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Sulla natura delle relazioni tra i deboli e i forti.

Bozza
per la costruzione di una teoria critica delle Relazioni
Internazionali:
Author: Marcelo Gullo.

http://www.istituto-geopolitica.eu/cms/wpcontent/uploads/2015/12/63.Gullo_fortideboli.pdf

ISSN: 2281-8553 Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze


Ausiliarie.

Abstract
In Latin America, the universities study international relations using primarily texts of
academics from the United States. The negative aspect of this issue is that it has left a
large area of relative obscurity in the study of international relations: the functioning of
the international hierarchy, or if it is preferred, of the nature of the relationship between
the weak and the strong. Therefore, the main objective of this work is to illuminate that
dark area. After the creation of the Euro, when the integration of Europe had become a
process of satellitizing integration, we can see subordinating and subordinated States
emerging within Europe itself. Thus, this study may also be useful for the new States
subordinates of Europe. Keywords: Critical Theory, Subordinating and Subordinated
States, Foreign Policy.

About the author:

MARCELO GULLO Professor at the National University of Lans, Argentina


Counsellor of the Foreign Relations Committee of the Chamber of Deputies, Argentina.
marcelogullo2003@yahoo.com.ar

1. Introduzione

Come studiano le relazioni internazionali i nostri giovani universitari da Citt del


Messico a Buenos Aires, da Lima a Rio de Janeiro? Quali testi usano? Anche se esistono
diversi approcci e programmi dovuti allesistenza di numerosi istituti di istruzione
superiore alcuni pi tradizionali, altri pi moderni, alcuni pi teorici, altri pi pratici, i
testi che si usano, tranne rare eccezioni, sono quelli dei grandi studiosi nordamericani ed
europei che concepirono i loro saggi a partire dalla met del XX secolo. Il primo aspetto
negativo di questa questione che, nello studio delle relazioni internazionali, ci ha
lasciato nellombra il funzionamento della gerarchia internazionale o, se si preferisce, la
natura delle relazioni tra i deboli e i forti. Per questo motivo lobiettivo principale di
questo lavoro di fare luce, anche solo parzialmente, su questa zona oscura. In questo
testo ci concentreremo quindi principalmente su questo compito lasciando da parte
consapevolmente importantissimi temi che non potranno essere trattati in queste
poche pagine. Il secondo aspetto negativo che si continua a formare giovani
generazioni senza dare loro un bagaglio critico e complementare. In rare occasioni si
mettono in guardia gli studenti che le relazioni internazionali non possono essere
considerate una scienza pura, cio incontaminata e protetta dai viavai della storia e dalla
fattualit. Non li si avverte nemmeno che non possibile realizzare un approccio
oggettivo se con questo si intende la carenza di qualsiasi proiezione o influenza di
valori (personali e sociali) sui ricercatori, le teorie o i sistemi; e che non ci sono
nemmeno considerazioni disinteressate, perch non c nessuno pi interessato e
situato del soggetto umano. importante precisare che: Il XX secolo cominciato con
una miscela mortale di incertezza, mistificazione e perfino dogmatismo, insieme a
visibili intenti di nuovi ordini strategici dove lantico e persistente gioco della

dominazione si esprime in recenti e pi complesse relazioni di potere 1 . La


globalizzazione comunicazionale ed economica ha ingigantito i giochi del potere e i fatti
dimostrano che il problema e le pratiche di dominazione non solo persistono, ma
tendono ad accentuarsi in maniera conflittuale e disordinataampliate in modo
tecnologico e comunicativo, linfausto gioco tra la dominazione e la liberazione
continua senza pausa la sua gi millenaria traiettoria. 2 . per questo che uno dei
compiti primordiali dei lavoratori della cultura nelle regioni subordinate, tra i quali i
professori di relazioni internazionali, dovrebbe consistere nello sviscerare le ideologie
dei sistemi centrali, poich esse rappresentano forze e strumenti di dominazione. Ma la
realizzazione precisa di questo compito presuppone, a sua volta, la costruzione e luso
di uno strumento adeguato, cio di una nuova scienza del pensare, unepistemologia
propria. 3 . Dobbiamo quindi pensare dalluniversale situato, realizzare una lettura
delle relazioni internazionali culturalmente situata 4. Non rinunciamo a spiegare il
sistema nel suo insieme, non rinunciamo alla pretesa di universalit della conoscenza,
n siamo disposti ad assumere una posizione relativistica. Una universalit situata
suppone che guardiamo, osserviamo sempre da un angolo. Non si possono mai vedere
1 Bolivar, Jorge, Estrategia y juegos de dominacin, Buenos Aires, Ed. Catlogos, 2008,
p. 10.
2 2 Ivi, pp. 6 e 17.
3 Chvez, Fermn, Epistemologa para la periferia, Buenos Aires, Ed. de la Universidad
Nacional de Lans, 2012, p. 168.
4 Il concetto di universale situato fu coniato per la prima volta dal filosofo argentino
Mario Casalla nella sua opera Ragione e liberazione. Note per una filosofia
latinoamericana, che fu pubblicata a Buenos Aires nel 1973. Quattro anni dopo Casalla
formul il metodo della lettura culturalmente situata nel suo libro Crisi dell'Europa e
ricostruzione dell'uomo. Uno studio su M. Heidegger e realizz un nuovo ampliamento
dello stesso nelle sue opere Tecnologia e povert. La modernizzazione vista in
prospettiva latinoamericana pubblicata nel 1988 e in LAmerica nel pensiero di Hegel.
Ammirazione e rifiuto pubblicata nel 1992.

