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Lezione 4

Energia. Lavoro e Calore

LENERGIA

PARETI ISOLATE

Il sistema (stanza pi frigorifero) chiuso, quindi


scambia energia con lesterno solo attraverso la
presa elettrica. Poich non vi sono accumuli di
questa energia da parte del frigorifero, leffetto
dellenergia elettrica assorbita si rispecchia in un
aumento di temperatura della stanza.

Il sistema (stanza pi ventilatore) chiuso, quindi


scambia energia con lesterno solo attraverso la
presa elettrica. Poich non vi sono accumuli di
questa energia da parte del ventilatore, leffetto
dellenergia elettrica assorbita si rispecchia in un
aumento di temperatura della stanza.

LE FORME DI ENERGIA
1. Energia termica

2. Energia cinetica

Non considerate in
questo contesto

3. Energia potenziale
4. Energia elettrica
5. Energia magnetica
6. Energia chimica
7. Energia nucleare

A livello MICROscopico
le forme di energia sono
legate alla struttura
della molecola e
allattivit molecolare
(energia cinetica e
potenziale delle
molecole).
La loro somma pari
allENERGIA INTERNA
U del sistema

Nella termodinamica utile classificarle in DUE GRUPPI:


1. Forme di energia microscopiche
2. Forme di energia macroscopiche

Un veicolo, nel suo complesso


(sistema MACROscopico)
soggetto a variazioni di energia
cinetica e potenziale, che
rappresentano variazioni di
ENERGIA MECCANICA
del sistema

LE FORME DI ENERGIA
1. Energia termica

2. Energia cinetica
3. Energia potenziale
4. Energia elettrica
5. Energia magnetica

ENERGIA TOTALE posseduta dal sistema


ENERGIA INTERNA

6. Energia chimica
7. Energia nucleare

ENERGIA MECCANICA
ENERGIA CINETICA

Divido per la massa


totale del sistema:

w2
E U EM U EC EP U mgz m
2
ENERGIA POTENZIALE
w2
e u eM u eC eP u gz
2

ENERGIA MECCANICA
Parlando di energia meccanica, ci si riferisce sostanzialmente ai concetti di:

2. ENERGIA POTENZIALE,
3. ENERGIA CINETICA.

Ep,1 = mgz2 = 10kJ

1. LAVORO MECCANICO,

Ep = mgz
Ec = m

w
2

w12
Ec,1 = m = 0kJ
2

z2
Ep,2 = mgz1 = 7kJ

z1

DEp = mg(z2 - z1 ) = 0kJ

(z2 = z1 )

w22 - w12
DEc = m
= 222kJ = LMOTORE
2

w22
Ec,1 = m = 3kJ
2

DEp = DEc = 3kJ

ENERGIA INTERNA
Energia cinetica legata al moto di
molecole, atomi, elettroni, ecc
ENERGIA INTERNA SENSIBILE

ENERGIA INTERNA LATENTE energia legata alla fase del sistema,


ovvero alle forze intermolecolari. La fase gassosa a un livello di energia interna
maggiore di fase liquida o solida, perch ha dovuto assorbire pi energia per
vincere tali forze, rompere i legami molecolari ed evaporare.

Legate alle variabili termodinamiche (p, T, v)

ENERGIA CHIMICA energia associata ai legami atomici allinterno di una molecola


ENERGIA NUCLEARE energia associata ai legami allinterno del nucleo
Forme di energia immagazzinate nel sistema FORME STATICHE DI ENERGIA
(ovvero, forme di energia che non vengono scambiate con lesterno!)

LE FORME DI ENERGIA
Unaltra classificazione delle forme di energia:

1. Forme di energia STATICHE (ENERGIA INTERNA)


2. Forme di energia DINAMICHE: energia scambiata con lesterno

In un sistema aperto:
1. Calore
2. Lavoro
3. Scambi di massa

In un sistema chiuso:
1. Calore
2. Lavoro
Portata massica: quantit di massa che fluisce
attraverso una sezione trasversale nellunit di
tempo
Portata volumetrica: volume di fluido che fluisce
attraverso una sezione trasversale nellunit di
tempo

V Awmedia
m

CALORE
Trasferimento di energia sotto forma di CALORE

Il CALORE pu essere definito come:


LENERGIA TERMICA CHE SI TRASFERISCE TRA DUE CORPI CHE SI
TROVANO A TEMPERATURE DIFFERENTI.
2 kJ
di energia
termica

ARIA
AMBIENTE

CALORE

Forme sensibile e
latente di energia
interna
dellambiente

2 kJ
di calore

2 kJ
di energia
termica

Forme sensibile e
latente di energia
interna del sistema

Il calore si trasferisce SPONTANEAMENTE da


corpi (sistemi) pi caldi a corpi (sistemi) pi
freddi.

CALORE
Un sistema che non scambia calore con lesterno o che scambia quantit di
calore trascurabili, detto ADIABATICO.
N.B. Una trasformazione adiabatica non
necessariamente isotermica!

Isolamento

ESEMPI:
Q=0
SISTEMA
ADIABATIC
O

Si pu pensare che il moto dellelica, aumentando lenergia cinetica


del gas contenuto nel recipiente, ne faccia aumentare lenergia
interna sensibile. Analoghe considerazioni si possono fare per il
sistema cilindro-pistone.

CALORE
1. Calore: Energia termica scambiata.

