Sei sulla pagina 1di 133

Esercitazioni di Microeconomia

a.a. 2013/2014
Tratte dalle lezioni della Dott.ssa Laura Vici

1. Funzioni, variabili e graci


In economia, luso della matematica risulta di fondamentale importanza come metodo formalizzato di
analisi. In questo contesto, la microeconomia cerca di spiegare fenomeni economici utilizzando modelli, ossia
rappresentazioni semplicate del mondo reale, per lo pi scritti con linguaggio matematico. Pertanto
opportuno studiare i concetti matematici di base necessari non solo in questo corso per risolvere gli esercizi
e comprendere alcuni passaggi teorici, ma torneranno probabilmente utili anche in altri corsi di economia.
Anche la rappresentazione graca facilita sovente la comprensione dei fenomeni economici, aiuta a capire
la descrizione verbale e le informazioni. Per questo motivo necessario imparare a leggere i graci, ed
eventualmente a costruirli.
Nei libri di testo di economia, nei telegiornali, nelle riviste e nei quotidiani, i principali fenomeni economici
vengono espressi e valutati ricorrendo a particolari misure di grandezza o intensit. Quando una grandezza
pu assumere pi di un valore si usa il termine variabile (es. il livello di consumo, il numero di anni di
istruzione, il reddito da lavoro, ecc.).
Nelle scienze economiche possibile riscontrare lesistenza di relazioni tra variabili. Lipotesi che alcune
variabili inuenzino altre variabili viene formalizzato attraverso il concetto di funzione.1 Nella maggior
parte delle relazioni tra variabili emerge una relazione causale, in cui il valore di una variabile inuenza
direttamente o indirettamente il valore assunto dallaltra. In una relazione causale la variabile che determina
detta variabile indipendente, mentre quella che viene determinata detta variabile dipendente. Se
due variabili x ed y sono collegate tra di loro in modo che ad ogni valore di x sia associato un determinato
valore di y, allora diremo che y funzione di x, scritta come:
y = f (x)

(1)

Con la notazione appena utilizzata abbiamo denito la forma esplicita della funzione.2 Quando invece
non specicato quale delle due variabili sia la variabile dipendente si parla di forma implicita della
funzione:
f (x; y) = 0

(2)

Ad esempio, si considerino due variabili, y e x (ove x determina il valore di y), e una relazione implicita
che lega le due grandezze, y + 2x
y=5

5 = 0. La corrispondente funzione in forma esplicita risulta pari a

2x.

Procedendo secondo una sequenza logica, quando si studia o si denisce una relazione, dopo averla
interpretata, consigliabile ricorrere alla sua rappresentazione graca.
1 La maggior parte dei modelli economici descrivono la relazione tra due variabili, tenendo costanti altre variabili che potrebbero inuenzare tale relazione.
2 In altri termini, esprimiamo una relazione in forma esplicita quando isoliamo a sinistra delluguale la variabile dipendente
in funzione delle altre variabili indipendenti (a sinistra delluguale).

Per poter rappresentare gracamente una funzione necessario utilizzare un sistema di assi cartesiani,
dato dallintersezione di due rette, una orizzontale e una verticale, il cui punto di intersezione viene detto
origine. Ogni punto del piano viene caratterizzato da una coppia di valori, uno sullasse delle ascisse (detto
anche asse orizzontale o asse delle x ), laltro sullasse delle ordinate (denito anche asse verticale o asse
delle y).
Un graco di una funzione rappresenta la relazione tra due variabili su un diagramma cartesiano in cui
la variabile indipendente riportata sullasse delle ascisse e la variabile dipendente rappresentata sullasse
delle ordinate.3
La forma e lorientamento di una curva rivelano la natura generale della relazione tra due variabili. Il
fatto che la curva sia inclinata verso lalto (pendenza positiva) suggerisce che allaumentare delle x, la y
aumenta. In tal caso si dice che le variabili sono legate da una relazione diretta. Quando allaumentare
di una variabile associata una diminuzione dellaltra variabile, diciamo che tra le due variabili sussiste una
relazione inversa (pendenza negativa della curva).

1.1. Relazione lineare tra variabili e la retta


La forma funzionale pi semplice la retta, la quale pu essere genericamente descritta dalla seguente
relazione:
y = a + bx

(3)

dove a e b sono due parametri mentre x e y sono le variabili della funzione.


A valori diversi dei parametri corrispondono rette diverse. In particolare:
a rappresenta lintercetta o termine noto della retta, ossia il valore della y quando x = 0. Quando
a = 0 la retta passa per lorigine degli assi (il punto di coordinate (0,0)).
b misura la pendenza o inclinazione della retta: se b > 0 la retta crescente e linclinazione positiva;
se b < 0 la retta decrescente e linclinazione negativa; se b = 0 la retta parallela allasse delle x.
Tanto maggiore il valore assoluto di b, tanto pi inclinata la retta.4
Consideriamo la retta y = 3x, in cui la x rappresenta la variabile indipendente (ad esempio, il reddito)
mentre y la variabile dipendente (ad esempio, il consumo). Si pu notare come la retta in questione passi
per lorigine (Figura 1), ossia per il punto di coordinate (0; 0).5
Per rappresentare velocemente una retta possibile assegnare dierenti valori numerici alla x e trovare i
corrispondenti valori della y.6 La Tabella 1, ad esempio, riporta alcuni punti della retta y = 3x.
3 In economia si vericano alcune eccezioni. Ad esempio nel caso della funzione di domanda e di oerta, che mettono in
relazione la quantit di bene acquistata/venduta al prezzo del bene, si rappresenta la quantit (variabile dipendente) sulle
ascisse mentre il prezzo sulle ordinate.
4 Una linea retta ha pendenza costante in ogni suo punto (ossia la sua derivata costante).
5 Si noti che, rispetto allequazione generica (3), la retta in questione presenta a = 0.
6 Nel caso della retta sono su cienti due valori, dato che per due punti passa una e una sola retta.

x
y = 3x
1
3
2
6
3
9
4
12
Tabella 1: Retta y = 3x

20

15

10

0
0

2. 5

7. 5
x

-5

Figura 1: Retta y = 3x
Analogamente, nel caso in cui la retta non passi per lorigine (a 6= 0), si pu adottare il metodo precedente

oppure si possono individuare le intercette, cio i punti di incontro tra la retta e gli assi cartesiani.
In generale, si denisce:

intercetta verticale quel punto in cui una curva (in questo contesto la retta) incontra lasse delle ordinate,
e indica il valore della variabile y quando la x = 0;
intercetta orizzontale quel punto in cui una curva incontra lasse delle ascisse e indica il valore della
variabile x quando la y = 0.
La Figura 2 rappresenta la retta y = 3x + 3.
Confrontando le due funzioni, possibile notare che esse presentano la medesima inclinazione (infatti
b = 3 in entrambi i casi): ci signica che, per qualsiasi variazione di x, y varier della stessa quantit.
Tuttavia, la funzione rappresentata nella Figura 2 risulta traslata verticalmente. Per quanticare la distanza
tra le due rette (che ovviamente risultano parallele), calcoliamo le rispettive intercette (verticali): quando
x = 0, la funzione y = 3x assume il valore di 0 (lorigine degli assi), mentre la funzione y = 3x + 3 assume il
valore di 3.

y
25

20

15

10

0
0

2. 5

7. 5
x

Figura 2: Retta y = 3x + 3
Consideriamo un altro esempio in cui la funzione lineare esaminata rappresenta una relazione economica
che incontreremo spesso durante il corso: la funzione di domanda, la quale mette in relazione la quantit
domandata di un bene e il suo prezzo.
Consideriamo specicatamente la seguente funzione di domanda: P = 9

2Q:7

Per rappresentare tale funzione sul piano (Figura 3), su ciente trovare le due intercette:

Q =

0 =) P = 9

0 =) Q = 4; 5

10

7.5

2.5

0
0

8
x

Figura 3: Curva di domanda P = 9


7 In

2Q

questo caso la funzione di domanda detta inversa, come studierete nelle prossime lezioni.

Come vedrete tra poco, la pendenza della funzione di domanda inversa

2 (che corrisponde al parametro

b della retta generica (3)).

1.2. Funzione quadratica e la parabola


Unaltra semplice funzione che prenderemo in esame la funzione quadratica. Capita a volte che le funzioni
di protto o di utilit assumano questa forma.
La sua forma generale cos denita:
y = ax2 + bx + c

(4)

dove, a, b e c sono parametri, mentre x e y rappresentano, rispettivamente, la variabile indipendente e la


dipendente.
Al variare del valore dei parametri cambia la forma e la posizione della parabola.
Come per la retta, per rappresentare la parabola su ciente attribuire dei valori alla x, inserirli nella
formula e determinare i corrispondenti valori della y.
Ad esempio, si consideri la funzione y = x2

6x + 8: In tal caso, a = 1, b =

6 e c = 8. Dopo avere

calcolato i valori di y dati alcuni valori assegnati alla x, possibile rappresentare la funzione.

x
0
1
2
3
4
5

y = x2

6x + 8
8
3
0
-1
0
3
Tabella 2

20

15

10

0
0

2. 5

7. 5
x

Figura 4: Parabola y = x2 6x + 8
6

Quando a > 0 la parabola prima decrescente e poi crescente; viceversa, quando, a < 0 la parabola
cresce e poi decresce.
La funzione quadratica ha unintercetta sullasse delle ordinate uguale a c (che si trova ponendo x = 0).
Variando il valore di c, la parabola si sposta verso lalto o verso il basso nello spazio cartesiano.
Le intercette orizzontali sono due in corrispondenza dei punti x = 2 e x = 4 (dette anche radici
dellequazione quadratica) e si trovano ponendo y = 0 e risolvendo lequazione quadratica con la ormai
nota regola x =

b2 4ac
.
2a

Fanno eccezioni i casi in cui (i) lasse delle x tangente alla parabola e le

radici coincidono oppure (ii) il caso in cui la parabola si trova completamente sopra (quando a > 0) o
completamente sotto (quando a < 0) lasse delle x.

Esercizi proposti
1. Si disegni la seguente funzione quadratica: y = 2x2

3x + 1

Si individuino lintercetta verticale e le radici dellequazione. (L.V.)


Per rappresentare gracamente la funzione si noti che a = 2, b =

3, c = 1, pertanto si otterr una parabola

con concavit rivolta verso lalto (a > 0), non passante per lorigine degli assi (b 6= 0) e con intercetta verticale
pari a 1 (c = 1). Per disegnare la parabola assegnate arbitrariamente alcuni valori numerici alla x e determinate

i corrispondenti valori della y:

y = 2x2 3x + 1

0
1
2
3

1
0
3
10

10

7 .5

2 .5

0
0

1 .2 5 2 .5

3 .7 5 5
x

Le intercette orizzontali sono distinte e uguali a (1=2; 0) e (1; 0). Infatti, x0 =


00

x =

p
( 3)+ 32 4 2 1
22

= 1:
x2 + 2x

2. Si disegni la seguente funzione quadratica: y =


7

( 3)

p
32 4 2 1
22

1
2

Si individuino lintercetta verticale e le radici dellequazione. (L.V.)


Per rappresentare gracamente la funzione si noti che a =

1, b = 2, c =

1, pertanto si otterr una

parabola con concavit rivolta verso il basso (a < 0), non passante per lorigine degli assi (b 6= 0) e con

intercetta verticale pari a -1 (c =

1). Per disegnare la parabola assegnate arbitrariamente alcuni valori

numerici alla x e determinate i corrispondenti valori della y:

x2 + 2x

y=

-1
0
1
2
3

-4
-1
0
-1
-4
y

-2

-2 .5

-5

-7 .5

-1 0

Le intercette orizzontali sono coincidenti nel punto (0; 1). Infatti, x =


2+

22 4 ( 1) ( 1)
2 ( 1)

= 1 = x00 =

22

4 ( 1) ( 1)
:
2 ( 1)

1.3. Le potenze e le funzioni esponenziali


In economia, le potenze e le funzioni esponenziali sono spesso utilizzate poich godono di una serie di propriet
desiderabili.8
Si chiama funzione esponenziale ogni funzione del tipo
y = ax

(5)

con a > 0 ssato, x 2 R

Il dominio della funzione, cio linsieme dei valori che si possono attribuire a x, tutto R, mentre
il codominio, cio linsieme dei valori che la funzione assume, R+ (la funzione esponenziale sempre
strettamente positiva).
8 Nel corso di questo corso e dei futuri corsi di economia che seguirete, vi capiter spesso di incontrare una funzione spesso
usata nelle scienze sociali, chiamata Cobb-Douglas. Questa funzione il prodotto tra due potenze con diversa base (che
rappresentano variabili dierenti).

Spesso le esponenziali hanno come base un numero particolare noto come numero di Nepero, indicato con
9

e.

10
4
2
-2
-4
70
60
50
40
30
20

Figura 5
I seguenti graci illustrano il comportamento della funzione esponenziale a seconda dei valori assunti da
a:
y

y = ax
y=a

y = ax

1
y=1

0
0<a<1

a>1

a>1

Figura 6
9 Il

numero di Nepero uguale a 2,718281...

x
;

a>a

Per il corso saranno molto utili le seguenti propriet delle potenze:


a0 = 1
La potenza di potenze: (ax )y = axy
Es. 22

= 26

Il prodotto di potenze con uguale base: ax ay = ax+y


Es. 22 23 = 25
Il rapporto di potenze con uguale base: ax =ay = ax

La potenza di un prodotto: (ab)x = ax bx


Gli esponenti negativi:
Es. x

= a1 ; a

1
ax

1
a5 ;

1
a2

Le radici e le potenze. Quando la potenza un numero razionale (una frazione) si ottiene una radice:
p
a1=x = x a
p
p
Es.: 91=2 = 9 = 3; 81=3 = 3 8 = 2

1.4. Funzione logaritmica


Per una serie di ragioni in economia spesso si trasformano le variabili in scala logaritmica.
Il logaritmo di un numero pu essere considerato come loperazione inversa dellelevamento a potenza.
Dati due numeri a e x, con a > 0, a 6= 1, x > 0, si denisce logaritmo in base a del numero x, lesponente

da dare ad a per avere x. Chiamiamo x largomento del logaritmo e y il logaritmo.


Ci si scrive in questo modo:
y = loga x

(6)

ed equivale a scrivere x = ay .
Il dominio della funzione logaritmica, cio linsieme dei valori che si possono attribuire a x, R+ , mentre
il codominio, cio linsieme dei valori che la funzione assume, R .
Lintercetta orizzontale del logaritmo x = 1 mentre lintercetta verticale non esiste, o meglio y =

1.

Spesso si usa come base del logaritmo il cosiddetto numero di Nepero, e: Il logaritmo cos denito viene
chiamato logaritmo naturale e si indica con ln o loge .

Tutte le calcolatrici scientiche calcolano i logaritmi con base naturale, decimale o denibile dallutente.
La Figura 7 mostra il graco del logaritmo naturale, mentre la Figura 8 mostra il graco della funzione
logaritmica a seconda dei valori assunti da a.
10

-8
8
6
4
2
-2
-4
-6

Figura 7
y

y = log a x
y = log a x

y = log a x

0<a<1

a>1

a>1

a>a

Figura 8
Anche per i logaritmi vi sono alcune utilissime propriet da ricordare:
loga a = 1 infatti a 1 = a
loga 1 = 0 infatti a 0 = 1
ln(ex ) = x
eln x = x

per x > 0

Il logaritmo di una potenza uguale allesponente moltiplicato per il logaritmo della base: loga xy =
y loga x
11

Esempio: log 42 = 2 log 4


Il logaritmo di un prodotto uguale alla somma dei logaritmi dei fattori: loga (x y) = loga x + loga y
Esempio: log(4c) = log 4 + log c
Il logaritmo di un rapporto uguale alla dierenza tra il logaritmo del numeratore e il logaritmo del
denominatore: loga

x
y

= loga x

Esempio: log( 52 ) = log 5

loga y
log 2

12

2. Le derivate
La pendenza di una curva una misura di quanto inclinata e indica il grado di reattivit della variabile y
a cambiamenti della variabile x (intorno al punto in cui viene calcolato). La pendenza fornisce informazioni
importanti: anche senza conoscere valori specici di x e y, esaminando la pendenza di una curva in vari
punti possiamo trarre importanti conclusioni sulla relazione tra le due variabili.
La rappresentazione di una funzione, come abbiamo visto nella sezione precedente, risulta di particolare
importanza per capire landamento della relazione che si analizza. Una funzione crescente tra consumo e
reddito, ad esempio, indica che il consumo di un determinato bene aumenta quando aumenta il reddito
disponibile. In questa sezione vogliamo andare oltre: non ci interessa solamente capire come cambia la
variabile dipendente quando variano le variabili indipendenti, ma vogliamo sapere esattamente di quanto
varia.
In primo luogo, necessario denire il concetto di rapporto incrementale della funzione y = f (x), cio
il rapporto tra la variazione nella variabile dipendente e quello della variabile indipendente:10
f (x2 )
x2

f (x1 )
:
x1

(7)

La derivata, indicata da dy=dx o da f 0(x); viene denita come il limite del rapporto incrementale quando

la variazione della variabile indipendente tende a zero:


dy
dx

(x2

f (x2 )
x2
x1 )!0

lim

f (x1 )
:
x1

(8)

Essa rappresenta la pendenza della tangente alla curva di equazione y = f (x) nel punto (x1 ; f (x1 )) :11
Inoltre misura la variazione marginale o istantanea di y al variare marginale di x.
Nella seguente tabella sono riportate alcune regole di derivazione.
1 0 Il

simbolo
viene comunemente usato per rappresentare la variazione. Ad esempio
funzione :

x = x2

x1 :

1 1 Una

continua quando pu essere disegnata senza staccare la penna dal foglio;


derivabile se non presenta angoli;
monotona se la funzione varia sempre nella stessa direzione a fronte di variazioni di x. Nel dettaglio, monotona crescente
se cresce costantemente al crescere di x, cio per ogni x1 > x0 , f (x1 )
f (x0 ) per ogni x; monotona decrescente se
diminuisce costantemente al crescere di x, cio per ogni x1 > x0 , f (x1 ) f (x0 ) per ogni x.

13

y=f(x)

Derivata prima

y=c
Funzione potenza
y=x
in particolare
y=x
1
p
y = n x = xn
1
p
y = x = x2

dy
dx

=0

dy
dx

= x

dy
dx
dy
dx
dy
dx
dy
dx

=1
=
=

= costante

1 1
1 n
p1
= n
x
n
n xn 1
1
1
1
x 2 = 2p
2
x
1
x2

=
y = x1 = x 1
Funzione logaritmica
dy
y = ln x
= x1
dx
dy
1
= x ln
y = loga x
dx
a
Funzione exponenziale
dy
x
x
=e
y=e
dx
dy
y = ax
= ax ln a
dx
Principali regole di derivazione
df (x)
dy
y = c f (x)
= c dx
dx
in particolare
dy
y = cx
=c
dx
df (x)
dg(x)
dy
= dx + dx
y = f (x) + g(x)
dx
dy
in particolare y = a + cx
=c
dx
df (x)
dg(x)
dy
y = f (x) g(x)
= dx g(x) + f (x) dx
dx
y=

f (x)
g(x)

y = f [g(x)]
in particolare y = ef (x)

dy
dx
dy
dx
dy
dx

Esempi
c = costante

y=5

dy
dx

=0

y = x3

dy
dx

= 3x2

p
3

n = costante

y=

dy
dx

c = costante

y = cx2

dy
dx

= 2cx

y = 5x

dy
dx

=5

y = 10 + 25x

dy
dx

= 25

a; c = costanti

1
p
3 2
x

f 0 (x)g(x)+f (x)g 0 (x)


[g(x)]2
f 0 [g(x)]g 0 (x)

=
= ef (x) f 0 (x)

La derivata seconda della funzione f (x) si ottiene derivando la derivata prima della funzione:
d2 y
d2 f (x)
d df (x)
=
=
2
2
dx
dx
dx
dx

(9)

La derivata seconda misura la curvatura di una funzione.


Se la derivata seconda di una funzione negativa in un punto, signica che linclinazione della funzione
decrescente in quel punto. In questo caso la funzione concava.
Se la derivata seconda di una funzione positiva in un punto, linclinazione della funzione crescente.
Allora la funzione convessa.
Se la derivata seconda nulla in un punto, allora la funzione piatta in quellintorno.

Finora abbiamo esaminato funzioni a una variabili, y = f (x), in cui a ciascun numero x si associa
un unico numero y. Tuttavia capita sovente che una variabile dipendente sia inuenzata da una serie di
variabili indipendenti. In tal caso si parla di funzioni a pi variabili in cui si associa a ciascun set di numeri
(x1 ; x2 ; :::; xn ) un unico numero y. Ad esempio, in una funzione a due variabili si associa a ciascuna coppia
di numeri (x1 ; x2 ) un unico valore della variabile dipendente y.

14

In tale contesto, di particolare importanza il concetto di derivata parziale. Quando si incontra una
funzione che dipende da due o pi variabili, y = f (x1 ; x2 ; :::; xn ), possibile infatti valutare la variazione
della funzione solo rispetto ad una di esse, considerando le altre come costanti.
Data una funzione a pi variabili, ad esempio, y = f (x1 ; x2 ), le derivate parziali di y rispetto a x1 e a x2
si indicano come:
@y
@x1
@y
@x2

x1 ; x2 )
x1 !0
x1
f (x1 ; x2 + x2 )
lim
x2 !0
x2

lim

f (x1 +

f (x1 ; x2 )

(10)

f (x1 ; x2 )

(11)

Anche per le derivate parziali si possono calcolare derivate di ordine superiore (derivate seconde, terze
ecc.).
Per calcolare, ad esempio, la derivata parziale di secondo ordine di una derivata parziale si deriva nuovamente il risultato ottenuto dalla prima derivazione (10 e 11):
@2y
@x21
@2y
@x22

=
=

@
@y
@x1 @x1
@
@y
@x2 @x2

(12)
(13)

Esercizi proposti
1. Si consideri la funzione a due variabili f (x1 ; x2 ) = ax1 + bx2 . (A.M.)
Epossibile determinare la derivata parziale rispetto ad x1 , indicata con
rispetto ad x2 , indicata con

@f (x1 ;x2 )
.
@x2

@f (x1 ;x2 )
@x1

e la derivata parziale

Considerando come costante la variable che non interessa nella

derivazione parziale, si ottiene:


@f (x1 ; x2 )
@f (x1 ; x2 )
=a e
= b:
@x1
@x2
2. Si consideri la funzione a due variabili f (x1 ; x2 ) = 5x22 x1 : (L.V.)
Le rispettive derivate parziali risultano pari a:

@y
@x1

= 5x22

@y
@x2

p
3. Data la funzione a due variabili f (x1 ; x2 ) = x1 x2 + 3 x1 , calcolare
Nel caso della derivata parziale rispetto ad x1 ; indicata con

= 10x1 x2 :
@f (x1 ;x2 )
@x1

@f (x1 ;x2 )
,
@x1

Applicando le regole di derivazione si ottiene:


@f (x1 ; x2 )
1
3 1
= x2 + 3 p = x2 + p
@x1
2 x1
2 x1
15

@f (x1 ;x2 )
:
@x2

(A.M.)

si considera x2 come costante.

Allo stesso modo, quando si opera la derivata parziale rispetto ad x2 si considera x1 come costante e
si ottiene:
@f (x1 ; x2 )
= x1 :
@x2
4. Data la funzione a due variabili f (x1 ; x2 ) =
@f (x1 ; x2 )
=
@x1

4
1
x1 3 (x2 ) ,

calcolare

1
4
3 (x2 ) =
(x1 )2

@f (x1 ;x2 )
@x1

"

(x2 )
3
x1

@f (x1 ;x2 )
:
@x2

(A.M.)

#2

@f (x1 ; x2 )
1
(x2 )
3
=
3 4 (x2 ) = 12
@x2
x1
x1
1

5. Si consideri la funzione (Cobb-Douglas) f (x1 ; x2 ) = (x1 ) 3 (x2 ) 3 : (L.V.)


@f (x1 ; x2 )
1
= (x1 )
@x1
3

2
3

1
3

x2
x1

2
=
3

x1
x2

(x2 ) 3 =

1
@f (x1 ; x2 )
2
= (x1 ) 3 (x2 )
@x2
3

1
3

2
3

1
3

3. Si calcolino le derivate seconde parziali della funzione f (x1 ; x2 ) = (x1 ) 3 (x2 ) 3


@ 2 f (x1 ; x2 )
=
@x21

21
(x1 )
33

@ 2 f (x1 ; x2 )
=
@x22

1
12
(x1 ) 3 (x2 )
33

5
3

(x2 ) 3 =
4
3

2
(x1 )
9

5
3

(x2 ) 3

1
2
(x1 ) 3 (x2 )
9

4
3

Applicazioni economiche: lelasticit


Lelasticit viene denita come misura della sensibilit di una variabile rispetto a unaltra variabile. In
particolare, indica la variazione percentuale di una variabile in risposta a una variazione dell1% di unaltra
variabile. Come vedremo, in microeconomia si studiano diversi tipi di elasticit:
elasticit della domanda:
rispetto al prezzo
rispetto al reddito
rispetto al prezzo di altri beni, detta anche elasticit incrociata. Lelasticit incrociata molto
utile per vericare se due beni sono sostituti, complementari o indipendenti.
elasticit delloerta:
16

rispetto al prezzo
rispetto al reddito
rispetto al prezzo di altri beni.

Esercizi proposti
1. Esercizi 5-6 pag. 31-32 (C.L.).
2. Esercizio 9 pag. 34 (C.L.).

3. Equazioni
Gran parte delle equazioni descrivono le relazioni che compaiono allinterno di un modello. Con unequazione
si esprime unuguaglianza tra due espressioni matematiche: ad esempio unuguaglianza tra una funzione e
un numero o tra due funzioni della stessa variabile.
In generale unequazione assume la seguente forma
f (x) = a

(14)

Risolvere unequazione signica identicare per quale/quali valore/valori della x vericata luguaglianza.
Sono esempi di equazioni 3x
vamente, x = 3 e x =

2 = 7, x2

49 = 0; ecc. La soluzione di queste equazioni sono, rispetti-

7.

Un sistema di equazioni costituito da pi equazioni e da pi incognite.12


Un sistema di due equazioni in due incognite dato da:
f (x; y) = a
g(x; y) = b

(15)

Per risolverlo occorre compiere i seguenti passi:


i. Si risolve una delle due equazioni, ad esempio la prima, esplicitando una variabile, ad esempio x, in
funzione dellaltra.
ii. Si sostituisce x(y; a) nella seconda equazione (che diventa unequazione con una sola incognita y).
iii. Si trova il valore di y che soddisfa la seconda equazione.
iv. Inne si sostituisce y (il valore di y che soddisfa lequazione) in una delle due equazioni iniziali e si
trova x .
1 2 Tale sistema di equazioni pu essere risolto se il numero di incognite uguale o superiore al numero di equazioni presenti
nel sistema (Rouch-Capelli). Se il numero di incognite esattatmente uguale al numero di equazioni del sistema il sistema
ammette una sola soluzione.

17

Esercizi proposti
1. Si risolva il seguente sistema di equazioni (L.V.):

y 2x = 1
2y + 21 x = 11
Esplicito la y nella prima equazione in funzione di x: y = 2x + 1
Sostituisco y cos ottenuta nella seconda equazione: 2 (2x + 1) + 21 x = 11
Risolvo per x la seconda equazione: x = 2
Determino y sostituendo il valore di x nella prima equazione: y = 2 2 + 1 = 5
2. Si risolva il seguente sistema di equazioni (L.V.):
y + 13 x = 5
x2 2y 1 = 0
Esplicito la y nella prima equazione in funzione di x: y = 5
Sostituisco y cos ottenuta nella seconda equazione: x2

2 5

1
3x
1
3x

1=0

Risolvo per x la seconda equazione di secondo grado. Ottengo due radici distinte: x0 =

11
3 ;

x00 = 3

Determino y sostituendo i valori di x che soddisfano la seconda equazione nella prima equazione:
y0 = 5

1
3

11
3

56
9 ;

y 00 = 5

1
3

(3) = 4

18

4. Domanda, Oerta ed Elasticit


4.1. La domanda e loerta
Uno strumento fondamentale della microeconomia il modello della domanda e delloerta. Lanalisi di
questo modello permette di comprendere e prevedere come cambiano i prezzi e le quantit in presenza
di certe circostanze o al vericarsi di certe condizioni (ad esempio, cosa succede se il governo interviene
modicando i meccanismi di aggiustamento del mercato, ecc.).
Un mercato un insieme di compratori e di venditori che, attraverso le loro interazioni, determinano il
prezzo di un bene o di un insieme di beni. In altri termini, il luogo (sico o virtuale) di incontro tra la
domanda e loerta.
P
S

P*

D1
Q*

Figura 1: Domanda, oerta ed equilibrio di mercato


La curva di domanda la relazione tra la quantit di un bene che i consumatori sono disposti ad
acquistare al variare del suo prezzo unitario. In generale, allaumentare del prezzo diminuisce la quantit
domandata del bene. Pertanto, tra la quantit domandata e il suo prezzo sussiste una relazione inversa e la
curva di domanda presenta una pendenza negativa: a parit di condizioni, i consumatori sono disposti ad
acquistare di meno se il prezzo pi alto.
Qd = Qd (P )
Ad esempio: Qd = 2

(16)

3P

Ovviamente la quantit domandata di un bene non dipende solo dal suo prezzo ma anche da altre variabili
tra cui il reddito,13 il prezzo di altri beni, le preferenze dei consumatori, il contesto istituzionale, la situazione
1 3 In generale, al crescere del reddito ci si aspetta che il consumatore possa spendere di pi e quindi possa acquistare pi unit
del bene considerato. In tal caso si parla di beni normali. Si comportano in modo simmetricamente opposto i cosiddetti beni
inferiori (si veda il paragrafo 2.2).

19

contingente,14 le aspettative sul prezzo futuro del bene, ecc.


La curva di oerta la relazione tra la quantit di un bene che i produttori sono disposti a vendere
al variare del suo prezzo. Tra quantit oerta e prezzo sussiste una relazione diretta, pertanto la curva di
oerta presenta una pendenza positiva: quanto pi alto il prezzo, tanto pi le imprese sono disposte o sono
in grado di produrre e vendere quantit maggiori.
Qs = Qs (P )

(17)

Ad esempio: Qs = 2 + 3P
In generale, la quantit oerta funzione non solo del prezzo ma anche di altre variabili che si assumono
costanti. Ad esempio, il costo del lavoro, delle materie prime, gli oneri nanziari, i cambiamenti tecnologici,
il contesto istituzionale, le aspettative sul prezzo in futuro, ecc.
Ad esempio, se i costi di produzione aumentano, le imprese possono produrre la stessa quantit a un
prezzo pi alto, o una minore quantit a parit di prezzo. Viceversa, nel caso di una diminuzione dei costi
di produzione.
Le coordinate del punto in cui la curva di domanda e la curva di oerta si intersecano individuano il
prezzo e la quantit di equilibrio. In questo punto non si vericano n eccessi di domanda, n eccessi di
oerta (Figura 1).15
In situazioni di disequilibrio, quando la quantit oerta superiore alla quantit domandata si verica
un eccesso di oerta (o situazione di eccedenza o surplus) e non tutta la quantit prodotta viene venduta
(Figura 2b).
Quando la quantit domandata superiore alla quantit oerta si verica un eccesso di domanda (o
situazione di scarsit) e non tutti i consumatori che desiderano acquistare il bene riescono a farlo (Figura
2a).
1 4 Ad

esempio, cambiamenti meterologici possono inuenzare la domanda di gelato.


noti che lipotesi che a ogni dato prezzo si produca e si venda una certa quantit del bene dipende dallipotesi di mercato
concorrenziale. In tal caso compratori e venditori non hanno potere di mercato e non possono inuenzare individualmente il
prezzo di mercato.
1 5 Si

20

S
Eccesso di offerta

P1
P*

P*
P1
Eccesso di domanda

QS

Q*

QD

D
Q

Q0

QS

Figura 2: Eccesso di domanda ed eccesso di oerta


Spesso il mercato di un bene pu essere inuenzato dal mercato di altri beni.
Se laumento del prezzo di un bene comporta un aumento nella quantit domandata di un altro bene, si
parla di beni sostituiti.
Sono esempi di beni sostituti il pane e i grissini, ceramica e porcellana, pollo e tacchino, the e ca, ecc.
Se laumento del prezzo di un bene provoca una diminuzione nella quantit domandata di un altro bene,
si parla di beni complementi (o beni complementari).
Sono esempi di beni complementari gli sci e gli scarponi, le ruote e lauto, la lenza e lamo.
Attenzione : quando si disegnano le curve di domanda e di oerta necessario fare attenzione a non
confondere gli spostamenti lungo le curve dagli spostamenti delle curve.
Si parla di spostamenti lungo la curva di domanda e di oerta (variazioni della quantit domandata
o o erta) se a variare sono i prezzi o le quantit del bene (Figura 3b). Si parla invece di spostamenti della
curva di domanda o di oerta (variazioni della domanda o dello erta) se a cambiare sono le variabili da
cui dipendono la domanda o loerta ma che per disegnare le relative curve vengono assunte costanti (Figura
3a). Ad esempio, variazioni del reddito o del prezzo di beni complementari o sostituti spostano la curva di
domanda; variazioni dei costi di produzione fanno spostare la curva di oerta.

