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LA GUIDA

CAPIRE BREXIT
Gli effetti del referendum che cambier lEuropa
www.ilsole24ore.com

IL SOLE 24 ORE Luned 20 Giugno 2016


ILLUSTRAZIONI DI STEFANO MARRA

VISTO DA LONDRA

VISTO DA BRUXELLES

Leonardo
Maisano

Adriana
Cerretelli

Una prova
dal prezzo
troppo alto

Convivenza
con molte
ambiguit

u Continua da pagina 1

u Continua da pagina 1

Cittadini, imprese e finanza


in attesa del verdetto di Londra
Cameron: Brexit una via senza ritorno verso la recessione - Ripresa la campagna elettorale
di Leonardo Maisano

una via senza ritorno, capace solo di


dividere invece di
riunire, una via verso la recessione e limpoverimento generale Vi dico: non rischiate. Parola di David Cameron.
Dopo tre giorni di silenzio nel rispetto della memoria di Jo Cox, la
deputata laburista ed eurofila assassinata da uno squilibrato con
passioni neonaziste, la campagna referendaria sulladesione
della Gran Bretagna allUnione
europea ricominciata con i toni
acuti di sempre. Laltol a Brexit
espresso dal premier in un articolo sul Sunday Telegraph e ribadito alla Bbc s scontrato con la
battuta, vagamente machista, di
Michael Gove, che nel governo
britannico ministro della Giustizia e di Cameron era grande
amico, fino allo strappo ideologico sul destino europeo di Londra.
La Gran Bretagna ha detto il
Guardasigilli, leader dei brexiters insieme con lex sindaco, Boris Johnson pu fare i conti con
qualsiasi cosa il mondo le riservi. Una scelta senza vie di
scampo, dunque, a cui si contrappone la fiducia cieca nelle
risorse del Regno, gli slogan approssimativi della propaganda
hanno segnato con queste note il
ritorno sul ring dei combattenti
di Leave e Remain.
Parole dordine che accompagnano la marcia del Paese verso
lultimo miglio di questo eterno
confronto. Le urne sapriranno
gioved mattina alle 7 per chiudersi alle 22 ora britannica e vedranno in coda un numero record di elettori, secondo le stime
degli istituti di statistica. Andranno al voto accompagnati da sondaggi che fino alla fine di maggio
assegnavano un solido margine a
Remain, per poi girare, progressivamente, a favore di Leave. Fino alla scorsa settimana, quando i
brexiters erano dati in vantaggio,
contenutissimo, ma in vantaggio
sia negli opinion polls online sia

in quelli telefonici, considerati


pi affidabili.
Gli ultimi due, diffusi ieri, indicano un rallentamento della
spinta a favore di Leave e confermano il sostanziale equilibrio,
sotto il segno, per, di un marginale ritorno di Remain (YouGov
44/43, Survation 45/42). I sondaggi sono stati elaborati in coincidenza con la morte di Jo Cox e
quindi tengono conto, ma solo
parzialmente, delleffetto emotivo che lomicidio ha suscitato nel
Paese e che si ritiene possa dare
unaccelerazione significativa a
favore degli eurofili. In realt
convengono i sondaggisti si sta
assistendo soprattutto al posizionamento degli indecisi che, come
vuole la tradizione, negli ultimi
giorni si orientano massiccia-

RISULTATO IMPREVEDIBILE

Gioved le urne resteranno


aperte dalle 7 alle 22:
nei sondaggi il voto Remain
appare in recupero dopo
lomicidio della deputata Jo Cox
mente a favore dello status quo.
Che la partita, per i brexiters, si
stia mettendo meno bene del previsto lo ha notato anche Nigel Farage, leader dellUkip, esplicito
nel ritenere che lassassinio di Jo
Cox abbia frenato il trend a favore dei brexiters. Unulteriore accelerazione crediamo la possa
dare lintervento del premier ieri
sera alla Bbc. Rispondendo al
pubblico, ha insistito sulla sicurezza nazionale garantita dalla
continuit perch i terroristi
vogliono vederci divisi, per poi
ribadire che in caso di sconfitta
non si dimetter. Poi ha insistito
su quella che resta la pietra angolare della campagna referendaria
di Remain: il rischio economico.
Cameron ha ribadito che istituti
indipendenti concordano su un
possibile buco nei conti pubblici di 30 miliardi di sterline che
dovr essere ripianato, probabil-

mente con una manovra straordinaria. Se usciamo da questa


organizzazione ha aggiunto
limpatto sulle nostre vite chiaro. E, sia chiaro, se usciamo non si
torner mai indietro. LFmi due
giorni fa aveva confermato tempi
di recessione per leconomia pi
brillante dellUnione, immaginando un effetto negativo sulla
crescita del Pil del 5,6% entro il
2019 rispetto allo scenario di base. Per il Cancelliere dello Scacchiere, George Osborne, una
stima cauta. Temo che possa essere molto peggio di cos. un rischio che minaccia posti di lavoro, beni, propriet dei nostri cittadini. E limpatto non si misura
solo con percentuali di Pil, se
vero che anche deal intraeuropei
di prima grandezza come la fusione fra London stock exchange
e Deutsche Borse sono minacciati dal rischio Brexit. Dalla Germania rimbalzano dubbi crescenti sul merger dei listini e un
no allEuropa potrebbe davvero affossarlo.
E da Berlino ha fatto sentire la
sua voce, una volta di pi, il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schuble. In caso di Brexit
ha detto in sostanza- non potr
essere business as usual, perch tanti potrebbero avere la
stessa idea. Schuble ha voluto
lanciare un messaggio tranquillizzante nel contesto ansiogeno
creato dalla consultazione. Attendiamo la decisione del popolo
britannico e poi la rispetteremo.
Siamo pronti a evitare sviluppi
caotici. Un aiutino inatteso e
certamente non sollecitato a David Cameron giunto anche da
un improbabile europeista. Il leader ungherese Viktor Orban s
augurato una vittoria di Remain.
Lultima mano di unestenuante partita cominciata, lesito resta imprevedibile, ma le conseguenze nelluno e nellaltro scenario sono ormai largamente definite. Un salto nel vuoto o la
continuit ? La parola a un popolo
incerto.
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Che cosa cambia se al referendum vince il s

CITTADINI

IMPRESE

FINANZA

ISTITUZIONI

chi studia
Se gli universitari europei
vengono equiparati a quelli
extra Ue, la retta sale fino a
36mila sterline allanno

limport-export
In arrivo dazi e nuove
certificazioni obbligatorie;
potrebbe decadere la tutela del brevetto europeo

i mercati
Per le Borse previsioni
di +15% se vince Bremain
e di -20% in caso di vittoria
dei fautori della Brexit

commissione ue
Oltre 1.120 funzionari
britannici rischiano di
dover lasciare listituzione
per cui lavorano

chi lavora
I diritti ottenuti fino a un
giorno prima sono acquisiti: i
problemi arrivano per chi
non si ancora trasferito

i settori
I big dellauto tra i pi esposti alla Brexit: colossi come
Honda o Toyota potrebbero lasciare il Regno Unito

le valute
La svalutazione della sterlina spinge le divise rifugio
come lo yen giapponese e
il franco svizzero

parlamento ue
Persi oppure da riallocare gli
attuali 73 seggi parlamentari
in quota Regno Unito (per il
60% nel centrodestra)

chi viaggia
Vacanze 2016 e 2017 senza
rischi. Ma dal 2018 cambieranno le code per i
controlli alla frontiera

il fisco
Serviranno nuovi accordi
bilaterali per le imposte
indirette come Iva e dazi,
sul modello della Svizzera

i titoli di stato
La vittoria della Brexit
penalizza i bond dei Paesi
periferici come la Spagna
e lItalia

fondi europei
Londra uno dei contribuenti netti della Ue: nel
2015 ha ottenuto un saldo
negativo per 8,5 miliardi

