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Corso di specializzazione in prevenzione incendi

Protezione passiva: Resistenza al fuoco delle strutture

Mauro Caciolai

Al fine di limitare i rischi derivanti dagli incendi, le costruzioni devono


essere progettate, realizzate e gestite in modo da garantire:
1.

la stabilit degli elementi portanti


per un tempo utile ad assicurare

che gli occupanti lascino lopera


indenni o che gli stessi siano
soccorsi in altro modo e che le
squadre di soccorso possano
operare in condizioni di sicurezza.
2.

la limitata propagazione del fuoco


e dei fumi, anche riguardo alle
opere vicine

RESISTENZA AL FUOCO
2

Dott. Ing. Mauro Caciolai

Temperatura (C)

Tempo (min)

Fasi dell incendio

1 Innesco

2 Propagazione

3 Pieno sviluppo

4 Estinzione

Comportamento
dell incendio

Riscaldamento del
materiale
combustibile

Combustione
controllata dal
combustibile

Combustione
controllata dalla
ventilazione

Combustione
controllata dal
combustibile

Comportamento
umano

Attivit di
prevenzione

Azione primaria di
spegnimento con
presidi antincendio;
esodo

Morte

Misure attive
impegnate

Rilevatori di fumo

Rilevatori di fumo e
calore; impianti
sprinklers; intervento
VF; sistemi di
controllo del fumo

Intervento VF

Misure passive
impegnate

Materiali classificati
per reazione al fuoco

Materiali classificati
per reazione al fuoco

Strutture resistenti al
fuoco; separazione
antincendio

La resistenza al fuoco una delle fondamentali strategie di


protezione da perseguire per garantire un adeguato livello di
sicurezza della costruzione in condizioni di incendio. Essa
riguarda la capacit portante in caso di incendio, per una
struttura, per una parte della struttura o per un elemento
strutturale nonch la capacit di compartimentazione rispetto
allincendio per gli elementi di separazione sia strutturali,
come muri e solai, sia non strutturali, come porte e tramezzi.

Dott. Ing. Mauro Caciolai

Dott. Ing. Mauro Caciolai

Resistenza al fuoco

Determinazione della
prestazione da richiedere

Verifica della
prestazione posseduta

Classificazione del
compartimento

Metodo sperimentale

Scelta della
curva di incendio

Metodo tabellare

Determinazione delle
azioni meccaniche

Metodo analitico

D. M.I.T. 14 gennaio 2008

D. M.I. 16 febbraio 2007

D. M.I. 9 marzo 2007


7

Decreto del Ministro


dell interno
dell
9 marzo 2007
Circolare P902 del 20 luglio 2007
Circolare P414 del 28 marzo 2008

Dott. Ing. Mauro Caciolai

DEFINIZIONI
Compartimento antincendio:
antincendio parte della costruzione organizzata per
rispondere alle esigenze della sicurezza in caso di incendio e delimitata da elementi
costruttivi idonei a garantire, sotto lazione del fuoco e per un dato intervallo di
tempo, la capacit portante e la capacit di compartimentazione.

Incendio convenzionale di progetto:


progetto incendio definito attraverso una
curva che rappresenta landamento, in funzione del tempo, della temperatura media
dei gas di combustione nellintorno della superficie degli elementi costruttivi. La
curva di incendio di progetto pu essere:
nominale : curva adottata per la classificazione delle costruzioni e per le
verifiche di resistenza al fuoco di tipo convenzionale;
naturale: curva determinata in base a modelli dincendio e a parametri fisici che
definiscono le variabili di stato allinterno del compartimento.

CURVE NOMINALI
La curva nominale una curva convenzionale generalmente
monotna crescente e pertanto ben riproducibile in laboratorio.
Trascura la fase di innesco e di prima propagazione avendo inizio
in corrispondenza del flash over.
Nella letteratura tecnica esistono molte curve nominali

temperatura

1400
1300
1200

La curva di incendio
nominale termina in
corrispondenza della
classe del compartimento,
senza alcuna fase di
raffreddamento.

1100
1000
900
800
700
600
500
400
300
200
100
0
0

15

30

45

60

75

90

105

120

135

150

165

180

tempo

10
standard

Dott. Ing. Mauro Caciolai

external

hydrocarbon

smouldering

RWS

Curve nominali di incendio da D.M. 9/3/2007

Tre curve nominali temperatura/tempo definite analiticamente per un tempo pari


alla classe di riferimento.
11

Curve nominali di incendio


Curva nominale STANDARD (ISO834)
T = 345log10 (8t + 1) + 20
dove :

la temperatura dei gas in C

il tempo espresso in secondi

20

la temperatura ambiente in C

Curva nominale dell INCENDIO ESTERNO


T = 660(1-0.687e-0.32t-0.313e-3.8t) + 20
Curva nominale dell INCEDNDIO DA IDROCARBURI
T = 1080(1-0.325e-0.167t-0.675e-2.5t) + 20

12

Dott. Ing. Mauro Caciolai

13

14

Dott. Ing. Mauro Caciolai

ma qual la durata di un incendio nominale ?

Tempo di interruzione dellincendio nominale

CLASSE

15

CLASSIFICAZIONE DEI COMPARTIMENTI


La classe esprime, in minuti primi, la durata dellincendio
nominale.
Pertanto, la classe del compartimento considerato esprime,
in minuti primi, la durata minima di resistenza al fuoco da
richiedere alla struttura o allelemento costruttivo in essi
contenuto.
I compartimenti antincendio sono classificati dal punto di
vista della Resistenza al Fuoco attraverso le seguenti classi:
Classe 15 - Classe 20 - Classe 30 - Classe 45 - Classe 60
Classe 90 - Classe 120 - Classe 180 - Classe 240 - Classe 360
La classe del compartimento determinata in base al
livello di prestazione richiesto alla costruzione.
16

Dott. Ing. Mauro Caciolai

ATTENZIONE Nel caso di attivit


attivit dotate di specifico regolamento di
p.i. la classe del compartimento definita dal legislatore.
Attivit

Norma

Classe

SCUOLE

D.M. 26 agosto 1992

60

Con altezza antincendio[1] fino a 24 m

ALBERGHI

D.M. 9 aprile 1994

60

Strutture con capacit ricettiva oltre 25 posti


ed altezza antincendio fino a 24 m

OSPEDALI

D.M. 18 settembre
2002

90
120

Note

Strutture nuove con altezza antincendio fino


a 24 m
Strutture nuove con altezza antincendio sup.
a 24 m

TEATRI

D.M. 19 agosto 1996

60

Con altezza antincendio fino a 12 m

AUTORIMESSE

D.M. 1 febbraio 1986

90

Con pi di 9 autoveicoli

IMPIANTI TERMICI A
GAS

D.M. 12 aprile 1996

120

Per la produzione centralizzata di acqua


calda, acqua surriscaldata e/o vapore con
potenzialit superiore a 116 Kw

UFFICI

D.M. 22 febbraio
2006

30

Fino a 500 presenze (per i piani fuori terra)

[1]

Altezza massima misurata dal livello inferiore dellapertura pi alta dellultimo piano abitabile e/o agibile,
escluse quelle dei vani tecnici, al livello del piano esterno pi basso (D.M. 30/11/1983 Termini, definizioni
generali e simboli grafici di prevenzione incendi )

17

Classi di resistenza al fuoco


La classe del compartimento determinata in base al livello di prestazione
richiesto alla costruzione.
Livello
I

Nessun requisito specifico di resistenza al fuoco dove


le conseguenze della perdita dei requisiti stessi siano
accettabili o dove il rischio di incendio sia trascurabile

Nessun requisito

Non ammesso dal


D.M. 9.3.2007

Livello
II

Mantenimento dei requisiti di resistenza al fuoco per


un periodo sufficiente allevacuazione degli occupanti
in luogo sicuro allesterno della costruzione

Requisiti indipendenti dal


valore assunto dal carico di
incendio

Classe prescritta

Livello
III

Mantenimento dei requisiti di resistenza al fuoco per


un periodo congruo con la gestione dellemergenza

Requisiti dipendenti dal


valore assunto dal carico di
incendio

Classe calcolata

Livello
IV

Requisiti di resistenza al fuoco tali da garantire, dopo


la fine dellincendio, un limitato danneggiamento della
costruzione

Requisiti dipendenti dal


Metodi
valore assunto dal carico di prestazionali
incendio e da altri parametri

Livello
V

Requisiti di resistenza al fuoco tali da garantire, dopo


la fine dellincendio, il mantenimento della totale
funzionalit della costruzione stessa

