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LA VALUTAZIONE DELLA

RESISTENZA AL FUOCO
Relatore Dott. Piero Monaco

DEFINIZIONE: LA RESISTENZA AL FUOCO


Una delle fondamentali strategie di
protezione da perseguire per garantire un
adeguato livello di sicurezza della
costruzione in condizioni di incendio.
La componente pi importante della
protezione antincendio di tipo passivo la
resistenza al fuoco delle strutture portanti
e portate, che vanno progettate in modo da
impedire la propagazione dellincendio ed il
conseguente collasso strutturale.

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

R = stabilit

attitudine di un elemento da costruzione a conservare la resistenza meccanica sotto


l'azione del fuoco, equivale al tempo di rottura in minuti di un elemento strutturale
sottoposto ad una curva tempo-temperatura

E = tenuta

attitudine di un elemento da costruzione a non lasciare passare ne produrre, se


sottoposto all'azione del fuoco su un lato fiamme, vapori o gas caldi sul lato non
esposto

I = isolamento termico

attitudine di un elemento da costruzione a ridurre, entro un dato limite, la


trasmissione del calore (gli EUROCODICI prevedono il raggiungimento sulla
superficie esterna di una temperatura media di 140 C e massima di 180 C)

DEFINIZIONE: LA
RESISTENZA AL FUOCO

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

OBIETTIVI DELLA RESISTENZA AL FUOCO


Lo scopo principale della protezione antincendio
di limitare, a livelli accettabili, la probabilit di
morte, lesioni e danni materiali in un incendio
fortuito.
Gli obiettivi della resistenza al fuoco devono essere
stabiliti prima di effettuare qualsiasi progetto,
sapendo che la resistenza al fuoco solo

una componente della strategia


globale della sicurezza antincendio.

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

RICHIESTE DI PRESTAZIONE

Evitare la propagazione dellincendio allinterno di un


edificio (Compartimenti antincendio). Perch?
Ridurre la propagazione dellincendio ad altri edifici
(Pareti esterne)
Evitare il collasso strutturale (resistenza per il tempo
di incendio di progetto)
Proteggere persone per consentire esodo sicuro
Proteggere i beni in altre zone delledificio.

..\Esempi\nightclub-fire-in-perm-footage.mp4

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

DEFINIZIONE: CAPACIT PORTANTE IN


CASO DI INCENDIO

Attitudine della struttura, di una parte


della struttura o di un elemento strutturale
a conservare una sufficiente resistenza
meccanica sotto lazione del fuoco(R) con
riferimento alle altre azioni agenti.
Il dm 14.01.2008 ha definito lincendio come
unazione eccezionale

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

DEFINIZIONE: CAPACIT DI
COMPARTIMENTAZIONE IN CASO DI INCENDIO

Attitudine di un elemento costruttivo a


conservare, sotto lazione del fuoco, oltre
alla propria stabilit(R), una sufficiente
tenuta ai fumi e ai gas caldi della
combustione(E) ed un sufficiente
isolamento termico(I) nonch tutte le altre
prestazioni se richieste.

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

La resistenza al fuoco riguarda principalmente i


materiali da costruzione impiegati per
Protezione di elementi
strutturali

Pilastri
Solai
Travi
Muri portanti

Compartimentazione

Muri non portanti


Contro-soffitti
Condotte per cavi
Serrande fisse o apribili

Criteri di collasso per elementi costruttivi


Elemento

Stabilit

Tenuta

Isolamento Termico

Tramezzo

Porta

Parete Portante

Soletta/Soffitto

Trave

Colonna

Lastre di vetro resistenti al fuoco

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

INDIVIDUAZIONE DELLE PRESTAZIONI DI RESISTENZA AL


FUOCO

La legislazione tecnica che tratta la determinazione della


resistenza al fuoco delle strutture riportata nei
seguenti provvedimenti e/o norme tecniche:
D.M. del 16 febbraio 2007 Classificazione di
resistenza al fuoco di prodotti ed elementi costruttivi di
opere da costruzione
D.M. del 9 marzo 2007 Prestazioni di resistenza al
fuoco delle costruzioni nelle attivit soggette al controllo
del Corpo nazionale dei vigili del fuoco
D.M. del 9 maggio 2007 Direttive per l'attuazione
dell'approccio ingegneristico alla sicurezza
antincendio

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

D.M.

