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ESTETICA (HEGEL)

Allinizio dellIntroduzione Hegel sostiene che lestetica non deve essere intesa n come scienza
del sentire, n come una disciplina che prende in considerazione i sentimenti suscitati dalle opere
darte, bens come filosofia dellarte avente per oggetto il bello artistico , superiore, nella
sua spiritualit, rispetto al bello naturale.
Se in Kant la trattazione del bello riguardava tanto il bello artistico quanto il bello naturale, e il
sublime era considerato esclusivamente come sublime naturale, nellestetica di Hegel, in virt del
principio secondo cui tutto quel che spirituale superiore a ogni prodotto naturale, lessenza
della bellezza risiede nellarte in quanto prodotto dello spirito: lopera darte tale solo in quanto,
originata dallo spirito, appartiene al campo dello spirito, ha ricevuto il battesimo di spirituale e
manifesta solo ci che formato secondo la risonanza dello spirito. Di qui deriva la legittimazione
dello statuto filosofico e scientifico dellestetica: essendo lo spirito pensiero in divenire e larte
manifestazione dello spirito, nel pensare larte lo spirito pensa se stesso in una delle proprie forme,
e questo pensarsi dello spirito proprio ci che definisce la filosofia.
Il fine dellarte, secondo Hegel, non n limitazione della natura n il tentativo di suscitare
sentimenti e purificare le passioni, n lammaestramento o il perfezionamento morale: il vero scopo
dellarte rivelare la verit sotto forma di configurazione artistica sensibile. Nel bello artistico si
ha la manifestazione sensibile della verit, la rivelazione concreta e individuale
delluniversalit dello spirito , lapparire sensibile dellidea. In questo senso larte
essenzialmentemediazione e conciliazione tra spirito e materia, universale e particolare, infinito e
finito, pensiero e sensibilit: essa un prodotto dello spirito con il quale questo d vita a una prima
forma di conciliazione tra ci che semplicemente esterno, sensibile e transeunte , ed il puro
pensiero, tra la natura e la realt finita e linfinita libert del pensiero concettuale. Lopera darte
dunque al tempo stesso sensibile e spirituale, si offre alla nostra apprensione sensibile e al contempo
rivela attraverso di essa il proprio contenuto spirituale:
In quanto manifestazione, mediazione e conciliazione, lopera darte costituisce una delle forme del
percorso lungo il quale lo spirito si libera dallesteriorit della natura per ritornare alla piena
comprensione di s.
Con queste tesi Hegel si distanzia nettamente da tutta lestetica settecentesca da quella kantiana,
accusando la prima di essersi fermata allanalisi psicologica, empirica e soggettiva delle passioni e
dei sentimenti suscitati dalle opere, e rimproverando alla seconda di non essere giunta alla perfetta
conciliazione, nel bello, di quegli opposti (universale e particolare, ragione e sentimento, soggetto e
natura) che pure aveva individuato con chiarezza. Il sentimento, secondo Hegel, non pu costituire
il perno della riflessione sul bello e sullarte: esso una forma del tutto vuota dellaffezione
soggettiva, e la riflessione sul sentimento si accontenta di osservare laffezione soggettiva e la sua
particolarit, invece di immergersi profondamente nella cosa, nellopera darte, e lasciare perci
andare la semplice soggettivit e i suoi stati. La concezione hegeliana dellarte quindi segnata da
un abbandono della centralit che avevano in Kant i temi del sentimento e del giudizio e il loro
ruolo nel ridefinire la comprensione trascendentale dellesperienza. Ci non significa, per, che
larte sia considerata come altra rispetto al sensibile: al contrario, il carattere sensibile dellopera
darte viene ribadito, ma reinterpretato alla luce della concezione dellarte come manifestazione
della verit e presentazione dellassoluto.

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