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LIA RAFFAELLA CRESCI

COME E PERCH VENIVANO LETTI


GLI STORICI GRECI A BISANZIO

Nel XII secolo Giovanni Cinnamo, segretario dellimperatore


Manuele Comneno1, nel proemio dellopera storica centrata sul regno di Manuele stesso, assume una posizione esplicita e complessa al
tempo stesso verso gli storici che prende come punto di riferimento2.
In primo luogo la motivazione per scrivere storia che anche gli antichi sapienti ebbero la cura e lambizione di farlo, conseguendo una
fama che dura tuttora; inoltre gli antichi hanno disegnato una sorta
di inventario degli argomenti specifici delliJstoriva, riassumibili so1

Come risulta dall'inscriptio dell'opera storica in cui viene qualificato come

basiliko;" grammatikov". Sulla centralit di Manuele Comneno come protagonista

dell'opera storica di Cinnamo, ma anche come perno cronologico per la presentazione della propria vicenda biografica cfr. L.R. CRESCI, Procopio al confine tra due
tradizioni storiografiche, in RFIC CXXIX (2001), pp. 70-72.
2
Cfr. IOANN. CINN. I 1 (pp. 3,1-4,4 Meineke) oujde; to; th``" iJstoriva" e[rgon
ajfilovtimon toi`" pavlai ejnomivsqh sofoi``" pleivstou" me;n ou\n aujtw``n kai; ejnteu``qen eujdokimhkevnai xunevbh. oJ me;n ga;r ta; JEllhvvnwn eij" iJstorivan e[laben
e[rga, oJ de; Kuvrou diexh``lqen ajgwghvn te th;n ejk paivdwn kai; pravxei", o{sai eij"
a[ndra" h{konti touvtw/ ejxeponhvqhsan: kai; kaqavper oJpovsa tw``/ crovnw/ fanevnta
eijsau``qi" ejpikrubhvsesqai kivndunon eicon, tau``ta ejkei``noi kaqavper ejn ajqanavtai" sthvlai" tai``" bivbloi" ejntupwsavmenoi tw``/ eJxh``" parevdosan bivw/.

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stanzialmente in due: ta; JEllhvnwn e[rga e lajgwghv, nonch le pravxei", dalla giovinezza alla virilit, di Ciro. Si potrebbe ipotizzare che
Cinnamo alluda a uno storico preciso, cio a Senofonte, ma la netta
contrapposizione tra oJ me;n e oJ de; consente di identificare Senofonte
solo come autore della Ciropedia, lasciando indeterminata la netta
definizione di chi sia il citato oJ mevn (Erodoto, Tucidide, Teopompo?).
Comunque sia, la forse voluta compresenza di termini vaghi e di altri pi precisi fa riferimento come modelli agli storici antichi3, la cui
funzione non solo archetipica, ma anche in certo senso prescrittiva
sotto due aspetti: la conoscenza di tutto ci che accaduto e la possibilit di dedicarsi totalmente alla ricerca e alla scrittura storica, senza interferenze delle cure della vita quotidiana4. Condizioni chiaramente non attingibili da parte di Cinnamo5, come del resto anche
da Agazia che nel VI secolo denunciava la difficolt di coniugare il
lavoro di avvocato con la stesura dellopera storica6. Si delinea quindi, contemporaneamente, una forte e rimarcata continuit con il
passato, rappresentata dalla conoscenza degli storici antichi, e al contempo la dichiarata consapevolezza di uno scarto, di unalterit, declinata in termini assai discutibili, ma indicativi di un atteggiamento
3

Secondo C.M. BRAND, Deeds of John and Manuel Comnenus by John Kinnamos,
New York 1978, p. 7, Cinnamo allude alla Ciropedia e all'Anabasi di Senofonte e
forse a Erodoto (interpretazione che elude la contrapposizione oJ mevn, oJ dev).
4
Cfr. IOANN. CINN. I 1 (p. 4,4-7 Meineke) crh; ga;r oi\mai touv" ge mh; pavnu
ajnaxivw" touvtw/ ejpiceirhvsonta" eijdhvsewv" te th``" peri; e{kasta eu\ h{kein kai;
pragmavtwn wJ" ejpivpan ajfestavnai o{sa bivw/ tw`/de sunevzeuktai dihnekev":
5
Ibid. (p. 4,7-8 Meineke) w|n oujdevteron o{pw" oi\mai crew;n hJmi``n pavrestin.
Alla conoscenza peri; e{kasta o, pi precisamente, all' ajfhvghsi" tw``n a[llwn kaqavpax aJpavntwn kai; o{sa ej" tw``n koinw``n h{kei tw``n ajnqrwvpwn bivon (p. 4,11-12
Meineke) Cinnamo contrapporr (p. 4,12-16 Meineke), come argomento per lui
attingibile, il resoconto dei regni di Giovanni e Manuele Comneno.
6
Cfr. AGATH., Hist. III 3 (p. 84 Keydell) kaivtoi eJtevrwqiv me kaqevlkousin aiJ
frontivde", kai; e{pomaiv ge ou[ti eJkw;n ei\nai th``/ periagouvsh/ ajnavgkh/. hJ gavr moi
xuggrafhv, tou``to dh; to; mevgistovn te kai; semnovtaton e[rgon kai; pavsh" ajscoliva"
uJpevrteron, ei[poi a]n hJ luvra hJ Boiwtiva, oJdou`` te kai; bivou pavrergon givgnetai,
kai; oujk e{nestiv moi wJ" h{dista ejmbiw``sai toi``" poqoumevnoi".

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tanto diffuso e condiviso da entrare nelle dichiarazioni programmatiche proemiali7.


Un primo dato ricavabile lesemplarit degli storici antichi per
chi a Bisanzio voglia scrivere iJstorivai, anche se in termini che non
coincidono certo con i parametri critici moderni: se dietro alla menzione di chi, in tempi antichi, scrisse ta; Ellhvnwn e[rga si nasconde il
nome di Erodoto, o di Tucidide (o di entrambi), rimarchevole che
soggetto della ricerca ed esposizione storica siano solo le gesta dei
Greci, senza alcuno spazio per i barbari8. Ma la prospettiva non
certo quella estranea, se non ostile, ai barbari, che si coglie nella riproposizione lucianea del proemio erodoteo9, poich un barbaro,
Ciro, argomento specifico dellaltra opera menzionata, ovviamente
la Ciropedia senofontea, biografia idealizzata di un sovrano che assume valore paradigmatico per la basileiva bizantina10. Nel momento
stesso in cui si proclama lesemplarit degli storici antichi, se ne tratteggia una lettura che si discosta dallinterpretazione antica e, giova
ripeterlo, moderna, ma che perfettamente funzionale ai parametri
7

Su continuit e differenza tra storici antichi e contemporanei cfr. EUST.


THESS., De exp. Thess. prooem. 3-4 Kyriakidis.
8
Menzionati, anche se in diverso contesto, nei proemi di entrambi: cfr. HDT.
I 1 Hrodovtou Alikarnhssevo" iJstorivh" ajpovdeixi" h{de, wJ" mhvte ta; genovmena ejx
ajnqrwvpwn ejxivthla gevnhtai, mhvte e[rga megavla te kai; qwmastav, ta; me;n {Ellhsi,
ta; de; barbavroisi ajpodecqevnta, ajklea`` gevnhtai. THUC. I 2 kivnhsi" ga;r au{th
megivsth dh; toi`" {Ellhsin ejgevneto kai; mevrei tini; tw``n barbavrwn, wJ" de; eijpei``n
kai; ejpi; plei`s
` ton ajnqrwvpwn.
9
Cfr. LUCIAN., de hist. conscr. 54 Hrovdoto" mevn, wJ" mh; ta; genovmena ejxivthla tw``/ crovnw/ gevnhtai, megavla kai; qaumasta; o[nta kai; tau``ta nivka~
Ellhnika;" dhlou``nta kai; h{tta" barbarikav"; per la rielaborazione lucianea del
proemio erodoteo cfr. L. CANFORA, Teorie e tecnica della storiografia classica,
Roma-Bari 1974, p. 77.
10
Cfr. il significato fondante che la menzione della Ciropedia svolge nel proemio del De Aedificiis 1,13-15 Haury di Procopio: P. CESARETTI in P.C. e M.L. FOBELLI (a cura di), Procopio di Cesarea, Santa Sofia di Costantinopoli. Un tempio di luce,
Milano 2011, pp. 147-148; in relazione a Basilio I macedone cfr. A. MARKOPOULOS, Kuvrou paideiva kai; bivo" Basileivou. [Ena" piqano;" suscetismov", in Suvmmeikta XV (2002), pp. 91-108.

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critici bizantini, poich Cinnamo si appresta a scrivere una monografia storica in cui resoconto di pravxei" e centralit della figura del
basileuv" sono i veri perni compositivi11, che disegnano al contempo
una precisa prospettiva ideologica. Del resto il richiamo alla Ciropedia rappresenta un segnale non trascurabile di derivazione da Procopio, autore protobizantino di riferimento per Cinnamo12.
La perentoriet con cui Cinnamo si rifa a storici antichi farebbe
supporre che il loro prestigio e la loro autorevolezza siano indiscutibili. Non cos: nello stesso XII secolo, in anni non lontani da quelli
che vedono ladesione conclamata di Cinnamo ai modelli storiografici antichi, nello stesso entourage imperiale, Giovanni Zonara protoasecretis (cio capo della segreteria imperiale)13, nel proemio della sua
opera cronografica, conduce una critica serrata ai contemporanei che
scrivono storie ispirate ai modelli dellantica storiografia14, cio indulgendo alla particolareggiata rievocazione delle gesta degli antichi
ed esibendo la propria capacit retorica grazie allinserimento nelle
opere storiche da loro composte di dhmhgorivai che hanno come indiscutibile modello proprio Tucidide15. I committenti della cronaca
11

Sulla struttura dell'opera e il ruolo di Manuele cfr. J. LIUBARSKIJ, Quellenforschung and/or Literary Criticism. Narrative Structures in Byzantine Historical Writings,
in SO LXXIII (1998), pp. 20-22.
12
Cfr. F. HRMANN, Beitrge zur Syntax des Iohannes Kinnamos, Diss. Mnchen 1938, pp. 154-155; B. RUBIN, Zur Kaiserkritik Ostroms, in Atti dellVIII Congresso Internazionale di Studi Bizantini (Palermo 3-10 aprile 1951), Roma 1953, pp.
456-457; CRESCI, Procopio, cit., pp. 70-72.
13
Sulla biografia di Zonara cfr. I. GRIGORIADIS, Linguistic and Literary Studies
in the Epitome Historion of John Zonaras, Thessaloniki 1998, pp. 21-22.
14
Cfr. IOANN. ZON., prooem. 1 (p. 2 ,6-16 Dindorf).
15
Ibid., (p. 2,16-20 Dindorf) toi``" de; kai; pro;" ejpivdeixin suntevqeintai ta;
suggravmata, ejpideiknumevnoi" o{pw" ei\con peri; to; gravfein dunavmew" kai; dia;
tou``to dhmhgoriva" te metaxu; tiqei`si kai; parekbatikwvteron h] kai; rJhtorikwvteron kecrhmevnoi" tw``/ lovgw/. Si noti che i discorsi diretti restano, anche nella
prospettiva critica dei moderni, un elemento fondamentale di connotazione della
monografia storica. Cfr., ad es., J.D. FRENDO, Three Authors in Search of a Reader.
An Approach to the Analysis of Direct Discourse in Procopius, Agathias and Theophylact