Requisiti dipendenti dal


Metodi
valore assunto dal carico di prestazionali
incendio e da altri parametri

Il livello I non ammesso per le costruzioni che ospitano attivit


attivit
18
soggette ai controlli di prevenzione incendi

Dott. Ing. Mauro Caciolai

Il livello II di prestazione pu ritenersi adeguato per le costruzioni fino a


due piani fuori terra ed un piano interrato, isolate eventualmente
adiacenti ad altre purch strutturalmente e funzionalmente separate
destinate ad ununica attivit non aperta al pubblico e ai relativi impianti
tecnologici di servizio e depositi, ove si verificano tutte le seguenti
ulteriori condizioni:
a)
b)
c)
d)
e)
f)

Le dimensioni della costruzione siano tali da garantire lesodo in sicurezza degli


occupanti
Gli eventuali crolli totali o parziali della costruzione non arrecano danni ad altre
costruzioni;
Gli eventuali crolli totali o parziali della costruzione non compromettono lefficacia di
elementi di compartimentazione e sistemi antincendio che proteggono altre costruzioni;
Il massimo affollamento complessivo della costruzione non supera le 100 persone e la
densit di affollamento media non superiore a 0,2 pers/m2;
La costruzione non deve essere adibita ad attivit che prevedono posti letto;
La costruzione non deve essere adibita ad attivit specificamente destinate a malati,
anziani, bambini o a persone con ridotte o impedite capacit motorie, sensoriali o
cognitive.
19

Le classi di resistenza al fuoco sufficienti a garantire il livello


live llo II
di prestazione sono indipendenti dal valore assunto dal carico di
incendio specifico di progetto.
Nelle costruzioni che ospitano attivit
attivit soggette ai controlli di
prevenzione incendi le classi di resistenza al fuoco necessarie per
garantire il livello II di prestazione sono stabilite dal legislatore
legislatore

(1)

30 (1)

per costruzioni ad un piano fuori terra


senza interrati

60 (1)

per costruzioni fino a due piani fuori


terra e un interrato

Sono consentite classi inferiori se compatibili con il livello III.

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Dott. Ing. Mauro Caciolai

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Il livello III di prestazione pu ritenersi adeguato per tutte le


costruzioni, fatte salve quelle per le quali sono richiesti i livelli IV o V.
Le classi di resistenza al fuoco sufficienti a garantire il livello
live llo III
di prestazione dipendono dal valore assunto dal carico di incendio
specifico di progetto.
progetto
Carichi dincendio specifici di progetto

Classe

Non superiore a 100 MJ/m2

Non superiore a 200 MJ/m2

15

Non superiore a 300 MJ/m2

20

Non superiore a 450 MJ/m2

30

Non superiore a 600 MJ/m2

45

MJ/m2

60

Non superiore a 1200 MJ/m2

90

MJ/m2

120

Non superiore a 2400 MJ/m2

180

Non superiore a 900

Non superiore a 1800

Superiore a 2400

MJ/m2

240

21

DEFINIZIONI
Carico d
dincendio specifico: potenziale termico netto della totalit dei
materiali combustibili contenuti in uno spazio, riferito allunit di superficie,
corretto in base ai parametri indicativi della partecipazione alla combustione dei
singoli materiali.
Carico d
d incendio specifico di progetto:
progetto carico dincendio specifico
corretto in base ai parametri indicatori del rischio di incendio del compartimento
e dei fattori relativi alle misure di protezione presenti. Esso costituisce la
grandezza di riferimento per le valutazioni della resistenza al fuoco delle
costruzioni.
Superficie in pianta lorda di un compartimento: superficie in pianta
compresa entro il perimetro interno delle pareti delimitanti il compartimento.

22

Dott. Ing. Mauro Caciolai

11

Il carico di incendio specifico di progetto espresso da:

qf,d = d q1 d q2 d n qf

[MJ/m2]

dq1
il fattore che tiene conto del rischio di incendio in
relazione alla dimensione del compartimento
dq2
il fattore che tiene conto del rischio di incendio in
relazione al tipo di attivit svolta nel compartimento
dn = ? i di il fattore che tiene conto delle differenti misure di
protezione adottate
qf

[MJ/m2 ]

il carico di incendio specifico

23

Superficie in pianta lorda del


compartimento (m 2)

d q1

Superficie in pianta lorda del


compartimento (m 2)

d q1

A < 500

1,00

2.500 = A < 5.000

1,60

500 = A < 1.000

1,20

5.000 = A < 10.000

1,80

1.000 = A < 2.500

1,40

A = 10.000

2,00

Rischio

Descrizione

d q2

Aree che presentano un basso rischio di incendio in termini di probabilit di


innesco, velocit di propagazione delle fiamme e possibilit di controllo
dellincendio da parte delle squadre di emergenza

0,8

II

Aree che presentano un moderato rischio di incendio in termini di probabilit


dinnesco, velocit di propagazione di un incendio e possibilit di controllo
dellincendio stesso da parte delle squadre di emergenza

1,0

III

Aree che presentano un alto rischio di incendio in termini di probabilit dinnesco,


velocit di propagazione delle fiamme e possibilit di controllo dellincendio da
parte delle squadre di emergenza

Dott. Ing. Mauro Caciolai

1,2
24

12

dni, Funzione delle misure di protezione


Sistemi
automatici di
estinzione

Sistemi di
evacuazione
automatica
di fumo e
calore

Sistemi
automatici di
rivelazione,
segnalazione e
allarme di
incendio

Squadra
aziendale
dedicata alla
lotta
antincendio [1]

Ad
acqua

Ad
altro

d n1

d n2

d n3

d n4

0,60

0,80

0,90

0,85

Rete idrica
antincendio

Percorsi
protetti di
accesso

Accessibilit
ai mezzi di
soccorso
VVF

Interna

Interna
ed
esterna

d n5

d n6

d n7

d n8

d n9

0,90

0,90

0,80

0,90

0,90

[1]

Gli addetti devono aver conseguito lattestato di idoneit tecnica di cui allart. 3 della legge 28
novembre1996, n. 609, a seguito del corso di formazione di tipo C di cui allallegato IX del
decreto ministeriale 10 marzo 1998.

Quando non si adotta una o pi misure di protezione il corrispondente valore di


d va posto uguale ad 1
25

Come si determina il carico di incendio di un compartimento ?

1
Direttamente in base
allattivit svolta nel
compartimento
Approssimazione
grossolana ( imposto un
margine di sicurezza)
Adottabile per attivit non
ancora in esercizio per le
quali si ignora la tipologia e
lentit dei materiali
presenti

Dott. Ing. Mauro Caciolai

In base ai componenti di
arredo e/o ai beni in
deposito nel
compartimento

In base al contributo
puntuale di tutti i materiali
combustibili presenti nel
compartimento

Buona approssimazione

Precisa valutazione

Adottabile quando sono


noti i componenti di
arredo e/o i beni in
deposito e per essi esiste
una banca dati di
riferimento

Adottabile sempre

26

13

Il carico specifico di incendio qf si determina:


1

Direttamente per attivit svolta


Il frattile 80 % il valore della
grandezza esaminata che
statisticamente ha la probabilit di
essere superato nel 20 % dei casi.

Andrew H.
Buchanan

Attivit ben definite che sono piuttosto


simili o con differenze molto limitate negli
arredi o nei beni in deposito come
abitazioni, alberghi, ospedali, uffici e
scuole

Attivit che sono piuttosto dissimili o con


larghe differenze negli arredi e nei beni in
deposito come centri commerciali, grandi
magazzini e attivit industriali

coefficiente di variazione

30%-50% del valore medio dato

50%-80% del valore medio dato

valore del frattile 90 %

(1,35-1,65) x il valore medio dato

(1,65-2,00) x il valore medio dato

valore del frattile 80 %

(1,25-1,50) x il valore medio dato

(1,45-1,75) x il valore medio dato

valore di picco isolato

2 x il valore medio dato

2,5 x il valore medio dato

Structural Design
for Fire Safety

27

Il carico specifico di incendio qf si determina:


2

Per gli arredi presenti e/o per le merci in deposito

28

Dott. Ing. Mauro Caciolai

14

Net calorific valuesH c [MJ/kg]

Il carico specifico di incendio qf


si determina:
3 Con
riferimento ai materiali
n

g H m

qf =

i =1

[MJ/m2 ]