fregiata dalla tragedia di


Jo Cox parlamentare
laburista assassinata da
un pazzo con forti simpatie
per lestrema destra. Arriva,
soprattutto, sconvolta nellassetto politico tradizionale,
segnato ora da un trasversalismo- tory contro tory, tory
con labour, labour contro
labour - che emerge come
nuova ideologia.
Il duello civile europeo che
si visto a Londra segna il
tramonto dellequivoca coabitazione nellanimo britannico
di sentimenti contrapposti.
Quello che li avvicina per
interesse, per curiosit e per
qualche pulsione di inconfessabile appartenenza, al Vecchio Continente. E il sentimento che, per converso, li
induce tutti, anche gli eurofili
- a definire european solo gli
altri cittadini Ue, con la Manica come giustificazione apparente della diversit da noi.
Coabitazione di sentimenti
opposti al tramonto, perch il
referendum impone ora agli
elettori di scegliere fra le due
met di loro stessi.
Ha lasciato uscire il genio
dalla lampada ci confess,
sconcertato, un ex ministro di
Margaret Thatcher per nulla
euroscettico quando David
Cameron annunci di volere
indire un referendum sullUe.
Il concetto era ritagliato
sullambivalenza allinterno
del partito conservatore
strattonato da euroscettici e
(moderatissimi) eurofili.
Unefficace metafora per
denunciare un errore storico:
pretendere di dare una soluzione finale a quelleuroperplessit che richiede invece
cautela e tempo. Andava
evitato lo scontro aperto
secondo la lettura dellilluminato ministro andava gestita
la transizione lenta lentissima - verso una maggiore
euroconsapevolezza di questo
popolo che, per dirla con Paolo
Conte, avr pure uno sguardo
un po cos, e unespressione
un po cos, ma allUnione ha
regalato dosi di pragmatismo
in politica e liberismo in
economia che rimpiangeremo
tutti se lo strappo si dovesse
consumare davvero.
Il genio s rivelato pi
malefico del previsto, impazzando non solo nel Tory party,
ma nel Paese intero, essendo
stato capace di arruolare con
Leave forze che vanno oltre
leuroscetticismo dantan. LUe
divenuta simbolica esemplificazione di quello che non
necessariamente : globalizzazione, City, quei poteri forti
che dalla crisi del 2008 creano
voglie scomposte antisistema.
In queste retrovie del Regno, il
no allUe trova consenso, in
anomala alleanza con lestablishment Vecchia Inghilterra
che cerca in quello stesso no
la perpetuazione di s stesso.
Trasversalismo, appunto,
nuovo credo di unopposizione allUe che non pu stupire
pi di tanto. Decenni di campagna denigratoria su (quasi)
tutto ci che made in Europe
lasciano il segno. I media,
anche quelli di qualit, hanno
responsabilit enormi. La
crocefissione pubblica dei
burocrati di Bruxelles
andata troppo spesso al di l
del lecito, diventando giustificazione di ogni male, lasciando sul campo un popolo
confuso e un sicuro sconfitto:
la Gran Bretagna.
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er entrambe il velo
strappato dellinterdipendenza reciproca,
troppo spesso negata o
minimizzata, avr un prezzo. Quanto elevato lo diranno subito i mercati, da giorni
in subbuglio.
In Europa c chi spera
nelluscita dellUnion Jack,
nella liberazione da un partner critico, urticante nelle sue
incessanti rivendicazioni
sovrane: ci spera per rilanciare lintontito processo di
integrazione e magari marciare impavidi sulla strada del
federalismo. Sillogismo
troppo semplicistico: pi che
bloccare gli altri, gli inglesi
hanno sempre preferito
guardare in primis alla tutela
dei propri interessi, curandone la proiezione nelle politiche e nella legislazione europea, chiamandosene fuori
quando non le condividevano
ma lasciando i partner andare
per la loro strada (euro,
Schengen, giustizia e diritti
sociali). In compenso hanno
regolarmente fornito agli altri,
in passato come oggi, un
prezioso alibi per coprire
pulsioni altrettanto sovraniste ma abilmente occultate
sotto il mantello europeista.
La Francia, mitterandiana e
oltre, stata ed il campione
di questa ambiguit. Che
peraltro ormai incontra
vecchi e nuovi apprendisti
stregoni tra nazionalismi,
populismi, euroscetticismi
diffusi ovunque.
Con o senza Brexit, lEuropa gi troppo brexizzata per
poter seriamente credere che
la secessione di Londra possa
regalarle la sognata catarsi
ricostruttiva. Se ci sar lo
strappo, niente pi maschere
n saghe delle ipocrisie per
nessuno. Ma rimettere insieme i cocci a 27, selezionando
priorit e interessi condivisi,
prima di poter provare a
ripartire non si sa in quale
nuovo assetto istituzionale,
richieder anni, forse decenni. Ammesso che il caos
rivendicativo non diventi
invece ingovernabile. Di
sicuro, senza la Gran Bretagna lEuropa sar pi povera,
monca, meno equilibrata e
meno europea. Non solo
perch perder la sua seconda economia, il 25% del suo Pil
totale, e la City, la sua prima
piazza finanziaria. Perder
una delle sue rare potenze
militari (resterebbe solo la
Francia), leccellenza del
Foreign Office, dell M15 e di
Scotland Yard. Perder la sua
pi solida democrazia, la
cultura del pragmatismo, la
beffarda eleganza dellunderstatement. Naturalmente
potr sopravvivere senza gli
inglesi. E lo far, se sar
necessario. Ma porter il
marchio di un clamoroso
fallimento, della credibilit
diminuita e storpiata.
Anche Londra senza Europa potrebbe per scoprire che
nemmeno la sua stata una
guerra di liberazione vincente
ma solo la fine dellultima
grande illusione nazionalista.
Perch l fuori, nel mondo
globale, lisolamento non pi
splendido, lautosufficienza
non cos scontata e appagante.
lUnione che fa la forza: non
sembrano capirlo gli inglesi
ma nemmeno gli europei che,
nella rispettiva miope ottusit, non sono mai apparsi tanto
vicini e interdipendenti.
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Il Sole 24 Ore
Luned 20 Giugno 2016 - N. 168

12

CAPIRE BREXIT

SCENARI

Brexit o Bremain, ecco che cosa succeder


I rapporti con la Ue cambieranno in ogni caso anche se Londra decider di restare
di Chiara Bussi

li inglesi hanno
avuto finora un
piede dentro e
uno fuori dallUnione europea: non partecipano alla moneta unica o allaccordo di Schengen. In caso di Brexit
saranno completamente fuori,
ma avranno tutto linteresse a
mantenere un legame con la Ue.
Le incognite riguardano la formula che verr negoziata, i tempi
e le modalit. Lunica certezza
che si imboccher una strada sconosciuta. Yves Bertoncini, direttore di Notre Europe, il think
tank fondato dallex presidente
della Commissione Ue Jacques
Delors, non nasconde le sue preoccupazioni legate allipotesi di
un divorzio. La frattura del voto
lascer per un segno anche in
caso di vittoria del Bremain,
come stata ribattezzata la scelta
di restare nel club europeo.
Quali sono gli scenari possibili?
Le regole europee - chiarisce Jannis Emmanoulidis, resposabile ricercheperilEuropeanPolicyCentre di Bruxelles - forniscono solo in
parte le risposte, poi entreranno in
gioco variabili imponderabili che
nelluno o nellaltro caso potrebbero tratteggiare nuovi e impensabili contorni. la prima volta che
un Paese decide di abbandonare
lUnione e si tratter di collaudare
la cosiddetta clausola di recesso
prevista dallarticolo 50 del Trattato Ue. Se lelettorato sceglier laddio il premier Cameron dovr notificare questa intenzione al Consiglio europeo, composto da Capi
di Stato e di governo della Ue. Quel
che certo che non si tratter di
un divorzio-lampo e dal momento
della richiesta formale occorreranno almeno due anni. Dopo questo termine il recesso pu scattare
automaticamente, ma il Consiglio
Ue potr chiedere una proroga.
Tempi lunghi, dunque, forse anche cinque anni secondo quanto
ha ipotizzato il presidente della Ue
Donald Tusk. Qui, per - spiega
Emmanoulidis - entra in gioco la
prima incognita. La tempistica
della richiesta di recesso dipender dallesito del referendum e dai
suoi riflessi sulla politica interna
inglese. infatti probabile che
lavvio delliter non sia immediato.
Una volta compiuto questo passo
formale il Consiglio europeo dovr poi presentare i suoi orientamenti che serviranno da base negoziale per la conclusione di un accordo che dovr definire le modalit di uscita e la nuova relazione
tra Londra e Bruxelles. Scegliendo
di abbandonare lUnione, la Gran
Bretagna diventer infatti un Paese terzo che dovr ridefinire i
suoi rapporti con la Ue.
Latrattativasisvolgersecondo
le regole previste dallarticolo 218
del Trattato. Al tavolo siederanno
di sicuro la Commissione Ue e la
Gran Bretagna e sar il Consiglio
Ue a decidere chi parteciper. Ec-

co dunque una nuova incognita.


Anche per il possibile accordo che
potr essere siglato con Londra,
per ora si possono fare solo ipotesi
sullabasedelleinteseesistenti,che
prevedono legami pi o meno
stretti con Bruxelles. Tra questi il
pi probabile secondo gli esperti
lo Spazio economico europeo, un
modello applicato a Islanda, Norvegia e Liechtenstein: prevede la
libera circolazione di beni, capitali
e persone e la partecipazione a
programmi di ricerca come Horizon 2020. I tre Paesi contribuiscono al bilancio Ue in misura minore
rispetto ai membri dellUnione e
hanno uninfluenza molto limitata
sul processo decisionale. probabile per che Londra voglia negoziare un accordo su misura, dice Emmanoulidis. Nel frattempo
la Gran Bretagna continuer a essere soggetta a tutti i diritti e doveri
della Ue. I Trattati cesseranno invece di essere applicati a decorrere dalla data di entrata in vigore
dellaccordo di recesso che dovr
essere approvato dal Consiglio Ue
a maggioranza qualificata e dallEuroparlamento.
Immaginiamo invece che lelettorato inglese scelga di restare.
Liter sarebbe meno tortuoso ma
anchequicisonoalcuneincognite.
Londra, che molte volte si chiamata fuori da alcuni progetti europei, esercitando il cosiddetto opt
-out, lo scorso 19 febbraio ha ottenuto una sorta di statuto speciale.
Nellaccordo siglato con i leader
dei 27 scritto nero su bianco che il
principio di Unione sempre pi
stretta non si applicher pi a
Londra, che a sua volta non opporr il veto a una maggiore integrazione dellarea euro. Non solo. La
Gran Bretagna ha anche ottenuto
di poter attivare per 7 anni il cosiddetto freno di emergenza sulle
prestazioni di welfare per i cittadini comunitari che si trasferiscono
Oltremanica. A partire dal 2020 gli
assegni familiari a carico dei figli
rimasti in patria verranno inoltre
indicizzati al reddito medio del Paese in cui risiedono. Laccordo
un impegno politico - spiega per
Bertoncini - e non entrer automaticamente in vigore. Lesclusione
di Londra dallintergrazione pi
stretta, che pone le basi per unEuropa a due velocit, dovr essere
scritta al momento della revisione
dei Trattati. Le questioni spinose
sul welfare per entrare in vigore
dovranno invece attendere la modifica dei due regolamenti Ue (del
2004edel2011)perlimitaretemporaneamente la libera circolazione
dei lavoratori nella Ue. La Commissione Ue dovr presentare una
proposta di modifica che dovr essere approvata da Consiglio Ue e
Europarlamento. Nella migliore
delle ipotesi - dice Bertoncini - ci
vorranno tra i sei e i dodici mesi.
Incertezze, incognite e rischi
dominano la scena. Da venerd 24
giugnoperlEuropanientesarpi
come prima.

BREXIT
ARTICOLO 50 DEL TRATTATO UE

Il Paese della Ue che decide di recedere, deve notificare


tale intenzione al Consiglio europeo, il quale presenta i suoi
orientamenti per la conclusione di un accordo volto a definire le modalit del recesso di tale Paese.
Tale accordo concluso a nome dellUnione europea al
Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata previa
approvazione del Parlamento europeo.
I Trattati cessano di essere applicabili al Paese interessato a
decorrere dalla data di entrata in vigore dellaccordo di
recesso o due anni dopo la notifica del recesso. Il Consiglio
pu decidere di prolungare tale termine.
Qualsiasi Stato uscito dallUnione pu chiedere di aderirvi nuovamente, presentando una nuova procedura di
adesione

GLI ATTORI IN GIOCO

Governo britannico
Comunica al Consiglio europeo che intende uscire dalla Ue e attiva
la procedura di recesso regolato dallarticolo 50 del Trattato Ue
Consiglio europeo
Presenta gli orientamenti che servono da base negoziale allaccordo
Commissione Ue
Negozia insieme a Londra i termini di uscita dalla Ue
Consiglio Ue
Decide chi partecipa al tavolo negoziale. Deve approvare laccordo a
maggioranza qualificata. Non serve lunanimit
Europarlamento
Deve approvare laccordo
Parlamenti nazionali
Il Trattato non prevede alcun veto da parte dei Parlamenti nazionali

ALMENO DUE ANNI

Per negoziare la nuova situazione inglese occorreranno almeno


due anni. questa la tempistica prevista dal Trattato della Ue
per luscita di un Paese, calcolata dal momento della presentazione della richiesta di recesso. Al termine dei due anni il recesso pu scattare automaticamente ma il Consiglio Ue pu chiedere di prolungare il termine
I pronostici di Tusk
Secondo il Presidente della Unione europea Donald Tusk
potrebbero occorrere anche 5 anni per labbandono della Ue

