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GEOMETRIA 1

terza parte

Cristina Turrini
C. di L. in Fisica - 2015/2016

Cristina Turrini (C. di L. in Fisica - 2015/2016)

GEOMETRIA 1

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Matrici rappresentative "semplici"

index
1

Matrici rappresentative "semplici"

Autovalori e autovettori

Il polinomio caratteristico

Molteplicit algebrica e molteplicit geometrica

Ideali dellanello dei polinomi

Polinomi di matrici e polinomi di endomorfismi

Il teorema di Cayley Hamilton e il polinomio minimo

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Matrici rappresentative "semplici"

Siano V e W spazi vettoriali f.g. sul campo K con n = dim(V), m = dim(W)


e sia f : V W unappplicazione lineare.
PROBLEMA - Esistono basi B di V e C di W tali che la matrice
rappresentativa di f in queste basi sia "particolamente semplice", ossia di
elementi
aij = 1 se i = j = 1, . . . k, aij = 0 in tutti gli altri casi, ovvero sia della
forma


I O
A = Ok O .
Anzitutto, perch ci sia possibile necessario che sia k = dim(Im(f )) (il
rango della matrice rappresentativa conicide con la dimensione dellimmagine
dellapplicazione).
Se k = dim(Im(f )) la risposta S.
Per il teorema nullit + rango, si ha dim(ker(f )) = n r.
Sia inoltre {vk+1 , . . . , vn } una base di ker(f ) (se n > r) e la si completi ad una
base B = {v1 , . . . , vk , vk+1 , . . . , vn } di V.
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Matrici rappresentative "semplici"

Allora {f (v1 ), . . . , f (vk )} una base di Im(f ). Si completi tale base ad una
base C = {f (v1 ), . . . , f (vk ), wk+1 , . . . wm } di W.
La matrice rappresentativa di f rispetto a tali basi ha la forma richiesta.
Ad esempio, per f : R3 R2 definita da
!


x
2x y
y
f
=
,
z
z
!
!
!
0
0
1
si pu prendere B = { 1 , 0 , 2 }
0
1
0

  
1
0
C={ 0
, 1 }.

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Autovalori e autovettori

index
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Matrici rappresentative "semplici"

Autovalori e autovettori

Il polinomio caratteristico

Molteplicit algebrica e molteplicit geometrica

Ideali dellanello dei polinomi

Polinomi di matrici e polinomi di endomorfismi

Il teorema di Cayley Hamilton e il polinomio minimo

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Autovalori e autovettori

Endomorfismi diagonalizzabili
Siano ora V f.g. con dim(V) = n e f : V V un endomorfismo.
PROBLEMA - Esiste una base B = {v1 , . . . , vn } di V tale che la matrice A
rappresentativa di f rispetto a tale base (sia in dominio che in codominio) sia
diagonale

1 0 . . . 0
0 1 . . . 0
A=
?
..
..
..
...
.
.
.
0 0 . . . n
Se la risposta affermativa lendomorfismo f viene detto diagonalizzabile e la
base B viene detta diagonalizzante.
OSSERVAZIONE - I vettori di una base diagonaliizante verificano:
f (vj ) = j vj ,

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j = 1, . . . , n

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Autovalori e autovettori

Un vettore non nullo v V,


K tale che f (v) = v.

v 6= 0 viene detto autovettore per f se esiste

Lo scalare (che univocamente associato a v) viene detto autovalore


relativo allautovalore .
Una immediata conseguenza delle considerazioni fatte sopra il
TEOREMA - Un endomorfismo f diagonalizzabile se e solo se esiste una
base di V interamente costituita da autovettori di f .
Sia un autovalore di f . Consideriamo linsieme A (f ) degli autovettori di f
relativi a .
L insieme
V (f ) = A (f ) {0}
un sottospazio di V (verificarlo) detto autospazio relativo allautovalore .

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Autovalori e autovettori

Qualche esempio nel caso di VectO (R2 )


OSSERVAZIONE - Un autovettore, nel caso dei vettori geometrici, un
vettore trasformato in un vettore parallelo.
Riflessione rispetto alla retta r.

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Autovalori e autovettori

Nella riflessione rispetto alla retta r gli autovettori sono i vettori di r (con
autovalore 1) e i vettori ortogonali a r (con autovalore 1).

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Autovalori e autovettori

Proiezione ortogonale sulla retta r.