A
massa delli-esimo materiale combustibile
[kg]
potere calorifico inferiore delli-esimo materiale
combustibile
[KJ/kg]
I valori di Hi dei materiali combustibili possono
essere determinati per via sperimentale in accordo
con UNI EN ISO 1716:2002 ovvero essere mutuati
dalla letteratura tecnica
fattore di partecipazione alla combustione delliesimo materiale combustibile pari a 0,80 per il legno
e altri materiali di natura cellulosica e 1,00 per tutti
gli altri materiali combustibili
fattore di limitazione della partecipazione alla
combustione delli-esimo materiale combustibile pari
a 0 per i materiali contenuti in contenitori
appositamente progettati per resistere al fuoco; 0,85
per i materiali contenuti in contenitori non
combustibili e non appositamente progettati per
resistere al fuoco; 1 in tutti gli altri casi
superficie in pianta lorda del compartimento
[m 2]

gi
Hi

mi

?i

29

Esempio di determinazione della classe


Deposito di bitume in fusti metallici (1.800 p z da 20 kg/cad.; tot. 36.000 kg)
Superficie in pianta del compartimento = 900 m2
Elementi caratteristici: ubicazione p.t.; h interna 6 m; imp. automatico di
rivelazione, segnalazione e allarme; estintori; idranti interni e esterni;
accessibilit ai mezzi VVF.
PCI bitume = 42 MJ/kg; legno 19 MJ/kg
Valutazione della classe di resistenza al fuoco con il
metodo del DM 9 marzo 2007
q f = 36.000 42 0,85 / 900 = 1428 MJ/m2

dq1

1,2

dq2

dn1 dn2

dn3

dn4

0,85

dn5

q f,d = 1428 1,2 0,612 = 1049 MJ/m2 ossia classe 90


Con impianto di spegnimento automatico ad acqua
q f,d = 1428 1,2 0,367 = 629 MJ/m2 ossia classe 60

dn6 dn7

1
0,80

dn8

dn9

0,90

Prodotto dni

0,60

0,612

0,367

30

Dott. Ing. Mauro Caciolai

15

Gratuito dal sito istituzionale del C.N.VV.F. www.vigilfuoco.it


31

Caratteristiche Principali
Interfaccia utente
intuitiva

Frequenti richiami
esplicativi al DM 9
marzo 2007
Aggiornamento in
tempo reale della
formula relativa al q f,d
32

Dott. Ing. Mauro Caciolai

16

Caratteristiche Principali
Tre modalit
alternative di
determinazione del
carico dincendio
specifico (q f) come
specificato
nellAllegato al DM 9
marzo 2007

33

1) Carico di incendio specifico per tipo di attivit


Database di attivit

Fonte: Structural Design for


Fire Safety, Andrew H.
Buchanan, John Wiley & Sons,
LTD
34

Dott. Ing. Mauro Caciolai

17

1) Carico di incendio specifico per tipo di attivit


Il valore di q f (medio)
riportato in letteratura
viene moltiplicato per
un fattore compreso tra
1,25 e 1,75 in modo da
ottenere il valore al
frattile 80%
Possibilit di
personalizzare il
Database

35

2) Carico di incendio specifico per arredo e per merci


Database di arredi e
merci in deposito
personalizzabile

Fonti:
1) StructuralDesign forFire
Safety, Andrew H. Buchanan, John
Wiley & Sons, LTD
2) Comportamento al fuoco dei
materiali, dei componenti
costruttivi e degli arredi, ANIA
(Associazione Italiana fra le
Imprese Assicuratrici), Edizione
1986
36

Dott. Ing. Mauro Caciolai

18

3) Carico di incendio specifico per materiale


Database di materiali
personalizzabile.

Fonte:
Eurocodice EN 1991-1-2

Coefficienti di
partecipazione
o protezione
alla
combustione

37

Fattore di rischio dq1


La formula viene
aggiornata in tempo
reale in base
allintervallo
selezionato

Negli approcci 2 e 3, il corretto valore di q1 viene selezionato automaticamente


38

Dott. Ing. Mauro Caciolai

19

Fattore di rischio dq2


Richiamo alle
definizioni date nel
DM 9 marzo 2007

La formula viene
aggiornata in tempo
reale in base alla
classe selezionata

39

Fattore di protezione dn
n = ni
i

viene
calcolato
selezionando
le
caselle relative alle
misure antincendio
adottate

Il risultato viene
mostrato nella
formula

40

Dott. Ing. Mauro Caciolai

20

Calcolo e classificazione
Al termine della procedura di immissione dei dati, il programma fornisce
la classe di riferimento e la classe minima per il livello di prestazione III

41

Stampa rapporto
In funzione dellapproccio seguito
per il calcolo del carico dincendio
specifico vengono visualizzati tre
diversi
prospetti
riepilogativi
stampabili suddivisi in sezioni:
Carico dincendio specifico (q f)
Fattore di rischio q1
Fattore di rischio q2
Fattori di protezione ni
Carico dincendio specifico
di progetto (q f,d ) e classi
42

Dott. Ing. Mauro Caciolai

21

CURVE NATURALI
Nel caso in cui il progetto sia condotto con un approccio
prestazionale, la capacit portante e/o la capacit di
compartimentazione pu essere verificata rispetto allazione
termica della curva naturale di incendio, applicata per lintervallo
di tempo necessario al ritorno alla temperatura ordinaria, da
determinarsi attraverso:
modelli di incendio sperimentali oppure,
modelli di incendio numerici semplificati oppure,
modelli di incendio numerici avanzati
Le curve di incendio naturale dovranno essere determinate per
lo specifico compartimento e facendo riferimento al carico di
incendio specifico di progetto ponendo pari ad 1 i coefficienti dni
relativi alle misure di protezione che si intende modellare
43

Qualora si adotti uno di questi metodi, deve essere eseguita anche


la verifica della capacit portante e/o della capacit di
compartimentazione degli elementi costruttivi rispetto allazione
termica della curva di incendio nominale standard con riferimento
alle classi riportate nella tabella in funzione del carico dincendio
specifico di progetto (qf,d).
Carichi dincendio specifici di progetto

Classe

Non superiore a 300 MJ/m2

Non superiore a 450 MJ/m2

15

MJ/m2

20

Non superiore a 900 MJ/m2

30

Non superiore a 1200 MJ/m2

45

Non superiore a 1800 MJ/m2

60

Non superiore a 600

Non superiore a 2400 MJ/m2

90

Superiore a 2400 MJ/m2

120

Quale che sia il modello scelto,


i valori del carico dincendio e
delle
caratteristiche
del
compartimento, adottati nel
progetto per lapplicazione dei
metodi suddetti, costituiscono
un vincolo desercizio per le
attivit da svolgere allinterno
della costruzione
44

Dott. Ing. Mauro Caciolai

22

MODELLI DI INCENDIO SEMPLIFICATI


le curve parametriche
Le curve parametriche sono la pi semplice rappresentazione
dellandamento delle temperature medie dei prodotti della
combustione in ambiente confinato. La loro determinazione
basata sulla conoscenza dei seguenti parametri:
geometria del compartimento,
fattore di ventilazione,
inerzia termica delle pareti e
carico di incendio.
Sono espressioni di natura semiempirica date dal solo equilibrio
energetico raggiunto allinterno del compartimento nella fase
post-flashover.
Hanno un campo di applicazione assai limitato in quanto
risentono delle condizioni sperimentali che hanno consentito la
loro determinazione.
45

I MODELLI DI INCENDIO AVANZATI


I modelli avanzati consentono di rappresentare landamento
dellincendio attraverso la soluzione delle equazioni che
governano:
il bilancio di massa,
il bilancio di energia,
le propriet dei gas
La soluzione delle equazioni
pu essere semplificata da
rilevanti ipotesi sulla
stratificazione dei prodotti della
combustione. A tal proposito i
modelli si dividono in:
Modelli a zone
Modelli di campo

Dott. Ing. Mauro Caciolai

46

23

MODELLI A ZONE
Nella fase pre-flashover ragionevole supporre che ci sia la
formazione di un ben individuato strato di fumi e gas caldi al di sotto
del solaio di copertura. Questo strato di spessore variabile
galleggia sullo strato sottostante costituito da aria in condizioni
standard. Il modello a due zone descrive questa situazione
facendo lipotesi che la temperatura sia costante in ciascuno strato
e restituendo principalmente le seguenti grandezze:
Temperatura dei gas nella zona
superiore Tu(t),
Altezza del piano di
separazione tra le due zone Hi (t)
Il modello a zone un modello adatto a
compartimenti dalla geometria semplice con
poche stanze e con un modello fuoco ben
rappresentabile da un RHR(t) complessivo
dellintero combustibile presente

47

I MODELLI DI CAMPO
I modelli di campo forniscono la stima dell'evoluzione dell'incendio in
uno spazio per via numerica, risolvendo le equazioni di conservazione
(della massa, dell'energia, della diffusione delle specie ecc.) che
risultano da un incendio.
I modelli di campo, quindi, dividono uno spazio in un numero elevato di
elementi e risolvono le equazioni di conservazione all'interno di
ciascuno di essi.

cella

48

Dott. Ing. Mauro Caciolai

24

AZIONI MECCANICHE
La capacit del sistema strutturale in caso di incendio si determina
sulla base della capacit portante propria degli elementi strutturali
singoli, di porzioni di struttura o dellintero sistema costruttivo,
comprese le condizioni di carico e di vincolo, tenendo conto della
eventuale presenza di materiali protettivi.
Le deformazioni ed espansioni imposte o impedite dovute ai
cambiamenti di temperatura per effetto dellesposizione al fuoco
producono sollecitazioni indirette, forze e momenti, che devono
essere tenuti in considerazione , ad eccezione dei casi seguenti:
riconoscibile a priori che esse sono trascurabili o favorevoli;
sono implicitamente tenute in conto nei modelli semplificati e
conservativi di comportamento strutturale in condizioni di incendio.
Le sollecitazioni indirette, dovute agli elementi strutturali adiacenti a
quello preso in esame, possono essere trascurate quando i
requisiti di sicurezza allincendio sono valutati in riferimento alla curva
49
nominale dincendio e alle classi di resistenza al fuoco.