21

P
S

S
S

D
D

D
Q

Figura 3: Spostamenti delle curve e spostamenti lungo le curve

4.2. Lelasticit
Espesso importante sapere di quanto una variabile y aumenta o diminuisce al variare di unaltra variabile
x.
Per questo, e non solo in economia, si ricorre al concetto di elasticit, una misura della sensibilit di
una variabile y al variare di unaltra variabile x. Pi precisamente, essa indica la variazione percentuale della
variabile y indotta da una variazione dell1% della variabile x .
Dato che una variazione percentuale di una variabile si calcola come rapporto tra la variazione della
variabile e il suo livello iniziale,
variazione percentuale di y =

variazione percentuale di x =

y1

y0
y0

x1

x0
x0

y
y0
x
x0

si pu scrivere la formula dellelasticit in questo modo:


"x =

y=y0
=
x=x0

y x0
x y0

Nei prossimi sottoparagra verrano illustrate alcune delle nozioni di elasticit pi usate in economia.
4.2.1 Elasticit della domanda al prezzo
Lelasticit della domanda al prezzo data dal rapporto tra la variazione percentuale della quantit domandata e la variazione percentuale del prezzo.

22

"P =

Q=Q0
=
P=P0

Q P0
P Q0

In questo caso, la nostra y la quantit domandata (Q), mentre la nostra x il prezzo (P ).


Poich la quantit domandata dipende negativamente dal prezzo

Q
P

< 0 , spesso si considera il valore

assoluto dellelasticit al prezzo, senza considerare il segno negativo (j"P j).

Quanto maggiore lelasticit in valore assoluto, tanto maggiore la reattivit dei consumatori a una

certa variazione percentuale del prezzo e tanto pi piatta la curva di domanda (inversa).16 Se la reattivit
dei consumatori altissima, anche una piccola variazione percentuale del prezzo modica di molto il consumo
e la curva di domanda quasi piatta. Simmetricamente, se la reattivit quasi nulla, lelasticit tende a
zero e la curva di domanda praticamente verticale.
Pi nel dettaglio:
j"P j < 1 : se lelasticit al prezzo minore di 1 in valore assoluto, la domanda si dice anelastica o inelastica
al prezzo: se il prezzo aumenta di k%, la quantit domandata diminuisce meno di k%.

j"P j > 1 : se lelasticit al prezzo maggiore di 1 in valore assoluto, la domanda si dice elastica al prezzo: se il
prezzo aumenta di k%, la quantit domandata diminuisce pi di k%, quindi pi reattiva.

j"P j = 1 : se lelasticit al prezzo uguale a 1 in valore assoluto, la domanda si dice a elasticit unitaria: se il
prezzo aumenta di k%, la quantit domandata diminuisce esattamente di k%.
P
||=8
D3

||
D2
||=0
D1

D0

Figura 4: Elasticit della domanda al prezzo


1 6 Se la curva di domanda inversa pi piatta, la curva di domanda diretta sar pi inclinata. Viceversa, se la curva di
domanda inversa pi inclinata, la curva di domanda diretta sar pi piatta. Si ricordi che la pendenza della curva di domanda
diretta il reciproco della pendenza della curva di domanda inversa.

23

Attenzione: una curva di domanda lineare ha (contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare) unelasticit
che varia muovendosi lungo la curva: si va dallintercetta verticale in cui lelasticit in valore assoluto va a
innito allintercetta orizzontale in cui lelasticit pari a zero.
Infatti, corretto dire che la pendenza della curva sia costante in ogni punto della retta (quindi 1=
con k costante), tuttavia il rapporto tra prezzo e quantit varia lungo la curva

Q
P

= k,

P0
).
(Q
0

Ne consegue che, tanto pi ripida la curva di domanda inversa, tanto pi anelastica la domanda al
prezzo; viceversa, tanto pi piatta la curva di domanda (inversa), tanto pi elastica la domanda al prezzo.
P

|P|=
Elastica

| p|= -1
Anelastica

| p | = 0

Figura 5: Funzione di domanda lineare ed elasticit al prezzo

4.2.3. Elasticit della domanda al reddito


Analogamente, lelasticit della domanda al reddito il rapporto tra la variazione percentuale della quantit
domandata e la variazione percentuale del reddito:
"R =

Q=Q0
=
R=R0

Q R0
R Q0

In questo caso, la nostra y la quantit domandata (Q), mentre la nostra x il reddito (R).
Poich la quantit domandata dipende positivamente dal reddito

Q
R

> 0 , in genere lelasticit al

reddito ha segno positivo ("R > 0).


Si noti che:
"R > 0 : Se lelasticit al reddito positiva (al crescere del reddito aumenta anche la domanda del bene), allora
il bene in questione un bene normale.

24

0 < "R < 1 : Se lelasticit al reddito positiva ma inferiore a 1 (ossia, in presenza di un incremento del reddito
dell1%, la domanda aumenta meno dell1%, cio inelastica al reddito), il bene in questione un
bene primario o di prima necessit.
"R > 1 : Se lelasticit al reddito superiore a 1 (ossia, in presenza di un incremento del reddito dell1%, la
domanda aumenta pi dell1%, cio elastica al reddito), il bene in questione un bene di lusso.
"R < 0 : Se lelasticit al reddito negativa (al crescere del reddito diminuisce la domanda del bene), allora il
bene in questione un bene inferiore.

4.2.4 Elasticit incrociate


Abbiamo detto che due beni sono sostituti se laumento del prezzo delluno provoca laumento della quantit domandata dellaltro. Simmetricamente, due beni si dicono complementi quando laumento del prezzo
delluno provoca una diminuzione della quantit domandata dellaltro.
Attraverso la denizione delle elasticit incrociate siamo in grado di dire se due beni sono sostituti o
complementi.
Lelasticit incrociata data dal rapporto tra la variazione percentuale della quantit domandata di un
bene rispetto alla variazione percentuale del prezzo dellaltro bene:
"Qa Pb =

Qa =Qa
=
Pb =Pb

Qa Pb
Pb Qa

dove a e b sono due beni.


"Qa Pb > 0 : Se lelasticit incrociata positiva, allora i due beni sono sostituti.
"Qa Pb < 0 : Se lelasticit incrociata negativa, allora i due beni sono complementi.

4.2.5. Elasticit delloerta al prezzo


Lelasticit delloerta al prezzo il rapporto tra la variazione percentuale della quantit oerta e la variazione
percentuale del prezzo:
"sP =

Qs =Qs0
=
P=P0

Qs P0
P Qs0

In questo caso, la nostra y la quantit oerta (Qs ), mentre la nostra x il prezzo (P ).


Poich la quantit oerta dipende positivamente dal prezzo
("sP

Qs
P

> 0 , lelasticit ha segno positivo

> 0).
Lelasticit delloerta pu essere calcolata anche rispetto a molti altri fattori (ad esempio, rispetto al

prezzo dei fattori produttivi).


25

Esercizi proposti
ESERCIZIO 1. Equilibrio di mercato e variazione di domanda e oerta (L.V.)
Consideriamo il mercato del bene K. La quantit domandata e la quantit oerta del bene possono
essere descritte dalle seguenti relazioni:

Qd

Qs

20

3P

4+P

(a) Si determini il prezzo e la quantit di equilibrio del mercato del bene K.


(b) Si calcoli il nuovo equilibrio di mercato dopo che una diminuzione del costo dei fattori produttivi
ha trasformato la funzione di oerta in Qs =

4; 8 + 1; 2P e che una diminuzione del reddito ha

colpito la domanda causandone un calo del 40%.


(c) Si rappresentino gracamente le curve di domanda e di oerta prima e dopo gli shock descritti
nel punto (b) e i relativi punti di equilibrio.
(d) Per quali intervalli di prezzo la domanda e loerta hanno senso economico?
(e) Calcolate le elasticit delloerta e della domanda al prezzo prima e dopo gli shock di cui al punto
(b).
SOLUZIONE:
(a) Lequilibrio di mercato del bene K dato dal prezzo in corrispondenza del quale la quantit domandata
uguale a quella oerta. Per determinare lequilibrio di mercato necessario mettere a sistema la funzione
di domanda e di oerta in modo da ottenere un sistema di due equazioni in due incognite. Risolvere il
sistema signica cercare quella coppia di quantit e prezzo che contemporaneamente soddisfano le due
equazioni (gracamente signica identicare quel punto che comune alla domanda e alloerta, ossia il
punto di intersezione delle due curve).

Qd = 20 3P
Qs = 4 + P
Dato che in equilibrio Qd = Qs ,

20
si ottiene P = 6 e, sostituendo P

3P =

4+P

in una delle due equazioni, Q = Qs = Qd = 2.

(b) Per determinare il nuovo equilibrio, in seguito a uno spostamento congiunto della domanda e delloerta,
necessario mettere a sistema la nuova curva di domanda e la nuova curva di oerta e risolvere per i

26

nuovi valori di Q

eP

. Tuttavia, prima di procedere necessario calcolare la nuova curva di domanda.

Un calo della domanda del 40% signica che, a parit di prezzo, ora la quantit domandata minore del
40%. Pertanto,

Q0d = 60%(20

3P ) = 12

1; 8P

Ponendo a sistema la nuova curva di domanda e di oerta

Qd = 12 1; 8P
Qs = 4; 8 + 1; 2P
si ottiene il nuovo equilibrio di mercato (Q ; P

) ossia (1; 92; 5; 6). Si noti che il nuovo equilibrio

presenta una quantit di equilibrio pi bassa e un prezzo di equilibrio pi basso (Figura ES1).

(c) Le due congurazioni di equilibrio sono rappresentate nella gura sottostante. Si noti che le curve hanno
modicato la pendenza mentre le intercette verticali non sono cambiate. Diversa sarebbe stata la situazione se gli shock avessero modicato le curve, ad esempio, in questo modo: Qd = 40

3P e Qs = 2+P

(Vericatelo!).

10

7. 5

2. 5

0
0

4
Q

Figura ES1
(d) Le curve di domanda e di oerta hanno un senso economico quando Q

0eP

0. Pertanto, la curva

di oerta sar sempre positiva nel primo quadrante (lintercetta verticale pari a 4). La domanda ha
senso economico solo per 0

20=3. Le stesse considerazioni valgono successivamente agli shock

sulla domanda e sulloerta.

(e) Le elasticit delle due domande e delle due oerte al prezzo, calcolate nei rispettivi punti di equilibrio,

27

prima e dopo gli shock, sono:


d
"Q
P

s
"Q
P

Q0

"P 0d

Q0

"P 0s

dQd P0
6
= 3
=
d
dP Q0
2
6
dQs P0
=1
=3
s
dP Q0
2

5; 6
dQ0d P00
= 1; 8
= 5; 25
dP 0 Q0d
1;
92
0
5; 6
dQ0s P00
= 1; 2
= 3; 5
dP 0 Q0s
1;
92
0

ESERCIZIO 2. Calcolo dellelasticit con funzioni lineari (L.V.)


Si consideri il mercato del bene QF le cui funzioni di domanda e di oerta sono rappresentate dalle
seguenti equazioni:
QdF

65

QsF

50 + 2PF

4PF + PG + 2R
Pinput

dove R = 25 il reddito, PG = 5 il prezzo del bene QG , Pinput = 10 il prezzo delle materie utilizzate
per produrre QF .
a) Calcolare lequilibrio di mercato.
b) Calcolare le seguenti elasticit nel punto di equilibrio del mercato
- lelasticit della domanda al prezzo
- lelasticit delloerta al prezzo
- lelasticit della domanda al reddito
- lelasticit della domanda al prezzo del bene QG
- lelasticit delloerta al prezzo dei fattori produttivi, Pinput

SOLUZIONE:
a) Lequilibrio di mercato si determina mettendo a sistema le due funzioni di domanda e di oerta. In tal
modo, si ottiene un sistema di due equazioni in due incognite (QF ; PF ):

QdF = 65 4PF + 5 + 2 25
,
QsF = 50 + 2PF 10

QdF = 120 4PF


QsF = 40 + 2PF

28

, 120 4PF = 40+2PF ,

QF =

40
200
; PF =
3
3

b) Le elasticit sono:
Qd

"PFF
Qs

"PFF
Qd

"R F
Qd

"PGF
Qs

F
"Pinput

dQdF
dPF
dQsF
dPF

=
=

PF
4
40=3
=
= 0; 8
= 4
200=3
5
QdF
40=3
PF
2
=2
= = 0; 4
QsF
200=3
5

dQdF R
25
3
=2
= = 0; 75
dR QdF
200=3
4

3
5
dQdF PG
=
= 0; 075
=1
d
dPG QF
200=3
40
dQsF Pinput
10
3
= 1
=
=
s
dPinput QF
200=3
20

=
=

0; 15

Si noti che il bene considerato un bene normale (il consumo di QF cresce al crescere del reddito) ed un bene
sostituto rispetto al bene QG (se aumenta il prezzo del bene QG dell1%, la domanda di QF aumenta dello
0,75%).

Attenzione: per disegnare le curve di domanda e di oerta tenete presenti due cose:
- per semplicit, conviene esplicitare le funzioni di domanda e di oerta rispetto al prezzo (ossia scrivere la
funzione di domanda inversa e la funzione di oerta inversa).
- si noti che il prezzo degli altri beni, dei fattori produttivi e il reddito niscono tutti nel termine di intercetta
(data lipotesi del ceteris paribus).

ESERCIZIO 3. Calcolo dellelasticit con funzioni non lineari (L.V.)


Si consideri il mercato di un bene le cui funzioni di domanda e di oerta sono rappresentate dalle
seguenti equazioni:
Qd = 10 +
Qs = 20

10
P
40
P

P =
P =

10
Qd 10
40
20 Qs

a) Si determini lequilibrio di mercato.


b) Si calcolino lelasticit della domanda e delloerta al prezzo nel punto di equilibrio del mercato.

SOLUZIONE:
a) Lequilibrio di mercato si determina mettendo a sistema le due funzioni di domanda e di oerta e risolvendo
per le due incognite (Q ; P ):

Qd = 10 +
Qs = 20

10
P
40
P

, 10 +

10
= 20
P

40
, (Q = 12; P = 5)
P

b) Per calcolare le elasticit conviene sempre esprimere la domanda e loerta in modo diretto, ossia come
Q = f (P ).
29

Calcoliamo prima le derivate prime della domanda rispetto al prezzo e delloerta rispetto al prezzo:

dQd
dP

dQs 17
dP :

dQd
dP

dQ
dP

dQs
dP

dP 1
dP

= 0 + 10

=0

40
(5)2

40
8
5

10
(5)2

P =P

dP 1
dP

= 0 + 10( 1)P
2
5

=
=0

10
P2

che nel punto di equilibrio corrisponde a

0; 4

40( 1)P

40
P2

che nel punto di equilibrio corrisponde a

dQs
dP

P =P

= 1; 6

Ora possiamo calcolare le elasticit:


d

"Q
P

"Q
P

=
=

dQd P
2 5
=
=
d
dP Q
5 12
8 5
2
dQs P
=
=
dP Qs
5 12
3

1
6

ESERCIZIO 4. Tracciare le curve di domanda e di oerta lineari a partire dai dati


Si consideri un mercato descritto da curve lineari di domanda e di oerta. Alcune analisi di mercato
hanno dimostrato che lelasticit della domanda al prezzo pari a

0; 2, mentre lelasticit delloerta

al prezzo pari a 0; 4. In equilibrio vengono scambiate sul mercato Q = 10 al prezzo di P = 2.


Si derivino le curve lineari di domanda e di oerta.
INTUIZIONE:
Possiamo scrivere le generiche funzioni lineari di domanda e di oerta in questo modo:

a 1
Qd
b
b
1
c
Qs = c + dP , P = Qs
d
d

DOMANDA:

Qd = a

OFFERTA:

bP , P =

(18)
(19)

Supponiamo di conoscere i valori delle elasticit della domanda e delloerta al prezzo e i valori di equilibrio
Q

del mercato: P ; Q ; "P d e "P s . Per determinare nei casi specici ed eventualmente disegnare le curve di
domanda e di oerta dobbiamo stimare i valori delle costanti a, b, c e d.
Per fare ci, si ricordi che le derivate

dQd
dP

dQd
dP

rappresentano, rispettivamente, la variazione della quantit

domandata e oerta a fronte di variazioni marginali di prezzo. Dato che abbiamo ipotizzato curve di domanda
e di oerta lineari, sappiamo che tali derivate sono costanti lungo le rette e che ammontano esattamente a

e d, rispettivamente, nel caso della domanda e nel caso delloerta. Pertanto possiamo scrivere le elasticit
1 7 Si

rammenti che

1
P

=P

30

al prezzo in questo modo, supponendo di doverle calcolare in un particolare punto (ad esempio, nel punto di
equilibrio del mercato considerato):
d
"Q
P

s
"Q
P

P
dQd P
= b
dP Qd
Qd
dQs P
P
=d
dP Qs
Qs

(20)
(21)

Come prima cosa, possiamo determinare i valori di b e d dalle equazioni (20) e (21).
Successivamente, possiamo sostituire i valori di equilibrio P , Q , b, d, nelle funzioni di domanda (18) e oerta
(19) e stimare a e c.
SOLUZIONE:
Nel caso lineare sappiamo che le variazioni della quantit domanadata e oerta a fronte di variazioni marginali
del prezzo corrispondono alla pendenza o coe ciente angolare delle rette di domanda e di oerta,
dQd
dP

dQd
dP

= d. Pertanto, disponendo dei valori delle elasticit nel punto di equilibrio, possiamo stimare
d
"Q
P

s
"Q
P

be

b e di d:

dQd P
P
2
)b=1
= b
) 0; 2 = b
dP Qd
Qd
10
P
2
dQs P
=d
) 0; 4 = d
)d=2
dP Qs
Qs
10

Sostituendo i valori di equilibrio e di b e d nelle generiche funzioni di domanda e di oerta possiamo stimare a
e c.

Qd = a

bP ) 10 = a

1 2 ) a = 12

Qs = c + dP ) 10 = c + 2 2 ) c = 6
Inne, possiamo scrivere le funzioni speciche della domanda e delloerta:

Qd = a

bP ) Qd = 12

Qs = c + dP ) Qs = 6 + 2P
ESERCIZIO 5. Equilibrio di mercato e regolamentazione del mercato: tetto o pavimento di prezzo (L.V.)
Si consideri un mercato descritto dalle seguenti funzioni di domanda e oerta:
Qd = 90 3P () P = 30
Qs = 70 + 2P () P = 12 Qs

1
3 Qd

35

a. Si determini lequilibrio di mercato in assenza di intervento pubblico.


b. Poich il policy maker ritiene che il prezzo imposto dal mercato sia iniquo, decide di introdurre un
prezzo massimo (tetto di prezzo) pari a pmax = 2. Quale quantit verr scambiata in equilibrio?
Si verica un situazione di eccesso di domanda o di oerta? E di che entit?
31

c. Diversamente, si supponga che il policy maker desideri ridurre il consumo del bene in questione
poich lo ritiene causa di una serie di eetti negativi (ad esempio, il consumo di alcolici). Per
fare ci, decide di imporre un prezzo minimo di vendita (pavimento di prezzo) pari a pmin = 8.
Si determini lequilibrio di questo mercato regolamentato. Si verica un situazione di eccesso di
domanda o di oerta? E di che entit?
d. Si rappresentino gracamente i tre scenari ipotizzati senza intervento pubblico, con tetto di prezzo
e con pavimento di prezzo (casi a., b., c.) e si individui lintervello entro cui pu variare il prezzo
del bene a nch abbia signicativit economica.

SOLUZIONE:
a. Lequilibrio di mercato del bene si trova mettendo a sistema la funzione di domanda e di oerta e risolvendo
per la quantit o per il prezzo. Ad esempio, uguagliando la quantit scambiata in equilibrio si ottiene il
prezzo P :

90
Sostituendo il prezzo P

3P = 70 + 2P ) P = 4

in una delle due equazioni si ottiene la quantit di equilibrio Q = 78.

b. Con un tetto di prezzo, il bene non pu essere scambiato a un prezzo superiore al valore ssato dal policy
maker. In tal caso, se Pmax < P

si verica un eccesso di domanda poich a un prezzo molto basso i

consumatori sono disposti a comprare pi unit del bene (o pi consumatori possono acquistare il bene)
mentre i produttori sono disposti a vendere meno unit del bene (o, analogamente, meno produttori sono
disposti a vendere a quel prezzo).
In corrispondenza di Pmax = 2 < P

= 4, la quantit di bene domandata pari a Qd = 84, mentre la

quantit oerta pari a Qs = 74. Si verica pertanto un eccesso di domanda pari a (84

74) = 10.

c. Con un pavimento di prezzo, il bene non pu essere scambiato a un prezzo inferiore al valore ssato dal
policy maker. In tal caso, se Pmin > P

si verica un eccesso di o erta poich a un prezzo molto alto

i consumatori sono disposti a comprare meno unit del bene (o meno consumatori possono acquistare il
bene) mentre i produttori sono disposti a vendere pi unit del bene (o, analogamente, pi produttori
sono disposti a vendere a quel prezzo).
In corrispondenza di Pmin = 8 > P

= 4 la quantit di bene domandata pari a Qd = 66, mentre la

quantit oerta pari a Qs = 86. Si verica pertanto un eccesso di oerta pari a (86

66) = 20.

d. La domanda assume valori positivi per un prezzo compreso tra 0 e 30. Loerta assume valori positivi per
P

0. Perch il problema abbia una soluzione sensata necessario considerare un prezzo a 0

Si noti che la quantit domandata e la quantit oerta sono entrambe posititve nellintervallo 70

90.

32

30.
Q

30

25

20

15

10

0
0

20

40

60

80
Q

Figura ES5

ALTRI ESERCIZI: Esercizi del capitolo III (C.L.). In particolare, provate a svolgere gli esercizi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 14,
15.

33

5. La teoria del consumatore


La teoria del consumatore quella branca delleconomica che si occupa di spiegare come i consumatori
allocano il proprio reddito per lacquisto di beni e serivizi, in modo da massimizzare la propria utilit.
Il problema principale di un consumatore quello di disporre di un reddito limitato da suddividere tra
lacquisto di beni diversi, ossia per lacquisto del paniere di beni18 che gli assicura il maggiore vantaggio.
Pertanto gli elementi da considerare per risolvere il problema del consumatore sono due:
- le preferenze del consumatore rispetto ai beni (la funzione di utilit da massimizzare).
- la disponibilit nanziaria e i prezzi dei beni (il vincolo di bilancio da rispettare).

5.1 Assunzioni
Il presupposto della teoria del consumatore che gli individui siano razionali e coerenti. Inoltre, per semplicare lo studio, si suppone implicitamente che il consumatore disponga di completa informazione.
Inoltre, la teoria del consumatore si fonda su una serie di assunzioni:
Completezza: Le preferenze dei consumatori sono complete se i consumatori sono in grado di confrontare e classicare tutti i possibili panieri, indipendentemente dal prezzo. Ad esempio, dati due panieri A e B, il
consumatore pu preferire A a B (e si indica con A
A

B) oppure pu preferire B ad A (e si indica con

B), o essere indierente tra i due panieri (e si indica con A

B).

Transitivit: Dati tre panieri A, B e C, se un consumatore preferisce A a B e B a C, allora preferisce A a C ( A


eB

C =) A

C).

Non saziet: Il consumatore preferisce sempre una quantit maggiore a una quantit minore di un bene. Pertanto,
anche se di poco, "pi" sempre preferito a "meno".
Convessit: Le curve di indierenza sono convesse. Ci implica un saggio marginale di sostituzione decrescente
(questa ipotesi ci sar pi chiara tra qualche istante).

5.2 Utilit e funzione di utilit


In economia, per rappresentare il livello di soddisfazione di un consumatore si ricorre al concetto di utilit e
alla funzione di utilit.
Il termine utilit indica quel valore numerico che rappresenta la soddisfazione che il consumatore trae dal
consumo di un determinato paniere. Una funzione di utilit quindi una funzione che assegna a ciascun
paniere (x1 ; x2 ; :::; xn ) un certo livello di utilit u = f (x1 ; x2 ; :::; xn ).
1 8 Un

paniere di beni una lista di quantit di uno o pi beni.

34

In generale, non esiste un metodo oggettivo per misurare la soddisfazione di un individuo o il livello di
benessere che egli trae dal consumo di panieri diversi. Lutilit ci consente di classicare i panieri ma non
di stimare di quanto uno sia preferito allaltro. Per questo motivo, una funzione di utilit che classica i
panieri considerati in termini di soddisfazione decrescente detta funzione di utilit ordinale.19
Ci implica che i valori attribuiti allutilit siano arbitrari e che sia possibile confrontare la soddisfazione
a livello individuale ma non interpersonale.

5.3 Curve di indierenza e saggio marginale di sostituzione (SMS)


Ma come rappresentare gracamente le preferenze di un consumatore?
Consideriamo un sistema di assi cartesiani in cui sullasse delle ascisse viene rappresentata la quantit di
un bene, x1 , mentre sullasse delle ordinate un altro bene x2 . Ogni punto sul quadrante positivo rappresenta
un paniere dato dalla combinazione di quantit dei beni x1 e x2 .
Gracamente le preferenze sono rappresentate ricorrendo alle cosiddette curve di indierenza. Una curva
di indierenza il luogo geometrico che rappresenta tutte le combinazioni di panieri di beni che orono al
consumatore lo stesso livello di soddisfazione.
In tal senso, lungo una curva di indierenza si individua la misura in cui un individuo disposto a
sostituire un bene con un altro (si veda il saggio marginale di sostituzione), mantenendo costante il livello
di utilit.
Ogni paniere di mercato attraversato da una curva di indierenza a cui si associa un certo livello di
utilit.
Un insieme di curve di indierenza chiamato mappa di indierenza (Figura 1) e individua i) combinazioni di beni che lungo la stessa curva garantiscono la stessa utilit e ii) combinazioni di beni che giacciono
su curve di indierenza diverse e che garantiscono diversa utilit. Una mappa di indierenza fornisce le stesse
informazioni di una funzione di utilit. Le curve di indierenza quindi permettono di confrontare gracamente panieri diversi guardando a che curva appartiene ciascun paniere.
Si tenga presente che:
le curve di indierenza pi esterne identicano livelli di utilit pi elevati;
le curve di indierenza non si possono intersecare;
le curve di indierenza hanno pendenza negativa (se n x1 n x2 sono "mali");20
le curve di indierenza sono convesse e, quindi, il saggio marginale di sostituzione decrescente spostandosi lungo la curva di indierenza verso destra.21
1 9 Questa si contrappone alla funzione di utilit cardinale che misura di quanto sia eettivamente preferito un paniere rispetto
a un altro alternativo.
2 0 La pendenza negativa giusticata dal fatto che se un maggior consumo di ciascun bene accresce lutilit del consumatore,
il mantenimento di uno stesso livello di utilit richiede che allaumento del consumo di un bene sia associata una riduzione del
consumo dellaltro bene.
2 1 Infatti, se lammontare del consumo di un bene, ad esempio x , elevato, il consumatore disposto a rinunciare a grandi
1

35

x2
U=f(x1, x2)

U3
U2
U1
x1

Figura 1: Mappa di indierenza


Il saggio marginale di sostituzione esprime il grado di sostituibilit tra il consumo di due beni sulla
base delle preferenze personali del consumatore. Pi precisamente, il saggio marginale di sostituzione (SMS)
la quantit di un bene a cui il consumatore disposto a rinunciare per ottenere una unit aggiuntiva di un
altro bene.
Tra due beni, il saggio marginale non pu che essere negativo poich rappresenta la quantit di un bene
a cui si disposti a rinunciare ( x2 ) per avere un aumento di ununit di un altro bene
la pendenza della curva di indierenza nel punto in cui viene calcolato (

x1 e rappresenta

x2 = x1 ) :

Il SMS diminuisce a mano a mano che ci si sposta verso destra lungo la curva di indierenza (data lipotesi
di convessit delle curve di indierenza).
5.3.1 Curve di indierenza speciali
Abbiamo visto che se due beni sono sostituti, allora quando aumenta il prezzo di un bene aumenta la quantit
domandata dellaltro bene. Se due beni sono sostituti perfetti, il loro saggio marginale di sostituzione una
costante e le curve di indierenza che descrivono il trade-o tra i due beni sono lineari (Figura 2).
quantit dello stesso bene pur di incrementare anche di poco lammontare del bene x2 . Al contrario, quando il consumo del
bene x1 ridotto, per incrementare il consumo di x2 si disposti a sacricare solo una piccola quantit di x1 .

36

x2

U4

U3

U2

U1
x1

Figura 2: Curve di indierenza di beni sostituti


Inoltre abbiamo visto che due beni sono complementari se allaumento del prezzo di un bene diminuisce la
quantit domandata dellaltro bene. Se due beni sono complementi perfetti, il saggio marginale di sostituzione
assume due possibili valori, ossia zero o innito. Le relative curve di indierenza formano un angolo retto
(Figura 3).

x2

U4

U3

U2
U1

1
0

x1

Figura 3: Curve di indierenza di beni complementari


In economia esistono dei beni che producono eetti negativi e per i quali una quantit minore meglio di
una quantit maggiore (i cosiddetti beni negativi o "mali"). Sono esempi di mali linquinamento, il rumore,
ecc. Le relative curve di indierenza hanno pendenza positiva (Figura 4).

37

x2

x1

Figura 4: Curve di indierenza di un bene (x2 ) e un "male" (x1 )

5.4 Il vincolo di bilancio


Come gi stato detto, per risolvere il problema di ottimo del consumatore necessario considerare due
elementi fondamentali: le preferenze del consumatore (appena trattate) e il vincolo di bilancio.
Il vincolo di bilancio il vincolo a cui soggetto il consumatore dato il suo reddito limitato.
Consideriamo due beni, x1 e x2 , i rispettivi prezzi, p1 e p2 , e il reddito del consumatore, R. Il vincolo
di bilancio pu essere rappresentato da una retta, la cosiddetta retta di bilancio. La retta di bilancio
il luogo geometrico di tutte le combinazioni di x1 e x2 per cui la spesa totale uguale al reddito. In altri
termini, lungo la retta di bilancio si individuano tutti i panieri di beni il cui acquisto esaurisce il reddito del
consumatore. Formalmente,
p1 x1 + p2 x2 = R

(22)

che possiamo riscrivere come quantit del bene x2 in funzione del bene x1 :
x2 =

R
p2

p1
x1
p2

(23)

Scritto in questo modo, si pu immediatamente notare che la pendenza della retta di bilancio pari a
p1
p2

, ossia il prezzo relativo dei due beni. Esso indica il tasso a cui si pu sostituire un bene con un altro,

lasciando invariata la spesa complessiva.


Si noti che se tutto il reddito destinato al consumo del bene x1 (per cui x2 = 0) allora il consumatore
pu acquistare R=p1 unit del bene (intercetta orizzontale della retta di bilancio); se tutto il reddito viene
speso per acquistare solamente il bene x2 (quindi x1 = 0), allora il consumatore pu acquistare R=p2 unit
del bene (intercetta verticale della retta di bilancio). Ovviamente il consumatore pu scegliere di consumare
qualsiasi combinazione intermedia dei beni x1 e x2 lungo la retta. Qualsiasi paniere sopra la retta di bilancio

38

del consumatore non raggiungibile, mentre ogni paniere sotto la retta di bilancio garantisce unutilit
minore di quella garantita dai panieri che rispettano il vincolo di bilancio (non una scelta razionale).
Se si verica una delle seguenti circostanze, la retta di bilancio si sposta:
Un aumento del reddito R (Figura 5a) comporta uno spostamento parallelo verso lesterno del vincolo
di bilancio (pertanto linclinazione del vincolo di bilancio rimane invariato, non essendo cambiati i
prezzi dei beni).
Un aumento del prezzo di un bene, ad esempio del bene x2 (Figura 5c), a parit di reddito e del prezzo
dellaltro bene, causa una riduzione del consumo del bene x2 . In tal caso, lintercetta orizzontale non si
modica (caso in cui tutto il reddito speso nellacquisto del bene x1 ), mentre il vincolo di bilancio si
sposta, ruotando verso linterno e facendo perno sul punto (x1 ; 0). Viceversa, nel caso di una riduzione
del prezzo la retta di bilancio ruota verso lesterno facendo perno sullintercetta orizzontale.
Analogamente, un aumento del prezzo del bene x1 (Figura 5b), a parit di reddito e del prezzo dellaltro
bene, causa una riduzione del consumo del bene x1 . In tal caso, lintercetta verticale non si modica
(caso in cui tutto il reddito speso nellacquisto del bene x2 ), mentre il vincolo di bilancio si sposta,
ruotando verso linterno e facendo perno sul punto (0; x2 ). Viceversa, nel caso di una riduzione del
prezzo la retta di bilancio ruota verso lesterno facendo perno sullintercetta verticale.

x2

x2

x2
p2+

R+
p1p2-

p1+

Rx1

x1

Figura 5: Spostamenti della retta di bilancio dovuti alla variazione del reddito o dei prezzi dei beni

5.5. La scelta ottima del consumatore


Una volta compresi i due elementi che costituiscono il problema del consumatore (le preferenze e il vincolo
delle risorse), possiamo ora arontare come il consumatore sceglie quanto acquistare di ciascun bene.

