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CICLONE EXTRATROPICALE

I principali fronti dell'emisfero boreale sono:


- Fronte Artico (e Antartico): tra aria artica (antartica) ed aria polare marittima.
- Fronte Polare: tra aria Polare continentale/marittima e aria marittima tropicale ( importante nella
formazione dei cicloni extra tropicali, CET).
- Fronte del Mediterraneo: un fronte invernale che separa l'aria fredda europea da quella tropicale
africana.
- Zona di Convergenza Intertropicale (ITCZ): definito dalla fascia di convergenza degli alisei. Non
un fronte ben definito in quanto va a separare masse di aria aventi caratteristiche molto simili ( per
importante nella formazione dei cicloni tropicali).
La forma che caratterizza la nascita di un ciclone extra tropicale quella di un inarcamento della
superficie di discontinuit a determinare un'onda. L'estensione di tali onde solitamente compresa tra
15003000km.
CICLO VITALE
Il ciclo vitale di un ciclone extra tropicale si svolge nelle quattro fasi, illustrate in figura 2, 3, 4 e 5:
1. Ciclogenesi: una volta creatasi l'onda e venuta meno la condizione di equilibrio, la tendenza, nelle
ore successive, sar quella per cui l'aria fredda tender ad aggirare l'aria calda, cosicch quest'ultima
si trover costretta a penetrare all'interno della massa di aria fredda. Nasce pertanto una depressione
che nelle ore successive tende ad approfondirsi.
Riassumendo:
Affinch possa svilupparsi un CET necessario vi sia un'azione di disturbo, in superficie, lungo il
fronte polare.
Tale disturbo deve essere associato in quota, alla presenza di un'onda corta a sua volta associata
alla presenza di una saccatura opportunamente disposta, capace di generare un'avvezione fredda ed
una calda a quote intermedie.
Il gradiente di temperatura cos generato quindi capace di generare movimenti di ascesa e discesa.
Alle quote delle correnti a getto, sulla base della saccatura, si generano aree di convergenza ad Est
della saccatura e di divergenza ad ovest.
*- Fronte Anabatico se ho aria in ascesa. Si parla anche di fronte ascendente passivo.
- Fronte Catabatico se invece ho aria in discesa. Si parla di fronte discendente attivo

onde di ROSSBY
Le correnti in quota hanno quindi direzione occidentale (correnti occidentali o westerly); tale direzione
per impedisce gli scambi termici tra i poli e l'equatore provocando un progressivo riscaldamento
all'equatore ed un progressivo raffreddamento ai poli. In tale situazione, intorno ai 30 e 60 di
latitudine, si vengono a creare forti variazioni di temperatura, responsabili dell'insorgere di forti
gradienti orizzontali di pressione e formazione di venti molto intensi noti come correnti a getto (o jet
streams). Intorno ai 30 di latitudine si forma la corrente a getto sub-tropicale, mentre intorno ai 60 di
latitudine quella polare. Le correnti a getto scorrono all'interno delle correnti occidentali; la pi
importante e persistente quella polare, caratterizzata da velocit mediamente comprese tra i 150250 km/h, larghezza 150-500 km, lunghezza 3-8 km, spessore 3,5 km. Le massime velocit si
raggiungono nel cuore della corrente (detto asse o core), situato mediamente intorno ai 10 km di
quota (in prossimit della tropopausa). La direzione e l'intensit delle correnti a getto viene
generalmente indicata sulle carte a 300 hPa (circa 9.000 m di quota). Su queste carte la velocit delle
correnti evidenziata mediante le isotache (linee che uniscono i punti con uguale velocit del vento);
isotache con valori maggiori di 60-70 nodi indicano la presenza della corrente a getto.