Simbolo: Q

Unit di misura: J

2. Calore per unit di massa: Energia termica scambiata per unit di massa.

Simbolo: q = Q

Unit di misura:

kg

3. Potenza termica: Calore scambiato nellunit di tempo.

Simbolo:

Unit di misura: W

Q=

2
1

Qdt

ESEMPIO:
Se una massa di 2 kg esposto a una sorgente termica che gli trasferisce 30 kJ di calore per 5
secondi, si pu dire che il sistema ha assorbito 6 kW di potenza termica e 15 kJ/kg di energia
termica per unit di massa (ovvero 15 kJ per ogni kg di massa).

LAVORO
Il LAVORO TERMODINAMICO pu essere, per comodit, definito come
quellenergia scambiata tra il sistema e lambiente esterno, non connessa a
differenze di temperatura.
In qualche modo, il lavoro comunque sempre riconducibile ad una forza per uno
spostamento:

L Fs

(J )

Se la forza non costante: L


In termini differenziali:

Fds

L Fds

(J )
(J )

Lavoro elementare della forza F


per uno spostamento infinitesimo

LAVORO
1. Lavoro:

Simbolo: L

Unit di misura: J

2. Lavoro per unit di massa:

L
m

Simbolo: l =

Unit di misura:

kg

3. Potenza:

P (L)

Simbolo:

Unit di misura: W

L=

2
1

Pdt

ESEMPIO:
Se una massa di 2 kg assorbe 30 kJ di lavoro per 5 secondi, si pu dire che il sistema ha
assorbito 6 kW di potenza e 15 kJ/kg di energia per unit di massa (ovvero 15 kJ per ogni kg di
massa).

LAVORO
Esistono diverse forme di lavoro:
1. Lavoro elettrico (lavoro compiuto dagli elettroni che si muovono in un circuito ad
opera di una differenza di potenziale)
2. Lavoro magnetico (lavoro delle forze di un campo magnetico)
3. Forme meccaniche del lavoro (associate ad uno spostamento di un corpo):

Lavoro meccanico (lavoro compiuto da un albero rotante)

Lavoro elastico (compiuto da una molla)

Esempio di lavoro meccanico:

L Fs

M
2r n 2nM
r

L P 83,8 kW
Potenza (meccanica): lavoro (meccanico)
compiuto nellunit di tempo.

CONVENZIONE
Quantit di energia entrante nel sistema: POSITIVA
Quantit di energia uscente dal sistema: NEGATIVA

Qentrante
Quscente
Lentrante
Luscente

Qentrante > 0

Quscente < 0
Lentrante > 0

Luscente < 0

Lezione 5
Primo Principio della Termodinamica

ESPERIENZA DI JOULE
1. Si prenda un contenitore (calorimetro) adiabatico
contenente H2O, della quale si misuri la temperatura
iniziale.
2. Venga poi fatto girare lagitatore posto internamente al
contenitore, lasciando cadere i due (n=2) pesi esterni
(inizialmente in quiete) di massa m.
3. Al termine delloperazione, si misuri nuovamente la
temperatura dellacqua contenuta nel calorimetro.
4. Si osserver un innalzamento della temperatura, ovvero:

T2 > T1

ESPERIENZA DI JOULE
Lenergia potenziale iniziale dei pesi, non si trasforma
interamente in energia cinetica dei pesi, come accadrebbe in
0
una caduta libera:

w22 w12
n mg( h 2 -h1 ) + n m - + L = 0
2
2

w22
L = n mgh1 - m
2

h1

h2

ESPERIENZA DI JOULE
In una seconda fase, si faccia in modo che il sistema torni alle condizioni di pressione e
temperatura iniziali. Poich T2 > T1 , ci pu avvenire solo disperdendo calore, Q.
Poich le condizioni iniziale e finale del fluido coincidono, la trasformazione subita ciclica e
Joule osserv che, indipendentemente dal tipo di fluido e dalla quantit di lavoro dissipato:

d L = cost = J
- dQ
Se il lavoro espresso in Joule e il calore in kilocalorie, allora la costante vale 4186 J/kcal,
se invece entrambe le forme di trasferimento di energia sono espresse in Joule, la costante
vale 1 e, per la convenzione scelta, essendo il lavoro entrante, mentre il calore uscente, si
avr:

L = -Q L +Q = 0

Lesperienza di Joule asserisce lequivalenza metrologica tra lavoro e calore come forme di
energia scambiata. Infatti, il Joule considerato lequivalente meccanico della kilocaloria.

PRIMO PRINCIPIO DELLA TERMODINAMICA

Da questo si conclude che:


Per un sistema chiuso che compie trasformazioni cicliche, il lavoro scambiato
pari al calore scambiato PRINCIPIO DI CONSERVAZIONE DELLENERGIA,
da cui deriva il PRIMO PRINCIPIO DELLA TERMODINAMICA.

d L = - dQ
1. Dal punto di vista fisico, non possiamo pensare che
assorbendo calore (calore entrante), lacqua riesca a
muovere il mulinello per sollevare i pesi (produrre
lavoro uscente) questa assurdit dimostrabile solo
introducendo il 2 Principio della Termodinamica.
2. Questa uguaglianza vale sia per trasformazioni
reversibili, che per trasformazioni irreversibili.