39

x1

Lobiettivo del consumatore quello di massimizzare lutilit (ossia la soddisfazione che si trae dal consumo di un paniere), dato il reddito di cui dispone.
La scelta ottimale deve soddisfare due condizioni:
i) il paniere scelto deve giacere sulla retta di bilancio. In altri termini, tutto il reddito disponibile deve
essere speso per lacquisto dei beni che costituiscono il paniere ottimale;
ii) il consumatore sceglie quella combinazioni di beni che massimizza la propria utilit. Ci signica che
il paniere scelto deve essere posizionato sulla curva di indierenza pi esterna possibile.
Mettendo insieme queste due condizioni, si ottiene la soluzione al problema di ottimizzazione del consumatore.
Gracamente, ci corrisponde ad individuare quel punto in cui la curva di indierenza pi esterna tocca
la retta di bilancio.
In generale, i panieri bilanciati (costituiti da combinazioni di diversi beni) sono preferiti e corrispondono
alle cosiddette "soluzioni interne". In tal caso, la curva di indierenza tangente alla retta di bilancio, ossia
le due curve hanno la stessa pendenza e si toccano in un solo punto.
x2
U=f(x1, x2)

x*2

E*
U3
U2

U1
x1

x*1

Figura 6: Curve di indierenza di un bene (x2 ) e un male (x1 )


Dato che la pendenza della retta di bilancio data dal rapporto tra i prezzi dei due beni con segno
negativo ( p1 =p2 ), mentre la pendenza della curva di indierenza data dal saggio marginale di sostituzione
(SM S), la soddisfazione del consumatore massima quando il saggio marginale di sostituzione tra x1 e x2
in valore assoluto (jSM Sx1 ;x2 j) uguale al rapporta tra i prezzi dei due beni (p1 =p2 ):
jSM Sj =

p1
p2

(24)

Ci corrisponde ad aermare che il benecio marginale (o utilit marginale) uguale al costo marginale
(rapporto tra i prezzi) associato al consumo di una unit aggiuntiva di bene.
40

Lutilit marginale misura la maggior soddisfazione che si trae dal consumo di ununit addizionale di
un bene.
Se la variazione della quantit del bene innitesimale, lutilit marginale corrisponde alla derivata
dellutilit complessiva del consumatore rispetto alla quantit del bene.
In generale, lutilit marginale decrescente poich allaumentare del consumo di un bene, lulteriore
soddisfazione che si trae dal consumo di unit aggiuntive diminuisce.
Si dimostra che il saggio marginale di sostituzione uguale al rapporto tra lutilit marginale di x1 e
lutilit marginale di x2 .
u0x

SM S =

@u(x1 ; x2 )=@x1
@u(x1 ; x2 )=@x2

u0x2

(25)

Quindi, la soddisfazione del consumatore massima quando


SM S =

u0x1

p1
()
p2

u0x2

u0x1

u0x2

p1
p2

(26)

Fanno eccezione le cosiddette "soluzioni dangolo" in cui la curva di indierenza pi esterna tocca il
vincolo di bilancio in una delle sue intercette (ma le due curve non sono tangenti) e il paniere ottimale
costituito da un solo bene (x1 nel caso in cui la curva di indierenza pi esterna tocca il vincolo di bilancio
nel punto di intercetta orizzontale o x2 se la curva di indierenza pi esterna tocca il vincolo di bilancio nel
punto di intercetta verticale). In tal caso il SMS del consumatore non uguale al rapporto tra i prezzi (si
veda lesercizio 7).

5.6. Ottimizzazione vincolata


Formalmente, il problema del consumatore pu essere scritto nel modo seguente:
max u(x1 ; x2 )

x1 ;x2

s:t:

p1 x1 + p2 x2 = R

(27)

(28)

Per risolvere questo problema di ottimizzazione vincolata si pu ricorrere a tre metodi alternativi: il
metodo della tangenza, il metodo di sostituzione e il metodo dei moltiplicatori di Lagrange.
A) Metodo della tangenza tra curva di indierenza e vincolo di bilancio
Abbiamo visto che, data la funzione di utilit u(x1 ; x2 ); la pendenza di una sua generica curva di indierenza
data dal saggio marginale di sostituzione (SMS):
jSM Sj =

u0x

u0x2

@u(x1 ; x2 )=@x1
@u(x1 ; x2 )=@x2

41

(29)

La condizione di tangenza tra la retta di bilancio e la curva di indierenza implica luguaglianza tra il
SMS e il rapporto tra i prezzi:
@u(x1 ; x2) =@x1
p1
=
(30)
@u(x1 ; x2 )=@x2
p2
Attraverso il metodo di tangenza, il problema di ottimo vincolato del consumatore si riduce alla
soluzione di un sistema di due equazioni (la (28) e la (30)) in due incognite, x1 e x2 .
Risolvendo il sistema di equazioni si individuano le scelte ottimali di consumo x1 e x2 .
B) Metodo di sostituzione
E possibile risolvere il problema di massimizzazione vincolata esplicitando il vincolo di bilancio rispetto
a uno dei due beni, ad esempio x2 , in funzione dellaltro bene (x1 ) e del reddito (R) e successivamente,
sostituendo lespressione ottenuta nella funzione obiettivo:
x2 (x1 ) =

R
p2

p1
x1
p2

(31)

R
p1
x1 )
(32)
x1 ;x2
x1 ;x2
p2
p2
Attraverso la sostituzione nella funzione di utilit del vincolo scritto in forma esplicita x2 (x1 ; R), si ottiene
max u(x1 ; x2 ) =) max u(x1 ;

un problema di massimizzazione non vincolata.


Pertanto, per risolvere tale problema, su ciente dierenziare rispetto a x1 e porre il risultato uguale a
zero. Risolvendo lequazione rispetto a x1 e combinandola al vincolo di bilancio si ottengono i valori ottimali
dei beni (x1 ; x2 ).
C) Metodo dei moltiplicatori di Lagrange
Dato il problema di ottimo vincolato descritto dalla (27), il metodo dei moltiplicatori di Lagrange si basa
sulla costruzione di una funzione ausiliaria da massimizzare, chiamata Lagrangiana:
L = u(x1 ; x2 )
La nuova variabile
plicita.

22

(p1 x1 + p2 x2

R):

(33)

chiamata moltiplicatore di Lagrange e moltiplica il vincolo scritto in forma im-

Il teorema di Lagrange aerma che una scelta ottima (x1 ; x2 ) deve soddisfare le seguenti condizioni

del primo ordine:

8
@u (x1 ; x2 )
@L
>
>
=
>
>
>
@x1
< @x1
@L
@u (x1 ; x2 )
=
>
@x2
@x2
>
>
>
@L
>
:
= p1 x1 + p2 x2
@

p1 = 0
p2 = 0
R=0

2 2 Il moltiplicatore di Lagrange
rappresenta la variazione dellutilit che consegue da un allentamento del vincolo. In questo
contesto di massimizzazione dellutilit del consumatore, il moltiplicatore di Lagrange corrisponde allutilit marginale del
reddito.

42

Con questo metodo si ottiene un sistema formato da tre equazioni in tre incognite da cui si ricavano i
valori ottimali x1 e x2 .

5.7. Le curve prezzo-consumo, reddito-consumo e la curva di Engel


Una variazione del prezzo di un bene, a parit di reddito e del prezzo delaltro bene, spinge il consumatore a
scegliere un diverso paniere di mercato. Se si uniscono con una linea i panieri che massimizzano lutilit del
consumatore in corrispondenza di diversi livelli di prezzo si ottiene la curva di prezzo-consumo, disegnata
nel piano cartesiano {x1 ,x2 }. Tale curva mostra come cambia il paniere che massimizza lutilit al variare
del prezzo di uno dei due beni. Lo stesso comportamento, se riportato nel piano cartesiano {xi ,pi } dove i
il bene il cui prezzo cambia, individua la curva di domanda di quel bene. Quindi, la curva di domanda
individuale esprime la relazione tra la quantit di un bene acquistata da un consumatore e il suo prezzo.
Una variazione del reddito, mantenendo costanti i prezzi, induce i consumatori a scegliere panieri di
mercato dierenti. Se si uniscono con una linea tutti i panieri che massimizzano lutilit del consumatore
al variare del reddito, si ottiene la curva di reddito-consumo, disegnata nel piano cartesiano {x1 ,x2 }.
Tale curva mostra come cambia il paniere che massimizza lutilit al variare del reddito del consumatore.
Lo stesso comportamento, se riportato nel piano cartesiano {xi , R}, dove i uno dei due beni considerati,
individua la curva di Engel. Pertanto, la curva di Engel esprime la relazione tra la quantit domandata di
un bene e il livello di reddito del consumatore.
Se la curva di Engel ha pendenza positiva, il bene un bene normale (il consumatore aumenta il consumo
di quel bene allaumentare del suo reddito). Se ha pendenza negativa un bene inferiore (allaumentare
del reddito, il consumatore riduce il consumo di quel bene).
Inoltre, se la curva di Engel cresce in maniera decrescente, il bene di prima necessit; se cresce in
maniera crescente il bene di lusso.23
2 3 Si

noti la correlazione tra la forma delle curve di Engel e il valore dellelasticit della domanda al reddito.

43

x2

x2
prezzo-consumo

reddito-consumo

p1
p1

R
x1

x1

Curva di domanda

Curva di Engel

x1

x1

Figura 7: Curve di prezzo-consumo, di reddito-consumo, di Engel e di domanda

Esercizi proposti
ESERCIZIO 1. Si consideri un consumatore le cui preferenze tra due beni x1 e x2 sono rappresentate dalla funzione
1=4 3=4

di utilit u(x1 ; x2) = x1 x2 . Il consumatore dispone di un reddito R = 800. I prezzi di mercato dei
due beni sono, rispettivamente, p1 = 2 e p2 = 4.
a) Si determini analiticamente la scelta ottima del consumatore.
b) Si rappresenti gracamente il problema.
SOLUZIONE:
(a) Lindividuo sceglier quella combinazione di beni che massimizza la propria utilit, rispettando il vincolo
di bilancio a cui soggetto. In termini pi generali, possiamo scrivere il problema del consumatore in
questo modo:

max u(x1 x2 )
x1 x2

s:t:

800

1=4 3=4

= x1 x2
=

2x1 + 4x2

Come abbiamo visto, il problema pu essere risolto in tre modi:

(a1) Metodo di sostituzione

44

Possiamo esplicitare x2 dal vincolo di bilancio e sostituire lespressione cos ottenuta nella funzione obiettivo da massimizzare, in modo da trasformare il problema da ottimo vincolato a ottimo libero:

x2
u(x1 ; x2 )

1
800
4
1=4

= x1

2
x1
4
3=4

x2

x2 = 200
1=4

) u(x1 ) = x1

(200

1
x1
2
1
x1 )3=4
2

Otteniamo una funzione di utilit in una sola variabile x1 . Per trovare il valore di x1 che massimizza la
funzione di utilit dati i prezzi dei due beni e il reddito, dobbiamo calcolare la derivata prima e porla
uguale a zero:

1
du
3=4
=
x
(200
dx1
4 1

1
3
x1 )3=4 +
2
4

1
2

1=4

x1 (200

1
x1 )
2

1=4

=0

Si ottiene x1 = 100.
Per determinare la quantit ottimale di x2 possiamo sostituire x1 nel vincolo di bilancio, dati i prezzi e
il reddito del consumatore. Da ci si ricava x2 = 150.
Ne consegue che il paniere ottimale che massimizza lutilit del consumatore contiene 100 unit del bene

x1 e 150 unit del bene x2 .2 4


(a2) Uguaglianza tra SMS e rapporto tra i prezzi
Per applicare questo metodo necessario seguire tre fasi:
I) Determinare il SMS (pendenza della curva di indierenza in valore assoluto). In valore assoluto, il
saggio marginale di sostituzione tra due beni pari al rapporto tra le utilit marginali:2 5

jSM Sj =

@u(x1 ; x2 )=@x1
=
@u(x1 ; x2 )=@x2

1 ( 3=4) 3=4
x2
4 x1
1=4
(
1=4)
3
4 x1 x2

1 x2
3 x1

II) Determinare il rapporto tra i prezzi (pendenza del vincolo di bilancio in valore assoluto):

2
p1
=
p2
4
III) Uguagliare SMS e rapporto tra i prezzi (condizione di ottimo o di tangenza - questa uguaglianza
impone che nel punto di ottimo la curva dindierenza pi esterna sia tangente al vincolo di bilancio,
ossia che le due curve abbiano la medesima pendenza):

jSM Sj =
2 4 Per

p1
1 x2
2
,
=
p2
3 x1
4

vericare che il paniere eettivamente massimizzi e non minimizzi lutilit del consumatore necessario
2
ricorrere alla derivata seconda della funzione di utilit rispetto a x1 . Se la derivata seconda ddxu2
0 allora si ha un
1
massimo.
Nel caso in questione, la derivata seconda assume sempre segno negativo e quindi il paniere trovato un massimo.
Vericatelo!
h
i
o
n 2
(7=4)
(7=4)
3=4
3=4
5=4
d u
3
1
3
1
3 1=4
1
=
x
(200
x
)
+
x
(200
x
)
+
x
(200
x
)
<
0
1
1
1
2
1
1
1
16
2
16
2
64
2
dx1
2 5 Si ricordi che lutilit marginale di un bene data dalla derivata parziale della funzione di utilit rispetto alla
quantit del bene considerato.

45

IV) Mettere a sistema il vincolo di bilancio con lequazione che uguaglia il SMS e il rapporto tra i prezzi
e risolvere il sistema di due equazioni in due incognite. In questo modo si ottengono le quantit dei beni
che compongono il paniere ottimale.
1 x2
3 x1

= 24
)
800 = 2x1 + 4x2

x2 = 23 x1
800 = 2x1 + 4 32 x1

x1 = 100
x2 = 150

(a3) Metodo dei moltiplicatori di Lagrange


Questo metodo richiede che venga impostata una particolare funzione ausiliaria da massimizzare, chiamata
Lagrangiana. Questa funzione fonde in ununica formula il vincolo di bilancio scritto in forma implicita
e la funzione da massimizzare (o minimizzare):

L = u(x1 x2 )

[p1 x1 + p2 x2

R]

L =

[2x1 + 4x2

800]

1=4 3=4
x1 x2

Per risolvere il problema necessario determinare le cosiddette condizioni del primo ordine (note anche
come F.O.C. o C.P.O.), ossia calcolare le derivate parziali della Lagrangiana rispetto a x1 ; x2 ;

e porle

uguale a zero:

@L
@x1
@L
@x2
@L
@
Esplicitando

=
=
=

1 ( 3=4) 3=4
x
x2
4 1
3 1=4 ( 1=4)
0 ) x1 x2
4
0)

0 ) 2x1 + 4x2

2 =0
4 =0

800 = 0

dalle prime due condizioni del primo ordine e combinando le due equazioni, si ottiene

ununica equazione in due incognite (x1 e x2 ).


@L
@x1
@L
@x2

3=4 3=4

= 0 ) = 18 x1 x2
1 3=4 3=4
3 1=4 1=4
3
x2 =
x x
) x2 = x1
1=4 ) x1
3 1=4
8
16 1 2
2
= 0 ) = 16
x1 x2

Successivamente, mettendo a sistema la relazione cos ottenuta con il vincolo di bilancio, possibile
determinare i valori ottimali di x1 e x2 .

x2 = 32 x1
)
800 = 2x1 + 4x2

x1 = 100
x2 = 150

ESERCIZIO 2. Un consumatore ha funzione di utilit u(x1 ; x2) = x1 x2 con vincolo di bilancio p1 x1 + p2 x2 = m. Si


chiede di determinare le funzioni di domanda ottimale per entrambi i beni, sapendo che m = 10000
euro, p1 = 40 e p2 = 80. (A.M.)

46

Utilizzando le regole delle derivate parziali, otteniamo per prima cosa il SMS, dato da:

SM S =

@u(x1 ; x2 )=@x1
=
@u(x1 ; x2 )=@x2

x2
:
x1

Dalla condizione di tangenza tra curva di indierenza e vincolo di bilancio troviamo:

x2
p1
x2
40
1
=
=
()
=
x1
p2
x1
80
2

(34)

Possiamo quindi costruire un sistema tra (34) ed il vincolo di bilancio, che, sostituendo gli opportuni valori
numerici, diventa 40x1 + 80x2 = 10000:

8
<

x2
1
=
x1
2
: 40x + 80x = 10000
1
2
x2 = 21 x1
80x1 = 10000

=)

=)

1
x1
2
40x1 + 40x1 = 10000
x2 =

x2 = 62:5
x1 = 125

La scelta ottimale del consumo dei due beni corrisponde quindi a x1 = 125 e x2 = 62:5.

ESERCIZIO 3. Data la funzione di utilit u(x1 ; x2) = x21 x2 , calcolare la domanda ottimale dei due beni sapendo che
lindividuo dispone di un reddito monetario m = 3600 e che p1 = 30 e p2 = 60. (A.M.) - Soluzione:
x1 = 80; x2 = 20.
ESERCIZIO 4. Data la funzione di utilit u(x1 ; x2 ) = 2x1 x2 , determinare le funzioni di domanda ottimale sapendo
che m = 80 euro, p1 = 20 e p2 = 10. (A.M.) - Soluzione: x1 = 2; x2 = 4.

ESERCIZIO 5. La funzione di utilit di un consumatore data da u(x1 ; x2 ) = x1 x12

con vincolo di bilancio p1 x1 +

p2 x2 = m. Determinare le funzioni di domanda ottimale per entrambi i beni. Quale propriet delle
funzioni Cobb-Douglas possibile utilizzare? (A.M.)
In questo caso possibile sfruttare le propriet delle funzioni di utilit Cobb-Douglas con esponenti la
cui somma uno. Il consumatore decide quindi di allocare una frazione ssa del suo reddito al consumo
dei due beni, e tale frazione data proprio dagli esponenti della funzione di utilit. La soluzione
quindi data da
x1 = a

m
e x2 = (1
p1

a)

m
p2

ESERCIZIO 6. Curve di Engel


Le preferenze di Mario sono espresse dalla seguente funzione di utilit: u(x1 ; x2 ) = x1 x2 . I prezzi dei
due beni ammontano rispettivamente a p1 = 5 e p2 = 10.
47

a) Si determinino le curve di Engel per i due beni.


b) x1 e x2 sono beni normali o inferiori?
SOLUZIONE:
Una curva di Engel una funzione che mette in relazione il consumo di un singolo bene con il reddito a
disposizione del consumatore. In particolare, essa indica come varia la quantit domandata al variare del
reddito, dati i prezzi p1 e p2 :

x1

= f (R)

x2

= g(R)

In questo caso, le variabili da considerare non sono pi quantit e prezzo ma quantit e reddito.
Per determinare e disegnare le curve di Engel necessario imporre la condizione di ottimo del consumatore
(jSM Sj = p1 =p2 ) e metterla a sistema con il vincolo di bilancio. Lunica dierenza rispetto ai casi trattati

in precedenza che, in questo contesto, il reddito rimane incognito (non specicato numericamente, essendo
una variabile).

8
<

x2
5
=
x
10
: 5x +1 10x = R
1
2

Dalla prima equazione si ricava il valore di x1 in funzione di x2 (o, alternativamente di x2 in funzione di x1 )


e lo si sostituisce nel vincolo di bilancio, in modo da ottenere unequazione in cui compaiono unicamente x2 e

R (o alternativamente, i valori di x1 e R).


8
x2
1
<
=
=)
x1
2
: 5x + 10x = R
1
2

x1 = 2x2
20x2 = R

Da questo sistema si possono ricavare le curve di Engel:

x1 =
x2 =

R
10
R
20

Poich entrambe le funzioni sono lineari e crescenti in R, i beni sono normali: al crescere del reddito aumenta
la quantit domandata.

48

100
90
80
70
60
50
40
30
20
10
0
0

Figura ES6

ESERCIZIO 7. Funzione di utilit lineare e beni sostituti (L.V.)


Pino consuma i beni x1 e x2 e dispone di un reddito di R = 100. Le sue preferenze sono descritte
dalla seguente funzione di utilit: u(x1 ; x2 ) = 2x1 + 8x2 . Il prezzo di mercato del bene x2 ammonta a
p2 = 8.
a) Si determini il SMS e si spieghi la relazione che intercorre tra i due beni.
b) Cosa succede se p1 = 4
c) Cosa succede se p1 = 2
d) Cosa succede se p1 = 1
SOLUZIONE:
a) Per conoscere la natura di x1 e x2 necessario capire quale tipo di preferenze sia associato alla curva
dindierenza del consumatore. Esplicitando la funzione di utilit rispetto a x2 , si ricava la mappa delle curve
dindierenza: x2 =

1
8 u(x1 ; x2 )

1
4 x1 :

In questo caso, linsieme delle rette aventi inclinazione pari a

1
4

rappresenta, in corrispondenza dei diversi

valori della funzione di utilit u(x1 ; x2 ), la mappa delle curve dindierenza e i beni in questione sono beni
sostituti. Per denire la domanda di x1 e x2 bisogna fare attenzione perch, in generale, con funzioni di
utilit lineari e beni perfetti sostituti si presentano soluzioni dangolo. Infatti, la condizione di tangenza
generalmente violata poich il SM S , ossia la pendenza della curva di indierenza, costante ed raro che
coincida con la pendenza del vincolo di bilancio,

p1 =p2 . Il questo caso, il saggio marginale di sostituzione

49

ammonta a SM S =

1 26
4.

Ci signica che il nostro consumatore, quale che sia il livello di consumo,

disposto a scambiare ununit del bene x1 per un quarto unit di x2 . Detto in altri termini, il consumatore
indierente tra il consumo di 1 unit di x2 e il consumo 4 unit di x1 . Il rapporto tra i prezzi

p1 =p2

rappresenta la pendenza del vincolo di bilancio.


Pertanto, se il vincolo di bilancio pi ripido delle curve di indierenza (jp1 =p2 j > jSM Sj), allora Pino

sceglier di consumare solo x2 (lintercetta verticale il punto che appartiene al vincolo di bilancio che tocca
la curva di indierenza pi esterna e quindi garantisce lutilit maggiore nel rispetto del vincolo di bilancio).

Se, invece, il vincolo di bilancio meno ripido delle curve di indierenza (jp1 =p2 j < jSM Sj), allora il con-

sumatore preferir consumare solo x1 perch lintercetta orizzontale quel punto appartenente al vincolo di
bilancio che tocca la curva di indierenza pi esterna. In tal caso, Pino valuta pi il bene x1 rispetto a quanto
viene valutato dal mercato e quindi acquister solo tal bene, nel rispetto del reddito disponibile.
Inne, se la pendenza della curva di indierenza e del vincolo di bilancio sono identiche, le due rette coincidono.
In tal caso si sovrappongono ed esistono inniti punti di ottimo (tutti i punti sulla retta di bilancio).
Pertanto, in presenza di funzioni di utilit lineari, la funzione di domanda dei beni si pu desumere a seconda
della relazione tra SM S e p1 =p2 .

Se jp1 =p2 j < jSM Sj ) viene acquistato solo il bene x1 ;


Se jp1 =p2 j > jSM Sj ) viene acquistato solo il bene x2 ;
Se jp1 =p2 j = jSM Sj ) tutti i punti sulla retta di bilancio sono soluzioni di ottimo.
Nel caso specico:
b) jp1 =p2 j =

4
8

> jSM Sj =

1
4

) x1 = 0; x2 = 12; 5

c) jp1 =p2 j =

2
8

= jSM Sj =

1
4

) tutte le combinazioni di x1 ; x2 che giacciono sul vincolo di bilancio

d) jp1 =p2 j =

1
8

< jSM Sj =

1
4

) x1 = 100; x2 = 0

2 6 Potete calcolare il saggio marginale di sostituzione mettendo a rapporto lutilit marginale di x e lutilit mar1
ginale di x2 .

50

x2

u(x1,x2)=ax1+bx2

x1

Figura ES7

ESERCIZIO 8. Funzioni maxmin e beni complementari


Un individuo dispone della seguente funzione di utilit u(x1 ; x2 ) = minf2x1 ; x2 g.
a) Si disegni la mappa delle curve di indierenza e si descrivano le caratteristiche di questa struttura
delle preferenze.
b) Si determini la scelta ottimale quando i prezzi e il reddito destinato allacquisto di questi due beni
sono, rispettivamente, p1 = p2 = 5 e R = 100.
c) Come varia la scelta ottima se p2 = 5, a parit di tutto il resto?
d) Cosa succede se u(x1 ; x2 ) = minfx1 ; x2 g?
SOLUZIONE:
a) La funzione dutilit assegnata dice che, data una qualunque combinazione dei due beni, ci che rilevante
il rapporto 1:2 dei due beni: avere ad esempio x1 = 2 e x2 = 4 d al consumatore la stessa utilit di avere

x1 = 2 e x2 = 10. Si tratta dunque di beni perfettamente complementari. Tipico esempio la bicicletta (x1 )
e le ruote (x2 ).
Gracamente le curve dindierenza saranno a forma di L. Per il consumatore sar ottimale collocarsi lungo
un qualsiasi punto della curva che passa per i vertici delle curve di indierenza (pi schiacciate verticalmente).
Un qualsiasi altro punto comporterebbe lacquisto di unit del bene inutili (ad esempio non serve acquistare 4
ruote e 1 bicicletta!). Per il consumatore quindi ottimale collocarsi lungo la retta x2 = 2x1 ; tutti gli altri
punti contengono quantit inutili di x1 o di x2 . Nel punto dangolo la funzione di utilit non derivabile e
non possiamo utilizzare la condizione usuale di ottimo data dalla tangenza tra curva di indierenza e vincolo
di bilancio.

51

b) Per stabilire la scelta ottimale, accanto alla condizione di ottimo 2x1 = x2 dobbiamo considerare il vincolo
di bilancio che, dato il caso specico, pari a: 5x1 + 5x2 = 100. Ponendo a sistema le due equazioni si ricava

x1 =

20
3

e x2 =

40
3 .

c) Se il prezzo di x2 pari a 2, a parit di struttura delle preferenze, il punto di ottimo dato da 2x1 = x2
rimarr invariato ma il nuovo vincolo sar: 5x1 + 2x2 = 100. Da ci si ricava x1 =

100
9

e x2 =

200
9 .

Si noti

come una diminuzione del prezzo di x2 determini una maggiore domanda ottimale di entrambi i beni (perch
sono complementari).
d) La funzione dutilit assegnata, u(x1 ; x2 ) = minfx1 ; x2 g; dice che, data una qualunque combinazione dei
due beni, ci che rilevante la quantit minima tra i due: avere ad esempio x1 = x2 = 2 d al consumatore
la stessa utilit di avere x1 = 2 e x2 = 50. Si tratta dunque di beni perfettamente complementari.
Gracamente le curve dindierenza saranno a forma di L. Per il consumatore sar ottimale collocarsi lungo un
qualsiasi punto della curva che passa per i vertici delle curve di indierenza (della bisettrice del primo quadrante
nel caso specico). Un qualsiasi altro punto comporterebbe lacquisto di unit del bene inutili (ad esempio non
serve acquistare 12 scarpe sinistre e 2 destre!). I consumatori danno uguale peso ad entrambi i beni (es. scarpa
destra e scarpa sinistra).

x2

x2
x2=2x1

x2=x1

x1

x1

Figura ES8

ESERCIZIO 9 Eetti di una variazione di prezzo sulla domanda (A.M.)


La funzione di domanda di benzina di un consumatore pari a xb = 1000 +

m
10 pb

con m = 15000. Il

prezzo iniziale pari a pb = 1 al litro, ma, a fronte di un rincaro esso aumenta no a p0b = 1; 2 al
litro. Trovate la variazione complessiva della domanda dovuta allaumento del prezzo. Che tipo di
bene stiamo considerando?
SOLUZIONE:
Per prima cosa possiamo calcolare il valore della domanda iniziale e quello della domanda nale:

xb = 1000 +

15000
= 2500 litri
10 1

52

(35)

x0b = 1000 +

15000
= 2250 litri
10 1; 2

(36)

Dalla dierenza tra (36) e (35) si ottiene la variazione complessiva della domanda causata dalla variazione di
prezzo:

xb = x0b

xb =

250 litri

Il bene in questione ordinario perch la domanda calata a fronte di un aumento del prezzo.

ALTRI ESERCIZI Esercizi 1-4 e 13-16, capitolo V (C.L.).

53

6. Teoria della produzione


La teoria dellimpresa descrive il modo in cui le imprese prendono decisioni di produzione in modo da
minimizzare i costi, i quali variano in funzione della quantit prodotta. Data la tecnologia di produzione
delle imprese e i costi di produzione, dal comportamento dei produttori possibile costruire loerta delle
singole imprese e conseguentemente loerta di mercato.
Per comprendere il comportamento delle imprese necessario esaminare i seguenti elementi:
1. La tecnologia di produzione, ossia il modo in cui i fattori produttivi o input (lavoro, capitale, ecc.)
vengono utilizzati in modo da essere trasformati in prodotto o output. Formalmente, per descrivere la
tecnologia si ricorre alla funzione di produzione.
2. Il vincolo di costo: le imprese devono massimizzare la produzione dati i costi di produzione o
minimizzare i costi per produrre una data quantit di output. I costi di produzione sono determinati
in parte dai prezzi degli input.
3. La scelta dei fattori: data la tecnologia di produzione e i prezzi dei fattori produttivi, ciascuna
impresa deve scegliere la migliore combinazione dei fattori da impiegare nella produzione.
Per la produzione delloutput, le imprese utilizzano svariati fattori produttivi o input. Sono tanti i
fattori produttivi che le imprese possono utilizzare nel proprio processo produttivo (lavoro, capitale, materie
prime, terra, ecc.), tuttavia, per semplicit ne considereremo solamente due: il capitale, K, e il lavoro, L.
Inoltre, per produrre loutput, limpresa pu combinare e trasformare i fattori produttivi in svariati modi.
Formalmente la relazione tra la quantit di output e le quantit di fattori produttivi usati nel processo
produttivo, ossia la tecnologia di produzione dellimpresa, pu essere descritta attraverso la funzione di
produzione. Una funzione di produzione indica il massimo prodotto q che unimpresa pu produrre per
ogni data combinazione di fattori produttivi:27
q = f (K; L)

(37)

Per decidere quanto produrre necessario confrontare i costi e i beneci marginali e medi.
Per fare ci necessario introdurre due concetti fondamentali nella teoria dellimpresa: il prodotto medio
e il prodotto marginale.
Il prodotto medio (o produttivit media) di un fattore produttivo (P Minput ) il prodotto per unit
di un fattore produttivo e si calcola dividendo il prodotto per le unit dellinput considerato:
2 7 La funzione di produzione descrive ci che tecnicamente possibile nel momento in cui limpresa opera in maniera e ciente
e dato lo stato dellarte. Il progresso tecnologico tende a modicare la funzione di produzione nel tempo, facendo produrre di
pi a parit di fattori produttivi.

54

P Minput =

q
input

(38)

Ad esempio, il prodotto medio del lavoro P ML si ottiene dividendo il prodotto totale q per le unit (ore
lavorate, numero di lavoratori ecc.) di lavoro L.
Il prodotto marginale (o produttivit marginale) rappresenta la quantit addizionale prodotta a
seguito di un aumento marginale del fattore produttivo:
0
Pinput
=

dq
dinput

(39)

Prodotto totale, prodotto medio e prodotto marginale aumentano inizialmente per poi decrescere.
Tuttavia, per limpresa non conveniente n razionale posizionarsi nella porzione decrescente della curva
del prodotto totale poich signicherebbe utilizzare pi input per produrre di meno.
Si noti che:
il prodotto marginale positivo in corrispondenza di un prodotto totale crescente, si annulla quando il
prodotto raggiunge il suo massimo per poi diventare negativo nella porzione decrescente della funzione
di produzione.
Quando il prodotto marginale maggiore del prodotto medio, il prodotto medio crescente, mentre
quando il prodotto marginale minore del prodotto medio, il prodotto medio decrescente, pertanto
prodotto marginale e prodotto medio si uguagliano nel punto in cui il prodotto medio massimo.
Si consideri un qualsiasi punto lungo la curva del prodotto totale. Il prodotto medio di un fattore
produttivo corrisponde alla pendenza della retta uscente dallorigine degli assi che passa per il punto
considerato. Il prodotto marginale dellinput dato dalla pendenza della tangente alla curva di prodotto
totale nel punto considerato.