I POSSIBILI ACCORDI

Modello ritagliato su misura


Possibile un accordo ritagliato su misura con un compromesso
tra le esigenze di Bruxelles e quelle di Londra
Spazio economico europeo
Prevede la libera circolazione di beni, capitali e persone e la
partecipazione a programmi di ricerca come Horizon 2020. I
Paesi terzi hanno uninfluenza molto limitata sul processo
decisionale
Modello svizzero
Richiede un accordo commerciale individuale con ciascuno dei
Paesi e uninfluenza molto limitata sul processo decisionale
Modello turco
Unione doganale con un accesso senza tariffe ad esclusione
dei servizi finanziari. Influenza molto limitata sul processo
decisionale

LE REGOLE

LE ISTITUZIONI

I TEMPI

I NUOVI ASSETTI

BREMAIN
ACCORDO TRA LA UE E LA GRAN BRETAGNA

Il 19 febbraio scorso i capi di Stato e di governo Ue hanno concesso a Londra di modificare le regole comuni in quattro principali ambiti:
Sovranit
Il principio di unUnione sempre pi stretta non si applica alla
Gran Bretagna che resta esclusa da una maggiore integrazione
politica (una sorta di statuto speciale)
Completamento del mercato interno
Impegno a completare il mercato interno e a snellire la burocrazia
Ue
Restrizioni al welfare
Impegno a limitare le prestazioni di welfare per i cittadini di
altri Paesi Ue per un determinato periodo di tempo
Governance economica
I Paesi fuori dall'euro non possono porre veti in caso di maggiore integrazione dellEurozona

GLI ATTORI IN GIOCO

Governo britannico
Cercher di far attuare gli impegni sottoscritti nellaccordo di
febbraio. Nel giugno 2017 assumer la presidenza di turno
della Ue
Commissione Ue
Dovr proporre una revisione del regolamento 883/2004 sulle
prestazioni di welfare e modifiche al regolamento 492/2011 per
introdurre un freno di emergenza di 7 anni
Consiglio Ue
Dovr approvare le revisione dei regolamenti e le eventuali
nuove direttive
Europarlamento
Dovr approvare le revisione dei regolamenti e le eventuali
nuove direttive

ALMENO SEI MESI

Nuove regole sul welfare


Per la modifica dei due regolamenti sul welfare occorreranno
nella migliore delle ipotesi tra i sei e i dodici mesi. La proposta
della Commissione Ue deve infatti esserre approvata da Consiglio Ue ed Europarlamento
Statuto speciale
Pi lunghi i tempi di revisione del Trattato per escludere la
Gran Bretagna dal principio di unUnione sempre pi stretta. La
revisione deve poi essere ratificata dai parlamenti nazionali

LATTUAZIONE DELLACCORDO DI FEBBRAIO

Le nuove regole sul welfare


Dopo la proposta di modifica della Commissione Ue e lok
di Consiglio ed Europarlamento, entreranno in vigore le
nuove regole sul welfare previste dellaccordo di febbraio
I Parlamenti nazionali
I Parlamenti nazionali potranno chiedere di inserire un
tema in agenda attivando il cosiddetto cartellino rosso.
Per farlo servir il 55% dei voti totali delle assemblee nazionali, ma occorrer modificare il Protocollo sul ruolo dei
Parlamenti nazionali
Lescusione inglese
Al momento della prossima revisione dei Trattati verr
inserito il paragrafo sullesclusione inglese da unUnione
sempre pi stretta

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LANALISI
Lucia Serena
Rossi

Larticolo 50
e le mille
incognite
del leave

llindomani del referendum, in caso prevalga il


Leave, si avrebbe una
situazione tuttaltro che chiara
e definitiva. La prima variabile
temporale. Gli inglesi non
uscirebbero certo il giorno
dopo: questultimo sarebbe
solo linizio di un lungo percorso, durante il quale a Londra
continueranno ad applicarsi gli
stessi diritti e doveri degli altri
Stati. Il recesso diverrebbe
automatico solo dopo due anni
dalla notifica da parte di Cameron, se non viene concluso un
nuovo accordo che regoli le
relazioni con la Ue, ma il Consiglio europeo e il Regno Unito
potranno ancora prorogare il
negoziato. C poi una variabile
geografica: alla fine chi uscirebbe davvero? La Scozia ha fatto
sapere che rifarebbe un referendum per separarsi dal
Regno Unito e poi fare domanda di adesione alla Ue, e non
escluso che anche lIrlanda
lasci lUnion Jack.
Quanto al futuro accordo fra
Londra e Bruxelles, non chiaro
se i singoli Stati, inclusa lItalia,
potranno partecipare alla
conclusione. Secondo il Trattato di Lisbona laccordo negoziato dallUe. Ma si potrebbe
decidere che la Commissione lo
negozi da sola, o assieme agli
Stati o persino con un negoziatore nominato dal Consiglio Ue.
Nessuno dei 27 Stati comunque
avr un potere di veto, anche
perch laccordo concluso dal
Consiglio a maggioranza
qualificata. Tuttavia, poich un
accordo del genere avrebbe
notevolissime ripercussioni sul
bilancio della Ue (di cui gli
inglesi sono contributori netti),
necessaria lapprovazione del
Parlamento europeo. Infine,
quanto al contenuto del nuovo
accordo, da un lato non pensabile che dopo pi di quarantanni di membership lInghilterra si
possa trovare in una relazione
con la Ue meno stretta di quella
con gli Stati dello Spazio economico europeo. Ma daltro canto
gli inglesi vorrebbero solo
alcuni aspetti del mercato
interno, in particolare la circolazione dei capitali e quella dei
servizi finanziari, nutrendo
molte riserve sulle norme che
regolano la libera circolazione
delle merci e una decisa avversione per tutto quello che
riguarda la circolazione delle
persone. Nel nuovo scenario di
integrazione differenziata che
si aprirebbe si profilano dunque molte variabili.
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I numeri chiave. Il Regno Unito la seconda economia europea dopo la Germania e la prima piazza finanziaria

Pil, investimenti esteri, export: la posta in gioco alta


Chiara Bussi
Micaela Cappellini

p la seconda economia europea dopo la Germania e genera


ogni anno un Pil superiore ai 2.200
miliardi di euro, il 16% dellintera
Ue. La sua capitale la prima piazza finanziaria del Vecchio continente, con oltre un milione di persone che gravitano nel mondo degli affari. Ed diventata un polo
dattrazione anche per studenti e
imprese, con 3,3 milioni di cittadini europei che lhanno scelta come terra dadozione. Sono questi i
segni particolari della Gran Bretagna, che dopo 43 anni potrebbe
scegliere di abbandonare il club
dellUnione europea. Circa 50 milioni di britannici si sono registrati
al voto e comunque vada faranno
la storia, perch la prima volta
che un Paese rischia di dire addio
al progetto europeo. La consulta-

zione si tiene in 382 circoscrizioni:


326 in Inghilterra, 32 in Scozia, 22 in
Galles, una in Irlanda del Nord e
una a Gibilterra.
Con gli altri partner Ue Londra
ha sempre avuto un rapporto altalenante, con una lunga lista di eccezioni e diversit: il no alleuro e
al fiscal compact per il coordinamento delle politiche economiche, agli accordi di Schengen per
labolizione delle frontiere, ma
anche alle altre politiche nel campo del terzo pilastro dei Trattati
Ue, la giustizia e gli affari interni,

LE ECCEZIONI

Con gli altri partner Ue


c una lunga lista di diversit:
concessi a Londra i no
alleuro, al fiscal compact
e agli accordi di Schengen

germoglio di unUnione che vorrebbe essere anche politica e che


Londra ha sempre visto come il
fumo negli occhi.
Lappartenenza alla Ue, dicono
i Brexiteers, cio i sostenitori della
Brexit, ha portato pochi benefici.
In realt il Centre for European
Reform calcola che ha incrementato del 55% gli scambi commerciali con gli Stati membri, dando
una mano alla produttivit e al Pil.
Il secondo argomento a sostegno
delluscita riguarda gli alti costi di
mantenimento della Ue. Londra,
cos come gli altri Paesi membri,
devecontribuirealbilanciocomunitario, ma quello che in gergo si
definisce contribuente netto, in
buona compagnia insieme ad altri
nove Paesi tra cui lItalia. Un esempio? Nel 2015 ha staccato un assegno di 13 miliardi, beneficiando
dello sconto ottenuto da Margaret

Thatcher nel lontano 1984 e ha ricevuto fondi Ue per 4,5 miliardi. Il


Paese per il maggior destinatario di fondi Ue per la ricerca e sono
gi un migliaio i progetti delle universit britanniche finanziati dal
programma Horizon 2020.
Che cosa succeder in caso di
Brexit? Lesercizio ha tenuto impegnati nei mesi scorsi gli istituti
di ricerca di tutto il mondo con stime e proiezioni diverse, ma su un
aspetto tutti sono daccordo: la vittoria del Leave sarebbe una catastrofe per leconomia britannica e
avrebbe un contraccolpo - anche
se di minore portata - su quella degli ex partner europei. Secondo
lOcse laddio alla Ue brucer il 3%
di crescita inglese entro il 2020. Il
Fmi ancora pi pessimista e stima addirittura un impatto negativo sul Pil del 5,6 per cento. Anche il
tassodidisoccupazione,cheoggi

IL QUESITO

Dentro o fuori
Il Regno Unito deve rimanere
un membro dellUnione Europea o
uscire dallUnione Europea?. la
domanda a cui circa 50 milioni di

britannici sono chiamati a


rispondere nel referendum sulla
Brexit del 23 giugno. I seggi
saranno aperti dalle 7 alle 22 ora
locale.

uno dei pi bassi nella Ue al 5,1%,


secondo la Confindustria britannica subirebbe unimpennata all8% nel 2020 in caso di abbandono
della Ue.
Uno degli effetti pi tangibili riguarder gli scambi commerciali
e sar legato a doppio filo al nuovo
accordo che verr siglato con la
Ue in caso di uscita (si veda larticolo sopra). Secondo Kpmg nel
lungo periodo gli scambi con gli ex
partner dellUnione potrebbero
diminuire tra il 5 e il 10 per cento. E
se oggi lexport italiano verso la
Gran Bretagna vale 22,5 miliardi,
in caso di Brexit nei prossimi tre
anni, a detta della societ di consulenza Euler Hermes, potrebbe diminuire del 9 per cento. Londra
perderebbe appeal anche in termini di investimenti esteri. Il flusso verso la Gran Bretagna ha superato lo scorso anno i 50 miliardi di
dollari, pari al 34% di tutti i capitali
stranieri affluiti in Europa, ma secondolaLondonSchoolofEconomics potrebbe scendere del 22% in
caso di uscita.