16/02/2007 ALLEGATO C

MODALIT PER LA CLASSIFICAZIONE IN BASE AI


RISULTATI DI CALCOLI

UNI 9502 (c.a., c.a.p)


UNI 9503 (Acciaio)
UNI 9504 (Legno)
Eurocodice 1 UNI EN 1991-1-2 - Azioni sulle strutture
- Parte 1-2: Azioni in generale - Azioni sulle strutture
esposte al fuoco
Eurocodice 2 UNI EN 1992-1-2 - Progettazione delle
strutture di calcestruzzo - Parte 1-2: Regole generali Progettazione strutturale contro l'incendio
Eurocodice 3 UNI EN 1993-1-2 - Progettazione delle
strutture di acciaio Parte 1-2: Regole generali progettazione della resistenza allincendio

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

LA RESISTENZA AL FUOCO
Eurocodice 4 UNI EN 1994-1-2 - Progettazione delle
strutture composte acciaio calcestruzzo Parte 1-2:
Regole generali - Progettazione della resistenza
allincendio
Eurocodice 5 UNI EN 1995-1-2 - Progettazione di
strutture di legno Parte 1-2: Regole generali Progettazione strutturale contro lincendio
Eurocodice 6 UNI EN 1996-1-2, Progettazione delle
strutture di muratura. Parte 1-2: regole generali,
progettazione strutturale contro lincendio.

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

D.M.

09/03/2007

Art.1
Oggetto e campo di applicazione
Il decreto stabilisce i criteri per determinare le
prestazioni di resistenza al fuoco che devono
possedere le costruzioni nelle attivit soggette
al controllo del Corpo nazionale dei vigili
del fuoco
Sono escluse le attivit per le quali le prestazioni di
resistenza al fuoco sono espressamente stabilite
da
specifiche
regole
tecniche
di
prevenzione incendi
La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

D.M.

09/03/2007 NOVITA

Nuova definizione del carico di incendio


Introduzione delle richieste di prestazione
Definizione degli scenari di incendio
Metodo prescrittivo ~ Metodo prestazionale

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

CARICO DI INCENDIO
SPECIFICO

LIVELLO DI
PRESTAZIONE

CARICO DI INCENDIO
SPECIFICO DI PROGETTO
CLASSE DELLEDIFICIO

D.M. 09/03/2007

INCENDIO
CONVENZIONALE

La resistenza al fuoco

SCENARIO DI INCENDIO

D.M. 16/02/2007

D.M. 09/05/2007

INCENDIO
NATURALE

DETERMINAZIONE
CAPACITA DEL
SISTEMA
STRUTTURALE Dott. Piero Monaco

DEFINIZIONE: CARICO DI INCENDIO


Potenziale termico netto della totalit dei
materiali combustibili contenuti in uno spazio
corretto in base ai parametri indicativi della
partecipazione alla combustione dei singoli
materiali.
Il carico di incendio espresso in MJ;
convenzionalmente 1 MJ assunto pari a 0,054
chilogrammi di legna equivalente.

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

DEFINIZIONE: CARICO DI INCENDIO


q = gi Hi mii [MJ]

gi

massa delli-esimo materiale combustibile [kg]

Hi

potere calorifico inferiore [MJ/kg]

mi

fattore di partecipazione alla combustione

0,8 per il legno e altri materiali di natura cellulosica


1,0 negli altri casi

i
fattore di limitazione della partecipazione alla
combustione

0 per i materiali in contenitori progettati per resistere al


fuoco
0,85 per i materiali in contenitori non combustibili
1,0 negli altri casi

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

DEFINIZIONE: CARICO DI INCENDIO


SPECIFICO

q
qf

[MJ / m ]

CARICO DINCENDIO SPECIFICO

qi Hi mi i

Carico di incendio riferito allunit di superficie lorda.


Eespresso in MJ/m2.

SUPERFICIE IN PIANTA LORDA DI UN COMPARTIMENTO

Superficie in pianta compresa entro il perimetro


interno delle pareti delimitanti il compartimento

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

DEFINIZIONE: CARICO DI INCENDIO


SPECIFICO DI PROGETTO

Il valore del carico dincendio specifico di progetto (qf,d)


determinato secondo la seguente relazione:
qf,d = dq1 dq2 dn qf [MJ/m2]
CARICO DINCENDIO SPECIFICO DI PROGETTO

carico dincendio specifico corretto in base ai


parametri indicatori del rischio di incendio del
compartimento e dei fattori relativi alle misure di
protezione presenti.
Esso costituisce la grandezza di riferimento per
le valutazioni della resistenza al fuoco delle
costruzioni.