55

Ptot

Prodotto totale

Pmedio
Pmarginale

input

Prodotto medio

Prodotto marginale
input

Figura 1: Produzione totale, prodotto medio e prodotto marginale

6.1. Rendimenti marginali e rendimenti di scala


In generale, i processi produttivi sono caratterizzati da un prodotto marginale decrescente dei fattori produttivi. Ci signica che man mano che si aumenta lintensit duso di un input, a parit degli altri fattori,
si arriva a un punto oltre il quale lapporto del fattore alla produzione totale inizia a diminuire.28
Come stato accennato, per calcolare il rendimento marginale di un fattore necessario calcolare la
derivata parziale del prodotto rispetto a un fattore, tenendo costanti tutti gli altri input:
0
Pinput
=

@q
@input

(40)

Per vericare che il rendimento marginale del fattore sia crescente, costante o decrescente, si deve calcolare
la derivata seconda parziale del prodotto rispetto al fattore considerato (ossia la derivata rispetto allinput
della produttivit marginale), tenendo costanti tutti gli altri input, e controllarne il segno:

@ q
=
@input2

@q
@input

@input

8
0
decrescente = rendimento marginale decrescente
< < 0 ) Pinput
0
= 0 ) Pinput
costante = rendimento marginale costante
=
:
0
> 0 ) Pinput
crescente = rendimento marginale crescente

(41)

Pertanto, facendo variare un fattore produttivo alla volta possibile valutare non solo la produttivit del
fattore ma anche il fatto che il suo rendimento marginale sia crescente, costante o decrescente. Tuttavia,
se unimpresa vuole modicare la sua scala di produzione o decidere su quale scala produrre necessario
2 8 Attenzione

a non confondere rendimenti marginali decrescenti con rendimenti negativi!

56

valutare come vari il prodotto modicando contemporaneamente e nella stessa proporzione tutti i fattori
produttivi.
In tal caso si parla di rendimenti di scala che corrispondono al tasso al quale il livello di produzione
aumenta se si aumentano in misura proporzionale tutti i fattori produttivi.
I rendimenti di scala variano considerevolmente tra imprese diverse e settori produttivi dierenti.
Formalmente, data una generica funzione di produzione q = f (K; L), si studia la variazione delloutput
q nellipotesi che tutti i fattori di produzione vengano moltiplicati per un medesimo scalare t > 1. Tre
situazioni sono possibili:
f (tK; tL) > tq : Se, raddoppiando la quantit di tutti i fattori produttivi, il prodotto pi che raddoppia,
allora limpresa in questione presenta rendimenti di scala crescenti.
f (tK; tL) = tq : Se, raddoppiando la quantit di tutti i fattori produttivi, il prodotto esattamente raddoppia,
allora limpresa in questione presenta rendimenti di scala costanti.
f (tK; tL) < tq : Se, raddoppiando la quantit di tutti i fattori produttivi, il prodotto aumenta meno del
doppio, allora limpresa in questione presenta rendimenti di scala decrescenti.

6.2. Gli isoquanti e il saggio marginale di sostituzione tecnica


Come fa unimpresa a scegliere la giusta combinazione di fattori produttivi tra le tante alternative che
generano la stessa quantit di output?
Gracamente possiamo rappresentare le possibili combinazioni di fattori produttivi che generano lo stesso
livello di produzione ricorrendo agli isoquanti. Un isoquanto una curva che descrive tutte le combinazioni
di fattori produttivi che generano lo stesso livello di output. Gli isoquanti hanno pendenza negativa e sono
convessi verso lorigine. Se nello stesso piano fL; Kg si considerano diversi isoquanti a cui corrispondono di-

versi livelli di output, si ottiene una mappa di isoquanti, che corrisponde alla rappresentazione graca della
funzione di produzione. Allontanandosi dallorigine degli assi si ottengono maggiori livelli di produzione.29
2 9 Si noti lanalogia tra isoquanti e mappa di isoquanti con le curve di indierenza e la mappa di indierenza nella teoria del
consumatore.

57

K
q=f(K,L)

Figura 2: Mappa di isoquanti


La pendenza dellisoquanto indica in che misura un fattore pu essere sostituito allaltro, mantenendo
costante il livello della produzione. Il valore assoluto della pendenza dellisoquanto viene chiamato tecnicamente saggio marginale di sostituzione tecnica (SMST) e misura di quanto possibile ridurre un
input (K) a fronte di un aumento di un altro input (L), a parit di livello di output (q). Se laumento
dellinput (L) marginale, il SMST corrisponde a dK=dL (con il

davanti se lo si vuole in valore assoluto):

dK
(42)
dL
In generale, il valore assoluto del SMST decrescente allaumentare del fattore produttivo. Ci signica
jSM ST j =

che la produttivit del singolo fattore decrescente e implica la convessit degli isoquanti.
Inoltre si dimostra che la pendenza degli isoquanti, ossia il SMST, corrisponde al rapporto tra le produttivit marginali dei fattori produttivi:
jSM ST j =

dK
@q=@L
=
dL
@q=@K

(43)

6.2.1 Funzioni di produzioni speciali


Nellampio spettro di possibili livelli di sostituibilit tra i fattori si presentano due casi limite: il caso di
fattori perfetti sostituti e, allopposto, il caso di fattori in proporzioni sse.
Nel caso di fattori perfetti sostituti, gli isoquanti sono linee rette e il SMST costante in ogni punto
dellisoquanto.
Diversamente, nel caso di funzioni di produzione a proporzioni sse non possibile sostituire tra loro
i fattori produttivi. Per aumentare il livello di produzione necessario aumentare gli input nella stessa
proporzione. In questo caso gli isoquanti sono ad angolo retto e il SMST 0 o 1.
58

Figura 3: fattori produttivi perfetti sostituti o a proporzioni sse

6.3. I costi di produzione


Data la tecnologia di produzione a disposizione, limpresa decide come produrre scegliendo quella combinazione ottimale di fattori che minimizza il costo di produzione.30
In economia si distinguono diverse tipologie di costi
Costi ssi vs. Costi variabili
Un costo si dice sso (CF ) se non varia al variare del livello di produzione.
Un costo si dice variabile (CV ) se varia in funzione del livello di produzione.
La somma dei costi ssi e dei costi variabili determina il costo totale (CT ).
Costo marginale vs Costo medio
Il costo marginale ( C 0 ) rappresenta laumento di costo generato dallaumento marginale della
produzione e corrisponde alla derivata del costo totale rispetto alla quantit delloutput: C 0 =
@CT =@q.
Il costo medio (totale) corrisponde al costo totale diviso per il livello di produzione: CM = CT =q.
Esso rappresenta il costo unitario di produzione e si pu anche scomporre in due componenti:
Costo medio sso (CM F ) pari al costo sso diviso per il prodotto: CM F = CF=q.
Costo medio variabile (CM F ) pari al costo variabile diviso per il prodotto: CM V = CV =q.
Costi di breve periodo e Costi di lungo periodo
Nella gura 4 sono rappresentate gracamente le diverse tipologie di costo.
3 0 Limpresa, simmetricamente, pu scegliere quella combinazione di fattori che massimizza loutput dato un vincolo di spesa
di produzione (problema duale). Come si vedr tra poco, limpresa anzich minimizzare i costi data la funzione di produzione,
pu decidere di massimizzare il protto sotto il vincolo tecnologico (la funzione di produzione).

59

C
CT
CV

CF
q

Cmedio
Cmarginale

CMT
CMV

CMF
q

Figura 4
Si noti che:
Le curve di costo totale e variabile sono parallele e inclinate positivamente. La loro distanza pari al
costo sso;
Il costo sso rappresentato da una semiretta parallela allasse delle ascisse.
Le curve di costo medio (totale) e costo medio variabile sono a forma di U .
Il costo medio sso monotono e tendente a zero allaumentare del livello di produzione. Infatti,
rappresentato da una curva con inclinazione negativa.
Il costo marginale a forma di U e interseca le curve di costo medio (totale) e costo medio variabile
nel loro punto di minimo.

6.4. La minimizzazione del costo


Nello studio delle scelte di produzione di unimpresa bisogna operare uniniziale distinzione tra loperazione
di massimizzazione del protto e quella di minimizzazione del costo. A livello concettuale i due problemi
possono essere concepiti come identici e la teoria della dualit fornisce un fondamentale strumento per la
corretta interpretazione teorica dei due approcci. A livello di applicazioni si preferisce tuttavia separare i
due problemi e le relative tecniche di risoluzione.
In questa prima parte dellesercitazione si intendono risolvere i problemi di minimizzazione dei costi
dellimpresa per un dato livello di produzione (e, simmetricamente, di massimizzazione delloutput, dato
lammontare pressato di spesa di produzione). In questo caso la scelta ottimale da parte dellimpresa viene
intesa come domanda condizionale dei fattori produttivi.
60

La questione fondamentale dellimpresa si congura come un problema di minimo vincolato: quale combinazione di fattori consente di produrre un dato livello di produzione al minimo costo? Formalmente, si
tratta di minimizzare il costo di produzione data la tecnologia a disposizione dellimpresa.
La decisione dipender dai fattori produttivi considerati, dai rispettivi prezzi e dalla tipologia di mercato
in cui gli input sono scambiati. Per semplicit noi consideriamo due input, il capitale K e il lavoro L,
scambiati in mercati perfettamente concorrenziali al prezzo di, rispettivamente, r e w.
La funzione di costo totale da minimizzare pu essere rappresentata dalla seguente funzione:
C = wL + rK

(44)

Questa equazione rappresenta una retta di isocosto, ossia una curva che mostra tutte le possibili
combinazioni degli input che possono essere acquistate a un dato costo totale. Variando il costo totale, C, a
parit dei prezzi degli input, si identica unaltra curva di isocosto parallela alla precedente.
Esplicitando il capitale dalla (44)
w
C
L
r
r
si pu identicare lintercetta della retta di isocosto ( Cr ) e la sua pendenza (

(45)

K=

w
r ),

pari al rapporto tra i

prezzi dei due fattori.


Gracamente (Figura 5), dato un certo livello di produzione, q, per identicare la combinazione ottimale
di fattori produttivi che consente di produrre tale livello di output al minimo costo necessario trovare il
punto in cui la retta di isocosto pi interna possibile tocca lisoquanto q. In altri termini, ci corrisponde
a trovare il punto di tangenza tra lisoquanto q e la retta di isocosto pi interna possibile. A quel punto
di tangenza corrisponder, nel piano (L; K), la combinazione di fattori che, producendo q, consente di
minimizzare il costo di produzione.
K

K0
K1

K*
C0
L*

C1

C1

C0
L

L0

L1

C1

Figura 5: scelta ottimale dellimpresa


Tecnicamente, ci corrisponde ad imporre luguaglianza tra il saggio marginale di sostituzione tecnica
(che corrisponde alla pendenza dellisoquanto) in valore assoluto e il rapporto tra i prezzi dei fattori (che
corrisponde alla pendenza della retta di isocosto con segno negativo):
61

jSM ST j =

dK
P
w
= L0 =
dL
r
PK

(46)

Se viene fatto variare il livello di produzione selezionato dallimpresa, si possono costruire due curve:
il sentiero di espansione, il quale descrive nel piano cartesiano fL; Kg, per ogni livello di produzione,

tutte le combinazioni di fattori produttivi scelte dallimpresa per minimizzarne il costo di produzione.
Questa curva il luogo geometrico di tutti i punti di tangenza tra le rette di isocosto e gli isoquanti.
la curva di costo totale dellimpresa, che descrive nel piano fq; Cg il costo minimo per produrre ogni
livello di output.

C
Sentiero di espansione

q3
q2

q1
C1

C2

Isoquanti qi
Isocosti Ci

Costo totale

C3
q

L
Figura 6: sentiero di espansione e curva di costo totale
Formalmente, il problema di minimizzazione vincolata si pu scrivere in questo modo.
min C = wL + rK

(47)

s:t: q = f (L; K)

(48)

L;K

Esiste un problema duale che produce gli stessi risultati e che richiede di determinare il livello massimo
di produzione spendendo una certa somma C:
max q = f (L; K)

(49)

s:t: C = wL + rK

(50)

L;K

62

Pertanto, lo stesso problema lo si pu vedere o come minimizzazione di un costo per produrre un certo
livello di produzione o come massimizzazione delloutput da produrre spendendo un ammontare C.
Ancora una volta esistono tre metodi di risoluzione: il metodo della tangenza, il metodo della sostituzione
e il metodo dei moltiplicatori di Lagrange.

A) Metodo della tangenza tra isoquanto e isocosto


Abbiamo visto che, data la generica funzione di produzione q = f (L; K); la pendenza (in valore assoluto) di
un generico isoquanto data dal saggio marginale di sostituzione tecnica (SM ST ):
jSM ST j =

0
PL

0
PK

@q(L; K)=@L
@q(L; K)=@K

(51)

La pendenza (in valore assoluto) della retta di isocosto pari al rapporto tra il prezzo degli input: ( wr ).
La condizione di tangenza tra isoquanto e isocosto implica luguaglianza tra SM ST e rapporto tra i prezzi
dei fattori produttivi:
@q(L; K)=@L
w
=
@q(L; K)=@K
r

(52)

Attraverso il metodo di tangenza, il problema di ottimo vincolato del produttore si riduce alla soluzione
di un sistema di due equazioni in due incognite, L e K.
Nel caso del problema di minimizzazione del costo dato un certo livello di produzione, il sistema di
equazioni composto dalla (48) e dalla (52); nel caso della massimizzazione delloutput dato il costo di
produzione le due equazioni da considerare sono la (50) e la (52).
Risolvendo il sistema di equazioni si individua la combinazione ottimale dei fattori produttivi L e K .

B) Metodo di sostituzione
Per risolvere il problema di minimizzazione con il metodo della sostituzione necessario esplicitare, in primo
luogo, la funzione di produzione rispetto a uno dei due fattori, ad esempio K. Successivamente, si deve
sostituire lespressione ottenuta nella funzione obiettivo:
K(L) = f

(L; q)

min C(L; K) =) min C(l) = wL + rf


L;K

L;K

(53)

(L; q)

(54)

Attraverso tale sostituzione, si ottiene un problema di minimizzazione non vincolata.


Pertanto, per risolvere tale problema, su ciente dierenziare rispetto a L e porre il risultato uguale a
zero. Si otterr la combinazione ottimale dei fattori (L ; K ).
Si procede analogamente nel problema duale, esplicitando dapprima K dalla funzione di costo C, e
sostituendo il risultato nella funzione di produzione q(L; K); che si riduce a una funzione in una variabile
63

q(L). Poi si procede alla massimizzazione, derivando q(L) rispetto al lavoro e ponendo il risultato uguale a
zero.

C) Metodo dei moltiplicatori di Lagrange


Dato il problema di ottimo vincolato descritto dalla (47) e dalla (48), il metodo dei moltiplicatori di Lagrange
si fonda sulla costruzione della Lagrangiana:
L = C(L; K)
dove

(f (L; K)

q) ) L = wL + rK

(f (L; K)

q):

(55)

il moltiplicatore di Lagrange che moltiplica la funzione di produzione scritta in forma

implicita. Per trovare la scelta ottima dei fattori (L ; K ) ; devono essere contemporaneamente soddisfatte
le seguenti condizioni del primo ordine:

8
@L
C(L; K)
>
>
=
>
>
@L
< @L
@L
C(L; K)
=
>
@K
@K
>
>
@L
>
:
= f (L; K)
@

fL0 = 0
0
=0
fK

(56)

q=0

Ne deriva un sistema di tre equazioni in tre incognite, la cui soluzione produce i valori ottimali L e K .
Simmetricamente, nel problema duale, la Lagrangiana corrisponde alla seguente equazione:
L = q(L; K)

(wL + rK

C)

(57)

Le condizioni del primo ordine si ottengono derivando la Lagrangiana rispetto a L, K e , e uguagliando il


risultato a zero. La soluzione del sistema di tre equazioni in tre incognite identica la combinazione ottimale
dei fattori produttivi.

6.5. La massimizzazione del protto


Questa seconda parte della dispensa introduce il modello duale, ossia il modo in cui limpresa sceglie la
combinazione ottimale dei fattori produttivi massimizzando il protto anzich minimizzando il costo di
produzione, data la tecnologia a disposizione.
Di nuovo si presenta un problema di ottimizzazione vincolata in cui si vuole massimizzare il protto
dellimpresa data la tecnologia a sua disposizione:

max
q

s:t: q

= R(q(L; K))

C(q(L; K)) = p q(L; K)


Ricavo

= f (L; K)

CV q(L; K)

CF

(58)

Costo totale

(59)

64

In tal caso su ciente sostituire q(L; K) nella funzione di protto, e massimizzarla rispetto a L e a K.
In altri termini, necessario calcolare le derivate della funzione di protto rispetto agli input e porle
uguali a zero. Combinando tali equazioni con la funzione di produzione, si ottengono le domande ottimali
degli input in funzione del livello di produzione:
@R @q
d
dL = @q @L
d
@R @q
dK = @q @K

@C @q
@q @L
@C @q
@q @K

@q
= p @L
@q
= p @K
q = f (L; K)

CV
CV

@q
@L = 0
@q
@K = 0

L = f (q)
K = g(q)

(60)

Risolvere questo problema signica individuare i livelli di input e output che massimizzano il protto,
ossia che rendono massima la dierenza tra i ricavi totali (R) e i costi totali (C).

C, R,

C(q)
R
R(q)
S

q*

q0

Figura 7: massimizzazione del protto

65

(q)

Esercizi proposti:
1. Rendimenti di scala (A.M.)
Si studi landamento dei rendimenti di scala per le seguenti funzioni di produzione:
(a) Y = 12 (K L);
(b) Y = K + 2L;
p
(c) Y = 4 K L;
dove K ed L indicano gli input di produzione (capitale e lavoro).
SOLUZIONE:
Applicando le denizioni riportate sopra, si trova che:

(a) f (tK; tL) > tY dato che f (tK; tL) =

1
2 (tK

tL) =

1 2
2 t (K

L) mentre tY =

1
2 t(K

L); quindi in

questo caso i rendimenti di scala sono crescenti;

(b) f (tK; tL) = tY dato che f (tK; tL) = (tK + 2tL) = t(K + 2L) e tY = t(K + 2L) ed i rendimenti di
scala sono costanti;

(c) f (tK; tL) < tY dato che f (tK; tL) =

p
4

tK tL =

p
p p
t 4 K L mentre tY = t 4 K L ed i rendimenti

di scala sono in questo caso decrescenti.

2. Produttivit marginale (L.V.)


Date le seguenti funzioni di produzione, calcolate la produttivit marginale del lavoro e del capitale.
Inoltre vericate se la produttivit marginale (rendimento marginale) sia costante, crescente o decrescente.
a) q = F (K; L) = K + 5L
b) q = F (K; L) = 100K + 55L
c) q = F (K; L) = 20KL
d) q = F (K; L) = K 1=4 L3=4
p
e) q = F (K; L) = 4K + 5 3 L
f) q = F (K; L) = K 2 + L2
SOLUZIONE:
0
a) PL0 = 5 e rendimento marginale costante; PK
= 1 e rendimento marginale costante.

66

0
b) PL0 = 55 e rendimento marginale costante; PK
= 100 e rendimento marginale costante.
0
c) PL0 = 20K e rendimento marginale costante; PK
= 20L e rendimento marginale costante.

d) PL0 =

3 1=4
L 1=4
4K

0
e rendimento marginale decrescente; PK
=

1 3=4
L 3=4
4K

e rendimento marginale

decrescente.

p
3

e) q = 4K + 5 L = 4K + 5 L1=3 ) PL0 =

5
2=3
3L

5 p1
3 3 L2

0
e rendimento marginale decrescente; PK
=4

e rendimento marginale costante.

0
f) PL0 = 2L e rendimento marginale crescente; PK
= 2K e rendimento marginale crescente.

3. Rendimenti di scala (L.V.)


Si considerino le seguenti funzioni di produzione, q = F (K; L), in cui q il prodotto aggregato, K il
capitale e L il lavoro. Esse presentano rendimenti di scala costanti, crescenti o decrescenti? (L.V.)
a) q = 4 L + 12 K
2

b) q = (L + K)
p
c) q = L + K
p
d) q = LK
2

e) q = (L K)
f) q = L K

g) q = L0:2 K 0:8
SOLUZIONE: a) costanti; b) crescenti; c) decrescenti; d) costanti; e) crescenti; f) crescenti; g) costanti.

4. Rendimenti di scala, prodotto marginale e rendimenti marginali (L.V.)


Nelleconomia Alfa, la tecnologia di produzione disponibile descritta dalla seguente funzione di produzione:
q = F (K; L) = K 0;25 L0;75
in cui il volume di produzione (q) dipende dalla quantit di lavoro (L) e di capitale (K) impiegati nel
processo produttivo.
a) Di che tipo di funzione si tratta?
b) Questa funzione ha rendimenti di scala costanti, crescenti o decrescenti?
c) Calcolate la produttivit marginale del lavoro e del capitale. I rendimenti del lavoro e del capitale
sono costanti, crescenti o decrescenti?
SOLUZIONE:

67

a) Cobb-Douglas
b) costanti
c) Il prodotto marginale del lavoro e il prodotto marginale del capitale sono positivi ma decrescenti, infatti la
0

derivata prima del prodotto rispetto a ciascun input positiva (PL > 0; PK > 0), mentre la derivata seconda
00

00

negativa (PL < 0; PK < 0). Ci signica che allaumentare di ciascun input il prodotto aumenta ma in
maniera meno che proporzionale e quindi che i rendimenti marginali sono decrescenti. Infatti,
0

PL
00

PL
0

PK
00

PK

=
=
=
=

0; 75 K 0;25 L

0;25

= 0; 75

0; 25 0; 75 K 0;25 L
0; 25 K

0;75

K
L

1;25

<0

L0;75 = 0; 25

L
K

0; 75 0; 25 K

1;75

0;25

>0

0;75

>0

L0;75 < 0

5. Minimizzazione del costo, massimizzazione delloutput, massimizzazione del protto e


funzioni di costo (L.V.)
Limpresa Nanorazio produce beni utilizzando una tecnologia descritta dalla seguente funzione di produzione:
1

q = f (L; K) = L 2 K 2
I prezzi dei fattori lavoro, L, e capitale, K, risultano rispettivamente pari a pL = 25, e pK = 16.
(a) Sulla base di una serie di considerazioni, si supponga che limpresa abbia deciso di produrre una
quantit di output pari a q = 20. Si determini la combinazione ottimale di lavoro e capitale che
minimizza il costo per produrre q = 20.
(b) Alternativamente, si supponga che limpresa abbia deciso di volere spendere al massimo C = 1600
nel processo produttivo. Si determini la combinazione ottimale di lavoro e capitale che permette
di massimizzare la produzione dato il vincolo di spesa.
(c) Si determinino le funzioni di costo totale, di costo marginale e di costo medio di lungo periodo.
(d) Si supponga che nel breve periodo la dotazione di capitale a disposizione dellimpresa sia ssa e
pari a K = 9. Si determinino le funzioni di breve periodo di costo totale, medio e marginale.
(e) Massimizzando la funzione di protto, si determinino le funzioni di domanda dei due fattori
produttivi (in funzione del livello di output) e la conseguente oerta del prodotto.

SOLUZIONI:

68

(a) Per determinare il livello ottimale di K e L, limpresa deve minimizzare il costo necessario a produrre
q = 20 unit di prodotto.
In tal caso, il problema di ottimo vincolato si pu scrivere in questo modo:

min C(L; K) = 25 L + 16 K
L;K

s:t:

20 = L 2 K 2

e lo si pu risolvere ricorrendo a uno dei tre metodi presentati:

Metodo della tangenza . In tal caso si mette a sistema i) luguaglianza tra il saggio marginale di
sostituzione tecnica e il rapporto tra i prezzi dei fattori produttivi, e ii) lequazione dellisoquanto
che consente di produrre q = 20.

@q(L;K)=@L
L
() @q(L;K)=@K
= wr )
jSM ST j = ppK
1
1
1
1
q = L 2 K 2 ) 20 = L 2 K 2

K
L

25
16

K = 25
L = 16

Metodo di sostituzione . Si esplicita la funzione di produzione in termini di un fattore produttivo (ad


esempio L) in funzione delle unit dellaltro fattore e del valore pressato delloutput. Si sostituisce
lequazione nella funzione obiettivo e la si minimizza.
1

L = 20 K 2 = 400 K 1 = 400
K
10000
minK C(K) = 25 400
K + 16 K = K + 16 K
dC(K)
dK

=0)

10000
K2

+ 16 = 0 ) K 2 =

10000
16

K = 25
L = 400
K = 16

Metodo dei moltiplicatori di Lagrange . Se si decide di utilizzare questo metodo, necessario


costruire la Lagrangiana e risolvere un sistema di tre equazioni in tre incognite (L,K , ) costituite
dalle condizioni del primo ordine:

L = C(L; K)

(f (L; K)

q) ) L = 25 L + 16 K

L2 K 2

20

8
@L
C(L; K)
1
1
1
>
2K2
>
=
fL0 = 0 ) 25
=0
>
2L
>
@L
< @L
K = 25
@L
C(L; K)
1
1 12
0
2
=
fK
= 0 ) 16
=0 )
2L K
L
= 16
>
@K
@K
>
>
>
: @L = f (L; K) q = 0 ) L 12 K 12 20 = 0
@
Ne consegue che il valore ottimale dei fattori L = 16 e K = 25, mentre il costo che minimizza la
produzione di q = 20 ammonta a C = 25 16 + 16 25 = 800.

(b) Per determinare il livello ottimale di K e L, limpresa deve massimizzare il livello di produzione tenendo
conto di un vincolo di spesa pari a C = 1600.
In tal caso, il problema di ottimo vincolato si pu scrivere in questo modo:
1

max q(L; K) = L 2 K 2
L;K

69

s:t:

1600 = 25 L + 16 K

e lo si pu risolvere ricorrendo a uno dei tre metodi presentati:

Metodo della tangenza . In tal caso si mette a sistema i) luguaglianza tra il saggio marginale di
sostituzione tecnica e il rapporto tra i prezzi dei fattori produttivi, e ii) lequazione dellisocosto che
permette di produrre a un costo pari a C = 1600.

@q(L;K)=@L
25
L
jSM ST j = ppK
() @q(L;K)=@K
= wr ) K
L = 16
C = 25 L + 16 K ) 1600 = 25 L + 16 K

K = 50
L = 32

Metodo di sostituzione . Si esplicita la funzione di costo in termini di un fattore produttivo (ad


esempio L) in funzione delle unit dellaltro fattore e dellammontare pressato della spesa. Si
sostituisce lequazione nella funzione obiettivo e la si massimizza.

L = 64

16
25 K

1
16
2
K2
25 K
1
1
1
16
16
2
64 16
K 2 + 12 64 25
K 2
25 K
25
1
1
1
16
16
2
K 2 = 12 64 16
K 2K
50 64
25 K
25
1
1
1
1
1
16
16
16
2
2
2
64 25
K 2
50 K K = 2 64
25 K
16
1
16
32
50 K = 2 64
25 K ) 50 K = 32

maxK q(K) = 64
dq(K)
dK

=0)

1
2

)
)
)

K
1
2

1
2

=0)

K = 50
L = 32

Metodo dei moltiplicatori di Lagrange . Se si decide di utilizzare questo metodo, necessario


costruire la Lagrangiana e risolvere un sistema di tre equazioni in tre incognite (L,K , ) costituite
dalle condizioni del primo ordine:
1

(25 L + 16 K 1600)
L = q(L; K)
(wL + rK C) ) L = L 2 K 2
8
@L
q(L; K)
1
1
>
>
=
fL0 = 0 ) 12 L 2 K 2
25 = 0
>
>
@L
< @L
K = 50
@L
q(L; K)
1
1
0
)
=
fK
= 0 ) 12 L 2 K 2
16 = 0
L
= 32
>
@K
@K
>
>
>
: @L = wL + rK C = 0 ) 25 L + 16 K 1600 = 0
@
Ne consegue che il valore ottimale dei fattori L = 32 e K = 50, mentre loutput massimo che
p
p
1
1
limpresa riesce a produrre spendendo C = 1600 ammonta a q = L 2 K 2 = 32
50 = 40.
(c) Nel lungo periodo, quando tutti i fattori produttivi sono variabili, per determinare le varie funzioni di
costo, necessario individuare la domanda ottimale di capitale e lavoro in funzione delloutput. Per
fare ci necessario imporre luguaglianza tra le pendenze della curva di isocosto e dellisoquanto, ossia

jSM ST j =

pL
pK ,

e mettere a sistema tale equazione con la funzione di produzione. In tal caso necessario

mantenere incognito il valore delloutput:

jSM ST j =
1
1
q = L2 K 2

pL
pK

()

K
L

25
16

)
70

25
16 L
1
L 2 25
16 L

K=
q=

1
2

5
4L

K = 54 q
L = 45 q

Una volta determinata la domanda dei fattori in funzione del livello di produzione, possibile derivare la
funzione di costo totale, di costo medio e di costo marginale di lungo periodo:

C
C

CM

4
5
q + 16
q
5
4
dC(q)
= 40
dq
C(q)
40q
=
= 40
q
q

25

= 40q

Si noti che i rendimenti di scala sono costanti (la somma degli esponenti della Cobb-Douglas pari a 1)
e il costo marginale uguaglia il costo medio.

(d) Nel breve periodo, il capitale sso e pari a K = 9. Dopo aver scritto la funzione di produzione in forma
inversa3 1
1

q = L 2 (9) 2 = 3L 2 ) L =

1 2
q
9

possibile derivare le funzioni di costo di breve periodo

C
C

CM

=
=
=

25
1 2
q + 16 (9) = 144 + q 2
9
9
dC(q)
50
=
q
dq
9
C(q)
144 25
=
+ q
q
q
9

25

(e) Per determinare la domanda ottimale dei fattori, possibile o minimizzare il costo oppure massimizzare il protto, data la funzione di produzione.
Il protto dato dalla dierenza tra ricavi totali e costi totali e, a nch sia massimizzato,
necessario che la distanza tra ricavi totali e costi totali sia massima. Ci corrisponde a dire che il
ricavo marginale sia uguale al costo marginale.
Il problema di massimo vincolato per determinare la domanda ottimale di input pu essere scritto
in questo modo:
max
L;K

s:t: q(L; K)

= p q(L; K)
Ricavo

(wL + rK)

(61)

Costo totale

= L2 K 2

(62)

Per risolvere il problema necessario sostituire la funzione di produzione nella funzione obiettivo e
massimizzare la funzione di protto rispetto ai due fattori produttivi. In altri termini, necessario
calcolare le derivate del protto rispetto a L e a K e porle uguale a zero.
max
L;K

3 1 Data

= p L2 K 2

wL

rK

la funzione di produzione q = f (L), la funzione in forma inversa L = f

71

(63)
1

(q).