CALORE E LAVORO
necessario osservare che: N IL CALORE, N IL LAVORO
SONO GRANDEZZE DI STATO!
Infatti, non possibile parlare di calore e lavoro scambiati
per un sistema in equilibrio perch sono quantit di
ENERGIA IN TRANSITO e al loro trasferimento
associata una TRASFORMAZIONE del sistema.
Non dipendono, quindi, esclusivamente dagli stati iniziale e
finale del sistema (condizione necessaria affinch una
grandezza sia di stato), quindi NON SONO
DIFFERENZIALI ESATTI, poich dipendono anche dal
tipo di processo che il sistema ha subito per passare dal
punto iniziale al punto finale.
Non hanno significato, se definiti per uno stato. Al
contrario, unenergia (posseduta dal sistema) ha significato
come propriet di un certo stato di equilibrio.

DL = L2 - L1

DQ = Q2 -Q1 NON HANNO SENSO!!

PRIMO PRINCIPIO DELLA TERMODINAMICA


Tuttavia: Si consideri ora la trasformazione ciclica
da 212, passante per le trasformazioni A e B.

Q Q L L
A

Si consideri poi la trasformazione ciclica da 212,


passante per le trasformazioni A e C.

Q Q L L
A

Sottraendo le due equazioni:

Q Q L L Q L Q L
B

Che dimostra che dUN


ESATTO perch non dipende dal percorso, ma
Q+DIFFERENZIALE
dL
solo dagli estremi di integrazione. Ovvero rappresenta una grandezza di stato!

PRIMO PRINCIPIO DELLA TERMODINAMICA

La funzione integrale rappresenta dunque una grandezza di stato (dipendente solo dagli
stati iniziale e finale) che non altro se non lenergia totale del sistema:

L Q dE
In forma differenziale:

d L + dQ = dE

Integrando:

L +Q = DE

N.B. Lenergia totale


una grandezza di
stato che definita a
meno di una costante
per definirla in
maniera
assoluta
occorre scegliere un
sistema di riferimento!

Poich in una trasformazione ciclica gli stati iniziale e finale coincidono, non si avr
variazione netta di energia totale del sistema. Ovvero, PER UN CICLO:

E2 - E1 = DE = Q+ L = 0
che non fa altro che confermare quanto dimostrato con lesperienza di Joule.

PRIMO PRINCIPIO DELLA TERMODINAMICA


Poich abbiamo gi visto che lenergia totale di un sistema la somma dellenergia interna e
dellenergia meccanica (dovuta a variabili esterne), possiamo finalmente scrivere:

DE = Q+ L = DU + DEC + DEP
In forma differenziale:

dE = dQ+ d L = dU + dEC + dEP

Dividendo per la massa:

De= q+l = Du+ DeC + DeP

In forma differenziale:

N.B. Questa formulazione stata derivata dallesperienza di Joule, che riguarda un sistema
chiuso, per cui non si ha il termine di scambio di energia associato al flusso di massa.

PRIMO PRINCIPIO DELLA TERMODINAMICA


Si osservi che, pi in generale, si pu enunciare il principio di conservazione dellenergia
anche come segue:
LA VARIAZIONE DELLENERGIA TOTALE DI UN SISTEMA UGUALE ALLA
DIFFERENZA TRA LENERGIA ENTRANTE NEL SISTEMA E LENERGIA USCENTE DAL
SISTEMA, DURANTE LA TRASFORMAZIONE.
energia
entrante

energia
uscente

variazione
energia
totale

Equazione che rappresenta il BILANCIO DI ENERGIA, necessario affinch si abbia la


conservazione dellenergia.
Considerando che lenergia pu essere scambiata, in generale, sotto forma di calore, lavoro
o flusso di massa, si ha:

Ee - Eu = (Qe -Qu ) + ( Le - Lu ) + ( Emassa,e - Emassa,u ) = DE


Che, per un sistema chiuso, ribadisce nuovamente quanto ottenuto da Joule.

ESEMPI
Qu

Qn
0

Ee - Eu = DE = (Qe -Qu ) + ( Le - Lu ) + ( Emassa,e - Emassa,u )

Non vi sono Sistema chiuso


organi in
movimento

Qe
Se non vi scambio di lavoro,
la variazione di energia del
sistema pari alla quantit
netta di calore scambiato.

Poich non si hanno variazioni di energia


cinetica o potenziale, lenergia interna che
subisce variazioni!!

0
Valida per: sistemi chiusi in
quiete macroscopica

DE = DU + DEC + DEP

Lezione 6
Primo Principio della Termodinamica
per Sistemi Chiusi

ESEMPI

Lel
0

Ee Eu E Qe Qu Le Lu Emassa,e Emassa,u

Se il sistema adiabatico, il
lavoro elettrico fornito si
trasforma in incremento di
energia totale del sistema

Sistema
Adiabatico

Sistema chiuso

Poich non si hanno variazioni di energia


cinetica o potenziale, lenergia interna che
subisce variazioni!!

E U EC EP

ESEMPI

Lel

Lel Pel t
0

Ee Eu E Qe Qu Le Lu Emassa,e Emassa,u

Lel
Sistema
Adiabatico

Sistema chiuso

Poich non si hanno variazioni di energia


cinetica o potenziale, lenergia interna che
subisce variazioni!!