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

LE RICHIESTE DI PRESTAZIONE SECONDO


IL D.M. 09/03/2007
Livello I

Nessun requisito specifico di resistenza al fuoco dove le


conseguenze della perdita dei requisiti stessi siano accettabili o
dove il rischio di incendio sia trascurabile

Livello II

Mantenimento dei requisiti di resistenza al fuoco per un periodo


sufficiente allevacuazione degli occupanti in luogo sicuro
allesterno della costruzione

Livello III

Mantenimento dei requisiti di resistenza al fuoco per un


periodo congruo con la gestione dellemergenza

Livello IV

Requisiti di resistenza al fuoco tali da garantire, dopo la fine


dellincendio, un limitato danneggiamento della
costruzione

Livello V

Requisiti di resistenza al fuoco tali da garantire, dopo la fine


dellincendio, il mantenimento della totale funzionalit della
costruzione stessa

Questi requisiti vanno individuati sulla base di


una valutazione del rischio di incendio.
La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

D.M. 09/03/2007
LIVELLO I
Nessun requisito specifico di resistenza al fuoco
dove le conseguenze della perdita dei requisiti
stessi siano accettabili o dove il rischio di
incendio sia trascurabile
Non ammesso per le costruzioni allinterno delle
quali si svolgono attivit soggette a controllo dei
Vigili del Fuoco

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

D.M. 09/03/2007
LIVELLO II
Mantenimento dei requisiti di resistenza al
fuoco
per
un
periodo
sufficiente
allevacuazione degli occupanti in luogo
sicuro allesterno della costruzione
Pu ritenersi adeguato per le costruzioni
isolate
fino a due piani fuori terra ed un piano interrato
destinate ad ununica attivit non aperta al pubblico

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

D.M. 09/03/2007
LIVELLO II

Inoltre, devono verificarsi tutte le seguenti ulteriori condizioni:


a)
b)
c)

d)

e)
f)

le dimensioni della costruzione siano tali da garantire lesodo in


sicurezza degli occupanti;
gli eventuali crolli totali o parziali della costruzione non arrechino
danni ad altre costruzioni;
gli eventuali crolli totali o parziali della costruzione non
compromettano lefficacia degli elementi di compartimentazione e
di impianti di protezione attiva che proteggono altre costruzioni;
il massimo affollamento complessivo della costruzione non superi
100 persone e la densit di affollamento media non sia superiore a 0,2
pers/m2;
la costruzione non sia adibita ad attivit che prevedono posti letto;
la costruzione non sia adibita ad attivit specificamente destinate a
malati, anziani, bambini o a persone con ridotte o impedite
capacit motorie, sensoriali o cognitive.

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

D.M. 09/03/2007
LIVELLO II
Le classi di resistenza al fuoco necessarie per garantire il
livello II di prestazione sono le seguenti,
indipendentemente dal valore assunto dal carico di
incendio specifico di progetto
30

per costruzioni ad un piano fuori terra, senza


interrati

60

per costruzioni fino a due piani fuori terra e un piano


interrato

Sono consentite classi inferiori a quelle precedentemente


indicate se compatibili con il livello III di prestazione.

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

D.M. 09/03/2007
LIVELLO III
Mantenimento dei requisiti di resistenza al
fuoco per un periodo congruo con la gestione
dellemergenza
Pu ritenersi adeguato per tutte le costruzioni
allinterno delle quali si svolgono attivit soggette
a controllo dei Vigili del Fuoco, fatte salve quelle
per le quali sono , richiesti i livelli IV o V.
Le classi di resistenza al fuoco necessarie per
garantire il livello III sono correlate al carico di
incendio specifico di progetto qf,d

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

D.M. 09/03/2007
LIVELLO IV-V
Requisiti di resistenza al fuoco tali da garantire, dopo
la fine dellincendio, un limitato danneggiamento
della costruzione o totale funzionalit della
stessa
Possono essere oggetto di specifiche richieste del
committente o essere previsti dai capitolati tecnici di
progetto.
I livelli IV o V di prestazione possono altres essere
richiesti dalla autorit competente (VV.F.) per
costruzioni destinate ad attivit di particolare
importanza.

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

D.M.

09/03/2007 SCENARIO DI INCENDIO

Lincendio convenzionale di progetto definito da una


curva di incendio che rappresenta landamento, in
funzione del tempo, della temperatura media dei gas di
combustione nellintorno degli elementi costruttivi.
A seconda del tipo di approccio adottato (prescrittivo o
prestazionale) landamento delle temperature negli
elementi costruttivi sar valutato in riferimento alla

curva nominale di incendio per lintervallo di esposizione pari


alla classe di resistenza al fuoco prevista, senza alcuna fase di
raffreddamento;
curva naturale di incendio, determinata in base ai modelli di
incendio , tenendo conto dellintera durata dello stesso, compresa la
fase di raffreddamento, sino al ritorno alla temperatura ambiente

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

D.M.

09/03/2007 CURVE NOMINALI DI INCENDIO

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

DA UTILIZZARE QUANDO UN ELEMENTO STRUTTURALE INVILUPPATO DALLE


FIAMME PROVENIENTI DALLA COMBUSTIONE DI MATERIALE LIQUIDO

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

DA UTILIZZARE PER LA VERIFICA DI UN ELEMENTO STRUTTURALE POSTO


ALLESTERNO DEL COMPARTIMENTO DOVE AVVIENE LINCENDIO

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

D.M.