@
@L
@
@K

=
=

1
1
1
pL 2 K 2
2
1
1 1
0 ) pL 2 K 2
2

0)

w=0

(64)

r=0

(65)

Combinando la (64) e la (65) si ottiene:


K
w
25
=
=
L
r
16

(66)

Inoltre, scrivendo la funzione di produzione in forma inversa, ossia come input in funzione delloutput
q2
K
q2
L

L =
K

e combinandole con la (62), si ottengono le domande ottimali dei due fattori:


K

L =

25 q 2
25 2
5
) K2 =
q )K= q
16 K
16
4
q2
q2
4
)L= 5 )L= q
K
5
4q

6. Scelta ottima dei fattori produttivi (minimizzazione del costo) (A.M.)


p
Data la funzione di produzione Y = LK, determinare la combinazione ottima dei fattori produttivi
il cui prezzo pL = 40 e pK = 10 per ottenere un livello di produzione pari a Y = 300.
SOLUZIONE:
Per facilitare i calcoli conviene esprimere la funzione di produzione nella forma equivalente:
1

Y = L2 K 2

Calcoliamo la produttivit marginale per ciascun fattore produttivo:

@Y =@L =
@Y =@K

1
1
1 1 1 1
1
L2 K 2 = L 2 K 2
2
2
1
1 1 1 1
1 1
2
2
L K
= L2 K 2
2
2

Il SMST pari al rapporto tra le utilit marginali di ciascun fattore:

@Y =@L
M RST =
=
@Y =@K

1
1
1
2K2
2L
1
1 12
2
2L K

72

L(

1
2

1
2)

K( 2 + 2 ) =

K
L

pL
ed impostiamo il seguente sistema:
pK
8 p
(
< LK = 300
Y = 300
pL
=)
=)
K
jM RST j =
:
=4
pK
L
p
p
LK = 300
4L2 = 300
=)
=)
K = 4L
K = 4L

Poniamo jM RST j =

L = 150
:
K = 600

7. Produttivit dei fattori produttivi, rendimenti di scala e scelta ottima dellimpresa (A.M.)
p p
Data la seguente funzione di produzione Y = 3 X1 X2 ed i prezzi dei fattori produttivi p1 = 20 e
p2 = 5, dopo aver esaminato la produttivit marginale dei singoli input ed i rendimenti di scala della
funzione di produzione, si determini la scelta ottimale dellimpresa, nellipotesi che essa voglia produrre
Y = 36.
SOLUZIONE:
Per quanto riguarda la produttivit marginale dei due input, si ottiene:

p
3 X2
@Y =@X1 = p
e
2 X1

p
3 X1
@Y =@X2 = p
2 X2

In entrambi i casi, la produttivit marginale decrescente in quanto laumento dei singoli input riduce la
produttivit marginale.
I rendimenti di scala sono invece constanti, come si pu facilmente dimostrare:

p
p p
p p
p
f (tX1 ; tX2 ) = tY dato che f (tX1 ; tX2 ) = 3 t X1 t X2 = 3t X1 X2 e tY = 3t X1 X2 .
Lultima parte dellesercizio consiste invece nella determinazione delle domande condizionali dei fattori. Il
problema pu essere risolto impostando il seguente sistema:

8
<

Y = 36
@Y =@X1
p1
=
:
@Y =@X2
p2
8 p p
< pX1 pX2 = 12
X2 = X1
p
=4
: p
X1 = X2

8
<

p p
X2 = 36
p3 X1 p
(3 X2 )=(2 X1 )
20 =)
=)
p
p
=
:
5
(3 X1 )=(2 X2 )
p p
X1 = 6
X1 4X1 = 12
=)
=)
X2 = 24
X2 = 4X1

Limpiego ottimale dei fattori produttivi per minimizzare il costo nella produzione di Y = 36 prevede dunque

X1 = 6 e X2 = 24.
8. Scelta ottima del livello di produzione dellimpresa (massimizzazione del protto) (A.M.)
La funzione di produzione di unimpresa data da Y = K L. Indicando con w ed r rispettivamente
i prezzi dei fattori produttivi lavoro (L) e capitale (K) e con p il prezzo delloutput, si determini la
domanda ottimale dei due input e la conseguente oerta.
73

SOLUZIONE:
In questo esercizio si deve determinare limpiego ottimale dei fattori produttivi, che comportano comunque un
certo costo per limpresa, che consenta di ottenere il livello di produzione ottimale, cio quello che massimizza
il protto. La funzione di protto dellimpresa data da:

= pY

wL

rK = p(K L)

wL

rK

(67)

dove pY il ricavo totale e C = wL + rK la funzione di costo. Limpiego ottimale dei fattori produttivi si
ottiene derivando il protto (67) rispetto ai due input K ed L e ponendo il risultato uguale a zero:

@
= 0 () pK
@L

w=0

@
= 0 () pL
@K

r=0

da cui si ottiene rispettivamente:

L =

w
r
e K = :
p
p

(68)

Per quanto riguarda il livello di produzione ottimale, sostituendo nella funzione di produzione i risultati di (68)
si ottiene:

Y =K

L =

r w
p2

9. Altri esercizi:
(a) Data la funzione di produzione Y =

K + L2 , calcolare la domanda ottimale dei due input e

la relativa oerta nellipotesi che p = 10; w = 60; r = 5. (A.M.) - Soluzione: K = 1; L = 3,


Y = 10.
(b) Esercizio 2 pag. 155 (C.L.): introduzione a produttivit media e marginale.
(c) Esercizi 7 e 8 pag. 159-161 (C.L.): rendimenti di scala e produttivit marginale.
(d) Esercizio 11 pag. 163 (C.L.) - scelta ottimale dellimpresa.

74

7. Concorrenza perfetta
La concorrenza perfetta una forma di mercato caratterizzata da numerose imprese, tutte di piccola dimensione rispetto al mercato, e da innumerevoli consumatori. Essi producono e consumano un determinato bene
omogeneo senza essere in grado, individualmente, di inuenzarne il prezzo.
Il mercato di concorrenza perfetta conduce al miglior risultato possibile, in termini di benessere sociale.32
Le condizioni alla base della concorrenza perfetta sono tre:
Le imprese e i consumatori sono price-taker - La quantit venduta da ciascuna impresa rappresenta una quota irrilevante rispetto alla produzione totale del mercato, pertanto le sue decisioni
di produzione non inuenzano il prezzo di equilibrio. Anche i consumatori sono tanti e incapaci di
inuenzare con le loro decisioni di consumo il prezzo del bene.
Il bene prodotto omogeneo - Il bene oerto in ogni mercato perfettamente concorrenziale
omogeneo, cio tutte le imprese del mercato producono beni che sono identici e perfetti sostituti.
Pertanto, il consumatore sceglier di comprare il bene da quellimpresa che lo ore al prezzo pi basso.
Lomogeneit garantisce lassenza di dierenziazioni di prezzo dovute alla qualit e un unico prezzo di
mercato.
Assenza di barriere allentrata e alluscita - In mercati perfettamente concorrenziali, le imprese
non sostengono alcun costo se decidono di entrare o di uscire dal mercato. In altri termini, non ci sono
n barriere allentrata, n barriere alluscita.
Perfetta informazione - Tutti gli operatori del mercato (consumatori, produttori, governo ecc.)
dispongono di informazioni complete in merito ai costi di produzione, ai prezzi del bene e dei fattori
produttivi ecc.
Anche se nella realt non esiste un mercato che soddis pienamente tutte le condizioni richieste dalla
perfetta concorrenza, vi sono alcuni settori che si avvicinano a tale struttura di mercato.

7.1. La massimizzazione del protto


Il ne ultimo delle imprese la massimizzazione del protto, indipendentemente dal mercato in cui esse
operano (monopolistico, di concorrenza perfetta o imperfetta ecc.). Tale obiettivo pu essere espresso in
questo modo:
max
q

= R(q)

C(q) = p q
Ricavo

CV q

CF

(69)

Costo totale

3 2 Secondo la teoria classica e sulla base del Primo Teorema dellEconomia del Benessere, la concorrenza perfetta il meccanismo ottimale per lallocazione e ciente delle risorse in quanto il prezzo di vendita che si forma sul mercato quello che
remunera tutti i fattori produttivi in base alla loro produttivit marginale. Inoltre, il prezzo anche quello che consente ai
consumatori di massimizzare la loro utilit.

75

Risolvere questo problema rispetto a q, signica individuare quel livello di produzione che massimizza il
protto, ossia che rende massima la dierenza tra i ricavi totali (R = pq) e i costi totali (C). La dierenza
tra ricavi e costi massima quando il ricavo marginale, R0 , esattamente uguale al costo marginale, C 0 : Ci
signica che la variazione del ricavo risultante da un aumento marginale della quantit prodotta deve essere
esattamente uguale al costo marginale di produzione.33
dR
d
=
dq
dq

0
0
dC
dR
dC
=0)
=
, R (q) = C (q)
dq
dq
dq

(70)

Per risolvere il problema, si sostituisce la funzione di produzione allinterno della funzione obiettivo e la si
massimizza rispetto a q (in altre parole, si deriva la funzione di protto rispetto a q e si uguaglia il risultato
a zero). Alternativamente, si pu pensare di uguagliare direttamente il ricavo marginale al costo marginale
ed esplicitare il valore ottimale di q .
Nel caso particolare di un mercato perfettamente concorrenziale, le decisioni di produzione di ogni singola
impresa non hanno alcuna inuenza sul prezzo di mercato del bene che produce e la curva di domanda che
aronta ciascuna impresa pu essere rappresentata da una retta orizzontale.
Per distinguere la domanda e loerta di ciascun agente (es. consumatore, produttore, ecc.) da quelle di
mercato, indicheremo con le lettere maiuscole D e S le rispettive curve di domanda e di oerta di mercato,
mentre con le lettere minuscole d e s, quelle riferite ai singoli agenti.
Poich la curva di domanda di unimpresa in un mercato perfettamente concorrenziale corrisponde sia
alla curva di ricavo medio (R=q), sia a quella di ricavo marginale (R0 ), possiamo riscrivere la condizione di
ottimo di una generica impresa C 0 = R0 , in questo modo:
p = R0 = C 0 (q)
In condizioni di concorrenza perfetta, a nch unimpresa continui a produrre, necessario che:
- nel breve periodo limpresa sia in grado di coprire almeno i costi variabili;
- nel lungo periodo limpresa sia in grado di coprire tutti i costi.
Per limpresa conviene cessare lattivit se il prezzo inferiore al costo medio di produzione in corrispondenza della quantit che massimizza il protto.
Pertanto, nel breve periodo, se la curva del ricavo marginale, che in concorrenza perfetta coincide con il
prezzo, scende al di sotto del minimo della curva del costo medio variabile, non pi conveniente produrre
(p < CM V ). Quando il prezzo compreso fra il valore minimo del costo medio totale e quello del costo
medio variabile, ci si trova in una situazione in cui conveniente produrre in perdita pur di ammortizzare i
costi ssi.
Ne consegue che la curva di oerta dellimpresa ha pendenza positiva e coincide con la parte della curva
di costo marginale in cui il costo marginale maggiore del costo medio variabile (p
3 3 Questa

condizione vera purch R0 = C 0 in un punto in cui il costo marginale crescente.

76

CM V ).

Curva di offerta di breve periodo


P
Cmedio
Cmarginale

CMT
CMV

Figura 1: curve di costo e di oerta di unimpresa


La curva di oerta di mercato di breve periodo esprime la relazione tra la quantit prodotta nel breve
periodo e il prezzo. La produzione del settore la somma della quantit oerta da tutte le imprese che ne
fanno parte e pu essere ottenuta sommando orizzontalmente le curve di oerta di ciascuna impresa.
Nel lungo periodo, in regime di concorrenza perfetta, il protto economico delle imprese tende a zero. Ci
non signica che le imprese abbiano una prestazione insoddisfacente, ma semplicemente che il rendimento
del loro investimento in tale mercato normale, nel senso che non inferiore a quello che si otterrebbe
investendo in impieghi alternativi (es. investimenti mobiliari o immobiliari, in opere darte, in altre attivit
o altri settori ecc.).
Nel punto di equilibrio di lungo periodo la domanda di mercato uguale alloerta e tutte le imprese
realizzano protti nulli. Pertanto, non esistono incentivi a entrare o uscire dal mercato (causati, rispettivamente, da prospettive di protti positivi o negativi). A nch si realizzi un equilibrio concorrenziale di lungo
periodo, devono vericarsi le seguenti condizioni:
Tutte le imprese del settore massimizzano il protto;
Nessuna impresa ha incentivo a entrare nel mercato o a uscire da esso, poich tutte le imprese operanti
nel settore realizzano un protto economico nullo;
Il prezzo di mercato tale per cui la quantit domandata dai consumatori uguaglia la quantit oerta
da tutte le imprese del mercato.
Ci corrisponde a dire che tutte le imprese producono a quel livello in cui il costo marginale (e quindi
il prezzo) uguaglia il costo medio e i protti di lungo periodo sono nulli. Se il prezzo di mercato , invece,
superiore (inferiore) al costo medio, si avranno protti positivi (negativi) che favoriranno lingresso di nuove
imprese attirate (luscita di imprese operanti nel mercato, allontanate) dalla prospettiva di protti positivi
(negativi) di breve periodo.34
3 4 Lentrata e luscita (strategia mordi e fuggi o hit and run ) permessa dallassenza di barriere allentrata e alluscita. In
altri termini, le imprese che entrano nel mercato possono approttare della presenza di protti positivi e uscire una volta che

77

7.2. Il surplus del consumatore, del produttore e della collettivit


Il surplus del consumatore pari alla dierenza tra il prezzo che il consumatore disposto a pagare per
acquistare un dato bene e il prezzo eettivamente corrisposto. Gracamente, il surplus del consumatore
corrisponde allarea compresa tra la curva di domanda (che corrisponde alla massima disponibilit a pagare
per ogni unit di prodotto) e la retta orizzontale in corrispondenza del prezzo corrisposto.
Il surplus del produttore pari alla dierenza tra il prezzo percepito per la vendita del bene e il costo
marginale per produrre ciascuna unit. Gracamente, il surplus del produttore corrisponde allarea compresa
tra la retta orizzontale in corrispondenza del prezzo percepito dalla vendita e la curva del costo marginale,
ossia la curva di oerta.
Il benessere sociale dato dalla somma del surplus del consumatore e del produttore (SW = SC + SP ).
In assenza di esternalit o di imperfetta informazione (fallimenti di mercato), il mercato concorrenziale non
regolamentato conduce a un livello di produzione economicamente e ciente.
Come valutare gli eetti sul benessere generati da un intervento pubblico? Calcolando la variazione del
surplus degli agenti che operano nel mercato (consumatori e produttori) si ottiene la variazione positiva o
negativa del benessere collettivo dovuta allintervento pubblico.

A
P*

B
D
Q*

Figura 2: Surplus del produttore (B) e del consumatore (A)

7.3. Le tasse e i sussidi


In alcune circostanze, lo Stato introduce delle tasse sui beni prodotti e venduti in un mercato. Le tasse
possono essere fatte pagare ai consumatori allatto dellacquisto oppure ai venditori allatto della vendita.
Ma di fatto, su chi gravano queste tasse? Che eetti hanno sul benessere della collettivit?
non sia pi conveniente operare in quel settore, senza sostenere alcun costo allentrata o alluscita dal mercato. Il processo ha
termine quando loerta delloutput aumentata in misura tale da portare il prezzo di mercato al livello del costo medio totale
per ciascuna impresa. In tale situazione tutte le imprese utilizzano la stessa tecnologia di produzione (con uguale costo medio)
che anche quella pi e ciente. In altri termini, nel lungo periodo sopravvivono solo le imprese pi e cienti con costi medi
pi bassi (P=CMT minimo).

78

Consideriamo inizialmente una tassa sulle vendite.


Lintroduzione di una tassa sulle vendite, T , equivale a un incremento dei costi unitari per i produttori
di un ammontare pari a T . Di conseguenza, T eleva il prezzo minimo al quale i produttori sono disposti a
vendere il bene prodotto e, quindi, la curva di oerta del bene si sposta verso lalto. Il maggior prezzo richiesto
dalle imprese induce a una riduzione della quantit scambiata in equilibrio (q 0 ), a un incremento del prezzo
sostenuto dai consumatori per lacquisto del bene (P L ) e a un minore prezzo incassato dai produttori (P N )
per unit di prodotto. Tuttavia, sebbene i produttori debbano pagare unimposta specica di ammontare
pari a T su ogni unit venduta, il ricavo unitario netto si riduce di un importo inferiore a T (P

P N < T ).

La ragione che una parte dellimposta ricade sul consumatore (che paga di pi).
Tecnicamente, la prospettiva amministrativa (chi paga la tassa di fatto) diversa da quella economica
(su chi grava di fatto limposta). Infatti, lonere scale ripartito tra consumatore e produttore:
Il consumatore paga in pi P L
Il produttore incassa di meno P

P ;
PN:

Il prezzo pagato dal consumatore (prezzo lordo, P L ) superiore al prezzo di equilibrio senza intervento
pubblico (P ), il quale a sua volta superiore allimporto riscosso dai produttori (prezzo netto, P N = P L T ):
PN < P < PL
Di fatto, si dimostra che la distribuzione della tassa indipendente dal fatto che la tassa sia sulle vendite
o sui consumi. Quanto pi elastica la domanda (loerta) tanto pi elevata la quota di tassa che ricade
sul produttore (consumatore).
La quota percentuale di tassa che grava sul produttore pari a

La quota percentuale di tassa che grava sul consumatore pari a

pN
:
T
L
p
p
T

Pertanto si scredita la convinzione che lonere ricada solo e unicamente sul soggetto che sicamente paga
lonere scale: lonere di fatto grava sulloperatore di mercato che meno in grado di evitarlo, ossia con
minore elasticit della domanda/oerta al prezzo.
Si consideri ora lintroduzione di unimposta specica sul consumo. La curva di domanda si sposta
verso il basso di un importo esattamente pari a T . Si dimostra che unimposta specica pagata dai produttori
e una tassa dello stesso importo pagata dai consumatori hanno gli stessi eetti sullequilibrio e sul benessere
degli agenti (e della collettivit).
Una situazione simmetrica si manifesta in presenza di sussidi sulle vendite o sul consumo.35
Un sussidio sulle vendite riduce il costo di produzione per unit di prodotto, riducendo il costo
marginale di produzione e quindi spostando la curva di oerta verso il basso. In altri termini, a parit
di prezzo, i venditori sono disposti a vendere una quantit superiore del prodotto (poich compensati dal
sussidio).
3 5 Una

tassa pu essere vista come un sussidio negativo.

79

Un sussidio sul consumo sposta verso destra la curva di domanda perch, a parit di prezzo, i consumatori sono disposti ad acquistare una quantit superiore del bene (poich compensati dal sussidio).
Il sussidio non favorisce unicamente chi percepisce sicamente la sovvenzione, ma viene ripartita tra
consumatori e produttori sulla base dellelasticit della domanda e delloerta.
S1

P
Tassa sulle vendite

S1

P
Tassa sul consumo

S0

PL
P*
PN

PL
P*
PN

D1

Q1 Q*

D0

Q1 Q*

S0
P

S
P

S1

Sussidio sulle vendite

PN
P*
PL

Sussidio sul consumo

PN
P*
PL

D
Q* Q1

D0
Q* Q1

D1
Q

Figura 3: Tassa sulle vendite e sul consumo; sussidio sulle vendite e sul consumo

Esercizi proposti
1. Equilibrio di breve periodo (L.V.)
In un mercato perfettamente concorrenziale operano due imprese, A e B, che producono un bene
omogeneo, q, a fronte di una domanda di mercato pari a Qd = 10

1
4 p:

Le imprese sono caratterizzate

dalle seguenti funzioni di costo:


2
CA = 2qA
2
CB = 4qB

(a) Si determinino le funzioni di oerta delle singole imprese (attenzione a vericare che la condizione
di cessazione dellattivit non sia vericata).
(b) Si determini la funzione di oerta di mercato.
80

(c) Si calcolino quantit e prezzo di equilibrio di mercato.


(d) Si calcoli la quantit prodotta da ciascuna impresa in equilibrio e i protti di breve periodo.
SOLUZIONE:
(a) Come prima cosa conviene calcolare i costi medi totali, medi variabili e marginali delle due imprese.
Nellesercizio, le imprese non presentano costi ssi, pertanto i costi medi totali e i costi medi variabili
coincidono.

Costo totale (Ci )


2
Impresa A
CA = 2qA
2
Impresa B
CB = 4qB

Costo medio (CMi )


CMA = 2qA
4qB

Costo marginale (Ci0 )


0
CA
= 4qA
0
CB = 8qB

La curva di oerta di ciascuna impresa coincide con la porzione della curva di costo marginale in cui
il prezzo superiore al costo medio variabile (p = C 0

CM V ). Se il prezzo inferiore al costo

medio variabile, allimpresa conviene non produrre nulla e cessare lattivit. In questo esercizio, entrambe
le imprese presentano un costo medio minore del costo marginale, ossia minore del prezzo, pertanto,
produrranno quantit positive del bene desumibili dalle seguenti funzioni di oerta:

p
p

1
p
4
1
0
= CB
= 8qB ) qB = p
8
= C0A = 4qA ) qA =

(b) La funzione di oerta di mercato si ottiene dalla somma orizzontale delle curve di oerta delle singole
imprese:

1
1
3
Qs = q A +q B = p+ p = p
4
8
8
(c) Per trovare lequilibrio di mercato, necessario risolvere un sistema composto dallequazione della domanda di mercato e dalla curva di oerta di mercato:

Qs = 83 p
Q = 10 14 p
d

Ne consegue che la quantit e il prezzo di equilibrio del mercato sono pari a q = 6; p = 16.

(d) Le imprese in equilibrio producono quantit diverse poich sono caratterizzate da dierenti funzioni di
costo e da un diverso grado di e cienza.3 6 Per individuare la quantit oerta da ciascuna impresa in
equilibrio su ciente sostituire il prezzo di mercato nelle rispettive funzioni di oerta:

qA

qB

1
16 = 4
4
1
16 = 2
8

3 6 Limpresa A pi e ciente dellimpresa B poich produce a un costo minore e, pertanto, vender in equilibrio
una quantit maggiore di prodotto.

81

2. Equilibrio di breve e di lungo periodo (L.V.)


Si consideri un mercato perfettamente concorrenziale in cui operano 40 imprese identiche, la cui funzione
di costo Ci = qi2 + 16. La curva di domanda del mercato in cui operano le imprese data da
Qd = 180

10p.

(a) Si determini la curva di oerta di breve periodo di ciascuna impresa.


(b) Si determini la curva di oerta di breve periodo del mercato, la quantit e il prezzo di equilibrio.
(c) Si calcoli la produzione di equilibrio delle singole imprese nel breve periodo e i protti conseguiti.
(d) Si calcoli la quantit prodotta e il numero di imprese operanti sul mercato nel lungo periodo.

SOLUZIONE:
(a) Nel breve periodo la curva di oerta di ciascuna impresa corrisponde alla porzione della curva di costo
marginale in cui p = Ci0

CM Vi . Pertanto, la funzione di oerta di ciascuna impresa corrisponde a:


p = Ci0 = 2qi ) qi =

1
p
2

(b) La curva di oerta di mercato si ottiene dalla somma orizzontale delle curve di oerta delle singole imprese:
Qs = 40

1
p = 20p
2

Per determinare la quantit e il prezzo di equilibrio, necessario risolvere un sistema di due equazioni (la
funzione di domanda e di oerta di mercato) in due incognite (il prezzo e la quantit):

Qs = 20p
)
Q = 180 10p
d

Q = 120
p =6

(c) Nel breve periodo, le imprese produrranno una quantit pari a qi =


dei protti pari

= p qi

Ci = 6 3

16 =

1
2p

1
26

= 3 e conseguiranno

7 < 0. I protti sono negativi, tuttavia le

imprese continueranno a produrre per coprire i costi ssi (pari a 16), dato che il prezzo superiore al
costo medio variabile: p = 6 > CM V = q = 3. Tuttavia, protti negativi sono indice di un numero
eccessivo di imprese sul mercato, quindi, nel lungo periodo ci si aspetta che alcune di esse abbandoneranno
il mercato. Questo processo di uscita di imprese dal mercato continua no a quando le imprese ancora
attive conseguono protti nulli.

(d) Nel lungo periodo, il prezzo di mercato sar pari al costo marginale e al costo medio, p = Ci0 = CMi , (si
rammenti che la curva di costo marginale interseca la curva di costo medio nel suo punto di minimo) e le
imprese sul mercato conseguiranno protti nulli. Per trovare la quantit prodotta da ciascuna impresa
su ciente imporre la suddetta condizione di lungo periodo: p = Ci0 = CMi .

8
< p = Ci0 = CMi
C 0 = 2qi
: CM i= q + 16
i
i
qi

82

) 2qi = qi +

16
) qiLP = 4
qi

Ne consegue che il prezzo di mercato nel lungo periodo sar pari a p = 8.


In corrispondenza di un prezzo p = 8, la quantit domandata sar pari a Qd = 180

10 8 = 100. Dato

che le imprese nel lungo periodo produrranno una quantit di prodotto pari a 4, il numero di imprese
che sopravviveranno al processo di uscita dal mercato sar pari a nLP =

QLP
i
qiLP

100
4

= 25. Pertanto,

come era gi stato preannunciato, nel lungo periodo ci si aspetta che alcune imprese, e precisamente 15
imprese, usciranno dal mercato.

3. Equilibrio di breve e di lungo periodo (L.V.)


Si consideri un mercato perfettamente concorrenziale in cui operano 20 imprese identiche, la cui funzione
di costo Ci = qi2 + 36. La curva di domanda del mercato data da Qd = 300

5p.

(a) Si determini la curva di oerta di breve periodo di ciascuna impresa.


(b) Si determini la curva di oerta di breve periodo del mercato, la quantit e il prezzo di equilibrio.
(c) Si calcoli la produzione di equilibrio delle singole imprese nel breve periodo e i protti conseguiti.
(d) Si calcoli la quantit prodotta e il numero di imprese operanti sul mercato nel lungo periodo.

SOLUZIONE:
(a) Nel breve periodo la curva di oerta di ciascuna impresa corrisponde alla porzione della curva di costo
marginale in cui p = Ci0

CM Vi . Pertanto, la funzione di oerta di ciascuna impresa corrisponde a:


p = Ci0 = 2qi ) qi =

1
p
2

(b) La curva di oerta di mercato si ottiene dalla somma orizzontale delle curve di oerta delle singole imprese:
Qs = 20

1
p = 10p
2

Per determinare la quantit e il prezzo di equilibrio, necessario risolvere un sistema composto dalle
funzioni di domanda e di oerta di mercato:

Qs = 10p
)
Q = 300 5p
d

Q = 200
p = 20

(c) Nel breve periodo, le imprese produrranno una quantit pari a qi = 12 p = 12 20 = 10 e conseguiranno dei
protti pari

= p qi

Ci = 20 10

102

36 = 74 > 0. Dato che nel breve periodo i protti di tutte

le imprese sono positivi, ci si aspetta che nel lungo periodo entreranno nuove imprese. Questo processo
di entrata di nuove imprese continuer no a quando tutte le imprese attive conseguono protti nulli.

83

(d) Nel lungo periodo, il prezzo di mercato sar pari al costo marginale e al costo medio, p = Ci0 = CMi ; e
le imprese sul mercato conseguiranno protti nulli. Per trovare la quantit prodotta da ciascuna impresa
su ciente imporre la suddetta condizione di lungo periodo p = Ci0 = CMi :

p = Ci0 = CMi
Ci0 = 2qi
CMi = qi + 36
qi

) 2qi = qi +

36
) qiLP = 6
qi

Ne consegue che il prezzo di mercato nel lungo periodo sar pari a p = 12.
In corrispondenza di un prezzo p = 12, la quantit domandata sar pari a Qd = 300

5 12 = 240. Dato

che le imprese nel lungo periodo produrranno una quantit di prodotto pari a 6, il numero di imprese
che opereranno nel mercato nel lungo periodo sar pari a nLP =

QLP
i
qiLP

240
6

= 40. Pertanto, come era

gi stato preannunciato, ci si aspetta che nel lugno periodo nuove imprese, e precisamente 20 imprese,
entreranno nel mercato.

4. Equilibrio di breve periodo (A.M.)


Si supponga che il mercato dei taxi a Bologna sia perfettamente concorrenziale. Il costo di ogni
trasporto dato da c(q) = 5q ed ogni taxi opera 20 trasporti al giorno. La domanda per il trasporto
in taxi data da:
QD = 1200

20p

(71)

Si determini:
(a) il prezzo di equilibrio (giornaliero) per ciascun trasporto;
(b) il numero complessivo di trasporti eettuati al giorno;
(c) il numero di taxi in equilibrio.
SOLUZIONE:
In concorrenza perfetta il prezzo uguale al costo marginale, quindi:

p = c0 (q) () p = 5:

(72)

Inserendo (72) nella funzione di domanda (71) e ricordando che in equilibrio la domanda QD uguale
alloerta QS si ottiene:

QD = QS = 1200

20 5 = 1100

(73)

Sapendo che ogni taxi opera 20 trasporti al giorno ed avendo loerta complessiva si ottiene:

n =

QS
1100
=
= 55.
q
20

dove q = 20 indica loerta individuale di ciascun taxi.

84

(74)

5. Equilibrio di mercato nel breve e nel lungo periodo (A.M.)


Si ipotizzi un mercato perfettamente concorrenziale caratterizzato dalla seguente funzione di domanda:
QD = 190

(75)

Nel breve periodo operano solo 80 imprese che producono un bene omogeneo al costo c(q) = 2q 2 + 1.
Determinare la congurazione di equilibrio di mercato sia nel breve che nel lungo periodo, supponendo
che il costo rimanga invariato.
SOLUZIONE:
La congurazione di equilibrio di mercato consiste nella determinazione di prezzo, quantit e numero di imprese
di equilibrio. Nel breve periodo sappiamo che operano solo 80 imprese e quindi dobbiamo trovare prezzo e
quantit.
Partendo dal breve periodo, il prezzo in funzione della quantit si ricava facilmente dalla condizione di
equaglianza tra prezzo e costo marginale:

p = c0 (q) () p = 4q:

(76)

Dalla (76) si ottiene loerta individuale

p = 4q () q =

p
:
4

(77)

Nel breve periodo sappiamo che operano solo 80 imprese e quindi possiamo ricavarci loerta complessiva:

QS = q n =

p
80 = 20p:
4

(78)

In equilibrio QD = QS e quindi eguagliando (75) ed (78) si ottiene il prezzo di equilibrio per il breve periodo:

QD = QS =) 190

p = 20p =) pBP = 9:05:

(79)

Sostituendo poi tale prezzo in (77) ed in (78) si ottengono rispettivamente anche la quantit di equilibrio
prodotta da ogni singola impresa e quella complessiva:

qBP = 2:2625 e QBP = 181:

(80)

Per quanto riguarda il lungo periodo, si sfrutta la condizione di uguaglianza tra costo marginale e costo medio
per ricavare utili informazioni su prezzo e quantit:

c0 (q) =

c(q)
1
=) 4q = 2q +
q
q

da cui si ricava la quantit di equilibrio nel lungo periodo:

qLP =
85

p
1=2

(81)

Sfruttando poi la solita condizione (76) si ottiene il prezzo di equilibrio di lungo periodo:

pLP = 4

1=2:

(82)

Sostituendo (82) nella funzione di domanda si ottiene la quantit domandata nel lungo periodo che, in equilibrio,
pari alla domanda oerta:

p
4 1=2

QD = 190

QS

(83)

ed quindi ora possibile ricavare il numero di imprese di equilibrio nel lungo periodo:

nLP =

p
190 4 1=2
QS
p
=
= 265:
qLP
1=2

6. Surplus del consumatore, del produttore e imposte speciche (L.V.)


Si consideri un mercato caratterizzato dalle seguenti funzioni di domanda e di oerta:
Qd = 100 5p
()
Qs = 50 + 10p

p = 20
p=5+

1 d
5Q
1
s
10 Q

(a) Si determini il prezzo e la quantit scambiata in equilibrio.


(b) Si determini il surplus del consumatore e il surplus del produttore.
(c) Si supponga che lo Stato introduca unimposta specica (accisa) di importo pari a T = 3 sul
consumatore. Si determini il nuovo equilibrio di mercato e lo si rappresenti gracamente.
(d) Come si sarebbe modicato lequilibrio se la tassa di cui al punto (c) fosse stata a carico dei
produttori? Rappresentate gracamente il nuovo equilibrio.
(e) Si calcoli il surplus del consumatore, il surplus del produttore dopo lintroduzione dellimposta
specica e si commentino i risultati in termini di benessere collettivo.
SOLUZIONE:
(a) Mettendo a sistema la domanda e loerta (ossia, uguagliando la quantit domandata e oerta oppure
uguagliando i prezzi di mercato) si ottengono prezzo e quantit di equilibrio:

50

10

(b) Il surplus del consumatore larea compresa tra la curva di domanda e la retta orizzontale in corrispondenza del prezzo di mercato (triangolo A). Il surplus del produttore rappresentato dallarea compresa tra
la retta orizzontale in corrispondenza del prezzo di mercato e la curva di oerta (triangolo B). Pertanto,
per determinare il surplus del consumatore e del produttore su ciente calcolare larea del triangolo A
e del triangolo B:

86

SP =

Surplus del produttore (area del triangolo B):

(20 10) 50
2
(10 5) 50
=
2

SC =

Surplus del consumatore (area del triangolo A):

= 250
125

Il benessere sociale, pari alla somma dei surplus del produttore e del consumatore (A+B), ammonta a

SW = SC + SP = 250 + 125 = 375:

10

A
(250)
(125)
B
D
50

Figura ES6_i
(c) Lintroduzione di una tassa sul consumo aumenta il prezzo pagato dai consumatori. Pertanto, il prezzo
pagato dal consumatore, P L , dierir da quello percepito dal produttore, P N , di un ammontare pari
a T : P L = P N + T . A parit di prezzo pagato, i consumatori saranno disposti a comprare una
quantit inferiore del bene perch ora devono pagare una tassa. Pertanto, la curva di domanda si sposter
parallelamente verso linterno di un ammontare pari a T (Figura ES6_ii):
Per risolvere il problema, necessario mettere a sistema la nuova curva di domanda (spostata verso il basso
di un ammontare pari a T ) con la curva di oerta. Il prezzo determinato quello al netto dellimposta
(pN ):

= 20
pN = 5

1 d
5Q
1
+ 10
Qs

8
<

Q = 40
pN = 9
: L
p = pN + T = 12

Ne consegue che sul mercato si scambieranno 40 unit del bene che i consumatori pagheranno pL = 12 ,

87

inclusa la tassa. I produttori percepiranno un importo pari al prezzo al netto della tassa pN = 9.