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di Zonara sosterrebbero la totale inutilit, per i lettori delle storie, sia


delle dettagliate descrizioni di schieramenti militari e di guerre, sia di
elaborati discorsi di generali, ambasciatori e uomini politici16. La critica severa di Zonara, esercitata con pari spietatezza anche nei confronti di coloro che indulgono a discussioni teologiche17, approda a
una parte construens: la sua cronaca, che attinge massicciamente agli
antichi, cercher il medium tra il prolisso esibizionismo degli uni e la
stringatezza eccessiva, capace di trascurare per lappunto ta; kaivria,
degli altri; il lavoro, condotto dichiaratamente sulle fonti antiche,
procede alleliminazione del superfluo per approdare a una suvntomo"
iJstoriva impostata sunoptikw`"18. Mentre Cinnamo scrive storia a lui
contemporanea prendendo a modello gli storici antichi, Zonara, per
compilare la sua cronaca, lavora direttamente sui testi degli antichi.
In entrambi i casi il rapporto della storiografia bizantina, di generi
diversi, con la storiogrtafia antica fondante.
La scelta della condensazione diegetica, la selezione di alcuni
fatti a scapito di altri, latteggiamento criticamente impostato verso le
Simocatta, in C. SODE, S. TAKKS (eds.), Novum Millenium. Studies on Byzantine History and Culture dedicated to Paul Speck, Aldershot 2001, pp. 123-135.
16
Cfr. IOANN. ZON., prooem. 1 (p. 3,1-4) tau``ta d j -e[fasan- toi`'" pleivosi
tw``n ajnaginwskovntwn ta; tw`n iJstoriw``n ejkeivnwn suggravmmata, i{na mh; levgwmen
pa``sin, fortikav te kai; parevlkonta h{ghntai (...); (12-20 Dindorf) tivni ga;r
e[stai ti" lusitevleia - e[legon- ejn tw``/ gnw``nai tiv me;n oJ dhmagwgo;" o{de dielevcqh
tw``/ dhvmw/, tiv de; toi`" stratiwvtai" oJ strathgov", h] tiv toi``" prevsbesin oJ aujtokravtwr ejkei``no" e[fh toi``" ejk Persw``n, h[ a[llo" toi`" ejk Keltw``n h] Skuqw`n h] toi``" ejx
Aijguvptou tuco;n h} toi``" ejk Dakw``n te kai; Triballw``n, tiv d j e{tero" th``/ sugklhvtw/
boulh``/ h} th``/ plhquvi th``/ dhmotivdi dhmhgorw``n proswmivlhse;;
17
Ibid., (p. 2,20-25 Dindorf) ejnivoi" de; kai; eij" diavlogou" to; filovtimon
ejteleuvthsen, w{sq j oJphnivka periv tinwn eJterodoxouvntwn kai; sfallomevnwn peri;
ta; ojrqa; suggravfonta dovgmata, dialevxei" poiei``sqai pro;" ejkeivnou" wJ" pro;"
parovnta", kai; dielevgcein aujtw``n to; kakovdoxon (...).
18
Ibid., (p. 4,12-16 Dindorf) th;n dev ge peplatusmevnhn ejpitemovnta dihvghsin
suvntomon iJstorivan ejkdedwkevnai sunoptikw``" didavskousan tou;" ejpiovnta" to;
suvggramma ta; kairiwvtera tw`n pepragmevnwn h] kai; a[llw" sumbebhkovtwn toi``"
peri; w|n hJ suggrafh; dialevgetai.

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fonti testimoniati da Zonara nascono dallo stesso ambiente culturale


che vede operare Cinnamo e sono praticati secondo le indicazioni di
un pubblico forse non cos lontano, almeno a livello culturale19, da
quello cui si rivolge Cinnamo. I punti di convergenza e divergenza
tra i due proemi esaminati20 consentono di inquadrare la molteplicit degli approcci alla lettura e allutilizzazione degli storici antichi,
molteplicit osservata, a titolo esemplificativo, in un contesto culturale, sociale e cronologico omogeneo. Indicative in proposito da un
lato la conoscenza e la menzione in entrambi della Ciropedia senofontea21 e dallaltro lutilizzazione da parte di Zonara come fonte
primaria della storia romana di Dione Cassio, condotta per la parte
concernente i libri 56-80 direttamente sul testo dioneo22, senza dipendere dallepitome di Xifilino, un dato fondamentale su cui lana19

Alla collocazione di Zonara al centro del panorama culturale pi qualificato del tempo dedicata l'analisi di GRIGORIADIS, Linguistic, cit., pp.17-26. Sul rilievo fondamentale che la retorica (e la connessa conoscenza degli autori antichi)
ebbe nel XII secolo, cfr., ad es., R. MACRIDES - P. MAGDALINO, The Fourth Kingdom
and the Rhetoric of Hellenism, in MAGDALINO (ed.), The Perception of the Past in the
Twelfth-Century Europe, London 1992, pp. 117-156. Sullo stretto rapporto tra tendenze culturali e patronato politico cfr. M. MULLETT, Aristocracy and patronage in
the literary circles of Comnenian Constantinople, in M. ANGOLD (ed.), The Byzantine aristocracy: IX to XII centuries, Oxford 1984, pp. 174-180.
20
L'analisi di GRIGORIADIS, Linguistic, cit., pp. 29-51, come anche di ID., A
Study of the prooimion of Zonaras' chronicle in relation to other 12th-century historical prooimia, in BZ XCI (1998), pp. 327-344, si sofferma sul confronto tra il proemio di
Zonara e quelli di pi storici e cronisti del XII secolo, con l'esclusione, non motivata, di Cinnamo.
21
Zonara dimostra una conoscenza di prima mano della Ciropedia, utilizzata,
spesso alla lettera, nel terzo libro dell'Epitome: cfr. III 15-26 (pp. Dindorf-); XEN.,
Cyr. 1, 2-8, 4.
22
Cfr. F. MILLAR, A Study of Cassius Dio, Oxford 1964, pp. 34-38 ; A. KARPOZILOS, Buzantinoi; iJstorikoi; kai; cronogravfoi, III, Athens 2009, pp. 465-486;
M.G. SCHMIDT, Cassius Dio. Buch LXX. Bemerkungen zur Technik des Epitomators Ioannes Xiphilinus, in Chiron XIX (1989), pp. 55-59; T.M. BANCHICH E. LANE,
The Histories of Zonaras. From Alexander Severus to the Death of Theodosius the Great,
trad. ingl., New York 2009, pp. 8-11.

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lisi torner. Altra convergenza tra Cinnamo e Zonara si coglie nella


motivazione accampata dagli amici di questultimo per convincerlo a
comporre lEpitome: lassenza di cure dovuta alla condizione di monaco in unisola23.
Ma solo chi aveva un interesse professionale, e specificamente
nel campo della composizione di monografie storiche o di cronache,
leggeva gli storici antichi? Lanalisi dei testi appartenenti ai pi diversi
generi letterari disegna un quadro assai pi articolato. La domanda
posta dagli amici di Zonara24: che utilit pu ricavare un lettore da
opere storiche che indulgono ai tecnicismi militari, ai lunghi discorsi
contrapposti, alle discussioni su specifiche controversie dogmatiche?
dovrebbe sostanzialmente avere una risposta interlocutoria, cio: dipende da chi il lettore e da quale scopo persegue. La tipologia dei
lettori della storiografia antica a Bisanzio assai variegata e bisognosa
di ulteriori approfondimenti, poich rappresenta uno dei cardini per
definire i processi culturali in senso lato che ebbero una forte influenza sulla trasmissione, lettura e selezione dei testi storiografici25.
Una prima differenza rapportabile alla lettura individuale,
mossa da una congerie di motivazioni che spaziano dallambito culturale a quello professionale e/o a quello politico-sociale, distinta da
quella che rientra in uniniziativa istituzionale, che prevede una
progettazione precisa, uno scopo ben definito e unorganizzazione
del lavoro, che presuppone diverse fasi e competenze, nonch un
centro direttivo. In questultimo mbito emerge la complessa operazione degli Excerpta26 costantiniani che comporta la lettura diretta di
23

Cfr. IOANN. ZON., prooem. 1 (p. 4,7-11 Dindorf).


Ibid., (p. 2,1-3 Dindorf) ajll j i{na ti kai; uJperapologhvswmen ejmautou``, oujk
oi[koqen wJrmhvqhn pro;" to; ejgceivrhma, a[ndre" dev me fivloi pro;" tou``to
parevqhxan (...).
25
Un primo inquadramento complessivo in B. CROKE, Uncovering Byzantium's historiographical audience, in R. MACRIDES (ed.), History as Literature in Byzantium, Farnham 2010, pp. 25-53.
26
Su cui resta importante il contributo di P. LEMERLE, Le premier humanisme
byzantin, Paris 1971, pp. 280-288.
24

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unampia gamma di storici antichi e bizantini, la selezione di passi


inquadrata in precise coordinate, il loro riassemblaggio secondo criteri contenutistici legati proprio ai fini specifici di tutta limpresa, fini che, come sempre a Bisanzio27, vengono connotati allinsegna
dellutilit28, unetichetta, o se si vuole, una categoria esteticofunzionale, che nasconde infinite sfumature.
Lutilit degli Excerpta si qualifica rispetto ai criteri di ricomposizione dei passi estratti da tanti autori, diversi per epoca, genere storiografico, connotazione letteraria e culturale, livello linguistico e
impostazione stilistica. Proprio la straordinaria ampiezza della produzione storiografica e il fastidio e la fatica provati da chi ne affronti
la lettura estensiva29, alla ricerca di unutilit legata al reperimento di
precisi contenuti, motivano il complesso lavoro di rinvenimento e
collazione nei testi antichi e bizantini proprio di quei contenuti.
Lintera filosofia sottesa allenciclopedia costantiniana presuppone, da un lato, un pubblico che legge opere storiche perch desidera
trovarvi notizie ed esempi relativi a determinati argomenti e,
dallaltro, che la frequentazione assidua e sistematica di testi storici,
opportunamente selezionati, possa contribuire non solo a una generica paideiva, ma a una formazione professionale. Leggere consecutivamente tutti i passi degli storici che concernono le ambascerie, divise secondo la prospettiva, legata alla prassi consolidata degli scambi
27

Cfr. G. CAVALLO, Foglie che fremono sui rami. Bisanzio e i testi classici, in S.
SETTIS (a cura di), I Greci. Storia Cultura Arte Societ, 3/I, I Greci oltre la Grecia, Torino, 2001, p. 597; E.V. MALTESE, Tra lettori e letture: l'utile e il dilettevole, in Humanitas LVI (2003), pp. 140-164.
28
Excerpta Const. de legat. Rom. 1,16-17 de Boor e[krine bevltiston ei\nai kai;
koinwfele;" tw'/ te bivw/ ojnhsifovron. Fondamentali analogie tra il proemio degli
Excerpta e una compilazione giuridica, il Provceiron di Leone VI, sono poste in rilievo da B. FLUSIN, Les Excerpta Constantiniens. Logique d'une anti-histoire, in S. PITTIA (d.), Fragments d'Historiens Grecs. Autour de Denys d'Halicarnasse, Roma 2002,
pp. 556-557.
29
Excerpta Const. de legat. Rom. 1,18-19 de Boor to; th'" platuepeiva" mevgeqo"
kai; ajkoa;" ajpoknai'on a[llw" te kai; ojclhro;n kai; fortiko;n fainovmenon toi'"
polloi'".

