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Alcune esperienze pratiche e

considerazioni di base sulla vita coniugale


e familiare, fatte da un padre di famiglia
Por Javier Vidal-Quadras
A

Javier Vidal-Quadras, Alcune esperienze pratiche e considerazioni di base sulla vita


coniugale e familiare, fatte da un padre di famiglia, trad. italiana da www.opusdei.it, marzo
2012.

1. Livelli dell'amore coniugale


Per tutte le persone sposate (soprattutto dopo i primi 5-7 anni di matrimonio) di grande aiuto
considerare che nella vita coniugale ci sono diversi livelli, o passaggi, nella scoperta graduale
dellaltro coniuge e delle esigenze dell'amore vero.
a. L'attrazione fisica
Spesso pu essere il primo moto nell'amore matrimoniale. Ci sono coniugi che vorrebbero
mantenersi sempre a questo livello, ma lincapacit di andare oltre e di trasformare lattrazione
dapprima in un sentimento profondo e poi in un amore completo, provoca una conseguenza
estremamente pericolosa, perch conduce inevitabilmente a trattare la persona come una cosa, un
oggetto. facile intuire leffetto che ne deriva: se ormai non provo pi la sensazione di attrazione
fisica, dovr cercare un altro/a che me la susciti. Questo livello negativo? No; l'errore consiste nel
considerarlo essenziale e nel limitarsi a esso. l che comincia lamore, ma non l che pu
terminare: non ne la conclusione, n la meta. Questo livello deve essere superato: non dico

abbandonato, ma arricchito e inglobato dalle fasi successive, che gli forniscono la ragione d'essere,
ne innalzano il valore e lo rendono pi umano.
b. L'innamoramento
Il livello successivo l'innamoramento, quello che spinge a esclamare, oltre l'attrazione fisica:
come si sta bene con te!. un livello pi elevato del precedente, lo ingloba e lo assume. Si
scoprono e si apprezzano man mano la personalit del coniuge, le sue qualit morali, il suo modo
di essere. Tutto questo produce un sentimento piacevole e inebriante, ma, e questo ne il limite, in
un certo senso ci si compiace del proprio innamoramento invece che innamorarsi del coniuge.
Come accadeva nel livello precedente, quando questo sentimento ci abbandona pensiamo che
l'amore sia finito e siamo tentati di sostituirlo con un altro che ci faccia sentire le stesse emozioni di
prima. L'innamoramento cosa positiva e ha un suo ruolo nel corso della vita matrimoniale, per
non la fine del percorso, n l'essenza dell'amore. Bisogna andare pi in profondit.
c. L'amore fondato sulla volont
questo il livello pienamente umano, quello della volont intelligente e libera che decide di amare il
coniuge e di donarsi per renderlo felice, al di l delle sensazioni e dei sentimenti che laltro/a suscita
in noi. Una volont che, per cos dire, afferra con forza il cuore e lo porta dove essa vuole: alla
persona amata, in ogni momento, luogo e circostanza; una volont che afferma: amo e voglio
amare sempre di pi. Come ha scritto un classico della letteratura: Non mi sono sposato con te
soltanto perch ti amavo, ma per amarti ogni giorno di pi. La persona sposata deve costruire
giorno per giorno il futuro dellamore coniugale.
Il matrimonio una promessa di amore e non solo un patto o un accordo. Oggigiorno
frequente una versione debole e pattizia dell'amore, che consiste nel dare per scontato una sua
possibile interruzione; viverlo cos comporta labbandono delle promesse: nessuno vuole
compromettere una sua scelta futura, perch l'amore viene concepito come un accordo e ci si
aspetta che dia sempre dei vantaggi (R. Yepes).
2. Castit matrimoniale: affermazione affermativa e negazione affermativa[1]
a. Affermazione affermativa

La virt della castit nella vita coniugale porta a far crescere l'amore verso laltro coniuge, anche
con una certa furbizia. Alcuni modi possibili: dedicare ogni giorno alcuni minuti a pensare gesti di
affetto e di delicatezza verso il coniuge; dirgli spesso che lo amiamo e ringraziarlo quando lo dice a
noi; cercare di sorprenderlo con qualche attenzione che non si aspettava e che dimostrazione di
interesse; trovare momenti per stare insieme, per conversare e per riposare da soli nelle migliori
condizioni possibili e stimolare l attrazione reciproca.
b. Negazione affermativa
Consiste nell'evitare tutto ci che pu raffreddare lamore. Lobiettivo di questa negazione
massimamente positivo: fare in modo che l'amore coniugale cresca. necessario saper tenere le
distanze con le persone dell'altro sesso nell'ambiente di lavoro o di studio, in viaggio ecc., perch il
fatto di essere sposati deve portare a non essere superficiali rispetto a una eccessiva familiarit con
gli altri. Con gli altri non si possono avere le manifestazioni di confidenza che si hanno con il proprio
coniuge. Per esempio: non conviene restare da soli in una stanza, o in automobile, oppure in un
viaggio professionale; n parlare dei problemi personali di cui si parla con il proprio coniuge e
neppure ascoltarli consentendo confidenze intime che possano creare legami; n cercare in queste
altre persone la comprensione che non si trova nel coniuge. In tutto ci facile essere ingenui,
dimenticando che in genere qualsiasi altra donna o uomo si trova in condizioni migliori de l proprio
coniuge per mostrare a intermittenza un volto amabile. poi un errore pensare che non serva
avere minori cautele con persone dell'altro sesso fisicamente poco attraenti. Lesperienza dice che
in questi casi si fanno con maggiore facilit confidenze improprie (il problema di un figlio, un
progetto familiare complesso, un consiglio per il regalo al proprio coniuge...), e si creano spazi di
intimit che allinizio sembrano insignificanti, ma che vanno tessendo una rete di fili sottili difficile da
tagliare e che a volte non si percepisce neppure come qualcosa di negativo, finch un giorno, in un
momento di particolare sensibilit e di minori difese, si pu cadere in una grave infedelt.
Il momento che stiamo vivendo, con tutte le suggestioni e gli stimoli forniti dallambiente sociale,
pu portare a insistere di pi sulla negazione, per pi importante laffermazione affermativa.
Bisogna incoraggiare le persone sposate a conquistare il proprio coniuge giorno per giorno e
sempre di pi, amandolo come egli desidera essere amato, e a creare un ampio spazio di intimit
matrimoniale, condividendo i pensieri, comunicando opportunamente i propri stati d'animo,
cercando di formare un solo cuore.