AZIONI MECCANICHE
Le azioni meccaniche permanenti e variabili che verosimilmente
agiscono contemporaneamente allincendio dovranno essere prese
in conto con i propri coefficienti parziali relativi allo stato limite in
esame che di norma lo stato limite ultimo connesso con la
combinazione eccezionale di carico.
Non si prende in considerazione la possibilit di concomitanza
dellincendio con altre azioni accidentali.

G1 + G2 + P + Ad + ? 21 ?Qk + ? 22 ?Qk2 +

50

Dott. Ing. Mauro Caciolai

25

AZIONI MECCANICHE
Per i soli elementi strutturali secondari contenuti in costruzioni che
devono garantire il livello III di prestazione consentito limitare il
requisito di resistenza al fuoco alla classe 30, purch siano verificate
tutte le seguenti condizioni:
leventuale crollo degli elementi strutturali secondari non
compromette la capacit portante di altre parti della struttura;
leventuale crollo degli elementi strutturali secondari non
compromette lefficacia di elementi costruttivi di compartimentazione
e di impianti di protezione attiva;
leventuale crollo degli elementi strutturali secondari non deve
costituire un significativo rischio per gli occupanti e per i soccorritori.
Vedere al riguardo la circolare P 902 del 20 luglio 2007

51

Responsabilit
Nel procedimento di calcolo i vari sistemi di protezione e le condizioni di
utilizzo della costruzione hanno una diretta ricaduta sul livello di prestazione di
resistenza al fuoco da richiedere al manufatto; ne discende che la gestione
dellattivit non pu essere avulsa dalle scelte che vengono effettuate in
fase di progetto.
Pertanto i progettisti saranno responsabili dellindividuazione dei valori dei
parametri posti a base della determinazione delle azioni di progetto mentre i
titolari delle attivit saranno responsabili del mantenimento delle condizioni che
determinano lindividuazione dei suddetti valori.
D.to L.vo 08.03.06 n 139 art. 20 comma 2
Chiunque, nelle certificazioni e dichiarazioni rese ai fini del rilascio o del rinnovo del
certificato di prevenzione incendi, attesti fatti non rispondenti al vero punito con la
reclusione da tre mesi a tre anni e con la multa da 103,00 a 516,00 . La stessa pena
si applica a chi falsifica o altera le certificazioni e dichiarazioni medesime.
52

Dott. Ing. Mauro Caciolai

26

Decreto del Ministro


dell interno
dell
16 febbraio 2007
Lett.-Circ. 1968 del 15 febbraio 2007
Lett.-Circ. 585 del 14 gennaio 2009
Lett.-Circ. 452 del 11 marzo 2009
Lett.-Circ. 11635 del 24 ottobre 2008
Lett.-Circ. 14089 del 25 dicembre 2008
53

Classificazione di resistenza al fuoco di prodotti ed elementi


costruttivi di opere da costruzione

Art. 1. Campo di applicazione e definizioni


1. Il presente decreto si applica ai prodotti e agli elementi costruttivi per i quali
e prescritto il requisito di resistenza al fuoco ai fini della sicurezza in caso
d'incendio delle opere in cui sono inseriti.
omississ
4. Ai fini del presente decreto le parti e gli elementi di opere da costruzione,
composte da uno o pi prodotti anche non aventi specifici requisiti di resistenza
al fuoco, sono definite elementi costruttivi.

PRODOTTI

Dott. Ing. Mauro Caciolai

ELEMENTI
COSTRUTTIVI

54

27

1 Laterizio forato CE
2 Intonaco di cemento CE
3 Lastre di gesso rivestito CE
4 Spessori di gesso CE
5 Tasselli CE
6 Stucco di gesso CE

Nessuno dei prodotti


componenti marcato CE
con requisito di resistenza
al fuoco.
Il risultato finale invece
un elemento costruttivo
resistente al fuoco.
55

Art. 2 Classificazione di resistenza al fuoco


1. I prodotti e gli elementi costruttivi sono classificati in base alle loro
caratteristiche di resistenza al fuoco, secondo i simboli e le classi indicate nelle
tabelle dellallegato A) al presente decreto, in conformit alle decisioni della
Commissione dellUnione europea 2000/367/CE del 3 maggio 2000 e
2003/629/CE del 27 agosto 2003.

SIMBOLI

Estrema sintesi dei requisiti di resistenza al fuoco (capacit


portante e capacit di separazione antincendio)

CLASSI

Tempo (in minuti) durante il quale i requisiti di resistenza al


fuoco sono conservati

56

Dott. Ing. Mauro Caciolai

28

Allegato A Simboli e classi


R

Capacit portante

P o PH

Continuit di corrente o capacit di


segnalazione

Tenuta

Resistenza allincendio della


fuliggine

Isolamento

Capacit di protezione al fuoco

Irraggiamento

Durata della stabilit a temperatura


costante

Azione meccanica

DH

Durata della stabilit lungo la curva


standard tempo-temperatura

Dispositivo automatico di chiusura

Funzionalit degli evacuatori


motorizzati di fumo e calore

Tenuta al fumo

Funzionalit degli evacuatori


naturali di fumo e calore

Gli attacchi termici di riferimento per lesecuzione delle prove, i simboli, le norme
di prova e i criteri di classificazione di resistenza al fuoco sono contenuti nelle
norme : EN 13501-2
EN 13501-3
EN 13501-4
EN 13501-5 57

La capacit portante R
lattitudine dellelemento da
costruzione a conservare la
resistenza meccanica sotto
lazione del fuoco.

Da notare che:
la perdita di resistenza meccanica dellelemento
corrisponde al raggiungimento di uno stato limite di collasso
corrispondente allincapacit di sostenere i carichi o al
raggiungimento di una deformazione incompatibile con
limpiego dellelemento
per elementi portanti e di compartimentazione la perdita del
requisito R comporta automaticamente la perdita dei requisiti
E ed I
58

Dott. Ing. Mauro Caciolai

29

La tenuta E lattitudine di
un elemento da costruzione
a non lasciar passare n
produrre, se sottoposto
allazione dellincendio su un
lato, fiamme, vapori o gas
caldi sul lato non esposto.
Da notare che:
la perdita della tenuta riguarda quegli effluenti dellincendio
che possono causare l accensione della superficie non
esposta o di altri materiali ad essa adiacenti
la perdita del requisito E comporta automaticamente la
perdita del requisito I e del requisito W

59

Lisolamento I lattitudine di
elemento da costruzione a
ridurre entro un dato limite la
trasmissione del calore dal
lato esposto allincendio al
lato non esposto.
Da notare che:
la perdita dellisolamento riguarda il raggiungimento di
quelle temperature convenzionalmente ritenute in grado di
causare l accensione della superficie non esposta o di altri
materiali ad essa adiacenti
le temperature sono: 140 C oltre la temperatura ambiente
(20 C) come valore medio e 180 C oltre la temperatura
ambiente come valore massimo
60

Dott. Ing. Mauro Caciolai

30

TECNICHE DI PROTEZIONE PASSIVA


Vernici
I ntumescenti

P artizioni
REI

Rivestimenti a
spruzzo

Lucernai
REI

Rivestimenti
con lastre
REI

Vetrate
REI

Cassonetti
REI

Comparti
menti
REI

Manicotti o
sigillanti
REI

Porte
REI

Saracinesche
REI

Porte c o n
vetro R E I

P ortoni
REI

Porte a
vetro R E I

61

Possibili nuove classificazioni per alcuni prodotti/elementi resistenti


resistenti al fuoco
Parete non portante
EI 60 E90 M
Elemento di separazione vetrato
EW 60
Solaio
REI 90 RE 120
Porta
EI2 45 E 60 C2
Curtain wall
EI60 i?
i? o

62

Dott. Ing. Mauro Caciolai

31

Art. 2. Classificazione di resistenza al fuoco


omississ
3. Le prestazioni di resistenza al fuoco dei prodotti e degli elementi costruttivi
possono essere determinate in base ai risultati di:
a) prove,
b) calcoli,
c) confronti con tabelle.

