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Cap03 Lecosistema

DEFINIZIONI

ECOSISTEMA: componenti biotici ed abiotici considerati come tuttuno.


AUTOTROFI: autonutrienti, capaci di fissare lenergia luminosa e produrre
biomassa( alimento) partendo da sostanze inorganiche semplici(acqua, anidride
carbonica, nitrati) con il processo della fotosintesi.
ETEROTROFI: che si nutrono di altri; utilizza, modifica e decompone il materiale
organico complesso prodotto dagli autotrofi.
CATENA ALIMENTARE: collega gli organismi autotrofi ed eterotrofi attraverso una rete
di flussi di trasferimento di energia.
BIOMASSA/STANDING CORP: tutto quello di origine animale e vegetale che viene
prodotto sulla Terra in base a un ciclo vitale; qualsiasi sostanza di origine organica,
vegetale o animale, destinata a fini energetici.
TURNOVER: rapporto tra biomassa di un ecosistema ed il suo tasso di sostituzione.
NUTRIENTI/ SOSTANZE BIOGENICHE: sostanze inorganiche semplici essenziali per la
vita.
DETRITO ORGANICO: decomposizione di un organismo morto in frammenti e materiali.
HUMOS/SOSTANZE UMICHE: materiali pi resistenti ad un ulteriore degradazione che si
formano durante il processo di degradazione della materia organica.
ECOTONI: zone di brusco cambiamento.
NICCHIA ECOLOGICA: ruolo ecologico di una specie nella comunit. Lhabitat
lindirizzo, la nicchia la professione.
DOMINANTI ECOLOGICHE: specie poco numerose che predominano una comunit.
SPECIE CHIAVE: specie che esercitano alcune azioni di controllo della comunit.
RIASSUNTI

Sir Arthur Tasley conia il termine ECOSISTEMA, la parola sistema indica ununit
organizzata
.
Idea di avanzare
verso lequilibrio, che forse non viene mai completamente raggiunto, ma alla
cui approssimazione si arriva quando i fattori in gioco sono costanti e stabili per un periodo di
tempo lungo e sufficiente.

Ecosistema il livello logico attorno al quale viene organizzata la teoria e la pratica in


ecologia, perch il pi basso nella gerarchia ecologica che completo, cio che ha
tutte le caratteristiche necessarie per funzionare e sopravvivere per un lungo periodo
di tempo.
Gli ecosistemi sono sistemi aperti in cui tutte le componenti entrano ed escono
continuamente.
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Il ruolo generale o le funzioni di questunit non possono essere valutati se non si


