posto. Le succhio un goccetto ogni notte. Lei non si
accorta di niente, confess con un ghigno.
Cosa volevi sapere tu?, mi chiese Bill.
Siete per caso andati nell'ufficio del padre di lei di notte?.
S, un paio di volte. Il ragazzo sorrise con sufficienza. Nell'ufficio di suo padre c' un
divano. Avrei voluto picchiarlo di santa ragione, piantandogli magari quei brillantini in fondo al
naso.
Da quanto tempo sei un vampiro?, chiese Bill.
Mah... un paio di mesi.
Okay, questo spiegava molte cose. Ecco perch non sapeva che doveva presentarsi a Eric. Ecco
perch non capisce che il suo comportamento sciocco e rischia di fargli fare una gran brutta fine.
La stupidit scusabile fino a un certo punto, disse Bill.
Avete per caso frugato fra i documenti?, chiesi al ragazzo, che sembrava confuso.
Che cosa?.
Avete per caso frugato fra i documenti nell'agenzia di assicurazioni?.
Ehm, no. Perch avrei dovuto? Stavo solo intonando la ragazza, giusto per farmi un goccetto,
no? Sto molto attento a non succhiarne troppo. Non ho soldi per comprarmi la roba artificiale.
Mamma mia, quanto sei scemo. Amelia si era rotta le scatole. Ma, santo cielo, informati un
po' sulla tua condizione. I vampiri in difficolt possono farsi aiutare, proprio come le persone.
Chiedi alla Croce Rossa un po' di sangue artificiale e loro te lo danno gratis.

O avresti potuto chiedere dello sceriffo dell'area, intervenne Bill. Eric non caccerebbe mai un
vampiro bisognoso di aiuto. E se qualcuno ti avesse scoperto mentre mordevi la ragazza? Non ha
l'et, mi pare di aver capito. L'et per "donare" volontariamente sangue a un vampiro.
No, risposi io, vedendo la faccia inespressiva di Dustin. E Lindsay, la figlia di Greg Aubert,
il mio assicuratore. Voleva che scoprissimo chi entrava nel suo ufficio di notte. Ha chiesto a me e
ad Amelia il piacere di fare qualche indagine per suo conto.
Dovrebbe sbrigarsele da solo queste faccende sporche, disse Bill con una certa flemma. Ma
teneva i pugni serrati. Come ti chiami, ragazzo?.
Dustin. A Lindsay aveva dato il suo vero nome.
Bene, Dustin, stanotte andiamo al Fangtasia, il bar di Shreveport che Eric Northman usa come
quartier generale. Ti parler e decider cosa fare con te.
Sono un vampiro libero. Vado dove voglio.
Non all'interno dell'Area Cinque. Devi rivolgerti a Eric, lo sceriffo di zona.
Bill spinse il giovane redivivo verso la notte, probabilmente per farlo salire sulla sua macchina e
portarlo a Shreveport.
Scusami, Sookie, disse Amelia.
Per lo meno gli hai impedito di rompermi il collo, risposi, cercando di prenderla con filosofia.
Il problema di fondo rimane, per. Non stato Dustin a rovistare fra i documenti, anche se penso
che il fatto che Dustin e Lindsay siano andati l di notte abbia interferito con la magia. Come hanno
fatto a superare le protezioni magiche senza che Greg se ne accorgesse?.
Quando Greg mi ha descritto il suo incantesimo, ho capito che come mago non un granch.
Lindsay fa parte della famiglia. Il sortilegio di Greg serve per tenere lontani gli estranei, questo il
problema, precis Amelia. Qualche volta succede anche che i vampiri non vengano percepiti
dagli incantesimi creati per gli umani. In fondo non sono esseri viventi. L'incantesimo con cui l'ho
bloccato era fatto apposta per i vampiri.
E chi altri in grado di superare gli incantesimi senza che nessuno se ne accorga?.
Un vuoto magico, rispose lei. Eh?.
Ci sono persone su cui la magia non fa alcun effetto, spieg Amelia. Sono rare, ma esistono.
Mi capitato di incontrarne una sola.
Come si fa a riconoscerle? Emanano vibrazioni speciali o qualcosa del genere?.
Soltanto le streghe pi esperte riescono a riconoscere un vuoto magico senza fare un
incantesimo per rendersi conto se funzioni o meno, rispose. Probabilmente Greg non ci si mai
imbattuto.
Andiamo da Terry, proposi. Rimane sveglio tutta la notte.
L'abbaiare di un cane annunci il nostro arrivo alla roulotte che Terry aveva piazzato in mezzo a
tre acri di foresta. Gli piaceva starsene da solo gran parte del tempo e i suoi bisogni sociali
venivano soddisfatti dall'occasionale lavoro di barista.
Questa Annie, dissi sentendo il latrato farsi pi intenso. E la numero quattro.
Parli della moglie o della cagnetta?.
Della cagnetta. Della catahoula, per l'esattezza. La prima stata investita da un camion, mi
pare, un'altra stata avvelenata e un'altra ancora morsa da un serpente.
Accidenti, che sfortuna.
S, ammesso che si tratti di casualit. Forse c' dietro lo zampino di qualcuno.
A che servono i catahoula?.
Sono cani pastore e da caccia. Ti prego, non dare modo a Terry di attaccare con la storia della
razza.
La porta della roulotte si apr e Annie si precipit gi dai gradini per vedere se eravamo amici o
nemici. Ci abbai ben bene, noi non ci muovemmo e lei finalmente si ricord d me. Pesava oltre
venti chili, a occhio e croce, un animale di una certa stazza. I catahoula non sono belli, se non agli
occhi degli appassionati del genere. Annie aveva un pelo con varie sfumature di marrone e rosso,
una spalla di un colore e le zampe di un altro, mentre la met posteriore del corpo era maculata.
Sookie, sei venuta a prenderti un cucciolo?, grid Terry. Annie, falle passare. Il cane arretr

obbediente, ma non ci stacc gli occhi di dosso mentre ci avvicinavamo alla roulotte.
Sono venuta a vederli, risposi. Ho portato con me la mia amica Amelia. Lei adora i cani.
Amelia mi avrebbe dato volentieri uno spintone perch preferiva di gran lunga i gatti.
Annie e la sua prole avevano trasformato la piccola roulotte in un canile, anche se l'odore non
era del tutto sgradevole. Vigilava mentre noi guardavamo i tre cuccioli che erano rimasti a Terry. Le
sue grosse dita distrutte maneggiavano i cagnolini con estrema dolcezza. Annie doveva aver
incontrato diversi "signori" nel corso delle sue scorribande, perch i piccoli erano tutti diversi.
Erano tenerissimi, come tutti i cuccioli, ma anche decisamente particolari. Presi in braccio un
batuffolo di pelo rosso con il musetto bianco e subito il cagnolino prese a strusciarsi contro di me e
ad annusarmi le dita. Dio, che carino.
Terry, dissi, sei preoccupato per Annie?.
S, rispose. Essendo lui stesso un po' strampalato, era molto tollerante nei confronti delle
stranezze altrui. Ho ripensato alle cose che sono successe agli altri cani che ho
avuto e mi sono chiesto se dietro non ci fosse qualcuno.
Hai assicurato tutti i tuoi cani con Greg Aubert?.
No, gli altri erano assicurati con Diane della Liberty South. E guarda cosa gli successo. Cos
ho deciso di cambiare assicurazione, visto che tutti dicono che Greg il paraculo pi fortunato di
tutto il Distretto di Renard.
Il cucciolo cominci a mordicchiarmi le dita. Ahia. Amelia intanto si guardava intorno. La
roulotte era abbastanza pulita, ma arredata spartanamente e all'insegna della pi rigorosa praticit.
Per caso hai frugato fra i documenti nell'ufficio di Greg Aubert?.
No, perch avrei dovuto fare una cosa del genere?.
In effetti non mi veniva in mente alcun motivo. Per fortuna Terry non sembrava interessato al
motivo di quella domanda. Sookie, disse, se c' qualcuno nel bar che pensa ai miei cani, che sa
qualcosa di loro, tu me lo dici?.
Terry sa delle mie doti telepatiche. Il mio uno di quei segreti che tutti conoscono ma di cui
nessuno parla. Almeno finch non ne hanno bisogno.
Certo, Terry. Era una promessa e quindi gli strinsi la mano. Controvoglia, posai il cagnolino
nella cuccia improvvisata e Annie corse a controllare che tutto fosse a posto.
Ce ne andammo poco dopo, senza aver scoperto nulla.
E allora, chi ci rimane?, chiese Amelia. Non pensi che si tratti di un familiare, il fidanzato
vampiro stato scagionato e Terry, l'unico altro sospetto, non c'entra. Dove cerchiamo?.
Non sai fare qualche magia che ci possa fornire un indizio?, le proposi. Me la immaginai che
lanciava polvere magica sui documenti per far apparire le impronte digitali.
Be', no.
E allora riflettiamo un attimo, come fanno i protagonisti dei gialli quando si mettono a
esaminare gli indizi.
Ci sto. Cos risparmiamo benzina.
Tornammo a casa e ci sedemmo l'una di fronte all'altra al tavolo della cucina. Amelia si fece una
tazza di t e io mi presi una Coca-Cola decaffeinata.
Greg terrorizzato che qualcuno stia frugando fra i suoi documenti, ma abbiamo scoperto chi
che entra nel suo ufficio. E cio sua figlia con il ragazzo. Per ci rimangono i documenti. A chi
potrebbero interessare i clienti di Greg?, iniziai.
Magari qualche suo assicurato ritiene che non gli abbia pagato il giusto per una domanda di
indennizzo, o pensa di essere imbrogliato, osserv Amelia sorseggiando il suo t.
Ma perch frugare fra i documenti? Non avrebbe pi senso fare un esposto all'ordine degli
assicuratori, o qualcosa del genere?.
Okay. Allora... l'unica altra possibilit che si tratti di un concorrente. Qualcuno che si chiede
come fa Greg a essere cos incredibilmente fortunato. Qualcuno che non crede alla sua buona sorte
n alle sue zampe di coniglio sintetiche da quattro soldi.
Era tutto cos chiaro, ripensandoci libera dai detriti mentali. Ormai ero sicura che il colpevole
fosse un altro assicuratore. Ed ero abbastanza certa di sapere chi fossero gli altri tre assicuratori di