09/03/2007 CURVE NOMINALI DI INCENDIO

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

CURVE PARAMETRICHE - NATURALI


Curva CNR (curva di Patterson, Magnusson e Thor)
prevista dal bollettino CNR n 192 del 28/12/1999
Andamento delle temperature a parit di condizioni di
ventilazione con carichi dincendio variabili in un
compartimento

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

CURVE PARAMETRICHE - NATURALI

Curva Parametrica Eurocodice 1


(curva di Wickstrom) (UNI-ENV 1992-1-2)

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

D.M.

09/03/2007 CURVE NATURALI DI INCENDIO

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

D.M. 09/03/2007 - LIVELLO III

Una volta determinato il


carico di incendio specifico
di progetto qfd le classi di
resistenza al fuoco idonee
a garantire il livello III di
prestazione si ricavano
dalla tabella 4. Esempio
qfd = 730 MJ/m2

CLASSE = 60

La resistenza al fuoco

Carichi dincendio specifici di

Classe

progetto (qf,d)

Non superiore a 100 MJ/m2

Non superiore a 200 MJ/m2

15

Non superiore a 300 MJ/m2

20

Non superiore a 450 MJ/m2

30

Non superiore a 600 MJ/m2

45

Non superiore a 900 MJ/m 2

60

Non superiore a 1200 MJ/m2

90

Non superiore a 1800 MJ/m2

120

Non superiore a 2400 MJ/m2

180

Superiore a 2400 MJ/m2

240

Tabella 4
Dott. Piero Monaco

COME AFFRONTARE IL PROBLEMA DI


VERIFICARE IL POSSESSO DELLA
RESISTENZA AL FUOCO PRESCRITTA?
D.M. 16/02/2007
Art. 2. Classificazione di resistenza al fuoco

omississ

3. Le prestazioni di resistenza al fuoco dei prodotti e


degli elementi costruttivi possono essere determinate
in base ai risultati di:
a)
b)
c)

Prove,
Calcoli,
confronti con tabelle.

Prodotti

Elementi costruttivi

La resistenza al fuoco

PROVE

metodo sperimentale

Allegato B

CALCOLI

metodo sperimentale

Allegato C

PROVE

metodo sperimentale

Allegato B

CALCOLI

metodo analitico

Allegato C

TABELLE

metodo tabellare

Allegato D

Dott. Piero Monaco

COME AFFRONTARE IL PROBLEMA DI


VERIFICARE IL POSSESSO DELLA
RESISTENZA AL FUOCO PRESCRITTA?
METODO
TABELLARE

ACQUISIZIONE DI
ATTI
CERTIFICATIVI

VALUTAZIONE
NUMERICA

METODO SPERIMENTALE
PROVE DI LABORATORIO

D.M. 16/02/2007

NORME UNI VERTICALI

D.M. 09/03/2007

EUROCODICI

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

COME AFFRONTARE IL PROBLEMA DI


VERIFICARE IL POSSESSO DELLA
RESISTENZA AL FUOCO PRESCRITTA
ACQUISIZIONE DI ATTI CERTIFICATIVI

Relazioni di prova

Certificati di prova

Omologazioni

Dichiarazioni di conformit

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

VERIFICARE IL POSSESSO DELLA


RESISTENZA AL FUOCO PRESCRITTA
METODO SPERIMENTALE
vantaggi

d risultati molto
vicino alla realt
Il risultato pu essere
applicato senza
ulteriori valutazioni a
prodotti /elementi
realizzati allinterno
del campo di
applicazione diretta
del risultato di prova
La resistenza al fuoco

svantaggi

Risulta molto oneroso per il


committente, il costo della
prova rilevante
la curva tempo
temperatura del forno ha
una certa tolleranza, il
regime termico non sempre
uniforme in tutto il forno.

Dott. Piero Monaco

VERIFICARE IL POSSESSO DELLA


RESISTENZA AL FUOCO PRESCRITTA
METODO SPERIMENTALE
svantaggi

le armature non sono verificabili prima dellinizio della


prova
il risultato della prova non estensibile (per esempio
al variare dellarmatura)
il tempo richiesto per effettuare una prova e quindi per
ottenere una certificazione rilevante
non possono essere provate strutture di grandi
dimensioni.

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

COME AFFRONTARE IL PROBLEMA DI


VERIFICARE IL POSSESSO DELLA
RESISTENZA AL FUOCO PRESCRITTA
METODO TABELLARE

Confronto con caratteristiche geometrico


costruttive fisico chimiche ritenute sufficienti per
garantire i minimi
E un sistema di facile attuazione, con i contenuti
testati da anni di applicazione

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

VERIFICARE IL POSSESSO DELLA


RESISTENZA AL FUOCO PRESCRITTA
METODO TABELLARE
vantaggi

il metodo di facile
controllo ed utilizzo
non risulta oneroso
per il committente

La resistenza al fuoco

svantaggi

non esaustivo i risultati


delle
prove
non
sono
estensibili
a
tutte
le
tipologie strutturali
I risultati ottenuti durante
le prove non tengono conto
dalla tipologia dei materiali,
della stagionatura del cls
ecc.