S1
P

S0

Tassa sulle vendite

Tassa sul consumo

12
10
9

12
10
9
D
40 50

D1
Q

40 50

D0
Q

Figura ES6_ii
(d) Nel caso in cui venga introdotta una tassa sulla produzione, i costi dellimpresa aumentano e la curva
di oerta (e quindi di costo marginale) si sposta parallelamente verso lalto di un ammontare pari alla
tassa (Figura ES6_ii). Pertanto, ai consumatori verr oerta la stessa quantit di prodotto a un prezzo
(lordo) pi alto, necessario per coprire tutti i costi (compresa la tassa). Per trovare il nuovo equilibrio del
mercato, necessario mettere a sistema la curva di domanda con la nuova curva di oerta. Il risultato
individua la nuova quantit di equilibrio e il nuovo prezzo (lordo) di equilibrio:

p = 20 51 Qd
1
L
p = 5 + 10
Qs +
L

8
<

Q = 40
pN = 9
: L
p = pN + T = 12

Ne consegue che sul mercato si scambieranno 40 unit del bene. I consumatori pagheranno un prezzo
pari a pL = 12 , mentre i produttori incasseranno un prezzo al netto della tassa pari a pN = 9.
Come si pu notare, a prescindere da chi paghi sicamente limposta specica, i suoi oneri si ripartiscono
tra i consumatori e i produttori in percentuale diversa. Infatti, sul consumatore graver una percentuale
pL p
T
10 9
1
= 3.
3

della tassa pari a


pN

p
T

12 10
3

= 23 , mentre sul produttore graver una percentuale della tassa pari a

(e) Come risulta dal punto (a), il benessere dei consumatori ammonta a 250, quello dei produttori pari a
125, mentre il benessere colletivo, in assenza di tassazione, pari a 375.
Ma come cambia il benessere collettivo con lintroduzione della tassa?
Il nuovo surplus del consumatore rappresentato dallarea del triangolo compreso tra la domanda e la retta
orizzontale in corrispondenza del prezzo lordo (pL ) mentre il nuovo surplus del produttore rappresentato
dallarea del triangolo compreso tra la retta orizzontale in corrispondenza del prezzo netto (pN ) percepito

88

dalle imprese e la curva di oerta:

SC 0
SP 0
T Q0
SW 0

12) 40
= 160
2
(9 5) 40
=
= 80
2
= 3 40 = 120
=

(20

= SC 0 + SP 0 + gettito = 160 + 80 + 120 = 360

Il gettito scale ammonta a 120, pari a 3 per ogni unit venduta (T Q0 ). Il nuovo benessere sociale, pari
a 360, dato dalla somma del surplus del consumatore, del produttore e del gettito scale.
Confrontando il benessere collettivo senza tassazione e con tassazione, si pu notare una perdita di
benessere (perdita secca) pari a SW 0
giallo nella Figura ES6_ii.

SW = 360

375 =

15, che equivale allarea del triangolo in

37

7. Surplus del consumatore, del produttore e sussidio (L.V.)


Si consideri un mercato caratterizzato dalle seguenti funzioni di domanda e di oerta:
Qd = 125 3p
()
Qs = 25 + 3p

1 d
p = 125
3
3Q
25
1 s
p = 3 + 3Q

(a) Si determini il prezzo e la quantit scambiata in equilibrio.


(b) Si determini il surplus del consumatore e il surplus del produttore.
(c) Si supponga che lo Stato eroghi al consumatore un sussidio pari a s = 10 per unit di prodotto
acquistata. Si determini il nuovo equilibrio di mercato e lo si rappresenti gracamente.
(d) Come si sarebbe modicato lequilibrio se il sussidio di cui al punto (c) fosse stato erogato ai
produttori? Rappresentate gracamente il nuovo equilibrio.
(e) Si calcoli il surplus del consumatore, il surplus del produttore dopo lintroduzione del sussidio e
si commentino i risultati in termini di benessere collettivo.
SOLUZIONE:
(a) Mettendo a sistema la domanda e loerta (ossia, uguagliando la quantit domandata e oerta oppure
uguagliando i prezzi di mercato) si ottengono prezzo e quantit di equilibrio:

3 7 Larea

50

25

del triangolo che rappresenta la perdita secca pari a

89

(12 9) (50 40)


2

= 15:

(b) Il surplus del consumatore larea compresa tra la curva di domanda e la retta orizzontale in corrispondenza del prezzo di mercato (triangolo A). Il surplus del produttore rappresentato dallarea compresa tra
la retta orizzontale in corrispondenza del prezzo di mercato e la curva di oerta (triangolo B). Pertanto,
per determinare il surplus del consumatore e del produttore su ciente calcolare larea del triangolo A
e del triangolo B:
Surplus del consumatore (area del triangolo A):
Surplus del produttore (area del triangolo B):

( 125 25) 50
= 416; 67:
SC = 3 2
50
(25 25
)
3
= 416; 67:
SP =
2

Il benessere sociale, pari alla somma dei surplus del produttore e del consumatore (A+B), ammonta a:

SW = SC + SP = 416; 67 + 416; 67 = 833; 34:

S
A
(416,67)

25
(416,67)
B
D
50

Figura ES7_i
(c) Lerogazione del sussidio ai consumatori permetter loro di acquistare pi unit del prodotto a parit di
prezzo (grazie alla disponibilit del sussidio). Pertanto, il prezzo pagato dai consumatori, al lordo del
sussidio, pL , dierir da quello percepito dal produttore, pN , di un ammontare pari a s: pL = pN

s.

La curva di domanda si sposter parallelamente verso lalto di un ammontare pari a s (Figura ES7_ii):
Per risolvere il problema, necessario mettere a sistema la nuova curva di domanda (spostata verso lalto
di un ammontare pari a s = 10) con la curva di oerta. Il prezzo determinato quello al netto del
sussidio (pN ):
125
3

p=
p=

1 d
3Q +
25
1 s
+
3
3Q

10

8
<

Q = 65
pN = 30
: L
p = pN s = 20

Ne consegue che sul mercato si scambieranno 65 unit del bene che i consumatori pagheranno pL = 20,
al lordo del sussidio. I produttori percepiranno un importo pari al prezzo lordo pi il sussidio erogato

90

dallo Stato, pN = 30.

S0

S
Sussidio sul consumo

S1

Sussidio sulle vendite

30
25
20

30
25
20

D0

50 65

D1

50 65

Figura ES7_ii
(d) Nel caso di un sussidio sulle vendite, i costi dellimpresa diminuiscono e la curva di oerta si sposta
parallelamente verso il basso di un ammontare pari al sussidio (Figura ES7_ii). Pertanto, ai consumatori
verr oerta la stessa quantit di prodotto a un prezzo (lordo) pi basso, necessario per coprire tutti i
costi (al netto del sussidio). Per trovare il nuovo equilibrio di mercato, necessario mettere a sistema la
curva di domanda con la nuova curva di oerta:

8
<
1 d
p = 125
Q
3
3
)
25
1 s
p = 3 + 3Q
10
:

Q = 65
pN = 30
pL = pN s = 20

Ne consegue che sul mercato si scambieranno 65 unit del bene. I consumatori pagheranno un prezzo
pari a pL = 20 , mentre i produttori incasseranno un prezzo al netto del sussidio pari a pN = 30.
Come si pu notare, a prescindere da chi incassi sicamente il sussidio, i suoi beneci si ripartiscono
equamente tra i consumatori e i produttori. Infatti, i consumatori benecieranno del
1
2

= 50%, mentre i produttori benecieranno del

pL

p
T

25 20
10

1
2

pN

p
T

30 25
10

= 50%.

(e) Come risulta dal punto (a), il benessere dei consumatori ammonta a 416; 67, mentre quello dei produttori
pari a 416; 67, per un benessere colletivo, in assenza di sussidio, pari a 833; 34.
Ma come cambia il benessere collettivo con lintroduzione del sussidio?
Il nuovo surplus del consumatore rappresentato dallarea del triangolo compreso tra la domanda e
la retta orizzontale in corrispondenza del prezzo lordo (pL ), mentre il nuovo surplus del produttore
rappresentato dallarea del triangolo compreso tra la retta orizzontale in corrispondenza del prezzo netto
(pN ) percepito dalle imprese e la curva di oerta:
125
3

20
2

30

25
3

65

SC 0

SP 0

s Q

SW 0

= SC 0 + SP 0 costo sussidio = 704; 17 + 704; 17

2
10 65 =

65

= 704; 17

= 704; 17

91

650 = 758; 34

Il costo per lo Stato ammonta a 650, pari a 10 per ogni unit venduta (s Q0 ). Il nuovo benessere sociale,
pari a 758; 34, dato dalla somma del surplus del consumatore, del produttore, al netto del costo per il
supporto ai consumatori o alle imprese.
Confrontando il benessere collettivo senza sussidio e con sussidio, si pu notare una perdita di benessere
(perdita secca) pari a SW 0

SW = 758; 34

833; 34 =

75.

8. Prezzi amministrati: tetto e pavimento di prezzo


Si consideri un mercato caratterizzato dalle seguenti funzioni di domanda e di oerta:
Qd = 20 p
)
Qs = 10 + 5p

p = 20 Qd
p = 2 + 51 Qs

(a) Si determini la quantit e il prezzo di equilibrio.


(b) Si calcoli il surplus del produttore e del consumatore.
(c) Si supponga che lo Stato imponga un prezzo massimo (tetto di prezzo) pari a pmax = 4. Si calcoli
il nuovo equilibrio di mercato e il valore del surplus del consumatore e del produttore. Di quanto
si ridotto il benessere sociale?
(d) Si supponga che lo Stato imponga un prezzo minimo (pavimento di prezzo) pari a pmin = 140. Si
calcoli il nuovo equilibrio di mercato e il valore del surplus del consumatore e del produttore. Di
quanto si ridotto il benessere sociale?
SOLUZIONE:
(a) Mettendo a sistema la funzione di domanda e di oerta in forma diretta oppure inversa possibile calcolare
i valori di equilibrio del prezzo e della quantit scambiata:

Qd = 20 p
()
Qs = 10 + 5p

Q = 15
p =5

(b) Il benessere del consumatore corrisponde allarea compresa tra la retta orizzontale in corrispondenza di
p e la curva di domanda, mentre il surplus del produttore rappresentato dallarea compresa tra la retta
orizzontale in corrispondenza di p e la curva di oerta:

SC
SP
SW

5) 15
= 112:5
2
(5 2) 15
=
= 22:5
2
= SC + SP = 112:5 + 22:5 = 135
=

(20

(c) In presenza di un prezzo massimo pari a pmax = 4, inferiore al prezzo di equilibrio (p = 5), i produttori
sono al massimo disposti a vendere una quantit del prodotto pari a 10, mentre i consumatori vorrebbero

92

acquistare una quantit pari a 16. La quantit scambiata quindi pari a 10 e i surplus del consumatore
e del produttore sono pari a:

SC 0
SP 0
SW 0

4) 16 (16 10) (10


2
2
(4 2) 10
=
= 10
2
= SC 0 + SP 0 = 110 + 10 = 120
(20

Pertanto, il benessere collettivo diminuisce di 15 (pari a SW 0

4)

= 110

SW = 120

135).

(d) In presenza di un prezzo minimo pari a pmin = 10, superiore al prezzo di equilibrio (p = 5), i consumatori
sono al massimo disposti ad acquistare una quantit del prodotto pari a 10, mentre i produttori vorrebbero
vendere una quantit pari a 40 unit del bene. La quantit scambiata quindi pari a 10 e i surplus del
consumatore e del produttore sono pari a:

SC
SP
SW

00

00
00

10) 10
= 50
2
[(10 2) + (10 4)] 10
= 70
=
2
00
00
= SC + SP = 50 + 70 = 120
=

(20

Pertanto, il benessere collettivo diminuisce di 15 (pari a SW 0

SW = 120

135).

9. Altri esercizi:
Esercizi 6 e 7 pagg. 191-192 (C.L.)..
Esercizi 1-4 pagg. 187-189 (C.L.).
Nel corso degli anni 80 i governi di molti stati europei (Regno Uniti, Spagna, Francia, Italia,
ecc.) hanno deciso di ridurre le importazioni di automobili provenienti dal Giappone attuando
una politica di contingentamento. Si chiede di valutare (gracamente) le conseguenze che tale
decisione ha avuto sul benessere sociale complessivo. Cosa sarebbe cambiato se i governi in
questione avessero deciso di applicare un dazio alle importazioni invece del contingentamento?
(A.M.)

93

8. Monopolio
Si parla di potere di mercato quando limpresa o le imprese che operano su un mercato individualmente
inuenzano il prezzo del bene con le proprie decisioni. Il monopolio consiste in un mercato in cui opera un
solo venditore, il quale serve lintera domanda.
Come si dimostra, la quantit scambiata in equilibrio, in un mercato monopolistico, minore rispetto a
un mercato concorrenziale (QM < QC ) e il prezzo del bene superiore (pM > pC ).
Il monopolista produce lintera oerta del mercato qi = Q, quindi ha il pieno controllo sulla quantit di
prodotto oerta sul mercato.
Il monopolio puro raro quanto la concorrenza perfetta pura. Tuttavia, molti mercati si avvicinano a
questa struttura di mercato.
In condizioni di monopolio, lequilibrio rappresentato da quella quantit e quel prezzo che massimizzano
il protto del monopolista:
max
qi

= p(qi ) qi

C(qi ) )

0
0
d
= 0 ) R = C ) qi
dqi

(84)

Ci corrisponde a imporre luguaglianza tra il ricavo marginale e il costo marginale dellimpresa. Il prezzo
lo si legge sulla curva di domanda, in corrispondenza della quantit di monopolio (Figura 1).
A dierenza della concorrenza perfetta, in monopolio la curva di domanda (che coincide con la curva di
ricavo medio) superiore alla curva di ricavo marginale. La ragione che se si riduce di un centesimo di
Euro il prezzo, questo non diminuisce solo sullultima unit (al margine) ma su tutte le unit vendute. Se la
curva di domanda lineare, si dimostra che la curva di ricavo marginale ha la stessa intercetta verticale ma
una pendenza doppia rispetto alla curva di domanda inversa (lintercetta orizzontale della curva del ricavo
marginale la met dellintercetta orizzontale della curva di domanda).
Ma come fa unimpresa a ssare il prezzo nella pratica e, di conseguenza, a stabilire quanto orire? Esiste
una regola empirica frequentemente applicata nella pratica. Dato il ricavo totale R = p(q) q e il costo totale
C(q); dalla condizione di ottimo (che corrisponde alluguaglianza tra ricavo marginale e costo marginale) si
ottiene la seguente regola empirica:
R0

@R
@p
@p q
=
=p+q
= p(q) 1 +
@q
@q
@q p
1
1
= p(q) 1 +
= p(q) 1
;
"q;p
j"q;p j

C 0 (q) =

@C(q)
;
@q

R0 = C 0 (q) =) p(q) 1 +

94

1
@C(q)
=
"q;p
@q

(85)

da cui si ricava che


p

C 0 (q)
p

C 0 (q)
1
=
"q;p
p
j"q;p j
c0 (q)
c0 (q)
oppure p =
1 + (1="q;p )
1 (1= j"q;p j)
1

oppure

(86)
(87)

dove "q;p indica lelasticit della domanda al prezzo.


Dato che il potere monopolistico consiste nella capacit di praticare un prezzo superiore al costo marginale,
la (87) evidenzia come il prezzo praticato dal monopolista sia superiore al costo marginale di un ammontare
inversamente proporzionale allelasticit della domanda al prezzo: quanto pi la domanda dellimpresa
anelastica, tanto maggiore il suo potere monopolistico. Risulta anche evidente la ragione per cui il monopolista non opera mai nel tratto anelastico della curva di domanda, cio nel tratto in cui j"q;p j < 1. Quando

j"q;p j < 1, infatti, il ricavo marginale negativo, come si evince dalla (85). Dalla (86) si pu notare come il
ricarico o markup sul costo (in percentuale rispetto al prezzo) sia uguale al reciproco dellelasticit della
domanda, preso con segno negativo.

8.1. Mercato monopolistico con pi impianti


Il monopolista pu decidere di produrre il bene utilizzando pi di un impianto. In tal caso, i costi di
produzione possono dierire da un impianto allaltro.
Il monopolista quindi ha un problema in pi: non deve solo decidere quanto bene orire e a che prezzo,
ma anche quanto produrre in ciascun impianto.
Per prima cosa, i due impianti devono produrre in modo tale da avere lo stesso costo marginale, indipen0

dentemente dal prodotto totale (C1 = C2 = ::: = Cn ). Tuttavia, dato che limpresa deve produrre in modo
tale da uguagliare costo marginale e ricavo marginale, il protto del monopolista sar massimo quando il
ricavo marginale sar uguale al costo marginale di tutti gli impianti:
0

R = C1 = C2 = ::: = Cn

(88)

dove C1 ; :::Cn sono i costi marginali degli n impianti dellimpresa.

8.2. I costi sociali del potere di monopolio


In regime di monopolio, il prezzo pi alto (pM > pC ) e i consumatori acquistano una quantit minore
rispetto alla concorrenza perfetta (QM < QC ). La presenza di ununica impresa con potere di mercato
impone un costo alla societ poich meno consumatori acquistano il bene e quelli che possono acquistarlo lo
pagano di pi. Pertanto, ci si pu aspettare che il potere di monopolio apporti un danno ai consumatori e un
vantaggio alle imprese. Infatti, alcuni consumatori continueranno a consumare il bene a un prezzo pi alto
(subendo una perdita corrispondente allarea AHED), altri non potranno pi acquistarlo perch il prezzo di
monopolio superiore al loro prezzo di riserva (subendo una perdita pari allarea HCE). Ne consegue, che
la perdita totale per il consumatore data dallarea ADEC. Daltro lato, il monopolista vender il prodotto
95

a un prezzo pi alto, ottenendo un guadagno addizionale pari allarea del rettangolo AHED, ma perder il
protto derivante dalla vendita di un numero maggiore di unit (QC

QM ) al prezzo di concorrenza perfetta

(pC ) corrispondente allarea HCF . Pertanto, dato che il benessere sociale complessivo pu essere misurato
come somma del surplus dei consumatori e di quello dei produttori, in regime di monopolio si genera una
perdita sociale netta.38 La perdita netta derivante dal potere monopolistico pertanto rappresentata
dallarea del triangolo ECF .

B
S

pM

pC

G
D

R
QM

QC

8.3. Discriminazione di prezzo


Unimpresa monopolistica pu trarre vantaggio dalla conoscenza del mercato che serve. Quanta pi informazione dispone, tanto maggiore sar la probabilit di individuare quella strategia di prezzo che massimizza
i suoi protti. Per unimpresa con potere di mercato, studiare la migliore strategia di prezzo signica identicare quella strategia che consente di appropriarsi di una buona parte del surplus del consumatore (al limite
tutto il surplus del consumatore) e convertirlo in protto.
Esistono tante strategie di prezzo ampiamente usate nei mercati: diverse versioni di discriminazione di
prezzo (consistenti nellapplicare prezzi diversi a dierenti clienti per lo stesso bene o per versioni leggermente
dierenti dello stesso bene), la tari a a due parti (in cui il prezzo del bene costituito da due componenti,
una parte ssa di diritto daccesso e una parte proporzionale al numero di unit di bene acquistate), la
pubblicit e il bundling (oerta di beni in pacchetti tutto compreso).
In generale, per appropriarsi del surplus del consumatore non possibile applicare lo stesso prezzo.
quindi necessario applicare prezzi dierenti a clienti diversi, sulla base della loro posizione lungo la curva di
3 8 La perdita netta si calcola rispetto al benchmark che, in generale, la concorrenza perfetta, la quale garantisce la massima
e cienza, ossia il massimo surplus della collettivit.

96

domanda. Questo il principio alla base della discriminazione di prezzo. Possibilmente, limpresa cercher
di vendere il bene a un prezzo pi alto ai consumatori disposti a pagare di pi (posizionati pi in alto lungo
la curva di domanda), appropriandosi di una parte del surplus del consumatore sotto la curva di domanda.
Inoltre, cercher di vendere il prodotto anche ai consumatori che sono disposti a pagare un prezzo pi basso
di quello di monopolio, appropriandosi di unaltra porzione del surplus del consumatore e riducendo anche
la perdita secca. Pertanto, alcune strategie non solo aumentano il surplus del produttore, ma in alcune
circostanze migliorano anche il benessere dei consumatori e della collettivit.
La discriminazione di prezzo pu essere di tre tipi: di primo, di secondo e di terzo grado. Inoltre, esistono
tipi di discriminazione basati sul periodo o sul tempo.
Nella discriminazione di primo grado, limpresa fa pagare ad ogni consumatore il suo prezzo di
riserva, ossia la somma che al massimo disposto a pagare per ogni unit di prodotto. Ci permette
allimpresa di applicare idealmente un prezzo diverso per ogni consumatore e di accaparrarsi di tutto il
surplus del consumatore. Tuttavia, questa strategia praticamente impossibile da implementare, dato che
impraticabile applicare prezzi diversi ad ogni consumatore e soprattutto conoscere il vero prezzo di riserva
del consumatore (che rimane uninformazione privata).39
La discriminazione di secondo grado consente allimpresa di discriminare sulla base della quantit
consumata: tale strategia consiste nellapplicare prezzi diversi per diverse quantit dello stesso bene.
Con la discriminazione di prezzo di terzo grado, limpresa suddivide i consumatori in due o pi
gruppi, ciascuno con una diversa curva di domanda e applica a ciascun gruppo un prezzo diverso. In
particolare, il prezzo maggiore viene praticato nel mercato dove lelasticit della domanda al prezzo pi
bassa. I consumatori sono suddivisi in gruppi diversi sulla base di qualche caratteristica osservabile (es. et,
sesso, classe professionale, ecc.).
La discriminazione di prezzo intertemporale consiste nel suddividere i consumatori con diverse
curve di domanda in gruppi diversi, applicando prezzi diversi in momenti diversi.
La discriminazione di prezzo in base al carico di punta sempre una discriminazione di prezzo
basata sul tempo e consiste nellapplicare prezzi pi alti nei periodi di punta, quando i vincoli di capacit
produttiva fanno aumentare il costo marginale di produzione.
In questo corso esamineremo solo la discriminazione di terzo grado.
Per trovare il prezzo da applicare a ciascun segmento, necessario che qualunque sia la quantit prodotta,
i ricavi marginali dei diversi gruppi di consumatori siano uguali (R10 = R20 = ::: = Rn0 ). Inoltre, il ricavo
marginale di ciascun segmento di consumatori deve essere uguale al costo marginale di produzione (Ci0 = Ri0 ,
con i = 1; ::; n). Pertanto, la regola nale che
C10 = ::: = Cn0 = R10 = ::: = Rn0
Ci corrisponde a massimizzare il protto totale dellimpresa. Infatti, uguagliando a zero le derivate
3 9 Il consumatore non ha nessun vantaggio a rivelare il suo prezzo di riserva perch questo lo porta a pagare un prezzo superiore
pari alla massima disponibilit a pagare, annullando il suo benecio individuale (surplus).

97

del protto rispetto a q1 ; q2 ; :::; qn e mettendole a sistema, si ottiene un sistema di equazioni in cui il costo
marginale dellimpresa uguaglia, per singolo gruppo, il ricavo marginale derivante dalla vendita di ununit
aggiuntiva di prodotto a ciascun segmento di consumatori.
Considerando, ad esempio, unimpresa che serve un mercato costituito da due segmenti di consumatori,
q1 e q2 , il problema di discriminazione di prezzo si risolve in questo modo:
max
q1 ;q2

= p1 (q1 ) q1 + p2 (q2 ) q2

C(q1 + q2 ) )

d
dq1
d
dq2

=0
)
=0

R1 = C
)
0
0
R2 = C

q 1 ; p1
q 2 ; p2

Esercizi proposti:
1. Equilibrio di monopolio e perdita di benessere (L.V.)
Si consideri un mercato caratterizzato dalla seguente funzione di domanda: Q = 60

p.

Per produrre il bene, limpresa sostiene un costo totale descritto dalla seguente funzione: C(qi ) =
10 + 2qi2 .
(a) Si determini lequilibrio di mercato in condizioni di monopolio.
(b) Si determini la quantit e il prezzo di equilibrio in condizioni di concorrenza perfetta.
(c) Si calcolino e si confrontino il surplus del consumatore e del produttore in condizioni di concorrenza perfetta e di monopolio. A quanto ammonta la perdita di benessere sociale in presenza di
monopolio?
SOLUZIONE:
(a) In generale, il ne ultimo delle imprese consiste nel massimizzare il protto. In particolare, limpresa
sceglie di produrre quella quantit di prodotto in corrispondenza della quale il costo marginale uguaglia il
ricavo marginale.4 0 In un mercato monopolistico, lunica impresa sul mercato fronteggia tutta la domanda,

Q = qi .
Pertanto, per determinare il ricavo marginale necessario calcolare il ricavo totale e derivarlo rispetto
alloutput:

= p (Q) Q = (60
dR
= 60 2Q
=
dQ

60

Q
Q) Q

Se la funzione di domanda lineare (come in questo caso), la curva di ricavo marginale ha la stessa
intercetta (pari a 60) e una pendenza doppia (pari a 2). Il costo marginale ammonta a:

C 0 = 4qi
4 0 Si noti che imporre che il costo marginale sia uguale al ricavo marginale corrisponde a massimizzare il protto
0
0
0
totale rispetto al prodotto:
= R (qi ) C (qi ) = 0:

98

Imponendo luguaglianza tra ricavo marginale e costo marginale si ottiene la quantit di equilibrio in
condizione di monopolio

60

2Q = 4Q ) QM = 10

e il prezzo di monopolio, sostituendo la quantit di monopolio nella funzione di domanda:

pM = 60

10 ) pM = 50

Ne consegue che i protti del monopolista in equilibrio ammontano a:

=p Q

C(Q) = 50 10

10 + 2 102 = 290

(b) In concorrenza perfetta, in equilibrio p = C 0 . Pertanto la quantit venduta in equilibrio, il prezzo di


concorrenza perfetta e il protto di breve periodo dellimpresa ammontano a:

QC

12

pC

48

= p Q

C(Q) = 48 12

10 + 2 122 = 278

(c) In concorrenza perfetta, il surplus del consumatore corrisponde allarea del triangolo compreso tra la curva
di domanda e la retta in corrispondenza del prezzo di equilibrio (ABC ), mentre il surplus del produttore
pari allarea del triangolo compreso tra la retta in corrispondenza del prezzo di equilibrio e la curva
di costo marginale (ACG). Il benessere collettivo pari alla somma dei surplus del consumatore e del
produttore.

SC C
SP C
SW C

48) 12
= 72
2
(48 0) 12
= 288
=
2
= SC C + SP C = 360

99

(60

p
pmax=60 B
S

pM=50

pC=48

A
I

R(10)=40

R
QM=10

D
Q

QC=12

Figura ES
In condizioni di monopolio, il surplus del consumatore corrisponde allarea del triangolo compreso tra la
curva di domanda e la retta in corrispondenza del prezzo di monopolio (BDE ), mentre il surplus del
produttore pari allarea del trapezio compreso tra la retta in corrispondenza del prezzo di monopolio,
la curva di costo marginale (ossia la curva di oerta) e la quantit venduta in monopolio (DEF G). Il
benessere collettivo pari alla somma dei surplus del consumatore e del produttore, mentre la perdita
netta (deadweight loss, DL) larea del triangolo EF C che si ottiene dalla dierenza tra il surplus totale
in concorrenza perfetta e il surplus totale in monopolio:4 1

SC M
SP C
SW C

DL =
DL =

50) 10
= 50
2
(50 40) + (50 0)
10 = 300
=
2
C
C
= SC + SP = 350
=

(60

(50

40) (12 10)


= 10
2
SC + SP = (50 72) + (300

288) =

10

Pertanto, la perdita di benessere dovuta a una condizione di monopolio pari a 10.

4 1 La perdita netta corrisponde allarea del triangolo con base pari alla dierenza tra prezzo di monopolio e ricavo
marginale e altezza pari al numero di unit di prodotto vendute in meno rispetto a una condizione di concorrenza
perfetta.

100

2. Monopolio con due impianti (L.V.)


Un monopolista produce un bene e fronteggia la seguente funzione di domanda:
p = 140

2Q

Per produrre il bene in questione, limpresa utilizza due dierenti impianti: uno con alti costi variabili
e nessun costo sso, mentre laltro con costi ssi ma bassi costi variabili:
C1 (q1 )

= q12

C2 (q2 )

1
10 + q22
2

La quantit di prodotto oerta sul mercato data dalla somma delloutput prodotto nei due impianti:
Q = q1 + q2 .
(a) Si calcoli la quantit prodotta in ciascun impianto in modo da massimizzare i protti dellimpresa.
(b) Si determini il prezzo del prodotto oerto sul mercato.
(c) Si calcolino i protti dellimpresa.
SOLUZIONE:
(a) Per determinare la quantit prodotta in maniera ottimale da ciascun impianto necessario ricordare che
ciascun impianto dovr produrre no al punto in cui a) il costo marginale uguaglia il ricavo marginale
0

in ogni impianto, C1 = R0 e C2 = R0 ; b) il costo marginale di ciascun impianto deve essere uguale,


0

C1 = C20 .
0

Il costo marginale per limpianto 1 pari a C1 = 2q1 , mentre per limpianto 2 ammonta a C2 = q2 . La
funzione di ricavo totale R(Q) = [140
0

2Q] Q = [140
0

ricavo marginale ammonta a R1 (Q) = R2 (Q) = 140

2 (q1 + q2 )] (q1 + q2 ). Ne consegue che il

4Q = 140

4 (q1 + q2 ).
0

Imponendo luguaglianza tra i costi marginali e i rispettivi ricavi marginali C1 = R0 e C2 = R0 e


mettendoli a sistema, si ottengono le quantit che ciascun impianto dovrebbe produre in equilibrio:
0

C1 = R0
)
0
C2 = R0

140 4 (q1 + q2 ) = 2q1


)
140 4 (q1 + q2 ) = q2

q1 = 10
q2 = 20

Alternativamente, su ciente scrivere la funzione di protto e massimizzarla rispetto alle quantit dei
due beni:

(Q)

= p (q1 + q2 )
=

[140

d
dq1
d
dq2

= 140
= 140

C1 (q1 )

C2 (q2 )

2 (q1 + q2 )] (q1 + q2 )

4 (q1 + q2 )
4 (q1 + q2 )
101

q12

2q1 = 0
)
q2 = 0

1
10 + q22
2
q1 = 10
q2 = 20

Ne consegue che limpresa orir sul mercato 30 unit di prodotto, 10 delle quali prodotte dallimpianto

1 e le restanti 20 dellimpianto 2.
(b) Il prezzo di monopolio si ottiene inserendo la quantit totale prodotta, Q = 30, nella funzione di
domanda: p = 80.

(c) Il protto dato da:


(Q) = [140

2 (10 + 20)] (10 + 20)

102

1
10 + 202
2

= 2390

3. Discriminazione di terzo grado (L.V.)


Un monopolista opera in un mercato in cui i consumatori possono essere divisi in due distinti segmenti,
le cui funzioni di domanda sono, rispettivamente:
q1

100

q2

60

p1
1
p2
2

Limpresa ore una quantit di prodotto pari a Q, la quale viene suddivisa in q1 e q2 che rappresentano,
rispettivamente, le quantit di bene vendute, rispettivamente, al primo e al secondo segmento di
consumatori. I costi totali dellimpresa ammontano a C(Q) = 50 + 40Q:
(a) Si calcoli la quantit di prodotto venduta a ciascun segmento di mercato e il rispettivo prezzo.
(b) Si determini il protto derivante dalla strategia di dierenziazione.
SOLUZIONE:
(a) Se il monopolista decide di discriminare sul prezzo, deve calcolare il ricavo marginale relativo a ciascun
segmento di mercato e uguagliarlo al costo marginale.
Il costo marginale ammonta a C10 = C20 = 40. Il ricavo marginale relativo al primo segmento pari a

R10 = 100

2q1 , mentre quello relativo al secondo segmento ammonta a R20 = 120

4q2 .

La quantit prodotta in equilibrio pertanto sar pari a 50 unit di prodotto, 30 delle quali vendute al
segmento 1 al prezzo di p1 = 70 e le restanti 20 unit vendute al segmento 2 al prezzo p2 = 80.
Se si calcola lelasticit al prezzo di ciascuna domanda si pu notare che lelasticit del primo segmento,
in valore assoluto, maggiore di quella del secondo segmento.

"1

"2

70
@q1 p1
= ( 1)
= 2; 3 ) j"1 j = 2; 3
@p1 q1
30
@q2 p2
1 80
=
= 2 ) j"2 j = 2
@p2 q2
2 20

Pertanto, limpresa applicher un prezzo maggiore al segmento la cui domanda pi anelastica (il segmento

2).
102

(b) I protti per limpresa ammonteranno a:


(q1 + q2 )

= p1 q 1 + p2 q 2

C(q1 + q2 )

70 30 + 80 20

1650

[50 + 40 (20 + 30)]

4. Equilibrio di monopolio e regola empirica di determinazione del prezzo (A.M.)


La funzione di costo totale di unimpresa che opera sul mercato in regime di monopolio data da
c(q) = 200 + 5q. Si determini il prezzo ottimale ssato del monopolista, nellipotesi che la curva di
domanda abbia elasticit costante pari a 3 in valore assoluto.
SOLUZIONE:
Applicando la (86) si ottiene facilmente:

p =

c0 (q)
=
1
(1= q;p )

Il prezzo ottimale ssato dal monopolista quindi pari a p =

5
15
=
(1=3)
2
15
.
2

5. Monopolio e perdita netta di benessere (A.M.)


Calcolare la perdita netta di benessere sociale provocata dal regime di monopolio in un mercato in cui
la domanda pari a p = 80

q ed il costo di produzione pari a c(q) = 10q. - Soluzione: DL = 612:5.