Nella proiezione ortogonale sulla retta r gli autovettori sono i vettori di r (con
autovalore 1) e i vettori ortogonali a r (con autovalore 0).

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Autovalori e autovettori

Rotazione di un angolo attorno O.

Se non congruo 0 o a (mod. 2), la rotazione di un angolo attorno O


non ammette autovettori.
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Autovalori e autovettori

Matrici diagonalizzabili

Le nozioni di diagonalizzabilit, autovalori, autovettori introdotte per gli


endomorfismi si trasferiscono alle matrici quadrate:
una matrice quadrata n n A diagonalizzabile se lo lendomorfismo
LA : Kn Kn ;
un autovettore di A un vettore non nullo x K n tale che A x = x;
lo scalare viene detto autovalore della matrice A.
Ricordando la nozione di matrici simili introdotta nella terza parte di queste
note, si ha (verificarlo):
Una matrice quadrate n n A diagonalizzabile se e solo se simile a una
matrice diagonale.

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Autovalori e autovettori

Sia f un endomorfismo di V f.g., con dim(V) = n.


Problema: ricerca (se esiste) di una base di autovettori.
TEOREMA - Se 1 , . . . , k sono autovettori di f distinti tra loro, e v1 , . . . , vk
sono autovettori relativi a 1 , . . . , k (respett.), allora i vettori v1 , . . . , vk sono
linearmente indipendenti.
Dimostrazione
Per induzione su k.
Se k = 1, v1 l.i. in quanto non nullo.
Supponendo vero il risultato nel caso di k 1 autovalori, dimostriamolo
nel caso di k autovalori.
Supponiamo che sia
()

a1 v1 + a2 v2 + + ak vk = 0

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a1 , . . . , ak K.

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Autovalori e autovettori

Applicando f a entrambe i membri di () si ottiene


()

a1 1 v1 + a2 2 v2 + + ak k vk = 0.

Moltiplicando entrambe i membri di () per k si ottiene


()

a1 k v1 + a2 k v2 + + ak k vk = 0.

Sottraendo membro a membro () da () si ottiene


a1 (1 k )v1 + a2 (2 k )v2 + + ak1 (k1 k )vk1 = 0.
Per lipotesi di induzione allora deve essere:
a1 (1 k ) = a2 (2 k ) = . . . ak1 (k1 k ) = 0,
e quindi, trattandosi di autovalori distinti tra loro,
a1 = a2 = = ak1 = 0

ak = 0.

COROLLARIO - Se f ha n = dim(V) autovalori distinti, allora


diagonalizzabile.
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Il polinomio caratteristico

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Matrici rappresentative "semplici"

Autovalori e autovettori

Il polinomio caratteristico

Molteplicit algebrica e molteplicit geometrica

Ideali dellanello dei polinomi

Polinomi di matrici e polinomi di endomorfismi

Il teorema di Cayley Hamilton e il polinomio minimo

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Il polinomio caratteristico

Sia f un endomorfismo di V (dim(V) = n).


OSSERVAZIONE - K un autovalore di f se e solo se esiste
v ker(f idV ), v 6= 0.
OSSERVAZIONE - Se K un autovalore di f allora si ha
V (f ) = ker(f idV ).
In particolare, se = 0 un autovalore per f , allora V0 (f ) = ker(f ).
Sia ora B una base di V e A = MB
B (f ) la matrice rappresentativa di f rispetto
alla base B.
K un autovalore di f se e solo se f idV non un isomorfismo se e
solo se A In non ha rango massimo se e solo se det(A In ) = 0

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Il polinomio caratteristico

Il polinomio

a11 t
a12
...
a22 t . . .
a21
PA (t) = det(A tIn ) = det
..
..
..

.
.
.
an1
an2
...

a1n
a2n

..

.
ann t

viene detto polinomio caratteristico di A.


C
OSSERVAZIONE - Se A = MB
B (f ) e B = MC (f ) sono matrici
rappresentative dello stesso endomorfismo rispetto a basi diverse, allora

PA (t) = PB (t).
Infatti
det(B tI) = det(C1 AC tI) = det(C1 AC tC1 IC) =
det(C1 (A tI)C) = det(C1 ) det(A tI) det(C) = det(A tI).
In particolare, per t = 0, si ha anche det(B) = det(A).
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Il polinomio caratteristico

Per questo motivo il polinomio det(A tIn ) viene anche detto polinomio
caratteristico di f e denotato con Pf (t) e il determinante di A viene anche
detto determinante di f e denotato con det(f )..
OSSERVAZIONE - Il polinomio caratteristico Pf (t)
ha grado n,
ha coefficiente direttore (1)n ,
ha termine noto Pf (0) = det(f ),
le sue radici in K sono gli autovalori di f .
OSSERVAZIONE - Se K = C, tutte le radici di Pf (t) C[t] sono in K e
pertanto sono autovalori di f . Se invece K = R, allora solo le radici reali di
Pf (t) sono autovalori.