A causa di forzati ed improvvisi rallentamenti, la corrente a getto modifica bruscamente la sua


traiettoria cominciando ad oscillare lungo i meridiani. I rallentamenti della corrente sono
principalmente legati alla presenza di ostacoli orografici o all'alternanza tra oceano e continente, in
grado di modificare il gradiente orizzontale di pressione. Le ondulazioni che si generano (onde di
Rossby) tendono ad amplificarsi fino ad estendersi verso le zone equatoriali e polari ed hanno
lunghezza d'onda dell'ordine di 4.000-10.000 km Le onde tendono ad allungarsi progressivamente
lungo i meridiani, formando nelle parti terminali, dei vortici che possono essere di due tipi:
1. vortici pieni di aria calda a circolazione anticiclonica in corrispondenza delle alte latitudini:
(anticicloni di blocco); 2. vortici pieni di aria fredda (gocce fredde) in corrispondenza delle basse
latitudini. In questo modo la natura ristabilisce l'equilibrio termico a livello planetario.
Il flusso delle correnti occidentali viene generalmente indicato come flusso zonale e la sua intensit
caratterizzata dalla differenza di pressione orizzontale esistente tra i 35 e 55 di latitudine. Tale
differenza viene definita indice zonale. Pi l'indice zonale alto, maggiore sar la velocit delle
correnti occidentali e conseguentemente la possibilit della formazione di ondulazioni. Viceversa,
bassi valori dell'indice zonale bassi indicano che le correnti occidentali sono molto deboli.
CIRCOLAZIONE GENERALE DELL'ATMOSFERA
I modelli di circolazione dell'atmosfera
La circolazione generale dell'atmosfera finalizzata a garantire l'equilibrio termico della Terra. Se la
Terra fosse interamente coperta di acqua, non ruotasse su s stessa ed il piano dell'eclittica
coincidesse con quello dell'orizzonte astronomico, sarebbe possibile individuare un nucleo caldo in
corrispondenza della fascia equatoriale ed un nucleo freddo in corrispondenza delle calotte polari, con
conseguenti moti ascendenti caldi e in quota, dall'equatore verso le regioni polari e moti discendenti
freddi, al suolo, dai poli verso l'equatore (modello unicellulare,
Jet Stream
I I Jet Stream (o correnti a getto) sono essenzialmente delle cinture, a serpentina Jet Stream Polari ed
Equatoriali. chiusa, di diametro relativamente piccolo e caratterizzate da venti molto intensi (150300
nodi). Si individuano in quota alle latitudini di 30 (Jet Stream Equatoriale) e di 60 (Jet Stream Polare).
L'andamento a serpentina o ad onda fa si che, all'interno degli stessi siano identificabili promontori e
saccature, il che implica che il flusso di aria non mantiene costante la velocit. Il massimo di velocit
si individua infatti in corrispondenza del tratto precedente all'asse della saccatura. L'esatta
spiegazione della loro esistenza non completamente nota, anche se la teoria pi avvalorata vuole
che le correnti a getto siano il risultato dell'allineamento in quota di pi e pi getti di aria di origine
polare ed equatoriale. Si ritiene che influenzino il tempo meteorologico alle latitudini medie (cicloni
extra tropicali) ed alle latitudini equatoriali (cicloni tropicali, uragani, ecc.) e siano fondamentali per il
trasporto del calore in direzione delle regioni polari.
El Nio Southern Oscillation (ENSO)
"El Nio" un disturbo del sistema atmosferico oceanico del Pacifico tropicale che ha importanti
conseguenze per il clima di tutto il pianeta. Tra queste, citiamo l'incremento della piovosit
sull'America Centrale e sul Per dove ha provocato alluvioni distruttive e le condizioni di aridit nelle
regioni del Pacifico orientale talvolta associale a devastanti incendi in Australia. Al fine di fornire i dati
necessari il NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration, USA) gestisce una rete di boe
(Fig. 10) che misura la temperatura, la corrente e i venti della fascia tropicale. Queste boe trasmettono
i dati che possono essere ricevuti in tutto il mondo, in tempo reale, dai ricercatori. Nei periodi
caratterizzati da "El Nio", gli Alisei si indeboliscono nelle regioni centrali e occidentali del Pacifico e, di
conseguenza, il termoclino (lo strato di acque che sta al di sotto di quello superficiale, nel quale la
temperatura si abbassa pi velocemente rispetto agli altri strati) del Pacifico orientale si abbassano
mentre si solleva quello occidentale"El Nio" pu essere individuato attraverso le misure di
temperatura superficiale, come quelle mostrate qui, come risultano dal TAO Array (reti di boe
ormeggiate: Atlas e Proteus)