6. Equilibrio di monopolio e perdita di benessere (A.M.)


La funzione di domanda di un monopolista pari a q = 40

p; mentre la funzione di costo data da

c(q) = 1 + q . Si determini:
(a) livello di produzione, prezzo ottimale e protto del monopolista;
(b) prezzo e quantit di concorrenza perfetta di breve periodo;
(c) il guadagno di benessere sociale che si ottiene passando da un regime di monopolio alla concorrenza
perfetta e rappresentare gracamente tale variazione.
SOLUZIONE:
(a) In regime di monopolio il prezzo tale per cui il ricavo marginale eguaglia il costo marginale. Per ottenere
il ricavo marginale dobbiamo inizialmente invertire la domanda dalla sua forma diretta q = 40
inversa p = 40

q ed ottenere quindi:
RT = p q = (40

q)q = 40q
103

q 2 =) R0 =

@RT
= 40
@q

2q:

p a quella

Il costo marginale invece dato da:

c0 (q) =

@c(q)
= 2q:
@q

(89)

Applicando la regola si ottiene che:

R0 = c0 (q) =) 40

2q = 2q =) q M = 10:

(90)

Inserendo la (90) nella funzione di domanda inversa si determina il prezzo di equilibrio in monopolio:

pM = 40

q M = 40

10 = 30:

(91)

Possiamo inne inserire q M e pM nella funzione di protto del monopolista:


M

= pM q M

c(q M ) = 30 10

(1 + 102 ) = 199:

(92)

(b) Nel caso di concorrenza perfetta il prezzo uguale al costo marginale, quindi p = 2q
che, inserito nella funzione di domanda inversa p = 40
dallimpresa:

q , consente di determinare la quantit prodotta

42

qC =

40
= 13:3
3

(93)

da cui si ottiene facilmente il prezzo di mercato:

pC = 2q C =

80
= 26:6:
3

(c) Prima di determinare il valore esatto del guadagno sociale che si ottiene passando da una situazione di
monopolio ad una di concorrenza perfetta, facile osservare che:

q C > q M e pC < pM
quindi i consumatori sono sicuramente avvantaggiati da una situazione di concorrenza perfetta, mentre
limpresa preferisce agire in condizioni di monopolio. Per calcolare il valore esatto della perdita sociale
provocata dal monopolio (o, come in questo caso, il guadagno nel caso in cui si passi ad una situazione di
concorrenza perfetta), opportuno illustrare gracamente il problema in Figura 1:
4 2 Abbiamo specicato nel testo dellesercizio che si tratta della quantit e del prezzo di breve periodo perch
ipotizziamo che limpresa sia ancora lunica sul mercato ma debba agire secondo regole di perfetta concorrenza. Nel
lungo periodo la presenza di un protto positivo porta allentrata di altre imprese no al momento in cui il protto
uguale a zero per tutte le imprese.

104

p 6

c0 = 2q

A
@
A@
A @
A @B
pM
A @
A
@A
pC
A
@
A
@
E
p
AE
@
A
@
A
@D
A
@
A
@
A
@
A MR
@
A
@
@
A

qM qC
Figura 1

Come si vede sopra, il triangolo ABE rappresenta la perdita sociale provocata dal monopolista. Per calcolare
tale perdita, necessario trovare il punto E di incontro tra il costo marginale ed il ricavo marginale. Sostituendo
(90) in (89) si ottiene:

pE = 2q M = 20
Larea del triangolo quindi data da:

DL =

qC

qM

pM
2

pE

[(40=3)

10] (30
2

20)

50
= 16:7:
3

dove DL indica Deadweight Loss, o perdita sociale.

7. Tassa specica in un mercato monopolistico (A.M.)


Si ipotizzi una congurazione di mercato monopolistico in cui opera una sola impresa che ra na il
petrolio. La sua funzione di costo c(q) = 4 + q 2 mentre la domanda di mercato pari a q = 20

p.

Si determini la scelta ottimale del monopolista. Si supponga inoltre che il governo voglia limitare le
emissioni inquinanti di tale impresa e a tale scopo predisponga lintroduzione di una tassa specica
pari a t = 2 per ciascuna unit prodotta. Si determini la nuova scelta ottimale del monopolista e la si
paragoni con la precedente.
105

SOLUZIONE:
Il monopolista massimizza il proprio protto quando vende ad un prezzo che eguaglia ricavo marginale e costo
marginale:

R0 = c0 (q) =) 20

2q = 2q =) q M = 5 =) pM = 15:

Se il governo decide di introdurre una tassa per ciascuna unit prodotta il costo marginale subisce un aumento
di t = 2 e diventa quindi c0 (q; t) = 2q + t. La precedente condizione viene quindi modicata in:

R0 = c0 (q; t) =) 20

2q = 2q + 2 =) qtM = 4:5 =) pM
t = 15:5:

Paragonando le due situazioni, si vede chiaramente come la quantit di petrolio ra nata subisce una diminuzione mentre il prezzo aumenta, anche se tale aumento inferiore alla variazione del costo marginale. In
questo caso quindi il prezzo aumenta meno che proporzionalmente rispetto alla tassa.

8. Discriminazione di prezzo di terzo grado (A.M.)


Una compagnia aerea detiene il monopolio di una particolare tratta e conosce la domanda di due
diversi gruppi di potenziali clienti, uomini daari e studenti. Le rispettive domande sono date da
pA = 200

4qA e pS = 140

qS : Il costo marginale pari a c = 40. Determinare la scelta ottimale

della compagnia aerea e commentare i risultati.


SOLUZIONE:
La scelta ottimale per la compagnia aerea consiste nellattuazione di una discriminazione di prezzo del terzo
tipo. Per ciascuna categoria limpresa ssa di conseguanza il prezzo tale per cui il ricavo marginale eguaglia il
costo marginale.
Per quanto riguarda gli uomini daari, il ricavo totale dato da:

RTA = pA qA = (200

4qA ) qA = 200 qA

2
4qA

da cui facile calcolarne il ricavo marginale:


0
RA
=

@RTA
= 200
@qA

8qA :

Dalluguaglianza tra ricavo marginale e costo marginal si ottiene:


0
RA
= c0 =) 200

8qA = 40 =) qA = 20:

Sostituendo nella funzione di domanda si ottiene poi il prezzo applicato agli uomini daari, dato da:

pA = 200

4qA =) pA = 200

80 = 120pA = 200

106

4qA =) pA = 200

80 = 120

Per quanto riguarda gli studenti, il ricavo totale invece dato da:

RTS = pS qS = (140

qS ) qS = 140 qS

qS2

Uguagliando ricavo marginale e costo marginale si pu facilmente ricavare la quantit ottimale:

RS0 = c0 =) 140

2qA = 40 =) qS = 50

da cui si ottiene il prezzo di equilibrio:

pS = 140

qS =) pS = 140

50 = 90:

Come si pu facilmente notare, il monopolista applica il prezzo pi basso alla categoria sociale caratterizzata da
una maggiore elasticit della domanda al prezzo (si pu infatti facilmente vericare che

3
).
2
9. Altri esercizi:
Esercizi 3-5 pagg. 236-237 (C.L.).
Esercizi 12, 14 e 15 pagg. 243-246 (C.L.)

107

S
q;p

9
>
5

A
q;p

9. Teoria dei giochi


La teoria dei giochi una branca della matematica e delleconomia che studia linterazione strategica tra
agenti economici (consumatori, imprese, governo ecc.) detti giocatori. Sono giochi tutte quelle situazioni
in cui i giocatori prendono decisioni tenendo in considerazione le azioni e le reazioni degli altri giocatori.
Nella teoria dei giochi si ipotizza che gli individui siano intelligenti, ossia in grado di fare ragionamenti logici
di complessit indenitivamente elevata, e razionali, cio con preferenze coerenti sugli esiti nali del processo
decisionale e con lobiettivo di massimizzare queste preferenze. Salvo ipotesi dierenti, i giocatori sono a
conoscenza delle regole del gioco e sono consapevoli delle conseguenze di ogni singola mossa. Pertanto, se
gli individui sono razionali, il loro obiettivo consiste nel massimizzare il proprio payo nei limiti dei vincoli
imposti dal comportamento degli altri.
Sono molteplici le applicazioni e le tipologie di interazioni trattate da questa teoria: dal campo economico
e nanziario a quello strategico-militare, dalla politica alla sociologia, dalla psicologia allinformatica, dalla
biologia allo sport.
Lazione o linsieme di azioni che un individuo intende intraprendere, date le azioni degli altri giocatori,
viene chiamata strategia. Gli esiti associati a ogni possibile combinazione delle strategie dei giocatori sono
detti payo: questi risultati possono essere positivi, negativi o nulli.
Di conseguenza, la strategia ottimale per ciascun giocatore quellazione o insieme di azioni che massimizza il payo atteso.
Gli elementi di un gioco sono pertanto tre:
1. (a) il numero dei giocatori;
(b) linsieme delle strategie a disposizione dei giocatori;
(c) la funzione di payo di ciascun giocatore.

9.1. Classicazione sommaria dei giochi


I giochi possono essere classicati sulla base di diversi criteri:
Giochi cooperativi e non cooperativi:
cooperativo un gioco in cui i partecipanti possono stipulare contratti vincolanti che permettono
loro di porre in atto strategie congiunte.
non cooperativo un gioco in cui non possibile stipulare e far rispettare contratti vincolanti.
Giochi simultanei e sequenziali:
simultaneo un gioco in cui i giocatori scelgono le azioni simultaneamente.

108

sequenziale un gioco in cui i giocatori scelgono le azioni secondo una successione particolare.
Inoltre, quando il gioco uniperiodale (one-shot) ripetuto un certo numero di volte, si parla di
gioco ripetuto.43
Giochi a informazione completa o incompleta:
Un gioco a informazione completa se tutti i giocatori conoscono le strategie a disposizione
di tutti i giocatori e i possibili payo di tutti i partecipanti al gioco
Un gioco a informazione incompleta se almeno un giocatore non conosce payo e/o strategie
degli altri giocatori.
Giochi a informazione perfetta o imperfetta:
Un gioco a informazione perfetta se i giocatori conoscono con certezza la storia delle giocate
precedenti. In termini pi tecnici, si tratta di giochi in cui in ogni momento del gioco si pu capire
in quale nodo della rappresentazione ad albero del gioco ci si trova.
Un gioco a informazione imperfetta se il giocatore non sa precisamente in quale nodo della
rappresentazione ad albero del gioco si trova.
Giochi a somma costante o a somma variabile:
Un gioco si dice a somma costante se la somma degli esiti per i singoli giocatori sempre la
stessa, qualunque sia la combinazione di strategie risultante dalla loro interazione. In altre parole,
in un gioco a somma costante, per ogni vincita di un giocatore corrisponde unuguale perdita per
altri giocatori. In particolare, un gioco a somma zero fra due giocatori rappresenta la situazione
in cui il pagamento viene corrisposto da un giocatore allaltro.
Un gioco a somma variabile se la somma dei payo dei singoli giocatori cambia.
Rappresentazione del gioco (se il numero di giocatori e di mosse nito):
Un gioco in forma normale o strategica viene rappresentato in una matrice in cui nelle righe
vengono riportate le strategie pure a disposizione di un giocatore e nelle colonne le strategie pure a
disposizione dellaltro giocatore. Nelle celle si riportano una coppia di numeri che rappresentano,
rispettivamente, i payo del giocatore riga e del giocatore colonna corrispondenti alla coppia di
strategie adottate.
Un gioco in forma estesa o ad albero pu essere descritto con un grafo. Si parte dalla radice
dell"albero" e si descrive il gioco mossa per mossa, no ad arrivare a presentare tutte le situazioni
4 3 La

ripetizione nel tempo di uno stesso gioco non sempre ripropone lequilibrio del gioco one-shot. Il risultato nale dipende
dallorizzonte temporale considerato.

109

nali, ciascun esito univoco di una serie di mosse. Si usa spesso con giochi ripetuti o dinamici e
in condizioni di informazione imperfetta.

Figura 1: Rappresentazione del gioco in forma normale (o strategica)

Figura 2: Rappresentazione del gioco in forma estesa (o ad albero)

9.2. Le strategie
Le strategie possono essere classicate in diversi modi:
Strategia pura verso strategia mista:

110

una strategia pura corrisponde a una situazione in cui il giocatore prende una decisione specica
o intraprende unazione specica.
una strategia mista consiste in una situazione in cui il giocatore compie una scelta casuale tra
due o pi azioni possibili, sulla base di una certa distribuzione di probabilit.
Strategie dominanti e dominate:
una strategia detta dominante se garantisce al giocatore il maggior payo possibile rispetto a
tutte le altre strategie a disposizione, indipendentemente dal comportamento dellaltro giocatore
(o degli altri giocatori).
una strategia detta dominata se non viene mai utilizzata da un giocatore razionale, qualunque
sia il comportamento dallavversario.

9.3. Gli equilibri


Quando tutti i giocatori hanno una strategia dominante chiamiamo lesito del gioco equilibrio in strategie
dominanti.
Tuttavia, non sempre esiste una strategia dominante per ogni giocatore e a volte nessun giocatore possiede
una strategia dominante. In tal caso, pu esistere una strategia ottimale dipendente dalla strategia adottata
dallavversario.
Lequilibrio di Nash una nota tipologia di equilibrio pi generale rispetto allequilibrio in strategie
dominanti. Un equilibrio di Nash un insieme di strategie tali per cui ogni giocatore prende la miglior
decisione possibile dato il comportamento delle sue controparti. In altre parole, una soluzione costituisce un
equilibrio di Nash quando le strategie di ciascun giocatore rappresentano la scelta migliore date le migliori
strategie altrui. Lequilibrio di Nash pertanto un equilibrio stabile perch ogni giocatore conferma la propria
scelta una volta osservata la mossa dellaltro giocatore. Quindi, se si raggiunge un equilibrio di Nash, tutti
i giocatori non hanno alcun incentivo a deviare dalla strategia ottimale.
Nel caso del modello di Cournot, ad esempio, la quantit scelta in equilibrio dalle due imprese rappresenta un equilibrio di Nash (noto sotto il nome di equilibrio di Cournot-Nash) in cui ogni impresa anticipa
correttamente il livello di produzione dei concorrenti.
Un equilibrio in strategie dominanti un equilibrio di Nash ma non vero il contrario.44
Tuttavia non sempre lequilibrio di Nash unico e non sempre esiste (in strategie pure)45 .
Tra i tanti giochi che si esamineranno, particolare attenzione verr dedicata al noto dilemma del prigioniero, in cui lesito della competizione tra agenti non consente il raggiungimento del massimo benessere
per i contendenti.
4 4 In un equilibrio in strategie dominanti, il giocatore adotta la strategia dominante (ottimale) indipendentemente da quello
che fanno gli altri giocatori. In un equilibrio di Nash, il giocatore adotta la strategia ottimale dato che laltro giocatore (o gli
altri giocatori) si comportano in un certo modo.
4 5 Mentre nei giochi pu non esistere sempre un equilibrio di Nash in strategie pure, se il numero dei giocatori e di strategie
a loro disposizione sso allora esiste sempre almeno un equilibrio di Nash in strategie miste.

111

Il dilemma pu essere descritto come segue. Due criminali vengono accusati di aver compiuto una rapina.
Gli investigatori li arrestano e li chiudono in celle separate impedendo loro di comunicare. A ognuno di loro
vengono date due scelte: confessare laccaduto, oppure non confessare. Viene inoltre spiegato loro che:
1. (a) se solo uno dei due confessa, chi ha confessato evita la pena; laltro viene per condannato a 10
anni di carcere;
(b) se entrambi confessano, vengono entrambi condannati a 9 anni;
(c) se nessuno dei due confessa, entrambi vengono condannati a 4 anni.
Questo gioco pu essere descritto con la seguente matrice:

Criminale A

Criminale B
confessa
non confessa
confessa
9
9
0
10
non confessa
10 0
4
4

Calcolando lequilibrio (in strategie dominanti e di Nash) si scopre che il punto di equilibrio (confessa,
confessa), con un risultato complessivo che non ottimale per nessuno dei due criminali (9 anni di carcere).
in altri termini, un esito Pareto inferiore/dominato.
Tuttavia, in talune situazioni congurabili come dilemmi del prigioniero, il gioco viene ripetuto pi volte.
In tali contesti, di fondamentale importanza la considerazione dellorizzonte temporale durante il quale il
gioco viene ripetuto. Attraverso lapplicazione del cosiddetto "folk theorem", in base al quale una sorta di
collusione implicita sorge tra concorrenti nel caso di ripetizione del gioco per un numero elevato di periodi,
possibile identicare le condizioni sotto cui un equilibrio pareto superiore/dominante pu emergere.

9.4. Per svago


Se volete giocare con la teoria dei giochi provate a visitare il sito wwww.gametheory.net/applets/.
John F. Nash ha vinto il premio Nobel per lEconomia nel 1994 insieme a J.C. Harsanyi e R. Selten.
La vita di Nash ha ispirato una bibliograa, Il genio dei numeri di Sylvia Nasar, e un lm di Ron
Howard, A beutiful mind, vincitore di quattro Golden Globe e di quattro Oscar.
La scena in cui si fa pi esplicitamente riferimento alla teoria dei giochi quella nella quale Nash,
interpretato da Russel Crowe, si trova in un bar con quattro amici (se volete vedere la scena del
lm su ciente collegarsi a http://it.youtube.com/watch?v=QxG3e11xBno). Nel bar entrano cinque
ragazze con cui i cinque ragazzi vorrebbero uscire: una bellissima bionda e quattro more. I giocatori
quindi sono cinque: Nash e i suoi quattro amici. Ognuno di essi ha la stessa funzione di utilit, che

112

attribuisce un certo valore a a sedurre la bionda, b a sedurre una delle quattro more e 0 a essere
respinto, con a > b > 0. Ognuno di essi pu decidere di corteggiare una qualsiasi delle cinque ragazze,
ma il successo garantito soltanto se il corteggiamento non insidiato da un rivale. Lequilibrio del
gioco che ciascuno dei cinque amici corteggi una ragazza diversa. In questo modo, nessuno intralcia
gli altri amici e i cinque possono congiuntamente conseguire la massima utilit possibile. Questo un
tipico esempio di ottimo paretiano perch non esiste nessunaltra combinazione in grado di migliorare
la soluzione di almeno un individuo senza peggiorare quella di qualcun altro.

Esercizi proposti
1. Equilibrio in strategie dominanti ed equilibrio di Nash (L.V.)
A Ravenna operano due grosse imprese, Truciolo e Bamboo, che producono macchinari per il legno. Per
trasportare i macchinari da Ravenna a Bari le imprese hanno due alternative: i) trasportare i macchinari
via terra, soluzione preferita dallimpresa Truciolo perch si trova vicino alluscita dellautostrada,
oppure ii) trasportare i macchinari via mare, soluzione preferita dallimpresa Bamboo perch situata
nei pressi del porto. Le due imprese dovranno scegliere la soluzione che minimizza i costi, tenendo conto
che il risparmio in termini di spese di trasporto dipende dal vettore scelto dallimpresa concorrente.
Infatti, se entrambe le imprese scelgono un trasporto via terra, i risparmi di spesa si riducono perch
tale trasporto richiede luso di mezzi speciali disponibili in numero limitato e potrebbe causare lunghi
tempi dattesa. Analogamente, il trasporto via mare richiede luso di navi particolari e lutilizzo di tali
imbarcazioni da parte di entrambe le imprese potrebbe produrre un aumento dei costi di trasporto.
La scelta del mezzo di trasporto da parte di ciascuna impresa dipender quindi dalla scelta del vettore
adottata dallimpresa concorrente, sulla base della seguente matrice dei risparmi di costo:

Bamboo

Strada
Mare

Truciolo
Strada
Mare
90
70 110
50
100
90 90
80

(a) Esistono strategie dominanti per i giocatori?


(b) Esistono equilibri in strategie dominanti o equilibri di Nash?
(c) Si supponga che il vettore si stia specializzando in trasporti speciali e recentemente abbia acquistato una serie di camion superaccessoriati che garantiscono un trasporto a destinazione veloce e
sicuro. La matrice dei risparmi di costo si trasforma in questo modo:

Bamboo

Strada
Mare

In tal caso, si modica la soluzione del gioco?

113

Truciolo
Strada
110
90
100
110

Mare
130
50
90
80

SOLUZIONE
(a) Per limpresa Truciolo, il trasporto via terra la strategia migliore, indipendentemente dalla scelta del vettore adottata dallimpresa Bamboo: infatti se Bamboo decide di trasportare via terra, Truciolo risparmia
70 trasportando con camion e 50 se trasporta via mare. Analogamente, se Bamboo decide di trasportare
via terra, Truciolo risparmia 90 trasportando con camion e 80 se trasporta via mare. Pertanto, per Truciolo sempre conveniente trasportare via terra indipendentemente dalla scelta di Bamboo. Per limpresa
Bamboo non esiste alcuna strategia dominante perch se Truciolo decide di trasportare i macchinari via
terra, Bamboo risparmia 100 trasportando via terra e 90 se trasporta via mare. Se, invece, Truciolo
decide di trasportare via mare, Bamboo risparmia 110 trasportando con camion e 90 se trasporta via
mare.

(b) Non esiste alcun equilibrio in strategie dominanti perch solo limpresa Truciolo ha una strategia dominante. Esiste, tuttavia, un equilibrio di Nash: quando Bamboo trasporta via mare e Truciolo trasporta
via terra nessuna delle due imprese ha interesse a cambiare mezzo di trasporto.

(c) Il cambiamento nellorganizzazione del vettore cambia radicalmente lequilibrio del gioco. Infatti, per
limpresa Truciolo il trasporto via terra continua a essere una strategia dominante (se Bamboo trasporta
via terra, 90 > 50, mentre se trasporta via mare, 110 > 80), mentre il trasporto via terra ora diventa la
strategia dominante anche per limpresa Bamboo (se Truciolo trasporta via terra, 110 > 100, mentre se
trasporta via mare, 130 > 90). Pertanto, in tal caso (Strada, Strada) identica un equilibrio in strategie
dominanti e un equilibrio di Nash. Si noti che un equilibrio in strategie dominanti anche un equilibrio
di Nash ma non vero il contrario.

2. Equilibri multipli (L.V.)


Andrea e Luigi sono due playboy a cui piace conoscere sempre nuove ragazze. Il sabato sera sono
soliti andare in due discoteche: allHeaven di Rimini o al Pashal di Riccione. La loro felicit aumenta
quante pi ragazze riescono a conoscere. A parit di tutto, entrambi preferiscono la musica dellHeaven.
Tuttavia, se tutti e due vanno nella stessa discoteca, le ragazze si confondono e non sanno pi con chi
parlare. La felicit dei due playboy dipende dalla seguente matrice dei pagamenti:

Andrea

Pashal
Heaven

Luigi
Pashal
1
1
3
2

Heaven
2
3
1
1

(a) Esiste una strategia dominante per Andrea? E per Luigi?


(b) Si individuino gli eventuali equilibri (in strategie dominanti e di Nash) di questo gioco.
(c) Esiste un modo per garantire ad Andrea e Luigi lesito migliore del gioco? Provate a immaginarne
uno.
114

SOLUZIONE:
Esaminiamo le strategie ottimali di Andrea e di Luigi. Se Andrea (Luigi) decide di andare al Pashal, Luigi
(Andrea) preferisce andare allHeaven (3 > 1); se Andrea (Luigi) decide di andare allHeaven, Luigi (Andrea)
preferisce andare al Pashal (2 > 1). Se ne deducono due conclusioni: a) nessuno dei due giovani dispone di
una strategia dominante; b) in questo gioco vi sono due equilibri di Nash in strategie pure: uno in cui Andrea
va allHeaven e Luigi al Pashal e laltro, simmetrico, in cui Andrea va al Pashal e Luigi va allHeaven.
Ma tutto sommato si presenta un problema: Luigi e Andrea come possono essere sicuri di nire in discoteche
diverse? I due ragazzi si dovrebbero coordinare, ad esempio, decidendo di andare allHeaven a sabati alterni.
Alternativamente, uno dei due potrebbe dichiarare pubblicamente di voler andare ogni sabato allHeaven.
Supponete, ad esempio, che Andrea goda del vantaggio della prima mossa. Pertanto, sceglier per primo
dove andare a ballare e lo comunicher a Luigi. Il gioco da simultaneo si trasforma in sequenziale e conviene
rappresentarlo in forma estesa o ad albero. Per trovare lequilibrio (perfetto nei sottogiochi)4 6 necessario
ricorrere allinduzione a ritroso (o backward induction), partendo dai sottogiochi conclusivi e risolvendo il gioco
a ritroso. In tal caso, la decisione nale spetta a Luigi. Andrea sa che se Luigi sceglie lHeaven (nodo pi in
alto), a lui conviene scegliere il Pashal conseguendo un payo di 2, se invece Luigi sceglie il Pashal (nodo pi
in basso) ad Andrea conviene andare allHeaven ottenendo un payo di 3. Quindi Andrea calcola i payo che
potr conseguire a seconda della decisione che prender n dallinizio (secondo una razionalit sequenziale),
e adotter quella strategia che gli far conseguire il miglior risultato. In questo caso, la strategia migliore
(Heaven, Pashal) che fa conseguire ad Andrea 3 e a Luigi 2.

(1,1)

Luigi
Hea

Andrea

e
eav

Pas

ven

hal

(3,2)

(2,3)

Pa
sh
al

He

n
ave

Pas
hal

(1,1)

Figura ES2: Gioco in forma estesa

3. Assenza di equilibri (L.V.)


4 6 Un sottogioco una parte del gioco in forma estesa che inizia con un singleton e contiene tutti i nodi che
seguono.
Un equilibrio perfetto nei sottogiochi un vettore di strategie di equilibrio che hanno la caratteristica di
costituire un equilibrio di Nash di ciascun sottogioco.

115

Si consideri un gioco in cui i payo dei giocatori Sandra e Raimondo sono contenuti nella seguente
matrice dei pagamenti:

Sandra

Raimondo
Dormire Leggere
Dormire 5
2 3
4
Leggere 1
5 4
1

Nel gioco rappresentato, "dormire" e "leggere" sono le strategie a disposizione di entrambi i giocatori.
(a) Si verichi leventuale esistenza di strategie dominanti.
(b) Si ordinino i possibili esiti del gioco attraverso il criterio di Pareto.
(c) Esiste un equilibrio di Nash?
SOLUZIONE:
facile vericare che in questo gioco nessun giocatore dispone di strategie dominanti. Inoltre, non esiste alcun
equilibrio di Nash in strategie pure. Infatti, se Raimondo sceglie di dormire, Sandra vorr dormire (5 > 1), se
invece sceglie di leggere, Sandra vorr leggere (4 > 3). Analogamente, se Sandra decide di dormire, Raimondo
vorr sicuramente leggere (4 > 2) e se, invece, decide di leggere, Raimondo vorr dormire (5 > 1).
Questo gioco ha tuttavia un equilibrio in strategie miste.
Secondo il criterio di Pareto, si possono classicare le strategie secondo gli esiti del gioco: (Dormire, Dormire)
pareto dominante rispetto a (Leggere, Leggere) in quanto i payo che garantisce ai due giocatori pi alto
per entrambi: (5; 5)>(4; 2).

4. Dilemma del prigioniero (L.V.)


Consideriamo due imprese che operano in un paese in cui le leggi antitrust non sono particolarmente
vincolanti. Per massimizzare i propri protti le imprese possono decidere di colludere. I protti
derivanti dal colludere o dal non colludere sono riportati nella seguente matrice dei pagamenti:
B
C
C
NC

120
110

NC
120
70

70
60

110
60

(a) Esiste un equilibrio in strategie dominanti e/o un equilibrio di Nash?


(b) Come cambiano le cose se viene introdotta una nuova normativa antitrust pi severa, tale da
modicare la matrice dei payo nel modo seguente?
B
C
A

C
NC

100
110

116

NC
100
50

50
60

110
60

(c) Data la nuova normativa (punto b.), possibile trovare un equilibrio collusivo se il gioco viene
ripetuto pi volte?

SOLUZIONE:
(a) Entrambe le imprese dispongono di una strategia dominante che consiste nel colludere, indipendentemente
da quello che fa limpresa concorrente: infatti, se A (B) collude, a B (A) conviene sempre colludere, dato
che 120 > 110 (analogamente per B, 120 > 110); se A (B) non collude, a B (A) conviene sempre
colludere, dato che 70 > 60 (analogamente per A, 70 > 60). Esiste pertanto un equilibrio in strategie
dominanti (C,C), che anche un equilibrio di Nash.

(b) Lintroduzione della nuova normativa antitrust modica i payo dei giocatori e le strategie ottimali.
Infatti, i giocatori dispongono di una nuova strategia dominante che "non colludere". Infatti, se A
sceglie di colludere, per B meglio non colludere. Se, invece, A decide di non colludere, B continua a
non colludere. Simmetricamente, se B decide di colludere per A meglio non colludere. Se B non collude
anche A continua a non colludere. Pertanto, si pu identicare un unico equilibrio di Nash che anche
un equilibrio in strategie dominanti, (NC,NC). Il gioco prende la forma di un dilemma del prigioniero in
cui lequilibrio che ne risulta pareto dominato dalla condizione (C,C).

(c) Se il gioco viene ripetuto un numero nito di volte T e il numero di ripetizioni noto ad entrambe le
parti, il risultato del gioco una ripetizione dellequilibrio di Nash (non cooperativo) per tutte le T volte.
Tuttavia, se il gioco one-shot ripetuto un numero imprecisato di volte o innite volte, possibile che
una soluzione cooperativa prevalga. Questa condizione prevale quando il vantaggio incrementale derivante
da una defezione dallaccordo collusivo inferiore rispetto al valore atteso delle perdite che la defezione
comporta.
In tal caso, il vantaggio incrementale, V I , dato dalla dierenza tra il payo da defezione, 110, e il payo
derivante dalla collusione, 100:

V I = pd

pc = 110

100 = 10

Il valore atteso delle perdite, V AP , invece pari alla dierenza tra il payo da collusione e il payo da
non cooperazione, opportunamente attualizzata:

V AP =

1 c
(p
r

pnc ) =

1
(100
r

60) = 40

1
r

Pertanto, alle due imprese converr cooperare e colludere quando il valore atteso delle perdite superiore
al vantaggio incrementale. Nel caso specico, le due imprese terranno fede allaccordo collusivo quando il
loro tasso di sconto intertemporale o tasso di impazienza inferiore a 4:

V AP
1
40
r

>

VI

> 10 ) r < 4

117

5. Dilemma del prigioniero (A.M.)


Considerate due imprese sul mercato che possono decidere di collaborare (ad esempio formando un
cartello) o di competere in maniera aggressiva. Se collaborano, ottengono un payo pari a 8 ciascuna,
mentre se competono il payo per entrambe pari a 5. Se una sola impresa collabora, mentre laltra
decide di competere, la prima riceve 1 e la seconda 14. Dopo aver rappresentato il gioco in forma
normale, si determini lequilibrio di Nash. Perch tale gioco, nellipotesi che venga giocato una sola
volta, presenta un dilemma del prigioniero? Cosa succede se il gioco viene ripetuto una seconda e
ultima volta?
SOLUZIONE:
Il gioco viene rappresentato in forma normale nel seguente modo:

2
C
1

C
G

8
14

G
8
1

1
5

14
5

Lequilibrio di Nash dato da (G, G), quindi dalloutcome (5, 5), che anche equilibrio in strategie dominanti.
Nel gioco one-shot (cio ripetuto una sola volta) si verica una situazione di dilemma del prigioniero in
quanto sarebbe stato Pareto superiore per i giocatore un accordo collusivo che avrebbe garantito ad entrambi
un payo superiore. Giocando (C, C) avrebbero infatti ottenuto (8, 8).
Se il gioco viene ripetuto una seconda ed ultima volta si ottiene lo stesso risultato di prima in entrambi gli
stadi del gioco. I giocatori anticipano il risultato del secondo ed ultimo stadio del gioco, in cui si ripropone il
dilemma del prigioniero. La mancanza di ulteriori ripetizioni del gioco porta infatti i giocatori a scegliere la
strategia dominante e a cautelarsi quindi contro eventuali deviazioni del rivale. Procedendo per induzione a
ritrososo i giocatori applicano poi lo stesso ragionamento anche nel primo stadio del gioco, scegliendo sempre
la guerra nei prezzi.
Il caso di ripetizione del gioco per un numero nito di periodi porta quindi lo stesso esito in ogni stadio del
gioco stesso.