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Il polinomio caratteristico

Ricerca degli autovalori e autovettori

Sia f un endomorfismo di V (dim(V) = n). Per cercare autovalori e


autovettori di f ;
Si considera una base B di V e si costruisce la matrice A = MB
B (f )
rappresentativa di f rispetto alla base B.
Si calcola il polinomio caratteristico PA (t) e si determinano le sue radici
1 , . . . , k K che sono gli autovalori di f .
Per ciascuno degli autovalori i si risolve il sistema lineare
(A i I)x = 0
Le soluzioni x del sistema (A i I)x = 0 sono le coordinate, nella base
B degli autovettori relativi a i .

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Il polinomio caratteristico

Esempi
(n =
 2)

a11 t
a12
2
det
a21
a22 t = t (a11 + a22 )t + det(A)
(n = 3)
!
a11 t
a12
a13
a21
a22 t
a23
det
= t3 + (a11 + a22 + a33 )t2
a31
a32
a33 t






a
a
a
a
a
a
(det a11 a12 + det a11 a13 + det a22 a23 )t + det(A).
32
33
31
33
21
22
In generale
PA (t) = (1)n tn +(1)n1 1 tn1 + +(1)ni i tni + tn1 +n ,
ove i la somma dei minori principali (ossia aventi come diagonale
parte della diagonale di A) di A.
In particolare 1 = a11 + a22 + + ann viene detta traccia di A e
n = det(A).

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Molteplicit algebrica e molteplicit geometrica

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Autovalori e autovettori

Il polinomio caratteristico

Molteplicit algebrica e molteplicit geometrica

Ideali dellanello dei polinomi

Polinomi di matrici e polinomi di endomorfismi

Il teorema di Cayley Hamilton e il polinomio minimo

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Molteplicit algebrica e molteplicit geometrica

Ricordo che una radice K di un polinomio p(t) K[t] si dice avere


molteplicit m > 0 se p(t) = (t )m q(t), con q() 6= 0, ovvero m
il massimo degli l tali che (t )l sia un fattore di p(t).
Abbiamo visto che un autovalore di f necessariamente una radice in K del
polinomio caratteristico Pf (t) di f .
Si dice molteplicit algebrica ma () dellautovalore la sua
molteplicit come radice del polinomio Pf (t).
Se un autovalore di f , lautospazio V (f ) non lo spazio nullo. Si
definisce molteplicit geometrica mg () dellautovalore la
dimensione dellautospazio V (f ).

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Molteplicit algebrica e molteplicit geometrica

TEOREMA - Siano V uno spazio vettoriale f.g. sul campo K, f : V V un


endomorifismo e K un autovalore di f . Si ha
1 mg () ma ().
Dimostrazione
La relazione 1 mg () segue dal fatto che, essendo un autovalore, si ha
dim(V (f )) > 0.
Consideriamo una base {v1 , . . . , vmg () } di V (f ) e completiamola a una base
{v1 , . . . , vmg () , wmg ()+1 . . . wn } di V.
In tale base f rappresentato da una matrice della forma

0 ... 0 ? ... ?
0 ... 0 ? ... ?
. .
..
.. ..
..
..
.. ..
.
. .
.
.

0 0 ... ? ... ?

0 0 ... 0 ? ... ?
. .
..
.. ..
..
..
.. ..
.
. .
.
.
0 0 ... o ? ... ?
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Molteplicit algebrica e molteplicit geometrica

Il polinomio caratteristico di f allora risulta

Pf (t) =

t
0
0
t
..
..
.
.
0
0
0
0
..
..
.
.
0
0

...
...
..
.
...
...
..
.
...

0
?
0
?
..
..
.
.
t
?
0
?t
..
..
.
.
o
?

...
...
..
.
...
...
..
.
...