3. L'amore tra i genitori, condizione indispensabile per l'educazione dei figli


Condizione ineludibile perch la famiglia si costituisca come ambiente formativo per il carattere dei
figli l'amore stabile dei genitori (). Ci sar quindi sicuramente bisogno di raccomandazioni, di
tecniche, di formule, di processi da compiere e di ricette positive per raggiungere l'obiettivo della
formazione dei figli; ma tutte le raccomandazioni saranno soltanto una capocchia di spillo nel
profondo e ampio universo dell'amore famigliare (...) e cadrebbero nel vuoto se non si
concretassero all'interno dello spazio dell'amore familiare (C. Llano).
Quando si mette al mondo un figlio, si contrae l'obbligo di renderlo felice. Per raggiungere questo
obiettivo () il primo dovere far felice il coniuge, perfino con tutti i suoi difetti. Un figlio, per essere
felice, ha bisogno di vedere felici i propri genitori; non felice quando lo si inonda di carezze o di
regali, ma soltanto quando pu partecipare all'amore felice dei genitori. Se la madre in conflitto
con il padre, anche se dovesse coprire il figlio di coccole, questi sentir una ferita profonda: ci che
vuole partecipare, nella famiglia, dell'amore reciproco dei genitori. Generare un figlio vuol dire
impegnarsi a rendere felice il coniuge (U. Borghello).
4. Impegno psicologico: bruciare le navi
Un autore spiega che il coniuge che non si impegna completamente nel matrimonio per paura del
disinganno e della disillusione finisce per causare proprio ci che lo spaventa e che vorrebbe
evitare. Se manca un impegno totale, egli sta pi attento ai difetti che alle virt e tende a fare
paragoni, provocando cos la propria disillusione. Peraltro dimentica che, in un certo senso, il
disinganno fa parte della natura dell'amore; arriva sempre, ma anche un'occasione per
rafforzare lamore stesso, perch soltanto lamore capace di andare oltre e di scoprire nella
persona amata non soltanto ci che essa , ma anche quello che pu arrivare a essere se non le si
nega fiducia. Nella vita matrimoniale a volte si patiscono delusioni, perch ognuno dei coniugi non
sempre si comporta come l'altro si aspetta. Ma ci non deve essere un freno, anzi, pu essere una
spinta per amare in modo pi disinteressato. stato detto che la porta della felicit non si apre
verso l'interno; chi si impegna a pensare a se stesso, ottiene soltanto di chiuderla con pi forza, la
porta della felicit si apre verso fuori, verso gli altri. Al matrimonio si va per rendere felice il coniuge
ed allora che si trova la propria felicit. Amare richiede sacrificio....un sacrificio ben
ricompensato.

5. Attualizzazione dell'impegno
Ogni sera dovrei poter rispondere affermativamente a queste due domande: Ho saputo manifestare
il mio affetto a mia moglie o a mio marito? Se ne accorto?
Nella vita familiare bisogna mettere in gioco tutte le energie e una trascuratezza pu essere
percepita come una mancanza di amore o una slealt: Se non si ricorda di chiamare perch non
mi vuole bene, Non attacca il quadro perch non gli importa di me, e cos via. I giudizi sugli
estranei di solito sono molto pi moderati, mentre con il coniuge si molto esigenti.
L'amore matrimoniale onnicomprensivo, nel senso che si ama quando si presenti e quando
non lo si , quando si parla e quando si tace, con i gesti e con le chiamate, mentre si passeggia,
quando si sale in ascensore, o si va dal medico, si prende un caff e si fa un lavoro insignificante...:
con tutto.
Conviene sapere che i comportamenti negativi di solito hanno una maggiore incidenza e provocano
una reazione pi immediata di quelli positivi. Questi ultimi agiscono pi discretamente e provocano
reazioni a medio e lungo termine, per incidono pi profondamente. I primi, invece, possono non
lasciare traccia se ci si sa correggere presto e chiedere scusa, se il caso. Il cedere non deve
essere visto come una rinuncia, ma come un guadagno.
6. Appunti sulla comunicazione nel matrimonio
a) Presunzione di innocenza
Se, in generale, importante l'abitudine a pensare bene delle persone, nelle relazioni tra gli sposi
fondamentale coltivare questo atteggiamento: la presunzione di innocenza a livello familiare.
Riuscire a dirsi, per esempio: Anche se quello che ha fatto o detto mi ha fatto male, so che non
voleva ferirmi; oppure: Non mi stupisce che si sia dimenticato di quanto gli ho detto, con tutto
quello che ha da fare!; oppure: comprensibile che arrivi tardi, sicuramente lhanno trattenuto
allultimo momento!. Come regola generale, bisogna pensare che il coniuge non fa torto perch
vuole farlo. Questo atteggiamento aperto permette di affrontare le situazioni negative in modo pi
calmo e costruttivo. Il coniuge, infastidito dal comportamento dell'altro, comprende che questi
commette errori pi per goffaggine o per ignoranza che per cattiva volont. Non vede