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internazionali, dei Romei che vanno in terra straniera e degli e[qnh


che si rivolgono ai Romei30, con ogni evidenza una parte cospicua
delliter di un intellettuale, di un retore31, che possa trovarsi a guidare unambasceria o a farne parte. Solo una prospettiva professionale
e non un interesse squisitamente retorico-letterario32 giustifica linserimento di passi riguardanti la stessa vicenda di rapporti interstatali
descritti da uno stesso autore in due sezioni diverse della meriv"
concernente le ambascerie. Il focus non sta in come si sviluppa e si
conclude il singolo evento concernente quella specifica ambasceria,
nel tessuto compositivo e nella partitura retorico-letteraria del contesto originario, ma nelle modalit di gestione, ad esempio di una ambasceria romea in terra straniera, come vanno emergendo dalla lettura di tante ambascerie con tali connotazioni, avvenute in epoche diverse, narrate da autori differenti.
La cogenza del ben profilato scopo utilitaristico33 prevale, non
senza rincrescimento34, sulla sensibilit letteraria, inducendo Costan30

Proprio l'operazione che fa definire da LEMERLE, Le premier, cit., pp. 287288, la compilazione come una anti-storia.
31
Sulla preparazione retorica (cio letteraria) e non professionale in senso
specialistico degli ambasciatori a Bisanzio cfr. L.R. CRESCI, Eredit del mondo greco e
innovazioni nel linguaggio diplomatico a Bisanzio, in M.G. ANGELI BERTINELLI - L.
PICCIRILLI (a cura di), Linguaggio e terminologia diplomatica dall'Antico Oriente all'impero bizantino, Atti del Convegno Nazionale (Genova 19 novembre 1998), Roma 2001,
pp. 87-91.
32
Lutilit cui mira l'intero progetto non esclude per l'attenzione agli aspetti
retorico-stilistici: Excerpta Const. de legat. Rom. 2,4-5 de Boor monimwvteron ejntupou'sqai touvtoi~ th;n tw'n lovgwn eujfravdeian. Diverse le interpretazioni del nesso
th;n tw'n lovgwn eujfravdeian: cfr. LEMERLE, Le premier, cit., p. 282 e FLUSIN, Les Excerpta, cit., p. 539.
33
Cfr. A.TOYMBEE, Costantino Porfirogenito e il suo mondo, trad. it., Firenze
1987, p. 638; A. KAZHDAN, s.v. Excerpta, in The Oxford Dictionary of Byzantium II,
Oxford 1991, pp. 767-768. Per un fine morale si esprime LEMERLE, Le premier, cit.,
p. 288.
34
Come traspare dall'insistenza sulla necessit di spezzare, sminuzzare il testo originario: Excerpta Const. de legat. Rom. 1,29-2,1 dei'n wj/hvqh katamerivsai
tou'to eij" leptomereivan; 2,10 de Boor th'/ diairevsei tw'n ejnnoiw'n.

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tino a prevedere almeno la preservazione della sequenza originaria


delle singole opere nel rimontaggio delle sequenze estratte dai testi
storiografici35, a riprova della coesistenza faticosa tra una pratica consolidata di lettura retoricamente impostata e la percezione parimente
radicata della valenza formativa specialistica dei testi storiografici.
Una conferma dellampio consenso di una operazione editoriale
quale quella intrapresa da Costantino Porfirogenito e al contempo la
riprova che essa rispondeva a una esigenza realmente percepita e diffusa la cogliamo al di fuori del ristretto e selezionatissimo ambiente
della cancelleria imperiale e dei circoli intellettuali della capitale, nelle prescrizioni di un generale di media cultura36, esperto sia della vita
di corte sia della perigliosa gestione del potere nei temi. Cecaumeno,
nellXI secolo, rappresenta con le sue raccomandazioni, configurate
come consigli ai figli, un destinatario tipo e un fruitore del genere di
formazione nella quale si inquadrano gli excerpta. Temprato da una
lunga e articolata esperienza militare sul campo, di cui esalta
limportanza37, Cecaumeno si dimostra consapevole anche del ruolo
35

Cfr. Excerpta Const. de legat. Rom. 2,9-11 oujde;n to; paravpan ajfairoumevnh"
th'" tou' lovgou ajkolouqiva" th'/ diairevsei tw'n ejnnoiw'n ajlla; suvsswmon swzouvsh".
Cfr. FLUSIN, Les Excerpta, cit., pp. 539; 544.
36
CECAUM. 191 (p. 228,25-35 Spadaro) ejgw; ga;r a[moirov" eijmi lovgou: ouj ga;r
paideiva" JEllhnikh``" ejn scolh``/ gevgona, i{na strofh;n lovgwn porivswmai kai;
eujglwttivan didacqw``. kai; oi\da o{ti ejpimevmyontaiv mouv tine", drassovmenoi th;n
ajmaqivan mou, ajll j ejgw; oujc wJ" poihtiko;n tou``to sunevtaxa pro;" a[llou" tinav",
ajlla; pro;" se; kai; tou;" ajdelfouv" sou, tou;" ejmou;" pai``da", tou;" ejk tw``n ejmw``n
splavgcnwn, ou}" oJ qeov" moi devdwken. sunevtaxa de; tau`ta ouj komyoi``" tisi lovgoi"
kai; sesofismevnoi" muvqoi" movnon kai; mhde;n ajgaqo;n e[cousin, ajlla; tau``ta ejxeqevmhn a{ te ejpoivhsa kai; e[paqon kai; ei\don kai; e[maqon, pravgmata ajlhqh``, a} kaq
j eJkavsthn hJmevran pravttontai kai; givnontai. Cfr. C. ROUECH, The literary Background of Kekaumenos, in C. HOLMES - J. WARING (eds.), Literacy, Education and
Manuscript Trasmission in Byzantium and beyond, Leiden 2002, p. 113 e EAD., The
Rhetoric of Kekaumenos, in E. JEFFREYS (ed.), Rhetoric in Byzantium, Aldershot 2003,
pp. 33-37 e le considerazioni di G. CAVALLO, Lire Byzance, Paris 2006, pp. 84-85.
37
CECAUM. 34 (pp. 72,35-74,3 Spadaro) kai; mhcanw`` kai; su; ta; devonta, kai;
ouj movna a} ajpo; tw``n ajrcaivwn e[maqe" kai; ajkhvkoa", ajlla; kai; neva sofivsou, a}
ejfeurei``n ejsti dunato;n th``/ fuvsei. kai; mh; ei[ph/" o{ti oujk ajpeleivfqh para; toi``"

COME E PERCH VENIVANO LETTI GLI STORICI GRECI A BISANZIO

49

di una formazione teorica condotta non solo sui testi prettamente


strategici, ma anche su opere storiche che illustrino lesperienza degli
antichi38. In questo senso la scolh; deve contribuire, con la lettura,
non solo alledificazione spirituale, religiosamente intesa39, ma anche
a perfezionare la preparazione professionale di uno stratego.
Lo scopo di comporre una sorta di enciclopedia destinata a
formare quella che potremmo definire la classe dirigente sia dal lato
professionale sia dal lato morale, ha certamente un influsso determinante sulla scelta degli storici dai cui testi selezionare gli Excerpta40. Bench sia sempre da tenere nella massima considerazione il
ajrcaivoi":; 54, p. 88,26-29 Spadaro ejgw; ga;r sunevtaxav soi tau``ta mh; o[nta eij"
a[llo strathgiko;n mhde; eij" a[llo biblivon: ejx oijkeivou gavr mou sullogismou`` kai;
ejx ajlhqinh`" peivra" tau``ta sunevtaxa: wjfelhvsousi gavr se pavnu.
38
CECAUM. 54 (p. 88, 13-15 Spadaro) o{tan de; scolavsei" kai; oujk ajscolh``/
eij" strathgika;" douleiva", ajnagivnwske kai; bivblou" kai; iJstoriva" kai; ta;" th``"
ejkklhsiva" bivblou". 29-31 Spadaro mevtelqe de; kai; ta;" tw``n ajrcaivwn strathgiva": kai; tau``ta me;n ejkei``se oujc euJrhvsei", e{tera de; touvtwn kreivttona kai; qaumasta; kai; plhvrh sofiva" euJrhvsei".
39
CECAUM. 54, p. 88, 15-19 Spadaro kai; mh; ei[ph/": tiv" wjfevleia stratiwvth/
ajpo; tw``n dihghmavtwn kai; tw``n ejkklhsiastikw``n bivblwn; pavnu ga;r ajfelhqhvsh/:
kai; eij ajkribw``" prosevcei", ouj movnon dovgmata kai; yucwfelh`` dihghvmata
karpwvsh/ ejk touvtwn, ajlla; kai; gnwmika; kai; ejn th``/ Kainh``/ oujk ojlivga karpwvsetai
oJ spoudai`o".
40

I testi appartengono a generi storiografici diversi, dai primi testi storici antichi (Erodoto) sino al IX/X secolo (Giorgio Monaco) per un totale di 26 autori
(LEMERLE, Le premier, cit., pp. 285-287; FLUSIN, Les Excerpta, cit., p. 559); il fatto
che in ogni meri;" esista un numero d'ordine assegnato all'autore e non all'opera prova l'importanza assegnata alla scelta dell'autore: cfr. FLUSIN, Les Excerpta, cit., pp. 545546. Per una valutazione dellopera di Giorgio Monaco, il pi recente tra gli autori
inclusi negli Excerpta, cfr. P. MAGDALINO, Orthodoxy and History in Tenth-Century
Byzantine Encyclopedism, in P. VAN DEUN - C. MAC (eds.), Encyclopedic Trends in
Byzantium?, Proceedings of the International Conference held in Leuven, 6-8 May 2009,
Leuven-Paris-Walpole, MA 2011., pp. 157-159. La dichiarazione proemiale dellautore dei Geoponica (p. 2 Beckh) sulla ripartizione della societ in tre parti (soldati, chierici e contadini), con il correlato intento di occuparsi degli ultimi, fa presupporre che
altre opere di sullogh; si siano occupate, ad es., dei soldati. La dedica dellopera a
Costantino VII pu far presupporre una indiretta allusione agli Excerpta.

50

LIA RAFFAELLA CRESCI

fatto che la parte superstite degli Excerpta rappresenta una porzione


assai ridotta del totale41, si osserva che il corpus degli storici utilizzati
presenta, nelle diverse merivde" pervenuteci, sia invarianti sia varianti42, a conferma dellincidenza dellargomento sulla selezione. Partendo da questa osservazione, andr forse ripresa in considerazione,
in termini meno categorici43, la formulazione di ipotesi circa la conservazione o la perdita di testi storiografici, scaglionate in ordine
cronologico sulla base delle testimonianze forniteci da opere quali la
Biblioteca di Fozio e gli Excerpta costantiniani.
La pura e semplice sinossi44 tra gli autori recensiti da Fozio e
quelli utilizzati dagli excerptori costantiniani non ci fornisce, per sottrazione, lelenco di ci che si perso tra IX e X secolo nel centro
dellimpero. In primo luogo vanno tenuti in adeguata considerazione la natura del tutto diversa delle due opere, leterogeneit dei fini
che perseguono, il carattere sistematico della seconda, che certo non
si pu attribuire alla prima. Inoltre la selezione degli storici condotta allo scopo di reperire materiale utile per linserzione nelle singole merivde", verosimilmente cercando di mediare tra due principi:
la necessit di trovare passi confacenti allargomento della meriv"45, e
lopportunit di selezionare autori che si prestassero a una lettura estensiva che individuasse sezioni testuali inseribili nel maggior numero di merivde"46, anche se non si pu escludere che storici partico41

Su un totale dichiarato nel proemio agli Excerpta de legationibus di 53 uJpoqevsei" (Excerpta Const. de legat. Rom. 2,6-8 de Boor katamerivsai eij" uJpoqevsei"
diafovrou" trei'" ejpi; toi'" penthkontato;n ajriqmo;n ou[sa", ejn ai|" kai; uJf ai|"
a{pasa iJstorikh; megalourgiva sugkleivetai), solo 5 sono pervenute.
42

A partire dai nomi degli autori sino all'ordine con cui essi sono presentati
in ogni uJpovqesi" o meriv": cfr. FLUSIN, Les Excerpta, cit., pp. 545-553.
43
Cfr. L. CANFORA, Dispersione e conservazione della letteratura greca, in SETTIS
(a cura di), I Greci, cit., pp. 1088-1091.
44
Proposta da CANFORA, Dispersione, cit., pp. 1089-1090.
45
Secondo un metodo di lavoro che verosimilmente segnalava a fianco del
testo, non solo il passo da inserire in una meriv", ma anche il titolo della stessa: cfr.
FLUSIN, Les Excerpta, cit., p. 542.
46
Cfr. C. DE BOOR, Zu den Excerptsammlungen des Kostantin Porphyrogennetos,

