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POLIMERI

I polimerici sono materiali macromolecolari, le cui molecole sono costituite da pi unit


strutturali, unite chimicamente da legami covalenti, che si ripetono formando catene che
si concludono con gruppi terminali.
Le caratteristiche generali dei polimeri sono, una bassa massa volumica, bassi costi di
produzione, basse temperature di fusione, scadenti caratteristiche meccaniche, una forte
resistenza agli agenti chimici che li rende difficilmente biodegradabili.
I materiali polimerici sintetici si dividono in termoplastici e termoindurenti.
I termoplastici, che sono circa l'80% dei polimeri, sono materiali plasmabili se sottoposti
a calore e mantengono la forma richiesta al raffreddamento, la trasformazione e'
reversibile. Semi sono il polietilene PE , il polivinilcloruro PVC, ecc..
I termoindurenti, che sono i restanti 20%, hanno le stesse caratteristiche ma durante il
processo di riscaldamento le reazioni chimiche che avvengono formano reticoli che
rafforzano la struttura del polimero stesso, questa trasformazione e' irreversibile. Alcuni
esempi sono i poliesteri e le resine.
I tecnopolimeri fanno parte dei termoplastici e sono materiali con spiccate caratteristiche
meccaniche, che sostituiscono in ambito industriali materiali metallici. Sono il nylon, i
policarbnati PC, teflon PTFE, ecc..
I polimeri sono composti da catene di unit strutturali che formano le macromolecole. Le
unit strutturali sono composte da catene di monomeri legati gli uni agli altri. Un
monomero e' un composto organico semplice a basso peso molecolare, dotato di gruppi
funzionali in grado di combinarsi ripetutamente con un altri monomeri uguali o differenti.
I processi di polimerizzazione possono essere di poliaddizione e di policondensazione, a
catena o a stadi.
La polimerizzazione a catena avviene per addizioni successive di monomeri, in genere si
tratta di polimerizzazione di addizione. Un esempio di polimerizzazione a catena in
questo caso radicalica e' quello del polietilene, dove alla molecola semplice C2H4 viene
applicato calore o pressione,in questo modo il doppio legame tra i due atomi di C si
apre, creando un radicale, con elettroni liberi, questo si lega ad un altro monomero, ed in
questo modo si avvia la catena di polimerizzazione.
La polimerizzazione a stadi e' spesso una polimerizzazione per condensazione cio
durante il processo di polimerizzazione avviene l'espulsione di una molecola a basso
peso molecolare "condensato", i monomeri coinvolti si possono concatenare in diversi
modi: AB - BA - AA - BB.
I polimeri possono essere: omopolimeri, cio hanno sempre la stessa unit strutturale
ripetuta; copolimeri, cio hanno differenti unit strutturali che si ripetono in modo
casuale, alternato o blocchi; o a seconda del tipo di concatenamento possono essere
lineari, ramificati,reticolati o a blocchi.
il grado di polimerizzazione medio numerale di un polimero si calcola Xn=Mn/M0, dove
Mn (peso molecolare medio numerale) = peso polimero / n macromolecole e Mo e' il
peso molecolare dell'unita'strutturale.
Il grado di polimerizzazione e' inversamente proporzionale al carico di rottura.
Nei materiali polimerici le molecole che si legano possono avere diversi tipi di isomeria,
cio esistono composti aventi la stessa formula molecolare ma con formula di struttura
diversa. Le isomerie possono essere di posizione, struttura o stereoisomeria (cis-trans,
isotattica, sindiotattica, atattica). A seconda dell'isomeria un polimero pu avere pi o
meno cristallinit.
Nel caso del polietilene PE, le catene a composizione spaziale lineare degli atomi
costituenti, si posizionano le une a fianco delle altre formano un parallelepipedo, questa
regione cristallina viene detta cella orto rombica; nel caso del polipropilene isotattico PP,
le catene di molecole formeranno delle zone cristalline a forma elicoidale. Durante la
polimerizzazione le catene che si creano si ripiegano e formano delle lamelle secondo un
accrescimento sferico, alternando zone cristalline a zone amorfe, questo prodotto si
chiama sferulite. L'accrescimento delle sferuliti molto importante, in quanto stabilisce a
seconda della grandezza delle stesse, il grado di deformabilit del polimero.
I polimeri hanno diversi comportamenti di deformazione a seconda delle loro
caratteristiche. Il grado di cristallinit direttamente proporzionale al carico di
snervamento, mentre il peso molecolare incide direttamente sulle temperature di fusione
(Tm) e di fase vetrosa (Tg) che sono molto importanti rispetto alle propriet fisiche di
allungamento dei polimeri. Se la temperatura del polimero T=Tg si parla di polimeri
plastomeri, se T<Tg prendono il nome di polimeri reticolati e fibre, infine se T>Tg si parla
di polimeri elastomeri. Uno stesso polimero a seconda della temperatura di esercizio pu
comportarsi in maniere diverse sia come plastomero, reticolato o elastomero. I polimeri
semicristallini se sottoposti a trazione hanno un comportamento di questo tipo:
stiramento della parte amorfa in primo luogo, poi anche la parte di cristallite si orienta
lungo la linea di trazione, infine la parte cristallina ha degli scorrimenti che rompono i
legami paralleli tra le catene di molecole. Gli elastomeri in particolare sono molto
resistenti alla rottura poich tramite la loro vulcanizzazione, cio l'aggiunta di atomi di
zolfo che fungono da agente reticolante, anche se sono sottoposti a forti trazioni non
avviene la rottura dei legami tra le catene parallele del polimero.
La fabbricazione dei materiali polimerici composta dalle seguenti fasi; la fusione delle
materie prime, cio il riscaldamento delle stesse pi degli additivi che hanno diverse