6. Equilibrio di Nash ed equilibrio in strategie dominanti (A.M.)


Rappresentare in forma normale un gioco in cui appare un equilibrio di Nash che non equilibrio in
strategie dominanti. Rappresentare inoltre un caso in cui lequilibrio di Nash non esiste (in strategie
pure).
SOLUZIONE:
2
A1
1

B1
B2

3
0

2
7

2
A2
10 18
20 15

118

A1
1

B1
B2

3
0

2
17

10
20

A2
18
15

Nella tabella di sinistra lequilibrio di Nash rappresentato da (A2 ;B2 ) ma non equilibrio in strategie dominanti, dato che A2 domina A1 (18 > 2 e 15 > 7) ma B2 non domina B1 (20 > 10 ma 0 < 3). Nella tabella
di destra invece non esiste un equilibrio di Nash in strategie pure.

7. Guerra di prezzo o collusione? (A.M.)


Sia data la seguente rappresentazione in forma normale di un gioco non-cooperativo in cui sono presenti
solo due imprese sul mercato, che possono decidere di colludere oppure di farsi guerra:
2
C
1

C
G

25
30

G
25
10

10
15

30
15

Dove C indica collusione e G guerra sui prezzi. Dopo aver spiegato perch il gioco riconducibile, nella
sua versione uniperiodale, al dilemma del prigioniero, si assuma che debba essere giocato ripetutamente
un numero di volte innito. Sotto quale condizione risulta conveniente deviare?
SOLUZIONE:
Nella sua versione uniperiodale il gioco un dilemma del prigioniero in quanto lequilibrio di Nash (G, G)
dierente dalla soluzione Pareto ottimale rappresentata da (C, C).
Nel caso di ripetizione innita del gioco si pu applicare il cosiddetto folk theorem e desumere che le due
imprese abbiano un interesse alla formazione di un accordo collusivo e ad arrivare quindi a (C, C). Tale accordo
non stabile se il vantaggio incrementale che una di esse ottiene nellunico periodo in cui riesce a deviare
superiore al valore atteso delle perdite future dovute al fatto che nei periodi successivi un altro accordo collusivo
non sar pi possibile. Tradotto in formule questo corrisponde a:

V I = 30

25 = 5

1
V AP = (25
r

15) =

1
:10
r

Conviene quindi deviare se:

V I > V AP ) r > 2:
In questo caso conveniente deviare quando il fattore di sconto dellagente, rappresentato da

1
su 1+r

cientemente basso oppure quando il tasso di impazienza, rappresentato semplicemente da r , su cientemente


alto (r > 2 ).

8. Altri esercizi:
Esercizi 11-14 pagg. 267-270 (C-L).

119

10. Oligopolio
Un mercato oligopolistico caratterizzato da un piccolo numero di imprese che competono tra loro e
lentrata nel mercato di nuove imprese ostacolata da barriere allentrata.
Il bene prodotto dalle imprese pu essere dierenziato o indierenziato mentre il potere monopolistico
(ossia la capacit di inuenzare il prezzo) e la reddittivit delle imprese dipendono dalla interazione tra
imprese: quanto pi la competizione aggressiva tanto minore il potere monopolistico e i protti tendono
a zero; viceversa, quanto pi passiva la competizione, tanto maggiore il potere di mercato e i protti
vengono massimizzati.
La particolarit dei mercati oligopolistici che la decisione ottimale dellimpresa in termini di quantit
prodotta e/o del prezzo deve tenere in debita considerazione della reazione delle altre imprese sul mercato.
In altri termini, dato che solo poche imprese competono sul mercato, ciascuna impresa deve valutare con
attenzione leetto delle proprie azioni (ossia, le proprie decisioni in termini di prezzo, produzione, pubblicit, investimenti nella capacit produttiva ecc.) sulle decisioni delle altre imprese e le rispettive reazioni.
Pertanto, ogni impresa deve analizzare le potenziali conseguenze delle proprie decisioni, ipotizzare che i
concorrenti siano razionali e informati e deve mettersi nei panni di ciascun concorrente per valutare come
potrebbero reagire.
Le variabili strategiche che limpresa pu inuenzare attraverso le proprie azioni o decisioni sono il livello
di produzione, il prezzo, linvestimento in capacit produttiva, la pubblicit ecc. Per denire il livello ottimale
di queste variabili necessario individuare un livello di equilibrio, ossia una situazione in cui le imprese stanno
operando al meglio e non hanno alcun incentivo a variare le proprie azioni o decisioni. Questo non altro
che la denizione di equilibrio di Nash (John Nash, 1951). Infatti, un equilibrio di Nash un insieme di
azioni o strategie in cui ogni agente opera al meglio, date le azioni degli altri agenti.

10.1 Oligopolio la Cournot


Il modello di Cournot considera un oligopolio in cui le imprese sul mercato producono un bene omogeneo e
ciascuna decide quanto produrre, considerando come data la scelta delle altre concorrenti. Tutte le imprese
scelgono simultaneamente e nello stesso modo. Lequilibrio di questo oligopolio rappresentato pertanto da
un equilibrio di Nash (cosiddetto equilibrio di Cournot-Nash) poich le imprese stanno operando tutte al
meglio, data la scelta delle altre concorrenti, e nessuna ha incentivo a cambiare quella condizione.
Il modello di Cournot quindi considera imprese che competono nelle quantit da produrre. Esse conoscono
la curva di domanda di mercato del bene che producono.
Per semplicit consideriamo un mercato oligopolistico in cui operano solo due imprese (duopolio). Per
determinare la quantit prodotta da ciascuna impresa necessario che ogni impresa consideri nel processo
di scelta il meccanismo di scelta delle concorrenti. La produzione che massimizza il protto dellimpresa 1
dipende quindi dal livello di produzione atteso dellimpresa 2.
In equilibrio tutte le imprese cercheranno di massimizzare il proprio protto, scegliendo la quantit di

120

prodotto data la reazione delle altre imprese.


Per rendere pi chiaro il processo di scelta in un modello oligopolistico la Cournot, si consideri un
duopolio in cui le imprese sono caratterizzate dallo stesso costo marginale, c. Il mercato in cui operano
caratterizzato da una funzione di domanda p = a

Qd ; dove Qd la somma delle quantit consumate dai

consumatori, mentre la quantit oerta pari alla somma delle unit prodotte dalle due imprese, Qs = q1 +q2 :
Per prima cosa necessario scrivere le funzione di protto delle due imprese, espresse in funzione delle
quantit (le variabili di scelta rispetto a cui dovranno massimizzare i protti, q1 e q2 ):
1

= p q1

c q1 = (a

q1

q2 )q1

c q1

= p q2

c q2 = (a

q1

q2 )q2

c q2

(94)

Nelloligopolio la Cournot, ogni impresa dovr scegliere simultaneamente quella quantit ottimale che
massimizza il proprio protto. Di conseguenza, ogni impresa dovr calcolare la derivata del proprio protto
rispetto alla quantit prodotta e porla uguale a zero:
8
8
@ 1
>
< q1 = a
<
= a 2q1 q2 c = 0
@q1
)
@ 2
: q =a
>
:
= a 2q2 q1 c = 0
2
@q2

c
2
c
2

q2
q1

(95)

Ne risultano due equazioni note sotto il nome di funzioni di reazione (o curve di reazione o best

reply functions). Per ogni impresa, la funzione di reazione rappresenta la relazione tra la produzione che
massimizza il protto e la produzione attesa dei propri concorrenti (95). Ad esempio, per limpresa 1, la
funzione di reazione q1 = f (q2 ) rappresenta quella quantit di prodotto che massimizza il protto, dato che
limpresa 2 produce q2 . Ovviamente, la produzione che massimizza il protto dellimpresa 1, una funzione
decrescente della produzione delle imprese concorrenti (in questo caso, dellimpresa 2).
q2

Curva di reazione
dell
impresa 1
Equilibrio di
Cournot

q*2

Curva di reazione
dell
impresa 2

q*1

q1

Figura 1: curve di reazione nel modello di Cournot


Nel modello di Cournot, ogni impresa individua correttamente la quantit prodotta dalla concorrente e
massimizza il proprio protto in conseguenza. Pertanto, per individuare le quantit prodotte in equilibrio

121

dalle due imprese, necessario mettere a sistema le curve di reazione delle imprese concorrenti:
8
8
< q1 = a c q2 < q1C = a c
2
3
: q = a c q1 : q C = a c
2
2
2
3

(96)

La combinazione di produzione identicata un equilibrio di Nash detto equilibrio di Cournot, per-

tanto, nessuna delle due imprese ha un incentivo a spostarsi da questa condizione. Gracamente, lequilibrio
di Cournot rappresentato dallintersezione delle due cuve di reazione (Figura 1).
A livello aggregato, la quantit oerta complessivamente pari alla somma delle quantit prodotte dalle
singole imprese:
2
(a c)
3
Il prezzo di mercato si ottiene sostituendo le quantit ottimali (96) nella funzione di domanda (inversa):
QC = q1C + q2C =

pC = a

q1C

q2C = a

2
(a
3

a + 2c
3

c) =

(97)

I protti di equilibrio sono invece dati da:


C
1

= pC q1C

c q1C = (pC

C
2

= pC q2C

c q2C = (pC

a + 2c
3
a
+
2c
c )q2C = (
3
c )q1C = (

c)
c)

c
3

c
3

=
=

(a

c)
9

(98)

(a

c)
9

Dato che la struttura dei costi identica per entrambe le imprese, sia le quantit che i protti saranno
uguali in equilibrio.47

Oligopolio la Cournot versus concorrenza perfetta


Mettendo a confronto lequilibrio di Cournot con lequilibrio di un mercato in concorrenza perfetta, possibile
vericare la perdita di benessere per leconomia in presenza di un oligopolio nelle quantit.
Nel caso di concorrenza perfetta, il prezzo uguale al costo marginale:
p =c)Q =a

(99)

Ipotizzando che le imprese sul mercato si ripartiscano la produzione nella stessa misura,
q1 = q2 =

Q
a c
=
:
2
2

(100)

il protto di ciascuna impresa risulta essere nullo.


Paragonando gli equilibri di un mercato concorrenziale con quelli che risultano da una competizione nelle
quantit ( la Cournot) si ottiene facilmente che:
p < pC ; Q > QC ;

<

C
i :

4 7 Se il costo marginale per produrre il bene omogeneo dierisce tra le imprese, anche le curve di reazione avranno una forma
diversa.

122

Le imprese preferiscono quindi una competizione nelle quantit in quanto ottengono un protto positivo,
mentre i consumatori preferiscono una concorrenza perfetta, che assicura un maggior livello di consumo a
un prezzo inferiore.
Cosa cambierebbe se le imprese potessero colludere?
In presenza di un accordo collusivo, le imprese agiscono congiuntamente come se fossero una sola (in
condizioni di monopolio). Pertanto, sceglieranno di produrre quella quantit di prodotto in corrispondenza
della quale il costo marginale uguaglia il ricavo marginale. In altre parole, le imprese massimizzano il protto
congiunto (o protto totale) e si spartiscono la produzione secondo laccordo stipulato, presumibilmente in
funzione della loro struttura di costo (ossia in funzione della loro e cienza).
T OT

= pQ

c Q = (a

Q)Q

cQ

T OT

@Q

2Q
0

) R =C

c=0

(101)

8
< q1col l = a c
a c
4
) Q=
)
: q col l = a c
2
2
4

(102)
(103)

La curva Q = q1 + q2 detta curva di collusione e rappresenta tutte le possibili combinazioni q1col l + q2col l
che massimizzano il protto congiunto.
Per le imprese, lequilibrio di Cournot migliore di quello perfettamente concorrenziale, ma peggiore di
quello collusivo che garantisce protti maggiori.
q2

Curva di reazione
dell
impresa 1

Curva di
collusione
q*2

Curva di reazione
dell
impresa 2

q*1

q1

Equilibrio
collusivo

Figura 2: curve di collusione ed equilibrio collusivo

123

10.2 Oligopolio la Bertrand


Tuttavia, in alcuni mercati la competizione tra imprese non nelle quantit ma nel prezzo.
Il modello di Bertrand considera un oligopolio in cui le imprese scelgono il prezzo (la variabile di scelta),
dato il comportamento delle altre imprese. Le imprese producono beni omogenei e scelgono il prezzo simultaneamente.
Anche in questo caso esiste un equilibrio (di Nash) in cui tutte le imprese scelgono il migliore prezzo
dato che le altre imprese scelgono allo stesso modo e nessuna impresa ha un incentivo a deviare da tale
situazione (equilibrio Bertrand o equilibrio di Bertrand-Nash). Tuttavia, come si vedr tra poco, a parit
di condizioni sul mercato, competere nelle quantit (modello di Cournot) o nel prezzo (modello di Bertrand)
produce risultati completamente diversi.
Per semplicit, si consideri un mercato duopolistico, con due sole imprese che competono nel prezzo e
fronteggiano una domanda di mercato pari a p = a

Q, dove Q la quantit totale oerta dalle due imprese

Q = q1 + q2 . Il costo marginale delle due imprese identico e pari a c.


Dato che il bene omogeneo, i consumatori acquisteranno da quellimpresa che ore il bene al prezzo
pi basso. Pertanto, se una delle due imprese applica un prezzo pi basso anche se di pochissimo, servir
tutto il mercato. I consumatori saranno indierenti tra le due imprese quando entrambe applicano lo stesso
prezzo (in tal caso possiamo ipotizzare che le due imprese si suddividano il mercato a met).
Competendo nel prezzo, le imprese inizieranno ad abbassare il prezzo per accaparrarsi tutto il mercato
no a che il prezzo scende al livello minimo ammissibile: il costo marginale, c. Pertanto, in un modello la
Bertrand, lequilibrio di Nash corrisponde allequilibrio di un mercato in concorrenza perfetta con p1 = p2 = c
e la produzione totale pari a Q = a

c (e ciascuna impresa produrr q1 = q2 =

a c
2 ).

Dato che il prezzo uguaglia il costo marginale, le imprese realizzeranno un protto nullo.
Confrontando i risultati di una competizione nel prezzo e nelle quantit, si pu notare che nel modello
la Cournot entrambe le imprese realizzano un protto positivo mentre in quello la Bertrand percepiscono
un protto nullo.48

10.3 Oligopolio la Stackelberg


Il modello di Stackelberg considera un oligopolio in cui le imprese producono un bene omogeneo e competono nelle quantit. Tuttavia, a dierenza del modello di Cournot, in questo caso le imprese non decidono
simultaneamente quanto produrre, ma in modo sequenziale: limpresa che decide per prima e che ha il vantaggio della prima mossa viene chiamata leader mentre quella/e che, una volta osservato il comportamento
dellimpresa leader, decide/decidono quanto produrre per massimizzare il protto, viene/vengolo chiamata/e
follower.
4 8 In presenza di prodotti dierenziati le imprese realizzano protti positivi anche quando la competizione nel prezzo. Inoltre,
se il gioco non simultaneo ma sequenziale, nel caso di una competizione nel prezzo, la possibilit di muovere per primo rispetto
agli altri concorrenti si trasforma in uno svantaggio da prima mossa: una volta scelto il prezzo gli altri concorrenti potranno
abbassare anche di poco il prezzo per catturare una pi elevata quota di mercato.

124

Per semplicit, consideriamo un mercato duopolistico (con due sole imprese che operano sul mercato).
Limpresa leader (ad esempio limpresa 1) determina il proprio livello di produzione considerando la
possibile reazione dellimpresa follower (limpresa 2). Pertanto, in primo luogo, limpresa leader determina la
relazione tra la quantit prodotta dallimpresa follower in funzione del proprio livello di produzione (curva di
reazione dellimpresa follower). La curva di reazione dellimpresa follower corrisponde alla curva di reazione
di Cournot (96), dato che limpresa 2 formula la sua decisione prendendo il livello di produzione dellimpresa
leader come un dato. Abbiamo visto che, data una domanda (inversa) di mercato pari a p = a

Q, la curva

di reazione delle follower corrisponde a:


q2 =

c
2

q1

Limpresa 1 sceglier, quindi, quel livello di produzione che massimizza il protto, data la reazione attesa
dellimpresa follower:

= pq1
=

(a

(a

cq1 = (a q1 q2 )q1 cq1


a c q1
q1
)q1 cq1
2
1
a c
q1
)q1 cq1
2
2

(104)
(105)
(106)

8
< q1S = a c
2
c=0)
q1
: qS = a c
2
2
4
Ne consegue che la quantit prodotta e venduta sul mercato sar pari a:
@ 1
=a
@q1

QS = q1S + q2S =

3
(a
4

(107)

c)

Il prezzo di mercato si ottiene sostituendo le quantit ottimali (107) nella funzione di domanda (inversa):
pS = a

q1S

q2S = a

3
(a
4

c) =

a + 3c
4

(108)

I protti di equilibrio sono invece dati da:


S
1

= pS q1S

c q1S = (pS

S
2

= pS q2S

c q2S = (pS

a + 3c
4
a
+
3c
c )q2S = (
4

c )q1S = (

c)
c)

c
2

c
4

=
=

(a

c)
8

(a

(109)

c)
16

(110)

Come possibile notare dalla (107), dalla (109) e dalla (110), nel modello di Stackelberg limpresa leader
gode di un vantaggio da prima mossa visto che, potendo muovere per prima, detiene una maggiore quota di
mercato (in questo caso doppia) e guadagna protti maggiori dellimpresa follower.

125

Esercizi proposti:
1. Oligopolio la Cournot, la Bertrand e la Stackelberg (L.V.)
Si considerino due imprese che producono beni omogenei, la cui domanda di mercato pari a p =
120

Q. Il costo marginale sostenuto da entrambe le imprese per produrre il bene pari a 9.

(a) Si determini lequilibrio di Cournot, loerta complessiva del settore e il protto per le imprese.
(b) Si determini lequilibrio di Bertrand, il prezzo di equilibrio, loutput complessivo del settore e il
protto per le imprese.
(c) Si determini lequilibrio di Stackelberg, loerta complessiva e il protto per le imprese, assumendo
che limpresa 1 agisca come leader.
(d) Si confrontino le soluzioni di equilibrio di cui al punto (a), (b), (c) e si rappresentino gracamente
tali soluzioni (utilizzando lo stesso graco).

SOLUZIONE:
In generale, i protti delle due imprese, indipendentemente dalla tipologia di interazione strategica e dal tipo
di competizione, ammontano a:
1

= p q1

c q1 = (120

q1

q2 ) q1

9q1

= p q2

c q2 = (120

q1

q2 ) q2

9q2

(a) Nel mercato duopolistico con competizione nelle quantit (modello di Cournot), la strategia di ciascuna
impresa si individua derivando il protto rispetto alla quantit prodotta e ponendo la derivata uguale a
zero. Il risultato produce le cosiddette curve o funzioni di reazione di ciascuna impresa:

8
111 q2
@ 1
>
<
= 0 =) q1 =
@q1
2
@ 2
111 q1
>
:
= 0 =) q2 =
@q2
2

Gracamente, il punto di intersezione delle curve di reazione corrisponde allequilibrio di Cournot. Formalmente, ci corrisponde alla soluzione di un sistema di equazioni in due incognite rappresentate dalle
due funzioni di reazione. Il risultato corrisponde a un equilibrio in quanto sulle curve di reazione si individuano le produzioni ottimali di ciascuna impresa, dato il comportamento delle altre imprese. Pertanto,
ciascuna impresa produce unuguale quantit di prodotto (dato che la struttura dei costi la medesima
per le due imprese) pari a 37 unit, mentre la quantit oerta complessivamente sul mercato pari a 74
unit.

q1C = q2C = 37
Q = q1 + q2 = 74
C

Il prezzo di mercato e i protti di ciascuna impresa ammontano a:

pC = 120
126

Q = 46

C
1=

C
2=

(46

9)37 = 1369

(b) In un mercato duopolistico con competizione nei prezzi (modello di Bertrand), le imprese riducono continuamente il prezzo (processo di undercutting) nch si arriva a un punto in cui il prezzo delle imprese
uguaglia il costo marginale. Pertanto, in equilibrio, il prezzo ammonta al costo marginale, mentre la
quantit oerta nel mercato si ottiene sostituendo il prezzo nella funzione di domanda:

pB

= c=9

Q ) QB = 111

120

Supponendo che le imprese, in condizione simmetrica, si ripartiscano uniformemente la produzione,


possibile determinare la quantit prodotta da ciascuna impresa:

q1B = q2B =

111
= 55:5
2

Poich la soluzione di un modello la Bertrand produce un equilibrio analogo alla concorrenza perfetta, il
protto delle imprese (che producono un bene omogeneo e selezionano il prezzo simultaneamente) nullo,
B
1

B
2

= 0.

(c) Nel mercato duopolistico la Stackelberg con competizione sequenziale nelle quantit, limpresa leader
sfrutta il vantaggio della prima mossa ed include la migliore risposta dellimpresa follower nella propria
operazione di scelta ottimale della quantit da produrre. Per fare questo, quindi, sostituir nella funzione
di protto da massimizzare la funzione di reazione dellimpresa 2 al posto della quantit della rivale:

1
2

= (120
= (120

q1
q1

q2 ) q1
q2 ) q2

9q1
9q2

)
)

8
>
<
>
:

8
>
<
>
:

120

q1

111

111 111
333
+
=
= 83:25
2
4
4

mentre il prezzo di mercato ammonta a:

pS = 120

127

q1

111 q1
@ 2
= 0 =) q2 =
@q2
2
@ 1
=0
@q1
111 q1
@ 2
= 0 =) q2 =
@q2
2
111
S
q1 = 2 = 55:5
q2S = 111
4 = 27:75

Pertanto, la quantit complessiva oerta nel mercato data da:

QS = q1S + q2S =

q1
2

333
147
=
= 36:75
4
4

9q1

Limpresa leader produce di pi e consegue protti maggiori rispetto alla follower. Infatti, i protti delle
due imprese ammontano a:
S
1

= p q1

c q1 =

S
2

= p q2

c q2 =

147
4
147
4

9
9

111
12321
=
2
8
111
12321
=
4
16

(d) Confrontando le soluzioni dei tre modelli di oligopolio si ricava che:


Nei tre modelli, le quantit oerte nel mercato e i prezzi di equilibrio sono dierenti. Infatti:

QB

>

QS > QC

pB

<

pS < pC

I consumatori prediligono una competizione la Bertrand poich possono comprare maggiori quantit
di prodotto a un prezzo pi basso.
I protti pi alti vengono riservati allimpresa leader in un oligopolio la Stackelberg. I protti pi
bassi vengono assicurati a tutte le imprese che operano secondo una competizione la Bertrand. I
protti garantiti alle imprese che competono sulle quantit simultaneamente o sequenzialmente nel
ruolo di follower ottengono un livello positivo intermedio di protti.

q2 6
120
A
A R1 (q2 )
A
A
A
A
A
A
B
A
55:5 H
A
HH
A
HH A
HA C
37
HH
A H S
A HH
27:75
H
A
HH
A
R (q )
H
HH 2 1
A
H
AA
H
H
37
55:5
120

q1

Figura ES1 : Gli equilibri di Cournot, Bertrand e Stackelberg

128

2. Modello di Cournot e di Stackelberg (A.M.)


Calcolare quantit, prezzo e protti di equilibrio in un duopolio la Stackelberg in cui limpresa 1
agisce come leader. La funzione di domanda inversa pari a p = 25

Q e le funzioni di costo delle

due imprese sono date da c(qi ) = 5qi + 10. Calcolare inoltre le soluzioni di equilibrio nel caso di
competizione la Cournot e confrontare i risultati ottenuti. Quale tipo di duopolio risulta preferito
dal consumatore? E quale dai produttori?
SOLUZIONE:
Limpresa 1 ha un vantaggio nei confronti della rivale dovuto al fatto che determina il proprio livello di produzione prendendo in considerazione la miglior risposta che il rivale sar obbligato a fare.
Negli esempi precedenti abbiamo trattato casi di massimizzazione simultanea, in cui le imprese consideravano
come dati i livelli di
produzione dei rivali e sceglievano il proprio livello di produzione ottimale. Nel caso di Stackelberg, invece, la
leader riesce ad includere la miglior risposta del rivale nella propria funzione di massimizzazione. Sappiamo
che il protto dellimpresa 1 dato da:
1

= p q1

c (q1 ) = (25

q1

q2 ) q1

5q1

10

(111)

Limpresa 1 ha come scopo la massimizzazione della (111) rispetto alla quantit; prima di attuare tale operazione, per, essa sfrutta il vantaggio della prima mossa calcolando in anticipo quella che sar la risposta
dellimpresa rivale ad una sua scelta di produzione. Limpresa 2 infatti sar costretta anchessa a massimizzare
il protto rispetto alla quantit:
2

= p q2

c (q2 ) = (25

q1

q2 ) q2

5q2

10

da cui:
_
@ 2
= 0 =) q2 = 10
@q2

q1
2

(112)

Inserendo il valore q2 nella funzione di protto (111) e massimizzando si ottiene la quantit ottimale prodotta
dallimpresa 1:
_
1

= p q1

c (q1 ) = 25

q1

q2 q1

5q1

10 = 25

q1

10 +

q1
q1
2

5q1

10

@ 1
= 0 =) q1S = 10
@q1

(113)

da cui, sostituendo nella (112), si ottiene il livello di produzione dellimpresa 2, la follower:

q2S = 10

129

q1S
=5
2

(114)

La quantit complessiva quindi data dalla somma delle quantit prodotte dalle singole imprese:

QS = q1S + q2S = 15:


Sostituendo nella funzione di domanda inversa si ottiene il prezzo di mercato:

pS = 25

QS = 25

15 = 10:

Per quanto riguarda i protti delle due imprese, sostituendo nelle apposite funzioni di protto i valori di quantit
e prezzo appena determinati si ottiene:
S
1

= p S q1S

S
2

p S q2S

c (q1S ) = 100
c (q2S )

50

= 50

25

10 = 40
10 = 15

Si pu quindi notare come limpresa leader sfrutti il vantaggio informativo per acquisire un protto maggiore
della rivale in virt di un livello di produzione superiore.
Nella seconda parte di questo esercizio si chiede di determinare output di equilibrio, prezzo e protti delle
imprese nel caso di competizione la Cournot. Ogni imprese massimizza il protto scegliendo la quantit
ottimale ma in questo caso le imprese giocano simultaneamente e quindi possiamo scrivere:

8
20 q2
@ 1
>
<
= 0 =) q1 =
@q1
2
@ 2
20 q1
>
:
= 0 =) q1 =
@q2
2

(115)

Procedendo per sostituzione (o per simmetria) si ottiene:

q1C = q2C =

20
3

(116)

da cui possiamo ricavare la quantit complessiva ed il prezzo di mercato:

QC = q1C + q2C =

40
,
3

pC = 25

QC = 25

40
35
=
:
3
3

Inserendo i valori appena determinati nelle funzioni di protto si ottengono i protti di equilibrio di Cournot:
C
1

= p C q1C

C
2

= p C q2C

35 20
3 3
35
20
c (q2C ) =
3 3

c (q1C ) =

20
3
20
5
3
5

10 = 34:4
10 = 34:4 .

In equilibrio di Cournot le imprese ottengono protti uguali in quanto producono la stessa quantit.
Possiamo dunque operare un confronto tra i due tipi di competizione esaminati sopra. Si vede chiaramente che:

S
1

QS > QC
pS < pC
C
> C
1 = 2 >
130

S
2

I consumatori preferiscono quindi un tipo di competizione la Stackelberg in quanto loutput complessivo che
viene prodotto maggiore rispetto a quello della competizione la Cournot e viene inoltre venduto ad un
prezzo inferiore. Per le imprese il discorso pi complicato: limpresa 1, la leader, predilige la competizione
la Stackelberg mentre limpresa 2, la follower, preferisce la competizione la Cournot.

3. Modelli di Cournot, di Bertrand e di Stackelberg (A.M.)


Considerate due imprese che producono beni omogenei aventi domanda di mercato pari a p = 30

Q.

Entrambe le imprese producono il bene ad un costo marginale pari a 3. Si chiede di determinare:


(a) la soluzione di equilibrio di Cournot, loutput complessivo dellindustria ed il protto per le imprese;
(b) la soluzione di equilibrio di Bertrand, loutput complessivo dellindustria ed il protto per le
imprese;
(c) la soluzione di equilibrio di Stackelberg, loutput complessivo dellindustria ed il protto per le
imprese, assumendo che limpresa 1 agisca come leader.
Operate inoltre un confronto tra le soluzione di equilibrio dei punti precedenti e rappresentate gracamente tali soluzioni (usate il graco con le curve di reazione per determinare le soluzioni di equilibrio
nelle quantit).
SOLUZIONE:
I protti delle imprese sono dati da:
1

= p q1

c q1 = (30

q1

q2 ) q1

3q1

= p q2

c q2 = (30

q1

q2 ) q2

3q2

(a) In Cournot le imprese competono simultaneamente nelle quantit e perci possiamo scrivere:
8
27 q2
@ 1
>
<
= 0 =) q1 =
@q1
2
@ 2
27 q1
>
:
= 0 =) q2 =
@q2
2

da cui si ricava facilmente la quantit invididuale prodotta da ciscuna impresa e di conseguenza anche la
quantit complessiva immessa nel mercato:

q1C = q2C = 9 =) QC = 18:

(117)

Si possono poi calcorare facilmente il prezzo di mercato ed i protti di equilibrio delle due imprese:4 9

pC = 12 e

C
1

C
2

= 81:

4 9 Nella risoluzione di questo esercizio tralasciamo alcuni dei passaggi pi semplici. Si rimanda agli esercizi precedenti
per una descrizione accurata delle procedure di risoluzione.

131

(b) In Bertrand le imprese decidono il prezzo di mercato ma tramite il processo di undercutting si arriva
ad una situazione in cui il prezzo uguale al costo marginale (paradosso di Bertrand). La soluzione di
equilibrio quindi facilmente data da:

pB = 3
Sostituendo tale valore nella funzione di domanda si ottiene la quantit complessiva di mercato:

Q =) QB = 27:

3 = 30

Dato che si ipotizza una condizione di simmetria tra le imprese, possiamo dedurre che ogni impresa
produrr esattamente la met di quanto viene immesso nel mercato, quindi:

q1B = q2B =

27
QB
=
= 13:5:
2
2

Si pu inoltre facilmente dimostrare che il protto di ciascuna delle due imprese nullo.

(c) In Stackelberg limpresa 1 sfrutta il vantaggio di poter muovereper prima ed include la miglior risposta
della rivale nella propria operazione di massimizzazione:

= (30
_
q2

q1 q2 ) q1 3q1
27 q1
=
2 _
8
@ 1
>
<
=0
@q1
>
: q_2 = 27 q1
2

=)

_
1

30

q1

27

q1
2

q1

3q1

q1S = 13:5
q2S = 6:75

=)

da cui si ottiene la quantit complessiva immessa nel mercato:

QS = q1S + q2S = 20:25


Il prezzo di mercato dato da:

pS = 30

QS = 30

20:25 = 9:75

Si possono poi ricavare i protti di equilibrio delle due imprese:


S
1

30

q1S

q2S q1S

3q1S = 91:125;

S
2

30

q1S

q2S q2S

3q2S = 45:5625:

Confrontando le soluzioni di equilibrio dei tre casi analizzati si vede chiaramente che:

QB > QS > QC ;
pB < pS < pC ;

132

(118)

S
1

>

C
1

C
2

>

S
2

>

B
1

B
2

= 0:

L impresa 1 trae i protti maggiori nel caso di leadership la Stackelberg in quanto riesce a produrre
una quantit superiore allimpresa rivale, la quale invece preferirebbe un gioco la Cournot in cui si
ha una situazione di perfetta simmetria. I protti pi bassi si ottengono invece nel caso di Bertrand,
in cui le imprese sono costrette a farsi guerra sul prezzo no a raggiungere loutcome di competizione
perfetta, con il prezzo sceso no al costo marginale. Questultima ovviamente la condizione prediletta
dai consumatori, che ottengono la quantit maggiore possibile al prezzo di concorrenza perfetta. Si pu
notare come i consumatori preferiscono la competizione di Stackelberg a quella di Cournot: la quantit
prodotta infatti maggiore e viene venduta ad un prezzo inferiore.
Nella Figura ES3 vengono inoltre rappresentati gracamente i livelli di produzione delle imprese nei tre
casi considerati dal problema:

q2 6
27

A
A R1 (q2 )
A
A
A
A
A
A
B
A
13:5 H
A
HH
A
H A
HH C
A
9
H
AHH S
HH
A
6:75
HH
A
H
A
HH R2 (q1 )
A
H
HH
AA
H
9
13:5
27

q1

Figura ES3 : Gli equilibri di Cournot, Bertrand e Stackelberg

4. Altri esercizi:
Esercizi 3-8 pagg. 275-280 (C.L.).
Esercizi 14 e 15 pagg. 284-286 (C-L); nel primo esercizio si svolga solo il caso in cui le imprese
competono nelle quantit alla Stackelberg.

133