Bon Temps, ma controllai l'elenco telefonico per maggiore sicurezza.


Proporrei di andare dai vari concorrenti, a partire da quelli locali, disse Amelia. Io sono in
citt da poco e posso raccontare di voler stipulare qualche altra assicurazione.
E io ti accompagno e me li studio.
Parlando faccio cadere il discorso sull'Agenzia Aubert, cos i loro pensieri saranno indirizzati
nella giusta direzione. Amelia mi aveva fatto le domande necessarie per comprendere come
funzionava la mia telepatia.
Annuii. Domani mattina, il prima possibile.
Quella sera andammo a letto tutte eccitate al pensiero del giorno dopo. Era bello avere un piano.
Stackhouse e Broadway passano all'azione.
Il giorno seguente, per, non cominci secondo i nostri piani. Innanzitutto, l'autunno aveva
deciso di arrivare, quindi faceva piuttosto freddo e pioveva a dirotto. A malincuore misi via
pantaloncini e canottiera, sapendo che molto probabilmente non li avrei pi indossati per diversi
mesi.
Il primo agente, Diane Porchia, aveva una segretaria alquanto mite, che si accartocci come un
paraurti incidentato appena le dicemmo che volevamo parlare con l'assicuratrice in persona. Amelia
continu a sfoggiare il suo smagliante sorriso e i suoi denti meravigliosi alla signora Dean finch
questa non and a chiamare Diane nel suo ufficio. L'agente, una robusta donna di mezz'et, in
tailleur pantalone verde, usc e ci strinse la mano. Ho accompagnato la mia amica da tutti gli
assicuratori della citt, a cominciare da Greg Aubert, esordii. Mi concentrai al massimo per
ascoltare le sue reazioni e percepii soltanto orgoglio professionale... e una punta di disperazione.
Diane Porchia era spaventata dalla quantit di domande di indennizzo che aveva ricevuto negli
ultimi tempi, un numero esorbitante, del tutto anomalo. Stava pensando di vendere l'agenzia.
Amelia mi fece un piccolo cenno con la mano. Diane Porchia non era un vuoto magico.
Greg Aubert pensa che qualcuno sia entrato nel suo ufficio di notte, disse Amelia.
Anche noi, disse Diane, che pareva sinceramente sconcertata. Ma non stato portato via
nulla. Poi si riprese e torn a bomba. Le nostre tariffe sono molto competitive rispetto a quelle di
Greg. Date un'occhiata alla nostra copertura e credo proprio che mi darete ragione.
Dopo quell'agenzia, con la testa piena di numeri, passammo a Bailey Smith. Bailey era stato al
liceo con mio fratello Jason e dovemmo dedicargli un po' pi di tempo, perch ci coinvolse nel
gioco del "Cosa fa adesso Tizio e che fine ha fatto Caia". Il risultato, per, fu lo stesso. A Bailey
interessava soltanto accaparrarsi Amelia come cliente e magari invitarla a bere qualcosa in un posto
lontano dagli occhi della moglie.
Anche nel suo ufficio era entrato qualcuno. Nel suo caso era stata rotta una finestra, ma
nemmeno a lui avevano portato via nulla. E dal suo cervello seppi che gli affari andavano male.
Molto male.
Da John Robert Briscoe avemmo un problema diverso: semplicemente, non ci ricevette. La sua
impiegata, Sally Lundy, era una specie di angelo sterminatore che brandiva una spada di fuoco. Si
present un'opportunit quando entr una cliente, una donnina vizza che aveva fatto un frontale il
mese prima. Non so come possa essere successo, ma appena ho firmato il contratto con John
Robert ho avuto un incidente. Passa un mese e me ne capita un altro, disse.
Mi segua, signora Hanson. Sally ci guard diffidente mentre accompagnava la donnina nel
sancta sanctorum. Non appena furono scomparse, con mia grande sorpresa e con non minore
disappunto, Amelia si mise a frugare fra la posta in arrivo.
Appena Sally torn alla sua scrivania, ci accomiatammo. Ripassiamo pi tardi, adesso abbiamo
un altro appuntamento, dissi.
Erano tutte domande di indennizzo, mi comunic Amelia una volta varcata la soglia,
togliendosi il cappuccio dell'impermeabile. Finalmente aveva smesso di piovere.
C' qualcosa di strano. John Robert stato colpito ancora pi duramente di Diane e Bailey.
Ci guardammo negli occhi e alla fine fui io a dar voce al pensiero di entrambe: Forse Greg ha
sconvolto qualche equilibrio prendendosi pi fortuna di quella che gli spettava.
Non ho mai sentito una cosa del genere, afferm Amelia. Per entrambe ritenevamo che Greg

avesse rotto delle uova, senza volere, in un qualche paniere cosmico.