Dott. Piero Monaco

VERIFICARE IL POSSESSO DELLA


RESISTENZA AL FUOCO PRESCRITTA
METODO ANALITICO
vantaggi

I risultati sono costanti nel


tempo in funzione solamente
delle caratteristiche
geometriche dellelemento
strutturale nonch delle
caratteristiche dei materiali
Non risulta oneroso per il
committente
La descrizione analitica della
curva tempo temperatura
matematica
La resistenza al fuoco

vantaggi

Tiene conto delle caratteristiche


della sollecitazione reali, quindi
ogni elemento pu essere verificato
direttamente come se fosse in
esercizio
molto veloce ed economico,
moltitudine di risultati solamente
variando le caratteristiche
geometriche dellelemento
strutturale, o i materiali oppure la
caratteristiche della sollecitazione
Dott. Piero Monaco

VERIFICARE IL POSSESSO DELLA


RESISTENZA AL FUOCO PRESCRITTA
METODO analitico
vantaggi

Il calcolo analitico
proposto dalle UNICNVVF e dagli
EUROCODICI.
comunque la strada
che si sta prendendo a
livello europeo

La resistenza al fuoco

svantaggi

di difficile controllo in
quanto richiede complessi
strumenti di calcolo.
Norme non ancora
recepite dal nostro
ordinamento.

Dott. Piero Monaco

LA RESISTENZA AL FUOCO

CALCOLO ANALITICO
DELLA
RESISTENZA AL FUOCO

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

LA RESISTENZA AL FUOCO
La valutazione della resistenza al fuoco, con il metodo
analitico, deve essere articolata mediante la
successione dei seguenti passi:
1. Determinazione del programma di riscaldamento di
progetto degli elementi strutturali
2. Determinazione della distribuzione di temperatura
nellelemento strutturale al variare del tempo di
esposizione
3. Determinazione della variazione delle propriet
meccaniche dei materiali costruttivi al variare della
temperatura
4. Verifica della capacit portante allo stato limite
ultimo di collasso con il metodo semi probalistico agli
stati limiti
La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

Geometria del locale


Carico dincendio

Tipologia duso

Tipologia di costruzione

Modello dincendio

Caratteristiche dellincendio
Esposizione termica allincendio
Geometria dellelemento
Propriet termiche
Caratteristiche della
trasmissione del calore

Geometria dellelemento

Modello di trasmissione
del calore

Gradienti termici

Modello Strutturale

Carichi applicati
Propriet meccaniche
La resistenza al fuoco

Capacit portante
Dott. Piero Monaco

COMPONENTE RADIANTE

La componente radiante del flusso di calore per unit


di superficie determinata da:

Dove:

il fattore di configurazione

r la temperatura radiante dellambiente che pu essere


rappresentata da quella dei gas g ivi contenuti [C]

m la temperatura superficiale dellelemento strutturale [C]


lemissivit risultante
la costante di Boltzman pari a 5.67 10-8 [W/m2K4]

Il coefficiente di irraggiamento sia sul lato esposto che su quello


non esposto di un elemento strutturale pu essere assunto
uguale a 0.7 [W/m2 C]
La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

GRAVIT DELLINCENDIO

La gravit di un incendio la misura del suo potenziale


distruttivo, usualmente definita con riferimento al tempo di
esposizione allincendio standard, il che per non rappresenta
bene la situazione reale, essendo le caratteristiche degli incendi
reali molto diverse da quelle dellincendio standard.
I danni ad una struttura sono in larga misura dipendenti dalla
quantit di calore assorbita dagli elementi strutturali.

Gravit di un incendio
irraggiamento

Temperatura
massima
raggiunta
La resistenza al fuoco

durata

Persistenza
del regime termico
con alta temperatura
Dott. Piero Monaco

VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

D.M.