Anche il mondo della finanza


trema, perch il comparto rappresenta il 12% del Pil. In caso di
Brexit, TheCityUk, lente che rappresenta il settore, stima una perdita del 9,5 per cento. Chiss che
cosa faranno le 250 banche straniere che hanno sede allombra
del Big Ben o le compagnie assicurative che contribuiscono a un
mercato che nel Paese vale 60 miliardi di sterline. Gli effetti si farebbero sentire anche sul settore immobiliare, provocando un brusco
calo dei prezzi nei prossimi due
anni (fino al 25% secondo Fitch).
La situazione non sar rosea nemmeno per gli affitti: sono circa un
milione i cittadini non britannici
che si sono detti pronti a lasciare la
propria casa in Gran Bretagna.
Il 23 giugno gli inglesi saranno
chiamati a mettere una crocetta su
Leave o Remain. Un semplice gesto che pu cambiare il corso della
storia dellEuropa e peggiorare
drasticamente lo stato di salute di
uno dei suoi big.
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Il Sole 24 Ore
Luned 20 Giugno 2016 - N. 168

13

CAPIRE BREXIT

CITTADINI
Lavoro, studio e turismo:
Londra ancora pi costosa

LANALISI
Marco
Biscella

Un capitale
umano
che potrebbe
svalutarsi

A rischio molte delle agevolazioni previste per gli europei


di Micaela Cappellini

econdo lOcse, se al referendum di gioved vincer


la Brexit, a ogni famiglia inglese toccher pagare un
prezzo di 3.200 sterline. Ma luscita della Gran Bretagna dalla Ue
potrebbe avere un costo anche
per tutti i cittadini dellUnione che
in Gran Bretagna hanno scelto di
vivere, lavorare e studiare.
La platea vasta: sono 3,3 milioni i cittadini comunitari residenti
ma non originari del Regno Unito.
Di questi oltre 500mila sono italiani. Senza contare gli studenti universitari che scelgono gli atenei di
sua Maest, per lo studio della linguaoperlimprontainternazionale della preparazione offerta: se ne
contano circa 400mila stranieri,
di cui oltre 125mila provenienti dagli altri 27 Paesi membri.
Chi di loro pagher il prezzo pi
alto? In questa Europa che non
aiuta i giovani, ancora una volta
saranno loro i pi esposti. Oggi
uno studente italiano - o tedesco, o
francese - se sceglie un college del
Regno Unito paga la stessa retta di
un suo coetaneo inglese, vale a dire al massimo 9mila sterline allanno. Se sceglie la Scozia, addirittura non paga nulla: tra le Highlands luniversit gratis per tutti
gli studenti comunitari. Dovesse
vincere la Brexit, per, gli universitari europei rischiano di essere
equiparati alle migliaia di studenti
internazionali che ogni anno arrivano in Gran Bretagna, dalla Malaysia al Per. E questo fa lievitare
lerette:finoa36milaeuroallanno,
nel caso di medicina. Questi studenti continuerebbero a scegliere
lInghilterra? Chi nella Ue potrebbe avvantaggiarsene per esempio lIrlanda: madrelingua altrettanto inglese, stesso ordinamento
di Common law, contiguit geografica e culturale assicurata.
In caso di Brexit, gli studenti perderanno anche il diritto allassistenza sanitaria gratuita. Un supporto, questo, che verrebbe a mancare anche al popolo dei lavoratori
Ue in Gran Bretagna: soltanto tra il
2014 e il 2015 il sistema sanitario inglese ha ricevuto 49 milioni di sterline dagli altri membri dellUnione
arimborsoperlecuremedicheprestate ai cittadini europei fuori sede.
Spese mediche a parte, chi oggi
lavora in Gran Bretagna piuttosto tutelato perch ha dalla sua lo
scudo della Convenzione di Vienna del 1969: chiunque gode di diritti acquisiti nellambito di un determinato trattato internazionale
continua a goderne anche dopo
che il trattato verr sciolto.
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PER CHI STUDIA

PER CHI LAVORA

PER CHI VIAGGIA

Tasse, niente prestiti e polizze sanitarie


S

embra impossibile, ma gli studenti


universitari stranieri in Gran
Bretagna sono tra coloro che hanno
pi da perdere in caso di Brexit. Chi
proviene da uno stato Ue e sceglie un
ateneo della Scozia oggi addirittura
non paga nulla. Nel resto del Regno
Unito, invece, gli studenti comunitari
vengono equiparati a quelli inglesi e
pagano al massimo 9mila sterline di
tasse allanno. Tutti godono di cure
mediche gratuite cos come previsto
dal Sistema sanitario nazionale britannico. E tutti oggi hanno diritto di
ottenere un prestito per studenti per
un importo massimo di 9mila sterline
allanno.

Il nodo delle tasse

In caso di Brexit, nella peggiore delle


ipotesi, gli studenti Ue potrebbero
perdere tutto: niente accesso ai prestiti studenteschi, niente assistenza
sanitaria, ma soprattutto tasse universitarie uguali a quelle che oggi pagano
gli studenti extracomunitari. Che
partono da 8mila sterline annue per i
corsi base ma che, nel caso di medicina, possono arrivare fino allastronomica cifra di 36mila sterline allanno.
Tuttavia, molto probabile che in
caso di Brexit Londra riesca ad andare
incontro agli studenti europei, sostiene lavvocato Martin Pugsley, dello
studio legale Delfino Willkie Farr &

LA MOBILIT TEDESCA
Studenti universitari stranieri. Dati in mgl
Eu27

Paesi non Eu
0

100

200

300

400

er chi oggi gi vive e lavora a


Londra in maniera stabile la
Brexit non costituirebbe un evento
drammatico. I diritti di cui queste
persone godono da anni infatti
contano come diritti acquisiti
individuali ai sensi della Convenzione di Vienna del 1969, in cui si
afferma che la cessazione di un
trattato non pregiudica alcun diritto, obbligo o situazione giuridica
delle parti, ottenuto attraverso
l'esecuzione del trattato prima della
sua estinzione.
Insomma - spiega lavvocato
inglese Martin Pugsley, dello studio
legale Delfino Willkie Farr & Galla-

Francia
Germania
Italia
Spagna
Fonte: Eurostat

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dra e Bruxelles - chi ancora non si


trova dietro una scrivania della City,
per ottenere un impiego nel Regno
Unito potrebbe addirittura aver
bisogno di un visto di lavoro. Non
solo: anche il diritto al riconoscimento automatico delle qualifiche
professionali verrebbe meno.

gher - anche se il Regno Unito si


ritirasse dalla Ue, ci significherebbe
liberare il Regno Unito e lUnione
Europea da eventuali future obbligazioni reciproche, ma non pregiudicherebbe i diritti e gli obblighi precedenti alla Brexit.

Chi in procinto di trasferirsi

Pi problematico invece il caso di


chi sta pianificando il proprio trasferimento nel Regno Unito ma solo a
met del guado delle pratiche, oppure non ha iniziato affatto. Nel peggiore degli scenari possibili - quello
cio di un divorzio burrascoso e
niente affatto consensuale tra Lon-

3,3

Il principio di reciprocit
milioni

Sono i cittadini europei che attualmente vivono e


lavorano nel Regno Unito, che ha una popolazione
complessiva di circa 64 milioni di persone. Di
questi 3,3 milioni di stranieri, gli italiani residenti
sono circa 500mila. I cittadini britannici che
vivono in altri Paesi dellUnione europea sono
circa 1,8 milioni. Secondo le stime dellAssociazione nazionale inglese degli agenti immobiliari, in
caso di Brexit, sarebbero 1 milione i cittadini non
britannici che sarebbero spinti a lasciare la loro
casa in affitto nel Regno Unito

Tempi lunghi per i controlli alla frontiera


C

hi ha gi prenotato il volo aereo per


Londra o il tour delle Highlands
scozzesi per questa estate, pu stare
tranquillo: se anche gioved dovesse
vincere la Brexit, per le vacanze non
cambierebbe assolutamente nulla, assicura Martin Pugsley, avvocato dello
studio legale Delfino Willkie Farr &
Gallagher. E tranquilli potranno stare
anche coloro che in ferie nel Regno Unito
pensano di andarci lanno prossimo.
Dal 2018 in poi, per, qualcosa potrebbe
non essere pi come prima. Poco, per la
verit. Supponiamo - prova a immaginare lavvocato inglese - che il Regno Unito
rilasci il preavviso duscita sotto larticolo
50 del Trattato di Lisbona subito dopo il

referendum del 24 giugno 2016: il Regno


Unito dovrebbe uscire dallUe il 24 giugno 2018. Se fosse confermato questo
scenario, ci troveremmo in una situazione in cui la libera circolazione dei cittadini allinterno della Ue sarebbe conclusa.

Lipotesi dei visti

Sar dunque necessario chiedere il visto


per andare a fare shopping a Londra?
Lipotesi sembra piuttosto improbabile:
Non concepibile - spiega Pugsley - che
il Regno Unito imponga restrizioni di
visti turistici per i cittadini dellUnione
europea. Sembra invece verosimile che la
situazione attuale sia destinata a permanere. A meno che qualsiasi altro Paese Ue

Gli studenti inglesi allestero

Un accordo nella direzione della


reciprocit non conviene solo ai
ragazzi europei che vogliono andare a
studiare nel Regno Unito. Infatti, oggi
il 15% dei docenti universitari britannici proviene da altri Paesi Ue, cos
come 200mila giovani inglesi si trovano allestero per ragioni di studio:
Londra dovr trovare una via per
regolarizzare anche la posizione di
tutte queste persone.

Regno Unito

I nodi? Visto di lavoro e qualifiche


P

Gallagher, che ha vissuto a lungo nel


nostro Paese e si sta occupando da
vicino del tema Brexit: Il governo
inglese potrebbe negoziare con la Ue
una nuova fascia di contribuzione per
gli studenti europei e anche la mutua
reciprocit per lassistenza sanitaria.

A oggi si contano circa 3 milioni di


cittadini europei che vivono e
lavorano nel Regno Unito. Al contrario, sono 1,8 milioni i cittadini
inglesi che in questo momento
vivono e lavorano nellUnione
europea: per il principio di reciprocit, in caso di Brexit queste persone potrebbero incappare negli
stessi inconvenienti.
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non imponga restrizioni sui visti turistici


per i cittadini del Regno Unito, nel qual
caso si aprirebbe un argomento per la
reciprocit.