Nelle altre agenzie non c'erano vuoti magici, mi comunic Amelia. Il colpevole dev'essere
John Robert o la sua impiegata. Non sono riuscita a controllare nessuno dei due.
Dovrebbe andare proprio ora in pausa pranzo, dissi guardando l'orologio. Probabilmente
Sally uscir con lui. Vado sul retro dove parcheggiano e li blocco. Tu hai bisogno di essere
vicina?.
Se faccio un incantesimo meglio, mi rispose. Corse alla macchina e apr la portiera per
prendere la borsa. Io mi precipitai sul retro dell'edificio, che si trovava a un solo isolato di distanza
dalla via principale, ma era circondato da cespugli di mirto crespo.
Riuscii a beccare John Robert che usciva dall'ufficio per andare a pranzo. Aveva la macchina
sporca. I vestiti tutti sgualciti. Camminava gobbo. Lo conoscevo di vista, ma non ci eravamo mai
parlati.
Signor Briscoe, chiamai, e lui alz la testa di scatto. Appariva confuso. Poi la sua faccia si
rasseren e prov a fare un sorriso.
Sookie Stackhouse, giusto? Ragazza, sono secoli che non ci vediamo.
Direi che non viene spesso al Merlotte's.
No, la sera di solito torno a casa da mia moglie e dai miei figli, disse. Fanno un sacco di
attivit.
Le capita mai di andare nello studio di Greg Aubert?, chiesi, cercando di parlare in tono
affabile.
Mi fiss per diversi secondi. No, perch dovrei?.
Seppi, perch glielo lessi direttamente in testa, che non aveva la pi pallida idea di cosa stessi
parlando. A quel punto arriv Sally Lundy, che fumava dalle orecchie vedendomi parlare con il suo
capo dopo tutti gli sforzi che aveva fatto per tenermi lontana da lui.
Sally, disse John Robert, sollevato alla vista del suo braccio destro, questa ragazza vuole
sapere se sono stato di recente nell'ufficio di Greg.
Ci avrei scommesso, disse lei, e perfino John Robert rimase interdetto dall'acidit nel suo tono
di voce.
Finalmente ebbi il nome che stavo cercando.
E stata lei, dissi. lei, signora Lundy. Ma perch lo fa?. Se non avessi avuto qualcuno che
mi copriva le spalle, avrei avuto paura... A proposito, dov'era finita Amelia?
Perch lo faccio?, url. Dove trova la faccia tosta, l'ardire, le... le palle, di chiedermelo?.
John Robert era sconvolto, neanche a Sally fosse spuntato improvvisamente un paio di corna.
Sally, disse tutto preoccupato, Sally, forse il caso che ti sieda.
Tu non te ne rendi conto!, url lei. Non hai capito che Greg Aubert se la fa con il diavolo?
Diane e Bailey sono nella nostra stessa barca, e stiamo tutti affondando! Sai quante domande di
indennizzo ha ricevuto la settimana scorsa? Tre! E sai quante nuove polizze ha stipulato? Trenta!.
John Robert ebbe quasi un mancamento al sentire quelle cifre. Si riprese quel tanto che bastava
per riuscire a dire: Sally, non possiamo sparare accuse a caso contro Greg. E una brava persona.
Non farebbe mai....
E invece lo aveva fatto, anche se non se n'era reso conto.
Sally decise che era il momento giusto per darmi un calcio negli stinchi e fui molto felice di aver
dovuto indossare i jeans al posto dei pantaloncini corti. Okay, Amelia, intervieni pure quando vuoi,
pensai. John Robert mulinava le braccia e urlava contro Sally ma, notai, senza cercare di calmarla,
e la donna a sua volta inveiva a squarciagola contro Greg Aubert e quella stronza di Marge che
lavorava per lui. E ne aveva da dire su Marge. Decisamente non le stava simpatica.
Intanto riuscii ad allontanare Sally con un braccio. Ero sicura che il giorno dopo sarei stata piena
di lividi.
Alla fine, solo alla fine, arriv Amelia, trafelata e scomposta. Scusami, disse senza fiato, non
ci crederai mai, ma sono rimasta incastrata con un piede fra il sedile e la portiera, e poi sono caduta
e le chiavi sono finite sotto la macchina... vabb, comunque: Congelo!.
Sally rimase con un piede sollevato a mezz'aria, in equilibrio su una sola delle sue gambette

secche. Greg aveva le mani al cielo in un gesto di disperazione. Gli toccai un braccio, e al tatto era
duro come il vampiro bloccato la notte prima. Almeno non ero stretta nella sua presa.
E ora che facciamo?, chiesi.
Pensavo lo sapessi!, rispose. Dobbiamo impedirgli di pensare a Greg e ai suoi successi!.
Il problema che, secondo me, Greg ha dato fondo alla fortuna disponibile, dissi io. Guarda
cosa ti successo mentre cercavi di scendere dalla macchina per venire qui.
Fece una faccia pensierosa. Gi, dobbiamo fare quattro chiacchiere con lui, convenne. Ma
prima di tutto dobbiamo uscire da questa situazione. Tendendo il braccio destro verso le due statue
umane, profer: Ah - amicus cum Greg Aubert.
Non mi sembravano pi amichevoli, ma forse il cambiamento stava avendo luogo nei loro cuori.
Regelo, disse Amelia, e il piede di Sally si pos a terra. La donna traball un pochino e io la
afferrai. Attenzione, signorina, dissi sperando che non mi desse un altro calcio. Stava per
perdere l'equilibrio.
Lei mi guard sorpresa. Cosa ci fate voi qui dietro?.
Bella domanda. Volevamo andare al McDonald's e abbiamo pensato di tagliare per il
parcheggio, improvvisai, indicando gli archi di legno che svettavano nella via adiacente. Non
sapevamo che qui dietro ci fossero queste siepi cos alte. Ora torniamo sul davanti e facciamo il
giro in macchina.
Direi che meglio, s'intromise John Robert. Cos non ci dobbiamo preoccupare che succeda
qualcosa alla vostra macchina nel nostro parcheggio. Si rabbui di nuovo. Di sicuro prender
una botta, o ci cadr sopra qualcosa. Magari faccio una telefonata a Greg Aubert, che tanto
simpatico, e gli chiedo se mi sa dire come debellare la sfortuna che mi sta perseguitando.
Lo faccia, dissi. Greg sar felice di fare due chiacchiere con lei. Scommetto che le dar un
sacco di zampe di coniglio.
Gi, Greg proprio simpatico, disse Sally voltandosi per tornare in ufficio. Appariva un po'
stordita, ma in ottimo stato.
Continuando a riflettere sul da farsi, io e Amelia andammo dall'agente assicurativo numero uno
della Louisiana.
Greg era in ufficio, alla sua scrivania, e ci sedemmo davanti a lui.
La devi smettere di fare tutti questi incantesimi, dissi, e gliene spiegai il motivo.
Quando ebbi concluso, sembrava spaventato e arrabbiato. Ma io sono il miglior assicuratore di
tutta la Louisiana. Detengo un record imbattibile.
Non posso costringerti a cambiare nulla, ma stai consumando tutta la fortuna del Distretto di
Renard, insistetti. Devi lasciarne un po' anche agli altri. Diane e Bai- ley stanno talmente male
che pensano di cambiare lavoro. John Robert Briscoe sull'orlo del suicidio. Va detto che, appena
gli illustrammo la situazione, rimase sconvolto.
Modificher i miei incantesimi, disse. Accetter un po' di malasorte. Non avevo idea che
stessi consumando anche la fortuna degli altri. Non era felice, ma pareva rassegnato a fare la cosa
giusta. E chi entrato di notte nel mio ufficio?, chiese tutto mogio.
Non ti preoccupare per quello, gli dissi. Abbiamo risolto tutto. Almeno cos speravo. Il fatto
che Bill avesse portato il giovane vampiro a Shreveport da Eric non significava che non sarebbe
tornato. Ma forse i due fidanzatini avrebbero trovato un altro posto dove proseguire le reciproche
esplorazioni.
Grazie, disse Greg stringendoci la mano. A dire il vero ci stacc anche un assegno, un gesto
molto carino, ma noi gli assicurammo che non era necessario. Amelia era orgogliosa e felice.
Anch'io mi sentivo alquanto soddisfatta. Avevamo risolto un paio di problemi e le cose si erano
aggiustate grazie a noi.
Siamo state brave come investigataci, dissi mentre tornavamo a casa.
Certo, rispose Amelia. Ma non stata solo bravura. Abbiamo avuto anche un pizzico di
fortuna.

CARTA DA REGALO

Era la vigilia di Natale e io ero da sola.