un'intenzionalit negativa nel suo agire e questo rende pi facile parlare senza asprezza e senza
scontri, e superare molti problemi.
Al contrario, conviene allontanare i pensieri negativi. Non ha tempo per pensare a me; Le mie
cose non gli interessano per niente; Pretende soltanto di imporsi. Pu fare molto danno al
rapporto reciproco dare all'altro coniuge la responsabilit del proprio malessere. Bisogna anche
stare attenti a evitare l'ironia mascherata da buon umore, perch finisce per rovinare la fiducia.
b) Attenzione alle aspettative nascoste
Le aspettative sono ci che un coniuge si attende di ricevere dall'altro, a volte in modo irriflessivo,
per l'influenza di un modello culturale o della pubblicit.... importante esplicitarle, perch altrimenti
esse influiscono negativamente quando il coniuge non agisce come si sperava, deludendo lattesa.
Sono molte le persone che se le tengono per s per un bel po', senza parlarne con semplicit con il
coniuge affinch possa cercare di realizzarle se sono ragionevoli; in caso contrario meglio
rinunciarci. Varie ragioni spiegano questo silenzio: a volte si pensa che non c' bisogno di parlarne
(ormai mi conosce e sa quello che voglio, far senz'altro come penso io); altre volte per paura
del contrasto, quando uno dei due teme la reazione dell'altro e si sente insicuro; altre ancora,
perch si pensa che l'affetto pu tutto e quindi sar sufficiente per superare ogni difficolt.
c) Conoscere le differenze nella comunicazione e nelle reazioni emotive
Molto stato scritto su questo argomento. Qui si ricorderanno soltanto alcune situazioni pi comuni.
Le domande. Con pi frequenza sono utilizzate dalle donne come un modo per mantenere la
conversazione e per mostrare il loro coinvolgimento negli argomenti che si stanno trattando; gli
uomini, invece, fanno domande quando vogliono ottenere un'informazione. A volte il marito si sforza
vanamente per cercare di risolvere i problemi posti dalle domande della moglie, quando in realt lei
non cerca soluzioni in genere le conosce gi , piuttosto desidera comprensione e qualche
commento affettuoso e personale.
Il modo di mantenere un tema di conversazione. Una volta detto quello che devono dire, i mariti
hanno raggiunto il loro obiettivo e tendono a non dilungarsi oltre; le mogli tendono a stabilire
connessioni e continuano la conversazione fino ad arrivare dove volevano, e si trovano molte volte

con la spiacevole sorpresa di non essere state ascoltate, poich al marito sembrava che
l'argomento fosse esaurito.
I particolari degli argomenti trattati. Alla moglie normalmente d soddisfazione condividere in
modo dettagliato i suoi pensieri e le sue emozioni con il marito; lui invece si trova pi a suo agio nel
parlare di politica, economia, sport. Se si ignora questo aspetto, pu accadere che il marito perda la
pazienza nell'ascoltare tanti particolari.
Il fine intrinseco della comunicazione. necessario sapere che la moglie vuole riferire le sue
esperienze al marito semplicemente per condividerle, mentre il marito pu interpretare quanto viene
detto come richiesta di un parere su problemi da risolvere. Gli uomini si preoccupano se un
argomento viene fuori pi volte e con particolari sempre pi numerosi e dettagliati; cominciano a
pensare che la questione difficile e complicata, tendono a rattristarsi perch pensano di non
riuscire a far s che la moglie non si preoccupi. Dimenticano che un buon segnale il fatto che la
moglie commenti gli eventi della sua vita, perch un segnale di fiducia: lei si aspetta interesse, un
vero appoggio e cerca serenit e stabilit.
Quando tra i due si danno incomprensioni, queste tendono ad accentuarsi se non ci si mette
rimedio. Le donne possono dare peso sempre maggiore agli aspetti negativi, citare particolari non
graditi (andando a volte contro se stesse, perch, anche se non lo vogliono, non riescono a non
farlo) e sentono l'impulso di tirar fuori del tutto quello che hanno dentro. Al contrario, i mariti, in una
situazione di conflitto, in genere rimangono zitti, si chiudono in se stessi, anche se questo non vuol
dire che non faranno niente: a volte poi, quando decidono quello che bisogna fare, tralasciano di
informarne la moglie.
Per questa strada si corre il rischio di radicalizzare il carattere e di allargare le distanze nella coppia.
importante capire che, generalmente, l'altro non mostra le sue emozioni o si comporta in un
determinato modo per dare fastidio, ma perch non ha mai imparato ad agire diversamente.
Fraintendimenti sulla sincerit. Bisogna smascherare due deformazioni a proposito della sincerit
nel matrimonio: a) una falsa pretesa di integrit, che portata all'estremo conduce alla nevrosi di
dover raccontare assolutamente tutto, non perch al coniuge interessi o voglia ascoltarlo, ma
perch si mette la sincerit al di sopra anche della carit, dimenticando il veritatem facientes in

caritate (Ef 4,15). Non materialmente possibile raccontare tutto; bisogna saper trovare un
equilibrio e selezionare. C' inoltre un ambito in parte incomunicabile che si riferisce alla vita
interiore e di relazione con Dio e ci sono anche le tentazioni e suggestioni che tutti subiamo, che
sarebbe indelicato e controproducente raccontare al di fuori della direzione spirituale; b) La
ingannevole sincerit emotiva. Alcune persone pensano erroneamente che si sia pi sinceri
quando si dice tutto quello che viene in mente in un momento d'ira o di scarso controllo. un errore
che pu causare molti problemi. Quello che si dice in preda a un forte stato emozionale non ci
che si pensa (e quindi non sincerit) e in questi momenti la tentazione di fare del male, pi che
di dire la verit. Bisogna saper aspettare, chiedere scusa, togliere importanza al problema.
Il mito della spontaneit. Si pensa, di solito, che la spontaneit operi senza sforzo. Nel
matrimonio, invece, bisogna formare la spontaneit con sforzo: saper vivere in casa le delicatezze
e le cortesie che molte volte si usano fuori e fare in modo che la cortesia sia spontanea, invece di
pensare che la spontaneit consista nel dare briglia sciolta in casa al capriccio o alla
maleducazione. Per esempio, ci sono mariti che non si allenano a fare complimenti alla moglie
(non cosa mia, non mi viene spontaneo), mentre invece non hanno difficolt a imparare a
giocare a tennis, nonostante sia pi difficile
Ci sono altri che si dicono incapaci di modificare piccole abitudini che non favoriscono la convivenza
(mettersi a leggere il giornale appena arrivati a casa, sedersi nella poltrona preferita, parlare alla
moglie in tono noioso...) e invece passano senza nessun problema da unauto con il cambio
automatico al manuale, o dal freno a destra nella bicicletta a quello a sinistra nello scooter... Non
poi cos difficile cambiare le proprie abitudini: alzarsi prima, andare a salutare quando lei (o lui)
arriva a casa, offrire la cosa migliore, apprezzare le sue cose l'educazione dell'amore, un
amore di volont, di decisione. Una regola semplice: provare a vedere se ci si sente a disagio
quando si sta seduti a leggere il giornale mentre la moglie sbriga le faccende di casa (spesso dopo
aver lavorato fuori); da parte sua, lei, invece, dovrebbe imparare a sedersi ogni tanto accanto a suo
marito, anche se in casa ci sono ancora cose da mettere in ordine.
Le inerzie nell'amore creano abitudini monotone, perch non sono mai il prodotto di una decisione
consapevole, ma tendenze della comodit che non sono passate attraverso il filtro dell'amore
volontario e della condivisione. Molte volte sono involontarie e si mimetizzano (se no, bisognerebbe