specifica il suo contenuto interno
Lenergia una delle componenti in entrata: il sole la sorgente fondamentale, vi
sono altre fonti come lacqua, laria ed i nutrienti necessari per la vita.
I sistemi diventano operativi con due funzioni abiotiche di base: flusso di energia e cicli
dei materiali.
Ci sono tre categorie di componenti abiotiche:
1. Anche se lenergia pu essere immagazzinata e riutilizzata successivamente, il
flusso unidirezionale, quindi la stessa energia non pu essere riutilizzata( il
sole, per, continua a produrre energia).
In contrasto i materiali, data la loro natura illimitata, devono essere utilizzati e
riutilizzati senza perdite. Negli ecosistemi ben ordinati molti di questi materiali
vanno avanti ed indietro tra la componente biotica e abiotica , costituendo
quelli che vengono chiamati cicli biogeochimici.
Alcuni elementi sono richieste in grande quantit( macronutrienti), altri in
concentrazioni notevolmente inferiori( micronutrienti).
2. Il detrito organico: sorgente alimentare per gli organismi saprotrofi e, inoltre,
apporta miglioramenti alla tessitura del sedimento e facilita la ritenzione di
acqua e di Sali minerali, favorendo la crescita della vegetazione.
3. Fattori fisici che determinano lesistenza della comunit biotica: clima, natura
chimico fisica dei suoli ed i substrati geologici alla base dei suoli stessi, sono fra
i principali fattori che influiscono sul tipo di organismo presenti, sulla struttura
della comunit e sullabilit ad utilizzare le risorse e lenergia disponibile.
Gli ecosistemi acquatici e terrestri hanno sia caratteristiche comune, che diverse.
Tipicamente sono caratterizzati dalla presenza di comunit diverse, anche se alcuni
organismi durante periodi o fasi differenti del loro ciclo vitale, possono vivere nei due
tipi di ecosistema.
Nonostante le differenze sono presenti componenti ecologiche di base che funzionano
allo stesso modo.
Gli ecosistemi hanno due componenti biotiche principali: organismi autotrofi ed
eterotrofi, collegati tra loro tramite la catena alimentare.
La componente autotrofa costituita principalmente da vegetali.
Vengono chiamati anche produttori.
Occupano generalmente lo strato superiore dellecosistema, in corrispondenza della
maggiore disponibilit di luce solare.
Gli eterotrofi sono rappresentati da funghi, batteri non fotosintetici, altri microrganismi
e dagli animali (uomo compreso). Essi concentrano la loro attivit nella fasica bruna,
in quelle zone di suolo e sedimenti poste al di sotto della fascia verde fotosintetica.
Questi organismi vengono anche indicati con il termine consumatori.
Spesso utile suddividerli in base alle sorgenti di energia alimentare: erbivori,
carnivori, onnivori e saprotrofi (si nutrono di materiale organico in decomposizione =
microrganismi e funghi).
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Le differenze nella biomassa e nel tempo di turnover fra ecosistemi terrestri ed


acquatici si riflettono nelle nostre modalit di ottenere da loro alimenti e fibre. Sulla
terra la biomassa delle piante tende ad accumularsi con il tempo, cos essa viene
generalmente raccolta quando si accumulato un elevato/massimo raccolto. I prodotti
di base della terra sono, quindi, di origine vegetale. Al contrario, il turnover degli
autotrofi del mare cos rapido che vieni accumulata solo una minima quantit di
biomassa di questo livello trofico. Viene invece accumulata biomassa animale.
Le attivit autotrofe ed eterotrofe, prese nellinsieme, tendono ad un equilibrio.
La materia organica prodotta viene utilizzata per la crescita ed il mantenimento della
comunit.
Spesso la produzione superiore alla necessit ed allora la materia organica viene
immagazzinata o esportata in un altro ecosistema( agricoltura). Al contrario le aree
industrializzate consumano pi alimenti e materia organica di quanto non producano
= ecosistemi eterotrofi.
Le citt possono svolgere le loro attivit in maniera non penalizzante se sono collegate in maniera
adeguata a sistemi autotrofi che forniscono gli alimenti e lenergia necessari e possono assorbire le grandi
quantit di rifiuti prodotti dalle citt stesse.

La biosfera caratterizzata da una serie di gradienti o zonazioni di fattori fisici.