I controlli alle frontiere

127

miliardi sterline

quanto la Gran Bretagna incassa ogni anno dal


settore del turismo (pari a circa 160 miliardi di
euro). Il Regno Unito ha sempre investito molto
nel promuovere il Paese come destinazione
turistica, tanto che oggi il comparto arrivato a
rappresentare il 9% del Prodotto interno lordo
britannico. Proprio per il peso specifico che il
turismo ormai ha assunto, improbabile che in
caso di Brexit il governo britannico voglia
intraprendere azioni che possano avere un impatto
negativo sul settore

Eventuali controlli alle frontiere potrebbero invece portare al massimo a una


nuova corsia solo per i cittadini britannici: con il risultato che gli italiani in vacanza vedrebbero allungarsi la propria coda
in fila per il controllo dei passaporti. Ma
poco altro dovrebbe cambiare per i
viaggi, si sente di assicurare Pugsley. Dal
turismo ogni anno il Regno Unito trae un
guadagno di 127 miliardi di sterline, pari al
9% del Pil: improbabile che il governo
britannico voglia intraprendere azioni
che possano avere un impatto negativo su
una fetta cos importante delleconomia.
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l tema del capitale


umano, nelle economie
avanzate, sempre pi
cruciale. Una volta si
studiava possibilmente
vicino a casa, si cercava un
lavoro che fosse nel raggio di
pochi chilometri e si
aspirava a conservare il
posto il pi a lungo possibile.
Un paradigma che ha retto
finch non arrivata la
globalizzazione. O meglio,
finch non abbiamo dovuto,
obtorto collo o meno,
accettarla come compagna
abituale delle nostre
giornate: allinizio ha fatto
capolino come un ospite un
po prepotente, un vento
gelido che ha messo a
soqquadro le nostre zone
comode; poi, ci abbiamo
fatto labitudine, anche se
questo inquilino
ingombrante non ci del
tutto simpatico. I primi ad
abituarsi alla
globalizzazione, al pari degli
imprenditori, sono stati
proprio i giovani. Una volta
linglese anche scolastico era
un plus; oggi non basta
conoscerlo, bisogna parlarlo
fluentemente, meglio
recandosi sul posto. Una
volta viaggiare o studiare
allestero era un lusso;
adesso un investimento,
che i genitori incoraggiano e
i ragazzi abbracciano con
entusiasmo. Lo
testimoniano, per esempio, i
numeri dellErasmus, il
simbolo per eccellenza
dellintegrazione europea tra
i giovani: nellultimo anno
accademico pi di 2.500
studenti italiani lo hanno
vissuto proprio in Gran
Bretagna, anche in virt di
un programma di borse di
studio pi favorevole
rispetto agli studenti dei
Paesi extra-Ue. Oppure lo
testimonia il numero di start
up che dallItalia hanno
deciso di emigrare
Oltremanica, trovando un
terreno assai fertile per
crescere. Due esempi di
logica win-win: un vantaggio
per chi in Gran Bretagna va a
studiare o a lavorare, ma un
beneficio pure per gli inglesi:
confrontarsi, dialogare,
gettare ponti, condividere
know how ed esperienze
multinazionali fa bene. Al
capitale umano di tutti.
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Il Sole 24 Ore
Luned 20 Giugno 2016 - N. 168

16

CAPIRE BREXIT

IMPRESE
A rischio il primato
di Paese pi attrattivo

LANALISI
Paolo
Bricco

I deboli argini
dellindustria
italiana

Sullinteresse a investire pesa il timore di nuovi dazi


di Enrico Netti

ischia di perdere la corona di nazione dEuropa


pi attrattiva per gli investitoriesteri.Il2015stato
un anno record in termini di investimenti esteri diretti (Fdi) con
1.065 progetti (+20% rispetto al
2014) e la creazione di oltre 42mila
posti di lavoro, ma nel 2016 il Regno Unito potrebbe fare i conti
con una nuova realt. Ad affermarlo il 16% (rispetto al 5% della
rilevazione precedente) dei top
manager, che per i prossimi tre anni vedono in calo linteresse a investire nel Regno Unito. Il dato
emerge da un sondaggio di Ey, che
registra la caduta di ottimismo legata alla Brexit e di cui potrebbero
avvantaggiarsi Germania, Francia e Spagna. Da decenni il motivo
che ha spinto le multinazionali a
creare fabbriche nel Regno Unito
stata la possibilit di accedere a
un mercato, quello europeo, di
quasi 500 milioni di consumatori.
Se vinceranno i leave e lUnione user larma dei dazi molte
multinazionali finiranno per attraversare la Manica.
Potrebberopoiarrivaresegnali
discarsaaperturaversoLondra,anche per dare un segnale ad altri scissionisti in pectore nella Ue, spiega
Carlo Altomonte, docente di Economia dellintegrazione europea
alla Bocconi. Paradossalmente,
poi, le aziende inglesi potrebbero
esserestimolateainvestireinEuropa per evitare le barriere doganali.
Per le imprese italiane presenti a
Londra, invece, si prospetta un aumento del costo delle materie prime importate, mentre potrebbe diventarepiconveniente,graziealla
sterlinasvalutata,crearenuoveattivit.Ilfiscoingleseavrmaggiorelibert di gestire le aliquote e potrebbe manovrarle per trattenere o attirarenuoveimpreseestere,conconseguenze oggi inimmaginabili.
enrico.netti@ilsole24ore.com
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1
2
3
4

VERSO LONDRA

VERSO LA UE

IMPORT-EXPORT

FISCO

Percorso a ostacoli per chi opera a Londra


L

a perdita del diritto di stabilimento, la possibilit di dover nuovamente certificare secondo i British Standard
le merci da vendere in Inghilterra, leventualit di affrontare in un paese non Ue
norme pi rigide, la necessit di permessi

e visti per il personale da inviare in


missione nellIsola, lo scoglio dei dazi. E
non sono solo questi i problemi che le
aziende italiane presenti a Londra dovranno affrontare in caso di vittoria dei
brexiters. Potrebbe decadere, inoltre,

22,5

miliardi

Export
il valore delle esportazioni italiane

Good-bye alle direttive comunitarie


I

n caso di vittoria della Brexit le imprese


inglesi dovranno, in tempi pi o meno
lunghi, dire addio a benefit fiscali come la
direttiva madre-figlia e quella interessi e
royalties che oggi permette a determinate
condizioni il trasferimento di dividendi,
interessi e royalties in regime di esenzione

fiscale, mentre si apriranno nuovi scenari


per Iva e dogane, avverte Giuseppe Moretti, partner Kpmg. Uno strappo tra regimi ora
ammortizzati ma che domani dovranno
essere regolati da nuovi accordi. Stessa
situazione si presenter per le fusioni transnazionali, mentre decadr la possibilit di

35

Articolo del regolamento 2011/1169


Il riferimento normativo utilizzato come
base per i semafori nutrizionali inglesi

I big dellauto tra i pi esposti al leave


P

er lindustria dellauto del Regno


Unito, la terza nella Ue con circa 1,6
milioni di veicoli prodotti in un anno, si
prospetta uno scenario da cortocircuito. La maggior parte delle auto viene
venduta nellUnione e allo sbarco nel

continente potrebbe essere penalizzata da


pesanti dazi qualora la Ue volesse alzare
delle barriere.
Costruttori come Honda, Toyota,
Nissan, Ford e Gm potrebbero quindi
abbandonare il Regno e trasferire gli

1,6

milioni

Vetture
LUk il terzo costruttore di auto in Europa

In bilico le intese anche per le persone fisiche


I

va e dazi sono le voci pi esposte a Brexit.


Per i dazi potranno esserci accordi di
libero scambio bilaterali sul modello di
quello con la Svizzera oppure multilaterali
come quelli con Norvegia e Islanda (See,
Efta). Per lIva, potranno esserci esenzioni

per chi esporta, ma con controlli molto


stretti. Per limposizione diretta sono in
bilico direttive e regolamenti su interessi e
royalties, con i regimi di favore per le persone giuridiche (come la madre figlia, che
detassa gli utili da controllate e collegate

17%

Aliquota gi prevista per il 2020


Riduzione del prelievo sulle imprese

la tutela del brevetto europeo - dice


Andrea Rosi Piermartini, partner del
dipartimento corporate dello studio
Orrick - salvo un periodo di transizione o
salvaguardia. In caso di vittoria del
leave, le imprese delleurozona dovrebbero poi gestire un mutato rapporto
di cambio nei confronti della sterlina, con
la possibilit che si avvicini alla parit.
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spostare la sede legale e fiscale di societ Ue


nel Regno Unito in modo neutrale. Lesito
positivo del referendum lascer spazio per
creare nuovi regolamenti come, per esempio, i discussi semafori nutrizionali gi
cenusrati nel marzo scorso dallEuroparlamento. In teoria dovrebbero premiare i cibi
pi genuini e salutistici della dieta mediterranea ma di fatto finiscono per indirizzare i
consumatori verso quelli made in Britain.
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impianti nella Ue per continuare ad essere


competitivi verso un mercato di 450 milioni
di consumatori. Lo stesso percorso potrebbe essere seguito dalle imprese inglesi per
superare le nuove barriere. Invece, per le
aziende Ue che operano nel Regno si
prospetta una perdita di competitivit nei
confronti dei produttori locali e maggiori
costi che limeranno la marginalit.
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residenti Ue) o le operazioni straordinarie


oggi in sospensione di imposta, che rischiano la exit tax. Se poi decadessero le direttive
su scambio dinformazioni e antiriciclaggio,
il Regno Unito potrebbe diventare un
paradiso fiscale, con effetti pesanti sulle
persone fisiche. E Londra avrebbe nuova
autonomia sulle aliquote: gi annunciato
un calo della locale Ires al 17% per il 2020.
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RADIO 24

TV A CURA DI LUIGI PAINI

IL TEMPO

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L'analisi del voto amministrativo

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Film con Paul Rudd (nella foto)

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Milano

ALBA E TRAMONTO:

05:34

MINIMA

L'Aquila

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DA NON PERDERE
21,10 | SKY ARTE
Buffa e Morales: storie di futbol
Federico Buffa intervista Victor
Hugo Morales: storico giornalista
uruguaiano, telecronista
dell'Argentina in occasione del gol
del secolo segnato da Maradona ai
Mondiali del 1986
21,15 | RAI 5
Raffaello, oh bello figliolo che tu sei
La (breve) vita e le (tante) opere di
uno dei massimi artisti di sempre, il
sommo Raffaello Sanzio, nel
racconto di Dario Fo
23,20 | SKY CULT
Whiplash
di Damien Chazelle, con Miles Teller,
Usa 2014 (107'). Il giovane
batterista ha tanto talento e un
sogno, diventare il numero uno. Non
sai quanta fatica ti aspetta, caro
ragazzo!
22,50 | IRIS
Il sapore della ciliegia
di Abbas Kiarostami, con Homayon
Ershadi, Iran 1997 (95'). Il cinema
rarefatto del maestro iraniano.
Palma d'oro a Cannes

ATTUALIT
13,10 | RAITRE
Il tempo e la storia
una delle pi antiche e gloriose
istituzioni musicali del mondo, la
sua orchestra apprezzata e
richiesta in tutti i continenti:
l'Accademia di Santa Cecilia
raccontata da Lucio Villari
21,00 | HISTORY
Ti presento l'Impero Romano