chiamarle con il loro nome: egoismo). Il semplice fatto di sapere che esistono gi un passo
importante per sradicarle. Poi, c' bisogno di un proposito e di un po' di allenamento, cio di amore.
d) Imparare a razionalizzare le arrabbiature
La collera ha una sequenza, una progressione: dapprima uno percepisce di essere stato offeso in
qualche modo, poi si irrita, successivamente sente l'impulso di restituire loffesa e infine la ricambia.
Bisogna essere convinti (non tutti lo sono) che le arrabbiature nel matrimonio non sono una cosa
buona. Altro dire che, a volte, esse sono occasione di un bene maggiore, cio della riconciliazione
dopo larrabbiatura: vero che la relazione matrimoniale si rafforza dopo il perdono reciproco e
sembra rinascere dalle sue stesse ceneri...per in s non un buon cammino per edificare il
matrimonio.
Per superare larrabbiatura conviene sapere come funziona. La prima reazione loffesa o la
sensazione di offesa. Eliminarla del tutto molto difficile, per esercitare un controllo discreto alla
portata di tutti, soprattutto se si convinti che la maggioranza delle offese che si percepiscono non
sono reali, ma immaginarie e sono un prodotto della suscettibilit. Se si cerca di eliminare un motivo
al mese di arrabbiatura (a partire da domani mattina non mi dar pi fastidio quella abitudine di mio
marito o di mia moglie..., da adesso in poi non mi seccher pi che non si renda conto di.....),
allora in poco tempo crescer la serenit in famiglia.
La seconda tappa irritarsi. Se uno ha eliminato la prima fase e non percepisce pi loffesa, allora
larrabbiatura non si presenta. Ma se salta fuori ancora? Si pu lasciarla venir fuori e basta; oppure
si pu cercare di esaminarla: perch sono arrabbiato? qual la vera ragione della mia
arrabbiatura? quali circostanze mi spingono? Vale la pena chiederselo ogni tanto, perch altrimenti
si trasferisce il problema sull'altro coniuge. Chi sincero con se stesso, quasi sempre scopre che la
causa vera della sua arrabbiatura ha a che fare con un insieme di elementi interni e che l'origine
pi in se stesso (difetti personali, tensione sul lavoro, scontentezza per il proprio modo di agire....)
che non nel coniuge.
E viene la terza tappa: la voglia di aggredire. Su questo gli esperti sono d'accordo: conta fino a
dieci. Poi ancora fino a dieci e cos altre dieci volte, perch se arriva l'ultima tappa, l'aggressione,
allora si produrr la ferita.

Pu venire la tentazione di pensare che quando si controllano le arrabbiature e le tendenze


spontanee si perda personalit. Invece proprio il contrario. Forgiare il carattere e sviluppare la
personalit vuol dire, prima di tutto, mantenere il dominio di se stessi per amore di Dio e degli altri.
Ha carattere chi si domina, mentre debole chi si lascia dominare dalle tendenze del suo
temperamento, che, paradossalmente, sono molte volte assai poco umane, poich stanno al
margine dell'intelligenza e della volont.
7. Lavoro e famiglia. Tempo per la famiglia nella societ della fretta
L'amore matrimoniale ha bisogno di tempo. Lo stare insieme produce l'affetto. In questo ambito
molto facile ingannarsi e cercare sostitutivi materiali che non soddisfano mai la necessit di
condivisione richiesta dall'amore. La qualit del tempo che si passa in famiglia si appoggia su una
quantit che deve essere sufficiente. Ognuno deve dividere il tempo reale di cui dispone, senza
miraggi e false illusioni, e a partire da qui costruire una vita familiare che sia il pi intensa possibile.
Gli esperti di orientamento familiare parlano di uno strumento efficace: l'agenda. L'agenda raccoglie
non soltanto gli impegni professionali e gli appuntamenti a cui siamo invitati, ma anche i tempi che
fissiamo noi stessi per occuparci della famiglia e della nostra vita privata. Se il tempo per la famiglia
annotato nello stesso posto delle riunioni importanti, certamente non passer inosservato.
Altrimenti rester sepolto sotto le mille urgenze di ogni giornata. Se un cliente vuole incontrarci alle
sette e mezza di sera, quando previsto il rientro a casa, gli si deve dire che abbiamo un'altra
riunione - cosa peraltro assolutamente vera - e fissare l'appuntamento per un'altra ora o per un altro
giorno. Se bisogna combinare un appuntamento telefonico, preferibile chiedere di essere chiamati
in orario di lavoro (e magari quando si a casa meglio spegnere il cellulare a partire da una certa
ora
La distribuzione del tempo va decisa con l'altro coniuge, poich anchegli ha voce in capitolo,
perch non una questione che riguarda solo uno dei due. giusto considerare gli straordinari
la dedicazione extra al lavoro come un togliere alla famiglia il tempo che le spetta. A volte non c'
altra soluzione, ma se si prende questa decisione in reciproco accordo e in sintonia, tutto avverr in
serenit.
Chi desidera santificare la vita ordinaria, deve cercare l'unit di vita, cio non creare compartimenti
stagni tra lavoro, famiglia, relazioni sociali... L'unit di vita esige che ogni cosa sia informata