tutti gli angoli contemporaneamente. Vediamo sempre in prospettiva e il luogo da dove


guardiamo e osserviamo genera categorie. Ne segue quindi che abbiamo bisogno di un
corpus epistemico che permetta di dar conto delle nostre prospettive ma importante
avvertire che i corpus epistemici non si prestano n si affittano, si costruiscono.
Seguendo il pensiero di Mario Casalla crediamo che: Ogni riflessione situata ed da
questa situazione concreta a partire dalla quale si stabiliscono e si approcciano i
denominati fatti. Si tratta cos di una doppia situazionalit: quella del ricercatore di
fronte al fatto (nel doppio senso che questa parola ha) e quella del ricercatore rispetto a
s stesso. Non ci sono ricercatori n fatti isolati e il problema della ricerca della purezza
o dellobiettivit nel senso quasi religioso con il quale questo termine pronunciato
nel credo positivista e neopositivista tanto ingenuo quanto impossibiletutta
lattivit del pensare (ce se ne accorga o meno; lo si prenda in considerazione o meno)
un pensare da una situazione (sia personale che storica) e questa lalimenta
permanentemente. Questo non significa, neanche approssimatamente, che il fatto
inparticolare deve essere sostituito dalla situazione che lo accompagna. Al contrario
invece quello che vogliamo dire che impossibile astrarre la situazione, togliere di
mezzo e non pi sotto il benemerito manto del rigore scientifico la struttura dentro
la quale qualcosa quello che 5.Ogni studioso delle relazioni internazionali pensa e
scrive (che ne sia consapevole o meno) da una regione subordinante o da una regione
subordinata e la sua produzione intellettuale (che se ne renda conto o meno) pu servire
per perpetuare la situazione di subordinazione o per superarla 6. Ogni studioso delle
relazioni internazionali pensa e scrive (che ne sia consapevole o meno) da una regione
5 Casalla, Mario, La filosofa latinoamericana como ejercicio de lo universal situado,
Baha Blanca, Revista Cuaderno del Sur de la Universidad Nacional del Sur, n 33,
2004, pp. 59- 60.
6 Stanley Hoffmann afferma giustamente che agli accademici non piace pensare alla
loro dipendenza intellettuale dallo status del loro paese e dalle ambizioni della loro lite,
ci disturba il loro senso di appartenenza a una comunit scientifica, cosmopolita e
libera da legami. E nonostante ci il vincolo esiste. E a volte rafforzato da accordi
istituzionali. Hoffmann, Stanley, Jano y Minerva. Ensayos sobre la guerra y la paz,
Buenos Aires, Grupo Editor Latinoamericano, 1991, p. 25.

subordinante o da una regione subordinata e la sua produzione intellettuale (che se ne