Vita quotidiana nell'Antica Roma:


cos venivano accolte le nuove
popolazioni in un Impero che si
espandeva sempre di pi'

6.15 | America 24
di Mario Platero

21,15 | FOCUS
Un grande passo per l'umanit
Le tragedie, le paure ma anche le
straordinarie speranze vissute da chi
ha partecipato all'epica corsa allo
spazio degli anni 60 del secolo
scorso

7.00 - Gr 24

23,15 | RAITRE
Visionari
Perch possiamo considerare
Caravaggio un visionario? Lo
straordinario fascino della sua arte
nell'analisi di Corrado Augias

09.05 - Il faccia a faccia

6.302 | 4 mattino - L'Italia si desta


con Alessio Maurizi
7.20 - In primo piano
8.15 | 24 mattino - Attenti a noi due
con Oscar Giannino
9.05 | Mix 24
di G. Minoli, con P. Buttafuoco e M. Sechi
9.30 - Bolle e salamini
10.05 - I gialli della storia

Foggia

28

21,00 | IRIS
Donne senza uomini
di Shirin Neshat, con Pegah
Feridoni, Germania 2009 (95').
Quattro donne, quattro vite che si
intrecciano nell'Iran turbolento degli
anni 50 del 900
21,15 | PREMIUM CINEMA
Philomena
di Stephen Frears, con Judi Dench,
Gran Bretagna 2013 (98'). Le hanno
tolto il figlio appena nato, e lei per 50
anni non ha mai smesso di cercarlo.
Da una storia vera

Roma

21:15

05:34

20:48

Nord:

ultimi fenomeni sui litorali del Nordest, forti in


avvio sulla Romagna. Migliora in giornata. Al
Nordovest ben soleggiato. Temperature in
aumento ad Ovest, massime tra 23 e 27.

14.00
Tutti
convocati

10.30 | Cuore e denari


di N. Carbone e D. Rosciani

16.30 | La versione di Oscar


di Oscar Giannino

12.05 | Melog, cronache meridiane


di Gianluca Nicoletti

17.05 | Focus economia


di Sebastiano Barisoni

molto instabile sulle peninsulari, specie interne


e adriatiche. Fenomeni forti sulle Marche.
Soleggiato sulla Sardegna. Temperature
invariate, massime tra 21 e 25.

EURO 2016

13.00 | Effetto giorno, le notizie in


60 minuti
di Simone Spetia

18.30 | La zanzara
di Giuseppe Cruciani

Sud e Sicilia:

L'Italia, gi matematicamente agli


ottavi di finale di Euro 2016, prepara
il match di mercoled con l'Irlanda per
conquistare la testa del girone.
Questa sera invece si chiudono i
giochi per il girone B con gli scontri in
contemporanea Russia-Galles e
Slovacchia-Inghilterra. Di C. Genta e
P. Pardo (foto)

13.40 - America 24 di Mario Platero


13.45 - #autotrasporti
14.05 | Tutti convocati
di Carlo Genta e Pierluigi Pardo
15.30 | Il falco e il gabbiano
di Enrico Ruggeri

Centro e Sardegna:

generali condizioni di bel tempo con cieli poco


nuvolosi; locali note instabili su litorale
campano e messinese. Temperature stabili,
massime tra 23 e 27.

20.55 | Smart city


di Maurizio Melis
21.00 | Effetto notte, le notizie in
60 minuti
di Roberta Giordano

Domani
Milano

ALBA E TRAMONTO:

05:34

MINIMA

GR 24: allora
STRADE IN DIRETTA: ai 15 e ai 45
BORSE IN DIRETTA: alla mezzora

L'Aquila

MASSIMA

Nuoro

29

Roma

21:15

05:35

20:48

Nord:

transito di diffusa nuvolosit medio-alta, a


tratti anche compatta ma non associata a
fenomeni. Schiarite dal pomeriggio-sera.
Temperature stabili, massime comprese tra 24
e 27.

Centro e Sardegna:

bel tempo prevalente, con cieli al pi velati.


Locali annuvolamenti cumuliformi
pomeridiani lungo la dorsale appenninica.
Temperature in rialzo, massime tra 23 e 27.

SPETTACOLO
21,00 | SKY PASSION
Australia
di Baz Lurhmann, con Nicole
Kidman, Hugh Jackman, Australia
2008 (165'). Nell'immensit
dell'isola-continente. Filmone da
150 milioni di dollari!

rexit non solo Brexit.


Brexit il massimo
dellinstabilit potenziale. Soprattutto se dovesse
prevalere la scelta anti-comunitaria. Nel 2017 la Germania e
la Francia andranno alle urne.
Un successo anti-euro alle
urne nei due Paesi fondatori
dellUnione avrebbe conseguenze ultra-destabilizzanti.
Il punto non soltanto
paventare che cosa accadrebbe alle imprese italiane che
vendono in Gran Bretagna
abiti e scarpe, bottiglie di vino
e formaggi, componentistica e
elettrodomestici. Il punto
vero sottolineare quanto
Brexit possa essere la precondizione logica e materiale,
politica e economica per la
disgregazione reale dellUnione. La quale, in un gioco che
non a somma zero, causerebbe lallentamento delle connessioni fra i sistemi industriali nazionali e occluderebbe la circolazione dei prodotti
europei in Europa. Con ricadute devastanti per tutti. In
primo luogo per la manifattura italiana. Soprattutto perch
lItalia arriva a questo passaggio come uno studente che
non ha fatto i compiti estivi:
conti pubblici in disordine, Pa
inefficiente, una criminalit
organizzata che sembra una
delle poche cose organizzate,
una giustizia civile con tempi
lunghissimi, le banche con ben
altri problemi di sopravvivenza che non erogare credito alle
imprese.
Al verificarsi del peggiore
degli scenari europei, la
capacit di resistenza del
nostro sistema produttivo, che
gi afflitto dalla condizione
nefasta del 20-80 (il 20% delle
imprese italiane crea l80% del
valore aggiunto e a quel 20% si
deve l80% dellexport),
sarebbe debolissima.

Sud e Sicilia:

condizioni di tempo ben soleggiato su tutte le


regioni, con solo qualche lieve velatura di
passaggio. Temperature in lieve ripresa,
massime tra 24 e 28.

Temperature
Italia

Europa

Parigi

12 21

14 22

Ancona

17 21

18 23

Atene

24 39

23 36

Stoccolma

12 19

12 21

Bari

19 26

19 25

Berlino

10 23

15 21

Tirana

20 25

20 26

Bologna

15 23

14 27

Bruxelles

11 19

12 22

Vienna

14 23

14 25

Cagliari

15 23

15 25

Bucarest

19 35

19 36

Zurigo

5 24

Firenze

15 24

15 27

Copenaghen

13 17

15 18

Mondo

Genova

19 24

19 24

Dublino

9 17

8 19

Hong Kong

25 32

25 31

Milano

17 26

17 26

Francoforte

4 22

14 22

Los Angeles

23 39

20 35

Napoli

17 23

17 25

Istanbul

17 36

19 34

New Delhi

30 38

27 37

Roma

19 24

19 24

Lisbona

17 31

18 32

New York

15 29

15 32

Palermo

16 21

15 26

Londra

12 20

11 19

Rio de Janeiro

17 22

16 21

Torino

14 26

15 25

Madrid

12 32

17 34

Singapore

26 29

28 30

Venezia

17 21

16 25

Mosca

16 28

17 28

Tokyo

18 29

OGGI

DOMANI

OGGI

DOMANI

OGGI

Debole Moderato
Sole

Poco
nuvoloso Nuvoloso Coperto

Var
Pioggia

Pioggia Temporali

Neve

Nebbia

Calmo

Mosso

9 18
DOMANI

20 28
Forte
Agitato

Il Sole 24 Ore
Luned 20 Giugno 2016 - N. 022

17

CAPIRE BREXIT

FINANZA
Lincertezza del voto
apre la caccia ai beni rifugio

LANALISI
Andrea
Gennai

Troppi
i segnali
di fragilit
del sistema

Oro, franco e Bund sugli scudi - Fuga da Borse e attivit a rischio


di Maximilian Cellino

referendum creano incertezza e i mercati


odiano lincertezza.
Per quanto semplici, le
parole di Viktor Nossek, direttore
della ricerca di WisdomTree Europe, aiutano a capire cosa sia avvenuto sui mercati in questo ultimo mese. E spiegano, in qualche
misura, perch i listini si siano finora comportati in maniera simile allo scorso anno, quando erano il referendum greco e lipotesi di allontanamento di Atene dallEurozona
a tenere sulle spine gli investitori.
Nonostante le evidenti differenze con il caso Grexit, lincertezza
creata dal voto nel Regno Unito ha
portatoasvenditesuattivitpiarischio(Borse,conepicentrosuititoli
bancari, ma anche titoli di Stato dellaperiferiaeuropea)eallarincorsa verso i tradizionali beni rifugio: i
Bund, il cui tasso finito sottozero
anche sulla scadenza decennale; gli
altri titoli di Stato ritenuti solidi,
Treasury americani e paradossalmente anche gli stessi Gilt britannici; il franco svizzero e perfino loro,
che viaggia ai massimi da due anni.
Che i movimenti si siano accentuati nelle ultime due settimane
semplicemente legato al fatto che
gli operatori avevano forse preso
sottogamba levento e sono dovuti correre ai ripari nel momento in
cui i sondaggi hanno evidenziato
il chiaro rischio di una vittoria dei
leave che non tutti stavano
prezzando. Latteggiamento attendista in vista dellevento pi
che giustificabile, cos come sar
facile prevedere unondata di sollievo e un generale rimbalzo di ci
che stato pesantemente venduto
in caso di successo dei remain.
Sitratterperpresumibilmente di un movimento di breve durata, cos come lo stato a suo tempo
quello successivo alla (parziale)
soluzione del problema Grecia,
perch le questioni di fondo che
preoccupano gli investitori (la frenata globale, le fragilit delle banche europee e lincognita Cina)
vanno ben oltre il voto britannico.
Ancora pi complicato capire
la reazione in caso di Brexit, proprio perch si ha di fronte un territorioinesplorato.Cdaimmaginarecheimercatinonlaprenderanno
bene sulle prime, per poi concentrarsi sulla fase di transizione, che
porter alla scelta del nuovo modellocommercialebritannicoealle
sue relazioni con il resto dEuropa.
Prendere le contromisure sar un
processo laborioso, ma non impossibile: sullo sfondo resteranno allora i problemi aperti di sempre.
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LE CONSEGUENZE
SUI MERCATI