?
?
..
.
?
?
..
.
?t

= (t)mg () q(t)

(segue iteratamente dallo sviluppo di Laplace del determinante secondo la


prima colonna).
Pertanto si ha mg () ma ().

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Molteplicit algebrica e molteplicit geometrica

TEOREMA - Siano V uno spazio vettoriale f.g. sul campo K e f : V V un


endomorifismo. f diagonalizzabile se e solo se
i) tutte le radici di Pf (t) sono in K;
ii) per ogni autovalore di f si ha mg () = ma ().
OSSERVAZIONI
1) Se K = C la condizione i) sempre verificata.
2) Se ma () = 1, allora mg () = 1, quindi la condizione ii) verificata.
3) In generale, per calcolare mg () :
mg () = dim(ker(f idV )) = n car(A I).

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Molteplicit algebrica e molteplicit geometrica

ESEMPI

A=

cos() sin()
sin() cos()


K = R.

PA (t) = (cos() t)2 + sin2 () = t2 2cos()t + 1


che ha discriminante = 4(cos2 () 1), quindi se 6= 0, non vale la
i).

A=

1 1 1
0 1 1
0 0 1

!
K = R.

PA (t) = (1 t)3
Lunica radice = 1, quindi vale la i), inoltre ma (1) = 3.
car(A I) = 2, quindi mg (1) = 1, per cui non vale la ii).
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Molteplicit algebrica e molteplicit geometrica

A=

1 1 0
1 1 0
0 0 0

!
K = R.

PA (t) = t2 (t 2)
Le radici sono 0, 2, quindi vale la i), inoltre ma (0) = 2, ma (2) = 1.
Ovviamente ma (2) = 1 = mg (2).
car(A) = 1, quindi mg (0) = 3 car(A) = 2 = ma (0), per cui vale
anche la ii) e la matrice diagonalizzabile.

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Ideali dellanello dei polinomi

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Matrici rappresentative "semplici"

Autovalori e autovettori

Il polinomio caratteristico

Molteplicit algebrica e molteplicit geometrica

Ideali dellanello dei polinomi

Polinomi di matrici e polinomi di endomorfismi

Il teorema di Cayley Hamilton e il polinomio minimo

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Ideali dellanello dei polinomi

Sia (A, +, ) un anello commutativo.


Si dice ideale di A un sottoinsieme non vuoto I A tale che
i1 , i2 I si ha i1 i2 I;
j A, a A si ha a j I.
Ad esempio, nel caso degli interi (Z, +, ), fissato un intero n, linsieme
I = nZ dei multipli di n un ideale.
Un ideale I A si dice principale se esiste j I tale che, j I, esiste a A
tale che sia j = a j.
Un elemento j come sopra si dice generatore di I.

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Ideali dellanello dei polinomi

Nel caso dellanello K[x] dei polinomi a coefficienti in una campo K tutti gli
ideali sono principali.
TEOREMA - Sia I K[x] un ideale. Esiste un g(x) I tale che f (x) I si
abbia f (x) = q(x)g(x), per qualche q(x) K[x].
Dimostrazione
Se I = {0}, il risultato ovvio. Possiamo quindi supporre I 6= {0}.
Sia g(x) un polinomio di grado minimo tra i polinomi di I. Proviamo che g(x)
un generatore di I.
Sia f (x) I. Lalgoritmo della divisione di polinomi garantisce lesistenza (e
unicit ) di due polinomi q(x), r(x) (rispettivamente quoziente e resto della
divisione di f (x) per g(x)) tali che sia
f (x) = q(x)g(x) + r(x);
o r(x) 0, o deg(r(x)) < deg(g(x)).

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Ideali dellanello dei polinomi

Allora r(x) = f (x) g(x)q(x) I.


Non pu allora essere deg(r(x)) < deg(g(x)) (perch g(x) ha il grado minimo
tra i polinomi di I), per cui necessariamente r(x) 0.
Pertanto si ha f (x) = g(x)q(x).
OSSERVAZIONE - Il generatore di un ideale di I non unico, per lo il
generatore monico, ossia che ha 1 come coefficiente direttore.
Infatti, se g1 , g2 fossero due diversi generatori monici di I allora g1 g2
apparterrebbe a I ed avrebbe grado minore di quello di g1 e g2 .

