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E-UD22 5A GR3 SEGRETI

LE SORELLE AGAZZI
Leducazione estetica
Il concetto del bello universale, o un concetto individuale e, perci, in relazione al
gusto e alla formazione di ciascun individuo? In altre parole, ci che bello per me lo
anche per tutti gli altri?
Le Agazzi ammettono che il concetto di bello soggettivo e che, perci, bello ci che
piace. Tuttavia, le sorelle Agazzi, ritengono anche che sia possibile e necessario che i
pareri soggettivi di ognuno di noi si concilino in modo che il giudizio estetico si
universalizzi, cos come accade per il concetto di verit. Infatti se si rimanesse nellambito
del soggettivismo non potremmo parlare di valori universali. Come potremmo dire: questa
unopera darte e questaltro oggetto non vale nulla? Il bello, come il concetto di verit,
deve essere dunque universalizzato attraverso unopera educativa.
Nel bambino c la capacit di intuire il bello e di distinguere il bello dal brutto. Se
proviamo a presentare a un bambino di scuola materna due oggetti uguali per forma,
dimensione e colore, ma uno dei due oggetti sporco e presenta delle graffiature, il
bambino definir bello quello che non presenta macchie e graffiature. Per il bambino bello
ci che armonico, ordinato, luminoso; perci larmonia, lordine, la luce e la pulizia
sono elementi indispensabili per la sua educazione estetica.
La scuola agazziana, per favorire la maturazione del gusto estetico, si limita a dare
esempi di pulizia, di ordine e di allegria attraverso un tirocinio di esperienze
esteticamente significative che rendono comprensibile al bambino il concetto di armonia.
Il tirocinio permette lo sviluppo integrale del bambino, diventando un elemento
fondamentale dellintero processo educativo della scuola materna.
Il tirocinio si svolge attraverso:
-

il gioco-lavoro;

il canto;

il disegno.

Il bambino gioca e lavora. Non si pu dire che il bambino giochi soltanto, perch i suoi
movimenti producono una serie di attivit che non possono essere solo gioco, dal
momento che il gioco, in quanto tale, non deve essere motivato da nessuno scopo e non
deve essere guidato dallesterno. Allo stesso modo non si pu dire che il bambino lavori
soltanto, poich il lavoro sempre regolato da norme pi o meno rigide, il cui scopo
quello di trarre dallattivit precisi vantaggi, entro determinati tempi e attraverso luso di
determinati strumenti.
La fusione tra gioco e lavoro permette di preparare il graduale passaggio dal mondo
anomico e cio privo di regole fisse, che caratterizza la scuola materna, al mondo

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eteronomico, che caratterizza la scuola elementare, dove il bambino agisce ricevendo


dallesterno le norme e le ragioni delle proprie azioni.

Il canto educativo
Per le sorelle Agazzi, la maestra che insegna il canto deve preoccuparsi in primo luogo di
spiegare ai bambini il significato delle parole. Lo studio del testo letterario, quindi, deve
precedere quello dellintonazione vocale.
Il canto educativo non consiste solo nel saper dare intonazione alla voce, ma anche nel
saper leggere il testo e nel comprenderne il senso.
Per raggiungere gli scopi educativi che le Agazzi attribuiscono al canto necessario che le
maestre riconoscano limportanza dellemissione della voce, la cui intensit, resistenza ed
estensione sono il risultato di una accurata educazione fisica.
Una particolare raccomandazione quella di evitare assolutamente il grido, che oltre a
rendere sgradevole il canto, pu essere anche causa di seri danni alle corde vocali del
bambino. necessario cantare piano ed educare, attraverso appropriati esercizi
respiratori, i polmoni e le corde vocali ad impegni sempre pi significativi.
Associato al lavoro, il canto determina uno stato danimo sereno, gioioso che fa scordare,
per un momento, le miserie della vita. Il canto dispone lanimo al bene e al bello e
perci stimola la solidariet umana.
Chi vive in una condizione di serenit incline ai sentimenti di fraternit. Il bambino
che vive nella gioia, in una famiglia e in una scuola serene, acquista piena fiducia in s
stesso, manifesta ottimismo verso gli altri, non vede ostacoli davanti a s e sviluppa
lidentit e lautonomia.
Inoltre il canto fondamentale per la crescita fisiologica del piccolo, dal momento che il
canto aiuta lo sviluppo degli organi del bambino, facilitandogli le vie della comunicazione.
Le Agazzi raccomandano a tutte le educatrici, anche a coloro che non hanno la
possibilit di offrire al bambino una educazione vocale, la necessit dellesercizio
uditivo. Ogni maestra deve possedere un repertorio di canti brevi che siano in armonia
con le proprie capacit vocali. I canti della maestra non dovranno essere frivoli, ma anzi
debbono essere mirati alla formazione del buon gusto musicale e devono comunicare
allanimo del piccolo sentimenti di gentilezza e di bont.
Insomma, il canto educativo, per le Agazzi, ha lo scopo di ravvivare e fortificare il
sentimento della gentilezza, della fratellanza e dellamor di patria.