dall'amore di Dio e orientata alla sua gloria. essenziale imparare a fare della Santa Messa il
centro e la radice della vita cristiana, cio orientare tutto alla Messa e ricavarne la forza per
elevare tutto alla gloria di Dio.
Quando si fa della santificazione del lavoro professionale il cardine della vita cristiana, bisogna
ricordare che non serve a niente un cardine senza porta, cos come non funziona una porta senza
cardine. Fare del lavoro un cardine non significa che sia pi importante della famiglia, ma che
occupa un posto particolare quello di cardine, appunto - nell'insieme della santificazione della vita
ordinaria.
8. Di fronte alle crisi: La soluzione passa da me
Di fronte a qualsiasi difficolt nella vita di relazione, tutti dovrebbero sapere che esiste ununica
persona sulla quale possibile agire per far s che la situazione migliori: se stessi. Questo sempre
possibile, per di solito si pretende che sia laltro coniuge a cambiare e quasi mai lo si ottiene ().
Se vuoi cambiare il tuo coniuge, cambia prima tu in qualche aspetto (U. Borghello).
inutile aspettare: la soluzione in mano nostra. Se lo vogliamo, lamore superer la crisi. Chi
vede il problema e non riconosce che la soluzione passa da un cambiamento di se stesso, diventa
la parte centrale del problema.
Si potrebbe fare qui un altro riferimento al perdono, un perdono rapido, che non d tempo
allorgoglio di seppellirlo. Bisogna spiegare ai coniugi che anche per questo serve allenamento: le
prime volte costa, per, quando si impara, le parole e i gesti opportuni nascono come per incanto e
sono un nuovo alimento dellamore.
9. Epilogo: da tu e io a noi
Quando lamore matrimoniale matura, configura un noi che trasforma la biografia individuale in
una biografia comune.

Questo noi implica linstaurazione di unopera comune che

essenzialmente il bene dei coniugi e lapertura dellintimit coniugale ai figli, cio alla famiglia. Il
matrimonio impegna ad integrare la propria biografia in un progetto comune, a fondere la traiettoria
personale in quella matrimoniale; se questo non accade, finisce per trasformarsi in unintimit che si
autocompiace, in due egoismi che convivono.

Questa comunit instaurata dal matrimonio, questo noi molto di pi della semplice convivenza,
non soltanto stare insieme a o con laltro coniuge; non sufficiente questo per definire la
comunit matrimoniale. Il noi che fonda limpegno matrimoniale si colloca a un livello pi profondo.
Il coniuge non d allaltro quello che gli spetta, n di pi di quello che gli spetta e neppure di pi di
quello che mai sarebbe arrivato a sognare, perch non questione di quantit, ma di amore
coniugale. Il noi matrimoniale formato da tutto ci che di entrambi, perch si mette tutto in
comune e rinasce poi come nostro.
Soltanto cos si pu accogliere laltro quando non pu o non vuole dare. Lo sposo ama la sposa (e
viceversa), non solo come ama se stesso (questo dovuto a tutte le persone), ma con lamore di
se stesso a se stesso (J.Hervada). Gli sposi arrivano a essere ununica unit di vita e per tutta la
vita (P.J. Viladrich).
J.Vidal-Quadras
Segretario generale de IFFD (International Federation for Family Development)

Some practical experiences and


underlying considerations from a
father about married life and family
life
Por Javier Vidal-Quadras
A

English translation of the article Algunas experiencias prcticas y consideraciones bsicas


de un padre de familia sobre la vida conyugal y familiar, by Javier Vidal-Quadras. The author
reflects from a fathers perspective on some basic concepts about family and marriage,
and offers practical advice to help married love mature.

Javier Vidal-Quadras. Some practical experiences and underlying considerations from a


father about married life and family life, in www.collationes.org.

Some practical experiences and underlying


considerations from a father about married life and
family life.

1. Levels of conjugal love


It usually helps married people (especially after the first 5 to 7 years of marriage) to bear in mind
that in married life each spouse gets to know the other at different levels, through a gradual process,
learning what true love means.
a) Physical attraction
This is usually the first impulse in matrimonial love. There are married couples who think they can
remain at this level. The result is harmful; this inability of transcending the level of sensations and
converting it first into a deep feeling towards the other and then into a full love, inevitably leads to
treating the person as a thing, an object. The effect is easy to predict: if Im no longer physically
attracted to you, then Ill have to look for someone else who does give rise to that attraction within
me. There is nothing wrong with the level of physical attraction. The mistake is to consider it the
essence of married love, and to want to go no further. Love, in fact, starts at this stage, but does not
end there. It is not the final goal. It is a level that has to be surpassed, or rather still, enriched by the
following levels that give it meaning and raise its significance, making it fully human.
b) Falling in love
The next level is falling in love. This makes us say, beyond mere physical attraction, How good it is
to be with you! It is a higher level than the previous one, which it raises up and ennobles. The

spouses personality, his or her moral qualities, and way of being are discovered and appreciated
more and more. There are couples who settle for this phase of agreeable, even intoxicating, feeling.
But herein lies also its limitation, so to speak. One rejoices in the feeling of love, instead of falling
more deeply in love with the other. Then, as with the previous level, when this feeling disappears,
we think our love has died out and we are tempted to replace it with another that will make us regain
the feeling we have lost. Falling in love is good and needs to be nurtured throughout married life, but
it is not the end of the journey, nor is it the essence of love. We have to go deeper.
c) Loving with the will
This is the fully human level, the level of the intelligent, free will with which one decides, going
beyond the sensations and feelings they may awaken, to love ones spouse and dedicate oneself to
making him or her happy. A will, so to speak, that takes hold of the heart and leads it where we
want: to the person beloved, at every moment, and in all places and circumstances. It is a will that
affirms, I love and I want to love more and more. As a writer of classic literature has said, I did not
marry you only because I loved you, but so that I could love you more each day. Married people
have to build up the future of their married love day by day.
Marriage is a promise of love and not only a pact or agreement. Nowadays we often encounter a
weakened or pact-based version of love which includes the idea that it might only be temporary. In
practice this approach means abandoning promises: nobody wants to make a commitment with
respect to a future choice, since love is understood as an arrangement, in which one expects that
there will always be benefits. (R. Yepes)
2. Chastity within marriage: affirmative affirmation and affirmative negation
a) Affirmative affirmation
The virtue of chastity in married life leads us to use our initiative and to increase our love for our
spouse in a positive way. Some possible expressions of this: spending a few minutes each day
thinking of ways how to express our affection and consideration for our spouse; frequently
expressing our love and thanking our spouse for doing the same; surprising our spouse in some
little way which shows our interest; finding moments to be alone together, talking and relaxing in the
best possible conditions and fostering mutual attraction.