funzioni (plastificanti, lubrificanti, stabilizzanti, riempitivi, coloranti,ecc..); lo stampaggio


che la fase in cui viene conferita la forma richiesta; il raffreddamento e il distacco dallo
stampo. Lo stampaggio pu avvenire con diverse tecniche tra cui la compressione, il
trasferimento, l'iniezione, l'estrusione, la calandratura e la termoformatura.
Le resine fanno parte dei polimeri termoindurenti, le pi utilizzate sono le resine
poliestere UP, le resine epossidiche EP e le resine fenoliche PF. Le resine in generale
hanno elevate stabilit termiche, buone propriet elettriche, bassi costi e buone stabilit
dimensionali. I loro impieghi sono plastici rinforzati con fibra di vetro, vernici,
adesivi,mastici, impermeabilizzanti, circuiti stampato, isolanti per elettrotecnica, ecc..
Gli elastomeri sono materiali polimerici amorfi, caratterizzati da un elevato
allungamento, un rapido ritorno elastico ed una buona resistenza a trazione. Un esempio
la gomma naturale vulcanizzata, che ha alte percentuali di allungamento sotto carico.
I materiali compositi sono materiali eterogenei, composti da una matrice, che pu essere
metallica, ceramica o polimerica e da un rinforzante. Le matrici pi diffuse sono
composte da termoindurenti, e sono le resine poliestere. I rinforzi possono essere uniti
alle matrici sotto forma di dispersione, particelle o fibre. Le fibre pi utilizzate sono le
fibre di vetro, esse possono essere presenti nella matrice in ordine sparso o orientato,
questo cambia le caratteristiche meccaniche del composito. Grazie al fatto che la massa
volumica dei polimeri molto inferiore a quella dei metalli, le fibre di vetro trovano largo
uso nel settore aeronautico, dove sono ricercati materiali con spiccate caratteristiche
strutturali e che siano molto leggeri.
I materiali compositi hanno elevati carichi di rottura, basse densit, basso allungamento
percentuale e alti valori di modulo elastico.