Generalmente le condizioni e gli organismi si adattano in maniera graduale ai
cambiamenti che si realizzano in un gradiente, ma spesso vi sono delle zone
conosciute come ecotoni. Esso il risultato dellesistenza di azioni interattive fra due o
pi ecosistemi e presente propriet che non esistono in alcuno degli ecosistemi
adiacenti. Generalmente sono caratterizzati da una maggiore biodiversit -> effetto
margine.
Un margine netto, in genere, porta a una riduzione della biodiversit.
Luomo tende a suddividere il paesaggio in blocchi e fasce con margini netti,
eliminando in maniera pi o meno marcata i gradienti naturali e gli ecotoni.
COMUNIT BIOTICA
La struttura della comunit non dipende soltanto dalle condizioni ambientali, ma
anche dalla geografia.
Ciascuno dei maggiori continenti/oceani ha la sua flora e la sua fauna caratteristica.
Le comunit biotiche che costituiscono le comunit variano da regione a regione.
Nelle varie aree del pianeta con caratteristiche dellambiente fisico simili, si trovano
specie ecologicamente affini che vengono chiamate equivalenti ecologici. Esse sono
specie diverse che svolgono la stessa funzione di base.
Lintroduzione di una nuova specie generalmente comporta loccupazione di una
nicchia libera o la sostituzione di una specie nativa in una nicchia gi esistente.
Leffetto sullecosistema pu essere neutro, positivo o negativo.
Ogni comunit biotica ha individui specialisti e generalisti.
Le specie specialiste sono molto efficienti nelluso delle loro risorse, in quanto tutti i
loro adattamenti e comportamenti sono concentrati su un modo di vita specializzato.
Queste popolazioni possono aumentare notevolmente quando le scorte delle loro
risorse sono molto abbondanti. Sono, per, estremamente vulnerabili ai cambiamenti
ed alle perturbazioni che danneggiano la loro stretta nicchia.
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Le nicchie delle specie generaliste tendono ad essere molto pi ampie, per qui sono
meglio adattabili alle modificazioni e alle fluttuazioni dei parametri ambientali, anche
se sono meno abbondanti.
La maggior parte delle comunit naturali contiene un numero elevato di specie e
variet, tanto che impossibile classificarle tutte: numero limitato di specie comuni e
numero elevato di specie comparativamente rare.
Le specie rare hanno un impatto considerevole nel determinare la diversit della
comunit nel suo complesso. Quando lambiente diventa sfavorevole per le specie
dominanti, le specie rare che sono adattate o tolleranti alle nuove condizioni
ambientali, possono aumentare la loro abbondanza relativa e svolgere funzioni vitali
per lecosistema.

La crescente richiesta di specie con elevato valore economico sia nel campo agricolo
che forestale, riduce notevolmente la diversit biologica nelle aree coltivate
intensamente dalluomo. Questo pu portare ad una situazione di vulnerabilit di
fronte anche a modificazioni ambientali di lieve entit.

Per eliminare tutte le erbe infestanti e mantenere una monocultura occorre una grande quantit di
energia e di prodotti chimici molto costosi. Spesso, poi, le erbe infestanti e gli organismi nocivi
sviluppano resistenza contro di essi, cosicch si rendono necessarie quantit crescenti di prodotti
sempre pi costosi e tossici. Per di pi, questi prodotti, possono causare una grave erosione del suolo e
linquinamento delle acquee.

La moderata presenza di erbe infestanti pu portare benefici per la coltura. Misture di


piante possono produrre una maggiore quantit di ci e di altri prodotti per unit di
superficie rispetto alle monoculture.
Quando, invece, luomo realizza un ecosistema protettivo attorno alle sue case,
tende ad aumentare la biodiversit. In generale si osserva che tende a realizzare un
paesaggio frammentato ed a chiazze, costituito da un mosaico di vari tipi di
ecosistemi. Questo fa si che la pianificazione del territorio nelle aree antropizzate sia
meglio organizzata, per quanto riguarda la gerarchia ecologica.
La loro forma e la loro dimensione sono molto importanti nel determinare quali specie
di animali siano adatte a sopravvivere in quellambiente. Pi piccola la chiazza,
maggiore leffetto della frammentazione e meno positiva linfluenza del margine.
Lantidoto alla frammentazione e alla formazione di margini la realizzazione di ampie
aree protette prima che lo sviluppo diventi eccessivo. E possibile mantenere corridoi,
zone ripariali e alvei di piena lungo i fiumi, affinch gli animali si possano muovere da
chiazza a chiazza.
La diversit un soggetto di studio affascinante ed importante.
Essa costituita da due componenti: la ricchezza/variet e lomogeneit/abbondanza
relativa degli individui nei vari tipi considerati.
Un modo molto diffuso di confrontare la diversit quello di calcolarne gli indici, basati
sulla determinazione del rapporto delle parti rispetto allinterno. Per confrontare il
grado di dominanza viene utilizzato lindice di Simpson. Un altro indice molto utilizzato
lindice di Shannon.
Un altro modo per confrontare le diversit fra le comunit quello di riportarne le
curve di dominanza-diversit su un grafico, nelle quali limportanza d ciascuna specie
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viene plottata in ordine sequenziale dalla pi alla meno elevata. La diversit tende ad
essere minore negli ambienti in cui le condizioni fisiche sono limitanti per la vita e
molto elevata negli ambienti favorevoli.
La variet degli organismi arricchisce il nostro modo di vivere: molto importante
avere pi di un organismo in grado di svolgere una determinata funzione vitale.
La ridondanza e la stabilit di resilienza( capacit di un ecosistema di recuperare
rapidamente da uno stress) vengono incrementate dalla presenza, nel paesaggio, di
un numero elevato di specie diverse.
Gli ecologi non hanno sviluppato una precisa tipologia di classificazione per i vari tipi
di ecosistemi presenti sulla Terra: possibile classificarli secondo vari schemi in base
alle loro caratteristiche strutturali o funzionali. Citiamo 4 diversi modi di
classificazione:
1. Schema di classificazione dei biomi: si basa sullosservazione di
macrocaratteristiche strutturali sempre presenti;
2. Negli ambienti acquatici( piante poco presenti): classificazioni per
caratteristiche fisiche dominanti;
3. Basato sulla combinazione di attributi naturali e geografici;
4. Energia: rappresenta il maggiore denominatore comune per tutti gli ecosistemi.