Suona cos triste e patetico da spingervi a esclamare: Povera Sookie Stackhouse!, ma non c'
bisogno che mi compatiate, riesco a farlo da me. Ero a pezzi e, quanto pi pensavo alla mia
solitudine in quel momento dell'anno, tanto pi gli occhi mi traboccavano di lacrime e il mento mi
tremava.
Durante le feste di Natale, la maggior parte delle persone si riunisce con la famiglia e gli amici.
In realt, io un fratello ce l'avrei, ma non ci parliamo da tempo. Di recente ho addirittura scoperto di
avere un bisnonno ancora in vita, ma credo non si renda conto che Natale. Non perch soffra di
demenza senile - tutt'altro - ma perch non cristiano. Loro due sono i miei unici parenti stretti.
A dire il vero ho anche qualche amico, ma quest'anno sembravano tutti presi da progetti
indipendenti. Amelia Broadway, la strega che vive nella mia mansarda, se n'era andata a New
Orleans a trascorrere le vacanze con suo padre. Il mio amico nonch datore di lavoro Sam Merlotte
era tornato a casa sua, nel Texas, a far visita a madre, patrigno e fratellastri. I miei amici d'infanzia
Tara e JB trascorrevano la notte di Natale con la famiglia di lui, e poi era il loro primo Natale da
sposati, non volevo certo reggere il moccolo. Avevo anche altri amici, di quelli che se avessi
sbattuto gli occhioni mentre parlavano dei loro progetti per le vacanze mi avrebbero incluso
immediatamente nella lista degli invitati. In uno slancio di perversione, per, avevo rifiutato ogni
sorta di piet per la mia solitudine. Credo che volessi gestire la cosa per conto mio.
Sam aveva trovato un sostituto barista, ma il Merlotte's la vigilia di Natale chiude alle due del
pomeriggio per riaprire alle due del pomeriggio di Santo Stefano, cos non avevo nemmeno il
lavoro a distrarmi. Davanti a me, solo una distesa meravigliosa e infinita di disperazione.
Il bucato era fatto. La casa pulita. La settimana precedente avevo appeso tutte le decorazioni
natalizie di mia nonna, che avevo ereditato insieme alla casa. L'apertura delle scatole degli
ornamenti mi aveva trafitto come una coltellata. Non c'era pi da quasi due anni, ma desideravo
tanto poter parlare ancora con lei. La nonna non solo ti faceva divertire, ma era anche una tipa in
gamba e aveva sempre il consiglio giusto al momento giusto. Mi ha cresciuto da quando avevo
sette anni ed stata la figura pi importante della mia vita.
Era stata cos felice quando mi ero messa insieme al vampiro Bill Compton - il che la dice lunga
su quanto ci tenesse a vedermi sistemata. Per una telepate come me, non facile trovare un ragazzo
normale con cui uscire, e sono sicura che capite il perch. Gli esseri umani pensano cose di ogni
tipo che non vogliono far sapere in giro, e men che meno alle donne che invitano a cena o al
cinema. Il cervello dei vampiri, al contrario, per me un delizioso foglio bianco, piacevole da
osservare quasi quanto quello dei lupi mannari (quei pochi che mi capita di conoscere) che, in pi,
mi regalano flussi di emozioni e sprazzi di pensiero.
Dopo aver pensato alla nonna che dava il benvenuto a Bill, mi venne automatico chiedermi cosa
stesse facendo il mio ex. Poi alzai gli occhi al cielo per la mia idiozia. Era met pomeriggio, fuori
splendeva il sole. Bill dormiva da qualche parte in casa sua, che giace fra i boschi a sud della mia,
oltre il cimitero. Ero stata io a lasciarlo, ma ero sicura che se l'avessi chiamato sarebbe venuto di
corsa; una volta calate le tenebre, ovviamente.
Per col cavolo che l'avrei chiamato. Lui o chiunque altro.
Intanto mi sorprendevo a fissare a lungo il telefono ogni volta che gli passavo accanto. Dovevo
uscire di casa, altrimenti avrei chiamato qualcuno, una persona a caso.
Avevo bisogno di una missione. Di un progetto. Di un incarico. Di un diversivo.
Mi ricordai di essermi destata per circa trenta secondi nelle prime ore del mattino. Siccome
avevo svolto l'ultimo turno al Merlotte's, ero ripiombata immediatamente in un sonno profondo.
Ero rimasta sveglia solo il tempo necessario a chiedermi chi fosse riuscito a scuotermi dal letargo.
Credevo di aver sentito qualcosa fuori, nel bosco. Poi, non udendo pi nulla, mi ero riaddormentata

di sasso.
Ora sbirciavo fuori dalla finestra della cucina e, com'era prevedibile, non vedevo niente di strano.
Innevato il bosco, buio e profondo, dissi, cercando di ricordarmi la poesia di Robert Frost che
avevamo dovuto imparare a memoria al liceo. O era forse Bello il bosco, buio e profondo?
Di certo il mio bosco non era n bello n, tanto meno, innevato. Non nevica mai in Louisiana per
Natale, nemmeno qui al nord. Ma faceva freddo (da queste parti si dice che freddo se ci sono tre
gradi centigradi). E il bosco era decisamente buio, profondo e pure umido. Cosi m'infilai gli
scarponi da lavoro che avevo comprato anni prima, per andare a caccia con mio fratello Jason, e il
giaccone pi pesante che riuscii a scovare nella categoria "anche- se-si-rovina-non-mi-importa". In
realt, era pi una giacca a vento. Ed era rosa pallido. Siccome le giacche pesanti ci mettono un
sacco a consumarsi da queste parti, aveva una certa et anche lei, come me, che con i miei
ventisette anni la fase del rosa l'ho passata da un pezzo. Mi raccolsi i capelli, li cacciai dentro al
berretto di lana fatto ai ferri e mi misi i guanti che avevo rinvenuto in una tasca. Non indossavo
quel giubbotto da parecchio, parecchio tempo e fui sorpresa di scovarci un paio di dollari e qualche
biglietto della metropolitana, pi lo scontrino di un regalo di Natale che avevo comprato per Alcide
Herveaux, un lupo mannaro che avevo frequentato per un po'.
Le tasche sono come delle piccole capsule temporali. Da quando avevo comprato quel libro di
sudoku per Alcide, suo padre era morto in uno scontro per diventare capobranco e, al termine di
lotte violente, Alcide stesso aveva preso il comando. Mi chiesi come stessero andando le cose al
branco di Shreveport, erano due mesi che non sentivo nessuno dei mannari. In effetti avevo anche
perso il conto di quando fosse stata l'ultima luna piena. La notte precedente?
Ecco, avevo pensato a Bill e ad Alcide. Se non fossi passata all'azione, avrei iniziato a
rimuginare sull'ultimo ragazzo con cui mi ero mollata, Quinn. Era arrivato il momento di muoversi.
La mia famiglia vive da oltre centocinquant'anni in questa umile dimora, pi volte rimaneggiata,
che sorge in una radura in mezzo al bosco che costeggia Hummingbird Road, fuori dalla cittadina
di Bon Temps, un angolo remoto del Distretto di Renard. Gli alberi sono pi alti e fitti verso est, sul
lato posteriore della casa, poich nessuno ci mette piede da almeno mezzo secolo, e pi radi sul lato
meridionale, dalla parte del cimitero. Il terreno lievemente ondulato e delimitato, al fondo, da un
ruscello, ma tantissimo che non passo di li. Sono stata troppo occupata a versare cocktail al bar,
telepatizzare (esiste come verbo?), partecipare di malavoglia alle lotte di potere fra vampiri e lupi
mannari, e altra roba magica e terrena sullo stesso stile.
Mi sentivo bene l nel bosco, sebbene l'aria fosse fredda e carica di umidit, ed era proprio bello
sentire i muscoli in azione.
Avanzai nella boscaglia per almeno mezz'ora, i sensi all'erta nella speranza di scoprire cosa mi
avesse svegliato la notte precedente. Gli animali indigeni della Louisiana settentrionale sono
moltissimi, ma la maggior parte di loro calma e timida: opossum, procioni, daini. Poi ci sono
anche mammiferi meno tranquilli ma comunque schivi, come volpi e coyote. Abbiamo pure
qualche altra creatura pi temibile. Al bar ascolto spesso storie di caccia. Un paio dei cacciatori pi
entusiasti ha avvistato un orso bruno in una riserva privata a circa tre chilometri da casa mia. E
Terry Bellefleur mi ha giurato di aver visto una pantera meno di due anni fa. La maggior parte dei
cacciatori pi accaniti ha scorto perfino dei cinghiali.
Di certo non mi aspettavo di incontrare niente del genere, per mi ero infilata il cellulare in
tasca, per ogni evenienza, sebbene non fossi sicura che nel cuore del bosco ci fosse campo.
Quando giunsi al ruscello, dopo essermi fatta strada attraverso il fitto degli alberi, ero ormai
accaldata. Stavo per accovacciarmi per esaminare il terreno soffice vicino alla riva. Il ruscello, di
per s mai impetuoso, dopo le piogge recenti era quasi esondato. Sebbene non abbia mai fatto parte
di un gruppo scout, potevo dire che dei cervi erano passati di l, anche dei procioni, e forse un cane.
O magari due. O tre. Non una bella cosa, pensai con una punta di disagio. Un branco di cani
rappresenta sempre un potenziale pericolo. Non ero affatto in grado di dire quanto fossero fresche
quelle tracce, ma di sicuro non risalivano a pi di un giorno prima.
Udii un rumore fra i cespugli alla mia sinistra. Raggelata, non ebbi il coraggio di alzare la testa e
guardare nella direzione da cui era giunto. Tirai fuori il cellulare dalla tasca e controllai le tacche:

neanche mezza. Cacchio, pensai. Ma era un eufemismo.