E U EC EP

ENERGIA INTERNA
Energia cinetica legata al moto di
molecole, atomi, elettroni, ecc
ENERGIA INTERNA SENSIBILE

ENERGIA INTERNA LATENTE energia legata alla fase del sistema,


ovvero alle forze intermolecolari. La fase gassosa a un livello di energia interna
maggiore di fase liquida o solida, perch ha dovuto assorbire pi energia per
vincere tali forze, rompere i legami molecolari ed evaporare.

Legate alle variabili termodinamiche (p, T, v)

Lenergia interna U, essendo una funzione di stato,


funzione delle variabili che definiscono quello stato. Se il
sistema bivariante, allora

U = U(p,V), oppure U=U(p,T), oppure U=U(V,T)

ENERGIA INTERNA
Differenziando:

U
U
dp
U ( p, V ) dU
dV
V p
p V
U
U
dp
U ( p, T ) dU
dT
T p
p T
U
U
U (V , T ) dU
dV
dT
V T
T V

LAVORO DI VARIAZIONE DI VOLUME


Lavoro al contorno mobile: Lavoro di espansione o compressione in un sistema chiuso di tipo
cilindro-pistone (LAVORO DI VARIAZIONE DI VOLUME)
Hp: Trasformazione quasi-statica(Processo
che avviene attraverso stati di equilibrio)

Il gas compie
una quantit
infinitesima Lm
in seguito allo
spostamento
infinitesimo ds
prodotto sul
pistone.

Nelle trasformazioni irreversibili, la pressione non


uniforme in seno al fluido non si pu calcolare il
lavoro attraverso le coordinate termodinamiche, anche
se possibile valutare il lavoro effettuato dalle forze
esterne (forza applicata sul pistone per lo spostamento).

Valida anche se il sistema ha un


contorno flessibile qualunque
ds

pAds pdV

Lavoro elementare: Lm Fds pAds pdV


Lavoro totale:

Lm pdV
1

Per lespansione p>0 e dV>0, ma lavoro uscente NEGATIVO


Per la compressione p>0 e dV<0, ma lavoro entrante POSITIVO

LAVORO DI VARIAZIONE DI VOLUME


Rappresentando la generica trasformazione in un piano p-V:

Linea di trasformazione

Larea sottesa
sar diversa per
diverse linee di
trasformazione
(lavoro non
una funzione di
stato!!)

Il lavoro netto prodotto


durante un ciclo
Larea sottesa alla curva non altro diverso da zero (lavoro
non una funzione di
che il lavoro al contorno mobile
stato!!)
2

dA pdV A pdV Lm
1

Lm,A =10 kJ
Lm,B =8 kJ
Lm,C =3 kJ

LE TRASFORMAZIONI SUL PIANO p-v


Nel piano p-v, immediato dire che unisocora sar rappresentata da una retta verticale,
mentre unisobara rappresentabile con una retta orizzontale.
Vedremo meglio pi in l che, per alcuni tipi di gas (sufficientemente rarefatti, ovvero a bassa p
e/o alta T - molti gas utilizzati in applicazioni pratiche rispondono a queste caratteristiche, i.e.
aria, azoto, ossigeno, idrogeno, argon, neon, kripton), le isoterme possono, con buona
approssimazione essere rappresentate dalla legge pV=cost (legge di Boyle-Mariotte), mentre
le adiabatiche da una legge del tipo pVn=cost (con n>1).
Per questo tipo di gas, la leggepV n = cost, pu
rappresentare genericamente tutte le trasformazioni
termodinamiche reversibili, facendo assumere ad n
valori diversi caso per caso.

ADIABATICA

pV n = cost

ISOCORA

ISOBARA
Rivedi:
Modulo 1
Lezione 2
Trasformazioni e
diagrammi di stato

n= 0

ISOTERMA

n =1
v

ESEMPI
TRASFORMAZIONE ISOCORA (a volume costante)

dV 0 Lm pdV 0 A 0
1

TRASFORMAZIONE ISOBARA (a pressione costante)

Lm pdV p0 V2 V1 118 kJ
2

v1=1,9367

v2=2,1724

v, m3/kg

ESEMPIO
CICLO:

1-2 ADIABATICA che segue la legge

pV n cost

2-3 ISOCORA (a volume costante)


3-1 ISOBARA (a pressione costante)

e u e p ec q l 0

n = 1,4
v2 = v3 = 0,85 m3/kg
p2 = 16 bar
p3 = 1 bar
q31 = 1868 kJ/kg
q23 = ?

ESEMPIO
CICLO:

1-2 ADIABATICA che segue la legge

pV n cost

2-3 ISOCORA (a volume costante)


3-1 ISOBARA (a pressione costante)
Sistema cilindro-pistone.

e u e p ec q l 0
No variazioni
di velocit
No variazioni
di quota
Sistema chiuso in quiete
macroscopica

q l
q12 q23 q31 l12 l23 l31

n = 1,4
v2 = v3 = 0,85 m3/kg
p2 = 16 bar
p3 = 1 bar
q31 = 1868 kJ/kg
q23 = ?

ESEMPIO
CICLO:

1-2 ADIABATICA che segue la legge

pV n cost

2-3 ISOCORA (a volume costante)


3-1 ISOBARA (a pressione costante)

q12 q23 q31 l12 l23 l31

ADIABATICA

q23 q31 l12 l31

ISOCORA

n = 1,4
v2 = v3 = 0,85 m3/kg
p2 = 16 bar
p3 = 1 bar
q31 = 1868 kJ/kg
q23 = ?

