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PROCESSO PSICOLOGICO E FORMA LOGICA

1. Pensiero formale e pensiero reale


La logica ha a che fare con enunciati formali. La materia di questi enunciati impersonale, le formule logiche essendo
immutabili, astratte indifferenti al proprio contenuto. Il pensiero riflessivo invece un processo che si svolge nel tempo e
fa sempre riferimento a qualche contesto. Le forme logiche sono il prodotto dell'attivit del pensiero. Attraverso di esse il
pensiero giunge ad una chiarificazione di se stesso, ad una esposizione che pu essere controllata all'esterno. Esse non
servono per giungere a delle conclusioni ma per sistematizzare le conclusioni gi raggiunte. Il pensiero infatti si muove
autonomamente bench non privo di logica. La logica del pensiero riflessivo mantiene i caratteri di ordine e
ragionevolezza della logica formale.
2. Educazione e forma
Compito dell'educatore educare. Educare educare al pensiero. Occorre sostituire modi inefficaci di pensare con altri pi
rigorosi. Il bagaglio di informazioni ricavute acquista senso solo se contemporaneamente alla sua ricezione lo studente
impara a pensare in maniera riflessiva.
Due scuole pedagogiche misconoscono il rapporto fra pensiero e forme logiche. Entrambe considerano queste due realt
estranee fra loro. La prima ricava da ci l'attitudine a considerare tali forme inculcabili dall'esterno tramite lo sforzo
cosciente dell'alunno (disciplina). La seconda rinuncia all'acquisizione di tali forme in favore della libera espressione della
fantasia individuale (libert).
3. Libert e disciplina
Disciplina significa il controllo cosciente dei mezzi necessari al raggiungimento del fine. La libert consiste invece nel
superamento degli ostacoli tramite la riflessione personale. Non si pu parlare di liberta di fronte alla mera stimolazione
dei sensi cui ricorre la seconda scuola pedagogica per ingenerare suggestioni gratuite.
ANALISI DEL PENSIERO RIFLESSIVO
1. Fatti e idee
La riflessione implica il ricorso all'osservazione. L'osservazione ci mette al corrente di uno stato di fatto. Fatto ogni
elemento della realt con cui dobbiamo fare i conti. Nella considerazione di tale realt tuttavia, la mente immagina
possibili vie d'uscita dal proprio problema, vari possibili modi d'azione. Tali suggestioni ricavate dall'osservazione
costituiscono delle idee, o ipotesi su cui si eserciter il ragionamento. Osservazione e inferenza sono i capisaldi del
pensiero riflessivo.
2. Funzioni del pensiero riflessivo
Suggestione: Ogni problema nasce dall'impossibilit di agire. La tendenza all'azione si trasferisce nella facolt
immaginativa. Qui, il pensiero realizza (attraverso suggestioni) alcuni modi d'azione possibili per uscire dall'impasse.
Intellettualizzazione: Il problema non si pone immediatamente alla nostra attenzione. Inizialmente ci troviamo di fronte
ad una situazione dubbiosa e difficile. Uno dei compiti del pensiero proprio quello di intellettualizzare la situazione, di
ridurla ai suoi tratti essenziali, di enucleare il problema. Perfetta determinazione del problema equivale ad averlo risolto.
Ipotesi: La suggestione originaria non un atto intellettivo in quanto ci "accade" di averla. Pertiene all'intelletto invece
l'uso che ne facciamo. Mano a mano che la situazione si fa pi chiara, i possibili modi d'azione divengono idee-guida che
a loro volta condurranno a nuove osservazioni e suggestioni.
Ragionamento: E' l'atto di portare all'estreme conseguenze un'idea avuta per saggiarne la chiarezza, l'attendibilit, la
sicurezza etc. E' il corrispettivo di un'osservazione pi intima.
L'azione: O verifica sperimentale dell'ipotesi fatta. Se l'osservazione e il ragionamento sono esatti sappiamo cosa aspettarci
comportandoci in un determinato modo.

LA COMPRENSIONE
1. Idea e significato

Un fatto viene compreso quando se ne afferra il significato. Per poter comprendere facciamo ricorso a ipotesi o idee.
L'idea la rappresentazione mentale di una possibile interpretazione dei fenomeni. Quando questa interpretazione viene
confermata dai fatti essa si trasforma per noi nel significato del fatto.
L'idea non una percezione scolorita o un composto psichico di elemnti sensibili. Non pu essere la rappresentazione
ottusa di un oggetto. Essa definita non da una struttura ma dalla sua funzione. L'idea l'ipoesti suggerita da un problema
di una possibile soluzione del problema stesso.
2. Cose e significati
La congettura porta alla comprensione del significato. Una cosa compresa non pi allora un'idea, n un fatto bruto.
Una cosa viene compresa se messa in relazione con le cose che la circondano, quando se ne cososcono le cause, gli usi le
conseguenze. Di una cosa si pu avere
Conoscenza diretta: quando l'ambito di manifestazione dell'oggetto ci familiare e il suo significato ci si offre
immediatamente
Conoscenza indiretta: quando abbiamo bisogno di un certo numero di inferenze per cogliere il significato di un fatto
3. La comprensione
Ci che ci ignoto ci si presenta sotto la forma di una totalit indistinta. Il compito del pensiero riflessivo quello di
portare in questo indiscrimintato mutamento i criteri di definitezza, distinzione e costanza, stabilit.
Nel processo di comprensione ha un ruolo fondamentale il rapporto mezzi-conseguenze. Il senso spesso collegato all'uso
di un oggetto in vista del conseguimento di certi risultati.