09/03/2007 VERIFICA DEGLI

ELEMENTI COSTRUTTIVI
Approccio prescrittivo

Curva nominale
standard introdotta
dalla norma ISO 834
Curva nominale degli
idrocarburi
Curva di incendio
nominale esterna

La resistenza al fuoco

Approccio prestazionale

Curva naturale
dincendio

Dott. Piero Monaco

RIFLESSIONE

La FSE
rappresenta
un approccio innovativo alla
prevenzione incendi
Come si ragiona con i
nuovi regolamenti?
La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

RIFLESSIONE
Lingegneria

antincendio
consente di
formulare delle ipotesi di previsione
dello sviluppo dellincendio su basi
oggettive e giustificate.
Lincendio un fenomeno fisico e chimico
che, per quanto complesso, pu essere
ricostruito o previsto attraverso
modelli adeguati.
Definiti
i vari scenari si possono
utilizzare i supporti di calcolo per dare
una
valutazione
quantitativa
delle
previsioni sviluppate.
La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

NOVIT

La FSE non una regola tecnica che fissa a


priori le misure ed i relativi livelli prestazionali
da adottare.
La FSE rappresenta una linea guida che
stabilisce un percorso metodologico da
seguire, i cui presupposti tecnici e scientifici
devono necessariamente essere ricercati nella
letteratura internazionale di settore.

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

NOVIT
La novit dell'approccio ingegneristico alla
sicurezza consiste nel fatto che, di ogni misura
alternativa, pu essere quantificato l'effetto.
La FSE fornisce un insieme di indicazioni
procedurali che consentono di passare da una
impostazione di tipo qualitativo ad una di tipo
quantitativo.
Fino ad oggi si accettavano misure secondo un
criterio qualitativo, senza nessuna possibilit di
misurare l'impatto effettivo dei singoli strumenti
sul'evoluzione dell'incendio.

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

CALORE DI COMBUSTIONE
Rappresenta lenergia
liberata dallincendio e
costituisce la causa principale
della sua propagazione.
Si misura in joule

Il legno, ad esempio ha un potere


calorifico di circa 15 MJ per kg,
il carbone tra 27 e 15 MJ per kg,
il metano 55,5 MJ per kg.

Calore di
combustione
Il calore sviluppato provoca
linnalzamento della temperatura
fino a valori che possono essere
letali per luomo.
Il calore pu provocare ustioni,
disidratazione dei tessuti, blocco
della respirazione.
La resistenza al fuoco

Una temperatura di circa 50C


pu essere sopportata
dallorganismo umano per non
pi di 1-2 ore con aria
sufficientemente secca;
temperature > 100C, invece,
hanno effetti mortali in pochi
minuti.
Dott. Piero Monaco

D.M.

09/05/2007 HRR

Heat Release Rate o Curva di rilascio termico


Energia termica emessa da un focolare o da un
incendio per unit di tempo. espressa in kW
Il carico d'incendio indica il quantitativo di
energia termica che viene rilasciato durante la
combustione di tutto il materiale combustibile
presente all'interno di un determinato
compartimento

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

CLASSIFICAZIONE DEGLI INCENDI


Ogni oggetto coinvolto dalla combustione deve
avere un suo caratteristico tempo di crescita.
Si anche trovato che il tasso di rilascio termico
segue approssimativamente una legge
proporzionale al quadrato del tempo
Q = t 2 [ kW ]

a crescita lenta

a crescita media

a crescita veloce

(slow)

(medium)

(fast)

= 0.01172
adatta per
combustibili
solidi a bassa
densit, mobilio
imbottito e
materassi

= 0.0469
adatta per
combustibili a
bassa densit in
pezzatura
sottile, carta,
scatole di
cartone, tessuti

= 0.00293
adatta per
massicci oggetti
solidi, tavoli e
armadi in legno

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

a crescita ultra
veloce (ultra fast)

= 0.1876
adatta per
liquidi
infiammabili e
in genere per
combustibili
altamente
volatili

LA VELOCIT DI CRESCITA DELLINCENDIO

Crescita lenta t = 600 s

Crescita media t = 300 s

Il tempo di crescita fissato come quello


necessario per ottenere un picco del tasso di
rilascio dellenergia termica pari ad 1MW.
Crescita veloce t = 150 s
La resistenza al fuoco

Crescita ultraveloce t = 75 s
Dott. Piero Monaco

VELOCIT/POTENZA DI UN INCENDIO

Esempio velocit di combustione


Un incendio con un picco di potenza relativamente basso ma con rapido sviluppo pu
risultare pi critico per la sicurezza delle persone di un altro che presenti un picco
pi alto ma sviluppo lento

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

ANDAMENTO DI UN INCENDIO

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

DEFINIRE IL FLASHOVER
NFPA 101 Life Safety Code
3.3.79* Flashover.

A stage in the development of a contained fire in which all


exposed surfaces reach ignition temperatures more or less
simultaneously and fire

The newly crafted NFPA 921-2004 definition of


flashover is:

A transitional phase in the development of a


compartment fire in which surfaces exposed to thermal
radiation reach ignition temperature more or less
simultaneously and fire spreads rapidly throughout the
space resulting in full room involvement or total
involvement of the compartment or enclosed area.