ESEMPIO
CICLO:

1-2 ADIABATICA che segue la legge

2-3 ISOCORA (a volume costante)


3-1 ISOBARA (a pressione costante)

q23 q31 l12 l31

pV n cost

n = 1,4
v2 = v3 = 0,85 m3/kg
p2 = 16 bar
p3 = 1 bar
q31 = 1868 kJ/kg
q23 = ?

ESEMPIO
CICLO:

1-2 ADIABATICA che segue la legge

2-3 ISOCORA (a volume costante)


3-1 ISOBARA (a pressione costante)

pV n cost

n = 1,4
v2 = v3 = 0,85 m3/kg
p2 = 16 bar
p3 = 1 bar
q31 = 1868 kJ/kg
q23 = ?

q23 q31 l12 l31

1/ n

ADIABATICA

p
p v p v v1 v2 2 6,16 m3 / kg
p1
n
2
2 pv
2 dv
p1v1n
p v pv
n
n
n
1 1
p1v1 p2v2 pv p n l12 pdv n dv p1v1n n 2 2 1 1 1860 kJ / kg
1
1 v
1 v
v
1 n
n
1 1

n
2 2

ESEMPIO
CICLO:

1-2 ADIABATICA che segue la legge

pV n cost

2-3 ISOCORA (a volume costante)


3-1 ISOBARA (a pressione costante)

q23 q31 l12 l31

ISOBARA

p3 p1

l31 pdv p3 dv p3 v1 v3 531 kJ / kg


1

n = 1,4
v2 = v3 = 0,85 m3/kg
p2 = 16 bar
p3 = 1 bar
q31 = 1868 kJ/kg
q23 = ?

ESEMPIO
CICLO:

1-2 ADIABATICA che segue la legge

pV n cost

2-3 ISOCORA (a volume costante)


3-1 ISOBARA (a pressione costante)

n = 1,4
v2 = v3 = 0,85 m3/kg
p2 = 16 bar
p3 = 1 bar
q31 = 1868 kJ/kg
q23 = ?

q23 q31 l12 l31

1/ n

ADIABATICA

ISOBARA

p
p v p v v1 v2 2 6,16 m3 / kg
p1
n
2
2 pv
2 dv
p1v1n
p v pv
n
n
n
1 1
p1v1 p2v2 pv p n l12 pdv n dv p1v1n n 2 2 1 1 1860 kJ / kg
1
1 v
1 v
v
1 n
n
1 1

n
2 2

p3 p1

l31 pdv p3 dv p3 v1 v3 531 kJ / kg


1

q23 q31 l12 l31 3197 kJ / kg

Lezione 7
Primo Principio della Termodinamica
per Sistemi Aperti
Analisi dei volumi di controllo in base alla
conservazione della massa e alla conservazione
dellenergia

CONSERVAZIONE DELLA MASSA


La massa, cos come lenergia, una propriet conservativa, quindi non pu
essere n creata, n distrutta durante una trasformazione, ma la massa totale
rimane costante.

La massa si conserva anche durante le reazioni chimiche

SISTEMI CHIUSI: la massa rimane costante


durante la trasformazione.
SISTEMI APERTI (VOLUMI DI CONTROLLO): La
massa pu attraversare i confini del sistema, quindi
possibile tenere traccia della quantit di massa
che entra e che esce dal sistema.

m2

m1
VC

m3

CONSERVAZIONE DELLA MASSA


Il principio di conservazione della massa si pu enunciare allo stesso modo di quello
dellenergia:
LA VARIAZIONE DELLA MASSA TOTALE DI UN SISTEMA (VOLUME DI CONTROLLO)
UGUALE ALLA DIFFERENZA TRA LA MASSA ENTRANTE NEL SISTEMA E LA
MASSA USCENTE DAL SISTEMA, DURANTE LA TRASFORMAZIONE.
massa
totale
entrante

variazione
netta
massa

massa
totale
uscente

Equazione che rappresenta il BILANCIO DI MASSA, necessario affinch si abbia la


conservazione della massa.

me mu m

Ovvero: la velocit di variazione della massa totale in volume di controllo (cio la variazione
di massa totale nell'unit di tempo) uguale alla differenza tra la massa entrante nel
sistema nell'unit di tempo e la massa uscente dal sistema nell'unit di tempo, durante la
trasformazione
dm

m e m u

dt

CONSERVAZIONE DELLA MASSA


Abbiamo gi visto che, nel caso dei sistemi aperti, utile introdurre i concetti di PORTATA
MASSICA e PORTATA VOLUMETRICA.
w
media

A
Portata massica: quantit di massa che fluisce
attraverso una sezione trasversale nellunit di tempo

Awmedia
m
Portata volumetrica: volume di fluido che fluisce
attraverso una sezione trasversale nellunit di tempo

V Awmedia

m V

Nellipotesi di flusso monodimensionale, la


velocit media definita come il valore medio
delle velocit attraverso la sezione trasversale
A

wmedia
V wmedia A

ESEMPIO

V.C.

Il volume di controllo il sistema


vasca che ha una entrata (rubinetto)
e una uscita (scarico). Si badi bene
che, se il rubinetto fosse chiuso e lo
scarico tappato, il sistema sarebbe
un sistema chiuso, poich la massa
rimarrebbe costante nel tempo!
Se tenendo il rubinetto aperto per
un certo t nella vasca si immettono
50 kg di acqua, mentre dallo scarico
fuoriescono 30 kg di acqua, allora la
variazione netta della massa nella
vasca sar, ovviamente, di 20 kg.