NUBI
La classificazione in base alla forma divide tutte le nubi in due grandi categorie: le nubi stratiformi (o
a sviluppo orizzontale) e le nubi cumuliformi (o a sviluppo verticale) che possono ricoprire
parzialmente o interamente il cielo sia come banchi di elementi saldati pi o meno tra loro sia come
elementi isolati. Le nubi stratiformi si presentano come vasti banchi simili a quelli di nebbia e si
formano per trasporto orizzontale di aria calda sopra uno strato di aria fredda ovvero per scorrimento
lento ascendente di aria calda al di sopra di aria pi fredda. Se si verifica una precipitazione, essa di
tipo diffuso e leggero come la pioviggine.
Le nubi cumuliformi si formano per una rapida ascesa di aria o perch viene sollevata forzatamente
quando incontra un pendio o quando insorgono correnti verticali per riscaldamento degli strati inferiori
o quando aria calda viene sollevata energicamente da aria fredda in veloce movimento. Le nubi
cumuliformi danno precipitazioni di tipo violento, abbondanti e anche durature. Talvolta le nubi
possono essere la combinazione dei due tipi appena descritti.
Appartengono alle nubi cumuliformi i cumuli, i cumulonembi ed i nembostrati. In particolare i
cumulonembi possono occupare quasi o tutta la Troposfera.
Cirrostrati: costituite da cristalli di ghiaccio, sono considerati i responsabili del fenomeno dell'alone
attorno alla luna o al sole. Possono occupare il cielo, anche totalmente, con un velo sottile e biancastro
che pu sfuggire all'osservatore. Il velo di nebbia . Questo genere di nubi si formano spesso dopo
l'apparizione dei cirri e possono indicare l'arrivo imminente di una perturbazione. Infatti, in presenza di
cirrostrati la pressione, la temperatura e il vento si comportano secondo le leggi indicative per
l'avvicinarsi del brutto tempo, ovvero la pressione si abbassa, la temperatura e l'umidit aumentano e
il vento gira da S o SE.
Formazione di ghiaccio
Il fenomeno di formazione del ghiaccio a bordo un fenomeno particolarmente grave, specialmente
per piccole navi e
presenta i seguenti aspetti negativi:
Riduzione del bordo libero.
Riduzione della stabilit (per effetto dell'innalzamento del centro di gravit della nave con
conseguente riduzione
dell'altezza metacentrica).
Effetto vela, come conseguenza dell'aumento della superficie per ogni strato di ghiaccio che si
deposita e
conseguente riduzione della manovrabilit della nave.
Riduzione dell'efficienza della strumentazione di bordo.
L'accumulo di ghiaccio pu arrivare anche all'ordine del 10% della stazza lorda della nave. Il
fenomeno, che coinvolge prevalentemente l'estremit prodiera della nave, si manifesta in prevalenza
nella parte posteriore di un fronte freddo, quando i venti spirano da terra.

Le principali cause di questo spiacevole fenomeno si riassumono in:


1. Pioggia che gela: si pensi ad una ipotetica situazione in cui T<0C. Evidentemente, anche le
strutture di bordo
presentano la medesima temperatura, essendo l'acciaio un buon conduttore di calore. Il risultato che
la pioggia cadendo sulle superfici della nave gela istantaneamente.
2. Nebbia da mare fumante: tale fenomeno si manifesta quando l'aria molto pi fredda dell'acqua; di
conseguenza,
contiene molte goccioline sopraffuse, le quali, a contatto con le strutture della nave, vi aderiscono,
congelando.
3. Congelamento da spray: generato dall'azione del vento sul mare quando vi sono forti differenze di
temperatura
tra aria e mare (durante gli inverni rigidi il fenomeno si pu manifestare sul molo Audace).