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

INDICATORI TECNICI DI FLASHOVER


Il FLASHOVER una fase di transizione in
corrispondenza della quale la temperatura dello
strato di gas caldi a soffitto raggiunge il valore di
600 C ed il flusso termico a livello del pavimento
pari a 20 kW/m2.
The technical indicators of flashover include the
observations of an average upper layer
temperature of 600C or radiant flux at floor
level of 20 kW/m2

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

INDICATORI NON TECNICI DI FLASHOVER

At or near flashover several other physical observations are


frequently reported. Witnesses commonly report that the fire
"exploded" within the compartment or very rapid flame extension
moving laterally throughout the compartment, general floor level
burning, the breaking of external windows, flame extension
escaping the compartment doors or windows, or the culminating
full room involvement itself.
The breaking of external windows is commonly associated with
flashover or reported as frequently occurring just after transition
to full room involvement.
Thus this window-breaking phenomenon is a commonly reported
observation by eyewitness and can, with judicious caution, be used
as an indicator of when flashover has occurred.

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

ESEMPI DI FLASHOVER

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

ESEMPI DI FLASHOVER

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

ESEMPIO FLASHOVER

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

D.M.

09/03/2007 CURVE NATURALI DI INCENDIO

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

D.M. 09/03/2007 - LIVELLO III


CURVA NATURALE DI INCENDIO

Qualora si adotti uno di questi metodi,


deve essere eseguita anche la verifica
della capacit portante e/o della
capacit di
compartimentazione degli
elementi costruttivi rispetto allazione
termica della curva di incendio
nominale standard con riferimento alle
classi riportate nella tabella 5 in
funzione del carico dincendio specifico di
progetto qf,d.

qfd = 730 MJ/m2

Carichi dincendio specifici di


progetto (qf,d)

Non superiore a 300 MJ/m2

Non superiore a 450 MJ/m2

15

Non superiore a 600 MJ/m2

20

Non superiore a 900 MJ/m 2

30

Non superiore a 1200 MJ/m2

45

Non superiore a 1800 MJ/m2

60

Non superiore a 2400 MJ/m2

90

Superiore a 2400 MJ/m2

120

Tabella 5
CLASSE = 30

La resistenza al fuoco

Classe

Dott. Piero Monaco

D.M. 09/03/2007 - LIVELLO III CURVA


NATURALE DI INCENDIO
qfd = 730 MJ/m2

CURVA
NATURALE

CLASSE = 30

CURVA
NOMINALE
ISO 834

La resistenza al fuoco

Carichi dincendio
specifici di progetto (qf,d)

Classe minima
(tabella 5)

Classe
di riferimento

Non superiore a 300 MJ/m2

20

Non superiore a 450 MJ/m2

15

30

Non superiore a 600 MJ/m2

20

45

Non superiore a 900 MJ/m2

30

60

Non superiore a 1200 MJ/m2

45

90

Non superiore a 1800 MJ/m2

60

120

Non superiore a 2400 MJ/m2

90

180

Superiore a 2400 MJ/m2

120

240

Dott. Piero Monaco

VERIFICARE IL POSSESSO DELLA


RESISTENZA AL FUOCO PRESCRITTA

VERIFICA ANALITICA
CON CURVA NATURALE
E CURVA ISO 834

ESEMPIO PRATICO
La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

DEFINIZIONE DELLA STRUTTURA


Lo studio riguarda un magazzino parzialmente adibito a
deposito di articoli vari in plastica, posto in adiacenza ad
una fabbrica di giocattoli
Lattivit di deposito vera e propria risulta avere una
superficie di circa 400 mq, ed costituita in un unico
grande locale, libero su quattro lati e con accesso diretto
dallesterno da un ampio piazzale privato.
Le strutture portanti , di tipo prefabbricato, sono costituite
da pilastri in C.A. e da travi portanti di bordo pure in C.A.;
il solaio di copertura di tipo piano in calcestruzzo
precompresso. Il locale di deposito ha una altezza di circa
6,00 m.
Le tamponature verticali esterne dei locali sono realizzate
con pareti costituite da pannelli di calcio silicato.

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

DEFINIZIONE DELLA STRUTTURA


Il magazzino dotato di aperture vetrate lungo 3
lati delledificio, alte 1 mt, e poste nelle
tamponature verticali esterne ad altezza di 4.5
mt.
La superficie complessiva di aerazione risulta
essere pari a 38 mq. Durante le simulazioni si
considerato che i vetri delle finestre fossero rotte,
trattandosi di un vecchio capannone industriale
in disuso da tempo e adibito a deposito.
Su due lati del magazzino sono presenti 2 porte
delle dimensioni di 4 x 3 mt (w x h) utilizzate per
laccesso al locale deposito.