Leducazione morale e religiosa


Legoismo, che caratterizza generalmente la vita della prima infanzia, la principale
causa del comportamento antisociale e immorale nella vita delluomo.
Colui che ha considerazione solo per se stesso si preclude la via di positivi rapporti
interpersonali e, perci, portato a subordinare gli altri alla propria persona.
La scuola deve educare il bambino al rispetto delle regole della vita comunitaria,
stimolando in lui, attraverso lorganizzazione dellattivit scolastica, la comprensione della
necessit del rispetto degli altri e di ci che appartiene agli altri.

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La coscienza del bene e del male, del giusto e dellingiusto, dellonesto e del disonesto
non appartiene solo al mondo degli adulti, ma fa parte anche del mondo dellinfanzia. Il
comportamento disonesto dovuto alla mancanza di educazione alla socialit.
Leducazione alla socialit possibile, non con le prediche fatte dagli adulti, ma con i
buoni esempi dati ogni giorno e con labitudine a vivere e a operare accanto agli
altri in un contesto di lavoro organizzato.
Nella scuola agazziana leducazione morale si associa alleducazione religiosa, che
mette in rilievo i valori dellonest, delloperosit, del rispetto del prossimo, come insegna
Ges Cristo.
La vita di Ges per il bambino un esempio di verit, carit e comprensione.
La vita di Ges quella di qualsiasi bambino buono e obbediente che vive in una casa
tranquilla dove i genitori lavorano e pregano. I bambini sono attratti dal bene, desiderano il
bene, si accostano ai buoni e non ai cattivi. Perci, se talvolta un bambino agisce male
non lo fa perch preferisce il male, ma perch vive in ambienti dove leducazione
morale e religiosa inesistente.
La vita di Ges insegna, tra gli altri valori, anche la necessit dellumilt, del
riconoscimento dei propri limiti e della propria imperfezione. Questo concetto porta le
sorelle Agazzi a ritenere che la principale dote delleducatrice debba essere lumilt.

Il giardinaggio e lagricoltura
Cos come nei Kindergarten frbeliani i bambini sono educati al rispetto della natura e
praticano il giardinaggio, anche per le sorelle Agazzi leducazione alla natura una tappa
fondamentale per il corretto sviluppo del bambino.
Dal momento che la natura lespressione della vita totale e che dalla terra si riproduce
ogni forma di vita, lamore per la natura diventa amore per la vita e perci deve essere
vivo nelleducatrice. Se, infatti, leducatrice non ha un vivo sentimento di amore per la
natura e per la terra, non in grado di educare il bambino, perch le viene a mancare la
consapevolezza che il piccolo cresce bene solo allaperto, a contatto diretto con le cose, le
piante, gli insetti, gli animali e la terra.
Leducazione deve ravvivare nel bambino il sentimento per la terra. Ravvivare nel bambino
il sentimento per la terra significa:
- creare in lui un forte legame con la totalit della vita;
- fargli comprendere i rapporti esistenti tra le cose e gli esseri viventi del
creato;
- fargli capire la necessit del rispetto degli esseri viventi e delle cose che
fanno parte dellambiente, da cui dipendono la salute e la vita degli esseri
viventi.
Ravvivare nel bambino il sentimento della terra vuol dire anche consentirgli di soddisfare
le sue primarie esigenze di osservare, correre, toccare, conoscere stando allaperto,
anche dinverno, quando il tempo lo consente.
Il giardinaggio lattivit che pi di ogni altra riesce ad appagare il bisogno pi urgente
dellinfanzia, ovvero la libert di muoversi allaperto, a contatto con la terra, i fiori, le
piante, gli insetti.

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Quando c lamore per la terra e si ha piena coscienza del valore educativo del
giardinaggio possibile coltivare le piante anche in un ambiente poco favorevole, dove
non esistono grandi spazi. , infatti, possibile trasportare con sacchetti la terra a scuola e
collocarla in un angolo del piccolo cortile, o in un ambiente delledificio, magari in una serie
di vasi da sistemare in un angolo dellaula.
Le Agazzi assegnano al giardinaggio un valore non solo sul piano morale, ma anche sul
piano dello sviluppo cognitivo: grazie al giardinaggio i bambini apprendono molte cose che
vanno dalla caratteristica dei semi alle particolarit delle piante perenni e stagionali, dal
valore dei concimi al valore del clima, del sole e della pioggia.
I bambini grazie al giardinaggio acquisiscono una serie di conoscenze che non potrebbero
essere apprese n dalle spiegazioni della maestra, n dalla lettura dei libri, poich sono
strettamente legate allesperienza diretta e personale del bambino.