b) Negative affirmation
This consists in avoiding anything that could cause our love to cool down. The meaning of this
negation is eminently positive: it is all about making our married love grow. We need to know how
to keep our distance with people of the opposite sex in the work or study environment, whilst on
journeys, etc. The fact that we are married should not lead us to give less importance to overfamiliarity. We must avoid showing to other people the closeness that we would share with our
spouse. For example: do not remain alone with a person of the opposite sex in a room, in the car, or
on a journey for work, etc. Do not speak of the personal problems we would talk about with our
spouse. Do not let other people make those intimate confidences that might create bonds between
us, or try to find in others the understanding that we do not find in our own spouse. It is easy to be
nave about these points, forgetting that at times any other woman or any other man is in a better
position than our spouse to present intermittently his or her best side. It is a mistake to think that
we can take fewer precautions with people of the opposite sex who are physically less attractive.
Experience teaches that in these cases it is easier to make inappropriate confidences and to make
room for a certain amount of intimacy that to begin with seems insignificant. (Problems with the
children, an undertaking that the couple dont agree on, advice as to a gift for ones own spouse).
But this can start to weave a net of little threads that become difficult to cut, and that, sometimes,
are scarcely seen as something negative, until one day, at a time of special sensitivity when our
defences are down can lead us to fall into serious infidelity.
The times we live in may make us have to be more aware of this negative side, because the
environment can influence us in many ways. However, affirmative affirmation is the more
important. We need to encourage married people to be determined to win over their husband or wife
time and again, loving them as they want to be loved; knowing how to nourish a broader range of
married intimacy, sharing their thoughts, communicating their state of mind at the right moment, and
seeking to form a single heart.
3. Love between parents is a condition for bringing up the children
The firm love of the parents is an absolutely necessary condition if the family is to constitute an
environment

in

which

to

form

their

childrens

character.

().

Afterwards

will

come

recommendations, techniques, formulas, positive procedures and prescriptions for achieving the

objective the formation of the children. But all the recommendations together will be scarcely a
drop in the ocean compared with the deep and extensive universe of family love in which the
children are brought up. (). It would be like sewing beautiful stitches in the void if they do not take
place within the sphere of family love. (C. Llano)
When we bring a child into the world, we take on the obligation of trying to make him happy. To
achieve this () the first duty is to make our spouse happy, even with all of his or her defects. For
children to be happy they need to see that their parents are happy. A child is not happy when he is
swamped with caresses and presents, but only when he can share in the happy love of his parents.
If his mother has quarrelled with his father, no matter how much she later covers the child with
kisses, the child will experience a deep wound. What he wants is to share in the family, in the love
his parents have for each other. Begetting a child is the same as committing ourselves to making
our spouse happy. (U. Borghello).
4. A psychological commitment: to burn ones boats.
One author explains that spouses who do not commit themselves fully to each other in marriage
because they are afraid of being disappointed, provoke precisely what it is they fear and wish to
avoid. Without total commitment they are more attentive to defects than to virtues, and they have a
tendency to make comparisons thus provoking disappointment. On the other hand they forget that,
in a certain way, disillusionment forms part of the nature of love. Disappointments always occur in
love, but they are the chance to strengthen that love. It is only love that can see further and discover
in the beloved not only what he or she is, but what the spouse can become if that trust is not
withdrawn. In married life sometimes disappointment is experienced because we do not behave as
our spouse expects us to. But there is no reason for this to be a brake. It can give us the impetus to
love in a more disinterested way. They say that the door to happiness does not open inwards; the
person who goes on thinking only of himself only manages to close it with greater force. The door
to happiness opens outwards, towards others. We have to enter into marriage in order to make our
spouse happy, and that is when we find our own happiness. Love demands sacrifice a sacrifice
that is well rewarded.
5. Living out our Commitment

Each night we should be able reply affirmatively to these two questions: Have I shown affection to
my spouse? Was he or she aware of it?
In family life we have to put all our energies into play. Carelessness may be perceived as a lack of
love or disloyalty: if he forgets to phone me its because he doesnt love me The fact that he
doesnt hang that picture means I dont matter to him, etc. Our judgments of third persons are
generally more moderate: spouses are very demanding of one another.
Married love is all-embracing, in the sense that we love by being and by not being, by speaking
and by keeping silent, with out gestures and our telephone calls, walking, going up in the lift, going
to the doctor, drinking a coffee and doing the most mundane tasks in everything.
We should realise that negative behaviour generally causes a greater impact and provokes a more
immediate response than positive behaviour. The latter works more discretely and provokes more
medium and long-term reactions, and has a deeper effect on us. The former, on the other hand,
may not leave any trace if we rectify promptly, if needs be, asking for forgiveness. Giving way should
not be seen as renunciation, but as an achievement.
6. Notes on communication in marriage
a) Presumption of Innocence
If it is important in general to be inclined to think well of people, it is essential for spouses to
cultivate this habit between themselves: presuming innocence at family level. To say to oneself, for
example, Even though he hurt me when he did that or made that comment, I know that he didnt
want to hurt me; or Im not surprised that he forgot what I said, with all the things he has to do! Or
Its understandable that he arrived late, somebody must have caught him just as he was leaving!,
etc. As a general rule we have to think My spouse doesnt hurt me because he intends to hurt.
This open attitude enables the couple to face up to negative situations in a more serene and
constructive way. If we are upset by the conduct of our spouse we should understand that he or she
makes mistakes more out of clumsiness or ignorance than out of bad will. We should not see a
negative intention in the way he or she behaves. We also have to avoid sarcasm disguised as good
humour, because it ends up destroying trust.
b) Beware of those hidden expectations