Il rumore si ripet. Decisi che era un gemito, ma non avrei saputo dire se di origine umana o
animale. Mi morsi il labbro, con forza, e mi costrinsi ad alzarmi in piedi, molto lentamente e con la
massima attenzione. Non accadde niente e non udii nulla. Ripresili controllo di me stessa e mi
mossi cauta verso sinistra, spostando i rami di un grosso alloro.
C'era un uomo steso a terra, nel fango freddo e umido. Era nudo come un verme, ma incrostato
di sangue secco.
Mi avvicinai a lui con cautela, perch anche gli uomini nudi, sanguinanti e sporchi di fango
possono essere molto pericolosi, forse addirittura particolarmente pericolosi.
Ehm..., dissi. Come approccio lasciava parecchio a desiderare. Ehm, hai bisogno di aiuto?.
Okay, insieme a Come ti senti? era in testa alla classifica dei modi pi stupidi per attaccare
discorso.
L'uomo apr gli occhi: castani, selvaggi e rotondi come quelli di un gufo. Vattene, disse
ansioso. Potrebbero tornare.
Allora meglio che ci sbrighiamo, risposi. Non avevo nessuna intenzione di abbandonare un
uomo ferito dove chi o la cosa che l'aveva attaccato avrebbe potuto ritrovarlo. Sei ferito
gravemente?.
No, scappa, insistette. Non manca molto prima che cali il buio. Con sforzo evidente allung
una mano per afferrarmi la caviglia. Voleva che lo ascoltassi, era chiaro.
Era davvero difficile prestare attenzione alle sue parole, per, perch c'era parecchia carne al
vento che mi teneva occupati gli occhi. Decisi di fissare lo sguardo sul suo petto, che era ricoperto
non troppo densamente di peli bruni. Ma era comunque un bel vedere. Non che fossi interessata, sia
chiaro...
Andiamo, dissi, inginocchiandomi accanto allo sconosciuto. Impronte di vario tipo erano
impresse nel fango, a dimostrazione che l'attivit li intorno era stata frenetica. Da quanto sei qui?.
Un paio d'ore, rispose ansimando, mentre cercava di tirarsi su appoggiandosi su un gomito.
Con questo freddo?. Santa polenta. Non mi meravigliava che fosse livido. Dobbiamo andare
al caldo, esclamai. Subito. Spostai lo sguardo dal sangue sulla sua spalla destra al resto del
corpo, per vedere se avesse altre ferite.
Fu un errore. Il resto di lui - sebbene visibilmente sporco di fango e sangue, e mezzo congelato era davvero, davvero...
Che mi prendeva? Guardavo con lussuria un perfetto estraneo ferito e terrorizzato (ma,
d'accordo, nudo e bellissimo). Vieni qua, dissi, provando a sembrare decisa, energica e asessuata.
Mettimi il braccio buono attorno al collo, ti aiuto a tirarti su in ginocchio. Poi potrai alzarti in
piedi e ci metteremo in moto.
Aveva escoriazioni dappertutto, ma nessun'altra ferita visibile. Protest diverse volte, per il
cielo imbruniva man mano e lo interruppi con fare deciso: Muoviti, gli intimai. Non vogliamo
stare qua fuori pi a lungo del necessario. Ci vorr un'ora buona per portarti fino a casa.
L'uomo tacque. Infine annu. Non senza fatica, riuscii a farlo alzare in piedi. Trasalii nel vedere
quanto i suoi piedi erano graffiati e sporchi.
Muoviamoci, dissi in tono incoraggiante. Lui fece un passo, sussultando. Come ti chiami?,
gli chiesi, per distrarlo dal dolore che provava camminando.
Preston, rispose. Preston Pardloe.
Di dove sei, Preston?. Adesso procedevamo un po' pi speditamente, per fortuna. Il bosco
stava diventando sempre pi buio.
Sono di Baton Rouge, rispose. Sembrava un po' sorpreso.
E com' che sei finito nel mio bosco?.
Be'....
Mi resi conto di quale fosse il problema. Sei un lupo mannaro, Preston?, chiesi. Sentii il suo
corpo rilassarsi contro il mio. Lo avevo gi capito dal suo schema cerebrale, ma non volevo
spaventarlo svelandogli il mio piccolo handicap. Preston aveva uno schema - come posso
descriverlo? - pi fluido, pi denso di altri lupi mannari che avevo incontrato, ma ogni mente ha la

sua propria consistenza.


S, rispose. Allora lo sai.
Gi, ribattei. Lo so. E sapevo molto di pi di quanto avrei mai voluto sapere. I vampiri si
erano svelati con l'avvento del sangue sintetico immesso sul mercato dai giapponesi, ma altre
ombre e creature della notte non avevano ancora compiuto il grande passo.
Di quale branco?, chiesi mentre inciampavamo su un ramo caduto e riacquistavamo
l'equilibrio a fatica. Si appoggiava a me con tutto il peso. Temevo davvero che saremmo finiti a
terra da un momento all'altro. Avevamo bisogno di ritrovare la sincronia. Sembrava muoversi con
pi facilit adesso che i muscoli gli si erano riscaldati un po'.
Il branco Ammazzacervi, a sud di Baton Rouge.
Che ci fai nel mio bosco?, chiesi di nuovo.
Questa terra tua? Scusa se abbiamo sconfinato, rispose. Trattenne di colpo il respiro mentre
lo aiutavo a superare un'aralia spinosa: uno dei pruni mi s'infil nella giacca a vento e lo estrassi con
difficolt.
Questa l'ultima delle mie preoccupazioni, risposi. Chi vi ha attaccato?.
Il branco Artiglio Affilato, di Monroe.
Non conoscevo nessun licantropo di Monroe.
Perch eravate qui?, domandai, pensando che, se avessi insistito nel chiederglielo, prima o poi
me lo avrebbe detto.
Abbiamo deciso di incontrarci in territorio neutrale, o almeno cos pensavamo, mi raccont
con la faccia tesa dal dolore. Una pantera mannara ci ha proposto questo terreno come punto
d'incontro a met strada, in zona franca. I nostri branchi sono coinvolti... in una faida. La pantera ha
detto che questo era il posto ideale per risolvere il dissidio.
Mio fratello aveva offerto la mia terra come luogo di contrattazione ai lupi mannari? Mentre
avanzavamo a fatica, cercai di fare mente locale. Jason era davvero una pantera mannara, sebbene
lo fosse diventato perch lo avevano morso; la sua ex moglie invece ci era nata, insomma, aveva
anche i geni della pantera mannara. A cosa pensava Jason quando mi aveva organizzato
un'adunanza tanto rischiosa in casa? Non certo al mio bene, questo era poco ma sicuro.
Non eravamo in buoni rapporti, ma non potevo credere che volesse farmi del male
intenzionalmente. Voglio dire, non pi di quanto me ne avesse gi fatto.
Con un sibilo di dolore il mio compagno attrasse di nuovo la mia attenzione. Nel tentativo di
sorreggerlo meglio, gli misi un braccio attorno alla vita e lui mi agganci all'altezza della spalla.
Con mio grande sollievo mi accorsi che cos camminavamo pi spediti. Cinque minuti dopo riuscii
a scorgere la luce che avevo lasciato accesa nel portico posteriore.
Grazie a Dio, mormorai. Accelerammo il passo e arrivammo a destinazione proprio al calare
del buio. Per un secondo il mio accompagnatore si inarc e si tese, ma non si trasform. Un bel
sollievo.
Salire le scale fu un travaglio, ma alla fine riuscii a portare Preston in casa e a farlo sedere al
tavolo della cucina. Gli rivolsi un'occhiata ansiosa. Incredibile ma vero, non era la prima volta che
portavo un uomo nudo e sanguinante nella mia cucina. Una volta avevo trovato un vampiro di
nome Eric in circostanze simili. Era assurdo, perfino per una come me. Ovviamente non ebbi il
tempo di rimuginarci su, perch la persona che avevo accanto aveva bisogno di attenzioni.
Provai a esaminare la spalla ferita alla luce della cucina, ma era cos infangata che si vedeva
poco o niente. Credi di riuscire a reggerti in piedi abbastanza a lungo da farti una doccia?, chiesi,
sperando non pensasse che era un giro di parole per dirgli che puzzava, o una roba del genere. In
realt aveva un odore piuttosto strano, ma non sgradevole.
Credo di riuscire a mantenermi in piedi, disse per essere breve.
Okay, resta immobile per un secondo, gli intimai. Andai a prendere il vecchio plaid dalla
spalliera del divano in salotto e glielo sistemai addosso con delicatezza. Adesso era pi semplice
concentrarsi.
Corsi in bagno per attivare il miscelatore della doccia, aggiunto molto tempo dopo che era stata
installata la vecchia vasca da bagno coi piedi. Mi sporsi per aprire l'acqua, aspettai fino a che usc