COME E PERCH VENIVANO LETTI GLI STORICI GRECI A BISANZIO

51

larmente adatti a fungere da serbatoi per una o pi specifiche merivde" venissero utilizzati solo per quelle47. In questo senso pu essere
indicativo il caso di Diodoro: utilizzato solo molto parcamente nel de
legationibus48, si rivela invece fonte ricchissima per il de virtutibus49 e il
de sententiis50. Verosimilmente non sarebbe stato selezionato come
fonte per le ambascerie, se non si fosse rivelato serbatoio ben pi capace per altre merivde", a conferma di una certa tendenza a utilizzare
in forma estensiva un gruppo di storici particolarmente versatili. Inoltre, con ogni probabilit, si creata nel tempo una catena di storici che coprano in ordine cronologico le pi diverse aree geografiche che rientrano nellorizzonte culturale dei Romei: un esempio significativo, perch documentato in uno scrittore fortemente influenzato dal Cristianesimo, si rinviene nello storico ecclesiastico Evagrio,
che delinea una sequenza di storici da Carace ad Agazia e a Giovanni
di Epifania51. La scelta che traspare dagli Excerpta pu rifarsi a una
sorta di canone simile, senza che se ne debbano trarre inferenze
sulla sopravvivenza o sulla perdita degli autori omessi.
In un quadro cos complesso, la semplice assenza di uno storico,
schedato da Fozio, dallelenco di quelli occorrenti nella parte superstite degli Excerpta pu indurre ad affermare che il suo testo sia andato perduto nel lasso di tempo che intercorre tra il IX e la met del
X secolo? Ad esempio, lassenza di Nonnoso52 dal de legationibus sar
interpretabile unicamente come conseguenza della perdita della sua
in Hermes XIX (1884), p. 131, che ha documentato la capacit di sfruttare
ampiamente un passo di un autore (POLYB. III 20, 1-33, 5) ricavandone excerpta da
inserire in pi merivde".
47
Il caso di Socrate viene proposto da FLUSIN, Les Excerpta, cit., p. 540.
48
Cfr. Excerpta de legationibus Romanorum ad gentes p. 80,3-23 de Boor: cfr.
L.R. CRESCI, Momenti e forme della fruizione del testo diodoreo, in Mediterraneo antico XI (2008), pp. 390-391.
49
Cfr. Exccerpta de virtutibus et vitiis I 206,9-325,20 Bttner-Wobst.
50
Cfr. Excerpta de sententiis pp. 272-407 Boissevain.
51
Cfr. EVAGR. EP. V 450-451 (pp. 218-219 Parmentier).
52
Cfr. CANFORA, Dispersione, cit., pp. 1089-1091.

52

LIA RAFFAELLA CRESCI

opera? Oppure possono essere avanzate altre ipotesi, legate, ad esempio, alla presumibile scarsa versatilit di un autore che non avrebbe fornito spunti per altre merivde" e che, anche a proposito
dellargomento specifico di questa meriv", probabilmente poteva fornire materiale a proposito di una sola ambasceria53, narrata anche da
Procopio54, autore presente negli Excerpta. Il carattere sistematico degli Excerpta non si configura perci come enciclopedico55: non intende redigere linventario di tutte le opere storiografiche antiche disponibili, bench venga vantata loperazione di raccolta di bibliva necessari per il progetto56, bens reperire tutti i testi che meglio si confacevano agli scopi specifici del progetto costantiniano. In questo
senso non sembra condivisibile lopinione di chi vede nellindice delle merivde" una sorta di indicatore del metodo e degli interessi di lettura con cui ci si accostava a Bisanzio a opere storiche e, al contempo, di una sorta di ricettario degli ingredienti che un futuro storico
avrebbe dovuto contemplare nella sua composizione57: la scelta sembra piuttosto orientata verso lelencazione delle nozioni necessarie a
uneducazione, ad ampio spettro, della classe dirigente.
Unoperazione pianificata e condotta secondo linee organizzative che fanno intravvedere un lavoro dquipe58 sottesa anche alla
53

Cfr. PHOT. Bibl. cod. 3 (I 4-7 Henry).


Cfr. PROCOP. Bella I 19-21 (I 100-114 Haury).
55
Sull'impropriet del termine enciclopedia (LEMERLE, Le premier, cit. p.
267) e sulla maggiore appropriatezza di sulloghv, cfr. P. ODORICO, La cultura della
SULLOGH. 1) Il cosidetto Enciclopedismo Bizantino. 2) Tavole del sapere di Giovanni
Damasceno, in BZ LXXXIII (1990), pp. 1-21. Cfr. P. SCHREINER, Die Enzyklopdische Idee in Byzanz, pp. 6-17. Sui precedenti di questa operazione e sulle analogie
con altre imprese culturali contemporanee o quasi torna P. ODORICO, Cadre
dexposition/ Cadre de pense, in VAN DEUN - MAC (eds.), Encyclopedic, cit., pp. 9199; 103-104.
56
Cfr. Excerpta Const. de legat. Rom. 1,24-27 de Boor provteron me;n zhthtikh'/
diegevrsei bivblou" a[lloqen a[lla" ejx aJpavsh" eJkastacou' oijkoumevnh" sullevxa~
pantodaph'" kai; polueidou'" ejpisthvmh" ejgkuvmona".
57
Cfr. FLUSIN, Les excerpta, cit., p. 555.
58
Sulle coincidenze e le divergenze tra gli Excerpta e la Suda cfr. G. SCHEPENS,
54

COME E PERCH VENIVANO LETTI GLI STORICI GRECI A BISANZIO

53

compilazione del lessico enciclopedico della Suda. La somma di informazioni riguardanti storici i cui testi ci sono pervenuti o sono andati perduti, rende ragione di un interesse vasto e non superficiale59,
che non si accontenta di conoscere i profili bio-bibliografici dei singoli autori, ma dimostra curiosit verso i contenuti, non esclusi excerpta diretti dai testi, nonch verso peculiarit linguistiche rinvenibili nei testi stessi, spesso destinate a rendere fruibili opere scritte
nella lingua atticizzante, grazie alla traduzione sinonimica nel lessico
della Umgangssprache60. La pluralit delle tradizioni che convergono
nella compilazione della Suda dimostra la versatilit degli interessi di
lettura che prendono in considerazione testi storiografici. E, del resto, determinante per cogliere il ruolo che la cultura storiografica riveste nel quadro complessivo della Suda tracciare almeno a grandi
linee il profilo del pubblico cui il lessico si rivolge. Hunger61, attraverso unacuta disamina di ci che manca nella compagine complessa del lessico a livello linguistico-retorico62, filosofico63, geografico64,
religioso-teologico65, giuridico66, ha efficacemente individuato lo
scopo della Suda nel fornire uno strumento di consultazione ed agL'incontournable Souda, in G. VANOTTI (a cura di), Il lessico Suda e gli storici greci in
frammenti, Atti dell'incontro internazionale (Vercelli, 6-7 novembre 2009), Tivoli 2010,
pp. 6-7.
59
Cfr., ad es., le preziose notizie (da confrontare con la testimonianza dionisiana, De Thuc. 5, 10) sugli ajrcai`oi suggrafei``": E. LANZILLOTTA, Gli archaioi
syngrapheis nella Suda. Acusilao, in VANOTTI (a cura di), Il Lessico Suda, cit., pp. 5763; V. FODER, Gli archaioi syngrapheis nella Suda. Riconsiderazioni, ibid. pp. 65-78.
60
H. HUNGER, Was nicht in der Suda steht, oder was konnte sich der gebildeten
Byzantiner des 10/11. Jahrhunderts von einen "Konversationslexicon" erwarten?, in W.
HRANDNER - E. TRAPP (hrsg.), Lexicographica Byzantina. Beitrge zum Symposion zur
byzantinischen Lexicographie (Wien, 1-4.3.1989), Wien 1991, pp. 140-141.
61
HUNGER, Was nicht, cit., pp. 137-153.
62
Ibid., pp. 138-141.
63
Ibid., p. 148.
64
Ibid., pp. 141-143.
65
Ibid., pp. 146-148.
66
Ibid., pp. 152-153.

54

LIA RAFFAELLA CRESCI

giornamento per persone di media cultura, che intendano sostenere


una conversazione culturale che non si collochi al livello dei pi ristretti e raffinati circoli intellettuali: la definizione Gebildete verschiedenster Berufsgruppen67 si dimostra assai convincente.
La dipendenza degli excerpta e delle citazioni di molti storici dai
testi degli stessi selezionati nella sullogh; costantiniana68, non interpretabile esclusivamente n come sintomo di pigrizia intellettuale
n come indizio della perdita dei testi nella loro integrit, ma forse
come un fenomeno che rientra allinterno delleconomia di lavoro di
una quipe che, se non coincide, per questioni cronologiche, con
quella cui si deve il lavoro redazionale della sulloghv, verosimilmente usufruisce degli stessi strumenti di lavoro, dello stesso materiale,
della stessa organizzazione e si inquadra nello stesso clima culturale
che aveva visto, per iniziativa di Costantino Porfirogenito, la realizzazione del progetto degli Excerpta69.
Riflettere su questo punto riveste una notevole importanza, perch spesso si afferma che florilegi, sullogaiv, excerpta, ebbero la conseguenza di determinare o contribuire a causare la perdita delle opere nella versione originaria, sostituite da comodi riassunti, pi facilmente consultabili70. Questa asserzione, costantemente ripetuta e
forse troppo passivamente accettata, ha finito per assumere quasi la
valenza di un dogma, cos come ragionevoli considerazioni in merito
ai procedimenti di copiatura dei testi da codici scritti in una minu67

Ibid., p. 137.
Cfr. C. DE BOOR, Suidas und die Konstantinische Exzerptsammlung, in BZ
XXI (1912), pp. 381-424; ID., Suidas und die Konstantinische Exzerptsammlung, in
BZ XXIII (1914-1919), pp. 1-127; A. ADLER, Suidae Lexicon, I (Prolegomena), Lipsiae 1928, p. XIX. Meno categorici su questo punto gli autori in G. ZECCHINI (a
cura di), Il Lessico Suda e la memoria del passato a Bisanzio, Atti della giornata di studio
(Milano 29 aprile 1998), Bari 1999.
69
LEMERLE, Le premier, cit., pp. 297-300; N.G. WILSON, Scholars of Byzantium,
London-Baltimore 1983, p. 146; SCHEPENS, L'incontournable, cit., pp. 6-7.
70
Cfr., solo a titolo esemplificativo, L. CANFORA, Le collezioni superstiti, in G.
CAMBIANO - L. CANFORA - D. LANZA (a cura di), Lo spazio letterario della Grecia antica, 2, Roma 1995, pp. 185-186.
68

COME E PERCH VENIVANO LETTI GLI STORICI GRECI A BISANZIO

55

scola facilmente leggibile, anche perch fornita degli elementi redazionali consueti nella fase successiva al metacarakthrismov", come
segnatura puntuale e sistematica di accenti e spiriti e divisione ben
segnalata tra le parole, hanno finito con il configurarsi come recise
esclusioni circa la possibilit che manoscritti antichi, redatti secondo
convenzioni scrittorie superate, possano essere scelti come antigrafi
anche per testi che hanno conosciuto una duratura fortuna e una
continua attivit di copiatura71.
A questo proposito giova tornare a prendere in considerazione
le raccomandazioni di un uomo la cui cultura non si qualifica certo
come quella di uno specialista, cio di un grammatikov", o di un funzionario della cancelleria imperiale. Lo strathgo;" Cecaumeno consiglia caldamente di condurre una lettura integrale dei libri72, astenendosi da fruizioni parziali e desultorie. Giovanni Scilitza, autore di
una cronaca che si presenta come la continuazione di quella di Teofane, sia sotto laspetto contenutistico sia in ambito metodologico73,
precisa, in un articolato e polemico prologo, quale sia il pubblico cui
71

Assai pi prudente la formulazione in L.D. REYNOLDS - N. WILSON, Copisti


e filologi, Padova 1969, p. 54.
72
Cfr. CECAUM. 142 (p. 190 Spadaro) bivblon labw;n ijdiavzwn tauvthn ajnavgnwqi, ajnagnou;" de; ojlivgon mh; ejpiceivrei metra``n fuvlla kai; ejklevgesqai a} nomivzei" kreivttona ei\nai kai; ajnagignwvskein tau``ta: oujk wjfelhqhvsh/ gavr: ajlla; ajpo;
th``" mia``" sanivdo" h{ti" e[cei th;n ajrch;n grammavtwn ajrxavmeno" ajnagivnwske
tauvthn e{w" oujc uJpoleifqh``/ ejn aujth``/ gravmma, kai; pavnu wjfelhqhvsh/: spermolovgou ga;r e[rgon to; mh; dielqei``n pa``san th;n bivblon ejk deutevrou kai; trivtou, ajll j
ejklevxasqai ojlivga pro;" to; fluarei``n. Passo che attesta sia la cattiva abitudine di
leggere in forma incompleta e non approfondita, sia il discredito in cui questa pratica era tenuta, discredito tanto pi significativo perch espresso non da un intelletuale di professione.
73
IOANN. SCYLITZ. p. 3,6-11 Thurn th;n ejpitomh;n th``" iJstoriva" a[rista meta; tou;" palaiou;" ejpragmateuvsanto prw``ton me;n oJ monaco;" Gewvrgio" kai; suvgkello" crhmativsa" Tarasivou tou`` aJgiwtavtou patriavrcou, met j ejkei``non de; oJ
oJmologhth;" Qeofavnh" kai; tou`` jAgrou`` hJgouvmeno", ejpistatikwvteron ta;" iJstorika;" ejpidramovnte" bivblou" kai; sunoyivsante" lovgw/ me;n ajfelei`` kai; ajperievrgw/, mononouci; de; th``" oujsiva" aujth``" ejfaptomevnw/ tw``n pepragmevnwn.