La conoscenza del contenuto di sale nell'acqua risulta essenziale per poter stabilire lo spessore dello
strato di ghiaccio. In particolare si ha: - Ghiaccio superficiale se S<24,7 ; - Ghiaccio fino al fondo se
invece S>24,7

CONDENSAZIONI E PRECIPITAZIONI
Condizioni per la condensazione
Il processo di condensazione , come abbiamo visto, determinato dal passaggio di stato che
porta l'acqua dallo stato gassoso (vapore acqueo) a quello liquido. Durante questo processo
viene rilasciata nell'ambiente una grossa quantit di energia (600cal/g).
La classificazione avviene essenzialmente in funzione del raffreddamento e della quota; si
distinguono:
1. Rugiada
2. Brina 3. Nubi
4. Nebbie
La rugiada si manifesta allorch la temperatura dell'aria scende al di sotto del punto di
rugiada
Le goccioline di acqua che compongono la nube presentano un diametro di 0,05mm; inoltre non sono ferme, ma, ben presto,
raggiungono una velocit detta velocit terminale che corrisponde a circa 0,25m/s.
* La formazione delle gocce di pioggia spiegata dalla teoria della coalescenza. Questa teoria afferma che l'esistenza di nuclei di
condensazione pi grandi della media da origine a gocce pi grandi caratterizzate da una velocit terminale che non in grado di
mantenere in quota la goccia, che, pertanto, comincia a cadere. Nel processo di caduta quest'ultima finisce con l'urtare altre
particelle accrescendo via via di dimensioni, peso, velocit, innescando un processo a catena.

CORRENTI
Si pensi per esempio al meccanismo che definisce il ricambio delle acque tra mare Mediterraneo ed oceano Atlantico in
corrispondenza dello stretto di Gibilterra, caratterizzato da una soglia (Soglia di Gibilterra) in corrispondenza della quale sono
identificabili una corrente di superficie (verso il Mediterraneo) ed una corrente di fondo (verso l'Atlantico). Questo
procedimento fa s che le acque del Mediterraneo siano pi calde di quelle dell'Atlantico. Nel mare Mediterraneo la
temperatura, anche a profondit di 4000-5000 metri, non scende al di sotto dei 12-13C, questo perch lo stretto di Gibilterra
forma una soglia alla profondit di circa 300 metri, che lascia entrare le correnti calde superficiali e fa uscire, con le correnti di
fondo, le acque fredde.
Misura degli elementi di una corrente
La determinazione degli elementi di una corrente pu avvenire attraverso misure:
1. Dirette

1.1. Sistema Lagrangiano: si suppone di seguire il movimento di una particella di acqua nel tempo (x, t); in pratica,
non si fa altro che misurare la distanza percorsa da un oggetto alla deriva nel tempo, risalendo cos alla sua
direzione e velocit. La determinazione degli elementi di una corrente (Rc, Vc) a bordo viene effettuata proprio in
questo modo.
1.2. Sistema Euleriano: si misura il flusso di acqua che attraversa una sezione (oppure un punto fisso) di fluido nel
tempo (x, t). Per fare ci, si sistema un sensore (elica, tubo di Pitot), il quale, investito dalla corrente, consente la
determinazione della direzione e dell'intensit della stessa.
2. Indirette: si risale ai parametri della corrente estrapolandola da relazioni di dipendenza nota da altri parametri fisici.
Tipi di correnti
Come gi accennato esistono tre tipi di correnti: 1. correnti di Deriva
2. correnti termoaline o di gradiente
3. correnti di marea
Le correnti di deriva sono prodotte dall'azione del vento sulla superficie del mare.