calda e tirai fuori due asciugamani puliti. Amelia aveva lasciato uno sciampo e un balsamo nella
rastrelliera che pendeva dal braccio della doccia e il sapone non mancava. Misi la mano sotto
l'acqua. Era gradevolmente calda.
Va bene, urlai. Vengo a prenderti!.
Il mio ospite inatteso mi guard con aria confusa quando tornai in cucina. Per fare cosa?,
domand, e io mi chiesi se avesse sbattuto la testa, l nel bosco.
Per fare la doccia. La senti l'acqua che scorre?, chiesi, cercando di risultare pragmatica. Non
potr veder bene l'estensione delle tue ferite finch non sarai pulito.
Eravamo di nuovo in piedi e in movimento, e mi parve che camminasse meglio, quasi che il
calore della casa e il pavimento liscio lo avessero aiutato a rilassare i muscoli. Solo che aveva
lasciato il plaid sulla sedia, perci era nudo un'altra volta. Evidentemente girare nudi non era un
problema per i mannari. I suoi pensieri mi risultavano opachi, come capitava a volte con quelli
della sua specie, ma coglievo lampi di ansia.
All'improvviso mi cadde addosso di peso e barcollando andai a sbattere contro il muro.
Mi dispiace, disse ansimando, ho solo sentito una fitta alla gamba.
Non c' problema, risposi. Probabilmente stai rilassando i muscoli. Riuscimmo a infilarci
nel bagnetto, che era davvero vecchio stile. Il mio bagno privato, quello accanto alla mia camera,
era pi moderno, ma questo era meno personale.
Preston tuttavia non sembr notare le piastrelle a scacchi bianche e nere. Con evidente bramosia
stava osservando l'acqua che scendeva a spruzzi nella vasca.
Ehm, vuoi che ti lasci un attimo da solo prima di aiutarti a entrare nella doccia?, chiesi
accennando al water.
Mi guard privo di espressione. Oh, disse, quando finalmente cap, No, tutto a posto.
Perci ci avvicinammo al lato della vasca, che era alta. Con un po' di manovre attente Preston fece
passare una gamba oltre il bordo e io lo sorressi fino a quando fu in grado di sollevare la seconda
gamba ed entrarci completamente. Dopo essermi assicurata che fosse in grado di stare in piedi da
solo, tirai la tendina della doccia.
Signora, mi chiam, e io mi fermai. Il getto dell'acqua lo investiva in pieno, i capelli incollati
alla testa, le gocce che gli rimbalzavano sul petto per poi scendere gi fino al... Okay, si era
riscaldato ovunque.
S?. Mi sforzai di non fargli vedere che mi si era prosciugata la saliva.
Come ti chiami?.
Oh! Scusa, dissi deglutendo rumorosamente, mi chiamo Sookie. Sookie Stackhouse.
Deglutii di nuovo. Ecco il sapone; qui c' lo sciampo. Lascio la porta del bagno aperta, va bene?
Chiamami quando hai finito e ti aiuto a uscire dalla vasca.
Grazie, rispose. Se ho bisogno di te, grido.
Tirai la tendina, non senza rammarico. Dopo essermi assicurata che avesse gli asciugamani a
portata, tornai in cucina. Mi chiedevo se avrebbe preferito un caff, una cioccolata calda o del t. O
forse un goccetto. Avevo del bourbon e nel frigo tenevo un paio di birre. Glielo avrei chiesto. Una
minestra, una minestra era quello che ci voleva. Purtroppo non ne avevo di fatta in casa, ma con
servavo in dispensa una lattina di zuppa Campbell's pollo e tortilla. Versai la minestra in un
pentolino e lo misi sul fuoco, preparai la caffettiera e feci bollire dell'acqua nel caso avesse
preferito un t o una cioccolata. Ero un condensato di buoni propositi.
Quando Preston riemerse dal bagno, aveva uno degli asciugamani azzurri di Amelia avvolto
attorno ai fianchi. Credetemi, quell'asciugamano non mi era mai parso cos bello. Se n'era messo un
altro attorno al collo per catturare le gocce che gli cadevano dai capelli e aveva cos coperto lalesione sulla spalla. Barcollava leggermente e capii che doveva avere i piedi feriti. In occasione
della mia ultima gita al Wal-Mart, avevo comprato per sbaglio dei calzini da uomo, perci li tirai
fuori dal cassetto e li porsi a Preston, che aveva preso di nuovo posto a tavola. Li guard stupito,
cosa che mi disorient.
Devi mettere i calzini, gli dissi, chiedendomi se la sua esitazione fosse dovuta al fatto che
pensava di dover indossare gli indumenti di un altro uomo. Sono miei, lo rassicurai. Devi avere

male ai piedi.
S, rispose Preston, e si chin piano per indossarli.
Hai bisogno di aiuto?, chiesi versando la minestra in una ciotola.
No, grazie, rispose, il volto nascosto dai folti capelli scuri. Da dove viene questo
profumino?.
Ti ho riscaldato un po' di minestra, dissi. Preferisci un caff, un t, o....
Un t, grazie, rispose.
Personalmente non bevo t, ma Amelia ne teneva una scorta. Passai in rassegna le variet,
sperando che nessuno di quei miscugli lo trasformasse in un rospo o altro. Le magie di Amelia
avevano gi prodotto risultati inattesi in passato, ma con una bustina con su scritto lipton andavo
sul sicuro, vero? La inzuppai nell'acqua bollente e sperai in bene.
Preston mangiava la minestra con estrema lentezza. Forse l'avevo scaldata troppo. Si portava il
cucchiaio alla bocca con cautela, come se non avesse mai mangiato una zuppa in vita sua. Forse era
abituato alle minestre fatte in casa? Mi sentivo un po' a disagio. Lo stavo fissando, perch di certo
non avevo niente di meglio da guardare, quando alz gli occhi e incroci i miei.
Wow! La situazione stava davvero precipitando. Allora, com' che ti sei ferito?, chiesi. Vi
siete azzuffati? Perch il branco ti ha abbandonato?.
C' stato uno scontro, rispose. Le trattative non sono andate a buon fine. Aveva l'aria
confusa e stremata. A un certo punto mi hanno abbandonato nell'oscurit.
Credi che torneranno a cercarti?.
Fin la minestra e gli misi davanti il t. O il mio branco o quello di Monroe, disse torvo.
Non erano delle grandi prospettive. Adesso forse meglio se mi fai vedere le ferite, lo esortai.
Quanto prima avessi stabilito il suo stato di salute, tanto prima avrei potuto decidere il da farsi.
Preston si tolse l'asciugamano dal collo e mi piegai per osservare la spalla. La lesione sembrava
quasi rimarginata.
Quando ti hanno colpito?, domandai.
Verso l'alba. Nel dirlo incroci i suoi grandi occhi castani con i miei. Sono rimasto a terra
per ore.
Ma.... All'improvviso mi chiesi se ero stata davvero intelligente a portare un perfetto estraneo
in casa mia. Sapevo che non era saggio renderlo partecipe dei miei dubbi sul suo racconto. La ferita
sembrava in condizioni pessime quando lo avevo rinvenuto nel bosco, eppure giunti a casa si era
richiusa in quattro e quattr'otto... Che era successo? I lupi mannari guariscono in fretta, ma non
all'istante.
Cosa c' che non va, Sookie?, domand. Era piuttosto difficile pensare a qualsiasi altra cosa
con quei lunghi capelli bagnati che gli cadevano sul petto e l'asciugamano azzurro calato sui
fianchi.
Sei davvero un lupo mannaro?, sbottai facendo un paio di passi indietro. Le sue onde cerebrali
si affievolirono fino a raggiungere il classico ritmo dei mannari, quella cadenza frastagliata e
tenebrosa che mi era tanto familiare.
Preston Pardloe aveva un'espressione assolutamente inorridita. Che altro dovrei essere?,
chiese stendendo un braccio. Prontamente gli spuntarono i peli sul braccio e la mano gli si rattrapp
in una zampa. Fu il cambiamento pi naturale che avessi mai visto e senza il rumore che associavo
alla trasformazione, cui avevo assistito molte volte.
Devi essere una specie di super lupo mannaro, esclamai.
La mia famiglia ha dei doni speciali, rispose pieno d'orgoglio.
Si alz in piedi e gli cadde l'asciugamano.
Porca paletta, dissi con voce strozzata. Sentii il rossore coprirmi le guance.
Fuori si ud un ululato. Non esiste suono che faccia rabbrividire di pi, soprattutto in una notte
buia e fredda; e quando un suono cos inquietante proviene dal punto in cui il tuo giardino incontra
il bosco, insomma, ti si drizzano i capelli in testa e i peli su tutto il corpo. Guardai il braccio di
Preston per vedere se l'ululato aveva avuto lo stesso effetto su di lui, e notai che aveva assunto di
nuovo la sua forma umana.