renda conto o meno) pu servire per perpetuare la situazione di subordinazione o per
superarla6. A questo punto del nostro ragionamento dobbiamo chiarire che, per
realizzare una lettura culturalmente situata del pensiero prodotto nella struttura delle
relazioni internazionali come disciplina di studio, dobbiamo precisare che la situazione
non linsieme prefabbricato di circostanze che circondano il fatto (unopera, un autore,
unidea)...Situare il pensiero comprenderlo dentro quella struttura storica (cio non
meramente formale) in relazione con la quale questo si esprime e dentro la quale
acquisisce la sua specificit 7.Ogni pensiero prodotto nella struttura delle relazioni
internazionali come disciplina scientifica un discorso situato, questo significa che ogni
pensiero il discorso di una determinata situazione, tanto come la sua trascendenza e
volont di superamento. Il pensiero cos un modo determinato dalla prassi quindi
mai semplicemente teorico o puro . E cos come la situazione non una struttura
formale, n una sorta di corpo explicatio che dal generale realizza il particolare.
N le condizioni obiettive alle quali un certo positivismo e marxismo (del secolo
passato, ma anche di questo) alludono quando vogliono spiegare perch le cose
succedono cos come succedono. Quel gioco che abbiamo descritto di totalizzazione e
trascendenza, di singolarit e alterit, di viavai tra il reale e lipotetico, non possono
essere ridotti a universalismi, trascendentalismi n strutturalismi di nuova o vecchia
specie8. per tutto quello che abbiamo esposto che questa bozza di teoria critica delle
relazioni internazionali cerca di essere un pensare dalla nostra situazione di
subordinazione, un tentativo di riflettere dal nostro stare e dal nostro essere. Un pensare
le relazioni internazionali da una regione subordinata, convinti che, come sosteneva
Stanley Hoffmann: nata e formata nel Nordamerica, la disciplina delle relazioni
internazionali , per cos dire, troppo vicina al fuoco. E che: necessita una triplice
distanza: dovrebbe allontanarsi dal contemporaneo verso il passato, dalla prospettiva di
una superpotenza (altamente conservatrice) verso quella dei deboli e rivoluzionari:
allontanarsi dallimpossibile ricerca della stabilit; abbandonare la scienza politica e
riprendere la ripida salita verso gli alti vertici che gli interrogativi posti dalla filosofia
7 Casalla, Mario, op. cit., p. 61.
8 Ivi, p. 62.

politica tradizionale implicano 9 . Nella stessa linea di riflessione di Stanley Hoffmann,


Miguel Barrios sostiene che: le Relazioni Internazionali nel loro carattere di disciplina
di forte radice anglosassone si consolidano a livello universitario associate allegemonia
degli Stati Uniti e alla visione nordamericana, disconoscendo o approcciando solo in
secondo tempo o per meglio dire disconoscendo gli apporti filosofici e teorici di altre
correnti del pensiero internazionale che vengono dallantichit o dal Diritto delle Genti
della scolastica o della geopolitica, inerente allazione e alla strategia degli Stati 10.
Ci proponiamo quindi, per le ragioni esposte, di studiare storicamente e analiticamente
le relazioni internazionali dalla prospettiva di una regione subordinata. Siamo coscienti
che per analizzare il passato, per comprendere i processi in corso e per progettare ipotesi
sul futuro abbiamo bisogno di un appropriato sistema di categorie che non pu essere
per le ragioni esposte dallo stesso Hoffmann un tuttuno con lelaborato negli alti
centri di eccellenza dei paesi subordinanti. Consideriamo importante chiarire che la
nostra rispettosa ma irrinunciabile visione critica non implica in generale n il
disconoscimento n il rifiuto in blocco della produzione intellettuale realizzata nei paesi
subordinanti in modo particolare di quella prodotta negli Stati Uniti, luogo di nascita
delle relazioni internazionali come disciplina di studio, ma lanalisi critica e una lettura
culturalmente situata di questa produzione intellettuale. La necessit di una posizione
critica ci sembra ancor pi importante perch normalmente, fuori dagli Stati Uniti, come
anche Hoffmann sottolinea, gli esperti in relazioni internazionali tendono, con troppa
frequenza, a riflettere pi o meno servilmente e con un po di ritardo le mode
nordamericane i dibattiti e le categorie di analisi in voga e facendolo riflettono e
servono anche linteresse politico degli Stati Uniti data la connessione esistente in
questo paese tra il mondo accademico e il mondo del potere che colloca un gran numero
di accademici e ricercatori non solamente nei corridoi del potere ma anche nella
cucina del potere 11. importante sottolineare che latto riflesso degli esperti in
relazioni internazionali fuori dagli Stati Uniti di seguire i dibattiti e le categorie di
9 Hoffmann, Stanley, op.cit., p. 35.
10 Barrios, Miguel, Una geopoltica desde A. Latina para romper el imperialismo
cultural de las relaciones internacionales, (http://alainet.org/active/73474&lang=es).