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Polinomi di matrici e polinomi di endomorfismi

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Matrici rappresentative "semplici"

Autovalori e autovettori

Il polinomio caratteristico

Molteplicit algebrica e molteplicit geometrica

Ideali dellanello dei polinomi

Polinomi di matrici e polinomi di endomorfismi

Il teorema di Cayley Hamilton e il polinomio minimo

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Polinomi di matrici e polinomi di endomorfismi

Sia V uno spazio vettoriale di dimensione n su K.


Siano poi A Matn (K) e f un endomorfismo di V.
Dato un polinomio p(t) K[t] :
p(t) = a0 + a1 t + a2 t2 + + ak tk .
Si definisce p(A) (rispett. p(f )) la matrice (rispett. il polinomio) cos
ottenuta/o
p(A) = a0 I + a1 A + a2 A2 + + ak Ak ,
(ove I la matrice identica di ordine n e le operazioni sono lusuale somma e
prodotto riga per colonna di matrici, ossia Ah = A A . . . A, riga per colonna)
e

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Polinomi di matrici e polinomi di endomorfismi

p(f ) = a0 idV + a1 f + a2 f 2 + + ak f k ,
(ove idv lendomorfismo identico e le operazioni sono lusuale somma e
composizione di endomorfismi, ossia f h = f f f .)
ESEMPIO
- Siano


1 1
A = 0 2 Mat2 (R),

  

x
2x
f( y =
e
0

f : R2 R2 ,

p(t) = t2 1.
Risulta
 
 
 

1 1
1 0
0 3
p(A) =
0 2 0 1 = 0 3
 
 
 


 
x
x
x
2x
x
p(f )( y ) = f (f ( y )) y = f ( 0 ) y =


1 1
0 2

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4x
0

x
y

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3x
y

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Polinomi di matrici e polinomi di endomorfismi

OSSERVAZIONE - Se p, q K[t], e K, si ha
(p + q)(A) = p(A) + q(A),

(p + q)(f ) = p(f ) + q(f );

(p q)(A) = p(A)q(A),

(p q)(f ) = p(f )q(f );

(p)(A) = p(A),

(p)(f ) = p(f ).

Si dice che il polinomio p(t) si annulla su A (rispett. su f ) se


p(A) = O Matn (K) (rispett. p(f ) = 0V ).


1 1
Ad esempio, per A = 0 2 e p(t) = (1 t)(2 t) = 2 3t + t2
(polinomio caratteristico di A), si ha



 


1 0
1 1
1 1
1 1
p(A) = 2 0 1 3 0 2 + 0 2
0 2 =


2 0
0 2

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3 3
0 6

1 3
0 4

GEOMETRIA 1

0 0
0 0


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Polinomi di matrici e polinomi di endomorfismi

Siano A Matn (K) e f un endomorfismo di V.


Linsieme
J (A) = {p(t) K[t] |

p(A) = O}

un ideale di K[t] (verificarlo).


Lo stesso accade per
J (f ) = {p(t) K[t] |

p(f ) = 0V }

Il polinomio monico generatore di J (A) (rispettivamente J (f )) viene detto


polinomio minimo di A (rispett. f ). Denoteremo il polinomio minimo di A
(rispett. f ) con A (t), (rispett. f (t)).

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Polinomi di matrici e polinomi di endomorfismi

OSSERVAZIONE - Se A e B sono matrici simili, allora J (A) = J (B).


In effetti, per ogni polinomio p(t) risulta p(A) = O se e solo se p(B) = O.
Se B = M 1 A M, allora
Bn = (M 1 AM)(M 1 AM) (M 1 AM)(M 1 AM) = M 1 An M.
Quindi, se p(t) = a0 + a1 t + a2 t2 + + ak tk , allora
p(B) = a0 I + a1 B + a2 B2 + + ak Bk =
a0 M 1 IM+a1 M 1 AM+a2 M 1 A2 M+ +ak M 1 Ak M = M 1 p(A)M.
Pertanto, se p(A) la matrice nulla allora anche p(B) lo (e, per la simmetria
della relazione, vale anche il viceversa).
CONSEGUENZA - Matrici simili hanno lo stesso polinomio minimo.