Prodotti

PROVE
CALCOLI

metodo sperimentale
metodo analitico

Allegato B
Allegato C

Elementi
costruttivi

PROVE
CALCOLI
TABELLE

metodo sperimentale
metodo analitico
metodo tabellare

Allegato B
Allegato C
Allegato D
63

Art. 3 .Prodotti per i quali prescritta la classificazione di resistenza al fuoco


1. I prodotti legalmente commercializzati in uno degli Stati della Unione europea
e quelli provenienti dagli Stati contraenti laccordo SEE e Turchia, possono essere
impiegati in Italia in elementi costruttivi e opere in cui prescritta la loro classe di
resistenza al fuoco, secondo luso conforme allimpiego previsto, se muniti della
marcatura CE prevista dalle specificazioni tecniche di prodotto.

PRODOTTI
In possesso di requisiti di resistenza al fuoco
la cui classe riscontrabile nelletichettatura

Controsoffitti
Vetro per ledilizia
Prodotti prefabbricati di cls

In possesso della documentazione prevista


tradotta in lingua italiana

Curtain walling

Certificazione di uso conforme allimpiego


previsto (art. 4 comma 4 DM 16/2/07)

Per ulteriori informazioni

lettera-circolare n. 5714 del


4 luglio 2006
64

Dott. Ing. Mauro Caciolai

32

Art. 3. Prodotti per i quali prescritta la classificazione di resistenza al fuoco


omississ
3. Per tutti i prodotti, con esclusione di quelli di cui al successivo comma 4
(PORTE), per i quali non ancora applicata la procedura ai fini della marcatura CE
in assenza delle specificazioni tecniche e successivamente durante il periodo di
coesistenza, limpiego in elementi costruttivi e opere in cui prescritta la loro classe
di resistenza al fuoco, consentito in conformit alle specifiche di cui al successivo
art. 4.
omississ
Art. 4. Elementi costruttivi per i quali prescritta
la classificazione di resistenza al fuoco
1. Gli elementi costruttivi, per i quali prescritta la classificazione di resistenza al
fuoco, possono essere installati ovvero costruiti in opere destinate ad attivit
soggette ai regolamenti di prevenzione incendi, in presenza di certificazione redatta
da professionista in conformit al decreto del Ministro dellinterno 4 maggio 1998,
che ne attesti la classe di resistenza al fuoco secondo le modalit indicate allart. 2
commi 4, 5, 6 del presente decreto.
65

NORME DI PROVA E
CLASSIFICAZIONE E
NORME EXAP

NORME DI CALCOLO E
NORME DI PROVA PER I
SISTEMI PROTETTIVI

DM 16/2/2007

RAPPORTI DI
CLASSIFICAZIONE E
FASCICOLO TECNICO

CODICI DI CALCOLO E
ABACHI PRESTAZIONALI

TABELLE

PROFESSIONISTA

PROFESSIONISTA
ISCRITTO ELENCO M.I.

PROFESSIONISTA

CERTIFICAZIONE

66

Dott. Ing. Mauro Caciolai

33

Art. 5. Norme transitorie


1. I rapporti di prova di resistenza al fuoco rilasciati ai sensi della circolare MI.SA. (Ministero
dellinterno Servizi Antincendi) 14 settembre 1961, n. 91, dal laboratorio di Scienza delle costruzioni
del Centro Studi ed Esperienze del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco ovvero da laboratorio
autorizzato ai sensi del decreto del Ministro dellinterno 26 marzo 1985, decadono, ai fini della
commercializzazione dei prodotti ed elementi costruttivi oggetto delle prove, secondo i seguenti termini:

25/09/2012

25/09/2010

25/09/2008

Periodo di validit
validit
25/09/2007

31/12/1995

31/12/1985

Periodo di emissione

1 anno
3 anni
5 anni
67

Allegato B Modalit per la classificazione in base ai risultati di prove


B.1 Le prove di resistenza al fuoco hanno lobiettivo di valutare il comportamento al fuoco dei prodotti
e degli elementi costruttivi, sotto specifiche condizioni di esposizione e attraverso il rispetto di misurabili
criteri prestazionali.
B.2 Le condizioni di esposizione, i criteri prestazionali e le procedure di classificazione da utilizzare
nellambito delle prove di cui al punto B.1, sono indicate nelle parti 2, 3 e 4 della norma EN 13501.
B.3 Le specifiche dei forni sperimentali, delle attrezzature di prova, degli strumenti di misura e di
acquisizione, le procedure di campionamento, conservazione, condizionamento, invecchiamento,
installazione e prova e le modalit di stesura del rapporto di prova sono indicate nelle norme EN o ENV
richiamate dalle parti 2, 3 e 4 della EN 13501.

EN 13501

Fire classification of costruction products and building elements

Part 2:

Classification using data from fire resistance tests, excludingventilation services

Part 3:

Classification using data from fire resistance tests on products and elements used
in building service installations

Part 4:

Classification using data from fire resistance tests o components of smoke control
system

Part 5:

Classification using data from external fire exposure to roofs tests

Dott. Ing. Mauro Caciolai

34

I campioni in prova possono essere


Elementi portanti privi di funzione di compartimento antincendio
Muri, solai, tetti, travi, colonne, scale, passerelle

Elementi portanti con funzione di compartimento antincendio


Muri, solai, tetti

Prodotti e sistemi per la protezione di parti o elementi portanti


Controsoffitti privi di intrinseca resistenza al fuoco, rivestimenti, pannelli, intonaci,
placcature e schermi protettivi

Parti o elementi non portanti di opere e prodotti afferenti


Pareti divisorie, controsoffitti con intrinseca resistenza al fuoco, facciate e muri esterni,
pavimenti sopraelevati, sistemi di sigillatura e giunti lineari, porte e chiusure, porte a
prova di fumo, chiusure per nastri trasportatori, canalizzazioni di servizio e cavedi,
camini, rivestimenti per pareti e soffitti

Prodotti destinati a sistemi di ventilazione (non estrattori di fumo)


Condotte di ventilazione, serrande tagliafuoco

Prodotti destinati alluso nelle installazioni tecniche


Cavi elettrici e accessori, condotte per la protezione al fuoco dei cavi

Prodotti da destinare ai sistemi di controllo del fumo e del cal ore


Condotti di estrazione di fumo dal comparto singolo, condotte di estrazione del fumo
di comparti multipli, serrande per il controllo del fumo da un comparto singolo,
serrande per il controllo del fumo di comparti multiplo, barriere al fumo, evacuatori
motorizzati di fumo e calore, evacuatori naturali di fumo e calore
69

Portelli di
ispezione

Corda ceramica di
tamponamento cornice
porta campioni

Bruciatori
Chassis
metallico

Rivestimento
refrattario

Plate
thermometer

Presa per
misura
pressione

Battuta cornice
porta campioni
Bocca di
estrazione
fumi

70

Dott. Ing. Mauro Caciolai

35

71

72

Dott. Ing. Mauro Caciolai

36

METODO SPERIMENTALE
Determinazione dei requisiti di resistenza al fuoco di prodotti o elementi
costruttivi attraverso una o pi prove condotte secondo rigorosi protocolli
presso laboratori di prova
PRODOTTI CHE
CONTRIBUISCONO ALLA
RESISTENZA AL FUOCO (2)

PRODOTTI/ELEMENTI
RESISTENTI AL FUOCO (1)
Prodotti/elementi con requisiti intrinseci di
resistenza al fuoco (R, E, I, )
Il risultato pu essere applicato senza
ulteriori valutazioni a prodotti /elementi
realizzati allinterno del campo di
applicazione diretta del risultato di prova

Prodotti senza requisiti intrinseci di


resistenza al fuoco ma che contribuiscono
alla resistenza al fuoco di altri elementi
costruttivi
Il risultato della prova correda una valutazione
analitica

Necessitano di ulteriori valutazioni per


prodotti/elementi realizzati al di fuori del
campo di applicazione diretta del risultato
di prova

Dal 2002 Direzione Centrale Prevenzione e


Sicurezza Tecnica

73

Ai fini del presente decreto definito laboratorio di prova il


laboratorio di resistenza al fuoco dellArea protezione passiva
della DCPST e i laboratori italiani autorizzati ai sensi del decreto
del Ministro dellinterno 26 marzo 1985 ovvero i laboratori di
resistenza al fuoco di uno degli altri Stati della Unione europea o
di uno degli Stati contraenti laccordo SEE e la Turchia, cui viene
riconosciuta da questo Ministero l indipendenza e la competenza
dei laboratori di prova prevista dalla norma EN ISO/CEI 17025 o
da equivalenti garanzie riconosciute in uno degli Stati stessi.