FLUSSI STAZIONARI
In un SISTEMA A FLUSSO STAZIONARIO, la quantit totale di massa contenuta in
un volume di controllo non varia nel tempo Per il principio di conservazione della
massa, la massa totale entrante nel sistema deve essere uguale alla massa totale
uscente dal sistema e, in particolare, facciamo riferimento alle masse entranti e
uscenti nellunit di tempo.

m m
e

(kg / s)

m2 = 4kg s

m1 = 6kg s

VC
Rivedi:

m3 = m1 - m2 = 2 kg / s

Modulo 1
Lezione 2

FLUSSI STAZIONARI
In generale, non esiste un principio di conservazione del volume, ovvero la portata
volumetrica del sistema non rimane necessariamente costante!
m 2 2 kg / s

2 2,5 kg / m3
V2 0,8 m3 / s

VC

m 1 2 kg / s

1 1,43 kg / m3
V1 1,4 m 3 / s

Se la portata rimane costante, ma la


densit cambia, la portata volumetrica
non pu rimanere anchessa costante.

Esiste un CASO PARTICOLARE in cui si pu assumere


che la portata volumetrica rimanga costante, poich le
variazioni
della
densit
possono
considerarsi
trascurabili. Si parla di FLUSSI INCOMPRIMIBILI ( il
caso dei liquidi):

Ve Vu

( m3 / s )

CONSERVAZIONE DELLENERGIA
Analogamente ai sistemi chiusi e al principio di conservazione della massa, per un volume di
controllo si pu enunciare:
LA VARIAZIONE NEL TEMPO DELLENERGIA TOTALE DI UN SISTEMA UGUALE ALLA
DIFFERENZA TRA LENERGIA ENTRANTE NEL SISTEMA, NELLUNITA DI TEMPO E
LENERGIA USCENTE DAL SISTEMA, NELLUNITA DI TEMPO, DURANTE LA
TRASFORMAZIONE.
energia entrante
nellunit di tempo

energia uscente
nellunit di tempo

variazione energia
totale nellunit di
tempo

Considerando che lenergia pu essere scambiata, in generale, sotto forma di calore, lavoro o
flusso di massa, si ha:

dE
Ee - Eu = Qe -Qu + ( Le - Lu ) + ( Emassa,e - Emassa,u ) =
dt
E, a differenza di quanto visto per i sistemi chiusi, in un sistema aperto, lultimo termine tra
parentesi ha senso, poich si ha un efflusso di massa attraverso le sezioni di ingresso e di
uscita, a cui si associa un trasporto di energia.

CONSERVAZIONE DELLENERGIA
Un fluido che entra in un volume possiede una forma addizionale di energia: si
definisce LAVORO DI PULSIONE il lavoro o lenergia richiesta per spingere la massa,
ad una certa pressione p, dallesterno allinterno del volume di controllo, o viceversa,
ed necessario a mantenere un flusso continuo nel VC.

ENERGIA TOTALE PER UN FLUIDO IMMOBILE (Lavoro di pulsione nullo!)

e= u+ ec +ep
ENERGIA TOTALE PER UNA CORRENTE FLUIDA (Lavoro di pulsione NON nullo!)

e = e+ pv = u+ pv+ ec +ep

LAVORO DI PULSIONE
Per definire il lavoro di pulsione, si consideri un elemento di volume V:

A
p
m
V

In assenza di accelerazione, la forza applicata


dal pistone su un fluido pari alla pressione
applicata dal fluido sul pistone (equilibrio).

VC

Pistone
immaginario

Spostamento necessario
a spingere tutta la massa
nel volume di controllo

LAVORO DI PULSIONE

F = pA
L p = Fs= pAs= pV

Per unit di massa di fluido

l p = pv

(J / kg)

LAVORO DI PULSIONE
l p = pv

wfluido

(J / kg)

p
VC

wfluido

La relazione indipendente dal fatto che il fluido


venga spinto dentro o fuori dal VC, poich
rappresenta lenergia necessaria a spingere il fluido
attraverso un volume di controllo.
Lavoro per lintroduzione (entrante) positivo.
Lavoro per lestrazione (uscente) negativo.

p
v
VC

E importante notare che il lavoro di pulsione dato


dal prodotto di grandezze di stato e quindi
anchesso, formalmente, pu essere considerato
come parte dellenergia posseduta dal fluido che
scorre, anche se viene generalmente considerato
un lavoro.