Al di sopra del livello di organismo, il controllo ad opera di feedback positivi e negativi


molto meno preciso, per cui quando ci avviciniamo ai limiti, il sistema tende a
mantenersi in uno stato pulsante piuttosto che in uno stabile.
Waddington(1972) -> omeoresi = stabilit evoluzionistica ecologica.
Il fatto che si siano verificati eventi catastrofici, come la caduta di comete/meteoriti
sulla Terra, solleva questioni circa lomeostasi gobale.
Le evidenze delle ere geologiche passate ci dimostrano che la biosfera possiede una
stabilit di resilienza tale da permettergli di recuperare anche in condizioni di grave
stress. Non dobbiamo, per, sottovalutare la capacit di recupero del sistema di
sostegno del pianeta.
INFORMAZIONI GENERALI

LIPOTESI GAIA DI JAMES LOVELOCK


Ricercatore nel settore della fisica: sviluppa una tecnica analitica che ha portato alla
realizzazione del rilevatore a cattura di elettroni. Esso ha permesso di identificare
sostanze chimiche presenti nellamviente in piccolissime quantit.
Lipotesi sostiene che la biosfera unentit in grado di autoregolarsi ed capace di
mantenere il nostro pianeta sano, controllandone lambiente chimico e fisico.
La Terra , quindi, un superecosistema, ma non un superorganismo poich il suo
sviluppo non controllato geneticamente.
La comunit biotica gioca il ruolo pi importante nellomeostasi della biosfera dove gli
organismi iniziarono a stabilire il controllo subito dopo la comparsa delle prime forme
di vita.
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Il problema capire se le condizioni fisiche cambiarono per prime e poi la vita si


adatt ad esse o se ebbero unevoluzione parallela.
Secondo lipotesi la biosfera un sistema cibernetico controllato, altamente integrato
e auto-organizzato.
Non prevede sistemi di controllo esterni( delluomo).
Lassenza di punti specifici di controllo fa s che molti ricercatori siano scettici sul fatto
che lecosistema e la biosfera funzionino realmente come un sistema cibernetico,
anche se la maggior parte di loro accetta lipotesi che siano gli organismi a svolgere il
ruolo pi importante nel controllo della chimica dellatmosfera e degli oceani.
BACINO DEL RAME
Ci mostra, su piccola scala, come sarebbe la Terra senza vita.
I vapori di acido solforico provenienti dalle fonderie del rame sterminarono tutta la
vegetazione su una superficie considerevole. I tentativi di riportare la vegetazione in
questarea sono stati estremamente costosi e difficoltosi, ottenendo un parziale
insediamento di erbe. Nelle zone meno danneggiate si sono riuscite a stabilire
popolazioni di pino.