Sono tornati a cercarmi, disse.


Quelli del tuo branco?, chiesi, sperando che i suoi confratelli fossero venuti a riprenderselo.
No. Aveva la faccia terrea. Quelli dell'Artiglio Affilato.
Chiama i tuoi. Falli venire.
Se mi hanno abbandonato c' un motivo. Aveva un'espressione umiliata. Non volevo
parlarne. Ma sei stata cos gentile.
Quella storia mi piaceva sempre meno. E quale sarebbe questo motivo?.
Ero l'indennizzo per un oltraggio.
Spiegati in venti parole, o anche meno.
Abbass gli occhi e mi resi conto che stava contando in silenzio. Questo ragazzo era unico. La
sorella del capobranco mi voleva, io no, per lei un insulto e la mia tortura il suo risarcimento.
E perch il tuo capobranco ha accettato una cosa del genere?.
Devo ancora contare le parole?.
Scossi la testa. Sembrava terribilmente serio. Ma forse aveva soltanto un profondissimo senso
dell'umorismo.
Al mio capobranco non piaccio granch, ed era convinto che fossi colpevole. Si invaghito
della sorella del capo dell'Artiglio Affilato e per il nostro branco la loro unione sarebbe un
bell'affare. Perci sono finito nei guai.
Non facevo fatica a credere che la sorella del capobranco gli avesse messo gli occhi addosso. Per
chi abbia avuto spesso a che fare con i lupi mannari, anche il resto della storia risultava credibile.
Certo, in genere sono umani e ragionevoli, ma in modalit mannara sono diversi.
E cos sono tornati a prenderti per picchiarti di nuovo?.
Annu cupo. Non ebbi il cuore di dirgli di rimettersi l'asciugamano. Inspirai profondamente,
distolsi lo sguardo e decisi che avrei fatto meglio a prendere il fucile da caccia.
Gli ululati echeggiavano nella notte, uno dopo l'altro, mentre tiravo fuori il fucile dall'armadio
nel salone. Quelli dell'Artiglio Affilato avevano annusato le tracce di Pre- ston fino a casa mia, era
chiaro. Non avevo modo di tenerlo nascosto e dire che se n'era andato. O forse s? Se non fossero
entrati.
Devi infilarti nella tana dei vampiri, dissi. Preston distolse lo sguardo dalla porta posteriore e
sgran gli occhi quando si rese conto che avevo in mano il fucile. E nella stanza degli ospiti. La
tana dei vampiri risaliva a quando Bill Compton era stato il mio ragazzo e avevamo pensato che
fosse prudente avere in casa mia un posticino buio nel caso in cui fosse stato colto di sorpresa dalla
luce del giorno.
Dato che il lupo mannaro non si muoveva, lo afferrai per un braccio, lo trascinai per il corridoio
e gli mostrai il doppio fondo dell'armadio nella camera degli ospiti. Pre- ston si oppose
categoricamente - un lupo mannaro preferisce sempre la lotta alla fuga - ma io lo infilai dentro a
forza, rimisi a posto il fondo e ci risistemai sopra le scarpe e le cianfrusaglie affinch non si notasse
niente.
Qualcuno buss forte alla porta d'ingresso. Controllai il fucile per essere sicura che fosse carico
e pronto a sparare e poi mi diressi nel salotto. Il cuore mi batteva a mille.
Nella loro vita umana, i lupi mannari tendono a svolgere lavori da operaio, sebbene alcuni di
loro riescano a fondare un impero economico. Guardai attraverso lo spioncino e vidi che quello di
fronte alla mia porta doveva essere come minimo un lottatore di wrestling semiprofessionista. Era
un armadio. I capelli gli ricadevano sulle spalle sotto forma di ricci impomatati, e aveva anche
barba e baffi ben curati. Indossava gil e pantaloni di pelle, e scarpe da motociclista. Aveva inoltre
delle strisce di pelle legate sul bicipite e bracciali dello stesso materiale sul polso. Sembrava uscito
da una rivista per feticisti.
Cosa vuoi?, urlai attraverso la porta.
Fammi entrare, rispose con un tono di voce sorprendentemente acuto.
Porcellino, fammi entrare.
Perch dovrei?.
Ah ah ah che bell'affar il lupo non potr cenar... Trallallallall!

Perch se necessario entreremo con la forza. Non ce l'abbiamo con te. Sappiamo che questo il
tuo territorio, e tuo fratello ci ha detto che sai tutto di noi. Ma siamo sulle tracce di un tipo e
dobbiamo sapere se l dentro.
Uno passato di qua, in effetti, ha bussato alla porta sul retro, gridai. Ma ha fatto una
telefonata e sono venuti a prenderlo.
Non passato di qua, rispose il mastodontico lupo mannaro.
No, infatti: dalla porta posteriore. Era l che l'odore di Preston li avrebbe condotti.
Uhm. Premendo l'orecchio contro il battente riuscii a sentire il lupo mormorare Controlla a
un'ombra massiccia che si allontan a lunghi passi. Devo entrare e fare un giro, insistette il mio
ospite indesiderato. Se l dentro, potresti essere in pericolo.
Avrebbe dovuto dirlo prima che era l per proteggermi, se voleva che gli credessi.
Va bene, ma puoi entrare solo tu, risposi. E sappi che sono amica del branco di Shreveport e
che se mi succede qualcosa dovrai vedertela con loro. Chiama Alcide Herveaux se non mi credi.
Oooh, che paura, disse l'Uomo Montagna in falsetto. Appena scostai la porta e l'occhio gli
cadde sul fucile, per, fece un'espressione da cui capii che ci aveva ripensato. Bene.
Mi feci da parte tenendo tuttavia il Benelli puntato su di lui per mostrargli che facevo sul serio.
Attravers la casa a grandi passi, annusando in giro tutto il tempo. In forma umana l'olfatto era di
gran lunga meno acuto e se avesse iniziato a trasformarsi lo avrei avvertito solo prima di sparare.
L'Uomo Montagna sal al piano di sopra. Lo sentii aprire gli armadi e guardare sotto i letti.
Entr perfino in soffitta. Riconobbi il cigolio che fa la porta quando si apre.
Poi scese a passo pesante con i suoi vecchi scarponi. Non era soddisfatto della ricerca, lo
dedussi perch sbuffava dal naso. Tenni il fucile puntato.
All'improvviso tir indietro la testa e rugg. Trasalii e fu tutto ci che potei fare per mantenere la
posizione. Avevo le braccia sfinite.
Mi stava guardando dall'alto della sua immensit. Ci stai nascondendo qualcosa, donna. Se
scopro cos', torner.
Hai controllato tu stesso, non qui. Ora vattene. E la notte di Natale, santo cielo! Va' a casa a
incartare i regali.
Dopo aver lanciato un'ultima occhiata in giro, se ne and. Non riuscivo a crederci. La mia farsa
aveva funzionato. Abbassai il fucile e lo riposi con calma nell'armadio. Mi tremavano le braccia per
averlo tenuto puntato cos a lungo. Chiusi la porta dietro di lui e tirai il chiavistello.
Preston stava avanzando a passi felpati nell'ingresso, con indosso soltanto i calzini e sul volto
un'espressione ansiosa.
Fermo!, esclamai prima che potesse entrare nel salotto. Le tende erano aperte. Feci il giro
della casa per chiuderle tutte, per stare tranquilli. Mi presi il tempo per la mia ricerca speciale e non
riscontrai la presenza di cervelli viventi attorno alla casa. Non conoscevo con certezza la portata di
questa mia abilit, ma almeno ero certa che gli Artigli Affilati se n'erano andati.
Quando mi voltai dopo aver tirato l'ultima tenda, Preston era dietro di me. Mi cinse con le
braccia e mi baci. Mi ripresi giusto per dire: Davvero io non....
Fai finta di avermi trovato impacchettato sotto l'albero, sussurr. Fai finta di avere del
vischio.
Fu abbastanza semplice immaginare entrambe le cose. Pi volte. Per ore.
Quando mi svegliai, la mattina di Natale, ero la pi rilassata delle donne. Mi ci volle un po'
perch mi rendessi conto che Preston se n'era andato; e se da un lato provai un dolore acuto,
dall'altro mi sentii sollevata. In fondo non lo conoscevo, e anche dopo che eravamo stati cos intimi
mi venne da chiedermi come sarebbe stato trascorrere un giorno intero da sola con lui. Mi aveva
lasciato un biglietto in cucina.
Sookie, sei incredibile. Mi hai salvato la vita e fatto trascorrere la pi bella notte di Natale di
sempre. Non voglio crearti altri problemi. Non dimenticher mai quanto sei stata grande, in ogni
senso. Seguiva la firma.
Mi sentii abbandonata ma, abbastanza stranamente, anche felice. Era il giorno di Natale. Entrai
in salotto, accesi le luci dell'albero e mi sedetti sul vecchio divano avvolta nel plaid di mia nonna,