L'andamento della corrente di deriva in funzione della profondit ben rappresentato dalla spirale di Ekman. Immaginando che
la massa di acqua sia una successione di strati, si realizza che lo strato superficiale si muove con una direzione che forma un
angolo di circa 45 rispetto alla direzione del vento di superficie, mentre gli strati immediatamente inferiori si muovono con
direzioni che, nell'emisfero boreale, vanno ad aumentare angolarmente (per effetto della forza di Coriolis sono deviate verso
destra), riducendosi contestualmente in intensit. La direzione netta di spostamento della massa di acqua risulta essere
compresa tra 45 e 90 rispetto alla direzione del vento di superficie. Il processo evidentemente influenzato dall'intensit del
vento oltre che dalla latitudine e di norma non
supera i 100 metri di profondit.
Le correnti termoaline o di gradiente sono causate dalla differenza di densit dell'acqua, da differenze di temperatura o di
salinit.
La superficie del liquido si abbassa laddove l'acqua pi densa (in quanto pi pesante), provocando in questo modo un
flusso di acqua dalle zone dove questa meno densa (e quindi pi leggera).
Anche queste correnti sono soggette agli effetti della forza di Coriolis.

PRINCIPALI CORRENTI OCEANICHE


1.
2.
4.
5.
7.
9.

Corrente del Golfo


calda
Corrente del nord Atlantico
calda
Corrente del Labrador
fredda
Corrente della Groenlandia occidentale fredda
Corrente della Groenlandia orientale
fredda
Corrente delle Canarie
fredda
Corrente nord equatoriale calda
Contro corrente nord equatoriale
calda
Corrente sud equatoriale

12. Kuroshio calda


13. Corrente del nord Pacifico
14. Corrente dell'Alaska
15. Oyashio
fredda
16. Corrente della California
17. Corrente del Per (Humbolt)
18. Corrente del Brasile calda
19. Corrente delle Falkland

calda
fredda

3.

fredda
fredda

6.
8.

fredda

calda

20. Corrente del Benguela

fredda

10. Contro corrente sud equatoriale

calda

21. Corrente della Agulhas

calda

11. Contro corrente equatoriale

calda

22. Correnti variabili

fredda

Il fenomeno dell'Upwelling
Il fenomeno dell'Upwelling si realizza quando il vento soffia in direzione parallela alla costa, originando, in base a quanto
visto in precedenza riguardo alla spirale di Ekman, un movimento di masse di acqua verso il largo.
Tale fenomeno si manifesta lungo coste, di fronte agli oceani, come per esempio il Portogallo, la California, il Per ed
correlato con il fenomeno de "El Nio".
L'effetto determinato dallo spostamento delle acque verso il largo quello di richiamare in superficie acque pi fredde in
corrispondenza della costa interessata dal processo. Tali acque, raffreddando dal basso l'aria sovrastante, sono responsabili della
formazione di nebbia, di una maggiore stabilit e, di conseguenza, dell'assenza di precipitazioni.

*NOWCASTING previsione metereologica a brevissimo tempo, nelle 3 ore successive, ma ad elevata


risoluzione.
FORECASTING previsione a medio-breve periodo di tempo.
VAD Velocity Azimuth Display, permette di ottenere preziose informazioni riguardani il campo di vento
presente sulla verticale del sito radar.

TEMPORALI, TORNADOS & TROMBE D'ARIA


Premessa
I temporali sono perturbazioni di limitata estensione spaziale (coinvolgono aree compresa fra 30 e 300 km2) e di breve durata
(~3 ore in media), caratterizzati da violenti processi atmosferici e notevole attivit elettrica, che si manifestano tipicamente nelle
masse d'aria calde ed umide in ascesa.La classificazione pi semplice li distingue in due categorie:
1. Temporali frontali, tipici nel fronte freddo o nel fronteoccluso, nell'ambito

del ciclo vitale di un ciclone extra tropicale.