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Il teorema di Cayley Hamilton e il polinomio minimo

index
1

Matrici rappresentative "semplici"

Autovalori e autovettori

Il polinomio caratteristico

Molteplicit algebrica e molteplicit geometrica

Ideali dellanello dei polinomi

Polinomi di matrici e polinomi di endomorfismi

Il teorema di Cayley Hamilton e il polinomio minimo

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Il teorema di Cayley Hamilton e il polinomio minimo

Sia A Matn (K), e


PA (t) = det(A tI) = a0 + a1 t + + an1 tn1 + an tn
il suo polinomio caratteristico.
TEOREMA (di Cayley-Hamilton) - Per ogni A Matn (K), si ha
PA (A) = a0 I + a1 A + + an1 An1 + an An = O,
ossia PA (t) J (A).
Dimostrazione
Ricordo che, data una matrice quadrata M si ha
M t (cof (M)) = det M I.
Ponendo M = A tI e B =t (cof (M)) si ha
(A tI) B = pA (t)I = (a0 + a1 t + + an1 tn1 + an tn )I.
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Il teorema di Cayley Hamilton e il polinomio minimo

Gli elementi della matrice B sono cofattori di A tI e pertanto sono polinomi


di grado n 1 in t. Si pu allora scrivere
B = B0 + B1 t + + Bn1 tn1 ,
dove le Bj sono matrici di costanti.
Nellequazione di polinomi di matrici
(AtI)(B0 +B1 t+B2 t2 + +Bn1 tn1 ) = (a0 +a1 t+ +an1 tn1 +an tn )I
ordiniamo i due membri secondo diverse potenze di t :
A B0 + (A B1 B0 )t + (A B2 B1 )t2 + + (A Bn1 Bn2 )tn1 Bn1 tn =
a0 I + a1 It + + an1 Itn1 + an Itn .

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Uguagliando le matrici coefficienti delle diverse potenze di t si ottengono le


relazioni
A B0 = a0 I
A B1 B0 = a1 I
A B2 B1 = a2 I
..
.
A Bn1 Bn2 = an1 I
Bn1 = an I.
Moltiplicando a sinistra tali relazioni rispettivamente per
I, A, A2 , . . . , An1 , An e sommando otteniamo:
AB0 +A(AB1 B0 )+A2 (AB2 B1 )+. . . An1 (ABn1 Bn2 )+An (Bn1 )
= a0 I + a1 A + + an1 An1 + an An
ossia

O = a0 I + a1 A + + an1 An1 + an An = PA (A).

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Il teorema di Cayley-Hamilton vale ovviamente anche per un endomorfismo f


di uno spazio vettoriale.
TEOREMA (di Cayley-Hamilton) - Ogni endomorfismo f annulla il suo
polinomio caratteristico, ossia Pf (t) J (f ).
COROLLARIO - Il polinomio minimo (di una matrice o di un endomorfismo)
divide il polinomio caratteristico.
Si pu dimostrare che (v. dopo):
le radici in K del polinomio minimo sono le stesse del polinomio
caratteristico (eventualmente con molteplicit diversa);
un endomorfismo f diagonalizzabile se e solo se il polinomio minimo
di f della forma
f (t) = (t 1 )(t 2 ) . . . (t h ),
con 1 , 2 , . . . h K tutti distinti tra loro.

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Il teorema di Cayley Hamilton e il polinomio minimo

ESEMPIO 1
A=

0 0 1
0 0 0
0 0 0

!
PA (t) = t3 ;

Si ha A = t2 infatti A2 = O, ma A 6= O.
ESEMPIO 2
A=

2 0 0
0 2 0
0 0 1

!
PA (t) = (1 t)(2 t)2 ;

Si ha A = (1 t)(2 t) infatti
!
1 0 0
0 1 0
(I A) (2I A) =
0
0 0
ma I A 6= O e 2I A 6= O.

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0 0 0
0 0 0
0 0 1

!
=

0 0 0
0 0 0
0 0 0

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Il teorema di Cayley Hamilton e il polinomio minimo

Sia A una matrice quadrata n n a coefficienti in K.


Il teorema di Cayley-Hamilton garantisce che le radici (in K) del polinomio
minimo A (t) siano autovalori di A (il polinomio minimo infatti divide il
polinomio caratteristico).
Mostriamo viceversa che ogni autovalore di A anche radice di A (t).
Sia un autovalore di A e sia v 6= 0 un autovettore relativo a .
Av = v,

A2 v = Av = 2 v,

...,

Si ha:

Ah v = h v, . . .