56

LIA RAFFAELLA CRESCI

destinato il suo compendio74 e quale sia il tipo di utilit che persegue75. Scilitza, a fronte della mole enorme di materiale storico, conduce unopera che mira a eliminare le contraddizioni76, a depurare il
resoconto da piaggeria encomiastica o da pregiudizievole ostilit77, allo scopo di fornire uno strumento utile a due tipologie di lettori interessati alla storia: coloro che vi si accostano per la prima volta e necessitano di una introduzione agile e chiara alla materia78, e coloro
che la frequentano abitualmente ed apprezzano, accanto alla lettura
diretta di testi anche prolissi, una sorta di breviario di facile consultazione79, che si affianca e non sostituisce i testi originari.
74

Sulle cronache scritte da autori culturalmente scaltriti e rivolte a un pubblico di media cultura cfr. le osservazioni di MALTESE, La storiografia, in CAMBIANO CANFORA LANZA (a cura di), Lo spazio, cit., pp. 377-378. Per una efficace
presentazione di Scilitza cfr. B. FLUSIN in JOHN SKYLITZES. A Synopsis of Byzantine
History, 811-1057, Cambridge 2010, pp. XII-XVIII; sul proemio cfr. T. SKLAVOS,
Moralising History: The Synopsis Historiarum of John Skylitzes, in J. BURKE (ed.), Byzantine Narrative. Papers in Honour of Roger Scott, Melbourne 2006, pp. 110-111; sul
pubblico delle cronache cfr. CROKE, Uncovering, cit., pp. 46-47. La complessa dimensione retorica delle cronache di XI-XII secolo oggetto di recenti analisi: cfr.
C. HOLMES, The rhetorical structures of Scylitzes 'Synopsis Historion', in JEFFREYS (ed.),
Rhetoric, cit., p. 191; per la tecnica compilativa dei cronisti e per la fortuna del
proemio di Scilitza cfr. L. TARTAGLIA, Meccanismi di compilazione nella Cronaca di
Giorgio Cedreno, in F. CONCA - G. FIACCADORI (a cura di), Bisanzio nellet dei Macedoni. Forme di produzione letteraria e artistica, Milano 2007, pp. 239-255.
75
IOANN. SCYLITZ. p. 4,40-43 Thurn hJmei``" de; tw``/ povnw/ tw``n eijrhmevnwn
ajndrw``n ejkeivnwn ajresqevnte" kai; lusitelhvsein ouj mikra; th;n suvnoyin toi``" filistorou``sin ejlpivsante" kai; mavlista to; rJa`/ston tou`` ejpiponwtevrou protiqemevnoi" (...).
76
ID. p. 4,46-47 Thurn ta;" diafora;" kai; diafwniva" parevnte".
77
ID. p. 4,45-46 Thurn ta; ejmpaqw``" h] kai; pro;" cavrin lecqevnta ajpodiopomphvsante".
78
ID. p. 4,57-59 Thurn oiJ de; mhvpw ejntetuchkovte" tai``" iJstorivai" oJdhgo;n
e[coien thvnde th;n ejpitomh;n kai; ajnazhtou``nte" ta; plastikw``" gegrammevna ejntelestevran tw``n pepragmevnwn lambavnoien ei[dhsin.
79
ID. p. 4,51-53 Thurn i{n j oiJ me;n ta;" tw``n rJhqevntwn iJstorikw``n bivblou" ejpelqovnte" uJpomnhvmata e[coien sunevkdhmon fevronte" kai; ejpiovnte" touti; to; biblivon.

COME E PERCH VENIVANO LETTI GLI STORICI GRECI A BISANZIO

57

Non sembra improbabile che questo doppio canale di fruizione


e la specificazione che lettori abituali di storia affianchino la lettura
delle opere integrali alla consultazione di sunovyei", documentato
per gli storici bizantini, sia applicabile anche ai lettori bizantini di
storici greci antichi. Daltro lato anche loperazione di fornire epitomi non implica, n come intento consapevole n come conseguenza non prevista, la perdita del testo nella versione originaria:
lepitome di Dione Cassio elaborata da Xifilino nellXI secolo non
impedisce certo che nel secolo successivo Giovanni Zonara, per la
storia del principato e dellimpero romano, utilizzi lopera di Dione
nella versione maior80, certo non nella forma epitomata. N sono del
tutto condivisibili le reiterate affermazioni circa la perdita dei primi
35 libri dellopera di Dione Cassio, desunta dal fatto che lepitome
di Xifilino prende le mosse dal libro XXXVI81. Anche perch nel XII
secolo Zonara epitoma i primi 12 libri di Dione Cassio e non sembra
del tutto corretto desumere che si rifaccia a unepitome, in luogo
delloriginale, per risolvere la contraddizione in cui incorre chi assiomaticamente sostiene che nella seconda met dellXI secolo i primi 35 libri di Dione Cassio erano ormai perduti82. Del resto la
commissione imperiale (precisamente del colto Michele VII, allievo
di Psello) per lepitome di Xifilino dovrebbe indurre a qualche riflessione approfondita83 che non si riduca allinferenza per cui, se
80

Le segnalazioni delle divergenze tra il testo di Zonara e l'epitome di Xifilino


sono puntualmente segnalate nell'edizione teubneriana: cfr. IOANN. ZON. XI 15 (p.
45); 19 (p. 57); XII 14 (p. 118 Dindorf).
81
Cfr., ex. gr., CANFORA, Le collezioni, cit., pp. 193-194; ID., La dispersione, cit.,
p. 1091.
82
Cfr. CANFORA, La dispersione, cit., p. 1091, con rinvio a K. ZIEGLER, s.v. Zonaras in RE XIX A (1972), c. 728.
83
Sull'esempio di quanto ipotizzato da C.M. MAZZUCCHI, Alcune vicende della
tradizione di Cassio Dione in epoca bizantina, in Aevum LIII/1 (1979), pp. 131-135,
che individua una motivazione di carattere politico/ideologico nell'interesse imperiale per l'innesto della storia romana nella storia orientale (per il quale importante il XXXVI libro, con la spedizione di Pompeo in Asia). Cfr. anche L. PORCIANI, Storici greci a Bisanzio: alcuni problemi di ricezione del classico, in M. BERNAB

58

LIA RAFFAELLA CRESCI

lincarico viene dal vertice del potere, se ne deve dedurre che nella
capitale dellimpero, o addiruttura nella biblioteca imperiale, erano
sopravvissuti solo i libri dal XXXVI allLXXX84. Del resto, durante lo
stesso secolo, il X, emergono scelte e predilezioni assai disomogenee
sulla fruizione di Dione Cassio, non rapportabili solo alla trasmissione o alla perdita del testo: se Teodosio Diacono dimostra di aver
letto con attenzione la parte dionea dedicata a Silla85, la Suda, che
pure dispone degli ampi excerpta costantiniani, dimostra scarsa attenzione verso il senatore bitinico86.
La variet sottesa agli intenti di vere e proprie intraprese culturali di quipe, come gli Excerpta costantiniani o come la Suda, suggerisce
chiavi di lettura complesse e diversificate rispetto sia alle fonti storiografiche antiche sia alla tipologia di pubblico cui queste opere sono rivolte. Queste differenze comportano una gamma metodologica
di approcci ai testi che incoraggia la conservazione e linteresse verso
autori sia noti sia desueti, ampiamente riflessa nella Suda.
Analoga variet si riscontra nellatteggiamento di coloro che
compiono una lettura individuale di testi storiografici: prenderemo
in considerazione due personalit complesse, che si collocano, in diversi periodi, ai vertici del panorama culturale, Fozio e Giovanni
Tzetzes.
Lo spiccato interesse di Fozio verso tutto ci che si rapporta alla
narrazione di eventi, anche al di fuori dei confini di opere stretta(a cura di), Voci dell'Oriente. Miniature e testi classici da Bisanzio alla Biblioteca Medicea
Laurenziana, Firenze 2011, p. 61. Una prospettiva storica significativa in proposito
quella che emerge dal veloce riassunto che Zonara premette all'inizio dell'esposizione, in cui la linea di continuit tra storia scritturale e storia antica greco-romana passa per l'intervento di Pompeo Magno nella contesa tra Ircano e Aristobulo peri; th``"
jIoudaikh``" basileiva": cfr. IOANN. ZON. 3 (p. 8,5-10 Dindorf).
84
Cfr. CANFORA, La dispersione, cit., p. 1091.
85
Cfr. THEOD. DIAC. de Creta capta 257 Criscuolo. Cfr. B. BALDWIN, Sulla
demokrator, in Glotta LXI (1983), p. 47.
86
Cfr. G. ZECCHINI, La storia romana nella Suda, in VANOTTI (a cura di), Il
Lessico Suda, cit., pp. 84-85.

COME E PERCH VENIVANO LETTI GLI STORICI GRECI A BISANZIO

59

mente inquadrabili nel genere storiografico, stato osservato e documentato anche in termini quantitativi, visto il numero consistente
di testi storiografici letti e commentati87. Che si tratti di un interesse
relativo, rispetto alla netta prevalenza di opere rapportabili ad ambito religioso, evidenzia un dato ovvio88, vista la profonda influenza del
Cristianesimo in ogni aspetto della vita e della cultura in ogni fase
del millennio bizantino, ma non indebolisce il rilievo della predilezione foziana per testi storici. Una predilezione che contempla il rinvenimento e lanalisi di autori che in grande parte non ci sono pervenuti, e che verosimilmente anche nel IX secolo costituivano una
rarit (Memnone89), ma che non si presenta certo come indifferenziata90: lassenza di schede di lettura per autori come Tucidide, Senofonte, Polibio91 degna di riflessione tanto quanto la chiave di lettura che si pu cogliere nel codice di Erodoto92. Sembra che nel trac87

Cfr. B. CROKE, Tradition and Originality in Photius' Historical Reading, in


BURKE (ed.), Byzantine Narrativ, cit., pp. 61-64; ID., Uncovering, cit., p. 38.
88
Cfr., a proposito della subordinazione della cultura classica rispetto a
quella religiosa cristiana, CAVALLO, Foglie, cit., pp. 593-596.
89
Cfr. PHOT. Bibl. cod. 224 (IV 48-99 Henry). Cfr. L.R. CRESCI, Fozio e gli
storici frammentari, in F. GAZZANO -G. OTTONE - L. SANTI AMANTINI (a cura di), Ex
fragmentis per fragmenta historiam tradere. Atti della seconda giornata di studio sulla
storiografia greca frammentaria. (Genova, 8 ottobre 2009), Tivoli 2011, pp. 221-222. La
predilezione di Fozio per la ricerca delle rarit (espressamente dichiarata in Bibl.
cod. 187 II 145 Henry, a proposito di Nicomaco di Gerasa) sottolineata da J.
SCHAMP, Le projet pdagogique de Photios, in VAN DEUN - MAC (eds.), Encyclopedic,
cit., p. 73.
90
Sulla configurazione profilata, non sempre individuabile e comprensibile,
delle predilezioni e delle esclusioni foziane cfr., tra i tanti, CAVALLO, Foglie, cit.,
pp. 614-615; CANFORA, Dispersione, cit., pp. 1088-1089.
91
Cfr. J. SCHAMP, La rception de l'histoire chez Photios: Sous bnfice d'inventaire,
in I. LEWANDOWSKI - L. MROZEWIC (dd.), L'image de l'Antiquit chez les auteurs postrieurs, Poznan 1996, pp. 18-19; D. MENDELS, Greek and Roman History in the Bibliotheca of Photius. A Note, in Byzantion LVI (1986), pp. 196-206. Cfr. le motivazioni prospettate da H.G. BECK, berlieferungsgeschichte der byzantinischen Literatur,
Zrich 1961, pp. 133-138; LEMERLE, Le premier, cit., p. 192.
92
Cfr. PHOT. Bibl. cod. 60 (I 57-58 Henry).