1987

1983
Dal 2003 Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree

1986
2004

2004

Dott. Ing. Mauro Caciolai

74

37

Prodotti resistenti al fuoco propriamente detti


Il campo di applicazione diretta del risultato di prova lambito, previsto dallo
specifico metodo di prova e riportato nel rapporto di classificazione, delle
limitazioni duso e delle possibili modifiche apportabili al campione che ha superato
la prova, tali da non richiedere ulteriori valutazioni, calcoli o approvazioni per
lattribuzione del risultato conseguito.

75

Prodotti resistenti al fuoco propriamente detti

76

Dott. Ing. Mauro Caciolai

38

Allegato B Fascicolo tecnico


B.8 In caso di variazioni del prodotto o dellelemento costruttivo classificato, non previste
dal campo di diretta applicazione del risultato di prova, il produttore tenuto a predisporre
un fascicolo tecnico contenente almeno la seguente documentazione:
B.8.1 elaborati grafici di dettaglio del prodotto modificato;
B.8.2 relazione tecnica, tesa a dimostrare il mantenimento della classe di resistenza al fuoco,
basata su prove, calcoli e altre valutazioni sperimentali e/o tecniche, anche in conseguenza di
migliorie apportate sui componenti e sul prodotto, tutto nel rispetto delle indicazioni e dei
limiti contenuti nelle apposite norme EN o prEN sulle applicazioni estese dei risultati di prova
laddove esistenti (EXAP);
B.8.3 eventuali altre approvazioni maturate presso uno degli Stati dellUE ovvero uno degli
altri Stati contraenti laccordo SEE e la Turchia.
B.8.4 parere tecnico positivo sulla completezza e correttezza delle ipotesi a supporto e delle
valutazioni effettuate per l estensione del risultato di prova rilasciato dal laboratorio di prova
che ha prodotto il rapporto di classificazione di cui al precedente punto B.4 .

Il produttore tenuto a conservare suddetto fascicolo tecnico e a renderlo disponibile per il


professionista che se ne avvale per la certificazione di cui allart. 4 comma 1 del presente
decreto, citando gli estremi del fascicolo tecnico. Il fascicolo tecnico altres reso disponibile
alla DCPST per eventuali controlli.
77

Allegato C Modalit per la classificazione in base ai risultati di calcoli


C.1 I metodi di calcolo della resistenza al fuoco hanno lobbiettivo di consentire la progettazione di
elementi costruttivi portanti, separanti o non separanti, resist enti al fuoco anche prendendo in
considerazione i collegamenti e le mutue interazioni con altri elementi, sotto specifiche condizioni di
esposizione al fuoco e attraverso il rispetto di criteri prestazionali e ladozione di particolari costruttivi.
C.2 Le condizioni di esposizione al fuoco sono definite in specifici regolamenti e basate sugli scenari di
incendio in essi prescritti o su quelli attesi. Nei medesimi regolamenti sono definite le combinazioni di
carico da considerare agenti insieme allazione del fuoco e i coefficienti di sicurezza sui materiali e sui
modelli.

DM 14/1/2008(1)

DM 9/3/2007

EN 1991-1-2(2)

(1) Il DM 14/1/2008 rappresenta, per quanto attiene lazione incendio sulle


costruzioni, lambito in cui opera il DM 9/3/2007 per le costruzioni che ospitano
attivit soggette ai controlli del C.N.VV.F.
(2) Leurocodice EN 1991-1-2 definisce le azioni in caso di incendio. Sar
utilizzabile soltanto se corredato dei NDPs che lo rendono compatibile con i decreti
vigenti. E prevista la pubblicazione degli NDPs entro il 2010.
78

Dott. Ing. Mauro Caciolai

39

C.3 I metodi di calcolo da utilizzare ai fini del presente decreto sono quelli contenuti negli eurocodici
di seguito indicati se completi delle appendici contenenti i parametri definiti a livello nazionale (NDPs)
EN 1991-1-2 Azioni sulle strutture Parte 12: Azioni sulle strutture esposte al fuoco
EN 1992-1-2 Progettazione delle strutture di
calcestruzzo Parte 1-2: Progettazione
strutturale contro lincendio
EN 1993-1-2 Progettazione delle strutture di
acciaio Parte 1-2: Progettazione strutturale
contro lincendio
EN 1994-1-2 Progettazione delle strutture
miste acciaio calcestruzzo Parte 1-2:
Progettazione strutturale contro lincendio
EN 1995-1-2 Progettazione delle strutture di
legno Parte 1-2: Regole generali
Progettazione strutturale contro lincendio
EN 1996-1-2 Progettazione delle strutture di
muratura Parte 1-2: Progettazione strutturale
contro lincendio
EN 1999-1-2 Progettazione delle strutture di
alluminio Parte 1-2: Progettazione strutturale
contro lincendio
79

C.4 In attesa della pubblicazione delle appendici nazionali degli eurocodici, possibile limitare
limpiego dei metodi di calcolo alla sola verifica della resistenza al fuoco degli elementi costruttivi
portanti, con riferimento agli eurocodici EN1992-1-2, EN1993-1-2, EN1994-1-2, EN1995-1-2 con i
valori dei parametri da definire a livello nazionale presenti nelle norme stesse come valori di riferimento
ovvero con riferimento alle norme
UNI 9502 Procedimento analitico per valutare la resistenza al fuoco degli elementi costruttivi di
conglomerato cementizio armato, normale e precompresso
UNI 9503 Procedimento analitico per valutare la resistenza al fuoco degli elementi costruttivi di
acciaio
UNI 9504 Procedimento analitico per valutare la resistenza al fuoco degli elementi costruttivi di
legno

9502:2001

9503:2007

9504:1997
80

Dott. Ing. Mauro Caciolai

40

METODO ANALITICO SEMPLIFICATO: ELEMENTI DI C.A.


1.
Adozione
di
sezioni
minime che permettono, per il
tempo previsto, di trascurare
fenomeni fragili quali:
rotture per taglio o torsione di
bielle compresse
scorrimento delle armature
fenomeni di spalling esplosivo
2.
Adozione di ricoprimenti
delle armature che consentono alle
stesse di permanere per il tempo
previsto, ad una temperatura
comunque inferiore a quella che
causerebbe la rottura nei confronti
dellazione pi gravosa possibile.

81

METODO ANALITICO SEMPLIFICATO: ELEMENTI DI ACCIAIO


1.
Determinazione della temperatura critica in funzione della classe della
sezione, delle condizioni di vincolo e del coefficiente di utilizzo
2.
Determinazione della temperatura di sezione al tempo t nellipotesi di
sezione a temperatura costante
3.

Verifica soddisfatta se: ?cr(classe, ? , 0) > ?max(t)

82

Dott. Ing. Mauro Caciolai

41

METODO ANALITICO SEMPLIFICATO: ELEMENTI DI LEGNO


1.
Assegnazione della velocit di combustione (costante nel tempo) in base al
tipo di essenza di legno
2.

Definizione delle superfici che partecipano alla combustione.

3.

Determinazione della sezione residua al tempo t

3.
Verifica soddisfatta se la sezione residua garantisce una caratteristica di
sollecitazione superiore a quella esterna agente.

d ef = n t + k 0 d0

83

METODO ANALITICO : ADOZIONE DI PROTETTIVI


C.5
I metodi di calcolo di cui in C.3 e C.4 possono necessitare della
determinazione, al variare delle temperature, dei parametri termo -fisici dei sistemi
protettivi eventualmente presenti sugli elementi costruttivi portanti. In questi casi i
valori che assumono detti parametri vanno determinati esclusivamente attraverso le
prove indicate allarticolo 2 comma 4 del presente decreto ed elencate nella tabella
A.3 dellallegato A.
omississ
Elaborazioni numeriche dei valori di detti parametri, che esulano dallambito delle
prove indicate allarticolo 2 comma 4 del presente decreto o dalle norme citate in
C.4 sotto le condizioni suddette, non sono valide ai fini della verifica della
resistenza al fuoco degli elementi costruttivi portanti.