Expectations are what one spouse expects to receive from the other, sometimes thoughtlessly
under the influence of a cultural model or advertising It is important to bring them out into the light
because otherwise they will influence us negatively when the other spouse does not behave as we
expected, and destroys our expectation.
Many people keep such incidents to themselves for a long time, without talking simply to their
spouse about them, so that, if they are reasonable they can continue the behaviour, and if they are
not reasonable then they are dropped. There are various reasons for this silence: sometimes we
think there is no need to talk about them (He already knows me and he knows what I want, and
hell do what I think); at other times it is out of fear of disagreement, a situation that arises when
one of the two is afraid of the others reaction and feels insecure; and other times because they
consider that affection can do everything and if their expectations are not met, their affection will be
great enough to overcome all difficulties.
c) Know the different ways of communicating and emotional reactions.
A lot has been written about this. Here we only mention some common situations.
- Questions. Women ask questions more frequently, as a way of keeping up the conversation and of
showing that they are involved in things. On the other hand men only ask questions when they want
to obtain some information. Sometimes the husband tries in vain to solve the problems his wife
raises with her questions, when really she is not looking for solutions often she already knows
them she just wants understanding and some affectionate or personal comment.
- The way of keeping up a subject of conversation. Once husbands have said what they have to say,
they have achieved their objective and they tend not to go on any longer. Wives tend to establish
connections and they continue the conversation until they get what they set out to obtain, often
coming up against the disagreeable surprise of not having been listened to, because their husband
thought the matter had been settled.
- Each topic in great detail. The wife generally gets satisfaction from sharing her thoughts and
emotions in detail with her husband. The husband, on the other hand, tends to feel more
comfortable talking about politics, economics, sport etc. If they dont realise this, it may happen that
the husband gets impatient listening to so many details.

- The objective of each spouses communication. Another tendency it is good to be aware of is that
the wife wants to comment on her experiences simply to share them with her husband. The
husband may interpret this as her consulting him about problems that need solving. The more
recurrent the subject and the more details she brings to light, the more the husband worries; he
begins to see it as a difficult and complicated matter, so then he tends to get sad, thinking that he
has failed by not getting his wife to stop worrying about things. A husband forgets that it is a good
sign that his wife should comment on the details of her life, because it indicates trust. She is
expecting interest, real support, and is looking for serenity and stability.
When there are lacks of understanding between the couple, misunderstandings tend to become
more noticeable if they dont find a remedy. Wives may over emphasise the negative aspects,
comment on details that annoy them (sometimes in spite of themselves, since even though they
dont want to, they cant stop doing it) and they feel urged to let out just everything they have inside.
Husbands are the opposite, when faced with a conflictive situation they often keep quiet and shut
themselves up inside themselves, even though this does not mean they are going to do nothing.
Sometimes when they do decide what they should do they fail to inform their wife about their
decision.
This path may lead to the risk of each spouse radicalising his or her own character and creating a
distance in the marriage. It is important to understand that a person does not show his emotions, or
does not behave in a particular way because he wants to annoy, but because he has not learned
any other way of doing things.
- Misunderstandings about sincerity. We need to unmask two misconceptions with respect to
sincerity in marriage:
a) A false claim to integrity, which, taken to the extreme leads to the neurosis of having to say
absolutely everything, not because it interests the other spouse who may not even want to hear it,
but in order to place sincerity higher even than charity, forgetting that veritatem facientes in
caritatem (Eph 4, 15). It is not materially possible to say everything; we need to find the right
balance and select. There is also a sphere, in part incommunicable, that refers to our interior life
and our relationship with God. There are those temptations and suggestions that everyone feels

they may succumb to and it would be indelicate and counterproductive to speak about them outside
of spiritual direction.
b) A deceptive emotional sincerity. Some people think erroneously that they are more sincere
when they say everything that comes into their head at moments of annoyance of lack of control. It
is a mistake that leads to a lot of problems. What we say when highly emotionally involved is
sometimes not what we think (and in this sense it is not sincere). At such moments we can seek to
hurt rather than to tell the truth. We have to know how to wait, to ask for forgiveness, and to take the
sting out of things.
- The myth of spontaneity. We generally think that spontaneity comes without any effort. In
marriage we have to make an effort to form our spontaneity. We need to know how to bring to the
home the courtesy and consideration for others that we often practise outside the home. Courtesy
must be spontaneous to us, rather than thinking that spontaneity in the home means giving free rein
to any whim or bad manners. For example: there are husbands who refuse to practise paying their
wife compliments (Its not my way It doesnt come spontaneously), but they have no difficulty in
learning how to play golf, in spite of that being more difficult.
There are others who say they are unable to change those little habits that do not help family life:
(they start reading the paper as soon as they arrive home, sit in a particular armchair, speak in a
tedious tone to their wife) and, nevertheless they can pass from an automatic car to a manual
one, or from having the brake on the right on the bicycle to being on the left on the scooter without
any problem It is not so difficult to change our routines: to get up earlier, to greet him (or her)
when they arrive home, to offer the best to our spouse, to show wonder at his or her concerns It is
the courtesy of love, loving decisively with the will. A simple rule: the husband should consider
whether he feels a little uncomfortable sitting reading the papers whilst his wife is doing the
housework (often after having worked outside the home). The wife, on her part, should learn to sit
down sometimes with her husband, even though there are plenty of things that need tidying up.
Things in love which are done out of habit become routine, as they are not the result of personal
decisions, but arise from comfort seeking which is simply shared rather than passed through the
sieve of love. Very often this inertia is involuntary and can easily be changed (otherwise, we would
have to call it by its name: selfishness). The mere fact of knowing that it exists is already an