60

LIA RAFFAELLA CRESCI

ciare assai velocemente il profilo contenutistico e stilistico di costui,


Fozio abbia espresso lintenzione non tanto di disegnare il ritratto
autonomo di Erodoto, quanto quella di istituire un confronto a distanza con il codice, ben pi anpio e circostanziato, dedicato a Ctesia93. Erodoto, dunque, non come modello di stile storiografico, come maestro insuperato di narrazione o come interprete del confronto tra Greci e Persiani, quanto come storico di antichit persiane, da
leggere in parallelo e in antitesi con Ctesia.
La curiosit per i mirabilia o per le digressioni di interesse sociale
rappresenta una linea individuabile di attenzione, selezione e resoconto, nella magmatica congerie di opere recensite dal futuro patriarca, ma altre se ne potrebbero individuare se potessimo sapere, ad
esempio, cosa egli abbia intenzionalmente omesso di ci che a noi
non pervenuto, cio se potessimo estendere la constatazione che
siamo costretti a restringere a pochi, macroscopici esempi. Resta
comunque fortemente indicativa di una selezione non mossa semplicemente dalla disponibilit di testi, lesclusione della cronografia
protobizantina e pi vicina cronologicamente a Fozio94. A questo
proposito forse si potrebbe porre in rilievo il giudizio foziano sulleccellenza dello stile diodoreo in ambito storiografico: il pregio principale aver individuato un equilibrio linguistico tra lartificioso atticismo e leccessiva indulgenza verso il parlato95. Non si pu escludere
che una possibile ragione per lomissione di tante cronache bizantine
sia individuabile nelle ampie concessioni alla levxi" kaqwmilhmevnh.
Ricordando che vettore privilegiato delle scelte e dei giudizi di Fozio
la dimensione stilistica e retorica dei testi96.
93

ID. Bibl. cod. 72 (I 105-147 Henry).


Basti pensare a Giovanni Malala o a Giorgio Sincello e Teofane Confessore: cfr. CROKE, Tradition, cit., p. 70; CRESCI, Fozio, cit., pp. 212-213.
95
Cfr. PHOT. Bibl. cod. 70 (I 103,7-12 Henry). Cfr. CRESCI, Momenti, cit., pp.
386-387; PORCIANI, Storici, cit., p. 62.
96
Cfr. G.L. KUSTAS, The Literary Criticism of Photius: A Christian Definition of
Style, in Hellenica XVII (1962), pp. 132-169; D.E. AFINOGENOV, Patriarch Photius
as Literary Theorist: Aspects of Innovation, in BSL LVI (1995), pp. 339-345. In chia94

COME E PERCH VENIVANO LETTI GLI STORICI GRECI A BISANZIO

61

Fozio rappresenta, a livello altissimo, una pluralit di prospettive di lettura che spaziano dal contenuto allo stile, secondo percorsi,
scelte, associazioni, confronti e contrapposizioni dettati da logiche di
valutazione, preferenze e volontarie omissioni, assolutamente individuali e in larga parte non ricostruibili97. Nella precisione puntigliosa
con cui Fozio rivendica di aver letto anche opere o sezioni di esse
considerate perdute98, si coglie linteresse, quasi agonistico, di recuperare, esplorare, tenere in vita, anche le sezioni pi marginali, ricercate e desuete di un patrimonio culturale. Una tendenza del tutto
opposta a quella, assai pi evidenziata nelle ricostruzioni moderne
ve prevalentemente stilistico-letteraria l'intera impostazione del contributo di
MALTESE, La storiografia, cit., pp. 355-388.
97
Come la fonte delle sue letture (biblioteca personale, biblioteca imperiale, biblioteche varie) secondo le diverse e altalenanti ricostruzioni di: J. IRIGOIN,
Survie et renouveau de la littrature antique Constantinople (IX sicle), in Cahiers
de Civilisation Mdievale V (1962), p. 297 (ID ., La tradition des textes grecs. Pour
une critique historique, Paris 2003, p. 207); C. MANGO, The availability of books in
the Byzantine Empire, A.D. 750-850, in I. SEVCENKO - C. MANGO (eds.), Byzantine
books and bookmen: A Dumbarton Oaks Colloquium, Washington, D.C. 1975, pp.
43-45; G. CAVALLO, Conservazione e perdita dei testi greci: fattori materiali, sociali,
culturali, in A. GIARDINA (a cura di), Societ romana e impero tardoantico, IV, Roma-Bari 1986, p. 167; ID ., La storia dei testi greci antichi. Qualche riflessione, in J.
HMESSE (ed.), Les problmes poss par l'dition critique des textes anciens et mdivaux, Louvain 1992, p. 104; CANFORA, Libri e biblioteche, cit., pp. 62-64; ID ., Dispersione, cit., pp. 1088-1089; G. CORTASSA, I libri di Fozio: il denaro e la gloria, in
MEG VI (2006), pp. 106-117. Per il circolo di lettura che farebbe riferimento a
Fozio cfr. L. CANFORA, Il Reading Circle intorno a Fozio, in Byz LXVIII (1998),
pp. 222-223.
98
Emblematico l'interesse verso il dodicesimo libro delle Filippiche di Teopompo, in polemica con Menofane, che ne sosteneva la perdita: cfr. PHOT. Bibl.
cod. 176 (II 172,10-173,18 Henry). Cfr. G. OTTONE, Alla ricerca del libro perduto.
Trasmissione e ricezione delle Filippiche di Teopompo: per una rilettura di PHOT.,
Bibl. 176, 120a6-14, in E. LANZILLOTTA - V. COSTA G. OTTONE (a cura di),
Tradizione e trasmissione degli storici greci frammentari. In ricordo di Silvio Accame, Atti del II Workshop internazionale (Roma 16-18 febbraio 2006), Tivoli 2009, pp. 195212.

62

LIA RAFFAELLA CRESCI

del patrimonio librario a Bisanzio, a riassumere, sintetizzare, tagliare,


il che, giova ripeterlo, non significa ipso facto condannare alla perdita. Infatti, per precisare quanto il quadro sia complesso e non facilmente riducibile a poche, schematizzabili tendenze, non si ha coincidenza tra ricerca, lettura e resoconto (anche esibiozionistico) di autori rari e attivit di copia, riproduzione e diffusione degli stessi. Per
generale ammissione99, alla vasta e, per certi versi, meticolosa, ricerca
di rarit intrapresa ed esibita da Fozio, non corriponde un documentabile impulso alla copiatura di manoscritti, laddove loperazione di
raccolta e lettura finalizzata alla compilazione degli Excerpta costantiniani ha rappresentato un momento propulsivo anche per la trasmissione dei testi.
Una ricchezza, o meglio completezza di approccio, per alcuni
aspetti analoga a quella di Fozio, si rinviene a secoli di distanza nella
cura nervosa, ma a suo modo sistematica, con cui Tzetze riprende in
mano un codice di Tucidide scritto in una minuscola di faticosa lettura per chiosarlo, per renderne pi agevole la fruizione, per discuterne le lezioni, contestualizzate nellambito dellesegesi secolare, non
solo grammaticale, condotta sul testo del Xuggrafeuv"100. Gi il fatto
che Tzetze predisponga scoli e commenti, in trimetri giambici, per
un futuro lettore e copista101, dimostra che un codice antico, ma di
difficile lettura, non era affatto escluso dal processo di copiatura a
favore di altri di pi agevole approccio. La difficolt della lettura,
spesso denunciata da Tzetze102, acuita dal poco tempo a disposizio-

99

Cfr., ad es., CAVALLO, La trasmissione, cit., pp. 279-280; ID., Foglie, cit., pp.
604-605; CANFORA, Libri, cit., pp. 64-67
100
Cfr. il contributo, invero pi spesso citato che accuratamente letto, di M.J.
LUZZATTO, Tzetzes lettore di Tucidide. Note autografe sul Codice Heidelberg Palatino
Greco 252, Bari 1999.
101
Cfr., ad es., la nota in F 93r, in cui si rivolge al futuro copista con gli
appellativi trisexavdelfe crusev mou kalligravfe: LUZZATTO, Tzetzes, cit., pp.
102-105.
102
Cfr. note ai FF 42r, 114r, 124r, 183v, 184v, 185r, 289v. Cfr. M.J. LUZ-

COME E PERCH VENIVANO LETTI GLI STORICI GRECI A BISANZIO

63

ne, tanto che ogni giorno devono essere analizzati ed eventualmente corretti e chiosati cinquanta fogli103. Una tale contingenza pu
far riferimento allesiguit del tempo in cui al grammatikov" era
concessa la lettura del manoscritto104; ma non si pu nemmeno escludere che il palaio;n biblivon, verosimilmente posseduto dalla
Biblioteca imperiale, dovesse essere preparato velocemente per
fungere da antigrafo.
Le osservazioni di Tzetze trascorrono da impazienti notazioni
sulle peculiarit grafiche del copista105, a precisazioni dotte su ionismi
e atticismi nel dettato tucidideo106, a discussioni sulla correttezza di
toponimi107, a veementi contestazioni contro la sintassi e la tecnica
compositiva del Xuggrafeuv", cui viene contrapposto, come modello
di stile storiografico, Erodoto108, secondo una linea dionisiana e antiermogeniana che ci rivela quanto la discussione grammaticale e retorica nella Bisanzio del XII secolo vertesse sulla lettura e conoscenza
approfondita degli storici antichi109. Non solo: il rapporto tra esegesi
e valutazione critica degli storici antichi e tendenze della storiografia
bizantina assai stretto. La polemica anti-tucididea di Tzetze vuole
colpire i gusti prevalenti dei grammatikoiv contemporanei, che si riflettono nellimpostazione tucididea delle opere storiche di Niceforo
Briennio, Anna Comnena, Giovanni Cinnamo, contro cui non a caso polemizza Giovanni Zonara, che sceglie un altro genere e unaltra
impostazione storiografici.
ZATTO,

Leggere i classici nella biblioteca imperiale: note tzetziane su antichi codici, in


QS XLVIII (1998), pp. 78-80.
103
Cfr. nota al F 183v: LUZZATTO, Tzetzes, cit., pp. 25-30.
104
Cfr. LUZZATTO, Tzetzes, cit., pp. 24-28.
105
Cfr., ad es., le note ai FF 43r e 183v circa la necessit di reperire e correggere, normalizzando, la grafia desueta del nesso st: LUZZATTO, Tzetzes, cit.,
pp. 21-25.
106
Cfr. note ai FF 49r, 74v, 90r, 94v, 133v, 183v, 251v, 258r, 326r.
107
Cfr. note ai FF 121v, 215r, 289v.
108
Cfr., ad es., la nota ai FF 3r, 326v. LUZZATTO, Tzetzes, cit., pp. 69-75.
109
Ibid., pp. 132-139.