2. Temporali di masse d'aria, generalmente associati alla diversa risposta del terreno a seguito del processo di insolazione, in
conseguenza di un forte riscaldamento del suolo. Sono tipici della stagione estiva (temporali convettivi) oppure in montagna
(temporali orografici).
Il loro effetto quello di portare in quota l'aria calda e umida e di far scendere al suolo l'aria fredda. Un temporale pertanto un
processo naturale, volto a rendere pi stabile l'atmosfera.Naturalmente, la violenza del fenomeno in stretta correlazione sia con
l'estensione del profilo verticale di atmosfera interessata che con le caratteristiche della massa di aria in ascesa.
le gocce di acqua sono soggette a moti ascendenti e discendenti conseguenti all'instaurarsi degli inevitabili moti convettivi
all'interno della nuvola. L'effetto di questi processi porta ad un aumento delle dimensioni delle gocce di acqua e, se ci sono le
condizioni, alla formazione di chicchi di grandine di dimensioni pi o meno consistenti. La fase di maturit invece caratterizzata sia
da moti ascendenti che discendenti. Questa fase, che inizia nell'istante in cui grandine e pioggia cominciano a cadere, si
contraddistingue per lo scatenarsi dei processi pi violenti (vento a raffiche, pioggia, grandine, tuoni e fulmini). La presenza dei
movimenti discendenti porta all'aumento della pressione al suolo, a causa del processo di divergenza in atto.
Nel corso di questa fase, sono possibili forti raffiche discendenti di vento, denominate
Downburst, Macroburst e Microburst, a seconda delle dimensioni coinvolte, rispettivamente di ~4
km, 410 km e 14 km, con venti che possono raggiungere anche i 150 nodi. Il fenomeno pu
avere durata compresa tra 1 e 20 minuti .
FENOMENI ELETTRICI TEMPORALESCHI
Ci si realizza attraverso la creazione di un flusso di corrente dalla regione dove c' l'eccesso di carica negativa verso la regione
caratterizzata da eccesso di cariche positive. Poich l'aria un cattivo conduttore, il potenziale elettrico (differenza di carica)
necessario affinch possa generarsi il lampo deve essere molto elevato (dell'ordine dei 3000 V/m).
In sostanza, dapprima viene originata una scarica guida, invisibile all'occhio umano, la quale crea la via di passaggio per gli
elettroni (stepper leader). Tale scarica si sposta dalla base della nube verso terra, con
percorsi di 50-100 metri, intervallati da pause dell'ordine di 50s; quando questa scarica guida giunge in prossimit del suolo,
da qualche oggetto elevato dal terreno (per esempio un albero) parte una scarica rivolta verso la nuvola, che pu connettersi o
meno con la scarica guida (travelling spark). Se questo contatto si stabilisce, finalmente pu innescarsi il fulmine, che consente il
passaggio degli elettroni dalla nube al suolo (return stroke). Affinch si inneschi la scarica, la differenza di carica deve essere
molto pi elevata (milioni o centinaia di milioni di Volt).
La scarica elettrica costituisce il fulmine; il lampo costituisce l'effetto visivo, mentre il tuono rappresenta la conseguenza del
riscaldamento dell'aria, che pu raggiungere i 30.000 C e che determina un'espansione di tipo esplosivo.
Indice di Withing
Il grado di instabilit di una massa d'aria pu essere determinato esaminandone i parametri termici e igrometrici nella bassa
troposfera, cio nello strato compreso tra 850 e 500hPa.
Attraverso il calcolo dell'indice di Withing possibile valutare la probabilit di formazione di fenomeni temporaleschi.
L'indice si calcola a partire dalla seguente relazione:
K = (T850 - T500) + Td850 - (T700 - Td700) + VRTC
K = (T850 - T500) + Td850 - (T700 - Td700) + VRTC
dove, rispettivamente T850 rappresenta la temperatura a 850hPa, T500 la temperatura a 500hPa, Td850 esprime il valore della
temperatura di rugiada a 850hPa, T700 la temperatura a 700hPa e, infine, Td700 la temperatura di rugiada a 700hPa. VRTC
esprime il contributo dinamico e corrisponde a +5 se le correnti a 500hPa sono a curvatura ciclonica oppure confluenti a
componente meridionale, -5 se le correnti a 500hPa sono rettilinee, a curvatura anticiclonica, o diffluenti a componente
settentrionale.
Prima di passare alla tabella, utile dire che pi K elevato, maggiori sono le probabilit che l'evento temporalesco si manifesti.