BILANCIO DI ENERGIA IN UN SISTEMA APERTO

w -w
+ g( z2 - z1 ) = De
(u2 + p2 v2 ) - (u1 + p1v1 ) +
2
2
2

h2
ENTALPIA
In forma differenziale:

2
1

h1
Funzione di stato poich
combinazione di funzioni di stato.
Rappresenta quindi una propriet
del fluido.

h = u+ pv

dh = du+ pdv+ vdp


w -w
De = h2 - h1 +
+ g( z2 - z1 )
2
2
2

2
1

ENTALPIA
Lentalpia, essendo una funzione di stato, funzione delle variabili che definiscono
quello stato. Se il sistema bivariante, allora

H
H
H = H(p,V),
H ( p,V) dH =
dp+

dV

V p
p V
H
H
oppure H=H(p,T), H ( p,T) dH =
dT
dp+
T p
p T
oppure H=H(V,T)

H
H
H (V,T) dH =
dV +
dT
V T
T V

Essendo una funzione di stato, indipendente dal tipo di trasformazione che il sistema subisce.
E una grandezza che stata introdotta, per comodit, per i sistemi aperti, ma pu essere
applicata anche ai sistemi chiusi, grazie al suo legame con lenergia interna. Infatti:

h = u+ pv dh = du+ pdv+ vdp

ENTALPIA
Avevamo gi visto che, per un sistema chiuso che subisce una trasformazione
reversibile, il lavoro elementare (al contorno mobile) rappresentato dal lavoro di
variazione di volume:

-pdV

Utilizzando la definizione di entalpia nellequazione di bilancio dellenergia per un


sistema chiuso che non vari la propria posizione (ec=0 e ep=0), si ha:
DEFINIZIONE ENTALPIA
BILANCIO ENERGIA

dh = du+ pdv+ vdp dh- vdp = du+ pdv

d q+ dl = d q- pdv = du d q = du+ pdv


d q = dh- vdp

Per un sistema chiuso che subisce una trasformazione isobarica reversibile, il calore
scambiato con lambiente esterno quindi pari alla variazione di entalpia

q = Dh- vdp
2

ISOBARA

q = Dh

PRIMO PRINCIPIO PER UN SISTEMA APERTO

w -w
q+ l = h2 - h1 +
+ g( z2 - z1 )
2
2
2

2
1

Lentalpia contiene il termine di lavoro di pulsione,


che non d contributi allaliquota di lavoro utile,
scambiabile con lesterno, ma piuttosto una
propriet del fluido in un certo stato.
Nel caso di sistemi a flusso stazionario, il volume di
controllo costante, per cui non si ha lavoro di
variazione di volume. Il LAVORO UTILE (l)
rappresenta dunque tutte le restanti forme di lavoro
(elettrico, meccanico, ecc) compiute dal sistema
(lavoro uscente) o sul sistema (lavoro entrante).

p1v1

q
l
VC

-p2 v2

Lel
VC

Lm

Lezione 8
I pi comuni dispositivi a flusso
stazionario

ANALISI ENERGETICA DI UN SISTEMA STAZIONARIO

Molte applicazioni di interesse ingegneristico possono essere considerate sistemi a


flusso stazionario: compressori, turbine, ugelli.

m
h1
VC

In un sistema in condizioni
stazionarie, la massa e lenergia
totale del sistema sono costanti,
cos come gli scambi di calore e
lavoro con lesterno.

h2

m2
h2

m1
h1

In un sistema in condizioni stazionarie, le


propriet del fluido allingresso e alluscita
(e in qualsiasi altra sezione/punto del
volume) rimangono costanti nel tempo.

VC

m3
h3

ANALISI ENERGETICA DI UN SISTEMA STAZIONARIO

BILANCIO DI MASSA

m m
e

(kg / s)

Awmedia
m

BILANCIO DI ENERGIA

Qe + Le + meee = Qu + Lu + mueu

Quantit di energia trasportata dalla


portata massica, nellunit di tempo.

Se lenergia potenziale e cinetica sono


trascurabili (come spesso , nella
pratica), lenergia trasportata dal fluido
pari allentalpia.

(kW)
m2
h2

m1
h1
VC

m3
h3

ANALISI ENERGETICA DI UN SISTEMA STAZIONARIO

w12 - w22
Q+ L + m( h1 - h2 ) +
+ g( z1 - z2 ) = 0
2

Il LAVORO UTILE (L) (ovvero la potenza utile, L ) rappresenta laliquota del


LAVORO TOTALE che pu effettivamente essere scambiata con lesterno.
Spesso si chiama LAVORO SCAMBIATO ATTRAVERSO IL CONTORNO FISSO,
per distinguerlo dal lavoro di pulsione che invece rappresenta il lavoro scambiato
attraverso il contorno mobile (ingressi e uscite) e non contribuisce alla produzione
di lavoro utile, o anche al LAVORO TECNICO.
Nel seguito, considereremo solo FORME MECCANICHE DI LAVORO (lavoro
delica, ovvero lavoro allalbero rotante).

LAVORO MECCANICO PER SISTEMI APERTI


Si consideri un fluido in regime stazionario che scorre in un condotto capace di raccogliere
energia meccanica. Si consideri quindi un elemento infinitesimo di massa dm, compreso tra le
sezioni A e A+dA. Si applichi quindi la legge di Newton, proiettata lungo lasse x.
Sullelemento di fluido agiranno:

p
A

p+ dp
A+ dA

dl m

forze di superficie: pdA, (p+dp)(A+dA)

forze di volume: dP=gdm

forze di attrito parete-fluido: dFa

forza resistente dellorgano motore: dRm

la reazione normale di parete: dRn=p(dA/sin)

dFa

z
p

dA/sin

dRn p+ dp

x
dP

pA- ( p+ dp) ( A+ dA) + dRn sin a - dFa cosa - dPcos b - dRm,x = dm

dw
dt

LAVORO MECCANICO PER SISTEMI APERTI


dA
dw
pA- ( p+ dp) ( A+ dA) + p
sin
a
dF
cos
a
gdmcos
b
dR
=
dm

a
m,x
sin a
dt
dw
-Adp- dFa cosa - gdmcos b - dRm,x = dm
dt
Moltiplicando per lo spostamento infinitesimo dx:

-Adpdx - dFa cosa dx - gdmcos b dx - dRm,xdx = dm

dwdx
dt

Poich:

dFa
p

dRn p+ dp

x
dP

dm
dm=
r
Adx

Adx
=
= vdm

dxcos b = dz
dx
=w
dt
-vdpdm- dFa,xdx - gdmdz- dRm,xdx = dm( wdw)

LAVORO MECCANICO PER SISTEMI APERTI


Ma

d La = dFa,xdx

d L = dRm,xdx

-vdpdm- d La - gdmdz- d L = dm( wdw)


d La
dL
Dividendo per dm: -vdp- gdz= wdw
dm
dm
-vdp- dl a - gdz- dl = wdw
dl = -vdp- gdz- wdw- dl a
2
w22 - w12
l = - vdp - g( z2 - z1 ) - la
1
2

Cambio di segno per rispettare la


convenzione scelta:
lavoro motore lavoro uscente

Nel caso di variazioni di energia cinetica e


potenziale trascurabili e in assenza di attrito
(trasformazione reversibile):

l=

2
1

vdp

LAVORO UTILE
(in assenza di attriti, pari a quello che pu
essere scambiato con lesterno)

ESPANSORE

m1
h1

Q@ 0

L<0

BILANCIO DI MASSA

m1 = m2 = m
BILANCIO DI ENERGIA
0

m2
h2

dq+ dl = dh+ dec + dep


l = h2 - h1 = Dh
L = mL = m( h2 - h1 )

Poich il lavoro negativo, h2 < h,1 il che significa che lespansione comporta una
diminuzione del contenuto entalpico della corrente fluida

ESEMPIO
h1 = 3248, 4 kJ kg
w1 = 50 m s
z1 = 10m

Dh = h2 - h1 = -887, 39 kJ kg

L = 5MW

w22 - w12
Dec =
= 14, 95kJ kg
2
Dep = g( z2 - z1 ) = -0, 04 kJ kg
l = Dh + Dec + Dep = -872, 48kJ kg

h2 = 2361kJ kg
w2 = 180 m s
z2 = 6m

m=

L
l

= 5, 73kg s

Dh >> Dec >> Dep energie cinetica e potenziale sono in genere trascurate

COMPRESSORE
BILANCIO DI MASSA

m1
h1

Q@ 0

m1 = m2 = m
BILANCIO DI ENERGIA
0

L>0

dq+ dl = dh+ dec + dep


m2
h2

L = h2 - h1 = Dh
L = mL = m( h2 - h1 )

Poich il lavoro positivo, h2 > h1 , il che significa che la compressione comporta un


aumento del contenuto entalpico della corrente fluida

ESEMPIO
h1 = 280,13kJ kg
m= 0, 02 kg s

m1 = m2 = m= 0, 02kg s

l + h1 = h2 l = Dh

Dh = h2 - h1 = 120,85kJ kg

L =?

P = ml = mDh = 2, 42kW

h2 = 400, 98kJ kg
Dh >> Dec >> Dep energie cinetica e potenziale sono in genere trascurate

VALVOLA DI LAMINAZIONE

BILANCIO DI MASSA

m1
p1

l =0

q@ 0

BILANCIO DI ENERGIA

m1 = m2 = m
0

dq+ dl = dh+ dec + dep


Dh = h2 - h1 @ 0

m2
p2

h2 @ h1
u1 + p1v1 = u2 + p2 v2

Le valvole di laminazione sono dispositivi che introducono delle perdite di pressione in


un circuito, attraverso un brusco restringimento della sezione di passaggio del fluido.
La diminuzione di pressione per non d luogo ad alcuna produzione di lavoro.
Inoltre, si pu ritenere che il processo sia pressoch adiabatico, per i ridotti tempi e
superfici di scambio. Ne risulta che, con buona approssimazione, lentalpia del fluido
in uscita possa considerarsi pari allentalpia del fluido in ingresso DISPOSITIVO
ISOENTALPICO

TUBI DI EFFLUSSO
BILANCIO DI MASSA
BILANCIO DI ENERGIA

m1 = m2 = m
Q+ L = m( Dh+ Dec + Dep )

Condotto con differenza di quota trascurabile, adiabatico, che non


scambia lavoro con lesterno (UGELLO)

wu, hu we, he

we, he
EFFUSOR
E

wu, hu
DIFFUSORE

we, he

Condotto con differenza di quota trascurabile, adiabatico, che scambia


lavoro con lesterno
Condotto con differenza di quota e variazione di velocit trascurabili, non
adiabatico, che non scambia lavoro con lesterno
(SCAMBIATORE DI CALORE)

Dh = -Dec
wu, hu

L = m( Dh+ Dec )
q = Dh

SCAMBIATORI DI CALORE
BILANCIO DI MASSA
BILANCIO DI ENERGIA

m1 = m2 = m
Q+ L = m( Dh+ Dec + Dep )

Condotto con differenza di quota e variazione di velocit trascurabili, non


adiabatico, che non scambia lavoro con lesterno
(SCAMBIATORE DI CALORE)

q = Dh
flussi incrociati

equicorrente

controcorrente