PRODOTTI CHE
CONTRIBUISCONO ALLA
RESISTENZA AL FUOCO (2)

LASTRE
INTONACI
VERNICI
84

Dott. Ing. Mauro Caciolai

42

Schermi

MEMBRANE
Controsoffitti

SISTEMI
PROTETTIVI
PER ELEMENTI
STRUTTURALI
DI ACCIAIO

Pitture

Carter

RIVESTIMENTI

Intonaci spruzzati

Classificazione di resistenza al fuoco di prodotti ed elementi costruttivi di


opere da costruzione ALLEGATO A. Simboli e classi Tabella A.3 Prodotti e
sistemi per la protezione di parti o elementi delle opere di cos truzione
A.3.2 - Si applica a

Rivestimenti, pannelli, intonaci, vernici e schermi protettivi dal fuoco

Norme

EN 13501-2; EN 13381-2,3,4,5,6,7

Classificazione : espressa negli stessi termini previsti per gli elementi portanti protetti

Determinazione del contributo alla resistenza al fuoco di


elementi strutturali
Membrane protettive orizzontali

Normativa di
riferimento
TS 13381-1

Membrane protettive verticali

ENV 13381-2

Protezione applicata ad elementi di calcestruzzo

ENV 13381-3

Protezione applicata ad elementi di acciaio

ENV 13381-4

Protezione applicata ad elementi compositi di acciaio/cls

ENV 13381-5

Protezione applicata a colonne cave di acciaio riempite di cls

ENV 13381-6

Protezione applicata ad elementi di legno

ENV 13381-7

Protezione reattiva (vernici intumescenti) applicata ad elementi di acciaio

Dott. Ing. Mauro Caciolai

prENV 13381-8

43

C.5 omississ
I valori dei parametri presenti nelle norme citate in C.4 possono essere ancora utilizzati
purch il produttore, sulla base di idonee esperienze sperimentali, dichiari sotto la propria
responsabilit, che il sistema protettivo garantisca le prestazioni definite in suddette norme,
nonch aderenza e coesione per tutto il tempo necessario e ne fornisca le indicazioni circa i
cicli di posa o di installazione. Tale possibilit decade con lobbligo della marcatura CE dei
sistemi protettivi, prevista in conformit alla pertinenti specificazioni tecniche ovvero dopo 3
anni dallentrata in vigore del presente decreto.
MATERIALE

Massa
Volumica
p [kg/m3]

Conducibilit
termica
p [W/mC]

Contenuto
di umidit
p p [%]

Calore
Specifico
cp [J/kgC]

Fibre minerali a spruzzo

200-250

0,12

1,0

1200

Intonaco a base di perlite o vermiculite

350-400

0,15

2,0

1100

Lastre di perlite o vermiculite

300-800

0,18

15,0

1100

Lastre di silicati

450-900

0,18

4,0

1100

Lastre di gesso

800

0,24

20,0

1700

Lastre di lana minerale

120-150

0,30

2,0

1200

Calcestruzzo cellulare

600-1300

0,30 -0,65

2,5

1200

Calcestruzzo leggero

1600

0,80

2,5

1200

Laterizi

2000

1,00

2,5

1200

Calcestruzzo siliceo

2400

1,70

1,5

1200

87

CLS
CLS

GESSO

Spessori di calcestruzzo equivalente

Materiali

Rapporto di equivalenza

Conglomerato cementizio normale (2400 kg/ m)

1,0

Conglomerato cementizio cellulare ( 500 kg/m)

2,0

Conglomerato cementizio con aggregati di argilla espansa ( 1500 kg/m)

1,5

Gesso

1,8

Laterizio

1,0

Intonaco di cemento

1,1

Intonaco o lastre di fibre minerali, di vetro o di roccia (contenuto in fibre > 80%)

2,5

Intonaco di cemento e vermiculite (rapporto 4:1)

2,5

Intonaco di gesso e vermiculite (rapporto 4:1)

2,7

Intonaco di cemento e perlite (rapporto 4:1)

2,5

Intonaco di gesso e perlite (rapporto 4:1)

2,7

Dott. Ing. Mauro Caciolai

88

44

Allegato D Modalit per la classificazione in base a confronti con tabelle


D.1 Le tabelle seguenti propongono delle condizioni sufficienti per la classificazione di
elementi costruttivi resistenti al fuoco. Dette condizioni non costituiscono un obbligo qualora
si proceda alla determinazione delle prestazioni di resistenza al fuoco secondo gli altri metodi
di cui allarticolo 2 commi 4 e 5 del presente decreto. I valori contenuti nelle tabelle sono il
risultato di campagne sperimentali e di elaborazioni numeriche e si riferiscono alle tipologie
costruttive e ai materiali di maggior impiego. Detti valori pur essendo cautelativi, non
consentono estrapolazioni o interpolazioni tra gli stessi ovvero modifiche delle condizioni di
utilizzo.
D.2 Luso delle tabelle strettamente limitato alla classificazione di elementi costruttivi per i
quali richiesta la resistenza al fuoco nei confronti della curva temperatura-tempo standard e
delle altre azioni meccaniche previste in caso di incendio.
D.3 Altre tabelle di natura sperimentale o analitica diverse da quelle sotto esposte non
ricadono tra quelle previste allarticolo 2 comma 6 del presente decreto.

v Murature non portanti in blocchi


v Solette piene e solai alleggeriti
v Travi, pilastri e pareti di calcestruzzo armato ordinario e precompresso
precompresso
v Travi, tiranti e colonne di acciaio

METODO TABELLARE: MURI DI CLS NORMALE


D.4.2 La tabella seguente
riporta i valori minimi (mm)
dello spessore s di murature di
blocchi di calcestruzzo normale
(escluso l intonaco) sufficienti
a garantire i requisiti EI per le
classi indicate esposte su un
lato che rispettano le seguenti
limitazioni:
- altezza della parete fra i due
solai o distanza fra due
elementi di irrigidimento con
equivalente funzione di vincolo
dei solai non superiore a 4 m

Classe

Blocco con
Blocco con
fori
fori
monocamera multicamera
o pieno

Blocco con fori mono o


multicamera o pieno
Intonaco
normale

Intonaco
protettivo
antincendio

30

s = 120

100 (*)

100 (*)

80 (*)

60

s = 150

120 (*)

120 (*)

100 (*)

90

s = 180

150

150

120 (*)

120

s = 240

180

200

150

180

s = 280

240

250

180

240

s = 340

300

300

200

(*) Solo blocchi pieni (percentuale foratura < 15%)

- facciavista o con 10 mm di
intonaco su ambedue le facce
ovvero 20 mm sulla sola faccia
esposta al fuoco.
90

Dott. Ing. Mauro Caciolai

45

METODO TABELLARE: SOLETTE PIENE E SOLAI ALLEGGERITI


D.5.1 La tabella seguente riporta i valori minimi (mm) dello spessore totale H di solette e
solai, della distanza a dallasse delle armature alla superficie esposta sufficienti a garantire il
requisito R per le classi indicate.
Classe

30

Solette piene con armatura monodirez.

60

90

120

180

240

80 / 10

120/ 20 120 / 30 160 / 40 200 / 55 240 / 65

Solai misti di lamiera di acciaio con cls (1)

80 / 10

120 / 20 120 / 30 160 / 40 200 / 55 240 / 65

Solai a travetti con alleggerimento ( 2)

160 / 15 200 / 30 240 / 35 240 / 45 300 / 60 300 / 75

Solai a lastra con alleggerimento (3)

160 / 15 200 / 30 240 / 35 240 / 45 300 / 60 300 / 75

I valori di a devono essere non inferiori ai minimi di regolamento per le opere di c.a. e c.a.p. In caso di armatura
pre-tesa aumentare i valori di a di 15 mm. In presenza di intonaco ivalori di H e a ne devono tenere conto nella
seguente maniera: 10 mm di intonaco normale (definizione in D.4.1) equivale ad 10 mm di calcestruzzo; 10 mm di
intonaco protettivo antincendio (definizione in D.4.1) equivale a 20 mm di calcestruzzo. Per ricoprimenti di
calcestruzzo superiori a 50 mm prevedere una armatura diffusa aggiuntiva che assicuri la stabilit del
ricoprimento.
(1)In caso di lamiera grecata H rappresenta lo spessore medio della soletta. Il valore di a non comprende lo
spessore della lamiera. La lamiera ha unicamente funzione di cassero. In caso contrario la lamiera va protetta
secondo quanto indicato in D.7.1
(2)Deve essere sempre presente uno strato di intonaco normale di spessore non inferiore a 20 mm ovvero uno
strato di intonaco isolante di spessore non inferiore a 10 mm.
91
(3)In caso di alleggerimento in polistirene o materiali affini prevedere opportuni sfoghi delle sovrapressioni.

METODO TABELLARE: SOLETTE PIENE E SOLAI ALLEGGERITI


D.5.2 Per garantire i requisiti di tenuta e isolamento i solai di cui alla tabella D.5.1 devono
presentare uno strato pieno di materiale isolante, non combustibile e con conducibilit
termica non superiore a quella del calcestruzzo, di cui almeno una parte in calcestruzzo
armato. La tabella seguente riporta i valori minimi (mm) dello spessore h dello strato di
materiale isolante e della parte d di c.a., sufficienti a garantire i requisiti EI per le classi
indicate.
Classe
Tutte le tipologie

30

60

90

120

180

240

h = 60 / d = 40

60 / 40

100 / 50

100 / 50

150 / 60

150 / 60

In presenza di intonaco i valori di h e di a ne possono tenere conto nella maniera indicata nella tabella D.5.1. In
ogni caso a non deve mai essere inferiore a 40 mm.
In presenza di strati superiori di materiali di finitura incombustibile (massetto, malta di allettamento,
pavimentazione, etc.) i valori di h ne possono tener conto

Solaio latero-cemento
REI 120
92

Dott. Ing. Mauro Caciolai

46

METODO TABELLARE: TRAVI IN C.A. E C.A.P.