moda in quel paese d anche come risultato curricula, specialmente in Teoria delle
Relazioni Internazionali, di una narrazione caotica, decontestualizzata, senza tempospazio e nemmeno con un filo concettuale, eccetto la narrazione. E la novit incessante
della apparizione di nuove teorie che fanno parte della narrazione continua e sono
approcciate come se si trattasse della teoria della relativit di Einstein. Basta osservare
sommariamente la tematica America Latina dei Congressi di Relazioni Internazionali e
Scienze Politiche per confermarlo. Sempre una gerarchizzazione positivista tacita nei
loro programmi 12.
Barrios segnala intelligentemente che in Sud America per qualsiasi scienziato delle
relazioni internazionali il non subordinarsi ai dibattiti e alle categorie di moda, n alle
loro tacite premesse pu condurre allisolamento nel sistema meritocratico
scientifico13.
Dobbiamo precisare anche che, nel tentare di elaborare una bozza per una teoria critica
delle relazioni internazionali, siamo pienamente coscienti del fatto che Raymond Aron
dimostr in modo affidabile e gi tanti anni fa, che nessun teorico delle relazioni
internazionali potr mai arrivare allelaborazione di leggi generali che rendano possibile
la predizione e che ben poco quello che si pu fare oltre a cercare di rendere
intelligibile il campo di analisi, mediante la definizione di concetti di base, attraverso
lanalisi di configurazioni essenziali e il profilo delle caratteristiche permanenti di una
logica costante di comportamento. Da ultimo importante precisare che quando ci
riferiamo al fatto che uno Stato uno Stato subordinato non facciamo riferimento alla
sua posizione economica, ma a una situazione di potere. I termini Stato subordinato e
Stato subordinante non sono strettamente sinonimi di Stato sottosviluppato e Stato
sviluppato. Anche se esiste logicamente una relazione tra sottosviluppo e
subordinazione, uno Stato sviluppato pu essere uno Stato subordinato. Lo sviluppo
industriale e tecnologico un requisito indispensabile per uscire strutturalmente dalla
11 Hoffmann, Stanley, op.cit, p. 25.
12 Barrios, Miguel, op.cit.
13 Ibid.

situazione di subordinazione, ma non condizione sufficiente per non essere uno Stato
subordinato. Si uno Stato subordinato, uno Stato autonomo o uno Stato subordinante
non solo per il grado di sviluppo industriale e tecnologico raggiunto, ma per il potere
che si ha14. Cos uno Stato sviluppato in termini di capacit industriale e di produzione
di tecnologia che perda potere pu passare, lentamente o vertiginosamente, a
trasformarsi in uno Stato subordinato.
Lo Stato francese , in questo senso, un esempio paradigmatico perch passato da
essere uno Stato subordinante parte del nucleo del centro del potere mondiale durante
il XVIII e XIX secolo a trasformarsi, dopo la Seconda Guerra Mondiale, in uno Stato
subordinato dentro il sistema internazionale, per tornare a raggiungere, poco a poco, una
situazione di autonomia nazionale con la salita al governo del Generale De Gaulle nel
1958 fino agli inizi del XXI secolo quando comincia a scivolare nuovamente verso una
situazione di subordinazione privilegiata15. Stiamo vivendo tempi interessanti, cos
interessanti che al trasformarsi il processo di integrazione dellEuropa, dopo la
creazione dellEuro, in un processo di integrazione satellizzante vediamo apparire
dentro lEuropa stessa Stati subordinanti e Stati subordinati. Vediamo scivolare
lentamente Portogallo, Italia, Grecia e Spagna verso una situazione di subordinazione
14 Sono le condizioni reali del potere che determinano lubicazione degli Stati nel
sistema internazionale, incluse in queste condizioni anche la cultura di una societ e la
sua psicologia collettiva. Significa che il potere composto da fattori tangibili e
intangibili.
15 Nel 1958, al ritorno al potere del Generale De Gaulle, pienamente cosciente dello
stato di subordinazione nel quale si trovava la Francia, si inizi una politica di recupero
dellautonomia nazionale della quale i tre principali assi furono: 1) lo sviluppo della
ricerca scientifica e tecnica per trasformare la Francia in una potenza tecnologica, 2) il
ritiro della Francia dallorganizzazione militare atlantica e dai suoi comandi integrati
fatto che si produsse alla fine il 7 marzo 1966 e 3) la costruzione di una forza di
dissuasione nucleare propria. Si veda a riguardo De la Gorce, PaulMarie, El sueo de
una poltica autnoma, Le Monde diplomatique, edicin cono sur, Buenos Aires, marzo
de 2003, p. 14

che sembrerebbe irreversibile. In questo modo queste righe che avevano come
destinatari principali gli uomini e le donne degli Stati subordinati dellAmerica del Sud
sono magari utili anche agli uomini e alle donne dei nuovi Stati subordinati dEuropa.