Umidit assoluta
L'umidit assoluta di una bolla di aria definita da:
Umidit Assoluta = Massa di vapore/ Volume di aria
L'unit di misura corrisponde a: g/m 3. In pratica l'umidit assoluta esprime la densit del vapore acqueo.
In particolare quando la particella sale, per effetto delle considerazioni fatte, l'umidit assoluta diminuisce, mentre quando scende
l'umidit assoluta aumenta, anche se il quantitativo di vapore acqueo contenuto nella bolla di aria non cambiato.
Umidit specifica
L'umidit specifica definita dalla relazione seguente:
Umidit Specifica = Massa di vapore acqueo/Massa di aria
Rapporto di mescolanza
Il rapporto di mescolanza definito come il rapporto tra la massa di vapore
e la massa di aria secca, cio:
Rapporto di Mescolanza = Massa di vapore /Massa di Aria secca
Tensione di vapore e saturazione
Si gi visto a suo tempo che, in base alla definizione di pressione, la pressione di una bolla di aria dovuta alla somma
delle pressioni parziali di ciascuno dei gas componenti la bolla.
La pressione parziale dovuta al vapore acqueo detta pressione di
vapore o tensione di vapore (e). Ne segue che data una bolla di aria non satura, per
portarla a saturazione si pu agire in due modi:
1) Raffreddamento, fino al raggiungimento della saturazione.
2) Aggiunta di vapore acqueo, fino al raggiungimento della saturazione.
E' possibile osservare come, grossomodo, la tensione parziale raddoppi ogni 10C di variazione in aumento della temperatura.
Umidit relativa e variazioni dell'umidit
L'umidit relativa rappresenta la variabile pi comunemente usata in meteorologia
per descrivere la quantit di vapore presente nell'aria.
Essa viene definita come il rapporto tra la massa di vapore contenuta in un dato volume di aria ad una
data temperatura (mV) e la massa di vapore che con la temperatura, dovrebbe essere presente in quel
volume per portarla alla saturazione (mVS)
Pu anche essere definita in modo equivalente come il rapporto tra la tensione di vapore (e) e la tensione di vapore saturo (E),
oppure come il rapporto tra rapporto di mescolanza (MR) e rapporto di mescolanza di saturazione (MRS):
UR = (mV/mVS) = (e/E) = MR/MRS
Affermare che l'umidit relativa del 70%, significa che l'aria pu assorbire ancora il 30% prima di diventare satura e, quindi,
cambiare di stato.
Temperatura di rugiada
Poich la presenza o meno di acqua anche funzione della temperatura, la temperatura di rugiada definisce la
temperatura a cui devo raffreddare una bolla di aria per portarla a saturazione a pressione costante. Appare chiaro che questa
grandezza esprime una buona approssimazione del quantitativo di vapore presente nell'aria.
La differenza tra la temperatura (t) e la temperatura di rugiada (tD, dew point) proporzionale all'umidit relativa. Esiste
un espressione semi empirica che lega fra loro queste grandezze:
UR = 100 - 5(t - tD)
Pi avanti scopriremo che la temperatura di rugiada pu essere utile per prevedere la formazione della nebbia oppure la quota a
cui si formano le nuvole.
Se la temperatura di rugiada scende al di sotto di 0C anzich avere condensazione ho sublimazione ed allora si parla di
temperatura di brinamento (tF, frost point)
Problemi derivanti dall'umidit
In relazione al tipo di carico trasportato, la presenza di umidit nelle stive pu essere particolarmente dannosa. Nel caso
di trasporto granaglie parte del carico pu germogliare; nel caso di trasporto di sostanze chimiche, possibile che la presenza di
acqua induca processi di corrosione.
L'unico rimedio quello di ventilare o condizionare opportunamente le stive in relazione ai valori della temperatura del mare ed
esterna rispetto alle condizioni presenti all'interno della stiva ed al tipo di traversata da effettuare.