important step towards overcoming it. Then we need to make a resolution and practice putting it into
effect: that is love.
d) We should learn to rationalize what it is that makes us angry. Anger has a sequence, a
progression. First we perceive that we have been hurt in some way. Then we get angry. Then we
want to return the hurt; and lastly we hit back.
We have to be convinced (not everyone is) that giving way to anger is not a good thing in marriage.
It is irrelevant that sometimes it is the occasion for a greater good the reconciliation that comes
after the outburst. It is true that the marriage relationship may be strengthened after reciprocal
forgiveness and it seems to be born again out of its own ashes But in itself it is not a good way of
building up marriage.
If we are to overcome our anger, we have to know how it works. The first stage is the grievance or
the feeling of hurt. To get rid of it completely belongs to experts, but to exercise a certain control is
within everybodys reach. Especially if we are convinced that the majority of grievances that we
perceive are not real, they are in the imagination, they are the product of our touchiness. If we try to
get rid of one each month (from tomorrow that habit of my wife or my husband wont annoy
me; from now on it wont annoy me if he doesnt realise that ), the family will soon be far more
cheerful.
The second stage is to lose our temper. If we have overcome the first stage and dont perceive the
grievance, we dont generally get annoyed. And if we do get annoyed? Dont worry. Dont give it any
importance; or we could try to understand why we get upset: Why am I annoyed? What is the real
reason for my annoyance? What circumstances make me feel pressure? Its worth asking
ourselves this from time to time, because otherwise we shift the problem over to our spouse. If we
are sincere with ourselves, we almost always find that the real cause has to do with a number of
internal elements and that its origin is more in ourselves (personal defects, tension at work,
disappointment with our own behaviour) than in our spouse.
Then comes the third stage: the urge to attack. The experts coincide here, Count to ten. Another
ten, and then another. Because if we reach the last stage, attack, then harm will be done. One
temptation that we can have is to think that if we control our anger and our spontaneous
tendencies, we will lose our personality. It is just the opposite. Forging our character and developing

our personality consists mainly in overcoming ourselves for love of God and of other people. The
person who masters himself has character. The weak person is the one who allows himself to be
dominated by his temperamental tendencies, which, paradoxically, are often the least human
tendencies in so far as they are scarcely belong to our intellect and will.
7. Work and family. We should make time for the family within a society that is always in a
hurry.
The love of spouses needs time. Affection comes from spending time together. In this it is very easy
to delude ourselves and look for material substitutes that never completely fill the need to share as
love demands. We have to spend enough quality time with the family for this to work. We have to
look at our situation, at the time we really have, without false hopes and dreams, and from that build
a family life that is as intense as possible.
The experts in family guidance talk about an effective tool: the diary. Our diary should have not only
our professional commitments, the appointments we have to attend, but also those times that we
ourselves fix for the good of our family and our personal lives. If time for the family is written in the
same place as our important meetings we wont miss it. If not, it will become buried beneath the
thousand and one urgent things we have to do each day. If a client wants to meet us at 7.30 in the
evening, but we have planned to be home by then, we can tell him we have another meeting, which
is absolutely true, and arrange another time or another day. If we have to arrange a telephone call it
is better to ask people to call during work time (perhaps switch off the mobile phone after a certain
time at home).
We should consult our spouse when deciding how to use our time, because he or she should have
a say in the matter; we are not the only one to be affected. We have to see unusual events, for
instance, spending more time at work, as taking away from the family something that belongs to it.
Sometimes we cant do anything else, but if we do it with mutual agreement, this will help foster
serenity.
Anyone who seeks to sanctify ordinary life has to seek unity of life. We mustnt build up airtight
compartments between work, family, relationships etc. Unity of life demands that everything should
be informed by the love of God and be directed to his glory. It is essential that we learn to make the

Holy Mass the centre and root of our Christian life: direct everything towards the Mass and from
there obtain the strength to raise it to Gods glory.
When we make the sanctification of our daily work the door-jamb or hinge of Christian life we
have to remember that a hinge without a door is useless, just as a door cannot function without a
hinge. Making our work the hub doesnt mean that it is more important than the family, but that it
occupies a particular place that of hub in the overall sanctification of ordinary life.
8. In moments of crisis the solution is up to me
Whenever we come up against a difficulty in our relationship we should know that there is just one
person who must act to improve the situation: me. This is always possible. Generally however, we
take it that it must be the other spouse who should change and this hardly ever happens () if you
want to change your spouse, you yourself must be the first to change in some way (U. Borghello).
Its no use waiting: the solution is in our own hands. If we want, love will overcome the crisis. If we
see the problem and dont acknowledge that we ourselves must change, then we become a central
part of the problem.
Here it would be good to mention forgiveness once again, forgiveness that comes quickly without
allowing time for pride to swallow it up. We have to explain to couples that it is good to practise
doing this. It is hard to begin with, but once we have learned how to do it, the words and the
gestures come as though by magic and they are another way of nourishing love.
9. Epilogue: from you and I to us
When love between spouses matures, it forms an us that turns our individual biographies into a
co-biography. This us implies the establishment of a common undertaking, which is essentially the
good of the spouses and opening up of conjugal intimacy to children, that is to say the family.
Marriage commits us to integrate our own biography into a common enterprise; to fuse our personal
journey into our married journey. Any other way marriage ends up by becoming an intimacy that is
self-seeking; two selfish people who live together.
This community set up by marriage, this us is much more than merely living together; it is not only
being beside or with the other spouse. This is not enough to define the marriage community. The

us that is the foundation of the commitment to marriage is to be found in much deeper ground.
Spouses do not give one another what corresponds to them, or more than what corresponds to
them, or even more than the other could ever have dreamed of, since it is not a matter of amount
but of married love. It is both spouses who form the us of marriage in every respect, because
everything is put into common and comes to new life as ours.
It is only then that we can welcome our spouse when he or she cannot or does not want to give.
The husband loves his wife (and vice-versa) not only as himself (this is due to everyone), but with
the love that he has for himself (J. Hervada) The spouses become a single unit of life and for life
(P. J. Viladrich).
J.
February 2006

V.

Quadras

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