che profumava ancora vagamente del mio ospite. Avevo in mano una tazzona di caff e una fetta di
plumcake banane e noci, ed ero pronta a fare colazione. Dovevo aprire i regali. Verso mezzogiorno
inizi a suonare il telefono. Prima Sam, poi Amelia; mi chiam addirittura Jason, per dirmi almeno:
Buon Natale, sorellina. Riattacc prima che potessi accusarlo di aver prestato la mia terra a due
branchi di lupi mannari. Considerando la soddisfacente contropartita, decisi di perdonare e
dimenticare almeno quella trasgressione. Infilai il petto di tacchino in forno, aggiunsi delle patate
dolci, aprii un barattolo di salsa ai mirtilli, preparai del pane al mais e una teglia di broccoli
gratinati.
Una mezz'oretta prima che questo men delle feste semplificato fosse pronto, suonarono alla
porta. Indossavo un completo nuovo di zecca, regalo di Amelia: pantaloni e maglietta in felpa
celeste. Mi sentivo di un'autosufficienza diabolica.
Stupita e felice mi trovai davanti il mio bisnonno. Si chiama Niall Brigant ed un principe delle
fate. Va bene, una storia lunga, ma lui proprio un principe delle fate. Lo avevo incontrato per la
prima e unica volta appena un paio di settimane prima, e non potevo certo dire che ci conoscessimo
bene, ma facciamo parte della stessa famiglia. E alto circa un metro e ottanta, indossa quasi sempre
completi neri, con camicia bianca e cravatta nera, e ha capelli color oro, fini come la barba del
granturco, pi lunghi dei miei; se c' anche un filo di vento, sembrano fluttuargli attorno alla testa.
Oh, e poi ha pi di mille anni, o gi di l. Immagino sia difficile tenere il conto esatto a un'et
simile.
Niall mi sorrise. Il reticolo di rughette che fendevano la sua pelle chiara si mosse, rendendolo, se
possibile, ancora pi affascinante. Era carico di pacchetti, il che contribu ad aumentare la mia
sorpresa.
Prego, entra, bisnonno, dissi. Sono cos contenta di vederti! Ti trattieni per il pranzo di
Natale?.
Certo, disse. Sono venuto apposta. Sebbene, aggiunse, non sia stato invitato.
Oh, risposi, vergognandomi per la cafonaggine. E solo che non pensavo ti interessasse.Voglio
dire, in fondo non sei.... Mi trattenni, cercando di non risultare di nuovo maleducata.
In fondo non sono cristiano, concluse lui in tono gentile. No, cara mia, ma tu ami il Natale, e
ho pensato che sarebbe stato bello condividerlo con te.
Certo, risposi.
In realt avevo gi incartato un regalo per lui, e intendevo darglielo la volta successiva in cui
l'avessi incontrato (perch incontrare Niall non era un evento molto comune), quindi la mia felicit
era completa. Lui mi regal una collana di opale, io gli avevo comprato un paio di cravatte nuove
(quella nera che indossava aveva i giorni contati) e un gagliardetto degli Shreveport Mudbugs (la
squadra locale).
Quando le pietanze furono pronte, ci mettemmo a tavola e lui trov tutto molto buono.
Fu un Natale fantastico.
La creatura che Sookie Stackhouse conosceva come Preston era ancora nel bosco e la osservava
muoversi in giro per il salotto insieme al bisnonno.
davvero carina e dolce come il miele, disse al suo compagno, il lupo mannaro corpulento
che aveva messo a soqquadro la casa. Ho dovuto soltanto impiegare un briciolo di magia per far
scattare l'attrazione.
Com' che Niall ti ha convinto a farlo?, chiese il mannaro. Lui lo era per davvero,
diversamente da Preston, che era una fata con un dono speciale, quello della trasformazione.
Oh, una volta mi ha tirato fuori da un pasticcio, rispose Preston. Ti dico soltanto che c'erano
di mezzo un elfo e uno stregone, e non aggiungo altro. Niall mi ha detto che voleva far trascorrere a
questa umana un Natale davvero felice, che la ragazza non aveva famiglia e se lo meritava. Ebbe
un'espressione piuttosto malinconica quando Sookie pass davanti alla finestra. Niall ha costruito
la storia adattandola ai suoi bisogni. Non parla con il fratello, perci stato lui ad "affittarci" il
bosco. Lei adora aiutare gli altri, cos io ero "ferito". Non faceva sesso da tanto e allora l'ho

sedotta. Preston fece un sospiro. Mi piacerebbe moltissimo poterlo fare ancora. E stato fantastico,
per uno come me cui piacciono gli esseri umani. Ma Niall ha detto che non doveva esserci ulteriore
contatto, e la sua parola legge.
Perch pensi che abbia fatto tutto questo per lei?.
Non ne ho idea. Com' che ha coinvolto te e Curt in questa storia?.
Lavoriamo tutti e due per una delle sue imprese, come corrieri. Lui sa che facciamo teatro in
una piccola compagnia, una cosa alla buona. Il lupo mannaro cerc di sembrare modesto senza
riuscirci. Perci io ho avuto la parte del Bruto Minaccioso e Curt quella dell'Altro Bruto.
E avete fatto davvero un bel lavoro, conferm la fata Preston. Bene, adesso torno nella mia
zona di bosco. Ci vediamo, Ralph.
Alla prossima, rispose l'altro mentre Preston si smaterializzava.
Come diavolo fanno?, si chiese Ralph dirigendosi a passo pesante in direzione del suo amico
Curt, che lo aspettava su una motocicletta.Aveva in tasca un bel po di contanti e una storia che era
obbligato a tenere segreta.
Dentro la vecchia casa, Niall Brigant, principe delle fate e bisnonno amorevole ,drizz le
orecchie quando udi che Preston e Ralph se ne erano andati. Si trattava di un segnale che solo le
sue orecchie potevano captare.
Non capiva il senso del Natale, ma capiva che era un momento in cui gli umani si scambiano
doni e si riuniscono con i propri familiari.Quando vide la faccia felice di Sookie, seppe che le aveva
regalato un ricordo unico legato alle feste.
Buon Natale, Sookie disse e la baci sulla guancia.

Indice

Un tocco di morte
Introduzione di Charlaine Harris
Polvere di fate
Tanti auguri, Dracula
Risposta lapidaria
Fortuna
Carta da regalo