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

CARATTERISTICHE DEL MATERIALE


File di materiale di articoli di plastica distanti 0.6
mt una dallaltra avente le seguenti
caratteristiche
3 pile costituite da un parallelepipedo avente
dimensioni

Lunghezza: 4.5 mt
Larghezza: 1 mt
Altezza: 1 mt

Distanza tra le pile h = 0.40 mt

Nella simulazione non stato considerata la


scaffalatura metallica su cui erano appoggiati gli
articoli

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

IPOTESI CONSIDERATE
Lo scopo della simulazione era rivolto a vagliare
la resistenza al fuoco delle strutture in presenza
di un carico di incendio specifico di progetto pari
a 643 MJ/mq e nel caso di un livello III di
prestazione.
In particolare lanalisi era rivolta a dimostrare
che non era necessario intervenire sulle strutture
utilizzando lapproccio ingegneristico.

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

APPROCCIO PRESCRITTIVO ~ PRESTAZIONALE


VERIFICA DEGLI ELEMENTI COSTRUTTIVI

Carichi dincendio specifici


di progetto (qf,d)

Classe
Minima

Classe
Livello III

Non superiore a 300 MJ/m2

20

Non superiore a 450 MJ/m2

15

30

Non superiore a 600 MJ/m2

20

45

Non superiore a 900 MJ/m2

30

60

Non superiore a 1200 MJ/m2

45

90

Non superiore a 1800 MJ/m2

60

120

Non superiore a 2400 MJ/m2

90

180

Superiore a 2400 MJ/m2

120

240

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

Allegato 4.2.3 verifica della capacit portante


e/o della capacit di compartimentazione rispetto
alla curva di incendio nominale standard
(Tabella 5)

VERIFICA ANALITICA PIANTA PILASTRI

SIGLA

DIMENSIONI
BASE

ALTEZZA

PIL 01 - 02

50

60

PIL 03

50

50

PIL 04

40

40

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

VERIFICA ANALITICA PARTICOLARE


PILASTRI

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

VERIFICA ANALITICA PIANTA COPERTURA

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

VERIFICA ANALITICA PARTICOLARE VARIANT

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

VERIFICA ANALITICA PIANTA TRAVI


IMPALCATO

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

VERIFICA ANALITICA PARTICOLARE TRAVE L

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

VERIFICA ANALITICA PIANTA TRAVI H

La resistenza al fuoco

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VERIFICA ANALITICA PARTICOLARE TRAVI H

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

DEFINIZIONE DELLA STRUTTURA

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

RISULTATI SIMULAZIONE IN FDS

Dott. Piero Monaco

La resistenza al fuoco

RISULTATI SIMULAZIONE IN FDS

Filmato simulazione

La resistenza al fuoco

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CALCOLO DELLA RESISTENZA AL FUOCO

Definizione della sezione

La resistenza al fuoco

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DEFINIZIONE DELLA STRUTTURA

La resistenza al fuoco

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CONFRONTO TEMPERATURE A 15 MIN

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

CONFRONTO TEMPERATURE 60 MINUTI

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

CONFRONTO TEMPERATURE 120MINUTI

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

SEZIONE VERIFICATA R 30 CON COEFFICIENTE DI

SICUREZZA DI 1.09

STATI LIMITE ULTIMO CURVA ISO

La resistenza al fuoco

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STATI LIMITE ULTIMO CURVA NATURALE


SEZIONE VERIFICATA R 60 CON COEFFICIENTE DI

SICUREZZA DI 1.03

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

RISULTATI

Dallanalisi dello stress termico della struttura


portante sia con lincendio naturale che con la
curva nominale ISO 834, la verifica agli Stati
Limite Ultimo della struttura sottoposta al
calcolo rispetta i dettami imposti dal DM
09/03/2007 nel caso in cui si decide lutilizzo della
Fire Safety Engineering per la determinazione
della curva naturale di incendio, applicata per
lintervallo di tempo necessario al ritorno alla
temperatura ordinaria, determinata attraverso
modelli di incendio numerici avanzati.

La resistenza al fuoco

Dott. Piero Monaco

RISULTATI

Analisi della struttura portante

Curva naturale di incendio


determinata attraverso modelli di incendio numerici avanzati (FSE).
applicata per lintervallo di tempo necessario al ritorno alla
temperatura ordinaria

Curva nominale ISO 834

La struttura sottoposta al calcolo rispetta il D.M.


09/03/2007

Carichi dincendio specifici di


progetto (qf,d)

Classe Minima

Classe
Livello III

Non superiore a 300 MJ/m2

20

Non superiore a 450 MJ/m2

15

30

Non superiore a 600 MJ/m2

20

45

Non superiore a 900 MJ/m2

30

60

Non superiore a 1200 MJ/m2

45

90

Non superiore a 1800 MJ/m2

60

120

Non superiore a 2400 MJ/m2

90

180

120 Dott. Piero Monaco

240

Superiore
La resistenza
al fuoco

a 2400 MJ/m2