quindi, per ogni polinomio p(t) = a0 + a1 t + + ah th si ha


p(A)v = (a0 I + a1 A + + ah Ah )v = (a0 + a1 + + ah h )v = p()v.
Quindi anche A (A) v = A ()v. Ma sappiamo che (A) = O, quindi
A ()v = O, per cui, essendo v 6= O, deve essere A () = 0.
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Vogliamo ora dimostrare che


una matrice A diagonalizzabile se e solo se il suo polinomio minimo
della forma
A (t) = (t 1 )(t 2 ) . . . (t h ),
con 1 , 2 , . . . h K tutti distinti tra loro.
Se A diagonalizzabile, A simile a una matrice diagonale

1 0 0 . . . 0 0
0 1 0 . . . 0 0

.. ..
B = ...
. . ... 0 0

0 0 0 . . . k 0
0 0 0 0
0 k
e per la matrice B una verifica diretta mostra che
(A 1 I) (A 2 I) (A k I) = O.

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Quindi il polinomio p(t) = (t 1 )(t 2 ) (t k ) si annulla su A.


Sappiamo che il polinomio minimo A (t) ha 1 , 2 , dotsk come radici e
quindi un multiplo di p(t). Per definizione di polinomio minimo allora si ha
A (t) = p(t).
Per il viceversa premettiamo un
LEMMA - Siano U, V, W spazi vettoriali su K, e : U V, : V W
applicazioni lineari. Allora
dim(ker( )) dim(ker()) + dim(ker()).
Dimostrazione - Poniamo K = ker( ). Si ha K = 1 (ker().
Consideriamo la restrizione di a K:
= |K : K ker().

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Si ha ker()) ker(), infatti, se u ker()) allora (v) = 0 per cui


(v) = 0.
Quindi:
dim(ker( )) = dim(K) =
dim(ker()) + dim(Im()) dim(ker()) + dim(ker()),
ossia si ha la tesi.
Per induzione si ha anche
() dim(ker(1 2 k )) dim(ker(1 )) + . . . dim(ker(k )).
Supponiamo ora che sia
A (t) = (t 1 )(t 2 ) . . . (t h ),
e mostriamo che A diagonalizzabile.
Il fatto che A (A) = O ci dice che
(A 1 I) (A 2 I) (A k I) = O,
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ossia che
(LA 1 id) (LA 2 id) (LA k id)
loperatore nullo.
Per il Lemma allora si ha
n = dim(V) = dim(ker((LA 1 id) (LA 2 id) (LA k id)))
dim(ker((LA 1 id)) + dim(ker(LA 2 id)) + + dim(ker((LA k id))
= dim(ker((LA 1 id)) ker(LA 2 id)) ker((LA k id)
= dim(V1 V2 Vk ) n
(perch gli autospazi relativi ad autovalori diversi hanno in comune solo il
vettore nullo).
Di conseguenza nella formula precedente tutti i sono =, e pertanto si ha
anche
V = V1 V2 Vk ,
ossia esiste una base di autovettori e la matrice A diagonalizzabile
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La matrice dellesempio 1 una matrice nilpotente: una matrice quadrata A


non nulla si dice nilpotente se esiste un intero k > 1 tale che Ak sia la matrice
nulla. Analoga definizione si ha nel caso di un operatore f (nilpotente:
f k = O).
Il polinomio minimo di una matrice nilpotente della forma th ,

h > 1.

Una matrice quadrata A non nulla e diversa dalla matrice identica si dice
idempotente se A2 = A. Analoga definizione si ha nel caso di un operatore f
(idempotente: f 2 = f ).
Il polinomio minimo di una matrice idempotente della forma t2 t.
n
n
Un
esempio
di operatore

idempotente f : R R una proiezione


x1
x1
.. ..
. .
xh xh

f
xh+1 = 0 .
. .
. .
.
.
xn
0
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Il teorema di Cayley-Hamilton pu essere usato anche per calcolare l inversa


di una matrice,o le potenze di una matrice.
ESEMPIO

1 4
Data A = 1 1 si ha pA (t) = (1 t)2 4 = t2 2t 3 quindi
A2 2A 3I = O. Allora A (A 2I) = 3I, quindi
1
1  1 1 
A1 = (A 2I) =
4 1 .
3
3
Inoltre A2 = 2A + 3I per cui, ad esempio,
A5 = A(A2 )2 = A(2A+3I)2 = A(4A2 +12A+9I) = A(4(2A+3I)+12A+9I)
= A (20A + 21I) = 20A2 + 21A = 20(2A + 3I) + 21A = 61A + 60I =


121 244
61 121 .
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