64

LIA RAFFAELLA CRESCI

Proprio la molteplicit delle prospettive di lettura della storiografia antica e contemporanea, lampiezza e diversificazione del pubblico interessato a opere storiche, la consapevolezza dell wjfevleia,
variamente intesa, collegata a questo genere letterario, inducono a
impostare una veste linguistica e stilistica che assicuri allopera una
ampia fruibilit. Ci spiega sia la frequentazione dei modelli antichi,
instancabilmente discussi dallesegesi grammaticale e retorica praticata nella scuola, sia i ricorrenti propositi di adottare una cifra espressiva che non ostacoli lapprendimento di contenuti110 la cui rilevanza non richiede troppe precisazioni.
A tal proposito linsistenza con cui cronisti di diverse epoche esibiscono lintento di orientare il resoconto storico verso la cifra stilistica della safhvneia, cos da renderlo ampiamente fruibile a tutti,
suscita lironica reazione, in chiave parodica, di storiografi che si richiamano ai dettami linguistico-stilistici e compositivi della monografia storica di ascendenza antica, come Niceta Coniata, che si propone
di rendere leggibile111, in nome del tovpo" dellwjfevleia, la sua opera,
di densissima e complessa tessitura formale, ai contadini, ai fabbri coperti di fuliggine e alle lavoratrici112. Dichiarazioni palesemente contraddette dalla veste linguistica con cui sono espresse, come segnale

110

Il lovgo" ajfelh;" kai; ajperivergo" che Giovanni Scilitza (p. 3,10 Thurn)
loda in Giorgio Sincello e Teofane Confessore o la ajkomyovth" che Fozio (Bibl.
cod. 70, I 103,7-2 Henry) apprezza in Diodoro o, ancora, la semplicit vantata da
GEORG. MON. prooem. p. 2,7-8 de Boor di j ejpitomh``" kai; safhneiva" ejnargestavth".
111
Cfr. NIC. CHON. Hist. prooem. 5 (I 10,1-4 Maisano) JUpe;r ga;r a{pan
e{teron to; mh; th;n fravsin aJplou``n, wJ" e[cw eijpwvn, kai; provceiron eij" katavlhyin
aujth``/ diabevblhtai kai; hjgaphvqh e{w" sfovdra to; a[komyon kai; wJ" e[con fuvsew"
dihgouvmenon kai; daimonivw" to; eu[lhpton periptuvssetai.
112
Ibid. (I 10,7-12 Maisano) kai; a[llw" de; ka]n ouj bracu; to; semno;n hJ iJstoriva
kai; to; aijdevsimon ejpisuvrhtai, ejrw``sa d j o{mw" prokei``sqai skapaneu``siv te kai;
sidhreu``si kai; pollh``" gevmousi th``" ajsbovlh" kai; sunhvqh" ei\nai toi``" pro;" o{pla
kai; [Area blevpousi, mhde; gunaixi; cernhvtisi duskolaivnousa.

COME E PERCH VENIVANO LETTI GLI STORICI GRECI A BISANZIO

65

parodico di immediata comprensione per i lettori contemporanei113,


palesemente pi ostico per alcuni classicisti moderni114.
Lesemplarit degli storici antichi, oltre che a livello linguistico,
stilistico, compositivo, si gioca anche in mbito contenutistico. Sia
come esito della lettura scolastica (di impianto retorico), sia come
conseguenza di una declinazione della categoria estetico-morale
dellwjfevleia, le opere degli storici antichi rappresentano una miniera di exempla cui attingere a livello individuale ammaestramenti sia a
livello morale sia in senso tecnico, come suggerito da Cecaumeno115,
oppure a livello professionale, per storiografi e retori che li utilizzino,
secondo tecniche argomentative gi sviscerate da Aristotele.
A partire dal X secolo, sempre pi frequente si fa il ricorso a exempla tratti dalla storia greca e romana, ricavati da storiografi e biografi greci antichi, inseriti sia in encomi imperiali116, sia in monografie storiche117, allo scopo di avvalorare argomentazioni e considerazioni centrate su eventi e protagonisti contemporanei, che trovano
nel confronto con fatti e personaggi del passato un punto di riferi113

Cfr. R. MAISANO, comm. a NICETA CONIATA, Grandezza e catastrofe di Bisanzio, I, Milano 1994, p. 510; N. ZORZI, La Storia di Niceta Coniata. Libri I-VIII:
Giovanni II e Manuele I Comneno. Materiali per un commento, Venezia 2012, p. 8.
Non prende posizione su questo punto CROKE, Uncovering cit., p. 26. La contraddizione in Niceta tra proposito di chiarezza e stile oscuro, anima la violenta reazione di uno scoliasta, che accusa lo storico di incoerenza: cfr. GRIGORIADIS, Study,
cit., p. 339. Proprio la complessit del dettato di Anna Comnena e di Niceta Coniata determiner la composizione di metafrasi che recenti analisi collocano verso
la met del XIV secolo: cfr. J. DAVIS, Anna Komnene and Nikeras Choniates translated: the fourteenth-century Byzantine metaphrases, in MACRIDES (ed.), History, cit., pp.
55-70.
114
Cfr. PORCIANI, Storici greci, cit., p. 55.
115
Cfr. CECAUM. 54 (p. 88,13-15 Spadaro).
116
Cfr. L.R. CRESCI, Personaggi ed eventi della storia greca antica negli encomi bizantini, in Atti del VI Congresso Nazionale dell'Associazione Italiana di Studi Bizantini,
SicGymn LVII (2004), pp. 163-178.
117
EAD., Exempla storici greci negli encomi e nella storiografia bizantini del XII secolo, in Rhetorica XXII (2004), pp. 130-145.

66

LIA RAFFAELLA CRESCI

mento a scopi elativi o denigratori. Ci implica, da un lato, una rivisitazione del tutto peculiare del passato, tagliato, impostato e riproposto secondo linee interpretative centrate sul presente, che si qualifica come guida e vettore esegetico del passato, mentre dallaltro,
viene ribadita lintrinsicit tra percezione culturale e identitaria bizantina e vicende appartenenti alla storia greca. Il parallelismo tra exempla tratti dalla storia antica e dalle Scritture118, promuove il valore
esemplare della storia antica e suona conferma del fatto che il passato greco rappresenta un elemento di forte continuit e contiguit
con la concezione e limmagine che la civilt bizantina possiede e
coltiva di s119.
Unaltra modalit in cui si riflette e si esprime lappropria zione della storia antica il collegamento tra passato e presente, tra vicende antiche a[xia mnhvnh", e piccoli fatti quotidiani e personali: a
margine di codici che contengono opere storiche antiche occorrono
annotazioni che contestualizzano nel presente particolari attinenti la
narrazione di vicende del passato120. Non sono assenti nemmeno no118

Cfr. l'accostamento tra exempla scritturali e storici antichi: K. DEMOEN,


Pagan and Biblical Exempla in Gregory Nazianzen. A Study in Rhetoric and Hermeneutics, Turnhout 1996, pp. 35-56; MAISANO, comm. a Niceta Coniata, cit., p. 648 nt.
26; CRESCI, Exempla, cit., pp. 138-139.
119
Cfr. A. KALDELLIS, Hellenism in Byzantium. The Transformation of Greek
Identity and the Reception of the Classical Tradition, Cambridge 2007, pp. 225-316.
120
Cfr. le ricchissime annotazioni marginali al ms. Vatic. gr. 130 di Diodoro,
analizzate da C.M. MAZZUCCHI, Leggere i classici durante la catastrofe (Costantinopoli,
maggio-agosto 1203): le note marginali al Diodoro Siculo Vaticano gr. 130, in Aevum
LXIX (1994), pp. 182-183; ID., ibid. LXX (1995), pp. 185-186, al ms. Laur. 70,3 di
Erodoto: MAZZUCCHI, Passato e presente nei marginalia bizantini, in V. FERA - G.
FERRA - S. RIZZO (eds.), Talking to the Text: marginalia from Papyry to Print. Proceedings of a Conferente held at Erice (26 september-3 october 1998), Messina 2002, pp.
153-166; per codici di argomento storico della biblioteca foziana nel ms. Marc. gr.
450 cfr. N. ZORZI, Lettori bizantini della Bibliotheca di Fozio: Marginalia del Marc.
Gr. 450, in T. CREAZZO - G. STRANO (a cura di), Atti del VI Congresso nazionale
dellAssociazione Italiana di Studi Bizantini (Catania-Messina, 2-5 ottobre 2000), Catania 2004, pp. 838-841.

COME E PERCH VENIVANO LETTI GLI STORICI GRECI A BISANZIO

67

tazioni strettamente personali, ad esempio riguardo allo stato di salute dellesegeta nel momento in cui attende al proprio lavoro121, o alla
coincidenza temporale tra lannotazione cronologica (concernente la
stagione) tra il testo storico antico e il momento dellanno in cui
lesegeta lo sta leggendo122. Traccia diretta di un rapporto strettissimo tra lettura della storiografia antica e interpretazione della realt
contemporanea, persino personale, conseguenza e altra faccia del
valore paradigmatico della storia, vista come sequenza di exempla di
virt e vizi.
Il legame tra conoscenza degli storici antichi ed elaborazione di
scelte compositive, metodologiche e stilistiche della storiografia bizantina, si riflette in periodiche scoperte, riscoperte e riletture degli
autori antichi, funzionali allinterpretazione critica di determinati
eventi: per citare un esempio, linarrestabile accrescersi della potenza
turca, fa tornare in auge il modello antico rappresentato da Erodoto,
per il lovgo" etnografico e storico centrato sui Persiani, e di Polibio,
per lanalisi critica dellaffermarsi sulla scena mediterranea del predominio romano123. Del resto, Polibio, modello di analisi storica per
121

Cfr. lo scolio di Giovanni Tzetze al ms. Heid. Pal. Gr. 250 F 183v kaivper

nosou``nta duspnowtavthn novson: LUZZATTO, Tzetzes, cit. , pp. 26-27.


122

Come nella nota di Tzetze al F 183r del ms. Heid. Pal. Gr. 250: lo scolio a
Thuc. V 12, 1 kai; uJpo; tou;" crovnou", tou`` qevrou" teleutw``nto", segnala che Tzetze
sta chiosando il manoscritto nello stesso momento dell'anno (LUZZATTO, Ttetzes,
cit., p. 114).
123
Cfr. Laonico Calcocondila (H. HUNGER, Die hochsprachliche profane Literatur der Byzantinzer, I, Mnchen 1978, p. 487); A. MOMIGLIANO, Storiografia su tradizione scritta e storiografia su tradizione orale, in ID., Terzo contributo alla storia degli studi
classici e del mondo antico, Roma 1966, pp. 13-22; ID., Polybius between the English and
the Turks, Oxford 1974; ID., Storiografia greca, in ID., Sesto contributo alla storia degli
studi classici e del mondo antico, Roma 1980, p. 51. Di lunghissimo periodo la conoscenza e la ripresa, soprattutto a livello stilistico, di Tucidide: per il rapporto tra
Tucidide e lultimo storico bizantino, Critobulo di Imbro, cfr. E.V. MALTESE,
Dopo Tucidide: lo storico bizantino e il suo lettore, in R. UGLIONE (a cura di), Scrivere la
storia nel mondo antico: atti del convegno nazionale di studi, (Torino 3-4 maggio 2004),
Alessandria 2006, pp.247-259.

68

LIA RAFFAELLA CRESCI

legemonia rapidamente acquisita da una potenza straniera, pu


essere assunto come riferimento in negativo per la veloce dissoluzione di un grande impero, come nel caso della crisi dellimpero romano analizzata da Zosimo124.
Cos alla politica di Manuele Comneno, che cerca di imperniare
di nuovo in ambito mediterraneo la gravitazione politica dellimpero
dei Romei, seguendo e riattualizzando esplicitamente il precedente
giustinianeo, corrisponde la centralit di Procopio come modello effettivo, a livello compositivo, ideologico e formale per Cinnamo125.
Alla riscoperta plutarchea del IX e X secolo si accompagna il progressivo affermarsi del chiaroscuro nella delineazione dell h\qo" dei
protagonisti dei testi storiografici126, culminante sia negli espressi riecheggiamenti programmatici di Plutarco127, sia nellinsuperabile tecnica ritrattistica di Psello.
Interpretare una situazione contemporanea allo storico grazie alla ripresa diretta, talora addirittura la citazione di uno storico antico,
disegna una analogia tra eventi, tra comportamenti e h[qh dei protagonisti che non sterile ripresa arcaizzante, ma espressione di una
percezione radicata della continuit con il passato e dellincisivit
delle tecniche rappresentative e del giudizio storico degli storici antichi. Per non parlare dei numerosi casi in cui il riferimento ai modelli
antichi, fruiti quasi come ipotesto, consente di esprimere in forma
124

Cfr. ZOS. I 57,1 (I 50 Paschoud).