LE CONSEGUENZE
SULLE VALUTE

LE CONSEGUENZE
SUI TITOLI
DI STATO

Per i listini un abbandono molto agitato


I

l brusco rimbalzo dei listini azionari


europei di venerd scorso ci ha probabilmente offerto unanteprima della
reazione che i mercati potranno avere in
caso di una tranquillizzante affermazione
dei remain nel referendum di gioved
prossimo. Quanto possa per prostrarsi
nel tempo uneventuale fase rialzista delle
Borse (che alcuni analisti si spingono a
prevedere anche nellordine del 10-15% in
poche settimane) un interrogativo a cui
difficile dare risposta, cos come complicato stimare le conseguenze nefaste
dellipotesi leave (qui i trader parlano
anche di perdite del 20% per gli indici).
Lanalisi delle performance dei listini da
inizio giugno, da quando cio il rischio

Brexit entrato di prepotenza nei


taccuini degli operatori finanziari, offre
per lo spunto per qualche utile considerazione. La scure delle vendite non si
infatti abbattuta tanto su Londra, che a
rigor di logica avrebbe dovuto subire le
conseguenze maggiori e che invece ha
perso poco pi del 3%, quanto sul resto
dEuropa (Milano e Francoforte sono
sotto del 6,1%, Parigi del 7% e Madrid del
7,5%) e sul Giappone (-9,5%).
Si badato, insomma, a colpire l dove
gli elementi di incertezza e fragilit erano
gi presenti prima che il tema del voto
britannico prendesse il sopravvento pi
che dove si potrebbero concentrare le
conseguenze di un successo dei contrari

LE BORSE EUROPEE
Landamento dello Stoxx
380

30/12/15

367,7
17/06/16

325,51

360

340

320

300
2016 F

Sterlina (ma non solo) osservata speciale


I

l mercato delle valute quello pi


liquido al mondo e rappresenta
lantenna pi sensibile agli eventi.
Lappuntamento del referendum in
Gran Bretagna stato e sar un grande catalizzatore nei rapporti di forza
tra le varie divise. Osservato speciale
ovviamente la sterlina, la quarta
valuta pi importante al mondo in
particolar modo il cross valutarario
dollaro Usa/sterlina (noto come
cable), che da solo rappresenta circa il
9% degli scambi nellintero mondo
del forex.
Le dinamiche sono chiare: luscita
della Gran Bretagna dalla Ue avrebbe
un impatto fortissimo sullindustria

finanziaria del paese e sullinterscambio e quindi la sterlina ha perso terreno


progressivamente in vista di questo
appuntamento. Il segnale che sta mandando la valuta britannica che gioved
prossimo possa realmente prevalere
luscita e ad esempio contro dollaro il
cross sceso fino in area 1,40. Solo
sopra 1,47 la valuta di Sua Maest potrebbe tornare a dare segnali interessanti. Stessa dinamica, anche se pi
attenuata, verso leuro. La fuga dal
rischio derivante da Brexit spingerebbe
le due divise rifugio per eccellenza: lo
yen e il franco svizzero. La divisa nipponica solitamente quella pi usata
per impostare operazioni che scom-

IL CROLLO DELLA STERLINA


Euro per una sterlina
1,39

31/12/15

1,356
17/06/16

1,265

1,35

1,31

1,27

1,23
2016 F

Penalizzati i bond dei Paesi periferici


L

esito del voto sul referendum in


Gran Bretagna potrebbe avere un
effetto molto selettivo sul mercato dei
bond sovrani. A seconda che vincano i
sostenitori della Brexit (uscita dalla Ue)
o della Bremain (permanenza) sono da
mettere in conto reazioni molto differenziate. In primis la vittoria della
Brexit avrebbe un effetto destabilizzante su tutti mercati finanziari per le
incertezze che aprirebbe e quindi gli
acquisti degli investitori si concentrerebbero sui mercati rifugio. Si tratta
di Stati Uniti e Germania. Facile quindi
prevedere massicci acquisti sul Treasury e sul Bund, nonostante che il decennale tedesco sia sceso a zero in termini

di rendimento. Lo spettro che si aprano


molte incognite e per un periodo indefinito spinge, soprattutto gli istituzionali,
ad accontentarsi (si fa per dire) di
interessi negativi pur di stare alla larga
dalle Borse o da altri asset rischiosi.
Nel caso di fuga dal rischio i bond pi
penalizzati potrebbero essere quelli
dellarea periferica, a partire da Spagna
e Italia, perch i segnali di disgregazione della Ue andrebbero a colpire le zone
pi vulnerabili in questo momento. Con
lacquisto di Treasury Usa invece gli
investitori punterebbero sulla solidit
della prima economia al mondo rassicurati anche dal dollaro Usa, che nelle fasi
di tensione internazionale svolge il

LA RISALITA DELLO SPREAD


Differenziale dei rendimenti dei titoli
di Stato decennali rispetto al Bund

151,35

154

16/06/16

30/12/15

139

97,56

124

109

94
2016 F

allUnione. Prova ne sia che i listini pi


penalizzati nelle ultime due settimane
avevano registrato anche le performance
peggiori nei primi cinque mesi dellanno.
Che Wall Street sia rimasta al di fuori
delle turbolenze e che le vendite in
Europa si siano concentrate sul settore
bancario - che al tempo stesso quello in
maggior difficolt e la principale valvola
di sfogo delle tensioni sul debito pubblico dato che la Bce sostiene indirettamente i titoli di Stato con i suoi acquisti - un
ulteriore elemento che lascia pensare
come le scelte degli investitori possano
riprendere le dinamiche di sempre dopo
laggiustamento iniziale, qualora dovesse prevalere lo status quo. E di sedute
particolarmente difficili per lEuropa
continentale e i finanziari se ci sar la
temuta Brexit.
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mettono su valute pi redditizie: con la


fuga dal rischio scattano quindi massicci riacquisti di yen. Gli effetti che la
Brexit potrebbe produrre sul destino
dellEuropa potrebbero indebolire
anche leuro, a partire dal confronto
con il dollaro Usa.
Nel caso invece di una vittoria dei
sostenitori della permanza il quadro
potrebbe essere completamente
diverso. Intanto c da mettere in
conto un violento recupero della
sterlina verso tutte le altre principali
divise mondiali. Franco svizzero e
yen potrebbero indebolirsi anche
perch le posizioni costruite a difesa
dovrebbero essere smontate: insomma si innescherebbe la solita dinamica degli assetti legati alla propensione al rischio.
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ruolo di valuta forte. In questo scenario


sarebbe quasi certo lintervento delle
banche centrali, che recentemente
hanno manifestato la preoccupazione
legata allesito del voto. Le misure scelte
dagli istituti di emissioni potrebbe
impattare il mondo dei bond.
In caso di vittoria della Bremain (il
Regno Unito resta nella Ue) la reazione sarebbe opposta. Almeno nel breve,
laver neutralizzato questa pesante
incognita pu spingere sullacceleratore del rischio favorendo i paesi periferici (Italia e Spagna) con una netta
riduzione dello spread. In queste
ultime settimane il differenziale tra
BTp e Bund tornato proprio a salire
in vista dellincertezza che domina la
tornata elettorale del 23 giugno a Londra e dintorni.
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l tema della Brexit


terribilmente serio. Ma
quello che sta accadendo
sui mercati finanziari da
inizio anno va ben oltre.
Sembra essersi rotto
qualcosa nel meccanismo
innescato post crisi 2008 per
evitare che lintero assetto
collassasse. Le banche
centrali hanno inondato il
sistema di liquidit, hanno
portato i tassi a zero. Hanno
fatto tutto ci che potevano
fare con risultati altalentanti.
Sicuramente limpatto pi
incisivo stato negli Stati
Uniti: da sette anni la Borsa
sale, la disoccupazione
scesa a livelli fisiologici e le
autorit timidamente stanno
riavviando un ciclo rialzista
del costo del denaro. Meno
efficace stata lazione in
Europa, intervenuta dopo gli
Stati Uniti.
Investitori e risparmiatori
cominciano a pensare che
lazione delle banche
centrali non sia infallibile.
A livello globale la fiducia in
una ripresa stabile merce
rara e ogni ostacolo per il
mercato (ieri la Grexit, oggi
la Brexit) diventa una sorta
di resa dei conti finale.
Eventi come quello del
referendum britannico sono
noti da tempo e quindi
consentono di essere gestiti
affrontando tutti gli
accorgimenti necessari. Ben
diverso fu il caso Lehman: il
collasso della banca fu
improvviso e proprio
limprevedibilit dellevento
scaten il panico.
Rispetto a sette anni fa, le
banche centrali
sostanzialmente hanno
sparato quasi tutte le
munizioni a loro
disposizione. La peculiarit
di questo presente quello
dei rendimenti negativi su
molte emissioni
obbligazionarie, un
ambiente inedito nella storia
della finanza. Lavversione al
rischio talmente alta che si
preferiscono comprare
bond con ritorni negativi.
Un sintomo di grandissima
fragilit: fino a quando non
sar ristabilita una dinamica
fisiologica dei tassi e dei
rendimenti obbligazionari
(e servir molto tempo), i
mercati finanziari saranno
sempre esposti al rischio
Brexit di turno.
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Il Sole 24 Ore
Luned 20 Giugno 2016 - N. 168

18

CAPIRE BREXIT

ISTITUZIONI
Dai burocrati ai politici
i possibili euro-esodati
In fuorigioco anche due agenzie - Le ricadute sul bilancio Ue
di Beda Romano

upponiamo per un attimo


che il 23 giugno gli inglesi,
chiamati alle urne per decidere la sorte del loro paese, scelgano che giunto il momento per il Regno Unito di
uscire dallUnione. La Gran Bretagna ha aderito allallora Comunit economica europea nel
1973. In questi 40 e passa anni ha
partecipato a pieno titolo a tutte
le istituzioni comunitarie.
Quanti sono gli inglesi che lavorano per lUnione e cosa succeder loro il 24 giugno?
Secondo larticolo 50 dei Trattati, il negoziato di divorzio dovrebbe durare due anni. Saranno
due anni in cui bisogner decidere il futuro di migliaia di persone e
di miliardi di euro. Cominciamo
dai numeri economici. La Gran
Bretagna pesa nellUnione, fosse
solo perch il terzo paese pi popoloso: rappresenta il 12,7% della
popolazione dei Ventotto. Nonostante sconti e facilitazioni, un
contributore netto al bilancio comunitario: nel 2014 con 4,9 miliardi di euro.
Il primo grosso nodo sar finanziario spiega un alto responsabile europeo . Lattuale
bilancio comunitario corre fino
al 2020. Bisogner rivedere i