D.6.1 La tabella seguente


riporta i valori minimi (mm)
della larghezza b della sezione,
della distanza a dallasse delle
armature alla superficie esposta
e della larghezza danima bw di
travi con sezione a larghezza
variabile sufficienti a garantire
il requisito R per le classi
indicate di travi semplicemente
appoggiate. Per travi con
sezione a larghezza variabile b
la larghezza in corrispondenza
della linea media delle armature
tese.

Classe Combinazioni possibili di b e a

bw

30

b = 80 / a = 25

120 / 20

160 / 15

200 / 15

80

60

b = 120 / a = 40

160 / 35

200 / 30

300 / 25

100

90

b = 150 / a = 55

200 / 45

300 / 40

400 / 35

100

120

b = 200 / a = 65

240 / 60

300 / 55

500 / 50

120

180

b = 240 / a = 80

300 / 70

400 / 65

600 / 60

140

240

b = 280 / a = 90

350 / 80

500 / 75

700 / 70

160

I valori di a devono essere non inferiori ai minimi di regolamento per le


opere di c.a. e c.a.p. In caso di armatura pre-tesa aumentare i valori di a
di 15 mm. In presenza di intonaco i valori di b e a ne possono tenere
conto nella maniera indicata nella tabella D.5.1. Per ricoprimenti di
calcestruzzo superiori a 50 mm prevedere una armatura diffusa
aggiuntiva che assicuri la stabilit del ricoprimento.

93

Travi di acciaio protette semplicemente appoggiate


D.7.1 La tabella seguente riporta i valori minimi (mm) dello spessore s di alcune tipologie di
rivestimento protettivo sufficienti a garantire il requisito R per le classi indicate di travi semplicemente
appoggiate, tiranti e colonne al variare del fattore di sezione S/V (m-1) con esclusione dei profili di
classe IV e potendo trascurare improvvisi fenomeni di instabilit. Per le colonne valgono le seguenti
limitazioni ulteriori:
- lunghezza effettiva della colonna (da nodo a nodo) = 4,5 m (per colonne di piani intermedi) ovvero =
3,0 m (per colonne dellultimo piano).
Il contributo dei rivestimenti protettivi, presenti nelle tabelle, pu essere considerato nellambito del
presente metodo, purch il produttore, sulla base di idonee esperienze sperimentali, dichiari sotto la
propria responsabilit , che il sistema protettivo garantisce le prestazioni definite in dette tabelle, nonch
aderenza e coesione per tutto il tempo necessario e ne fornisca le indicazioni circa i cicli di posa o di
installazione.
Tale possibilit decade con lobbligo della marcatura CE dei sistemi protettivi, prevista in conformit
alla pertinenti specificazioni tecniche ovvero dopo 3 anni dallentrata in vigore del presente decreto.
st lo spessore in mm del rivestimento di travi e tiranti
sc lo spessore in mm del rivestimento di colonne
94

Dott. Ing. Mauro Caciolai

47

Travi di acciaio protette semplicemente appoggiate


INTONACO PROTETTIVO ANTINCENDIO
Fattore di sezione (m -1)
Classe

< 50

< 200

< 250

< 300

30

s t = 10
s c = 10

< 100 < 150


10
10

10
15

10
15

15
20

20
25

60

s t = 10
s c = 10

10
20

20
30

25
35

30
40

40
50

90

s t = 15
s c = 20

25
35

35
45

45
60

55
75

65
-

120

s t = 15
s c = 25

35
45

50
65

65
-

75
-

180

s t = 25
s c = 35

55
65

75
-

240

s t = 35
s c = 50

70
-

Intonaco tipo gesso, vermiculite o argilla espansa e cemento o


gesso, perlite e gesso e simili caratterizzato da una massa
3
volumica
Fieracompresa
di Roma tra 600 e 1000 kg/m

95

Mauro Caciolai

30 novembre 2007

Lett. Circ. 1968 del 15/2/2008


Tabella aggiuntiva sulle murature REI
Muratura portante in blocchi
La seguente tabella riporta i valori minimi dello spessore s di murature portanti di blocchi (escluso
lintonaco) sufficienti a garantire i requisiti REI per le classi indicate, esposte su un lato con le seguenti
limitazioni che dovranno comunque essere rispettate:
-rapporto h /s = 20
-h = 8 m
dove h laltezza della parete fra due solai (o elementi di irrigidimento con equivalente funzione di vincolo
dei solai)

Tipo blocco

30

60

90

120

180

240

Laterizio (*)

Materiale

blocco pieno (foratura = 15%)

120

150

170

200

240

300

Laterizio (*)

blocco forato (15% < foratura = 55 %)

170

170

200

240

280

330

Calcestruzzo

blocco pieno o forato (foratura =55 %)

170

170

170

200

240

300

Calcestruzzo leggero (**)

blocco pieno o forato (foratura =55 %)

170

170

170

200

240

300

Pietra squadrata

blocco pieno (foratura = 15 %)

170

170

250

280

360

400

(*) presenza di 10 mm di intonaco su ambedue le facce ovvero di 20 mm sulla sola faccia esposta al fuoco
(**) massa volumica netta non superiore a 1700 kg/m3

96

Dott. Ing. Mauro Caciolai

48

Lett..- Circ. P414 del 28/3/2008


Lett
Nuova modulistica di prevenzione incendi

CERT.REI . 2008 Certificazione di resistenza al fuoco di prodotti/elementi


CERT.REI.
costruttivi in opera (con esclusione delle porte e degli elementi di chiusura)
DICH.PROD . 2008 Dichiarazione inerente i prodotti impiegati ai fini della
DICH.PROD.
reazione e della resistenza al fuoco ed i dispositivi di apertura delle porte;
DICH.IMP.. 2008 Dichiarazione di corretta installazione e funzionamento
DICH.IMP
dellimpianto (non ricadente nel campo di applicazione del D.M. 22/1/2008, n. 37)
CERT.IMP.. 2008 Certificazione di corretta installazione e funzionamento
CERT.IMP
dellimpianto)

MODELLO CERT.REI-2008
1. Il Certificato di resistenza al fuoco un atto rilasciato da tecnico competente e
qualificato
2. E un atto conclusivo che testimonia
della prestazione del prodotto/elemento costruttivo realizzato in opera,
della corretta realizzazione e
delluso conforme alle indicazioni del produttore/esecutore.
3. Il nuovo modello CERT.REI-2008 conforme alle indicazioni contenute nel
D.M. 16 febbraio 2007 anche per quanto attiene agli elementi le cui prestazioni
sono determinate sulla base della previggente normativa (circ. 91/61) o sulla
base dei rapporti di prova antecedenti alle norme EN
4. Il nuovo modello CERT.REI-2008 deve essere presentato allorgano di
controllo allatto della domanda di sopralluogo.
5. Gli atti su cui si basa la certificazione (relazione di calcolo, rapporto di prova e
di classificazione, fascicolo tecnico, dichiarazioni del produttore, dichiarazione
di corretta posa o realizzazione) sono elencati nel modello e tenuti a
disposizione presso il titolare dellattivit per eventuali controlli
98

Dott. Ing. Mauro Caciolai

49

99

100

Dott. Ing. Mauro Caciolai

50

101

102

Dott. Ing. Mauro Caciolai

51

103

MODELLO DICH.PROD.-2008
1. La Dichiarazione sui prodotti un atto rilasciato dal Direttore dei lavori (o da
sua persona delegata) purch sia un tecnico competente e qualificato
2. E un atto con il quale si dichiara che tutti i prodotti ai fini della reazione e della
resistenza al fuoco e i dispositivi di apertura delle porte impiegati nellopera
rispondono alle prestazioni richieste.
3. Il nuovo modello DICH.PROD-2008 deve essere corredato con un elaborato
grafico in cui siano individuati i prodotti impiegati di cui si rilascia la
dichiarazione
4. Il nuovo modello DICH.PROD.-2008 deve essere presentato allorgano di
controllo allatto della domanda di sopralluogo.
5. Gli atti elencati nel DICH.PROD.-2008 (dichiarazione di conformit,
etichettatura CE ovvero dichiarazione o certificazione di conformit CE,
certificato di prova, dichiarazione di corretta posa in opera, ecc.) sono elencati
nel modello e tenuti a disposizione presso il titolare dellattivit per eventuali
controlli
104

Dott. Ing. Mauro Caciolai

52

105

106

Dott. Ing. Mauro Caciolai

53

Intendere la frase senza questa indicazione

107

108

Dott. Ing. Mauro Caciolai

54

109

Grazie per
lattenzione

110

Dott. Ing. Mauro Caciolai

55