Cfr. IOANN. CINN. V 7 (p. 218 Meineke). Cfr. P. MAGDALINO, The Empire
of Manuel I Comnenos (1143-1180), Cambridge 1993, pp. 461-462.
126
Cfr. R.J.H. JENKINS, The Classical Background of the Scriptores post Theophanem, in DOP VIII (1954), pp. 13-30; J.N. LJUBARSKIJ, Man in Byzantine historiography from John Malalas to Michael Psellus, in DOP LXVI (1992), pp. 177-186.
127
Cfr. MICH. PSELL., Chron. VI 25; I 270,1-2 Imp. iJstorei``n de; tou;" tw``n aujtokratovrwn ejpibevblhmai bivou" (PLUT. Alex. 1). Sulla definizione degli h[qh nella
Chronographia pselliana cfr. A. KALDELLIS, The Argument of Psellos' Chronographia,
Leiden-Boston and Cologne 1999, pp. 23-30; I. NILSSON, To Narrate the Events of
the Past: On Byzantine Historians, and Historians on Byzantium, in BURKE (ed.), Byzantine Narrative, cit., pp . 52-55.
125

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indiretta, grazie allo scarto dal modello, una Kaiserkritik talora radicale128, attivando un secondo livello di lettura del testo, decodificabile
solo dal pubblico che conosce il testo di riferimento.
Ma ad orientare le scelte verso lutilizzazione, la menzione o la
citazione, segnalata o no, di storici antichi, pu essere anche una situazione peculiare o, se vogliamo, personale: Anna Comnena, condizionata dal timore che il particolare vincolo che la lega al protagonista della sua analisi ingeneri sospetti o esplicite critiche di parzialit, in senso sia encomiastico sia denigratorio (questultimo, invero,
assai improbabile), insiste in chiave apologetica sullobiettivit prescritta deontologicamente allo storico, costruendo un intarsio di citazioni (debitamente non segnalate) tratte dai prologhi di Polibio129 e
di Giovanni di Epifania130. La ripresa letterale di questultimo autore, di cui ci sono pervenuti solo il prologo e linizio dellopera, citazione individuata gi da Mller131 e riportata da Reinsch132, suggerisce qualche considerazione sulla persistente fortuna di storici che
non rientrano nella rosa di quelli pi noti e frequentati. Si pu ipo128

L.R. CRESCI, Aspetti della mivmhsi" in Procopio, in DEBMM IV (1986/87),


pp. 232-249; EAD., Ancora sulla mivmhsi" in Procopio, in RIFC CXIV (1986), pp.
449-457; A. KALDELLIS, Procopius of Caesarea. Tyranny, History and Philosophy at the
End of Antiquity, Philadelphia 2004, pp. 5-12.
129
Cfr. ANN. COMN. Prooem. 1,3 (p. 7,37-42 Reinsch-Kambylis) = POLYB. I 14
o{tan gavr ti" to; th``" iJstoriva" h\qo" ajnalambavnh/, ejpilaqevsqai crh; eujnoiva" kai;
mivsou" kai; pollavki" kosmei``n tou;" ejcqrou;" toi``" megivstoi" ejpaivnoi", o{tan aiJ
pravxei" ajpaitw``si tou``to, pollavki" de; ejlevgcein tou;" ajnagkaiotavtou", o{tan aiJ
tw``n ejpithdeumavtwn aJmartivai tou``q j uJpodeiknuvwsi. diovper ou[te tw``n fivlwn
kaqavptesqai ou[te tou;" ejcqrou;" ejpainei``n ojknhtevon.
130
Ibid. 2,1 (p. 6,22-26 Reinsch-Kambylis) tauvta" de; levxousa e[rcomai oujc
wJ" ejpivdeixivn tina th``" peri; lovgou" poioumevnh ajskhvsew", ajll j wJ" a]n mh; pra``gma
thlikou``ton toi``" e[peita genhsomevnoi" kataleifqeivh ajmavrturon, ejpei; kai; ta;
mevgista tw``n e[rgwn, eij mhv pw" a[ra dia; tw``n lovgwn fulacqeivh kai; th``/ mnhvmh/
paradoqeivh, tw``/ th``" siwph``" ajposbevnnutai skovtw/. IOAN. EPIPHANIENSIS p. 376
Dindorf tou`t` o e[rcomai levxwn ouj lovgou periousiva/ teqarrhkw;" (...).
131
Cfr. FHG, IV, p. 272.
132
Nell'apparato dei fontes ad ANN. COMN. Prooem. 2,1 p. 6,22-26 ReinschKambylis.

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LIA RAFFAELLA CRESCI

tizzare che Anna potesse ancora leggerne lopera, o che traesse la citazione proemiale da florilegi tematicamente orientati, ma non si
pu eludere il dato di fatto che uno storico protobizantino, che definiremmo frammentario, assente dalle selezioni foziane e costantiniane, non menzionato dalla Suda (quindi perduto secondo certi parametri critici diffusi), viene letto ed entra nellimpaginazione formale di una sezione retoricamente impegnativa come il prologo dellAlessiade133. Il che dovrebbe suggerire qualche prudente considerazione
su quante citazioni da autori o da opere per noi perduti si nascondano nel dettato di storici bizantini e, di conseguenza, su quanti testi, a noi ignoti totalmente o noti solo nominalmente, erano ancora
reperibili a Bisanzio. A tal proposito le affermazioni di Tzetze, e non
solo nelle Chiliades, circa la lettura diretta di opere (ad esempio i
drammi satireschi euripidei134), a lungo accolte da scetticismo, sono
ora oggetto di rispettosa attenzione da parte degli studiosi135.
A Bisanzio la conoscenza dei testi storiografici antichi presenta
un quadro complesso a livello di selezione di autori, di modalit e
chiavi di lettura, di individuazione del profilo culturale e sociale dei
lettori, di rapporto con le tendenze via via elaborate, teorizzate e praticate dalla storiografia bizantina. La categoria dellwjfevleia non si
qualifica solo, come spesso si sostiene, nei termini di un tovpo" apologetico, ma sottende una convinzione profonda: la fruizione dei testi storici antichi assolve a un compito formativo, in senso sia mora133

Cfr. L.R. CRESCI, Mavrture" e marturiva nei prologhi di Anna Comnena e di


Procopio, in NR c.d.s. Mller (FHG, IV, p. 272), suppone che proprio la rarit di
copie di Giovanni disponibili nel XII secolo, abbia fatto supporre ad Anna Comnena di non rendere palese il suo furto. In realt le citazioni di Anna sono richiami
volutamente riconoscibili, come ad esempio quelle da Polibio, e non furti da celare.
Sul problema, in termini generali, cfr. NILSSON, To Narrate, cit., pp. 51-52.
134
Cfr. le note di Tzetze al ms. Heid. Pal. Gr. 250 F 92r mevtroi" ejfeu``ron
ajkribw``" Eujripivdou. Cfr. LUZZATTO, Tzetzes, cit., pp. 99-102; 160-162.
135
Cfr. V. MASCIADRI, Autolykos und der Silen. Eine bersehene Szene des Euripides bei Tzetzes, in MusHelv XLIV (1987), pp. 1-7; W. LUPPE, Zur 'Lebensdauer' der
Euripides-Hypotheseis, in Phil. CXL (1996), pp. 214-224.

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le, sia professionale, per la classe dirigente136, sia in direzione prettamente storiografica, come elemento di riflessione, come punto di riferimento, come proposta di modelli. Lintera gamma di riflessioni e
atteggiamenti su cui si impernia lutilit della lettura degli storici antichi viene ripercorsa, ormai sulla via del tramonto del millennio bizantino, in una delle JUpoqevsei" kai; shmeiwvsei" gnwmikaiv (dal titolo: o{ti crhvsimon toi``" peri; lovgou" spoudavzousin hJ peri; to; iJstoriko;n ejpimevleia) di Teodoro Metochita, che esplicita sia lwjfevleia
morale e formativa137, sia la funzione tecnica e pratica138 degli esempi tratti dagli storici greci.
Proprio perch capace di promuovere unutilizzazione cos ampia, la storiografia antica a Bisanzio conosce scelte differenziate a seconda dei periodi, del pubblico di riferimento, degli interessi specifici di alcune individualit o degli scopi ben profilati di progetti ambiziosamente organizzati e diretti. La pluralit, la flessibilit, anche
limprevedibilit dei percorsi di lettura, analisi, fruizione in senso la136

Anche ecclesiastica, come si evince dalla lettera in cui Teofilatto, vescovo


di Ocrida, consiglia al vescovo di Pelagonia la lettura degli storici antichi: cfr. THEOPHYL. A CHR., ep. 36 Gautier.
137
Cfr. THEOD. MET., Misc. phil.-hist. 111 (p. 743) eujruvnei ga;r ta; th``" iJstoriva" eu\ mavla to;n nou``n, kai; diavrei tou;" th``" dianoiva" ojfqalmou;" pro;" th;n katanovhsin kai; ajntivlhyin tw``n o[ntwn, kai; tw``n kata; to;n bivon pragmavtwn th;n ejpisthvmhn. (p. 744 Mller-Kiessling) cwri;" de; touvtwn e[t j e[comen levgein kai; to;
pisto;n hJ pei``ra parevxetai, o{ti kajn tai``" tou`` bivou xuntucivai", kai; oi|" a]n eJkavstote xumpivptwmen pravgmasin, eu\te kai; wJ" eJtevrw" e[cousi, bevltist j a]n hJmi``n
e[coi ta; ejk th``" iJstoriva" kai; mavl j ojnhvsima.
138
Ibid. (p. 745 Mller-Kiessling) ajlla; kai; o{lw" pro;" pa``san pra``xin kai;
crh``sin a{pasan th``" zwh``" e[stin ejkei``qen mavlista tw``n palaiw``n lambavnein paradeivgmata kai; strathgou``nta kai; strateuvonta, kai; a[rconta kai; ajrcovmenon,
kai; despovtai" sunovnta kai; koinoi`" pravgmasi sunexetazovmenon, kai; presbeuvonta povrjrJw te; kai; e[ggista, kai; peri; eijrhvnh" kai; peri; polevmou kai; peri;
pavntwn kai; filivoi" kai; ejcqroi``" crwvmenon, kai; paivdwn ejrhmiva/ suzw``nta kai; polutekniva/ kat j ajmfovtera, nu``n me;n wJ" hJdevw" ejnteu``qen e[cein, nu``n d j wJ" eJtevrw",
kai; mavlist j ajlgeinovt ata, kai;, wJ" e[po" eijpei``n, pa``s an w{s per ejk paraskeuh``"
eJtoivmhn eij" pavnq j e{kast j eujcrhstivan kai; corhgivan pro;" th;n creivan.

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LIA RAFFAELLA CRESCI

to degli storici antichi, suggerisce di non concepire e non presentare


il millennio bizantino come il contesto cronologico e culturale che
seleziona, secondo un inesorabile processo riduttivo, il patrimonio di
testi e autori prodotto e trasmesso dallantichit. E, per finire, la
connessione tra riesplorazione degli storici antichi, e non solo dei
pi noti tra essi, e predilezioni, mode, scelte e discussioni letterarie,
nonch configurazione degli eventi, esigenze ideologiche, scelte politiche maturate nei diversi momenti della cultura bizantina, renderebbe fruttuosa, oltre che opportuna, la stretta collaborazione tra
studiosi della storiografia antica e bizantinisti.