conti e posso fin dora immaginare le tensioni tra i paesi che rimarranno nellUnione. Il problema finanziario si porr anche
per la Banca centrale europea. Il
Regno Unito non ha leuro, e
non ha mai avuto intenzione di
aderire alla moneta unica, ma
azionista dellistituto con il
13,7% del capitale.
Vi sar certamente il tentativo da parte dei partner di evitare che il negoziato di uscita della Gran Bretagna destabilizzi
lUnione, a cominciare dal lavoro quotidiano della Commissione europea. Nellesecutivo comunitario lavorano
1.126 funzionari britannici, pari
al 3,8% del totale. Poich la nazionalit di uno dei paesi dellUnione uno dei criteri di assunzione, si deve presumere
che dovranno a un certo punto
lasciare listituzione. Tutti, o
solo i pi alti in carica?
Qui a Bruxelles corre voce che
alcuni funzionari stiano tentando di diventare belgi pur di garantirsi il futuro. Due enti comunitari hanno attualmente sede in
Gran Bretagna: lAgenzia europea per i medicinali e lAutorit
bancaria europea. In questo caso si deve presumere che saranno chiamati a traslocare. Il luogo
di destinazione sar inevitabile

materia di negoziato, memori di


come in passato il collocamento
di agenzie comunitarie nei singoli Paesi sia stata fonte di accese trattative.
Si porranno problemi anche
nel Parlamento europeo. Lassemblea conta 751 deputati, di cui
73 britannici. Non chiaro se questi ultimi seggi saranno riallocati
o andranno persi. In ogni caso,
luscita della Gran Bretagna modificher gli equilibri del Parlamento. Non solo il 60% dei deputati inglesi siede nel centrodestra
o tra gli euroscettici, ma sono britannici i presidenti delle commissioni Sviluppo; Mercato interno e
Protezione dei consumatori; Libert civili, Giustizia e Affari interni. Anche in questo caso, si pu
immaginare una redistribuzione
delle cariche che non sar priva di
tensioni tra i 27 paesi partner.
Unultima annotazione. Tra luglio e dicembre 2017 Londra dovrebbe presiedere lUnione. Nulla osta, in teoria, che possa confermare questo impegno, ma larticolo 50 prevede che il paese in
uscita non partecipi pi ai lavori
del Consiglio. Presiedere lUnione diventa quindi pressoch impossibile. Alla ricerca di unalternativa, sono prevedibili nuovi incubi organizzativi.

COMMISSIONE
EUROPEA

Alla Commissione Ue lavorano 1.126


funzionari britannici, pari al 3,8%
del totale.
Dato che la nazionalit uno dei criteri di
assunzione possibile che in caso di Brexit
siano costretti a lasciare listituzione o
almeno solo chi esercita la pi alta carica.
I partner comunitari cercheranno
di evitare che luscita del Paese destabilizzi
lUnione e il lavoro quotidiano dellesecutivo comunitario.
Due enti comunitari hanno inoltre
sede in Gran Bretagna: sono lAgenzia
europea per i medicinali a Londra e lEba,
lAutorit bancaria europea.
Se la Gran Bretagna dovesse lasciare
la Ue potrebbero essere costrette
a traslocare in unaltra destinazione.
Le nuove sedi saranno materia inevitabile
di negoziato.

LANALISI
Beda
Romano

PARLAMENTO
EUROPEO

Sono 73 i britannici che siedono al


Parlamento europeo. Il 60%
di essi siede nel centrodestra o tra gli
euroscettici e sono britannici i presidenti di tre Commissioni: Sviluppo
(Linda MacAvan), Mercato interno
e protezione dei consumatori
(Vicky Ford), Giustizia e Affari interni
(Claude Moraes).
In ogni caso luscita della Gran Bretagna
dallUnione con il referendum del 23
giugno modificherebbe gli equilibri
dellEuroparlamento.
Nellipotesi di una vittoria della Brexit
non chiaro se i seggi attualmente
assegnati ai britannici verranno riallocati o se andranno persi.
Con tutta evidenza, uneventuale redistribuzione delle cariche potrebbe
creare tensioni tra i 27 Paesi partner.

Lequilibrio
difficile tra
rappresentanze
e interessi

CONTRIBUTI
E FONDI UE

La Gran Bretagna, insieme ad altri 9 Paesi


tra cui lItalia, un contribuente netto
dellUnione europea. Questo significa che
versa al bilancio Ue pi di quello che
riceve. Nel 2015, ad esempio, ha staccato
un assegno di 13 miliardi, beneficiando
dello sconto ottenuto dal Margareth
Thatcher nel 1985 e ha ricevuto fondi Ue
per 4,5 miliardi. per il secondo
maggior destinatario di risorse Ue
per la ricerca.
Uno dei nodi da sciogliere in caso di Brexit
saranno i contributi versati da Londra al
bilancio comunitario. Lattuale programmazione ha una durata settennale dal
2014 al 2020.
In caso di uscita Londra non dovr pi
versare la sua quota e potrebbe essere
necessario rinegoziare il pacchetto con
esiti molto incerti.

1.126

73

4,5

I funzionari britannici nella Ue


Potrebbero abbandonare le istituzioni perch
verr meno il requisito della nazionalit

Gli eurodeputati britannici


Sono i parlamentari europei britannici.
I seggi potrebbero essere persi o ridistribuiti

Le risorse destinate nel 2015


Sono i fondi Ue destinati alla Gran
Bretagna nel 2015

miliardi

ulla possibile
senza gli uomini.
Nulla durevole
senza le istituzioni, diceva
Jean Monnet, uno dei padri
fondatori dellEuropa. La
massima verr messa a dura
prova in caso di Brexit. Le
stesse istituzioni comunitarie
saranno chiamate a una
riforma che potrebbe non solo
indebolirle, ma anche
provocare nuove tensioni tra
gli altri 27 partner del Regno
Unito. La partenza di un Paese
membro importante quanto il
Regno Unito non avverr
senza intoppi e pericoli.
I negoziatori vorranno evitare
di mettere a rischio loperativit
dellUnione. ben probabile che
i Paesi membri avranno per
interessi divergenti. Da un lato,
vorranno assicurare la perennit
delle istituzioni, nonostante la
probabile partenza di centinaia
di funzionari inglesi; dallaltro
saranno tentati di spartirsi le
spoglie ed evitare contraccolpi
negativi per i loro interessi
nazionali. Lo sguardo corre al
bilancio comunitario 2014-2020
che rischia di dover essere
rinegoziato, con esiti
incertissimi.

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INFORMAZIONE PROMOZIONALE

GOLF & WELLNESS Stare sul green migliora la vita


GOLDEN TULIP RESORT MARINA DI CASTELLO

Via Domitiana Km 35,300 - Castel Volturno (Caserta) - Tel. 081 5095150

Uno straordinario percorso tra pinete,


dune marittime e vista su Ischia e Procida

Mens sana in corpore sano: vive pi a lungo chi gioca a golf

econdo i ricercatori svedesi del Karolinska Instituet chi pratica golf vive pi
a lungo: Il tasso di mortalit di chi ama
cimentarsi sul green inferiore del 40% - si
legge nello studio - rispetto a chi non ama
bastoni e palline.
Contrariamente a quel che si pensa il golf
una disciplina dinamica e per praticarla serve preparazione fisica abbinata a una buona
abilit tecnica. Altro aspetto da non sottovalutare il fattore mentale e psicologico: un
buon golfista deve tenere alta la concentrazione per sferrare buoni colpi sul campo.
Molto importante poi il fair play
che un giocatore impara e mette in
pratica sul campo e nella vita.
Spesso si parla del golf come sport
rivolto a un ristretto gruppo di persone ed proprio per sfatare questo
falso mito che la Federazione Italiana Golf ha deciso di ampliare le

dimostrato che stare sul green migliora la vita e il Golden Tulip Resort
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percorso a 18 buche - par 71, particolarmente suggestivo, con le prime 9
buche immerse nella pineta e le seconde realizzate su terreno sabbioso, a
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ampio putting green adatto ai meno esperti per favorire lesercizio e la pratica e
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difficolt causate dallondulazione
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stretti e da insidiosi green, sono
ricompensate da incantevoli scorci
panoramici. Oltre alla Club House
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vivere un weekend di sport e relax: lhotel 4 stelle La Tabaccaia
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godendo di una vista mozzafiato avvolti dai profumi della macchia mediterranea e abbandonandosi alle esperte mani dello staff
per massaggi e trattamenti rigeneranti.
info@castelfalfi.it - www.castelfalfi.com

Sport & relax in Sicilia: un contesto unico tra campagna e mare cristallino

mmerso nel paesaggio rurale della campagna ragusana, a breve distanza dalle perle del barocco siciliano
e da spiagge incontaminate, Donnafugata Golf Resort & SPA la meta ideale per praticare questo sport
in un contesto prestigioso, stimolante e confortevole. Sede del Sicilian Open PGA European Tour 2011
e Miglior Golf Resort dItalia 2012 secondo Cond Nast, offre laccesso a due campi da golf a 18 buche:
il Parkland, signature course firmato Gary Player di 6.530 metri, par 72, e il Links, progettato da Franco
Piras. Inserito nella lista dei 1.000 migliori percorsi dalla guida Rolex, il driving range destina ai giocatori
70 postazioni, putting, pitching e chipping area
oltre al tutoring con il resident pro. Il Resort,
con leccellente SPA, regala emozioni anche a
chi non desidera giocare a golf. Ai non residenti
in Sicilia, offerta lopportunit di una membership come secondo circolo potendo cos vivere
il golf con stile e convenienza grazie ad un programma che include vantaggi e servizi esclusivi.
info@donnafugatagolfclub.com
www.donnafugatagolfresort.com

ARGENTARIO GOLF RESORT & SPA


Via Acquedotto Leopoldino - Porto Ercole (Grosseto) - Tel. 0564 810292

Nellincanto della Maremma toscana un percorso da godere tutto lanno

Argentario Golf Resort & SPA sorge a Porto


Ercole, nella Maremma toscana, circondato da
boschi di sugheri e ulivi centenari. un 5 stelle con
73 camere di design, un campo da golf da 18 buche
e un centro benessere di 2700 mq. iniziata inoltre
la realizzazione delle Argentario Golf Residences,

ville di lusso sul campo da golf con tutti i servizi


di un hotel a 5 stelle. Linvidiabile microclima consente di giocare a golf in qualsiasi periodo dellanno
e le 18 buche championship disegnate e realizzate da
Davide Mezzacane e Baldovino Dass - per un totale
di 6.218 metri e par 71 - rappresentano un tracciato
vario, tecnicamente interessante e spettacolare.
Per quanto riguarda i piaceri della tavola, non va
dimenticato il Dama Dama Restaurant.
Argentario Golf Resort anche centro di
nutrizione e dimagrimento secondo il metodo
Wellbeing per un soggiorno allinsegna del
benessere. Dispone inoltre di 4 sale conferenze
tutte dotate di video proiezione ed audiovisivi.
booking@argentarioresort.it - www.argentarioresort.it